L'Ansaldino, n. 17, 1956
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 17, 1956
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), dritto di poppa di una turbocisterna in costruzione ai Cantieri navali di Sestri Ponente per la "Compagnia Internazionale" di Genova
A p. 16 (copertina), lo scafo della turbocisterna, in costruzione ai Cantieri navali di Sestri Ponente per la "Compagnia Trasporti Petroli" di Palermo
- Dritto di poppa di una turbocisterna in costruzione ai Cantieri navali di Sestri, p. 1
- Nuova serie di quadri elettrici per bordo, p. 2
- Prove e consegna della "G. Ansaldo", p. 3
- Economia spicciola, p. 4
- Macchine vecchie, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Officina pale, p. 8
- Energia nucleare: il reattore, p. 10
- Concorso fotografico, p. 11
- Cral, p. 12
- "L'Ansaldino" risponde, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Lo scafo della turbocisterna, in costruzione ai Cantieri di Sestri, p. 16 - Data testuale
- 1956 settembre 15-30
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/52
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
Ditte pi ein er QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO SAL wr See ine sn
ed ai pansionati Gruppo secondo
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Dritto di poppa di una turbocisterna di 31.500 T.D.W. in costruzione al Cantiere di Sestri per la « Compagnia Internazionale » di Genova.
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Nuova serie di quadri
elettrici per bordo
n previsione dell’incremen-
to Gi lavoro conseguente al-
l'applicazione della legge
Tambroni ed allo scopo di
trarne i più ampi e duraturi
benefici tecnici ed economici.
l'ufficio STU-ELET del Can-
tiere di Sestri ha elaborato a
suo tempo lo studio di una se-
rie di quadri standard per
bordo che alla più spinta nor-
malizzazione, garanzia di qua-
lità, rapidità ed economicità
di produzione, unisse la mag-
giore rispondenza alle più ag-
giornate caratteristiche tecni-
che dei materiali ed esigenze
degli impianti.
Tale lavoro di normalizza-
zione si è svolto principal-
mente nel campo dei quadri
principali e delle sottostazioni,
in quello dei centralini per di-
stribuzione luce ed in quello
dei centralini degli impianti
forza, rispettivamente a cura
dei sigg.ri dis. costr. A. En-
ria e dis. V. Forgione ed E.
Moretti, sotto la guida del C.
Sala sig. B. Bigot.
Per i quadri principali e
delle sottostazioni è stata rea-
lizzata una serie di quadri
standard ad interruttori auto-
matici che può essere consi-
derata d’avanguardia anche in
campo internazionale, acco-
munando in sè le caratteristi-
che tecniche più aggiornate in
materia quali la scomposizio-
ne in armadi elementari a
struttura cellulare con ispe-
zione anteriore e posteriore,
l’impiego di interruttori ad e-
levato potere di rottura di ti-
po estraibile con chiusura
meccanica a molla e relais di
sovraccarico a tempo dipen-
dente, l’uso di strumenti a
scala circolare antiparallasse.
ia realizzazione di un sistema
di sbarre e di collegamenti
principali a pioggia e di col-
legamenti ausiliari a cavetti
multipli con morsettiere a
blocchetto tra gli armadi e tra
questi ed i relativi pannelli
ed, infine, l’impiego di schemi
e disegni costruttivi standard
riprodotti su tabelle e disegni
normali da tenere continua-
mente aggiornati con i perfe-
zionamenti e gli adattamenti
risultanti necessari nelle suc-
cessive applicazioni.
Detti quadri, realizzati di
volta in volta raggruppando
in modo idoneo il necessario
numero di armadi elementari.
possono essere impiegati per
qualsiasi tipo di nave, tanto a
corrente continua quanto a
corrente alternata, così per
impianti di piccola potenza
come per quelli più importan-
ti con l’impiego di interrutto-
Per i centralini di distribu-
zione ad interruttori automa-
tici degli impianti forza e lu-
ce sono stati realizzati due ti-
pi di quadri standard di tipo
moderno, costruibili in serie,
facilmente adattabili alle di-
verse necessità di servizio e di
installazione degli impianti ed
idonei all'impiego di tutti gli
interruttori omologati per il
servizio di bordo reperibili sul
mercato.
I centralini, realizzabili nei
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con preliminare lavorazione
in serie a fondo magazzino.
Successivamente i telaietti fi-
niti vengono, secondo le esi-
genze degli impianti, montati
in posto a bordo su una o più
file, in nicchie o custodie ad
armadio, anch'esse normaliz-
zate.
I quadri ed i centralini
suindicati oltre che risultare
di costruzione più economica
per la maggiore standardizza-
zione della produzione, che
È SEZIONE A-A
2
ver
ho -— —_-.
Centralino luce con interruttori automatici tipo « Stotz ».
ri fino a 4.000 Amp, di diverse
case costruttrici.
Un opportuno dimensfona-
mento delle sbarre e l'impiego
di interruttori a capacità di
rottura corrispondente alla
massima corrente di corto cir-
cuito verificantesi sul quadro,
determinata con accurati cal-
coli di accertamento, assicura-
no ai quadri la massima sicu-
rezza e selettività di protezio-
ne oggi realizzabile negli im-
pianti di bordo,
tipi ad una, due, tre e quattro
file, consentono la formazione
di quadretti formati da 3 fino
a 28 interruttori del tipo uni-
polare con neutro, bipolare e
tripolare per impianti a cor-
rente alternata, o solo bipola-
re per impianti a corrente
continua.
Gli interruttori riuniti tra
loro fila per fila su appositi te-
laietti, con proprie staffe di
fissaggio e sbarrette di distri-
buzione, sono montati su telai
per alcuni elementi può esse-
re eseguita in serie con lavo-
razione su maschera e mate-
riali unificati ridotti al mini-
mo numero di tipi indispensa-
bile, presentano i seguenti
particolari vantaggi:
— maggiore facilità di pre-
ventivazione di peso e di co-
sto all'atto della progettazione
— riduzione del numero dei
disegni a carico dell’Ufficio
Studi per ogni singola costru-
zione
SEZIONE A-A
— maggiore facilità di ese-
cuzione dei disegni d’impian-
to, basati fin all'impostazione
del progetto su quadri già de-
finiti in ogni particolare
-— maggiore facilità di ese-
cuzione degli impianti a se-
guito della maggiore preven-
tiva conoscenza da parte del
personale dei quadri costi-
tuenti, ripetentisi sempre nel-
la stessa forma e disposizione
— miglioramento della qua-
lità della produzione per l’au-
tomatico trasferimento da una
nave all’altra dell’esperienza
acquisita in ogni costruzione
— maggiore sicurezza della
corrispondenza di ogni singo-
la costruzione alle norme di
classificazione
— più facile e rapido ap-
provvigionamento e più com-
pleta utilizzazione dei mate-
riali con l’assoluta eliminazio-
ne di residui di lavorazione
non reimpiegabili.
Vittorio Fanfani
Una conferenza
internazionale
sull’automazione
a Cambridge
Dall’11 al 14 settembre si è
svolta a Cambridge la « IV
Conferenza Internazionale »
organizzata dall’« Institute of
Personnel Management ». La
conferenza ha avuto per argo-
mento l’automazione e i suoi
riflessi sull’addestramento e
la selezione del personale. Vi
ha partecipato — in qualità
di rappresentante dell’Ansal-
do e dell’LA.I. (Istituto per
l’Addestramento n e IVI n d u-
stria) — il nostro Dirigente
dottor Alberto Tomasi, il qua-
le è stato invitato a presiede-
re la commissione di studio
che ha discusso l’addestra-
mento dei Capi.
ERRATA CORRIGE
La didascalia della fig. 2
dell’articolo « Gli stabilizzato-
ri Denny Brown, pubblicato
nel numero scorso de « l’An-
saldino », deve essere letta.
per quanto riguarda la terza
parte, « Pinna angolata in al-
to » e non « Pinna angolata in
basso »,
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Aspetto esterno del quadro elettrico principale a corrente alternata.
Prove e consegna
della “G. Ansaldo”
Jos quinta motonave «della
serie «Capitani del Lavo-
ro», quella che porta il nome
di Giovanni Ansaldo, è uscita
in mare - per la prima volta -
il 28 agosto per le prove di
velocità e di tutte le apparec-
chiature di bordo.
Fu l’armatore ing. Giovan
Battista Bibolini che volle in-
titolare una delle sue navi al
nome dell’uomo che oltre un
secolo fa, insieme a Bombrini,
Penco e Rubattino, fondò il
grande complesso industriale
ligure la cui storia è stretta-
mente legata a quella d’Italia.
Agli ordini del Comandante
Alberto Beretta la nave ha la-
sciato il Cantiere di Muggiano
alle sei del mattino e si è
spinta al largo della costa li-
gure su un mare leggermente
mosso mentre raffiche di vento
e scrosci di pioggia spazzava-
no ogni tanto la coperta.
Per tre ore di seguito la
« Giovanni Ansaldo » ha com-
piuto le prove di velocità pro-
gressiva, quindi quelle di
evoluzione e, infine, quelle a
tutta forza e di marcia avanti
e indietro, sotto il controllo
dei rappresentanti della So-
cietà armatrice, e dei periti
dei Registri Navali.
Durante la prova progressi-
va la nave il cui motore Die-
sel Fiat 757 da 5.500 HP ha
funzionato con perfetta rego-
larità dopo esser sfilata dinan-
zi ai paesi delle Cinque Ter-
re, a Riva Trigoso, Sestri Le-
vante, Lavagna, Chiavari, Ra-
pallo, Santa Margherita, Rec-
co, Camogli e Nervi che ap-
parivano, per la foschìa, come
sfumati acquerelli, la nave è
giunta in vista dei grattacieli
di Genova. Poi, inversione
della marcia e ancora andiri-
vieni, per ore, fra le « basi »
consuete, segnalate, ad inter-
valli, dai gutturali richiami
del clakson che provocavano
scatti di cronometri degli ad-
detti alla rilevazione degli
elementi necessari a stabilire
le velocità dell’unità.
Per quindici ore in ogni lo-
cale della nave l'animazione è
stata intensa: da prora a pop-
pa, dalla plancia al locale
macchine, dagli argani a sal-
pare all’asse port’elica è stato
un incrociarsi di tecnici e 0-
perai i cui rilievi, infine, rac-
colti e controllati, hanno dato
la misura esatta della perfetta
funzionalità della « Ansaldo ».
A bordo, per l’occasione, si
trovavano gli Amministratori
Delegati della Società armatri-
ce ing. Augusto Telesio e dott.
Glauco Lolli Ghetti, l’ispet-
tore Ghiara, il Comandante
Tealdi, i sigg. Rosina, Bagni e
Giunchi sempre della « Carbo-
coke », l’ing. De Simoni e sig.
Lemmi dell'American Bureau,
l'ing. Montani e i sigg. Vigo
e Battaglia del Lloyd Register,
gli ingg. Pannunzio, Iozza e
Com.te Bellacosa del RINA.
Per il Cantiere Ansaldo di
Muggiano, il Direttore ing.
Bruno Palenzona con il V. Di-
rettore ing. Giulio Mori e gli
ingg. Vitale, De Nicola, De
Marchi, l’ing. Bertolotti (il
coordinatore dei lavori a bor-
do sempre in movimento da
un punto all’altro della nave)
gli ingg. Borzone, Milanesio,
Alfano, Marchetti, Rabbone.
Erano anche presenti: gli uf-
La firma del verbale di consegna da parte degli ingg. Casaccia e
Palenzona per l’Ansaldo, e del
ingg. Mulas e Bisighin
ficiali dello yacht imperiale
iraniano «Shahsavar» Chamlu
Nesser, Tabatabai Diamal,
Gholam Mostafian e Mottaghi,
l'ing. Conti del Meccanico,
il col. Castellano, il sig. An-
fosso, i! dott. Acerbi, l’ing.
Conte della « Nuova S. Gior-
gio », il sig. Zenga della Tele-
meccanica, il sig. Rindi della
Galileo, 11 sig. Camoirano del-
la Fiat, il sig. Crusic della
Samar, il sig. Garberoglio del-
la Microtecnica, il Direttore
di macchina della « Carboco-
ke » Del Santo, con il 1.0 uf-
ficiale Mosconi e altri,
Quando al ritorno abbiamo
chiesto le impressioni sulle
prove, i dirigenti del Cantiere
di Muggiano e i rappresenian-
ti dell'armatore e dei Registri
Navali ci hanno risposto tutti
concordemente che i risultati
sono stati superiori ad ogni
miglior previsione.
Pochi giorni dopo, il 5 set-
tembre, la « Ansaldo» è stata
consegnata all’armatore.
Per la Società « Carbocoke»
di Palermo, appartenente al
gruppo armatoriale Bibolini,
per conto della quale l’unità
è stata costruita, erano presen-
com.te Pietro Bibolini e degli
per la « Carbocoke ».
ti il Comandante Pietro Bibo-
lini e gli ingg. Bisighin e Mu-
las e per l’Ansaldo il Diretto-
re Centrale Commerciale ing.
Amedeo Casaccia e gli ingg.
Bruno Palenzona e Giulio Mo-
ri, rispettivamente Direttore e
V. Direttore del Muggiano.
Subito dopo la firma dei
verbali il Comandante Pietro
Bibolini ha rievocato la figura
dell'armatore ing. G, B. Bibo-
lini al quale si deve la costru-
zione delle navi intitolate ai
« Capitani del Lavoro » sotto-
lineando i legami che unisco-
no il gruppo armatoriale Bi-
bolini al Cantiere spezzino.
Gli ha risposto l’ing., Casac-
cia mettendo in risalto l’ori-
ginale concezione delle navi
volute dall’ing. Bibolini che
hanno trovato nell'ambiente
marittimo internazionale il
più largo dei favori. rappre-
sentando ormai un prototipo
fra le navi da carico secco.
Successivamente il cappel-
lano di fabbrica don Aurelio
Olivieri ha benedetto la «Gio-
vanni Ansaldo » che in sera-
ta ha lasciato il Golfo della
Spezia agli ordini del Coman-
dante Tealdi. Aldo Galli
PROTEZIONE CATODICA DELLA CARENA DELLE NAVI
E’ noto da lungo tempo e va-
lidamente combattuto con
vernici anticorrosive ed anti-
vegetative il fenomeno della
corrosione della carena dovu-
ta all’azione di coppie galva-
niche naturali, che si origi-
nano sulla superficie metallica
della nave a contatto con l’ac-
qua marina ad opera di ten-
sioni meccaniche interne, di-
somogeneità dei metalli, azio-
ni bacteriche, variabilità del
grado di aereazione superficia-
le, ecc.
Con l’impiego su larga sca-
la della saldatura elettrica e
di altre lavorazioni elettro-
meccaniche sulla nave duran-
te l'allestimento e con l’incre-
mento del grado di elettrifica-
zione dei Cantieri, tale feno-
meno ha però acquistato mag-
gior pericolosità per il sovrap-
porsi all’azione corrosiva delle
coppie galvaniche naturali di
una azione analoga, ma molto
più attiva, dovuta alle corren-
ti vaganti create dalle disper-
sioni dei circuiti di saldatura
di bordo e degli impianti elet-
trici di terra e di bordo.
Tali correnti che, dati i bas-
sissimi potenziali in giuoco,
non possono essere efficace-
mente drenate con la messa a
terra dello scafo, producono,
a seconda che siano in ingres-
so o in uscita dal fasciame di
carena, rispettivamente delle
azioni di saponificazione sulle
vernici protettive e di corro-
sione sulle lamieré. Poichè la
sola applicazione delle pitture
allo scafo si è dimostrata non
completamente efficace, è sta-
to da qualche tempo studiato
e impiegato all’estero un siste-
ma di protezione anticorrosi-
va che, basato sull’applicazio-
ne alla carena di un potenzia-
le di valore regolabile, ha da-
to ottimi risultati. Questo po-
tenziale può essere ottenuto
sospendendo anodi di zinco o
di magnesio attorno alla nave,
al di sotto della linea del gal-
leggiamento, e collegandoli
direttamente alle sovrastrut-
ture di coperta.
Il Cantiere di Sestri, giusta-
mente preoccupato di conse-
gnare agli armatori le sue na-
vi nelle migliori condizioni di
conservazione, ha da qualche
tempo iniziato delle applica-
zioni sperimentali di protezio-
ni catodiche della carena con
l’impiego di anodi di zinco ad
elevata purezza ottenendo ri-
sultati soddisfacenti ed.ora si
appresta a sperimentare anodi
di magnesio allo scopo di con-
frontare i vantaggi tecnici ed
economici ottenibili con l’uno
o l’altro sistema.
L’applicazione della prote-
zione catodica richiede un co-
stante controllo della tensio-
ne di protezione, con sposta-
mento e variazione del nume-
ro degli anodi impiegati, ed
una accurata esecuzione e ma-
nutenzione dei circuiti di
connessione degli anodi allo
scafo, Tali operazioni sotto la
direzione della Stu/Elet ven-
gono svolte con perizia dal
personale di Man/Elet, che
provvede pure a conservare
nella massima efficienza i cir-
cuiti delle saldatrici e degli
impianti provvisori di bordo,
allo scopo di limitare o evita>
re per quanto possibile qual-
siasi dispersione di corrente.
Italo Massenti
tica
L'AFFONDAMENTO DELL' ‘ANDREA DORIA‘
Altre manifestazioni
di solidarietà
Altre numerose espressioni di
cordoglio e di solidari sono per-
venute all'« Ansaldo » al nostro
giornale per la tragica scomparsa
della « Andrea Doria », Fra le al-
tre è particolarmente toccante que-
sta lettera che ci hanno inviata al-
cuni operai del Meccanico e che
pubblichiamo nel suo schietto e
semplice testo integrale:
Poco assuejatti come siamo
noì operai a scrivere con un
certo stile letterario, vorrai,
gentilmente, se o riterrai
pubblicare quanto spontanea-
mente sentiamo di esprimere
per la tragedia che in questi
giorni ha colpito la nostra Ma-
rina Mercantile.
Essa non rappresenta solo
una grave perdita per una del-
le nostre Società di Naviga-
zione di preminenza naziona-
le, dalle tradizioni più glo-
riose del nostro Paese ma ne
rappresenta un ineluttabile
lutto che per noi Ansaldini dal
più umile al più responsabile
rimane una grave ferita come
se qualcosa di nostro sia ve-
nuto improvvisamente a man-
care, in modo inspiegabile da
rimanerne quasi increduli ed
annichiliti. Andrea Doria, que-
sto il tuo nome, Dalla tua im-
postazione ti abbiamo vista
crescere curata giorno per
giorno amorevolmente sui no-
stri scali di Sestri Ponente.
Aumentavano le tue propor-
zioni, battevano le tue macchi-
ne nelle nostre officine come
il nostro cuore, eri della no-
stra Genova che purtroppo
non ti vedrà più attraccare al-
le nostre banchine. Ti aveva-
mo dato tutto noi stessi; il tuo
nome era orgoglio per moi
gente ligure; esso proviene
dalla nostra storia. Eri geno-
vese e in tutto simbolo della
nostra volontà di ricostruzio-
ne del nostro Paese uscito da
immani distruzioni belliche.
Sei stata per noi un banco di
prova, una magnifica prova di
popolo lavoratore ed ogni tuo
viaggio dimostrava al mondo
la nostra volontà di ripresa
di prestigio crescente del no-
stro Paese che riguadagna nel
tempo la fiducia che giusta-
mente meritava e merita nel
campo marinaro.
Ma un destino crudele ha
voluto che tu riposassi sui
fondi marini di quel grande
oceano che è Patria di tutti in
quelle stesse acque che furo-
no solcate daile caravelle di
Cristoforo Colombo.
Il mare ti ha voluto per sè.
Rimane a consolarci il va-
lore del tuo eroico equipag-
gio composto di uomini di ma-
re generosissimi e valenti ge-
losi continuatori delle tradi-
zioni marinare di un popolo.
Ti rivedremo nuovamente
« Andrea Doria II »; noi sia-
mo pronti, e quando fischie-
ranno le sirene e tu scenderai
dai nostri scali al bacio del
mare una lacrima sgorgherà
dai nostri occhi irrefrenabil-
mente; lacrime di gioia di or-
goglio pur ricordandoci una
grande sciagura e rinnovando
un cocente dolore.
L'ing, Gioacchino Meli. ha serit-
to da] Cile all’ing. FAgardo De Vito:
Carissimo Edgardo,
attaccato alla radio fin dal
primo tragico annunzio che la
bella Andrea Doria era stata
speronata, ho spasimato spe-
rando fino all’ultimo, che il
colosso si fosse salvato.
Poi ogni speranza è svanita
e la tragica notizia mi ha pro-
fondamente addolorato come
se avessi perduto una parte di
me stesso.
Ho pensato alla mia Patria
colpita nella sua fierezza e nel
suo orgoglio di possedere una
delle più belle navi del mon-
do, la più bella, ed ho pensa-
to soprattutto agli Ansaldini,
dirigenti ed operai, che con
l'ingegno e con le braccia so-
no stati gli artefici del capo-
lavoro che si è inabissato nel
mare.
Come Italiano e come An-
saldino sento tutta l'amarezza
della tragedia ed insieme agli
Italiani e agli Ansaldini e so-
prattutto ai Genovesi, piango
senza il conforto dei miei fra-
telli dai quali vivo così di-
stante. A te, amico caro, af-
fido questo messaggio, che dà
sfogo al mio dolore, pregan-
doti di considerarmi vicino a
tutti gli Ansaldini in questo
doloroso momento.
Ti abbraccio
aff.mo
Ing. Gioacchino Meli
Agente Ansaldo per il Cile
Sono inoltre pervenuti rispetti-
vamente all’ing. Lo Monaco e allo
ing. Casaccia i seguenti telegrammi:
« Profondamente impressio-
nati tragedia Andrea Doria
vogliate accettare sensi nostra
simpatia e personali saluti
Capriles Contreras Cemencoro
« Da Gillespie e Houston
Jackson vogliate accettare per
conto Ansaldo nostri sensi sin-
cera simpatia per tragica per-
dita seguito collisione vostra
bella nave Andrea Doria ».
IL LAVORO
NEI
EB
E;
rate.
a caduta dell’Impero Romano d’Occidente segna il trionfo dei barbari germanici, e
quindi apre per l’arte il periodo dei seroli bui. Resterà soltanto lo splendore del-
l’arte -orientale, attorno alla capitale Bisanzio.
Ma in Occidente, prima che il crollo definitivo avvenga, interviene il Cristianesimo,
che in una elevata tradizione culturale, cominciando il proprio dominio nel mondo delle
idee e dei sentimenti, finisce per abbracciare tutti i settori della vita.
In arte esso muta soltanto i soggetti, conservando naturalmente le forme: dal I al
IV secolo, infatti, tra arte pagana ed arte cristiana c’è solo diversità di contenuto, ma è
evidente la comunanza di stile. (Come risulta appunto dalla tavola che pubblichiamo).
L’arte paleocristiana si esprime soprattutto nei sarcofagi, in pregevoli rilievi di avo-
rio e in opere minori, come le lampade ornate e i vetri dorati con rappresentazioni figu-
Anzi, nell'antica arte cristiana abbondano le vetrerie, e sembra che fossero princi-
palmente destinati al culto cristiano i cosiddetti fondi d’oro, con figure di sottilissimo fo-
glio d’oro tra due lamine di vetro.
Di tali lavori non esistono che frammenti: noi pubblichiamo appunto una ricostruzio-
ne ospitata nel Museo Vaticano di frammenti provenienti dalle Catacombe romane, e che
illustrano il lavoro del legnaiolo.
Economia spicciola
S i sa di dire cosa ovvia
n» quando si afferma che
non vi è mentalità di industria
dove non vi è senso di econo-
mia.
L’industria è principalmen-
te basata su concetti di eco-
nomia, intesa questa nel senso
lato della parola: da quella
che si dice politica economica
a quella che è l'economia spic-
ciola.
La mentalità di industria è
viva, è operante quando cia-
scuno e tutti sentono un po’
come propri i problemi che
sono dell'ambiente nel quale
si passa la maggiore e miglio-
re parte della nostra vita, Il
senso dell'economia che per-
mea di sè, ora per ora, qual-
siasi genere di lavoro, è ve-
ramente tale se costituisce un
vero abito mentale, se si pre-
senta ad ogni circostanza, se
entra a far parte del nostro
pensiero dominante, Deve es-
sere nella ferma volontà di
chi comanda ed organizza a
qualunque livello, deve essere
nella mente di chi tratta un
affare; nella logica e nella tec-
« matita » di chi insegna un
assieme od un particolare; nel-
l'abilità di chi acquista o ven-
de; nella visione di chi si ac-
cinge ad ideare un attrezzo
nuovo; nel calcolo di chi pre-
para un tempo di lavorazione;
nel proposito del capo che as-
segna il lavoro ad uno più
che ad un altro uomo, ad una
più che ad un’altra macchina;
nel cuore di chi produce nel
lavoro diretto su un tornio 0
su una affilatrice, nei mon-
taggi o nelle sale prove. Cia-
scuno al proprio livello appor-
ta il suo contributo di econo-
mia che sommato a quello del
collega di lavoro, dei mille e
mille colleghi di lavoro, costi-
tuisce il complesso di armonia
i cui risultati si riscontrano
poi, ineluttabili, alla resa dei
conti .e che possono fare di
una industria, di una azienda
in genere, la prosperità o la
condanna,
Passando dal generale al
particolare e dalle cose impor-
tanti alle piccole, per avere
una idea degli effetti dell’eco-
nomia (0 del suo contrario che
ora, esaminiamo, fra iî suoî
moltissimi aspetti, un solo
piccolo caso, quasi insignifi-
cante, al quale forse pochi
pongono mente. E’ una inezia,
una delle mille e mille inezie
di una grande industria; una
cosa alla quale quasi nessuno
bada e di cui forse pochi si
preoccupano; una piccola fuga
d’aria compressa, per esempio.
Nei nostri Stabilimenti si fa
uso di aria compressa e pro-
prio perchè se ne fa largo uso
pochi badano più, ormai, ad
una eventuale fuga attraverso
i rubinetti o le manichette.
Che cosa può mai rappresen-
tare quel piccolo caratteristico
sibilo che quasi sempre sen-
tiamo attraversando le varie
officine? E’ un sibilo però che
in generale dura quanto dura
il lavoro, spesso ventiquattro
ore su ventiquattro, per mesi,
per anni. Vale la pena di sa-
perlo ed i dati sono riassunti
nella seguente tabella che ri-
portiamo da un indovinato
opuscoletto-reclame pubblicato
dalla Motomeccanica e che
tengono conto delle perdite
nica del progettista; nella è lo spreco), praticata ora per che si verificano în 8 ore.
Distribuzione a 7 Kg./cm®
Orificio Litri Potenza in HP Spesa in lire, al costo dell'energia di L 8,— per Cv. e per ora
ispondenti d'aria lib occorrenti per 5 7 —
ao | | na ia e
di al minuto a IKg/em2 Lire Bor nigecne 8 ore piigemo
1mm 78 0,5 40 1.000 12.000
2a 270 2, 160 4.000 48.000
Sura 750 5, 400 10.000 120.000
5 _» 2.100 15, 1.200 30.000 360.000
10 » 8.000 55, 4.400 110.000 1.320.000
Ecco che cosa costano le fu-
ghe di aria compressa.
Sono elementi questi su cui
sarebbe bene si fermasse l’at-
tenzione di quelli che vivono
nelle officine, dai dirigenti agli
ingegneri, ai capi, agli operai.
E’ evidente che altre nume-
rosissime fonti di economia vi
sono nell’industria, come in
qualunque famiglia, e che il
contributo che i tecnici pos-
sono dare anche nell’importan-
te campo dell’economia spic-
ciola è notevole.
RINGRAZIAMENTO
Il sig. Benito Pullacino
dipendente del Cantiere di
Sestri, ringrazia tutti coloro
che, essendo presenti ad An-
dalo dopo il suo arrivo, si so-
no prestati per portargli aiuto
e conforto in occasione della
improvvisa grave malattia che
ha colpito la sua piccola Ma-
rina.
Un grazie particolare ai di-
rigenti del CRAL che hanno
provveduto, con squisita sen-
sibilità, ad alleviare la sua
sfortunata situazione.
LAUREE
Il 23 agosto, presso l’Uni-
versità di Genova, si è lau-
reato brillantemente in medi-
cina e chirurgia con punti
110 su 110, lode e medaglia
d’argento, il sig. Carlo Crovet-
to, figlio dell’impiegato tecni-
co Biagio Crovetto del Mecca-
nico.
AI neo dottore, che ha di-
scusso la tesi sperimentale
« Sulla diagnostica citologica
delle gastropatie » (relatore il
chiarissimo prof. Antognetti),
e al suo genitore formuliamo
le nostre più vive congratu-
lazioni.
* * *
L’impiegato Ugo Scaraonati
del nostro stabilimento « Co-
struzioni Meccaniche e Im-
pianti Industriali » ha conse-
guito il 25 luglio, presso l’U-
niversità di Genova, la laurea
in ingegneria industriale mec-
canica discutendo la tesi «Gru
a braccio retrattile con ben-
na per scarico sabbia» (re-
latore l’illustre prof. Capocac-
cia).
AI neo ingegnere le nostre
congratulazioni e l’augurio di
un brillante avvenire.
Macchine vecchie
(O) uand’ero ragazzo, in un
= tratto di spiaggia deserta,
c'erano alcune vecchie mac-
chine, abbandonate da tempo.
Ignoro la ragione per cui si
trovavano là, e perchè non
fossero state vendute a peso.
Fatto è che in quel tratto di
spiaggia deserta c’erano alcu-
ne vecchie macchine, buttate
alla rinfusa, e qualche parte
metallica non ancora coperta
dalla ruggine luccicava al so-
le. Le macchine stavano sdra-
iate su un fianco, o addirittu-
ra rovesciate, con le grandi le-
ve verso il cielo, e qualche
ruota semiaffondata nella sab-
bia. Quando il mare era molto
mosso le onde giungevano a
lambire la macchina più vici-
na: guardando da lontano, si
poteva pensare a relitti di
qualche naufragio, portati ap-
punto dalla corrente,
ba
Erano invece soltanto delle
vecchie macchine, relitti di un
naufragio sì, ma del naufragio
metaforico che sul mare tem-
pestoso della vita tutto travol-
ge nei gorghi della vecchiaia,
della terribile vecchiaia quan-
do i movimenti cominciano ad
essere affannosi e lenti, i con-
gegni non rispondono più, gli
organi diventano inadatti alla
funzione per cui erano stati
creati, e paiono atrofizzarsi
nella forzata inattività.
Le macchine stavano là co-
me morte, anzi erano morte,
perchè le macchine nello stes-
so momento in cui cessano di
essere utili, muoiono. Ci avete
mai pensato?
Forse era per questo che noi
ragazzi, mentre ne eravamo
affascinati e attirati, ne erava-
mo anche spaventati e respin-
ti. Ci avvicinavamo cauta-
tamente, come nel timore che
si potessero destare, e quando
ardivamo toccarle era con un
gesto furtivo che ci dava i bri-
vidi, e subito fuggivamo.
Ad alcuni di noi, quando fa-
cevamo i capricci, i genitori
minacciavano di portarci, nel-
la notte, dalle « vecchie mac-
chine ». E noi ammutoliva-
mo alla terribile minaccia, già
vedendo colla fantasia le vec-
chie macchine danzare sotto
la luna una terribile e maca-
bra sarabanda, e udendo i lo-
ro meccanismi tintinnare sini-
stramente, scheletri mossi da
un invisibile burattinaio.
Vecchie macchine, quanta
paura ci facevate! Poi un
giorno siete scomparse, stra-
namente come eravate venute,
ma il vostro ricordo è rimasto
uno dei più vivi della nostra
infanzia.
L’altro giorno, invece, in
fondo ad un vasto piazzale
inutilizzato, ho veduto altre
macchine, vecchie e ruggino-
se, mancanti di qualche pezzo,
abbandonate sotto la pioggia.
Qualcuna era sventrata, e mo-
strava impudicamente attra-
verso un largo squarcio una
parte degli ingranaggi interni,
come in qualche stampa popo-
lare di volgarizzazione anato-
mica si vedono rappresentati
dentro al corpo umano i vari
organi. L’acqua scerosciava im-
placabile sul metallo, inonda-
va l’interno, usciva a fiotti
dalle varie aperture. Un pic-
colo tubo di rame disposto ad
arco lanciava lontano il suo
getto, come se fosse stato una
fontana.
Nel capannone, al coperto,
le macchine nuove e luccican-
ti continuavano il proprio rit-
mico lavoro con una indiffe-
renza ed un distacco che, evi-
dentemente senza alcuna logi-
ca da parte mia, mi irritarono,
e mi fecero anche pensare al-
le generazioni di uomini che
si susseguono indaffarate e
frettolose, disseminando lun-
go il cammino i cadaveri dei
propri padri.
Oggi infine mi sono ferma-
to davanti a una vecchia mac-
china abbandonata e solitaria,
in un ripostiglio. Sembrava il
monumento di un’epoca, coi
suoi ingranaggi pesanti, con i
grossi pedali inanimati, con
enormi pulegge senza cinghia.
Anche se fosse stata lustra e
rimessa per un momento in
efficienza, sarebbe rimasta il
monumento di un’epoca, per-
chè tutto in lei denunciava lo
stile di un tempo. Materiale
impiegato senza risparmio da-
vano alle varie parti un aspet-
to tozzo e rotondo, come le
vecchie carrozze con l’impe-
riale. I raggi delle ruote erano
contorti a « esse », tutte le le-
ve avevano forme panciute e
« barocche »; per creare una
simmetria formale alcune par-
ti erano allungate, arrotondate
o raddoppiate senza alcuna
ragione funzionale, come cer-
te capigliature della « belle
époque ».
1 piedi, le maniglie, il brac-
cio superiore avevano dei
fregi che tutti li ricoprivano,
e le lettere scritte (sia il no-
me della fabbrica che le in-
dicazioni per l’uso delle leve)
avevano degli ampi svolazzi.
Ecco allora che la mente, sen-
za alcuno sforzo, era portata
ad immaginare l'operaio che
aveva lavorato su quella mac-
china con un bel paio di baf-
fi e una fiammante paglietta.
Era l’epoca delle lunghe di-
chiarazioni d'amore col ginoc-
chio destro a terra e la mano
sul cuore, delle gite domenica-
li sull’imperiale della trabal-
lante « carrozza », delle facili
lacrime per il riconoscimento
del piccolo macilento forna-
retto che si scopriva figlio del-
la baronessa mediante le due
metà della fatidica medagliet-
ta.
Ecco: una macchina aveva
evocato tutto un torrente’ di
ricordi, come può accadere
sfogliando un vecchio alma-
nacco, o semplicemente ascol-
tando una vecchia canzone
« del tempo che fu ».
Poi mi è venuto un pensiero
triste: queste nuove e lucci-
canti macchine che pulsano
oggi piene di vita e condivido-
no con me le gioie e i dolori
delle mie lunghe giornate, sa-
ranno domani vecchie, come
lo sarò io, e parleranno ad al-
tri di un tempo che fu il mio,
e che sarà ormai lontano.
Ah! Vecchie macchine bir-
bone, vorreste con questo in-
sinuare nel mio animo il dub-
bio che voi non siete solo uno
strumento
produttivo, un
« macchinario » insensibile, un
freddo aggeggio utilitario
che io adopero e butto via
quando non mi serve più? No
non voglio credervi.
Comunque, resta il fatto
sconcertante che siete riusci-
te a farmi rabbrividire come
leggendo una vecchia saga
nordica, a farmi riflettere co-
me in presenza di un testo fi-
losofico, a farmi infine gozza-
nianamente sognare e umana-
mente sperare e disperare.
Care, vecchie macchine!
9
Lucio Bozzano
(Disegni di Rocco Borella)
La nuova potente spianatrice meccanica installata al Cantiere Navale di Sestri,
VISITE AGLI STABILIMENTI
L'ammiraglio Pecori Giraldi al Cantiere di Livorno.
LIVORNO]
MOVIMENTO BACINO
— Dal 17 al 18 luglio ha
sostato lo yacht « Ruming
Eagle » della Società arma-
trice «+ San Augustin » di
Panama, per carenaggio.
— Dal 21 al 25 luglio ha so-
stato la motonave « Istar » di
£75 T. S. L. della Società ar-
matrice « Daneo « di Genova,
per carenaggio e lavori da
parte di Ditte esterne.
— Dal 27 luglio al 3 agosto
ha sostato lo S/s « Laura
Lauro » di 7083 T. S. L. del-
l’armatore Achille Lauro di
Napoli, per lavori di ripara-
zione allo scafo.
— Dal 4 al 5 agosto ha so-
stato il piroscafo « Silva » di
1158 T.S.L. della Società ar-
matrice « Alfino & Figli» di
Catania, per carenaggio.
— Dal 13 al 14 agosto ha
sostato la motonave « Genepe-
sca VI» di 702 T.S.L. della
Società « Genepesca » di Li-
vorno, per carenaggio.
— Dal 27 al 29 agosto ha
sostato il piroscafo «Georgius»
di 872 -T.S.L. della Società
« Marcau & Sons» di Londra,
per carenaggio e lavori da
parte di Ditte esterne.
— Dal 31 agosto al 2 settem-
bre ha sostato il panfilo « Tre-
nora » di 864. T.S.L. della
« Shipping. Corporation» di
New York, per carenaggio e
verifica degli assi port’elica.
DI TECNICI
PERSONALITÀ
E STUDENTI
Ultimamente i nostri stabi-
limenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui se-
gnaliamo le seguenti:
—Un gruppo di cadetti del-
la Marina Militare Argentina.
Gli ospiti hanno visitato gli
impianti e le attrezzature del
Cantiere navale di Sestri, ac-
compagnati dal nostro ing.
Marsili.
— Quindici allievi di un
corso dell’A.N.C.C. (Associa-
zione Nazionale per il Con-
trollo della Combustione).
Hanno visitato le attrezzature
del bacino di carenaggio del
Cantiere di Livorno.
— Venticinque allievi della
Accademia Navale di Livorno.
Si sono recati al Cantiere
« Luigi Orlando », sofferman-
dosi particolarmente nella sa-
la a tracciare e nell’officina
carpenteria, accompagnati dal-
l’ing. Pavone.
— Il Vice Ministro indiano
dell’Indonesia, S. E, Satis
Chandra. Accompagnato dal
signor Donati della Direzione
Generale, l’illustre ospite ha
visitato il Meccanico e il Can-
tiere di Sestri, ricevuto dai
membri delle rispettive Dire-
zioni.
— Il Capo di S. M. della
Marina, ammiraglio Pecori
Giraldi. L'ospite, accompagna-
to dal Comandante dell’Acca-
demia Navale ammiraglio Pe-
sci, dal Direttore del Naval-
genarmi col. Gazzo e dal col.
Fantoni, è stato ricevuto dal
Direttore e dal V. Direttore
del Cantiere di Livor-
no, ingg. Rovetto e Di Pie-
trantony. L'ammiraglio Pecori
Giraldi si è soffermato parti-
colarmente ad osservare i la-
vori a bordo del cacciatorpe-
diniere « Indomito » e dell’av-
viso scorta « Centauro », com-
piacendosi vivamente.
CANTIERE
NUOVA SPIANATRICE PER LAMIERE
Recentemente è entrata in
funzione, presso il Cantiere
Navale di Sestri, una nuova
potente spianatrice meccanica
per lamiere, capace di spiana-
re e raddrizzare lamiere di
acciaio fino alla larghezza di
3200 mm. e allo spessore di
33 mm.
Detta macchina, costruita
dalla Ditta «S. Eustacchio »
di Brescia, si compone delle
seguenti parti principali:
1) Gruppo cambio-riduttore
contenente i ruotismi atti a
ridurre la velocità del motore
ed a trasmettere il movimento
ai cilindri spianatori median-
te un sistema di articolazione
a snodo. Questo sistema con-
siste in giunzioni cardaniche
collegate da allunghe a pal-
mola in modo da consentire
un sensibile disassamento tra
pignoni e cilindri relativi,
2) Basamento sul quale so-
no alloggiati i tre cilindri
spianatori inferiori sostenuti
alle loro estremità da soppor-
ti a culla che permettono l’o-
rientamento libero dei colli
sotto le deformazioni di la-
voro.
3) Traversa mobile la qua-
le porta i due cilindri spiana-
tori superiori (regolabili in
altezza per mezzo di un moto-
re elettrico da 35 cav. e so-
stenuti nello sforzo dai rela-
tivi controrulli) e quelli au-
siliari con sopporti orientabili
e spostabili verticalmente per
l’aggiustamento. Questo si ot-
tiene mediante un sistema di
regolazione indipendente co-
mandato da un motore a flan-
gia, fissato alla traversa stes-
sa, con riduzione a coppia eli-
coidale e trasmissione con al.
beri e vite-chiocciola.
La traversa mobile, per ga-
rantire nel suo movimento
l'assenza di giochi che ne pro-
durrebbero il fastidioso sal-
tellamento all’entrata e all’u-
scita della lamiera in lavora-
zione, è bilanciata da quattro
CENTRALE
cilindri pneumatici disposti
sopra la traversa fissa. Questi
cilindri tengono sempre tira-
ti i vitoni verso l’alto, annul-
lando evidentemente il gioco
nei filetti ed ottenendo in que-
sto modo una registrazione
accurata e sicuramente stabi-
le durante la regolazione dei
cilindri,
4) Traversa superiore fissa
che completa l’incastellatura
della macchina facendo da
ponte superiore e contiene il
meccanismo di sollevamento
della traversa mobile,
5) Montanti e colonne che
formano i lati verticali della
incastellatura e riuniscono so-
lidamente vl basamento e ll.
traversa superiore.
6) Vie a rulli per l’appog-
gio e il convogliamento delle
lamiere da introdurre fra i ci-
lindri spianatori della macchi-
na, costituite da una senie di
rulli folli, disposti anterior-
mente e posteriormente alla
macchina e sopportati da ap-
positi cavalletti.
Le caratteristiche princinali
della nuova spianatrice sono
le seguenti: diametro e lun-
ghezza utile dei cilindri spia-
natori, mm. 280x3250; diame-
tro e lunghezza utile dei ci-
lindri ausiliari, mm. 350x3250;
massime dimensioni della la-
miera da spianare, mm. 3200x
33; resistenza del materiale,
Kg. 50/mmaq.; minimo spessore
spianabile, mm. 10; numero
dei cilindri spianatori (coman-
dati), 5; numero dei cilindri
ausiliari (folli), 2; interasse
fra i cilindri spianatori, mm.
300; due velocità di spianatu-
ra, rispettivamente m. 5 e m.
10 al l’; potenza del motore
principale “di comando, cav.
135; potenza del motore di sol-
levamento della traversa mo-
bile, cav. 35; potenza di cia-
scun motore per sollevamento
cilindri ausiliari, cav, 3; pe-
so complessivo della macchi-
na, kg, 80.000.
ACETILENE
Un aspetto della centrale acetilene del Cantiere di Sestri, recen-
- temente revisionata dal Servizio manutenzione.
Imbarco, nel porto di Genova, di una delle locomotive costruite al CMI per l’India.
MECCANICO
Consegnate 1000 tonn. di materiale
Il materiale più importante
spedito dal 22 agosto al 6 set-
tembre è il seguente:
Al nostro Stabilimento CMI:
una caldaia per locomotive
indiane completa di tutti i
particolari. Al nostro Cantiere
di Muggiano: un viratore elet-
trico per. motore Ansaldo -
Fiat tipo 757 destinato alla
motonave « Carlo Canepa ».
Al nostro Cantiere di Livorno:
due condensatori in lamiera
d’acciaio completi di piastre
e tubi per il cacciatorpedinie-
re «Indomito»; una turbopom-
pa di alimento per circuito
principale di alimentazione
destinata al cacciatorpedinie-
re venezuelano « General De
Austria :; due eliche di bron-
zo a tre pale, manicotti e pres-
satrecce per un avviso scorta
indonesiano. Al nostro Cantie-
re di Sestri: un gruppo Diesel
alternatore da 187,5 kKVA con
I FAMIGLIARI
DEGLI ANSALDINI
IN VISITA AGLI STA
Anche quest'anno, in occa-
sione della chiusura degli Sta-
bilimenti per ferie collettive,
gli ansaldini che ne avevano
fatto richiesta, hanno potuto
far visitare i loro posti di la-
voro ai propri famigliari.
Le visite, predisposte dagli
uffici competenti, si sono effet-
tuate il giorno 12 agosto e vi
hanno preso parte numerose
persone. I visitatori sono ri-
masti pienamente soddisfatti
ed hanno espresso agli accom-
pagnatori la loro soddisfazio-
ne per questa iniziativa che
ha permesso di approfondire
ancor più quella solidarietà
che unisce i membri di una
stessa famiglia.
motore Ansaldo tipo 2131/4 S,
due gruppi turboalternatori
da 550 kW completi e due
poripe centrifughe per la tur-
bocisterna « Purfina Italia »;
una cassa riduttore parte in-
termedia e una cassa ridutto-
re parte inferiore facenti par-
te del complesso turboridutto-
re principale, due apparecchi
di sollevamento ruota lenta,
due pompe centrifughe, un
ruotismo intermedio di l.a e
2.a riduzione per turbina di
alta pressione, una ruota len-
ta per riduttore principale ed
altri particolari per l'apparato
motore della turbocisterna
« Fina Canadà »; un gruppo
Diesel-dinamo da 200 kW con
motore Ansaldo tipo Q 265/6
da 310 HP, accessori per ri-
scaldatori nafta e olio, rispetti
extra per depuratori e motori
elettrici, riscaldatori a vapo-
re, depuratori centrifughi per
olio e nafta, due caldaie An-
saldo - Clarkson, un gruppo
Diesel - dinamo con motore
Ansaldo tipo 2131/3 da 80 HP,
pompe centrifughe, una roto-
pompa a vite e due impianti
combustione nafta per la mo-
tonave « Angela Fassio »; due
pompe centrifughe verticali
per servizio spurghi acqua
dolce per una turbocisterna.
Aî « Cantieri del Mediterra-
neo »: collettore gas di scari-
co, coperchi convogliatori, fil-
tro nafta ed altri particolari
per motore Diesel Ansaldo -
Doxford destinato alla moto-
nave « Francesco Crispi » in
costruzione. Ai « Cantieri Riu-
niti dell'Adriatico » (Fabbri-
ca Macchine S. Andrea) di
Trieste: un collettore di vapo-
re, un collettore per corpo
caldaia, tre collettori quadri.
Al Cantiere navale della « Na-
valmeccanica » di Castellam-
mare di Stabia: un gruppo
Diesel-dinamo con motore An-
saldo tipo Q 265/7 S da 475
HP, un volano, colonne mon-
tanti, stantuffi, bielle, filtri ed
altri particolari per motore
Diesel per due navi in costru-
zione. All’Arsenale della Ma-
rina Militare di Taranto: un
gruppo Diesel - compressore
con motore Ansaldo 2131/6
da 160 HP. Alla « Brodoma-
terijal » di Rijeka (Jugosla-
via): un gruppo industriale
Diesel - Ansaldo tipo Q 150/3
da 46 HP. Al Cantiere navale
« Breda » di Mestre: supporti
autolubrificanti e refrigeranti
olio per una motonave in co-
struzione. Al Cantiere navale
« Modesto Ragno » di Molfet-
ta: un motore marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/4 S da 165
HF per un motopeschereccio
in costruzione. Al Ministero
dei Trasporti Argentino, Bue-
nos Aires: coperchi cilindri,
alberi a manovelle ed altri
pezzi di ricambio per motore
Ansaldo tipo Q 150/3 e Q
150/4, AI Cantiere navale
« F.lli Giacalone » di Mazara
del Vallo: un motore marino
Diesel Ansaldo tipo 2131/4 S
da 165 HP per un motopesche-
reccio in costruzione. Alla
centrale termoelettrica di Rio
Turbio (Argentina): tubi di
acciaio sagomati per impianto
acqua circolazione, ‘impianto
controllo termico, apparec-
chiature elettriche, una gru a
ponte da 40 tonn., collettori
quadri ed altri particolari per
la centrale. Alla « Companhia
Nacional de Navegacao » di
Lisbona: otto testate stantuf-
fo per motore Ansaldo - Dox-
ford tipo 67 LB 6 per la mo-
tonave « Mocambique ».
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 1114 tonnellate.
Lavori di manutenzione
Durante il periodo di chiu-
sura dello stabilimento per
ferie collettive sono state in-
stallate nuove macchine e so-
no stati eseguiti importanti
lavori di manutenzione, tra
cui; 1) ultimazione impianti
per sistemazione nuovi forni
SFEAT; 2) installazione di
due nuovi torni a revolver se-
miautomatici « Minganti »; 3)
installazione di un nuovo tor-
nio a revolver automatico
« Minganti »; 4) installazione
di una nuova foratrice verti-
cale « Berardi » tipo RG 70;
5) rifacimento completo di un
forno elettrico da 42 kW; 6)
revisione, spostamenti e modi-
fiche di macchine utensili; 7)
revisione apparecchiature e-
lettriche delle gru a ponte; 8)
revisione linee ed impianti
elettrici ad alta ed a bassa
tensione; 9) revisione ai mez-
zi di trasporto interni; 10) re-
visione impianto di riscalda-
mento della Direzione.
Particolare di una gru costruita per il Cantiere di Sestri.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di agosto:
-— Lingottiere - di ghisa per
la « S.LA.C. » di Genova.
Due grosse eliche di
bronzo al manganese a quat-
tro pale per i « Cantieri Na-
vali Riuniti » di Genova,
— Due camicie di bronzo
per l’« O.A.R.N.» di Genova.
Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 36.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
consîgnato nel mese di ago-
sto è il seguente:
Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale, del
peso di circa 10 tonn. ciascu-
na, alla «F.LA.T.» di Tori-
no e ai « Cantieri Navali Riu-
niti » di Genova; 142 tonn. di
getti di ghisa e bronzo per
motori Diesel e turbine al
nostro stabilimento Meccani-
co; 8 tonn. di getti di ghisa e
bronzo per costruzioni varie
al nostro stabilimento CMI e
ai nostri Cantieri di Sestri e
Muggiano; 20 tonn. di getti di
ghisa e bronzo all’« Ansaldo -
S. Giorgio » e all’« Ansaldo -
Fossati » di Genova; 126 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni automobilistiche
all’« Alfa Romeo » di Milano;
10 tonn, di ceppi freno di ghi-
sa alle FF.SS.; 153 tonn. di
lingottiere di ghisa di tipo va-
rio alla « F.I.A.T. » di Torino
e alla « Cornigliano » di Ge-
nova; 3 tonn. di eliche di
bronzo per navi traghetto al-
la « F.LA.T.» di Torino.
on la sigla PALE s’inten-
de l’officina dello Stabili-
mento Meccanico in cui si
fabbrica la palettatura delle
turbine a vapore, e precisa-
mente: palette fisse e mobili.
palette dei diaframmi, ugelli
di parzializzazione e settori
ugelli integrali.
Il materiale arriva allo Sta-
bilimento in forma di barre
trafilate a profilo di paletta ed
in barre a sezione rettangolare
o a losanga. Quest’utimo tipo
ci barre viene tagliato nel ma-
gazzeno a lunghezza di palet-
ta, inviato al trattamento ter-
mico e poi trasferito al PALE;
l’altro tipo invece viene tran-
ciato nell’officina PALE ed
immesso direttamente in la-
vorazione. La macchina uten-
sile d’impegno nell’officina
PALE è la fresatrice, dal tipo
più semplice a quello più com-
plesso e speciale.
Neile brevi note che seguo-
no si vuol far conoscere quello
che è stato fatto in questi ul-
timi anni per l’officina PALE,
per fare fronte al carico di
lavoro sempre maggiore come
quantità e sempre più impe-
gnativo come qualità.
Occorre dire che con le vec-
chie macchine esistenti prima
dell’ammodernamento di cui
la presente nota è oggetto
(1950) molte palette oggi ri-
chieste non avrebbero potuto
neanche essere fabbricate, co-
me è meglio spiegato nel se-
guito.
Le vicende di sviluppo e di
progresso dell’Officina PALE,
verificatesi in questi ultimi
anni, stanno proprio a rappre-
sentare le tappe più significa-
tive della politica di ammo-
dernamento e ridimensiona-
mento della nostra Società.
Non è lontaro il 1950, anno
in cui fu stipulato il contratto
di collaborazione e di licenza
tra la nostra Società e la « Ge-
neral Electric Co.» americana
per la fabbricazione qui in
Italia, nelle nostre officine, dei
turbogeneratori a vapore di
grande potenza. Proprio in
tale periodo, superate le gsra-
vissime difficoltà di quei mo-
menti, il mercato italiano co-
minciò a richiedere più gran-
di quantitativi di energia e-
lettrica, mentre sul mercato
americano la grande richiesta
di gruppi generatori, di poten-
za sempre maggiore, aveva
avuto inizio durante e subito
dopo la seconda guerra mon-
diale.
Il mercato, oltre a richiede-
re più energia, esigeva anche
impianti più economici e di
più alto rendimento.
Gli stabilimenti specializzati
nella costruzione dei turboge-
È”
Ì
OFFICINA PALE
neratori a vapore hanno dovu-
to fare fronte ad una forte,
crescente richiesta e, dato l’in-
teresse di un aumento note-
vole di produzione, hanno do-
vuto aggiornare i loro impian-
ti e le loro attrezzature. In
questo cuadro la costruzione
delle palette, che sono fra i
particolari più importanti per
il funzionamento delle turbi-
ne a vapore, ha fatto sorgere
parecchi e difficili problemi,
ed ha reso necessaria l’intro-
duzione di nuove e più pro-
gredite tecniche di lavorazio-
ne.
La tendeliza moderna nella
lavorazione delle turbine è
orientata verso macchine uten-
sili più specializzate. comandi
a pulsante, meccanizzazione
completa e parziale delle cpe-
razioni a mano, operazioni
combinate ed operazioni se-
condo cicli completi.
L’ammodernamento ed il
potenziamento del macchina-
rio della otfiicina PALE sono
stati conceviti, programmati
ed eseguiti tenendo conto di
questi principi base. Nel 1950
la nostra officina si trovava in
condizioni di produzione limi-
tata, sia come tipo di paletta-
ture e sia come quantità. In-
fatti mentre da una parte le
macchine utensili esistenti e-
rano vecchie, e quindi non in
grado di asportare il materiale
economicamente, per mancan-
za di rigidità, potenza e pre-
cisione, dall’altra erano in
maggioranza delle fresatrici
verticali, che si prestavano sì
per la iavorazione dei profili
trafilati, ma non erano adatte
per i nuovi tipi di palette da
ricavarsi da barre laminate a
sezione rettangolare.
Per quanto del Meccanico
siano note le difficoltà di spa-
zio con le quali occorre lot-
tare in ogni circostanza in cui
sono necessari degli amplia-
menti, fu nel 1951, cioè quan-
do fu preso l’ordine per co-
struire nel nostro Stabilimen-
to una serie completa di palet-
te per un rotore da 30.000 Kw.
della « British Thomson Hou-
ston» inglese, che l'officina
PALE iniziò il suo sviluppo
nell’ordine seguente:
1951 - Ampiamento dell’Offici-
na con creazione della sala di
lucidatura delle palette, sepa-
rata dall’Officina vera e pro-
pria di lavorazione meccanica.
Vengono installate in officina
7 fresatrici orizzontali, non
nuove ma di costruzione re-
cente. L'area passa da mq. 688
a ma. 919 e le fresatrici da
25 a 32.
1953 - Sostituzione di 4 fre-
satrici vecchie Millwaukee
con 4 verticali Cerruti, di co-
struzione moderna. Vengono
sistemate nell’officina 8 fresa-
trici revisionate, prelevate da
altre Officine dello Stabilimen-
to,
1954-1955 - Per la fabbrica-
zione della palettatura GECo,
l’Officina si amplia con lo spo*
stamento di un settore del col-
laudo in essa contenuto e ven
gono installate in smi
fresatrici speciali moderne più
1 pallinatrice (che viene si-
stemata nel reparto lucidatu-
ra) e 4 fresatrici revisionate;
L'officina guadagna altri 153
mq, e le fresatrici salgono a 5
1956 - Si amplia ulteriorment
l’Officina con il passaggio, che
è in corso di attuazione, de-
gli sbavatori fuori dell’officina
e ciò con un guadagno di 4l
ma. di area. Vengono instal-
late altre 3 fresatrici orizzon-
tali moderne, di grande poten-
za, ed una verticale di tipa
ruovo, e si mettono a disposi-
zione 2 fresatrici vecchie: Il
numero delle fresatrici arriva
così a 52. Entro l’anno poi ver-
và installata una fresatrice
speciale a 3 mandrini per la
vorare 3 palette alla volta sul
dorso e sulla gola, con copia
su pezzo campione.
Riassumendo si ha:
1949 - Area dell’officina ma.
688
Operai 55 a due turni
Fresatrici: n. 25
1956 - Area dell’officina ma.
1113
Operai 105 a tre turni
Fresatrici: n. 53.
Per facilitare e migliorare il
movimento interno dei mate-
riali, dal 1950 al 1956 nell’of-
ficina si vanno realizzando de-
gli spostamenti interni di
macchine, con l’intendimento
di suddividere le fresatrici in
gruppi per tipo di lavora-
zione.
Infine nel suddetto periodo,
1951-1956, l’officina ha miglio-
rato moltissimo dal punto di
vista degli attrezzi, utensili e
mezzi di controllo: grazie so-
prattutto alle visite effettua-
te dai nostri tecnici all’este-
ro, in officine simili, il PALE
dispone oggi di mezzi di con-
trollo moderni, basati su si-
stemi nuovi; dispone inoltre
di utensili e frese di disegno
più progredito e quindi capaci
di asportare notevoli quantità
di materiale. Gli attrezzi, che
molta importanza hanno nella
lavorazione delle palette, tan-
to da richiedere l’uso di un
numero notevole di piazza-
menti, vengono studiati con
grande cura, soprattutto dal
punto di vista della funziona-
lità.
Al miglioramento dei mezzi
è seguito naturalmente un per-
fezionamento della mano d’o-
pera. Oggi i tecnici e gli ope-
rai dell’officina PALE, grazie
alla loro abilità ed attività,
possono essere orgogliosi di
contribuire alla fabbricazione
delle turbine, con un prodot-
to di qualità come sono le pa-
lette.
Le richieste di fornitura che
pervengono all’Ansaldo fanno
prevedere che il carico di la-
voro del PALE si manterrà
sul forte livello attuale per
parecchio tempo. La maggio-
re produzione che si può e
si deve ottenere coi nuovi
mezzi di lavoro introdotti po-
trà svilupparsi senza timore
di vedere mancare il lavoro.
Ed ecco una breve descri-
zione delle principali macchi-
ne speciali acquistate per
completare i mezzi di lavoro
dell’officina PALE.
Fresatrice Kent Owens -
Serve per fresare gli ancorag-
gi diritti dei tacchetti con ta-
glio da barra. Per le palette e-
segue fresature ancoraggio,
fresatura canale per filo di
collegamento e taglio da bar-
ra. La macchina lavora se-
condo un ciclo automatico e
con avanzamento automatico
della barra.
Fresatrice Moderntool - Ser-
ve per fresare gli ancorag-
gi a raggio ed intestatura del-
le palette del rotore e della
cassa. Capacità massima R_ =
1000 mm. La macchina è co-
stituita di un settore girevole
che fa da tavola e da due te-
ste a fresare, una verticale ed
una orizzontale a due man-
drini.
Fresatrice Rigide S4 - Ser-
ve per fresare gli ancoraggi a
Sopra il titolo: fresatrice
«Newton» - A sinistra in bas-
so: fresatrici « Cincinnati Hy-
dromatic» e «Modern Tool
Works » - A destra in alto:
fresatrice « Rigide P 201» - A
destra in basso: fresatrici
« Rigide S 4» e «Kent Owens».
coda di rondine ed a pettine
e la gola ed il dorso delle pa-
lette medie non svergolate ti-
po GECO, 0 comunque ricavate
da barra laminata. La macchi-
na è provvista di un copia
idraulico in verticale.
Cincinnati Hydromatic -
Serve per fresare la gola ed il
dorso di grandi palette non
svergolate. La macchina è mu-
nita di un copia idraulico in
verticale e l'avanzamento del-
la tavola è a comando idrau-
lico.
Fresatrice Rigide P 201 -
Serve per fresare il dorso e la
gola delle palette grandi sver-
golate. La macchina è attrez-
zata di un congegno basculan-
te a comando idraulico per la
lavorazione della paletta du-
rante la fresatura ed è pure
munita di copia idraulico in
verticale.
Fresatrice Newton - Serve
per ricavare di fresatura da
barra il profilo delle palette
dei diaframmi. La macchina è
dotata di due teste verticali
a sgrossare e due a finire. La
barra avanza meccanicamente,
mediante un dispositivo a rul-
li, di guida e di alimentazione.
Fresatrice Rigide S4 muni-
ta di testa a 3 mandrini incli-
nati (macchina che deve an-
cora arrivare) - Serve per
fresare il dorso e la gola delle
palette che non si possono fre-
sare se non su pezzo campio-
ne. Lavora 3 palette alla volta
ed il dorso o la gola vengono
ricavate per successive aspor-
tazioni trasversali del mate-
riale. La macchina è munita
di copia idraulico in verticale
e trasversale.
Pallinatrice - Si tratta di
una apparecchiatura che, me-
diante aria compressa, lancia
dei pallini metallici non abra-
sivi su determinate zone degli
ancoraggi delle palette, ove si
hanno concentrazioni notevoli
di tensioni. Mediante questo
trattamento superficiale s’in-
nalza il limite di fatica del
materiale trasformando, in
superficie, le tensioni di tra-
zione in tensione di compres-
sione.
Nando Guazzi
10
(© ome si è già detto le intera-
zioni di neutroni con i nu-
clei hanno quasi sempre il ri-
sultato di produrre una fortis-
sima radioattività, Così la fis-
sione nucleare è accompagnata
inevitabilmente da pericolosis-
sime radiazioni, contro cui è
necessario proteggersi con adat-
ti schermi, radiazioni che li-
mitano l’accesso e la manuten-
zione del reattore anche molto
tempo dopo il suo arresto.
Ci si difende da esse racchiu-
dendo il reattore in una cavità
ricavata all’interno di spessi
muri di calcestruzzo (due metri
di spessore circa), contenenti
sostanze, come il Boro, che as-
sorbono i neutroni. Tra calce-
struzzo e reattore si dispongono
inoltre spesse lastre di piombo
e di ferro, Entro tale muro le
radiazioni: particelle « alfa » 0
Il trasferimento a La Guaira
di due caccia venezuelani
IL COMPIACIMENTO
del Ministero della Difesa
Informato delle felici o-
perazioni di trasferimento
da Livorno a La Guaira dei
primi due cacciatorpedinie-
re venezuelani, costruiti
nel Cantiere «Luigi Orlan-
do » il Ministero della Di-
fesa-Marina ha voluto e-
sprimere il suo alto com-
piacimento inviando alla
Direzione Generale del-
l’Ansaldo la seguente let-
tera:
« Si è preso atto della re-
lazione redatta dall’ing.
Luigi Bozzo di codesta So-
cietà e, nel ringraziare per
le notizie cortesemente for-
nite, si esprime il compia-
cimento di questo Ministe-
ro per l’ottimo comporta-
mento dei due CC, TT. du-
rante il loro viaggio di tra-
sferimento a La Guaira.
d'ordine
il Capo Ufficio Trattati
Ammiraglio di Divisione
FRANCESCO CAMICIA
nuclei di Elio, particelle « be-
ta » od elettroni, raggi «gam-
ma» (energia elettromagnetica),
e gli stess: neutroni sfuggiti dal
reattore vengono assorbiti e la
loro energia trasformata in ca-
lore. Questo muro si chiama
« schermo biologico »,
L’unico combustibile nuclea-
re presente in natura è l’U 235
mescolato nella proporzione
dello 0,7% con VU 238 a for-
mare l’Uranio naturale,
Caricando un reattore con
Uranio naturale si introducono
in esso solo 7 grammi di com-
bustibile U 235° per ogni
di Uranio, cosicchè viene a pre-
valere di gran lunga IU 238,
che assorbe fortemente il gas
neutronico, specie se ad alta
temperatura, senza combustio-
ne, e cioè senza provvedere a
restituire altro gas al sistema,
Alle alte. temperature neutro-
niche l’effetto. è tanto forte che
non può mantenersi la reazione
con i neutroni così veloci come
nascono dalla fissione, In altre
parole non si può costruire un
reattore veloce con Uranio Na-
turale, Occorre raffreddare .il
gas neutronico ed utilizzarlo
nella zona termica, cioè costrui-
re un reattore termico, e non
basta; occorre un iceccellente
moderatore, che non catturi
apprezzabilmente i neutroni;
l’acqua normale non serve: bi-
sogna ricorrere a quella pesan-
te od alla grafite: non solo pur
con questi preziosi e delicati
moderatori non si può usare
ad esempio, l’acciaio come ma-
teriale strutturale, ma si deve
ripiegare all’alluminio, od ad-
dirittura. allo zirconio, se si
Kg.
[L'ENERGIA NUCLEARE]
Il reattore
vuole salire ad alte temperatu-
re di funzionamento senza
compromettere la resisenza
meccanica,
Per evitare i suddetti incon-
venienti e per poter usare ma-
teriali meno costosi, come l'ac-
qua normale e l’acciaio, bisogna
asportare dall’Uranio Naturale
parte dell’inerte U 238, aumen-
tando «la proporzione di U 235
del valore naturale (0,7%), ad
una più elevata percentnale,
financo ad ottenere U 235 puro
mediante il costosissimo pro-
cesso di separazione isotopica.
L’Uranio così ottenuto dicesi
« Uranio arricchito » in U 235,
Con Uranio fortemente arric-
chito (90%), si possono costrui-
re i reattori veloci.
Si è riusciti a creare artifi-
cialmente due nuovi combusti-
bili nucleari, di proprietà ec-
cellenti, mediante la fertilizza-
zione entro il reattore dell’U 238
o del Torio 232; essi sono ri-
spettivamente il Plutonio 239 e
l’Uranio 233 in tutto equivalen-
te all’U 236,
In . certi speciali reattori
(Breeder) ciò si ottiene dispo-
nendo attorno alla zona dove
avvengono le fissioni (zona rea-
gente o « Core») una fascia
{« Blanket ») costituita di bar-
re o lastre di U naturale o di
Torio. Parte dei neutroni che
sfuggono dalla zona reagente
incontrano i nuclei di U 238 e
di Th 232, reagiscono con essi,
e provocano la trasmutazione
di quei nuclei fertili nei muclei
combustibili Plutonio 239 ed
Uranio 233 rispettivamente,
Si utilizza così parte del gas
neutronico, che andrebbe per-
duto, nella produzione di com-
bustibile secondario da riutiliz-
zare nel reattore, od altrimenti,
Chiamasi « rapporto di Con-
versione » il numero di nuclei
di combustibile secondario for-
mati per nucleo di U 235 bru-
ciato, Nei reattori Breeder esso
è maggiore di 1,
Il calore sprigionato dalle
fissioni si libera nei reattori
eterogenei all’interno degli ele-
menti di combustibile, simil.
mente a ciò che avviene in una
barra metallica percorsa da
corrente elettrica. Tale calore
fluisce, dall’interno verso la su-
perficie e qui viene raccolto ed
asportato dal refrigerante,
E’ da notarsi che gli elementi
solidi di «combustibile. vanno
racchiusi in un involucro me-
tallico a tenuta stagna, di pic-
colo spessore, che si chiama
« incamiciatura » allo scopo di
impedire il contatto diretto tra
il combustibile, chimicamente
attivissimo, ed il refrigerante
che ne lambisce la superficie, e
di trattenere entro il combu-
stibile stesso «le ceneri », 0
prodotti di fissione, che sono al-
tamente radioattivi, così impe-
dendo che, passando nel refri-
gerante, contaminino tutto il
circuito di trasmissione de] ca-
lore.
Metalli usati, a causa della
loro quasi trasparenza ai neu-
troni, sono alluminio e zirco-
nio, o loro leghe, con qualsiasi
tipo di combustibile, Si può an-
che usare l'acciaio inossidabile
a patto di avere elementi di
combustibile arricchito, Questa
necessità dell'incamiciatura è
uno dei maggiori inconvenienti
dei reattori eterogenei.
I refrigeranti adoperati so-
no: gas, anidride carbonica,
aria a bassa o media (10 ata)
pressione, oppure liquidi come
l’acqua normale o l’acqua pesan-
te, od infine metalli liquidi co-
me il Sodio od una' lega di So-
dio e Potassio,
L’uso dei metalli liquidi è
dovuto soprattutto alla neces-
sità di smaltire forti potenze
da masse ridotte di combusti-
bile, alla loro bassa tensione di
vapore saluro e ad altre ragioni
neutroniche,
Lo stesso moderatore può ser-
vire anche da refrigerante,
talchè troviamo spesso reattori
raffreddati e moderati con ac-
qua normale o pesante, Talvol-
ta la trasmissione di calore av-
viene mediante circolazione
forzata del liquido entro il cor-
po del reattore, In tal caso il
liquido viene tenuto a pressio-
ne molto maggiore della sua
tensione di vapore saturo per
impedirne la vaporizzazione
nel reattore, E’ il tipo Pressu-
rized Water (Nautilus). Il liqui-
do passa dal reattore ad uno
scambiatore, dove produce va-
pore secondario che va al cielo
di utilizzazione.
Talvolta invece si consente la
ebollizione del refrigerante-mo-
deratore entro il corpo del reat-
tore, ed il vapore così progdot-
to viene inviato direttamente
in turbina,
E il tipo Boiling Water. Nei
reattori omogenei è la soluzio-
ne combustibile stessa che funge
da mezzo refrigerante, e viene
a questo scopo circolata ad uno
scambiatore, dove cede calore
ad un fluido secondario,
Riassumiamo sinteticamente
i possibili tipi di reattori di-
stinguendoli secondo le loro
caratteristiche,
i) Struttura del combustibile:
&) reattori omogenei
b) reattori eterogenei
Due. lettori ci hanno
scritto una nobile e -toccan-
te lettera nella quale, espri-
mendo il loro profondo
sentimento di cordoglio per
la tragica morte dei mina-
tori italiani di Marcinelle,
ci invitano ad aprire una
sottoscrizione «la quale
possa portare alle famiglie
rimaste senza sostegno, ai
figli che hanno perduto il
loro papà, la solidarietà di
tutti gli ansaldini». Essi
offrono, quale personale
La sciagura di Marcinelle
UNA NOBILE INIZIATIVA
contributo, la somma di 400
lire,
Accogliendo il suggeri-
mento, dettato da un nobi-
lissimo senso di affettuosa
sollecitudine verso le vitti-
me dell’immane sciagura,
« l'Ansaldino » sottoscrive,
a sua volta, 100 mila lire
ed invita tutti coloro i qua-
li volessero offrire il pro-
prio contributo a far perve-
nire le somme al suo Uffi-
cio di Redazione (Recapito
Ansaldo - Genova).
2) Temperatura del gas neutro-
nico (0 velocità dei neutroni
che causano le fissioni):
a) veloci
b) intermedi
e) termici
3) Natura del combustibile:
a) reattori ad Uranio nata-
rale
b) reattori
chito
e) reattori a Plutonio
ad Uranio arric-
«Luigi Orlando » di Livor-
no effettueranno la loro 3.a
gita sociale a Roma, il 6 e
il 7 ottobre, con il seguente
PROGRAMMA
I dipendenti del Cantiere
SABATO 6 OTTOBRE. Ore
14, 15 circa: partenza dalla
Stazione di Livorno Centra-
le in treno speciale od or-
dinario, secondo il numero
dei partecipanti. Ore 19
circa: arrivo a Roma. I gi-
tanti saranno accompagnati
in albergo in pullman
quindi ceneranno e avran-
no la serata libera.
DOMENICA 7 OTTOBRE.
Ore 7,30: prima colazione
in albergo. Ore 8,15: visi-
ta con autopullman alla
Basilica di S. Pietro. Ore
10,15: visita alle Catacom-
be di S. Sebastiano. Ore 12:
rientro in albergo per il
Le nostre iniziative
A ROMA IL 6 E IL 7 OTTOBRE
i dipendenti del Cantiere Orlando
d) reattori ad Uranio 233
4) Natura del moderatore (quan-
do esiste):
a) reattori
qua pesante
b) reattori moderati ad acqua
normale
moderati ad ac-
c) reattori moderati a gra-
fite,
d) reattori moderati con be-
rillio
5) Natura del refrigerante e
della trasmissione di calore:
a) gas a pressione atmosfe-
rica
b) gas a media pressione
©) liquido in pressione e cir-
colazione naturale
d) liquido in pressione e cir-
colazione forzata
e) liquido in ebollizione
Î) metalli liquidi,
Paolo Ameglio
d)
pranzo. Ore 14: visita turi-
stica alla città con auto-
pullman. Sosta ai principa-
li monumenti, Ore 18: rien-
tro in albergo. Ore 18,30:
cena. Ore 20,30: partenza
da Roma Termini. Ore 24
circa: arrivo a Livorno.
QUOTE
Dipendenti: lire 4.500.
Famigliari: lire 6.900 (salvo
conguaglio).
Le quote di partecipazio-
ne saranno trattenute in 6
rate mensili sulle compe-
tenze a partire dal mese di
i
ottobre.
Le prenotazioni si rice-
vono presso il signor Farul-
li (Ufficio Personale) e sa-
ranno chiuse improrogabil-
mente il 20 ottobre.
Gli orari definitivi saran-
no comunicati agli interes- ||;
sati alla consegna dei bi- ||
glietti di viaggio.
|
Ù
VISITE AGLI IMPIANTI DEL PORTO DI GENOVA
visite agli impianti più im-
portanti di Genova indu-
striale — cominciate, come
si ricorderà, con quelle al-
lo Stabilimento « Oscar Si-
nigaglia » della « Corniglia-
no» — « l’Ansaldino », pro-
seguendo in -questa inizia-
tiva, ne ha organizzato ora
una serie al Porto di Geno-
va.
Le visite si effettueranno
per mezzo di un grande ri-
morchiatore la mattina del-
le seguenti quattro domeni-
che successive: 7, 14, 21 e
28 ottobre. Esse saranno li-
mitate a 200 persone per
volta; ogni dipendente po-
trà condurre con sè non più
di un famigliare.
I turni sono stati stabiliti
come segue: 7 ottobre:
MEC (200 persone tra di-
pendenti e famigliari) - 14
Per quanto riguarda le
ottobre: CAN (200 persone
c. s.) - 21 ottobre: DIG (100 |:
persone c. s.), SAU (50 per- |
sone c. s.), COKE (50 per-
sone c. s.) - 28 ottobre: CMI |;
(130 persone ‘c. s.), FON
(70 persone c. s.). i
Le prenotazioni si ricevo- |
no presso i corrispondenti |
di Stabilimento fino ad e- |lj
saurimento dei posti e co-
munque fino a cinque gior-
ni prima della data fissata
per ogni Stabilimento.
I partecipanti dovranno
raggiungere con i propri
mezzi la Stazione maritti-
ma di Ponte dei Mille entro
le ore 9,30 della mattina in
cui sono di turno.
La quota di partecipazio- |;
ne è stabilita in lire 100 per
partecipante, da versare al
corrispondente di Stabili-
mento all'atto della preno-
tazione.
Un’ altra visita all’ “ Augustus ”
Aderendo a numerose ri-
chieste e proseguendo nel-
la sua iniziativa intesa a
far conoscere ai dipendenti
della nostra Azienda ed ai
| loro famigliari le maggiori
navi della Marina Mercanti-
le. Italiana, «l’Ansaldino »
ha ottenuto dalla Società
«Italia» un’altra speciale
concessione che permetterà
ai richiedenti di visitare
ancora la motonave «Augu-
stus» nel pomeriggio dell’8
dipendenti e famigliari (120
del CAN, 110 del MEC, 75
del CMI, 35 della DIG, 35
della FON, 15 del SAU e 10
del COKE) e i biglietti di
libero accesso alla nave
(non oltre 3 per ogni di- |
Anche questa visita è li-
mitata a 400 persone tra
pendente) da ritirarsi pres-
so i nostri corrispondenti
di stabilimento, saranno as-
segnati secondo l’ordine di
prenotazione. Hi
in
0
CONCORSO
FOTOGRAFICO
Ni
A sinistra, dall'alto: LUIGI POLLASTRO (DIG): « Angolo di fat-
toria »; ALBERTO MOR (MUG): «Il Mosè di Michelangelo ».
Sopra: RENATO DELPINO (CAN): «Chiaroscuro a Domodossola».
Sotto: AMEDEO CANEVA (CAN): « Lago Bleu e Monte Cervino ».
"E
12
CRAL
CON IL PATROCINIO DE ‘’L'ANSALDINO”
La Prima mostra filatelica
provinciale dei CRAL
Come già annunciato nel
numero del 1" agosto, presso
il « C.R.A.L. Ansaldo e Con-
sociate »= (Sampierdarena, Via
Achille Stennio 5-1, tel. 41959)
avrà luogo, nel prossimo mese
di novembre, la « Prima mo-
stra filatelica provinciale dei
C.R.A.L. ». La mostra avver-
rà con il patrocinio de «l’An-
saldino ».
Diamo ora notizie più det-
tagliate sulla manifestazione.
Programma
1° novembre. Ore 10: ricevi-
mento delle autorità e inau-
gurazione della mostra; ore
14-19: visita alla mostra. 2 e
3 novembre. Ore 10-12 e 14-19:
visita alla mostra. 4 novem-
bre. Ore 10-12: visita alla mo-
stra. Ore 14-19; premiazione
e chiusura della mostra.
Sarà messa in vendita una
cartolina-ricordo a colori, al
prezzo di lire 40. Le prenota-
zioni dovranno essere accom-
pagnate dal relativo importo,
maggiorato delle spese di spe-
dizione.
Nella sede della mostra fun-
zionerà un ufficio postale con
annullo speciale.
La tariffa del noleggio dei
tavoli per i negozianti è fis-
sata in lire 1000 + I.G.E., per
tutta la durata della manife-
stazione.
Regolamento
1) Possono partecipare alla
mostra gli inscritti ai C.R.A.L.
della provincia di Genova, al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Muggiano (La Spezia) e al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Livorno.
2) Il materiale da esporre
sarà suddiviso in tre gruppi.
Gruppo A: collezioni mondia-
li. Gruppo B: collezioni a sog-
getto (fauna, flora, sport,
ecc.). Gruppo C: vario (colle-
zioni di buste primo giorno;
cartoline t.c.v.; cartoline ma-
ximum; annulli speciali, com-
memorativi, occasionali a ma-
no su cartoline e su buste;
letteratura filatelica; maxima-
fila).
3) Il comitato organizzatore
si riserva di non accettare
quel materiale che, a suo in-
sindacabile giudizio, non fosse
idoneo alla mostra. Si riserva
pure di limitare il numero dei
quadri per ogni partecipante.
4) I quadri, della misura di
cem. 65x55 e cm. 75x60, sa-
ranno forniti dal comitato or-
ganizzatore. La quota per ogni
quadro è fissata in lire 300.
5) Il comitato organizzatore
avrà cura di provvedere, nel
modo migliore, ad eliminare
l'eventualità di sinistri e dan-
ni al materiale avuto in con-
segna. Verrà a tale scopo di-
sposto un adeguato servizio di
vigilanza. Il comitato organiz-
zatore declina, comunque,
qualsiasi responsabilità.
6) Il materiale da esporre
dovrà pervenire al comitato
organizzatore entro giovedì
25 ottobre.
7) La corrispondenza, le i-
scrizioni alla mostra, le ri-
chieste di cartoline e di in-
formazioni dovranno essere
indirizzate al « Comitato or-
ganizzatore mostra filatelica
C.R.A.L. Ansaldo e Consocia-
te », Genova Sampierdarena,
Via Achille Stennio 5-1.
Premi
Per ciascuno dei tre grup-
pi A, B, C, di cui al punto 2)
del regolamento saranno asse-
gnati i seguenti premi: 1)
medaglia d’oro grande e diplo-
ma d’onore al primo classifi-
cato; 2) medaglia d’oro media
e diploma d’onore al secondo
classificato; 3) medaglia d’oro
piccola e diploma d’onore al
terzo classificato; 4) diploma
di partecipazione a tutti i par-
tecipanti alla mostra.
Per ogni categoria i premi
non sono cumulabili.
Comitato d'onore
Avv. Federico De Barbieri,
Presidente Ansaldo - Comm.
Giuseppe Gennaro, Vice Pre-
sidente Ansaldo - Ing. Giusep-
pe Rosini, Amministratore De-
legato Ansaldo - Ing. Federico
Lombardi, Direttore Generale
Ansaldo - Ing. Domenico Zi-
rilli, Direttore Centrale An-
saldo - Ing. Piero Cominetti,
Direttore Stabilimento Mecca-
nico Ansaldo - Ing. Franco
Cristofori, Direttore Cantiere
Navale Ansaldo - Ing. Salva-
tore Curasì, Condirettore Cen-
trale Ansaldo - Avv. Alberto
Boyer, V. Direttore Centrale
Ansaldo - Comm. Iginio Pic-
cardo, Commissario Provin-
ciale E.N.A.L. - Comm. Sal.
vatore Munna, Direttore Pro-
vinciale E.N.A.L. - Dott. Ma-
rio Enrico, Presidente C.R.A.L.
Ansaldo e consociate,
Comitato organizzatore
Presidente: Salvatore Bri-
gnone. Vice Presidente: Gi-
getto Badon. Segretario: Pie-
tro Allegra. Membri: Italiano
Bartolini, Osvaldo Cavalli,
Umberto Donnini, Vincenzo
Fiorenzo, Agostino Ratto, Gu-
stavo Vannucci, Silvio Risso
(Segretario C.R.A.L. Ansal-
do), Adolfo D'Alessandro
(Presidente sezione filatelica),
Odoardo Pieramati (V. Presi-
dente sezione filatelica).
ABBONAMENTI
per l’anno calcistico
Per il corrente anno calci-
stico il « CRAL Ansaldo e
Consociate » provvederà ad
effettuare per i suoi soci gli
abbonamenti - con pagamento
in cinque rate - per la «Samp-
doria » (sconto 4%) ed il «Ge-
noa» (sconto 5%), sui prezzi
normali sottoindicati:
« SAMPDORIA ». Gradinate
normali, L. 6.000; gradinate
ridotte (soci - mutilati - si-
gnore - ragazzi), L. 4500; di-
stinti normali, L. 12.000; di-
stinti ridotti (soci - mutilati -
signore - ragazzi), L. 10.000;
tribuna normale, L. 19.500;
tribuna ridotta (soci - muti-
lati - signore - ragazzi), Lire
14.000.
«GENOA». Gradinate, prez-
zo unico L. 6.000; distinti.
prezzo unico L. 12.000; tribu-
na, prezzo unico L. 19.500.
In detti prezzi è compreso il
Fondo Nazionale Soccorso In-
vernale.
I soci della «Sampdoria »
muniti di abbonamento nor-
male alla tribuna hanno dirit-
to al posto numerato.
Per informazioni ed iscri-
zioni rivolgersi ai delegati
CRAL di Stabilimento e pres-
so la Segreteria del CRAL,
via Stennio 5-1, Genova-Sam-
pierdarena, telefono 41.959.
Le agevolazioni di cui so-
pra, oltre che dai soci, potran-
no essere godute anche da co-
loro che presenteranno do-
manda di iscrizione al CRAL.
LIBRI SCOLASTICI
a pagamento rateale
Ricordiamo che anche per
l'anno scolastico 1956-57 gli
iscritti al « Cral Ansaldo e
Consociate » potranno godere
del beneficio di acquistare i li-
bri scolastici per qualsiasi or-
dine di scuola con pagamento
in cinque rate usufruendo di
uno sconto del 15% sul prezzo
di copertina,
Coloro che desiderano bene-
ficiare della facilitazione deb-
bono attenersi alle seguenti
indicazioni:
1) Compilare in ogni sua
parte (esclusa la colonna del
costo dei volumi) l’apposito
modulo in triplice copia. I
moduli sono disponibili presso
gli Uffici personale degli Sta-
bilimenti, presso la Segreteria
del Cral e presso l’Ufficio stac-
cato di Genova-Sestri.
2) Far vistare i moduli da-
gli Uffici personale (per gli
impiegati) o dagli Uffici mano
d’opera (per gli operai).
3) Consegnare i moduli,
compilati e vistati come detto
sopra, agli Uffici personale de-
gli Stabilimenti, dove la Se-
greteria del Cral provvederà
giornalmente al ritiro.
RISULTATI DEL CONCORSO
“UNA GRANDE PARTITA BI CACCIA
In base alle norme stabilite, do-
po la presentazione dei pronostici
da parte dei concorrenti è stato
effettuato il doppio sorteggio per
la determinazione della graduato-
ria dei cacciatori e del punteggio
a ciascuno di essi attribuito in ba-
se ai mumeri che contrassegnava-
vano. gli uccelli abbattuti. Il risul-
tato è stato il seguente : 1) MUG
(190 punti) - 2) CAN (180 punti)
- 3) FON (180 punti) - 4) LIV
(165 punti) - 5) CMI (125 punti)
- 6) SAU (65 punti) - 7) COKE
(65 punti) - 8) DIG (50 punti) -
9) MEC (30 punti).
Ed ecco l'elenco dei cinque an-
saldini che hanno pronosticato
vincente il MUG e che hanno in-
dovinato il punteggio o che mag-
giormente vi si sono avvicinati:
1° GRUPPO: Armando Soave del
Can (vince il fucile tico da
Il brillante successo
del soggiorno di Andalo
Un gruppo di soggiornanti in gita a Passo Rolle.
(fotografia di Milovano Tesi)
Il soggiorno alpino di Anda-
lo, organizzato dal « CRAL
Ansaldo e Consociate », ha
avuto il più lusinghiero dei
successi, come testimoniano,
qualora ve ne fosse bisogno, le
innumerevoli lettere di plauso
che giornalmente arrivano al-
la Segreteria di via Achille
Stennio,
Sarà utile, ora che il sog-
giorno è terminato, tirare le
somme e portare a conoscenza
dei lettori alcuni dati statisti-
ci.
Il soggiorno si è svolto dal
7 luglio all’8 settembre e vi
hanno partecipato, in totale,
630 persone (70 per ognuno
dei 9 turni, per complessive
4500 presenze). Il trasporto
dei villeggianti da Genova ad
Andalo e viceversa è avvenu-
to a mezzo di un servizio di-
retto di pullman, con una ri-
duzione di circa il 30% sui
prezzi normali di viaggio.
I partecipanti al soggiorno
hanno avuto modo di trovare
nell’incantevole località delle
Dolomiti tutto ciò cui aspira-
vano. Per quanto riguarda le
gite e le escursioni organizza-
te, poche cifre basteranno per
farsene un’idea: 18 giri delle
Dolomiti in pullman; 21 gite
al Lago Tovel; 26 escursioni
alla Paganella; 42 gite al Ri-
fugio Pradel.
Inoltre la perfetta organiz-
zazione di questa iniziativa
non ha trascurato altri diver-
timenti, tra cui le danze, che
hanno avuto luogo ogni sera.
caccia « Breda ». 2° GRUPPO: 1)
Nando Pierucci del Cmi (vince una
macchina fotografica) - 2) Augusto
Ferreto di Liv (vince una canna
da pesca) - 3) Ferruccio Malerba
del Can (vince una canna da pe-
sca) - 4) Enzo Laucci di Liv (vin-
ce una canna da pesca),
ANSALDINI IN SEDIGESIMO |
di
Alberto, figlio di Mario
Lombardo del Muggiano
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13
“I° ANSALDINO”
RISPONDE
Caro Ansaldino,
io e mio fratello abbiamo già
beneficiato delle strenne della
Befana ansaldina e tale onere
a favore dei figli degli ansal-
dini è enorme per la Ditta An-
saldo.
Oggi siamo rattristati per la,
grande perdita della nostra
nave « Andrea Doria ». Invia-
mo L. 1.000 quale sottoscrizio-
ne, con la speranza che già al-
tri abbiano collaborato a que-
sta nobile iniziativa affinchè
sia costruita una seconda
« Andrea Doria » più grande e
più bella, per il prestigio e lo
orgoglio della nostra Italia.
MARIA, ELENA E
LUIGINO ROBELLO
Il transatlantico che dovrà
sostituire V« Andrea Doria »
sulle rotte atlantiche è già
stato ordinato dalla Società
« Italia » all’Ansaldo e verrà
costruito il più presto possibi-
le al Cantiere di Sestri. Ogni
iniziativa tendente ad accele-
rarne il finanziamento e la co-
struzione diventa pertanto
inutile; per cui provvederemo
a restituire le mille lire ai tre
piccoli Robello.
Non per questo, però, il ge-
sto perde alcunchè del suo in-
timo valore, della sua bellez-
za, del suo profondo senso di
generosità e di poesia.
Grazie, cari bambini. Il vo-
stro contributo d’amore non
andrà perduto, Porterà fortu-
na alla nuova «Andrea Doria»
Come un piccolo raggio di lu-
ce, renderà più smaglianti e
accesi i colori della sua ban-
diera.
Caro Ansaldino,
siamo un gruppo di operai
del Cantiere di Muggiano scel-
ti più di un anno fa per fre-
quentare un corso di saldatu-
Lettere di plauso
per la “Crociera
del Tirreno”
Da parte dei partecipanti
alla «Crociera del Tirreno»
Sulla «Colombo» sono giun-
te alla Direzione dell’Azien-
da e alla nostra Redazione
innumerevoli lettere espri-
menti compiacimento e ri-
conoscenza. Impossibile ri-
produrle, impossibile citare
i nomi dei firmatari: sono
troppi per l’esiguo spazio
di cui disponiamo. Dobbia-
mo limitarci a ringraziare
di cuore, a mostra volta,
tutti coloro che ci hanno
scritto, promettendo che
faremo del nostro meglio
anche in futuro per appa-
gare i loro desideri.
ra elettrica e che tutt'ora, pur
lavorando a bordo come altri
colleghi già qualificati, aspet-
tiamo di sostenere gli esami.
Ad un recente varo ci siamo
incontrati con dei colleghi del
Cantiere di Sestri e tra un di-
scorso e l’altro abbiamo parla-
to di lavoro. A questo punto
per curiosità abbiamo loro do-
mandato se anche a Sestri esi-
steva per gli allievi saldatori,
una situazione simile e ci è
stato risposto che essi, dopo
un periodo di 5-6 mesi entra-
no a far parte degli operai di
categoria B.
Ti dispiacerebbe volerci cor-
tesemente dire se corrisponde
a verità ciò che ci è stato det-
to e per quale ragione al no-
stro Cantiere non viene esteso
lo stesso trattamento?
UN GRUPPO DI ALLIEVI
SALDATORI (MUG)
Il fatto che presso il Can-
tiere di Muggiano agli operai
scelti per frequentare i corsi
di saldatura non sia ancora
stata riconosciuta la qualifica
spettante dipende da una si-
tuazione particolare.
Infatti i 37 allievi dei corsi
organizzati nel periodo luglio-
dicembre 1955, dopo aver rag-
giunto una idoneità sufficien-
te sono stati adibiti in tiroci-
nio pratico come puntatori e
come saldatori e otto di essi
sono stati presentati all’esame
di 2.a classe del R.I.Na., ma
con esito negativo. Pertanto si
è ritenuto necessario proroga-
re l’addestramento di tutti
prima di fare altre prove d’ar-
te, la prima delle quali ha
avuto luogo il 13 agosto e ha
dato nove promossi su quin-
dici; entro settembre saranno
presentati agli esami tutti gli
altri allievi, dopo di che si
procederà immediatamente al
passaggio degli idonei alla ca-
tegoria relativa.
è
Caro Ansaldino,
siamo un gruppetto di dilet-
tanti fotografi piuttosto appas-
sionati al nostro «hobby» e
vorremmo sottoporre all’atten-
POSTA IN ARRIVO |
Dal Sud Africa dove risiede
abbiamo ricevuto dall’ex an-
saldino Odoardo Villa, questa
lettera:
A Lei, egregio sig. Rebora
mi rivolgo, pure non cono-
scendoLa di persona ma come
responsabile del nostro « An-
saldino », per porgere un vi-
vissimo ringraziamento alla
Direzione Generale e a chi ha
scovato il mio indirizzo qua
al Capo di Buona Speranza,
dove son stato portato dal de-
siderio di migliorare le mie
condizioni economiche e da un
po’ di illusione (perchè - nes-
suno si illuda - la mercede bi-
sogna sudarla anche qua; e
c'è chi sa guadagnarsi una po-
sizione e chi no, come in Ita-
lia). Certo per i fannulloni
non c’è posto e soprattutto
niente politica; su questo ar-
gomento non si scherza. Mi
perdoni questa divagazione
che è anche un piccolo sfogo
contro gli eterni malcontenti
che in parte sono quelli che
non hanno troppa volontà di
lavorare. Io mi trovo quà dal
9 settembre 1954, venuto con
la M/n « Europa » che abbia-
mo costruito al Muggiano, uno
dei gloriosi Cantieri che con
la grande Genova Sestri, Li-
vorno ecc. tanta gloria ed 0-
nore e stima si è guadagnato
in modo particolare all’estero;
e sono felicissimo che giunga-
no continuamente nuove com-
messe a Voi e a tutte le in-
dustrie italiane.
I miei familiari volevano
rispondere per me trovando-
mi da quaranta giorni infer-
mo, essendo stato colpito im-
provvisamente da trombosi
coronaria, ma mi sono riser-
vato di farlo io confidando
nell'aiuto di Dio. Questa gra-
zia l'ho avuta e oggi è il pri-
mo giorno che mi alzo con le
mani ancora tremolanti, mi
provo e, fra male e bene, spe-
ro esservi riuscito. Stringo in
un solo amplesso tutti tutti
gli ansaldini da oltre 11.000
km. di distanza e purtroppo
senza speranza di rivedere la
nostra grande Patria, i nostri
grandi stabilimenti, la nostra
grande Genova carica di glo-
ria in tutti i tempi. AI Mug-
giano un particolare saluto e
ringrazio ancora tutti quei
buoni che, dopo tanti anni, si
sono ricordati di me in occa-
sione della Pasqua inviandomi
auguri con una trentina di fir-
me, capolista il C. T. sig. Viti,
caro amico personale. Sogno
sempre il Muggiano e formu-
lo voti che l’Ansaldo prosperi
sempre di più per il bene del-
l’industria italiana e per dare
lavoro e pace ai suoi dipen-
denti e famiglie. W. l’Italia.
W. l’Ansaldo.
Signor Rebora, mi perdoni
se l’Ansaldino forse più lon-
tano da Voi si è dilungato un
po’ troppo: intanto, siccome
dal 1° luglio si cambia casa
per avvicinarsi al lavoro di
mio genero, segno il nuovo
indirizzo: Odoardo Villa - Vil-
la Serena Ceres R. D. - Mil-
nerton - Cape Town (Sud
Africa).
Auguri di ogni bene, a tutti
grato se qualche buono si ri-
corderà di me con qualche
bella cartolina illustrata,
Con tanta nostalgia, La rin-
grazio e augurando ogni bene.
Odoardo Villa
°
Dai cacciatori del Mecca-
nico, che ci avevano scritto
per ottenere l’assegnazione
anche di articoli per la caccia
quali premi per i nostri con-
corsi, abbiamo ricevuto la se-
guente lettera:
Sinceramente entusiasti per
la prontezza con cui è stato
esaudito il nostro desiderio
ringraziamo sentitamente la
Direzione de « l’Ansaldino »
pregandola di voler porgere
a mezzo del nostro giornale, i
nostri ringraziamenti alla
« BREDA » per la cospicua
adesione.
I cacciatori del Mec
®
Da Chichiriviche, nel Vene-
zuela, riceviamo dal sig. Gio-
vanni Priotto, che lavora per
conto dell’Ansaldo presso la
Società Cementos Coro la se-
guente lettera:
Caro Ansaldino.
Il papà lontano ti ringrazia.
Il pianto che mi ha annebbia-
to gli occhi e mi lasciava solo
intravedere la figura della mia
bambina, mi ha fatto tanto
bene all'anima. Bisognerebbe
spesso far piangere così e tu
ci sei riuscito e per questo ti
ringrazio, Se puoi giungere a
Chichiriviche ogni mese ti sa-
re infinitamente grato, ci sen-
tiremo più vicinì alla nostra
Ansaldo e ci porteresti un po”
della nostra bella Italia di cui
sentiamo tanta nostalgia.
Grazie ancora e ricevi i
miei più cari saluti.
Giovanni Priotto
zione delle persone interessate
a questo passatempo, come
pure a coloro i quali hanno la
autorità e la possibilità di ren-
derla pratica, una proposta di
fondazione di una Sezione fo-
tografica presso il nostro
CRAL o meglio di un «Club
fotografico Ansaldo» a somi-
glianza di quanto hanno già
fatto i dipendenti della FIAT.
Le finalità di tale Club sa-
rebbero logicamente l’organiz-
zazione di mostre due o tre
volte all'anno a carattere ge-
nerale o specializzato: ritrat-
to, colore, paesaggio ecc., la
proiezione di diapositive e di
film a passo ridotto, che spe-
cialmente dopo le gite organiz-
zate da « l'Ansaldino » e le fe-
rie estive darebbe modo ad al-
cuni di rivivere giornate sere-
ne ed agli altri meno fortuna-
ti di vedere qualche cosa; in-
fine vi sarà la possibilità di
scambio diretto di informazio-
ni tra i soci in modo da mi-
gliorare le condizioni tecniche
sull'argomento.
Gradiremmo avere qualche
parere in proposito e conosce-
re l'opinione di altri dilettanti.
Cordiali saluti.
SEGUONO NUMEROSE FIRME
Ci siamo subito interessati
della proposta formulata dai
fotografi dilettanti dell’Ansal-
do e abbiamo ottenuto dalla
Presidenza del nostro CRAL
la piena approvazione di
quanto contenuto nella lettera
inviataci. Pertanto i firmatari
sono invitati a mettersi in
contatto. col Presidente stesso
del CRAL, dott. Mario Enrico,
per studiare il modo migliore
di tradurre in pratica le loro
aspirazioni.
| CINESELEZIONE
L'ultimo atto
E’ un film di Pabst, che
narra gli ultimi giorni
di Hitier ed Eva Braun
nel « bunker » sotto la
Cancelleria. Una ricostru-
zione operata sui documen-
ti storici, con accurata sce-
neggiatura, da Henri Re-
marque, il moto scrittore
tedesco.
Pabst è un regista ben
noto, che ha realizzato ot-
timi film pacifisti nella Re-
pubblica di Weimar, come
« Westfront 1918», «La
tragedia della miniera » e
« La via senza gioia », Al-
l’avvento del nazismo ha
dovuto lasciare la Germa-
nia, come Remarque, l’au-
tore del famoso libro paci-
fista « All’ovest niente di
nuovo » (vedi in proposito
la nostra critica all’omoni-
mo film, sul n. 7 de «VAn-
saldino ).
Ne «L’ultimo atto» è ben
presente il pacifismo di am-
bedue, oggettivato in una
narrazione minuziosa e rea-
listica dei fatti sostenuta
da buone notazioni psicolo-
giche.
Ottima l’interpretazione
di Albin Skoda, che ci dà
un Hitler degli ultimi gior-
ni assai probabile e convin-
cente. Qualcuno potrebbe
lasciarsi trarre in inganno
dalla scarsa somiglianza fi-
sica, ma che c'entra? Il pro-
blema è della somiglianza
psicologica. Il film vuol es-
sore un preciso messaggio
alle nuove generazioni te-
desche, contenuto nel te-
stamento spirituale dell’a-
nonimo capitano moribon-
do, che parla a un giovane
soldato di quattordici an-
ni: « Difendila sempre, la
pace». «Signorsì», «Non di-
re signorsì. Non dire mai
più signorsì. Tutto questo
pasticcio è cominciato con
un signorsì. Difendila sem-
pre, la pace. La cosa più
preziosa della vita ».
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Sono nati
17 marzo: SERGIO, figlio di
Emilio De Nevi (Can) e di
Emilia Ardissone - 13 aprile:
MARCO, figlio di Giuseppe
Postiglione (Can) e di Bianca
Fuliotto - 24 aprile: ROBER-
TO, figlio di Rinaldo Corradi- -
no (Can) e di Maria Corradi-
no - 28 maggio: GIOVANNI,
figlio di Gianfranco Pasquali
(Liv) e di Iolanda Gini - 29
maggio: SUSI, figlia di Ettore
Spazzarini (Mec) e di Giovan-
na Ragagnin - 25 giugno:
CLAUDIA, figlia di Ezio Mo-
retti (Mec) e di Anna Gaspe-
rini - LOREDANA, figlia di
Lorenzo Dagnino (Can) e di
Fanfulla Puppo - 29 giugno:
PAOLA, figlia di Luciano Mi-
cheletti (Liv) e di Franca Su-
sia - 30 giugno: ALESSAN-
DRO, figlio di Vinicio Vezzi
(Liv) e di Mirella Morelli -
5 luglio: FRANCESCO e STE-
FANO, figli di Valentino Graf-
fione (Can) e di Nella Barza-
ghi - 7 luglio: CLAUDIO, fi-
glio di Pietro Brizzi (Can) e
di Maria Galli - 8 luglio: LO-
RANO, figlio di Mario Galli
(Can) e di Rita Gianoglio -
MARIA, figlia di Angelo Da-
gnino (Can) e di Mirella Pa-
rodi - 12 luglio: TIZIANA, fi-
glia di Giovanni Mazzarello
(Can) e di Luciana Curli - 13
luglio: MASSIMO, figlio di
Rodolfo Simonatti (Can) e di
Germana Ferrari - 14 luglio:
ROSSELLA, figlia di Alfredo
Chiri (Mec) e di Paola Bian-
chi - 15 luglio: ANNA, figlia
di Giuseppe Anzalone (Mec)
e di Salvatrice Anzalone - 19
luglio: GIUSEPPE, figlio di
Piero Barrago (Can) e di E-
milia Visconti - ROBERTO, fi-
glio di Salvatore Libertini
(Can) e di Margherita Amo-
scia - 21 luglio: ANNA, figlia
di Rino Cresta (Mec) e di
Franca Repetto - RITA, figlia
di Matteo Barisone (Can) e di
Maggiorina Cavanna - SIL-
VANO, figlio di G. B. Oddone
(Can) e di Francesca Formen-
tano - 22 luglio: GIANLUIGI,
figlio di Gino Cotella (Can) e
di Francesca Torriani - 25 lu-
glio: CARLA, figlia di Luigi
Modenini (Mug) e di Franca
Costoli - 26 luglio: MARINO,
figlio di Nicola Benni (Can) e
di Maria Buoni - 27 luglio:
MARIA, figlia di Mario Dal-
l’Orto (Can) e di Giulia Ca-
viglia - MAURO, figlio di Giu-
seppe Lavagetto (Can) e di
Carmela Bruzzone - 2 agosto:
VINICIO, figlio di Mario Bal-
dacci (Liv) e di Piera Maz-
zoni - 3 agosto: FRANCO, fi-
glio di Willy Costantini (Can)
e di Franca Trovato - VIN-
CENZO, figlio di Giulio Poc-
ci (Mug) e di Antonietta Ne-
gri - 4 agosto: CLAUDIO, fi-
glio di Giorgio Risitano (Mec)
e di Lorenza Ventrilla - VA-
LERIO, figlio di Enrico Garo-
fano (Mug) e di Erminia Ca-
stagna - 6 agosto: ROSELLA,
figlia di Giuseppe Casciscia
(Can) e di Elda Vignoli.
A tutti i piccolissimi ansal-
dini ed ai loro genitori i no-
stri auguri più fervidi.
Si sono sposati
19 maggio: Gino COZZANI
(Mug) con Rosa Palloni - 8
luglio: Nicola NORSCIA
(Dig) con Antonietta Beretta
- 9 luglio: Livio ROCCHI
(Liv) con Maria Pia Schiff -
13 luglio: Irino GIORGI
(Mec) con Emma Supplizi
14 luglio: Domenica BRAVO
(Mec) con Cosimo D'Arrigo -
28 luglio: Irio MORICONI
(Mug) con Anna Maria But-
tini - 29 luglio: Luciano VEZ-
ZOSI (Mec) con Carmela Var-
riale - 30 luglio: Francesco
MAZZARONE (Dig) con Ger-
mana Zandiri - 4 agosto: Ri-
naldo RUZZA (Can) con Mi-
lena Nardi - 5 agosto: Celso
GAVA (Mec) con Teresa Cre-
spi - Giovanni ROVEGNO
(Mec) con Giulietta Caprara
agosto: Luigi REMOTTI
(Can) con Egle Ferretti -
Alessandro NICOLINI (Can)
con Bianca Bruno - 11 ago-
sto: Antonio GENTILE (Mec)
con Grazia Muzzonigro - Pie-
tro BARISIONE (Can) con
Rosa Minetti - Nicola MUSSO
- i
(Can) con Caterina Gazzale -
Franco BACIGALUPI (Mug)
con Ilva Tavilla - 12 agosto:
Giuliano MORESCO (Mec)
con Maria Zoccoli - Aldo
ROSSI (Liv) con Liliana
Bacchini - Dino ROSSI (Liv)
con Fosca Nencioni - 13 ago-
sto: Giuseppe PANETTI (Liv)
con Luisa Giusti - 18 agosto:
Giovanni GORINO (Mec) con
Angiolina Castello Domeni-
co DE GIROLAMO (Can) con
Maria Renna - Otello GIOLI
(Liv) con Lida Mannori - 19
agosto: Artemio MINI (Mec)
con Irma Gastoldo - 23 ago-
sto: Luigi NOVARINI (Can)
con Matilde Ireo - 26 agosto:
Giuseppe PATRONE (Can)
con Maria Calcagno - Filiber-
to DI NINO (Can) con Mad-
dalena Rocchi - Enrico GA-
GLIONE (Can) con Caterina
Stagno Franco MINELLI
(Can) con Rosa Soavi - G. B.
CARTAGENOVA (Can) con
Luigina Canepa - 30 agosto:
Silvano RAVERA (Can) con
Wanda Vezzosi - Aldo DEL
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Cavallino.
Agli sposi i nostri vivissimi
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PROPOSTA N. 18748.
Costruzione calibri controllo
profilati palette. Propone di
ricavare le piastrine applicate
ai calibri da profilati anzichè
da lamiere come viene sempre
fatto, prevedendo un notevole
risparmio di tempo e di lavo-
razione.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
L’UTO ha provveduto a pre-
scrivere l’impiego del piatto
trafilato di mm. 4x 20 anzichè
lamiera.
e
PROPOSTA N. 18687.
Suggerisce l’impiego di un
semplice attrezzo per l’esecu-
zione di smussi di finitura.
RISPOSTA.
L’attrezzo proposto è risul-
tato utile perchè permette una
migliore finitura del lavoro
con risparmio di tempo.
PROPOSTA N. 18700.
Al posizionatore sistemato
alla nuova CALD Rep. Sald.
ex Montaggio Torri, occorre-
rebbe sostituire il riduttore
perchè, nonostante l’ assidua
manutenzione, il logorio è
molto grande.
Il proponente consiglia di
provvedere ad una rapida e
soddisfacente riparazione, so-
stituendo il riduttore con una
vite senza fine e ruota elicoi-
dale utilizzando il materiale
di un moto variatore già esi-
stente.
RISPOSTA.
La proposta è accettata, ed
è già stato iniziato il lavoro
per attuarla.
o
PROPOSTA N. 19455,
Il proponente fa rilevare
che molte bombole di ossigeno
hanno perdita dalle valvole
quando sono complete di ma-
nometro e manichetta, pronte
all’uso. Segnala inoltre che
molti volantini di chiusura
delle valvole sono rotti in di-
versi punti a causa dei colpi
ricevuti durante il carico e lo
scarico nei mezzi di trasporto.
Propone pertanto l’uso degli
appositi cappucci di prote-
zione.
RISPOSTA.
L'osservazione è giusta e
sarà interessata la S.I.0. per-
chè le bombole ci
sempre inviate munite di cap-
pellotto di protezione. Sarà
data inoltre disposizione alla
officina perchè le bombole re-
stituite al MAG siano sempre
accompagnate dal cappellotto
col quale sono state prelevate.
PROPOSTA N. 19224.
Turboriduttore da 11.000 HP
seggi valvole intercettazione
turbine di BP. Dis. 58270 -
Pos. 2-4.
Il proponente segnala che
con l’indicazione « Bocheler »
non si può determinare la
qualità del materiale e quindi
non si conosce il trattamento
PREMIO “ALMANACCO”
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di set-
tembre abbinato ad un nu-
mero dell'<«Almanacco 1956»,
consistente in una penna
« Aurora 88 ». Nel prossima
numero daremo il risultato
del sorteggio.
da praticare e il tipo di elet-
trodi da impiegare. Propone
pertanto di essere più precisi
nella indicazione del mate-
riale.
RISPOSTA.
L’osservazione del propo-
nente sull’incompletezza della
dicitura « Bocheler » per indi-
care nei disegni il materiale
di riporto sui seggi delle val-
vole è giustificata perchè con
la parola « Bocheler » viene
indicato semplicemente il no-
me della Ditta fornitrice e
non la qualità del materiale e
l'eventuale trattamento che
deve subire per ottenere le
caratteristiche di durezza ri-
chieste caso per caso.
La dicitura di cui sopra sa-
rà pertanto sostituita dal nu-
mero di tabella compilata da
LAB ed alla quale si dovrà
fare riferimento per conosce-
vengano
re il tipo e la composizione
dell’elettrodo da ‘usare non-
chè le modalità sul
mento.
Nel caso particolare del di-
segno 58270 pos. 2 e 4 la
tabella di riferimento è la
MEC/LAB. 3303/2.
PROPOSTA N. 17308.
Per la costruzione delle
chiavi dinamometriche per
motore Maybach, a disegno
30217, il proponente ha ideato
uno stampo che ha permesso
di risparmiare il tempo di la-
vorazione.
RISPOSTA.
La proposta viene accettata.
°
PROPOSTA N. 17932.
Propone di applicare una di-
fesa alle cinghie del motore
tratta-
della rettifica n. 91293 al
MAPI.
RISPOSTA.
La MAN provvederà.
°
PROPOSTA N. 20255.
Rivestimento caldaie Clark-
son. Per risparmiare tempo
nella fucinatura propone di
usare ferro piatto cilindrato
anzichè angolare nella costru-
zione di cui alle posizioni 1
e 2.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
CAM d'accordo con l’officina
CALD per le prossime costru-
zioni attuerà il suggerimento
proposto.
©
PROPOSTA N. 18824.
Propone l’ applicazione di
una difesa alla mola n. 90338
al DEPI.
RISPOSTA.
La MAN ha disposto per la
sostituzione della protezione
alla mola N. 90338.
PROPOSTA N. 17274.
Seguendo l’attuale ciclo di
lavorazione per la costruzione
dell’imbuto per il montaggio
dello stantuffo sulla camicia
cilindro del motore Maybach
a dis. A. 30133 si verificano
degli svergolamenti per cui il
proponente suggerisce di co-
struire l’attrezzo in acciaio da
bonifica A. 35, meglio ancora
se ricavato da tubo, anzichè
da massello diam, 215 x 100;
ne risulterebbe una lavora-
zione meno costosa,
RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il particolare, come proposto,
sarà ricavato da tubo.
| MEMENTO |
Nicolò BELLA
di anni 44, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
28-7-1956, Era all’Ansaldo dal
1942. Lascia la moglie.
Domenico PASSALACQUA
di anni 54, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
22-8-1956. Era all’Ansaldo dal
1925.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l’Ansaldo e sono gratuite. Rivolger-
si ai nostri corrispondenti di Sta.
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poggiolo, in zona centrale, a
signorina o vedova. Rivolgersi
al sig. De Maria, piazza Paler-
mo 1-17 A, Genova.
N
E
f
QUINDICINAL
DEI DIPEND TI
DELL'ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*
Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
*
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CA
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Lo scafo della turbocisterna di 52.000 T.D.W. in costruzione al Cantiere di Sestri per la « Compagnia Trasporti Petroli» di Palermo.
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Ditte pi ein er QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO SAL wr See ine sn
ed ai pansionati Gruppo secondo
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Dritto di poppa di una turbocisterna di 31.500 T.D.W. in costruzione al Cantiere di Sestri per la « Compagnia Internazionale » di Genova.
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Nuova serie di quadri
elettrici per bordo
n previsione dell’incremen-
to Gi lavoro conseguente al-
l'applicazione della legge
Tambroni ed allo scopo di
trarne i più ampi e duraturi
benefici tecnici ed economici.
l'ufficio STU-ELET del Can-
tiere di Sestri ha elaborato a
suo tempo lo studio di una se-
rie di quadri standard per
bordo che alla più spinta nor-
malizzazione, garanzia di qua-
lità, rapidità ed economicità
di produzione, unisse la mag-
giore rispondenza alle più ag-
giornate caratteristiche tecni-
che dei materiali ed esigenze
degli impianti.
Tale lavoro di normalizza-
zione si è svolto principal-
mente nel campo dei quadri
principali e delle sottostazioni,
in quello dei centralini per di-
stribuzione luce ed in quello
dei centralini degli impianti
forza, rispettivamente a cura
dei sigg.ri dis. costr. A. En-
ria e dis. V. Forgione ed E.
Moretti, sotto la guida del C.
Sala sig. B. Bigot.
Per i quadri principali e
delle sottostazioni è stata rea-
lizzata una serie di quadri
standard ad interruttori auto-
matici che può essere consi-
derata d’avanguardia anche in
campo internazionale, acco-
munando in sè le caratteristi-
che tecniche più aggiornate in
materia quali la scomposizio-
ne in armadi elementari a
struttura cellulare con ispe-
zione anteriore e posteriore,
l’impiego di interruttori ad e-
levato potere di rottura di ti-
po estraibile con chiusura
meccanica a molla e relais di
sovraccarico a tempo dipen-
dente, l’uso di strumenti a
scala circolare antiparallasse.
ia realizzazione di un sistema
di sbarre e di collegamenti
principali a pioggia e di col-
legamenti ausiliari a cavetti
multipli con morsettiere a
blocchetto tra gli armadi e tra
questi ed i relativi pannelli
ed, infine, l’impiego di schemi
e disegni costruttivi standard
riprodotti su tabelle e disegni
normali da tenere continua-
mente aggiornati con i perfe-
zionamenti e gli adattamenti
risultanti necessari nelle suc-
cessive applicazioni.
Detti quadri, realizzati di
volta in volta raggruppando
in modo idoneo il necessario
numero di armadi elementari.
possono essere impiegati per
qualsiasi tipo di nave, tanto a
corrente continua quanto a
corrente alternata, così per
impianti di piccola potenza
come per quelli più importan-
ti con l’impiego di interrutto-
Per i centralini di distribu-
zione ad interruttori automa-
tici degli impianti forza e lu-
ce sono stati realizzati due ti-
pi di quadri standard di tipo
moderno, costruibili in serie,
facilmente adattabili alle di-
verse necessità di servizio e di
installazione degli impianti ed
idonei all'impiego di tutti gli
interruttori omologati per il
servizio di bordo reperibili sul
mercato.
I centralini, realizzabili nei
pes g
| ($ [e
a
’
con preliminare lavorazione
in serie a fondo magazzino.
Successivamente i telaietti fi-
niti vengono, secondo le esi-
genze degli impianti, montati
in posto a bordo su una o più
file, in nicchie o custodie ad
armadio, anch'esse normaliz-
zate.
I quadri ed i centralini
suindicati oltre che risultare
di costruzione più economica
per la maggiore standardizza-
zione della produzione, che
È SEZIONE A-A
2
ver
ho -— —_-.
Centralino luce con interruttori automatici tipo « Stotz ».
ri fino a 4.000 Amp, di diverse
case costruttrici.
Un opportuno dimensfona-
mento delle sbarre e l'impiego
di interruttori a capacità di
rottura corrispondente alla
massima corrente di corto cir-
cuito verificantesi sul quadro,
determinata con accurati cal-
coli di accertamento, assicura-
no ai quadri la massima sicu-
rezza e selettività di protezio-
ne oggi realizzabile negli im-
pianti di bordo,
tipi ad una, due, tre e quattro
file, consentono la formazione
di quadretti formati da 3 fino
a 28 interruttori del tipo uni-
polare con neutro, bipolare e
tripolare per impianti a cor-
rente alternata, o solo bipola-
re per impianti a corrente
continua.
Gli interruttori riuniti tra
loro fila per fila su appositi te-
laietti, con proprie staffe di
fissaggio e sbarrette di distri-
buzione, sono montati su telai
per alcuni elementi può esse-
re eseguita in serie con lavo-
razione su maschera e mate-
riali unificati ridotti al mini-
mo numero di tipi indispensa-
bile, presentano i seguenti
particolari vantaggi:
— maggiore facilità di pre-
ventivazione di peso e di co-
sto all'atto della progettazione
— riduzione del numero dei
disegni a carico dell’Ufficio
Studi per ogni singola costru-
zione
SEZIONE A-A
— maggiore facilità di ese-
cuzione dei disegni d’impian-
to, basati fin all'impostazione
del progetto su quadri già de-
finiti in ogni particolare
-— maggiore facilità di ese-
cuzione degli impianti a se-
guito della maggiore preven-
tiva conoscenza da parte del
personale dei quadri costi-
tuenti, ripetentisi sempre nel-
la stessa forma e disposizione
— miglioramento della qua-
lità della produzione per l’au-
tomatico trasferimento da una
nave all’altra dell’esperienza
acquisita in ogni costruzione
— maggiore sicurezza della
corrispondenza di ogni singo-
la costruzione alle norme di
classificazione
— più facile e rapido ap-
provvigionamento e più com-
pleta utilizzazione dei mate-
riali con l’assoluta eliminazio-
ne di residui di lavorazione
non reimpiegabili.
Vittorio Fanfani
Una conferenza
internazionale
sull’automazione
a Cambridge
Dall’11 al 14 settembre si è
svolta a Cambridge la « IV
Conferenza Internazionale »
organizzata dall’« Institute of
Personnel Management ». La
conferenza ha avuto per argo-
mento l’automazione e i suoi
riflessi sull’addestramento e
la selezione del personale. Vi
ha partecipato — in qualità
di rappresentante dell’Ansal-
do e dell’LA.I. (Istituto per
l’Addestramento n e IVI n d u-
stria) — il nostro Dirigente
dottor Alberto Tomasi, il qua-
le è stato invitato a presiede-
re la commissione di studio
che ha discusso l’addestra-
mento dei Capi.
ERRATA CORRIGE
La didascalia della fig. 2
dell’articolo « Gli stabilizzato-
ri Denny Brown, pubblicato
nel numero scorso de « l’An-
saldino », deve essere letta.
per quanto riguarda la terza
parte, « Pinna angolata in al-
to » e non « Pinna angolata in
basso »,
SEZIONE B-B
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Aspetto esterno del quadro elettrico principale a corrente alternata.
Prove e consegna
della “G. Ansaldo”
Jos quinta motonave «della
serie «Capitani del Lavo-
ro», quella che porta il nome
di Giovanni Ansaldo, è uscita
in mare - per la prima volta -
il 28 agosto per le prove di
velocità e di tutte le apparec-
chiature di bordo.
Fu l’armatore ing. Giovan
Battista Bibolini che volle in-
titolare una delle sue navi al
nome dell’uomo che oltre un
secolo fa, insieme a Bombrini,
Penco e Rubattino, fondò il
grande complesso industriale
ligure la cui storia è stretta-
mente legata a quella d’Italia.
Agli ordini del Comandante
Alberto Beretta la nave ha la-
sciato il Cantiere di Muggiano
alle sei del mattino e si è
spinta al largo della costa li-
gure su un mare leggermente
mosso mentre raffiche di vento
e scrosci di pioggia spazzava-
no ogni tanto la coperta.
Per tre ore di seguito la
« Giovanni Ansaldo » ha com-
piuto le prove di velocità pro-
gressiva, quindi quelle di
evoluzione e, infine, quelle a
tutta forza e di marcia avanti
e indietro, sotto il controllo
dei rappresentanti della So-
cietà armatrice, e dei periti
dei Registri Navali.
Durante la prova progressi-
va la nave il cui motore Die-
sel Fiat 757 da 5.500 HP ha
funzionato con perfetta rego-
larità dopo esser sfilata dinan-
zi ai paesi delle Cinque Ter-
re, a Riva Trigoso, Sestri Le-
vante, Lavagna, Chiavari, Ra-
pallo, Santa Margherita, Rec-
co, Camogli e Nervi che ap-
parivano, per la foschìa, come
sfumati acquerelli, la nave è
giunta in vista dei grattacieli
di Genova. Poi, inversione
della marcia e ancora andiri-
vieni, per ore, fra le « basi »
consuete, segnalate, ad inter-
valli, dai gutturali richiami
del clakson che provocavano
scatti di cronometri degli ad-
detti alla rilevazione degli
elementi necessari a stabilire
le velocità dell’unità.
Per quindici ore in ogni lo-
cale della nave l'animazione è
stata intensa: da prora a pop-
pa, dalla plancia al locale
macchine, dagli argani a sal-
pare all’asse port’elica è stato
un incrociarsi di tecnici e 0-
perai i cui rilievi, infine, rac-
colti e controllati, hanno dato
la misura esatta della perfetta
funzionalità della « Ansaldo ».
A bordo, per l’occasione, si
trovavano gli Amministratori
Delegati della Società armatri-
ce ing. Augusto Telesio e dott.
Glauco Lolli Ghetti, l’ispet-
tore Ghiara, il Comandante
Tealdi, i sigg. Rosina, Bagni e
Giunchi sempre della « Carbo-
coke », l’ing. De Simoni e sig.
Lemmi dell'American Bureau,
l'ing. Montani e i sigg. Vigo
e Battaglia del Lloyd Register,
gli ingg. Pannunzio, Iozza e
Com.te Bellacosa del RINA.
Per il Cantiere Ansaldo di
Muggiano, il Direttore ing.
Bruno Palenzona con il V. Di-
rettore ing. Giulio Mori e gli
ingg. Vitale, De Nicola, De
Marchi, l’ing. Bertolotti (il
coordinatore dei lavori a bor-
do sempre in movimento da
un punto all’altro della nave)
gli ingg. Borzone, Milanesio,
Alfano, Marchetti, Rabbone.
Erano anche presenti: gli uf-
La firma del verbale di consegna da parte degli ingg. Casaccia e
Palenzona per l’Ansaldo, e del
ingg. Mulas e Bisighin
ficiali dello yacht imperiale
iraniano «Shahsavar» Chamlu
Nesser, Tabatabai Diamal,
Gholam Mostafian e Mottaghi,
l'ing. Conti del Meccanico,
il col. Castellano, il sig. An-
fosso, i! dott. Acerbi, l’ing.
Conte della « Nuova S. Gior-
gio », il sig. Zenga della Tele-
meccanica, il sig. Rindi della
Galileo, 11 sig. Camoirano del-
la Fiat, il sig. Crusic della
Samar, il sig. Garberoglio del-
la Microtecnica, il Direttore
di macchina della « Carboco-
ke » Del Santo, con il 1.0 uf-
ficiale Mosconi e altri,
Quando al ritorno abbiamo
chiesto le impressioni sulle
prove, i dirigenti del Cantiere
di Muggiano e i rappresenian-
ti dell'armatore e dei Registri
Navali ci hanno risposto tutti
concordemente che i risultati
sono stati superiori ad ogni
miglior previsione.
Pochi giorni dopo, il 5 set-
tembre, la « Ansaldo» è stata
consegnata all’armatore.
Per la Società « Carbocoke»
di Palermo, appartenente al
gruppo armatoriale Bibolini,
per conto della quale l’unità
è stata costruita, erano presen-
com.te Pietro Bibolini e degli
per la « Carbocoke ».
ti il Comandante Pietro Bibo-
lini e gli ingg. Bisighin e Mu-
las e per l’Ansaldo il Diretto-
re Centrale Commerciale ing.
Amedeo Casaccia e gli ingg.
Bruno Palenzona e Giulio Mo-
ri, rispettivamente Direttore e
V. Direttore del Muggiano.
Subito dopo la firma dei
verbali il Comandante Pietro
Bibolini ha rievocato la figura
dell'armatore ing. G, B. Bibo-
lini al quale si deve la costru-
zione delle navi intitolate ai
« Capitani del Lavoro » sotto-
lineando i legami che unisco-
no il gruppo armatoriale Bi-
bolini al Cantiere spezzino.
Gli ha risposto l’ing., Casac-
cia mettendo in risalto l’ori-
ginale concezione delle navi
volute dall’ing. Bibolini che
hanno trovato nell'ambiente
marittimo internazionale il
più largo dei favori. rappre-
sentando ormai un prototipo
fra le navi da carico secco.
Successivamente il cappel-
lano di fabbrica don Aurelio
Olivieri ha benedetto la «Gio-
vanni Ansaldo » che in sera-
ta ha lasciato il Golfo della
Spezia agli ordini del Coman-
dante Tealdi. Aldo Galli
PROTEZIONE CATODICA DELLA CARENA DELLE NAVI
E’ noto da lungo tempo e va-
lidamente combattuto con
vernici anticorrosive ed anti-
vegetative il fenomeno della
corrosione della carena dovu-
ta all’azione di coppie galva-
niche naturali, che si origi-
nano sulla superficie metallica
della nave a contatto con l’ac-
qua marina ad opera di ten-
sioni meccaniche interne, di-
somogeneità dei metalli, azio-
ni bacteriche, variabilità del
grado di aereazione superficia-
le, ecc.
Con l’impiego su larga sca-
la della saldatura elettrica e
di altre lavorazioni elettro-
meccaniche sulla nave duran-
te l'allestimento e con l’incre-
mento del grado di elettrifica-
zione dei Cantieri, tale feno-
meno ha però acquistato mag-
gior pericolosità per il sovrap-
porsi all’azione corrosiva delle
coppie galvaniche naturali di
una azione analoga, ma molto
più attiva, dovuta alle corren-
ti vaganti create dalle disper-
sioni dei circuiti di saldatura
di bordo e degli impianti elet-
trici di terra e di bordo.
Tali correnti che, dati i bas-
sissimi potenziali in giuoco,
non possono essere efficace-
mente drenate con la messa a
terra dello scafo, producono,
a seconda che siano in ingres-
so o in uscita dal fasciame di
carena, rispettivamente delle
azioni di saponificazione sulle
vernici protettive e di corro-
sione sulle lamieré. Poichè la
sola applicazione delle pitture
allo scafo si è dimostrata non
completamente efficace, è sta-
to da qualche tempo studiato
e impiegato all’estero un siste-
ma di protezione anticorrosi-
va che, basato sull’applicazio-
ne alla carena di un potenzia-
le di valore regolabile, ha da-
to ottimi risultati. Questo po-
tenziale può essere ottenuto
sospendendo anodi di zinco o
di magnesio attorno alla nave,
al di sotto della linea del gal-
leggiamento, e collegandoli
direttamente alle sovrastrut-
ture di coperta.
Il Cantiere di Sestri, giusta-
mente preoccupato di conse-
gnare agli armatori le sue na-
vi nelle migliori condizioni di
conservazione, ha da qualche
tempo iniziato delle applica-
zioni sperimentali di protezio-
ni catodiche della carena con
l’impiego di anodi di zinco ad
elevata purezza ottenendo ri-
sultati soddisfacenti ed.ora si
appresta a sperimentare anodi
di magnesio allo scopo di con-
frontare i vantaggi tecnici ed
economici ottenibili con l’uno
o l’altro sistema.
L’applicazione della prote-
zione catodica richiede un co-
stante controllo della tensio-
ne di protezione, con sposta-
mento e variazione del nume-
ro degli anodi impiegati, ed
una accurata esecuzione e ma-
nutenzione dei circuiti di
connessione degli anodi allo
scafo, Tali operazioni sotto la
direzione della Stu/Elet ven-
gono svolte con perizia dal
personale di Man/Elet, che
provvede pure a conservare
nella massima efficienza i cir-
cuiti delle saldatrici e degli
impianti provvisori di bordo,
allo scopo di limitare o evita>
re per quanto possibile qual-
siasi dispersione di corrente.
Italo Massenti
tica
L'AFFONDAMENTO DELL' ‘ANDREA DORIA‘
Altre manifestazioni
di solidarietà
Altre numerose espressioni di
cordoglio e di solidari sono per-
venute all'« Ansaldo » al nostro
giornale per la tragica scomparsa
della « Andrea Doria », Fra le al-
tre è particolarmente toccante que-
sta lettera che ci hanno inviata al-
cuni operai del Meccanico e che
pubblichiamo nel suo schietto e
semplice testo integrale:
Poco assuejatti come siamo
noì operai a scrivere con un
certo stile letterario, vorrai,
gentilmente, se o riterrai
pubblicare quanto spontanea-
mente sentiamo di esprimere
per la tragedia che in questi
giorni ha colpito la nostra Ma-
rina Mercantile.
Essa non rappresenta solo
una grave perdita per una del-
le nostre Società di Naviga-
zione di preminenza naziona-
le, dalle tradizioni più glo-
riose del nostro Paese ma ne
rappresenta un ineluttabile
lutto che per noi Ansaldini dal
più umile al più responsabile
rimane una grave ferita come
se qualcosa di nostro sia ve-
nuto improvvisamente a man-
care, in modo inspiegabile da
rimanerne quasi increduli ed
annichiliti. Andrea Doria, que-
sto il tuo nome, Dalla tua im-
postazione ti abbiamo vista
crescere curata giorno per
giorno amorevolmente sui no-
stri scali di Sestri Ponente.
Aumentavano le tue propor-
zioni, battevano le tue macchi-
ne nelle nostre officine come
il nostro cuore, eri della no-
stra Genova che purtroppo
non ti vedrà più attraccare al-
le nostre banchine. Ti aveva-
mo dato tutto noi stessi; il tuo
nome era orgoglio per moi
gente ligure; esso proviene
dalla nostra storia. Eri geno-
vese e in tutto simbolo della
nostra volontà di ricostruzio-
ne del nostro Paese uscito da
immani distruzioni belliche.
Sei stata per noi un banco di
prova, una magnifica prova di
popolo lavoratore ed ogni tuo
viaggio dimostrava al mondo
la nostra volontà di ripresa
di prestigio crescente del no-
stro Paese che riguadagna nel
tempo la fiducia che giusta-
mente meritava e merita nel
campo marinaro.
Ma un destino crudele ha
voluto che tu riposassi sui
fondi marini di quel grande
oceano che è Patria di tutti in
quelle stesse acque che furo-
no solcate daile caravelle di
Cristoforo Colombo.
Il mare ti ha voluto per sè.
Rimane a consolarci il va-
lore del tuo eroico equipag-
gio composto di uomini di ma-
re generosissimi e valenti ge-
losi continuatori delle tradi-
zioni marinare di un popolo.
Ti rivedremo nuovamente
« Andrea Doria II »; noi sia-
mo pronti, e quando fischie-
ranno le sirene e tu scenderai
dai nostri scali al bacio del
mare una lacrima sgorgherà
dai nostri occhi irrefrenabil-
mente; lacrime di gioia di or-
goglio pur ricordandoci una
grande sciagura e rinnovando
un cocente dolore.
L'ing, Gioacchino Meli. ha serit-
to da] Cile all’ing. FAgardo De Vito:
Carissimo Edgardo,
attaccato alla radio fin dal
primo tragico annunzio che la
bella Andrea Doria era stata
speronata, ho spasimato spe-
rando fino all’ultimo, che il
colosso si fosse salvato.
Poi ogni speranza è svanita
e la tragica notizia mi ha pro-
fondamente addolorato come
se avessi perduto una parte di
me stesso.
Ho pensato alla mia Patria
colpita nella sua fierezza e nel
suo orgoglio di possedere una
delle più belle navi del mon-
do, la più bella, ed ho pensa-
to soprattutto agli Ansaldini,
dirigenti ed operai, che con
l'ingegno e con le braccia so-
no stati gli artefici del capo-
lavoro che si è inabissato nel
mare.
Come Italiano e come An-
saldino sento tutta l'amarezza
della tragedia ed insieme agli
Italiani e agli Ansaldini e so-
prattutto ai Genovesi, piango
senza il conforto dei miei fra-
telli dai quali vivo così di-
stante. A te, amico caro, af-
fido questo messaggio, che dà
sfogo al mio dolore, pregan-
doti di considerarmi vicino a
tutti gli Ansaldini in questo
doloroso momento.
Ti abbraccio
aff.mo
Ing. Gioacchino Meli
Agente Ansaldo per il Cile
Sono inoltre pervenuti rispetti-
vamente all’ing. Lo Monaco e allo
ing. Casaccia i seguenti telegrammi:
« Profondamente impressio-
nati tragedia Andrea Doria
vogliate accettare sensi nostra
simpatia e personali saluti
Capriles Contreras Cemencoro
« Da Gillespie e Houston
Jackson vogliate accettare per
conto Ansaldo nostri sensi sin-
cera simpatia per tragica per-
dita seguito collisione vostra
bella nave Andrea Doria ».
IL LAVORO
NEI
EB
E;
rate.
a caduta dell’Impero Romano d’Occidente segna il trionfo dei barbari germanici, e
quindi apre per l’arte il periodo dei seroli bui. Resterà soltanto lo splendore del-
l’arte -orientale, attorno alla capitale Bisanzio.
Ma in Occidente, prima che il crollo definitivo avvenga, interviene il Cristianesimo,
che in una elevata tradizione culturale, cominciando il proprio dominio nel mondo delle
idee e dei sentimenti, finisce per abbracciare tutti i settori della vita.
In arte esso muta soltanto i soggetti, conservando naturalmente le forme: dal I al
IV secolo, infatti, tra arte pagana ed arte cristiana c’è solo diversità di contenuto, ma è
evidente la comunanza di stile. (Come risulta appunto dalla tavola che pubblichiamo).
L’arte paleocristiana si esprime soprattutto nei sarcofagi, in pregevoli rilievi di avo-
rio e in opere minori, come le lampade ornate e i vetri dorati con rappresentazioni figu-
Anzi, nell'antica arte cristiana abbondano le vetrerie, e sembra che fossero princi-
palmente destinati al culto cristiano i cosiddetti fondi d’oro, con figure di sottilissimo fo-
glio d’oro tra due lamine di vetro.
Di tali lavori non esistono che frammenti: noi pubblichiamo appunto una ricostruzio-
ne ospitata nel Museo Vaticano di frammenti provenienti dalle Catacombe romane, e che
illustrano il lavoro del legnaiolo.
Economia spicciola
S i sa di dire cosa ovvia
n» quando si afferma che
non vi è mentalità di industria
dove non vi è senso di econo-
mia.
L’industria è principalmen-
te basata su concetti di eco-
nomia, intesa questa nel senso
lato della parola: da quella
che si dice politica economica
a quella che è l'economia spic-
ciola.
La mentalità di industria è
viva, è operante quando cia-
scuno e tutti sentono un po’
come propri i problemi che
sono dell'ambiente nel quale
si passa la maggiore e miglio-
re parte della nostra vita, Il
senso dell'economia che per-
mea di sè, ora per ora, qual-
siasi genere di lavoro, è ve-
ramente tale se costituisce un
vero abito mentale, se si pre-
senta ad ogni circostanza, se
entra a far parte del nostro
pensiero dominante, Deve es-
sere nella ferma volontà di
chi comanda ed organizza a
qualunque livello, deve essere
nella mente di chi tratta un
affare; nella logica e nella tec-
« matita » di chi insegna un
assieme od un particolare; nel-
l'abilità di chi acquista o ven-
de; nella visione di chi si ac-
cinge ad ideare un attrezzo
nuovo; nel calcolo di chi pre-
para un tempo di lavorazione;
nel proposito del capo che as-
segna il lavoro ad uno più
che ad un altro uomo, ad una
più che ad un’altra macchina;
nel cuore di chi produce nel
lavoro diretto su un tornio 0
su una affilatrice, nei mon-
taggi o nelle sale prove. Cia-
scuno al proprio livello appor-
ta il suo contributo di econo-
mia che sommato a quello del
collega di lavoro, dei mille e
mille colleghi di lavoro, costi-
tuisce il complesso di armonia
i cui risultati si riscontrano
poi, ineluttabili, alla resa dei
conti .e che possono fare di
una industria, di una azienda
in genere, la prosperità o la
condanna,
Passando dal generale al
particolare e dalle cose impor-
tanti alle piccole, per avere
una idea degli effetti dell’eco-
nomia (0 del suo contrario che
ora, esaminiamo, fra iî suoî
moltissimi aspetti, un solo
piccolo caso, quasi insignifi-
cante, al quale forse pochi
pongono mente. E’ una inezia,
una delle mille e mille inezie
di una grande industria; una
cosa alla quale quasi nessuno
bada e di cui forse pochi si
preoccupano; una piccola fuga
d’aria compressa, per esempio.
Nei nostri Stabilimenti si fa
uso di aria compressa e pro-
prio perchè se ne fa largo uso
pochi badano più, ormai, ad
una eventuale fuga attraverso
i rubinetti o le manichette.
Che cosa può mai rappresen-
tare quel piccolo caratteristico
sibilo che quasi sempre sen-
tiamo attraversando le varie
officine? E’ un sibilo però che
in generale dura quanto dura
il lavoro, spesso ventiquattro
ore su ventiquattro, per mesi,
per anni. Vale la pena di sa-
perlo ed i dati sono riassunti
nella seguente tabella che ri-
portiamo da un indovinato
opuscoletto-reclame pubblicato
dalla Motomeccanica e che
tengono conto delle perdite
nica del progettista; nella è lo spreco), praticata ora per che si verificano în 8 ore.
Distribuzione a 7 Kg./cm®
Orificio Litri Potenza in HP Spesa in lire, al costo dell'energia di L 8,— per Cv. e per ora
ispondenti d'aria lib occorrenti per 5 7 —
ao | | na ia e
di al minuto a IKg/em2 Lire Bor nigecne 8 ore piigemo
1mm 78 0,5 40 1.000 12.000
2a 270 2, 160 4.000 48.000
Sura 750 5, 400 10.000 120.000
5 _» 2.100 15, 1.200 30.000 360.000
10 » 8.000 55, 4.400 110.000 1.320.000
Ecco che cosa costano le fu-
ghe di aria compressa.
Sono elementi questi su cui
sarebbe bene si fermasse l’at-
tenzione di quelli che vivono
nelle officine, dai dirigenti agli
ingegneri, ai capi, agli operai.
E’ evidente che altre nume-
rosissime fonti di economia vi
sono nell’industria, come in
qualunque famiglia, e che il
contributo che i tecnici pos-
sono dare anche nell’importan-
te campo dell’economia spic-
ciola è notevole.
RINGRAZIAMENTO
Il sig. Benito Pullacino
dipendente del Cantiere di
Sestri, ringrazia tutti coloro
che, essendo presenti ad An-
dalo dopo il suo arrivo, si so-
no prestati per portargli aiuto
e conforto in occasione della
improvvisa grave malattia che
ha colpito la sua piccola Ma-
rina.
Un grazie particolare ai di-
rigenti del CRAL che hanno
provveduto, con squisita sen-
sibilità, ad alleviare la sua
sfortunata situazione.
LAUREE
Il 23 agosto, presso l’Uni-
versità di Genova, si è lau-
reato brillantemente in medi-
cina e chirurgia con punti
110 su 110, lode e medaglia
d’argento, il sig. Carlo Crovet-
to, figlio dell’impiegato tecni-
co Biagio Crovetto del Mecca-
nico.
AI neo dottore, che ha di-
scusso la tesi sperimentale
« Sulla diagnostica citologica
delle gastropatie » (relatore il
chiarissimo prof. Antognetti),
e al suo genitore formuliamo
le nostre più vive congratu-
lazioni.
* * *
L’impiegato Ugo Scaraonati
del nostro stabilimento « Co-
struzioni Meccaniche e Im-
pianti Industriali » ha conse-
guito il 25 luglio, presso l’U-
niversità di Genova, la laurea
in ingegneria industriale mec-
canica discutendo la tesi «Gru
a braccio retrattile con ben-
na per scarico sabbia» (re-
latore l’illustre prof. Capocac-
cia).
AI neo ingegnere le nostre
congratulazioni e l’augurio di
un brillante avvenire.
Macchine vecchie
(O) uand’ero ragazzo, in un
= tratto di spiaggia deserta,
c'erano alcune vecchie mac-
chine, abbandonate da tempo.
Ignoro la ragione per cui si
trovavano là, e perchè non
fossero state vendute a peso.
Fatto è che in quel tratto di
spiaggia deserta c’erano alcu-
ne vecchie macchine, buttate
alla rinfusa, e qualche parte
metallica non ancora coperta
dalla ruggine luccicava al so-
le. Le macchine stavano sdra-
iate su un fianco, o addirittu-
ra rovesciate, con le grandi le-
ve verso il cielo, e qualche
ruota semiaffondata nella sab-
bia. Quando il mare era molto
mosso le onde giungevano a
lambire la macchina più vici-
na: guardando da lontano, si
poteva pensare a relitti di
qualche naufragio, portati ap-
punto dalla corrente,
ba
Erano invece soltanto delle
vecchie macchine, relitti di un
naufragio sì, ma del naufragio
metaforico che sul mare tem-
pestoso della vita tutto travol-
ge nei gorghi della vecchiaia,
della terribile vecchiaia quan-
do i movimenti cominciano ad
essere affannosi e lenti, i con-
gegni non rispondono più, gli
organi diventano inadatti alla
funzione per cui erano stati
creati, e paiono atrofizzarsi
nella forzata inattività.
Le macchine stavano là co-
me morte, anzi erano morte,
perchè le macchine nello stes-
so momento in cui cessano di
essere utili, muoiono. Ci avete
mai pensato?
Forse era per questo che noi
ragazzi, mentre ne eravamo
affascinati e attirati, ne erava-
mo anche spaventati e respin-
ti. Ci avvicinavamo cauta-
tamente, come nel timore che
si potessero destare, e quando
ardivamo toccarle era con un
gesto furtivo che ci dava i bri-
vidi, e subito fuggivamo.
Ad alcuni di noi, quando fa-
cevamo i capricci, i genitori
minacciavano di portarci, nel-
la notte, dalle « vecchie mac-
chine ». E noi ammutoliva-
mo alla terribile minaccia, già
vedendo colla fantasia le vec-
chie macchine danzare sotto
la luna una terribile e maca-
bra sarabanda, e udendo i lo-
ro meccanismi tintinnare sini-
stramente, scheletri mossi da
un invisibile burattinaio.
Vecchie macchine, quanta
paura ci facevate! Poi un
giorno siete scomparse, stra-
namente come eravate venute,
ma il vostro ricordo è rimasto
uno dei più vivi della nostra
infanzia.
L’altro giorno, invece, in
fondo ad un vasto piazzale
inutilizzato, ho veduto altre
macchine, vecchie e ruggino-
se, mancanti di qualche pezzo,
abbandonate sotto la pioggia.
Qualcuna era sventrata, e mo-
strava impudicamente attra-
verso un largo squarcio una
parte degli ingranaggi interni,
come in qualche stampa popo-
lare di volgarizzazione anato-
mica si vedono rappresentati
dentro al corpo umano i vari
organi. L’acqua scerosciava im-
placabile sul metallo, inonda-
va l’interno, usciva a fiotti
dalle varie aperture. Un pic-
colo tubo di rame disposto ad
arco lanciava lontano il suo
getto, come se fosse stato una
fontana.
Nel capannone, al coperto,
le macchine nuove e luccican-
ti continuavano il proprio rit-
mico lavoro con una indiffe-
renza ed un distacco che, evi-
dentemente senza alcuna logi-
ca da parte mia, mi irritarono,
e mi fecero anche pensare al-
le generazioni di uomini che
si susseguono indaffarate e
frettolose, disseminando lun-
go il cammino i cadaveri dei
propri padri.
Oggi infine mi sono ferma-
to davanti a una vecchia mac-
china abbandonata e solitaria,
in un ripostiglio. Sembrava il
monumento di un’epoca, coi
suoi ingranaggi pesanti, con i
grossi pedali inanimati, con
enormi pulegge senza cinghia.
Anche se fosse stata lustra e
rimessa per un momento in
efficienza, sarebbe rimasta il
monumento di un’epoca, per-
chè tutto in lei denunciava lo
stile di un tempo. Materiale
impiegato senza risparmio da-
vano alle varie parti un aspet-
to tozzo e rotondo, come le
vecchie carrozze con l’impe-
riale. I raggi delle ruote erano
contorti a « esse », tutte le le-
ve avevano forme panciute e
« barocche »; per creare una
simmetria formale alcune par-
ti erano allungate, arrotondate
o raddoppiate senza alcuna
ragione funzionale, come cer-
te capigliature della « belle
époque ».
1 piedi, le maniglie, il brac-
cio superiore avevano dei
fregi che tutti li ricoprivano,
e le lettere scritte (sia il no-
me della fabbrica che le in-
dicazioni per l’uso delle leve)
avevano degli ampi svolazzi.
Ecco allora che la mente, sen-
za alcuno sforzo, era portata
ad immaginare l'operaio che
aveva lavorato su quella mac-
china con un bel paio di baf-
fi e una fiammante paglietta.
Era l’epoca delle lunghe di-
chiarazioni d'amore col ginoc-
chio destro a terra e la mano
sul cuore, delle gite domenica-
li sull’imperiale della trabal-
lante « carrozza », delle facili
lacrime per il riconoscimento
del piccolo macilento forna-
retto che si scopriva figlio del-
la baronessa mediante le due
metà della fatidica medagliet-
ta.
Ecco: una macchina aveva
evocato tutto un torrente’ di
ricordi, come può accadere
sfogliando un vecchio alma-
nacco, o semplicemente ascol-
tando una vecchia canzone
« del tempo che fu ».
Poi mi è venuto un pensiero
triste: queste nuove e lucci-
canti macchine che pulsano
oggi piene di vita e condivido-
no con me le gioie e i dolori
delle mie lunghe giornate, sa-
ranno domani vecchie, come
lo sarò io, e parleranno ad al-
tri di un tempo che fu il mio,
e che sarà ormai lontano.
Ah! Vecchie macchine bir-
bone, vorreste con questo in-
sinuare nel mio animo il dub-
bio che voi non siete solo uno
strumento
produttivo, un
« macchinario » insensibile, un
freddo aggeggio utilitario
che io adopero e butto via
quando non mi serve più? No
non voglio credervi.
Comunque, resta il fatto
sconcertante che siete riusci-
te a farmi rabbrividire come
leggendo una vecchia saga
nordica, a farmi riflettere co-
me in presenza di un testo fi-
losofico, a farmi infine gozza-
nianamente sognare e umana-
mente sperare e disperare.
Care, vecchie macchine!
9
Lucio Bozzano
(Disegni di Rocco Borella)
La nuova potente spianatrice meccanica installata al Cantiere Navale di Sestri,
VISITE AGLI STABILIMENTI
L'ammiraglio Pecori Giraldi al Cantiere di Livorno.
LIVORNO]
MOVIMENTO BACINO
— Dal 17 al 18 luglio ha
sostato lo yacht « Ruming
Eagle » della Società arma-
trice «+ San Augustin » di
Panama, per carenaggio.
— Dal 21 al 25 luglio ha so-
stato la motonave « Istar » di
£75 T. S. L. della Società ar-
matrice « Daneo « di Genova,
per carenaggio e lavori da
parte di Ditte esterne.
— Dal 27 luglio al 3 agosto
ha sostato lo S/s « Laura
Lauro » di 7083 T. S. L. del-
l’armatore Achille Lauro di
Napoli, per lavori di ripara-
zione allo scafo.
— Dal 4 al 5 agosto ha so-
stato il piroscafo « Silva » di
1158 T.S.L. della Società ar-
matrice « Alfino & Figli» di
Catania, per carenaggio.
— Dal 13 al 14 agosto ha
sostato la motonave « Genepe-
sca VI» di 702 T.S.L. della
Società « Genepesca » di Li-
vorno, per carenaggio.
— Dal 27 al 29 agosto ha
sostato il piroscafo «Georgius»
di 872 -T.S.L. della Società
« Marcau & Sons» di Londra,
per carenaggio e lavori da
parte di Ditte esterne.
— Dal 31 agosto al 2 settem-
bre ha sostato il panfilo « Tre-
nora » di 864. T.S.L. della
« Shipping. Corporation» di
New York, per carenaggio e
verifica degli assi port’elica.
DI TECNICI
PERSONALITÀ
E STUDENTI
Ultimamente i nostri stabi-
limenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui se-
gnaliamo le seguenti:
—Un gruppo di cadetti del-
la Marina Militare Argentina.
Gli ospiti hanno visitato gli
impianti e le attrezzature del
Cantiere navale di Sestri, ac-
compagnati dal nostro ing.
Marsili.
— Quindici allievi di un
corso dell’A.N.C.C. (Associa-
zione Nazionale per il Con-
trollo della Combustione).
Hanno visitato le attrezzature
del bacino di carenaggio del
Cantiere di Livorno.
— Venticinque allievi della
Accademia Navale di Livorno.
Si sono recati al Cantiere
« Luigi Orlando », sofferman-
dosi particolarmente nella sa-
la a tracciare e nell’officina
carpenteria, accompagnati dal-
l’ing. Pavone.
— Il Vice Ministro indiano
dell’Indonesia, S. E, Satis
Chandra. Accompagnato dal
signor Donati della Direzione
Generale, l’illustre ospite ha
visitato il Meccanico e il Can-
tiere di Sestri, ricevuto dai
membri delle rispettive Dire-
zioni.
— Il Capo di S. M. della
Marina, ammiraglio Pecori
Giraldi. L'ospite, accompagna-
to dal Comandante dell’Acca-
demia Navale ammiraglio Pe-
sci, dal Direttore del Naval-
genarmi col. Gazzo e dal col.
Fantoni, è stato ricevuto dal
Direttore e dal V. Direttore
del Cantiere di Livor-
no, ingg. Rovetto e Di Pie-
trantony. L'ammiraglio Pecori
Giraldi si è soffermato parti-
colarmente ad osservare i la-
vori a bordo del cacciatorpe-
diniere « Indomito » e dell’av-
viso scorta « Centauro », com-
piacendosi vivamente.
CANTIERE
NUOVA SPIANATRICE PER LAMIERE
Recentemente è entrata in
funzione, presso il Cantiere
Navale di Sestri, una nuova
potente spianatrice meccanica
per lamiere, capace di spiana-
re e raddrizzare lamiere di
acciaio fino alla larghezza di
3200 mm. e allo spessore di
33 mm.
Detta macchina, costruita
dalla Ditta «S. Eustacchio »
di Brescia, si compone delle
seguenti parti principali:
1) Gruppo cambio-riduttore
contenente i ruotismi atti a
ridurre la velocità del motore
ed a trasmettere il movimento
ai cilindri spianatori median-
te un sistema di articolazione
a snodo. Questo sistema con-
siste in giunzioni cardaniche
collegate da allunghe a pal-
mola in modo da consentire
un sensibile disassamento tra
pignoni e cilindri relativi,
2) Basamento sul quale so-
no alloggiati i tre cilindri
spianatori inferiori sostenuti
alle loro estremità da soppor-
ti a culla che permettono l’o-
rientamento libero dei colli
sotto le deformazioni di la-
voro.
3) Traversa mobile la qua-
le porta i due cilindri spiana-
tori superiori (regolabili in
altezza per mezzo di un moto-
re elettrico da 35 cav. e so-
stenuti nello sforzo dai rela-
tivi controrulli) e quelli au-
siliari con sopporti orientabili
e spostabili verticalmente per
l’aggiustamento. Questo si ot-
tiene mediante un sistema di
regolazione indipendente co-
mandato da un motore a flan-
gia, fissato alla traversa stes-
sa, con riduzione a coppia eli-
coidale e trasmissione con al.
beri e vite-chiocciola.
La traversa mobile, per ga-
rantire nel suo movimento
l'assenza di giochi che ne pro-
durrebbero il fastidioso sal-
tellamento all’entrata e all’u-
scita della lamiera in lavora-
zione, è bilanciata da quattro
CENTRALE
cilindri pneumatici disposti
sopra la traversa fissa. Questi
cilindri tengono sempre tira-
ti i vitoni verso l’alto, annul-
lando evidentemente il gioco
nei filetti ed ottenendo in que-
sto modo una registrazione
accurata e sicuramente stabi-
le durante la regolazione dei
cilindri,
4) Traversa superiore fissa
che completa l’incastellatura
della macchina facendo da
ponte superiore e contiene il
meccanismo di sollevamento
della traversa mobile,
5) Montanti e colonne che
formano i lati verticali della
incastellatura e riuniscono so-
lidamente vl basamento e ll.
traversa superiore.
6) Vie a rulli per l’appog-
gio e il convogliamento delle
lamiere da introdurre fra i ci-
lindri spianatori della macchi-
na, costituite da una senie di
rulli folli, disposti anterior-
mente e posteriormente alla
macchina e sopportati da ap-
positi cavalletti.
Le caratteristiche princinali
della nuova spianatrice sono
le seguenti: diametro e lun-
ghezza utile dei cilindri spia-
natori, mm. 280x3250; diame-
tro e lunghezza utile dei ci-
lindri ausiliari, mm. 350x3250;
massime dimensioni della la-
miera da spianare, mm. 3200x
33; resistenza del materiale,
Kg. 50/mmaq.; minimo spessore
spianabile, mm. 10; numero
dei cilindri spianatori (coman-
dati), 5; numero dei cilindri
ausiliari (folli), 2; interasse
fra i cilindri spianatori, mm.
300; due velocità di spianatu-
ra, rispettivamente m. 5 e m.
10 al l’; potenza del motore
principale “di comando, cav.
135; potenza del motore di sol-
levamento della traversa mo-
bile, cav. 35; potenza di cia-
scun motore per sollevamento
cilindri ausiliari, cav, 3; pe-
so complessivo della macchi-
na, kg, 80.000.
ACETILENE
Un aspetto della centrale acetilene del Cantiere di Sestri, recen-
- temente revisionata dal Servizio manutenzione.
Imbarco, nel porto di Genova, di una delle locomotive costruite al CMI per l’India.
MECCANICO
Consegnate 1000 tonn. di materiale
Il materiale più importante
spedito dal 22 agosto al 6 set-
tembre è il seguente:
Al nostro Stabilimento CMI:
una caldaia per locomotive
indiane completa di tutti i
particolari. Al nostro Cantiere
di Muggiano: un viratore elet-
trico per. motore Ansaldo -
Fiat tipo 757 destinato alla
motonave « Carlo Canepa ».
Al nostro Cantiere di Livorno:
due condensatori in lamiera
d’acciaio completi di piastre
e tubi per il cacciatorpedinie-
re «Indomito»; una turbopom-
pa di alimento per circuito
principale di alimentazione
destinata al cacciatorpedinie-
re venezuelano « General De
Austria :; due eliche di bron-
zo a tre pale, manicotti e pres-
satrecce per un avviso scorta
indonesiano. Al nostro Cantie-
re di Sestri: un gruppo Diesel
alternatore da 187,5 kKVA con
I FAMIGLIARI
DEGLI ANSALDINI
IN VISITA AGLI STA
Anche quest'anno, in occa-
sione della chiusura degli Sta-
bilimenti per ferie collettive,
gli ansaldini che ne avevano
fatto richiesta, hanno potuto
far visitare i loro posti di la-
voro ai propri famigliari.
Le visite, predisposte dagli
uffici competenti, si sono effet-
tuate il giorno 12 agosto e vi
hanno preso parte numerose
persone. I visitatori sono ri-
masti pienamente soddisfatti
ed hanno espresso agli accom-
pagnatori la loro soddisfazio-
ne per questa iniziativa che
ha permesso di approfondire
ancor più quella solidarietà
che unisce i membri di una
stessa famiglia.
motore Ansaldo tipo 2131/4 S,
due gruppi turboalternatori
da 550 kW completi e due
poripe centrifughe per la tur-
bocisterna « Purfina Italia »;
una cassa riduttore parte in-
termedia e una cassa ridutto-
re parte inferiore facenti par-
te del complesso turboridutto-
re principale, due apparecchi
di sollevamento ruota lenta,
due pompe centrifughe, un
ruotismo intermedio di l.a e
2.a riduzione per turbina di
alta pressione, una ruota len-
ta per riduttore principale ed
altri particolari per l'apparato
motore della turbocisterna
« Fina Canadà »; un gruppo
Diesel-dinamo da 200 kW con
motore Ansaldo tipo Q 265/6
da 310 HP, accessori per ri-
scaldatori nafta e olio, rispetti
extra per depuratori e motori
elettrici, riscaldatori a vapo-
re, depuratori centrifughi per
olio e nafta, due caldaie An-
saldo - Clarkson, un gruppo
Diesel - dinamo con motore
Ansaldo tipo 2131/3 da 80 HP,
pompe centrifughe, una roto-
pompa a vite e due impianti
combustione nafta per la mo-
tonave « Angela Fassio »; due
pompe centrifughe verticali
per servizio spurghi acqua
dolce per una turbocisterna.
Aî « Cantieri del Mediterra-
neo »: collettore gas di scari-
co, coperchi convogliatori, fil-
tro nafta ed altri particolari
per motore Diesel Ansaldo -
Doxford destinato alla moto-
nave « Francesco Crispi » in
costruzione. Ai « Cantieri Riu-
niti dell'Adriatico » (Fabbri-
ca Macchine S. Andrea) di
Trieste: un collettore di vapo-
re, un collettore per corpo
caldaia, tre collettori quadri.
Al Cantiere navale della « Na-
valmeccanica » di Castellam-
mare di Stabia: un gruppo
Diesel-dinamo con motore An-
saldo tipo Q 265/7 S da 475
HP, un volano, colonne mon-
tanti, stantuffi, bielle, filtri ed
altri particolari per motore
Diesel per due navi in costru-
zione. All’Arsenale della Ma-
rina Militare di Taranto: un
gruppo Diesel - compressore
con motore Ansaldo 2131/6
da 160 HP. Alla « Brodoma-
terijal » di Rijeka (Jugosla-
via): un gruppo industriale
Diesel - Ansaldo tipo Q 150/3
da 46 HP. Al Cantiere navale
« Breda » di Mestre: supporti
autolubrificanti e refrigeranti
olio per una motonave in co-
struzione. Al Cantiere navale
« Modesto Ragno » di Molfet-
ta: un motore marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/4 S da 165
HF per un motopeschereccio
in costruzione. Al Ministero
dei Trasporti Argentino, Bue-
nos Aires: coperchi cilindri,
alberi a manovelle ed altri
pezzi di ricambio per motore
Ansaldo tipo Q 150/3 e Q
150/4, AI Cantiere navale
« F.lli Giacalone » di Mazara
del Vallo: un motore marino
Diesel Ansaldo tipo 2131/4 S
da 165 HP per un motopesche-
reccio in costruzione. Alla
centrale termoelettrica di Rio
Turbio (Argentina): tubi di
acciaio sagomati per impianto
acqua circolazione, ‘impianto
controllo termico, apparec-
chiature elettriche, una gru a
ponte da 40 tonn., collettori
quadri ed altri particolari per
la centrale. Alla « Companhia
Nacional de Navegacao » di
Lisbona: otto testate stantuf-
fo per motore Ansaldo - Dox-
ford tipo 67 LB 6 per la mo-
tonave « Mocambique ».
Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 1114 tonnellate.
Lavori di manutenzione
Durante il periodo di chiu-
sura dello stabilimento per
ferie collettive sono state in-
stallate nuove macchine e so-
no stati eseguiti importanti
lavori di manutenzione, tra
cui; 1) ultimazione impianti
per sistemazione nuovi forni
SFEAT; 2) installazione di
due nuovi torni a revolver se-
miautomatici « Minganti »; 3)
installazione di un nuovo tor-
nio a revolver automatico
« Minganti »; 4) installazione
di una nuova foratrice verti-
cale « Berardi » tipo RG 70;
5) rifacimento completo di un
forno elettrico da 42 kW; 6)
revisione, spostamenti e modi-
fiche di macchine utensili; 7)
revisione apparecchiature e-
lettriche delle gru a ponte; 8)
revisione linee ed impianti
elettrici ad alta ed a bassa
tensione; 9) revisione ai mez-
zi di trasporto interni; 10) re-
visione impianto di riscalda-
mento della Direzione.
Particolare di una gru costruita per il Cantiere di Sestri.
FONDERIA
COMMESSE
Ecco l’elenco delle commes-
se più importanti acquisite nel
mese di agosto:
-— Lingottiere - di ghisa per
la « S.LA.C. » di Genova.
Due grosse eliche di
bronzo al manganese a quat-
tro pale per i « Cantieri Na-
vali Riuniti » di Genova,
— Due camicie di bronzo
per l’« O.A.R.N.» di Genova.
Dette forniture ed altre di
minore entità comportano cir-
ca 36.000 ore lavorative.
CONSEGNE
Il materiale più importante
consîgnato nel mese di ago-
sto è il seguente:
Due eliche di bronzo al
manganese a quattro pale, del
peso di circa 10 tonn. ciascu-
na, alla «F.LA.T.» di Tori-
no e ai « Cantieri Navali Riu-
niti » di Genova; 142 tonn. di
getti di ghisa e bronzo per
motori Diesel e turbine al
nostro stabilimento Meccani-
co; 8 tonn. di getti di ghisa e
bronzo per costruzioni varie
al nostro stabilimento CMI e
ai nostri Cantieri di Sestri e
Muggiano; 20 tonn. di getti di
ghisa e bronzo all’« Ansaldo -
S. Giorgio » e all’« Ansaldo -
Fossati » di Genova; 126 tonn.
di getti di ghisa e bronzo per
costruzioni automobilistiche
all’« Alfa Romeo » di Milano;
10 tonn, di ceppi freno di ghi-
sa alle FF.SS.; 153 tonn. di
lingottiere di ghisa di tipo va-
rio alla « F.I.A.T. » di Torino
e alla « Cornigliano » di Ge-
nova; 3 tonn. di eliche di
bronzo per navi traghetto al-
la « F.LA.T.» di Torino.
on la sigla PALE s’inten-
de l’officina dello Stabili-
mento Meccanico in cui si
fabbrica la palettatura delle
turbine a vapore, e precisa-
mente: palette fisse e mobili.
palette dei diaframmi, ugelli
di parzializzazione e settori
ugelli integrali.
Il materiale arriva allo Sta-
bilimento in forma di barre
trafilate a profilo di paletta ed
in barre a sezione rettangolare
o a losanga. Quest’utimo tipo
ci barre viene tagliato nel ma-
gazzeno a lunghezza di palet-
ta, inviato al trattamento ter-
mico e poi trasferito al PALE;
l’altro tipo invece viene tran-
ciato nell’officina PALE ed
immesso direttamente in la-
vorazione. La macchina uten-
sile d’impegno nell’officina
PALE è la fresatrice, dal tipo
più semplice a quello più com-
plesso e speciale.
Neile brevi note che seguo-
no si vuol far conoscere quello
che è stato fatto in questi ul-
timi anni per l’officina PALE,
per fare fronte al carico di
lavoro sempre maggiore come
quantità e sempre più impe-
gnativo come qualità.
Occorre dire che con le vec-
chie macchine esistenti prima
dell’ammodernamento di cui
la presente nota è oggetto
(1950) molte palette oggi ri-
chieste non avrebbero potuto
neanche essere fabbricate, co-
me è meglio spiegato nel se-
guito.
Le vicende di sviluppo e di
progresso dell’Officina PALE,
verificatesi in questi ultimi
anni, stanno proprio a rappre-
sentare le tappe più significa-
tive della politica di ammo-
dernamento e ridimensiona-
mento della nostra Società.
Non è lontaro il 1950, anno
in cui fu stipulato il contratto
di collaborazione e di licenza
tra la nostra Società e la « Ge-
neral Electric Co.» americana
per la fabbricazione qui in
Italia, nelle nostre officine, dei
turbogeneratori a vapore di
grande potenza. Proprio in
tale periodo, superate le gsra-
vissime difficoltà di quei mo-
menti, il mercato italiano co-
minciò a richiedere più gran-
di quantitativi di energia e-
lettrica, mentre sul mercato
americano la grande richiesta
di gruppi generatori, di poten-
za sempre maggiore, aveva
avuto inizio durante e subito
dopo la seconda guerra mon-
diale.
Il mercato, oltre a richiede-
re più energia, esigeva anche
impianti più economici e di
più alto rendimento.
Gli stabilimenti specializzati
nella costruzione dei turboge-
È”
Ì
OFFICINA PALE
neratori a vapore hanno dovu-
to fare fronte ad una forte,
crescente richiesta e, dato l’in-
teresse di un aumento note-
vole di produzione, hanno do-
vuto aggiornare i loro impian-
ti e le loro attrezzature. In
questo cuadro la costruzione
delle palette, che sono fra i
particolari più importanti per
il funzionamento delle turbi-
ne a vapore, ha fatto sorgere
parecchi e difficili problemi,
ed ha reso necessaria l’intro-
duzione di nuove e più pro-
gredite tecniche di lavorazio-
ne.
La tendeliza moderna nella
lavorazione delle turbine è
orientata verso macchine uten-
sili più specializzate. comandi
a pulsante, meccanizzazione
completa e parziale delle cpe-
razioni a mano, operazioni
combinate ed operazioni se-
condo cicli completi.
L’ammodernamento ed il
potenziamento del macchina-
rio della otfiicina PALE sono
stati conceviti, programmati
ed eseguiti tenendo conto di
questi principi base. Nel 1950
la nostra officina si trovava in
condizioni di produzione limi-
tata, sia come tipo di paletta-
ture e sia come quantità. In-
fatti mentre da una parte le
macchine utensili esistenti e-
rano vecchie, e quindi non in
grado di asportare il materiale
economicamente, per mancan-
za di rigidità, potenza e pre-
cisione, dall’altra erano in
maggioranza delle fresatrici
verticali, che si prestavano sì
per la iavorazione dei profili
trafilati, ma non erano adatte
per i nuovi tipi di palette da
ricavarsi da barre laminate a
sezione rettangolare.
Per quanto del Meccanico
siano note le difficoltà di spa-
zio con le quali occorre lot-
tare in ogni circostanza in cui
sono necessari degli amplia-
menti, fu nel 1951, cioè quan-
do fu preso l’ordine per co-
struire nel nostro Stabilimen-
to una serie completa di palet-
te per un rotore da 30.000 Kw.
della « British Thomson Hou-
ston» inglese, che l'officina
PALE iniziò il suo sviluppo
nell’ordine seguente:
1951 - Ampiamento dell’Offici-
na con creazione della sala di
lucidatura delle palette, sepa-
rata dall’Officina vera e pro-
pria di lavorazione meccanica.
Vengono installate in officina
7 fresatrici orizzontali, non
nuove ma di costruzione re-
cente. L'area passa da mq. 688
a ma. 919 e le fresatrici da
25 a 32.
1953 - Sostituzione di 4 fre-
satrici vecchie Millwaukee
con 4 verticali Cerruti, di co-
struzione moderna. Vengono
sistemate nell’officina 8 fresa-
trici revisionate, prelevate da
altre Officine dello Stabilimen-
to,
1954-1955 - Per la fabbrica-
zione della palettatura GECo,
l’Officina si amplia con lo spo*
stamento di un settore del col-
laudo in essa contenuto e ven
gono installate in smi
fresatrici speciali moderne più
1 pallinatrice (che viene si-
stemata nel reparto lucidatu-
ra) e 4 fresatrici revisionate;
L'officina guadagna altri 153
mq, e le fresatrici salgono a 5
1956 - Si amplia ulteriorment
l’Officina con il passaggio, che
è in corso di attuazione, de-
gli sbavatori fuori dell’officina
e ciò con un guadagno di 4l
ma. di area. Vengono instal-
late altre 3 fresatrici orizzon-
tali moderne, di grande poten-
za, ed una verticale di tipa
ruovo, e si mettono a disposi-
zione 2 fresatrici vecchie: Il
numero delle fresatrici arriva
così a 52. Entro l’anno poi ver-
và installata una fresatrice
speciale a 3 mandrini per la
vorare 3 palette alla volta sul
dorso e sulla gola, con copia
su pezzo campione.
Riassumendo si ha:
1949 - Area dell’officina ma.
688
Operai 55 a due turni
Fresatrici: n. 25
1956 - Area dell’officina ma.
1113
Operai 105 a tre turni
Fresatrici: n. 53.
Per facilitare e migliorare il
movimento interno dei mate-
riali, dal 1950 al 1956 nell’of-
ficina si vanno realizzando de-
gli spostamenti interni di
macchine, con l’intendimento
di suddividere le fresatrici in
gruppi per tipo di lavora-
zione.
Infine nel suddetto periodo,
1951-1956, l’officina ha miglio-
rato moltissimo dal punto di
vista degli attrezzi, utensili e
mezzi di controllo: grazie so-
prattutto alle visite effettua-
te dai nostri tecnici all’este-
ro, in officine simili, il PALE
dispone oggi di mezzi di con-
trollo moderni, basati su si-
stemi nuovi; dispone inoltre
di utensili e frese di disegno
più progredito e quindi capaci
di asportare notevoli quantità
di materiale. Gli attrezzi, che
molta importanza hanno nella
lavorazione delle palette, tan-
to da richiedere l’uso di un
numero notevole di piazza-
menti, vengono studiati con
grande cura, soprattutto dal
punto di vista della funziona-
lità.
Al miglioramento dei mezzi
è seguito naturalmente un per-
fezionamento della mano d’o-
pera. Oggi i tecnici e gli ope-
rai dell’officina PALE, grazie
alla loro abilità ed attività,
possono essere orgogliosi di
contribuire alla fabbricazione
delle turbine, con un prodot-
to di qualità come sono le pa-
lette.
Le richieste di fornitura che
pervengono all’Ansaldo fanno
prevedere che il carico di la-
voro del PALE si manterrà
sul forte livello attuale per
parecchio tempo. La maggio-
re produzione che si può e
si deve ottenere coi nuovi
mezzi di lavoro introdotti po-
trà svilupparsi senza timore
di vedere mancare il lavoro.
Ed ecco una breve descri-
zione delle principali macchi-
ne speciali acquistate per
completare i mezzi di lavoro
dell’officina PALE.
Fresatrice Kent Owens -
Serve per fresare gli ancorag-
gi diritti dei tacchetti con ta-
glio da barra. Per le palette e-
segue fresature ancoraggio,
fresatura canale per filo di
collegamento e taglio da bar-
ra. La macchina lavora se-
condo un ciclo automatico e
con avanzamento automatico
della barra.
Fresatrice Moderntool - Ser-
ve per fresare gli ancorag-
gi a raggio ed intestatura del-
le palette del rotore e della
cassa. Capacità massima R_ =
1000 mm. La macchina è co-
stituita di un settore girevole
che fa da tavola e da due te-
ste a fresare, una verticale ed
una orizzontale a due man-
drini.
Fresatrice Rigide S4 - Ser-
ve per fresare gli ancoraggi a
Sopra il titolo: fresatrice
«Newton» - A sinistra in bas-
so: fresatrici « Cincinnati Hy-
dromatic» e «Modern Tool
Works » - A destra in alto:
fresatrice « Rigide P 201» - A
destra in basso: fresatrici
« Rigide S 4» e «Kent Owens».
coda di rondine ed a pettine
e la gola ed il dorso delle pa-
lette medie non svergolate ti-
po GECO, 0 comunque ricavate
da barra laminata. La macchi-
na è provvista di un copia
idraulico in verticale.
Cincinnati Hydromatic -
Serve per fresare la gola ed il
dorso di grandi palette non
svergolate. La macchina è mu-
nita di un copia idraulico in
verticale e l'avanzamento del-
la tavola è a comando idrau-
lico.
Fresatrice Rigide P 201 -
Serve per fresare il dorso e la
gola delle palette grandi sver-
golate. La macchina è attrez-
zata di un congegno basculan-
te a comando idraulico per la
lavorazione della paletta du-
rante la fresatura ed è pure
munita di copia idraulico in
verticale.
Fresatrice Newton - Serve
per ricavare di fresatura da
barra il profilo delle palette
dei diaframmi. La macchina è
dotata di due teste verticali
a sgrossare e due a finire. La
barra avanza meccanicamente,
mediante un dispositivo a rul-
li, di guida e di alimentazione.
Fresatrice Rigide S4 muni-
ta di testa a 3 mandrini incli-
nati (macchina che deve an-
cora arrivare) - Serve per
fresare il dorso e la gola delle
palette che non si possono fre-
sare se non su pezzo campio-
ne. Lavora 3 palette alla volta
ed il dorso o la gola vengono
ricavate per successive aspor-
tazioni trasversali del mate-
riale. La macchina è munita
di copia idraulico in verticale
e trasversale.
Pallinatrice - Si tratta di
una apparecchiatura che, me-
diante aria compressa, lancia
dei pallini metallici non abra-
sivi su determinate zone degli
ancoraggi delle palette, ove si
hanno concentrazioni notevoli
di tensioni. Mediante questo
trattamento superficiale s’in-
nalza il limite di fatica del
materiale trasformando, in
superficie, le tensioni di tra-
zione in tensione di compres-
sione.
Nando Guazzi
10
(© ome si è già detto le intera-
zioni di neutroni con i nu-
clei hanno quasi sempre il ri-
sultato di produrre una fortis-
sima radioattività, Così la fis-
sione nucleare è accompagnata
inevitabilmente da pericolosis-
sime radiazioni, contro cui è
necessario proteggersi con adat-
ti schermi, radiazioni che li-
mitano l’accesso e la manuten-
zione del reattore anche molto
tempo dopo il suo arresto.
Ci si difende da esse racchiu-
dendo il reattore in una cavità
ricavata all’interno di spessi
muri di calcestruzzo (due metri
di spessore circa), contenenti
sostanze, come il Boro, che as-
sorbono i neutroni. Tra calce-
struzzo e reattore si dispongono
inoltre spesse lastre di piombo
e di ferro, Entro tale muro le
radiazioni: particelle « alfa » 0
Il trasferimento a La Guaira
di due caccia venezuelani
IL COMPIACIMENTO
del Ministero della Difesa
Informato delle felici o-
perazioni di trasferimento
da Livorno a La Guaira dei
primi due cacciatorpedinie-
re venezuelani, costruiti
nel Cantiere «Luigi Orlan-
do » il Ministero della Di-
fesa-Marina ha voluto e-
sprimere il suo alto com-
piacimento inviando alla
Direzione Generale del-
l’Ansaldo la seguente let-
tera:
« Si è preso atto della re-
lazione redatta dall’ing.
Luigi Bozzo di codesta So-
cietà e, nel ringraziare per
le notizie cortesemente for-
nite, si esprime il compia-
cimento di questo Ministe-
ro per l’ottimo comporta-
mento dei due CC, TT. du-
rante il loro viaggio di tra-
sferimento a La Guaira.
d'ordine
il Capo Ufficio Trattati
Ammiraglio di Divisione
FRANCESCO CAMICIA
nuclei di Elio, particelle « be-
ta » od elettroni, raggi «gam-
ma» (energia elettromagnetica),
e gli stess: neutroni sfuggiti dal
reattore vengono assorbiti e la
loro energia trasformata in ca-
lore. Questo muro si chiama
« schermo biologico »,
L’unico combustibile nuclea-
re presente in natura è l’U 235
mescolato nella proporzione
dello 0,7% con VU 238 a for-
mare l’Uranio naturale,
Caricando un reattore con
Uranio naturale si introducono
in esso solo 7 grammi di com-
bustibile U 235° per ogni
di Uranio, cosicchè viene a pre-
valere di gran lunga IU 238,
che assorbe fortemente il gas
neutronico, specie se ad alta
temperatura, senza combustio-
ne, e cioè senza provvedere a
restituire altro gas al sistema,
Alle alte. temperature neutro-
niche l’effetto. è tanto forte che
non può mantenersi la reazione
con i neutroni così veloci come
nascono dalla fissione, In altre
parole non si può costruire un
reattore veloce con Uranio Na-
turale, Occorre raffreddare .il
gas neutronico ed utilizzarlo
nella zona termica, cioè costrui-
re un reattore termico, e non
basta; occorre un iceccellente
moderatore, che non catturi
apprezzabilmente i neutroni;
l’acqua normale non serve: bi-
sogna ricorrere a quella pesan-
te od alla grafite: non solo pur
con questi preziosi e delicati
moderatori non si può usare
ad esempio, l’acciaio come ma-
teriale strutturale, ma si deve
ripiegare all’alluminio, od ad-
dirittura. allo zirconio, se si
Kg.
[L'ENERGIA NUCLEARE]
Il reattore
vuole salire ad alte temperatu-
re di funzionamento senza
compromettere la resisenza
meccanica,
Per evitare i suddetti incon-
venienti e per poter usare ma-
teriali meno costosi, come l'ac-
qua normale e l’acciaio, bisogna
asportare dall’Uranio Naturale
parte dell’inerte U 238, aumen-
tando «la proporzione di U 235
del valore naturale (0,7%), ad
una più elevata percentnale,
financo ad ottenere U 235 puro
mediante il costosissimo pro-
cesso di separazione isotopica.
L’Uranio così ottenuto dicesi
« Uranio arricchito » in U 235,
Con Uranio fortemente arric-
chito (90%), si possono costrui-
re i reattori veloci.
Si è riusciti a creare artifi-
cialmente due nuovi combusti-
bili nucleari, di proprietà ec-
cellenti, mediante la fertilizza-
zione entro il reattore dell’U 238
o del Torio 232; essi sono ri-
spettivamente il Plutonio 239 e
l’Uranio 233 in tutto equivalen-
te all’U 236,
In . certi speciali reattori
(Breeder) ciò si ottiene dispo-
nendo attorno alla zona dove
avvengono le fissioni (zona rea-
gente o « Core») una fascia
{« Blanket ») costituita di bar-
re o lastre di U naturale o di
Torio. Parte dei neutroni che
sfuggono dalla zona reagente
incontrano i nuclei di U 238 e
di Th 232, reagiscono con essi,
e provocano la trasmutazione
di quei nuclei fertili nei muclei
combustibili Plutonio 239 ed
Uranio 233 rispettivamente,
Si utilizza così parte del gas
neutronico, che andrebbe per-
duto, nella produzione di com-
bustibile secondario da riutiliz-
zare nel reattore, od altrimenti,
Chiamasi « rapporto di Con-
versione » il numero di nuclei
di combustibile secondario for-
mati per nucleo di U 235 bru-
ciato, Nei reattori Breeder esso
è maggiore di 1,
Il calore sprigionato dalle
fissioni si libera nei reattori
eterogenei all’interno degli ele-
menti di combustibile, simil.
mente a ciò che avviene in una
barra metallica percorsa da
corrente elettrica. Tale calore
fluisce, dall’interno verso la su-
perficie e qui viene raccolto ed
asportato dal refrigerante,
E’ da notarsi che gli elementi
solidi di «combustibile. vanno
racchiusi in un involucro me-
tallico a tenuta stagna, di pic-
colo spessore, che si chiama
« incamiciatura » allo scopo di
impedire il contatto diretto tra
il combustibile, chimicamente
attivissimo, ed il refrigerante
che ne lambisce la superficie, e
di trattenere entro il combu-
stibile stesso «le ceneri », 0
prodotti di fissione, che sono al-
tamente radioattivi, così impe-
dendo che, passando nel refri-
gerante, contaminino tutto il
circuito di trasmissione de] ca-
lore.
Metalli usati, a causa della
loro quasi trasparenza ai neu-
troni, sono alluminio e zirco-
nio, o loro leghe, con qualsiasi
tipo di combustibile, Si può an-
che usare l'acciaio inossidabile
a patto di avere elementi di
combustibile arricchito, Questa
necessità dell'incamiciatura è
uno dei maggiori inconvenienti
dei reattori eterogenei.
I refrigeranti adoperati so-
no: gas, anidride carbonica,
aria a bassa o media (10 ata)
pressione, oppure liquidi come
l’acqua normale o l’acqua pesan-
te, od infine metalli liquidi co-
me il Sodio od una' lega di So-
dio e Potassio,
L’uso dei metalli liquidi è
dovuto soprattutto alla neces-
sità di smaltire forti potenze
da masse ridotte di combusti-
bile, alla loro bassa tensione di
vapore saluro e ad altre ragioni
neutroniche,
Lo stesso moderatore può ser-
vire anche da refrigerante,
talchè troviamo spesso reattori
raffreddati e moderati con ac-
qua normale o pesante, Talvol-
ta la trasmissione di calore av-
viene mediante circolazione
forzata del liquido entro il cor-
po del reattore, In tal caso il
liquido viene tenuto a pressio-
ne molto maggiore della sua
tensione di vapore saturo per
impedirne la vaporizzazione
nel reattore, E’ il tipo Pressu-
rized Water (Nautilus). Il liqui-
do passa dal reattore ad uno
scambiatore, dove produce va-
pore secondario che va al cielo
di utilizzazione.
Talvolta invece si consente la
ebollizione del refrigerante-mo-
deratore entro il corpo del reat-
tore, ed il vapore così progdot-
to viene inviato direttamente
in turbina,
E il tipo Boiling Water. Nei
reattori omogenei è la soluzio-
ne combustibile stessa che funge
da mezzo refrigerante, e viene
a questo scopo circolata ad uno
scambiatore, dove cede calore
ad un fluido secondario,
Riassumiamo sinteticamente
i possibili tipi di reattori di-
stinguendoli secondo le loro
caratteristiche,
i) Struttura del combustibile:
&) reattori omogenei
b) reattori eterogenei
Due. lettori ci hanno
scritto una nobile e -toccan-
te lettera nella quale, espri-
mendo il loro profondo
sentimento di cordoglio per
la tragica morte dei mina-
tori italiani di Marcinelle,
ci invitano ad aprire una
sottoscrizione «la quale
possa portare alle famiglie
rimaste senza sostegno, ai
figli che hanno perduto il
loro papà, la solidarietà di
tutti gli ansaldini». Essi
offrono, quale personale
La sciagura di Marcinelle
UNA NOBILE INIZIATIVA
contributo, la somma di 400
lire,
Accogliendo il suggeri-
mento, dettato da un nobi-
lissimo senso di affettuosa
sollecitudine verso le vitti-
me dell’immane sciagura,
« l'Ansaldino » sottoscrive,
a sua volta, 100 mila lire
ed invita tutti coloro i qua-
li volessero offrire il pro-
prio contributo a far perve-
nire le somme al suo Uffi-
cio di Redazione (Recapito
Ansaldo - Genova).
2) Temperatura del gas neutro-
nico (0 velocità dei neutroni
che causano le fissioni):
a) veloci
b) intermedi
e) termici
3) Natura del combustibile:
a) reattori ad Uranio nata-
rale
b) reattori
chito
e) reattori a Plutonio
ad Uranio arric-
«Luigi Orlando » di Livor-
no effettueranno la loro 3.a
gita sociale a Roma, il 6 e
il 7 ottobre, con il seguente
PROGRAMMA
I dipendenti del Cantiere
SABATO 6 OTTOBRE. Ore
14, 15 circa: partenza dalla
Stazione di Livorno Centra-
le in treno speciale od or-
dinario, secondo il numero
dei partecipanti. Ore 19
circa: arrivo a Roma. I gi-
tanti saranno accompagnati
in albergo in pullman
quindi ceneranno e avran-
no la serata libera.
DOMENICA 7 OTTOBRE.
Ore 7,30: prima colazione
in albergo. Ore 8,15: visi-
ta con autopullman alla
Basilica di S. Pietro. Ore
10,15: visita alle Catacom-
be di S. Sebastiano. Ore 12:
rientro in albergo per il
Le nostre iniziative
A ROMA IL 6 E IL 7 OTTOBRE
i dipendenti del Cantiere Orlando
d) reattori ad Uranio 233
4) Natura del moderatore (quan-
do esiste):
a) reattori
qua pesante
b) reattori moderati ad acqua
normale
moderati ad ac-
c) reattori moderati a gra-
fite,
d) reattori moderati con be-
rillio
5) Natura del refrigerante e
della trasmissione di calore:
a) gas a pressione atmosfe-
rica
b) gas a media pressione
©) liquido in pressione e cir-
colazione naturale
d) liquido in pressione e cir-
colazione forzata
e) liquido in ebollizione
Î) metalli liquidi,
Paolo Ameglio
d)
pranzo. Ore 14: visita turi-
stica alla città con auto-
pullman. Sosta ai principa-
li monumenti, Ore 18: rien-
tro in albergo. Ore 18,30:
cena. Ore 20,30: partenza
da Roma Termini. Ore 24
circa: arrivo a Livorno.
QUOTE
Dipendenti: lire 4.500.
Famigliari: lire 6.900 (salvo
conguaglio).
Le quote di partecipazio-
ne saranno trattenute in 6
rate mensili sulle compe-
tenze a partire dal mese di
i
ottobre.
Le prenotazioni si rice-
vono presso il signor Farul-
li (Ufficio Personale) e sa-
ranno chiuse improrogabil-
mente il 20 ottobre.
Gli orari definitivi saran-
no comunicati agli interes- ||;
sati alla consegna dei bi- ||
glietti di viaggio.
|
Ù
VISITE AGLI IMPIANTI DEL PORTO DI GENOVA
visite agli impianti più im-
portanti di Genova indu-
striale — cominciate, come
si ricorderà, con quelle al-
lo Stabilimento « Oscar Si-
nigaglia » della « Corniglia-
no» — « l’Ansaldino », pro-
seguendo in -questa inizia-
tiva, ne ha organizzato ora
una serie al Porto di Geno-
va.
Le visite si effettueranno
per mezzo di un grande ri-
morchiatore la mattina del-
le seguenti quattro domeni-
che successive: 7, 14, 21 e
28 ottobre. Esse saranno li-
mitate a 200 persone per
volta; ogni dipendente po-
trà condurre con sè non più
di un famigliare.
I turni sono stati stabiliti
come segue: 7 ottobre:
MEC (200 persone tra di-
pendenti e famigliari) - 14
Per quanto riguarda le
ottobre: CAN (200 persone
c. s.) - 21 ottobre: DIG (100 |:
persone c. s.), SAU (50 per- |
sone c. s.), COKE (50 per-
sone c. s.) - 28 ottobre: CMI |;
(130 persone ‘c. s.), FON
(70 persone c. s.). i
Le prenotazioni si ricevo- |
no presso i corrispondenti |
di Stabilimento fino ad e- |lj
saurimento dei posti e co-
munque fino a cinque gior-
ni prima della data fissata
per ogni Stabilimento.
I partecipanti dovranno
raggiungere con i propri
mezzi la Stazione maritti-
ma di Ponte dei Mille entro
le ore 9,30 della mattina in
cui sono di turno.
La quota di partecipazio- |;
ne è stabilita in lire 100 per
partecipante, da versare al
corrispondente di Stabili-
mento all'atto della preno-
tazione.
Un’ altra visita all’ “ Augustus ”
Aderendo a numerose ri-
chieste e proseguendo nel-
la sua iniziativa intesa a
far conoscere ai dipendenti
della nostra Azienda ed ai
| loro famigliari le maggiori
navi della Marina Mercanti-
le. Italiana, «l’Ansaldino »
ha ottenuto dalla Società
«Italia» un’altra speciale
concessione che permetterà
ai richiedenti di visitare
ancora la motonave «Augu-
stus» nel pomeriggio dell’8
dipendenti e famigliari (120
del CAN, 110 del MEC, 75
del CMI, 35 della DIG, 35
della FON, 15 del SAU e 10
del COKE) e i biglietti di
libero accesso alla nave
(non oltre 3 per ogni di- |
Anche questa visita è li-
mitata a 400 persone tra
pendente) da ritirarsi pres-
so i nostri corrispondenti
di stabilimento, saranno as-
segnati secondo l’ordine di
prenotazione. Hi
in
0
CONCORSO
FOTOGRAFICO
Ni
A sinistra, dall'alto: LUIGI POLLASTRO (DIG): « Angolo di fat-
toria »; ALBERTO MOR (MUG): «Il Mosè di Michelangelo ».
Sopra: RENATO DELPINO (CAN): «Chiaroscuro a Domodossola».
Sotto: AMEDEO CANEVA (CAN): « Lago Bleu e Monte Cervino ».
"E
12
CRAL
CON IL PATROCINIO DE ‘’L'ANSALDINO”
La Prima mostra filatelica
provinciale dei CRAL
Come già annunciato nel
numero del 1" agosto, presso
il « C.R.A.L. Ansaldo e Con-
sociate »= (Sampierdarena, Via
Achille Stennio 5-1, tel. 41959)
avrà luogo, nel prossimo mese
di novembre, la « Prima mo-
stra filatelica provinciale dei
C.R.A.L. ». La mostra avver-
rà con il patrocinio de «l’An-
saldino ».
Diamo ora notizie più det-
tagliate sulla manifestazione.
Programma
1° novembre. Ore 10: ricevi-
mento delle autorità e inau-
gurazione della mostra; ore
14-19: visita alla mostra. 2 e
3 novembre. Ore 10-12 e 14-19:
visita alla mostra. 4 novem-
bre. Ore 10-12: visita alla mo-
stra. Ore 14-19; premiazione
e chiusura della mostra.
Sarà messa in vendita una
cartolina-ricordo a colori, al
prezzo di lire 40. Le prenota-
zioni dovranno essere accom-
pagnate dal relativo importo,
maggiorato delle spese di spe-
dizione.
Nella sede della mostra fun-
zionerà un ufficio postale con
annullo speciale.
La tariffa del noleggio dei
tavoli per i negozianti è fis-
sata in lire 1000 + I.G.E., per
tutta la durata della manife-
stazione.
Regolamento
1) Possono partecipare alla
mostra gli inscritti ai C.R.A.L.
della provincia di Genova, al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Muggiano (La Spezia) e al
C.R.A.L. Ansaldo del Cantiere
di Livorno.
2) Il materiale da esporre
sarà suddiviso in tre gruppi.
Gruppo A: collezioni mondia-
li. Gruppo B: collezioni a sog-
getto (fauna, flora, sport,
ecc.). Gruppo C: vario (colle-
zioni di buste primo giorno;
cartoline t.c.v.; cartoline ma-
ximum; annulli speciali, com-
memorativi, occasionali a ma-
no su cartoline e su buste;
letteratura filatelica; maxima-
fila).
3) Il comitato organizzatore
si riserva di non accettare
quel materiale che, a suo in-
sindacabile giudizio, non fosse
idoneo alla mostra. Si riserva
pure di limitare il numero dei
quadri per ogni partecipante.
4) I quadri, della misura di
cem. 65x55 e cm. 75x60, sa-
ranno forniti dal comitato or-
ganizzatore. La quota per ogni
quadro è fissata in lire 300.
5) Il comitato organizzatore
avrà cura di provvedere, nel
modo migliore, ad eliminare
l'eventualità di sinistri e dan-
ni al materiale avuto in con-
segna. Verrà a tale scopo di-
sposto un adeguato servizio di
vigilanza. Il comitato organiz-
zatore declina, comunque,
qualsiasi responsabilità.
6) Il materiale da esporre
dovrà pervenire al comitato
organizzatore entro giovedì
25 ottobre.
7) La corrispondenza, le i-
scrizioni alla mostra, le ri-
chieste di cartoline e di in-
formazioni dovranno essere
indirizzate al « Comitato or-
ganizzatore mostra filatelica
C.R.A.L. Ansaldo e Consocia-
te », Genova Sampierdarena,
Via Achille Stennio 5-1.
Premi
Per ciascuno dei tre grup-
pi A, B, C, di cui al punto 2)
del regolamento saranno asse-
gnati i seguenti premi: 1)
medaglia d’oro grande e diplo-
ma d’onore al primo classifi-
cato; 2) medaglia d’oro media
e diploma d’onore al secondo
classificato; 3) medaglia d’oro
piccola e diploma d’onore al
terzo classificato; 4) diploma
di partecipazione a tutti i par-
tecipanti alla mostra.
Per ogni categoria i premi
non sono cumulabili.
Comitato d'onore
Avv. Federico De Barbieri,
Presidente Ansaldo - Comm.
Giuseppe Gennaro, Vice Pre-
sidente Ansaldo - Ing. Giusep-
pe Rosini, Amministratore De-
legato Ansaldo - Ing. Federico
Lombardi, Direttore Generale
Ansaldo - Ing. Domenico Zi-
rilli, Direttore Centrale An-
saldo - Ing. Piero Cominetti,
Direttore Stabilimento Mecca-
nico Ansaldo - Ing. Franco
Cristofori, Direttore Cantiere
Navale Ansaldo - Ing. Salva-
tore Curasì, Condirettore Cen-
trale Ansaldo - Avv. Alberto
Boyer, V. Direttore Centrale
Ansaldo - Comm. Iginio Pic-
cardo, Commissario Provin-
ciale E.N.A.L. - Comm. Sal.
vatore Munna, Direttore Pro-
vinciale E.N.A.L. - Dott. Ma-
rio Enrico, Presidente C.R.A.L.
Ansaldo e consociate,
Comitato organizzatore
Presidente: Salvatore Bri-
gnone. Vice Presidente: Gi-
getto Badon. Segretario: Pie-
tro Allegra. Membri: Italiano
Bartolini, Osvaldo Cavalli,
Umberto Donnini, Vincenzo
Fiorenzo, Agostino Ratto, Gu-
stavo Vannucci, Silvio Risso
(Segretario C.R.A.L. Ansal-
do), Adolfo D'Alessandro
(Presidente sezione filatelica),
Odoardo Pieramati (V. Presi-
dente sezione filatelica).
ABBONAMENTI
per l’anno calcistico
Per il corrente anno calci-
stico il « CRAL Ansaldo e
Consociate » provvederà ad
effettuare per i suoi soci gli
abbonamenti - con pagamento
in cinque rate - per la «Samp-
doria » (sconto 4%) ed il «Ge-
noa» (sconto 5%), sui prezzi
normali sottoindicati:
« SAMPDORIA ». Gradinate
normali, L. 6.000; gradinate
ridotte (soci - mutilati - si-
gnore - ragazzi), L. 4500; di-
stinti normali, L. 12.000; di-
stinti ridotti (soci - mutilati -
signore - ragazzi), L. 10.000;
tribuna normale, L. 19.500;
tribuna ridotta (soci - muti-
lati - signore - ragazzi), Lire
14.000.
«GENOA». Gradinate, prez-
zo unico L. 6.000; distinti.
prezzo unico L. 12.000; tribu-
na, prezzo unico L. 19.500.
In detti prezzi è compreso il
Fondo Nazionale Soccorso In-
vernale.
I soci della «Sampdoria »
muniti di abbonamento nor-
male alla tribuna hanno dirit-
to al posto numerato.
Per informazioni ed iscri-
zioni rivolgersi ai delegati
CRAL di Stabilimento e pres-
so la Segreteria del CRAL,
via Stennio 5-1, Genova-Sam-
pierdarena, telefono 41.959.
Le agevolazioni di cui so-
pra, oltre che dai soci, potran-
no essere godute anche da co-
loro che presenteranno do-
manda di iscrizione al CRAL.
LIBRI SCOLASTICI
a pagamento rateale
Ricordiamo che anche per
l'anno scolastico 1956-57 gli
iscritti al « Cral Ansaldo e
Consociate » potranno godere
del beneficio di acquistare i li-
bri scolastici per qualsiasi or-
dine di scuola con pagamento
in cinque rate usufruendo di
uno sconto del 15% sul prezzo
di copertina,
Coloro che desiderano bene-
ficiare della facilitazione deb-
bono attenersi alle seguenti
indicazioni:
1) Compilare in ogni sua
parte (esclusa la colonna del
costo dei volumi) l’apposito
modulo in triplice copia. I
moduli sono disponibili presso
gli Uffici personale degli Sta-
bilimenti, presso la Segreteria
del Cral e presso l’Ufficio stac-
cato di Genova-Sestri.
2) Far vistare i moduli da-
gli Uffici personale (per gli
impiegati) o dagli Uffici mano
d’opera (per gli operai).
3) Consegnare i moduli,
compilati e vistati come detto
sopra, agli Uffici personale de-
gli Stabilimenti, dove la Se-
greteria del Cral provvederà
giornalmente al ritiro.
RISULTATI DEL CONCORSO
“UNA GRANDE PARTITA BI CACCIA
In base alle norme stabilite, do-
po la presentazione dei pronostici
da parte dei concorrenti è stato
effettuato il doppio sorteggio per
la determinazione della graduato-
ria dei cacciatori e del punteggio
a ciascuno di essi attribuito in ba-
se ai mumeri che contrassegnava-
vano. gli uccelli abbattuti. Il risul-
tato è stato il seguente : 1) MUG
(190 punti) - 2) CAN (180 punti)
- 3) FON (180 punti) - 4) LIV
(165 punti) - 5) CMI (125 punti)
- 6) SAU (65 punti) - 7) COKE
(65 punti) - 8) DIG (50 punti) -
9) MEC (30 punti).
Ed ecco l'elenco dei cinque an-
saldini che hanno pronosticato
vincente il MUG e che hanno in-
dovinato il punteggio o che mag-
giormente vi si sono avvicinati:
1° GRUPPO: Armando Soave del
Can (vince il fucile tico da
Il brillante successo
del soggiorno di Andalo
Un gruppo di soggiornanti in gita a Passo Rolle.
(fotografia di Milovano Tesi)
Il soggiorno alpino di Anda-
lo, organizzato dal « CRAL
Ansaldo e Consociate », ha
avuto il più lusinghiero dei
successi, come testimoniano,
qualora ve ne fosse bisogno, le
innumerevoli lettere di plauso
che giornalmente arrivano al-
la Segreteria di via Achille
Stennio,
Sarà utile, ora che il sog-
giorno è terminato, tirare le
somme e portare a conoscenza
dei lettori alcuni dati statisti-
ci.
Il soggiorno si è svolto dal
7 luglio all’8 settembre e vi
hanno partecipato, in totale,
630 persone (70 per ognuno
dei 9 turni, per complessive
4500 presenze). Il trasporto
dei villeggianti da Genova ad
Andalo e viceversa è avvenu-
to a mezzo di un servizio di-
retto di pullman, con una ri-
duzione di circa il 30% sui
prezzi normali di viaggio.
I partecipanti al soggiorno
hanno avuto modo di trovare
nell’incantevole località delle
Dolomiti tutto ciò cui aspira-
vano. Per quanto riguarda le
gite e le escursioni organizza-
te, poche cifre basteranno per
farsene un’idea: 18 giri delle
Dolomiti in pullman; 21 gite
al Lago Tovel; 26 escursioni
alla Paganella; 42 gite al Ri-
fugio Pradel.
Inoltre la perfetta organiz-
zazione di questa iniziativa
non ha trascurato altri diver-
timenti, tra cui le danze, che
hanno avuto luogo ogni sera.
caccia « Breda ». 2° GRUPPO: 1)
Nando Pierucci del Cmi (vince una
macchina fotografica) - 2) Augusto
Ferreto di Liv (vince una canna
da pesca) - 3) Ferruccio Malerba
del Can (vince una canna da pe-
sca) - 4) Enzo Laucci di Liv (vin-
ce una canna da pesca),
ANSALDINI IN SEDIGESIMO |
di
Alberto, figlio di Mario
Lombardo del Muggiano
MINERVA
Avviamento -
Capitani -
SAMPIERDARENA - Via della
Corsi scolastici celeri:
Ragionieri -
Macchinisti.
Qualifiche professionali a valore
| legale - esami interni:
Disegno meccanico - Elettrotecnica -
Stenodattilografia - Comptometria - Corri-
spondenti commerciali ed interpreti nelle
lingue Francese - Inglese - Tedesco.
Cella n. 8 - Telefono 41.818
Geometri -
13
“I° ANSALDINO”
RISPONDE
Caro Ansaldino,
io e mio fratello abbiamo già
beneficiato delle strenne della
Befana ansaldina e tale onere
a favore dei figli degli ansal-
dini è enorme per la Ditta An-
saldo.
Oggi siamo rattristati per la,
grande perdita della nostra
nave « Andrea Doria ». Invia-
mo L. 1.000 quale sottoscrizio-
ne, con la speranza che già al-
tri abbiano collaborato a que-
sta nobile iniziativa affinchè
sia costruita una seconda
« Andrea Doria » più grande e
più bella, per il prestigio e lo
orgoglio della nostra Italia.
MARIA, ELENA E
LUIGINO ROBELLO
Il transatlantico che dovrà
sostituire V« Andrea Doria »
sulle rotte atlantiche è già
stato ordinato dalla Società
« Italia » all’Ansaldo e verrà
costruito il più presto possibi-
le al Cantiere di Sestri. Ogni
iniziativa tendente ad accele-
rarne il finanziamento e la co-
struzione diventa pertanto
inutile; per cui provvederemo
a restituire le mille lire ai tre
piccoli Robello.
Non per questo, però, il ge-
sto perde alcunchè del suo in-
timo valore, della sua bellez-
za, del suo profondo senso di
generosità e di poesia.
Grazie, cari bambini. Il vo-
stro contributo d’amore non
andrà perduto, Porterà fortu-
na alla nuova «Andrea Doria»
Come un piccolo raggio di lu-
ce, renderà più smaglianti e
accesi i colori della sua ban-
diera.
Caro Ansaldino,
siamo un gruppo di operai
del Cantiere di Muggiano scel-
ti più di un anno fa per fre-
quentare un corso di saldatu-
Lettere di plauso
per la “Crociera
del Tirreno”
Da parte dei partecipanti
alla «Crociera del Tirreno»
Sulla «Colombo» sono giun-
te alla Direzione dell’Azien-
da e alla nostra Redazione
innumerevoli lettere espri-
menti compiacimento e ri-
conoscenza. Impossibile ri-
produrle, impossibile citare
i nomi dei firmatari: sono
troppi per l’esiguo spazio
di cui disponiamo. Dobbia-
mo limitarci a ringraziare
di cuore, a mostra volta,
tutti coloro che ci hanno
scritto, promettendo che
faremo del nostro meglio
anche in futuro per appa-
gare i loro desideri.
ra elettrica e che tutt'ora, pur
lavorando a bordo come altri
colleghi già qualificati, aspet-
tiamo di sostenere gli esami.
Ad un recente varo ci siamo
incontrati con dei colleghi del
Cantiere di Sestri e tra un di-
scorso e l’altro abbiamo parla-
to di lavoro. A questo punto
per curiosità abbiamo loro do-
mandato se anche a Sestri esi-
steva per gli allievi saldatori,
una situazione simile e ci è
stato risposto che essi, dopo
un periodo di 5-6 mesi entra-
no a far parte degli operai di
categoria B.
Ti dispiacerebbe volerci cor-
tesemente dire se corrisponde
a verità ciò che ci è stato det-
to e per quale ragione al no-
stro Cantiere non viene esteso
lo stesso trattamento?
UN GRUPPO DI ALLIEVI
SALDATORI (MUG)
Il fatto che presso il Can-
tiere di Muggiano agli operai
scelti per frequentare i corsi
di saldatura non sia ancora
stata riconosciuta la qualifica
spettante dipende da una si-
tuazione particolare.
Infatti i 37 allievi dei corsi
organizzati nel periodo luglio-
dicembre 1955, dopo aver rag-
giunto una idoneità sufficien-
te sono stati adibiti in tiroci-
nio pratico come puntatori e
come saldatori e otto di essi
sono stati presentati all’esame
di 2.a classe del R.I.Na., ma
con esito negativo. Pertanto si
è ritenuto necessario proroga-
re l’addestramento di tutti
prima di fare altre prove d’ar-
te, la prima delle quali ha
avuto luogo il 13 agosto e ha
dato nove promossi su quin-
dici; entro settembre saranno
presentati agli esami tutti gli
altri allievi, dopo di che si
procederà immediatamente al
passaggio degli idonei alla ca-
tegoria relativa.
è
Caro Ansaldino,
siamo un gruppetto di dilet-
tanti fotografi piuttosto appas-
sionati al nostro «hobby» e
vorremmo sottoporre all’atten-
POSTA IN ARRIVO |
Dal Sud Africa dove risiede
abbiamo ricevuto dall’ex an-
saldino Odoardo Villa, questa
lettera:
A Lei, egregio sig. Rebora
mi rivolgo, pure non cono-
scendoLa di persona ma come
responsabile del nostro « An-
saldino », per porgere un vi-
vissimo ringraziamento alla
Direzione Generale e a chi ha
scovato il mio indirizzo qua
al Capo di Buona Speranza,
dove son stato portato dal de-
siderio di migliorare le mie
condizioni economiche e da un
po’ di illusione (perchè - nes-
suno si illuda - la mercede bi-
sogna sudarla anche qua; e
c'è chi sa guadagnarsi una po-
sizione e chi no, come in Ita-
lia). Certo per i fannulloni
non c’è posto e soprattutto
niente politica; su questo ar-
gomento non si scherza. Mi
perdoni questa divagazione
che è anche un piccolo sfogo
contro gli eterni malcontenti
che in parte sono quelli che
non hanno troppa volontà di
lavorare. Io mi trovo quà dal
9 settembre 1954, venuto con
la M/n « Europa » che abbia-
mo costruito al Muggiano, uno
dei gloriosi Cantieri che con
la grande Genova Sestri, Li-
vorno ecc. tanta gloria ed 0-
nore e stima si è guadagnato
in modo particolare all’estero;
e sono felicissimo che giunga-
no continuamente nuove com-
messe a Voi e a tutte le in-
dustrie italiane.
I miei familiari volevano
rispondere per me trovando-
mi da quaranta giorni infer-
mo, essendo stato colpito im-
provvisamente da trombosi
coronaria, ma mi sono riser-
vato di farlo io confidando
nell'aiuto di Dio. Questa gra-
zia l'ho avuta e oggi è il pri-
mo giorno che mi alzo con le
mani ancora tremolanti, mi
provo e, fra male e bene, spe-
ro esservi riuscito. Stringo in
un solo amplesso tutti tutti
gli ansaldini da oltre 11.000
km. di distanza e purtroppo
senza speranza di rivedere la
nostra grande Patria, i nostri
grandi stabilimenti, la nostra
grande Genova carica di glo-
ria in tutti i tempi. AI Mug-
giano un particolare saluto e
ringrazio ancora tutti quei
buoni che, dopo tanti anni, si
sono ricordati di me in occa-
sione della Pasqua inviandomi
auguri con una trentina di fir-
me, capolista il C. T. sig. Viti,
caro amico personale. Sogno
sempre il Muggiano e formu-
lo voti che l’Ansaldo prosperi
sempre di più per il bene del-
l’industria italiana e per dare
lavoro e pace ai suoi dipen-
denti e famiglie. W. l’Italia.
W. l’Ansaldo.
Signor Rebora, mi perdoni
se l’Ansaldino forse più lon-
tano da Voi si è dilungato un
po’ troppo: intanto, siccome
dal 1° luglio si cambia casa
per avvicinarsi al lavoro di
mio genero, segno il nuovo
indirizzo: Odoardo Villa - Vil-
la Serena Ceres R. D. - Mil-
nerton - Cape Town (Sud
Africa).
Auguri di ogni bene, a tutti
grato se qualche buono si ri-
corderà di me con qualche
bella cartolina illustrata,
Con tanta nostalgia, La rin-
grazio e augurando ogni bene.
Odoardo Villa
°
Dai cacciatori del Mecca-
nico, che ci avevano scritto
per ottenere l’assegnazione
anche di articoli per la caccia
quali premi per i nostri con-
corsi, abbiamo ricevuto la se-
guente lettera:
Sinceramente entusiasti per
la prontezza con cui è stato
esaudito il nostro desiderio
ringraziamo sentitamente la
Direzione de « l’Ansaldino »
pregandola di voler porgere
a mezzo del nostro giornale, i
nostri ringraziamenti alla
« BREDA » per la cospicua
adesione.
I cacciatori del Mec
®
Da Chichiriviche, nel Vene-
zuela, riceviamo dal sig. Gio-
vanni Priotto, che lavora per
conto dell’Ansaldo presso la
Società Cementos Coro la se-
guente lettera:
Caro Ansaldino.
Il papà lontano ti ringrazia.
Il pianto che mi ha annebbia-
to gli occhi e mi lasciava solo
intravedere la figura della mia
bambina, mi ha fatto tanto
bene all'anima. Bisognerebbe
spesso far piangere così e tu
ci sei riuscito e per questo ti
ringrazio, Se puoi giungere a
Chichiriviche ogni mese ti sa-
re infinitamente grato, ci sen-
tiremo più vicinì alla nostra
Ansaldo e ci porteresti un po”
della nostra bella Italia di cui
sentiamo tanta nostalgia.
Grazie ancora e ricevi i
miei più cari saluti.
Giovanni Priotto
zione delle persone interessate
a questo passatempo, come
pure a coloro i quali hanno la
autorità e la possibilità di ren-
derla pratica, una proposta di
fondazione di una Sezione fo-
tografica presso il nostro
CRAL o meglio di un «Club
fotografico Ansaldo» a somi-
glianza di quanto hanno già
fatto i dipendenti della FIAT.
Le finalità di tale Club sa-
rebbero logicamente l’organiz-
zazione di mostre due o tre
volte all'anno a carattere ge-
nerale o specializzato: ritrat-
to, colore, paesaggio ecc., la
proiezione di diapositive e di
film a passo ridotto, che spe-
cialmente dopo le gite organiz-
zate da « l'Ansaldino » e le fe-
rie estive darebbe modo ad al-
cuni di rivivere giornate sere-
ne ed agli altri meno fortuna-
ti di vedere qualche cosa; in-
fine vi sarà la possibilità di
scambio diretto di informazio-
ni tra i soci in modo da mi-
gliorare le condizioni tecniche
sull'argomento.
Gradiremmo avere qualche
parere in proposito e conosce-
re l'opinione di altri dilettanti.
Cordiali saluti.
SEGUONO NUMEROSE FIRME
Ci siamo subito interessati
della proposta formulata dai
fotografi dilettanti dell’Ansal-
do e abbiamo ottenuto dalla
Presidenza del nostro CRAL
la piena approvazione di
quanto contenuto nella lettera
inviataci. Pertanto i firmatari
sono invitati a mettersi in
contatto. col Presidente stesso
del CRAL, dott. Mario Enrico,
per studiare il modo migliore
di tradurre in pratica le loro
aspirazioni.
| CINESELEZIONE
L'ultimo atto
E’ un film di Pabst, che
narra gli ultimi giorni
di Hitier ed Eva Braun
nel « bunker » sotto la
Cancelleria. Una ricostru-
zione operata sui documen-
ti storici, con accurata sce-
neggiatura, da Henri Re-
marque, il moto scrittore
tedesco.
Pabst è un regista ben
noto, che ha realizzato ot-
timi film pacifisti nella Re-
pubblica di Weimar, come
« Westfront 1918», «La
tragedia della miniera » e
« La via senza gioia », Al-
l’avvento del nazismo ha
dovuto lasciare la Germa-
nia, come Remarque, l’au-
tore del famoso libro paci-
fista « All’ovest niente di
nuovo » (vedi in proposito
la nostra critica all’omoni-
mo film, sul n. 7 de «VAn-
saldino ).
Ne «L’ultimo atto» è ben
presente il pacifismo di am-
bedue, oggettivato in una
narrazione minuziosa e rea-
listica dei fatti sostenuta
da buone notazioni psicolo-
giche.
Ottima l’interpretazione
di Albin Skoda, che ci dà
un Hitler degli ultimi gior-
ni assai probabile e convin-
cente. Qualcuno potrebbe
lasciarsi trarre in inganno
dalla scarsa somiglianza fi-
sica, ma che c'entra? Il pro-
blema è della somiglianza
psicologica. Il film vuol es-
sore un preciso messaggio
alle nuove generazioni te-
desche, contenuto nel te-
stamento spirituale dell’a-
nonimo capitano moribon-
do, che parla a un giovane
soldato di quattordici an-
ni: « Difendila sempre, la
pace». «Signorsì», «Non di-
re signorsì. Non dire mai
più signorsì. Tutto questo
pasticcio è cominciato con
un signorsì. Difendila sem-
pre, la pace. La cosa più
preziosa della vita ».
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EDITRICE
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INTERNAZIONALE
Sono nati
17 marzo: SERGIO, figlio di
Emilio De Nevi (Can) e di
Emilia Ardissone - 13 aprile:
MARCO, figlio di Giuseppe
Postiglione (Can) e di Bianca
Fuliotto - 24 aprile: ROBER-
TO, figlio di Rinaldo Corradi- -
no (Can) e di Maria Corradi-
no - 28 maggio: GIOVANNI,
figlio di Gianfranco Pasquali
(Liv) e di Iolanda Gini - 29
maggio: SUSI, figlia di Ettore
Spazzarini (Mec) e di Giovan-
na Ragagnin - 25 giugno:
CLAUDIA, figlia di Ezio Mo-
retti (Mec) e di Anna Gaspe-
rini - LOREDANA, figlia di
Lorenzo Dagnino (Can) e di
Fanfulla Puppo - 29 giugno:
PAOLA, figlia di Luciano Mi-
cheletti (Liv) e di Franca Su-
sia - 30 giugno: ALESSAN-
DRO, figlio di Vinicio Vezzi
(Liv) e di Mirella Morelli -
5 luglio: FRANCESCO e STE-
FANO, figli di Valentino Graf-
fione (Can) e di Nella Barza-
ghi - 7 luglio: CLAUDIO, fi-
glio di Pietro Brizzi (Can) e
di Maria Galli - 8 luglio: LO-
RANO, figlio di Mario Galli
(Can) e di Rita Gianoglio -
MARIA, figlia di Angelo Da-
gnino (Can) e di Mirella Pa-
rodi - 12 luglio: TIZIANA, fi-
glia di Giovanni Mazzarello
(Can) e di Luciana Curli - 13
luglio: MASSIMO, figlio di
Rodolfo Simonatti (Can) e di
Germana Ferrari - 14 luglio:
ROSSELLA, figlia di Alfredo
Chiri (Mec) e di Paola Bian-
chi - 15 luglio: ANNA, figlia
di Giuseppe Anzalone (Mec)
e di Salvatrice Anzalone - 19
luglio: GIUSEPPE, figlio di
Piero Barrago (Can) e di E-
milia Visconti - ROBERTO, fi-
glio di Salvatore Libertini
(Can) e di Margherita Amo-
scia - 21 luglio: ANNA, figlia
di Rino Cresta (Mec) e di
Franca Repetto - RITA, figlia
di Matteo Barisone (Can) e di
Maggiorina Cavanna - SIL-
VANO, figlio di G. B. Oddone
(Can) e di Francesca Formen-
tano - 22 luglio: GIANLUIGI,
figlio di Gino Cotella (Can) e
di Francesca Torriani - 25 lu-
glio: CARLA, figlia di Luigi
Modenini (Mug) e di Franca
Costoli - 26 luglio: MARINO,
figlio di Nicola Benni (Can) e
di Maria Buoni - 27 luglio:
MARIA, figlia di Mario Dal-
l’Orto (Can) e di Giulia Ca-
viglia - MAURO, figlio di Giu-
seppe Lavagetto (Can) e di
Carmela Bruzzone - 2 agosto:
VINICIO, figlio di Mario Bal-
dacci (Liv) e di Piera Maz-
zoni - 3 agosto: FRANCO, fi-
glio di Willy Costantini (Can)
e di Franca Trovato - VIN-
CENZO, figlio di Giulio Poc-
ci (Mug) e di Antonietta Ne-
gri - 4 agosto: CLAUDIO, fi-
glio di Giorgio Risitano (Mec)
e di Lorenza Ventrilla - VA-
LERIO, figlio di Enrico Garo-
fano (Mug) e di Erminia Ca-
stagna - 6 agosto: ROSELLA,
figlia di Giuseppe Casciscia
(Can) e di Elda Vignoli.
A tutti i piccolissimi ansal-
dini ed ai loro genitori i no-
stri auguri più fervidi.
Si sono sposati
19 maggio: Gino COZZANI
(Mug) con Rosa Palloni - 8
luglio: Nicola NORSCIA
(Dig) con Antonietta Beretta
- 9 luglio: Livio ROCCHI
(Liv) con Maria Pia Schiff -
13 luglio: Irino GIORGI
(Mec) con Emma Supplizi
14 luglio: Domenica BRAVO
(Mec) con Cosimo D'Arrigo -
28 luglio: Irio MORICONI
(Mug) con Anna Maria But-
tini - 29 luglio: Luciano VEZ-
ZOSI (Mec) con Carmela Var-
riale - 30 luglio: Francesco
MAZZARONE (Dig) con Ger-
mana Zandiri - 4 agosto: Ri-
naldo RUZZA (Can) con Mi-
lena Nardi - 5 agosto: Celso
GAVA (Mec) con Teresa Cre-
spi - Giovanni ROVEGNO
(Mec) con Giulietta Caprara
agosto: Luigi REMOTTI
(Can) con Egle Ferretti -
Alessandro NICOLINI (Can)
con Bianca Bruno - 11 ago-
sto: Antonio GENTILE (Mec)
con Grazia Muzzonigro - Pie-
tro BARISIONE (Can) con
Rosa Minetti - Nicola MUSSO
- i
(Can) con Caterina Gazzale -
Franco BACIGALUPI (Mug)
con Ilva Tavilla - 12 agosto:
Giuliano MORESCO (Mec)
con Maria Zoccoli - Aldo
ROSSI (Liv) con Liliana
Bacchini - Dino ROSSI (Liv)
con Fosca Nencioni - 13 ago-
sto: Giuseppe PANETTI (Liv)
con Luisa Giusti - 18 agosto:
Giovanni GORINO (Mec) con
Angiolina Castello Domeni-
co DE GIROLAMO (Can) con
Maria Renna - Otello GIOLI
(Liv) con Lida Mannori - 19
agosto: Artemio MINI (Mec)
con Irma Gastoldo - 23 ago-
sto: Luigi NOVARINI (Can)
con Matilde Ireo - 26 agosto:
Giuseppe PATRONE (Can)
con Maria Calcagno - Filiber-
to DI NINO (Can) con Mad-
dalena Rocchi - Enrico GA-
GLIONE (Can) con Caterina
Stagno Franco MINELLI
(Can) con Rosa Soavi - G. B.
CARTAGENOVA (Can) con
Luigina Canepa - 30 agosto:
Silvano RAVERA (Can) con
Wanda Vezzosi - Aldo DEL
BO (Dig) con Maria Luisa
Cavallino.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
p
È
Speciali facilitazioni ai dipendenti dell’ ANSALDO
GENOVA - FILIALE S.A.R.P.l. - Via delle Brigate Partigiane 92 r. - Telef 580.641-2-3
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Biassa n.
5 - Telefono 22.685
PROPOSTA N. 18748.
Costruzione calibri controllo
profilati palette. Propone di
ricavare le piastrine applicate
ai calibri da profilati anzichè
da lamiere come viene sempre
fatto, prevedendo un notevole
risparmio di tempo e di lavo-
razione.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
L’UTO ha provveduto a pre-
scrivere l’impiego del piatto
trafilato di mm. 4x 20 anzichè
lamiera.
e
PROPOSTA N. 18687.
Suggerisce l’impiego di un
semplice attrezzo per l’esecu-
zione di smussi di finitura.
RISPOSTA.
L’attrezzo proposto è risul-
tato utile perchè permette una
migliore finitura del lavoro
con risparmio di tempo.
PROPOSTA N. 18700.
Al posizionatore sistemato
alla nuova CALD Rep. Sald.
ex Montaggio Torri, occorre-
rebbe sostituire il riduttore
perchè, nonostante l’ assidua
manutenzione, il logorio è
molto grande.
Il proponente consiglia di
provvedere ad una rapida e
soddisfacente riparazione, so-
stituendo il riduttore con una
vite senza fine e ruota elicoi-
dale utilizzando il materiale
di un moto variatore già esi-
stente.
RISPOSTA.
La proposta è accettata, ed
è già stato iniziato il lavoro
per attuarla.
o
PROPOSTA N. 19455,
Il proponente fa rilevare
che molte bombole di ossigeno
hanno perdita dalle valvole
quando sono complete di ma-
nometro e manichetta, pronte
all’uso. Segnala inoltre che
molti volantini di chiusura
delle valvole sono rotti in di-
versi punti a causa dei colpi
ricevuti durante il carico e lo
scarico nei mezzi di trasporto.
Propone pertanto l’uso degli
appositi cappucci di prote-
zione.
RISPOSTA.
L'osservazione è giusta e
sarà interessata la S.I.0. per-
chè le bombole ci
sempre inviate munite di cap-
pellotto di protezione. Sarà
data inoltre disposizione alla
officina perchè le bombole re-
stituite al MAG siano sempre
accompagnate dal cappellotto
col quale sono state prelevate.
PROPOSTA N. 19224.
Turboriduttore da 11.000 HP
seggi valvole intercettazione
turbine di BP. Dis. 58270 -
Pos. 2-4.
Il proponente segnala che
con l’indicazione « Bocheler »
non si può determinare la
qualità del materiale e quindi
non si conosce il trattamento
PREMIO “ALMANACCO”
Nei prossimi giorni verrà
estratto, presso la nostra
Redazione, il premio di set-
tembre abbinato ad un nu-
mero dell'<«Almanacco 1956»,
consistente in una penna
« Aurora 88 ». Nel prossima
numero daremo il risultato
del sorteggio.
da praticare e il tipo di elet-
trodi da impiegare. Propone
pertanto di essere più precisi
nella indicazione del mate-
riale.
RISPOSTA.
L’osservazione del propo-
nente sull’incompletezza della
dicitura « Bocheler » per indi-
care nei disegni il materiale
di riporto sui seggi delle val-
vole è giustificata perchè con
la parola « Bocheler » viene
indicato semplicemente il no-
me della Ditta fornitrice e
non la qualità del materiale e
l'eventuale trattamento che
deve subire per ottenere le
caratteristiche di durezza ri-
chieste caso per caso.
La dicitura di cui sopra sa-
rà pertanto sostituita dal nu-
mero di tabella compilata da
LAB ed alla quale si dovrà
fare riferimento per conosce-
vengano
re il tipo e la composizione
dell’elettrodo da ‘usare non-
chè le modalità sul
mento.
Nel caso particolare del di-
segno 58270 pos. 2 e 4 la
tabella di riferimento è la
MEC/LAB. 3303/2.
PROPOSTA N. 17308.
Per la costruzione delle
chiavi dinamometriche per
motore Maybach, a disegno
30217, il proponente ha ideato
uno stampo che ha permesso
di risparmiare il tempo di la-
vorazione.
RISPOSTA.
La proposta viene accettata.
°
PROPOSTA N. 17932.
Propone di applicare una di-
fesa alle cinghie del motore
tratta-
della rettifica n. 91293 al
MAPI.
RISPOSTA.
La MAN provvederà.
°
PROPOSTA N. 20255.
Rivestimento caldaie Clark-
son. Per risparmiare tempo
nella fucinatura propone di
usare ferro piatto cilindrato
anzichè angolare nella costru-
zione di cui alle posizioni 1
e 2.
RISPOSTA.
La proposta è accettata.
CAM d'accordo con l’officina
CALD per le prossime costru-
zioni attuerà il suggerimento
proposto.
©
PROPOSTA N. 18824.
Propone l’ applicazione di
una difesa alla mola n. 90338
al DEPI.
RISPOSTA.
La MAN ha disposto per la
sostituzione della protezione
alla mola N. 90338.
PROPOSTA N. 17274.
Seguendo l’attuale ciclo di
lavorazione per la costruzione
dell’imbuto per il montaggio
dello stantuffo sulla camicia
cilindro del motore Maybach
a dis. A. 30133 si verificano
degli svergolamenti per cui il
proponente suggerisce di co-
struire l’attrezzo in acciaio da
bonifica A. 35, meglio ancora
se ricavato da tubo, anzichè
da massello diam, 215 x 100;
ne risulterebbe una lavora-
zione meno costosa,
RISPOSTA.
La proposta è accettata ed
il particolare, come proposto,
sarà ricavato da tubo.
| MEMENTO |
Nicolò BELLA
di anni 44, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
28-7-1956, Era all’Ansaldo dal
1942. Lascia la moglie.
Domenico PASSALACQUA
di anni 54, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
22-8-1956. Era all’Ansaldo dal
1925.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».
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sono riservate ai dipendenti del-
l’Ansaldo e sono gratuite. Rivolger-
si ai nostri corrispondenti di Sta.
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Genova n. 299 - 6 Maggio 1954
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