L'Ansaldino, n. 9, 1956

Contenuto

L'Ansaldino, n. 9, 1956
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), una fase delle operazioni per sistemare l'elica di una motonave della serie "Capitani d'industria" al Muggiano
A p. 16 (quarta di copertina), cassa superiore di turbina per turbosoffianti di altoforno, costruita allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena

- Una fase delle operazioni per sistemare l'elica di una motonave al Muggiano, p. 1
- Un nuovo sistema di ponteggiatura, p. 2
- L'impianto catforming alla Raffineria di Cremona, p. 3
- L'energia nucleare: struttura del nucleo, p. 4
- La produzione del gas, p. 5
- Panorama aziendale, p. 6
- Borse di studio a 121 figli di dipendenti, p. 8
- Tutti i giornali svedesi che hanno dato rilievo al varo della "Gripsholm", p. 10
- Ottocento ansaldini in visita alla Fiera di Milano, p. 11
- Vita di casa, p. 12
- L'energia nucleare, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Cassa superiore di turbina per turbosoffianti di altoforno, costruita al Meccanico
Data testuale
1956 maggio 1-14
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/44
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto

Un nuovo sistema
di ponteggiatura

D a molto tempo si sentiva
il bisogno di snellire la
costruzione di ponteggi per
quanto lo consentono le esi-
genze di lavoro e la sicurezza
del personale.

I castelli verticali scorrevoli

lungo il fasciame esterno che
dovevano portare il vantaggio
economico di evitare ponti con-
tinui da poppa a prora non rag”
giunsero in pieno lo scopo in
quanto tale metodo incontrò
delle difficoltà nello scorrimen-
to sul lembo di cinta; difficoltà
dovute agli ombrinali, ai ca-
vi pendenti lungo i fianchi del-
la nave e ad altri ingombri
per cui bisognò servirsi delle
gru per trasportare il castello
da' un punto all’altro della fian-
cata con grande dispendio di
mano d’opera.

Il nuovo sistema, ideato dal
C. R. Odicino, si compone di
elementi prefabbricati da af-
fiancarsi alla nave ma
scorrevoli, Essi sono costituiti
da penzoli di catene che con-
sentono nella posizione di ri-
poso di appoggiare un piano
sull’altro e riescono manegge-
voli, tanto per l’applicazione
sulla fiancata della nave come
per il trasporto sopra carrelli
o sopra rimorchi,

La possibilità consentita
dalle catene di sovrapporre di-
versi piani rende facile carica-
re sopra un comune carrello e-

nou

lettrico un intero elemento
prefabbricato e sopra un ri-
morchio ben cinque elementi

in modo da comporre quasi 30
m, di ponte continuo in senso
longitudinale.

Altro merito di questo nuo-
vo metodo è costituito dal fa-
cile immagazzinamento perchè
gli elementi sono poco ingom-
branti. Costituiti da diversi ri-
piani corrispondenti ai diver-
si ponti necessari per la fian-
cata della nave vengono sospe-
si al lembo di cinta e possono
essere sistemati in corrispon-
denza delle saldature verticali
del fasciame esterno e rimane-
re così isolati, oppure essere
sistemati alla distanza tra lo-
ro consentita dalla lunghezza
di una tavola in modo da for-
mare con due elementi tre sun-
ghezze di ponte e ripristinare
così, ove occorra, il ponte con-
tinuo.

Una originalità del nuovo si-

stema è costituito dali’elemen-
to fornito di scala ripieghevole
in modo che i vari rami di es-
sa sistemati con la normale
pendenza sono articolati in ci-
ma e forniti di rotelle scorre-

voli al piede per facilitare la



loro posizionef di { riposo.
Opportune botole per i pas-
saggi si possono richiudere a
sportello in modo che l’ope-
raio non possa inavvertitamen-
te mettere un piede nel vuoto.
L’elemento fornito di scala
ha avuto una ulteriore appli-
cazione come scalandrone ver-
ticale da apporsi sul fianco
della nave il giorno prima del
varo dopo la demolizione del-
lo scalandrone fisso che viene
costruito per il transito nor-
male dei giorni di lavoro,

Con l’elemento fornito di
scala si evitano scale esposte e
l'operaio transita con sicurez-
za con la cassetta di attrezzi
senza pericoli di sorta risol-
vendo così il problema dal la-
to infortunistico.

Infatti con tale sistema si
possono costruire ponti rispon-
denti alle ultime disposizioni
antinfortunistiche con parapet-
to a doppio corrente e tavo-
letta al piede,





La

[> er il costruttore dello

scafo in acciaio con l’e-
stendersi dell’uso della sa'da-
tura e con lo sviluppo dato al-
la prefabbricazione dei blocchi
da imbarcare a bordo completa-
mente lavorati, ha assunto in
questi anni un’importanza sem-
pre maggiore il problema della
eliminazione delle deformazio-
ni delle strutture a bordo.

Dette deformazioni, come i
competenti ben sanno, sono
quelle incurvature, che si c.s-
servano a bordo sia sulle la-
miere, che sui profilati dci
ponti, delle paratie, e che pro-
vengono specialmente dai riti-
ri e dagli sforzi di ritir) do-
vuti alla saldatura oltre che
alll'assestamento complessivo
della nave sullo scalo prima, e
sull'acqua dopo il varo.

Il sistema generalmente usa-
to nei Cantieri per eliminare
queste deformazioni, che a
volte sulle lamiere raggiungono
una freccia notevole, fino a
passare i 20 mm. era finora
quello delle calde circolari o
triangolari con successivo ri-
scaldamento, mediante martel-
latura della parte riscaldata,
favorendo così la riduzione del-
la lunghezza delle fibre daella
lamiera a raffreddamento av-
venuto,

Le calde così date danno luo-
go a sforzi considerevoli di
tensione; inoltre la martellatu-
ra, se da una parte porta lo-
calmente una benefica riduzio-
ne delle tensioni residue di sal-
datura, dall’altra, non essendo
condotta in modo da provocare
un allungamento graduale delle
zone soggette a tensione, può
indurre pericolose tensioni nel-
le zone immediatamente adia-
centi a quelle martellate, oltre
che produrre incrudimenti,
cioè aumenti di durezza e fra-
gilità, che possono provocare
anche rotture locali,

L’importanza del problema,
che ha un aspetto economico
non indifferente, relativamente
al costo dello scafo della na-

ve, ha fatto rivolgere l’atten-
zione dei tecnici su di esso e
certamente un risultato è !a-
dozione di tipi speciali di para-
tie divisorie stampate o oppor-
tunamente piegate ed unite con
punti di saldatura,

Il Cantiere di Sestri porta 0-
ra un suo contributo alla so-
luzione del problema cercando
di applicare attrezzature e me-
todi simili a quelli già in uso
presso i Cantieri svedesi,

Ai primi di novembre ven-
nero date al S. C. Officina della
Sezione SALD/AUGE sig. Pa-

trone opportune direttive in
merito.
Le prime prove turono ne-

gative. Si dovevano trovare il
tipo di cannello adatto, la tem-
peratura di riscaldo, ie zone
da riscaldare. Con tenacia e
passione Patrone insisteva, va-
lidamente aiutato dall’operaio
Consigliere,

Finalmente ai primi di di-
cembre i primi risultati: le de-

formazioni diminuivano di
qualche millimetro, La fiducia
aumentava.

Da allora i risultati sono mi-
gliorati e già il nuovo sistema
sta passando nella fase esecu-
tiva; il Reparto Montatori ha
già un buon numero di operai
che raddrizzano le strutture
con il nuovo metodo,

La fotografia può dare un’i-
dea del nuovo metodo, Si può
vedere il tipo di cannello che
può essere a una o duc lance,
il tipo di calda a' tratti di 80
mm. dati in senso prima pa-
rallelamente alla posizione dei
bagli, quindi a 45° e successi-



vamente così inclinati fino a
raggiungere il risultato, La
temperatura della calda non

supera i 600°,
L’operazione va fatta con me-
todo e contemporaneamente su

raddrizzatura delle lamiere a bordo

varie zone da raddrizzare ed il
risultato si avrà soltanto quan-
do la lamiera trattata sarà
completamente raffreddata,

I vantaggi sono i seguenti:

a) Eliminazione della mar-
tellatura {il materiale noi rin-
cerudisce).

b) Minori tensioni residue
(dagli 800 agli 850°C si passa
a meno di 600°C),

c) Trattamento con

d) Distensione della
ra dei bagli.

e) Risparmio di manodopera.

I risultati conseguiti sulla
M/n. « Gripsholm » sia sulle
strutture di ponti, che di para-
tie incoraggiano a proseguire
su questa nuova strada per mi-
gliorare ancora il metodo ed
ampliarne e perfezionarne le
applicazioni,

meto:lo
saldatu-

Raffaele Bottino



Applicazione del nuovo metodo sulla « Gripshoim ». E’ al lavoro l’operaio Teresio Pesce.



tobre u. s., pubblicando

la fotografia della ere-
zione delle colonne del Cat-
forming, dava la prima noti-
zia del montaggio di questo
impianto, presso la Raffineria
di Cremona della Soc. Italia.

A distanza di poco più di
un mese dalla sua consegna
presentiamo alcune fotografie
dell’opera ultimata.

Il complesso è stato realiz-
zato sulla base del progetto
eseguito, su licenza america-
na, dalla Società Tecnider la
cui attività si svolge nel cam-
po della progettazione di im-
pianti per il trattamento de-
gli idrocarburi, Il peso com-
plessivo delle parti costituen-
ti l'impianto, tra colonne,
macchinari, apparecchi, tuba-
zioni ecc. ha raggiunto le 250
tonnellate.

Il nome di Catforming deri-
va dal procedimento chimico
a cui è soggetta la materia
prima trattata dall'impianto,
ossia la benzina pesante, già
ottenuta dalla distillazione
primaria del petrolio greggio
relle colonne di frazionamen-
to delle raffinerie. Il prodot-
to del Catforming è ancora
una benzina, ma di qualità
superiore, secondo i concetti
che seguono.

E’ noto che una delle prin-
cipali caratteristiche della
benzina, agli effetti del buon
funzionamento dei motori, è
quella di avere l’attitudine a
sopportare le compressioni e-
levate senza detonare, Questa
qualità di essere antidetonan-
te viene misurata, per conven-
zione internazionale, con il
numero di ottani che si scri-
ve N. O. Il Catforming, per
l'appunto, è un impianto che
tratta la benzina pesante, in
modo che acquisti un maggior
numero di ottani, cioè tanti
N. O.

Alla Raffineria di Cremona
possono venir trattate 100 T.
al giorno di benzina, la quale
da 40 N. O. passa a 88 N. O.
e questa produzione, posta al-
la base del progetto, è stata
completamente realizzata, con
piena soddisfazione del clien-
te.

Diamo ora uno sguardo alle
varie costruzioni create dal
lavoro nelle officine del MEF
e degli s(«bilimenti confratel-
li. Il forno è stato costruito
dal CAR: è del tipo circolare,
munito di 4 bruciatori inne-
stati verticalmente sulla pla-
tea, in modo da avere il getto
diretto verso l’alto, Compren-
de tre sezioni di serpentne,
nelle quali la carica (diremo
dopo come è composta) sì ri-
scalda fino ad assumere *em-
perature vicine a 500°C. Il for-
no può funzionare a nafta op-
pure a gas.

I reattori, costruiti da MEF,
in numero di tre, sono dei
bomboloni a forte spessore,
saldati all'arco. Funzionano
ad una pressione di 40 a*tmo-
sfere ed in essi avviene il fe-
nomeno (reazione), che ca-
ratterizza il processo chimico
dell'impianto. Essendo posti
in serie con le tre serpentine
del forno, sono successivamen-
te attraversati dalla carica, la
quale, nel suo percorso dal-
l’alto in basso, investe il ca-
talizzatore: una sostanza che
si presenta sotto la forma di
platino depositato su piccole
sfere e anelli di silicio allu-
minio.

Il catalizzatore ha la pro-
prietà di trasformare la massa
liquida in una miscela di idro-
carburi leggeri, aventi un
punto iniziale molto basso di
ebollizione, e di altri idrocar-
buri, aventi un più elevato
punto di ebollizione, Questa
possibilità di avere una misce-
la di liquidi a titolo diverso
e separabili, viene sfruttata

E Farc del 15 ot-

L'IMPIANTO GATFORMING
alla Rallineria

nel prosieguo del processo.

Gli scambiatori, costruiti da
MEF in numero di tredici,
hanno per la maggior parte lo
ufficio di raffreddare la misce-
la dei prodotti di reazione, a
spese délla benzina di carica,
che così viene a riscaldarsi
prima ancora di entrare nel
forno.

I due motori del tipo D.G.
M. 265/4, costruiti da MEC,
comandano due grossi com-
pressori a V, capaci di fav
circolare 10.000 me, orari di
gas idrogeno alla pressione di
40 atmosfere.

Le tre torri, di cui la più
alta è 27 mt., sono state co-
struite da MEF. Ciascuna di
loro ha una determinata fun-
zione posta in rilievo nella
descrizione del processo che
quì succintamente esponiamo.

La benzina pesante aspirata
dai depositi della raffineria,
viene spinta da apposite pom-
pe negli scambiatori di calo-
re già nominati.

di

Veduta generale dell'impianto

Precedentemente si unisce
all'idrogeno proveniente dai
compressori messi dai motor
Diesel, Benzina pesante e i
drogeno costituiscono per lo
appunto la carica, la quale
entra ed esce tre volte dalle
serpentine del forno per at-
traversare ad uno ad uno i
reattori dove ha luogo il fe
nomeno della reazione. Il ci-
celo termina in uno scomparto
della 1" torre dove si ha la se
parazione dei prodotti: quelli
liquidi si raccolgono in basso,
quelli gassosi, invece, passan-
do nel reparto superiore si
elevano verso la testa della
torre. Durante tale percorso
essi vengono investiti in con-
trocorrente da una speciale
soluzione che provvede al la-
vaggio ed all’estrazione del-
l'idrogeno solforato di cui so
no saturi. Dalla testa della
colonna i gas, ricchi di idro-
geno, arrivano in un secondo
separatore da dove, aspirati
dai compressori, sono di nuo-

Cremona



vo riportati in ciclo per unir-
si alla benzina pesante.

I prodotti liquidi ricavati
nella 1" colonna passano alla
II', chiamata di stabilizzazio-
ne. In questa si ha la separa-
zione dei prodotti costituenti
la miscela degli idrocarburi
a punti diversi di ebollizione
di cui si è fatto cenno îrat-
tando dei reattori, I gas, che
si liberano dai suddetti pro-
dotti, vengono refrigerati e
condensati: la parte liquida
viene rimessa in ciclo (riflus-
so) la rimanente va immagaz-
zinata come gas liquido (li-
quigas). I gas che non si con-
densano sono avviati in un ac-
cumulatore per essere adope-
rati come gas combustibile
nel forno oppure hei motori
Diesel. Il ricavato liquido del
fondo della II" colonna costi-
tuisce il prodotto più pregia-
to, ossia la benzina stabilizza-
ta al dato e voluto numero di
ottani, che viene scaricata ne-
gli appositi serbatoi.



Le tre torri e la «candela» perennemente accesa

w

La IIl* colonna ha lo scopo
di ripristinare le condizioni
della soluzione servita a lava--
re i gas della 1" colonna. L'i-
drogeno solforato che si se-
para da questa soluzione af-
fluisce sulla testa della co-
lonna per essere convogliato
alla candela ossia a quell’a-
sta cava, che sovrasta tutto
l'impianto dalla cui sommità
si sprigiona una fiamma con-
tinua.

Una decisa influenza sulla
qualità del prodotto è data
dalle variabili del processo:
la temperatura di reazione, la
pressione di operazione, la
portata della carica, ecc. Tutte
queste grandezze vengono re-
gistrate e governate automati-
camente da un pannello gra-
fico, che riproduce lo schema
dell'impianto, Da esso gli o-
peratori possono determinare
le condizioni istantanee di re-
gime del processo, ed interve-
nire sulla messa a punto del-
le varie grandezze, agendo su
appositi apparecchi costituiti
da regolatori a servomotore
pneumatico, i quali comanda-
no automaticamente o ma-
nualmente le valvole a mem-
brana, interposte nelle tubo-
lature dei liquidi e dei gas.

Parecchi furono i problemi
che durante il montaggio si
dovettero risolvere sul posto.
Uno di grande rilievo fu quel-
lo dell'esecuzione delle salda-
ture delle tubazioni di acciaio
al cromo molibdeno nelle qua-
li passa il prodotto più caldo
(temp. 450 gradi, pressione 40
atmosfere). Sono state esegui-
te 44 di queste saldature che
hanno richiesto particolari cu-
re. Per la loro ricottura si so-
no dovuti impiegare degli ap-
positi forni a resistenza elet-
trica, abbraccianti talvolta le
tubazioni librantesi in aria a
15 metri d’altezza. Queste ri-
cotture vennero opportuna-
mente registrate da indicatori
di temperatura scriventi, de-
terminando così la piena si-
curezza della buona condotta
dell’operazione.

Altro compito interessante
e delicato ha riguardato le o-
perazioni preliminari di av-
viamento dell’impianto, le
quali sono state precedute da
un severo collaudo idraulico
di alcune tubazioni: collaudo
che raggiunse sino la pressio-
ne di 330 atmosfere. Questo
lavoro è stato eseguito a tur-
ni ininterrotti in condizioni
di clima rigido (una notte
si sono registrati perfino 20
gradi sotto zero), superate con
molto impegno dal nostro
personale, dopo di che l’im-
pianto è stato affidato ai tec-
nici americani, ai quali spet-
tava il compito di collaudare
tutte le tubazioni e le appa-
recchiature percorse dai gas,
mediante una prova pneuma-
tica a 50 atmosfere, che ha
confermato la buona esecu-
zione del lavoro di montaggio.

Il rigore posto nel verifica-
re la tenuta delle giunzioni è
connesso alla pericolosità del-
l'impianto, sia per l’infiamma-
bilità della benzina, sia per
i gas i quali, oltre ad essere
velenosi, mescolandosi in cer-
te proporzioni con l’aria pos-
sono dar luogo a miscela e-
splosiva.

Perdurando i rigori dell’in-
verno, si è dovuto ricorrere
ad accompagnare alcune tu-
bazioni con tubi di riscaldo a
vapore. Ciò ha permesso di
evitare i congelamenti e quin-
di di poter iniziare la regola-
re marcia dell’impianto,

Il buon risultato tecnico
raggiunto col Catforming di.
mostra che i nostri tecnici
hanno saputo mettere a pro-
fitto le cognizioni acquisite in
questo nuovo campo di atti-

vità.
Alberto Martini



(L'ENERGIA NUCLEARE



Struttura del nucleo

otoriamente, nelle nor-
mali condizioni ambien-

tali, tutta la materia ri-
sulta composta, come dimostra
l’analisi chimica, di sole 92 so-
stanze semplici, gli « ELEMEN-

TI », che si combinano tra di
loro secondo ben determinate
leggi. La teoria atomica fa

corrispondere ad ogni Elemen-
to un particolare caratteristico
« ATOMO », di modo che esi-
stono 92 specie di atomi diver-
si in natura, e questi atomi
vengono sinteticamente rappre-
sentati con i ben noti simboli,
(Es.: H atomo di idrogeno, U
atomo di uranio),

Ogni quantità di un dato E-
lemento non è che l’insieme di
un grandissimo numero di a-
tomi tutti uguali; quelli che ne
sono caratteristici.

La combinazione degli Ele-
menti, con la formazione dei
cosidetti « COMPOSTI », è il ri-
sultato dell'operazione che fa
riunire gli atomi degli Elemen-
ti, prima liberi e separati, in
quel complesso di atomi, carat-
teristico di ogni composto, che
si chiama « MOLECOLA », La
operazione si chiama «REA-
ZIONE CHIMICA » ed ‘avviene
sempre con liberazione od as-
sorbimento di energia, a causa
delle forze di attrazione e re-
pulsione che si esercitano tra i
singoli atomì,

E’ una reazione chimica la
combustione, ossia la combina-
zione di un atomo di Carbonio
(C), il combustibile, con due a-
tomi di Ossigeno (02), il com-
burente, con la formazione del-
la molecola di Anidride Carbo-
nica (C02) e liberazione di e-
nergia sotto forma di calore,

L’analisi condotta con mezzi
molto più potenti e raffinati
sui 92 Elementi mostra, a sua
volta, che tutti cotesti elementi
sono formati dalla’ combinazio-
ne di tre sole specie di sostan-
ze fondamentali, che, in parti-
colari circostanze, si riesce ad
estrarre e ad isolare da ognu-
no di essi,

Ossia tutti i 92 diversi atomi
esistenti in natura sono origi-
nati dalla combinazione di tre
sole particelle elementari, che
sono:

1) ELETTRONE, particella di
massa trascurabile ed avente la
più piccola carica elettrica co-
nosciuta, l'atomo di elettricità.
La carica è negativa.

2) PROTONE, la cui massa è
praticamente uguale a quella
dell’atomo di Idrogeno (H) e di
carica uguale a quella dell’elet-
trone in valore assoluto, ma di
segno opposto (positiva).

3) NEUTRONE, massa circa
uguale a quella del protone,
ma privo di carica elettrica,

Il numero delle particelle
sub-atomiche suddette indivi-
dua e caratterizza un ben de-
terminato atomo, ossia i 92 a-
tomi noti sono diversi tra lo-
ro solo perchè contengono un
diverso numero di protoni,
neutroni ed elettroni.

Circa questo numero osser-
viamo che normalmente la ma-
teria è elettricamente neutra,
onde tali devono essere tutti gli
atomi. La presenza di particel-
le di uguale carica di segno op-
posto all’interno dell’atomo
mostra che tale neutralità è
dovuta alla reciproca neutra-
lizzazione delle cariche delle
particelle elementari, Elettroni
e protoni, che hanno carica
dello stesso valore, sono per-

ciò presenti
nell’atomo.

E’ noto che le particelle ele-
mentari si distribuiscono en-
tro l’atomo in modo da farlo
rassomigliare ad un sistema
solare in miniatura, Protoni e
neutroni, strettamente uniti,
formano il cosidetto «NU-
CLEO », che contiene pressochè
tutta la materia dell'atomo e
fa le veci del sole; attorno, a
grande distanza rispetto alle
dimensioni del nucleo, rivolu-
zionano gli elettroni, su specie
di orbite, come i pianeti. D'ora
innanzi dedichiamo tutta la
nostra attenzione al solo nu-
cleo.

Ogni Nucleo risulta dunque
formato da due specie di par-
ticelle, protoni e neutroni, e per
individuarlo occorre indicare
quante particelle delle due spe-
cie lo compongono, occorrono
in altre parole due numeri, Si
usano a questo scopo:

Il «NUMERO DI MASSA »,
che si suole indicare con A, 0s-
sia il numero totale di neu-
troni e protoni che formano
quel dato nucleo. Assunte u-
guali ad 1 le masse, pratica-
mente uguali, del protone e del
neutrone, il Numero di Massa
ci dà anche una valutazione
approssimata della massa di
un nucleo, e di qui deriva la
sua denominazione,

Il «NUMERO ATOMICO »
che sitindica con Z, od il nu-
mero di protoni, e quindi di
elettroni, presenti nel nucleo,

I 92 atomi noti, che corri-
spondono ai 92 elementi chi-
micamente distinguibili, han-
no proprietà chimiche diverse
perchè sono composti da un di-
verso numero di protoni, e
precisamente ad es.: l’atomo
di Idrogeno ha il proprio nu-
cleo composto di un solo pro-
tone (Z=1), l'atomo di Ura-
nio invece ha il nucleo formato
da 92 protoni (Z=92). Il Nu-
mero Atomico, agli effetti del-
la identificazione di un atomo,
equivale quindi perfettamente
al suo normale simbolo.

Quello dell’Idrogeno è il solo
nucleo esistente in natura che
è formato da un solo protone
e non contiene neutroni.

Per cui sia Z che A sono per
esso uguali ad uno. Non esi-
stono nuclei composti da soli
neutroni che si trovano nella
materia sempre associati ai
protoni,

Tutti gli altri nuclei conten-
gono neutroni, Esistono parti-

in ugual numero

colari nuclei che hanno tutti lo

stesso numero «di protoni (lo
stesso Z), ma si distinguono
per un diverso numero di neu-
troni (diverso A), Tali nmuclei,
chimicamente indistinguibili,
ma con diversissime proprietà

nucleari, si chiamano «JISO-
TOPI ».
Quasi tutti gli elementi ri-

sultano formati da miscele di
atomi isotopi. Così l’idrogeno
è formato di atomi di due spe-
cie:

1) L’Idrogeno propriamente
detto, il cui nucleo ha un solo
protone (A=1; Z=1),

2) Il Deuterio il cui nucleo è
composto da un protone più un
neutrone (onde A—-2 e Z=1).

Onde poter distinguere i va-
ri isotopi di uno stesso atomo
mediante comodi simboli, si
suole rappresentare tali isoto-
pi con il simbolo del corri-
spondente atomo, che porta a
destra in alto a mo’ di espo-

nente, il numero di massa A ed
a sinistra in basso, il numero
atomico Z, per quanto ciò sia
superfluo, perchè ad ogni sim-
bolo di atomo è corrispondente
un solo e ben determinato va-
lore di Z,

Così l'idrogeno (A=1; Z=
1) si indica 1H'; il Deuterio
(A=2; Z=1) si indica 1H',

oppure con D,

Sostituendo tutti gli atomi di
1H' con atomi di Deuterio D,
nella molecola dell’acqua si
ottiene la famosa « Acqua pe-
sante » D2 0.

L’Uranio è formato preva-

lentemente dalla miscela di
due isotopi:
1) 92U*, ossia un primo

tipo con 92 protoni (Z—=92) e
143—235-92 neutroni (A=-235)
(si indica brevemente U 235).

2) 920, composto sempre

di 92 protoni (Z=92), ma 146 -

(A —= 238?
serive U

=238-92 neutroni
(sinteticamente si
238).

Nell’uranio naturale ogni
1000 atomi circa 993 sono di U
238 (99,3%) e solo 7 di U 235
(0,7% circa).

Si riesce mediante opportuni
processi fisici a separare due
specie isotopiche, e così esi-
stono impianti per separare il
Deuterio dall’Idrogeno e l’U 235
dall’U 238, Tali impianti si
chiamano «di Separazione Is0=
topica ».

E’ possibile ottenere in par-
ticolari circostanze protoni,
neutroni, elettroni liberi, cioè

non associati tra di loro a for-
mare la normale materia, La
materia sì presenta allora in
uno stato che manifesta for-
me e caratteristiche del tullo
inconsuete, Così è relativamen-
te semplice estrarre gli eret-
troni dalla materia, io spazio
tra il filamento e la placca di
una valvola termoionica è oc-
cupato da elettroni liberi; così
facendo scoccare una scintilla
in un ambiente contenente i-
drogeno si ottiene un «Gas di
protoni», ossia un gas formato
da atomi di idrogeno, cui si è
asportato il solo elettrone; a-
tomi quindi di cui non è ri-
masto che il nucleo, costituito
appunto da un solo protone.

Più difficile è ottenere un
« Gas di neutroni», ossia e-
strarre dalla materia e dare vi-
ta indipendente, e solo per
breve tempo, (millesimi di se-
condo) ad un gran numero di
neutroni.

Soltanto recentemente ciò è
stato possibile mediante quel
particolare apparecchio che è il
« Reattore Nucleare »,

Così come per la materia al-
lo stato normale la formazio-
ne dei composti è il risultato
della reazione detta chimica
{ma sarebbe più opportuno
chiamarla « Atomica »), che
riunisce gli atomi degli ele-
menti componenti, prima sepa-
rati, in quei particolari rag-
gruppamenti, che sono le cor-
rispondenti molecole dei sud-
detti composti, reazione sempre
accompagnata da manifestazio-

ni energetiche, in modo analo-
go si può pensare che la for-
mazione dei nuclei sia il i sul-
tato dell’operazione, detta per
analogia « Reazione nucleare »,
che sfrutta particolari forze
che si esercitano tra protoni e
neutroni, raggruppando proio-
ni e neutroni prima liberi ed
indipendenti, in quel comples-
so che appunto è il nucleo a-
tomico, con corrispondente ero-
gazione ed assorbimento di
energia.

Questa energia è conseguenza
dell’azione delle succitate for-
ze, che sono maggiori di un
fattore dell’ordine del millone
di quelle che si esercitano tra
gli atomi, Non è da stupire se
gli scambi energetici nei ri-
spettivi atti elementari, atomi-
ci e nucleari, stanno tra loro
nello stesso rapporto. Dal chè
si comprende come l’energia
che così si manifesta, chiamata
« Energia nucleare » è in una
forma eccezionalmente concen-
trata.

Probabilmente sino ad ora
non si è riusciti a formare cor
simili procedimenti, e cioè par-
tendo da singoli protoni e neu-
troni, che pochissimi nuclei di
quelli più leggeri, come il nù-
cleo dell'Elio 2He', altrimenti
detto anche « Particella », com-
posto di. 2 protoni, Z=2, e 2
neutroni, A—-2+2—=4 (Fusione
Nucleare).

Si riesce più facilmente a
provocare la reazione dei neu-
troni e protoni con quasi tutti
i nuclei esistenti, con il risul-
tato di trasformare i nuclei ori-
ginari in muovi diversi nuclei.
In altre parole il risultato del-
l'operazione è la trasmutazione
di un nucleo in un altro.

Cocì facendo interagire un
nucleo di U 238 con un neutro-
ne, si forma, in fasi successive,
un nuovo nucleo, quello del

Paolo Ameglio
(continua a pag. 13)





Fiesole,
Roselle,

Volterra,
Arezzo,

pria civiltà.



nella penisola italica si andava svi-
luppando la civiltà etrusca, che ebbe

il suo nucleo geografico nella attuale To-
scana. Si trattava di un popolo misterio-
so eppur meraviglioso, dal linguaggio per
noi parzialmente impenetrabile, organiz-
zato politicamente in una specie di confe-
derazione, i cui centri principali erano
Vetulonia,
Volsini, Chiusi,
Tarquinia, Caere, Vejo. Fondarono città e
colonie, come Mantova, Ravenna, Pompei.
Scavavano acquedotti e cloache, erige-
vano fortezze, monumenti, torri. La loro
arte raggiunse spesso la perfezione della
più pura classicità greca. La prima Roma
monarchica derivò da essi molti usi e co-
stumi, e sul modello etrusco fondò Ta pro-

Quela Roma mon esisteva ancora,

IL LAVORO NEI TEMPI

sità



epicentro

Populonia,
Vulci,

Precipua attività degli etruschi, accanto
all’agricoltura, fu Vestrazione dei metalli,
di cui il territorio era ricchissimo, e la
loro lavorazione. Come attestano le armi,
le statue, le suppellettili in bronzo e in
ferro. Le miniere etrusche erano le sole
importanti nel Mediterraneo centrale, con
nell’isola
Arezzo e Vetulonia erano dei veri centri
siderurgici. Purtroppo l’abbondante mate-
riale che ci resta, quasi tutto originario
dalle grandi necropoli, non documenta af-
fatto tali lavorazioni, ma piuttosto ban-
chetti, balli, riti guerrieri, scene mitolo-
giche. Più documentato è il lavoro dei
campi, donde abbiamo scelto questo grup-
po in bronzo, forse del VII-VI secolo a. C.,
che mostra un aratore al lavoro, con l’a-
ratro trainato da una coppia di buoi. Il
gruppo è attualmente conservato al Mu-
seo di Villa Giulia, a Roma.

s

d’Elba. Populonia,







Una delle 8 corvette costruite da Cantieri nazionali su progetto Ansaldo. | motori per 4 unità sono stati costruiti dal Meccanico.

LA PRODUZIONE DEL GAS

intomatico di un costante
progresso risulta il deciso
orientamento delle Azien-

de del Gas teso all'attuazione
di vasti programmi di ammo»
dernamento e di potenziamen-
to dei loro impianti destinati
ad esaltare il ciclo produttivo
sia per assicurare una rete di
distribuzione capace di soddi-
sfare le crescenti esigenze de-
gli attuali utenti, sia in vista
di un migliore tenore di vita.
E poichè in questo campo il
linguaggio delle cifre è sem-
pre il più eloquente, e dispen-
sa da interpretazioni, riprodu-
ciamo qui sotto tre diagrammi.

zione annua di gas prodotto
ed erogato in tutte le città di
Italia; nel secondo è contem-
plata la produzione annua di
alcune principali città; dal
terzo è rilevabile la produzio-
ne annua di alcune città di
media grandezza ove si è an-
che sviluppata la vendita di
gas per riscaldamento.

La diminuzione di produzio-
ne della città di Brescia nel-
l’anno 1953 è dovuta al pas-
saggio da gas con potere calo-
rifico superiore di 3500 K. cal
/'me. a gas con p. c. s. di 9100
K. cal/me.

L’entità crescente del gas

presi a riferimento, se si tiene
conto degli eventi accaduti in
tale periodo, consente di af-
fermare che queste Aziende,
per la complessa attrezzatura
ed i molteplici servizi che
producono, rappresentano una
perenne fonte di lavoro anche
per le industrie meccaniche.
Ed infatti ci è dato di con-
statare che qualche Azienda
industriale italiana, nell’affan-
nosa ricerca di nuovi rami di
produzione più confacenti al-
le caratteristiche del nostro
mercato nell'attuale situazione
economica, si è « comunque »
organizzata per offrire mate-
riali previsti nei programmi

elaborati dalle Aziende Gas.

Ovviamente, per la nostra
Azienda, che dispone di uno
Stabilimento Carpenteria per-
fettamente organizzato e da
lunghi anni sperimentato an-
che nel campo delle costru-
zioni di gasometri di ogni ti-
po e capacità, si tratta sola-
mente d’intervenire con pron-
tezza per offrire i propri ma-
teriali e la necessaria collabo-
razione a quelle Aziende Gas
che via via si accingono alla
realizzazione dei rispettivi
programmi.

La nostra Sezione Commer-
ciale Meccanica, consapevole
della situazione sopra delinea-

ta, ha infatti riservato parti-
colare cura a tale ramo d’at-
tività, sviluppando i contatti
e stabilendo grado a grado
quella migliore forma di coo-
perazione che dev'essere alla
base di ogni rapporto duratu-
ro: ne fanno fede le ordinazio-
ni assunte dal mese di aprile
1954 ad oggi, che possono dir-
si veramente apprezzabili.

Esse più esattamente riguar-
dano la costruzione ed il mon-
taggio in opera di gasometri
di tipo completamente ammo-
dernato per un complesso di
ben 190.000 me.

Salvatore De Francisci



I primo mostra la produ-



erogato nel corso degli anni







PRODUZIONE ANNUA DI ALCUNE PRINCIPALI
CITTA

ITALIANE




AS
Never AC
v

_ — doro

milioni di me

" GENOVA so

Le RAROLI





PRODUZIONE ANNUA DI ALCUNE CITTA DI MEDIA
GRANDEZZA

NELLE QUALI ST E MOLTO SVILUPPATA LAVENDITA Di GAS PER RISCALDAMENTO
INVERNALE

PADOVA

vErona

" PBRESCIA
Hi





È PRODUZIONE ANNUA DI GAS DI CITTA' IN ITALIA ì
$ 3
col 260
[2064 2601
(1200. 240;
‘noo4 220
poov. 200,
3004 180.
800, 160,
7004 140.
600. 120
500, 100
400; #0
300 60;
200. 40
100. 20;
1938 39 40 di 42 43 44 45 46 47 48 49 SO Sì! S2 S3 54 anni 1938 29 40 di



42 43 di 45 46 dT 48 49 SO 51 52 53 S4





1939 39 40 41 42 43 44 45 46 d7 48 49 SO Sì 52 53 S4

anni











CANTIERE



Preparazione degli avanscali

L'avanscalo è una struttura
in legno che continua in mare
lo scalo fisso, Infatti, oltre
una certa profondità non è più
possibile la lavorazione del
prolungamento dello scalo fis-
so, e perciò si costituisce un a-
vanscalo galleggiante chie viene
zavorrato e affondato davanti
allo scalo con un sistema di car-
relli del peso unitario di circa
2500 Kg, scorrevoli lungo bi-
nari situati ai lati di detto a-
vanscalo.

L’avanscalo deve inoltre ap-
poggiare sul fondo e deve quin-
di essere preparato con scan-
dagli in modo che la sua parte
inferiore sposi perfettamente il
fondale. La sua lavorazione
viene eseguita a terra su di uno
scaletto e consiste nel far se-
guire gli andamenti del! fondo
con longarine e tacchi di legno
in parte fissati con tiranti e
in parte ingraffati, Tale prepa-

razione comporta che la sua
struttura giunga ad essere in
certi punti più alta di 3 m.

La sua lunghezza deve risul.
tare in modo da essere suffi-
ciente ad evitare lo strapiombo
ed il saluto, però tale lun-
ghezza si deve limitare a quel
tanto necessario da non farlo
risuliare inutilmente costoso.

Ultimato di lavorazione, l’a-
vanscalo viene varato e, dopo
aver preparato il suo piano di
scorrimento con stearina €
grassetto, viene solidamente
fissato allo scalo e quindi af-
fondato, Il palombaro massic-
cia con cunei quei pochi punti
che non poggiano sul fondale
così da rendere la piattaforma
inclinata più solida che sia
possibile, In questo modo sca-
lo fisso e avanscalo costituisco-
no nel loro insieme un solido
piano continuo di scorrimento
per la nave varante,





Nuova punzonatrice

L'officina navale del Can-
tiere di Sestri è stata recente-
mente dotata di una macchi-
na punzonatrice a scalonpe,
con funzionamento idraulico,
che ha le seguenti caratteri-
stiche: motore elettrico da 20
HP; pressione 400 kg/ema.;
potenza tonn. 120.

La macchina ha la funzio-
ne di togliere dai profilati,
che costituiscono i montanti
di rinforzo delle paratie o i
bagli (ossia i travi che so-
stengono i ponti dello scafo

a scaloppe

delle navi) dei tasselli di mi-
sura stabilita lungo il filo del

profilato che va a contatto
con la lamiera, alla quale vie-
ne collegata mediante la sal-
datura elettrica.

L’asporazione dei tasselli
permette di fare una solida e
completa saldatura elettrica
tutto intorno alla zona di con-
tatto (evitando la formazione
della ruggine tra il profilato
e la lamiera) e di alleggerire
la struttura senza compromet-
tere la robustezza.



Costruzione, all’Officina carpenteria leggera del Cantiere di Sestri, di trombe a vento desti-
nate a tre motonavi da carico di 10670 T.D.W. della « Villain & Fassio » di Genova.

PRECETTO

La mattina del 14 aprile,
nei locali del Magazzino Gene-
rale del Cantiere di Sestri,
S. E. il Cardinale Siri, Arcive-
scovo di Genova, ha celebrato
la Messa per la Pasqua del la-
voratore.

Hanno assistito all’altissimo
rito il Vice Presidente della
nostra Società comm. Genna-
ro, il Direttore Generale ing.
Lombardi, il Direttore Cen-
trale ing. Carnevale, il Diret-
tore del Cantiere ing, Cristo-
fori col V. Direttore ing. Boe-
ro, il V. Direttore amministra-
tivo cav. Da Massa, il Dirigen-
te del Personale dott. Enrico,
gli altri Dirigenti, e numero-

PASQUALE

sissimi operai ed impiegati.

Il Cardinale Arcivescovo ha
rivolto un nobile discorso ai
presenti, ricordando gli eter-
ni principi del Cristianesimo
e spiegando l’alto significato
della Pasqua.

ATTO DI ONESTÀ

L’operaio Mario Bocchi, rin-
venuto un portafogli con do-
cumenti personali e una som-
ma di denaro, provvedeva su-
bito a consegnarlo al Servizio
di Vigilanza che ne curava la
restituzione al proprietario.

Segnaliamo a tutti, con vi-
vo compiacimento, l’onestà
del signor Bocchi.



MUGGIANO



La consegna della “(riacinto Motta”

Dopo soli 38 giorni dalla
consegna alla Società armatri-
ce « Carbogas » della motona-
ve «Giovanni Agnelli» il
Cantiere di Muggiano ha con-
segnato alla stessa Società
un’altra nave gemella: la
« Giacinto Motta ».

La cerimonia è avvenuta
domenica 15 aprile e si è svol-
ta nei locali della Direzione
del Cantiere. Per la « Carbo-
gas» erano presenti; il Con-
te Cao di San Marco, Presi-
dente della Società, il Coman-
dante Pietro Bibolini e gli
ingg. Mulas e Bisighin; per
l’Ansaldo: il Direttore Com-
merciale Navale ing. Amedeo
Casaccia, il Direttore del Can-
tiere di Muggiano ing. Palen-
zona con i Vice Direttori rag.
Traversa e ingg. Mori e Avan-
zini e l'ing. De Nicola.

Dopo la lettura e la firma
dei verbali di consegna il Con-
te Cao di S. Marco ha pronun-
ciato brevi parole di augurio
per l’attività dell’Ansaldo e
per le fortune della nuova
nave, Gli ha risposto l’ing.
Casaccia associandosi al fer-
vido augurio per l’avvenire

della « Giacinto Motta » e del
complesso armatoriale di cui
essa è entrata a far parte.

In occasione della consegna
della nuova unità erano giun-
ti a Muggiano il Conte Motta
e i figli, congiunti di Giacin-
to Motta cui la nave è stata
intitolata, l'Amministratore
Delegato della « Carbogas >»
dr. Lolli Ghetti ed altri in-
vitati della Società armatrice.

Nelle prime ore del pome-
riggio la « Giacinto Motta »
ha lasciato il golfo della Spe-
zia diretta a Monrovia da do-
ve, effettuato il carico, prose-
guirà per gli Stati Uniti, cioè
sulla rotta delle navi gemelle
« Sinigaglia », « Donegani » e
« Agnelli », che l’hanno pre-
ceduta riscuotendo ovunque la
più viva ammirazione degli
ambienti marittimi per le lo-
ro caratteristiche costruttive.

PRECETTO PASQUALE

Anche al Cantiere di Mug-
giano è stata celebrata la
Messa per il Precetto Pasqua-
le. Il solenne rito religioso è
stato officiato la mattina del

28 marzo dal Vescovo della
Spezia Mons. Giuseppe Stel-
la, e vi sono intervenuti !utti
i dirigenti del Cantiere e un
numerosissimo gruppo di
maestranze,

Al Vangelo Mons. Stella ha
pronunciato un breve toccan
te discorso, collegando i mo-
tivi ideali della Cristianità a
auelli del lavoro. La funzio-
ne, nel corso della quale mol-
tissimi operai ed impiegati
hanno ricevuta la Comunio-
ne, è stata accompagnata da
musiche di armonium e vio-
lini e da un coro formato da
dipendenti del Cantiere.

VISITE
agli stabilimenti

Ultimamente i nostri Sta-
bilimenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui segna-
liamo le seguenti:

— Gli ingg. Martin e Car-
rè, rispettivamente Direttore.
Generale e Vice Direttore Ge-
nerale della Società « Solvay»
di Bruxelles, accompagnati
dal nostro dirigente ing. Pi-
què, dell’Ufficio di Firenze.
Gli ospiti hanno visitato il
Meccanico e la Carpenteria
esprimendo la loro ammira-
zione per la modernità degli
impianti e la perfetta orga-
nizzazione.

— Cinquanta studenti e al-
cuni professori della Scuola
tecnica commerciale « Pietro
Sella » di Mosso S. Maria di
Vercelli. Gli ospiti hanno vi-
sitato il Cantiere di Muggia-
no, accompagnati dai nostri
ingg. Lengua e Marchetti.

— Il sig. Tabbit, ispettore
della «Shell Tankers Co. »,
accompagnato dal nostro sig.
Ferri ha visitato il Meccanico
soffermandosi in particolare
alla Grande Meccanica, alla

‘Sala Prove Motori, alla Sta-

zione Raggi e alla Caldereria.



Recentemente ha
il motopeschereccio « Trionfale » di 135 T.S.L., degli armatori

Ricci, Palestini e Del Zompo,

costruito dai Cantieri « Gardano &

Giampieri » di Porto Recanati. Il peschereccio è munito di mo-

tore Ansaldo Q 265/4 sovralimentato,

che gli ha permesso di

sviluppare la velocità di 11,15 nodi.



LIVORNO



Movimento bacino

— Dal 2 al 10 marzo ha so-
stato il piroscafo « Probitas »
di 7155 T.S.L., della Società
armatrice « Atjl» di Alberto
Ravano e figli di Genova, per
lavori effettuati da ditte ester-
ne e carenaggio.

* * *

— Dal 10 al 13 marzo ha
sostato la motocisterna « Fla-
via B.» di 800 T.S.L., della
Società armatrice « Navigas »
di Roma, per carenaggio.

* * *

— Dal 14 al 20 marzo ha
sostato il piroscafo « Marina
G. Parodi» di 7303 T.S.L., del-
l’armatore Emanuele V, Paro-
di di Genova, per carenaggio.

** *

— Dal 26 al 29 marzo ha so-
stato la motonave « Pola » di
451 T.S.L., della Società « Na-
vigazione toscana » di Livor-
no, per carenaggio.

* +. *

— Dal 5 al 10 aprile ha so-
stato lo yacht « Sarina » di
715 T.S.L. della Società « Ea-
stland Schiffing Co. » di Hon-
duras, per carenaggio.

* «x»

— Dall’11 al 12 aprile ha
sostato il panfilo « Trenora »

di 864 T.S.L., della « Schiffing
Corporation » di New York,
per carenaggio.





Documentario a colori
sui caccia venezuelani

Alla presenza dei Dirigenti
della nostra Società è stato
proiettato in visione privata,
la mattina di mercoledì 11
aprile, un documentario a co-
lori sui cacciatorpediniere
venezuelani in costruzione €
allestimento al Cantiere di
Livorno.

Il documentario, che è sta-
to girato con la regia dell’ing.
Alessandro Orsi, è stato pre-
sentato con sobrio commento
in lingua spagnola e con una
ottima fotografia non scevra,
in molti punti, di elevato va-
lore artistico. Esso ha illu-
strato, dopo una rapida pano-
ramica dei tre Cantieri nava-
li Ansaldo, la realizzazione
dei suddetti caccia, seguendo-
li dal momento della loro im-
postazione fino a quello delle
prove ufficiali a mare.

La supervisione tecnica è
opera del nostro Ufficio Pro-
paganda e della Commissione
Militare del Venezuela.

effettuato le prove a mare, con esito brillante; rivolto nobili parole ai





IMPORTANTE -INCARICO
all’ ing. Walter Lo Varco

Recentemente l’ing. Walter
Lo Varco, Capo Ufficio Studi
della Carpenteria, è stato no-
minato esperto per l’Italia
nella Commissione internazio-
nale di studio per l'unificazio-
ne europea delle norme di
calcolo dei grandi apparecchi
di sollevamento, Detta Com-
missione è costituita da quat-
tro esperti, che rappresentano
l'Inghilterra, la Francia, la
Germania e l’Italia, e si è riu-
nita per la prima volta a Pa-
rigi il 26 aprile u. s.

PRECETTO PASQUALE

La mattina del 6 aprile,
presso lo stabilimento Car-
penteria, S. E. il Cardinaie
Siri, Arcivescovo di Genova,
ha celebrato la Messa per »l
Precetto Pasquale, assistito da
Mons. Torazza e dal Cappella-
no di fabbrica Don Molinari.

Hanno assistito al rito so-
lenne il Direttore dello Stabi-
limento ing. Barbieri col V.
Direttore ing. Thellung e il
Dirigente ing, Marino e nu-
merosissimi operai e impie-
gati.

Il Cardinale Arcivescovo ha
pre-
senti, spiegando altresì l’altis-
simo significato del rito pa-
squale, Al termine della fun-
zione, dopo essersi incontrato
col nostro Amministratore
Delegato ing. Rosini, S. E. il
Cardinale, i membri della
Direzione ed una larga rap-
presentanza di lavoratori han-
no partecipato ad una sempli-
ce colazione.



PER LA SALDATURA ELETTRICA AUTOMATICA



Nuove macchine e dispositivi

Questo stabilimento, prose-
guendo nel sempre migliore
perfezionamento delle sue
macchine ed attrezzature re-
lative alla saldatura elettrica
automatica, ha installato due
bracci per saldare nell'interno
dei corpi cilindrici.

Nella fotografia è illustrato
uno dei due bracci. Equipag-
giato da una testa saldante da
2000 Amp., ha una lunghezza
utile di m. 8,50 ed è brandeg-
giabile in tutte le posizioni co-
sì da rendere immediato il po-
sizionamento della saldatrice
nell'interno dei corpi cilindri-

ci. Questa apparecchiatura
utilizza bobine di filo del peso
di Kg. 60, di modo che le
interruzioni dovute al rifor-
nimento del filo sono poco fre-
quenti.

Quanto all’altro braccio, la
sua particolarità è di permet-
tere di saldare nell’interno dei
tubi di minimo diametro, In-
fatti, con esso è possibile sal-
dare nell’interno dei tubi con
diametro di m/m 260; di re-
cente venne eseguito nell’in-
terno di un condotto di m/m
300 di diametro uno strato di
riporto in stellite dello spes-
sore di 3 m/m.



FONDE



Reparto spedizioni dell’Officina ghisa piccoli getti



della Fonderia.

Ì
E
3
sE





BORSE I

a 121 figli

ste colonne, riportiamo la

cronaca di una simpaticis-
sima e toccante cerimonia: la
consegna delle borse di studio
ai figli dei dipendenti della
nostra Società. Ma non è sol-
tanto un dovere informativo
che ci rende gradito questo
compito: il nostro maggior de-
siderio è, invece, quello di ci-
tare all'ordine del giorno del-
la collettività ansaldina 121
ragazzi che stanno gettando
le basi, con indiscussa serietà,
del loro avvenire di uomini e
di cittadini, che già ora stan-
no emergendo, senza l’aiuto di
alcuno, sugli altri coetanei.

La manifestazione si è svol-
ta la mattina di domenica 15
aprile al Piccolo Teatro della
Città di Genova « Eleonora
Duse ». Come già l’anno scor-
so, essa è stata improntata al-
la più schietta cordialità, pro-
fondamente sentita da tutti
come sempre sono profonda-
mente sentite le cose semplici
e buone,

La presenza di S. E. il Pre-
fetto di Genova dott. Vicari,
dell'Assessore Bagnara in rap-
presentanza del Sindaco, del
prof. Casanova in rappresen-
tanza del Rettore Magnifico
dell’Università e del prof.
Bottai in rappresentanza del
Provveditore agli Studi, ha
conferito alla nostra festa una
maggiore risonanza cittadina,
senza togliere nulla al suo ca-
rattere quasi famigliare.

Per l’Ansaldo. sono interve-
nuti il Presidente avv. De Bar-
bieri, il V. Direttore Centra-
le e Presidente della Commis-
sione delle borse di studio
avv. Boyer con i membri del-
la Commissione stessa dott.
Chelini, Capo dell’Ufficio As-
sistenza Sociale, ing. Gaspari-
ni, ing. Damini e dott. Berta
e con l’infaticabile e dinamico
sig. Bertacchi, segretario.

Le borse di studio sono sta-
te consegnate dal nostro Pre-
sidente, il quale ha rivolto ai
ragazzi ed ai genitori presenti
nobili parole di compiacimen-
to e di augurio, mettendo in
rilievo il significato dell’ini-
ziativa che l’Ansaldo ha volu-
to prendere nel quadro di
sempre migliori rapporti tra
la Società e i suoi dipendenti.

Anche il Prefetto. che se-
gue giornalmente con acuta
sensibilità i problemi dell’in-
dustria genovese, ha voluto ri-
volgere il suo plauso agli stu-
denti e un plauso alla nostra
Azienda per l'ottima iniziati-
va, la quale rientra in quel
quadro d’incontri umani che
sono basilari per il formarsi
di una società migliore,

Ed ecco l’elenco dei nostri
migliori studenti:

CANTIERE DI SESTRI

Borse di 1° grado: Roberto
Romano di Generoso (4.0 med,
e chir. - L. 100.000); Massimo
Scarsi di Augusto (4a gin-
nasio - L. 50.000); Adriano
Bormida di Paolo (4.a ginna-

Bs terza volta che, da que-

Il Prefetto di Genova dott. Vi-
cari (a sinistra in alto) e il
Presidente dell’Ansaldo avv.
Federico De Barbieri (a sini-
stra in basso e a destra in al-
to) consegnano le borse di
studio. A destra in basso: par-
ticolare della manifestazione.



sio - L. 50.000); Renzo Alle;
di Pietro (l.a media -
24.000); Giuliana Mazzoli
Guerrino (1l.a avv. comm. -.
re 24.000).

Borse di 2° grado: Filip
Bruzzo di Francesco (l.a
ceo scient. - L. 25.000); Edi
Patrone di Luigi (3.a lic
classico - L. 25.000); Frar
Risso di Armando (5.a gin
sio - L. 25.000); Giuseppi
Siri di Antonio (4.a ginnasi
L. 25.000); Pier Giorgio Mi
di Alfredo (2.a liceo class
L. 25.000); Ottavio Grassi
Giuseppe (3.a liceo classic
L. 25.000); Fabio Milone
Gerardo (3.a ist. nautico -
25.000); Stefano Marotta
Vincenzo (4a ist. ind. -
25.000); Franca Leoncini
Giovanni (l.a ist. mag.
25.000); Rosangela Bruzzc
di Bartolomeo (3.a media -
12.000); Carlo Cavallino
Onorio (1.a media - L. 12.00
Silvano Moretti di Vittorio
media - L. 12.000); Arti
Saracino di Michele (1.a m
L. 12000); Gian Carlo Mic
lotti di Ezio (2.a media -
12.000); Giovanna Bavoso
Antonio (la media -
12.000); Piero Siebaldi di /
gelo (l.a media - L. 12.00
Maria Rosa Consavela di G,
(3.a media - L. 12.000); Ca
Carando di Mario (2.a me
- L. 12.000); Vincenzo Pas
rino di Salvatore (1.a me
- L. 12.000); Annibale Savà
Antonio (2.a media - L. 120(
Paolo Poli di Giuseppe (.
media - L. 12.000); Marco P
cile di Carlo (3.a media -
12.000); Ugo Bacco di Atti




8a media - L. 12.000); An-
Maria Pagliazzo di Luigi
(8.a media - L. 12.000); Fran-
cesco Susco di Calisto (1.a
media - L. 12.000); Eurelia
Gaggero di Carlo (2.a media
- L. 12.000); Maria Angela Rat-
to di Mario (la media - L.
12.000); Marisa Pozzan di Gi-
no- (lia media - L. 12.000);
Amelia Badino di G. B. (2.a
avv. comm. - L. 12.000); Ma-
ria Teresa Bassetti di Ersilio
(2.a avv. comm. - L. 12.000).

CARPENTERIA

Borse di 2° grado: Antonio
Viscardi di Natale (la ist.
ind. - L. 25.000); Lorenza Sca-
gliarini di Lorenzo (4a ist.
comm. - L. 25.000); Corrado
Gotti di Otello (5.a ist. geom.
- L. 25.000); Gianna Venzano
di Attilio (l1.a media - L.
12.000); Marina Meringolo di
Nunzio (3.a media - L. 12.000).

COKE

Borse di 2° grado: Maria
Elisa Ballerini di Giorgio (1a
media - L. 12.000); Luciano
Pattorno di Vincenzo (1l.a me-
dia - L. 12.000); Giovanni
Pellegroni di Umberto la
media - L, 12.000).

DIREZIONE GENERALE

Borse di 1° grado: Silvana
Di Trio di Francesco (l.a avv.
comm. - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Maria
Ludovica Conti (2.0 farmacia
- L. 50.000); Maria Rosa Pi-
nasco di Angelo (2.a liceo
classico L. 25.000); Marco
Campagnoli di Ennio (3.a li-
ceo classico - L. 25.000); Fran-

rapa

STUDIO
dipendenti

co Conti di Quirino (4.a liceo

scient. - L, 25.000); Graziella
Pugno di Ernesto (l.a liceo
classico - L. 25.000); Gian

Carlo Mori di Angelo (5.a ist.
nautico - L. 25.000); Rachele
Grossi di Giuseppe (4a ist.
comm, - L. 25.000; Maria Ol.
ga Bertacchi di Ezio (2.a me-
dia - L. 12.000); Rosanna Si-
ciliano di Giuseppe (l.a me-
dia - L. 12.000); Maria Simo-
nassi di Amedeo (3.a media -
L. 12.000; Giorgio Dolci di
Giuseppe (2.a media - L.
12.000); Gianni Arcipelago di
Gian Carlo (2.a media - L.

12.000); Flavio Miserocchi di
Giordano (3.a media -
12.000).

FONDERIA

Borse di 1° grado: Giuseppi-
na Pastorino di Edoardo (2.a
ist. comm. - L, 50.000); Gian-
na Ceccon di Lina Brovedani
(1.a ist. mag. - L. 50.000); Ma-
rio Bertolotto di Amedeo (1.a
media - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Giuseppe
Bussi di Edoardo (2.a media -
L. 12.000); Luigi Pastorino di
Edoardo (2.a media - L.
12.000); Marco Bruzzone di
Antonio (la media - L.
12.000); Maria Rosa Timossi
di Giovanni (la media - L.
12.000); Luigina Fortunato di
Pietro (1.a media - L. 12000).

MECCANICO

Borse di 1° grado: Carlo
Crovetto di Biagio (6.0 med.
e chir. - L. 100.000); Anna
Ivaldi di Valerio (4.a ginna-





















sio -

L. 50.000); Angela Ami-

sano di Carlo (l.a ist .mag. -

L. 50.000);

Angelo (1l.a media -

Teresa Filosi

di
L. 24.000)

Anna Pia Dalle Vegre di Ren-

zo (3a media

- L. 24.000);



Sergio Martini D'Ambrosio di
Armida Martini (la media -
L. 24.000); Attilio Zoccola di
Mario (3.a media - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Evaristo
Ferraresi di Domenico (5.0
med, e chir. - L. 50.000); Mau-
ro Quartini fu Armando (1.0
liceo scient. - L. 25.000); Ro-
berto Semeia di Ermanno (4.a
ginnasio - L. 25.000); Gabriel-
la Mirabelli di Carlo (4.a gin-
nasio - L. 25.000); Alda Co-
lombara .di Luigi (5.a ginna-
sio - L. 25.000); Giovanni De
Lucis di Antonio (3.a liceo
classico - L. 25.000); Giusep-
pina Cabella di Pietro (4.a
ginnasio - L. 25.000); Anto-
nio Cammarata di Angelo (5.a
ginnasio - L. 25.000); Aldo
Scaruffi di Pietro (1.a ist. ind.
- L. 25.000); Olinda Gaetti di
Domenico (l.a ist. comm, - L.
25.000); Mario Desirello di
Paolo (2.a ist. comm. - L.
25.000);Ernesto Pastorino di
Giovanni (1.a ist. mag. - L.
25.000); Franco Rossi di Giu-
seppe (l.a ist. comm. - L.
25.000); Caterina Pienovi di
Giovanni (lia ist. ma. - L.
25.000); Gian Franco Medri di
Giuseppe (3a media - L.
12.000); Giorgio Bonomini di
Elio (1l.a media - L. 12.000);
Giovanni Giraldi di Mario
(3.a media - L. 12.000); Clau-
dio Maraniello di Carlo (2.a
media - L. 12.000); Anna An-
selmi di Alfredo (l.a media -
L. 12.000); Lorenzo Silengo di
Attilio (2.a media - L. 12.000)
Eida Guido di Antonio (2.3
media - L. 12.000); Rosalia
Vetuschi di Ennio (3.a media
- L. 12.000); Rinaldo Risso di
Pasquale (3.a media - L.
12.000); Elio Costa di Onofrio
(2.a media - L. 12.000); Paola
Pizio di Giovanni (1.a media -
12.000); Fernanda Balbi di
Antonio (3.a media - L. 12.000)



Paolo Cevini di Pietro (la
media - L. 12.000); Renato De
Leo di Salvatore (3.a avv, ind.
- L, 12.000); Giorgio Montauti
di Vittorio (2.0 avv. comm. -
L. 12.000).

FERROVIARIO —

Borse di 1° grado: Emilia
Farinetti di Novello (l.a me-
dia - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Antonio
Villa di Ildebrando (2.0 med.
e chir. - L. 50.000); Grazia De
Martino di Federico (3.0 econ.
e comm. - L .50.000); Adria-
no Viotti di Adolfo (4.a liceo
scient .- L. 25.000); Dante Bas-
setti Mazzini di Leone (l.a
liceo class. - L. 25.000); Gian
Piero Torazza di Dante (la
ist. mag. - L, 25.000); Miche-
lino Risso di Mario (1.a me-
dia - L. 12.000); Sergio Man-
ca di Lussorio (2.a media -
L. 12.000); Stefania Orsi di
Gaetano (3a media - L.
12.000); Marisa Colli di Ange-
lo (1.a media - L. 12.000); Da-
nilo Rudari di Aldo (2.a me-

dia - L. 12.000); Gerolamo
Scorza di Giuseppe (3.a me-
dia - L. 12.000); Francesco
Boero di Luigi (l1.a media -
L. 12.000); Enzo Ulmert di
Giorgio (3.a media - L.

12.000); Carla Nosengo di Car-
lo (2.a ist .ind. - L. 12.000);
Franca Maria Bosano di Gio-

vanni (2.a avv. comm. - L.
12.000); Lorenzo Piccardo di
Antonio (2.a avv. ind. - L.
12.000).

‘SERVIZI AUSILIARI

Borse di 1° grado: Sandro
Pellizzari di Vigo (2.a media
- L. 24.000).

Borse di 2° grado: Pier
Girgio Pellizzari di Vigo (La
liceo scient. - L. 25.000); Gio-
vanna Berzuini di Remo (2.a
media - L. 12.000).

Dante Jannone

10






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Seerinbare,: ganerni Riurnx; - PTTTRESE:

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sii soda der fotaite



igusag:
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divi perse dridiades
such ipo akadades; intel
fusle isa for kE 12 pe
siiuilagia ju Horserkzen
sid Pica iigon naif x atei
ssi Hidan, iron Vola:
I nagesbil hogi i sedd:
ming i es han pa erund
av stagne fanali Ronde.
av ages inili brosside» !
moi etti ir È

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Del iiclimauo) Lar: antes
Fave darte ELE ia
denner presina. Biase Meroni
Bresson; Add AT Dress: ficas,
WaorietiAndebisas: | ioni! 1688,
peS: agire Mitra, Fest #84,

Tasdfieo: Aistoezpinao Sassa
Bastioni: sdls salt E

abito aci cirie

inigick poi «Gr
dita: Sirion













ma i







Tutti i giornali svedesi hanno dato
grande rilievo al varo della « Grip-
sholm», avendo calde espressioni dî
simpatia per l’Italia e di ammira-
zione per i tecnici e gli operai del-
l’Ansaldo. Riproduciamo qui in fac-
simile gli articoli di tre fra i più
.a importanti quotidiani di Svezia.



1

OTTOCENTO ANSALDINI
in visita alla Fiera di Milano

dini - su 19 pullman - hanno

compiuto una gita a Milano,
organizzata dal nostro perio-
dico e dal CRAL interazien-
dale in occasione della Fiera
Campionaria.

Viaggio lieto e regolarissi-
mo; e arrivo a Milano in per-
fetto orario, alle 10.

Secondo un’antica e radica-
tissima tradizione, appena sce-
si dai pullman i gitanti si pre-
cipitano alla più vicina riven-
dita di tabacchi per spedire
le cartoline illustrate di rito.
Chi non ha, in questi casi, al-
meno un amico napoletano
cui inviare i saluti, con quel-
la punta di indefinibile soddi-
sfazione che nasce dal sentirsi
— come dire? — più « impor-
tanti » ai suoi occhi?

A rito ultimato, il primo
obiettivo è la Fiera, natural-
mente, che ci accoglie con lo
arditissimo arco parabolico
della nuova Porta dell’Edilizia.

Che dire di questa Fiera,
abbagliante nei suoi colori
più vari, nei suoi stands dalle
forme molteplici ,nelle sue ar-
chitetture ardite, senza cade-
re nel luogo comune? Cerche-
remo di riportare qualche im-

T: 21 aprile oltre 800 ansal-









pressione, qualche immagine,
lasciando alla fantasia del let-
tore ed alla memoria di chi
ha partecipato alla gita, tutto
quanto siamo costretti a trala
sciare.

La prima tappa d’obhligo
chiunque può immaginarla: è
quella allo stand della moda.
Signore e signorine non tran-
sigono su certi argomenti, ed
hanno osservato, «squadrato»
le vetrine colla meticolosa
precisione di un alchimista.
Agli accompagnatori, ‘che già
sognano i padiglioni dello
sport o della musica, non toc-
ca far altro che affinare il pro-
prio senso estetico, collezio-
nando, frattanto, opuscoli pub-
blicitari.

Di qui al padiglione 33 il
passo è breve: ed all'ultimo
piano gli apparecchi di preci-
sione ed i vetri ottici della
Salmoiraghi sono diligente-
mente allineati sotto lo sguar-
do attento di chi pensa che
con l’inizio della primavera ha
termine il lungo letargo inver-
nale della cinepresa.

Usciti ed attraversato il
Largo delle Nazioni, è indi-
spensabile un sguardo ai vini
ed ai liquori. Qualcuno —
impaziente davvero già

Fase

pensa al pranzo natalizio e si
concede un «assaggio » (la
cultura enologica impone cer-
ti sacrifici!) prima di entrare
nello stand 10, non molto di-
stante dalla Porta dell’Agri-
coltura. Qui fa bella mostra
di sè un gruppo Diesel mari-
no con elica a pale orientabi-
li, della quale l’Ansaldo ha
acquistato recentemente la
licenza di fabbricazione dalla
Soc. « Liaaen ». di Aalesund
(Norvegia). Inoltre vi sono un
gruppo elettrogeno da 500
KVA con motore Diesel-An-
saldo tipo Q 370/6 da 360 HP,
una camicia cilindro per mo-
tore Ansaldo-Doxford e, an-
cora, una camicia e un pisto-
ne per motore Ansaldo-May-
bach. Certo, nessun ansaldino
avrebbe lasciato la Fiera sen-
za aver visitato questo padi-
glione e il non molto distan-
te stand 17, »dell’utensileria,
sapendo che lì pure l’Ansaldo
era presente, con un vastissi-
mo campionario dei prodotti
del ramo, opera del nostro
Stabilimento di Costruzioni
Meccaniche e Ferroviarie. Lu-
cidi, levigatissimi, perfetti,
sono esposti in vetrina come
oggetti preziosi.

E non parliamo d'altro, per-
chè faremmo torto agli esclu-



si. Ma non sappiamo tacere il
merito dei velocissimi trenini,
che riuniscono, fondendole, le
varie impressioni isolate che
il visitatore ha avuto fino a
quel punto, in un rapido esau-
riente giro della Fiera.

Non si lascia Milano se non
si visita il Duomo. E la Ma-
donnina ci accoglie in quella
cattedrale che è un trionfo di
gotico e caldo marmo di Gan-
doglia; ci ritrova sperduti e
minimizzati nell'interno, men-
tre cerchiamo di renderci
esatto conto dell’altezza del-
la navata centrale; ci saluta
in Galleria quando, turisti,
osserviamo i turisti in visita
a Milano. Il che è un po’ una
riscoperta di sè stessi.

Poi la dolce ora del tramon-
to: la città s’illumina, si fa
bella, mette l’abito della festa
e ci sorprendiamo, un po’ ma-
linconici e un po’ stanchi ,in
compagnia di altri ansaldini,
dirigerci al Castello Sforzesco,
alle cui spalle la colonna dei
nostri 19 pullman sta per
mettersi in moto per Genova.
Qualche reminiscenza scolasti-
ca ci porta al Filarete e alla
torre mediana del Castello,
che l’artista elevò, divulgando
il nuovo stile della Rinascita

con l’opera più che coi trattati
Ed ecco infine, gli striscio-
ni bleu e i capi-vettura ritor-
nare alle loro mansioni, Ami-
ci lettori, sbagliereste pensan-
do che una giornata tanto lun-
ga e tanto movimentata aves-
se fiaccato i nostri gitanti.
Mangiato l’ultimo panino, fu-
mata un’ottima «Fiera di Mi-
lano » (e chi non fumava
quelle sigarette, sabato sera?),
rieccoli cantare a squarciago-
la le canzoni nuove e vecchie
più note. Giovani e non più
tanto giovani mettono subito
d’accordo le loro corde vocali,
con buona pace di chi - forse
- vorrebbe ricuperare in viag-
gio il sonno perduto la mat-
tina. Verità, verità ci impone
di dire che qualche voce è
un po’ rauca e, proprio mi
spiace rivelarlo, un po’ stona-
ta: ma che importa? L’interes-
sante è divertirsi. E se dav-
vero si siano divertiti chiede-
telo ai loro colleghi di uffi-
cio e di officina rimasti a Ge-
nova. Lunedì mattina, alla do-
manda rituale di questi ulti-
mi, c'era una ed una sola ri-
aposta: « Divertiti? Che do-
manda! L’ho sempre detto io:
Milan l’è un gran Milan! ».

Emiddio Loscalzo





12

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2)







Tfr —————11_11ttm_z_zÉm_—_—_—__znze)

Soggiorno alpino
di Andalo

Si ricorda che le iscrizioni
al soggiorno alpino di Andalo
(Dolomiti di Brenta m.
1040) di cui abbiamo ampia-
mente parlato nel numero
scorso, rimarranno aperte fi-
no al 5 maggio.

Il soggiorno è diviso in no-
ve turni settimanali, a comin-
ciare dal 7 luglio e fino all’8
settembre. Per i turni 1° - 2°
8° - 9° la spesa è di lire 6650
(950 giornaliere) per i soci e
famigliari e di lire 8400 (1200
giornaliere) per i non soci;
per i turni dal 3° al 7° com-
preso è di lire 8400 (1200 gior-
naliere) per i soci e famigliari
e di lire 9800 (1400 giornalie-
re) per i non soci. I bambini
fino a sei anni usufruiranno di
uno sconto del 30%.

Il trattamento della pensio-
ne è ottimo. Il pagamento può
essere rateale e il viaggio an-
data e ritorno sarà effettuato
in pullman a condizioni di
speciale favore.

Per informazioni rivolgersi
alla sede del CRAL in via
Achille Stennio n. 5/1 a Sam-
pierdarena, Tel. 41.959.

SEZIONE ESCURSIONISMO
Le prossime gite

Ecco il programma delle
prossime gite:
Domenica 13 maggio.

GITA AL MONTE PENNA
(m. 1735).

Ore 6: partenza in autopull-
man riservato da Sestri, con
fermate a Cornigliano e Sam-
pierdarena, per Chiavari e
Gramizza. Proseguimento per
Amborsasco, Casa Forestale,
Monte Penna. Colazione al
sacco. Ore 15: ritorno per la
stessa strada a Gramizza e con
pullman a Genova. Ore di
cammino 6. Spesa di viaggio
per i soci, lire 750

Le iscrizioni si ricevono, si-
no ad esaurimento dei posti
in pullman, le sere di martedì
e venerdì dalle ore 21 alle 22.
Domenica 20 maggio.

NARCISATA SOCIALE AL
MONTE CORNUA.

Ore 7: ritrovo in Piazza
della Vittoria e partenza con
corriera per Colle Caprile,
Proseguimento per pendici
Monte Cornua. Colazione al
sacco. Ore 15: ritorno per Case
Becco, Case Cordona e disce-
sa a Nervi, Ore di cammino 3.

* **

I giorni 2 e 3 giugno sarà
effettuata una gita alla « Gri-
gna Meridionale », di cui da-
remo prossimamente il pro-
gramma. Coloro che intendo-
no parteciparvi sono invitati
a prenotarsi già da ora,

MOTO CLUB

Raduno “Palma d’°oro,,

Domenica 20 maggio avrà
luogo a Loano (Savona) il ra-
duno motociclistico per il
Trofeo « Palma d’oro».

La partenza dei soci del
« CRAL Ansaldo e consocia-
te» avverrà alle ore 7,30 da
via Merano a Genova-Sestri.

Per informazioni e iscrizio-
ni rivolgersi alla sede sociale
il martedì e il venerdì dalle
ore 18 alle 19,

Ansaldini alla T.V.

«Sabato 24 marzo alle ore
22 la S.A.D.A, città di Genova
presenta per la rassegna TALIA
"E così ce ne andremo” un at-
to di Vittorio Calvino »: que-
sto l’annuncio della RAI-TV
apparso sul « Radiocorriere »
che agli occhi di molti sarà
forse sfuggito, Certamente non
a noi che avevamo seguito le
prove e sapevamo che nel
«cast» figuravano vari ansaldi-
ni,

E quando ei siamo seduti da-
vanti ai teleschermi e ci
siamo accorti di non essere i
soli poichè a Sampierdarena,
in particolare, c'era un’atmosfe-
ra da « Lascia o raddoppia » —
abbiamo seguito attimo per at-
timo lo svolgersi della trama
con la stessa trepidazione che
forse provavano loro, i nostri
amici che in quel momento si
cimentavano davanti a milioni
di spettatori

Quando ultimata la loro fati-
ca si sono presentati al pub-
blico, ed i loro volti sono stati
inquadrati in primo piano dal-
le telecamere, ci sono apparsi
emozionati e felici. Avevano
vinto la loro battaglia, avevano
faticato nella preparazione seru-
polosa ma avevano vinto, E ne
avevano tutti i diritti: da Ro-
mano che li aveva guidati nel-
la regia a Poggi nella difficile
parte del protagonista, e a tut-
ti gli altri che vogliamo acco-
munare nel successo: la Nardi,
Franceschi, Colajacomo, la G.
Poggi, Tenana, Melotti, tutti
sullo stesso piano, tutti bravi.

(CINESELEZIONE

La rosa tatuata

E’ una sceneggiatura di
Tennessee Williams, l’au-
tore ormai noto anche al-
le platee cinematografiche
per « Il tram che si chiama
desiderio » e « Zoo di ve-
tro ». Questa volta, però,
la ricerca psicologica non
è effettuata su dei casi li-
mite, come la vecchia al-
coolizzata 0 la giovane mi-
norata, ma su un personag-
gio normale colpito dalla
sventura.

E’ la storia di una sici-
liana emigrata negli Stati
Uniti, che resta fanatica-
mente legata alla memoria
del marito morto, con un
fanatismo che la mette ap-
punto in conflitto col mon-
do circostante, la chiude
in un isolamento nel qua-
le vorrebbe trascinare an-
che la giovane figlia. Poi,
improvvisa e impreveduta
come una folgore, la in-
credibile rivelazione della
infedeltà del marito. Sera-
fina delle Rose è annien-
tata, schiantata, e il suo
folle dolore coincide con
una crisi di coscienza di
fronte al prepotente richia-
mo del sesso. Un uomo la
aiuta a riaggrapparsi alla
vita, a consentire alla fi-
glia di evadere incontro al
proprio destino, a ritorna-
re sè stessa.

Come noto, la nostra An-
na Magnani ha ottenuto
con la sua recitazione il
Premio Oscar. E ce n’era
ragione: la Magnani crea
qui una Serafina delle Ro-
se che ha indubbiamente
un rilievo e una efficacia
che, forse, non erano nella
semplice sceneggiatura.
Una Magnani veramente
degna del suo nome, e del-
la nostra stima.

Una Magnani della qua-
le il cinema italiano ha
molto, molto bisogno.

IL PORTOGHESE
HF

x





\





Già lo scorso anno ebbi
occasione di parlarvi del-
la prima comunione e della
cresima dei vostri piccoli, Av-
vicinandosi ora il periodo tra-
dizionalmente indicato per
queste cerimonie, non sarà
male, anche quest'anno, ritor-
nare sull’argomento, non fos-
se altro che per integrarlo.

Anzitutto fate in modo che
i vostri bambini non siano
eccessivamente fuorviati da
pensieri di vanità, in special
modo le femminucce, per l’a-
bito che dovranno indossare.
Insegnate loro che all’abito
più bello deve corrispondere
anche il cuore e l’anima più
belli del solito: perciò niente
capricci, disubbidienze e pic-
cole invidie!

Preparati i bimbi spiritual-
mente, si potrà quindi pensa-
re anche agli abiti, alla scel-
ta del padrino e della madri-
na alle immagini ricordo da
inviare, ai confetti da distri-
buire, alla festicciola in onore
dei piccoli.

L’abito della bambina sarà,
come di tradizione, semplice
e lungo. mentre il velo scen-
derà poco oltre la vita. Le
scarpine e i guanti saranno
bianchi, come pure una picco-
lo borsettina nella quale sarà
riposta la coroncina del rosa-
rio ed il piccolo libro da Mes-
sa, nonchè il fazzolettino pure
tutto bianco.

Per i maschietti è veramen-
te elegante e distinto l’abiti-
no a giubbetto ver i più pic-
cini. o già a ometto per i
più grandicelli, di panno gri-
gio 0 bleu scuro, con camicia
bianca, cravatta o farfallina
pure bianca o grigio perla;
preferibili sono i calzoncini
lunghi: al braccio occorre la
fascia di nastro bianco con ga-
la rifinita di frangia dorata,
che acquisterete nei negozi

LA DONNA IN CUCINA

Nel bel mese di maggio tante
piccole e piccoli ansaldini si ac-
costeranno alla prima comunione,
Perciò a questi cari piccini dedico
le ricette di questo mese affinchè
le loro care mammine possano
preparare un bel vassoio di ottimi
pasticcini.

Pasticcini Amaretti. 250 gr. fari
na, 100 gr..burro, 100 gr. zucche-
ro, 1 uovoj 20 gr. mandorle amare,
25 gr. miandorle dolci, 4 cucchiaini
lievito in polvere. Ridurre a fari-
na o tritare minutissime le man-
dorle. Mettere la farina sulla ma-
dia, fare un foro e mettervi tutti
gli ingredienti: impastare ogni co-
sa, lasciare un poco riposare, poi
farne delle palline grosse come
una noce, spalmarle di poco albu-
me e zucchero, metterle su lastra
unta e infarinata, cuocere a forno
debole,

Biscotti con due farine, 300 gr.
di farina di meliga finissima, 50
gr. farina di grano, 2 tuorli d’uovo,
200 gr. burro, 150 gr. zucchero, 150
gr. uva passolina, 100 gr. pinoli,
1 bustina o 2 cucchiaini di lievito
in polvere. Lavorare molto i tuor-
li con lo zucchero e farli ben mon-
tare, aggiungere il burro e, sem-
pre lavorando, ]e due farine. Quan-
do la pasta sarà ben morbida e
omogenea, aggiungere i pinoli e la
uvetta e in ultimo il lievito. Lavo-
rare bene la pasta, indi spianarla,
all'altezza di 1 cm., tagliarla a li-
ste, metterle su placca unta di
burro e cuocere a forno moderato.
Cotte che sieno cospargerle di zuc-
chero vanigliato.

Tartufi di cioccolatto e nocciole.



300 gr. cioccolatto grattugiato
(oppure 150 gr. cacao e 150 gr.
zucchero) - 1 cucchiaio di latte,

50 gr. burro, 50 gr. nocciole tosta-
te, un poco di rhum, Sciogliere
il cioccolatto col latte a bagno-ma-
ria, togliere dal fuoco a lasciar
raffreddare, indi unirvi il burro e
sbattere a lungo per ottenere un
impasto morbidissimo. Unire le
nocciole tritate minutissime o, me-
glio, macinate in mortaio e il rhum
Quando la pasta sarà ben diaccia e
soda formarne delle pallottole,
passarle nella polvere di cioccolat-
to e metterle nei pirottini di carta.

NINA

saran-
il capo

specializzati; i guanti
no sempre bianchi,
scoperto.

Per la prima comunione
non occorrono padrino e ma-
drina, mentre per la cresima
î maschietti dovranno avere
il padrino e le bambine la ma-
drina, che hanno il compito di
accompagnarli in chiesa, di
restare dietro di loro durante
la funzione e di tenere una
mano sulla spalla del figlioc-
cio mentre il Vescovo imparti-
sce la cresima.

Durante la funzione religio-
sa i comunicandi e i cresiman-
di devono togliersi i guanti e
tenere le mani giunte ripe-
tendo devotamente le orazio-
ni che un sacerdote suggerirà
loro.

Diverse sono le consuetudi-
ni nelle varie regioni e quindi
sarà bene attenersi ad esse,
Il padrino e la madrina do-
vrebbero regalare l'abito al
figlioccio; in caso contrario fa-
ranno sempre un dono di una
certa importanza e consistenza

Anche i piccoli amici del
cresimando avranno portato il
loro dono e così pure i pa-
renti e gli amici più intimi
dei genitori, che saranno radu-
nati dalla mamma per un sem-
plice ricevimento, durante il
quale si offriranno cioccolate
calde e fredde, gelati, la tor-
ta, paste e dolciumi in gene-
re, aranciate e sciroppi di
frutta.

I bambini festeggiati distri-
buiranno i confetti posti nei
sacchetti di tulle e di cello-
phane che si trovano in com-
mercio; però dentro si potrà
aggiungere l’immagine ricor-
do, che potrà essere inviata
anche per posta.

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L'energia nucleare

(seguito da pag. 4)

Plutonio, Pu 239, che non esi-
ste in natura.

Una particolarissima reazio-
ne nucleare è quella che pro-
voca l’unione di un neutrone
libero con nn nucleo di U 235
e conseguente formazione di un
nuovo nucleo (U 236).

Così come combinando il
Carbonio, combustibile, con lo
Ossigeno, comburente, si ottie-
ne liberazione di calore. e l’o-
perazione si chiama « Combu-
stione », in modo analogo, riu-
nendo un nucleo di U 235, che
possiamo chiamare in senso la-
to, il « Combustibile » con un
neutrone che ha funzione simi-
le al «Comburente », si ottie-
me erogazione di calore, e que-
sta particolare combustione si
chiama « Fissione »,

Una delle differenze sostan-
ziali tra i due fenomeni è che,
mentre nella combustione si
forma una molecola di anidride
carbonica stabile, e cioè che ri-
mane inalterata nel tempo, Îl
nucleo che si forma dopo che
VU 235 ha catturato il neutro-
ne è fortemente instabile, os-
sia appena formatosi sponta-
neamente si dissocia, si spez-

za in due nuclei diversi, ad es. ,

quelli dello Stronzio 94 e dello
Xeno 140, che rappresentano i
prodotti della combustione, 0
meglio prodotti di fissio-
ne», e cioè le «ceneri» del
processo.

Ma, ciò è importantissimo, si
liberano contemporaneamente
due o tre neutroni ad altissima
velocità (20000 km./isec.). La
cattura di un neutrone da parte
di un nucleo di U 235 ha ri-
messo in libertà 2 o 3 nuovi
neutroni; che sono a disposi-
zione per continuare il pro-
cesso,

In altre parole avviene cioè
che l'atto stesso della combu-
stione (fissione), oltre a spri-
gionare calore, libera il gas
comburente in quantità maggio.
re del doppio o del triplo di
quella necessaria a mantenere
la combustione allo stesso rit-
mo. Cosicchè noi disponiamo
con VU 235. di un combustibile
che contiene in sè, ed in ecces-
so, il proprio comburente,

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La 2 tappa dell’ « Indianapolis >

PECCATO! MI |
SPINGEVA

Così ua
GS })



La vignetta illustra lo svolgi-
mento della seconda tappa
della grande «Indianapolis »
ansaldina, il concorso di cui
abbiamo illustrato le norme
nel numero di 1° aprile. Gli
ordini di arrivo devono esse-
re inviati in Redazione entro
il 15 maggio.

RISULTATI DELLA 1.0 TAPPA

In base alle norme stabilite, do-
po la presentazione dei pronostici
da parte dei concorrenti, è stato ef-
fettuato il sorteggio per la deter-
minazione dell'ordine ufficiale di
arrivo, che è risultato il seguente:

1) FON - 2) LIV - 3) DIG -
4) CAR - 5) COKE - 6) SAU -
7) MEF - 8) CAN - 9) MEC -
10) MUG.

Lo spoglio delle schede per la
assegnazione del punteggio è sta-
to effettuato, per clascun parteci-
pante (25 punti per ogni corrido-
re di cui è stato indovinato l’ordi-
ne di arrivo), ma per brevità dia-
mo, di seguito, solo i nomi di co-
loro che hanno conseguito almeno
75 punti, avendo i concorrenti rag-
giunto un numero molto elevato,

CANTIERE DI SESTRI

125 rag, Giovanni Pon-
zetto,

75 punti: Bartolomeo Cabona -
Jolanda Capineri - Clorinda Casta-
gnola - Ferdinando Casari -. Mina
Dagnino - Onorio Dagnino - Do-
menico Franchiolla - Felice Gatti
- Giovanni Leoncini - Umberto
Manfredini - Vincenzo Marotta -
Ugo Montesano - Silvio Natalini -
Carlo Pettazzi - Marla Piccardo -
Pietro Piccardo - Francesco Rivol-
ta - Giuseppe Scaroni - Franca

punti:

gun
Bitti

CHI HA MESSO
LE ALI AL MIO
VOLANTE ?





Sciaccaluga - Silvio Sicci - Lilia
Torriani - Stelio Zoppini.
CARPENTERIA

100 punti: Edoardo
- Luigi Repetto .

75 punti: Michele Cameglia -
Carlo Chinî - Benedetto Massa -
Vincenzo Perri - Luigi Piardi -
Francesco Ventura .

DIREZIONE GENERALE

100 punti: Annamaria Ghilino -
Aldino Mari - Cleto Vallebona,

75 punti: Costantino Angrisani -
rag. Camillo Bartoli - Elisa Bisio -
Mirella Bizzocoli - Ampelio Bur-
lando - rag. Davide Cadenaccio -
Gino De Filippi - Nunzio Magni -
Renata Pizzera - Romana Quaran-
ta - Vinicio Quinque.

FERROVIARIO

100 punti: Dante Bassoli - Carlo
Ciro - Rino Mirandoli.

75 punti: Maria Lazzaro - Amabi-

Buscaglia

13

le Pratolongo - Armando Quaglia

- Lina Tosetto - Natale Vignaroli.
FONDERIA

Eraldo Dagnino - Er-

llini - Oreste Volpi.

nurizio Manara - Ma-

100 punti:
nesto Gabr
75 punti:
ria Vivaldo.





LIVORNO

Sergio Petracchini -
etti.

Gino Biondi,
MECCANICO

125 punti: Aldo Ferrando -
vide Marolo - Atride Peratti.

100 punti: Carlo Be]trutti - Atri-
de Danovaro Ugo Mangiaterra - S.
Reggiani - F ncesco Vitiello.

73 punt Giovanni Brunetti -
Carla Cassani - Valentino Conso-
lini - R. Di Dama - Omero Fresco
- Remo Giara - A, Giglio - Ezio
Olivieri - Giovanni Pareto - Fran-

100 punti:
Giuseppe Prc
75 punti:



Dia







cesco Pastorino - Luigi Pisano -
Gino Reggiani - Rinaldo Bertorek-
lo - Giuliano Saracco - Spartaco

Sardini - Giorgetto Traverso,
MUGGIANO
75 punti: Rinaldo Gerini - Pie-
rino Gianrossi - Franco Guadagni.
ni - Silvio Nieri.
SERVIZI AUSILIARI
75 punti: Nello Guglielmi.

n servizio di bicchieri per set
persone, in palio per il concorrente
che avesse totalizzato il maggior
numero di punti per la tappa, è
stato sorteggiato tra i quattro an-
saldini che hanno conseguito 125
punti: la sorte ha favorito il sig.
Davide Marolo del Meccanico.



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14



Si sono sposati

11 novembre: Giuseppe
CATTANEO (Mug) con Spe-
ranza Zancarello - 26 dicem-
bre: Fernando FRANCIOLI
(Mug) con Ida Pezzagli - 14
gennaio; Giuseppe CAMPI
(Can) con Maria Barabino - 19
marzo: Manlio LOCCHI (Mec)
con Natalina Ravasio - 2 apri-
le: G, B. ASSERETO (Mec)
con Mariarosa Perotti - Giu-
seppe PUPPO (Can) con Emi-
lia Coltre - Ettore OTTONEL-
LO (Can) con Irene Cei
- G .B. FERRANDO (Can)
con Maria Durante - Virginia
PELLEGRI (Dig) con Gino
Parodi - 5 aprile: Carlo LON-
GHI (Mec) con Vincenza Sie-
ga Ducaton - Ettore OTTRIA
(Mec) con Piera Rebora - Lu-
ciano ZUNINI (Can) con Elia-
na Levrero - 8 aprile: Edoar-
do LA MAGNA (Can) con Li-
dia Spadaccini - Giuliano
RIZZATI (Can) con Teresa
Ansaldo - 9 aprile: Adone
DIEGOLI (Can) con Flavia
CAVALLERO (Can) - 15 apri-
le: Fernando ANGELLA
(Can) con Lidia Molfino -
Francesco SOMMARIVA
(Can) con Maria Vallarino.

Agli sposi i nostri wvivissi-
mi auguri.

Sono nati

14 gennaio; MAURIZIO, di
Alberto Bertolini (Mec) e di
Maria Casiglio - 25 gennaio:
MICHELE, figlio di Bruno
Cecchinelli (Mug) e di Bian-
ca Menchelli - 7 febbraio: DA-
NIELA, figlia di Rino Roi
(Mug) e di Rina Biancardi -
10 febbraio: LORENA, figlia
di Paris Bacci (Mug) e di
Maria Rosa Maccari - 12 feb-
braio: SIMONETTA, figlia di
Italo Amadi (Mug) e di Te-

resa Vanni - 14 febbraio: RI-
NO, figlio di Ennio Crespia-
ni (Mug) e di Rita Cattafesta
- 16 febbraio: GIOVANNI, fi-

glio di Pietro Camminati
(Mug) e di Lina Santi - 17
febbraio: LUIGI, figlio di Giu-
seppe Aloi (Mug) e di Angio-
lina Simonetta - 24 febbraio:
SAURO, figlio di Giulio Lupi
(Mug) e di Maria Acerbi -
4 marzo: MARA, figlia di Ma-
rio Benassi (Mug) e di Fran-
cesca Battolini 9 marzo:
RICCARDO, figlio di Sergio
Falzone (Mug) e di Rosetta
Collodi - 11 marzo: MAURO,
figlio di Enzo Di Franco (Liv)
e di Maria Grazia Manzoni -
13 marzo: LIDIA, figlia di

Luigi Fagherazzi (Mec) e di
Ida Torchio - 19 marzo: AN-
TONELLA, figlia di Giuseppe
Tani (Liv) e di Iva Bigazzi -
22 marzo: MARIA, figlia di
Pierino De Micheli (Mec) e
di Chiara Costanzi - BARBA-
RA, figlia di Alberto Parodi
(Can) e di Valeria Sini - 25
marzo: ENNIO, figlio di Guer-
rino Monaldi (Mef) e di Ma-
ria Ricci - 26 marzo: LOREN-
ZO, figlio di Aldo Cozzani
(Mug) e di Amelia Rossi - 29
marzo: FULVIA, figlia di An-
drea Gamenara (Mef) e di
Carmela Ghiglione.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori
i nostri auguri più fervidi.

PREMI DI ANZIANITÀ’

CANTIERE DI SESTRI
Amedeo BAGNASCO - Ar-
mando BARBERO - Giorgio
BOATTINI - Luigi BRUZZO-
NE - Carlo BUSSI - Antonio
CAMPOLI - Roberto CANE-
PA - Stefano CASANOVA -
Altabella COBELLA - Davide
COSMELLI - Eugenia DE
VECCHI - Spartaco EDUNCHI
- Salvatore FERAN . Felice
FERRANDO - Antonio FESTI.
NESE - Guerrino GAVARRO
»- Andrea GHIGLIOTTI - Bat-
tista IACOZZI - Canzio LA-
VANNA - Luciano MARZOC-
CHI - Ida MASSONE - Remo
MORENI - Luigi NOCETI -
Arnaldo NOVELLI - Fausta
ONALI - Francesco PANET-
TA - Domenico PASTORINO
- Domenico PESCE Rita
POGGI Vittorio POZZI -
Giacomo RALLO - Giuseppe
REPETTO - Maria RICCARDI
- Giobatta ROMANELLI - For-
tunato SCINICARIELLO -
Bruno SIMONINI - Ciro SPA-

NO - Ferdinando SPIAGGI -
Stefano TASSISTRO - Gino
TIRABOSCHI - Anna VAS-
SALLO - Vittorio VERNINI.

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Lorenzo STRATA,
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Pietro COLDANI Ferdi-
nando DODI - Rosa FALSINI
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no ORGANETTO - Teresa
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PROPOSTA N. 16968.
Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione del dis. M.
11850/58 - Pressa per curvare
- LEVA - Commessa 30361:
cioè che l’avanforo 6 MA,
che si trova sul mozzo pos. 1,
venga praticato prima della
saldatura con l’asta pos. 2,
perchè a pezzo composto ese-
guire il foro 6 MA a 180° ri-
spetto alla cava 6 H7, porta
difficoltà, perdita di tempo e
ritardi nella produzione.

RISPOSTA.

La proposta è giusta.

Ml PRO/TEMP provvederà
a modificare il ciclo come sug-
gerisce il proponente.

®
PROPOSTA N. 16688.

Motore Ansaldo - Maybach
Dis. 30217 pos. 7 Commessa
74138 MAT C. 30 - Chiave di-
namometrica - Tappo, Propone
che sia eliminata l’operazio-
ne 2/3 di tracciatura degli in-
tagli per chiave ai tappi, per-
chè tale operazione è inutile
e la tracciatura è d’intralcio
per il centramento,

RISPOSTA.

La proposta è accettata, Il
PRO/TEMP provvederà per-
tanto a modificare il ciclo in
conformità a quanto viene
proposto.

®

PROPOSTA N. 17795.
Propone una modifica ai
porta mandrini su macchine
pneumatiche per lavori di ma-
schiatura e mandrinatura.

RISPOSTA.

Esaminato il disegno, la
proposta viene accettata.

®

PROPOSTA N. 17286.

Dis. 492333 - AA. SS, 478865
- T. R. tipo D. Tosi - Mensola
gruppo destro lato poppa
compl. Pos. 1 - 4. L’operazio-
ne 13/13 dice di lamare l’o-
recchia diam. 80 con un foro
di guida del diam. 25, Questa
operazione non può essere
eseguita al trapano. Propone
perciò che questa orecchia

venga fresata durante l’opera-
zione precedente.

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
PRO / TEMP provvederà @
modificare il ciclo.

®
PROPOSTA N. 17603.

Propone che al Reparto
TRAT sia messa una tabella
indicante il diametro delle
braghe da usarsi .

RISPOSTA.

Appena possibile la MAN
provvederà alla preparazione
della tabella indicante i dia-
metri delle funi che gli im-
bragatori devono usare al
TRAT,

®
PROPOSTA N. 16760.

Propone un braccio allunga-
bile munito di sostegni a mol-
la da applicare al flessibile di
una mola del MAPI, per evi.
tare inconvenienti. Allega uno
schizzo.

RISPOSTA.

La proposta è accettata.

°

PROPOSTA N. 17457.

Propone che per le camicie
dei motori medi sia costruito
un estrattore montabile che
possa essere contenuto nella
cassa degli attrezzi che il mon-
tatore fa spedire per lavori
del genere.

RISPOSTA.

L’attrezzo proposto più leg-
gero e maneggevole dell’at-
tuale verrà costruito; però







. . .
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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite. Rivolgersi
ai nostri corrispondenti di Sta,

VENDO « Guzzina 65», cambio
a pedale, sellino posteriore, a
lire 50.000 trattabili. La moto
è visibile in via Puccini, 1 r.
a Genova Sestri.

VENDO moto «B.S.A. 500»,
come nuova. Telefonare al n.
interno 403 dello Stabilimento
Meccanico.

non sarà possibile introdurlo
nella cassa attrezzi del moto-
rista, perchè questa risultereb-
be di peso superiore a quello
che le ferrovie accettano per
spedizioni a bagaglio.

|MEMENT O|



Angelo COIANA

di anni 27, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
5-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1943, Lascia la moglie e una
figlia. i



Costantino CONTE

di anni 57, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto
il 3-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1930. Lascia la madre.



Bernardo CALCAGNO

di anni 53, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
6-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1937. Lascia la moglie e tre
figli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».

A n SO POEATIRA A
Î p ma
Fasi LI HERE





QUINDICINALE
| DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova

LORENZO REBORA
Responsabile
*

Aatorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

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Un nuovo sistema
di ponteggiatura

D a molto tempo si sentiva
il bisogno di snellire la
costruzione di ponteggi per
quanto lo consentono le esi-
genze di lavoro e la sicurezza
del personale.

I castelli verticali scorrevoli

lungo il fasciame esterno che
dovevano portare il vantaggio
economico di evitare ponti con-
tinui da poppa a prora non rag”
giunsero in pieno lo scopo in
quanto tale metodo incontrò
delle difficoltà nello scorrimen-
to sul lembo di cinta; difficoltà
dovute agli ombrinali, ai ca-
vi pendenti lungo i fianchi del-
la nave e ad altri ingombri
per cui bisognò servirsi delle
gru per trasportare il castello
da' un punto all’altro della fian-
cata con grande dispendio di
mano d’opera.

Il nuovo sistema, ideato dal
C. R. Odicino, si compone di
elementi prefabbricati da af-
fiancarsi alla nave ma
scorrevoli, Essi sono costituiti
da penzoli di catene che con-
sentono nella posizione di ri-
poso di appoggiare un piano
sull’altro e riescono manegge-
voli, tanto per l’applicazione
sulla fiancata della nave come
per il trasporto sopra carrelli
o sopra rimorchi,

La possibilità consentita
dalle catene di sovrapporre di-
versi piani rende facile carica-
re sopra un comune carrello e-

nou

lettrico un intero elemento
prefabbricato e sopra un ri-
morchio ben cinque elementi

in modo da comporre quasi 30
m, di ponte continuo in senso
longitudinale.

Altro merito di questo nuo-
vo metodo è costituito dal fa-
cile immagazzinamento perchè
gli elementi sono poco ingom-
branti. Costituiti da diversi ri-
piani corrispondenti ai diver-
si ponti necessari per la fian-
cata della nave vengono sospe-
si al lembo di cinta e possono
essere sistemati in corrispon-
denza delle saldature verticali
del fasciame esterno e rimane-
re così isolati, oppure essere
sistemati alla distanza tra lo-
ro consentita dalla lunghezza
di una tavola in modo da for-
mare con due elementi tre sun-
ghezze di ponte e ripristinare
così, ove occorra, il ponte con-
tinuo.

Una originalità del nuovo si-

stema è costituito dali’elemen-
to fornito di scala ripieghevole
in modo che i vari rami di es-
sa sistemati con la normale
pendenza sono articolati in ci-
ma e forniti di rotelle scorre-

voli al piede per facilitare la



loro posizionef di { riposo.
Opportune botole per i pas-
saggi si possono richiudere a
sportello in modo che l’ope-
raio non possa inavvertitamen-
te mettere un piede nel vuoto.
L’elemento fornito di scala
ha avuto una ulteriore appli-
cazione come scalandrone ver-
ticale da apporsi sul fianco
della nave il giorno prima del
varo dopo la demolizione del-
lo scalandrone fisso che viene
costruito per il transito nor-
male dei giorni di lavoro,

Con l’elemento fornito di
scala si evitano scale esposte e
l'operaio transita con sicurez-
za con la cassetta di attrezzi
senza pericoli di sorta risol-
vendo così il problema dal la-
to infortunistico.

Infatti con tale sistema si
possono costruire ponti rispon-
denti alle ultime disposizioni
antinfortunistiche con parapet-
to a doppio corrente e tavo-
letta al piede,





La

[> er il costruttore dello

scafo in acciaio con l’e-
stendersi dell’uso della sa'da-
tura e con lo sviluppo dato al-
la prefabbricazione dei blocchi
da imbarcare a bordo completa-
mente lavorati, ha assunto in
questi anni un’importanza sem-
pre maggiore il problema della
eliminazione delle deformazio-
ni delle strutture a bordo.

Dette deformazioni, come i
competenti ben sanno, sono
quelle incurvature, che si c.s-
servano a bordo sia sulle la-
miere, che sui profilati dci
ponti, delle paratie, e che pro-
vengono specialmente dai riti-
ri e dagli sforzi di ritir) do-
vuti alla saldatura oltre che
alll'assestamento complessivo
della nave sullo scalo prima, e
sull'acqua dopo il varo.

Il sistema generalmente usa-
to nei Cantieri per eliminare
queste deformazioni, che a
volte sulle lamiere raggiungono
una freccia notevole, fino a
passare i 20 mm. era finora
quello delle calde circolari o
triangolari con successivo ri-
scaldamento, mediante martel-
latura della parte riscaldata,
favorendo così la riduzione del-
la lunghezza delle fibre daella
lamiera a raffreddamento av-
venuto,

Le calde così date danno luo-
go a sforzi considerevoli di
tensione; inoltre la martellatu-
ra, se da una parte porta lo-
calmente una benefica riduzio-
ne delle tensioni residue di sal-
datura, dall’altra, non essendo
condotta in modo da provocare
un allungamento graduale delle
zone soggette a tensione, può
indurre pericolose tensioni nel-
le zone immediatamente adia-
centi a quelle martellate, oltre
che produrre incrudimenti,
cioè aumenti di durezza e fra-
gilità, che possono provocare
anche rotture locali,

L’importanza del problema,
che ha un aspetto economico
non indifferente, relativamente
al costo dello scafo della na-

ve, ha fatto rivolgere l’atten-
zione dei tecnici su di esso e
certamente un risultato è !a-
dozione di tipi speciali di para-
tie divisorie stampate o oppor-
tunamente piegate ed unite con
punti di saldatura,

Il Cantiere di Sestri porta 0-
ra un suo contributo alla so-
luzione del problema cercando
di applicare attrezzature e me-
todi simili a quelli già in uso
presso i Cantieri svedesi,

Ai primi di novembre ven-
nero date al S. C. Officina della
Sezione SALD/AUGE sig. Pa-

trone opportune direttive in
merito.
Le prime prove turono ne-

gative. Si dovevano trovare il
tipo di cannello adatto, la tem-
peratura di riscaldo, ie zone
da riscaldare. Con tenacia e
passione Patrone insisteva, va-
lidamente aiutato dall’operaio
Consigliere,

Finalmente ai primi di di-
cembre i primi risultati: le de-

formazioni diminuivano di
qualche millimetro, La fiducia
aumentava.

Da allora i risultati sono mi-
gliorati e già il nuovo sistema
sta passando nella fase esecu-
tiva; il Reparto Montatori ha
già un buon numero di operai
che raddrizzano le strutture
con il nuovo metodo,

La fotografia può dare un’i-
dea del nuovo metodo, Si può
vedere il tipo di cannello che
può essere a una o duc lance,
il tipo di calda a' tratti di 80
mm. dati in senso prima pa-
rallelamente alla posizione dei
bagli, quindi a 45° e successi-



vamente così inclinati fino a
raggiungere il risultato, La
temperatura della calda non

supera i 600°,
L’operazione va fatta con me-
todo e contemporaneamente su

raddrizzatura delle lamiere a bordo

varie zone da raddrizzare ed il
risultato si avrà soltanto quan-
do la lamiera trattata sarà
completamente raffreddata,

I vantaggi sono i seguenti:

a) Eliminazione della mar-
tellatura {il materiale noi rin-
cerudisce).

b) Minori tensioni residue
(dagli 800 agli 850°C si passa
a meno di 600°C),

c) Trattamento con

d) Distensione della
ra dei bagli.

e) Risparmio di manodopera.

I risultati conseguiti sulla
M/n. « Gripsholm » sia sulle
strutture di ponti, che di para-
tie incoraggiano a proseguire
su questa nuova strada per mi-
gliorare ancora il metodo ed
ampliarne e perfezionarne le
applicazioni,

meto:lo
saldatu-

Raffaele Bottino



Applicazione del nuovo metodo sulla « Gripshoim ». E’ al lavoro l’operaio Teresio Pesce.



tobre u. s., pubblicando

la fotografia della ere-
zione delle colonne del Cat-
forming, dava la prima noti-
zia del montaggio di questo
impianto, presso la Raffineria
di Cremona della Soc. Italia.

A distanza di poco più di
un mese dalla sua consegna
presentiamo alcune fotografie
dell’opera ultimata.

Il complesso è stato realiz-
zato sulla base del progetto
eseguito, su licenza america-
na, dalla Società Tecnider la
cui attività si svolge nel cam-
po della progettazione di im-
pianti per il trattamento de-
gli idrocarburi, Il peso com-
plessivo delle parti costituen-
ti l'impianto, tra colonne,
macchinari, apparecchi, tuba-
zioni ecc. ha raggiunto le 250
tonnellate.

Il nome di Catforming deri-
va dal procedimento chimico
a cui è soggetta la materia
prima trattata dall'impianto,
ossia la benzina pesante, già
ottenuta dalla distillazione
primaria del petrolio greggio
relle colonne di frazionamen-
to delle raffinerie. Il prodot-
to del Catforming è ancora
una benzina, ma di qualità
superiore, secondo i concetti
che seguono.

E’ noto che una delle prin-
cipali caratteristiche della
benzina, agli effetti del buon
funzionamento dei motori, è
quella di avere l’attitudine a
sopportare le compressioni e-
levate senza detonare, Questa
qualità di essere antidetonan-
te viene misurata, per conven-
zione internazionale, con il
numero di ottani che si scri-
ve N. O. Il Catforming, per
l'appunto, è un impianto che
tratta la benzina pesante, in
modo che acquisti un maggior
numero di ottani, cioè tanti
N. O.

Alla Raffineria di Cremona
possono venir trattate 100 T.
al giorno di benzina, la quale
da 40 N. O. passa a 88 N. O.
e questa produzione, posta al-
la base del progetto, è stata
completamente realizzata, con
piena soddisfazione del clien-
te.

Diamo ora uno sguardo alle
varie costruzioni create dal
lavoro nelle officine del MEF
e degli s(«bilimenti confratel-
li. Il forno è stato costruito
dal CAR: è del tipo circolare,
munito di 4 bruciatori inne-
stati verticalmente sulla pla-
tea, in modo da avere il getto
diretto verso l’alto, Compren-
de tre sezioni di serpentne,
nelle quali la carica (diremo
dopo come è composta) sì ri-
scalda fino ad assumere *em-
perature vicine a 500°C. Il for-
no può funzionare a nafta op-
pure a gas.

I reattori, costruiti da MEF,
in numero di tre, sono dei
bomboloni a forte spessore,
saldati all'arco. Funzionano
ad una pressione di 40 a*tmo-
sfere ed in essi avviene il fe-
nomeno (reazione), che ca-
ratterizza il processo chimico
dell'impianto. Essendo posti
in serie con le tre serpentine
del forno, sono successivamen-
te attraversati dalla carica, la
quale, nel suo percorso dal-
l’alto in basso, investe il ca-
talizzatore: una sostanza che
si presenta sotto la forma di
platino depositato su piccole
sfere e anelli di silicio allu-
minio.

Il catalizzatore ha la pro-
prietà di trasformare la massa
liquida in una miscela di idro-
carburi leggeri, aventi un
punto iniziale molto basso di
ebollizione, e di altri idrocar-
buri, aventi un più elevato
punto di ebollizione, Questa
possibilità di avere una misce-
la di liquidi a titolo diverso
e separabili, viene sfruttata

E Farc del 15 ot-

L'IMPIANTO GATFORMING
alla Rallineria

nel prosieguo del processo.

Gli scambiatori, costruiti da
MEF in numero di tredici,
hanno per la maggior parte lo
ufficio di raffreddare la misce-
la dei prodotti di reazione, a
spese délla benzina di carica,
che così viene a riscaldarsi
prima ancora di entrare nel
forno.

I due motori del tipo D.G.
M. 265/4, costruiti da MEC,
comandano due grossi com-
pressori a V, capaci di fav
circolare 10.000 me, orari di
gas idrogeno alla pressione di
40 atmosfere.

Le tre torri, di cui la più
alta è 27 mt., sono state co-
struite da MEF. Ciascuna di
loro ha una determinata fun-
zione posta in rilievo nella
descrizione del processo che
quì succintamente esponiamo.

La benzina pesante aspirata
dai depositi della raffineria,
viene spinta da apposite pom-
pe negli scambiatori di calo-
re già nominati.

di

Veduta generale dell'impianto

Precedentemente si unisce
all'idrogeno proveniente dai
compressori messi dai motor
Diesel, Benzina pesante e i
drogeno costituiscono per lo
appunto la carica, la quale
entra ed esce tre volte dalle
serpentine del forno per at-
traversare ad uno ad uno i
reattori dove ha luogo il fe
nomeno della reazione. Il ci-
celo termina in uno scomparto
della 1" torre dove si ha la se
parazione dei prodotti: quelli
liquidi si raccolgono in basso,
quelli gassosi, invece, passan-
do nel reparto superiore si
elevano verso la testa della
torre. Durante tale percorso
essi vengono investiti in con-
trocorrente da una speciale
soluzione che provvede al la-
vaggio ed all’estrazione del-
l'idrogeno solforato di cui so
no saturi. Dalla testa della
colonna i gas, ricchi di idro-
geno, arrivano in un secondo
separatore da dove, aspirati
dai compressori, sono di nuo-

Cremona



vo riportati in ciclo per unir-
si alla benzina pesante.

I prodotti liquidi ricavati
nella 1" colonna passano alla
II', chiamata di stabilizzazio-
ne. In questa si ha la separa-
zione dei prodotti costituenti
la miscela degli idrocarburi
a punti diversi di ebollizione
di cui si è fatto cenno îrat-
tando dei reattori, I gas, che
si liberano dai suddetti pro-
dotti, vengono refrigerati e
condensati: la parte liquida
viene rimessa in ciclo (riflus-
so) la rimanente va immagaz-
zinata come gas liquido (li-
quigas). I gas che non si con-
densano sono avviati in un ac-
cumulatore per essere adope-
rati come gas combustibile
nel forno oppure hei motori
Diesel. Il ricavato liquido del
fondo della II" colonna costi-
tuisce il prodotto più pregia-
to, ossia la benzina stabilizza-
ta al dato e voluto numero di
ottani, che viene scaricata ne-
gli appositi serbatoi.



Le tre torri e la «candela» perennemente accesa

w

La IIl* colonna ha lo scopo
di ripristinare le condizioni
della soluzione servita a lava--
re i gas della 1" colonna. L'i-
drogeno solforato che si se-
para da questa soluzione af-
fluisce sulla testa della co-
lonna per essere convogliato
alla candela ossia a quell’a-
sta cava, che sovrasta tutto
l'impianto dalla cui sommità
si sprigiona una fiamma con-
tinua.

Una decisa influenza sulla
qualità del prodotto è data
dalle variabili del processo:
la temperatura di reazione, la
pressione di operazione, la
portata della carica, ecc. Tutte
queste grandezze vengono re-
gistrate e governate automati-
camente da un pannello gra-
fico, che riproduce lo schema
dell'impianto, Da esso gli o-
peratori possono determinare
le condizioni istantanee di re-
gime del processo, ed interve-
nire sulla messa a punto del-
le varie grandezze, agendo su
appositi apparecchi costituiti
da regolatori a servomotore
pneumatico, i quali comanda-
no automaticamente o ma-
nualmente le valvole a mem-
brana, interposte nelle tubo-
lature dei liquidi e dei gas.

Parecchi furono i problemi
che durante il montaggio si
dovettero risolvere sul posto.
Uno di grande rilievo fu quel-
lo dell'esecuzione delle salda-
ture delle tubazioni di acciaio
al cromo molibdeno nelle qua-
li passa il prodotto più caldo
(temp. 450 gradi, pressione 40
atmosfere). Sono state esegui-
te 44 di queste saldature che
hanno richiesto particolari cu-
re. Per la loro ricottura si so-
no dovuti impiegare degli ap-
positi forni a resistenza elet-
trica, abbraccianti talvolta le
tubazioni librantesi in aria a
15 metri d’altezza. Queste ri-
cotture vennero opportuna-
mente registrate da indicatori
di temperatura scriventi, de-
terminando così la piena si-
curezza della buona condotta
dell’operazione.

Altro compito interessante
e delicato ha riguardato le o-
perazioni preliminari di av-
viamento dell’impianto, le
quali sono state precedute da
un severo collaudo idraulico
di alcune tubazioni: collaudo
che raggiunse sino la pressio-
ne di 330 atmosfere. Questo
lavoro è stato eseguito a tur-
ni ininterrotti in condizioni
di clima rigido (una notte
si sono registrati perfino 20
gradi sotto zero), superate con
molto impegno dal nostro
personale, dopo di che l’im-
pianto è stato affidato ai tec-
nici americani, ai quali spet-
tava il compito di collaudare
tutte le tubazioni e le appa-
recchiature percorse dai gas,
mediante una prova pneuma-
tica a 50 atmosfere, che ha
confermato la buona esecu-
zione del lavoro di montaggio.

Il rigore posto nel verifica-
re la tenuta delle giunzioni è
connesso alla pericolosità del-
l'impianto, sia per l’infiamma-
bilità della benzina, sia per
i gas i quali, oltre ad essere
velenosi, mescolandosi in cer-
te proporzioni con l’aria pos-
sono dar luogo a miscela e-
splosiva.

Perdurando i rigori dell’in-
verno, si è dovuto ricorrere
ad accompagnare alcune tu-
bazioni con tubi di riscaldo a
vapore. Ciò ha permesso di
evitare i congelamenti e quin-
di di poter iniziare la regola-
re marcia dell’impianto,

Il buon risultato tecnico
raggiunto col Catforming di.
mostra che i nostri tecnici
hanno saputo mettere a pro-
fitto le cognizioni acquisite in
questo nuovo campo di atti-

vità.
Alberto Martini



(L'ENERGIA NUCLEARE



Struttura del nucleo

otoriamente, nelle nor-
mali condizioni ambien-

tali, tutta la materia ri-
sulta composta, come dimostra
l’analisi chimica, di sole 92 so-
stanze semplici, gli « ELEMEN-

TI », che si combinano tra di
loro secondo ben determinate
leggi. La teoria atomica fa

corrispondere ad ogni Elemen-
to un particolare caratteristico
« ATOMO », di modo che esi-
stono 92 specie di atomi diver-
si in natura, e questi atomi
vengono sinteticamente rappre-
sentati con i ben noti simboli,
(Es.: H atomo di idrogeno, U
atomo di uranio),

Ogni quantità di un dato E-
lemento non è che l’insieme di
un grandissimo numero di a-
tomi tutti uguali; quelli che ne
sono caratteristici.

La combinazione degli Ele-
menti, con la formazione dei
cosidetti « COMPOSTI », è il ri-
sultato dell'operazione che fa
riunire gli atomi degli Elemen-
ti, prima liberi e separati, in
quel complesso di atomi, carat-
teristico di ogni composto, che
si chiama « MOLECOLA », La
operazione si chiama «REA-
ZIONE CHIMICA » ed ‘avviene
sempre con liberazione od as-
sorbimento di energia, a causa
delle forze di attrazione e re-
pulsione che si esercitano tra i
singoli atomì,

E’ una reazione chimica la
combustione, ossia la combina-
zione di un atomo di Carbonio
(C), il combustibile, con due a-
tomi di Ossigeno (02), il com-
burente, con la formazione del-
la molecola di Anidride Carbo-
nica (C02) e liberazione di e-
nergia sotto forma di calore,

L’analisi condotta con mezzi
molto più potenti e raffinati
sui 92 Elementi mostra, a sua
volta, che tutti cotesti elementi
sono formati dalla’ combinazio-
ne di tre sole specie di sostan-
ze fondamentali, che, in parti-
colari circostanze, si riesce ad
estrarre e ad isolare da ognu-
no di essi,

Ossia tutti i 92 diversi atomi
esistenti in natura sono origi-
nati dalla combinazione di tre
sole particelle elementari, che
sono:

1) ELETTRONE, particella di
massa trascurabile ed avente la
più piccola carica elettrica co-
nosciuta, l'atomo di elettricità.
La carica è negativa.

2) PROTONE, la cui massa è
praticamente uguale a quella
dell’atomo di Idrogeno (H) e di
carica uguale a quella dell’elet-
trone in valore assoluto, ma di
segno opposto (positiva).

3) NEUTRONE, massa circa
uguale a quella del protone,
ma privo di carica elettrica,

Il numero delle particelle
sub-atomiche suddette indivi-
dua e caratterizza un ben de-
terminato atomo, ossia i 92 a-
tomi noti sono diversi tra lo-
ro solo perchè contengono un
diverso numero di protoni,
neutroni ed elettroni.

Circa questo numero osser-
viamo che normalmente la ma-
teria è elettricamente neutra,
onde tali devono essere tutti gli
atomi. La presenza di particel-
le di uguale carica di segno op-
posto all’interno dell’atomo
mostra che tale neutralità è
dovuta alla reciproca neutra-
lizzazione delle cariche delle
particelle elementari, Elettroni
e protoni, che hanno carica
dello stesso valore, sono per-

ciò presenti
nell’atomo.

E’ noto che le particelle ele-
mentari si distribuiscono en-
tro l’atomo in modo da farlo
rassomigliare ad un sistema
solare in miniatura, Protoni e
neutroni, strettamente uniti,
formano il cosidetto «NU-
CLEO », che contiene pressochè
tutta la materia dell'atomo e
fa le veci del sole; attorno, a
grande distanza rispetto alle
dimensioni del nucleo, rivolu-
zionano gli elettroni, su specie
di orbite, come i pianeti. D'ora
innanzi dedichiamo tutta la
nostra attenzione al solo nu-
cleo.

Ogni Nucleo risulta dunque
formato da due specie di par-
ticelle, protoni e neutroni, e per
individuarlo occorre indicare
quante particelle delle due spe-
cie lo compongono, occorrono
in altre parole due numeri, Si
usano a questo scopo:

Il «NUMERO DI MASSA »,
che si suole indicare con A, 0s-
sia il numero totale di neu-
troni e protoni che formano
quel dato nucleo. Assunte u-
guali ad 1 le masse, pratica-
mente uguali, del protone e del
neutrone, il Numero di Massa
ci dà anche una valutazione
approssimata della massa di
un nucleo, e di qui deriva la
sua denominazione,

Il «NUMERO ATOMICO »
che sitindica con Z, od il nu-
mero di protoni, e quindi di
elettroni, presenti nel nucleo,

I 92 atomi noti, che corri-
spondono ai 92 elementi chi-
micamente distinguibili, han-
no proprietà chimiche diverse
perchè sono composti da un di-
verso numero di protoni, e
precisamente ad es.: l’atomo
di Idrogeno ha il proprio nu-
cleo composto di un solo pro-
tone (Z=1), l'atomo di Ura-
nio invece ha il nucleo formato
da 92 protoni (Z=92). Il Nu-
mero Atomico, agli effetti del-
la identificazione di un atomo,
equivale quindi perfettamente
al suo normale simbolo.

Quello dell’Idrogeno è il solo
nucleo esistente in natura che
è formato da un solo protone
e non contiene neutroni.

Per cui sia Z che A sono per
esso uguali ad uno. Non esi-
stono nuclei composti da soli
neutroni che si trovano nella
materia sempre associati ai
protoni,

Tutti gli altri nuclei conten-
gono neutroni, Esistono parti-

in ugual numero

colari nuclei che hanno tutti lo

stesso numero «di protoni (lo
stesso Z), ma si distinguono
per un diverso numero di neu-
troni (diverso A), Tali nmuclei,
chimicamente indistinguibili,
ma con diversissime proprietà

nucleari, si chiamano «JISO-
TOPI ».
Quasi tutti gli elementi ri-

sultano formati da miscele di
atomi isotopi. Così l’idrogeno
è formato di atomi di due spe-
cie:

1) L’Idrogeno propriamente
detto, il cui nucleo ha un solo
protone (A=1; Z=1),

2) Il Deuterio il cui nucleo è
composto da un protone più un
neutrone (onde A—-2 e Z=1).

Onde poter distinguere i va-
ri isotopi di uno stesso atomo
mediante comodi simboli, si
suole rappresentare tali isoto-
pi con il simbolo del corri-
spondente atomo, che porta a
destra in alto a mo’ di espo-

nente, il numero di massa A ed
a sinistra in basso, il numero
atomico Z, per quanto ciò sia
superfluo, perchè ad ogni sim-
bolo di atomo è corrispondente
un solo e ben determinato va-
lore di Z,

Così l'idrogeno (A=1; Z=
1) si indica 1H'; il Deuterio
(A=2; Z=1) si indica 1H',

oppure con D,

Sostituendo tutti gli atomi di
1H' con atomi di Deuterio D,
nella molecola dell’acqua si
ottiene la famosa « Acqua pe-
sante » D2 0.

L’Uranio è formato preva-

lentemente dalla miscela di
due isotopi:
1) 92U*, ossia un primo

tipo con 92 protoni (Z—=92) e
143—235-92 neutroni (A=-235)
(si indica brevemente U 235).

2) 920, composto sempre

di 92 protoni (Z=92), ma 146 -

(A —= 238?
serive U

=238-92 neutroni
(sinteticamente si
238).

Nell’uranio naturale ogni
1000 atomi circa 993 sono di U
238 (99,3%) e solo 7 di U 235
(0,7% circa).

Si riesce mediante opportuni
processi fisici a separare due
specie isotopiche, e così esi-
stono impianti per separare il
Deuterio dall’Idrogeno e l’U 235
dall’U 238, Tali impianti si
chiamano «di Separazione Is0=
topica ».

E’ possibile ottenere in par-
ticolari circostanze protoni,
neutroni, elettroni liberi, cioè

non associati tra di loro a for-
mare la normale materia, La
materia sì presenta allora in
uno stato che manifesta for-
me e caratteristiche del tullo
inconsuete, Così è relativamen-
te semplice estrarre gli eret-
troni dalla materia, io spazio
tra il filamento e la placca di
una valvola termoionica è oc-
cupato da elettroni liberi; così
facendo scoccare una scintilla
in un ambiente contenente i-
drogeno si ottiene un «Gas di
protoni», ossia un gas formato
da atomi di idrogeno, cui si è
asportato il solo elettrone; a-
tomi quindi di cui non è ri-
masto che il nucleo, costituito
appunto da un solo protone.

Più difficile è ottenere un
« Gas di neutroni», ossia e-
strarre dalla materia e dare vi-
ta indipendente, e solo per
breve tempo, (millesimi di se-
condo) ad un gran numero di
neutroni.

Soltanto recentemente ciò è
stato possibile mediante quel
particolare apparecchio che è il
« Reattore Nucleare »,

Così come per la materia al-
lo stato normale la formazio-
ne dei composti è il risultato
della reazione detta chimica
{ma sarebbe più opportuno
chiamarla « Atomica »), che
riunisce gli atomi degli ele-
menti componenti, prima sepa-
rati, in quei particolari rag-
gruppamenti, che sono le cor-
rispondenti molecole dei sud-
detti composti, reazione sempre
accompagnata da manifestazio-

ni energetiche, in modo analo-
go si può pensare che la for-
mazione dei nuclei sia il i sul-
tato dell’operazione, detta per
analogia « Reazione nucleare »,
che sfrutta particolari forze
che si esercitano tra protoni e
neutroni, raggruppando proio-
ni e neutroni prima liberi ed
indipendenti, in quel comples-
so che appunto è il nucleo a-
tomico, con corrispondente ero-
gazione ed assorbimento di
energia.

Questa energia è conseguenza
dell’azione delle succitate for-
ze, che sono maggiori di un
fattore dell’ordine del millone
di quelle che si esercitano tra
gli atomi, Non è da stupire se
gli scambi energetici nei ri-
spettivi atti elementari, atomi-
ci e nucleari, stanno tra loro
nello stesso rapporto. Dal chè
si comprende come l’energia
che così si manifesta, chiamata
« Energia nucleare » è in una
forma eccezionalmente concen-
trata.

Probabilmente sino ad ora
non si è riusciti a formare cor
simili procedimenti, e cioè par-
tendo da singoli protoni e neu-
troni, che pochissimi nuclei di
quelli più leggeri, come il nù-
cleo dell'Elio 2He', altrimenti
detto anche « Particella », com-
posto di. 2 protoni, Z=2, e 2
neutroni, A—-2+2—=4 (Fusione
Nucleare).

Si riesce più facilmente a
provocare la reazione dei neu-
troni e protoni con quasi tutti
i nuclei esistenti, con il risul-
tato di trasformare i nuclei ori-
ginari in muovi diversi nuclei.
In altre parole il risultato del-
l'operazione è la trasmutazione
di un nucleo in un altro.

Cocì facendo interagire un
nucleo di U 238 con un neutro-
ne, si forma, in fasi successive,
un nuovo nucleo, quello del

Paolo Ameglio
(continua a pag. 13)





Fiesole,
Roselle,

Volterra,
Arezzo,

pria civiltà.



nella penisola italica si andava svi-
luppando la civiltà etrusca, che ebbe

il suo nucleo geografico nella attuale To-
scana. Si trattava di un popolo misterio-
so eppur meraviglioso, dal linguaggio per
noi parzialmente impenetrabile, organiz-
zato politicamente in una specie di confe-
derazione, i cui centri principali erano
Vetulonia,
Volsini, Chiusi,
Tarquinia, Caere, Vejo. Fondarono città e
colonie, come Mantova, Ravenna, Pompei.
Scavavano acquedotti e cloache, erige-
vano fortezze, monumenti, torri. La loro
arte raggiunse spesso la perfezione della
più pura classicità greca. La prima Roma
monarchica derivò da essi molti usi e co-
stumi, e sul modello etrusco fondò Ta pro-

Quela Roma mon esisteva ancora,

IL LAVORO NEI TEMPI

sità



epicentro

Populonia,
Vulci,

Precipua attività degli etruschi, accanto
all’agricoltura, fu Vestrazione dei metalli,
di cui il territorio era ricchissimo, e la
loro lavorazione. Come attestano le armi,
le statue, le suppellettili in bronzo e in
ferro. Le miniere etrusche erano le sole
importanti nel Mediterraneo centrale, con
nell’isola
Arezzo e Vetulonia erano dei veri centri
siderurgici. Purtroppo l’abbondante mate-
riale che ci resta, quasi tutto originario
dalle grandi necropoli, non documenta af-
fatto tali lavorazioni, ma piuttosto ban-
chetti, balli, riti guerrieri, scene mitolo-
giche. Più documentato è il lavoro dei
campi, donde abbiamo scelto questo grup-
po in bronzo, forse del VII-VI secolo a. C.,
che mostra un aratore al lavoro, con l’a-
ratro trainato da una coppia di buoi. Il
gruppo è attualmente conservato al Mu-
seo di Villa Giulia, a Roma.

s

d’Elba. Populonia,







Una delle 8 corvette costruite da Cantieri nazionali su progetto Ansaldo. | motori per 4 unità sono stati costruiti dal Meccanico.

LA PRODUZIONE DEL GAS

intomatico di un costante
progresso risulta il deciso
orientamento delle Azien-

de del Gas teso all'attuazione
di vasti programmi di ammo»
dernamento e di potenziamen-
to dei loro impianti destinati
ad esaltare il ciclo produttivo
sia per assicurare una rete di
distribuzione capace di soddi-
sfare le crescenti esigenze de-
gli attuali utenti, sia in vista
di un migliore tenore di vita.
E poichè in questo campo il
linguaggio delle cifre è sem-
pre il più eloquente, e dispen-
sa da interpretazioni, riprodu-
ciamo qui sotto tre diagrammi.

zione annua di gas prodotto
ed erogato in tutte le città di
Italia; nel secondo è contem-
plata la produzione annua di
alcune principali città; dal
terzo è rilevabile la produzio-
ne annua di alcune città di
media grandezza ove si è an-
che sviluppata la vendita di
gas per riscaldamento.

La diminuzione di produzio-
ne della città di Brescia nel-
l’anno 1953 è dovuta al pas-
saggio da gas con potere calo-
rifico superiore di 3500 K. cal
/'me. a gas con p. c. s. di 9100
K. cal/me.

L’entità crescente del gas

presi a riferimento, se si tiene
conto degli eventi accaduti in
tale periodo, consente di af-
fermare che queste Aziende,
per la complessa attrezzatura
ed i molteplici servizi che
producono, rappresentano una
perenne fonte di lavoro anche
per le industrie meccaniche.
Ed infatti ci è dato di con-
statare che qualche Azienda
industriale italiana, nell’affan-
nosa ricerca di nuovi rami di
produzione più confacenti al-
le caratteristiche del nostro
mercato nell'attuale situazione
economica, si è « comunque »
organizzata per offrire mate-
riali previsti nei programmi

elaborati dalle Aziende Gas.

Ovviamente, per la nostra
Azienda, che dispone di uno
Stabilimento Carpenteria per-
fettamente organizzato e da
lunghi anni sperimentato an-
che nel campo delle costru-
zioni di gasometri di ogni ti-
po e capacità, si tratta sola-
mente d’intervenire con pron-
tezza per offrire i propri ma-
teriali e la necessaria collabo-
razione a quelle Aziende Gas
che via via si accingono alla
realizzazione dei rispettivi
programmi.

La nostra Sezione Commer-
ciale Meccanica, consapevole
della situazione sopra delinea-

ta, ha infatti riservato parti-
colare cura a tale ramo d’at-
tività, sviluppando i contatti
e stabilendo grado a grado
quella migliore forma di coo-
perazione che dev'essere alla
base di ogni rapporto duratu-
ro: ne fanno fede le ordinazio-
ni assunte dal mese di aprile
1954 ad oggi, che possono dir-
si veramente apprezzabili.

Esse più esattamente riguar-
dano la costruzione ed il mon-
taggio in opera di gasometri
di tipo completamente ammo-
dernato per un complesso di
ben 190.000 me.

Salvatore De Francisci



I primo mostra la produ-



erogato nel corso degli anni







PRODUZIONE ANNUA DI ALCUNE PRINCIPALI
CITTA

ITALIANE




AS
Never AC
v

_ — doro

milioni di me

" GENOVA so

Le RAROLI





PRODUZIONE ANNUA DI ALCUNE CITTA DI MEDIA
GRANDEZZA

NELLE QUALI ST E MOLTO SVILUPPATA LAVENDITA Di GAS PER RISCALDAMENTO
INVERNALE

PADOVA

vErona

" PBRESCIA
Hi





È PRODUZIONE ANNUA DI GAS DI CITTA' IN ITALIA ì
$ 3
col 260
[2064 2601
(1200. 240;
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3004 180.
800, 160,
7004 140.
600. 120
500, 100
400; #0
300 60;
200. 40
100. 20;
1938 39 40 di 42 43 44 45 46 47 48 49 SO Sì! S2 S3 54 anni 1938 29 40 di



42 43 di 45 46 dT 48 49 SO 51 52 53 S4





1939 39 40 41 42 43 44 45 46 d7 48 49 SO Sì 52 53 S4

anni











CANTIERE



Preparazione degli avanscali

L'avanscalo è una struttura
in legno che continua in mare
lo scalo fisso, Infatti, oltre
una certa profondità non è più
possibile la lavorazione del
prolungamento dello scalo fis-
so, e perciò si costituisce un a-
vanscalo galleggiante chie viene
zavorrato e affondato davanti
allo scalo con un sistema di car-
relli del peso unitario di circa
2500 Kg, scorrevoli lungo bi-
nari situati ai lati di detto a-
vanscalo.

L’avanscalo deve inoltre ap-
poggiare sul fondo e deve quin-
di essere preparato con scan-
dagli in modo che la sua parte
inferiore sposi perfettamente il
fondale. La sua lavorazione
viene eseguita a terra su di uno
scaletto e consiste nel far se-
guire gli andamenti del! fondo
con longarine e tacchi di legno
in parte fissati con tiranti e
in parte ingraffati, Tale prepa-

razione comporta che la sua
struttura giunga ad essere in
certi punti più alta di 3 m.

La sua lunghezza deve risul.
tare in modo da essere suffi-
ciente ad evitare lo strapiombo
ed il saluto, però tale lun-
ghezza si deve limitare a quel
tanto necessario da non farlo
risuliare inutilmente costoso.

Ultimato di lavorazione, l’a-
vanscalo viene varato e, dopo
aver preparato il suo piano di
scorrimento con stearina €
grassetto, viene solidamente
fissato allo scalo e quindi af-
fondato, Il palombaro massic-
cia con cunei quei pochi punti
che non poggiano sul fondale
così da rendere la piattaforma
inclinata più solida che sia
possibile, In questo modo sca-
lo fisso e avanscalo costituisco-
no nel loro insieme un solido
piano continuo di scorrimento
per la nave varante,





Nuova punzonatrice

L'officina navale del Can-
tiere di Sestri è stata recente-
mente dotata di una macchi-
na punzonatrice a scalonpe,
con funzionamento idraulico,
che ha le seguenti caratteri-
stiche: motore elettrico da 20
HP; pressione 400 kg/ema.;
potenza tonn. 120.

La macchina ha la funzio-
ne di togliere dai profilati,
che costituiscono i montanti
di rinforzo delle paratie o i
bagli (ossia i travi che so-
stengono i ponti dello scafo

a scaloppe

delle navi) dei tasselli di mi-
sura stabilita lungo il filo del

profilato che va a contatto
con la lamiera, alla quale vie-
ne collegata mediante la sal-
datura elettrica.

L’asporazione dei tasselli
permette di fare una solida e
completa saldatura elettrica
tutto intorno alla zona di con-
tatto (evitando la formazione
della ruggine tra il profilato
e la lamiera) e di alleggerire
la struttura senza compromet-
tere la robustezza.



Costruzione, all’Officina carpenteria leggera del Cantiere di Sestri, di trombe a vento desti-
nate a tre motonavi da carico di 10670 T.D.W. della « Villain & Fassio » di Genova.

PRECETTO

La mattina del 14 aprile,
nei locali del Magazzino Gene-
rale del Cantiere di Sestri,
S. E. il Cardinale Siri, Arcive-
scovo di Genova, ha celebrato
la Messa per la Pasqua del la-
voratore.

Hanno assistito all’altissimo
rito il Vice Presidente della
nostra Società comm. Genna-
ro, il Direttore Generale ing.
Lombardi, il Direttore Cen-
trale ing. Carnevale, il Diret-
tore del Cantiere ing, Cristo-
fori col V. Direttore ing. Boe-
ro, il V. Direttore amministra-
tivo cav. Da Massa, il Dirigen-
te del Personale dott. Enrico,
gli altri Dirigenti, e numero-

PASQUALE

sissimi operai ed impiegati.

Il Cardinale Arcivescovo ha
rivolto un nobile discorso ai
presenti, ricordando gli eter-
ni principi del Cristianesimo
e spiegando l’alto significato
della Pasqua.

ATTO DI ONESTÀ

L’operaio Mario Bocchi, rin-
venuto un portafogli con do-
cumenti personali e una som-
ma di denaro, provvedeva su-
bito a consegnarlo al Servizio
di Vigilanza che ne curava la
restituzione al proprietario.

Segnaliamo a tutti, con vi-
vo compiacimento, l’onestà
del signor Bocchi.



MUGGIANO



La consegna della “(riacinto Motta”

Dopo soli 38 giorni dalla
consegna alla Società armatri-
ce « Carbogas » della motona-
ve «Giovanni Agnelli» il
Cantiere di Muggiano ha con-
segnato alla stessa Società
un’altra nave gemella: la
« Giacinto Motta ».

La cerimonia è avvenuta
domenica 15 aprile e si è svol-
ta nei locali della Direzione
del Cantiere. Per la « Carbo-
gas» erano presenti; il Con-
te Cao di San Marco, Presi-
dente della Società, il Coman-
dante Pietro Bibolini e gli
ingg. Mulas e Bisighin; per
l’Ansaldo: il Direttore Com-
merciale Navale ing. Amedeo
Casaccia, il Direttore del Can-
tiere di Muggiano ing. Palen-
zona con i Vice Direttori rag.
Traversa e ingg. Mori e Avan-
zini e l'ing. De Nicola.

Dopo la lettura e la firma
dei verbali di consegna il Con-
te Cao di S. Marco ha pronun-
ciato brevi parole di augurio
per l’attività dell’Ansaldo e
per le fortune della nuova
nave, Gli ha risposto l’ing.
Casaccia associandosi al fer-
vido augurio per l’avvenire

della « Giacinto Motta » e del
complesso armatoriale di cui
essa è entrata a far parte.

In occasione della consegna
della nuova unità erano giun-
ti a Muggiano il Conte Motta
e i figli, congiunti di Giacin-
to Motta cui la nave è stata
intitolata, l'Amministratore
Delegato della « Carbogas >»
dr. Lolli Ghetti ed altri in-
vitati della Società armatrice.

Nelle prime ore del pome-
riggio la « Giacinto Motta »
ha lasciato il golfo della Spe-
zia diretta a Monrovia da do-
ve, effettuato il carico, prose-
guirà per gli Stati Uniti, cioè
sulla rotta delle navi gemelle
« Sinigaglia », « Donegani » e
« Agnelli », che l’hanno pre-
ceduta riscuotendo ovunque la
più viva ammirazione degli
ambienti marittimi per le lo-
ro caratteristiche costruttive.

PRECETTO PASQUALE

Anche al Cantiere di Mug-
giano è stata celebrata la
Messa per il Precetto Pasqua-
le. Il solenne rito religioso è
stato officiato la mattina del

28 marzo dal Vescovo della
Spezia Mons. Giuseppe Stel-
la, e vi sono intervenuti !utti
i dirigenti del Cantiere e un
numerosissimo gruppo di
maestranze,

Al Vangelo Mons. Stella ha
pronunciato un breve toccan
te discorso, collegando i mo-
tivi ideali della Cristianità a
auelli del lavoro. La funzio-
ne, nel corso della quale mol-
tissimi operai ed impiegati
hanno ricevuta la Comunio-
ne, è stata accompagnata da
musiche di armonium e vio-
lini e da un coro formato da
dipendenti del Cantiere.

VISITE
agli stabilimenti

Ultimamente i nostri Sta-
bilimenti sono stati oggetto di
numerose visite, tra cui segna-
liamo le seguenti:

— Gli ingg. Martin e Car-
rè, rispettivamente Direttore.
Generale e Vice Direttore Ge-
nerale della Società « Solvay»
di Bruxelles, accompagnati
dal nostro dirigente ing. Pi-
què, dell’Ufficio di Firenze.
Gli ospiti hanno visitato il
Meccanico e la Carpenteria
esprimendo la loro ammira-
zione per la modernità degli
impianti e la perfetta orga-
nizzazione.

— Cinquanta studenti e al-
cuni professori della Scuola
tecnica commerciale « Pietro
Sella » di Mosso S. Maria di
Vercelli. Gli ospiti hanno vi-
sitato il Cantiere di Muggia-
no, accompagnati dai nostri
ingg. Lengua e Marchetti.

— Il sig. Tabbit, ispettore
della «Shell Tankers Co. »,
accompagnato dal nostro sig.
Ferri ha visitato il Meccanico
soffermandosi in particolare
alla Grande Meccanica, alla

‘Sala Prove Motori, alla Sta-

zione Raggi e alla Caldereria.



Recentemente ha
il motopeschereccio « Trionfale » di 135 T.S.L., degli armatori

Ricci, Palestini e Del Zompo,

costruito dai Cantieri « Gardano &

Giampieri » di Porto Recanati. Il peschereccio è munito di mo-

tore Ansaldo Q 265/4 sovralimentato,

che gli ha permesso di

sviluppare la velocità di 11,15 nodi.



LIVORNO



Movimento bacino

— Dal 2 al 10 marzo ha so-
stato il piroscafo « Probitas »
di 7155 T.S.L., della Società
armatrice « Atjl» di Alberto
Ravano e figli di Genova, per
lavori effettuati da ditte ester-
ne e carenaggio.

* * *

— Dal 10 al 13 marzo ha
sostato la motocisterna « Fla-
via B.» di 800 T.S.L., della
Società armatrice « Navigas »
di Roma, per carenaggio.

* * *

— Dal 14 al 20 marzo ha
sostato il piroscafo « Marina
G. Parodi» di 7303 T.S.L., del-
l’armatore Emanuele V, Paro-
di di Genova, per carenaggio.

** *

— Dal 26 al 29 marzo ha so-
stato la motonave « Pola » di
451 T.S.L., della Società « Na-
vigazione toscana » di Livor-
no, per carenaggio.

* +. *

— Dal 5 al 10 aprile ha so-
stato lo yacht « Sarina » di
715 T.S.L. della Società « Ea-
stland Schiffing Co. » di Hon-
duras, per carenaggio.

* «x»

— Dall’11 al 12 aprile ha
sostato il panfilo « Trenora »

di 864 T.S.L., della « Schiffing
Corporation » di New York,
per carenaggio.





Documentario a colori
sui caccia venezuelani

Alla presenza dei Dirigenti
della nostra Società è stato
proiettato in visione privata,
la mattina di mercoledì 11
aprile, un documentario a co-
lori sui cacciatorpediniere
venezuelani in costruzione €
allestimento al Cantiere di
Livorno.

Il documentario, che è sta-
to girato con la regia dell’ing.
Alessandro Orsi, è stato pre-
sentato con sobrio commento
in lingua spagnola e con una
ottima fotografia non scevra,
in molti punti, di elevato va-
lore artistico. Esso ha illu-
strato, dopo una rapida pano-
ramica dei tre Cantieri nava-
li Ansaldo, la realizzazione
dei suddetti caccia, seguendo-
li dal momento della loro im-
postazione fino a quello delle
prove ufficiali a mare.

La supervisione tecnica è
opera del nostro Ufficio Pro-
paganda e della Commissione
Militare del Venezuela.

effettuato le prove a mare, con esito brillante; rivolto nobili parole ai





IMPORTANTE -INCARICO
all’ ing. Walter Lo Varco

Recentemente l’ing. Walter
Lo Varco, Capo Ufficio Studi
della Carpenteria, è stato no-
minato esperto per l’Italia
nella Commissione internazio-
nale di studio per l'unificazio-
ne europea delle norme di
calcolo dei grandi apparecchi
di sollevamento, Detta Com-
missione è costituita da quat-
tro esperti, che rappresentano
l'Inghilterra, la Francia, la
Germania e l’Italia, e si è riu-
nita per la prima volta a Pa-
rigi il 26 aprile u. s.

PRECETTO PASQUALE

La mattina del 6 aprile,
presso lo stabilimento Car-
penteria, S. E. il Cardinaie
Siri, Arcivescovo di Genova,
ha celebrato la Messa per »l
Precetto Pasquale, assistito da
Mons. Torazza e dal Cappella-
no di fabbrica Don Molinari.

Hanno assistito al rito so-
lenne il Direttore dello Stabi-
limento ing. Barbieri col V.
Direttore ing. Thellung e il
Dirigente ing, Marino e nu-
merosissimi operai e impie-
gati.

Il Cardinale Arcivescovo ha
pre-
senti, spiegando altresì l’altis-
simo significato del rito pa-
squale, Al termine della fun-
zione, dopo essersi incontrato
col nostro Amministratore
Delegato ing. Rosini, S. E. il
Cardinale, i membri della
Direzione ed una larga rap-
presentanza di lavoratori han-
no partecipato ad una sempli-
ce colazione.



PER LA SALDATURA ELETTRICA AUTOMATICA



Nuove macchine e dispositivi

Questo stabilimento, prose-
guendo nel sempre migliore
perfezionamento delle sue
macchine ed attrezzature re-
lative alla saldatura elettrica
automatica, ha installato due
bracci per saldare nell'interno
dei corpi cilindrici.

Nella fotografia è illustrato
uno dei due bracci. Equipag-
giato da una testa saldante da
2000 Amp., ha una lunghezza
utile di m. 8,50 ed è brandeg-
giabile in tutte le posizioni co-
sì da rendere immediato il po-
sizionamento della saldatrice
nell'interno dei corpi cilindri-

ci. Questa apparecchiatura
utilizza bobine di filo del peso
di Kg. 60, di modo che le
interruzioni dovute al rifor-
nimento del filo sono poco fre-
quenti.

Quanto all’altro braccio, la
sua particolarità è di permet-
tere di saldare nell’interno dei
tubi di minimo diametro, In-
fatti, con esso è possibile sal-
dare nell’interno dei tubi con
diametro di m/m 260; di re-
cente venne eseguito nell’in-
terno di un condotto di m/m
300 di diametro uno strato di
riporto in stellite dello spes-
sore di 3 m/m.



FONDE



Reparto spedizioni dell’Officina ghisa piccoli getti



della Fonderia.

Ì
E
3
sE





BORSE I

a 121 figli

ste colonne, riportiamo la

cronaca di una simpaticis-
sima e toccante cerimonia: la
consegna delle borse di studio
ai figli dei dipendenti della
nostra Società. Ma non è sol-
tanto un dovere informativo
che ci rende gradito questo
compito: il nostro maggior de-
siderio è, invece, quello di ci-
tare all'ordine del giorno del-
la collettività ansaldina 121
ragazzi che stanno gettando
le basi, con indiscussa serietà,
del loro avvenire di uomini e
di cittadini, che già ora stan-
no emergendo, senza l’aiuto di
alcuno, sugli altri coetanei.

La manifestazione si è svol-
ta la mattina di domenica 15
aprile al Piccolo Teatro della
Città di Genova « Eleonora
Duse ». Come già l’anno scor-
so, essa è stata improntata al-
la più schietta cordialità, pro-
fondamente sentita da tutti
come sempre sono profonda-
mente sentite le cose semplici
e buone,

La presenza di S. E. il Pre-
fetto di Genova dott. Vicari,
dell'Assessore Bagnara in rap-
presentanza del Sindaco, del
prof. Casanova in rappresen-
tanza del Rettore Magnifico
dell’Università e del prof.
Bottai in rappresentanza del
Provveditore agli Studi, ha
conferito alla nostra festa una
maggiore risonanza cittadina,
senza togliere nulla al suo ca-
rattere quasi famigliare.

Per l’Ansaldo. sono interve-
nuti il Presidente avv. De Bar-
bieri, il V. Direttore Centra-
le e Presidente della Commis-
sione delle borse di studio
avv. Boyer con i membri del-
la Commissione stessa dott.
Chelini, Capo dell’Ufficio As-
sistenza Sociale, ing. Gaspari-
ni, ing. Damini e dott. Berta
e con l’infaticabile e dinamico
sig. Bertacchi, segretario.

Le borse di studio sono sta-
te consegnate dal nostro Pre-
sidente, il quale ha rivolto ai
ragazzi ed ai genitori presenti
nobili parole di compiacimen-
to e di augurio, mettendo in
rilievo il significato dell’ini-
ziativa che l’Ansaldo ha volu-
to prendere nel quadro di
sempre migliori rapporti tra
la Società e i suoi dipendenti.

Anche il Prefetto. che se-
gue giornalmente con acuta
sensibilità i problemi dell’in-
dustria genovese, ha voluto ri-
volgere il suo plauso agli stu-
denti e un plauso alla nostra
Azienda per l'ottima iniziati-
va, la quale rientra in quel
quadro d’incontri umani che
sono basilari per il formarsi
di una società migliore,

Ed ecco l’elenco dei nostri
migliori studenti:

CANTIERE DI SESTRI

Borse di 1° grado: Roberto
Romano di Generoso (4.0 med,
e chir. - L. 100.000); Massimo
Scarsi di Augusto (4a gin-
nasio - L. 50.000); Adriano
Bormida di Paolo (4.a ginna-

Bs terza volta che, da que-

Il Prefetto di Genova dott. Vi-
cari (a sinistra in alto) e il
Presidente dell’Ansaldo avv.
Federico De Barbieri (a sini-
stra in basso e a destra in al-
to) consegnano le borse di
studio. A destra in basso: par-
ticolare della manifestazione.



sio - L. 50.000); Renzo Alle;
di Pietro (l.a media -
24.000); Giuliana Mazzoli
Guerrino (1l.a avv. comm. -.
re 24.000).

Borse di 2° grado: Filip
Bruzzo di Francesco (l.a
ceo scient. - L. 25.000); Edi
Patrone di Luigi (3.a lic
classico - L. 25.000); Frar
Risso di Armando (5.a gin
sio - L. 25.000); Giuseppi
Siri di Antonio (4.a ginnasi
L. 25.000); Pier Giorgio Mi
di Alfredo (2.a liceo class
L. 25.000); Ottavio Grassi
Giuseppe (3.a liceo classic
L. 25.000); Fabio Milone
Gerardo (3.a ist. nautico -
25.000); Stefano Marotta
Vincenzo (4a ist. ind. -
25.000); Franca Leoncini
Giovanni (l.a ist. mag.
25.000); Rosangela Bruzzc
di Bartolomeo (3.a media -
12.000); Carlo Cavallino
Onorio (1.a media - L. 12.00
Silvano Moretti di Vittorio
media - L. 12.000); Arti
Saracino di Michele (1.a m
L. 12000); Gian Carlo Mic
lotti di Ezio (2.a media -
12.000); Giovanna Bavoso
Antonio (la media -
12.000); Piero Siebaldi di /
gelo (l.a media - L. 12.00
Maria Rosa Consavela di G,
(3.a media - L. 12.000); Ca
Carando di Mario (2.a me
- L. 12.000); Vincenzo Pas
rino di Salvatore (1.a me
- L. 12.000); Annibale Savà
Antonio (2.a media - L. 120(
Paolo Poli di Giuseppe (.
media - L. 12.000); Marco P
cile di Carlo (3.a media -
12.000); Ugo Bacco di Atti




8a media - L. 12.000); An-
Maria Pagliazzo di Luigi
(8.a media - L. 12.000); Fran-
cesco Susco di Calisto (1.a
media - L. 12.000); Eurelia
Gaggero di Carlo (2.a media
- L. 12.000); Maria Angela Rat-
to di Mario (la media - L.
12.000); Marisa Pozzan di Gi-
no- (lia media - L. 12.000);
Amelia Badino di G. B. (2.a
avv. comm. - L. 12.000); Ma-
ria Teresa Bassetti di Ersilio
(2.a avv. comm. - L. 12.000).

CARPENTERIA

Borse di 2° grado: Antonio
Viscardi di Natale (la ist.
ind. - L. 25.000); Lorenza Sca-
gliarini di Lorenzo (4a ist.
comm. - L. 25.000); Corrado
Gotti di Otello (5.a ist. geom.
- L. 25.000); Gianna Venzano
di Attilio (l1.a media - L.
12.000); Marina Meringolo di
Nunzio (3.a media - L. 12.000).

COKE

Borse di 2° grado: Maria
Elisa Ballerini di Giorgio (1a
media - L. 12.000); Luciano
Pattorno di Vincenzo (1l.a me-
dia - L. 12.000); Giovanni
Pellegroni di Umberto la
media - L, 12.000).

DIREZIONE GENERALE

Borse di 1° grado: Silvana
Di Trio di Francesco (l.a avv.
comm. - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Maria
Ludovica Conti (2.0 farmacia
- L. 50.000); Maria Rosa Pi-
nasco di Angelo (2.a liceo
classico L. 25.000); Marco
Campagnoli di Ennio (3.a li-
ceo classico - L. 25.000); Fran-

rapa

STUDIO
dipendenti

co Conti di Quirino (4.a liceo

scient. - L, 25.000); Graziella
Pugno di Ernesto (l.a liceo
classico - L. 25.000); Gian

Carlo Mori di Angelo (5.a ist.
nautico - L. 25.000); Rachele
Grossi di Giuseppe (4a ist.
comm, - L. 25.000; Maria Ol.
ga Bertacchi di Ezio (2.a me-
dia - L. 12.000); Rosanna Si-
ciliano di Giuseppe (l.a me-
dia - L. 12.000); Maria Simo-
nassi di Amedeo (3.a media -
L. 12.000; Giorgio Dolci di
Giuseppe (2.a media - L.
12.000); Gianni Arcipelago di
Gian Carlo (2.a media - L.

12.000); Flavio Miserocchi di
Giordano (3.a media -
12.000).

FONDERIA

Borse di 1° grado: Giuseppi-
na Pastorino di Edoardo (2.a
ist. comm. - L, 50.000); Gian-
na Ceccon di Lina Brovedani
(1.a ist. mag. - L. 50.000); Ma-
rio Bertolotto di Amedeo (1.a
media - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Giuseppe
Bussi di Edoardo (2.a media -
L. 12.000); Luigi Pastorino di
Edoardo (2.a media - L.
12.000); Marco Bruzzone di
Antonio (la media - L.
12.000); Maria Rosa Timossi
di Giovanni (la media - L.
12.000); Luigina Fortunato di
Pietro (1.a media - L. 12000).

MECCANICO

Borse di 1° grado: Carlo
Crovetto di Biagio (6.0 med.
e chir. - L. 100.000); Anna
Ivaldi di Valerio (4.a ginna-





















sio -

L. 50.000); Angela Ami-

sano di Carlo (l.a ist .mag. -

L. 50.000);

Angelo (1l.a media -

Teresa Filosi

di
L. 24.000)

Anna Pia Dalle Vegre di Ren-

zo (3a media

- L. 24.000);



Sergio Martini D'Ambrosio di
Armida Martini (la media -
L. 24.000); Attilio Zoccola di
Mario (3.a media - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Evaristo
Ferraresi di Domenico (5.0
med, e chir. - L. 50.000); Mau-
ro Quartini fu Armando (1.0
liceo scient. - L. 25.000); Ro-
berto Semeia di Ermanno (4.a
ginnasio - L. 25.000); Gabriel-
la Mirabelli di Carlo (4.a gin-
nasio - L. 25.000); Alda Co-
lombara .di Luigi (5.a ginna-
sio - L. 25.000); Giovanni De
Lucis di Antonio (3.a liceo
classico - L. 25.000); Giusep-
pina Cabella di Pietro (4.a
ginnasio - L. 25.000); Anto-
nio Cammarata di Angelo (5.a
ginnasio - L. 25.000); Aldo
Scaruffi di Pietro (1.a ist. ind.
- L. 25.000); Olinda Gaetti di
Domenico (l.a ist. comm, - L.
25.000); Mario Desirello di
Paolo (2.a ist. comm. - L.
25.000);Ernesto Pastorino di
Giovanni (1.a ist. mag. - L.
25.000); Franco Rossi di Giu-
seppe (l.a ist. comm. - L.
25.000); Caterina Pienovi di
Giovanni (lia ist. ma. - L.
25.000); Gian Franco Medri di
Giuseppe (3a media - L.
12.000); Giorgio Bonomini di
Elio (1l.a media - L. 12.000);
Giovanni Giraldi di Mario
(3.a media - L. 12.000); Clau-
dio Maraniello di Carlo (2.a
media - L. 12.000); Anna An-
selmi di Alfredo (l.a media -
L. 12.000); Lorenzo Silengo di
Attilio (2.a media - L. 12.000)
Eida Guido di Antonio (2.3
media - L. 12.000); Rosalia
Vetuschi di Ennio (3.a media
- L. 12.000); Rinaldo Risso di
Pasquale (3.a media - L.
12.000); Elio Costa di Onofrio
(2.a media - L. 12.000); Paola
Pizio di Giovanni (1.a media -
12.000); Fernanda Balbi di
Antonio (3.a media - L. 12.000)



Paolo Cevini di Pietro (la
media - L. 12.000); Renato De
Leo di Salvatore (3.a avv, ind.
- L, 12.000); Giorgio Montauti
di Vittorio (2.0 avv. comm. -
L. 12.000).

FERROVIARIO —

Borse di 1° grado: Emilia
Farinetti di Novello (l.a me-
dia - L. 24.000).

Borse di 2° grado: Antonio
Villa di Ildebrando (2.0 med.
e chir. - L. 50.000); Grazia De
Martino di Federico (3.0 econ.
e comm. - L .50.000); Adria-
no Viotti di Adolfo (4.a liceo
scient .- L. 25.000); Dante Bas-
setti Mazzini di Leone (l.a
liceo class. - L. 25.000); Gian
Piero Torazza di Dante (la
ist. mag. - L, 25.000); Miche-
lino Risso di Mario (1.a me-
dia - L. 12.000); Sergio Man-
ca di Lussorio (2.a media -
L. 12.000); Stefania Orsi di
Gaetano (3a media - L.
12.000); Marisa Colli di Ange-
lo (1.a media - L. 12.000); Da-
nilo Rudari di Aldo (2.a me-

dia - L. 12.000); Gerolamo
Scorza di Giuseppe (3.a me-
dia - L. 12.000); Francesco
Boero di Luigi (l1.a media -
L. 12.000); Enzo Ulmert di
Giorgio (3.a media - L.

12.000); Carla Nosengo di Car-
lo (2.a ist .ind. - L. 12.000);
Franca Maria Bosano di Gio-

vanni (2.a avv. comm. - L.
12.000); Lorenzo Piccardo di
Antonio (2.a avv. ind. - L.
12.000).

‘SERVIZI AUSILIARI

Borse di 1° grado: Sandro
Pellizzari di Vigo (2.a media
- L. 24.000).

Borse di 2° grado: Pier
Girgio Pellizzari di Vigo (La
liceo scient. - L. 25.000); Gio-
vanna Berzuini di Remo (2.a
media - L. 12.000).

Dante Jannone

10






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gudmor ach kmickie den traititionella ch n SRIRRA ; . x “nò och
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Seerinbare,: ganerni Riurnx; - PTTTRESE:

att larad forbohallor sie riti

EMP fatt frasadflagà fit

sii soda der fotaite



igusag:
E Ialolbeka, snai!
divi perse dridiades
such ipo akadades; intel
fusle isa for kE 12 pe
siiuilagia ju Horserkzen
sid Pica iigon naif x atei
ssi Hidan, iron Vola:
I nagesbil hogi i sedd:
ming i es han pa erund
av stagne fanali Ronde.
av ages inili brosside» !
moi etti ir È

sE













Del iiclimauo) Lar: antes
Fave darte ELE ia
denner presina. Biase Meroni
Bresson; Add AT Dress: ficas,
WaorietiAndebisas: | ioni! 1688,
peS: agire Mitra, Fest #84,

Tasdfieo: Aistoezpinao Sassa
Bastioni: sdls salt E

abito aci cirie

inigick poi «Gr
dita: Sirion













ma i







Tutti i giornali svedesi hanno dato
grande rilievo al varo della « Grip-
sholm», avendo calde espressioni dî
simpatia per l’Italia e di ammira-
zione per i tecnici e gli operai del-
l’Ansaldo. Riproduciamo qui in fac-
simile gli articoli di tre fra i più
.a importanti quotidiani di Svezia.



1

OTTOCENTO ANSALDINI
in visita alla Fiera di Milano

dini - su 19 pullman - hanno

compiuto una gita a Milano,
organizzata dal nostro perio-
dico e dal CRAL interazien-
dale in occasione della Fiera
Campionaria.

Viaggio lieto e regolarissi-
mo; e arrivo a Milano in per-
fetto orario, alle 10.

Secondo un’antica e radica-
tissima tradizione, appena sce-
si dai pullman i gitanti si pre-
cipitano alla più vicina riven-
dita di tabacchi per spedire
le cartoline illustrate di rito.
Chi non ha, in questi casi, al-
meno un amico napoletano
cui inviare i saluti, con quel-
la punta di indefinibile soddi-
sfazione che nasce dal sentirsi
— come dire? — più « impor-
tanti » ai suoi occhi?

A rito ultimato, il primo
obiettivo è la Fiera, natural-
mente, che ci accoglie con lo
arditissimo arco parabolico
della nuova Porta dell’Edilizia.

Che dire di questa Fiera,
abbagliante nei suoi colori
più vari, nei suoi stands dalle
forme molteplici ,nelle sue ar-
chitetture ardite, senza cade-
re nel luogo comune? Cerche-
remo di riportare qualche im-

T: 21 aprile oltre 800 ansal-









pressione, qualche immagine,
lasciando alla fantasia del let-
tore ed alla memoria di chi
ha partecipato alla gita, tutto
quanto siamo costretti a trala
sciare.

La prima tappa d’obhligo
chiunque può immaginarla: è
quella allo stand della moda.
Signore e signorine non tran-
sigono su certi argomenti, ed
hanno osservato, «squadrato»
le vetrine colla meticolosa
precisione di un alchimista.
Agli accompagnatori, ‘che già
sognano i padiglioni dello
sport o della musica, non toc-
ca far altro che affinare il pro-
prio senso estetico, collezio-
nando, frattanto, opuscoli pub-
blicitari.

Di qui al padiglione 33 il
passo è breve: ed all'ultimo
piano gli apparecchi di preci-
sione ed i vetri ottici della
Salmoiraghi sono diligente-
mente allineati sotto lo sguar-
do attento di chi pensa che
con l’inizio della primavera ha
termine il lungo letargo inver-
nale della cinepresa.

Usciti ed attraversato il
Largo delle Nazioni, è indi-
spensabile un sguardo ai vini
ed ai liquori. Qualcuno —
impaziente davvero già

Fase

pensa al pranzo natalizio e si
concede un «assaggio » (la
cultura enologica impone cer-
ti sacrifici!) prima di entrare
nello stand 10, non molto di-
stante dalla Porta dell’Agri-
coltura. Qui fa bella mostra
di sè un gruppo Diesel mari-
no con elica a pale orientabi-
li, della quale l’Ansaldo ha
acquistato recentemente la
licenza di fabbricazione dalla
Soc. « Liaaen ». di Aalesund
(Norvegia). Inoltre vi sono un
gruppo elettrogeno da 500
KVA con motore Diesel-An-
saldo tipo Q 370/6 da 360 HP,
una camicia cilindro per mo-
tore Ansaldo-Doxford e, an-
cora, una camicia e un pisto-
ne per motore Ansaldo-May-
bach. Certo, nessun ansaldino
avrebbe lasciato la Fiera sen-
za aver visitato questo padi-
glione e il non molto distan-
te stand 17, »dell’utensileria,
sapendo che lì pure l’Ansaldo
era presente, con un vastissi-
mo campionario dei prodotti
del ramo, opera del nostro
Stabilimento di Costruzioni
Meccaniche e Ferroviarie. Lu-
cidi, levigatissimi, perfetti,
sono esposti in vetrina come
oggetti preziosi.

E non parliamo d'altro, per-
chè faremmo torto agli esclu-



si. Ma non sappiamo tacere il
merito dei velocissimi trenini,
che riuniscono, fondendole, le
varie impressioni isolate che
il visitatore ha avuto fino a
quel punto, in un rapido esau-
riente giro della Fiera.

Non si lascia Milano se non
si visita il Duomo. E la Ma-
donnina ci accoglie in quella
cattedrale che è un trionfo di
gotico e caldo marmo di Gan-
doglia; ci ritrova sperduti e
minimizzati nell'interno, men-
tre cerchiamo di renderci
esatto conto dell’altezza del-
la navata centrale; ci saluta
in Galleria quando, turisti,
osserviamo i turisti in visita
a Milano. Il che è un po’ una
riscoperta di sè stessi.

Poi la dolce ora del tramon-
to: la città s’illumina, si fa
bella, mette l’abito della festa
e ci sorprendiamo, un po’ ma-
linconici e un po’ stanchi ,in
compagnia di altri ansaldini,
dirigerci al Castello Sforzesco,
alle cui spalle la colonna dei
nostri 19 pullman sta per
mettersi in moto per Genova.
Qualche reminiscenza scolasti-
ca ci porta al Filarete e alla
torre mediana del Castello,
che l’artista elevò, divulgando
il nuovo stile della Rinascita

con l’opera più che coi trattati
Ed ecco infine, gli striscio-
ni bleu e i capi-vettura ritor-
nare alle loro mansioni, Ami-
ci lettori, sbagliereste pensan-
do che una giornata tanto lun-
ga e tanto movimentata aves-
se fiaccato i nostri gitanti.
Mangiato l’ultimo panino, fu-
mata un’ottima «Fiera di Mi-
lano » (e chi non fumava
quelle sigarette, sabato sera?),
rieccoli cantare a squarciago-
la le canzoni nuove e vecchie
più note. Giovani e non più
tanto giovani mettono subito
d’accordo le loro corde vocali,
con buona pace di chi - forse
- vorrebbe ricuperare in viag-
gio il sonno perduto la mat-
tina. Verità, verità ci impone
di dire che qualche voce è
un po’ rauca e, proprio mi
spiace rivelarlo, un po’ stona-
ta: ma che importa? L’interes-
sante è divertirsi. E se dav-
vero si siano divertiti chiede-
telo ai loro colleghi di uffi-
cio e di officina rimasti a Ge-
nova. Lunedì mattina, alla do-
manda rituale di questi ulti-
mi, c'era una ed una sola ri-
aposta: « Divertiti? Che do-
manda! L’ho sempre detto io:
Milan l’è un gran Milan! ».

Emiddio Loscalzo





12

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2)







Tfr —————11_11ttm_z_zÉm_—_—_—__znze)

Soggiorno alpino
di Andalo

Si ricorda che le iscrizioni
al soggiorno alpino di Andalo
(Dolomiti di Brenta m.
1040) di cui abbiamo ampia-
mente parlato nel numero
scorso, rimarranno aperte fi-
no al 5 maggio.

Il soggiorno è diviso in no-
ve turni settimanali, a comin-
ciare dal 7 luglio e fino all’8
settembre. Per i turni 1° - 2°
8° - 9° la spesa è di lire 6650
(950 giornaliere) per i soci e
famigliari e di lire 8400 (1200
giornaliere) per i non soci;
per i turni dal 3° al 7° com-
preso è di lire 8400 (1200 gior-
naliere) per i soci e famigliari
e di lire 9800 (1400 giornalie-
re) per i non soci. I bambini
fino a sei anni usufruiranno di
uno sconto del 30%.

Il trattamento della pensio-
ne è ottimo. Il pagamento può
essere rateale e il viaggio an-
data e ritorno sarà effettuato
in pullman a condizioni di
speciale favore.

Per informazioni rivolgersi
alla sede del CRAL in via
Achille Stennio n. 5/1 a Sam-
pierdarena, Tel. 41.959.

SEZIONE ESCURSIONISMO
Le prossime gite

Ecco il programma delle
prossime gite:
Domenica 13 maggio.

GITA AL MONTE PENNA
(m. 1735).

Ore 6: partenza in autopull-
man riservato da Sestri, con
fermate a Cornigliano e Sam-
pierdarena, per Chiavari e
Gramizza. Proseguimento per
Amborsasco, Casa Forestale,
Monte Penna. Colazione al
sacco. Ore 15: ritorno per la
stessa strada a Gramizza e con
pullman a Genova. Ore di
cammino 6. Spesa di viaggio
per i soci, lire 750

Le iscrizioni si ricevono, si-
no ad esaurimento dei posti
in pullman, le sere di martedì
e venerdì dalle ore 21 alle 22.
Domenica 20 maggio.

NARCISATA SOCIALE AL
MONTE CORNUA.

Ore 7: ritrovo in Piazza
della Vittoria e partenza con
corriera per Colle Caprile,
Proseguimento per pendici
Monte Cornua. Colazione al
sacco. Ore 15: ritorno per Case
Becco, Case Cordona e disce-
sa a Nervi, Ore di cammino 3.

* **

I giorni 2 e 3 giugno sarà
effettuata una gita alla « Gri-
gna Meridionale », di cui da-
remo prossimamente il pro-
gramma. Coloro che intendo-
no parteciparvi sono invitati
a prenotarsi già da ora,

MOTO CLUB

Raduno “Palma d’°oro,,

Domenica 20 maggio avrà
luogo a Loano (Savona) il ra-
duno motociclistico per il
Trofeo « Palma d’oro».

La partenza dei soci del
« CRAL Ansaldo e consocia-
te» avverrà alle ore 7,30 da
via Merano a Genova-Sestri.

Per informazioni e iscrizio-
ni rivolgersi alla sede sociale
il martedì e il venerdì dalle
ore 18 alle 19,

Ansaldini alla T.V.

«Sabato 24 marzo alle ore
22 la S.A.D.A, città di Genova
presenta per la rassegna TALIA
"E così ce ne andremo” un at-
to di Vittorio Calvino »: que-
sto l’annuncio della RAI-TV
apparso sul « Radiocorriere »
che agli occhi di molti sarà
forse sfuggito, Certamente non
a noi che avevamo seguito le
prove e sapevamo che nel
«cast» figuravano vari ansaldi-
ni,

E quando ei siamo seduti da-
vanti ai teleschermi e ci
siamo accorti di non essere i
soli poichè a Sampierdarena,
in particolare, c'era un’atmosfe-
ra da « Lascia o raddoppia » —
abbiamo seguito attimo per at-
timo lo svolgersi della trama
con la stessa trepidazione che
forse provavano loro, i nostri
amici che in quel momento si
cimentavano davanti a milioni
di spettatori

Quando ultimata la loro fati-
ca si sono presentati al pub-
blico, ed i loro volti sono stati
inquadrati in primo piano dal-
le telecamere, ci sono apparsi
emozionati e felici. Avevano
vinto la loro battaglia, avevano
faticato nella preparazione seru-
polosa ma avevano vinto, E ne
avevano tutti i diritti: da Ro-
mano che li aveva guidati nel-
la regia a Poggi nella difficile
parte del protagonista, e a tut-
ti gli altri che vogliamo acco-
munare nel successo: la Nardi,
Franceschi, Colajacomo, la G.
Poggi, Tenana, Melotti, tutti
sullo stesso piano, tutti bravi.

(CINESELEZIONE

La rosa tatuata

E’ una sceneggiatura di
Tennessee Williams, l’au-
tore ormai noto anche al-
le platee cinematografiche
per « Il tram che si chiama
desiderio » e « Zoo di ve-
tro ». Questa volta, però,
la ricerca psicologica non
è effettuata su dei casi li-
mite, come la vecchia al-
coolizzata 0 la giovane mi-
norata, ma su un personag-
gio normale colpito dalla
sventura.

E’ la storia di una sici-
liana emigrata negli Stati
Uniti, che resta fanatica-
mente legata alla memoria
del marito morto, con un
fanatismo che la mette ap-
punto in conflitto col mon-
do circostante, la chiude
in un isolamento nel qua-
le vorrebbe trascinare an-
che la giovane figlia. Poi,
improvvisa e impreveduta
come una folgore, la in-
credibile rivelazione della
infedeltà del marito. Sera-
fina delle Rose è annien-
tata, schiantata, e il suo
folle dolore coincide con
una crisi di coscienza di
fronte al prepotente richia-
mo del sesso. Un uomo la
aiuta a riaggrapparsi alla
vita, a consentire alla fi-
glia di evadere incontro al
proprio destino, a ritorna-
re sè stessa.

Come noto, la nostra An-
na Magnani ha ottenuto
con la sua recitazione il
Premio Oscar. E ce n’era
ragione: la Magnani crea
qui una Serafina delle Ro-
se che ha indubbiamente
un rilievo e una efficacia
che, forse, non erano nella
semplice sceneggiatura.
Una Magnani veramente
degna del suo nome, e del-
la nostra stima.

Una Magnani della qua-
le il cinema italiano ha
molto, molto bisogno.

IL PORTOGHESE
HF

x





\





Già lo scorso anno ebbi
occasione di parlarvi del-
la prima comunione e della
cresima dei vostri piccoli, Av-
vicinandosi ora il periodo tra-
dizionalmente indicato per
queste cerimonie, non sarà
male, anche quest'anno, ritor-
nare sull’argomento, non fos-
se altro che per integrarlo.

Anzitutto fate in modo che
i vostri bambini non siano
eccessivamente fuorviati da
pensieri di vanità, in special
modo le femminucce, per l’a-
bito che dovranno indossare.
Insegnate loro che all’abito
più bello deve corrispondere
anche il cuore e l’anima più
belli del solito: perciò niente
capricci, disubbidienze e pic-
cole invidie!

Preparati i bimbi spiritual-
mente, si potrà quindi pensa-
re anche agli abiti, alla scel-
ta del padrino e della madri-
na alle immagini ricordo da
inviare, ai confetti da distri-
buire, alla festicciola in onore
dei piccoli.

L’abito della bambina sarà,
come di tradizione, semplice
e lungo. mentre il velo scen-
derà poco oltre la vita. Le
scarpine e i guanti saranno
bianchi, come pure una picco-
lo borsettina nella quale sarà
riposta la coroncina del rosa-
rio ed il piccolo libro da Mes-
sa, nonchè il fazzolettino pure
tutto bianco.

Per i maschietti è veramen-
te elegante e distinto l’abiti-
no a giubbetto ver i più pic-
cini. o già a ometto per i
più grandicelli, di panno gri-
gio 0 bleu scuro, con camicia
bianca, cravatta o farfallina
pure bianca o grigio perla;
preferibili sono i calzoncini
lunghi: al braccio occorre la
fascia di nastro bianco con ga-
la rifinita di frangia dorata,
che acquisterete nei negozi

LA DONNA IN CUCINA

Nel bel mese di maggio tante
piccole e piccoli ansaldini si ac-
costeranno alla prima comunione,
Perciò a questi cari piccini dedico
le ricette di questo mese affinchè
le loro care mammine possano
preparare un bel vassoio di ottimi
pasticcini.

Pasticcini Amaretti. 250 gr. fari
na, 100 gr..burro, 100 gr. zucche-
ro, 1 uovoj 20 gr. mandorle amare,
25 gr. miandorle dolci, 4 cucchiaini
lievito in polvere. Ridurre a fari-
na o tritare minutissime le man-
dorle. Mettere la farina sulla ma-
dia, fare un foro e mettervi tutti
gli ingredienti: impastare ogni co-
sa, lasciare un poco riposare, poi
farne delle palline grosse come
una noce, spalmarle di poco albu-
me e zucchero, metterle su lastra
unta e infarinata, cuocere a forno
debole,

Biscotti con due farine, 300 gr.
di farina di meliga finissima, 50
gr. farina di grano, 2 tuorli d’uovo,
200 gr. burro, 150 gr. zucchero, 150
gr. uva passolina, 100 gr. pinoli,
1 bustina o 2 cucchiaini di lievito
in polvere. Lavorare molto i tuor-
li con lo zucchero e farli ben mon-
tare, aggiungere il burro e, sem-
pre lavorando, ]e due farine. Quan-
do la pasta sarà ben morbida e
omogenea, aggiungere i pinoli e la
uvetta e in ultimo il lievito. Lavo-
rare bene la pasta, indi spianarla,
all'altezza di 1 cm., tagliarla a li-
ste, metterle su placca unta di
burro e cuocere a forno moderato.
Cotte che sieno cospargerle di zuc-
chero vanigliato.

Tartufi di cioccolatto e nocciole.



300 gr. cioccolatto grattugiato
(oppure 150 gr. cacao e 150 gr.
zucchero) - 1 cucchiaio di latte,

50 gr. burro, 50 gr. nocciole tosta-
te, un poco di rhum, Sciogliere
il cioccolatto col latte a bagno-ma-
ria, togliere dal fuoco a lasciar
raffreddare, indi unirvi il burro e
sbattere a lungo per ottenere un
impasto morbidissimo. Unire le
nocciole tritate minutissime o, me-
glio, macinate in mortaio e il rhum
Quando la pasta sarà ben diaccia e
soda formarne delle pallottole,
passarle nella polvere di cioccolat-
to e metterle nei pirottini di carta.

NINA

saran-
il capo

specializzati; i guanti
no sempre bianchi,
scoperto.

Per la prima comunione
non occorrono padrino e ma-
drina, mentre per la cresima
î maschietti dovranno avere
il padrino e le bambine la ma-
drina, che hanno il compito di
accompagnarli in chiesa, di
restare dietro di loro durante
la funzione e di tenere una
mano sulla spalla del figlioc-
cio mentre il Vescovo imparti-
sce la cresima.

Durante la funzione religio-
sa i comunicandi e i cresiman-
di devono togliersi i guanti e
tenere le mani giunte ripe-
tendo devotamente le orazio-
ni che un sacerdote suggerirà
loro.

Diverse sono le consuetudi-
ni nelle varie regioni e quindi
sarà bene attenersi ad esse,
Il padrino e la madrina do-
vrebbero regalare l'abito al
figlioccio; in caso contrario fa-
ranno sempre un dono di una
certa importanza e consistenza

Anche i piccoli amici del
cresimando avranno portato il
loro dono e così pure i pa-
renti e gli amici più intimi
dei genitori, che saranno radu-
nati dalla mamma per un sem-
plice ricevimento, durante il
quale si offriranno cioccolate
calde e fredde, gelati, la tor-
ta, paste e dolciumi in gene-
re, aranciate e sciroppi di
frutta.

I bambini festeggiati distri-
buiranno i confetti posti nei
sacchetti di tulle e di cello-
phane che si trovano in com-
mercio; però dentro si potrà
aggiungere l’immagine ricor-
do, che potrà essere inviata
anche per posta.

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L'energia nucleare

(seguito da pag. 4)

Plutonio, Pu 239, che non esi-
ste in natura.

Una particolarissima reazio-
ne nucleare è quella che pro-
voca l’unione di un neutrone
libero con nn nucleo di U 235
e conseguente formazione di un
nuovo nucleo (U 236).

Così come combinando il
Carbonio, combustibile, con lo
Ossigeno, comburente, si ottie-
ne liberazione di calore. e l’o-
perazione si chiama « Combu-
stione », in modo analogo, riu-
nendo un nucleo di U 235, che
possiamo chiamare in senso la-
to, il « Combustibile » con un
neutrone che ha funzione simi-
le al «Comburente », si ottie-
me erogazione di calore, e que-
sta particolare combustione si
chiama « Fissione »,

Una delle differenze sostan-
ziali tra i due fenomeni è che,
mentre nella combustione si
forma una molecola di anidride
carbonica stabile, e cioè che ri-
mane inalterata nel tempo, Îl
nucleo che si forma dopo che
VU 235 ha catturato il neutro-
ne è fortemente instabile, os-
sia appena formatosi sponta-
neamente si dissocia, si spez-

za in due nuclei diversi, ad es. ,

quelli dello Stronzio 94 e dello
Xeno 140, che rappresentano i
prodotti della combustione, 0
meglio prodotti di fissio-
ne», e cioè le «ceneri» del
processo.

Ma, ciò è importantissimo, si
liberano contemporaneamente
due o tre neutroni ad altissima
velocità (20000 km./isec.). La
cattura di un neutrone da parte
di un nucleo di U 235 ha ri-
messo in libertà 2 o 3 nuovi
neutroni; che sono a disposi-
zione per continuare il pro-
cesso,

In altre parole avviene cioè
che l'atto stesso della combu-
stione (fissione), oltre a spri-
gionare calore, libera il gas
comburente in quantità maggio.
re del doppio o del triplo di
quella necessaria a mantenere
la combustione allo stesso rit-
mo. Cosicchè noi disponiamo
con VU 235. di un combustibile
che contiene in sè, ed in ecces-
so, il proprio comburente,

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La 2 tappa dell’ « Indianapolis >

PECCATO! MI |
SPINGEVA

Così ua
GS })



La vignetta illustra lo svolgi-
mento della seconda tappa
della grande «Indianapolis »
ansaldina, il concorso di cui
abbiamo illustrato le norme
nel numero di 1° aprile. Gli
ordini di arrivo devono esse-
re inviati in Redazione entro
il 15 maggio.

RISULTATI DELLA 1.0 TAPPA

In base alle norme stabilite, do-
po la presentazione dei pronostici
da parte dei concorrenti, è stato ef-
fettuato il sorteggio per la deter-
minazione dell'ordine ufficiale di
arrivo, che è risultato il seguente:

1) FON - 2) LIV - 3) DIG -
4) CAR - 5) COKE - 6) SAU -
7) MEF - 8) CAN - 9) MEC -
10) MUG.

Lo spoglio delle schede per la
assegnazione del punteggio è sta-
to effettuato, per clascun parteci-
pante (25 punti per ogni corrido-
re di cui è stato indovinato l’ordi-
ne di arrivo), ma per brevità dia-
mo, di seguito, solo i nomi di co-
loro che hanno conseguito almeno
75 punti, avendo i concorrenti rag-
giunto un numero molto elevato,

CANTIERE DI SESTRI

125 rag, Giovanni Pon-
zetto,

75 punti: Bartolomeo Cabona -
Jolanda Capineri - Clorinda Casta-
gnola - Ferdinando Casari -. Mina
Dagnino - Onorio Dagnino - Do-
menico Franchiolla - Felice Gatti
- Giovanni Leoncini - Umberto
Manfredini - Vincenzo Marotta -
Ugo Montesano - Silvio Natalini -
Carlo Pettazzi - Marla Piccardo -
Pietro Piccardo - Francesco Rivol-
ta - Giuseppe Scaroni - Franca

punti:

gun
Bitti

CHI HA MESSO
LE ALI AL MIO
VOLANTE ?





Sciaccaluga - Silvio Sicci - Lilia
Torriani - Stelio Zoppini.
CARPENTERIA

100 punti: Edoardo
- Luigi Repetto .

75 punti: Michele Cameglia -
Carlo Chinî - Benedetto Massa -
Vincenzo Perri - Luigi Piardi -
Francesco Ventura .

DIREZIONE GENERALE

100 punti: Annamaria Ghilino -
Aldino Mari - Cleto Vallebona,

75 punti: Costantino Angrisani -
rag. Camillo Bartoli - Elisa Bisio -
Mirella Bizzocoli - Ampelio Bur-
lando - rag. Davide Cadenaccio -
Gino De Filippi - Nunzio Magni -
Renata Pizzera - Romana Quaran-
ta - Vinicio Quinque.

FERROVIARIO

100 punti: Dante Bassoli - Carlo
Ciro - Rino Mirandoli.

75 punti: Maria Lazzaro - Amabi-

Buscaglia

13

le Pratolongo - Armando Quaglia

- Lina Tosetto - Natale Vignaroli.
FONDERIA

Eraldo Dagnino - Er-

llini - Oreste Volpi.

nurizio Manara - Ma-

100 punti:
nesto Gabr
75 punti:
ria Vivaldo.





LIVORNO

Sergio Petracchini -
etti.

Gino Biondi,
MECCANICO

125 punti: Aldo Ferrando -
vide Marolo - Atride Peratti.

100 punti: Carlo Be]trutti - Atri-
de Danovaro Ugo Mangiaterra - S.
Reggiani - F ncesco Vitiello.

73 punt Giovanni Brunetti -
Carla Cassani - Valentino Conso-
lini - R. Di Dama - Omero Fresco
- Remo Giara - A, Giglio - Ezio
Olivieri - Giovanni Pareto - Fran-

100 punti:
Giuseppe Prc
75 punti:



Dia







cesco Pastorino - Luigi Pisano -
Gino Reggiani - Rinaldo Bertorek-
lo - Giuliano Saracco - Spartaco

Sardini - Giorgetto Traverso,
MUGGIANO
75 punti: Rinaldo Gerini - Pie-
rino Gianrossi - Franco Guadagni.
ni - Silvio Nieri.
SERVIZI AUSILIARI
75 punti: Nello Guglielmi.

n servizio di bicchieri per set
persone, in palio per il concorrente
che avesse totalizzato il maggior
numero di punti per la tappa, è
stato sorteggiato tra i quattro an-
saldini che hanno conseguito 125
punti: la sorte ha favorito il sig.
Davide Marolo del Meccanico.



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14



Si sono sposati

11 novembre: Giuseppe
CATTANEO (Mug) con Spe-
ranza Zancarello - 26 dicem-
bre: Fernando FRANCIOLI
(Mug) con Ida Pezzagli - 14
gennaio; Giuseppe CAMPI
(Can) con Maria Barabino - 19
marzo: Manlio LOCCHI (Mec)
con Natalina Ravasio - 2 apri-
le: G, B. ASSERETO (Mec)
con Mariarosa Perotti - Giu-
seppe PUPPO (Can) con Emi-
lia Coltre - Ettore OTTONEL-
LO (Can) con Irene Cei
- G .B. FERRANDO (Can)
con Maria Durante - Virginia
PELLEGRI (Dig) con Gino
Parodi - 5 aprile: Carlo LON-
GHI (Mec) con Vincenza Sie-
ga Ducaton - Ettore OTTRIA
(Mec) con Piera Rebora - Lu-
ciano ZUNINI (Can) con Elia-
na Levrero - 8 aprile: Edoar-
do LA MAGNA (Can) con Li-
dia Spadaccini - Giuliano
RIZZATI (Can) con Teresa
Ansaldo - 9 aprile: Adone
DIEGOLI (Can) con Flavia
CAVALLERO (Can) - 15 apri-
le: Fernando ANGELLA
(Can) con Lidia Molfino -
Francesco SOMMARIVA
(Can) con Maria Vallarino.

Agli sposi i nostri wvivissi-
mi auguri.

Sono nati

14 gennaio; MAURIZIO, di
Alberto Bertolini (Mec) e di
Maria Casiglio - 25 gennaio:
MICHELE, figlio di Bruno
Cecchinelli (Mug) e di Bian-
ca Menchelli - 7 febbraio: DA-
NIELA, figlia di Rino Roi
(Mug) e di Rina Biancardi -
10 febbraio: LORENA, figlia
di Paris Bacci (Mug) e di
Maria Rosa Maccari - 12 feb-
braio: SIMONETTA, figlia di
Italo Amadi (Mug) e di Te-

resa Vanni - 14 febbraio: RI-
NO, figlio di Ennio Crespia-
ni (Mug) e di Rita Cattafesta
- 16 febbraio: GIOVANNI, fi-

glio di Pietro Camminati
(Mug) e di Lina Santi - 17
febbraio: LUIGI, figlio di Giu-
seppe Aloi (Mug) e di Angio-
lina Simonetta - 24 febbraio:
SAURO, figlio di Giulio Lupi
(Mug) e di Maria Acerbi -
4 marzo: MARA, figlia di Ma-
rio Benassi (Mug) e di Fran-
cesca Battolini 9 marzo:
RICCARDO, figlio di Sergio
Falzone (Mug) e di Rosetta
Collodi - 11 marzo: MAURO,
figlio di Enzo Di Franco (Liv)
e di Maria Grazia Manzoni -
13 marzo: LIDIA, figlia di

Luigi Fagherazzi (Mec) e di
Ida Torchio - 19 marzo: AN-
TONELLA, figlia di Giuseppe
Tani (Liv) e di Iva Bigazzi -
22 marzo: MARIA, figlia di
Pierino De Micheli (Mec) e
di Chiara Costanzi - BARBA-
RA, figlia di Alberto Parodi
(Can) e di Valeria Sini - 25
marzo: ENNIO, figlio di Guer-
rino Monaldi (Mef) e di Ma-
ria Ricci - 26 marzo: LOREN-
ZO, figlio di Aldo Cozzani
(Mug) e di Amelia Rossi - 29
marzo: FULVIA, figlia di An-
drea Gamenara (Mef) e di
Carmela Ghiglione.

A tutti i piccolissimi « an-
saldini » ed ai loro genitori
i nostri auguri più fervidi.

PREMI DI ANZIANITÀ’

CANTIERE DI SESTRI
Amedeo BAGNASCO - Ar-
mando BARBERO - Giorgio
BOATTINI - Luigi BRUZZO-
NE - Carlo BUSSI - Antonio
CAMPOLI - Roberto CANE-
PA - Stefano CASANOVA -
Altabella COBELLA - Davide
COSMELLI - Eugenia DE
VECCHI - Spartaco EDUNCHI
- Salvatore FERAN . Felice
FERRANDO - Antonio FESTI.
NESE - Guerrino GAVARRO
»- Andrea GHIGLIOTTI - Bat-
tista IACOZZI - Canzio LA-
VANNA - Luciano MARZOC-
CHI - Ida MASSONE - Remo
MORENI - Luigi NOCETI -
Arnaldo NOVELLI - Fausta
ONALI - Francesco PANET-
TA - Domenico PASTORINO
- Domenico PESCE Rita
POGGI Vittorio POZZI -
Giacomo RALLO - Giuseppe
REPETTO - Maria RICCARDI
- Giobatta ROMANELLI - For-
tunato SCINICARIELLO -
Bruno SIMONINI - Ciro SPA-

NO - Ferdinando SPIAGGI -
Stefano TASSISTRO - Gino
TIRABOSCHI - Anna VAS-
SALLO - Vittorio VERNINI.

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Lorenzo STRATA,
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MECCANICO

Pietro COLDANI Ferdi-
nando DODI - Rosa FALSINI
- Naldo MILANESE - Agosti-
no ORGANETTO - Teresa
PUPPO - Giuliano SARACCO

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berto CROVARA - Domenico
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PROPOSTA N. 16968.
Propone una modifica al ci-
clo di lavorazione del dis. M.
11850/58 - Pressa per curvare
- LEVA - Commessa 30361:
cioè che l’avanforo 6 MA,
che si trova sul mozzo pos. 1,
venga praticato prima della
saldatura con l’asta pos. 2,
perchè a pezzo composto ese-
guire il foro 6 MA a 180° ri-
spetto alla cava 6 H7, porta
difficoltà, perdita di tempo e
ritardi nella produzione.

RISPOSTA.

La proposta è giusta.

Ml PRO/TEMP provvederà
a modificare il ciclo come sug-
gerisce il proponente.

®
PROPOSTA N. 16688.

Motore Ansaldo - Maybach
Dis. 30217 pos. 7 Commessa
74138 MAT C. 30 - Chiave di-
namometrica - Tappo, Propone
che sia eliminata l’operazio-
ne 2/3 di tracciatura degli in-
tagli per chiave ai tappi, per-
chè tale operazione è inutile
e la tracciatura è d’intralcio
per il centramento,

RISPOSTA.

La proposta è accettata, Il
PRO/TEMP provvederà per-
tanto a modificare il ciclo in
conformità a quanto viene
proposto.

®

PROPOSTA N. 17795.
Propone una modifica ai
porta mandrini su macchine
pneumatiche per lavori di ma-
schiatura e mandrinatura.

RISPOSTA.

Esaminato il disegno, la
proposta viene accettata.

®

PROPOSTA N. 17286.

Dis. 492333 - AA. SS, 478865
- T. R. tipo D. Tosi - Mensola
gruppo destro lato poppa
compl. Pos. 1 - 4. L’operazio-
ne 13/13 dice di lamare l’o-
recchia diam. 80 con un foro
di guida del diam. 25, Questa
operazione non può essere
eseguita al trapano. Propone
perciò che questa orecchia

venga fresata durante l’opera-
zione precedente.

RISPOSTA.

La proposta è accettata. Il
PRO / TEMP provvederà @
modificare il ciclo.

®
PROPOSTA N. 17603.

Propone che al Reparto
TRAT sia messa una tabella
indicante il diametro delle
braghe da usarsi .

RISPOSTA.

Appena possibile la MAN
provvederà alla preparazione
della tabella indicante i dia-
metri delle funi che gli im-
bragatori devono usare al
TRAT,

®
PROPOSTA N. 16760.

Propone un braccio allunga-
bile munito di sostegni a mol-
la da applicare al flessibile di
una mola del MAPI, per evi.
tare inconvenienti. Allega uno
schizzo.

RISPOSTA.

La proposta è accettata.

°

PROPOSTA N. 17457.

Propone che per le camicie
dei motori medi sia costruito
un estrattore montabile che
possa essere contenuto nella
cassa degli attrezzi che il mon-
tatore fa spedire per lavori
del genere.

RISPOSTA.

L’attrezzo proposto più leg-
gero e maneggevole dell’at-
tuale verrà costruito; però







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Le inserzioni in questa rubrica
sono riservate ai dipendenti del-
l'Ansaldo e sono gratuite. Rivolgersi
ai nostri corrispondenti di Sta,

VENDO « Guzzina 65», cambio
a pedale, sellino posteriore, a
lire 50.000 trattabili. La moto
è visibile in via Puccini, 1 r.
a Genova Sestri.

VENDO moto «B.S.A. 500»,
come nuova. Telefonare al n.
interno 403 dello Stabilimento
Meccanico.

non sarà possibile introdurlo
nella cassa attrezzi del moto-
rista, perchè questa risultereb-
be di peso superiore a quello
che le ferrovie accettano per
spedizioni a bagaglio.

|MEMENT O|



Angelo COIANA

di anni 27, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
5-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1943, Lascia la moglie e una
figlia. i



Costantino CONTE

di anni 57, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto
il 3-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1930. Lascia la madre.



Bernardo CALCAGNO

di anni 53, dipendente del
Cantiere di Sestri, deceduto il
6-4-1956. Era all’Ansaldo dal
1937. Lascia la moglie e tre
figli.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de «l’Ansaldino».

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Fasi LI HERE





QUINDICINALE
| DEI DIPENDENTI
DELL’ANSALDO S.A.

*
Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova

LORENZO REBORA
Responsabile
*

Aatorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

*
P.Ili PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825

*

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