Sfoglia la rivista "L'Ansaldino", n. 1, 1956

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Sfoglia la rivista "L'Ansaldino", n. 1, 1956

Parte di L'Ansaldino, n. 1, 1956

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Mo ii Atto 1 » QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.





Uno dei cacciatorpediniere venezuelani in

allestimento al Cantiere di Livorno.



Le 4 navi

© e
indonesiane
©
impostate
a Livorno

omenica 8 gennaio, alla
presenza di

D

liane e delle autorità civili e
militari cittadine, ha avuto
luogo al Cantiere « Luigi Or-
lando » di Livorro l’imposta-
zione di due avvisi scorta e di
due corvette per la Marina
Militare di Indonesia.

La cerimonia si è svolta se-
condo la vecchia tradizione:
l'ambasciatore indonesiano S.
E. Sutan Mhamad Rasjid e il
maggiore R. E. Martadinata,
comandante della missione in-
donesiana in Italia, hanno da-
to il simbolico colpo di mar-
tello sui quattro pannelli che
sono stati poi deposti con la
grossa gru « Gorizia » da ven-
ticinque tonnellate sugli scali
Umbria e Messina. I quattro
grossi pezzi d’acciaio sono sta-
ti benedetti da S. E. il Ve-
scovo monsignor Giovanni
Piccioni.

Alla suggestiva cerimonia
erano presenti l’onorevole
Giuseppe Togni, i funzionari
del Ministero degli Esteri
dott. Giulio Vicarelli e dott.
G. Paolucci; i componenti del-
la Commissione indonesiana *n
Italia capitano Umarjadi, ca-
pitano F. Salim, capitano Soe-
carno, ingegner C. B. Tauran,
maggiore Utojo, capitano Dijo-
ko Sarwoko, ing. Primus Sa-
leh, ing. H. Rehder, tenente
R. Sobardi, tenente R. D. Soe-
nardi; i componenti della
Commissione indonesiana a
Livorno tenente Indra Suhari,
tenente Soedarsono e Signora,
tenente Rekadi e Signora; il
sindaco professor Nicola Ba-
daloni; il prefetto dottor Gas-
tano Marfisa, il procuratore
della Repubblica commenda.
tor Giovanni Leone, il que-
store dottor Michele Cappelli
e Signora, l'ammiraglio Med.
d'Oro Francesco Mimbelli co-
Îmandante dell’Accademia Na-
vale, il generale Montesoro
comandante del presidio mili-
tare, l'ammiraglio Tagliamon-
te direttore della Scuola di
guerra marittima con la Si-
per la Società Ansal-
‘presenti il Presiden-

derico De Barbieri

x

il Direttore Gene-




















Casaccia, il

alte perso-
nalità indonesiane e ita-

del Navalgenio Colonnello
Giuseppe Gazzo; il comandan-
te della Legione Carabinieri
colonnello Federico Gabriele
con i capitani De Julio coman-
dante della Compagnia e Ra-
dice comandante della Tenen-
za e il tenente Di Grado; il
comandante della Capitaneria
di Porto colonnello. Capo-
danno e Signora; il maggiore
Stanzani Comandante del Cir.
colo Guardia di Finanza; il
vice direttore dell’UTGN co-
lonnello Mario Conti; l’asses-
sore provinciale avvocato Coc-
chella; il colonnello Rastrelli
dell'’8.o0 Reggimento artiglie-
ria; la Medaglia d’Oro Ciardi;
il Direttore dell'Ospedale Mi-
litare colonnello Ingria; il
Presidente della Camera di
Commercio comm, Gino Gra-
ziani; l'avv. Alberto Berti; il
tenente Silvestri in rappre-
sentanza del comandante del

Corpo dei Vigili del fuoco
maggiore Clio Falaschini; il
consigliere comunale avv.

Gianfrancesco Gabba; i com-
ponenti della commissione ve-
nezuelana a Livorno coman-
dante Antonio Jesus Ferrer e
Signora, capitano di fregata
Jesus Miguel Hernandez e Si-
gnora; il ragionier Cesi; la si-
gnora Martadinata; la signora
Sobardi; la signora Suhari; ia
signorina Mastrantony, la si-
gnorina Bilanci, ed altri.

Al termine della breve, sug-
gestiva cerimonia, la Società
ha offerto un ricevimento agli
ospiti all’albergo Palazzo.

Ecco le caratteristiche delle
quattro unità:

Avvisi scorta: dislocamento
tonn. 1300; potenza dell’appa-
rato motore, cav. 24.000; velo-
cità contrattuale alle prove,
nodi 31,5; lunghezza massima
m. 97,60; larghezza massima
m, 10,92. L'armamento è com-
posto di due impianti binati
navali e antiaerei da 102 mm,
tre impianti binati antiaerei
da 30 mm., tre mitragliatrici
binate da 20 mm., un impianto
triplo di tubi di lancio da 533
mm., due porcospini antisom-
mergibili, quattro mortai e
una tramoggia per cariche di
profondità,

Corvette: dislocamento, ton-
nellate 950; potenza dell’ap-
parato motore, cav. 6900; -ve-
locità contrattuale alle prove,
nodi 21,5; lunghezza massima
m. 82,37; larghezza massima
m. 10,30. L'armamento è com-
posto di due impianti singoli
navali e antiaerei da 76 mm.,
due impianti binati antiaerei

da 30 mm., due porcospini an:-
tisommergibili, quattro mortai

ue una tramoggia per cariche
di profondità. ©






a:



Snai











Dall'alto in basso: l'on. Togni, il Prefetto dott. Marfisa e S. E. l'Ambasciatore indonesiano

Sutan Mhamad Rasjid passano in rassegna il picchetto d'onore - Un gruppo di operai
posa per il fotografo dopo l'impostazione - Scende sullo scalo il primo elemento di chiglia
di uno dei due avvisi scorta, sospeso ad una gru da banchina e guidato mediante cavi.

L VARO DELLA

bbiamo già detto altre vol
A te che ogni varo, pur es-

sendo nelle grandi linee
generali simile agli altri vari,
specialmente agli occhi di chi
ha avuto la ventura di veder-
ne molti, pure ha qualcosa di
particolare, che lo differenzia
dagli altri e che resta impres
so nella memoria per lungo
tempo. Ciò è dimostrato dal
fatto che i veterani dei can-
tieri navali ricordano a di-
stanza di anni lo speciale ca-
rattere, sia tecnico che am-
bientale, di ciascun varo, allo
stesso modo che il padre di
una prole numerosa ricorda
ogni minima circostanza che si
riferisce alla nascita dei figli.

Il varo della turbocisterna
« Purfina Italia », avvenuto al
Cantiere di Sestri domenica 15
gennaio, forse sarà classifica-
to, negli archivi mnemonici,
come uno dei più fortunati per
la regolarità cronometrica di
ogni sua fase e per il fatto che
il cielo, rabbuiato e piovoso
da due settimane, si è presen-
tato invece, nel giorno fatidi
co, con la faccia più chiara e
serena, permettendo un impo-
nente afflusso di folla.

Lo scafo della « Purfina Ita-
lia » è sceso in mare alle 10,30
precise nell'ampia cornice sce-
nografica del nostro massimo
cantiere, questa volta ancora
più preziosa perchè sulla mas-
sa grigia della folla non so-
vrastavano solo la mole ele-

gante della nave pronta al va-
ro, la tribuna d’onore con l’al-
tare e gli alti pennoni delle
bandiere nazionale, comunale,
ansaldina e della Società ‘ar-
matrice, la geometria funzio-
nale delle teleferiche e delle
tre gru a bandiera, ma anche
gli scafi rosso-bruni di altre
quattro navi in costruzione.
Mentre la nuova unità percor-
reva il breve tragitto. dello
scalo per tuffarsi nelle acque
che fra qualche mese scrive-
ranno la sua storia con le in-
terminabili scie di spuma di
tutti gli oceani, l’urlo delle si-
rene e l'applauso frenetico dei
presenti rompeva improvvisa-
mente il sommesso brusìo di
poco prima, che era rotto sol-
tanto, di quando in quando,
dagli ordini che pervenivano
dagli altoparlanti agli operai
addetti alla preparazione del
varo e dal tonfo della taccate
e dei puntelli abbattuti.

La « Purfina Italia » veniva
quindi accostata, da due ri-
morchiatori, alla banchina
della darsena di allestimento,
lasciando libero lo scalo che
presto vedrà l’impostazione di
un’altra delle numerose navi
commesse all’Ansaldo ed a.
prendo una serie di altri vari
che si susseguiranno nei pros-
simi mesi.

Alla cerimonia del varo
hanno assistito numerose per-
sonalità e autorità civili e mi-
litari, tra cui il Ministro dei
Trasporti on. Angelini, il Di-

rettore Generale del Ministero
della Marina Mercantile dott.
comm. Campailla, il Prefetto
di Genova dott, Vicari, il Sin-
daco avv. Pertusio col V. Sin-
daco prof. De Andrè, il Presi-
dente del Consorzio del Porto
gen. Ruffini, il Comandante
Militare Territoriale gen. Ma-
gliano, il Questore dott. Lo
Castro, il Cavaliere del Lavo-
ro Ernesto Fassio, gli armato-
ri Cameli, il barone Selys de
Longchamp in rappresentanza
dell’Ambasciatore del Belgio,
alti esponenti della Società
«Petrofina» di Bruxelles tra
cui il Direttore Gen. Mr. Bon-
nami e il Commodoro Verrè,
esponenti della « Purfina Ita-
liana » fra cui gli amministra-
tori conti Giuseppe e Orlan-
do Miani; per la « Compagnia
Marittima Palermitana » di
Palermo, armatrice della na-
ve, erano presenti gli Ammi-
nistratori conte Tagliavia,
dott. Ortoleva, conte Carrobio,
prof. Catinella; rappresentava-
no l’Ansaldo il Presidente avv.
De Barbieri, l'Amministratore
Delegato ing. Rosini, il Diret-
tore Generale ing. Lombardi,
i Direttori Centrali ingg. Ca-
saccia, Astengo e Rougier, il
Direttore ing. Carnevale, il
Direttore del Cantiere di Se-
stri ing. Cristofori col V. Di.
rettore ing. Boero ed altri di-
rigenti; simpaticamente notati
la Commissione indonesiana
presso l’Ansaldo e l’ing. Ku-

‘‘PURFINA ITALI

mar che segue la lavorazione
delle locomotive indiane al
Ferroviario.

Madrina della nave, che è
stata benedetta dal Vescovo
Ausiliare Mons. Chiocca, è
stata la Signora Angelini, con-
sorte del Ministro dei Tra-
sporti.

Dopo il varo ha preso la
parola il Ministro Angelini, il
quale, porgendo ai dirigenti,
ai tecnici ed alle maestranze
dell’Ansaldo il saluto e l’elo-
gio del Governo, ha detto —
fra l’altro — che la Marina
Mercantile, uscita dalla guerra
quasi completamente distrut-
ta, essendosi ridotta a non più
di 350.000 tonnellate, attraver.
so le leggi votate dal Parla-
mento ha oggi superato l’an-
teguerra superando 4 milioni
e mezzo di tonnellate.

Ed ecco ora le principali ca-
ratteristiche della « Purfina
Italia »: lunghezza fuori tutto,
m. 200; lunghezza fra le per-
pendicolari, m. 188,80; lar-
ghezza massima fuori ossatu-
ra, m., 26,20; altezza di co-
struzione, m. 13,90; immersio-
ne a pieno carico, m. 10,40;
portata lorda corrispondente,
tonn. 31.500; potenza normale
dell'apparato motore, C.A.
14.500; velocità corrispondente
a pieno carico, nodi 16,4. L’ap-
parato motore a turbina sarà
fornito completamente dal no-
stro stabilimento Meccanico.
La nave sarà dotata dei più

‘poppa della nave fuori





DI

moderni strumenti di naviga-
zione tra cui: girobussola e
pilota automatico con ripetito-
ri e registratori di rotta, scan-
daglio elettrico, radar e sol.
cometro.

Per coloro che amano cono-
scere anche qualche partico-
lare intorno ai problemi tecni.
ci che si sono dovuti affron-
tare per la preparazione del
varo, diremo che, oltre allo
studio effettuato in relazione
alla natura dello scalo, alle
caratteristiche della nave, al-
la configurazione del fondo
marino antistante lo scalo, la
costruzione dello scafo è stata
effettuata molto vicino al ma-
re. Ciò ha permesso di dimi-
nuire il « percorso a secco »
della massa in movimento sul-
lo scalo e conseguentemente
di contenere la velocità della
nave entro limiti tali da assi-
curare minori sollecitazioni
sullo scalo, sull’invasatura e
sulla nave stessa, rispetto ad
altre unità impostate più a
monte. La costruzione vicino
al mare ha però spostato la
del
raggio d’azione dell’impianto
di sollevamento delle telefe-
riche, ma a questo inconve.
niente si è ovviato facilmente
con l’impiego di due pontoni
galleggianti in dotazione al
Cantiere, che hanno provve-
duto al carico delle parti pre-
fabbricate costituenti la poppa
della turbocisterna.

Dante Jannone

4

Sindacati e riforme sociali

scorso Ezio Mantero ha

replicato per verità
con un certo ritardo — ad al-
cuni articoli da noi pubblicati
nel passato autunno sulla na:
tura e sui compiti del sindaca-
to moderno,

“Seguendo una moda diffusa
quanto deplorevole, il nostro
contraddittore ci fa dire cose
che non abbiamo detto nè pen-
sato mai. Ad esempio, noi a-
vremmo tentato di far credere
ai lavoratori « che solo dalla
collaborazione di classe... essi
potranno evolversi verso for-
me di civiltà superiori ». Ora,
chi ha letto i nostri articoli
sa che, parlando di collabo-
razione attiva fra maestranza
e direzione, noi ron ci siamo
mai riferiti alla collaborazione
di classe (concetto politico-
sociale d’ordine generale, che
abbiamo accuratamente man-
tenuto estraneo al nostro di-
scorso), ma sempre e soltanto
ad una collaborazione tra i
vari fattori produttivi nell’am-
bito aziendale: ch’è cosa es-
senzialmente diversa.

Così, noi pretenderemmo,
nientemeno, di ridurre l’atti-
vità sindacale alie « contratta-
zioni su gratifiche » e ai « pro-
blemi assistenziali interni >».
Ma dove ha letto, il Mantero,
siffatte ridicolaggini? E come
mai gli è sfuggita questa no-
stra frase, piuttosto chiara:
« sarebbe assurdo pensare che
i sindacati non debbano segui-
re una linea generale in fatto
di politica economica »?

Tanto è disattento lettore il
Mantero, altrettanto noi sia-
mo attenti e di buona memo-
ria. Sicchè, quand’egli asseri-
sce, sicuro del fatto suo, che
per la Direzione dell’Ansaldo
— e per il padronato italiano
in generale — « un sindacato
di tipo tradeunionista sarebbe
l'ideale », non possiamo non
rammentare, con divertito stu-

Si l'Unità del 16 dicembre

pore, come pochissimo tempo
prima e sulla stessa Unità, un
altro sindacalista comunista, il
Parodi, abbia perentoriamente
affermato che il padronato
tende con tutte le sue forze a
dividere i lavoratori e ad
aprire la via ad « equivoche
formazioni sindacali di como-
do ».

Diavolo d’un padronato!
Vuole oggi il contrario di quel
che voleva due mesi fa oppu-
re, con mirabile coerenza, va-
gheggia insieme due « ideali »
perfettamente antitetici, la
scissione e l’unità sindacale, il
sindacato sminuzzato e debole
e quello unitario e fortissi-
mo?

Il fatto è che l’Unità è do-
minata da un’idea fissa: con-
vincere gli Ansaldini che noi
— qualunque cosa si dica —
siamo i portavoce qualificati
e ufficiali della Direzione e,
dunque, dei « padroni ». E poi-
chè noi, discorrendo di sinda-
cati, abbiamo portato a mo-
dello di efficienza le Trade
Unions inglesi, eccola cacciar-
si in trappola e smentire ciò
che sempre aveva affermato,
eccola inventare, addirittura,
un «padronato tradeunioni-
sta ». Se un giorno o l’altro
ci venisse in mente di far
l'elogio dell'anarchia, state si-
curi che l'Unità ron tardereb-
be a scoprire che l’attentato
dinamitardo è i’« ideale » del
padronato.

Così l’idea fissa è salva. Ma
l’intelligenza?

»%

L’intelligenza no, non si sal-
va. Tant'è vero che, dopo aver
definito « di tipo tradeunioni-
sta » il sindacato illustrato da
noi, l’Unità non si perita di
dichiarare che « un tale sin.
dacato si ridurrebbe ad
una organizzazione corporativa
chiusa nella morsa della poli-
tica padronale capace di an-
nullare qualsiasi successo par:

ziale dei lavoratori». Ora,
chiunque conosca anche solo
per sentito dire i sindacati in-
glesi, è difficile che resista al-
la tentazione di scoppiare in
un’omerica risata, Prigioniere
della politica padronale, le
Trade Unions? Incapaci di
portare i lavoratori al succes-
so? Evvia! La CGIL vorrebbe
avere una metà della forza e
del prestigio di cui godono
in Inghilterra quelle... « orga-
nizzazioni corporative »; e toc-
cherebbe il cielo col dito!

Non così, non con simili
battute burlesche si può util-
mente discutere su di un tema
serio e complesso qual'è quel-
lo sindacale. Mantero e l’Uni-
tà sono liberissimi di procla-
mare che il miglior sindacato
del mondo è quello politiciz-
zato al cento per cento; ma se,
per dimostrarlo, non trovan di
meglio che trattare da vermi.
ciattoli quei grandi sindacati
stranieri i quali proprio
per aver saputo percorrere
una via diversa da quella bat-
tuta dai partiti politici
hanno ottenuto unanimità di
consensi e successi decisivi e
di storica portata, allora è me-
glio che abbandonino l’impre-
sa. Finirebbero, se no, per
fare un grave lorto a sè stes-
si e soprattutto ai propri let-
tori.

x

Dove ci porterebbero — si
chiede il Mantero — le « teo-
rie del padronato »? E rispon-
de: « E’ chiaro che un tale sin-
dacato dovrebbe accettare co-
me immutabile la struttura
sociale italiana con le sue con-
traddizioni e con le sue tare
tradizionali... ».

Tale ipotesi gli fa orrore.
Egli non dubita un solo istan-
te che il vero obiettivo del
sindacato sia quello di mutare
la struttura sociale del Paese.
Ma se noi gli chiedessimo qua-
li sono — in concreto e non a



7

IL'LAVORO NEI TEMPI |

ghiacchiere — i mezzi leciti e
normali di cui il sindacato di-
spone per raggiungere quel
fine, egli sarebbe maledetta.
mente imbarazzato a rispon-
derci,

In realtà, anche in questo
campo il sindacato ha un com-
pito importante e insostitui-
bile, poichè nessuno meglio
dei sindacalisti (seri) — i
quali operano nel vivo del tes-
suto sociale-economico nazio-
nale — è in grado di sapere
quali siano le riforme vera-
mente utili alla società, e co-
me e in quale momento e fino
a quale limite sia opportuno
attuarle; talchè si potrebbe
dire che il sindacato è, per sua
natura e vocazione, l’ufficio
studi delle riforme sociali.

Ma se l’organizzazione sin-
dacale può antivedere, sugge-
rire, preparare ‘(nella co-
scienza propria e nell’altrui)
le grandi riforme strutturali,
deve tuttavia lasciare ai par-
titi politici il compito di pro-
pugnarle e attuarle. Poichè lo
studio dei problemi è una co-
sa, e altra e diversissima cosa
è l’azione pratica per risolver-
li. I partiti sono nati per l’a-
zione politica — che crea le
riforme — e dispongono de-
gli strumenti necessari a svi-
lupparla; i sindacati sono nati
invece per tutelare gli ‘inte-
ressi economici e morali dei
lavoratori nell’ ordinamento
sociale esistente e le loro ar-
mi sono adatte a questo sco-
po e soltanto a questo. Se non
si vuol credere alle parole, si
creda almeno ai fatti: una
lunga esperienza insegna che,
tutte le volte che un sindacato
è sceso all’azione politica, ha
fatto la figura (e la fine) di
colui il quale va a cacciar
l'elefante col fucile caricato
a pallini.

A ciascuno il suo mestiere.
Il sindacato può ispirare e
pungolare i partiti politici; ma
non può sostituirli o confon-
dersi con essi — e tanto meno
servirli — senza snaturare sè
stesso, senza indebolirsi e va-









Ansaldini

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Wilati - Maglierie
Telerie - Forniture



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Rivolgetevi da:

FILIPPO

ANSALDO

fu P.

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LANE ROSSI: le preferite





GONTE ANTONIO

FU LAZZARO

ccoci giunti alla Tre-

cia, all’Ellade glorio-
sa, regina e madre dell’ar-
te classica. Ma non è a
pensare che quella perfetta
civiltà sortisse alla luce
magicamente e improvvisa.
mente, come Minerva dal
cervello di Zeus.

Fu, come tutte le cose
umane, il frutto di una
conquista lunga e faticosa.
Non mancano testimonian-
ze di un’arte arcaica, nel-
l'arcipelago aperto a tutti
î contatti con l’evoluto
mondo orientale, che fu

sindacati si sono sempre ri-
gorosamente astenuti da ogni
iniziativa di natura politica —

ciali del nostro tempo.

cillare, finendo per perdere
dal tappo e dalla spina. v
» ie

Ma dunque — dice Mantero Confezioni
— dovremo accettare « come Tessuti
immutabile » l’attuale situa- SI
zione sociale? Impermesbili

Frottole! Niente, che sia ca ;
umano, è immutabile. E pro- Maglierie Telerie
prio in Inghilterra — dove i A

VIA SESTRI, 98-100R. - TEL. 40.177

GE- SESTRI





proprio in Inghilterra si è BUONI ENAL
operata una delle più pro-
onde e radicali rivoluzioni so CONTRO LE

Non si tratta di accettare



nei pressi di Poseidonia.
REI,



seguita da quella civiltà
micenea che ebbe i suoi
centri presso le sedi prin-
cipesche achee di Micene e
Tirinto, Atene e Thorikos,
Tebe e Orcomeno. L’arte
micenea segnò già verso il 1000 a. C. il passaggio ad un’espressione autonoma e wi-
gorosa, fino a raggiungere un vivo naturalismo, come nei coppieri delle famose
pitture parietali di Cnosso. La tecnica veniva certamente dall'Egitto contempo-
raneo alla XVIII dinastia, col quale erano frequenti i rapporti. Ma i risultati fu-
rono ben diversi, come dicevamo. Con la discesa dei greci nella penisola vera e
propria, cioè con l’invasione dorica, si ha il brusco passaggio all’arte ellenica, che
abbandona il naturalismo maturo del periodo egeo e cretese per cominciare con
uno stile geometrico e lineare. Ma ancora verso l'ottavo secolo a. C. le terrecotte
protocorinzie risentivano del naturalismo tipico dell’arte egea. Si trattava di piccoli
vasi a colori vivaci, con scene mitiche o di battaglie o di caccia: la loro origine
è da ricercarsi nel Peloponneso. Come continuazione stilistica vanno ricercate le
terrecotte fabbricate in Corinto, nelle quali da un fondo d’argilla giallastro, risal.
tano figure brune o nere. Ma la pittura ceramica corinzia successiva, attorno al
VI secolo a. C., raggiunge una maggior ricchezza di colori e sviluppa una maniera
narrativa più chiara, come si vede nella scena di miniera che presentiamo: un mi.
natore scava il minerale con il piccone, quello sotto la lanterna lo raccoglie in
apposito recipiente che il terzo porge all'uomo soprastante che lo porterà alla su-
perficie. Si tratta di una tavoletta d’argilla proveniente da un santuario corinzio





)

alcunchè « come immutabile ».
Si tratta di prendere realisti-
camente atto della situazione
esistente e di sfruttarla, in-
tanto, quanto più e meglio sia
possibile a vantaggio dei la-
voratori, in attesa che i par-
titi, se e quando gli riesca,
provvedano a mutarla.

Così hanno sempre fatto le
Trade Unions e i sindacati
nordamericani, per citare le
due più potenti organizzazio-
ni del mondo. Certo si sareb-
bero comportate in modo ben
diverso, se Mantero fosse sta-
to alla loro testa. Ma pare
che i lavoratori inglesi e ame-
ricani non lo rimpiangano af-
fatto,

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rima di iniziare questo
D capitolo glorioso val la

pena di ricordare un pe-
riodo difficile che gli Orlando
attraversarono intorno al 1874-
75, qvando, sia per le difficili
condizioni dell’appalto, sia per
il fallimento di una banca, la
« Trinacria », si trovarono un
po’ a corto, ed ebbero un ami-
chevole prestito, non richie-
sto, di 100.000 lire da Giu-
seppe Garibaldi. Ben presto
però il denaro fu restituito e
le condizioni del cantiere rin-
vigorite.

Il 17 marzo 1883 fu una da-
ta fondamentale per gli Or-
lando, per il Cantiere, per la
Marina Italiana e per la tec-
nica mondiale. Dei livornesi,
mon ne parliamo: c’erano tutti,
vecchi e giovani, grandi e pic-
coli, malgrado la neve che,
come in un romanzo ottocen-
tesco, cadeva a larghe falde.
Ho trovato, appesa ad una pa-
rete fumosa, come una reli-
quia, nel reparto calafati, una
vecchia foto eseguita dal fo-
tografo Bettini, dove si vede
il cantiere pavesato a festa,
con tutte le tribune gremite
come se fossimo all’Ardenza,
e le signore con l’ombrello
aperto, e la mole gigantesca
della corazzata sullo scalo,
con la sua prua a sperone.
Anche dalla foto si arguisco-
no le difficoltà del varo, per-
chè la nave sembra più lunga
della darsena, e ci mancava
poco. Purtroppo il documento
è irriproducibile, ma se an-
date a Livorno andate a ve.
derlo, nell’officina dei calde-
rai: è il documento di una
epoca.

Naturalmente c’era il Re
Umberto con la Regina Mar-
gherita, e il nostro Chiellini
mi dice che « una festa come
quella non si vide mai >».

La « Lepanto» dislocava
15.000 tonnellate, era la più
potente corazzata del mondo,
con apparato motore di 11.400
Cv. e l’affidarla a Livcrno fu
oggetto di grande perplessità.
Luigi Orlando volle tentare,
e fu un’impresa che da sola
bastò a segnare il destino fu-
turo del cantiere.

Alla costruzione della « Le-
panto » si applicarono per la
prima volta i figli di Luigi:
Luigi, Giuseppe e Salvatore,
appena laureati ingegneri. Il
dritto di poppa, la ruota di
prora, il telaio del timone e
altre parti in ferro fucinato
furono costruiti al Meccanico
di Sampierdarena.

Il varo rappresentava una
difficoltà da molti ritenuta in-
sormontabile, perchè le scalo
è chiuso in un braccio di ma-
re angusto, e la nave avrebbe
potuto urtare sulla gettata di
fronte, e anche risalirla. L’in-
gegner Giuseppe studiò un si-
stema particolare, che ebbe
allora un luminoso battesimo.
Davanti alla nave fu sistema-
ta una cintura perimetrale di
canapa, che sorreggeva un si-
stema di gomene trasversali
successive, di robustezza cre-
scente, sicchè la nave scen-
dendo le avrebbe spezzate una
dopo l’altra e si sarebbe fer-
mata in conseguenza della cre-
scente resistenza incontrata.
Ancora oggi, a Livorno, si
vara così.

Tutto andò bene, la nave
andò a fermarsi nel bel mez-
zo della darsena, e se ne par-
lò in tutto il mondo.

Genova inviò una medaglia
di bronzo ai capi-mastri e
una d’oro ai F.lli Oriando, il
consiglio comunale di Paler-
mo inviò un voto di plauso, su
artistica pergamena.

Il cantiere costruì allora le
prime torpediniere, e si spe-
cializzò nella costruzione, in
quel tempo nuovissima, degli
incrociatori. Nell’89-'90 furo-



| STORIA DEL CANTIERE «ORLANDO”’ |



Dalla “Lepanto” al “Pisa”

E: a n
Fe SEE
o ra a

SE

no varati il « Vesuvio » e il
« Fieramosca », nel ’93-’94 lo
« Etruria » e l’« Umbria >».

Luigi Orlando aveva com-
piuto la sua opera, e in quel-
lo stesso cantiere da lui ritor-
nato a nuova vita, si spegne-
va in un brutto giorno del
1896. Due giorni prima, ave-
va chiesto al figlio: « Come
sono andate le prove del
« Florio »? Quante miglia ha
filato? ». Ai funerali c’erano
quasi 15.000 persone, perso-
nalità nazionali ed estere, lo
amico Crispi. I giornali riferi-
rono: « Gli fu messa la veste
nera e le decorazioni, moltis-
sime, la fascia di 33 e il di-
stintivo del Grand’Oriente, e
al braccio il nastro della So-
cietà Volontaria di Soccorso ».

Il Municipio di Livorno
pubblicò un manifesto, dove
si affermava « Il grave lutto
che ha colpito la famiglia Or-
lando è lutto della nostra cit-
tà ».

La moglie, la « sora Maria »
era genovese, e, a quanto si
ricorda, un puro esempio di
gentile bellezza. Il fratello, il
« Sor Giuseppe » morì poco
dopo nella villa a Mortenero,
chiamata « alle 4 palle >».

I numerosi figli si divisero,
e al cantiere rimase Giuseppe

SE

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Feet
Seti È us utt 2!





L’incrociatore « General Belgrano »

coi figli Paolo e Luigi, e il
cugino Giuseppe. Il primo,
che continuò a dirigere il can-
tiere, aveva un neo sulla
fronte, e perciò fu subito
chiamato « Peppe neo » men-
tre il cugino fu chiamato
« Peppinuzzo » ed è quello al
quale, per scherzo, legarono
un asino nell’ufficio.

L’ing. Giuseppe era un for-
te lavoratore; quando da ‘Ge-
nova si recava a Roma con-
vocava alla stazione i capi di
cui aveva bisogno e dava di-
sposizioni durante la sosta del
treno. Egli stesso doveva poi
creare la « Vickers Terni» e
il Silurificio di Fiume,

Per questo secondo periodo
i ricordi più preziosi diventa-
no quelli di un altro anziano
lavoratore del cantiere, Clo-
taldo Di Donna, già più vol-
te citato sul nostro giornale.

Di Donna ricorda che per
la ricostruzione di una canno-
niera per il Marocco, la « Ba-
schir », c'erano qui due uffi-
ciali marocchini che tra l’al-
tro avevano studiato all’Ac-

cademia Navale della città,
e si chiamavano Mohamed
Aben Selime e Mohamed

Aben Tuya. La cannoniera,
sulla quale c’erano i « bagni
di vapore » che il Chiellini

chiama
segnata

« alla russa », fu con-
nel porto della Spe-

zia.

Nel 1896 il cantiere « Or-
lando » fu il primo in Italia
a costruire una nave da guer-
ra per un paese straniero: lo
incrociatore « Adamastor »
per la Marina Portozhese, e
ciò doveva segnare l’inizio di
una lunga e gloriosa tradi-
zione.

L’anno seguente furceno co-
struiti gli incrociatori coraz-
zati « General San Martin » e
« General Belgrano » per la
Marina Argentina, da 7.100
tonnellate con apparato moto-
re da 13.000 Cv. e dello stesso
tipo fu poi l’inerociatore « Va-
rese » varato per la Marina
Italiana nel 1899. Soltanto che
la prima aveva torri singole
da 253, la seconda terri bi-
nate da 203 e la terza infine,
fondendo le due esperienze,
una torre singola a prora e
una binata a poppa.

Ciò non impedì natural-
mente di lavorare anche per
la marina mercantile, con no-
tevolissimi successi, a comin-
ciare dal « Principessa Maria »
varato nel 1895 per la Roma-
nia, e venire al « Juno « vara-
to nel 1900 per la Soc. Raggio,
e ai due piroscafi per la Na-

La corazzata « Lepanto » varata nel 1883

5

vigazione Generale, da 5.600
tonnellate, tino al famoso
« Umbria » di 7.600 tennella-
te con apparato motore da
4.000 Cv. Per questa nave ap-
punto l’ing, Salvatore Orlan-
do studiò le macchine a qua-
druplice espansione, con cas-
setta di espansione di uno dei
cilindri posta latera!imente,
con notevole risparmio di spa-
zio. Notevole fu pure la co-
struzione della macchina a
triplice espansione e a 4 ci-
lindri per la « Vittorio Ema-
rmuele », che segnò il punto
massimo raggiunto prima del-
l'avvento dei motori a turbi-
na.
Dei fratelli Orlando, che an-
davano d'accordo... come i fra-
telli Orlando, vi ha già par-
lato su queste colonne Fausto
Bima, come vi ha già raccon-
tato delle loro sedute all’om-
bra di una quercia centenaria,
Quello che io posso aggiun-
gere è che se il più stimato
in cantiere era indubbiamen-
te, dopo il compianto Luigi, il
« Peppe neo », il più popolare
in Livorno era invece Rosoli-
no Orlando, che fu sindaco,
presidente del locale cspedale
e inoltre fu l’uomo che volle
ed ottenne contro tutte le op.
posizioni la costruzione delle
prime case popolari, prima
sempre promesse e mai rea-
lizzate.

Dopo le navi sussidiarie
« Bronte » e « Sterope » di
10.000 tonnellate, per la ma-
rina militare italiana, e dopo
il piroscafo « Argentina » del-
la « Veloce », un altro grande
successo fu ottenuto con l’in-
crociatore corazzato « Pisa »,
varato per la marina italiana
nel 1907. Dislocava 11.500 ton-
nellate e aveva un apparato
motore di 19.000 Cv.: costò al-
lora 24 milioni di lire. In oc.
casione del varo si fece una
artistica cartella con gli stem-
mi di Pisa e di Livorno, e il
nostro Di Donna disegnò sul
retro una sezione longitudina-
le e una pianta su scala 1:1000.

Un anno prima era stato co-
struito il lungo caseggiato per
gli uffici, dove si trova tutto-
ra, e il 19 marzo, San Giusep-
pe, in occasione del trecente-
simo anniversario della città,
fu offerto nella sala disegno
un brindisi agli impiegati e
ai rappresentanti degli operai,
con regali ai meritevoli, L’ing.
Giuseppe vi intervenne con
una vettura a due cavalli, e
un’altra delle numerosi navi
cocchiere in serpa.







Torre di « topping». per l'oleodotio Sucez-Cairo, costruita in
acciaio placcato dalla nostra Carpenteria e destinata alla Raf-
fincria di Mostorod (Cairo).



Il 2 di gennaio è stato inaugurato al Cantiere di Muggiano il
nuovo locale della mensa impiegati, dotato di sedie e tavoli
metallici, rinnovato nei servizi e arriechito di moderne attrez-
zature, tra cui una grande macchina lavastoviglie. La nuova
sistemazione della mensa, che risponde in pieno ai desideri dei
frequentatori, è stata accolta da tutti con viva soddisfazione.

Una fase dell’allestimento della T/c

« Miraflores » di
T.D.W., ormai pronta per le prove ufficiali, al Cantiere di Sestri:

31.500

l'imbarco del fumaiolo saldato e prefabbricato a terra.





MECCANICO



COMMESSE PER 900.000 ORE

Ecco le commesse più im-

portanti acquisite dall’8 no.
vembre al 7 gennaio:
— Tre apparati motori a

turbina da 14.000 C, A. a 105
giri al 1’ dal nostro Cantiere
di Sestri per tre turbocisterne
da 35.000 T.D.W. della « Petro-
leum Steamship ».

— Dentatura di ruotismi di
seconda riduzione per ridutto-
re marino destinato alla co-
struz. 1824, dentatura di ruo-
tismi di prima e seconda ridu-
zione per riduttori marini de-
stinati alle T/c « Prora I» e
« Prora II », dentatura ruoti-
smi di prima e seconda ridu-
zione per riduttori marini de.
stinati a due navi da cari-
co, quattro desurriscaldatori
esterni del vapore e comples-
so di valvole di manovra dai
« Cantieri Riuniti dell’Adria-
tico » di Trieste.

— Rodaggio di ruotismi di
prima e seconda riduzione de-
stinati al C.T. « Impetuoso »
dai « Cantieri del Tirreno » di
Genova.

— Due gruppi industriali

Diesel Ansaldo, il primo con
motore tipo 2131/4 S sovra-
limentato da 185 cav. eff. a
500 giri al 1’, e il secondo con
motore tipo Q 150/2 da 31,2
cav. a 750 giri al 1’, dall’« An-
saldo - S, Giorgio » di Genova
e destinati al Comune di Re-
canati.
Un gruppo industriale
con motore Diesel Ansaldo ti-
po Q 265/4 da 200 cav. eff. a
360 giri al 1’ e dinamo da 125
kW, 220 Volta, dalla « Sudan
Navigation Co. Ltd.» di Ge-
nova.

— Un gruppo Diesel alter-
natore con motore Ansaldo ti-
po 2131/4 da 130 cav. eff. a
500 giri al l’ e alternatore da
105 KVA, 380-220 Volta, 50 pe-
riodi, dalla Ditta « Denna e
Cia - Industrial Textil F.C.N. »
di Martinez (Argentina).

— Tre serie di completa-
menti per motonavi, ciascuna
serie composta di una calde-
rina Ansaldo - Clarkson e di
una centrale elettrica costitui-
ta da quattro gruppi Diesel
dinamo da 125 kW, 220 Volta,
con motori Ansaldo tipo Q
265/4 da 200 cav. a 360 giri
al l’, dalla «Finsider» di
Roma.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/4 S, sovra-
limentato, da 300 cav. eff. a
360 giri al 1’, dall’armatore
Stefano Vaccara di Mazara
del Vallo per un peschereccio,

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, da 165 cav. eff. a
390 giri al 1’, dall’armatore
Alessandro Del Tevere di Via-
reggio per un peschereccio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, da 165 cav. efî. a
390 giri al 1’, dall’armatore
Michele Salvemini di Manfre-
donia per un peschereccio.

— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/4 S, so-
vralimentato, da 165 cav. eff.
a 390 giri al 1’, dagli armato-
ri Salvatore Giacalone e An-
tonino La Paola di Mazara del
Vallo per un peschereccio.

— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/4 S, so-
vralimentato, da 165 cav. eff.
a 390 giri al 1’, dagli armatori
« Bruno e Aurelio Andreani
& C.» di Giulianova, per un
peschereccio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, da 165 cav. eff. a
390 giri al 1’, dall’armatore
Bernardino Bausani di Porto
S. Stefano per un pescherec-
cio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 da 110
cav. eff. a 390 giri al 1’, dal-
l’armatore Aldo Paci di Porto

6-ONS E

S. Giorgio per un pestherec-
cio.

— Un gruppo marino Die-
sel Ansaldo tipo 2131/4 S, so-
vralimentato, da 165 cav. eff.
a 390 giri al l’, dagli armatori
Angelo e Luigi Romano di
Molfetta per un peschereccio.

— Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo 2131/4 S, sovra-
limentato, da 165 cav. eff. a
390. giri al 1’, dall’armatore
Giovanni Tumbiolo di Maza-
ra del Vallo per un pesche-
reccio,

Le suddette forniture e la-
vorazioni comportano circa
900.000 ore lavorative.

GNATE

600 tonnellate di materiale

Il materiale più impertante
spedito dal 7 al 22 dicembre è
il seguente:

— Caldaia per locomotive
indiane, intelaiatura (inviata
al MEC per la ricottura) per
locomotori tipo E 636 al no-
stro stabilimento Ferroviario;
tubi per apparecchio osserva-
zione fumi, raccordi per va-
pore principale surriscaldato,
guarnimenti esterni caldaie,
apparecchio osservazione fu-
mi, lampada spia cassa polve-
rizzatori, maneggi per indica.
tore livello caldaia al nostro
Cantiere di Livorno per due
avvisi scorta in. costruzione
per la Marina Militare Indo-
nesiana; impianto combustione
nafta « Todd » al nostro Can
tiere di Sestri per la turboci-,
sterna « Miraflores » in alle
stimento.

— Guarniture complete di
base e cappello al nostro sta-
bilimento Ferroviario; due te-
state per mulino da cemento
al nostro stabilimento Carpen.
iteria; turbina di bassa pres-
sione e turbina di media pres-
sione per il cacciatorpedinie
re « Almirante Brion » in al-
lestimento per la Marina Mi-
litare Venezuelana e albero
di trasmissione e torsiometro
per il cacciatorpediniere « In-
domito » in allestimento per
la Marina Militare Italiana, al
nostro Cantiere di Livorno;
quattro refrigeranti acqua per
la motonave « Gripsho!m » in
costruzione per la Svezia, due
gruppi turbodinamo da 550
kW per la turbocisterna « Mi.
raflores » in allestimento per
il Panama, prese e scarichi a
mare per le costruzioni 1509,
1510 e 1521, al nostro Can-
tiere di Sestri.

— Due gruppi Diesel dina-
mo con motori Ansaldo tipo
Q 265/4 da 200 HP, accoppia-
ti a dinamo da 125 kW, al no-
stro Cantiere di Muggiano per
la motonave « Giacinto Mot-
ta » in allestimento; un mo-
tore marino Diesel Ansaldo
tipo 2131/4 da 110 HP alla
Ditta « Dienecilik Bankasi
T.A.C.» di Ankara (Turchia);
bombole, accessori e ricambi,
sottobase, astuccio con albero
port’elica e albero intermedio
al « Cantiere navale Rondolini
Guidi » di Pesaro per un moto-
peschereccio in costruzione
per conto del sig. Ugo Biondi

di Anzio; un gruppo marino
con motore Diesel Ansaldo ti-
po Q 370/6 da 600 HP alla
Società « Navalmeccanica » di
Senigaglia per una motonave
in costruzione per conto della
« Impresa Cesare Davanzali »
di Ancona; un gruppo Diesel
dinamo con motore Ansaldo
tipo 1620/3 da 75 HP, accop-
piato a una dinamo da 50 KW,
al cantiere navale di Castel-
lammare di Stabia della « Na-
valmeccanica » per una moto-
cisterna in costruzione per la
Marina Militare Italiana.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 325 tonnellate

* * *

Il materiale più importante
spedito dal 23 dicembre al 6
gennaio è il seguente:
Rivestimento collettore
vapore ed acqua per quattro
caldaie del C.T. « Indomito »
in allestimento per la Marina
Militare Italiana e due caldaie
Ansaldo Foster Wheeler com-
plete di surriscaldatore, due
condensatori completi, due eli-
che di bronzo per due caccia
venezuelani, al nostro Can-
tiere di Livorno.

— Incastellatura (inviata al
MEC per la ricottura) per car-
relli locomotori al nostro sta-
bilimento Ferroviario; un al-
bero flangiato in acciaio (in-
viato al MEC per la lavora-
zione) alla SIAC; un albero
intermedio (inviato al MEC
per la taratura) ai Cantieri
del Tirreno di Riva Trigoso.

— Cuscinetti reggispinta al
nostro Cantiere di Livorno per
due caccia venezuelani; prese
e scarichi a mare per la co-
struzione 1509 e pompe aspira-
zione e scarico per la turbo-
cisterna « Miraflores » al no-
stro Cantiere di Sestri.
Motore marino Diesel
Ansaldo tipo Q 370/6 RS da
900 HP al Cantiere navale
Cassaro di Messina per la co-
struzione 108; due tronchi ba-
samento per motore Doxford
tipo 67 LB 5 (inviati al MEC
per essere rimessi in efficien.
za) all’O.A.R.N. per la moto-
nave « Kongstank » in ripara-
zione.

Il peso del materiale sopra
elencato e di altro materiale
di minore entità spedito è, in
complesso, di 282 tonnellate.





CARPENTERIA

COMMESSE

Recentemente sono
acquisite le seguenti
pali commesse:

— Due serbatoi da 10 me.
ciascuno per aria compressa
per il nostro Cantiere di Li-
vorno.

— Un impianto di cottura
per cementeria, della potenza
di 250 tonn./24 h., per la Ce-
menteria di Ozzano Monferra-
to (Alessandria).

— Un impianto di cottura
per cementeria, della potenza
di 200 tonn/24 ore, pe: la Ce-
menteria di Livorno.

Un essiccatore rotante
per cemento per la Cemente-
ria di Segni (Roma).

— Quattro serbatoi per am.
moniaca per la « Sindri Fer-
tilizers » di Sindri (India).

— Macchinari varii per im-
pianto di una cementeria per
la « Cementos Boyoca » di Bo-
gotà (Columbia).

Le forniture di
comportano
lavoro.

FERROVIARIO

COMMESSE

Recentemente sono state
acquisite le seguenti principa-
li commesse:

— Sette carri autoscarica-
tori « Talbot» per trasporto
minerale e carbone per conto
della Società « Ilva » di Geno-
va (i carri hanno una capaci.
tà di 30 me., sono muniti di
sei portelle, garitta metallica,
freno a mano su un solo car-
rello, manovra a mano e
pneumatica delle portelle; al-
tre caratteristiche sono: scar-
tamento, mm. 1435; peso, kg.

state
princi.

cui
cinque mesi

sopra
di

26800; portata media, kg.
38200; limite di carico, kg.
50000).

— Un locomotore di linea
da 1600 HP per le Ferrovie
dello Stato.

— Applicazione della mano-
vra pneumatica per l’apertu-
ta delle portelle a dieci carri
autoscaricatori « Talbot » per
la Società « Cornigliano » di
Genova.

— Parti di ricambio (del
peso complessivo di 8 tonn.)
per il treno di laminazione a
caldo della Società « Corni-
gliano ».

Dette forniture comportano
circa 60.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Sono stati consegnati recen-
temente i seguenti materiali:

22 carrelli tipo 27 A per
carrozze ferroviarie (peso
complessivo 120 tonn.) alle
Ferrovie dello Stato; sei car-
relli portanti per vetture elet-
triche destinate alla linea su-

burbana di Madras (India)
alla Società « Breda», due
semicabine A -B (peso com-

plessivo 24 tonn.) costituenti
la parte meccanica di locomo-
tori tipo E 636 alla « Ansaldo-
S. Giorgio » per conto delle



Ferrovie dello Stato; ire car.
relli per locomotori tipo E
636 alle Ferrovie dello Stato;
undici coppie di carrelli per
carri trasporto lingottiere
(peso complessivo 88 tonn.)
alla Società « Cornigliano »; 2
vetture letto di 2.a classe, ti-
po P, di acciaio inossidabile
alla «C.LW.L. » di Parigi;
sette scambiatori di calore,
parte d’acciaio e parte di
bronzo (del peso complessivo
di 82 tonn.), alla Società
« Dalmine » di Milano,

MUGGIANO

CONSEGNATA
LA ‘GUIDO DONEGANI”

Il 5 dicembre, nei locali
della Direzione del Cantiere
di Muggiano, ha avuto luogo
la cerimonia, improntata alla
massima semplicità, della con-
segna della motonave « Guido
Donegani » alla Società arma-
trice, la « Carbogas S. p, A. »
di Palermo. La nave, come è
noto, fu varata il 17 luglio
scorso ed è la seconda della
serie « Capitani del lavoro ».

Alla cerimonia erano pre-
senti per l’Ansaldo il Diretto-
re commerciale navale ing.
Casaccia, il Direttore del Can-
tiere di Muggiano ing. Palen-
zona e il V. Direttore ammini-
strativo rag. Traversa, e per
la « Carbogas » gli Ammini-
stratori Delegati dott. Lolli
Ghetti e ing. Telesio.

Il giorno successivo alla con-
segna la « Guido Donegani »
ha lasciato il Cantiere.

LIVORNO

MOVIMENTO BACINO

— Dal 7 all’8 dicembre ha
sostato il piroscafo « Genero-
ro» di 1552 T.S.L. dell’arma-
tore Giusto Camalich di Ve.
nezia per carenaggio.

— Dal 10 al 13 dicembre ha
sostato il piroscafo « Eurime-
don» di 7250 T.S.L. della
« Compafiia de S. Saivador »
di Panama e Pireo per care-
naggio e lavori varii,

— Dal 22 al 23 dicembre ha
sostato il piroscafo « Genepe-
sca VI» di 702 T.S.L. della So-
cietà armatrice « Genepesca »
di Livorno per carenaggio.

— Dal 31 dicembre al 9 gen-
naio ha sostato il piroscafo ti.
po Liberty « Andover Hill»
di 7136 T.S.L. della Società
armatrice « Ottawa S. S. Co.
Ltd. » di Londra per carenag-
gio e lavori di riparazione al-
lo scafo.

— Dal 9 all’11 gennaio ha
sostato il piroscafo tipo Li-
berty « Paolina » di 7.000 T.S.

L. della Società armatrice
« LN.C.S.A. » di Roma per
carenaggio.

RIPARAZIONI

Il 15 dicembre si è ormeg-
giata al molo curvilineo la
motocisterna « Purfina Ne-
derland » della Società Arma-

trice « Petrofina » di Bruxel.
les per la revisione totale
e manutenzione del motore

principale. I lavori, svolti a
pieno regime di giorno e di
notte, sono durati due setti.
mane.



| FONDERIA



COMMESSE

Ecco le commesse più im-
portanti acquisite nel mese di
dicembre:

— Un’elica di bronzo, desti-
nata alla turbonave « Cristo-
foro Colombo », per la Socie-
tà « Italia » di Genova

— Un’elica di bronzo, per la
Società «W. E. Rippon & Son»
di Genova.

— Quattro eliche (due di
bronzo e due di ghisa) per la
« F.I.A.T. » di Torino.

— Getti di ghisa e di bron-
zo fra cui: barrotti e camicie
di bronzo e ieve di ghisa per
l’« Ansaldo-Fossati » di Geno-
va Sestri; pattini di bronzo
per le « Officine Gennaro » di
Genova-Rivarolo; getti di ghi-
sa meccanica per l’« Alfa Ro-
meo » di Milano,

Dette forniture comportano
circa 95.000 ore lavorative.

CONSEGNE

Le consegne effettuate nel
mese di dicembre sono le se-
guenti:

241 tonn. di getti di ghisa
e bronzo per motori Diesel e
Doxford al nostro stabilimen-
to Meccanico; un'elica di bron-
zo al manganese a 4 pale, di
21 tonn., al nostro stabilimento
Meccanico per la costruzione
1509; 21 tonn. di getti di ghisa
e bronzo ai nostri stabilimen-

ti Ferroviario, Cantiere di Se-
stri, Carpenteria e Cantiere
di Muggiano; 2 tonn. di getti
di ghisa e bronzo all’« Ansal-
do - S. Giorgio »; 7 tonn. di
getti di ghisa e bronzo alla
« Ansaldo - Fossati »; 4 tonn.
di getti meccanici di ghisa al-
la «S.I.A.C. >»; 124 tonn. di
getti meccanici di ghisa e
bronzo per costruzioni auto-
mobilistiche all’« Alfa Ro-
meo »; 133 tonn, di lingottie-
re di vario tipo alle Società
« Cornigliano » e « Fiat»; 70
tonn. di getti di ghisa e bron.
zo a clienti varii; 35 tonn. di
ceppi freno di ghisa alla
« Compagnia Internazionale
dei Vagoni Letto»; due eli-
che di bronzo al marganese
a quattro pale, del peso di 9
tonn. ciascuna, alla « Fiat» e
ai « Cantieri Navali Riuniti ».





ATTO DI ONESTÀ

L’operaio Francesco San-
guineti del Cantiere di Sestri,
rinvenuto sopra una panca
dello spogliatoio delle Ditte
esterne un portafogli conte-
nente lire 16.000, lo conse-
gnava subito al personale di
sorveglianza, che ne curava la
restituzione al legittimo pro-
prietario.

Segnaliamo a tutti, con vi.
vo compiacimento, l’onestà
del signor Sanguineti.





ll 3 dicembre scorso al Cantiere di Livorno è stato impostato

il rimorchiatore d’alto mare « Giuseppe Orlando » della Ditta

« Fratelli Neri » di Livorno. Il rimorchiatore, a scafo d'acciaio

e ad un'elica, avrà una lunghezza di m. 28,21, un apparato
motore di 750 C.A. e una velocità di 12 nodi.



Recentemente al Cantiere di Muggiano una grossa gru è stata

spostata dagli scali vecchi al parco profilati nuove costruzioni.

La gru è stata rimossa quasi nella sua completa struttura
(peso 60 tonn.) e trasferita dal pontone « Atlas».

sa

penis e

Parte inferiore di
del peso di 19 tonn., fusa in ghisa G. 22 alla
e destinata ad un turboalternatore da 30.000

Meccanico. A sinistra il capo reparto Angelo Sciutto.

una cassa per turbina di bassa pressione,
nostra Fonderia

KW ordinato al




































































na grande Befana, mai vi-



U





sta, a memoria d’uomo,
modernamente attrezzata (pare
che avesse rinforzato la sua
tradizionale e ormai consunta

scopa, con l’ausilio di un paio d*
autocarri) si è presentata nella
notte fra il 5 e il 6 gennaio, a
Sampierdarena ed ha occupato,
uno dopo l’altro tre grandi ci-
nematografi: lo « Splendor », il
a Massimo » e l’« Astoria »,
Poichè ga sola non ce la fa-
.ceva, la cara vecchia Befana
fu aiutata, nella complessa 0-
perazione del concentramento €
della distribuzione dei doni, da
un comitato composto di Luigi
Pollastro, Dante Jannone E-
middio Loscalzo e Cleto Valle-
bona, che già nei giorni prece-
denti aveva provveduto, con la
assidua e valida coope
della Signora Egle Gasparino e
della Signorina Lucia Diaman-
te, a raccogliere e selezionare i
regali e ad organizzare la festa.
E il Comitato fu a sua volta
aiutato, durante tutta la notte,
e fino al termine della festa,
da: Graziano Merlano, Renato
Mularoni, - Armando Buzzoni,
Stagnaro, Pero e Parodi che fu-
rono dislocati al « Massimo »;
dal dott. Vincenzo Colajacono,
da Giuliano Stradella, Triesti-
no, Gatto e Sig.ra Canepa cui fu









assegnato l’« Astoria»; e da
Giuseppe Rovegno, Aurelio
Maggiolo, Aldo Fortuna, Gio-
vanni Alesseri, Tomat, la dott.
Cuniberti, e Cleto Vallebona

che si occuparono dello « Splen-

dor» unitamente alla Signora
Gasparino e alla Signorina
Diamante.

Intenso fu il lavoro per tutta
la notte, ma prima dell’alba i

quattromila pacchi erano stati
divisi e smistati nei tre cine-
matografi e tutto era ormai

pronto per accogliere i piccoli

ansaldini.
E venne

il mattino. Sveglia






alle 7, Tutti i piccoli ansaldini
si lasciarono lavare il viso sen-
za protestare e partirono verso
i tre magici locali, Previdente
e sollecita la buona Befana si
era anche preoccupata dei tra-
sporti. Considerando che in
grande maggioranza gli ansal-
dini, non abitano a Sampierda-
rena, aveva provveduto ad or-
ganizzare un servizio di auto-
pullman, che ha funzionato e-
gregiamente consentendo anche
ai più lontani di raggiungere
rapidamente i tre cinemato-
grafi. L'appuntamento era per
le 9, ma alle 8 e mezzo tutte
tre le sale erano letteralmente
gremite,

Il maggior affollamento è
avvenuto al «Massimo » dove
si sono contate 3300 persone;
lo « Splendor» ne ha ospitate
2600 e ’’« Astoria », essendo
meno ampio 1.600,

Dallo «Splendor», data la
sua centralità, ha avuto inizio
la festa. Poco dopo le 9 è giun-
to S. E. il Prefetto Angelo Vi-








cari, Erano ad attenderlo il
Presidente avv. Federico De
Barbieri, l'Amministratore De-

legato ing, Rosini, il Direttore
Generale ing. Lombardi, il Di-
rettore Centrale ing. Zirilli, il
dott. Enrico presidente del
CRAL, e Mons. Poggi, cappella-
no di fabbrica, in rappresen-
tanza dell'Arcivescovo,

Prima di iniziare la distri-
buzione dei doni, l’avv. De Bar-
bieri ha rivolto ai presenti un
cordiale e affettuoso saluto ri-
levando il profondo significato
poetico della solennità dell’E-
pifania festa di tutti i bimbi e
quindi della semplicità e della
purezza, Ai piccoli, e ai grandi
che l’accompagnavano, il Presi-
dente ha augurato benessere e
felicità in quella grande fami-

glia ansaldina che, anche in
questa circostanza ha dato
un’altra chiara dimostrazione





In alto: l'imponente aspetto delle sale dello « Splendor », del-

l'« Astoria » e del « Massimo ».
il Prefetto di Genova e il Direttore Centrale ing.

nistra:



Zirilli consegnano i doni. Mons. Pangrazio, Vescovo Coadiu-
tore di Livorno partecipa alla distribuzione dei doni ai fi-
gli dei dipendenti del Cantiere Orlando.









del suo cordiale affiatamento
e della sua fusione. Calorosi
applausi hanno salutato le pa-
role del Presidente. -

Anche il Prefetto ha voluto
rivolgere il suo saluto ai pre-
senti esprimendo la sua più
cordiale simpatia per gli an-
saldini e per il grande com-
plesso industriale ch’'essi po-
tenziano col loro lavoro, assi-
duo e tenace. Anche il Prefetto
è stato vivamente applaudito.

Si è poi iniziata la distribu-
zione dei doni che si è svolta
tra la più schietta detizia dei
bambini, ai quali gli organizza-
ri hanno anche voluto offrire
un breve spettacolo cinemato-
grafico basato sui meravigliosi
cartoni animati di Walt Disney

Dopo aver assistito alla pri-
ma fase della festa allo Splen-
dor, il Prefetto e i nostri Diri-
genti si sono recati al « Massi-
mo» dove l'avv. De Barbieri e
il dott. Vieari hanno rivolto ai
presenti un caloroso saluto.
All’ Astoria » era presente il
Direttore Generale ing. Lom-
bardi.

La Befana de l’« Ansaldino »
ha fatto pervenire doni speciali
alle piccole Vittoria Lombardi
e Marta Guinasso, entrambe fi-
glie di Ansaidini genovesi e al
bimbo Loris Lambruschi, figlio
di un dipendente del Muggiano,
che, per le loro condizioni di
salute non hanno potuto parte-
cipare alla festa,

A LA SPEZIA

Una giornata, quella del 6
gennaio, che i dipendenti del
Cantiere di Muggiano ricorde-
ranno con soddisfazione, Ur
giornata di festa e di entusia-
smo, una partecipazione totale,
spontanea di consensi che su-
perando tutte le previsioni, ha
fatto di questa Befana del-
l’« Ansaldino » una simpatica e
riuscita festa per grandi e pic-
cini.

Al cinema Cozzani sono con-
venuti circa tremila ansaldini.

Alle ore 9 giungeva la Dire-
ziene del Cantiere al completo
il Direttore del Cantiere Ing.
Dott. Bruno Palenzona, il V.












sparata
































































































Direttore Ing. Avanzini, il V.
Direttore Amm.vo Rag. Carlo

Traversa, il capo della Sala
Studi Ing. Mori, il Comandante
Beretta. Erano invitati il Pre-
fetto Dott. Pompeo Gorini, va-
rie autorità civili e militari e

S. E. il Vescovo.
Dopo la presentazione fatta
dal nostro (Galli, ha preso la

parola il direttore del Cantiere
Ing. Palenzona che ha illustra-
to il profondo significato della
festa, rivolgendo ai piccoli un
paterno affettuoso saluto, E’
stato molto applaudito,

S. E. il Vescovo Mons, Stella
rivolgeva quindi a tutti i pre-
senti un fervido augurio.

Dopo la: proiezione di un film
si procedeva all’estrazione dei
premi e alla consegna dei doni.

A LIVORNO

A Livorno, la festa della Be-
fana si è svolta nella sala cen-
trale del nuovo fabbricato del-
la mensa aziendale, in piazza
L. Orlando,

Erano ad attendere i fanciulli
e gli invitati il Direttore Ing.
Rovetto e'Signora, il V. Diret-
tore Stud. Ing. Di Pietrantony
e Signora, il Condirettore Dott.
Scalari, il V, Dir. Esere. Ing.
Grillo, il Vescovo Coadiutore
Monsignor Pangrazio, il V. Pre-
fetto Dott. Ercelli, il Col. Gaz-
zo del genio navale, e numero-
se personalità.

Dopo le simpatiche e affet-
tuose parole di saluto pronun-
ciate dal Direttore Ing. Rovet-
to, al quale ha fatto seguito il
Vescovo Coadiutore, si è pro-
ceduto al sorteggio di 10 bel-
lissimi premi (5 automobili a
pedale e 5 bambole giganti).

Subito dopo sono stati con-
segnati oltre mille pacchi con-
tenenti bellissimi doni.

















A. sinistra: l'ing. Palenzona,
Direttore del Cantiere di Mug-
giano, inizia la distribuzione
dei doni durante la festa svol-
tasi nel Teatro « Cozzani >» al-
la Spezia.

Nelle altre fotografie piccoli
protagonisti della festa.





| LA RUBRICA

DEL MEDICO |



ui

e lavoro umano

frutti dell’opera ramazzinia-
I na non furono però imme-

diati: le condizioni econo-
miche e sociali di quei tempi
non lo potevano consentire.

Per assistere all’affermarsi
di questa disciplina in tutti i
paesi civili bisognò arrivare al
secolo scorso, quando l'enorme
sviluppo dell’industria, dei
commerci, dei trasporti, i pro-
gressi delle scienze applicate ©
l’utilizzazione di muove fonti
di energia, il sostituirsi di
grandi opifici ai piccoli labora-
tori artigiani, crearono condi-
zio tali che non poterono non
attirare l'attenzione dei medici,
dei sociologi, degli uomini po-
litici sulla necessità di proteg-
gere la salute dei lavoratori.

E di pari passo con il pro-
gredire degli studi medici ap-
plicati al lavoro furono ema-
nate in tutti i Paesi civili di-
sposizioni legislative per l’as-
sicurazione degli infortuni ©
delle malattie professionali;
nonchè per la loro prevenzione
nei più diversi campi del lavoro

A Luigi Devoto, appartenen-
te alla Scuola Medica Genovese,
va il grande merito di aver fon-
dato a Milano nel 1905 la prima
Clinica del Lavoro, che nel no-
stro Paese fu ed è tuttora un
centro animatore di studi e di
ricerche.

E mentre sorgevano in Italia
ed in altri Paesi altre istituzio-
ni con analoghe finalità, la Me-
dicina del Lavoro andò assu-
mendo sempre più chiara au-
tonomia con ben definito .con-
tenuto, limiti e finalità.

Possiamo affermare che, men-
tre alcune malattie professio-
nali possiedono precisa indivi-
dualità clinica, altre invece
presentano sintomalogia per
molti aspetti simile a quella di
malattie cosidette «comuni »,
dalle quali però devono esse-
re in ogni caso differenziate ai
fini preventivi , elinici, assicura-
tivi ed assistenziali.

Ma indirizzo moderno del-
la Medicina del Lavoro è so-
prattutto quello di prevenire le
malattie direttamente o indi-
rettamente condizionate al la-
voro; essa pertanto non deve
interessarsi soltanto della dia-
gnosi e della cura delle malat-
tie conclamate, ma dallo studio
di queste deve saper trarre i
necessari elementi che possono
consentire la diagnosi precoce
e quindi la rimozione dei rischi
inerenti a determinate lavora-
zioni 0, quando ciò non sia pos-
sibile, il tempestivo allontana-
mento dell’operaio dal lavoro
risultato nocivo.

La Medicina del Lavoro trova
poi largo campo di studio e di
applicazione nell’orientamento
e nella selezione professionale,
attraverso l’esame dell’intera
personalità psicofisica del fu-
turo lavoratore e del lavoratore.
Tali indagini potranno non so-
lo mettere in rilievo elementi
di controindicazione a de-
terminate professioni (e quin-
di svolgere pure una azione ef-
ficace nella prevenzione degli
infortuni e delle malattie), ma
porre anche in evidenza specia-
li attitudini che potranno me-
glio in seguito svilupparsi.

In tal modo sarà possibile
contribuire alla realizzazione
della indispensabile armonia
fra l’uomo e il suo mestiere,
tanto importante perchè capace

di dare al lavoratore quel sen-
so di soddisfazione nell’eserci-
zio della sua professione, che è
elemento essenziale anche per il
suo rendimento e per la sua
produttività,

La Medicina del Lavoro è poi
caratterizzata da un continuo
rinnovarsi del suo contenuto:
infatti, mentre problemi, già
gravi e preoccupanti, possono
essere più o meno rapidamente

risolti per effetto di razionali
misure di prevenzione, il con-
tinuo progredire delle scienze

applicate pone ogni giorno nuo-
vi problemi di ordine clinico e
preventivo,

Da tale constatazione deriva
per il medico del lavoro la ne-
cessità di un continuo aggior-
namento della propria cultura,
non solo nel campo fisiopatolo-
gico e clinico, ma anche in quel-
lo più propriamente tecnologico,

La Medicina del Lavoro deve
quindi estendere il suo campo
di studi e di osservazione al
luogo stesso del lavoro per ri-
levare condizioni ambientali €
strumentali aventi interesse fi-
siopatologico e clinico al fine di
meglio proteggere l'integrità fi-
sica e psichica del lavoratore.

Da quanto esposto in questi
due brevi articoli risulta quin-
di che la Medicina del Lavoro,
pur essendo nella sua essenza
una disciplina clinica, possiede
un proprio campo di azione,
propri mezzi di osservazione e
di studio per la soluzione di
importanti problemi, spesso di
vasta portata sociale,

Il medico del lavoro deve
quindi essere anzitutto «un
medico » nel senso più profon-

do c completo della parola e
deve inoltre possedere cono-
scenze particolari per poter be-
ne assolvere il delicato compito

Egli dovrà quindi essere sor-

retto da una particolare prepa- "

razione scientifica, clinica e
professionale, e dovrà essere
animato nel suo operare da pro-
fondo senso di sensibilità so-
ciale e di solidarietà umana,

Così soltanto egli potrà posse-
dere quella forza morale e quel-
l'ascendente indispensabile per
poter utilmente compiere l'ope-
ra sua.

prof. Francesco Molfino

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1l

\ ECHI DELLA BEFANA

Ci troviamo nell’assoluta im-
possibilità di pubblicare tutte
le innumerevoli lettere di con-
senso che gli Ansaldini piccoli
e grandi ci hanno fatto perve-
nire in occasione della festa
della Befana, da noi organizza-
ta. Ringraziamo tutti, di gran
cuore.

Riproduciamo in fac-simile
due letterine di bimbi, che ba-
sterebbero da sole a ripagarei
abbondantemente del lavoro
compiuto; e, tra quelle degli
adulti, ne riportiamo due, la
prima delle quali ha il pregio
d’una testimonianza obiettiva,
laltra quello d’una critica cor-
diale e intelligente.

Scrive il signor
di Livorno:



Mazzaniini,

Spett. Redazione de
« l'Ansaldino »,

Nel quadro della multiforme
attività svolta dalla nostra Di-
rezione per incrementare ogni
possibile forma di collabora-
zione con tutti i dipendenti e di
assistenza ai meno abbienti, ho
assistito questa mattina, nella
ricorrenza dell'Epifania, ad u-
na manifestazione tra le più
simpatiche e significative: la
distribuzione dei doni ai figli
degli ansaldini,

La lieta cerimonia si è svol-
ta nei moderni locali della
nuova mensa; nell'ampia sala,
affollata da molti bambini, ha
regnato per alcune ore una
grande animazione ed una vi-
vacità indescrivibile: risate, ri-
chiami, scherzi e, soprattutto,
gioia, una gioia schietta e sem?
plice che solo possono avere i
bambini in un momento di fe-
licità.

Dopo che il signor Direttore
ing. Rovetto con buone e com?
prensive parole ha illustrato ai
piccoli ospiti lo scopo della fe-
sta, è stato invitato a prendere
la parola S, E. il Vescovo della
nostra Città, mons, Pangrazio,
il quale ha rivolto ai piccoli
molte belle e gentili espressio-
ni, complimentandone alcuni
più vicini, Successivamente ha
avuto inizio la distribuzione
dei tanti e bellissimi doni che
i piccoli ansaldini hanno rice-
vuto con gli occhi sfavillanti di
gioia e di emozione, stringen-



Va DR

sA ch cha





DO

veto, AGG visore



ci











doli a sè
contenti.
fo non ho usufruito in alcun
modo di tale distribuzione, non
avendo nè figli nè nipoti in te-
nera età; nella manifestazione
di oggi ero soltanto una spet-
tatore, ma sento ugualmente il
dovere e il desiderio di ringra-
ziare la nostra Direzione per
questa nobile iniziativa che ha
dato a tanti piccoli la possibi-
lità di essere felici in un gior-

e portandoseli via








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no, come questo dell'Epifania,
che è dedicato proprio a loro.

ed il mio ringraziamento sia
inteso anche a nome di tutti, a
nome sopratutto di quei bam-
bi resi oggi così felici. Distinti
saluti,

TULLIO MAZZANTINI

Dal canto suo, il signor Caz-

zulini, del Cantiere di Sestri,
ci serive:

Caro Ansaldino,

ho partecipato, con la mia

bambina, alla festa della Befa-

na, organizzata dall’Ansaldo, al
Teatro Massimo di Sampierda-
rena. Ho osservato, con piacere,
una perfetta organizzazione de-
gna del più wivo elogio ed i
bellissimi doni assegnati a tut-
ti i bambini,

Per questo desidero, anche a
nome di diversi ansaldini pre?
senti, rivolgere un ringrazia-
mento alla Direzione dell’An-
saldo e a tutti gli organizzatori
di questa riuscitissima e sim-
paticissima festa.

A tal uopo mi sia concesso
di esprimere il mio modesto
punto di vista su un particola-
re, sempre per la perfetta riu-
scita di dette iniziative: io
proporrei di abolire il sorteggio
finale dei premi speciali, dato
che alla fine ho visto diversi

bambini piangere (non la mia
bambina che, essendo ancora
piccola, non comprende) perchè

la sorte non li aveva favoriti.
Se gli organizzatori vorranno
sempre aggiungere detti premi,
potranno farlo con altro siste-
ma (ad esempio concorso su
l’Ansaldino) consegnando il do-

no speciale a parte
cerimonia.
Chiedendo venia di tanta li
bertà, rinnovo i miei più fer-
vidi ringraziamenti e distinta”
mente saluto.
ENRICO CAZZULINI
L'osservazione circa l’estrazio-
ne dei «premi speciali» ci
sembra assennata e giusta. Ne
terremo conto per l'avvenire.

; fuori dalla

Le poche iettere quì riprodot-
te bastano a provare come gli
Ansaldini abbiano ben capito
e apprezzato nella giusta misu-
ra lo spirito con cui la festa
della Befana è stata organiz-
zata,

Una sola nota stonata. La
Sezione Sindacale FIOM dello
Stabilimento Meccanico ha mes-
so in circolazione un manife-
stino in cui, tra l’altro, è detto:

«LAVORATORI! La Direzione
Ansaldo cerca di far breccia col
suo palernalismo grossolano
toccandoci negli affetti più cari,
Essa si è sempre dimostrata sor-
da ad ogni miglioramento sala-
riale da noi richiesto; ci ha ne-
gato quell’acconto sull’indenni-
tà di mensa che ci occorreva per
comprare gli indumenti inver-
nali ai nostri bambini e, per
contro, ecco che si atteggia a
benefaltrice con « la Befana de
l'’Ansaldino »..,

Siamo abbastanza emancipati
da non credere più nella... Be-
fana. Molti nostri compagni di
lavoro, come padri di famiglia,
hanno esperimentata sulla lo-
ro miseria la generosità del-
l’Ansaldo, Del resto è una gene-
rosità a buon mercato, questa
dellAnsaldino: che la Direzione
ha stornato il contributo che
prima versava alla Befana del-
l’ENAL per impiegarlo in questa
manifestazione di paternalismo,

L'Ansaldo non regala niente...
ll paternalismo della Direzione
è così frustrato dalla nostra
convinzione che il « regalo » del-
l’Ansaldino non è che una pic-



colissima parte dei nostri di-
ritti.., »
Ci sarebbe facile dare una

risposta dura a questi signori
che approfittano anche di una
piccola festa dedicata ai nostri
bambini per seminare, a van-
vera, risentimenti e odio, sotto
un pretesto pseudo-politico. Ci
sarebbe facile, ma non lo fa-
remo. Siffatte concioni si com-
mentano e si condannano da sè,



Il premio “Almanacco”

Come annunciato nel n.

22 de «l’Ansaldino», nei
prossimi giorni verrà e-
stratto, presso la nostra

Redazione, un premio abbi-
nato ad un numero del-
l’« Almanacco 1956 », consi-
stente in un rasoio elettrico
« Philips » a due teste.

Il numero estratto sarà
reso noto da « l'Ansaldino »
del 1.0 febbraio.



I donatori di sangue

livornesi ringraziano

Il Consiglio Direttivo della
« Associazione Livornese Vo-
lontari del Sangue » esprime
il suo vivo compiacimento e
ringrazia tutte le maestranze
del Cantiere Ansaldo per aver
spontaneamente aderito a ver-
sare 10 lire mensili pro-capi-
te a favore dell’Associazione.

Tale gesto sia di sprone al-
le maestranze degli altri Enti
ed Industrie in modo da met-
tere l’Associazione stessa in
condizioni di poter portare un
aiuto materiale a coloro che
donano il proprio sangue,

12



Circoli del cinema

La Direzione
dell’ Enal ha concluso un
accordo con il « Centro Uni-
versitario Cinematografico »,
in base al quale il Ceniro stes-
so, accogliera le adesioni de-
gli enalisti e famigliari alle
stesse condizioni degli studen-
ti universitari.

Gli spettacoli cinematografi-
ci, programmati dal Centro,
saranno proiettati ogni vener-

Provinciale



ll « CRAL Ansaldo e Con-
sociate », nel porgere a tut-
ti gli ansaldini i migliori
auguri per il nuovo anno,
ricorda che è aperto il tes-
seramento per il 1956.

Il costo della tessera è di
lire 425 trattenibili in tre
rate e la quota mensile di
associazione è di lire 25,
anch'essa trattenibile sul
foglio paga.







dì dei mesi di gennaio, feb-
braio, marzo, aprile e maggio,
al « Cinema Enal dei Muti-
lati » (Casa del Mutilato, cor-
so Aurelio Saffi), alle ore 21.

L’abbonamento alle quattro
proiezioni mensili costa lire
300, mentre l'abbonamento per
l’intero ciclo gennaio-maggio
costa lire 1.300; le tessere si
ritirano presso l’Ufficio arte e
cultura della Direzione Pro.
vinciale dell’ Enal (Piazza
Campetto 10 - Tel. 28.545 -
28.546),

Ecco il programma;

Gennaio - Rassegna persona-
le di Clouzot: « Il Corvo =»;
« Manon »; « Vite vendute »;
« Un marito per mia madre ».

Febbraio - 1-15: rassegna di
W. Disney: « Biancaneve e i
sette nani »; « Fantasia »; « Sa-
ludos amigos » - 15-28: rasse-
gna del Risorgimento: «1860»;
« Pattuglia sperduta ».

Marzo - « Senso »j « Brigan-
te di Tacca del Lupo »; « Mu.
lino sul Po»; « Cronache di
poveri amanti ».

Aprile - Rassegna di Shake-
speare: « Amleto »; « Enrico
V.»; «Macbeth»; « Giulietta
e Romeo »; « Giulio Cesare ».

Maggio - Programma scelto
dai soci mediante referendum.
Verranno inoltre programmati
film a passo ridotto (16 mm.)
in una sala ancora da desti-
narsi e precisamente: « Fug-
giasco »; «Settima croce»;
« Ladri di biciclette »; « Basto-
gne »j « Cartoni animati ».

I concerti al Comunale

Al Teatro Comunale del-
l’Opera si svolgeranno i se-
guenti concerti:

29 gennaio 17,15: Direttore
Franz André - Violoncellista
Ottomar Borwitzky.

5 febbraio 17.15: Direttore
Fernando Previtali.

12 febbraio 17,15: Rappre-
sentazioni di «Hansel e Gre-
tel» di Humperdinck, opera-
fiaba.

Si porta a conoscenza de-
gli associati che la Dire-
zione del «Cral Ansaldo e
Consociate » si è trasferita
nella sede di Sampierdare-
na, via Achille Stennio 5-1,
tel. 41.959.





Quando le mogli sono in vacanza

E° la prima volta che se-

gnaliamo un film con
Marilyn Monroe, e ci spie-
ghiamo subito. Si tratta di
una commedia, che risente
della sua origine teatrale,
tutta girata in interni e ba-
sata sull’ottima interpreta-
zione del protagonista, che
ha saputo creare un convin-
cente personaggio. Attraver-
so una sceneggiatura abba-
stanza vivace e un dialogo
colmo di sottintesi; il film
contiene più di una punta
satirica contro alcuni aspetti
della vita moderna america-
na, come la mentalità « ga-
lattica » dei ragazzi, la pub-
blicità televisiva, la disin-
voltura sportiva, i trucchi
dell'editoria fumettistica, il
rigore dei ristoranti vegeta-
riani etc. Il protagonista è
un marito rimasto solo in
città sotto la canicola, un
marito morigerato e serio,
nonchè abbastanza timido,
almeno tanto timido a fatti
quanto sbrigliato nella fan-
tasia.

E Marilyn Monroe che
c'entra? C'entra perchè ha
affittato per l'estate l'ap-
partamento sopra quello del
protagonista, e in seguito al-
l’accidentale caduta di un
vaso (tutti vedono che è di
pomodori, ma il nostro dop-
piaggio lo ha chiamato « di
patate ») piomba in casa del
marito solo, Ma niente pau-
ra, si tratta di una Marilyn
Monroe che è una brava ra-
gazzotta che spedisce il pa-
drone di casa dalla moglie,
con ottimi consigli e racco-
mandazioni, e resta nell’ap-
partamento a realizzare il
suo sogno estivo; l’aria con-
dizionata.

IL PORTOGHESE

GINESELEZIONE





are lettrici, le feste sono
(passate ed in ogni casa, per

l’occorrenza, è avvenuto,
come dire, un po’ di scompi-
glio: via vai di parenti e ami-
ci ed i bimbi approfittando
della «loro festa» hanno sco-
razzato, diciamolo pure, con
una certa libertà,

Ora è ritornata la calma; ri-
poste le statuine del Presepe e
conservati, per il prossimo an-
no, i ninnoli lucenti dell'albero
di Natale, il vostro sguardo di
brave massaie è ritornato alla
casa e così, come ogni pittore
si rimira il suo dipinto e con
un tocco qua e uno là ogni
giorno completa la sua opera,
anche voi desiderate apportare
ora una modifica, ora un rin-
novamento per rendere, perchè
no, un piccolo capolavoro il
vostro nido.



Per accontentare alcune delle
nostre lettrici, che ci hanno
gentilmente scritto, questa vol-
te parleremo dei tendaggi più





HO TIRATO LE
3 PALLINE NELLA
MIA CITTÀ NATALE



I NOSTRI CONCORSI

BRAVO CARLETTO |
HAI TOTALIZZATO |
27 PUNTI ED |
(HAI VINTO IL
\GALLETTO.

x

Sy



(Ai



Lun
nani (2



La vignetta rappresenta un baraccone del « Luna Park» dove si
può vincere un galletto tirando tre palline nelle buche di una
cassetta, a condizione di totalizzare 27 punti. In base agli ele-
menti forniti dalla vignetta i lettori, per partecipare al concorso,
dovranno saperci dire qual'è la città natale di Carletto ed inviare
le soluzioni (con l'indicazione del nome e cognome, del numero
di cartellino e dello stabilimento di appartenenza) in Redazione,
oppure consegnarle ai nostri corrispondenti di stabilimento entro
il 31 gennaio. Sono in palio, per sorteggio, numerosi premi così

suddivisi:

120 biglietti di poltrona per il Piccolo Teatro della

Città di Genova « Eleonora Duse » (saranno sorteggiati 60 nomi
di ansaldini, a ciascuno dei quali andranno due biglietti, come
segue: 36 biglietti al MEC, 36 al CAN, 10 alla FON, 14 al MEF,
8 alla DIG, 8 alla CAR, 8 al SAU e al COKE); un volume sulla
fisica dell'atomo al MUG; un volume sulla fisica dell'atomo a LIV.



indicati e convenienti
casa,

Per la vostra camera da letto
niente tendine ai vetri della fi-
nestra, che non sono più di mo-
da, ma grandi tende scorrevoli,
lunghe fino a 10 em, da terra,
rifinite o con un «volant» 0
meglio con tre grandi pieghe di
circa 9 cm. ciascuna con uno
spazio intermedio di 3 em, l’u-
na dall'altra. Di queste pieghe
potrete sempre scucirne una
quando, dopo la prima lavatu-
ra, il tessuto si sarà accorciato,
e potrete quindi avere ancora
la lunghezza necessaria. In alto
un « volant» molto arricciato
scenderà 30 em, dal riloga.

Il tessuto più adatto, per
queste tende, è il « rhodia » in
tinta crema oppure bianco.

Questo sistema vi consentirà
di abbellire anche la più sem-
plice camera e la messa a po?
sto, dopo esservi forniti di tut-
ta l'attrezzatura necessaria (ri-
loga, cordoncino con due picco-
le campanelle da apporre ai ca-
pi dello stesso, pinze-gancetti),
può essere fatta da voi stesse,
magari con l’aiuto di vostro
marito,

Più consigliabile poi è il piz-
zo che va dal più semplice, a
poco prezzo, a quello svizzero,
più costoso, che è resistente al-
la lavatura e facile per la sti-
ratura.

Volendo si può fare l’inqua-
dratura della finestra in dama-
sco 0 tessuto damascato, indi-
cato specialmente per camere
da letto, ritornando un po’ al
drappeggio dell'800, ma più
alleggerito.

Per la stanza dei vostri bim-
bi, sono molto opportune le
tende in cretonne scorrevoli, in
modo da poterle chiudere com-
pletamente per proteggere il lo-
ro sonno o, se tenete la finestra
aperta, serviranno a protegger=
li da improvvise correnti d’aria,

Il cretonne potrete sceglierlo
in tinte chiare e di buona qua-
lità per potere essere facilmen-
te lavato senza che si alterino

per la

i colori. Dello stesso cretonne
potrete fare il copriletto con
ampio «volant» arricciato ai

lati e le fodere delle seggiole.
Oppure, se preferite mettete ai
vetri ricche tende in rhodia e
l'inquadratura della finestra po-
fete ancorla farla in cretonne
uguale al copriletto,

Per la sala da pranzo o tinel-
lo, si può fare come per la ca-

mera da letto una grande tenda
scorrevole, sempre in tessuto
rhodia, « voile » svizzero, «ma-
dras », con inquadrature in da-
masco o tessuto damascato; "se
preferite la sola inquadratura
mettete le tendine ai vetri, co-
me già sopra accennato,

Particolare attenzione dovrete
usare nella scelta di questi tes?
suti; chè, se per le camere ‘s0-
no consigliabili tinte unite e de-
licate, per la sala invece potre-
te adottare qualche colore più
vivace che renderà più allegro
l’ambiente.

Per la cucina usate quei tes-
suti in cotone a fiori o a «poisn,
che potrete lavare molto spesso
e che voi confezionerete con un
bel « galletto » alto 3 em, entro
il quale farete passare le mo-
derne bacchette a molla. A se-
conda del vostro gusto potrete
adornarle con un piccolo « vo-
lant ».

Ricordate che la lunghezza
deve essere circa 40 em. da terra.



In molte case moderne non e-
siste la porta che dall’ingresso
immette nell'intero appartamen=
to: esiste invece un arco aperto

che si può chiudere con una
tenda scorrevole in velluto o
anche in un bel cretonne pesan-
te a tinte sfumate, divisa in
due, e trattenuta ai lati se l’ar-
co è grande, oppure in una ten-
da unica che, se si desidera più
elaborata, si può fare più îun-
ga e drappeggiarla in alto, trat-
tenendola con una grande nap-
pa, come potete osservare nel
disegno.

LILIANA



INFLUENZA.
prima precauzione: {subito una vera squisita

{ ARDUÎN

la specialità medicinale che da
28 anni ha prevenuto fanti ma-

lanni e contribuito a
sul nascere fante

stroncare
infermilà.

Ma... state attenti alle contraffazioni
Esigete bene la vera “ARDUIN,,

al Limone, all’ Arancio o al Ribes

La trovate ovunque nelle migliori farmacie



13

“I° ANSALDINO” RISPONDE leciproco rispetto



Il rinnovato clima democra-
tico — pur tra divergenze di
opinioni e di apprezzamenti
— mentre consente di muo-
vere aspre critiche, se del ca-
so, a questo o a quell’indivi-
duo, a questa o a quella isti-
tuzione, permette anche di pro-
cedere a disamine serene ed
obiettive di fatti e situazioni,
che, o per loro natura, o per
contingenze particolari, son
ben lungi dal rispondere a
quei requisiti che le circostan-
ze richiedono.

Se io pertanto — valendo-
mi di quella libertà di paro-
la che la Costituzione garan-
tisce — mi appresto ad un esa-
me critico d’un complesso di
fatti che giudico controprodu-
centi per ambe le parti in cau-
sa, non è per amor di critica
o perchè pregusti la soddisfa-
zione di poter finalmente diri-
gere i miei strali verso un
qualsiasi obiettivo. Io concepi-
sco la critica in funzione co-
struttiva: onestamente penso
che nessuno dovrebbe godere
dei motivi, che eventualmente
gli si offrissero, che dessero
adito a critiche; chi ne godes-
se, chi ne abusasse per amor di
parte invece di usarne per
amor di pace e di equilibrio,
costui dico, rinuncerebbe alla
sua dignità di uomo e di cit-
tadino.

Stabilite pertanto le dispo-
sizioni d'animo con cui inten-
do precedere, veniamo ai fatti.

E’ noto che la vita dell’ope-
raio presenta tre differenti
fasi: dapprima si ha l’appren-
distato; poscia un periodo di
pienezza di forze fisiche e
mentali durante il quale, spe-
cie se l'apprendimento fu suf-
ficiente e se si è avuto un
adeguato esercizio, il lavoro
dà buon rendimento; infine vi
è il declino del rendimento do-
vuto al declino delle attitudini
conseguente alla vecchiaia.
Ognuna di queste fasi reca
con sè i propri problemi e le
proprie esigenze. Io qui non
mi occuperò che della prima
fase: come si vede, non pren-
do le mosse da ragioni di ca-
rattere personale, inerenti al-
la mia categoria. I problemi
dell’apprendistato nell’ambito
dell’Ansaldo - Meccanico non
mi toccano nè punto nè poco;
se me ne occupo, se sto per
mettere in evidenza gravi la-
cune nel processo di forma-
zione degli apprendisti al
Meccanico (poichè questo è
l'oggetto della presente) si è
perchè non mi accontento di
lavorare ad occhi chiusi, sen-
za badare a ciò che mi si agita
d’intorno; perchè penso che
l'armonia delle parti sia neces-
saria per giungere all’armonia
del tutto, poichè è tanto im-
portante il tempo della semi-
na quanto quello della mieti-
tura.

Ho detto più sopra che nel
periodo di pienezza delle forze
fisiche e mentali dell’operaio
il lavoro darà un buon rendi-
mento se si sarà avuto un suf-
ficiente apprendimento ed un
adeguato esercizio. Poichè non
è conforme a giustizia che le
aziende considerino l’operaio
solo nel periodo in cui egli è
nella pienezza delle forze, in
cui le attitudini sono iti pieno
sviluppo ed esse possono rica-
vare da lui il massimo rendi-
mento, e lascino che altri
provveda — come può e come
crede — al periodo di appren-
distato. Penso che la forma-
zione di buoni operai sia uno

dei problemi più gravi che i
capi delle moderne aziende
debbano risolvere. Poichè non
basta assegnare questi giova-
ni alle lavorazioni più elemen-
tari attendendo che, con l’e-
sercizio e con l’abitudine, gra-
do a grado, acquistino la ne-
cessaria abilità per le lavora-
zioni più difficili e più com-
plesse. Il procedimento sareb-
be — oltretutto — antiecono-
mico. Occorrerebbe ancora
che essi si trovassero sotto la
guida continua e competente
d’un operaio anziano, che non
avesse altro compito se non
quello di assistere questi neo-
fiti e di indirizzarli grado a
grado alla conoscenza e al do-
minio di tutti quei particolari
del mestiere che non possono
venir appresi altrimenti, Non
solo, ma anche altre conside-
razioni di ordine psicologico
ed organizzativo consigliereb-
bero di non abbandonare a sè
stessi questi giovani, bensì di
seguirli attentamente nel loro
processo di apprendimento, in
modo da indovinarne le atti-
tudini e le disposizioni, onde
avviarli a forme d'attività a-
datte a ciascuno di essi. Poi-
chè l’operaio non può venir
considerato come l’esecutore
meccanico ed uniforme di un
compito; il lavoratore è un uo-
mo il quale nell’officina porta
la sua personalità, con le sue
caratteristiche differenziali; ed
anche i suoi affetti, i suoi sen-
timenti, i suoi pensieri, i suoi
ideali, i suoi interessi.

L’operaio non può essere
considerato avulso dalla vita
che egli vive fuori dell’offici-
na. E’ un errore considerare
l'operaio solo come esecutore
di un’azione che si inserisce
nella complessa organizzazio-
ne dell’officina; ed è un errore
perchè egli non è una macchi-
na fra altre macchine; il suo
compito non si riduce a sorve-
gliare il funzionamento della
macchina e a regolarne l’atti-
vità; l'uomo — ripeto ed in-
sisto — porta nel suo lavoro
tutta la sua personalità e que-
sto si può verificare nel più
semplice dei lavori, perfino
nei lavori che non richiedono
attitudini speciali e che esi-
gono un brevissimo periodo di
apprendimento, ma tanto più
in quelli che richiedono un
non comune patrimonio atti-
tudinale.

La conoscenza del patrimo-
nio attitudinale d'ogni singolo
apprendista penso sarebbe di
estrema utilità — reciproca
utilità nell’indirizzare o-
gnuno di essi a forme defini-
tive di attività professionale.
Di qui l’importanza e la ne-
cessità di seguirli nel loro pro-
cesso di formazione.

Nel nostro caso si verifica
invece il fatto increscioso che
i giovani apprendisti si tro-
vano ad essere iniziati alla
professione in condizioni quan-
to mai inadeguate: abbandona-
ti pressochè a sè stessi, e in
pari tempo costretti a subire
le continue e contrastanti in-
terferenze di una folla di « an-
ziani », ognuno dei quali vuol
dir la sua, senza che se ne
trovino due soli che .concor-
dino nelle conclusioni. Non
solo. A parte questi inconve-
nienti di carattere, diciamo co-
sì tecnico ed organizzativo, al-
tri ve ne sono, non meno gra-
vi e controproducenti.

Qualunque sia il giudizio
che si voglia portare sui mo-
tivi oggettivi che la determi-
nano, sì deve riconoscere che
l'operaio della moderna indu-

stria ha oggi profonda avver-
sione per il suo lavoro e per
l'officina ove lavora, Egli è in
un permanente stato d’animo
di ostilità verso chi lo fa la-
vorare, sia esso il datore di la-
voro o il capo d’industria, od
anche verso chi è strumento
dell’organizzazione del lavoro
e dal quale egli gerarchica-
mente dipende: il caporeparto,
il capofabbrica, l'ingegnere.
L’avversione dell’operaio mo-
derno si estende verso l’orga-
nizzazione dell’officina e verso
il « sistema» economico del
quale egli si ritiene vittima.

I motivi soggettivi di questo
stato d’animo sono vari. L’ope-
raio della moderna industria
constata che il lavoro, per le
condizioni in cui si esercita, è
una continua minaccia per la
integrità della sua personalità
fisica e morale; constata an-
che che ‘con l’avanzare della
età le abilità diminuiscono e
le attitudini perdono efficacia;
sa, almeno per la esperienza
dei compagni, che gli pesa sul
capo la minaccia dell’infortu-
nio e delle malattie di lavoro;
sa anche che le varie provvi-
denze sociali attuate per difen-
derlo dall’infortunio, dalle ma-
lattie, dalla vecchiaia sono
inadeguate; lo spettro della di-
soccupazione, come realtà sem-
pre possibile e immanente, de-
termina in lui uno stato an-
sioso, Questo quadro, già di
per sè fosco e preoccupante,
viene ancor più esacerbato
dalle continue ed aspre lotte
sindacali che ne derivano,

L’adolescente che, reduce
dagli ultimi trastulli, varca
per la prima volta le soglie di
un'officina, si trova di punto
in bianco immerso nel bel
mezzo d’un ambiente infocato,
nel quale la prima cosa che
apprende — al di fuori e pri-
ma d’una qualsiasi esperienza
personale — è l’irriverenza
verso i superiori, il « menefre-
ghismo » in tutti i suoi toni e
sfumature e sotto ogni riguar-
do.

Ripeto che, qualunque sia il
giudizio che si voglia dare sui
motivi oggettivi di queste av-
versioni, il fatto non può es-
sere ignorato, e comunque lo
si interpreti, esiste ed è una

delle piaghe più dolorose del-
l'industria moderna, la quale,
trasmessa ai giovani, minaccia
di perpetuarsi nel campo con
grave pregiudizio dell’attività
futura.

Per rimediare a questo stato
di cose, occorre certo dare un
diverso assetto economico al-
la società; ma, poichè questo
non sappiamo se o quando po-
trà essere una realtà, è neces-
sario frattanto porre in opera
ogni mezzo affinchè l’operaio
riprenda -ad amare il suo la-
voro, la sua officina, perchè si
interessi al lavoro che compie,
perchè si riconosca elemento
fattivo ed indispensabile della
vita del lavoro o almeno supe-
ri e vinca l’attuale stato d’ani-
mo di permanente avversione
ed ostilità. Per ottenere que-
sto occorre attuare tutte quel-
le forme dell’ordinamento del
lavoro che hanno per presup-
posto il riconoscimento che il
fattore principale del lavoro
industriale è il fattore umano.

Una delle vie per le quali
— in progresso di tempo — si
può pervenire alla realizzazio-
ne d’un miglior assetto orga-
nizzativo delle aziende e con-
seguentemente al migliora-
mento — oltre che della pro-
duzione — anche dei rapporti
fra le varie categorie azienda-
li è appunto quella di curare
diligentemente la formazione
degli apprendisti, indirizzando
ciascuno a forme di attività
adatte alle disposizioni attitu-
dinali di ognuno di essi.

Non avremo per questa via
risolto la questione sociale,
ma avremo reso meno grave
e meno dolorosa una situazio-
ne che conduce fatalmente a
conflitti e contrasti; avremo
cooperato cioè, se pur in mi-
sura modesta, alla pacificazio-
ne sociale; quanto meno, se
questo non si vorrà riconosce-
re, avremo compiuto opera di
giustizia sociale, di umana so-
lidarietà.

VITO ROMAGNOLI (MEC)

Giriamo questa lettera — a
nostro avviso piena d’osserva-
zioni acute e interessanti —
alla Direzione che, ne siamo
certi, la terrà mella dovuta
considerazione.

ll signor Renato Albani del Can-
tiere « Orlando » di Livorno ci in-
via il seguente articolo, che vo-
lentieri pubblichiamo, pienamente
condividendone. i concetti.

Siamo all'anno nuovo e il
desiderio di tutti noi che ap-
parteniamo a questo grande
complesso industriale quale è
l’Ansaldo è quello di una
maggiore affermazione della
nostra quotidiana e laboriosa
opera, sia questa al servizio
del nostro Paese che per
l’estero,

Bisogna che ognuno di noi si
renda conto di quanto valga
la concordia di tutti i lavora.
tori coscienti di sentirsi qual-
cuno su questa terra. Mettia-
mo al bando tutto ciò che può
essere motivo di discordia fra
noi; pensiamo, più fiduciosi,
ad un avvenire sempre mi-
gliore, nell’ambito della paro-
la «libertà »; che il rispetto
sia reciproco tra gli uomini
tutti, dirigenti, tecnici, capi,
operai; soprattutto tra capi e
operai, che sono quotidiana-
mente a contatto diretto.
Quante volte una buona paro-
la, una gentilezza è fonte
di una incalcolabile collabora-
zione! Purtroppo invece notia.
mo molta superbia e altret-
tanta presunzione; questo è un
difetto che danneggia moltis-
simo il buon esito del lavoro
e, quel che più conta, incide
fortemente sul morale di chi
subisce le conseguenze di que-
sto affronto poco civile. Ciò
sia di monito a tutti, anche se
detto da una umilissima per-
sona. Siamo ancora giovani in
tema di democrazia, e per
quanto non sia molto facile
attuarla, un popolo come il no-
stro che vanta una millenaria
civiltà non può tardare oltre
a formarsi su questa via trac-
ciata da Paesi che da noi stes-
si furono scoperti.

Mi augurio che ciò sia di in-
citamento a tutti i bravi ed
onesti lavoratori dell’Ansaldo,
i quali senza dubbio pensano
che al di sopra di ogni anta-
gonismo ideologico vi è una
cosa sacra, di inestimabile va-
lore, di amore e di passione:
la famiglia!

Auguro, ai cari amici e colle-
ghi ed alle loro famiglie un
buon anno di prosperità, di la-
voro e di pace, che in fondo è
il desiderio dell’umanità in-
tera. RENATO ALBANI (LIV)





MANNITE.
DUFOUR

II prodotto di fiducia





14



Sono nati

27 settembre: MARIA, figlia
dell'ing. Francesco Casaretto
(Dig) e di Angelica Rossi -
22 ottobre: CLAUDIO, figlio
di Giovanni Tedeschi (Liv) e
di Armanda Ciompi - 8 n9-
vembre: ROBERTA, figlia di
Bruno Neri (Liv) e di Lore-
dana Mattei - 11 novembre:
SABINO, figlio di Antonio Ca-
radonna (Can) e di Elisa Fa-
letti - GIOVANNA, figlia di
Luigi Romano (Mec) e di
Wanda Repetto - FRANCE-
SCA, figlia di Giuseppe Cavi-
glio (Fon) e di Angela Cal.
cagno - 13 novembre: CLAU.
DIO, figlio di Amleto Tantar-
dini (Liv) e di Franca Mar-
rucci 17 novembre: GRA-
ZIELLA, figlia di Francesco
Sotgia (Mec) e di Francesca
Ruin - 19 novembre: CLAU-
DIO, figlio di Armando Pic-
chioni (Mef) e di Giuseppina
Rosso - 20 novembre: CINZIA,
figlia di Giovanni Cordì (Mef)
e di Maria Stefanini - 21 no-
vembre: GAETANO, figlio di
Serafino Di Giacomo (Can) e
di Carmela Borriello - GA.
BRIELLA, figlia di Mario
Garbarino (Mec) e di Piera
Romano - 22 novembre: PAO-
LA MICHELA, figlia di Do-
menico Pampirio (Car) e di
Tatiana Ghirelli - 23 novem.
bre: GIAN PAOLO, figlio di
Giuseppe Solimano (Mec) e
di Maria Adele Borzone - 25
novembre: FRANCA, figlia di
Remo Aldinatti (Mec) e di
Adele Pagliai - 29 novembre:
MARGHERITA, figlia di Giu-
seppe Repetto (Mef) e di Ma-
ria Oliveri - 30 novembre:
ELENA, figlia di Renato Cas-
sullo (Mec) e di Elsa Tansi
1° dicembre: PAOLA, figlia
di Giuseppe Baldini (Fon) e
di Eugenia Gatti - 7 dicembre:

IVO, figlio di Natale Pisano
(Can) e di Francesca Arturi -
8 dicembre: GIUSEPPE, figlio
di Fortunato Santi (Liv) e di
Carla Vanni - 9 dicembre:
CATERINA, figlia di Pierino
Pieranni (Mec) e di Rosa
Vecchio - MAURO, figlio di
Alessandro Moccagatta (Can)
e di Wanda Borgatta - 11 di-
cembre: PAOLO, figlio di
Luigi Bono (Can) e di Car-
lotta Olivieri - GABRIELLA,
figlia di Tito Armanini (Mec)
e di Iolanda Cipollina - 15
dicembre: DANILO. figlio di
Pierino Picollo {Mef) e di An.
gela Orecchiai - SERGIO, fi-
glio di Gino Rocca (Car) e di
Lilia Alberti - LEONARDO,
figlio di Bruno Lelli (Liv) e di
Maria Cherchi - ANGELO. fi-
glio di Pietro Pavese (Sau) e
di Giuseppina Torre - 25 di-
cembre: MARTA. figlia di Ste-
fano Pizzorni (Mec) e di Ma-
ria Pizzorni.

A tutti i miccolissimi « an
saldini » ed ai ioro genitori i
nostri auguri più fervidi.

Si sono sposati

2 giugno: Giorgio CAMERA
(Mec) con Amalia Badini - 13
luglio: Arcangela MIGLIET-
TA (Mec) con Carlo Altich'e-
ri - 6 agosto: ing. Sergio VEL-
LA (Mec) con Sara Cadeddu
- 24 agosto: Antonio GAGGE.
RO (Mec) con Bartolina Bei-
toli - 9 ottobre: Leonardo TA
GLIAFICO (Fon) con Maria
Saulle - 21 ottobre: Alfredo
BIANCHI (Liv) con Bruna
SAMBALDI - 13 novembre:
Paolo PASTORINO (Fon) con
Adelina Blondet - 15 novem-
bre: Nilo PACHETTI (Liv)
con Marisa Tosi - 20 novem-
bre: Renzo LENZI (Liv) con
Pasquina Filide: - 24 novem-
bre: Erminio COSSO (Mec)







Nei giorni 22, 23 e 24 dicembre nei locali della Cassa di Assi-
stenza « L. Orlando » tra i dipendenti del Cantiere Ansaldo di
Livorno, sono stati distribuiti ai soci i pacchi natalizi ed ai
figli e nipoti a carico da uno a 10 anni, i « Buoni Befana » con-
sistenti in buoni spendibili presso negozi convenzionati. La
distribuzione rientra nel programma statutario che prevede
appunto tali uscite compatibilmente con le disponibilità di cas-
sa. Tali disponibilità hanno permesso quest'anno di distribuire
in omaggio, ad ogni socio, un panettone Motta da 3/4 di kg.
ed una bottiglia di moscato spumante. Alcuni pacchi sono stati
distribuiti anche a dipendenti non soci della Cassa ricoverati
in case di cura ed ai bambini di un istituto di beneficenza.

26 no-
Arnaldo NEGRINI
(Mec) con Anita Dellepiane -
3 dicembre: Lina NOVELLA
(Fon) con Aldo Nadalini - 18
dicembre: Renato CANNEVA
(Can) con Elsa Franzil - 26

con Adelina Lanza -
vembre:

dicembre: Giuseppe FRAN
CHINI (Can) con Claudia
Garlando - 27 dicembre: Clau-
dio BECUCCI (Mef) con Er-
nesta Bartolucci.

Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.

PREMI DI ANZIANITA’

CARPENTERIA.

Agostino BRUZZONE - Giu-
seppe GAGGERO - Mario
MAZZARELLO - Mario SGA-
LAMBRO - Angelo RICATTI
- Aldo TORSEGNO.

MUGGIANO.

Adriano ANDREANI - La»
ro BACCHIONI - Ilvo BER-
NABO'’ (tubisti) - Ilvo BER-
NABO’ (marinai) - Cesare
BERTELLA - Severino BER-
TELLA - Fulvio BERTINI -
Bruno CABANO - Ezio CEC-
CARELLI Armido CRE-
SPIANI - Ennio CRESPIANI
Mario FERRI Fiorentino
GALLETTO - Argentina GAZ.-
ZOLI Settimo GENTILI
Giglio GERINI - Parmenio
MALCONTENTI - Dino MAZ-
ZONI - Giuseppe MAZZONI
. Giuseppe MESCHI - Eliseo
MOCCHI - Demetrio MURGIA
- Carlo PADELETTI - Ales-
sandro PAGANO - Ubaldo
POLI - Mario POLICI - Adel
mo RAITI -. Colombo RON-
CALLO Gioacchino SAR-
TELLI - Carlo SCALTRITI -
Luciano STORTI - Irio TAM-
BERI Elvio UGOLINI -
Adriano VENTURINI - Ovidio
ZANELLO - Pasquale ZUC-
CALA’.

MECCANICO.

Giuseppe BANDERA - Edo-
ardo CALESINI - Michele
CAROZZO - Biagio LAZZARI
- Mario MINELLI - Gino REG-
GIANI.

FONDERIA.

Giovanni AGHETTA - Sil
vio BARBIERI - Piero BA-
VASSANO - Romolo BIAN-
CHINI - Agostino BOCCAR-
DO - Cipriano BRENTA - Da-
vide BUCCI - Salvatore FI
CHERA - Natale GUALA -
Michele MACCIO’ - Renato
MENEGHINI Bartolomeo
MERELLO - G. B. PARODI -
Aldo PICCARDO . Rosa POG-
GIO - Giacomo POLESE -
Giacomo ROSASCO . Luigi
TESTI - Bruno TESTINI.

FERROVIARIO.
Gaetano BRESCIA.

CANTIERE.

Francesco ALEMANNI - Al-
fredo AMADEI - Giuseppe
ANELLI - Luciano BALBI -
Alfredo BALDI - Luigi BAZ-
ZURRO - Sestinn BELLACCI
- Armando BENZI - Carlo
BOCCARDO - Giuliano BON-
TEMPI - G. B. BOTTO - Fran-
cesco BRUZZONE . Cristino
CAMPAGNOLI - Sergio CAM-
PAGNOLI - Pietro CASTEL
LO - Armando CAVALLARI
- Luigi DELFINO - Lorenzo
DI GIMINIANI - Angelo ER-
SIMI - Antonio FADDA - Al.
do FEASI . Giovanni FERRA-
RI - Giuseppe FERRI - L'u-
gi FRISCIONE - Antonio
GALLEANO - Ernesto GAL-



Nicolino PARCHESE - Nata-
lino PARODI - Carlo PASTO-
RINO - G. B. PASTORINO -
Angelo PATTERI - Vittorina
PENDOLA - Giulio PIER-
GENTILI - Giovanni PITTA-
LUGA - Giuseppe PUPPO -
Aldo REBORA - Edoardo RE-
BORA - Vincenzo RICCIO -
Armando ROGGERONE -
Giordano ROMERO - Aristide
SPALLAROSSA - Lorenzo
TOSA - Giotto TOSI . Dario
VERGANI - Leonardo ZAF-
FONI - Luigi ZANINI - An-
drea ZARA.

SERVIZI AUSILIARI.
Giovanni COSSA -

GARBARINO ‘- Ambrogio

' GIANNINI - Carla SAVOIA.

DIREZIONE GENERALE.
Pietro NOLI.

LIVORNO.

Ottorino CAROTI - Edoar-
do CASU - Renato CATASTI-
NI . Arasco CERRAI - Mario
CIANTELLI - Renato COL-
LAVERI - Silvano FRESCHI

Bruno LELLI - Giacinto
MELONI - Piero MORELLI -
Dino NARDI - Galliano PAO-
LINI - Armando PENNELLI
- Alberto PIACENTINI - Fer-
dinando SORAVIA - Vincenzo
STIAFFINI - Renato TO
GNOZZI - Solferino VITALI.

Nesio

Marina, figlia di Giovanni Tar-
dito della Fonderia.

LIANI - Giovanni GAUTERO -
Mario GHIO - Audreano GUA-
LA - Cesare GULLO - Ernesto
IGNOTI - Ivaldo ITALI . Sel-
timo LA BARBERA - Brun
LAZZARINI - Ada MANZI -
Erminia MARCHIORI - Gio-
vanni MAZZARELLO - Or-
lando MURALONI - Giovanna
MURATORI - Giuseppe PA-
GANO . Cosima PALMIERI -



Nuova organizzazione vendite rateali
a favore di impiegati e lavoratori

LA S.M.I.T. SOCIETA’ MANIFATTURE ITALIANE TESSILI
con sede in Via San Lorenzo, 12 int. 2 p. t. - rpm]
in cooperazione con importanti fabbricanti — eliminando
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PROPOSTA N. 14915.

La grande pialla Waldrich
ha recentemente subito un
grave ingranamento su una
guida piana di scorrimento. Ad
evitare che ciò possa ripetersi
propongo:

1) ll lavoro di assiematura dei
basamenti (molatura, alesatu-
ra ecc.) ora svolto in prossi-
mità della pialla, sia eseguito
in altro luogo,

2) La tavola della pialla sia
munita di scatole con feltri di
protezione delle guide sia pia-
ne che a V. Questi feltri do-
vendo superare la sfera di te-
nuta olio sui piani fissi nella
parte centrale sono sostituiti
da una spazzola di crine o me-
glio di naylon con fili di diam.
ca. 1 mm. e molto fissi.

Questo sistema può essere
applicato in tutti i casi simi-
lari (pialla S. Eustachio ecc.).
Allego schizzo.

RISPOSTA.

La DOF ha disposto che la
assiematura nei basamenti sia
eseguita altrove. Non si ritie-
ne invece opportuno attuare
la proposta per quanto riguar-
da la protezione delle guide
della pialla. La sfera, nel suo
movimento, provocherebbe lo
strappamento dei fili e li tra-
scinerebbe sotto la guida mo-
bile.

PROPOSTA N. 15304.

Sul disegno A. 19009/172 e
vari, è riprodotto un copia
per riprese dorso palette, nel
quale le sezioni X-X e B-B
non corrispondono ai fianchi
del copia, ma ne distano di ben
10 mm. per parte. Dato che le
quote angolari. sono in funzio-
ne della distanza dall’asse ne
deriva che queste, sui fianchi,
hanno valore sensibilmente di-
verso.

Secondo l’avviso del propo-
nente, al disegnatore non com-
porterebbe alcuna perdita di
tempo se le quote angolari
fossero riferite ai fianchi del
copia, mentre ciò avvantagge-
rebbe di molto l’opera del
tracciatore, in quanto le su-
perfici su cui egli esegue la
tracciatura, sono logicamente
quelle esterne e non quelle
delle sezioni disegnate.

Si prega di voler modificare

i disegni analoghi che si pre-
senteranno in avvenire.

RISPOSTA.

La proposta è accettata. In
futuro sui disegni del tipo se-
gnalato VUTO provvederà ad
indicare, oltre le sezioni XX
e BB, anche le quote corri-
spondenti all’estremità del
tassello.

°

PROPOSTA N. 5337.

Sono alle dipendenze del-
l’Ansaldo da oltre 15 anni e
non ho mai notato in tutto
questo tempo variazioni di
profili e di spessori nelle strut-
ture di fusione dei vari motori
Ansaldo, Eppure in questi ul-
timi anni vi sono state novità
nel campo degli acciai e delle
ghise. Quindi questa mia pro-
posta ha lo scopo di far rive-
dere i calcoli sulla resistenza
dei materiali e di conseguenza
vedere se è il caso di ridurre
gli spessori, modificare la for-
ma delle basi e carcasse moto-
ri. Indubbiamente questa ridu-
zione di materiale apportereb-
be nel campo economico com-
merciale utilità e vantaggi.

RISPOSTA.

Gli spessori dei getti non
sono soltanto in funzione della
resistenza del materiale, ma
nella determinazione di essi
entrano in gioco considerazio-
ni di carattere tecnologico di
cui una importantissima è
quella di facilitare al massimo
la buona riuscita dei getti, di-
minuendo così al minimo la
percentuale degli scarti di
fonderia; scarti che, quando si
verificano, specie per le parti
di grandi dimensioni come
quelle citate dal proponente,
rappresentano un notevole
danno. Circa il migliore sfrut-
tamento delle progredite ca-
ratteristiche meccaniche dei
materiali, si fa notare che le
giuste preoccupazioni del pro-
ponente non hanno ragione di
essere, poichè la potenza ero-
gata dai motori Diesel di no-
stra costruzione è aumentata
gradatamente sino a raggiun-
gere una maggiorazione del
52% senza sovralimentazione
e del 128% con sovralimenta-
zione.

Esempio: il motore 2131/4
da 100 cav. a 375 giri/l’ si

costruisce, senza cambiare le
parti citate dal proponente,
per prestazioni continuative
fino a potenze di 152 cav. a
600 giri/1° non sovralimentato
e fino a 228 cav. a 600 giri/l1’
con sovralimentazione.

Quanto sopra si è consegui-
to per tutti i motori Diesel di
nostra normale costruzione,
evitando le forti spese di nuo-
vi modelli, mantenendo anco-
ra la più vasta utilizzazione
degli stessi organi e conse-
guentemente senza aggravare
il magazzino ed il deposito ri-
cambi regionali.

PROPOSTA N. 15441.

Tutte le volte che bisogna
filettare mandrini per frese
con guida anteriore, dopo a-
ver preparato la macchina, ri-
tirato l'attrezzo e cominciato
il lavoro, si deve sospenderlo
perchè il calibro non entra
nella guida a causa del sovra-
metallo.

Per eliminare perdite di
tempo propone che la filetta-
tura sia eseguita dopo la ret-
tifica completa.

RISPOSTA.

L’osservazione è giusta. Pe-
rò, anzichè modificare il ci-
clo di lavorazione per elimi-
nare l’inconveniente lamenta-
to, si è preferito ridurre op-
portunamente il gambo ante-
riore del mandrino.

°
PROPOSTE N. 11361 e 14839.

Propongono che le lamiere
dei tetti siano ambiancate con
latte di calce, affinchè il sole
non abbia a riscaldarle troppo
durante l’estate rendendo l’a-
ria dei locali sottostanti afosa
e irrespirabile.

RISPOSTA.

Quest'anno si è cominciata
una graduale sistemazione di
sovratetti con aspiratori, per
aumentare la circolazione di
aria e non si è ritenuto per-
tanto di provvedere all’im-
biancatura delle lamiere con
latte di calce il quale acce-
lererebbe la ossidazione e
quindi il deterioramento del-
le lamiere stesse nei punti
non sufficientemente protetti
dal catrame.



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RISULTATI DEL CONCORSO
4 UN FATTO STORICO

La vignetta si riferiva alla morte
di Attillo Regolo che, come è noto,
fu dai Cartaginesi chiuso in una
batte internamente munita di nu-
merosissime punte di chiodi, fatta
poi rotolare per un lungo pendìo.
ln relazione alle norme del con-
corso sono stati sorteggiati nume-
rosì biglietti di poltrona (ci è sta-
to possibile assegnarne oltre 200)
per il Piccolo ‘’eatro « Eleonora
Duse », che sono andati, due per
ciascuno, ai seguenti ansaldini ge-
novesi: Giovanni Galeotti; Federi-
co Rolf; Paolo Sammartino; dr.
Felice Mortillaro; Anna Molle; Gio-
vanna Cassarino; Luciana Santoli-
ni; Cleto Vallebona; dr. Antonio
Chelini; Ines Bozzano; dr. Vincen-
zo Casabona; Gloria Vianello; Fran-
cisca Bocca; Attilio Strada; Leonil-
do Sperti; Paola Corradini; Ettore
Del Torre; Ernesto Bevilacqua; Pro-
spero Senno; Arnaldo Carfì; Etto-
re Luzzi; Ernesto Cattaneo; Cesare
Bottaro; Aldo Orsolino; Giuseppe
Curasì; rag. Paolo Ciniero; Ugo
Santini; Carlo Sandiani; Mario Luc-
chesi; Maria Passagno; Lorenzo
Trevisan; Gerolamo Roba; G. B. Ba-
cigalupo; Angelo Olivieri; France-
sco Delfino; Caterina Fortuna; Al-
berto Banchero; Giuseppe Grassi;
Guglielmo Castellini; Renato Leva;
Sebastiano Chiocca; Angela Ziliani;
Emanuele Calcagno; Cesarina Bri-
ghenti; Mario Venzano; Rosa Baiar-
do; Andrea Rapetti; Tina Catto Se-
mino; Gastone Berto; Maria Ca-
valli; Attilio Castellino; Delia Sa-
ba; M, Bosi; Salvatore Gagliardo;
Andrea Odone; C. Sangiano; Ma-
rio Mancini; Luciano Piana; S. Bon-
tà; Luigi Canavese; Luigi Peloso;
Francesco Polidori; P., Ibidi; Giu-
seppe Benasso; Ferdinando La Fa-
ta; Vittorio Rizzo; N. Puppo; Dino
Lorenzi; Ada Profumo; Luigi Le-
vrero; Ines Pittaluga; Vittorio Co-
lombo; Giuseppina Faldi; E. Oli-
vieri; Giacomo Musanti; Pasquale
Assanelli; Maria Vivado; Ofelia
Cosso; Giuseppina Vandoni; Fran-
cesco Carlevaro; Oreste Volpi; Pie-
tro Bafico; Vittorio Costa Pisani;
Mary Macchitella; Aurelio Maggio-
lo; Luigi Baldini; Renato Colna-
ghi; Natale Risso; Bartolomeo Ce-
ruti; Giuseppe Schelotto; Paolo
Curletto; Giuseppe Consigliere;
Leandro Bonizzone; Ulisse Ciccone;
Luciano Pinceti; Giuseppe Vignati;
Silvio Pieropan; Sergio N i

15

MEMENT |



Il 9 corrente, dopo aver su-
bito un difficile intervento
chirurgico, è mancato a Livor-
no, all’età di 82 anni, l'ing.

Michele BARBONE



Lo Scomparso era stato ap-
prezzato Dirigente del Caa-
tiere « Luigi Orlando » per ol-
tre cinquant'anni ed aveva la-
sciato questo incarico nel mar-
zo 1951, dopo aver diretto per
un ventennio con passione e
perizia l'Ufficio studi scafo.
Fino all’anno scorso aveva pe-
rò continuato a prestare la
Sua opera all’Ansaldo in qua-
lità di consulente.

Ai quattro figli, e in parti-
colare all’ing. Ugo che trovasi
all’Ansaldo in qualità di Capo
sezione scafo, giungano le pro-
fonde condoglianze della fa-
miglia ansaldina e del nostro
giornale.



Roberto Bertocchi; Francesco Ven-
tura; Flavio Guinasso; Fausta Det-
tori; Antonio Piccardo; Aurelia Mo-
dolo; Adolfo Sericano; Silverio Au-
tore; Nello Guglielmi; Pietro Fa-
laschi; Giacomo Della Casa,

Per il Cantiere di Muggiano il
sorteggio dei relativi premi ha dato
vincenti Archimede Dellagiustina
(un orologio da polso) e dr, Gior-
gio Traverso (un libro sulla fisica
dell'atomo); per il Cantiere di Li-
vorno i vincenti sono stati Gio-
vanni Panciulo (un orologio da pol-
so) e Carlo Lubrano (un libro sul-
la fisica dell'atomo),



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QUINDICINALE
DEI DIPEND)ENTI
DELL’'ANSALDO S.A.

Edito dall’ Ansaldo S. A.
P. Carignano, 2 - Genova
LORENZO REBORA
Responsabile
*

Autorizzazione del Tribunale di
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954

se
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.

Via Monticelli, 11 . Genova
Telefono 83.825

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Vigne, 8 - Telel. 22,342

hi







Renzo BOTTA

di anni 63, cassiere principale
del Cantiere di Livorno, dece-
duto il 24-12-1955. Era stato
assunto il 19 agosto 1912 e
nel maggio dello scorse anno
era stato insignito della « stel-
la al merito del lavoro ». Era

un benemerito delle iniziati-
ve sociali ed assistenziali ed
aveva spesso svolto incarichi
di particolare riservatezza ed
importanza per l’Azienda,



Gualtiero PERCIVALE
di anni 26, dipendente della
Fonderia, deceduto il 25-12.
1955. Era all’Ansaldo dal 12-7-
1955. Lascia la madre.



Carlo INCONTRI
di anni 55, dipendente del
Meccanico, deceduto il 12-12-
1955, Era all’Ansaldo dal 1921.
Lascia la moglie e tre figli.



Guglielmo BOTTA
di -anni 60, dipendente del
Meccanico, deceduto il 28-12-
1955. Era all’Ansaldo dal 1912.
Lascia la moglie.



Ai famigliari le commosse
condoglianze de « l’Ansaldi.
no ».


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