Notiziario "C", n. 3, 1968

Contenuto

Notiziario "C", n. 3, 1968
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- I primi basamenti mercantili armati, p. 2
- Conclusi a Rapallo i corsi alberghieri della Linea "C", p. 3
- Giornale di bordo, p. 4
Data testuale
1968 maggio - giugno
Estremi cronologici
maggio 1968 – giugno 1968
Consistenza
pp. 4
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/39
Collocazione
Emeroteca
contenuto
LISI RPZZVATO



Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VIII - Numero 3 - Maggio-Giugno 1968 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV



La turbonave EUGENIO C. a Dakar il 2 gennaio 1968.





LA NAVE NEL TEMPO







XIV

La struttura trasversale
degli scafi, essendo robustis-
sima, e con ossature molto
ravvicinate, presentava note-
vole resistenza alle offese
delle artiglierie, mentre la
grande altezza rispetto alla
lunghezza favoriva la robu-
stezza dello scafo e la sicu-
rezza della navigazione; e,
d'altra parte, la grande lar-
ghezza rispetto alla lunghez-
za — circa un quarto — com-
binata con l'ampia velatura
rendeva manovriero il basti-
mento. Tra la fine del Sette-
cento e l’Ottocento il vascel-
lo acquista una fisionomia
ancora più marinara; viene
assimilato quasi per intero il
puntale di prora, sono limi-
tate al massimo le decora-
zioni della polena e della
poppa; e le linee dello scafo
diventano quasi del tutto o-
rizzontali e spoglie.

Il colore dello scafo è bian-
co a bande nere lungo il ba-
gnasciuga e l’impavesata; le
linee di batterie sono gialle;
rossi i fianchi interni della
portelleria, i portamanovre,
l’argano, i carretti dei pezzi;
dorati i fregi di poppa e di
prora.

* * *

I vascelli, cioè le navi di
linea, erano distinti in va-
scelli di primo, di secondo e
di terzo rango, più che altro
per la spiccata caratteristica
dei vari ordini di ponti o di
batterie. Il vascello di primo
rango, a tre ponti, era nor-
malmente 64 metri, largo
17,40, alto al primo ponte
7,34 e di immersione 8,23; di
5.486 tonnellate di disloca-
mento; con 3.500 metri qua-
dri di superficie velica; e con
136 pezzi di artiglieria, di cui
104 cannoni, 16 obici, 16 car-
ronate. Le carronate erano
artiglierie di grosso calibro
ad anima corta, senza orec-
chioni ma fissati con un ma-

stio inferiore alla parte mo-
bile dell’affusto.

Ai vascelli erano affianca-
te, come unità minori, le fre-
gate, le corvette, i briganti
ni, i cutter, le barche bom-
bardiere e cannoniere.

La fregata aumentò, di
grado in grado, di dimen-
sioni e di armamento; passò
da due a tre alberi a coffe e
a gabbia; ed accrebbe i can-

. NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

| primi bastimenti mercantili arma

noni da 8 a 12, a 24, a 32,
fino a 60, in due batterie,
una coperta e l’altra, sulla
tolda, scoperta o, come si di-
ceva, a barbetta. Così in-
grandita, la fregata passò ad
essere impiegata, insieme
con i vascelli , come unità di
linea.

La corvetta, più fine di ta-
glio, aveva anche tre alberi
a coffe, e da 20 a 30 cannoni
completamente a barbetta, o
anche in batteria con solo
qualche pezzo sulla tolda.

Il brigantino, che deriva-
va per lunga evoluzione da-
gli omonimi legni sottili re-
mieri, aveva due alberi a
coffe, bompresso a randa, e
da 10 a 20 cannoni in bar-
betta.

Il cutter aveva le sue ca-
ratteristiche più nella albe-
ratura che nello scafo; un al-
bero con qualche vela qua-
dra volante, una grande ran-
da e i fiocchi. Il nome di
cutter, ormai acquisito da se-
coli nel linguaggio marina-
resco italiano, va pronuncia-
to all'italiana e usato inde-
clinabile, né mette conto mo-
dificarlo per italianizzarlo o

sostituirlo con altra parola.

La barca bombardiera o
cannoniera — bombarda —
era un bastimento piuttosto
piccolo, di poco pescaggio, a
due alberi con velatura ana-
loga a quella delle navi di
piccolo cabotaggio, quindi
regolata secondo le consue-
tudini marinaresche della re-
gione in relazione ai venti
predominanti. Normalmente
l'albero di maestra era a ve-
le quadre e quello di mezza-
na a vela latina, però anche
velature completamente au-
riche non sono rare nell’ico-
nografia dell’epoca. Al posto
del trinchetto vi era una ro-
busta piattaforma capace di
due o quattro mortai che
lanciavano bombe esploden-
ti assai più efficaci dei
proiettili pieni lanciati dai
cannoni; o anche di canno-
ni; qualche mortzio a volte
era piazzato fin nella stiva.

Le piccole fregate, le cor-
vette, i brigantini, i cutter,
insieme a qualche ultima
galea, e agli sciabecchi, era-
no impiegati in servizi di
scoperta, di guardia, di mes-
saggi, di convogli; le bom-





barde nelle operazioni co
stiere, essendo efficaci sol
a piccole distanze.

dei ento

Erano questi i bastimenti
da guerra dei secoli XVII e
XVIII e della prima metà
dell'Ottocento. Ma oltre ad
essi, della stessa famiglia dei
vascelli, specialmente nel
XVII secolo, derivati dai fa-
mosi galeoni che trafficava-
no con le colonie d'America
sostenendo cruente lotte fa-
mose con i corsari inglesi e
francesi, vi erano grossi ba-
stimenti mercantili armati,
della Compagnia delle Indie.

i

i
i
- «East Indiaman» - o per al-.
tri traffici oceanici.

I bastimenti della Compa-
gnia delle Indie, un po’ più.
grandi delle fregate, lunghi
fino a 50 metri, avevano si-.
mile a quello delle fregate lo
scafo, ma un po’ più leggero
per ricavare una maggiore
disponibilità di carico, men
tre l'armamento era analogo
a quello delle corvette, da
sedici a venti pezzi da 4 a 8
libbre.

Più per la corsa che per la guerra

Le altre grosse navi mer-
cantili armate erano un po’
più piccole di queste, a for-
me piene pur mantenendo le
qualità nautiche necessarie
alle grandi navigazioni di al-
tura, con velatura identica
a quella delle fregate, salvo
un leggero ineguale distan-
ziamento degli alberi pop-
pieri per un maggiore svilup-
po degli accessi ai corridoi
e alla stiva, con velocità mo-
derata — di circa sette mi-
glia — per la forma gonfia
della carena, e con qualche
pezzo di artiglieria.

Queste navi, per quanto
munite di un certo apparec-
chio guerresco, in definiti-
va mal sostenevano gli assal-
ti dei bastimenti attrezzati
esclusivamente per la guer-
ra o per la corsa; perciò fi-
nirono col rinunciare ad o-
gni qualità militare e chiese-
ro anch'esse protezione alle
loro marine da guerra. La di-
stinzione, quindi, fra marina
militare e marina mercanti-
le divenne netta da allora.

L’igiene a bordo, malgra-
do il fasto esterno, le scul-
ture, gli ori dei galeoni e dei
vascelli, era tuttavia trascu-
ratissima. Le lavande dei
ponti, anziché giornaliere, e-
rano settimanali. Le brande
sospese nelle batterie, non si
pulivano mai, ed ognuna
di esse serviva a due perso-
ne, nel senso che l’uomo che
smontava di guardia andava
a dormire nella branda di
quello che lo aveva rilevato.
La biancheria, anche perso-
nale, si mutava ad interva!-
li lunghissimi, tanto che
spesso occorsero inviti uffi-
ciali per lettera dalle Auto-
rità centrali della marina ai
comandi affinché facessero
mutare la biancheria agli e-
quipaggi.

Il corredo non era distri-
buito ai marinai, ma essi
stessi erano obbligati a for-
nirsi di sei camicie, di due
paia di pantaloni, di un cap-
pello tondo, di scarpe e di
calze, della branda e di un
sacco di cuoio per rinserrar-

vi la propria roba. A volte
giungevano dai loro paesi se-
minudi, avendo dovuto ven-
dere i loro indumenti lungo
il viaggio, per vivere.

Anche le paghe erano bas-
se, e per giunta non sempre
puntuali. A bordo si perce-
piva un terzo della paga e il
resto allo sbarco; ma soven-.
te, tornando da una campa-
gna, non si trovavano a terra
i fondi; e poiché la gente era
smaniosa di tornare subito a
casa, in licenza, molti rinun-
ciavano ai propri averi e
qualcuno. per nutrirsi, svali-
giava poi chi incontrava per
la strada. Esistevano auten-
tici usurai che speculavano
sulla parte di preda spettan-.
te ai marinai; si ricordano
denuncie presentate al Parla-
mento di Rouen nel 1784 per
parti di preda valutate 500
franchi e pagate 100; valuta-
te 2.200 e pagate 600.

(Continua)

(Da « La nave nel tempo » di Mi-
chele Vocino, edizioni Alfieri, Mi-
lano).





QUINTA EDIZIONE DI UNA SIGNIFICATIVA MANIFESTAZIONE

Conclusi a Rapallo i corsi alberghieri

della
Linea

“Cos

Si è concluso a Rapallo il
V Corso convittuale e alber-
ghiero ENALC per il perso-
nale di bordo della « Linea
C.» che aveva avuto inizio
nel novembre scorso ed al
quale erano stati iscritti 56
allievi di cui 41 per la spe-
cializzazione di sala e 15 per
quella di cucina.

Gli esami, svoltisi nei sa-
loni del «Bristol», sede del
corso, hanno impegnato
questi giovani che hanno
scelto la carriera del mare
per tre giorni in prove teori-
che e pratiche.

Tra le materie cui dove-
vano rispondere erano la
geografia turistica, merceo-
logia, igiene, nozioni di lin-
gua inglese, francese e tede-
sca per la teoria e tecnica
alberghiera per la pratica.

La commissione esamina-
trice, presieduta dal dott. De
Sanctis, direttore dell’Uffi-
cio provinciale del Lavoro
di Genova, ha promosso al
termine degli esami la tota-
lità degli allievi che hanno
così conseguito un successo
mai prima riscontrato.

Dopo una colazione pre-
parata e servita dagli allie-
vi in occasione della chiu-
sura del corso, è seguita la
premiazione. Hanno offerto
premi l'Ufficio del Lavoro,
la Direzione ENALC, la Di-
rezione del corso, la « Linea
C.» e l'Associazione Birra.

Alla cerimonia hanno pre-
senziato il dott. De Sanctis,
il comm. Azais, direttore re-
gionale dell’ENALC, il sig.
Andrea Costa e il sig. Gio-
vanni Costa, contitolari del-
la Linea C., il comm. Mura,
direttore della scuola, il sig.
Gennari, direttore del «Bri-
stol» di Rapallo, il direttore
spirituale don Angelo Con-
terno e i docenti del corso.

Prendendo brevemente la
parola il sig. Giovanni Co-
sta ha sottolineato l’impor-
tanza del corso ed ha espres-









so il proprio compiacimen-
to ai giovani che con tanto
impegno lo hanno frequen-
tato.

Hanno poi preso la paro-
la il dott. De Sanctis e il
comm. Azais che, dopo aver
rivolto parole di elogio agli
allievi, harino posto in rilie-
vo il continuo miglioramen-
to degli attuali corsi di spe-
cializzazione, ponendo in e-
videnza che la totalità dei
promossi dimostra con quan-
ta capacità e abnegazione il
corpo insegnante si è dedi-
cato a questi giovani.

Si sono classificati primi
e secondi nell'ordine per la
sala Gianfranco Massabò e
Gianpaolo Crucil, per la cu-
cina Guido Artini e Gianni
Dalla Valle.

Tutti questi giovani che
per sei mesi circa si sono
dedicati alla specializzazio-
ne di due peculiari caratte-
ristiche del personale di bor-
do italiano, saranno, come
accennato, imbarcati sui
transatlantici della Linea C.
Sono giovani che porteran-
no sui mari e nei porti di
tutto il mondo quella signo-
rilità e quella distinzione
apprezzate e richieste dalla
maggioranza dei passeggeri
che scelgono per una traver-
sata o una crociera le navi
della nostra Marina mercan-

tile.





Il signor Andrea Costa consegna il premio ad uno dei partecipanti al corso.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre





aFlashes» sui corsi

alberghieri di Rapallo





NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

“Pollegrinaggio al Sanluario di 1., della Guardia

dell'equipaggio della turbonave ‘ Federico (.,

Sabato 1° giugno, ha avuto
luogo al Santuario di N. S.
della Guardia sul Monte Fi-
gogna un pellegrinaggio di
ringraziamento dell’equipag-
gio della « Federico C. » per
lo scampato pericolo in oc-
casione dell’incidente occor-
so presso l'Isola di Trinidad
il 21 marzo scorso.

Era presente il coman-
dante Zonca con tutto lo Sta-
to Maggiore e buona parte
del personale accompagnato
dalle loro famiglie. Per gli
Armatori era presente l'ing.
Mario.

Don Trapletti, anche egli
navigante essendo da diver-
si anni Cappellano di bordo,

free

Premio «il

L'Azienda autonoma di sog-
giorno di Portofino ha indetto
la seconda edizione del Premio
letterario «Il navigante » per
testi inediti di narrativa ispira-
ta all'ambiente nel quale ope-
rano i naviganti del mare e del-
l’aria.

Una sezione di questo Pre-
mio interessa, come è noto,
proprio i naviganti. Un premio
di 500.000 lire (messo a dispo-
sizione della Cassa di Rispar-
mio di Genova e Imperia) è
stato infatti stabilito per un
racconto inedito di ambiente
marinaro riservato agli uomini
di mare, componenti gli equi-
paggi di navi mercantili.

Il racconto non deve essere
inferiore alle quindici e supe-
riore alle quaranta cartelle dat-
tiloscritte, ben chiare, a spazio
due. I dattiloscritti, in nove co-
pie, dovranno essere inviati
entro il 21 agosto 1968 alla Se-
greteria del Premio.

I dattiloscritti dovranno es-
sere accompagnati da una di-
È chiarazione del Comandante



ha celebrato la S. Messa e,
con brevi parole, dopo aver
apprezzato il senso di rico-
noscenza dei marittimi nei
riguardi della Vergine SS.,
ha richiamato i presenti alla
devozione alla Madonna che
non deve manifestarsi sol-
tanto nei momenti di perico-
lo, ma deve improntare con-
tinuamente la nostra vita.

Dopo la cerimonia i parte-
cipanti sono passati nella sa-
la dove sono custoditi gli ex
voto e hanno lasciato in ri-
cordo un pezzo di roccia del-
lo scoglio contro il quale la
nave ha urtato ed un model-
lino della « Federico C. ».

A AARAAAAAA:;

Navigante »

della nave oppure della Socie-
tà Armatrice, la quale compro-
vi l'appartenenza del concor-
rente al ruolo attivo di navi-
gante del mare.

Le opere concorrenti non do-
vranno essere state premiate
né segnalate ad altri concorsi
e dovranno portare su ogni co-
pia nome, cognome e indirizzo
dell'autore.

La Segreteria del Premio non
si impegna alla restituzione dei
dattiloscritti e dei volumi. Per
informazioni, richieste del ban-
do, ecc., la corrispondenza va
inviata alla Segreteria del Pre-
mio presso l'azienda di Sog-
giorno di Portofino.

La giuria, il cui giudizio è in-
sindacabile, è composta da:
Carlo Bo (presidente), Manlio
Cancogni, Carlo Cassola, Tul-
lio Cicciarelli, Salvator Gotta,
Ugo Mursia, Nino Palumbo e
Leone Piccioni. La proclamazio-
ne ufficiale delle opere vincen-
ti e la premiazione avverran-
no il 25 ottobre 1968. 6







NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale



FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsab



f Anno VIII - N. 3 - Maggio-Giugno 1968
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-1961

Genova, Via D'Annunzio 2 tano XX)
_Tel._ ‘58.18.51 - Casella postale 492

Stampa: BI-ESSE Genova.








extracted text
LISI RPZZVATO



Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VIII - Numero 3 - Maggio-Giugno 1968 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV



La turbonave EUGENIO C. a Dakar il 2 gennaio 1968.





LA NAVE NEL TEMPO







XIV

La struttura trasversale
degli scafi, essendo robustis-
sima, e con ossature molto
ravvicinate, presentava note-
vole resistenza alle offese
delle artiglierie, mentre la
grande altezza rispetto alla
lunghezza favoriva la robu-
stezza dello scafo e la sicu-
rezza della navigazione; e,
d'altra parte, la grande lar-
ghezza rispetto alla lunghez-
za — circa un quarto — com-
binata con l'ampia velatura
rendeva manovriero il basti-
mento. Tra la fine del Sette-
cento e l’Ottocento il vascel-
lo acquista una fisionomia
ancora più marinara; viene
assimilato quasi per intero il
puntale di prora, sono limi-
tate al massimo le decora-
zioni della polena e della
poppa; e le linee dello scafo
diventano quasi del tutto o-
rizzontali e spoglie.

Il colore dello scafo è bian-
co a bande nere lungo il ba-
gnasciuga e l’impavesata; le
linee di batterie sono gialle;
rossi i fianchi interni della
portelleria, i portamanovre,
l’argano, i carretti dei pezzi;
dorati i fregi di poppa e di
prora.

* * *

I vascelli, cioè le navi di
linea, erano distinti in va-
scelli di primo, di secondo e
di terzo rango, più che altro
per la spiccata caratteristica
dei vari ordini di ponti o di
batterie. Il vascello di primo
rango, a tre ponti, era nor-
malmente 64 metri, largo
17,40, alto al primo ponte
7,34 e di immersione 8,23; di
5.486 tonnellate di disloca-
mento; con 3.500 metri qua-
dri di superficie velica; e con
136 pezzi di artiglieria, di cui
104 cannoni, 16 obici, 16 car-
ronate. Le carronate erano
artiglierie di grosso calibro
ad anima corta, senza orec-
chioni ma fissati con un ma-

stio inferiore alla parte mo-
bile dell’affusto.

Ai vascelli erano affianca-
te, come unità minori, le fre-
gate, le corvette, i briganti
ni, i cutter, le barche bom-
bardiere e cannoniere.

La fregata aumentò, di
grado in grado, di dimen-
sioni e di armamento; passò
da due a tre alberi a coffe e
a gabbia; ed accrebbe i can-

. NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

| primi bastimenti mercantili arma

noni da 8 a 12, a 24, a 32,
fino a 60, in due batterie,
una coperta e l’altra, sulla
tolda, scoperta o, come si di-
ceva, a barbetta. Così in-
grandita, la fregata passò ad
essere impiegata, insieme
con i vascelli , come unità di
linea.

La corvetta, più fine di ta-
glio, aveva anche tre alberi
a coffe, e da 20 a 30 cannoni
completamente a barbetta, o
anche in batteria con solo
qualche pezzo sulla tolda.

Il brigantino, che deriva-
va per lunga evoluzione da-
gli omonimi legni sottili re-
mieri, aveva due alberi a
coffe, bompresso a randa, e
da 10 a 20 cannoni in bar-
betta.

Il cutter aveva le sue ca-
ratteristiche più nella albe-
ratura che nello scafo; un al-
bero con qualche vela qua-
dra volante, una grande ran-
da e i fiocchi. Il nome di
cutter, ormai acquisito da se-
coli nel linguaggio marina-
resco italiano, va pronuncia-
to all'italiana e usato inde-
clinabile, né mette conto mo-
dificarlo per italianizzarlo o

sostituirlo con altra parola.

La barca bombardiera o
cannoniera — bombarda —
era un bastimento piuttosto
piccolo, di poco pescaggio, a
due alberi con velatura ana-
loga a quella delle navi di
piccolo cabotaggio, quindi
regolata secondo le consue-
tudini marinaresche della re-
gione in relazione ai venti
predominanti. Normalmente
l'albero di maestra era a ve-
le quadre e quello di mezza-
na a vela latina, però anche
velature completamente au-
riche non sono rare nell’ico-
nografia dell’epoca. Al posto
del trinchetto vi era una ro-
busta piattaforma capace di
due o quattro mortai che
lanciavano bombe esploden-
ti assai più efficaci dei
proiettili pieni lanciati dai
cannoni; o anche di canno-
ni; qualche mortzio a volte
era piazzato fin nella stiva.

Le piccole fregate, le cor-
vette, i brigantini, i cutter,
insieme a qualche ultima
galea, e agli sciabecchi, era-
no impiegati in servizi di
scoperta, di guardia, di mes-
saggi, di convogli; le bom-





barde nelle operazioni co
stiere, essendo efficaci sol
a piccole distanze.

dei ento

Erano questi i bastimenti
da guerra dei secoli XVII e
XVIII e della prima metà
dell'Ottocento. Ma oltre ad
essi, della stessa famiglia dei
vascelli, specialmente nel
XVII secolo, derivati dai fa-
mosi galeoni che trafficava-
no con le colonie d'America
sostenendo cruente lotte fa-
mose con i corsari inglesi e
francesi, vi erano grossi ba-
stimenti mercantili armati,
della Compagnia delle Indie.

i

i
i
- «East Indiaman» - o per al-.
tri traffici oceanici.

I bastimenti della Compa-
gnia delle Indie, un po’ più.
grandi delle fregate, lunghi
fino a 50 metri, avevano si-.
mile a quello delle fregate lo
scafo, ma un po’ più leggero
per ricavare una maggiore
disponibilità di carico, men
tre l'armamento era analogo
a quello delle corvette, da
sedici a venti pezzi da 4 a 8
libbre.

Più per la corsa che per la guerra

Le altre grosse navi mer-
cantili armate erano un po’
più piccole di queste, a for-
me piene pur mantenendo le
qualità nautiche necessarie
alle grandi navigazioni di al-
tura, con velatura identica
a quella delle fregate, salvo
un leggero ineguale distan-
ziamento degli alberi pop-
pieri per un maggiore svilup-
po degli accessi ai corridoi
e alla stiva, con velocità mo-
derata — di circa sette mi-
glia — per la forma gonfia
della carena, e con qualche
pezzo di artiglieria.

Queste navi, per quanto
munite di un certo apparec-
chio guerresco, in definiti-
va mal sostenevano gli assal-
ti dei bastimenti attrezzati
esclusivamente per la guer-
ra o per la corsa; perciò fi-
nirono col rinunciare ad o-
gni qualità militare e chiese-
ro anch'esse protezione alle
loro marine da guerra. La di-
stinzione, quindi, fra marina
militare e marina mercanti-
le divenne netta da allora.

L’igiene a bordo, malgra-
do il fasto esterno, le scul-
ture, gli ori dei galeoni e dei
vascelli, era tuttavia trascu-
ratissima. Le lavande dei
ponti, anziché giornaliere, e-
rano settimanali. Le brande
sospese nelle batterie, non si
pulivano mai, ed ognuna
di esse serviva a due perso-
ne, nel senso che l’uomo che
smontava di guardia andava
a dormire nella branda di
quello che lo aveva rilevato.
La biancheria, anche perso-
nale, si mutava ad interva!-
li lunghissimi, tanto che
spesso occorsero inviti uffi-
ciali per lettera dalle Auto-
rità centrali della marina ai
comandi affinché facessero
mutare la biancheria agli e-
quipaggi.

Il corredo non era distri-
buito ai marinai, ma essi
stessi erano obbligati a for-
nirsi di sei camicie, di due
paia di pantaloni, di un cap-
pello tondo, di scarpe e di
calze, della branda e di un
sacco di cuoio per rinserrar-

vi la propria roba. A volte
giungevano dai loro paesi se-
minudi, avendo dovuto ven-
dere i loro indumenti lungo
il viaggio, per vivere.

Anche le paghe erano bas-
se, e per giunta non sempre
puntuali. A bordo si perce-
piva un terzo della paga e il
resto allo sbarco; ma soven-.
te, tornando da una campa-
gna, non si trovavano a terra
i fondi; e poiché la gente era
smaniosa di tornare subito a
casa, in licenza, molti rinun-
ciavano ai propri averi e
qualcuno. per nutrirsi, svali-
giava poi chi incontrava per
la strada. Esistevano auten-
tici usurai che speculavano
sulla parte di preda spettan-.
te ai marinai; si ricordano
denuncie presentate al Parla-
mento di Rouen nel 1784 per
parti di preda valutate 500
franchi e pagate 100; valuta-
te 2.200 e pagate 600.

(Continua)

(Da « La nave nel tempo » di Mi-
chele Vocino, edizioni Alfieri, Mi-
lano).





QUINTA EDIZIONE DI UNA SIGNIFICATIVA MANIFESTAZIONE

Conclusi a Rapallo i corsi alberghieri

della
Linea

“Cos

Si è concluso a Rapallo il
V Corso convittuale e alber-
ghiero ENALC per il perso-
nale di bordo della « Linea
C.» che aveva avuto inizio
nel novembre scorso ed al
quale erano stati iscritti 56
allievi di cui 41 per la spe-
cializzazione di sala e 15 per
quella di cucina.

Gli esami, svoltisi nei sa-
loni del «Bristol», sede del
corso, hanno impegnato
questi giovani che hanno
scelto la carriera del mare
per tre giorni in prove teori-
che e pratiche.

Tra le materie cui dove-
vano rispondere erano la
geografia turistica, merceo-
logia, igiene, nozioni di lin-
gua inglese, francese e tede-
sca per la teoria e tecnica
alberghiera per la pratica.

La commissione esamina-
trice, presieduta dal dott. De
Sanctis, direttore dell’Uffi-
cio provinciale del Lavoro
di Genova, ha promosso al
termine degli esami la tota-
lità degli allievi che hanno
così conseguito un successo
mai prima riscontrato.

Dopo una colazione pre-
parata e servita dagli allie-
vi in occasione della chiu-
sura del corso, è seguita la
premiazione. Hanno offerto
premi l'Ufficio del Lavoro,
la Direzione ENALC, la Di-
rezione del corso, la « Linea
C.» e l'Associazione Birra.

Alla cerimonia hanno pre-
senziato il dott. De Sanctis,
il comm. Azais, direttore re-
gionale dell’ENALC, il sig.
Andrea Costa e il sig. Gio-
vanni Costa, contitolari del-
la Linea C., il comm. Mura,
direttore della scuola, il sig.
Gennari, direttore del «Bri-
stol» di Rapallo, il direttore
spirituale don Angelo Con-
terno e i docenti del corso.

Prendendo brevemente la
parola il sig. Giovanni Co-
sta ha sottolineato l’impor-
tanza del corso ed ha espres-









so il proprio compiacimen-
to ai giovani che con tanto
impegno lo hanno frequen-
tato.

Hanno poi preso la paro-
la il dott. De Sanctis e il
comm. Azais che, dopo aver
rivolto parole di elogio agli
allievi, harino posto in rilie-
vo il continuo miglioramen-
to degli attuali corsi di spe-
cializzazione, ponendo in e-
videnza che la totalità dei
promossi dimostra con quan-
ta capacità e abnegazione il
corpo insegnante si è dedi-
cato a questi giovani.

Si sono classificati primi
e secondi nell'ordine per la
sala Gianfranco Massabò e
Gianpaolo Crucil, per la cu-
cina Guido Artini e Gianni
Dalla Valle.

Tutti questi giovani che
per sei mesi circa si sono
dedicati alla specializzazio-
ne di due peculiari caratte-
ristiche del personale di bor-
do italiano, saranno, come
accennato, imbarcati sui
transatlantici della Linea C.
Sono giovani che porteran-
no sui mari e nei porti di
tutto il mondo quella signo-
rilità e quella distinzione
apprezzate e richieste dalla
maggioranza dei passeggeri
che scelgono per una traver-
sata o una crociera le navi
della nostra Marina mercan-

tile.





Il signor Andrea Costa consegna il premio ad uno dei partecipanti al corso.

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre





aFlashes» sui corsi

alberghieri di Rapallo





NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

“Pollegrinaggio al Sanluario di 1., della Guardia

dell'equipaggio della turbonave ‘ Federico (.,

Sabato 1° giugno, ha avuto
luogo al Santuario di N. S.
della Guardia sul Monte Fi-
gogna un pellegrinaggio di
ringraziamento dell’equipag-
gio della « Federico C. » per
lo scampato pericolo in oc-
casione dell’incidente occor-
so presso l'Isola di Trinidad
il 21 marzo scorso.

Era presente il coman-
dante Zonca con tutto lo Sta-
to Maggiore e buona parte
del personale accompagnato
dalle loro famiglie. Per gli
Armatori era presente l'ing.
Mario.

Don Trapletti, anche egli
navigante essendo da diver-
si anni Cappellano di bordo,

free

Premio «il

L'Azienda autonoma di sog-
giorno di Portofino ha indetto
la seconda edizione del Premio
letterario «Il navigante » per
testi inediti di narrativa ispira-
ta all'ambiente nel quale ope-
rano i naviganti del mare e del-
l’aria.

Una sezione di questo Pre-
mio interessa, come è noto,
proprio i naviganti. Un premio
di 500.000 lire (messo a dispo-
sizione della Cassa di Rispar-
mio di Genova e Imperia) è
stato infatti stabilito per un
racconto inedito di ambiente
marinaro riservato agli uomini
di mare, componenti gli equi-
paggi di navi mercantili.

Il racconto non deve essere
inferiore alle quindici e supe-
riore alle quaranta cartelle dat-
tiloscritte, ben chiare, a spazio
due. I dattiloscritti, in nove co-
pie, dovranno essere inviati
entro il 21 agosto 1968 alla Se-
greteria del Premio.

I dattiloscritti dovranno es-
sere accompagnati da una di-
È chiarazione del Comandante



ha celebrato la S. Messa e,
con brevi parole, dopo aver
apprezzato il senso di rico-
noscenza dei marittimi nei
riguardi della Vergine SS.,
ha richiamato i presenti alla
devozione alla Madonna che
non deve manifestarsi sol-
tanto nei momenti di perico-
lo, ma deve improntare con-
tinuamente la nostra vita.

Dopo la cerimonia i parte-
cipanti sono passati nella sa-
la dove sono custoditi gli ex
voto e hanno lasciato in ri-
cordo un pezzo di roccia del-
lo scoglio contro il quale la
nave ha urtato ed un model-
lino della « Federico C. ».

A AARAAAAAA:;

Navigante »

della nave oppure della Socie-
tà Armatrice, la quale compro-
vi l'appartenenza del concor-
rente al ruolo attivo di navi-
gante del mare.

Le opere concorrenti non do-
vranno essere state premiate
né segnalate ad altri concorsi
e dovranno portare su ogni co-
pia nome, cognome e indirizzo
dell'autore.

La Segreteria del Premio non
si impegna alla restituzione dei
dattiloscritti e dei volumi. Per
informazioni, richieste del ban-
do, ecc., la corrispondenza va
inviata alla Segreteria del Pre-
mio presso l'azienda di Sog-
giorno di Portofino.

La giuria, il cui giudizio è in-
sindacabile, è composta da:
Carlo Bo (presidente), Manlio
Cancogni, Carlo Cassola, Tul-
lio Cicciarelli, Salvator Gotta,
Ugo Mursia, Nino Palumbo e
Leone Piccioni. La proclamazio-
ne ufficiale delle opere vincen-
ti e la premiazione avverran-
no il 25 ottobre 1968. 6







NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale



FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsab



f Anno VIII - N. 3 - Maggio-Giugno 1968
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23-2-1961

Genova, Via D'Annunzio 2 tano XX)
_Tel._ ‘58.18.51 - Casella postale 492

Stampa: BI-ESSE Genova.








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