L'Ansaldino, n. 1, 1968
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 1, 1968
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (Copertina) : spillatura della ghisa da un forno ad induzione della Fonderia di Multedo
A p. 4, L'impostazione della prima delle cinque motonavi tipizzate da 15.400 tonn, commissionate al cantiere spezzino della "Korea United Lines Inc" di Seul.
A p. 5, In via di ultimazione al Meccanico le prime due caldaie delle "metaniere"
- Problemi d'oggi, La ricerca scientifica in Italia, p. 2
- L'Ansaldo meccanico Nucleare nella Finmeccanica, p. 3
- Messaggio del Presidente dell'I.R.I. Prof. Giuseppe Petrilli al personale del Gruppo, p. 3
- Dallo scalo n. 6 del cantiere di Muggiano, Scesa in mare la "Kyung Ju", p. 4
- In via di ultimazione al Meccanico le prime due caldaie delle "metaniere"
- Il "Fuoco" del XX secolo, p. 6
- Cronologia dell'atomo : da Democrito a Enrico Fermi, p. 7
- Befana 1968 : una riuscitissima festa in famiglia, p. 8
- Primo incontro di Santo Briasco, p. 10
- Dopolavoro Interaziendale, p. 11
- La ruota del tempo, p. 11
- Mondo in cammino, p. 12 - Data testuale
- 1968 gennaio
- Estremi cronologici
- 1 gennaio 1968 – 31 gennaio 1968
- Consistenza
- pp. 12
- Stato di conservazione
- ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/203
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- contenuto
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ansaldin
ANNO XV - N. 1
PROBLEMI D'OGGI
LA RICERCA SCIENTIFICA
IN ITALIA
AI tine di sensibilizzare l'interesse dei nostri let.
tori intorno ai grandi temi che sono all'ordine del
giorno nel nostro Paese, e che interessano quindi
noi tutti come lavoratori e come cittadini, abbiamo
chiesto e ottenuto la collaborazione di personalità
che possono autorevolmente ragguagliarci su parti.
scolari argomenti. E' con piacere che iniziamo que-
sta rubrica con un articolo inviatoci dall’on. sena-
Dial lido Pubî è Rata: per il car
mento delln Ricerca Scientifica e Tecnologica.
ella moderna società il benessere gene
rale poggia sul progresso rapido, equi-
librato e sostenuto, sia per vigore che
per qualità, della ricerca scientifica, che
può ormai considerarsi l'elemento più di-
namico ed il fattore più determinante di
sviluppo, in quanto è ad essa che fanno ca
po le concrete possibilità di quei continui
rinnovamenti tecnologici imposti dalla ne-
cessità di allargare e rinnovare la produ-
zione di beni e servizi, atti a soddisfare vec-
chi e nuovi bisogni.
L'epoca che noi viviamo è inoltre carat-
terizzata dalla rapidità con cui le attività di
ricerca si sviluppano e si traducono poi in
nuove tecnologie largamente applicate nel-
le attività produttive.
Il legame fecondo, il nesso propulsivo
che unisce scienza e tecnica, tecnica e pro-
gresso economico, progresso economico e
progresso sociale è quindi sempre più evi-
dente ed essenziale; ma come dicevo lo
aspetto che più colpisce e che giova sotto-
lineare, per le complesse conseguenze che
ne derivano, è quello rappresentato dalla
rapidità e dalla intensità di questi movimen-
dell'On. Sen. Leopoldo RUBINACCI
Ministro per il Coordinamento della Ricerca Scientifica e Tecnologica
ti collegati, di questi sviluppi interdipen-
denti.
| tempi, che prima dividevano le con-
quiste della ricerca scientifica dalla loro
applicazione sul piano della tecnica e dalla
loro realizzazione sul piano industriale, si
vanno sempre più accorciando. Le scoper-
te della scienza e le esperienze di labora-
torio diventano sempre più rapidamente la
nuova realtà della fabbrica. Si avvicinano
così la cattedra e l'officina, la stessa azien-
da industriale ‘promuove, organizza, finan-
zia la ricerca scientifica; gli uffici studi, gli
uffici di ricerca, i laboratori dei grandi com-
plessi industriali hanno ormai assunto una
importanza, un ruolo, una efficienza sem-
pre maggiori, e non soltanto nel campo del-
la ricerca applicata, ma anche della ricer-
ca pura, perchè l'operatore industriale sa
bene che nessun obiettivo o risultato del-
la ricerca scientifica può essere considera-
to privo di interesse
Sia i lavoratori che gli stessi ambien-
ti industriali sono quindi particolarmente
sensibili al progresso scientifico e tecnolo-
gico, in quanto esso determina la scoperta
e la produzione su scala industriale di nuo-
ve materie prime, di nuovi procedimenti di
fabbricazione, di nuovo prodotti.
Per rimanere in un settore più vicino
agli utilizzatori dei prodotti siderurgici =
quindi ai lettori dell'Ansaldino, ricorderò a
questo proposito il notevole sviluppo rag-
giunto nell'attuazione delle più moderne
tecnologie siderurgiche.
I complessi produttivi italiani hanno
adottato rapidamente i nuovi ritrovati della
ricerca tecnologica ottenendo risultati che
hanno consentito di reggere pienamente la
concorrenza internazionale attraverso i nuo-
vi procedimenti per lo sfruttamento della
pirite da cui si estrae il minerale di ferro
per gli altiforni, dell'acido solforico, pila-
stro dell'industria chimica moderna ed inol-
tre dell'impiego dell'ossigeno, delle tecni-
che di laminazione a freddo e per ultimo
di quelle della sinterizzazione, alle quali si
aprono infiniti orizzonti. E molto di più si
apprestano a fare nel prossimo futuro pe
trasferire sul piano operativo i risultati del-
le ricerche che effettuerà il Centro Speri-
mentale Siderurgico, che oltre ad un'impo-
nente realizzazione scientifica costituisce il
primo serio esperimento di una ricerca as-
sociata, alla quale partecipano tutte le im-
prese del ramo, indipendentemente dalle
loro dimensioni e dall'appartenenza del ca-
pitale sociale.
Ne è derivato, e sempre più ne derive-
rà, una sensibile riduzione dei costi, un mi-
glioramento notevole della qualità e l'avvio
di produzioni assolutamente nuove per il
nostro mercato.
E' attraverso codesto Centro che sarà
inoltre possibile instaurare una proficua
Il Ministro Leopoldo Rubinac-
cì è nato a S. Giorgio a Cremano
(Napoli) il 13-9-1903. Laureato in
giurisprudenza ed in scienze po-
litiche e sociali; abilitato all'in-
segnamento în materie giuridiche
ed economiche; avvocato iscritto
nell'albo delie magistrature su-
periori; autore di pubblicazioni
giuridiche e sociali.
Rubinacci è stato assessore pro-
vinciale e consigliere comunale
di Napoli, componente della se-
greterìa generale della CGL (uni.
taria) fino al 1948, componente
della presidenza centrale delle
ACLI èéd è attualmente Presiden-
te dell’Associazione Nazionale La-
voratori Anziani di Azienda
(ANLA) e del Centro Relazioni
Europa Africa.
Rubinacci è stato Senatore del.
la Repubblica dal 1948 al 1953 per
il collegio di Torre del Greco. ed
è stato eletto deputato al Parla
mento nella circoscrizione di Na-
poli e Caserta nel 1953 e nel 1958
e infine è stato rieletto senatore
nel 1953. Sottosegretario di Sta.
tò per il Lavoro e la Previdenza
Sociale nel VI Gabinetto De Ga-
speri; Ministro del Lavoro e del-
la Previdenza Sociale nel VII e
VIII Gabinetto De Gasperi e nel
Gabinetto Pella.
E' stato Presidente della Com-
missione per il Lavoro e la pre
videnza sociale della Camera dei
Deputati
E' stato per due volte retatore
del bilancio e del Miniîstero del
lavoro alla Camera dei Deputati
e per due molte relatore dello
stesso bilancio al Senato, Nel 1960
fu relatore del bilancio al Mini.
stero degli Esteri. E' stato anche
relatore di importanti disegni di
legge, fra cui quello recante nor.
me per la validità erga omnes
dei contratti collettivi di lavoro.
E’ stato relatore della legge spe-
ciale per Napoli, contribuendo
in modo decisivo all'ampliamento
degli interventi e alla approva.
zione della legge stessa,
Con deliberazione dei Presi
denie della Camera e del Senato,
fu nominato Presidente della
commissione parlamentare di in-
chiesta sulle condizioni sociali
dei lavoratori italiani dirigendo.
ne î luvori durante quattro anni
e compiendo una approfondita
indagine 1 cui risultati sono com-
pendiati in 12 volumi di relazio-
ni, per la gran parte dello stesso
On. Rubinacci estese.
Nel 1964 con una deliberazione
dei Presidenti della Camera e del
Senuto fu nominato Presidente
della commissione parlamentare
d'inchiesta per il disastro del
Vajont, presentando a conclusio-
ne dell'indagine due relazioni al
Parlamento.
Eletto nel 1958 al Parlamento
europeo, nel 1959 ne ju eletto vi-
ce presidente, confermato per il
1960, "61, '63, '64 ‘65. Al Parla-
menta europeo è componente del.
la commissione sociale e della
commissione giuridica, nonché
componente del comitato perma-
nente euro-africano. E° stato an-
che componente del comitato so-
ciale delle Nazioni Unite.
Il 23 febbraio 1966 è stato no-
minato Ministro per il Coordina-
mento della Ricerca Scientifica e
Tecnologica net terzo Governo
Moro.
collaborazione con i competenti organi del
la Comunità Europea, della NATO e del-
l'OCSE per quanto riguarda lo studio sulle
proprietà dei materiali, il taglio e la forma-
tura dei metalli, la rottura per fatica delle
leghe leggere e l'usura dei materiali indu
striali, di una serie di problemi cioè che
costituiscono un assillo quotidiano per i
lavoratori siderurgici.
Sempre per rimanere nel campo più
vicino e più noto ai lettori di questo Gior-
nale, ricorderò inoltre l'incremento di nuo-
ve fonti di energia ed in particolare della
energia nucleare, che tende sempre più a
sostituire le altre forme di energia per la
produzione di elettricità e, secondo un re-
cente studio dell'Organizzazione di Coope-
razione e Sviluppo Economico, raggiungerà,
nel 1980, 1.300.000 megawatts.
Il vostro gruppo si accinge a sviluppare
le conoscenze acquisite dall'estero nel set-
tore della costruzione dei reattori ed a dar
esecuzione anche a progetti nazionali: es-
so è inoltre presente nel campo della fab
bricazione dei combustibili nucleari e sta
studiando, con serio impegno, le possibi’,
soluzioni per garantire al nostro Paese una
suîticiente autonomia anche in questo va-
stissimo campo.
Dalla breve esposizione che precede
risultano altresì evidenti i problemi econo-
mico-sociali che derivano da questi preci-
si orientamenti, quale, ad esempio, la ne-
cessità di una specializzazione culturale
sempre più spinta, non soltanto per i diri-
genti industriali, ma anche per i tecnici e
gli operai, e la necessità di sfruttare al li-
mite di ogni possibilita gli impianti indu-
striale, che, avendo una vita tecnico-econo-
mica sempre più breve, necessitano di am-
mortamenti sempre più rapidi.
E' da tener presente d'altra parte, che,
a ben considerare, l'obiettivo tinale cui ten-
de la ricerca scientitica è quello di miglio-
rare e perfezionare l'utilizzazione e l'impis-
go delle materie prime, produrre a cosù
sempre più economici, porre a disposizione
del mercato prodotti in quantità maggiore,
ai qualita piu pregiata, di varietà piu ricca,
a prezzi accessibili a tutie le categorie s0-
ciali: il cne, in altre parole, non puo signi
licare altro che la ricerca tende in deiinitiva
alla elevazione del generale tenore di vita,
a dare alla società in cui viviamo un più
stabile assetto, a consolidare le strutture
democratiche sulle quali poggia la nostra
libertà e la spinta verso un sempre maggior
progresso morale e materiale.
E' appunto perciò che lo Stato assume
fra i suoi fini primari quello di determinare
un ambiente particolarmente favorevole al-
lo sviluppo delia ricerca, al mantenimento
dell'apparato produttivo ad un elevato livei-
lo tecnologico, sia con apposite legislazio-
ni brevettuali e tiscali, sia con sistemi di-
dattici atti a formare un numero sufficiente
di ricercatori e di tecnici preparati nei set-
tori più avanzati, sia, infine, con forme va-
rie di incentivi diretti ed indiretti.
Il Disegno di Legge per la creazione del
Ministero per il Coordinamento della Ricer-
ca Scientifica e Tecnologica, recentemen-
te approvato dal Consiglio dei Ministri, co-
stituisce l'indice più significativo che an-
che il nostro Paese si sta avviando sulla
strada di sorreggere, in tutti i possibili mo-
di, le attività di ricerca scientifica e appli
cata e l'acquisizione di nuove tecnologie,
quali presupposti e condizione di un mon
do migliore.
\
L'’Ansaldo Meccanico Nucleare
nella Finmeccanica
I Consigli di Amministrazione della FINCANTIERI e della
FINMECCANICA sono venuti nella determinazione di tra-
sferire il pacchetto azionario dall'Ansaldo Meccanico Nucle-
are detenuto dalla FINCANTIERI alla Finanziaria FINMEC-
CANICA a far data dal 3 gennaio 1968.
La nostra Società entra così nella holding che raggruppa
numerosi e grandi complessi industriali operanti in quasi
tutti i rami della meccanica tra i quali l' Alfa Romeo,
la Nuova San Giorgio, l'A.S.G.E.N. e I'O.T.O. Melara.
>
/
Messaggio del Presidente dell’ |. R. |.
Prof. Giuseppe Petrilli al personale del Gruppo
La conclusione di un anno di in-
tenso lavoro fornisce agli uomini
impegnati ad ogni livello nella atti-
vità del gruppo IRI l'occasione di un
bilancio essenziale del cammino per-
corso nel 1967, anche al fine di trar-
ne elementi per una più chiara com-
prensione dei compiti nuovi e più
impegnativi che ci stanno di frante.
Il 1967 ha visto infatti ancora una
volta la nostra formula superare vit-
toriosamente la prova dei fatti, ri-
velando la sua piena idoneità quala
strumento capace di contemperare
il perseguimento delle finalità pub-
bliche attribuiteci di volta in volta
dall'Autorità di Governo con una
crescente efficienza delle singole
iniziative.
A questo riguardo credo di dover
menzionare anzitutto l'ulteriore evo-
luzione del nostro impegno nel Mez-
zogiorno, che ha avuto il suo mo-
mento più saliente nella definizione
del progetto Alfa Sud, approvato
dal CIPE nel luglio scorso, Con que-
sta grandiosa iniziativa, di vaste di-
mensioni tecniche e finanziarie, il
contributo dell'IRI alla industrializ-
zazione delle regioni meridionali,
manifestatosi fin qui soprattutto at-
traverso l'opera svolta nel campo
delie infrastrutture e lo sviluppo del-
l'industria di base, con particolare
riguardo alla creazione di una mo-
derna siderurgia a ciclo integrale,
investe risolutamente |l settore del-
l'industria di trasformazione, secon-
do un indirizzo che scaturisce diret-
tamente dalla vasta esperienza ac-
quisita in questi anni,
E' significativo, peraltro, che pro-
prio durante l'anno trascorso il Con-
siglio dei Ministri abbia approvato
altresì un disegno di legge che, ol-
tre a stabilire un diverso regime di
concessione per la Società Autostra-
de, prevede anche la realizzazione
di un impegnativo programma ag-
giuntivo. Questa decisione sta a di-
mostrare che, nell'ambito di un
grande Grunno polisettariale come
il nostro, non soltanto non vi è ne-
cessità di una successione cronolo-
gica tra i diversi tipi di intervento,
ma anzi le attività di diversa natura
si integrano a vicenda, come nel ca-
so tipico del Mezzogiorno, ove il po-
tenziamento della rete autostradale
non potrà che accentuare gli effetti
diffusivi delle maggiori iniziative im-
prenditoriali da noi assunte,
Anche ner il settore cantieristico
il 1967 ha segnato l'inizio di una
nuova fase, caratterizzata dall'avvio
della ristrutturazione delle attività
navalmeccaniche del Gruppo, delibe-
rata in sede CIPE al fine di far fron-
te ai gravissimi problemi posti da
una crisi di proporzioni mondiali.
Nello stesso anno è stato presen-
tato altresì al CIPE un piano di rias-
setto tecnico funzionale delle tele-
comunicazioni nazionali ed interna-
zionali. Il nuovo assetto, assicuran-
do una più agevole coesistenza dei
singoli gestori ed una rapida auto-
mazione del servizio telefonico, può
contribuire in forma notevole allo
sviluppo del sistema delle teleco-
municazioni, che si dimostra sem-
pre più essenziale per le esigenze
della vita moderna.
Nel 1967 vi è stata, infine — per
non sottolineare qui che gli aspetti
più salienti della nostra attività —
un'ulteriore affermazione dell'IRI nel
settore dei trasporti aerei, ove la
nostra Compagnia di bandiera ha re-
gistrato un'ulteriore espansione del-
la propria flotta, operando con suc-
cesso in un mercato caratterizzato
da una durissima concorrenza inter-
nazionale.
Questa somma di attività trova la
sua espressione di sintesi della di-
namica deì nostri investimenti che
da una media annuale di circa 170
miliardi negli anni tra il 1948 ed il
1957, sono passati a circa 350 mi.
liardi tra il 1958 ed il 1962, oscillan-
do poi tra i 500 ed i 550 miliardi
dal 1963 al 1967. Per il nuovo anno
la media prevista è dell'ordine di
600 miliardi e, data l'ampiezza de-
gli impegni programmati, è lecito
presumere che tale valore tenderà
a mantenersi in seguito. In questa
dinamica è del resto la giustificazio-
ne sostanziale della crescente fidu-
cia manifestata al nostro Gruppo
da parte dell'Autorità di Governo,
fiducia di cui nel corso del 1967 ab-
biamo avuto eloquente testimonian-
za con l'aumento del fondo di dota-
zione dell'Istituto, che verrà — pra-
ticamente raddovniato nel corso del
quinquennio '68-'72 — passando da
495 a 895 miliardi. E' doveroso dare
atto ai pubblici poteri della sensi
bilità dimostrata per i nostri pro-
blemi con questa decisione, che ri
stabilisce il necessario equilibrio
tra i nostri mezzi finanziari e quelli
reperiti attraverso l'indebitamento.
A questa fiducia, che si ripercuo-
te nel crescente interesse manife-
stato nei nostri confronti da espo-
nenti qualificati del mondo politico
ed economico e dell'opinione pub-
blica nazionale ed europea, sapremo
corrispondere anche in avvenire
portando innanzi la nostra opera
con impegno accresciuto. L'augurio
che mi è gradito rivolgere a tutto
il personale del Gruppo, di ogni gra-
do e categoria, all'inizio dell'anno
nuovo, è prima di tutto, in questa
prospettiva, un cordiale augurio di
buon lavoro.
A
ALA
3
DALLO SCALO N. 6 DEL CANTIERE DI MUGGIANO
Scesa in mare la “Kyung Ju”
Con la “Costruzione N° 1950" varata lo scorso ottobre entrerà
a far parte della flotta mercantile della Corea del Sud.
Impostate le prime due motonavi tipizzate da 15.400 tonn.
Il 16 dicembre scorso, dallo
scalo n. 6 del Cantiere Ansaldo
di Muggiano, è scesa felicemen-
te in mare la motonave per il
trasporto di carichi secchi alla
rinfusa «Kyung Ju» (costruzio-
ne n, 1651), della portata lorda
di 25.370 tonnellate, realizzata
per conto della Repubblica del.
la Corea del Sud
Questa motonave è gemella
della Costruzione 1650 varata a
Muggiano il 15 ottobre scorso;
entrambe le unità entreranno
a far parte della flotta della « Ko-
United Lines « di Seul.
Alla cerimonia del varo hanno
presenziato le maggiori autorità
rea
civili e militari della Spezia, tra
cui il Prefetto avv. Bianco, il Sin-
daco comm. Musiani e il col.
Roppo, Comandante della Capi-
taneria di Porto, in rappresentan-
za del Comandante in capo del
Dipartimento marittimo Alto Tir-
reno, Alla manifestazione era an-
che presente l'on, Ettore Spora.
L'Ansaldo era rappresentata,
oltre che dal Presidente della So-
cietà dott. Giannini, dal Diretto-
re ing. Mauceri, dal Direttore del
Cantiere di Muggiano ing. Gril-
lo, che ha diretto le operazioni
del varo, e da altri dirigenti del
complesso, Alla cerimonia sono
intervenuti, in rappresen-
pure
tanza della Società « Italcantie-
ri » di Trieste, il V. Direttore ge-
nerale ing. Cristofori e il V. Di-
rettore centrale ing. Capello. Da
parte coreana hanno assistito
alla significativa manifestazione
l'inviato personale del Presiden-
te della Repubblica della Corea
del Sud, Shin Dong Shik, e l'Am-
basciatore in Italia Jae Hung Ju.
Il Presidente dell'Ansaldo, che
ha preso per primo la parola, do-
po aver rivolto il suo saluto alle
autorità italiane e coreane pre-
senti alla cerimonia e ricordato
le espressioni augurali del Mini-
stro per le Partecipazioni Statali
sen. Bo, del Ministro della Ma-
Sopra: il palco d'onore al varo della « Kyung Ju » mentre parla
il nostro Presidente, Alla sua destra i rappresentanti coreani.
Sotto, l'impostazione della prima delle cinque motonavi tipizzate
da 15.400 tonn, commissionate al cantiere spezzino dalla « Korea
United Lines Inc,» di Seul,
E
|
Presidente dell'IRI prof. Pettrilli,
ha brevemente illustrato le prin-
cipali caratteristiche tecniche
della motonave. Egli ha tenuto tra
l'altro a sottolineare che, sia la
« Kyung Ju» che la gemella va-
rata nell'ottobre scorso, fanno
parto di un vasto programma di
lavoro che prevede la costruzio-
ne di altre cinque motonavi per
il trasporto di carichi secchi alla
rinfusa da 15.400 tonnellate di
portata lorda che verranno rea-
lizzate nei prossimi due anni nel.
lo stesso Cantiere di Muggiano
e che rientrano nell'ambito de-
gli accordi raggiunti con il Go-
verno coreano, ll dott, Giannini
ha concluso il suo discorso affer-
mando che queste impegnative
commesse contribuiranno certa-
mente a rinsaldare e a intensifi
care | rapporti commerciali esi-
stenti tra la Repubblica della Co-
rea del Sud e l'Italia.
Ha quindi preso la parola l'Am-
basciatore a Roma Jae Hung Yu
il quale ha espresso il proprio
vivo apprezzamento e riconosci
mento per l'ottimo lavoro svolto
dal Cantiere di Muggiano
Anche l'inviato speciale del
Presidente della Repubblica della
Corea del Sud, Shim Dong Shik,
ha pronunciato un breve discor-
so, non nascondendo la sua am-
mirazione per la bella linca del-
la nuova unità ed esprimendo
parole di vivo compiacimento e
di elogio per la competenza di-
mostrata dalle maestranze del
cantiere spezzino. AI termine
dei discorsi, il Vescovo della
Spezia mons. Stella ha imparti-
to la benedizione, e la madrina, la
consorte dell'Ambasciatore co-
reano a Roma, ha dato l'avvio al
tradizionale battesimo e al varo,
La nuova unità ha una lunghez-
za f.t. di 179 metri, è larga quasi
23 metri e l'altezza al ponte di
al
coperta è di m. 13,80, mentre
l'immersione è di metri 10,10. La
« Kyung Ju », come l'unità gemel-
la attualmente in via di allesti
mento nella darsena del Cantie-
re di Muggiano, verrà realizzata
sotto la sorveglianza speciale del
RINa e del Lloyd's Register per
il conseguimento della più alta
classifica rispettiva, L'apparato
di propulsione è costituito da un
motore principale Ansaldo - Fiat
tipo B-757/S, della potenza di
10,500 cavalli, recentemente ul-
timato presso il Meccanico. La
motonave sarà in grado di rag-
giungere, nel corso delle prove
ufficiali in mare aperto, la velo-
cità di 17 nodi.
Sia la « Kyung Ju» che la mo-
tonave gemella in fase di com.
pletamento appartengono alla no-
ta serie di costruzioni studiate e
progettate dal Centro di Studi di
Tecnica Navale — Cetena — in
collaborazione con le Società del
Gruppo Fincantieri; tale serie
ha ormai raggiunto il notevole
numero di 20 unità realizzate, ol-
tre che nel Cantiere di Muggia-
no, in quelli di Sestri, Monfal-
cone e Castellammare. L'affina-
mento degli studi di progetta-
zione ha consentito di realizzare
per queste due unità alcune inno-
vazioni tecniche per effetto delle
quali può considerarsi realizza-
ta l'ottimazione nella struttura-
zione dello scafo. Ai vantaggi di
natura tecnica si è poi recente-
mente aggiunto anche il vantag-
gio derivante dalle nuove dispo.
sizioni inerenti al bordo libero,
in base alle quali la maggiore
immersione della linea di costru-
zione di questo tipo di nave ha
consantito un aumento della por-
tata di circa 1670 tonnellate
è. è è
II 21 dicembre scorso sugli
scali n. 5 e 6 del Cantiere di
Muggiano, sono state impostate
due nuove motonavi da 15.400
tonnellate di portata lorda per il
trasporto di carichi secchi alla
rinfusa, le prime della serie di
cinque unità gemelle ordinate
dalla « Korea United Lines Inc.»
di Seul.
Esse hanno le seguenti carat-
teristiche principali: lunghezza
fuori tutto, m. 139,50; lunghezza
tra le perpendicolari m. 130; lar-
ghezza massima m..21; altezza al
ponte coperta m, 12,80: immer-
sione m. 9,29: portata lorda
corrispondente tonn. 15.400; ve-
locità a pieno carico nodi 15.
Gli apparati di propulsione sa-
ranno costituiti da motori Die-
sel sovralimentati B. & W. della
potenza di 7200 HP. ciascuno £
139 giri al minuto.
Alla cerimonia della posa sugli
scali dei priml elementi di chi-
glia, che sono stati benedetti
dal cappellano di fabbrica don
Olivieri, hanno presenziato, oltre
al delegato della Compagnia ar-
matrice sig, Ivar Berntsen, i rap-
presentanti del Registri navali di
classificazione e i dirigenti del
Cantiere.
Presso la sezione Caldereria
del Meccanico sono in avanzata
fase di costruzione le prime due
caldaie appartenenti alla serie
di otto generatori di vapore de-
stinati alle quattro turbocisterne
per il trasporto di metano lique-
fatto a meno 165" C. in costru-
zione nel Cantiere navale di Se-
stri dell'Italcantieri (costruzioni
n. 1645, 1646 e 1647) e presso il
Cantiere navale Astano in Spa-
gna (costr. n. 211). Com'è noto,
lo Stabilimento Meccanico ha in
corso l'espletamento dell'intera
fornitura inerente a tutti e quat-
tro gli apparati di propulsione
comprendenti i gruppi turbori-
duttori (del tipo Ansaldo-De La-
val. che saranno in grado di svi-
luppare, ciascuno, una potenza
di 15.000 CV, a 105 giri al minu-
to), nonchè | turbogeneratori per
i servizi ausiliari di borda.
Tali caldaie, basate su un pro-
getto della Foster Wheeler, so-
no state integralmente disegna.
te e costruite nello Stabilimento
di Sampierdarena e possono pro-
durre 31 tonnellate di vapore/h
alla pressione di 42 kg/cmq a
450° GC. Esse sono idonee sia per
la combustione a nafta che per
la combustione combinata a naf-
ta e metano. L'impianto è stato
In via di ultimazione al Meccanico
le prime due caldaie delle “metaniere"
infatti concepito per poter bru-
ciare il metano che durante il
viaggio evapora dai contenitori
eche a tale scopo viene raccolto
e immesso nelle caldaie.
La loro caratteristica più inte-
ressante è costituita dall'impie.
go di tubi membranati, che sono
nello stesso tempo parte evapo-
rante e involucro esterno erme-
tico della caldaia, Questa tecni-
ca è stata sviluppata solo di re-
cente nel campo navale mondia-
le ed è la prima volta che trova
applicazione in Italia,
La fotografia mostra il fianco
d'una di tali caldaie, e precisa.
mente il lato d'uscita dei gas,
durante una delle fasì di mon-
taggio. In alto è visibile l'apertu-
ra per l'uscita dei gas tra i tubi
sfalsati e la parete membranata
nella parte inferiore.
Questo tipo di costruzione, ol.
tre ad essere vantaggioso per la
semplicità con la quale si può
oporare su tutti i tipi di caldaie
marine, si adatta, in modo par-
ticolare, alla combustione com-
binata nafta-metano, assicuran-
do una completa ermeticità del-
l'involucro esterno ed evitando
così il pericolo che potrebbe de-
rivare dalla formazione di sacche
di gas.
IL FUOCO” DEL XX SEI
e
Un quarto di secolo fa liberando l'energia
racchiusa nel nucleo dell'atomo venne per
la prima volta prodotta un’“energia che non
proveniva dal Sole’ di potenza praticamente
senza limiti A venticinque anni dall’inizio
dell'Era Atomica le applicazioni della sco-
perta di Enrico Fermi si sono moltiplicate e
affermate aprendo nuovi orizzonti all'umanità
\_
_/
L’Architetto dell’ Era Atomica
l'inventore
del « neutrone lento » e della
« pila » nucleare — « l'archi-
tetto dell'èra atomica » co-
me ebbe a definirlo subito
Enrico Fermi,
dopo la sua scomparsa il
presidente della commissione
per l'energia atomica degli
Stati Uniti — nacque a Ro-
ma Il 29 settembre 1901, ul.
timo di tre figli di un alto
funzionario delle Ferrovie del.
lo Stato.
Durante le elementari, co-
minciò a farsi notare per le
vocazioni brillanti e una pre-
coce inclinazione verso le
materie scientifico - matemati-
che: a tredici anni, il suo
passatempo preferito era
quello di procurarsi, e legge-
re tutto d'un fiato, testi a li-
vello universitario, e magari
in latino, che fossero in gra-
do di soddisfare la sua sete
di conoscenza.
Completati gli studî liceali
a Roma, vinse il concorso
della Scuola Normale di Pisa
come alunno interno ad ap-
pena 17 anni. Quattro anni
dopo, nel 1922, conseguì la
laurea in fisica teorica con
il massimo dei voti.
All'età di 26 anni, dopo un
soggiorno in Germania e un
periodo trascorso a Firenze,
dalla cui Università aveva ot-
tenuto l'incarico di fisica ma-
tematica e meccanica razio-
nale, rientrò definitivamente
a Roma, riuscendo a vincere
il concorso per la cattedra
di fisica teorica presso quel-
la Università, Intorno all'Isti-
tuto romano di Fisica comin-
ciò subito a raccogliere un
gruppo di valenti assistenti,
come il futuro Premio Nobel
Emilio Segre, e a richiamare
nell'Urbe noti fisici stranieri
per soggiorni più o meno lun-
ghi.
Nella capitale, Fermi perfe-
ziondò un'importante teoria
sull'emissione dei raggi beta
ed altri lavori che, all'atto
dell'istituzione della Reale
Accademia d'Italia, nel 1929,
gli valsero la nomina, a soli
28 anni, ad accademico, ac-
canto a Guglielmo Marconi.
Gli studi degli anni suc-
cessivi furono quelli che gli
valsero, nel 1938, l'assegna-
zione del Premio Nobel per
la Fisica « per la sua identi-
ficazione — come diceva la
motivazione — di nuovi ele-
menti radioattivi prodotti con
Il bombardamento di neutro-
ni, e la scoperta fatta in re-
lazione a questo lavoro delle
reazioni nucleari effettuate
da neutroni lenti «.
Le persecuzioni razziali cui
avrebbe potuto essere espo-
sta la moglia e i figli Nella
e Giulio (era stato pubblica-
to poco tempo prima dal re-
gime fascista il « Manifesto
della Razza »), indussero lo
scienziato italiano a non far
ritorno con la famiglia in Ita-
lia dopo aver assistito alla
cerimonia del Nobel a Stoc-
colma, Fu così che il 24 di-
cembre 1939, da Southamp-
ton, Enrico Fermi si imbarcò
alla volta degli Stati Uniti,
dove sbarcò pochi giorni do-
po per accettare la cattedra
di Fisica offertagli dalla Co-
lumbia University.
Le difficoltà di lingua, il suo
carattere chiuso e infine lo
scoppio del conflitto mondiale,
che lo pose nella condizione
di « hostile alien» imponen-
do restrizioni alla sua liber-
tà di movimento, non facili
tarono nei primi tempi le sue
ricerche. Fu solo agli inizi del
1941 che Fermi, per sedici,
diciotto e persino venti ore
al giorno, poté dedicarsi con
il massimo impegno allo stu-
dio di quella che sarebbe sta-
ta la prima « pila » che dove-
va sviluppare, il 2 dicembre
1942, la prima reazione nu-
cleare a catena,
Terminata la guerra, Fermi
riprese l'insegnamento e tor-
nò ai suoi studi di fisica nu-
cleare e alle .sue ricerche
nell'intento di chiarire | trop-
pi punti oscuri dei «mesoni».
La morte lo colse |l 28 no-
vembre 1954, a soli 53 anni,
mentre era più che mai im-
pegnato nell'elaborazione di
ambiziosi programmi.
enticinque anni fa, un quar-
to di secolo, l'arco di tempo
di una generazione che. per con-
venzione anagrafica, appartiene
ad un'era affatto diversa da ogni
altra che l'abbia preceduta: è
l'era atomica che ha celebrato or
ora il suo venticinquesimo com-
pleanno e le cui commemorazio-
ni più o meno ufficiali non hanno
giustamente mancato di esaltare
l'ingegno dell'uomo che l'ha con-
quistata.
Il 2 dicembre 1942 — come
aveva predetto Albert Einstein —
per la prima volta nella storia
dell'uomo venne prodotta a Chi-
gaco « un'energia che non pro-
veniva dal Sole », la cul potenza
era praticamente senza limiti e il
cui impiego avrebbe potuto libe-
rare l'umanità dai ceppi del bi.
sogno, Ma se molta strada è sta-
ta percorsa in questa direzione,
è altresì vero che in questo ven-
ticinquesimo anniversario, l'uo-
mo ha nei polmoni le ceneri di
Hiroshima, di Nagasaki e di sei-
centododici esplosioni nucleari e
termonucleari di tipo bellico-
sperimentale.
Considerazioni o previsioni di
questo genere non potevano tut-
tavia occupare le menti dei ven-
tisei scienziati che sotto la qui-
da del fisico italiano Enrico Fer-
mi, una mattina di venticinque
anni fa, in una vecchia palestra
di tennis sotto le gradinate del-
lo stadio « Stagg Field» di Chi-
cago, svilupparono la prima rea-
zione a catena autoalimentata,
iniziando così la liberazione con-
trollata dell'energia atomica. Era-
no essi in gran parte scienziati
europei da poco fuggiti alle per-
secuzioni nazifasciste o alla spie.
tata soppressione della libertà
di studio e di ricerca nel vecchio
continente, dominati da un incu-
bo che aveva il nome di « Kaiser
Wilhelm Institut » di Berlino, do-
ve il figlio del sottosegretario di
stato della Germania nazista, il
professor Von Weizsacher, aveva
riunito i migliori cervelli del pae-
se per un programma coordinato
di ricerche sull'uranio; questa e
altre notizie avevano portato al-
la conclusione che la Germania
fosse molto vicina all'allestimen-
to di ordigni atomici.
Radioisotopi e reattori
al servizio dell’uomo
Nel quarto di secolo trascor-
so da quando l'uomo riuscì a li
berare in forma controllata l'e-
norme energia racchiusa nell'ato-
mo, il mondo ha conosciuto una
rivoluzione tecnologica senza pre-
cedenti, superiore, si può dire,
persino a quella della successi.
va conquista spaziale, e oggi, a
venticinque anni dall'avvenimen-
to, le applicazioni della scoper-
ta di Fermi si sono moltiplicate
e affermate nell'industria e nel
l'agricoltura, nella medicina e
nella ricerca sciantifica, nella
astronautica e nella navigazione
marittima, aprendo orizzonti scon-
finatì all'umanità,
| radioisotopi e i reattori nu-
cleari sono in effetti gli elemen-
ti chiave nell'utilizzazione di ba-
se dell'atomo e i punti di parten-
za per gran parte dei benefici che
da essi l'uomo finora ha tratto.
| radioisotopi sono indubbia.
mente i più versatili tra gli #a-
tomi di pace » tanto sono noti
gli impieghi che ormai di essi
si fa specialmente in medicina
per la cura e la diagnosi di nu-
merose malattie, nonchè in agri
coltura, nel settore della ricerca
e nell'industria,
L'energia fornita dalle « for-
naci » dei reattori nucleari sotto
forma di calore presenta da par-
te sua già oggi una gamma e-
stremamente ampia di preziose
applicazioni. Tra le possibilità
più immediate. di utilizzazione
spiccano decisamente quelle e-
merse nel campo della propul-
sione navale e spaziale, La pri-
ma perchè sembra destinata ad
apportare entro alcuni anni una
vera rivoluzione nei trasporti
marittimi; la seconda perchè do-
vrebbe risultare determinante
per la conquista definitiva dello
La Centrale elettronucleare dell'Enel del
Meccanico realizzò la turbina da 160.00
il terzo Paese del mondo occidentale pr
soltanto dagli Stati Uniti e dalla Gran
all'interno della comunità europea.
Lo sfruttamento dell'energia nucleare
più vantaggioso se prodotta a grandi bi
vata. Questo è un model!o della cent
della « Tennesse Valley Authority » (AI
1.099.000 kW. ciascuna che entrerani
OLO
spazio da parte dell'uomo, Sfor-
zi non minori sono inoltre rivol.
ti dagli scienziati e dai tecnici
di tutto Il mondo verso la rea-
lizzazione di impianti nucleari
per dissalare a buon mercato
l'acqua del mare. La desalinazio-
ne dell'acqua marina potrebbe in-
fatti rappresentare la chiave per
la soluzione di uno dei proble-
mi che assilleranno maggior-
mente i sei miliardi di uomini
che popoleranno la Terra nel
duemila, ossia la mancanza di
adeguate disponibilità di acqua
pura,
Elettricità dall’atomo
Ma è nel campo dell'energia
elettronucleare che l'atomo darà
probabilmente il contributo mag-
giore alla società, Dopo oltre un
decennio di sperimentazioni e di
attività dimostrativa, l'energia
3arigliano per la quale lo Stabilimento
kW. Pochi sanno che l'Italia è, oggi,
luttore di energia elettrica, preceduta
retagna, e che occupa il primo posto
er la produzione di elettricità risulta
:chi e con unità di potenza molto ele-
le nucleare americana Browns Ferry
nama). Sarà composta di tre unità da
i in funzione negli anni 1970-1973.
atomica sta infatti per diventa-
re una delle fonti principali per
la produzione di elettricità.
Subito dopo la conclusione del.
la seconda guerra mondiale le
prospettive di utilizzazione del-
l'atomo e in primo luogo il per-
fezionamento dei sistemi nuclea-
ri per la produzione di grandi
quantità di energia a basso co-
sto sembrava facile, mentre in
realtà non lo fu affatto. Ben po-
co si conosceva in merito alla
tecnologia indispensabile per
progettare centrali elettronuclea-
ri sicure, di grande affidamento e
con una produzione economica.
Si dovettero superare numerosis.
simi ostacoli; la conoscenza nu-
cleare crebbe lentamente.
| primi risultati furono ottenuti
dagli Stati Uniti intorno al 1957,
ma solo in questi ultimi anni la
competitività delle centrali nu
cleari rispetto a quelle tradizio-
nali è stata raggiunta. Ciò ha
fatto assumere al mercato delle
centrali elettronuclearì propor-
zioni inattese e straordinarie. Ba.
sti pensare che nel 1966, negli
Stati Uniti, oltre il 55 per cento
delle centrali elettriche sono ri-
sultate nucleari, per una potenza
complessiva di 17 mila MW.
Sempre negli Stati Uniti, nei pri.
mi mesi dello scorso anno, altre
centrali nucleari erano state or.
dinate per circa 16 mila MW.
Si tratta sempre di centrali
cosiddette « provate », ossia con
reattori perfezionati del tipo ad
acqua bollente o in pressione.
alimentati ad uranio leggermen-
te arricchito, prodotti rispettiva.
mente dai grandi gruppi della
General Electric e della Westing-
house. (Più precisamente, secon-
do dati disponibili, fino ad oggi
sono state ordinate complessiva-
mente nel mondo centrali nuc-
clear per circa 20.000 MW alla
GE, e per circa 16.000 MW alla
Westinghouse). Grandi progressi
sono stati raggiunti da queste
centrali in termini di potenza, si-
curezza e continuità di eserci-
zio, e notevoli margini sussisto-
no per ulteriori avanzamenti.
La capacità di produzione di
energia elettronucleare è peral-
tro destinata ad accrescersi ra-
pidamente anche in Europa, do-
ve è tuttora in testa la Gran Bre-
tagna con una potenzialità pro-
duttiva di 4 milioni di kW. Gran
Bretagna e Francia, come noto,
hanno imboccato fin dagli inizi,
per ragioni politiche e militari,
una strada diversa da quella scel
ta dagli Stati Uniti in questo set-
tore, sviluppando e costruendo,
con risultati spesso contrastan-
ti, un tipo di reattori appartenen-
ti alla prima generazione alimen-
tati ad uranio naturale. Le indu-
strie italiane e quelle della Ger-
mania occidentale hanno invece
scelto a suo temno la più sicura
produzione su licenza, che ha
consentito loro di sviluppare le
tecniche più avanzate dell'indu
stria statunitense ponendole in
grado di offrire ai mercati nazio-
nali ed esteri centrali nucleari
provate e competitive.
I reattori autofertili
Pur essendo riuscito a risok
vere i problemi della competiti-
vità economica dell'energia nu-
cleare, l'uomo ha comunque com-
pletato per ora solo în parte il
compito mirante a far sì che le
sue vaste risorse di combusti-
bile nucleare siano disponibili
per soddisfare la crescente fame
di energia nel mondo. | reattori
commerciali messi a punto fino
ad oggi sono, come si sa, dei
« convertitori », ossia « brucia-
no » una parte soltanto dell'ura-
nio 235 inizialmente presente nel
l'uranio naturale, trasformando
una percentuale dell'uranio 238
in plutonio, che potrà essere
400 a.C. Il filosofo greco De-
mocrito di Abdera ripropone
la teoria esposta cinquant'an-
ni prima da Leucippo, soste-
nendo che tutte le cose sono
fatte di particelle minute che,
raggruppandosi în maniera di-
versa, danno luogo a sostan-
za diversa. Secondo il filoso-
fo greco le particelle ultime
della materia non possono es-
sere modificate o spaccate.
Per questo motivo, le chiamò
« atomi », cioè indivisibili.
330 a.C. Aristotele rigetta nei
suoì scritti la nozione dell'ato-
mo, rendendola impopolare
sino all'alba del pensiero mo-
derno,
1780. Il tedesco Klaproth iso-
la dalla pechblenda un nuovo
elemento chimico che viene
chiamato «uranio », dal pia-
neta Urano scoperto dagli
astronomi otto anni prima,
1811. L'italiano Avogadro e-
nuncia la teoria che volumi
uguali di gas, nelle medesi-
me condizioni di temperatura
e pressione, contengono un
ugual numero di «molecole».
Secondo Avogadro, in un
composto la molecola è la
più piccola particella che esi-
sta. Il merito principale del
fisico torinese è quello di
aver introdotto una netta di-
stinzione tra atomo di un ele-
mento e unione di più atomi.
1879. L'americano Albert Mi
chelson misura la velocità del.
la luce, dando ad Einstein la
base per la sua teoria sulla
relatività che dischiuderà l'èra
nucleare.
1897. L'inglese Thomson, nel
corso di alcuni studi sui raa-
gi X, scopre nei ragai cato-
dici «corpuscoli » di gran
lunga più piccoli dell'atomo,
che, su proposta di G.J. Sto-
ney, verranno chiamati « elet-
troni ».
1898. Marie e Pierre Curie
scoprono a Parigi un nuovo
elemento, il « polonio ». Nel.
lo stesso anno la coppia di
scienziati scopre il «radium»,
due milioni e mezzo di volte
più ricco di radiazioni del.
l'uranio.
1905, Einstein pubblica la sua
relazione sull'effetto fotoelet-
trico, affacciando l'idea della
equivalenza tra la massa e
l'energia, entrambe aspetti
incontrovertibili della stessa
proprietà: quando un corpo
emette energia perde anche
parte della massa o peso. Il
rapporto della trasformazione
Cronologia dell'atomo:
da Democrito a Enrico Fermi
risulta dalla famosa equazio-
ne E = mer,
1911. Ernest Rutherford giun-
ge alla conclusione che l'ato-
mo consiste di un certo nu-
mero di elettroni che avvol-
gono un « nucleo » piccolis-
simo e pesante. Il nuovo
modello di atomo fornirà la
base per il progresso nuclea-
re nei successivi decenni.
1912. L'inglese Soddy intro-
duce il concetto di « isotopi »
negli elementi, ipotizzando
l'esistenza di più forme del-
lo stesso elemento, che, pur
identiche dal punto di vista
chimico, sono diverse da quel-
lo fisico (radiazione, dimez-
zamento, peso atomico).
1920. Ernest Rutherford accer-
ta definitivamente l'esistenza
del « protone », una particel-
la subatomica di carica posi-
tiva 1847 volte più pesante
dell'elettrone, all'interno del
nucleo atomico.
1928. Hans Geiger costruisce
un contatore automatico di
radiazioni beta e gamma, il
primo e più diffuso strumen-
to utilizzato nel campo della
fisica atomica.
1929. L'americano Lawrence
inventa il ciclotrone che con-
sente di « bombardare» l'a-
tomo con particelle enorme.
mente accelerate. Sarà lo
strumento-base per la sco.
perte americane degli ele-
menti transuranici e uno dei
più validi apparati per lo stu-
dio delle subparticelle.
1932. Gli americani Urey,
Brickwedde e Murphy sco-
prono un isotopo dell'idro-
geno (presente nell'idroge-
no normale in ragione di
2/10.000) che viene chiamato
« deuterio ». Sarà la materia
prima delle reazioni termo-
nucleari o di fusione. Nello
stesso anno l'inglese Chad.
wick scopre una particella
dell'atomo priva di carica
elettrica: il « neutrone ».
1933. | coniugi Joliot-Curie
scoprono la radioattività arti
ficiale o radioattività Indotta
nell'alluminio sottoposto a
bombardamento con particel-
le alfa.
1934, Nel laboratorio di via
Panisperna a Roma, dove ha
sede l'Istituto di Fisica della
Università dell'Urbe, Enrico
Fermi, Franco Rossetti, Emi-
lio Segre e Edoardo Amaldi
si mettono all'opera per pro-
durre numerosi isotopi artifi-
ciali mediante il bombarda-
mento del nucleo atomico di
62 elementi con i neutroni.
Bombardando l'uranio, essi
pensarono di aver prodotta
l'elemento 93 e non si accor-
sero di aver spaccato il nu-
cleo dell'atomo. L'errata inter
pretazione dei risultati farà
ritardare di cinque anni la so-
luzione del problema dell'e-
nergia nucleare, Nell'ottobre
dello stesso anno, Enrico
Fermi e i suoi collaboratori
trovano il sistema per rende-
re di gran lunga più efficaci
come proiettili i neutroni ral-
lentandoli con la paraffina
{neutrone lenti).
1939, Parlando a duecento fi-
sici riuniti alla Columbia Uni-
versity di New York per il
convegno anr uale della Ame-
tican Physical Society, Enrico
Fermi accenna alla possibili-
tà di una reazione a catena,
dato che la fissione di un
nucleo atomico di uranio do-
vrebbe liberare almeno due
neutroni, utilizzabili come
proiettili per il successivo
bombardamento di altri nuclei
atomici, con una progressio-
ne geometrica. Il fisico ro-
mano prospetta con convin-
zione la possibilità a breve
scadenza di utilizzare la fis-
sione nucleare a catena con-
trollata in una « pila » o rea-
tore ad uranio per riscalda-
re la caldaia a vapore di una
nave.
1941, Alla Columbia Universi-
ty, Fermi e i suoi assistenti
H. L. Anderson, B. Feld, G.
Weil e W. H. Zinn, appron-
tano la prima struttura reti.
colare di uranio e grafite, o
« pila »: si tratta di un cubo
di grafite di circa 2,20 metri
di lato contenente circa set-
te tonnellate d'ossidio d'ura-
nio sistemato entro conteni-
torì di ferro ad intervalli re-
golari. Questa «pila» è la
prima di numerose altre che
verranno realizzate per accer-
tare il fattore di moltiplica-
zione e quindi la possibilità
di produrre una reazione nu-
cleare a catena.
1942, Allo Stagg Field di Chi-
cago inizia in luglio l'attività
relativa alla « pila» n. 9 sot-
to la direzione di Enrico Fer-
mi e di $S, Allison, Il montag-
gio vero 2 proprio sarà inizia-
to il 7 novembre, ed esatta-
mente il 2 dicembre succes-
sivo la « pila» entra In fun-
zione al livello di potenza di
1/2 watt, sviluppando, con-
trollando e sostenendo la
prima reazione nucleare a ca-
tena del mondo.
«consumato » nello stesso o in
altri reattori. Nel migliore dei
casi, questi reattori utilizzano,
approssimativamente, l'uno per
cento dell'energia teoricamente
a disposizione nello sfruttamen-
integrale dell'uranio. Esiste però
già da tempo la possibilità di co-
struire reattori in grado di mi-
gliorare il processo di conversio-
ne e di produrre più materiale
fissile di quanto ne viene consu-
mato, La messa a punto di ver-
sioni di questi reattori utilizza-
bili su scala commerciale (con.
vertitori avanzati o reattori auto.
fertili] costituisce ora l'obiat
tivo che ha la precedenza asso.
luta nei programmi nucleari de-
gli Stati Uniti e in quelli di mol.
ti Paesi, Italia compresa
In avvenire ci si potrà infine
aspettare la realizzazione delia
« fusione » nucleare controllata,
ossia lo sfruttamento dell'ener-
gia stessa del sole, L'interesse
per le reazioni termonucleari
controllate 0 di « fusione » è am-
piamente giustificato dalle sue
luminose prospettive pratiche,
poichè la materia prima della
reazione è rappresentata dal
« deuterio » o idrogeno pesante,
che esiste, con un rapporto di
uno a seimila, nell'idrogeno or-
dinario e potrebbe, pertanto, es-
sere estratto dalla massa degli
oceani in quantità pressocchè il.
limitate.
Nessuno è però in grado, per
ora, di prevedere quali meravi-
glie delia natura verranno rive-
late all'umanità delle nuove
scoperte,
A. Basso
d
Befana 1968: una riuscitissima
festa in famiglia
6 gennaio, Epifania di Gesù:
quale data dell'anno è più attesa
dal mondo bambino se non que-
sta? E' un giorno che la tradi.
fe-
zione vuole ricco di doni, d
sta e di allegria; una tradizi
che quest'anno la nuova Ansaldo
Meccanico Nucleare e la vecchia
Ansaldo hanno voluto far rivivere
in una atmosfera di raccolta e
e quasi familiare intimità che for-
se prima non conosceva, Per la
prima. volta nella sua lunga vi-
ta, la Befana è infatti scesa la
notte del 6 gennaio scorso tra
le ultracentenarie mura dello
Stabilimento Maccanico che i ra-
dicali lavori di ammodernamen-
to stanno in questi giorni ripor-
tando a nuova giovinezza.
| nostri lavoratori saranno for-
se rimasti un po' perplessi nel-
l'anprendere, dall'invito, che l'e-
stroso e simpatico personaggio
avrebbe fatto capolino addirit-
tura nello Stabilimento di Sam-
pierdarena, ma di tutt'altro avvi-
so si sono dimostrati i più diret-
ti interessati: poter visitare un
grande complesso produttivo
che si accinge ad assolvere un
ruolo insostituibile nello svilup-
po industriale del nostro Paese;
poter osservare da vicino i ma-
stodontici apparati motori e le
poderose turbine destinati a spri-
gionare la loro preziosa energia
per mare e per terra; poter fi.
nalmente vedere il posto dove
lavora papà (che è sempre, si
intende, il più... importante), è
quanto basta per entusiasmare
qualsiasi bambino. Per questo ri-
teniamo che l'iniziativa di questa
Befana 1968 abbia davvero fatto
centro, Come spiegare altrimen-
ti la moltitudine di grandi e pic-
cini convenuti la mattina del 6
gennaio nell'accoaliente salone
della mensa del Meccanico?
Alla mezzanotte, i « befanieri »
che sono, come si sa, gli... aiu-
tanti della Befana, avevano co-
minciato il loro lavoro addob-
bando e ammucchiando giocat-
toli su giocattoli, doni su doni in
una scenografia che un giovanis-
simo architetto, figlio di un an-
saldino, aveva appositamente
studiato, e all'ora stabilita To-
polino e tutta la compagnia di-
sneiana erano pronti per offrire
dell'alto di un mini-schermo le
loro ultime trovate, mentre gli
altoparlanti cominciavano a dif-
fondere l'allegro repertorio del-
l'ultimo Zecchino d'oro,
Tra i primi a giungere in sala
con l'Amministratore Delegato
ing. de Vito erano i Direttori
centrali cav. Ugolini e dott. Ra-
va, il Direttore dello Stabilimen-
to ing. Guazzi con il Vice diret-
tore rag. Traversa ed |l Dirigen-
te del Personale dott. Tambini;
per lo Stabilimento Fonderia, il
Direttore ing. Zagnoli e l'ing.
Parisi,
Alle 10,30, accompagnato dalla
signora Luciana, giungeva il Pre-
sidente dott. Giannini con l'As-
sessore alla Pubblica Istruzione
dott.ssa Buggiardini in rappre.
sentanza del Sindaco, e Infine,
anch'egli ospite graditissimo, il
Prefetto di Genova dott. Rizzo.
Prendeva per primo la parola il
nostro Presidente per dichiararsi
oltremodo lieto di potersi ritro-
vare tra noi in un momento più
disteso e sereno di quanto non
si potesse dire un anno fa; per
porgere a tutti il suo augurio e
quello dei dirigenti dell'IRI e del-
la Finmeccanica, e per ringrazia-
re tutte le autorità intervenute.
Rivolgevano quindi parole di au-
gurio ai presenti il Prefetto, l'As-
sessore Buggiardini e il Segre-
tario della Commissione Interna
del Meccanico Carlo Parodi.
Grandi e piccini non sono sta-
ti avari di applausi per sottoli.
neare la comunione di spiriti
che ha caratterizzato questa sim-
patica festa in famiglia, che si
è conclusa con la distribuzione
dei doni e con la visita agli im-
pianti dello Stabilimento.
I. p.
La manifestazione
al Muggiano
La distribuzione dei tradizio-
nali doni della Befana ai figli più
piccoli dei dipendenti del Can-
tiere Ansaldo di Muggiano si è
svolta a La Spezia al teatro
« Astra », affollatissimo.
La distribuzione è stata pre-
ceduta dalla proiezione di films
comici e da parole di augurio e
benvenuto del nostro corrispon-
dente e da parole di circostan-
za pronunciate dal Vescovo deli-
la Spezia mons. Giuseppe Stella.
Alla manifestazione hanno pre-
senziato l'ammiraglio Boeri in
rappresentanza del Comandante
in Capo del Dipartimento Marit-
timo Alto Tirreno, un rappresen-
tante della Capitaneria di Porto,
l'Assessore comunale ing. Borza
in rappresentanza del Sindaco,
oltre naturalmente i dirigenti del
Cantiere di Muggiano.
A sinistra: il Direttore Centrale cav. Franco Ugolini, |' Ammini-
stratore Delegato ing. Edgardo de Vito, la signora Luciana Gian-
nini, il Presidente dott. Arnaldo
Giannini, il Direttore del Mec-
canico ina. Nando Guazzi e il
Prefetto di Genova dott. Pie-
tro Rizzo intervenuti alla manite-
stazione nello Stabilimento di
Sampierdarena, Sopra: La signo-
ra Giannini e il Prefetto col di-
pendente dello Stabilimento Fon-
deria Emanuele Dessì, vincitore
di una bicicletta, uno dei mag-
giori premi sorteggiati tra i ge-
nitori presenti. A destra, il Se-
gretario della Commissione in-
terna del Meccanico Cario Paro-
di che insieme al Prefetto, al no.
stro Presidente e all'Assessore
al Comune dott.ssa Buggiardini
ha rivolto ai bambini espressioni
augurali. Nelle altre foto, alcune
vivaci immagini della festa colte
dall'obiettivo del nostro Traspe-
dini.
ie peri
2.3 pome
Tati RR TZSTOLII i EEIEIE
ualcosa di insolito vi era nell'aria. Lo
avvertii appena rincasato, quando entrai
SS nel tinello e scorsi mia moglie che mi
apparecchiava la tavola. Rispose al mio saluto con
una breve occhiata. Era come assorta in quel con-
sueto preparativo di ogni giorno, e le due piccole
rughe verticali ai lati della bocca tradivano la ten-
sione interiore.
— Che c'è? — domandai senza poter celare un
senso di disappunto che si era impadronito di me
insieme col timore che quel pomeriggio, dopo otto
ore di lavoro, sarebbe stato inevitabilmente rovi-
nato.
— Tuo figlio, ceco cosa c'è! — proruppe Maria
BHO,
— tuo figlio, santo Dio! Ieri ba marinato la scuo-
la e oggi pensava di farla franca con una giustifica-
zione falsificata. Ma il preside se n'è accorto, natu-
ralmente, e tu devi presentarti a lui questo pome-
riggio duranie l'orario delle lezioni, altrimenti En
rico sarà sospeso
L'ansia con cui pronunziò quelle parole mi parve
eccessiva.
— Suvvia, anch'io quando ero studente ho mari
nato la scuola qualche volta, eppure...
— No, non è questo che mi impensierisce. d.n0
mesi che mi preoccupa quel ragazzo. Tu non ne
vuoi sentir parlare; ma sono mesi che io penso +
continuo a domandarmi che cosa ci sia tra lui ©
il mondo: temo di non riuscire più a compren
derlo... Ho tenuto dentro di me tutti questi pen-
sierì per non disturbarti... per non irritarti; ma ora
non è più possibile: è anche tuo figlio. Capisci?
Mi sentii ferire da quel rimprovero semi espresso
e ribattei:
— Dunque, secondo te, io non mi sono mai preoc-
cupato per nostro figlio? Ma allora, dimmi, allora
chi ba lavorato tutti questi anni per mandare avan.
ti la famiglia... chi ha sgobbato per non farvi man-
care nulla? Uno lavora, si spreme... si spreme la
vita di dosso, perdio... ed ecco i risultati!
Mi osservò alcuni istanti turbata.
— Scusami... non ti wvolevo rimproverare nulla.
Volevo solo jarti capire che Enrico è cresciuto, che
ora ha più bisogno di sentirti vicino.
Quello sguardo accorato e quelle ultime parole
quasi sommesse mi fecero riflettere. A molti di
noi, alla maggior parte vorrei dire, abbagliati dal
vano luccichìo di mille cose inutili, accade di non
saper più considerare con equilibrio se quel che
gli altri janno e noi stessi facciamo sia ciò che ve-
ramente è bene. Sicchè affiora nell'animo una sma-
nia, una incertezza da cui ci illudiamo di sfuggire
isolandoci entro un mondo fittizio i cui doveri adem-
piamo con scrupolo per ingannare la coscienza è
acquietarla, dimentichi che gli angusti confini di
quel mondo non abbracciano tutta le realtà nella
quale davvero viviamo. E tutti siamo pronti a rico-
noscere volentieri quei meriti, quando vi sono; ma
cento scuse e cento giustificazioni vogliamo capar-
biamente trovare allorchè gli altri o la nostra
stessa coscienza tidestata ci pongono dinanzi agli
occhi il vero.
de do
La scuola di mio figlio era la stessa che io avevo
frequentato molti anni addietro. Non la trovai cam-
biata: le stesse vetrate ampie di allora, i lunghi
corridoi con le porte delle aule, le file degli attac-
capanni colmi. Il passato mi afferrò con la sua
segreta e indefinibile angustia.
10
incontro
di) SANTO BRIASCO |
Il preside fu comprensivo: ma sì, una scappatella
da adolescente, come tante altre... da punirsi tut-
tavia per l'esempio... più formalmente che altro,
senza lasciar conseguenze; il ragazzo dimostrava at-
titudine per lo studio... intelligenza viva; ‘un po’
svagato forse e insofferente... un po' chiuso; aveva
amici? no? l'ambiente familiare, comunque, con la
sua affettuosa vigilanza avrebbe maturato il carat
tere,
Uscimmo sul piazzale, allontamandoci dalla ressa
dei ragazzi vocianti e insensibili agli sbuffi della
tramontana, Enrico mi camminava al fianco silen-
zioso, le mani sprofondate nelle tasche del cap-
potto e i libri sotto il braccio. Non riuscivo a ca-
pire se nel suo silenzio, reso quasi visibile nel capo
chino e nelle labbra serrate, vi fosse timore di me
o un senso di ostilità per il mondo degli adulti e
per la scuola che, con la sua impersonale autorità,
tocca la ragione ma di rado il sentimento det
giovani. Quante volte avevo percorso quelle
medesime strade con i libri sotto il braccio! Allora
assaporavo la libertà di osservare, di sentirmi nelle
cose circostanti, smarrito in una perplessità inquie-
ta, giacchè vagamente intuivo che le cose dalle quali
siamo circondati mon vivono di vita propria, ma
fanno propria quella dei nostri pensieri. Esse sono
la espressione concreta del nostro stato d'animo, e
con esso mutano e mutate si offrono. Mi parve che
auel mio sentire le cose, lì, allora, come un tempo,
mi avvicinasse streordinariamente a mio figlio.
1° Premio del |
CONCORSO DI CAPODANNO 1968 |
— Nor bo per te parole di rimprovero. Le parole
sono parole; i fatti contano veramente, e io ho
sempre cercato di agire così come vorrei che tu
agissi,
Tacqui un poco, come alla ricerca di una verità
che intuivo ma non sapevo esprimere. Nella sua
figura smilza di ragazzo riconobbi me stesso, e int
me stesso ravvisai mio padre. Vi sono circostanze
della vita in cui, fra la contusione ottusa dei per-
sieri e dei sentimenti, non manca mai il richiamo
della giusta voce. Fd essa ci rammenta il messag-
gio che ricevemmo un tempo per custodirlo e affi-
darlo a chi continuerà il cammino dopo di noi.
Quando il peso di un lavoro che ci pare monotono
e insignificante infonde l'amarezza delle definitive
rinunzie, sottrae la capacità di lotta e di sacrificio,
che è necessaria per non abdicare alla dignità uma
na, allora ci è sempre possibile scavare il sasso del-
la solitudine e del dubbio con le immagini che ra-
piamo al nostro passato, con le speranze che sug-
geriamo al futuro di coloro a cui abbiamo dato la
vita.
La taciturna bontà della sua indole si mostrava nel-
lo sguardo fermo ma dolce, quasi febbrile ora, per
una repressa voglia di pianto.
»w *
Giungemmo sul lungomare mentre il sole, laggiù,
sopra Capo Mele, wibrava in un ultimo bagliore.
Sotto di noi la spiaggia. Inclinate sulla sabbia e i
sassi le prue dei gozzi, incantate di luce, guardava
no lontano. Rammentai le reti con le vittime d'ar-
gento, guizzanti, che il gatto spia tra î cumuli di
corda.
— Sai, babbo, ieri siamo stati a passeggio insieme...
per la prima volta, io e... lei.
— Lei, chi?
— Una mia compagna di classe.
— Capisco. Per una volta hai preferito... Beatrice
a Dante!
Scoppiammo a ridere entrambi.
A volte il figlio sente di camminare vicino al pa-
dre, ma avverte che si percorrono due strade pa
rallele, che possono accostarsi e illudere di con-
giungersi, ma non si incontrano: due fra le infinite
strade dell'umanità delle quali non si sa donde ver
gano nè dove vadano. E' allora che può insinuarsi
in lui un sentimento di estraneità, una amara e pe-
ricolosa tendenza a vivere nella famiglia e nella so
cietà senza sentire di appartenervi.
Quel pomeriggio mon era stato perduto. La mia
esistenza si era come dilatata e arricchita di una
muova dimensione in virtù di un fatto inaspettato
e meraviglioso: il primo vero incontro con mio fi
glio. Un mezzo offerto dalla natura per congiun-
gerci ad essa e non rinnegarta.
— Dirai tutto alla mamma? — mi domando Enri-
co e sorrise.
— Forse no, forse sì.
Mi prese la mano. La mano sente il calore dell'al-
tra mano. Le mani parlano a volte fra loro, quan
do folate di vento si inseguono nei vicoli stretti e
sono più piccole le cose e più lontane le luci che si
accendono. Parlano. E non è un fragile meccani
sno di parole, vano come le fiabe.
Compresi allora che quando un giorno non ci sarò
più la natura continuerà a sorridere per entrambi,
perchè mio figlio dissolverà la mia morte nella sua
vita. Le mie parole e i miei pensieri non potranno
essere gettati via come panni laceri. Solo una pic-
cola, trascurabile parte si consumerà sotto terra.
Ora, con lui, potevo riprendere come da principio
la vita, quando ormai sembrava affogeta nella mo-
notonia e priva di valore, afferrarla trepidante pet
condurla lungo tutto il percorso del mio passato:
risvolgerla come un lungo rosario fino a risentirla
colorita di giovinezza, col sentimento di chi la pro-
va per la prima volta.
Illustrazione di NICOLA PETROLINI
Dopolavoro Interaziendale
Una gita a Roma
dal 25 al 28 aprile
Il Servizio « Turismo Sociale »
organizzerà dal 25 al 28 aprile
prossimo una gita a Roma in tre-
no, Con apposito manifesto ver-
ranno tempestivamente rese no-
te le quote e le modalità di par-
tecipazione,
Per questo primo scorcio di
stagione sono state intanto con-
fermate le gite a Nizza (il 18
febbraio in occasione del Carne-
vale), a Lerici e Portovenere (il
19 marzo), a Milano (il 15 apri
le) e ad Acqui (il 1° maggio).
Sono inoltre in preparazione
per quest'anno gite in Sardegna,
alle Grotte di Postumia in Jugo-
slavia e a Firenze, oltre ad un
certo numero di crociere in Tur-
chia e in Egitto con le navi della
Società di navigazione Adriatica.
Per queste ultime gite verrà ste-
so quanto prima il programma
definitivo,
Per i terremotati
della Sicilia
La Presidenza del Dopolavoro,
nella certezza di interpretare i
sentimenti di solidarietà di tutti
i soci, ha messo a disposizione
delle popolazioni colpite dal ter-
remoto in Sicilia la somma di
L. 50.000, Anche un quantitativo
di indumenti raccolto tra i soci
che hanno aderito al relativo ap-
pello è stato inoltrato dalla Se-
greteria ai centri di raccolta del-
la Croce Rossa Italiana.
A Santo Briasco
del Mec il premio
Capodanno 1968
La Commissione giudicatrice
del Concorso di Capodanno per
una novella o racconto bandito
anche quest'anno nel quadro del-
le iniziative culturali dal Dopo-
lavoro Interaziendale Ansaldo,
composta dal dott. Cesare Viaz-
zi, della sede genovese della
RAL-TV, dal dott, Cesare Garelli,
responsabile della sede di Ge-
nova dell'Agenzia « Italia » e dal
rag, Ennio Cervetto, dell'Ufficio
PR dell'AMN, si è riunita |a se-
ra di S. Silvestro prendendo in
esame i numerosi lavori presen-
tati a questa V edizione sul te
ma «Primo incontro »,
Apprezzata la sincerità degli
interessi e dei tentativi dei con-
correnti, i quali, nella maggioran-
za, hanno tratto ispirazione dalle
proprie esperienze personali, la
Commissione giudicatrice ha sta-
bilito di assegnare il primo pre-
mio di L, 50.000 (in Titoli di Sta-
to) all'elaborato presentato dal
dipendente dello Stabilimento
Meccanico dell’A.M.N. Santo
Briasco.
La stessa Commissione ha poi
ritenuto di assegnare il secondo
e Il terzo premio (del valore ri-
spettivamente di L. 30.000 e
L. 20,000, sempre in Titoli di Sta-
to) ai dipendenti dello Stabili
mento Fonderia dell'A.M.N. Gia-
como Ricci e Anteo Dodi.
Bocce
La tradizionale gara natalizia
a terne organizzata anche questo
anno dal nostro Circolo Boccio-
filo si è svolta il 12 dicembre
scorso suì campi del bocciodro-
mo sociale a Sestri Ponente e
ha visto in lizza ben 38 forma-
zioni, che hanno saputo dar vi-
ta ad una serie di incontri mol-
to combattuti, Ecco la classifica:
1) A. Maggiora-P, Petta-G. Mas-
sobrio 2) T. Maggiora-S. Olivie-
ri-L, Baccarini; 3) G. Gardella-
C. Ferrando-P. Cardellini; 4) V.
Boldri-G. Canepa-G. Gambaccia-
ni; 5) G. Graffione-T. Pastorino-
Vezzoso; 6) S, Isopito-F, Brigno-
ne-O. Lanza; 7) . Bozzano-G. Gal.
I-E. Siddi,
A queste prime sette terne so-
no andati i premi maggiori in
palio; a tutte le altre formazio-
ni partecipanti sono stati asse-
gnati premi di consolazione mi-
nori.
Premiazioni
Il 23 gennaio, presso la Sede
del Dopolavoro, è avvenuta la
consegna dei premi sorteggiati
tra i bambini che hanno preso
parte al concorso natalizio di di-
segno, AI concorso hanno aderi-
to una cinquantina di bambini
con circa ottanta disegni che han-
no figurato in una mostra alle-
stita nel salone di via Stennio.
Nella stessa occasione sono
stati premiati | vincitori del con-
corso fotografico bandito da
« l'Ansaldino » col patrocinio del-
la Ferrania, nonchè i tennisti che
hanno partecipato ai campiona-
ti sociali svoltisi l'estate scorsa.
La consegna dei premi del Concorso di Capodanno è avvenuta,
come vuole la tradizione, il mattino del primo gennaio. Il lieto
incarico è stato assolto anche in questa occasione dal segreta-
rio generale e dall'economo del nostro Dopolavoro, qui ripresi
mentre brindano col
Meccanico Santo Briasco.
vincitore, l'impiegato dello Stabilimento
Sono nati
PAOLA, di Amilcare Almonti
di Maddalena Viaggi.
(Mug) e
DANIELA, nipote
di Primo Capra (Mec)
PATRIZIO, di Francesco Bonifazio (Mug}
e di Caterina Zanello
ROBERTO, di Angelo Carboni (Mug) e
di Nella Dadà,
GIULIANO e CINZIA
di Paolo Pastorina (Fon)
CLAUDIO, di Mauro Nicolik (Mec) e
di Caterina Lavanna.
PAOLA, di G. B. Parodi
Dorina De Boit.
MARCO, del dott. Mario Pelli
di Laura Palazzi.
FRANCESCA, di Giorgio Repetto (Mec)
e di Marcella Porcelli.
A tutti i piccolissimi « ansaldini » i
nostri auguri più fervidi.
(Mec) e di
(Dig) e
. .
Si sono sposati
Franco VALTRIANI {Mug) con Raffaella
Guidoni, Il 16-9-1967.
Agli sposi vivissimi auguri.
COMMIATI
Hanno lasciato il lavoro per rag-
giunti limiti d'età i seguenti lavoratori:
Sede
Giuseppe TRAVERSO,
1937, praventivista
Romana QUARANTA, assunta |l 29-1-1940,
impiegata amministrativa.
assunto Il 190-4.
.
Muggiano
Umberto BELLUCCI, assunto Il 21-3-1929,
tubista
Ernesto GALLENI, assunto il 20-11-1929,
imbragatore.
Pasquale RUSSO, assunto ll 7-6-1930,
saldatore autogeno.
Enrico MARTINENGO, assunto ll 26-6-
1930, tubista.
Giuseppe MILITANO, assunto il 24-0.
1934, saldatore elettr,
Pietro BARANI, assunto il 1-1-1935, tu-
bista.
.
Fonderia
Ottavio GANZER, assunto il 18-93-1935
modellista.
.
Meccanico
Agostino CHIARINI, assunto il 23-2-1937,
tecnico.
Tito MINAGLIA, assunto Il 20-7-1942,
piallatore.
Alfio FOLEGANI, assunto il 15-4-1943
marinaio imbragatoro,
Bartolomeo PERELLI, assunto il 27-12:
1944, sorvegliante.
Certi di interpretare i sentimenti di
tutti i lettorî, porgiamo a questi bene.
meriti lavoratori gli auguri di un lungo,
meritato riposo,
Gruppo Anziani
Il 1° dicembre scorso si sono
svolte le votazioni per il muovo
Consiglio Direttivo dalle quali so-
no risultati eletti i seguenti Con-
siglieri: Fiorenzo Baronti, Ezio
Bertacchi, Anteo Dodi, Luigi Gag-
gero, Manlio Locchi, G.B, Moli-
nari, Ermenegildo Pisasale, Filip-
po Tomaso e Ennio Vetuschi.
Il nuovo Consiglio Direttivo ha
chiamato alla Presidenza del
Gruppo il cav. Luigi Pollastro.
Quale Vice Presidente è stato
nominato Filippo Tomaso e quale
Tesoriere G.B. Molinari. | com-
piti di fiduciario sono stati affida-
ti a Ezio Bertacchi per la Sede,
Filippo Tomaso per lo Stabilimen-
to Meccanico e a Luigi Gaggero
per lo Stabilimento Fonderia.
Il 23 dicembre il nuovo Con-
siglio Direttivo, presenti il D.C.
cav. Ugolini e il Dirigente del
Personale del Meccanico dott.
Tambini, è stato ricevuto dallo
Amministratore Delegato e Pre-
sidente Onorario del Gruppo An-
ziani dott, ing. Edgardo de Vito.
Si avvertono | pensionati del-
l'Ansaldo e dell'Ansaldo Mecca.
nico Nucleare che desiderano
entrare a far parte del Gruppo
Anziani, che la Segreteria riceve
le nuove iscrizioni nei giorni di
lunedì, mercoledì e venerdì, dal-
le ore 15,30 alle 17 in via Urba-
no Rela, 1 a Sampierdarena. La
quota d'iscrizione è di lire 500.
Atto di onestà
Si segnala con vivo compiaci-
mento l'atto di onestà compiuto
dall'operaio dello Stabilimento
Fonderia Amedeo BERTOLOTTO,
il quale, rinvenuto nello Stabili.
mento un portamonete contenen-
te la somma di L. 13.325, provve-
deva a consegnarlo all'Ufficio
Vigilanza che ne poteva curare
la restituzione al legittimo pro-
prietario,
RICORDIAMO
Giacomo CAROSIO
di anni 46, diperxlente dello Stabilimen.
to Meccanico dell'A.M.N., deceduto Il
22-11-1967, Era stato assunto il 20-3-1944
Giovanni MANTERO
di anni 59, dipendente dello Stabilimen-
to Fonderia deil'A.M.N deceduto il
26 novembre 1967. Era stato assunto il
16-11-1937.
Damerino ANGELINELLI
di anni 51, dipendente del Cantiere An-
saldo di Muggiano, deceduto il 9 di.
cembre 1967. Era stato assunto l'8 feb-
braio 1939.
AI familiari le commosse condo.
glianze de « l'ansaldino ».
La copertina:
spillatura del-
la ghisa da un forno ad indu-
zione della nostra Fonderia
di Multedo.
lamnsaldino
RASSEGNA
I NSILE DI
IRMAZIONE
AZIENDALE
*
Direttore responsabile :
Luigi Pollastro
*
Redattore
Aldo Basso
*
Redazione e Amministrazione:
Via A. Stennio, 5-1
Ge-Sampierdarena - tel. 457616
*
Stampa: "Tipografia F.Ili Pagano
Genova - Via Monticelli N. 11-1
Fotoincisioni: A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43
Pubblicità: STRA, Scaletta Car-
magnola, 7
* Autorizzazione Tribunale di Ge-
nova n. 299 del 6-5-1954
*
Fotoservizi
Reparto fotografico Ansaldo
Foto Campora
Publifoto
Ansa
Foto Castello
*
A questo numero hanno col-
laborato :
Renzo GROSSO -— Ennio CER-
VETTO -—- Piero ALLEGRA -
Umberto DONNINI - Aldo GAL-
LI — Spartaco SARDINI - tilauco
MEDA — Tomaso PASTORINO —
Michele MONTESSORO.
Cesare CAROSSIA
La moglie è la figlio Marisa e Gianna
ringraziano commosse tutti coloro che
hanno preso parte al loro dolore e ci
inviano. questo fotografia quale omag-
gio alla cara memoria. Un ringraziamen»
to particolare desiderano altresì far
giungere da queste colonne alla Pre-
sidenza e alla Direzione della Società
er la benevolenza loro accordata nel-
a triste circostanza
11
Hd
L'AUTOSTRADA CHE SCAVALCA GENOVA. Con l'intervento del Presidente del Consiglio on.
Aldo Moro è stato insugurato il 18 dicembre scorso il nuovo tratto Rivarolo-Nervi dell'Auto-
strada Azzurra. L'autostrada
ora dir Milano a Rapallo senza
îl capoluogo ligure. Nella foto, una veduta dell'imponente viadotto sul Bisagno durante la
cerimonia inaugurale.
IL SUPERSONICO «w CONCORDE ». Presso Touloîse-Blangnac, In Francia, è stato presentato lo scorso
dicembre il prototipo del velivolo supersonico per passeggeri « Concorde », destinato sad entrare in
servizio entro il 1971 sulle rotte commerciali di sedici compagnie aeree che ne hanno già ordinato
74 esemplari. Il « Concorde », che esce con almeno quattro anni di anticipo rispetto ai corrispon-
denti aviogetti americani, trasporterà 148 passeggeri ad una velocità di crociera di 2.300 chilometri
orari. Prezzo: 21 miliardi.
L'HOVERCRAFT ANFIBIO. Un nuovo hovercraft per soccorsi in zone costiere è riuscito ad arram-
picarsi su una collina alta 210 metri presso Liandudno, nel Galles. ll nuovo mezzo, costruito da un
ex della marina britannica, è lungo poco più di sei metri, pesa 350 kg. ed è dotato di
due motori per motocicletta di 250 cc. Per arrampicarsi è fornito di due ruote dentate che fanno
presa su qualsiasi terreno.
l’ansaldino
RASSEGNA MENSILE DI INFORMAZIONE AZIENDALE
anno XV - n, 1 gennaio — 1968
pubblicazione fuori commercio
spedizione in abbonamento
postale — gruppo terzo
- extracted text
-
ansaldin
ANNO XV - N. 1
PROBLEMI D'OGGI
LA RICERCA SCIENTIFICA
IN ITALIA
AI tine di sensibilizzare l'interesse dei nostri let.
tori intorno ai grandi temi che sono all'ordine del
giorno nel nostro Paese, e che interessano quindi
noi tutti come lavoratori e come cittadini, abbiamo
chiesto e ottenuto la collaborazione di personalità
che possono autorevolmente ragguagliarci su parti.
scolari argomenti. E' con piacere che iniziamo que-
sta rubrica con un articolo inviatoci dall’on. sena-
Dial lido Pubî è Rata: per il car
mento delln Ricerca Scientifica e Tecnologica.
ella moderna società il benessere gene
rale poggia sul progresso rapido, equi-
librato e sostenuto, sia per vigore che
per qualità, della ricerca scientifica, che
può ormai considerarsi l'elemento più di-
namico ed il fattore più determinante di
sviluppo, in quanto è ad essa che fanno ca
po le concrete possibilità di quei continui
rinnovamenti tecnologici imposti dalla ne-
cessità di allargare e rinnovare la produ-
zione di beni e servizi, atti a soddisfare vec-
chi e nuovi bisogni.
L'epoca che noi viviamo è inoltre carat-
terizzata dalla rapidità con cui le attività di
ricerca si sviluppano e si traducono poi in
nuove tecnologie largamente applicate nel-
le attività produttive.
Il legame fecondo, il nesso propulsivo
che unisce scienza e tecnica, tecnica e pro-
gresso economico, progresso economico e
progresso sociale è quindi sempre più evi-
dente ed essenziale; ma come dicevo lo
aspetto che più colpisce e che giova sotto-
lineare, per le complesse conseguenze che
ne derivano, è quello rappresentato dalla
rapidità e dalla intensità di questi movimen-
dell'On. Sen. Leopoldo RUBINACCI
Ministro per il Coordinamento della Ricerca Scientifica e Tecnologica
ti collegati, di questi sviluppi interdipen-
denti.
| tempi, che prima dividevano le con-
quiste della ricerca scientifica dalla loro
applicazione sul piano della tecnica e dalla
loro realizzazione sul piano industriale, si
vanno sempre più accorciando. Le scoper-
te della scienza e le esperienze di labora-
torio diventano sempre più rapidamente la
nuova realtà della fabbrica. Si avvicinano
così la cattedra e l'officina, la stessa azien-
da industriale ‘promuove, organizza, finan-
zia la ricerca scientifica; gli uffici studi, gli
uffici di ricerca, i laboratori dei grandi com-
plessi industriali hanno ormai assunto una
importanza, un ruolo, una efficienza sem-
pre maggiori, e non soltanto nel campo del-
la ricerca applicata, ma anche della ricer-
ca pura, perchè l'operatore industriale sa
bene che nessun obiettivo o risultato del-
la ricerca scientifica può essere considera-
to privo di interesse
Sia i lavoratori che gli stessi ambien-
ti industriali sono quindi particolarmente
sensibili al progresso scientifico e tecnolo-
gico, in quanto esso determina la scoperta
e la produzione su scala industriale di nuo-
ve materie prime, di nuovi procedimenti di
fabbricazione, di nuovo prodotti.
Per rimanere in un settore più vicino
agli utilizzatori dei prodotti siderurgici =
quindi ai lettori dell'Ansaldino, ricorderò a
questo proposito il notevole sviluppo rag-
giunto nell'attuazione delle più moderne
tecnologie siderurgiche.
I complessi produttivi italiani hanno
adottato rapidamente i nuovi ritrovati della
ricerca tecnologica ottenendo risultati che
hanno consentito di reggere pienamente la
concorrenza internazionale attraverso i nuo-
vi procedimenti per lo sfruttamento della
pirite da cui si estrae il minerale di ferro
per gli altiforni, dell'acido solforico, pila-
stro dell'industria chimica moderna ed inol-
tre dell'impiego dell'ossigeno, delle tecni-
che di laminazione a freddo e per ultimo
di quelle della sinterizzazione, alle quali si
aprono infiniti orizzonti. E molto di più si
apprestano a fare nel prossimo futuro pe
trasferire sul piano operativo i risultati del-
le ricerche che effettuerà il Centro Speri-
mentale Siderurgico, che oltre ad un'impo-
nente realizzazione scientifica costituisce il
primo serio esperimento di una ricerca as-
sociata, alla quale partecipano tutte le im-
prese del ramo, indipendentemente dalle
loro dimensioni e dall'appartenenza del ca-
pitale sociale.
Ne è derivato, e sempre più ne derive-
rà, una sensibile riduzione dei costi, un mi-
glioramento notevole della qualità e l'avvio
di produzioni assolutamente nuove per il
nostro mercato.
E' attraverso codesto Centro che sarà
inoltre possibile instaurare una proficua
Il Ministro Leopoldo Rubinac-
cì è nato a S. Giorgio a Cremano
(Napoli) il 13-9-1903. Laureato in
giurisprudenza ed in scienze po-
litiche e sociali; abilitato all'in-
segnamento în materie giuridiche
ed economiche; avvocato iscritto
nell'albo delie magistrature su-
periori; autore di pubblicazioni
giuridiche e sociali.
Rubinacci è stato assessore pro-
vinciale e consigliere comunale
di Napoli, componente della se-
greterìa generale della CGL (uni.
taria) fino al 1948, componente
della presidenza centrale delle
ACLI èéd è attualmente Presiden-
te dell’Associazione Nazionale La-
voratori Anziani di Azienda
(ANLA) e del Centro Relazioni
Europa Africa.
Rubinacci è stato Senatore del.
la Repubblica dal 1948 al 1953 per
il collegio di Torre del Greco. ed
è stato eletto deputato al Parla
mento nella circoscrizione di Na-
poli e Caserta nel 1953 e nel 1958
e infine è stato rieletto senatore
nel 1953. Sottosegretario di Sta.
tò per il Lavoro e la Previdenza
Sociale nel VI Gabinetto De Ga-
speri; Ministro del Lavoro e del-
la Previdenza Sociale nel VII e
VIII Gabinetto De Gasperi e nel
Gabinetto Pella.
E' stato Presidente della Com-
missione per il Lavoro e la pre
videnza sociale della Camera dei
Deputati
E' stato per due volte retatore
del bilancio e del Miniîstero del
lavoro alla Camera dei Deputati
e per due molte relatore dello
stesso bilancio al Senato, Nel 1960
fu relatore del bilancio al Mini.
stero degli Esteri. E' stato anche
relatore di importanti disegni di
legge, fra cui quello recante nor.
me per la validità erga omnes
dei contratti collettivi di lavoro.
E’ stato relatore della legge spe-
ciale per Napoli, contribuendo
in modo decisivo all'ampliamento
degli interventi e alla approva.
zione della legge stessa,
Con deliberazione dei Presi
denie della Camera e del Senato,
fu nominato Presidente della
commissione parlamentare di in-
chiesta sulle condizioni sociali
dei lavoratori italiani dirigendo.
ne î luvori durante quattro anni
e compiendo una approfondita
indagine 1 cui risultati sono com-
pendiati in 12 volumi di relazio-
ni, per la gran parte dello stesso
On. Rubinacci estese.
Nel 1964 con una deliberazione
dei Presidenti della Camera e del
Senuto fu nominato Presidente
della commissione parlamentare
d'inchiesta per il disastro del
Vajont, presentando a conclusio-
ne dell'indagine due relazioni al
Parlamento.
Eletto nel 1958 al Parlamento
europeo, nel 1959 ne ju eletto vi-
ce presidente, confermato per il
1960, "61, '63, '64 ‘65. Al Parla-
menta europeo è componente del.
la commissione sociale e della
commissione giuridica, nonché
componente del comitato perma-
nente euro-africano. E° stato an-
che componente del comitato so-
ciale delle Nazioni Unite.
Il 23 febbraio 1966 è stato no-
minato Ministro per il Coordina-
mento della Ricerca Scientifica e
Tecnologica net terzo Governo
Moro.
collaborazione con i competenti organi del
la Comunità Europea, della NATO e del-
l'OCSE per quanto riguarda lo studio sulle
proprietà dei materiali, il taglio e la forma-
tura dei metalli, la rottura per fatica delle
leghe leggere e l'usura dei materiali indu
striali, di una serie di problemi cioè che
costituiscono un assillo quotidiano per i
lavoratori siderurgici.
Sempre per rimanere nel campo più
vicino e più noto ai lettori di questo Gior-
nale, ricorderò inoltre l'incremento di nuo-
ve fonti di energia ed in particolare della
energia nucleare, che tende sempre più a
sostituire le altre forme di energia per la
produzione di elettricità e, secondo un re-
cente studio dell'Organizzazione di Coope-
razione e Sviluppo Economico, raggiungerà,
nel 1980, 1.300.000 megawatts.
Il vostro gruppo si accinge a sviluppare
le conoscenze acquisite dall'estero nel set-
tore della costruzione dei reattori ed a dar
esecuzione anche a progetti nazionali: es-
so è inoltre presente nel campo della fab
bricazione dei combustibili nucleari e sta
studiando, con serio impegno, le possibi’,
soluzioni per garantire al nostro Paese una
suîticiente autonomia anche in questo va-
stissimo campo.
Dalla breve esposizione che precede
risultano altresì evidenti i problemi econo-
mico-sociali che derivano da questi preci-
si orientamenti, quale, ad esempio, la ne-
cessità di una specializzazione culturale
sempre più spinta, non soltanto per i diri-
genti industriali, ma anche per i tecnici e
gli operai, e la necessità di sfruttare al li-
mite di ogni possibilita gli impianti indu-
striale, che, avendo una vita tecnico-econo-
mica sempre più breve, necessitano di am-
mortamenti sempre più rapidi.
E' da tener presente d'altra parte, che,
a ben considerare, l'obiettivo tinale cui ten-
de la ricerca scientitica è quello di miglio-
rare e perfezionare l'utilizzazione e l'impis-
go delle materie prime, produrre a cosù
sempre più economici, porre a disposizione
del mercato prodotti in quantità maggiore,
ai qualita piu pregiata, di varietà piu ricca,
a prezzi accessibili a tutie le categorie s0-
ciali: il cne, in altre parole, non puo signi
licare altro che la ricerca tende in deiinitiva
alla elevazione del generale tenore di vita,
a dare alla società in cui viviamo un più
stabile assetto, a consolidare le strutture
democratiche sulle quali poggia la nostra
libertà e la spinta verso un sempre maggior
progresso morale e materiale.
E' appunto perciò che lo Stato assume
fra i suoi fini primari quello di determinare
un ambiente particolarmente favorevole al-
lo sviluppo delia ricerca, al mantenimento
dell'apparato produttivo ad un elevato livei-
lo tecnologico, sia con apposite legislazio-
ni brevettuali e tiscali, sia con sistemi di-
dattici atti a formare un numero sufficiente
di ricercatori e di tecnici preparati nei set-
tori più avanzati, sia, infine, con forme va-
rie di incentivi diretti ed indiretti.
Il Disegno di Legge per la creazione del
Ministero per il Coordinamento della Ricer-
ca Scientifica e Tecnologica, recentemen-
te approvato dal Consiglio dei Ministri, co-
stituisce l'indice più significativo che an-
che il nostro Paese si sta avviando sulla
strada di sorreggere, in tutti i possibili mo-
di, le attività di ricerca scientifica e appli
cata e l'acquisizione di nuove tecnologie,
quali presupposti e condizione di un mon
do migliore.
\
L'’Ansaldo Meccanico Nucleare
nella Finmeccanica
I Consigli di Amministrazione della FINCANTIERI e della
FINMECCANICA sono venuti nella determinazione di tra-
sferire il pacchetto azionario dall'Ansaldo Meccanico Nucle-
are detenuto dalla FINCANTIERI alla Finanziaria FINMEC-
CANICA a far data dal 3 gennaio 1968.
La nostra Società entra così nella holding che raggruppa
numerosi e grandi complessi industriali operanti in quasi
tutti i rami della meccanica tra i quali l' Alfa Romeo,
la Nuova San Giorgio, l'A.S.G.E.N. e I'O.T.O. Melara.
>
/
Messaggio del Presidente dell’ |. R. |.
Prof. Giuseppe Petrilli al personale del Gruppo
La conclusione di un anno di in-
tenso lavoro fornisce agli uomini
impegnati ad ogni livello nella atti-
vità del gruppo IRI l'occasione di un
bilancio essenziale del cammino per-
corso nel 1967, anche al fine di trar-
ne elementi per una più chiara com-
prensione dei compiti nuovi e più
impegnativi che ci stanno di frante.
Il 1967 ha visto infatti ancora una
volta la nostra formula superare vit-
toriosamente la prova dei fatti, ri-
velando la sua piena idoneità quala
strumento capace di contemperare
il perseguimento delle finalità pub-
bliche attribuiteci di volta in volta
dall'Autorità di Governo con una
crescente efficienza delle singole
iniziative.
A questo riguardo credo di dover
menzionare anzitutto l'ulteriore evo-
luzione del nostro impegno nel Mez-
zogiorno, che ha avuto il suo mo-
mento più saliente nella definizione
del progetto Alfa Sud, approvato
dal CIPE nel luglio scorso, Con que-
sta grandiosa iniziativa, di vaste di-
mensioni tecniche e finanziarie, il
contributo dell'IRI alla industrializ-
zazione delle regioni meridionali,
manifestatosi fin qui soprattutto at-
traverso l'opera svolta nel campo
delie infrastrutture e lo sviluppo del-
l'industria di base, con particolare
riguardo alla creazione di una mo-
derna siderurgia a ciclo integrale,
investe risolutamente |l settore del-
l'industria di trasformazione, secon-
do un indirizzo che scaturisce diret-
tamente dalla vasta esperienza ac-
quisita in questi anni,
E' significativo, peraltro, che pro-
prio durante l'anno trascorso il Con-
siglio dei Ministri abbia approvato
altresì un disegno di legge che, ol-
tre a stabilire un diverso regime di
concessione per la Società Autostra-
de, prevede anche la realizzazione
di un impegnativo programma ag-
giuntivo. Questa decisione sta a di-
mostrare che, nell'ambito di un
grande Grunno polisettariale come
il nostro, non soltanto non vi è ne-
cessità di una successione cronolo-
gica tra i diversi tipi di intervento,
ma anzi le attività di diversa natura
si integrano a vicenda, come nel ca-
so tipico del Mezzogiorno, ove il po-
tenziamento della rete autostradale
non potrà che accentuare gli effetti
diffusivi delle maggiori iniziative im-
prenditoriali da noi assunte,
Anche ner il settore cantieristico
il 1967 ha segnato l'inizio di una
nuova fase, caratterizzata dall'avvio
della ristrutturazione delle attività
navalmeccaniche del Gruppo, delibe-
rata in sede CIPE al fine di far fron-
te ai gravissimi problemi posti da
una crisi di proporzioni mondiali.
Nello stesso anno è stato presen-
tato altresì al CIPE un piano di rias-
setto tecnico funzionale delle tele-
comunicazioni nazionali ed interna-
zionali. Il nuovo assetto, assicuran-
do una più agevole coesistenza dei
singoli gestori ed una rapida auto-
mazione del servizio telefonico, può
contribuire in forma notevole allo
sviluppo del sistema delle teleco-
municazioni, che si dimostra sem-
pre più essenziale per le esigenze
della vita moderna.
Nel 1967 vi è stata, infine — per
non sottolineare qui che gli aspetti
più salienti della nostra attività —
un'ulteriore affermazione dell'IRI nel
settore dei trasporti aerei, ove la
nostra Compagnia di bandiera ha re-
gistrato un'ulteriore espansione del-
la propria flotta, operando con suc-
cesso in un mercato caratterizzato
da una durissima concorrenza inter-
nazionale.
Questa somma di attività trova la
sua espressione di sintesi della di-
namica deì nostri investimenti che
da una media annuale di circa 170
miliardi negli anni tra il 1948 ed il
1957, sono passati a circa 350 mi.
liardi tra il 1958 ed il 1962, oscillan-
do poi tra i 500 ed i 550 miliardi
dal 1963 al 1967. Per il nuovo anno
la media prevista è dell'ordine di
600 miliardi e, data l'ampiezza de-
gli impegni programmati, è lecito
presumere che tale valore tenderà
a mantenersi in seguito. In questa
dinamica è del resto la giustificazio-
ne sostanziale della crescente fidu-
cia manifestata al nostro Gruppo
da parte dell'Autorità di Governo,
fiducia di cui nel corso del 1967 ab-
biamo avuto eloquente testimonian-
za con l'aumento del fondo di dota-
zione dell'Istituto, che verrà — pra-
ticamente raddovniato nel corso del
quinquennio '68-'72 — passando da
495 a 895 miliardi. E' doveroso dare
atto ai pubblici poteri della sensi
bilità dimostrata per i nostri pro-
blemi con questa decisione, che ri
stabilisce il necessario equilibrio
tra i nostri mezzi finanziari e quelli
reperiti attraverso l'indebitamento.
A questa fiducia, che si ripercuo-
te nel crescente interesse manife-
stato nei nostri confronti da espo-
nenti qualificati del mondo politico
ed economico e dell'opinione pub-
blica nazionale ed europea, sapremo
corrispondere anche in avvenire
portando innanzi la nostra opera
con impegno accresciuto. L'augurio
che mi è gradito rivolgere a tutto
il personale del Gruppo, di ogni gra-
do e categoria, all'inizio dell'anno
nuovo, è prima di tutto, in questa
prospettiva, un cordiale augurio di
buon lavoro.
A
ALA
3
DALLO SCALO N. 6 DEL CANTIERE DI MUGGIANO
Scesa in mare la “Kyung Ju”
Con la “Costruzione N° 1950" varata lo scorso ottobre entrerà
a far parte della flotta mercantile della Corea del Sud.
Impostate le prime due motonavi tipizzate da 15.400 tonn.
Il 16 dicembre scorso, dallo
scalo n. 6 del Cantiere Ansaldo
di Muggiano, è scesa felicemen-
te in mare la motonave per il
trasporto di carichi secchi alla
rinfusa «Kyung Ju» (costruzio-
ne n, 1651), della portata lorda
di 25.370 tonnellate, realizzata
per conto della Repubblica del.
la Corea del Sud
Questa motonave è gemella
della Costruzione 1650 varata a
Muggiano il 15 ottobre scorso;
entrambe le unità entreranno
a far parte della flotta della « Ko-
United Lines « di Seul.
Alla cerimonia del varo hanno
presenziato le maggiori autorità
rea
civili e militari della Spezia, tra
cui il Prefetto avv. Bianco, il Sin-
daco comm. Musiani e il col.
Roppo, Comandante della Capi-
taneria di Porto, in rappresentan-
za del Comandante in capo del
Dipartimento marittimo Alto Tir-
reno, Alla manifestazione era an-
che presente l'on, Ettore Spora.
L'Ansaldo era rappresentata,
oltre che dal Presidente della So-
cietà dott. Giannini, dal Diretto-
re ing. Mauceri, dal Direttore del
Cantiere di Muggiano ing. Gril-
lo, che ha diretto le operazioni
del varo, e da altri dirigenti del
complesso, Alla cerimonia sono
intervenuti, in rappresen-
pure
tanza della Società « Italcantie-
ri » di Trieste, il V. Direttore ge-
nerale ing. Cristofori e il V. Di-
rettore centrale ing. Capello. Da
parte coreana hanno assistito
alla significativa manifestazione
l'inviato personale del Presiden-
te della Repubblica della Corea
del Sud, Shin Dong Shik, e l'Am-
basciatore in Italia Jae Hung Ju.
Il Presidente dell'Ansaldo, che
ha preso per primo la parola, do-
po aver rivolto il suo saluto alle
autorità italiane e coreane pre-
senti alla cerimonia e ricordato
le espressioni augurali del Mini-
stro per le Partecipazioni Statali
sen. Bo, del Ministro della Ma-
Sopra: il palco d'onore al varo della « Kyung Ju » mentre parla
il nostro Presidente, Alla sua destra i rappresentanti coreani.
Sotto, l'impostazione della prima delle cinque motonavi tipizzate
da 15.400 tonn, commissionate al cantiere spezzino dalla « Korea
United Lines Inc,» di Seul,
E
|
Presidente dell'IRI prof. Pettrilli,
ha brevemente illustrato le prin-
cipali caratteristiche tecniche
della motonave. Egli ha tenuto tra
l'altro a sottolineare che, sia la
« Kyung Ju» che la gemella va-
rata nell'ottobre scorso, fanno
parto di un vasto programma di
lavoro che prevede la costruzio-
ne di altre cinque motonavi per
il trasporto di carichi secchi alla
rinfusa da 15.400 tonnellate di
portata lorda che verranno rea-
lizzate nei prossimi due anni nel.
lo stesso Cantiere di Muggiano
e che rientrano nell'ambito de-
gli accordi raggiunti con il Go-
verno coreano, ll dott, Giannini
ha concluso il suo discorso affer-
mando che queste impegnative
commesse contribuiranno certa-
mente a rinsaldare e a intensifi
care | rapporti commerciali esi-
stenti tra la Repubblica della Co-
rea del Sud e l'Italia.
Ha quindi preso la parola l'Am-
basciatore a Roma Jae Hung Yu
il quale ha espresso il proprio
vivo apprezzamento e riconosci
mento per l'ottimo lavoro svolto
dal Cantiere di Muggiano
Anche l'inviato speciale del
Presidente della Repubblica della
Corea del Sud, Shim Dong Shik,
ha pronunciato un breve discor-
so, non nascondendo la sua am-
mirazione per la bella linca del-
la nuova unità ed esprimendo
parole di vivo compiacimento e
di elogio per la competenza di-
mostrata dalle maestranze del
cantiere spezzino. AI termine
dei discorsi, il Vescovo della
Spezia mons. Stella ha imparti-
to la benedizione, e la madrina, la
consorte dell'Ambasciatore co-
reano a Roma, ha dato l'avvio al
tradizionale battesimo e al varo,
La nuova unità ha una lunghez-
za f.t. di 179 metri, è larga quasi
23 metri e l'altezza al ponte di
al
coperta è di m. 13,80, mentre
l'immersione è di metri 10,10. La
« Kyung Ju », come l'unità gemel-
la attualmente in via di allesti
mento nella darsena del Cantie-
re di Muggiano, verrà realizzata
sotto la sorveglianza speciale del
RINa e del Lloyd's Register per
il conseguimento della più alta
classifica rispettiva, L'apparato
di propulsione è costituito da un
motore principale Ansaldo - Fiat
tipo B-757/S, della potenza di
10,500 cavalli, recentemente ul-
timato presso il Meccanico. La
motonave sarà in grado di rag-
giungere, nel corso delle prove
ufficiali in mare aperto, la velo-
cità di 17 nodi.
Sia la « Kyung Ju» che la mo-
tonave gemella in fase di com.
pletamento appartengono alla no-
ta serie di costruzioni studiate e
progettate dal Centro di Studi di
Tecnica Navale — Cetena — in
collaborazione con le Società del
Gruppo Fincantieri; tale serie
ha ormai raggiunto il notevole
numero di 20 unità realizzate, ol-
tre che nel Cantiere di Muggia-
no, in quelli di Sestri, Monfal-
cone e Castellammare. L'affina-
mento degli studi di progetta-
zione ha consentito di realizzare
per queste due unità alcune inno-
vazioni tecniche per effetto delle
quali può considerarsi realizza-
ta l'ottimazione nella struttura-
zione dello scafo. Ai vantaggi di
natura tecnica si è poi recente-
mente aggiunto anche il vantag-
gio derivante dalle nuove dispo.
sizioni inerenti al bordo libero,
in base alle quali la maggiore
immersione della linea di costru-
zione di questo tipo di nave ha
consantito un aumento della por-
tata di circa 1670 tonnellate
è. è è
II 21 dicembre scorso sugli
scali n. 5 e 6 del Cantiere di
Muggiano, sono state impostate
due nuove motonavi da 15.400
tonnellate di portata lorda per il
trasporto di carichi secchi alla
rinfusa, le prime della serie di
cinque unità gemelle ordinate
dalla « Korea United Lines Inc.»
di Seul.
Esse hanno le seguenti carat-
teristiche principali: lunghezza
fuori tutto, m. 139,50; lunghezza
tra le perpendicolari m. 130; lar-
ghezza massima m..21; altezza al
ponte coperta m, 12,80: immer-
sione m. 9,29: portata lorda
corrispondente tonn. 15.400; ve-
locità a pieno carico nodi 15.
Gli apparati di propulsione sa-
ranno costituiti da motori Die-
sel sovralimentati B. & W. della
potenza di 7200 HP. ciascuno £
139 giri al minuto.
Alla cerimonia della posa sugli
scali dei priml elementi di chi-
glia, che sono stati benedetti
dal cappellano di fabbrica don
Olivieri, hanno presenziato, oltre
al delegato della Compagnia ar-
matrice sig, Ivar Berntsen, i rap-
presentanti del Registri navali di
classificazione e i dirigenti del
Cantiere.
Presso la sezione Caldereria
del Meccanico sono in avanzata
fase di costruzione le prime due
caldaie appartenenti alla serie
di otto generatori di vapore de-
stinati alle quattro turbocisterne
per il trasporto di metano lique-
fatto a meno 165" C. in costru-
zione nel Cantiere navale di Se-
stri dell'Italcantieri (costruzioni
n. 1645, 1646 e 1647) e presso il
Cantiere navale Astano in Spa-
gna (costr. n. 211). Com'è noto,
lo Stabilimento Meccanico ha in
corso l'espletamento dell'intera
fornitura inerente a tutti e quat-
tro gli apparati di propulsione
comprendenti i gruppi turbori-
duttori (del tipo Ansaldo-De La-
val. che saranno in grado di svi-
luppare, ciascuno, una potenza
di 15.000 CV, a 105 giri al minu-
to), nonchè | turbogeneratori per
i servizi ausiliari di borda.
Tali caldaie, basate su un pro-
getto della Foster Wheeler, so-
no state integralmente disegna.
te e costruite nello Stabilimento
di Sampierdarena e possono pro-
durre 31 tonnellate di vapore/h
alla pressione di 42 kg/cmq a
450° GC. Esse sono idonee sia per
la combustione a nafta che per
la combustione combinata a naf-
ta e metano. L'impianto è stato
In via di ultimazione al Meccanico
le prime due caldaie delle “metaniere"
infatti concepito per poter bru-
ciare il metano che durante il
viaggio evapora dai contenitori
eche a tale scopo viene raccolto
e immesso nelle caldaie.
La loro caratteristica più inte-
ressante è costituita dall'impie.
go di tubi membranati, che sono
nello stesso tempo parte evapo-
rante e involucro esterno erme-
tico della caldaia, Questa tecni-
ca è stata sviluppata solo di re-
cente nel campo navale mondia-
le ed è la prima volta che trova
applicazione in Italia,
La fotografia mostra il fianco
d'una di tali caldaie, e precisa.
mente il lato d'uscita dei gas,
durante una delle fasì di mon-
taggio. In alto è visibile l'apertu-
ra per l'uscita dei gas tra i tubi
sfalsati e la parete membranata
nella parte inferiore.
Questo tipo di costruzione, ol.
tre ad essere vantaggioso per la
semplicità con la quale si può
oporare su tutti i tipi di caldaie
marine, si adatta, in modo par-
ticolare, alla combustione com-
binata nafta-metano, assicuran-
do una completa ermeticità del-
l'involucro esterno ed evitando
così il pericolo che potrebbe de-
rivare dalla formazione di sacche
di gas.
IL FUOCO” DEL XX SEI
e
Un quarto di secolo fa liberando l'energia
racchiusa nel nucleo dell'atomo venne per
la prima volta prodotta un’“energia che non
proveniva dal Sole’ di potenza praticamente
senza limiti A venticinque anni dall’inizio
dell'Era Atomica le applicazioni della sco-
perta di Enrico Fermi si sono moltiplicate e
affermate aprendo nuovi orizzonti all'umanità
\_
_/
L’Architetto dell’ Era Atomica
l'inventore
del « neutrone lento » e della
« pila » nucleare — « l'archi-
tetto dell'èra atomica » co-
me ebbe a definirlo subito
Enrico Fermi,
dopo la sua scomparsa il
presidente della commissione
per l'energia atomica degli
Stati Uniti — nacque a Ro-
ma Il 29 settembre 1901, ul.
timo di tre figli di un alto
funzionario delle Ferrovie del.
lo Stato.
Durante le elementari, co-
minciò a farsi notare per le
vocazioni brillanti e una pre-
coce inclinazione verso le
materie scientifico - matemati-
che: a tredici anni, il suo
passatempo preferito era
quello di procurarsi, e legge-
re tutto d'un fiato, testi a li-
vello universitario, e magari
in latino, che fossero in gra-
do di soddisfare la sua sete
di conoscenza.
Completati gli studî liceali
a Roma, vinse il concorso
della Scuola Normale di Pisa
come alunno interno ad ap-
pena 17 anni. Quattro anni
dopo, nel 1922, conseguì la
laurea in fisica teorica con
il massimo dei voti.
All'età di 26 anni, dopo un
soggiorno in Germania e un
periodo trascorso a Firenze,
dalla cui Università aveva ot-
tenuto l'incarico di fisica ma-
tematica e meccanica razio-
nale, rientrò definitivamente
a Roma, riuscendo a vincere
il concorso per la cattedra
di fisica teorica presso quel-
la Università, Intorno all'Isti-
tuto romano di Fisica comin-
ciò subito a raccogliere un
gruppo di valenti assistenti,
come il futuro Premio Nobel
Emilio Segre, e a richiamare
nell'Urbe noti fisici stranieri
per soggiorni più o meno lun-
ghi.
Nella capitale, Fermi perfe-
ziondò un'importante teoria
sull'emissione dei raggi beta
ed altri lavori che, all'atto
dell'istituzione della Reale
Accademia d'Italia, nel 1929,
gli valsero la nomina, a soli
28 anni, ad accademico, ac-
canto a Guglielmo Marconi.
Gli studi degli anni suc-
cessivi furono quelli che gli
valsero, nel 1938, l'assegna-
zione del Premio Nobel per
la Fisica « per la sua identi-
ficazione — come diceva la
motivazione — di nuovi ele-
menti radioattivi prodotti con
Il bombardamento di neutro-
ni, e la scoperta fatta in re-
lazione a questo lavoro delle
reazioni nucleari effettuate
da neutroni lenti «.
Le persecuzioni razziali cui
avrebbe potuto essere espo-
sta la moglia e i figli Nella
e Giulio (era stato pubblica-
to poco tempo prima dal re-
gime fascista il « Manifesto
della Razza »), indussero lo
scienziato italiano a non far
ritorno con la famiglia in Ita-
lia dopo aver assistito alla
cerimonia del Nobel a Stoc-
colma, Fu così che il 24 di-
cembre 1939, da Southamp-
ton, Enrico Fermi si imbarcò
alla volta degli Stati Uniti,
dove sbarcò pochi giorni do-
po per accettare la cattedra
di Fisica offertagli dalla Co-
lumbia University.
Le difficoltà di lingua, il suo
carattere chiuso e infine lo
scoppio del conflitto mondiale,
che lo pose nella condizione
di « hostile alien» imponen-
do restrizioni alla sua liber-
tà di movimento, non facili
tarono nei primi tempi le sue
ricerche. Fu solo agli inizi del
1941 che Fermi, per sedici,
diciotto e persino venti ore
al giorno, poté dedicarsi con
il massimo impegno allo stu-
dio di quella che sarebbe sta-
ta la prima « pila » che dove-
va sviluppare, il 2 dicembre
1942, la prima reazione nu-
cleare a catena,
Terminata la guerra, Fermi
riprese l'insegnamento e tor-
nò ai suoi studi di fisica nu-
cleare e alle .sue ricerche
nell'intento di chiarire | trop-
pi punti oscuri dei «mesoni».
La morte lo colse |l 28 no-
vembre 1954, a soli 53 anni,
mentre era più che mai im-
pegnato nell'elaborazione di
ambiziosi programmi.
enticinque anni fa, un quar-
to di secolo, l'arco di tempo
di una generazione che. per con-
venzione anagrafica, appartiene
ad un'era affatto diversa da ogni
altra che l'abbia preceduta: è
l'era atomica che ha celebrato or
ora il suo venticinquesimo com-
pleanno e le cui commemorazio-
ni più o meno ufficiali non hanno
giustamente mancato di esaltare
l'ingegno dell'uomo che l'ha con-
quistata.
Il 2 dicembre 1942 — come
aveva predetto Albert Einstein —
per la prima volta nella storia
dell'uomo venne prodotta a Chi-
gaco « un'energia che non pro-
veniva dal Sole », la cul potenza
era praticamente senza limiti e il
cui impiego avrebbe potuto libe-
rare l'umanità dai ceppi del bi.
sogno, Ma se molta strada è sta-
ta percorsa in questa direzione,
è altresì vero che in questo ven-
ticinquesimo anniversario, l'uo-
mo ha nei polmoni le ceneri di
Hiroshima, di Nagasaki e di sei-
centododici esplosioni nucleari e
termonucleari di tipo bellico-
sperimentale.
Considerazioni o previsioni di
questo genere non potevano tut-
tavia occupare le menti dei ven-
tisei scienziati che sotto la qui-
da del fisico italiano Enrico Fer-
mi, una mattina di venticinque
anni fa, in una vecchia palestra
di tennis sotto le gradinate del-
lo stadio « Stagg Field» di Chi-
cago, svilupparono la prima rea-
zione a catena autoalimentata,
iniziando così la liberazione con-
trollata dell'energia atomica. Era-
no essi in gran parte scienziati
europei da poco fuggiti alle per-
secuzioni nazifasciste o alla spie.
tata soppressione della libertà
di studio e di ricerca nel vecchio
continente, dominati da un incu-
bo che aveva il nome di « Kaiser
Wilhelm Institut » di Berlino, do-
ve il figlio del sottosegretario di
stato della Germania nazista, il
professor Von Weizsacher, aveva
riunito i migliori cervelli del pae-
se per un programma coordinato
di ricerche sull'uranio; questa e
altre notizie avevano portato al-
la conclusione che la Germania
fosse molto vicina all'allestimen-
to di ordigni atomici.
Radioisotopi e reattori
al servizio dell’uomo
Nel quarto di secolo trascor-
so da quando l'uomo riuscì a li
berare in forma controllata l'e-
norme energia racchiusa nell'ato-
mo, il mondo ha conosciuto una
rivoluzione tecnologica senza pre-
cedenti, superiore, si può dire,
persino a quella della successi.
va conquista spaziale, e oggi, a
venticinque anni dall'avvenimen-
to, le applicazioni della scoper-
ta di Fermi si sono moltiplicate
e affermate nell'industria e nel
l'agricoltura, nella medicina e
nella ricerca sciantifica, nella
astronautica e nella navigazione
marittima, aprendo orizzonti scon-
finatì all'umanità,
| radioisotopi e i reattori nu-
cleari sono in effetti gli elemen-
ti chiave nell'utilizzazione di ba-
se dell'atomo e i punti di parten-
za per gran parte dei benefici che
da essi l'uomo finora ha tratto.
| radioisotopi sono indubbia.
mente i più versatili tra gli #a-
tomi di pace » tanto sono noti
gli impieghi che ormai di essi
si fa specialmente in medicina
per la cura e la diagnosi di nu-
merose malattie, nonchè in agri
coltura, nel settore della ricerca
e nell'industria,
L'energia fornita dalle « for-
naci » dei reattori nucleari sotto
forma di calore presenta da par-
te sua già oggi una gamma e-
stremamente ampia di preziose
applicazioni. Tra le possibilità
più immediate. di utilizzazione
spiccano decisamente quelle e-
merse nel campo della propul-
sione navale e spaziale, La pri-
ma perchè sembra destinata ad
apportare entro alcuni anni una
vera rivoluzione nei trasporti
marittimi; la seconda perchè do-
vrebbe risultare determinante
per la conquista definitiva dello
La Centrale elettronucleare dell'Enel del
Meccanico realizzò la turbina da 160.00
il terzo Paese del mondo occidentale pr
soltanto dagli Stati Uniti e dalla Gran
all'interno della comunità europea.
Lo sfruttamento dell'energia nucleare
più vantaggioso se prodotta a grandi bi
vata. Questo è un model!o della cent
della « Tennesse Valley Authority » (AI
1.099.000 kW. ciascuna che entrerani
OLO
spazio da parte dell'uomo, Sfor-
zi non minori sono inoltre rivol.
ti dagli scienziati e dai tecnici
di tutto Il mondo verso la rea-
lizzazione di impianti nucleari
per dissalare a buon mercato
l'acqua del mare. La desalinazio-
ne dell'acqua marina potrebbe in-
fatti rappresentare la chiave per
la soluzione di uno dei proble-
mi che assilleranno maggior-
mente i sei miliardi di uomini
che popoleranno la Terra nel
duemila, ossia la mancanza di
adeguate disponibilità di acqua
pura,
Elettricità dall’atomo
Ma è nel campo dell'energia
elettronucleare che l'atomo darà
probabilmente il contributo mag-
giore alla società, Dopo oltre un
decennio di sperimentazioni e di
attività dimostrativa, l'energia
3arigliano per la quale lo Stabilimento
kW. Pochi sanno che l'Italia è, oggi,
luttore di energia elettrica, preceduta
retagna, e che occupa il primo posto
er la produzione di elettricità risulta
:chi e con unità di potenza molto ele-
le nucleare americana Browns Ferry
nama). Sarà composta di tre unità da
i in funzione negli anni 1970-1973.
atomica sta infatti per diventa-
re una delle fonti principali per
la produzione di elettricità.
Subito dopo la conclusione del.
la seconda guerra mondiale le
prospettive di utilizzazione del-
l'atomo e in primo luogo il per-
fezionamento dei sistemi nuclea-
ri per la produzione di grandi
quantità di energia a basso co-
sto sembrava facile, mentre in
realtà non lo fu affatto. Ben po-
co si conosceva in merito alla
tecnologia indispensabile per
progettare centrali elettronuclea-
ri sicure, di grande affidamento e
con una produzione economica.
Si dovettero superare numerosis.
simi ostacoli; la conoscenza nu-
cleare crebbe lentamente.
| primi risultati furono ottenuti
dagli Stati Uniti intorno al 1957,
ma solo in questi ultimi anni la
competitività delle centrali nu
cleari rispetto a quelle tradizio-
nali è stata raggiunta. Ciò ha
fatto assumere al mercato delle
centrali elettronuclearì propor-
zioni inattese e straordinarie. Ba.
sti pensare che nel 1966, negli
Stati Uniti, oltre il 55 per cento
delle centrali elettriche sono ri-
sultate nucleari, per una potenza
complessiva di 17 mila MW.
Sempre negli Stati Uniti, nei pri.
mi mesi dello scorso anno, altre
centrali nucleari erano state or.
dinate per circa 16 mila MW.
Si tratta sempre di centrali
cosiddette « provate », ossia con
reattori perfezionati del tipo ad
acqua bollente o in pressione.
alimentati ad uranio leggermen-
te arricchito, prodotti rispettiva.
mente dai grandi gruppi della
General Electric e della Westing-
house. (Più precisamente, secon-
do dati disponibili, fino ad oggi
sono state ordinate complessiva-
mente nel mondo centrali nuc-
clear per circa 20.000 MW alla
GE, e per circa 16.000 MW alla
Westinghouse). Grandi progressi
sono stati raggiunti da queste
centrali in termini di potenza, si-
curezza e continuità di eserci-
zio, e notevoli margini sussisto-
no per ulteriori avanzamenti.
La capacità di produzione di
energia elettronucleare è peral-
tro destinata ad accrescersi ra-
pidamente anche in Europa, do-
ve è tuttora in testa la Gran Bre-
tagna con una potenzialità pro-
duttiva di 4 milioni di kW. Gran
Bretagna e Francia, come noto,
hanno imboccato fin dagli inizi,
per ragioni politiche e militari,
una strada diversa da quella scel
ta dagli Stati Uniti in questo set-
tore, sviluppando e costruendo,
con risultati spesso contrastan-
ti, un tipo di reattori appartenen-
ti alla prima generazione alimen-
tati ad uranio naturale. Le indu-
strie italiane e quelle della Ger-
mania occidentale hanno invece
scelto a suo temno la più sicura
produzione su licenza, che ha
consentito loro di sviluppare le
tecniche più avanzate dell'indu
stria statunitense ponendole in
grado di offrire ai mercati nazio-
nali ed esteri centrali nucleari
provate e competitive.
I reattori autofertili
Pur essendo riuscito a risok
vere i problemi della competiti-
vità economica dell'energia nu-
cleare, l'uomo ha comunque com-
pletato per ora solo în parte il
compito mirante a far sì che le
sue vaste risorse di combusti-
bile nucleare siano disponibili
per soddisfare la crescente fame
di energia nel mondo. | reattori
commerciali messi a punto fino
ad oggi sono, come si sa, dei
« convertitori », ossia « brucia-
no » una parte soltanto dell'ura-
nio 235 inizialmente presente nel
l'uranio naturale, trasformando
una percentuale dell'uranio 238
in plutonio, che potrà essere
400 a.C. Il filosofo greco De-
mocrito di Abdera ripropone
la teoria esposta cinquant'an-
ni prima da Leucippo, soste-
nendo che tutte le cose sono
fatte di particelle minute che,
raggruppandosi în maniera di-
versa, danno luogo a sostan-
za diversa. Secondo il filoso-
fo greco le particelle ultime
della materia non possono es-
sere modificate o spaccate.
Per questo motivo, le chiamò
« atomi », cioè indivisibili.
330 a.C. Aristotele rigetta nei
suoì scritti la nozione dell'ato-
mo, rendendola impopolare
sino all'alba del pensiero mo-
derno,
1780. Il tedesco Klaproth iso-
la dalla pechblenda un nuovo
elemento chimico che viene
chiamato «uranio », dal pia-
neta Urano scoperto dagli
astronomi otto anni prima,
1811. L'italiano Avogadro e-
nuncia la teoria che volumi
uguali di gas, nelle medesi-
me condizioni di temperatura
e pressione, contengono un
ugual numero di «molecole».
Secondo Avogadro, in un
composto la molecola è la
più piccola particella che esi-
sta. Il merito principale del
fisico torinese è quello di
aver introdotto una netta di-
stinzione tra atomo di un ele-
mento e unione di più atomi.
1879. L'americano Albert Mi
chelson misura la velocità del.
la luce, dando ad Einstein la
base per la sua teoria sulla
relatività che dischiuderà l'èra
nucleare.
1897. L'inglese Thomson, nel
corso di alcuni studi sui raa-
gi X, scopre nei ragai cato-
dici «corpuscoli » di gran
lunga più piccoli dell'atomo,
che, su proposta di G.J. Sto-
ney, verranno chiamati « elet-
troni ».
1898. Marie e Pierre Curie
scoprono a Parigi un nuovo
elemento, il « polonio ». Nel.
lo stesso anno la coppia di
scienziati scopre il «radium»,
due milioni e mezzo di volte
più ricco di radiazioni del.
l'uranio.
1905, Einstein pubblica la sua
relazione sull'effetto fotoelet-
trico, affacciando l'idea della
equivalenza tra la massa e
l'energia, entrambe aspetti
incontrovertibili della stessa
proprietà: quando un corpo
emette energia perde anche
parte della massa o peso. Il
rapporto della trasformazione
Cronologia dell'atomo:
da Democrito a Enrico Fermi
risulta dalla famosa equazio-
ne E = mer,
1911. Ernest Rutherford giun-
ge alla conclusione che l'ato-
mo consiste di un certo nu-
mero di elettroni che avvol-
gono un « nucleo » piccolis-
simo e pesante. Il nuovo
modello di atomo fornirà la
base per il progresso nuclea-
re nei successivi decenni.
1912. L'inglese Soddy intro-
duce il concetto di « isotopi »
negli elementi, ipotizzando
l'esistenza di più forme del-
lo stesso elemento, che, pur
identiche dal punto di vista
chimico, sono diverse da quel-
lo fisico (radiazione, dimez-
zamento, peso atomico).
1920. Ernest Rutherford accer-
ta definitivamente l'esistenza
del « protone », una particel-
la subatomica di carica posi-
tiva 1847 volte più pesante
dell'elettrone, all'interno del
nucleo atomico.
1928. Hans Geiger costruisce
un contatore automatico di
radiazioni beta e gamma, il
primo e più diffuso strumen-
to utilizzato nel campo della
fisica atomica.
1929. L'americano Lawrence
inventa il ciclotrone che con-
sente di « bombardare» l'a-
tomo con particelle enorme.
mente accelerate. Sarà lo
strumento-base per la sco.
perte americane degli ele-
menti transuranici e uno dei
più validi apparati per lo stu-
dio delle subparticelle.
1932. Gli americani Urey,
Brickwedde e Murphy sco-
prono un isotopo dell'idro-
geno (presente nell'idroge-
no normale in ragione di
2/10.000) che viene chiamato
« deuterio ». Sarà la materia
prima delle reazioni termo-
nucleari o di fusione. Nello
stesso anno l'inglese Chad.
wick scopre una particella
dell'atomo priva di carica
elettrica: il « neutrone ».
1933. | coniugi Joliot-Curie
scoprono la radioattività arti
ficiale o radioattività Indotta
nell'alluminio sottoposto a
bombardamento con particel-
le alfa.
1934, Nel laboratorio di via
Panisperna a Roma, dove ha
sede l'Istituto di Fisica della
Università dell'Urbe, Enrico
Fermi, Franco Rossetti, Emi-
lio Segre e Edoardo Amaldi
si mettono all'opera per pro-
durre numerosi isotopi artifi-
ciali mediante il bombarda-
mento del nucleo atomico di
62 elementi con i neutroni.
Bombardando l'uranio, essi
pensarono di aver prodotta
l'elemento 93 e non si accor-
sero di aver spaccato il nu-
cleo dell'atomo. L'errata inter
pretazione dei risultati farà
ritardare di cinque anni la so-
luzione del problema dell'e-
nergia nucleare, Nell'ottobre
dello stesso anno, Enrico
Fermi e i suoi collaboratori
trovano il sistema per rende-
re di gran lunga più efficaci
come proiettili i neutroni ral-
lentandoli con la paraffina
{neutrone lenti).
1939, Parlando a duecento fi-
sici riuniti alla Columbia Uni-
versity di New York per il
convegno anr uale della Ame-
tican Physical Society, Enrico
Fermi accenna alla possibili-
tà di una reazione a catena,
dato che la fissione di un
nucleo atomico di uranio do-
vrebbe liberare almeno due
neutroni, utilizzabili come
proiettili per il successivo
bombardamento di altri nuclei
atomici, con una progressio-
ne geometrica. Il fisico ro-
mano prospetta con convin-
zione la possibilità a breve
scadenza di utilizzare la fis-
sione nucleare a catena con-
trollata in una « pila » o rea-
tore ad uranio per riscalda-
re la caldaia a vapore di una
nave.
1941, Alla Columbia Universi-
ty, Fermi e i suoi assistenti
H. L. Anderson, B. Feld, G.
Weil e W. H. Zinn, appron-
tano la prima struttura reti.
colare di uranio e grafite, o
« pila »: si tratta di un cubo
di grafite di circa 2,20 metri
di lato contenente circa set-
te tonnellate d'ossidio d'ura-
nio sistemato entro conteni-
torì di ferro ad intervalli re-
golari. Questa «pila» è la
prima di numerose altre che
verranno realizzate per accer-
tare il fattore di moltiplica-
zione e quindi la possibilità
di produrre una reazione nu-
cleare a catena.
1942, Allo Stagg Field di Chi-
cago inizia in luglio l'attività
relativa alla « pila» n. 9 sot-
to la direzione di Enrico Fer-
mi e di $S, Allison, Il montag-
gio vero 2 proprio sarà inizia-
to il 7 novembre, ed esatta-
mente il 2 dicembre succes-
sivo la « pila» entra In fun-
zione al livello di potenza di
1/2 watt, sviluppando, con-
trollando e sostenendo la
prima reazione nucleare a ca-
tena del mondo.
«consumato » nello stesso o in
altri reattori. Nel migliore dei
casi, questi reattori utilizzano,
approssimativamente, l'uno per
cento dell'energia teoricamente
a disposizione nello sfruttamen-
integrale dell'uranio. Esiste però
già da tempo la possibilità di co-
struire reattori in grado di mi-
gliorare il processo di conversio-
ne e di produrre più materiale
fissile di quanto ne viene consu-
mato, La messa a punto di ver-
sioni di questi reattori utilizza-
bili su scala commerciale (con.
vertitori avanzati o reattori auto.
fertili] costituisce ora l'obiat
tivo che ha la precedenza asso.
luta nei programmi nucleari de-
gli Stati Uniti e in quelli di mol.
ti Paesi, Italia compresa
In avvenire ci si potrà infine
aspettare la realizzazione delia
« fusione » nucleare controllata,
ossia lo sfruttamento dell'ener-
gia stessa del sole, L'interesse
per le reazioni termonucleari
controllate 0 di « fusione » è am-
piamente giustificato dalle sue
luminose prospettive pratiche,
poichè la materia prima della
reazione è rappresentata dal
« deuterio » o idrogeno pesante,
che esiste, con un rapporto di
uno a seimila, nell'idrogeno or-
dinario e potrebbe, pertanto, es-
sere estratto dalla massa degli
oceani in quantità pressocchè il.
limitate.
Nessuno è però in grado, per
ora, di prevedere quali meravi-
glie delia natura verranno rive-
late all'umanità delle nuove
scoperte,
A. Basso
d
Befana 1968: una riuscitissima
festa in famiglia
6 gennaio, Epifania di Gesù:
quale data dell'anno è più attesa
dal mondo bambino se non que-
sta? E' un giorno che la tradi.
fe-
zione vuole ricco di doni, d
sta e di allegria; una tradizi
che quest'anno la nuova Ansaldo
Meccanico Nucleare e la vecchia
Ansaldo hanno voluto far rivivere
in una atmosfera di raccolta e
e quasi familiare intimità che for-
se prima non conosceva, Per la
prima. volta nella sua lunga vi-
ta, la Befana è infatti scesa la
notte del 6 gennaio scorso tra
le ultracentenarie mura dello
Stabilimento Maccanico che i ra-
dicali lavori di ammodernamen-
to stanno in questi giorni ripor-
tando a nuova giovinezza.
| nostri lavoratori saranno for-
se rimasti un po' perplessi nel-
l'anprendere, dall'invito, che l'e-
stroso e simpatico personaggio
avrebbe fatto capolino addirit-
tura nello Stabilimento di Sam-
pierdarena, ma di tutt'altro avvi-
so si sono dimostrati i più diret-
ti interessati: poter visitare un
grande complesso produttivo
che si accinge ad assolvere un
ruolo insostituibile nello svilup-
po industriale del nostro Paese;
poter osservare da vicino i ma-
stodontici apparati motori e le
poderose turbine destinati a spri-
gionare la loro preziosa energia
per mare e per terra; poter fi.
nalmente vedere il posto dove
lavora papà (che è sempre, si
intende, il più... importante), è
quanto basta per entusiasmare
qualsiasi bambino. Per questo ri-
teniamo che l'iniziativa di questa
Befana 1968 abbia davvero fatto
centro, Come spiegare altrimen-
ti la moltitudine di grandi e pic-
cini convenuti la mattina del 6
gennaio nell'accoaliente salone
della mensa del Meccanico?
Alla mezzanotte, i « befanieri »
che sono, come si sa, gli... aiu-
tanti della Befana, avevano co-
minciato il loro lavoro addob-
bando e ammucchiando giocat-
toli su giocattoli, doni su doni in
una scenografia che un giovanis-
simo architetto, figlio di un an-
saldino, aveva appositamente
studiato, e all'ora stabilita To-
polino e tutta la compagnia di-
sneiana erano pronti per offrire
dell'alto di un mini-schermo le
loro ultime trovate, mentre gli
altoparlanti cominciavano a dif-
fondere l'allegro repertorio del-
l'ultimo Zecchino d'oro,
Tra i primi a giungere in sala
con l'Amministratore Delegato
ing. de Vito erano i Direttori
centrali cav. Ugolini e dott. Ra-
va, il Direttore dello Stabilimen-
to ing. Guazzi con il Vice diret-
tore rag. Traversa ed |l Dirigen-
te del Personale dott. Tambini;
per lo Stabilimento Fonderia, il
Direttore ing. Zagnoli e l'ing.
Parisi,
Alle 10,30, accompagnato dalla
signora Luciana, giungeva il Pre-
sidente dott. Giannini con l'As-
sessore alla Pubblica Istruzione
dott.ssa Buggiardini in rappre.
sentanza del Sindaco, e Infine,
anch'egli ospite graditissimo, il
Prefetto di Genova dott. Rizzo.
Prendeva per primo la parola il
nostro Presidente per dichiararsi
oltremodo lieto di potersi ritro-
vare tra noi in un momento più
disteso e sereno di quanto non
si potesse dire un anno fa; per
porgere a tutti il suo augurio e
quello dei dirigenti dell'IRI e del-
la Finmeccanica, e per ringrazia-
re tutte le autorità intervenute.
Rivolgevano quindi parole di au-
gurio ai presenti il Prefetto, l'As-
sessore Buggiardini e il Segre-
tario della Commissione Interna
del Meccanico Carlo Parodi.
Grandi e piccini non sono sta-
ti avari di applausi per sottoli.
neare la comunione di spiriti
che ha caratterizzato questa sim-
patica festa in famiglia, che si
è conclusa con la distribuzione
dei doni e con la visita agli im-
pianti dello Stabilimento.
I. p.
La manifestazione
al Muggiano
La distribuzione dei tradizio-
nali doni della Befana ai figli più
piccoli dei dipendenti del Can-
tiere Ansaldo di Muggiano si è
svolta a La Spezia al teatro
« Astra », affollatissimo.
La distribuzione è stata pre-
ceduta dalla proiezione di films
comici e da parole di augurio e
benvenuto del nostro corrispon-
dente e da parole di circostan-
za pronunciate dal Vescovo deli-
la Spezia mons. Giuseppe Stella.
Alla manifestazione hanno pre-
senziato l'ammiraglio Boeri in
rappresentanza del Comandante
in Capo del Dipartimento Marit-
timo Alto Tirreno, un rappresen-
tante della Capitaneria di Porto,
l'Assessore comunale ing. Borza
in rappresentanza del Sindaco,
oltre naturalmente i dirigenti del
Cantiere di Muggiano.
A sinistra: il Direttore Centrale cav. Franco Ugolini, |' Ammini-
stratore Delegato ing. Edgardo de Vito, la signora Luciana Gian-
nini, il Presidente dott. Arnaldo
Giannini, il Direttore del Mec-
canico ina. Nando Guazzi e il
Prefetto di Genova dott. Pie-
tro Rizzo intervenuti alla manite-
stazione nello Stabilimento di
Sampierdarena, Sopra: La signo-
ra Giannini e il Prefetto col di-
pendente dello Stabilimento Fon-
deria Emanuele Dessì, vincitore
di una bicicletta, uno dei mag-
giori premi sorteggiati tra i ge-
nitori presenti. A destra, il Se-
gretario della Commissione in-
terna del Meccanico Cario Paro-
di che insieme al Prefetto, al no.
stro Presidente e all'Assessore
al Comune dott.ssa Buggiardini
ha rivolto ai bambini espressioni
augurali. Nelle altre foto, alcune
vivaci immagini della festa colte
dall'obiettivo del nostro Traspe-
dini.
ie peri
2.3 pome
Tati RR TZSTOLII i EEIEIE
ualcosa di insolito vi era nell'aria. Lo
avvertii appena rincasato, quando entrai
SS nel tinello e scorsi mia moglie che mi
apparecchiava la tavola. Rispose al mio saluto con
una breve occhiata. Era come assorta in quel con-
sueto preparativo di ogni giorno, e le due piccole
rughe verticali ai lati della bocca tradivano la ten-
sione interiore.
— Che c'è? — domandai senza poter celare un
senso di disappunto che si era impadronito di me
insieme col timore che quel pomeriggio, dopo otto
ore di lavoro, sarebbe stato inevitabilmente rovi-
nato.
— Tuo figlio, ceco cosa c'è! — proruppe Maria
BHO,
— tuo figlio, santo Dio! Ieri ba marinato la scuo-
la e oggi pensava di farla franca con una giustifica-
zione falsificata. Ma il preside se n'è accorto, natu-
ralmente, e tu devi presentarti a lui questo pome-
riggio duranie l'orario delle lezioni, altrimenti En
rico sarà sospeso
L'ansia con cui pronunziò quelle parole mi parve
eccessiva.
— Suvvia, anch'io quando ero studente ho mari
nato la scuola qualche volta, eppure...
— No, non è questo che mi impensierisce. d.n0
mesi che mi preoccupa quel ragazzo. Tu non ne
vuoi sentir parlare; ma sono mesi che io penso +
continuo a domandarmi che cosa ci sia tra lui ©
il mondo: temo di non riuscire più a compren
derlo... Ho tenuto dentro di me tutti questi pen-
sierì per non disturbarti... per non irritarti; ma ora
non è più possibile: è anche tuo figlio. Capisci?
Mi sentii ferire da quel rimprovero semi espresso
e ribattei:
— Dunque, secondo te, io non mi sono mai preoc-
cupato per nostro figlio? Ma allora, dimmi, allora
chi ba lavorato tutti questi anni per mandare avan.
ti la famiglia... chi ha sgobbato per non farvi man-
care nulla? Uno lavora, si spreme... si spreme la
vita di dosso, perdio... ed ecco i risultati!
Mi osservò alcuni istanti turbata.
— Scusami... non ti wvolevo rimproverare nulla.
Volevo solo jarti capire che Enrico è cresciuto, che
ora ha più bisogno di sentirti vicino.
Quello sguardo accorato e quelle ultime parole
quasi sommesse mi fecero riflettere. A molti di
noi, alla maggior parte vorrei dire, abbagliati dal
vano luccichìo di mille cose inutili, accade di non
saper più considerare con equilibrio se quel che
gli altri janno e noi stessi facciamo sia ciò che ve-
ramente è bene. Sicchè affiora nell'animo una sma-
nia, una incertezza da cui ci illudiamo di sfuggire
isolandoci entro un mondo fittizio i cui doveri adem-
piamo con scrupolo per ingannare la coscienza è
acquietarla, dimentichi che gli angusti confini di
quel mondo non abbracciano tutta le realtà nella
quale davvero viviamo. E tutti siamo pronti a rico-
noscere volentieri quei meriti, quando vi sono; ma
cento scuse e cento giustificazioni vogliamo capar-
biamente trovare allorchè gli altri o la nostra
stessa coscienza tidestata ci pongono dinanzi agli
occhi il vero.
de do
La scuola di mio figlio era la stessa che io avevo
frequentato molti anni addietro. Non la trovai cam-
biata: le stesse vetrate ampie di allora, i lunghi
corridoi con le porte delle aule, le file degli attac-
capanni colmi. Il passato mi afferrò con la sua
segreta e indefinibile angustia.
10
incontro
di) SANTO BRIASCO |
Il preside fu comprensivo: ma sì, una scappatella
da adolescente, come tante altre... da punirsi tut-
tavia per l'esempio... più formalmente che altro,
senza lasciar conseguenze; il ragazzo dimostrava at-
titudine per lo studio... intelligenza viva; ‘un po’
svagato forse e insofferente... un po' chiuso; aveva
amici? no? l'ambiente familiare, comunque, con la
sua affettuosa vigilanza avrebbe maturato il carat
tere,
Uscimmo sul piazzale, allontamandoci dalla ressa
dei ragazzi vocianti e insensibili agli sbuffi della
tramontana, Enrico mi camminava al fianco silen-
zioso, le mani sprofondate nelle tasche del cap-
potto e i libri sotto il braccio. Non riuscivo a ca-
pire se nel suo silenzio, reso quasi visibile nel capo
chino e nelle labbra serrate, vi fosse timore di me
o un senso di ostilità per il mondo degli adulti e
per la scuola che, con la sua impersonale autorità,
tocca la ragione ma di rado il sentimento det
giovani. Quante volte avevo percorso quelle
medesime strade con i libri sotto il braccio! Allora
assaporavo la libertà di osservare, di sentirmi nelle
cose circostanti, smarrito in una perplessità inquie-
ta, giacchè vagamente intuivo che le cose dalle quali
siamo circondati mon vivono di vita propria, ma
fanno propria quella dei nostri pensieri. Esse sono
la espressione concreta del nostro stato d'animo, e
con esso mutano e mutate si offrono. Mi parve che
auel mio sentire le cose, lì, allora, come un tempo,
mi avvicinasse streordinariamente a mio figlio.
1° Premio del |
CONCORSO DI CAPODANNO 1968 |
— Nor bo per te parole di rimprovero. Le parole
sono parole; i fatti contano veramente, e io ho
sempre cercato di agire così come vorrei che tu
agissi,
Tacqui un poco, come alla ricerca di una verità
che intuivo ma non sapevo esprimere. Nella sua
figura smilza di ragazzo riconobbi me stesso, e int
me stesso ravvisai mio padre. Vi sono circostanze
della vita in cui, fra la contusione ottusa dei per-
sieri e dei sentimenti, non manca mai il richiamo
della giusta voce. Fd essa ci rammenta il messag-
gio che ricevemmo un tempo per custodirlo e affi-
darlo a chi continuerà il cammino dopo di noi.
Quando il peso di un lavoro che ci pare monotono
e insignificante infonde l'amarezza delle definitive
rinunzie, sottrae la capacità di lotta e di sacrificio,
che è necessaria per non abdicare alla dignità uma
na, allora ci è sempre possibile scavare il sasso del-
la solitudine e del dubbio con le immagini che ra-
piamo al nostro passato, con le speranze che sug-
geriamo al futuro di coloro a cui abbiamo dato la
vita.
La taciturna bontà della sua indole si mostrava nel-
lo sguardo fermo ma dolce, quasi febbrile ora, per
una repressa voglia di pianto.
»w *
Giungemmo sul lungomare mentre il sole, laggiù,
sopra Capo Mele, wibrava in un ultimo bagliore.
Sotto di noi la spiaggia. Inclinate sulla sabbia e i
sassi le prue dei gozzi, incantate di luce, guardava
no lontano. Rammentai le reti con le vittime d'ar-
gento, guizzanti, che il gatto spia tra î cumuli di
corda.
— Sai, babbo, ieri siamo stati a passeggio insieme...
per la prima volta, io e... lei.
— Lei, chi?
— Una mia compagna di classe.
— Capisco. Per una volta hai preferito... Beatrice
a Dante!
Scoppiammo a ridere entrambi.
A volte il figlio sente di camminare vicino al pa-
dre, ma avverte che si percorrono due strade pa
rallele, che possono accostarsi e illudere di con-
giungersi, ma non si incontrano: due fra le infinite
strade dell'umanità delle quali non si sa donde ver
gano nè dove vadano. E' allora che può insinuarsi
in lui un sentimento di estraneità, una amara e pe-
ricolosa tendenza a vivere nella famiglia e nella so
cietà senza sentire di appartenervi.
Quel pomeriggio mon era stato perduto. La mia
esistenza si era come dilatata e arricchita di una
muova dimensione in virtù di un fatto inaspettato
e meraviglioso: il primo vero incontro con mio fi
glio. Un mezzo offerto dalla natura per congiun-
gerci ad essa e non rinnegarta.
— Dirai tutto alla mamma? — mi domando Enri-
co e sorrise.
— Forse no, forse sì.
Mi prese la mano. La mano sente il calore dell'al-
tra mano. Le mani parlano a volte fra loro, quan
do folate di vento si inseguono nei vicoli stretti e
sono più piccole le cose e più lontane le luci che si
accendono. Parlano. E non è un fragile meccani
sno di parole, vano come le fiabe.
Compresi allora che quando un giorno non ci sarò
più la natura continuerà a sorridere per entrambi,
perchè mio figlio dissolverà la mia morte nella sua
vita. Le mie parole e i miei pensieri non potranno
essere gettati via come panni laceri. Solo una pic-
cola, trascurabile parte si consumerà sotto terra.
Ora, con lui, potevo riprendere come da principio
la vita, quando ormai sembrava affogeta nella mo-
notonia e priva di valore, afferrarla trepidante pet
condurla lungo tutto il percorso del mio passato:
risvolgerla come un lungo rosario fino a risentirla
colorita di giovinezza, col sentimento di chi la pro-
va per la prima volta.
Illustrazione di NICOLA PETROLINI
Dopolavoro Interaziendale
Una gita a Roma
dal 25 al 28 aprile
Il Servizio « Turismo Sociale »
organizzerà dal 25 al 28 aprile
prossimo una gita a Roma in tre-
no, Con apposito manifesto ver-
ranno tempestivamente rese no-
te le quote e le modalità di par-
tecipazione,
Per questo primo scorcio di
stagione sono state intanto con-
fermate le gite a Nizza (il 18
febbraio in occasione del Carne-
vale), a Lerici e Portovenere (il
19 marzo), a Milano (il 15 apri
le) e ad Acqui (il 1° maggio).
Sono inoltre in preparazione
per quest'anno gite in Sardegna,
alle Grotte di Postumia in Jugo-
slavia e a Firenze, oltre ad un
certo numero di crociere in Tur-
chia e in Egitto con le navi della
Società di navigazione Adriatica.
Per queste ultime gite verrà ste-
so quanto prima il programma
definitivo,
Per i terremotati
della Sicilia
La Presidenza del Dopolavoro,
nella certezza di interpretare i
sentimenti di solidarietà di tutti
i soci, ha messo a disposizione
delle popolazioni colpite dal ter-
remoto in Sicilia la somma di
L. 50.000, Anche un quantitativo
di indumenti raccolto tra i soci
che hanno aderito al relativo ap-
pello è stato inoltrato dalla Se-
greteria ai centri di raccolta del-
la Croce Rossa Italiana.
A Santo Briasco
del Mec il premio
Capodanno 1968
La Commissione giudicatrice
del Concorso di Capodanno per
una novella o racconto bandito
anche quest'anno nel quadro del-
le iniziative culturali dal Dopo-
lavoro Interaziendale Ansaldo,
composta dal dott. Cesare Viaz-
zi, della sede genovese della
RAL-TV, dal dott, Cesare Garelli,
responsabile della sede di Ge-
nova dell'Agenzia « Italia » e dal
rag, Ennio Cervetto, dell'Ufficio
PR dell'AMN, si è riunita |a se-
ra di S. Silvestro prendendo in
esame i numerosi lavori presen-
tati a questa V edizione sul te
ma «Primo incontro »,
Apprezzata la sincerità degli
interessi e dei tentativi dei con-
correnti, i quali, nella maggioran-
za, hanno tratto ispirazione dalle
proprie esperienze personali, la
Commissione giudicatrice ha sta-
bilito di assegnare il primo pre-
mio di L, 50.000 (in Titoli di Sta-
to) all'elaborato presentato dal
dipendente dello Stabilimento
Meccanico dell’A.M.N. Santo
Briasco.
La stessa Commissione ha poi
ritenuto di assegnare il secondo
e Il terzo premio (del valore ri-
spettivamente di L. 30.000 e
L. 20,000, sempre in Titoli di Sta-
to) ai dipendenti dello Stabili
mento Fonderia dell'A.M.N. Gia-
como Ricci e Anteo Dodi.
Bocce
La tradizionale gara natalizia
a terne organizzata anche questo
anno dal nostro Circolo Boccio-
filo si è svolta il 12 dicembre
scorso suì campi del bocciodro-
mo sociale a Sestri Ponente e
ha visto in lizza ben 38 forma-
zioni, che hanno saputo dar vi-
ta ad una serie di incontri mol-
to combattuti, Ecco la classifica:
1) A. Maggiora-P, Petta-G. Mas-
sobrio 2) T. Maggiora-S. Olivie-
ri-L, Baccarini; 3) G. Gardella-
C. Ferrando-P. Cardellini; 4) V.
Boldri-G. Canepa-G. Gambaccia-
ni; 5) G. Graffione-T. Pastorino-
Vezzoso; 6) S, Isopito-F, Brigno-
ne-O. Lanza; 7) . Bozzano-G. Gal.
I-E. Siddi,
A queste prime sette terne so-
no andati i premi maggiori in
palio; a tutte le altre formazio-
ni partecipanti sono stati asse-
gnati premi di consolazione mi-
nori.
Premiazioni
Il 23 gennaio, presso la Sede
del Dopolavoro, è avvenuta la
consegna dei premi sorteggiati
tra i bambini che hanno preso
parte al concorso natalizio di di-
segno, AI concorso hanno aderi-
to una cinquantina di bambini
con circa ottanta disegni che han-
no figurato in una mostra alle-
stita nel salone di via Stennio.
Nella stessa occasione sono
stati premiati | vincitori del con-
corso fotografico bandito da
« l'Ansaldino » col patrocinio del-
la Ferrania, nonchè i tennisti che
hanno partecipato ai campiona-
ti sociali svoltisi l'estate scorsa.
La consegna dei premi del Concorso di Capodanno è avvenuta,
come vuole la tradizione, il mattino del primo gennaio. Il lieto
incarico è stato assolto anche in questa occasione dal segreta-
rio generale e dall'economo del nostro Dopolavoro, qui ripresi
mentre brindano col
Meccanico Santo Briasco.
vincitore, l'impiegato dello Stabilimento
Sono nati
PAOLA, di Amilcare Almonti
di Maddalena Viaggi.
(Mug) e
DANIELA, nipote
di Primo Capra (Mec)
PATRIZIO, di Francesco Bonifazio (Mug}
e di Caterina Zanello
ROBERTO, di Angelo Carboni (Mug) e
di Nella Dadà,
GIULIANO e CINZIA
di Paolo Pastorina (Fon)
CLAUDIO, di Mauro Nicolik (Mec) e
di Caterina Lavanna.
PAOLA, di G. B. Parodi
Dorina De Boit.
MARCO, del dott. Mario Pelli
di Laura Palazzi.
FRANCESCA, di Giorgio Repetto (Mec)
e di Marcella Porcelli.
A tutti i piccolissimi « ansaldini » i
nostri auguri più fervidi.
(Mec) e di
(Dig) e
. .
Si sono sposati
Franco VALTRIANI {Mug) con Raffaella
Guidoni, Il 16-9-1967.
Agli sposi vivissimi auguri.
COMMIATI
Hanno lasciato il lavoro per rag-
giunti limiti d'età i seguenti lavoratori:
Sede
Giuseppe TRAVERSO,
1937, praventivista
Romana QUARANTA, assunta |l 29-1-1940,
impiegata amministrativa.
assunto Il 190-4.
.
Muggiano
Umberto BELLUCCI, assunto Il 21-3-1929,
tubista
Ernesto GALLENI, assunto il 20-11-1929,
imbragatore.
Pasquale RUSSO, assunto ll 7-6-1930,
saldatore autogeno.
Enrico MARTINENGO, assunto ll 26-6-
1930, tubista.
Giuseppe MILITANO, assunto il 24-0.
1934, saldatore elettr,
Pietro BARANI, assunto il 1-1-1935, tu-
bista.
.
Fonderia
Ottavio GANZER, assunto il 18-93-1935
modellista.
.
Meccanico
Agostino CHIARINI, assunto il 23-2-1937,
tecnico.
Tito MINAGLIA, assunto Il 20-7-1942,
piallatore.
Alfio FOLEGANI, assunto il 15-4-1943
marinaio imbragatoro,
Bartolomeo PERELLI, assunto il 27-12:
1944, sorvegliante.
Certi di interpretare i sentimenti di
tutti i lettorî, porgiamo a questi bene.
meriti lavoratori gli auguri di un lungo,
meritato riposo,
Gruppo Anziani
Il 1° dicembre scorso si sono
svolte le votazioni per il muovo
Consiglio Direttivo dalle quali so-
no risultati eletti i seguenti Con-
siglieri: Fiorenzo Baronti, Ezio
Bertacchi, Anteo Dodi, Luigi Gag-
gero, Manlio Locchi, G.B, Moli-
nari, Ermenegildo Pisasale, Filip-
po Tomaso e Ennio Vetuschi.
Il nuovo Consiglio Direttivo ha
chiamato alla Presidenza del
Gruppo il cav. Luigi Pollastro.
Quale Vice Presidente è stato
nominato Filippo Tomaso e quale
Tesoriere G.B. Molinari. | com-
piti di fiduciario sono stati affida-
ti a Ezio Bertacchi per la Sede,
Filippo Tomaso per lo Stabilimen-
to Meccanico e a Luigi Gaggero
per lo Stabilimento Fonderia.
Il 23 dicembre il nuovo Con-
siglio Direttivo, presenti il D.C.
cav. Ugolini e il Dirigente del
Personale del Meccanico dott.
Tambini, è stato ricevuto dallo
Amministratore Delegato e Pre-
sidente Onorario del Gruppo An-
ziani dott, ing. Edgardo de Vito.
Si avvertono | pensionati del-
l'Ansaldo e dell'Ansaldo Mecca.
nico Nucleare che desiderano
entrare a far parte del Gruppo
Anziani, che la Segreteria riceve
le nuove iscrizioni nei giorni di
lunedì, mercoledì e venerdì, dal-
le ore 15,30 alle 17 in via Urba-
no Rela, 1 a Sampierdarena. La
quota d'iscrizione è di lire 500.
Atto di onestà
Si segnala con vivo compiaci-
mento l'atto di onestà compiuto
dall'operaio dello Stabilimento
Fonderia Amedeo BERTOLOTTO,
il quale, rinvenuto nello Stabili.
mento un portamonete contenen-
te la somma di L. 13.325, provve-
deva a consegnarlo all'Ufficio
Vigilanza che ne poteva curare
la restituzione al legittimo pro-
prietario,
RICORDIAMO
Giacomo CAROSIO
di anni 46, diperxlente dello Stabilimen.
to Meccanico dell'A.M.N., deceduto Il
22-11-1967, Era stato assunto il 20-3-1944
Giovanni MANTERO
di anni 59, dipendente dello Stabilimen-
to Fonderia deil'A.M.N deceduto il
26 novembre 1967. Era stato assunto il
16-11-1937.
Damerino ANGELINELLI
di anni 51, dipendente del Cantiere An-
saldo di Muggiano, deceduto il 9 di.
cembre 1967. Era stato assunto l'8 feb-
braio 1939.
AI familiari le commosse condo.
glianze de « l'ansaldino ».
La copertina:
spillatura del-
la ghisa da un forno ad indu-
zione della nostra Fonderia
di Multedo.
lamnsaldino
RASSEGNA
I NSILE DI
IRMAZIONE
AZIENDALE
*
Direttore responsabile :
Luigi Pollastro
*
Redattore
Aldo Basso
*
Redazione e Amministrazione:
Via A. Stennio, 5-1
Ge-Sampierdarena - tel. 457616
*
Stampa: "Tipografia F.Ili Pagano
Genova - Via Monticelli N. 11-1
Fotoincisioni: A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43
Pubblicità: STRA, Scaletta Car-
magnola, 7
* Autorizzazione Tribunale di Ge-
nova n. 299 del 6-5-1954
*
Fotoservizi
Reparto fotografico Ansaldo
Foto Campora
Publifoto
Ansa
Foto Castello
*
A questo numero hanno col-
laborato :
Renzo GROSSO -— Ennio CER-
VETTO -—- Piero ALLEGRA -
Umberto DONNINI - Aldo GAL-
LI — Spartaco SARDINI - tilauco
MEDA — Tomaso PASTORINO —
Michele MONTESSORO.
Cesare CAROSSIA
La moglie è la figlio Marisa e Gianna
ringraziano commosse tutti coloro che
hanno preso parte al loro dolore e ci
inviano. questo fotografia quale omag-
gio alla cara memoria. Un ringraziamen»
to particolare desiderano altresì far
giungere da queste colonne alla Pre-
sidenza e alla Direzione della Società
er la benevolenza loro accordata nel-
a triste circostanza
11
Hd
L'AUTOSTRADA CHE SCAVALCA GENOVA. Con l'intervento del Presidente del Consiglio on.
Aldo Moro è stato insugurato il 18 dicembre scorso il nuovo tratto Rivarolo-Nervi dell'Auto-
strada Azzurra. L'autostrada
ora dir Milano a Rapallo senza
îl capoluogo ligure. Nella foto, una veduta dell'imponente viadotto sul Bisagno durante la
cerimonia inaugurale.
IL SUPERSONICO «w CONCORDE ». Presso Touloîse-Blangnac, In Francia, è stato presentato lo scorso
dicembre il prototipo del velivolo supersonico per passeggeri « Concorde », destinato sad entrare in
servizio entro il 1971 sulle rotte commerciali di sedici compagnie aeree che ne hanno già ordinato
74 esemplari. Il « Concorde », che esce con almeno quattro anni di anticipo rispetto ai corrispon-
denti aviogetti americani, trasporterà 148 passeggeri ad una velocità di crociera di 2.300 chilometri
orari. Prezzo: 21 miliardi.
L'HOVERCRAFT ANFIBIO. Un nuovo hovercraft per soccorsi in zone costiere è riuscito ad arram-
picarsi su una collina alta 210 metri presso Liandudno, nel Galles. ll nuovo mezzo, costruito da un
ex della marina britannica, è lungo poco più di sei metri, pesa 350 kg. ed è dotato di
due motori per motocicletta di 250 cc. Per arrampicarsi è fornito di due ruote dentate che fanno
presa su qualsiasi terreno.
l’ansaldino
RASSEGNA MENSILE DI INFORMAZIONE AZIENDALE
anno XV - n, 1 gennaio — 1968
pubblicazione fuori commercio
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