Notiziario "C", n. 2 - 3, 1966

Contenuto

Notiziario "C", n. 2 - 3, 1966
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- I derivati delle galee, p. 2
- Porteranno con l "Linea C." la cucina italiana nel mondo, p. 2 - 3
- Giornale di bordo, p. 4
- Significato e valore del risparmio, p. 5
- Galee: Una disciplina di ferro, p. 6
- La Linea C. pareggia (3 - 3) con l'Italmar in un "memorabile" incontro calcistico, p. 7
- Giornale di bordo, p. 8
Data testuale
1966 marzo - giugno
Estremi cronologici
marzo 1966 – giugno 1966
Consistenza
pp. 8
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/29
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO



Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VI . N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966

La «Federico C.» nella baia di

Periodico bimestrale

Rio de Janeiro, Sullo sfondo

il caratteristico

Spedizione

in Abbonamento Postale . Gruppo IV



«Pan di zucchero ».





LA NAVE NEL TEMPO







I derivati delle galee

VI

«Le galee portano ordinaria
mente due vele, la maestra e il
trinchetto. La maestra è di quat-
tro sorta, ciascuna delle quali
si adopera secondo il vento, ed
una sola di queste è quadra, e si
chiama trevo, e le altre sono la-
tine, e si chiamano bastardo,
borda, marabutto. La vela del
trinchetto è una sola, e nelle oc-
correnze si restringe per la ter-
za parte, e quando si fa più pic-
cola si deve fare il terzaruolo, il
che si suol fare anche nelle vele
della maestra. Le vele delle ga-
lee bastardelle si sogliono fare
alquanto più grandi di quelle
delle galee sottili. Ogni galea
porta il suo schifo dentro, dalla
banda di destra all’ottavo banco,
sopra certi cavalletti. Portano le
galee quattro ferri o ancore per
dar fondo, due alla prora sotto
le rembate, e due altri allo schi-
fo e al focone, uno per banda ».

Sulle prime galee, come già
sulle poliremi e sui promoni, le
armi da getto consistevano in li-
toboli, catapulte, mangani, bali-
ste, scorpioni; e lanciavano, ol-
tre che pietre, principalmente
materie incendiarie rinchiuse in
recipienti d’argilla dette pignat-
te, o anche giavellotti muniti di
fiammelle da incendio, o reci-
pienti pieni di calce viva o di
rettili velenosi. Mistura incen-
diaria di terribile effetto, era il
fuoco greco, probabilmente com-
posto di nafta, fosforo e resina,
per difendersi dal quale si fa-
sciavano le navi con cuoio grez-
zo, 0 con tessuti di lana possibil.
mente imbevuti di aceto, e con
graticci di ferro; e le galee pro-
tette da tali graticci si chiama-
vano imbarbottate o semplice-
mente galee barbotte.

Sostituite tali armi con le arti-
glierie, queste, sulle galee, furo-
no sistemate in modo da concen-
trare la massima efficienza di
fuoco sulla prora. Nel Seicento
l’artiglieria della galea era costi-
tuita da un grosso cannone det-
to di corsia o corsiero, disposto
per chiglia, e da quattro canno-
ni più piccoli sistemati anch’es-
si per chiglia, lateralmente a
questo, sotto le rembate; e tutti
avevano gli affusti che consenti-
vano solo la punteria in eleva-
zione, mentre quella in direzione
occorreva farla girando conve-
nientemente il bastimento. Poi-

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

ché la battaglia delle galee, co-
me delle poliremi classiche, era
principalmente manesca, dirò
così corpo a corpo, per arrem-
baggio o per abbordaggio, le ar-
tiglierie erano generalmente a-
doperate a brevissima distanza.

* * *

Bastimenti derivati dalla ga-
lea, ma più piccoli, erano la fu-
sta, la galeotta, il brigantino, la
saettia, la fregata, tutti preva-
lentamente remieri, sottili, velo-
cissimi, con uno o due alberi a
vela latina.

La fusta era poco più piccola,
più sottile, più veloce della ga-
lea, e aveva da 18 a 22 banchi
per banda.

La gaelotta, senza rembate, ne
aveva da 14 a 20.

Il brigantino, della medesima
forma, ma più piccolo della ga-
leotta, aveva da 8 a 12 banchi;
poi, per diventare da traffico,
aumentò gradualmente le di-
mensioni fino a una lunghezza
di 18 metri e ad una larghezza
di 3,3 con 14 banchi per banda.

La saettia, non molto diversa
di forma, aveva dimensioni va-
rie e perciò diverso numero di
banchi, poco pescaggio, scafo
stellato, cioè molto rastremato a
poppa e a prora, remi lunghissi-
mi. Anch’essa, come il briganti-
no, per diventare bastimento da
carico aumentò sempre più di
grandezza, adattando una attrez-
zatura molto simile a quella del-
le caravelle, cioè tre alberi con
vele latine alla maestra e alla
mezzana e quadri al trinchetto.

La fregata, che diede poi il
nome a un sottotipo di vascelli,
era la più piccola con 6 a 20
banchi per banda, con o senza
coverta, con o senza albero,
spesso adibita a servizio dei ba-
stimenti maggiori.

Più grande invece della galea,
creata per fronteggiare la pre-
valenza che sempre più andava-
no acquistando le navi veliere,
era la galeazza, la quale era lun-
ga fino a 70 metri, larga fino a
16, aveva 3 alberi, 32 banchi si-
stemati sotto coperta per lasciar
questa più libera alle manovre
delle vele, la poppa più alta e
più tonda, normalmente alla ba-
starda, e le artiglierie meglio si-
stemate a bordo, disposte anche
sui fianchi e in batterie.

(Continua)

(Da « La nave nel tempo » di Miche-
le Vocino, edizioni Alfieri, Milano)

Porieranno con |

@ Felicemente concluso a Rapallo il secon:
do corso convittuale alberghiero ENALG

@ ! candidati impegnati per tre giorni in
prove teoriche e pratiche

@ Medaglie, coppe e doni per tutti

Si è concluso a Rapallo il 4
maggio il secondo corso convit-
tuale alberghiero ENALC per il
personale di bordo della « Linea
C. », che aveva avuto inizio nel
novembre scorso, al quale erano
stati iscritti 54 allievi, di cui 41
per la specializzazione di sala e
13 per quella di cucina. Gli esa-
mi, svoltisi nei saloni del Grand
Hotel Bristol, sede del corso,
hanno impegnato questi giovani
che hanno scelto la carriera del
mare, per tre giorni in prove
teoriche e pratiche. Tra le mate-
rie cui dovevano rispondere era-
no la geografia turistica, mer-
ceologia, igiene, nozioni di lin-
gua inglese, francese e tedesca
per la teoria, e tecnica alberghie-
ra per la pratica.

La commissione ‘esaminatrice,
presieduta dal dott. De Sanctis,
direttore dell'Ufficio provinciale
del lavoro di Genova ha promos-
so al termine degli esami 37 al-
lievi di sala e 11 di cucina. Sei sol.
tanto sono stati respinti.

Dopo una colazione, preparata
e servita dagli allievi in occasio-
ne della chiusura del corso, è se-



guita la premiazione. Alla ceri-
monia, hanno presenziato il sig.
Andrea Costa, il dott. Enrico
Costa, il signor Giovanni Costa,
contitolari della «Linea C.», il
col. Vallosio, comandante la Le-
gione Carabinieri di Genova, il
sindaco di Zoagli (l’Hotel Bri.
stol territorialmente fa parte di
detto Comune) avv. Merello, il
gen. Gatti, Sindaco di Chiavari,
il dott. Brunetti, segretario capo
del Comune di Rapallo, il dott.
De Sanctis, direttore dell’Ufficio
provinciale del lavoro di Geno-
va, il comm. Azais, direttore re-
gionale dell’ENALC, l’ing. Mi-
gliacci, capo del Circolo dell’I-
spettorato del lavoro, la dot-
toressa Canna, rappresentante
dell’Ufficio regionale del lavoro,
il dott. Fanelli dell’ENPI, il cav.
Pedroni, dell’A.M.I.R.A., il cav.
Cordano, presidente dell’ Associa-
zione commercianti di Rapallo,
il direttore del corso signor Vit-
ti, nonché rappresentanti sinda-
cali e î componenti la commis-
sione esaminatrice.

Prendendo brevemente la pa-
rola il comm. Azais ha sottoli-

Coppe e splendidi doni per i... « laureati ».




Parla il sig. Andrea Costa.

neato l’importanza del corso e
ha espresso il proprio compia-
cimento ai giovani che con tanto
impegno lo hanno frequentato.

Il sig. Andrea Costa, a sua
volta, ha rivolto parole di elo-
gio agli allievi promossi e il dott.
De Sanctis ha posto in rilievo il
continuo notevole miglioramen-
to degli attuali corsi di specia-
lizzazione. La commissione esa-
minatrice — ha sottolineato —
è stata particolarmente severa.
Il numero esiguo dei non pro-
mossi sta a dimostrare pertanto
con quanta capacità e abnegazio-
ne il corpo insegnante si è dedi-
cato a questi giovani.

Concludendo il dott. De Sanctis
ha auspicato che in considera-
zione della difficoltà degli esami
e della volontà dimostrata dai
non promossi, anche questi gio-
vani siano tenuti in considera-
zione dagli armatori della « Li-
nea C.» sui cui transatlantici
verranno imbarcati prossima-
mente tutti gli altri allievi.

Infine il cav. Pedroni, a nome
del comm. Pozzi, presidente del-
l'AMIRA, ha espresso a tutti i
giovani l'augurio di una felice car-
mera. Tra gli applausi dei presen-
ti ha quindi avuto luogo la conse-
gna dei numerosi premi offerti
dall’ENALC, dall’AMIRA, dalla
direzione dell’Albergo Bristol, da
Enti e ditte.

Ecco l'elenco dei premiati:

Corso di sala: 1) Giuseppe Iz-
0, al quale sono state consegna-
te una coppa dell’ENALC, una
coppa dell’AMIRA e una meda-
glia d’oro; 2) Gianni Peruzzi; 3)
Luciano Saran; 4) Lucio Pasot-
to; 5) Sergio Sebastiani; 6) An-
drea Moretti; 7) Domenico Libe-
rini; 8) Aurelio Perrone; 9) Giu-
liano Bortolato; 10) Renzo Po-
lato.

Corso di cucina: 1) Bruno Ma-
Strocinque al quale sono state
assegnate una coppa dell’E.N.A.
L.C., una coppa dell’AMIRA e
una medaglia d’oro; 2) Giorgio

Puntin; 3) Franco Frenademez;
4) Natale Salvadori; 5) Giusep-
pe Crevatin; 6) Gianfranco Pollo.

Un premio speciale, per buona
volontà, è stato consegnato a
Mario Langella.

Tutti questi giovani, che per
sei mesi circa si sono dedicati
alla specializzazione di due pecu-
liari caratteristiche del persona-
le di bordo italiano, saranno,
come accennato, imbarcati sui
transatlantici della « Linea C. ».
Sono giovani che porteranno sui
mari e nei porti di tutto il mon-
do quella signorilità e quella
distinzione apprezzate e richie-
ste dalla maggior parte dei pas-
seggeri che scelgono per una tra-
versata o una crociera le navi del-
la nostra Marina mercantile.

355020]

Hi







I premiati col signor Giovanni Costa e i dirigenti del corso.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre











AVVISO PER LE COLOME
ESTIVE 1966

Continuando una nobile e
tradizione iniziativa, anche per
il 1966 l’Ente Nazionale Assi-
stenza Gente di Mare ha orga-
nizzato soggiorni estivi in lo-
calità marine e montane per i
figli dei marittimi.

Potranno avvalersi dell’ini-
ziativa i marittimi della Socie-
tà — imbarcati o avvicendati
— aventi figli minori in età
compresa fra i sei e i dodici
anni. I soggiorni, come è, no-
to, sono completamente gratui-
ti e avranno la durata di un
mese. Saranno tenuti nei mesi
di luglio e agosto.

Gli interessati sono invitati
a prendere contatto, con la
massima urgenza, con l’Ufficio
di Servizio Sociale, situato
presso la Stazione Marittima
di Ponte dei Mille (Genova),
telefono 68.75.35: verranno lo-
ro fornite tutte le indicazioni
utili per la presentazione del-
le domande.











Attività del “Circolo dell'Amicizia,

Con il ritorno a bordo del bari-
sta Carlo Ivaldi, il Circolo dell’a-
micilia dell’« Andrea C.» ha ripreso
le sue attività usuali alquanto tra-
scurate in precedenza.

E' stato organizzato un interes-
sante torneo di scopone al quale
hanno preso parte numerosi con-
correnti tra i quali si sono accese
vivaci dispute e salaci commenti;
i vincitori sono stati premiati con
artistiche medaglie d'oro.

In occasione della Pasqua, oltre
alle funzioni religiose calebrate dal
Rev. Cappellano, è stata indetta
una lotteria dotata di ricchi e sva-

riati premi; all'estrazione sono in-
tervenuti il Comandante Cap. Ma-
rio Bruzzone e molti Ufficiali e
membri dell'equipaggio.

Per ultimo, ma non per impor-
tanza, vi è stato il Festival della
canzone, simpatico e brillante epi-
logo che ha impegnato tutti i pro-
tagonisti: il pianista di bordo che
ha composto tutte le canzoni, il
paroliere, i cantanti e l'orchestra.
Passeggeri ed equipaggio larga-
mente rappresentati, hanno calo-
rosamente applaudito, lasciando in
tutti un grato ricordo di una sep-
pur lunga traversata.



«Andrea C.»: in pieno svolgimento il Festival della canzone.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

Nozze Poillucci - Costa

Il 18 aprile 1966, a San Miche-
le di Pagana sono state celebrate
le nozze dell’avv. Manlio Poilluc-
ci con la signorina Franca Costa
fu Federico. Agli sposi, partiti per
il tradizionale viaggio di nozze,
« Notiziario C. » porge le felicita-
zioni e gli auguri di una vita
prospera e felice.

NOZZE

@ Enrico Gian, allievo macchini-
sta, con la signorina Daniela Pro-
vani. 20 gennaio 1966.

® Giuseppe Licitra, garzone di
cucina, con la signorina France-
sca Tona. 26 febbraio 1966.

@® Carmelo Famà, cuoco, con la
signorina Caterina Rosabianca.
Chiesa parrocchiale di Pizzo Ma-
rina, 16 marzo 1966.

@ Pasquale Altamura, garzone di

camera, con la signorina Anasta-
sia Sancilio. Chiesa dei Padri
Cappuccini di Molfetta, 14 apri-
le 1966.

Ai novelli sposi giungano le
congratulazioni r gli auguri più
vivi di « Notizia .0 C. ».

NASCITE

@ Andrea Ratti, figlio del II uffi-
ciale Piero e della signora Angela.
Camogli, 15 marzo 1966.
® Giovanni Ettore Borzone, figlio
del dott. Lorenzo e della signora
Olga. 20 febbraio 1966.
® Francesco Polo, figlio del si-
gnor Paolo e della signora Rina.
12 marzo 1966.
® Eleonora Sorrentino, figlia del
signor Crescenzo e della signora
Cristina. 8 aprile 1966.

Un affettuoso « benvenuto » ai
piccoli e tante felicitazioni ai ge-
nitori.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno VI «- N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966
Spedizione in abb. post., Gruppo IV





FLAVIO MAGNARIN
Ò Direttore responsabile



Genova; Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61



Stampa: BI-ESSE . Genova

O 41
4 L
aL.

NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Anno VI - Supplemento al N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale . Gruppo IV

Significato
e valore
del risparmio

La fortuna delle Nazioni
è sempre stata costituita dal-
la forza del risparmio dei
propri abitanti. Il concetto
acquista una validità estre-
mamente attuale, come è di-
mostrato dagli orientamenti
che i governanti, in ogni par-
te del mondo, vanno se-
guendo.

Il risparmio ha la sua ba-
se nella famiglia, nella sana
conduzione e nella saggia
amministrazione dei guada-
gni. Ed è proprio dalla fa-
miglia che può e deve parti-
re l'impulso verso l'alto,
verso le sfere del Paese, in
modo che l’equilibrio econo-
mico risulti costante e non
dia luogo a bruschi capovol-
gimenti di situazioni. La pro-
va evidente si è avuta anche
in Italia e proprio recente-
mente.

Risparmiare oggi, significa
assicurarsi un domani sere-
no, tranquillo. Naturalmen-
te risparmio non significa
privazione del necessario,
ma limitazione del super-
fluo: ed è su questo concet-
to che, in ogni famiglia, il
risparmio assume un ruolo
che trascende lo stesso fat-
to economico: diventa fatto-
re sociale, educativo, soprat-
tutto nei confronti dei gio-
vani, i quali — non bisogna
dimenticarlo — saranno pro-
tagonisti del mondo di do-
mani.





Turbonave FEDERICO C. — Giuochi di bimbi.









LA NAVE NEL TEMPO







VII.

Normalmente la galea aveva
un equipaggio da due a trecento
uomini, di cui circa due terzi
alla voga, un primo stato mag-
giore costituito dal sopracomito,
che era il comandante, da uno
o più nobili di poppa, che erano
i giovani allievi, dal padrone e
dal cappellano, ed un secondo
stato maggiore costituito dal co-
mito, da uno o anche due sotto-
comiti, di cui uno per la mano-
vra degli alberi e l’altro per le
vele, dal pilota, dal consigliere,
da otto prodieri per la manovra
delle ancore e delle vele, e da
otto alighieri addetti alla mano-
vra dei ganci d’accosto, che si
chiamavano appunto alighieri.
Vi erano inoltre le maestranze,
e cioè maestro d’ascia, calafato,
remolare, barillare e maestro
dispensiere, che era anche cuo-
co, e i mozzi che si chiamavano
paggi, alcuni dei quali erano ad-
detti, insieme con qualche vec-
chio galeotto, agli ufficiali e ai
graduati come ordinanze.

Gli uomini d’arme formavano
una compagnia, al comando del
capitano, guidato da un alfiere
con un sergente e quattro capo-
rali. I vogatori inizialmente era-
no uomini liberi, come il resto
dell’equipaggio; poi, di mano in
mano, furono sostituiti nella
massima parte da schiavi pri-
gionieri di guerra — mussulma-
ni sulle galee cristiane, cristiani
sulle mussulmane — e da con-
dannati; tutti incatenati al ban-

Galee: Una disciplina di ferr

co di voga, uniti ai pochi liberi
che erano detti, perché volonta-
ri, buonevoglie, e che, per quan-
to di giorno godessero di una
certa libertà, di notte erano
anche loro messi alla catena.

Negli armamenti delle galee
cinquecentesche, c'erano, per lo
più, su 200 vogatori, 60 buone-
voglie che sedevano parte sul
banco di prora verso le rembate,
detto coniglia, e perciò si chia-
mavano coniglieri, e parte sul-
l’ultima a poppa presso la spal
liera, e si chiamavano spallieri,
o anche capivoga perché erano
i primi a passar la voga. Le buo-
nevoglie, per potersi distingue-
re, portavano i baffi, mentre i
condannati avevano testa e viso
completamente rasati, e gli
schiavi al sommo della testa ra-
sata portavano un ridicolo ciuf-
fo di capelli.

Fu appunto, questa particola-
re condanna al remo che diede
poi il nome di galera alle pri-
gioni; perciò opportunamente il
Vecchi sostiene che, mentre be-
ne si fa usando il nome iniziale
di galea, genericamente, per
questo tipo di bastimenti rife-
rendosi ad ogni tempo della lo-
ro esistenza, dovrebbe usarsi,
più correttamente, quello di ga-
lera solamente per quelle arma-
te con vogatori condannati al
remo, riferendosi cioè solo alle
galee che si chiamavano « forza-

te », mentre «sforzate » erano
dette le libere.
Quando, per armare nuove

squadriglie di galere, necessita-
va aumentare questo bruto mo-
tore umano, i metodi d’acquisto
erano diversi: o si mandavano
apposite spedizioni in Levante
per catturare schiavi di sorpre-
sa sulle galee turchesche, e si fa-
ceva appello ai giudici nazionali
di incrementare le condanne al
remo o, come qualche volta si
è praticato a Venezia, si incari-
cavano appositi messi di offrire
nelle bische prestiti usurari a
quelli che perdevano, per aver
modo poi di mandarli alle gale-
re qualora non soddisfacessero
in tempo agli impegni; ovvero,
anche, come si è fatto in Fran-
cia, si obbligavano al remo gli
ugonotti e i protestanti.

I galeotti avevano una panati-
ca diversa da quella degli altri
uomini di bordo.

La razione di questi ultimi
consisteva in due libbre di bi-
scotto, una di carne fresca e
mezza di carne salata, mezza di
formaggio o quattro sarde, una
pinta di vino e un’oncia di olio.
Gli ufficiali, il timoniere e le
maestranze avevano doppia ra-
zione; i marinai scelti ne aveva-
no una e mezza. La carne si
mangiava solo il martedì, il gio-
vedì e la domenica, e gli altri
giorni si mangiava magro.

I forzati avevano invece una
razione di sole trenta once di
biscotto, e nelle feste principali
quella speciale insalata che a
Napoli si chiama «caponata »,
dal latino «caupona », cantina;





PORT EVERGLADES — I nostri Agenti di Miami inviano dal cielo un saluto personale al Comandante della

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

Federico C., Cap. Zonca.



















































































nelle principalissime — Natal
Pasqua, Corpus Domini e Pente-
coste — avevano anche il vino;
e in circostanze eccezionali una
minestra di fave per speciale
concessione del sopracomito.

Tuttavia non era questo sca
sissimo e miserabile pasto che
rendeva intollerabile la vita dei
galeotti, tanto più che era loro
consentito nelle soste in porto
di fare e vendere piccoli lavori
di pazienza, calze, cinture, bor-
se, spille, stuzzicadenti, intagli
in legno, e di spendere il rica-
vato alla taverna di bordo che
di solito era tenuta da qualche
galeotto liberato, e a volte an-
che da qualcuno dello stato mag
giore, benché ciò di norma fosse
proibito; crudamente intollera-
bile era invece resa la vita dal-
la bestiale fatica loro imposta
con mezzi spesso crudeli, resa
ancora più aspra dal doverla vi-
vere perennemente incatenati al
banco, in un brevissimo lurido
spazio, come un cane alla cuccia.

Si era, infatti, obbligati a vo-
gare senza mai fermarsi per ore.
ed ore, spesso per giorni interi,
rianimati appena da pezzi di bi.
scotto inzuppati nel vino che i
marinai di sorveglianza poneva-
no, di tratto in tratto, in bocca
ai vogatori.

La voga era diretta dal comi.
to e dall’aguzzino, il quale vigi-
lava ininterrottamente lungo la
corsia, coadiuvato da marinai al
suo comando, scudisciando a
sangue per incitare all’arranca-
ta, insistendo contro i più fiac-
chi che, se svenivano, erano an-
cora più crudelmente percossi
nella speranza che pel dolore
rinvenissero; e chi moriva così,
sul suo banco, era subito getta-
to in mare come una carogna.

L’igiene a bordo era trascura:
tissima da tutti e da per tutto.
Dato lo spazio ristrettissimo,
quando la galera era in armamen:
to, i marinai dormivano sulle.
rembate, i soldati in corsia, i pag-
gi nel covone di prora, e nei ri.
postigli, e i galeotti seduti sulla
pedana del loro banco, appog-
giando la testa al sedile. Quan-
do la galera era in disarmo, i
galeotti, poiché a bordo rimane.
vano dei liberi solamente il co-
mito, il sottocomito e l’aguzzi.
no, avevano un po’ più di spazio
per dormire distesi, ma sempre
sul duro; e solo durante lo scio-
verno, quando la galera era del
tutto disarmata, dormivano a
terra, in darsena. Il comito dor-
miva abitualmente tra i banchi
di voga, stendendosi sopra una
specie di letto volante, costitui
to da una tavola appoggiata su
quattro piccoli sostegni di ferro.

(Continua)

(Da «La nave nel tempo » di Mi
chele Vorino, edizioni « Alfieri »
Milano)

ACCADDE IL 30 APRILE A BUENOS AIRES



La Linea C. pareggia (3-3) con l’Italmar
in un “memorabile,, incontro calcistico

(Dal nostro inviato)

BUENOS AIRES

E° un magnifico pomeriggio di
sole ed il clima, anche se siamo
in pieno autunno, è primaverile.
Sullo stupendo campo che l’ae-
reonautica ha vicino all’aeropor-
to di Buenos Aires in piena cit-
tà tra il verde dei parchi di Pa-
lermo, due agguerrite squadre
stanno per scendere in lizza.

Era da tempo che si pensava
ad un incontro calcistico tra le
due più grandi Compagnie di
Navigazione che operano sul
Sud-America e finalmente dopo
tanta attesa stà per scoccare il
momento del fischio di inizio.

Una degna cornice di folla è
festante spettatrice. Si notano
importanti autorità delle due
Compagnie ed i massimi rap-
presentanti delle Agenzie di
Viaggio che durante la partita
tiferanno a turno per una o l’al-
tra squadra.

Un boato scuote la folla ed
ecco che gli atleti scendono in
campo, da una parte la LINEA
«C» în maglietta azzurra e cal-
zoncini bianchi, dall’altra VIT AL-
MAR in maglia a strisce rosse
e bianche. E’ tanta l’emozione
che prima ancora che l’ar-
bitro dia il segnale di inizio
un giocatore dell’ITALMAR ca-
de e si frattura... un dito. Que-
sto è la prima vittima delle tan-
te che lascerà come saldo que-
sta combattutissima partita. Ec-
co, la partita ha inizio, almeno
sembra perché si nota un movi-
mento strano, no signori, un al-
tro... atleta esce dal campo con
la gamba rattrappita; in questi
primi momenti sembra che la
sfortuna sì accanisca contro la
squadra della ITALMAR.

La folla già non può dare
sfogo alla sua ansia e sfoglia
margherite su chi vincerà. Ai
bordi del campo intanto il Di-
rettore tecnico della nostra
squadra impartisce ordini. Si
tratta nientepopodimeno che del-
l'Ing. Cigoi che in questa occa-
sione ha lasciato il posto tra i
pali che gli spettava di diritto
(si vocifera per defezione del
Direttore d’ITALMAR che forse
temeva il confronto con tale ma-
gnifico portiere...) per occupare
quello di Direttore tecnico. An-
che il massaggiatore Biagini è
pronto con le maniche rimboc-
cate.

Il fischio di inizio. La nostra
ala sinistra zoppica, la nostra ala
destra si trova un gigante da-
vanti e con tutto ciò le danno
fallo contro, comunque sulle ali
dell'entusiasmo della folla che
la incita a gran voce (le nostre
impiegate in questi frangenti si
sono comportate eroicamente) la
LINEA «C » attacca a gran car-
riera tipo INTER — tanto per
non fare paragoni — cioè con
nelocissimi contrattacchi che al



La tradizionale foto della nostra squadra: naturalmente prima di scendere in campo.

15° minuto producono il primo
goal, opera della mezz’ala sini-
stra (parente importato e tesse-
rato come oriundo in conside-
razione che alcuni del sesso for-
te dei nostri non hanno velleità
sportive e preferiscono lavorare
a... guardare). Questo goal agi-
sce come una fucilata sui gio-
catorì avversari che si buttano
sulla palla e sulle, ohimé, gam
be dei mostri con rinnovata
lena.

Per fortuna che il portiere no-
stro è in gran vena e compie
parate spettacolose. La LINEA
«C» non cede ed anche se nel-
l’ITALMAR è una girandola dt
sostituzioni è ancora la nostra
squadra a segnare il suo secondo
goal per merito del centravanti
(benedetta Tritonia). Si può im-
maginare il tripudio della folla
sugli spalti che si abbandona a
scene commoventi con baci ed
abbracci e qualche lacrima. La
reazione della squadra avversa-
ria è rabbiosa e quasi allo scade-
re del tempo riesce ad accorcia-
re le distanze.

Il riposo vede il campo ridot-
to ad un dormitorio pubblico.

All’inizio delle ostilità esce
Vandrour zoppicante e viene so-
stituito da Selvatici. Nei primi
momenti i nostri giocatori spen-
dono le ultime energie e riesco-
no a segnare ancora. Poi poco

a poco sul 3 a 1 la stanchezza
si fa sentire. Abbiamo il sole
contrario e per ben due volte
l’ITALMAR segna con punizioni
fuori dell’area che non vengono
fermate dal nostro ottimo por-
tiere accecato dai raggi del so-
le morente. Prima di questi due
fattacci, quatto, quatto anche il
Conterno era uscito dal campo
tutto zoppicante (naturalmente
non è nelle nostre intenzioni sot-
tintendere che questa uscita è
stata la causante dei due goals
sfortunati perché qualche ma-
ligno direbbe forse il contrario...
che senza la mostra scattante
ala destra l’incontro sarebbe fini-
to ben diversamente).

Sul 3 a 3 giungeva il fischio

di chiusura. Stanchi ma felici
del dovere compiuto tutti pen-
savano con terrore... al lunedì
successivo, pensando già a co-
me avrebbero risposto i musco-
li (quali muscoli? maligno stai
zitto) allo sforzo compiuto.

E’ doveroso aggiungere che gli
invitati speciali dei più impor-
tanti giornali italiani della capi-
tale davano ampio risalto a que-
sta partita come risulta dagli
articoli pubblicati.

Non resta che aggiungere che
ancora una volta la nostra Com-
pagnia ha saputo difendere con
tutto onore i colori giallo e az-
zurro di gloriosa tradizione.

Giulio Conterno



Nota di servizio ai corrispondenti

La corrispondenza di Giulio Conterno da Buenos Aires, sull’in-
contro di calcio con l’« Italmar », dovrebbe essere presa da esempio
per tutti gli altri nostri ...inviati naviganti, i quali — ogni tanto —
si fanno vivi preannunciando la trasmissione di servizi che non
..giungono mai in redazione. Il nostro giornale, e lo abbiamo più
volte ripetuto, è sorto proprio per essere a ...disposizione dei lettori.
Possibile che durante un viaggio non capiti proprio nulla da ...segna-
lare, che non si verifichi una notizia degna di essere trasmessa a

« Notiziario »?

Il perché a questi mancati invii sta forse in una certa pigrizia.
E allora, bando alla pigrizia e sotto a chi tocca. Chi sarà il primo
a tagliare il traguardo della Redazione?

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







<. GIORNALE DI BORDO.

FRANCA C.
una pagina
di solidarietà
marinara
scritta

in Florida

Una autentica pagina di so-
lidarietà marinara è stata scrit-
ta il 5 maggio scorso dall’e-
quipaggio della motonave FRAN-
CA C., che, al comando del ca-
pitano Tomaso Salomone, si tro-
vava in navigazione tra Port E-
verglades e Nassau, al largo del-
la Florida, esattamente «in lat.
26 12 N. long. 79 50 W».

Esattamente alle 6,10 la FRAN-
CA C. avvistava un motoscafo
che andava alla deriva e che
faceva segnali di soccorso. Ve-
niva disposta una opportuna
manovra e si poteva così acco-
stare îl motoscafo, a bordo del
quale erano tre persone. Le loro
condizioni fisiche erano alquanto
precarie, sì trovavano ormai al-
lo stremo delle forze e correva-
no ormai il gravissimo pericolo
di essere trascinati al largo dal-
la «Gulf Stream » che, in quel
punto, è molto forte.

Issati a bordo, con abile mano-
vra, î tre naufraghi, due uomini
dell'equipaggio della FRANCA C.
scendevano sul motoscafo, lo
imbragavano, in modo da po-
terlo poi issare in coperta col
bigo di dritta del n. 1.

Esattamente un’ora e cinque
minuti dopo, la nostra motona-
ve poteva riprendere la naviga-
zione, mentre, a bordo, i tre nau-
fraghi, prontamente rifocillati e
assistiti, potevano raccontare la
loro avventura, avventura che
rischiava di concludersi tragi-
camente. I tre (James E. Stone,
James Derrick e Fred Josephsen,
statunitensi, residenti a Miami
Beach) erano partiti alle 11 del
giorno prima dall’isola di Bi-
mini (Bahamas), diretti a Port
Everglades. A bordo del moto-
scafo (lungo 5 metri e 5 centi-
metri, largo 2 metri e 10 cen-
timetri), avevano proseguito per
un buon tratto quando, improv-
visamente, erano rimasti senza
benzina. E in quella situazione
erano rimasti a lungo, cioè fino
al momento in cui non erano
stati avvistati dalla FRANCA C.
Particolari attenzioni venivano
prestate a Hosephsen, il quale
— per uno stato di notevole ec-
citazione nervosa — doveva es-
sere ricoverato mnell’ospedale di
bordo e assistito dal direttore sa-
nitario prof. Guido Rizzi.

Il gesto ha suscitato vivissimo
interesse in Florida ed è stato
ampiamente riportato dai gior-
nali locali e dalla televisione.





” Il motoscafo alla deriva sta per essere issato sulla FRANCA C.





POSIZIONE DELLE NAVI PASSEGGERI DELLA NOSTRA COMPAGNIA



Certi di fare cosa gradita e
utile ai lettori, iniziamo da que-
sto numero la pubblicazione del-
la posizione delle nostre navi
passeggeri.

@® Turbonave EUGENIO C.: In
allestimento a Monfalcone. Il
viaggio inaugurale per il Sud A-
merica è previsto per il 31 ago-
sto prossimo.

@® Turbonave FEDERICO C:. Il
3 giugno scorso ha iniziato il nuo-
vo servizio Genova - Madera -
Miami - Antille - Venezuela. Pros-
sime partenze da Genova: 3 ago-
sto; 4 settembre.

© Turbonave ENRICO C.: Il 23
maggio è partita per il primo
viaggio, sulla linea del Sud Ame-
rica, con i colori della nostra
Compagnia. Prossima partenza
da Genova: 22 agosto. Nei pe-
riodi 3-9 agosto e 9-21 agosto
effettuerà due crociere nel Me-
diterraneo.

© Motonave ANNA C.: Ha ini-
ziato il 2 giugno scorso una se-
rie di diciannove crociere-sog-
giorno di sette giorni nel Medi-
terraneo, che termineranno il 19
ottobre prossimo. Prossime par-
tenze da Genova: 28 luglio; 4
agosto; 11 agosto; 18 agosto;
25 agosto; 1 settembre; 8 set-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



tembre; 15 settembre: 22 settem-
bre; 29 settembre; 6 ottobre.

® Motonave ANDREA C.: Ha
iniziato il 24 giugno scorso una
serie di dieci crociere della du-
rata di undici giorni nel Medi-
terraneo e in Atlantico (Cana-
rie) che termineranno il 12 ot-
tobre prossimo. Prossime par-
tenze da Genova: 7 agosto; 18
agosto; 29 agosto; 9 settembre;
20 settembre; 1 ottobre.

@® Motonave FRANCA C.: Rien-
trata da Port Everglades (Mia-
mi) il 13 giugno, ha iniziato il 16
luglio scorso una serie di cro-
ciere-soggiorno nel Mediterraneo



(Genova, Cannes, Palma di Ma-
jorca, Tunisi, Palermo, Napoli,
Genova) della durata di sette
giorni, che termineranno il 10
settembre. Prossime partenze
da Genova: 23 luglio; 30 luglio;
6 agosto; 13 agosto; 20 agosto;
27 agosto; 3 settembre.



Matrimoni

@® Werner Miiller, nostro secon-
do commissario, con la signo-
rina Maria Adelaide Massa. Mon-
taldo Mondovi, chiesa parroc-
chiale dell’Assunzione, 30 giu-
gno 1966.





NOTIZIARIO «GC»

Periodico aziendale bimestrale

Spedizione in abb. post., Gruppo IV

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile



Anno VI - Suppl. n. 2-3 . Marzo-Giugno ’'66 Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)





Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61

Stampa: BI-ESSE . Genova









iti nta




extracted text
NOTIZIARIO



Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno VI . N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966

La «Federico C.» nella baia di

Periodico bimestrale

Rio de Janeiro, Sullo sfondo

il caratteristico

Spedizione

in Abbonamento Postale . Gruppo IV



«Pan di zucchero ».





LA NAVE NEL TEMPO







I derivati delle galee

VI

«Le galee portano ordinaria
mente due vele, la maestra e il
trinchetto. La maestra è di quat-
tro sorta, ciascuna delle quali
si adopera secondo il vento, ed
una sola di queste è quadra, e si
chiama trevo, e le altre sono la-
tine, e si chiamano bastardo,
borda, marabutto. La vela del
trinchetto è una sola, e nelle oc-
correnze si restringe per la ter-
za parte, e quando si fa più pic-
cola si deve fare il terzaruolo, il
che si suol fare anche nelle vele
della maestra. Le vele delle ga-
lee bastardelle si sogliono fare
alquanto più grandi di quelle
delle galee sottili. Ogni galea
porta il suo schifo dentro, dalla
banda di destra all’ottavo banco,
sopra certi cavalletti. Portano le
galee quattro ferri o ancore per
dar fondo, due alla prora sotto
le rembate, e due altri allo schi-
fo e al focone, uno per banda ».

Sulle prime galee, come già
sulle poliremi e sui promoni, le
armi da getto consistevano in li-
toboli, catapulte, mangani, bali-
ste, scorpioni; e lanciavano, ol-
tre che pietre, principalmente
materie incendiarie rinchiuse in
recipienti d’argilla dette pignat-
te, o anche giavellotti muniti di
fiammelle da incendio, o reci-
pienti pieni di calce viva o di
rettili velenosi. Mistura incen-
diaria di terribile effetto, era il
fuoco greco, probabilmente com-
posto di nafta, fosforo e resina,
per difendersi dal quale si fa-
sciavano le navi con cuoio grez-
zo, 0 con tessuti di lana possibil.
mente imbevuti di aceto, e con
graticci di ferro; e le galee pro-
tette da tali graticci si chiama-
vano imbarbottate o semplice-
mente galee barbotte.

Sostituite tali armi con le arti-
glierie, queste, sulle galee, furo-
no sistemate in modo da concen-
trare la massima efficienza di
fuoco sulla prora. Nel Seicento
l’artiglieria della galea era costi-
tuita da un grosso cannone det-
to di corsia o corsiero, disposto
per chiglia, e da quattro canno-
ni più piccoli sistemati anch’es-
si per chiglia, lateralmente a
questo, sotto le rembate; e tutti
avevano gli affusti che consenti-
vano solo la punteria in eleva-
zione, mentre quella in direzione
occorreva farla girando conve-
nientemente il bastimento. Poi-

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

ché la battaglia delle galee, co-
me delle poliremi classiche, era
principalmente manesca, dirò
così corpo a corpo, per arrem-
baggio o per abbordaggio, le ar-
tiglierie erano generalmente a-
doperate a brevissima distanza.

* * *

Bastimenti derivati dalla ga-
lea, ma più piccoli, erano la fu-
sta, la galeotta, il brigantino, la
saettia, la fregata, tutti preva-
lentamente remieri, sottili, velo-
cissimi, con uno o due alberi a
vela latina.

La fusta era poco più piccola,
più sottile, più veloce della ga-
lea, e aveva da 18 a 22 banchi
per banda.

La gaelotta, senza rembate, ne
aveva da 14 a 20.

Il brigantino, della medesima
forma, ma più piccolo della ga-
leotta, aveva da 8 a 12 banchi;
poi, per diventare da traffico,
aumentò gradualmente le di-
mensioni fino a una lunghezza
di 18 metri e ad una larghezza
di 3,3 con 14 banchi per banda.

La saettia, non molto diversa
di forma, aveva dimensioni va-
rie e perciò diverso numero di
banchi, poco pescaggio, scafo
stellato, cioè molto rastremato a
poppa e a prora, remi lunghissi-
mi. Anch’essa, come il briganti-
no, per diventare bastimento da
carico aumentò sempre più di
grandezza, adattando una attrez-
zatura molto simile a quella del-
le caravelle, cioè tre alberi con
vele latine alla maestra e alla
mezzana e quadri al trinchetto.

La fregata, che diede poi il
nome a un sottotipo di vascelli,
era la più piccola con 6 a 20
banchi per banda, con o senza
coverta, con o senza albero,
spesso adibita a servizio dei ba-
stimenti maggiori.

Più grande invece della galea,
creata per fronteggiare la pre-
valenza che sempre più andava-
no acquistando le navi veliere,
era la galeazza, la quale era lun-
ga fino a 70 metri, larga fino a
16, aveva 3 alberi, 32 banchi si-
stemati sotto coperta per lasciar
questa più libera alle manovre
delle vele, la poppa più alta e
più tonda, normalmente alla ba-
starda, e le artiglierie meglio si-
stemate a bordo, disposte anche
sui fianchi e in batterie.

(Continua)

(Da « La nave nel tempo » di Miche-
le Vocino, edizioni Alfieri, Milano)

Porieranno con |

@ Felicemente concluso a Rapallo il secon:
do corso convittuale alberghiero ENALG

@ ! candidati impegnati per tre giorni in
prove teoriche e pratiche

@ Medaglie, coppe e doni per tutti

Si è concluso a Rapallo il 4
maggio il secondo corso convit-
tuale alberghiero ENALC per il
personale di bordo della « Linea
C. », che aveva avuto inizio nel
novembre scorso, al quale erano
stati iscritti 54 allievi, di cui 41
per la specializzazione di sala e
13 per quella di cucina. Gli esa-
mi, svoltisi nei saloni del Grand
Hotel Bristol, sede del corso,
hanno impegnato questi giovani
che hanno scelto la carriera del
mare, per tre giorni in prove
teoriche e pratiche. Tra le mate-
rie cui dovevano rispondere era-
no la geografia turistica, mer-
ceologia, igiene, nozioni di lin-
gua inglese, francese e tedesca
per la teoria, e tecnica alberghie-
ra per la pratica.

La commissione ‘esaminatrice,
presieduta dal dott. De Sanctis,
direttore dell'Ufficio provinciale
del lavoro di Genova ha promos-
so al termine degli esami 37 al-
lievi di sala e 11 di cucina. Sei sol.
tanto sono stati respinti.

Dopo una colazione, preparata
e servita dagli allievi in occasio-
ne della chiusura del corso, è se-



guita la premiazione. Alla ceri-
monia, hanno presenziato il sig.
Andrea Costa, il dott. Enrico
Costa, il signor Giovanni Costa,
contitolari della «Linea C.», il
col. Vallosio, comandante la Le-
gione Carabinieri di Genova, il
sindaco di Zoagli (l’Hotel Bri.
stol territorialmente fa parte di
detto Comune) avv. Merello, il
gen. Gatti, Sindaco di Chiavari,
il dott. Brunetti, segretario capo
del Comune di Rapallo, il dott.
De Sanctis, direttore dell’Ufficio
provinciale del lavoro di Geno-
va, il comm. Azais, direttore re-
gionale dell’ENALC, l’ing. Mi-
gliacci, capo del Circolo dell’I-
spettorato del lavoro, la dot-
toressa Canna, rappresentante
dell’Ufficio regionale del lavoro,
il dott. Fanelli dell’ENPI, il cav.
Pedroni, dell’A.M.I.R.A., il cav.
Cordano, presidente dell’ Associa-
zione commercianti di Rapallo,
il direttore del corso signor Vit-
ti, nonché rappresentanti sinda-
cali e î componenti la commis-
sione esaminatrice.

Prendendo brevemente la pa-
rola il comm. Azais ha sottoli-

Coppe e splendidi doni per i... « laureati ».




Parla il sig. Andrea Costa.

neato l’importanza del corso e
ha espresso il proprio compia-
cimento ai giovani che con tanto
impegno lo hanno frequentato.

Il sig. Andrea Costa, a sua
volta, ha rivolto parole di elo-
gio agli allievi promossi e il dott.
De Sanctis ha posto in rilievo il
continuo notevole miglioramen-
to degli attuali corsi di specia-
lizzazione. La commissione esa-
minatrice — ha sottolineato —
è stata particolarmente severa.
Il numero esiguo dei non pro-
mossi sta a dimostrare pertanto
con quanta capacità e abnegazio-
ne il corpo insegnante si è dedi-
cato a questi giovani.

Concludendo il dott. De Sanctis
ha auspicato che in considera-
zione della difficoltà degli esami
e della volontà dimostrata dai
non promossi, anche questi gio-
vani siano tenuti in considera-
zione dagli armatori della « Li-
nea C.» sui cui transatlantici
verranno imbarcati prossima-
mente tutti gli altri allievi.

Infine il cav. Pedroni, a nome
del comm. Pozzi, presidente del-
l'AMIRA, ha espresso a tutti i
giovani l'augurio di una felice car-
mera. Tra gli applausi dei presen-
ti ha quindi avuto luogo la conse-
gna dei numerosi premi offerti
dall’ENALC, dall’AMIRA, dalla
direzione dell’Albergo Bristol, da
Enti e ditte.

Ecco l'elenco dei premiati:

Corso di sala: 1) Giuseppe Iz-
0, al quale sono state consegna-
te una coppa dell’ENALC, una
coppa dell’AMIRA e una meda-
glia d’oro; 2) Gianni Peruzzi; 3)
Luciano Saran; 4) Lucio Pasot-
to; 5) Sergio Sebastiani; 6) An-
drea Moretti; 7) Domenico Libe-
rini; 8) Aurelio Perrone; 9) Giu-
liano Bortolato; 10) Renzo Po-
lato.

Corso di cucina: 1) Bruno Ma-
Strocinque al quale sono state
assegnate una coppa dell’E.N.A.
L.C., una coppa dell’AMIRA e
una medaglia d’oro; 2) Giorgio

Puntin; 3) Franco Frenademez;
4) Natale Salvadori; 5) Giusep-
pe Crevatin; 6) Gianfranco Pollo.

Un premio speciale, per buona
volontà, è stato consegnato a
Mario Langella.

Tutti questi giovani, che per
sei mesi circa si sono dedicati
alla specializzazione di due pecu-
liari caratteristiche del persona-
le di bordo italiano, saranno,
come accennato, imbarcati sui
transatlantici della « Linea C. ».
Sono giovani che porteranno sui
mari e nei porti di tutto il mon-
do quella signorilità e quella
distinzione apprezzate e richie-
ste dalla maggior parte dei pas-
seggeri che scelgono per una tra-
versata o una crociera le navi del-
la nostra Marina mercantile.

355020]

Hi







I premiati col signor Giovanni Costa e i dirigenti del corso.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre











AVVISO PER LE COLOME
ESTIVE 1966

Continuando una nobile e
tradizione iniziativa, anche per
il 1966 l’Ente Nazionale Assi-
stenza Gente di Mare ha orga-
nizzato soggiorni estivi in lo-
calità marine e montane per i
figli dei marittimi.

Potranno avvalersi dell’ini-
ziativa i marittimi della Socie-
tà — imbarcati o avvicendati
— aventi figli minori in età
compresa fra i sei e i dodici
anni. I soggiorni, come è, no-
to, sono completamente gratui-
ti e avranno la durata di un
mese. Saranno tenuti nei mesi
di luglio e agosto.

Gli interessati sono invitati
a prendere contatto, con la
massima urgenza, con l’Ufficio
di Servizio Sociale, situato
presso la Stazione Marittima
di Ponte dei Mille (Genova),
telefono 68.75.35: verranno lo-
ro fornite tutte le indicazioni
utili per la presentazione del-
le domande.











Attività del “Circolo dell'Amicizia,

Con il ritorno a bordo del bari-
sta Carlo Ivaldi, il Circolo dell’a-
micilia dell’« Andrea C.» ha ripreso
le sue attività usuali alquanto tra-
scurate in precedenza.

E' stato organizzato un interes-
sante torneo di scopone al quale
hanno preso parte numerosi con-
correnti tra i quali si sono accese
vivaci dispute e salaci commenti;
i vincitori sono stati premiati con
artistiche medaglie d'oro.

In occasione della Pasqua, oltre
alle funzioni religiose calebrate dal
Rev. Cappellano, è stata indetta
una lotteria dotata di ricchi e sva-

riati premi; all'estrazione sono in-
tervenuti il Comandante Cap. Ma-
rio Bruzzone e molti Ufficiali e
membri dell'equipaggio.

Per ultimo, ma non per impor-
tanza, vi è stato il Festival della
canzone, simpatico e brillante epi-
logo che ha impegnato tutti i pro-
tagonisti: il pianista di bordo che
ha composto tutte le canzoni, il
paroliere, i cantanti e l'orchestra.
Passeggeri ed equipaggio larga-
mente rappresentati, hanno calo-
rosamente applaudito, lasciando in
tutti un grato ricordo di una sep-
pur lunga traversata.



«Andrea C.»: in pieno svolgimento il Festival della canzone.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro

Nozze Poillucci - Costa

Il 18 aprile 1966, a San Miche-
le di Pagana sono state celebrate
le nozze dell’avv. Manlio Poilluc-
ci con la signorina Franca Costa
fu Federico. Agli sposi, partiti per
il tradizionale viaggio di nozze,
« Notiziario C. » porge le felicita-
zioni e gli auguri di una vita
prospera e felice.

NOZZE

@ Enrico Gian, allievo macchini-
sta, con la signorina Daniela Pro-
vani. 20 gennaio 1966.

® Giuseppe Licitra, garzone di
cucina, con la signorina France-
sca Tona. 26 febbraio 1966.

@® Carmelo Famà, cuoco, con la
signorina Caterina Rosabianca.
Chiesa parrocchiale di Pizzo Ma-
rina, 16 marzo 1966.

@ Pasquale Altamura, garzone di

camera, con la signorina Anasta-
sia Sancilio. Chiesa dei Padri
Cappuccini di Molfetta, 14 apri-
le 1966.

Ai novelli sposi giungano le
congratulazioni r gli auguri più
vivi di « Notizia .0 C. ».

NASCITE

@ Andrea Ratti, figlio del II uffi-
ciale Piero e della signora Angela.
Camogli, 15 marzo 1966.
® Giovanni Ettore Borzone, figlio
del dott. Lorenzo e della signora
Olga. 20 febbraio 1966.
® Francesco Polo, figlio del si-
gnor Paolo e della signora Rina.
12 marzo 1966.
® Eleonora Sorrentino, figlia del
signor Crescenzo e della signora
Cristina. 8 aprile 1966.

Un affettuoso « benvenuto » ai
piccoli e tante felicitazioni ai ge-
nitori.





NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno VI «- N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966
Spedizione in abb. post., Gruppo IV





FLAVIO MAGNARIN
Ò Direttore responsabile



Genova; Via D'Annunzio 2 (piano XX)

Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61



Stampa: BI-ESSE . Genova

O 41
4 L
aL.

NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova

Anno VI - Supplemento al N. 2-3 - Marzo-Giugno 1966 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale . Gruppo IV

Significato
e valore
del risparmio

La fortuna delle Nazioni
è sempre stata costituita dal-
la forza del risparmio dei
propri abitanti. Il concetto
acquista una validità estre-
mamente attuale, come è di-
mostrato dagli orientamenti
che i governanti, in ogni par-
te del mondo, vanno se-
guendo.

Il risparmio ha la sua ba-
se nella famiglia, nella sana
conduzione e nella saggia
amministrazione dei guada-
gni. Ed è proprio dalla fa-
miglia che può e deve parti-
re l'impulso verso l'alto,
verso le sfere del Paese, in
modo che l’equilibrio econo-
mico risulti costante e non
dia luogo a bruschi capovol-
gimenti di situazioni. La pro-
va evidente si è avuta anche
in Italia e proprio recente-
mente.

Risparmiare oggi, significa
assicurarsi un domani sere-
no, tranquillo. Naturalmen-
te risparmio non significa
privazione del necessario,
ma limitazione del super-
fluo: ed è su questo concet-
to che, in ogni famiglia, il
risparmio assume un ruolo
che trascende lo stesso fat-
to economico: diventa fatto-
re sociale, educativo, soprat-
tutto nei confronti dei gio-
vani, i quali — non bisogna
dimenticarlo — saranno pro-
tagonisti del mondo di do-
mani.





Turbonave FEDERICO C. — Giuochi di bimbi.









LA NAVE NEL TEMPO







VII.

Normalmente la galea aveva
un equipaggio da due a trecento
uomini, di cui circa due terzi
alla voga, un primo stato mag-
giore costituito dal sopracomito,
che era il comandante, da uno
o più nobili di poppa, che erano
i giovani allievi, dal padrone e
dal cappellano, ed un secondo
stato maggiore costituito dal co-
mito, da uno o anche due sotto-
comiti, di cui uno per la mano-
vra degli alberi e l’altro per le
vele, dal pilota, dal consigliere,
da otto prodieri per la manovra
delle ancore e delle vele, e da
otto alighieri addetti alla mano-
vra dei ganci d’accosto, che si
chiamavano appunto alighieri.
Vi erano inoltre le maestranze,
e cioè maestro d’ascia, calafato,
remolare, barillare e maestro
dispensiere, che era anche cuo-
co, e i mozzi che si chiamavano
paggi, alcuni dei quali erano ad-
detti, insieme con qualche vec-
chio galeotto, agli ufficiali e ai
graduati come ordinanze.

Gli uomini d’arme formavano
una compagnia, al comando del
capitano, guidato da un alfiere
con un sergente e quattro capo-
rali. I vogatori inizialmente era-
no uomini liberi, come il resto
dell’equipaggio; poi, di mano in
mano, furono sostituiti nella
massima parte da schiavi pri-
gionieri di guerra — mussulma-
ni sulle galee cristiane, cristiani
sulle mussulmane — e da con-
dannati; tutti incatenati al ban-

Galee: Una disciplina di ferr

co di voga, uniti ai pochi liberi
che erano detti, perché volonta-
ri, buonevoglie, e che, per quan-
to di giorno godessero di una
certa libertà, di notte erano
anche loro messi alla catena.

Negli armamenti delle galee
cinquecentesche, c'erano, per lo
più, su 200 vogatori, 60 buone-
voglie che sedevano parte sul
banco di prora verso le rembate,
detto coniglia, e perciò si chia-
mavano coniglieri, e parte sul-
l’ultima a poppa presso la spal
liera, e si chiamavano spallieri,
o anche capivoga perché erano
i primi a passar la voga. Le buo-
nevoglie, per potersi distingue-
re, portavano i baffi, mentre i
condannati avevano testa e viso
completamente rasati, e gli
schiavi al sommo della testa ra-
sata portavano un ridicolo ciuf-
fo di capelli.

Fu appunto, questa particola-
re condanna al remo che diede
poi il nome di galera alle pri-
gioni; perciò opportunamente il
Vecchi sostiene che, mentre be-
ne si fa usando il nome iniziale
di galea, genericamente, per
questo tipo di bastimenti rife-
rendosi ad ogni tempo della lo-
ro esistenza, dovrebbe usarsi,
più correttamente, quello di ga-
lera solamente per quelle arma-
te con vogatori condannati al
remo, riferendosi cioè solo alle
galee che si chiamavano « forza-

te », mentre «sforzate » erano
dette le libere.
Quando, per armare nuove

squadriglie di galere, necessita-
va aumentare questo bruto mo-
tore umano, i metodi d’acquisto
erano diversi: o si mandavano
apposite spedizioni in Levante
per catturare schiavi di sorpre-
sa sulle galee turchesche, e si fa-
ceva appello ai giudici nazionali
di incrementare le condanne al
remo o, come qualche volta si
è praticato a Venezia, si incari-
cavano appositi messi di offrire
nelle bische prestiti usurari a
quelli che perdevano, per aver
modo poi di mandarli alle gale-
re qualora non soddisfacessero
in tempo agli impegni; ovvero,
anche, come si è fatto in Fran-
cia, si obbligavano al remo gli
ugonotti e i protestanti.

I galeotti avevano una panati-
ca diversa da quella degli altri
uomini di bordo.

La razione di questi ultimi
consisteva in due libbre di bi-
scotto, una di carne fresca e
mezza di carne salata, mezza di
formaggio o quattro sarde, una
pinta di vino e un’oncia di olio.
Gli ufficiali, il timoniere e le
maestranze avevano doppia ra-
zione; i marinai scelti ne aveva-
no una e mezza. La carne si
mangiava solo il martedì, il gio-
vedì e la domenica, e gli altri
giorni si mangiava magro.

I forzati avevano invece una
razione di sole trenta once di
biscotto, e nelle feste principali
quella speciale insalata che a
Napoli si chiama «caponata »,
dal latino «caupona », cantina;





PORT EVERGLADES — I nostri Agenti di Miami inviano dal cielo un saluto personale al Comandante della

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due

Federico C., Cap. Zonca.



















































































nelle principalissime — Natal
Pasqua, Corpus Domini e Pente-
coste — avevano anche il vino;
e in circostanze eccezionali una
minestra di fave per speciale
concessione del sopracomito.

Tuttavia non era questo sca
sissimo e miserabile pasto che
rendeva intollerabile la vita dei
galeotti, tanto più che era loro
consentito nelle soste in porto
di fare e vendere piccoli lavori
di pazienza, calze, cinture, bor-
se, spille, stuzzicadenti, intagli
in legno, e di spendere il rica-
vato alla taverna di bordo che
di solito era tenuta da qualche
galeotto liberato, e a volte an-
che da qualcuno dello stato mag
giore, benché ciò di norma fosse
proibito; crudamente intollera-
bile era invece resa la vita dal-
la bestiale fatica loro imposta
con mezzi spesso crudeli, resa
ancora più aspra dal doverla vi-
vere perennemente incatenati al
banco, in un brevissimo lurido
spazio, come un cane alla cuccia.

Si era, infatti, obbligati a vo-
gare senza mai fermarsi per ore.
ed ore, spesso per giorni interi,
rianimati appena da pezzi di bi.
scotto inzuppati nel vino che i
marinai di sorveglianza poneva-
no, di tratto in tratto, in bocca
ai vogatori.

La voga era diretta dal comi.
to e dall’aguzzino, il quale vigi-
lava ininterrottamente lungo la
corsia, coadiuvato da marinai al
suo comando, scudisciando a
sangue per incitare all’arranca-
ta, insistendo contro i più fiac-
chi che, se svenivano, erano an-
cora più crudelmente percossi
nella speranza che pel dolore
rinvenissero; e chi moriva così,
sul suo banco, era subito getta-
to in mare come una carogna.

L’igiene a bordo era trascura:
tissima da tutti e da per tutto.
Dato lo spazio ristrettissimo,
quando la galera era in armamen:
to, i marinai dormivano sulle.
rembate, i soldati in corsia, i pag-
gi nel covone di prora, e nei ri.
postigli, e i galeotti seduti sulla
pedana del loro banco, appog-
giando la testa al sedile. Quan-
do la galera era in disarmo, i
galeotti, poiché a bordo rimane.
vano dei liberi solamente il co-
mito, il sottocomito e l’aguzzi.
no, avevano un po’ più di spazio
per dormire distesi, ma sempre
sul duro; e solo durante lo scio-
verno, quando la galera era del
tutto disarmata, dormivano a
terra, in darsena. Il comito dor-
miva abitualmente tra i banchi
di voga, stendendosi sopra una
specie di letto volante, costitui
to da una tavola appoggiata su
quattro piccoli sostegni di ferro.

(Continua)

(Da «La nave nel tempo » di Mi
chele Vorino, edizioni « Alfieri »
Milano)

ACCADDE IL 30 APRILE A BUENOS AIRES



La Linea C. pareggia (3-3) con l’Italmar
in un “memorabile,, incontro calcistico

(Dal nostro inviato)

BUENOS AIRES

E° un magnifico pomeriggio di
sole ed il clima, anche se siamo
in pieno autunno, è primaverile.
Sullo stupendo campo che l’ae-
reonautica ha vicino all’aeropor-
to di Buenos Aires in piena cit-
tà tra il verde dei parchi di Pa-
lermo, due agguerrite squadre
stanno per scendere in lizza.

Era da tempo che si pensava
ad un incontro calcistico tra le
due più grandi Compagnie di
Navigazione che operano sul
Sud-America e finalmente dopo
tanta attesa stà per scoccare il
momento del fischio di inizio.

Una degna cornice di folla è
festante spettatrice. Si notano
importanti autorità delle due
Compagnie ed i massimi rap-
presentanti delle Agenzie di
Viaggio che durante la partita
tiferanno a turno per una o l’al-
tra squadra.

Un boato scuote la folla ed
ecco che gli atleti scendono in
campo, da una parte la LINEA
«C» în maglietta azzurra e cal-
zoncini bianchi, dall’altra VIT AL-
MAR in maglia a strisce rosse
e bianche. E’ tanta l’emozione
che prima ancora che l’ar-
bitro dia il segnale di inizio
un giocatore dell’ITALMAR ca-
de e si frattura... un dito. Que-
sto è la prima vittima delle tan-
te che lascerà come saldo que-
sta combattutissima partita. Ec-
co, la partita ha inizio, almeno
sembra perché si nota un movi-
mento strano, no signori, un al-
tro... atleta esce dal campo con
la gamba rattrappita; in questi
primi momenti sembra che la
sfortuna sì accanisca contro la
squadra della ITALMAR.

La folla già non può dare
sfogo alla sua ansia e sfoglia
margherite su chi vincerà. Ai
bordi del campo intanto il Di-
rettore tecnico della nostra
squadra impartisce ordini. Si
tratta nientepopodimeno che del-
l'Ing. Cigoi che in questa occa-
sione ha lasciato il posto tra i
pali che gli spettava di diritto
(si vocifera per defezione del
Direttore d’ITALMAR che forse
temeva il confronto con tale ma-
gnifico portiere...) per occupare
quello di Direttore tecnico. An-
che il massaggiatore Biagini è
pronto con le maniche rimboc-
cate.

Il fischio di inizio. La nostra
ala sinistra zoppica, la nostra ala
destra si trova un gigante da-
vanti e con tutto ciò le danno
fallo contro, comunque sulle ali
dell'entusiasmo della folla che
la incita a gran voce (le nostre
impiegate in questi frangenti si
sono comportate eroicamente) la
LINEA «C » attacca a gran car-
riera tipo INTER — tanto per
non fare paragoni — cioè con
nelocissimi contrattacchi che al



La tradizionale foto della nostra squadra: naturalmente prima di scendere in campo.

15° minuto producono il primo
goal, opera della mezz’ala sini-
stra (parente importato e tesse-
rato come oriundo in conside-
razione che alcuni del sesso for-
te dei nostri non hanno velleità
sportive e preferiscono lavorare
a... guardare). Questo goal agi-
sce come una fucilata sui gio-
catorì avversari che si buttano
sulla palla e sulle, ohimé, gam
be dei mostri con rinnovata
lena.

Per fortuna che il portiere no-
stro è in gran vena e compie
parate spettacolose. La LINEA
«C» non cede ed anche se nel-
l’ITALMAR è una girandola dt
sostituzioni è ancora la nostra
squadra a segnare il suo secondo
goal per merito del centravanti
(benedetta Tritonia). Si può im-
maginare il tripudio della folla
sugli spalti che si abbandona a
scene commoventi con baci ed
abbracci e qualche lacrima. La
reazione della squadra avversa-
ria è rabbiosa e quasi allo scade-
re del tempo riesce ad accorcia-
re le distanze.

Il riposo vede il campo ridot-
to ad un dormitorio pubblico.

All’inizio delle ostilità esce
Vandrour zoppicante e viene so-
stituito da Selvatici. Nei primi
momenti i nostri giocatori spen-
dono le ultime energie e riesco-
no a segnare ancora. Poi poco

a poco sul 3 a 1 la stanchezza
si fa sentire. Abbiamo il sole
contrario e per ben due volte
l’ITALMAR segna con punizioni
fuori dell’area che non vengono
fermate dal nostro ottimo por-
tiere accecato dai raggi del so-
le morente. Prima di questi due
fattacci, quatto, quatto anche il
Conterno era uscito dal campo
tutto zoppicante (naturalmente
non è nelle nostre intenzioni sot-
tintendere che questa uscita è
stata la causante dei due goals
sfortunati perché qualche ma-
ligno direbbe forse il contrario...
che senza la mostra scattante
ala destra l’incontro sarebbe fini-
to ben diversamente).

Sul 3 a 3 giungeva il fischio

di chiusura. Stanchi ma felici
del dovere compiuto tutti pen-
savano con terrore... al lunedì
successivo, pensando già a co-
me avrebbero risposto i musco-
li (quali muscoli? maligno stai
zitto) allo sforzo compiuto.

E’ doveroso aggiungere che gli
invitati speciali dei più impor-
tanti giornali italiani della capi-
tale davano ampio risalto a que-
sta partita come risulta dagli
articoli pubblicati.

Non resta che aggiungere che
ancora una volta la nostra Com-
pagnia ha saputo difendere con
tutto onore i colori giallo e az-
zurro di gloriosa tradizione.

Giulio Conterno



Nota di servizio ai corrispondenti

La corrispondenza di Giulio Conterno da Buenos Aires, sull’in-
contro di calcio con l’« Italmar », dovrebbe essere presa da esempio
per tutti gli altri nostri ...inviati naviganti, i quali — ogni tanto —
si fanno vivi preannunciando la trasmissione di servizi che non
..giungono mai in redazione. Il nostro giornale, e lo abbiamo più
volte ripetuto, è sorto proprio per essere a ...disposizione dei lettori.
Possibile che durante un viaggio non capiti proprio nulla da ...segna-
lare, che non si verifichi una notizia degna di essere trasmessa a

« Notiziario »?

Il perché a questi mancati invii sta forse in una certa pigrizia.
E allora, bando alla pigrizia e sotto a chi tocca. Chi sarà il primo
a tagliare il traguardo della Redazione?

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre







<. GIORNALE DI BORDO.

FRANCA C.
una pagina
di solidarietà
marinara
scritta

in Florida

Una autentica pagina di so-
lidarietà marinara è stata scrit-
ta il 5 maggio scorso dall’e-
quipaggio della motonave FRAN-
CA C., che, al comando del ca-
pitano Tomaso Salomone, si tro-
vava in navigazione tra Port E-
verglades e Nassau, al largo del-
la Florida, esattamente «in lat.
26 12 N. long. 79 50 W».

Esattamente alle 6,10 la FRAN-
CA C. avvistava un motoscafo
che andava alla deriva e che
faceva segnali di soccorso. Ve-
niva disposta una opportuna
manovra e si poteva così acco-
stare îl motoscafo, a bordo del
quale erano tre persone. Le loro
condizioni fisiche erano alquanto
precarie, sì trovavano ormai al-
lo stremo delle forze e correva-
no ormai il gravissimo pericolo
di essere trascinati al largo dal-
la «Gulf Stream » che, in quel
punto, è molto forte.

Issati a bordo, con abile mano-
vra, î tre naufraghi, due uomini
dell'equipaggio della FRANCA C.
scendevano sul motoscafo, lo
imbragavano, in modo da po-
terlo poi issare in coperta col
bigo di dritta del n. 1.

Esattamente un’ora e cinque
minuti dopo, la nostra motona-
ve poteva riprendere la naviga-
zione, mentre, a bordo, i tre nau-
fraghi, prontamente rifocillati e
assistiti, potevano raccontare la
loro avventura, avventura che
rischiava di concludersi tragi-
camente. I tre (James E. Stone,
James Derrick e Fred Josephsen,
statunitensi, residenti a Miami
Beach) erano partiti alle 11 del
giorno prima dall’isola di Bi-
mini (Bahamas), diretti a Port
Everglades. A bordo del moto-
scafo (lungo 5 metri e 5 centi-
metri, largo 2 metri e 10 cen-
timetri), avevano proseguito per
un buon tratto quando, improv-
visamente, erano rimasti senza
benzina. E in quella situazione
erano rimasti a lungo, cioè fino
al momento in cui non erano
stati avvistati dalla FRANCA C.
Particolari attenzioni venivano
prestate a Hosephsen, il quale
— per uno stato di notevole ec-
citazione nervosa — doveva es-
sere ricoverato mnell’ospedale di
bordo e assistito dal direttore sa-
nitario prof. Guido Rizzi.

Il gesto ha suscitato vivissimo
interesse in Florida ed è stato
ampiamente riportato dai gior-
nali locali e dalla televisione.





” Il motoscafo alla deriva sta per essere issato sulla FRANCA C.





POSIZIONE DELLE NAVI PASSEGGERI DELLA NOSTRA COMPAGNIA



Certi di fare cosa gradita e
utile ai lettori, iniziamo da que-
sto numero la pubblicazione del-
la posizione delle nostre navi
passeggeri.

@® Turbonave EUGENIO C.: In
allestimento a Monfalcone. Il
viaggio inaugurale per il Sud A-
merica è previsto per il 31 ago-
sto prossimo.

@® Turbonave FEDERICO C:. Il
3 giugno scorso ha iniziato il nuo-
vo servizio Genova - Madera -
Miami - Antille - Venezuela. Pros-
sime partenze da Genova: 3 ago-
sto; 4 settembre.

© Turbonave ENRICO C.: Il 23
maggio è partita per il primo
viaggio, sulla linea del Sud Ame-
rica, con i colori della nostra
Compagnia. Prossima partenza
da Genova: 22 agosto. Nei pe-
riodi 3-9 agosto e 9-21 agosto
effettuerà due crociere nel Me-
diterraneo.

© Motonave ANNA C.: Ha ini-
ziato il 2 giugno scorso una se-
rie di diciannove crociere-sog-
giorno di sette giorni nel Medi-
terraneo, che termineranno il 19
ottobre prossimo. Prossime par-
tenze da Genova: 28 luglio; 4
agosto; 11 agosto; 18 agosto;
25 agosto; 1 settembre; 8 set-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



tembre; 15 settembre: 22 settem-
bre; 29 settembre; 6 ottobre.

® Motonave ANDREA C.: Ha
iniziato il 24 giugno scorso una
serie di dieci crociere della du-
rata di undici giorni nel Medi-
terraneo e in Atlantico (Cana-
rie) che termineranno il 12 ot-
tobre prossimo. Prossime par-
tenze da Genova: 7 agosto; 18
agosto; 29 agosto; 9 settembre;
20 settembre; 1 ottobre.

@® Motonave FRANCA C.: Rien-
trata da Port Everglades (Mia-
mi) il 13 giugno, ha iniziato il 16
luglio scorso una serie di cro-
ciere-soggiorno nel Mediterraneo



(Genova, Cannes, Palma di Ma-
jorca, Tunisi, Palermo, Napoli,
Genova) della durata di sette
giorni, che termineranno il 10
settembre. Prossime partenze
da Genova: 23 luglio; 30 luglio;
6 agosto; 13 agosto; 20 agosto;
27 agosto; 3 settembre.



Matrimoni

@® Werner Miiller, nostro secon-
do commissario, con la signo-
rina Maria Adelaide Massa. Mon-
taldo Mondovi, chiesa parroc-
chiale dell’Assunzione, 30 giu-
gno 1966.





NOTIZIARIO «GC»

Periodico aziendale bimestrale

Spedizione in abb. post., Gruppo IV

FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile



Anno VI - Suppl. n. 2-3 . Marzo-Giugno ’'66 Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)





Tel. 58.18.51 - Casella postale 492



Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/61

Stampa: BI-ESSE . Genova









iti nta




Position: 1183 (44 views)