Bianco Rosso e Verde, n. 3, 1915

Contenuto

Bianco Rosso e Verde, n. 3, 1915
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
In copertina: "La Grande Armata Bianca"

- La grande Armata bianca (di Stelio), p. 2
- Cantori di guerra: Henry Bataille, p. 4
- Zona di guerra (di Arnaldo Fraccaroli), p. 6
- Frammenti di Gloria: il Colonnello Mensingher, p. 8
- La mobilitazione civile: il Sindaco Caldara, p. 8
- Pie mani (di sorella Maria), p. 10
- Un anno prima, un anno dopo, p. 11
- Le Telefoniste di Milano per la Croce Rossa (di Andrea Marchiori), p. 12
- Cent'anni dopo il congresso di Vienna, p. 15
- La Croce Rossa Italiana (di donna Laura), p. 16
- Soldati di domani (di Enzo Tuccio), p. 18
- Tra le quinte del patriottismo (di Bel ami), p. 20
- Rimbombi di guerra (di fra Stuono), p. 22
Data testuale
1915 agosto 15
Data topica
Milano
Consistenza
pp. 28
Stato di conservazione
Cattivo
Copertina staccata dal dorso con evidenti tracce di nastro adesivo
Soggetto produttore
Gerolamo Lazzeri (1894 - 1941)
Identificativo
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contenuto
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VIE a Srandeftrmataianca

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Signora,

Sono io ancora, Signora, il piscolo italiano che già vi chiese ospitalità, ricordate? Il bimbo
dagli Edelweiss. Ma oggi, sono un po’ serio, perdonatemi. E quando i bambini sono serli fanno
pensare, è vero? Si preferisce vederli piangere. lo non piango, penso. Sapete, Signora, da quando
vi vidi l'ultima volta e vi baciai tanto le mani, vidi tante cose, oh quante! E mi pareva che i
miei occhi fossero troppo grandi - chè vedevano troppo; e troppo piccoli - chè non potevano vedere
tutto.... E il mio piccolo cuore ha molto palpitato....

Fui, sapete, in un grande ospedale dove i nostri feriti, i nostri malati, i nostri soldati, insomma,
quelli che hanno vista la guerra e che l'hanno fatta anche, la guerra, pensate! aspettano quieti
e sorridenti di tornare forti e bravi come prima.

Non mi rimane più che un solo Edelweiss, ecco, perchè li ho sparsi tutti su quei letti.... oh
com'erano felici, i soldati, se sapeste! Ridevano contenti, giulivi, come noi bambini, proprio come noi!
Era il saluto della grande alpe, quel fiore: per questo erano lieti di vederlo, di baciarlo, di carez-
zarlo, di ammirarlo! E baciarono tanto anche me, sapete! Mi scoccarono dei grossi bacioni, sulle
gote, così grossi che non li dimenticherò mai. Lo so, avrei dovuto baciare io loro, ma mi strin-
gevano così forte, così forte, che io non sapevo più sciogliermi e li lasciai fare...

E dopo, quando uscii dall'ospedale, volli entrare nelle case italiane, in quelle povere, signora
buona! E vidi, allora, dei bimbi senza un giocattolo, dei bimbi che non osavano più sorridere,
che narravano con gli occhi storie dolorose di babbi lontani, di mamme sofferenti, di focolari
spenti, di tristezze, Signora, voi mi capite, è vero? tristezze di ogni genere...

E vidi anche una mamma in abito nero.... ricordo come fosse ora... si avvicinò a me, si
chinò, sollevò un lembo della mia vestina e se lo portò agli occhi... e poi, vidi una fuce bella
nel suo sorriso...

E poi vidi anche una donna in un laboratorio, dove la musica allegra delle macchine da cucire
copre qualche singhiozzo, vidi una donna, in un angolo, quasi appartata dalle altre, che faceva le
maglie e, di tanto in tanto si portava il lavoro accanto al viso... lo credo che volesse, col suo
fiato, riscaldare ancor più quella lana, perchè forse immaginava che proprio quella dovesse toccare ad
un suo figlio.... O forse non aveva un figlio e lo faceva per amore. O forse, un figlio, l'aveva avuto...

Quante donne, quante donne vidi intente al lavoro per i soldati: donne e signore... tante,
tante, tante!

Avrei voluto vedervi tutte, belle Signore, dirvi tante cose buone e sante e semplici, come
le sanno dire i bambini alle loro mamme quando piangono...

Ora, ecco, vi porgo questo ultimo fiore, Signora: fu con me nel pio pellegrinaggio e vide
e intese: ponetelo sul vostro cuore, buona Signora, e ascoltate tutto quello ch'esso saprà dirvi, meglio
ch'io lo sappia, meglio ch'io lo possa...

Esso vide tutto c vi porta il saluto di tutta la gente che soffre e di tutta la gente che la-
vora per combattere il male e la tristezza: il saluto del medico che ofire la sua scienza, della
dama bianca che offre la sua pietà, delle donne che cuciono, degli uomini che studiano e lavo-
rano... € la mia preghiera, Signora!

Ho promesso a quei bimbi, a quelle mamme, anche il vostro soccorso, anche la vostra pietà,
anche il vostro amore, sempre più vivi, sempre più vigili, sempre più grandi,

E lo sapevo, io, che potevo promettere...

Arrivederci, Signora, buona Signora italiana, vedete? Ora sorrido e vi ringrazio... Come sono
contento! Permettete che vi baci ancora queste belle, queste buone mani, che ve le baci tanto!

lado Verde



II nostro più vivo ringraziamento bada a folte le
gentili persone che vollero favorirci del graditissimo loro
plazso ed incoraggiamento.

Dalle loro parole spira la pit cordiale sincerità; perciò
noî ne samo lasingafi e commossi.

Bianco - Rosso e Verde si propose di meritarsi sempre
più fatte le amicizie delle quali già si onora: il sso pro-
gramma vasto e ricco non sarà abaro di giobenta, di
audacia, di novità, di originalità. Non sarà abaro - in-
sorima - di quelle forze che sorfi nascendo: tutte le spie-
ghesà, ecco, buoni amici! E boi sisfegli sempre fedeli!



Si Ri n ui dle: pe
Bianco - Rosso e Verde non s/ smentirà! Giù vi offre
Gn dono simpatico ed elegante: legsete nella terza pa
gina di copertina. Troverete la descrizione della Cor
nice Bianco . Rosso e Verde, dono agli abbonati. e la
vedrele riprodotta in fac-simile.

Don! spirituali e doni.... tangibili, Bianco - Rosso
e Verde be ne farà sempre e a doi ne chiede uno solo:
amicizia!

Grazie ancora, amici, € biba l'Italia!

Bianco - Rosso e Verde.





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La risposta non deve superare le undici parole.
Alla risposta più originale e più suggestiva, il premio di Bianco - Rosso e Vere!

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: IL PRIMO CONCORSO DI “BIANCO - ROSSO E VERDE,,

100 LIRE IN ORO

alta migliore risposta che ci perverrà nom oltre Îl 30 Settembre, corrente anno, al seguente tema:
"“ Che cosa direste ad an bambino di Trieste, che aspetta lu redenzione della sua terra?



LA PICCOLA POSTA COI NOSTRI COLLABORATORI

Riccardo G. » Verena. — Tutto ciò che è vita, pensiero, «alta,
sarà gradino mosugre da [anco - Roure e Perde. Le fotograbe sono
qredeimmme. Corse delll'alboarmente. L'articoleato son ni sccarda con l'in-
Gole della nustra Rivinte. ora che Tunvese Letta ve me sacete persuaso voi
puor. Speriamo sustavia, cone grandi, ammi grandi, de voi Saluti condialimsimi.

Cie F4 SG, - Romea. Gonzie infinite l'articolo + per le
fotegrabe. Tutto gracitiamama, jarerà gina rie Cornia pere dell'abbo.
namento. mega.

Elda R . Cote. La novella sarebie locna ma non è più del
nostro sempe, peccato? irpernievi agli avermenenti alle com muove. Cons
delle buco» parele: mete dela! Cora pure dell'abbonamento e sabuti
aprir lama

Romane P.- Monna, Totti i giovani, tutti gli entueiaii nenti
coloro che hanno qualche cosa di nutro, di intoreante da dre, saranno
covalente accolti da Piane. Roo e Verde, venza peogiadui e renza
Mecrontà matematiche, Lavorsie con fede e con amore. La dateggrate ca
ranno grocditemae sempe, jaat he epende teli naturalmente Rqgerete sporto
Mastro fervormo si vostri ne ami vagabondi, scgurando loro, per nos,

buona villeggiatura. Voglaseci tese. Grazie dell'abbonamenso. Stoette d
mom.

$£ L S - Palermo, — Sarà gresbiinaina le vostra collaborazione
Ringiazionento npociale ia altra pure della Rivate, anche per voi Auger
Gum buose cose da voi. Grano dell'abbonamento. Saluti cordali

F. L. + Bologna Tutti i giovani serraso de Alianco - Risuno «
Udo cindmlmente incoraggiati Porvatevi dunque. menta tumori. Saluti al
mro-ufiziale che potrà mandarci qualche bella fotografa Aguri a lai ed
4 vee, Saleimeame ed embrumbi

fmma L. M. - Gocce
namento. Omaggi

LF. Coin G. P. - Carerto — S PL - Noel
G. Af. > Caltandvetta, 4.5 » Livorno. Leni a ste cere
nl Signor Romano P, di Monza: vale anche per voi. Saluti cordiali

Gioceme SL OR. Usnesia Proporta intrenmantiaziona: la sta
mamenando è mostro Deressee è vi mpuienberemo chrettamente quanto germa
Coscm dell'abbonamento. Salam condali

Lose D . Monincotini. Beona villeggiatura. ragnorina! È grane
della permise propaganda Ceuzie pure dell'abbonamento ce cè pervenne
dopo le vintra partenza da Napoli, consiché nen ve ne potemmo riagra»
baie rolisto. Omaggi eda

Crane. Laggereno. Grazie dell'abbo.

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IL CORRIERE DEI LETTORI
Abbumeo traumese le veste bose ente

marzo mastro + Gui vi promettiame cose mnper più belle + wa DI
Reso è Hande megee peù degno del grande nome che porta. Sadeti cori.

RAR: Frele, Certo E con che pinceret Dite pure alb
vostra guatie Signora che em sicettmmo qualunque mio, che mancdhamo
ingolare rorveta e trammetismoò iullo ni rimpettivi Comunati compenenta
Rengraramenti vivianemi è saluti cordoli

B. T.» Sampiredarena. Lasa) Ma ha bemuveneta, Ggu-
marci. Salle Alpi fa freddo © ponte serà qui È lredde di ii Mente:
teme tutto al Comitato che ne ne sncarica ed ansete la ricevuta regolare.
Non dimenticate + indicarci l'indiruro del vostre giovine tenente: gl
manderemo la Rivista al Sroate. Saloti enten condali.

(grin trae
Uelece per primmime medicazioni al fronte, anvete dal Dr. Corti. Venti
ma questi farzolert vennero fabbevcati gratuntamente delle: Società
De Angri. Or i durzoletti sono stesi trovasi grovradenziali e i soldati

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di EtTORE DANIELI

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sone gesù ventindla.. Chui nen si tratterebbe procimamente di luvorare,
ma di comuorrere com loss Vi toniemo informata di tato x «he si darà
la proposto. Cole è nane. Onequi

Aldo RR - Rovigo. Siete um hel tipo! Nom vi amenzite mai ve
ne mamo gratasimi! Ceune dell’ » Come anvete letto guù sa,
hu copertina è di Locazo Rame. Conzie anche per lui dille bocne parele.
Sempre avanti nevvero? Alla seintsta parte della vostra Lettera, nepio-
deremo quanto pruma, direttamente. Sabot e scagnari

Crus degli abbonamenti Vi pae È cricevmierto il iumto degli Edelmesas ?
Ma. peri diutnit Se ci penare bone, forse. <hisà che mon rammennate
Noi mamo lngati dal segreto , Miti persniameo asetarvi. Abbiate è
puù affetteori nabati da tutta la Fameglia » Sonco « Ronso e Vende! Pio
qurninle semper muovi amici e vos stasevì bene. Viva Pitala!

Roveto VW » Tareiso. — Mauica, volete? E chi so! Ne parleremo.
Non promettiame e son delodumo: perderiaza Le sorprere, Saluti a Cldo
"apuani soldato" e nalutoni cari a vor

Id. £ » Roma. — Crazie dell'abbonamento + delle buone parole,
Il vostro derederio intorno a "La pubblicità + la gurera * l'abbiano pas-
susa al msiro Direttore ed atbenmo agguato una luna parcla: «permane
che pome tsvense i mode di accontentarsi. Seluti cordialmima. da



ANNO 1, . N 3. _UNA LIRA 15 AGOSTO 1915.

VILIZDIZALI del” 51 4



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Visioni di bontà e di pace accanto alla guerra.





la

Bianca, lieve, sflcaziosa: un'armata d'angeli, si direbbe.
gta che non ha suoni di trombe, mè rnelli di tam
t silenzio, amore, pace. Che non ha nemici, nè odi,
nè vendette: ma quiete, pietà, perdono,

E passa leggera, la un fruscio come d'ale, in un biancore

come di bontà diffusa su quei blancore, su quel passaggio,
su:quella schiera di piccole croci fiammanti, ss quella insc-
gna d'umanità - per tutto ll male che travaglia il mondo,
f tutta l'immane discordia che ne travolse le leggi.
È un'omda possente di bone che cerca di avvolgere in una
nostalgica carezza di pace tutte le sofferenze. Ed è una car
terza sovramana perchè prima di consacrarsi a tutte le altre
sofferenze deve dimenticare Ra propria.

Se le guerre dovessero essere decise da doane, guerre
ss sc n'avecbbe mai. Ma si domandi alla donna ll sacri»
ficîo: cssa è sempre pronta. Vi è già pecparata inconscia
stente, istintivamente, come per un'ora che debba suonare
presto è tardi. È quando quell'ora suona essa l'accoglie, con
sà sospiro, ma senza esitazione, È l'ercismo silenzioso che si
mute di sè; è ll valore che si vela di dolcezza e di silenzio

La Patria, musa Patria più grande ha chiesto alla donna
un soldato. Essa che, con l'offerta del figiso ha offerta la sua
vita stessa e più che la sua vita, ha risposto: eccolo.
L'appello deîl'umanità, del dolore, dell'amore le è giunto

t sccrcto del cuore In pochi palpiti, le ha detto il mate
che esiste, Il bene che potrebbe fare, Essa ha risposto: Vengo.

Ed ha varcata la soglia della casa quicta, ha mutato veste,
vita, pensieri, ha prosa la via degli ospedali pronta, serena
Unico bagaglio, essa ha portato seco: il cuore, piccota face
afdente di carità, Il cuore e un'anima muova, più forte, Così,
sì avventura mella nuova vîta che triste, forse più triste di
quamo avrebbe potuto immaginare c che le farebbe piangere
tutic he sue lagrime se spo dovere non fosse quello di sor-
ridere, di essere forte, più di se stessa, più di tutti | mali, più
della morte, pia dama bianca, sibenziosa, coraggiosa, eroica!

La sua vita scorre tutta cemai nelle corsie dell'ospedale:
linî blanciil, bende leggere, fronti che scottano per febbre,











la gramdio Alrmalla



lamenti di dolore, voci deboli di
paoi giomi, le suc notti

N suo presso? Un m
piccolo bagaglio e se ne va verso la
quale ella lo ha accompagnato cos
fata della nuova speranza della vita nuora, E, per emo che
va. un altro che arriva: muovi mali, nuove speranze, nuove
angosce, nuova lotta, nuove vittorie

O% le sebilimi quiete, ridemi vittorie della dama bianca?!
Così, discretamente, dietro uma cortina: vederlo allomtanarsi
à passo di gioia, quello che fu l'ansia di tante ore, vederto
dlicatamarsi verso la nuova vita, che gli pare pià dolce, che
lo întbria di giola, tanto che non sa dire un ringraziamento,
una parola.... sì volta, sorride: addio, signora bianca, addio!
È tornato il tempo delle Fate?

E lla Fata riprende Ra vita del capezzale, con lo stesso
amore, con la stessa speranzà: por tutte le madri aspettanti
d'italia, per gettar rose a fasci, rose di nuove speranze e di
sorrisi sui destini, sulle genti d'Italia, perchè dall'Alpe in
armi alla Regcia, dalla casorma alla corsia è tutto un destino
che si va tessendo, Perchè dietro ogni viso pallido di ma»
lato ella sente la presenza ansiosa di usa madre c lm quella
madre sente sc stcssa: così ella vorrebbe che si facesse per
îl figlio suo, così fa, senza esitazione e con tutta l'amdma,
per quello di tante madri sconosciute nel volto, nom nel cuore

E domani, quando la pace sarà tornata ncl mondo, quando
il destiso atteso sì sarà compégto, quando l'ultimo malato
si allontanerà dall'ospitale corsia, ella riprenderà le sme vesti
e torserà alla sua casa con quel suo piccolo bagagiio col
quale era partita, quieta sertna, come geando parti

E ci sarà forse qualche sorriso di meno sulle labbra €
qualche sospiro di più mel suo cuore: i sorrisi etka li avrà
sparsi su tante anime note ed ipsote, È sospàri sarammo que ti
che avrà raccolti, unbco premio, fra le sofierenze alle quali
avrà prodigate tutte le sue copre e tutte le sue carezze pictos

Pia Dama blanca, silenziosa, coraggiosa, eroica!

Stelio,

mà speranza - cecco i



ato che si alza, cè iprende Îl sso
a vita, incontro alla

me, cessa cile fu la



















Li LIBERATORI.







(ara (i ed



e ie















Lo

Apets quien l'eut couché dana lea draps, ce petit,
Dir-neuf ans tout 20 gius: c'étaît un volontalre,

Comme un bibi qui ne retourne duna soo Di
Paresscusement et temdre Ul se latina faire,

Border, sangler.... Mala quand tout À coup il sentit

Que c'italt veai, blea vral, que c'étalt blen vm i,

Ùl fondit en sangiots entrecongés, atrocri,

Avec cette grimace alfeeuse qu'ont les gomer.

Ul répétalti + C'est boo, c'est bon... Dicu que c'est bon!»
latarissablement, mata de quelle lacco!

Puls d'une expecsalon ml-trlite, mad-ravie:

« Et ce serait he jour le pius beau de ma vie

D J'avals d còté de mol... «lle.... maman... »

Alora il renfcuit sa ite obultisément

Ei se repeit À marmire durant des bosnes

Sana arréter: « Je weuwx ristemani... Je veux snamanl..»
Et c'est plus triste encore quand c'est l' bemme qui pirure
Et que c'est, près de fut, la Somane qui scvrit!

A lu Ro, progreessivement, Il a eadeemit....

To ke autres, publio gapod, potik facile,

En dcoutant ce mat qui sortalt de ce lit,

Repardabent, frement, l'ombre, dans leur asile,
Moater.... La piaîote atlalt toufoues n'aBialbilzzant.



- o

anlori c guerra,

HENRY BATAILLE

In questa rubrica dei 1 Canlori di guerra 1 saranno
offerti ai Lettori è canti del più grandi poetî latini.

Nè vogliamo lascior pasmare l'occasione di questo nu-
mero dedicato particolarmente alle carie manifestazioni di
Bontà e di mobilitazione civile, senza offrir loro questo
ispiratizsimo e forte canto di Herwy Bataille.

Henry Batoille, lo squisito poeta francese, dal verso
possente e dall'anima profonda, che sa trarre dalla pe-
rola il sogno e dal sogno l'epopea, il drammaturgo dalla
psicologia cca, che sa indagare e rendere tutti i segreti
dell'antema umana, non ha bisogno di essere presentato.

E i Lettori ci saranno certamente grati del dono squi-
sito di poesia e di umandià che loro offriamo.

G.-R. I

Us seul, le piu dpi, je croù bien, segarndalt
D'un regard plus farouhe et presque mensgant,
Avec de la rancorer, — mie un rire mauvali....
Mais je se voului pas savole ce qui avalti
Car je venats de Ure au fond de sa peniée.

e - deta O R

Oui, ce fut bien celà la phrase prosoncée

Par tous ceux qui sont morts vue bs chamgs du carnage,
Pas la phrase, le cri — f’unique met, le seul! -
L'élao ociginel: et, quelque fut leve Age,

On me dit que ce mot leur norvit de Maceul.

Tu peux les plalodre, ami! Mourir alal, c'eit plus
Que moorir!,.. Et pourtant l'heereve La piu amtre
N'est par de sen aller sani que virane une mire.
Riserve ta pitùd, sl tu te sens ‘mu,

Poor va sonnmet piu haut ct plus aride caccre!
Scoge, scage, petle, aux autecs, aux soldeta,
Vieux ca Senner, mai: que disbirita le soet,
Couchéa épalerment par la four der combati,

Qui, dins l'isspuirion dernitre de la met,

Ont appelé leur more, — et qui n'en avaient pas!

HENRY BATAILLE,







Occhi che frugano.... Anime che fremono.







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Ted Hajtti ti

ZONA DI GUERRA







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IL COLONNELLO MENSINGHER.

Così udimmo marrare dagli ufficiali che erano con hai nel
giomo del fatto glorioso, così ndimmo dal soldati del suo
reggimento che nell'impresa lo segutrono come un soi uomo,
sicuri con al della vittoria, con creca fede mel suo avvedeto
coraggio, nella sua bell'anima di soldato.

Sì trovava ll tenente colonnello Mensingher alla testa
del suoi uomini, tra le lince più avanzate, quando gli venne
dal Comando Sepremo l'ordine di portarsi innanzi col suo
reggimento, per la conquista di una importantissima posi.
zione nemica. Ambita missione, oltrestodo difficile per la
natura del suolo © per il Soresidabile sistema di trimcera»
mento che proteggeva il nemico,

Non cl dilungheremo in particolari: essi saranno chiariti
in radbosissima luce a guerra finita, quando la storia dirà a
gran voce | nomi del nostri innumerevoli eroi. Cì basti ora
dire che poche ore dopo l'inizio dell'impresa, il nemico era
cacciato lontano, la trincca espugnata in tutta la nua cssen-
, © l'altura dombsante \l terreno della vittoria occupata
stabilmente dalle nostre truppe. ll gran numero dei morti
lasciati sul terreno, quello dei prigionberi, c il molto mate-
riale abbandonato dal nemico attestavaso la gravità delle
perdite da esso subite, cd erano In pari tempo indice del
magesifico stancio e dell’'ardore irretrenabile dei nostri

Finita la ssagnifica lotta, sulle teste dei vittoriosi venne
alzato È tricolore, mentre mille e mille mani agitanti le ancor
roventi canne ed il glorioso acciaio si tendevano verso di
esso in un impeto di gioia frezetica. Il colonnello Mensingier
volle por sè Îl supecmo onore: strappata la bandiera dalle
mani dell'aiutante, alto levando il fatidico evviva, una ec due
volte la spiegò al suovo vesto d'italia, ritto quel prode nella
bella, forte persona sagli spalti conquistati col generoso sangue.

Così due prodettiti nemici lo colsero, e l'uno c Naltro
in fronte,

I suol soldati lo videro cadere d'un pezzo, traendo con
sÈ, a terra, la bandiera che sm istante prima aveva volta al
cleto. SÌ slanciarono: tardi!

Molti piansero: l'avevamo amato come padre. Pochi vi-
dero sulla sua booca, con l'ultimo soffio di vita, un anclito
fuggevole, un guizzo rapido, che le labbra non potevano ren-
dere. Ma gil occhi alutarono, gii occhi fatti più grandi dis-
sero, nell'istame subitme della trassfigurazione, l'augurio,
l'evviva, l'addio. Gli occhi videro la patria fatta pò grande
© la salutarono nella awova lince.

Noi sagpizzio quel saluto, noi abbiamo raccolto quella
voce: il soldato d'Italia muore così.









IL SINDACO CALDARA,

Queste pagine che voglio fermare tetto quasto mell'ora
storica sì svolge nel mostro paese, sì onoraso di segsare il
nome di Emilio Caldara.

Proclamò ieri - sosiplice e sincero: + cittadini, sokdati,
noi vî giurfamo che penseremo al figli vostri...» Esortò, sot
lecito è fiero « .... Cittadin che resfafe, imiteri a moi nell'opera
di concorde aluto € di umani mobilitazione cirile..... » Per le
xie di Milano sostarono | cittadini commossi, alle parote
sincere e forti. Era nom già la solita voce solenne di circo»
stanza che scandisce a suon di grosse frasi, | Imoghi comuni
del patriottismo appsccicato ai muri. ra la promessa dell'uomo
sincero, la parola breeoma dell'amico. Ed Emilio Caldara serba
fede alla parola data, Milano îndestre operosa benefica, che lo
rolle primo cittadino, bo vede oggi, fhera, all'opera civile, primo
soldato, E d'iatorso, gli sì stringoso, nella grande opera
fraterna, mossîni di ogni Sede, cittadini di ogni rango. Perchè
le menti ed i cuori, caduta, per virtà di patria, ogai bar.
rierà, oggi in una sola mente, in un cuore solo si ritrovano
© si temprano

L'ora tutti ci affratella. L'ideale, che è uno e santo,
conosce partiti, E coloro che per questa idea vanno a » vin-
cere o morìfe » sono sacri, E per le madri, per le spose
per | figiò che restano ad attendere, sia men triste c mes
dura la dipartita del loro soldato. Le case, vuote del-
l'uomo, non abblan lacrime. Manchi ll meno ché può. E
da per tutto sì vigili, e sì accorra, e sì provveda. E per
ì bravi figliuolî lontani sì pessi a tutto quanto loro possa
occorrere,

Questa opera santa di preparazione, di previsione, di uma-
nità, Ba trovato e trova nel Sisdaco Cabdara, un esecutore
meraviglioso, Lo si vede in questi giorsi un po” da per tutto:
ove c'è un ospedale da allestire, ove si lavora per inde-
menti, ove Serve il Ravoro della costruzione di protettili, ove
sì Installa un posto di soccorso, ove sì provvede a possibili



e0e







sorprese acrece, ove insomma occorra l'opera c la parola e
l'ausilio del primo cittadino della città nostra, della grasde
città nostra, ove le più grandi e più sorti energie d'Italia si
raccolgono c sì tendono nelle storiche giornate che andiamo
rivendo.

Domani, guando il mostro dovere di fronte alta storia €
di fronte ai figli nostri sarà comgiuto, quando Ra missione
cui dinanzi al mondo ci acciagemeso sarà assolta, |l nome
di Emilio Caldara sindaco di Milano mell'ora più grande che
dal "48 ad oggi la Città abbia vissuto, resti incîso sel ri-
conto di quanti hanno animo grato c memore cu







L'Impero Britannico ha celelato l'anniversario
della grande goerta con le più patriottiche mani-
Foetazioni "Gò che abbiamo fatto finora — ha



cosa in ccafronto a quello che faremo.

E, in verità, quand'asche potessero in ogni
modo deciderii le sorti della guerra franco-tedesca
e della guerra ruso-tedesca il conflitto fra Inghilterra e Ger
mania non potrà in altro modo cessare che con la sconfitta
defiitiva dell'imperialismo tedesca.

La parte che l' mne i enti fron
lotta che è spec la
SDA N E ssi le rese E E SE
mercantile tedesca ha osato di navigare. Il commercio degli
Imperi centrali si è arrestato di colpo. Certo la Germania era

il suo popolo si è tanto ca-
I Spe i resistere alle sempre
crescenti difficoltà economiche. Ma quanto potrà resistere
ancora?

AI blocco inglese la marina tedesca ha voluto contrapporre






SAI

detto Balfoer in en magniico discorso — è poca QI PTASE-0



l'infame guerra con i sommergibik, ed ha afose
dato paroscafi cc acanto Ellen N
una ragionata ferocia raccapricciante. E

per dimostrare al mondo quanto inefficace
na linumano mezzo di lena, pubblica ogni set
timana il numero di percicafi commerciali che sono



TRO arrivati mei asoi ti ©, partiti cla questi, sono
4 salvi a d con
qeello dei piroscafi silurati se ne ricava una percentuale irri»
seria: spasso meno dellno per mille.

a tutti i cati abbattere l'egemonia tedesca, abbat-
torta in modo che mei più l'avvenire la Germania possa
Inietaliona tenia ih a ae ci olio i pe

i ripara ia pani prg aa
Betannico che con una compattezza

dell'Impero

io mirabili in tutto il suo territorio, fin nelle peù

lontane colonie, è deciso a lottare sino in fondo, sicuro della
suo

pEr ente 8 prù glia per

speciale





.. ® mentre la donna cuce, l'somo pensa: l'uceso ch'è ri-
masto per vegliare sugli assenti e sui partenti, sui rimasti e sui

reduci la
port cage ngi ma PRES dolorosa del primo sangwe che

sgorga copioso da ferite senza cure nel tumalto, nella
confussone - e creò la benda dalle applicazioni, che ogni
soldato peò recar seco e facilmente.

ren ni e STR
tuitamente, sollecitamente. Per i 1 Per i soldatit Per

moltitudine di gente nostra oe

ette abbandonare tutto quel che costituiva la usa vita di
ien e che non può emere abbandonata da noi, neanche per
un istante - che nom pò cere abiniblenalo AL ai Ds
<'$ fia guaalo © piccola che mos abbia i devaro a È de

Perche debbono cmere alleviate in ogni modo possibile, le
ai NR oceclenza - iono il

do ha un
di pace, pei =

Perciò pie mani raccolsero il necemario per inviare pacchi,
pacchi © pacchi di sigari, di sigarette ai soldati che combattono.

guerra, gli sì come

su di una pellicola cisematograSca. Perchè, la sua vita, il sol-
dato, dalla trincea, la nivede tutta!

— Guarda, L'amrei detto allora,

Una fumatina fa bene : raccoglie. rincuora, concilia. Così diceva
en soldato dopo aver vantati i meriti della sua merca di

La sua morosa di trincea, nom

lo abbandona mai, né di notte, nè

za pari. Con altro some. la mo»
rasa di trincea, sarebbe il fucile.
Così, come la fiumatina è un
poco di cinematografo.

Poi c'è i peccato di gola
che pie mani vollero incorag-
giare! E subito cominciarono
a purtire per il fronte, ciocco

latta, dolci, frutta, ghiottomerse

Furono quelle stesse poe ma-
ni che, pae dai rigori
presenti Alpe e dai pros
uma invernali, ri hedero a
race lane e a confezionare
o «o

Per i ? Por i soldati
mostri! Non li avete visti par
sr pomenti masse grigio.ver-

di al suono clettrizzante delle



Ue gruppo di Membl di meo del fanti « nidi»
tafitaito, questo, de amo geetile signora emorima.

al fronte, dove, se le sorprese nom mancano, di dela però,
nom ve n'ha molte... Il pacco del soldato,

Un soldato è chiamato d'en tratto; sbuca fuori da
I e a AI fronte
tutto ha impeto; è la forma.

Ol Pes! 31 Un bistaa per es he l'endise di comegnalo
a te, ma non ha indirizzo.

= Ed è mio? Proprio mio) Per med

Anche una Rentelize Strike, festa i fronte,
iii ea fe manie See adi ma 1E del. più

dalai ali pasa mal giungo. al feat.
l'interno!

N soldato si accoccola sopra un cappotto, non suo magari,
guarda attorso, ride; ride come un conquistatore. C'era qual.
ceno, sa lulia, che pemava a lui, mentre... ch quei giorni,
che ibile! mentre egli stava per passare la fron-
tiera.... noe vecchia d'Italia che era già stata varcata,
ma quella sua modesta vita personale. Che peccato se
non fosse rimasto di qua da quella froatsera! Ecco, lo apre,
il pacco improvvisato. C'e solta roba, dentro! Cioccolatta, dolci,
ruechero, caffe, bacca... sigari, cartoline Mustrate_. chi manda?
chi manda) Il soldato guarda attorno, inervoga i, compagni. i
cappotti, i fue Rasa spend parco,
ecco, c'è una la volta, la rivolta, cercando ansiosa
i un nome ch'egli nom in-
tese mai. No! Lo giura a tutti i compagni presenti sua
azien atei’ vs pasisczone. Tui. lan pa
role che precedono quella firma sconosciuta:

" Viva l'Italia e vivi fu, sono e glorioso! *
"Lia salino qualengoe el quele invisro! ana
parole, perchè egli le nenbi come ama relipaio nocne.*
Allora, il soldato che avera appena fale di dh
tasta nella bisaccia, pr cca fatt
ma... quelle parole... quella bontà
d'affetto... Te n
arto
poi va a he una tosbte, tasca è ua c:
subito sia a nel her

la rì
hano qualanque, ira feta podio
lettera sospirata d'amore. È poi comincia a rosicchiare e a far
tossochiare quella buona ciocco-
latta italiana, mentre, come per ef-
fetto di ua bellissimo arcobaleno,
negli sci imumiditi toma a ri
vivo dei sorrisi...
No! plagio pet
Non sono soli! Tutta la Nazione
ki segue! E. hi segue anche chi nom
conobbe l'emozione di un distac-
co e ki segue col pensiero e con

l'opera anche la madre che non
ebbe un figlio da offrire, tuti
seguono - = segarh!

E noi baciamo quelle mani,
tutte, che cuciono, che farciano,
che porgono il ristoro, che caser:
zano, che noa tesiono le doloro»

forti fatsche, baciamo quelle ma

ni vostre nervese e posenti, cca

ficenoscenra profonda; - rive
baciamo.

tentemente -
sorella Maria.



Nell'agosto dei 1913 wa grande rivista francese mandava
nei Belgio un suo collaboratore, Eugene Tardice, incarica
dolo di un'inchiesta intorno al
sentimenti, alle impressioni, al
programma di questo paese di
fronte alle manifestazioni peoro-
catrici della stampa pangorsa-
nista di Berlino che facevano
prevedere assai probabile sc
non immediatamente prossima
una guerra tra la Germania e
la Francia,

Oggi, giusto dopo un anno
dallo scoppio del grande con-
fitto, dopo un anno dall'inva-
sione del piccolo lndestre stato
neutrale, quell’inchiesta che ci
capita sotto gii cochi ci appare
un documento di importanza
notevole, Le dichiarazioni che
Il Barone de Broqueville, pre-
sidente del Consiglio e Mini
stro della Guerra del Belgio
cbbe a fare al giornalista fras-
cese un asso prima della con-
Magrazione, servono mirabil-
mente a testimoniare dell'asso-
luta lealtà belga in rapporto al
reochio odio fra i dee grandi
stati vicini &d a smentire ta
lune di quelle affermazioni a
mezzo delle quali | tedeschi cer-
cano ancora di glustiticare la
loro condotta contraria alle noe-
me di tutti 4 trattati.

st

— Che così farebbe | Bel-
gio, signor presidente, se do-
mani scoppiasse la gwerrà tra
la Francia c la Oermania?

SÌ mettorebbe Immediata»
mense in grado di respingere
l’invasore che tentasse di var-
care la sua frontiera — rispose
senza esttare fl ministro.

Secondo l'opisione gene
rale, quest'iavasore soa po-
trebbe essere che la Germania?

- È probabile. Ma, intanto,
se fosse le Francia il nostro do-
nere sarchbe lo sfesso....

— Si è molto partito di ea
attacco improvviso e si è detto
che i tedeschi avrebbero il tem-

> di attraversare Il Lussem»

go Belga e raggiungere ta
frontietà francese prima che voi
foste in grado di opporvi....

— lo ho sem pensato — disse il Barese Broqueville

che nol dobbiamo essere in grado di mobilitare per i
primi, ma so bene che in realtà fe cose non andrebbero così
svelte come si vuol credere. Il nostro servizio di informa
zioni ci farebbe conoscere È preparativi dei nostri vicini.
lsoltre credo che non sia assolutamente ladispensabile pre-
sentarci di fronte contro l'eventuale invasore. Se un'armata
belga di 200.000 uomini può attaccare ll Manco di quel bel-
Rigeranio che traversasso il sad del Beiglo, questo esiterà pro»
babilmente a intrapresero tale mossa che, Invece di facili»
are la sua azione non potrebbe che compiicaria.

“ Unanno
un anno dopo



rIMaz

— Ecco dunque il Belgio, signor presidente, colnvolto nella
* prossima guerra», Violerà da se stesso la sua neutralità?

— La neutralità det Belgio
che data dal trattati del ID
non ci proibisce di difendere
con le armi l'Iinviolabilità del
nostro territorio che ci è garan
tita lm teoria da quei trattati
medesimi. L'amicizia che co-
stantemente ci dimostraso la
Francia, l’inghilterra e la Ger-
mania c che si è ancora asMer-
mata in recenti occasioni ci
proibisce di sospettare delle
loro inteazioni a nostro riguar-
do, Ma non possiamo non tener
conto delle disposizioni strate»
Riche prese nelle regioni vicine
alle nostre frontiere, disposizio»
ni che indicano come si preveda
un'aggressione dell'avversario
attraverso li Belgio. Noi abbia»
mo vissato lungamente con una
concezione della nostra neutra.
lità che lasciava, alle mazioni
che se ne fecero garanti, la re-

msabilità della garanzia ©
che ci vietava di contrarre al-
leanze, di catrare in qualsiasi
gruppo di nazioni, Si sa oggi
Che | trattati non hasso sempre
la forza efficiente che si ettribui-
se loro,

sa

La violazione preveduta dei
trattati avvenne appena un an-
no dopo di questa intervista.
Ormai è passato va altro asno
da quando il Belgio fu in-
vaso, straziato, distretto. L'in-
Yasoec sta ancora lì, sul terri-
torio vielato, su cuì fa gravare
tutto l'infame peso della sua
feroce bestialità. L'esercito bel
ga che ha dato il più luminoso
esosgio di erolsmo a tutto il
mondo civile è ridotto a poche
migtiata di vomini. Ma questi sì
battono ancora con slancio €
con fede. Essi che odiano oggi
| tedeschi di un odio così in-
fenso che nessena espressione
potrebbe rendere csattamente,
neasche prima li amavano.

Lo stesso Tardieu, lascia=-
do il Belgio dopo la sua is-
chiesta, conversava mel treno
con un sottetficîabe delle Guide,

— la Francia — cglì dicera — abbiamo motti afficiali e
soldati che hasso visto ll fsoco, che hanno fatto la guerra
nelle Cotosse. lo stesso, al Marocco, ho sentito fisciriare le

Jhe.
f Ch è bello, signore — rispondeva fl sottufficlate.
Anch'io sarei felice di fare la guerra.

Ma vol non avete nembci.... Nessuno vi attaccherà....

Chi bo sa? Noi probabilmente dovremo respingere |
tedeschi se si permetteranno di passare la nostra frontsera....
Nolaltri belgi, signore, non amiamo molto | tedeschi, sap-
piatelo....



st
x
C
r
a)
2
a

















I volontari ciclisti sulle vie della nuova Patria. I profughi sulle vie della Patria antica.

RELIGIONE E PATRIA!

I Sacerdoti, al campo, fraternizzano coi soldati, ne
dividono la vîta aspra, li confortamo, lì incoraggiamo
Sulle bandiere della Libertà, aleggia ancora ll vec

chio motto crolkco: Religione c Patria!



Fraternità socra,









Altare da campo. Freternità pietosa





{ CENT'ANNI DOPO IL

è

CONGRESSO DI VIENNA





Con una forma che la dice lenga sulle loro
Aperanze secrete, i giornali tedeschi, dor mesi fa,
i misero a parlate del centunesimo ansiverario
del Congremo di Vianna. Congreso che, d'altronde
non s'inziò, se non nell'Omobre del 1814. Quelli
che aggioneero delle diunirazioni ai loro articoli
fecero rivivere a tale progonsto, tuite le fgare di.
menin ale sorvinmi, mamintrà,
a

re ci tati dell'im

aa Framcesta, padre di
- © soviaso che,

per rorpamare gli altri in fatto
di tindimento e per guadagnaru
il titolo di cajo od Santa
Alleanza aveva coca sum
figlia al acre » Corsa *.

Abbuamo trtrovato Aleman-
do di Russia quale lo si vide
nella campagna del 2812, quando
cio aveva comaso di esere il
prssige amalale e snducente, per
tiuederi im una specie di moncmania ergogliosa.
pretedio della tragica nua £no,

Abbiamo contemplato d re Federico di Prumia,
d più brutale ed d pg@ metile dei caporab, sposo
riduolo e velelile della sola principena di cm si
quori la storia peumiana: la engine Lui

Vedemmno pure le gelide efigs dei diplomatici
L'allora.

NI primo fra butti » per intelligenza almeno - sm
i principe & Talleyrnd

Totti | peineipa, butti i miniadi h'egl avea
Moeweti è cor quali aveva Srattaso fa altri tempi se
bon come maestro, per lo meno cvne delegato del
macatto, egli ne È trovawa rimesti lì dinanri a sè;
da inferiori, però, eramo drvemati almeno vai pan
Fed vi lesingava pemevm di dominarl ancora, grazie
Alle sue mille risorse ed alla 1a potenza Tinango

lolatti riencì a sventare alcune Limo combinazioni.
4 limitare le ambizioni degli uni a deludere le voglie
dingli altri e a ritardare, infine, i benghi ammi la resuree-
noce di quella Condederazzioe prrmanica di cus Napo.
locme spezzò La stampo sestrinco, e di cui cpp è aecenta
Mo spezzare Li stampo prumano.

‘a ero, lamentandon sgh
mel vedere come la Promua fue
rappresentata al Comgresm de ee
plonaposenzaare, mentire le altre
potenze, pur a vendo parecchi inp-
prrseniantii nom disponevano <he
di un porta-voce, Matternich gli
rapose che Hardenberz esso
affeto da moechtà, aveva dovuto
farlo. TI ton l'inter.

Eh. trpicò d principe &

Talleyramd, se un 'informità costi.
tuisce un diritto, lo pare avrei
potuto farma aicompagnere.

E così Seendo, pecchiava la
mazza sulla sus gamba troppo

CER

Tit Congreme di

‘n rprendeado l'amegguereato grave. aggrunee
"n Signore di HMembold però, sarà mato, è vero?
pod Taluro è seeda...

L'iagldberra nen aveva meno di cinese delegati: Lied
Castininagh. il deca di Wellingioa, il conte Clincarty, d conte
Catbean e loed Stewart,

La Spagna aveva il cavaliere de Labendor.

La Feuncia, com Talleysand, era rupprrnentata del duca &
Dalbeng. del coste de la Tor du Pia e dal conte di Neale.

MI Portogallo aveva invizio d coste & Palmella, il
mgnece «a Sakdenhade Gama, il conte de Loto.

La Rumia, d conte de Nesselrodhe, d principe Kanomennki ed il
conte Stachelberg. La Svezia, d conte & Loeveshieim.

L'Austria, era naturalmente rappersontata chi principe Clemente & Met
ternbch, d quale assisteva di barone di W.

Fa denque. per 1 coletee miniero dell'imperatore Fratcesco, un co.
fetamento i carriera veramente srmazzonale d fuito di presiedere alle se
dute di un'amemblea intermarionale di tale importanza, per sugintrare la
vittona d'Esrepa sa Napoleone.

La vittoria d'Europa? Noc la vittoria & Metternkh1 DI principe, infatti era
pertemtamente convinto Taver abbattuto di nolo il cobra, Lo Zar aveva forse
Tistema pertena, per quanto con una mappure apparenza di tagionevolezza










lemma (cal quadro dbabeyì
Ue alte, di sinieira è dere:

Ledeono Feglino Î
Almento di Manna, Francoa Giamppe £






La alli Matera A, è cmtro Tallagrand.
® basso Nomotrode. + deter H'all'imgioa.

MettornicA, bel gentiboomo e mondizo smpecca.
bale, ni foce una grande fama d'uomo di Stato, fge-
ramdo come campucoe di tume le pudemte comservatraci
im un periodo ia cu tute le forte rivoluzionarie
® lberari erano incarmate dalla Francia

Egl fu, dal 1789 al 1830, prima come ufficiale,
pei come addetto alla Legazione, poi come amba-
sciatore a Parip ed info come
Misisiro degli Adari Esteri a
Vienna, il peù accanito degli av-
vermri della Francia

ln saguito fu, nei riguardi del
Re di Roma, divenato dea di
Rechesadi, d più vige e i più
pla

fome trattato mmpre di affari di
cancelleria — a favorire he depor.
tazon maccemive dell'impera
inve dei imncrri con un conte
Nebpperg cd en cavaliere di
Bomblle:, e, darante il Con
di Vienna di cui era cì
occupiamo, tdte la dingraria i albaruare, nom solo
la pena geolrena. sa la sas stema c catubidta ho
a commettere un atte iepaalitualele che dev'essere
feno regno al daprerzo della posterità.
Tosse le lettone che Napolrone dall'isola Tea
ledrinzara alla nposa — e [Dio na se ne nerina +
quanto fomero ràuccanti di tenerezza e strazmanti dh
dolore — tutte quelle lrdtere ferveo timense della
ipora infedele al mimintto compancente e Metirrmkh
le depone sul tavolo del Congresso. | rappresentanti
della Prisia + tutti quei loro colleghi <he non
si seniirono rivelare da tanta indelsiaterza. pote»
roso poderm pasblibe amente iporile erpamne mi rme.
Dopo d'aver trafugata la maglie al marito e rubato
dl Gglio al padre, [Europa enpprrsentata dal Prin.
cipe i Messernich, ni procarava un piacere nel
dedrare così, nel testo criginale, lo confidenze di.
sperate È un veso!...

i

Fa 2 25 settembre che limporziore di Rumia,
(I Re di Premia e la maggior parte degli altri 10-
vranà germanici facero il loro in.
qpueno solenne a Vienna.

Lo Zar che esa perventi»
vamente sceso al Cantello di



KIT di Preda, Loigi XVI,

premi uffcali del sio stase mag
muse è con la scorta «dei tratti
dell'imperniore d'Auntra. Î loro
capo eta È vecchio principe di
Ligse, 2 quale, dopo il sngno di
Caterina Il, abbe il grado è la
durerà di deb. marescralto ressa

Monire egli corner va mella
via di Vinnna, facendo mostra
è converare amabilmente col
principe Aleandro |, score im-
provenamente, di un lato della
via una fara che gh parve inte»
romante: ora un giovine, che, rolto in una vettara, a testa mode,
lo quandiva passare, attento, immobile, senza acclamare.

Guardate denque costui — dim'egli al capo dei
Irabuaiti — non si deebbe che abbia degli cochi d'aquda?

Ligne che non si trovava anal alla sprovubta. rigore.
facendo fare una pincesta al suo cavallo ed un'ondulazione
al nuo pennacchio

— Se, le vnte aquile, da sci mesi a questa parte,

dee sente.

Da quando i sovrani fecero il loro ingresso a Visnna, le
feste ni moltipiicarono : ni ebbero delle rerate di gala mei snanri, dei ball a Corte,
cacce, parate mullitari, mille piaceri, mule spettacoh. Tanto <he Lage, coo-
siderando la bentezza con la quale proseguivano i lnvori del Congreno e

a A e e Î Con
perno sin mercie..
E damni cesto a largo che terni) dall'isla d'Elba è Lise

seno mari, prima che tutti | I fossero finito.

Dovete emere ricominciato tutto sel 1815.

Quanto al promige dh Memtermah. decaduto da ogni potere nel 1848, «i
tpenne. undici ammi pe tas, dopo aver udito d rambo del cannone di Selleria

Così, qui dimenticato, npariva colui che ger un attimo era state
l'arbitro dEaropa.











LA CROCE ROSSA ITALIANA





Nella Conferenza tenuta a Ginevra nell'ottobre del 1833,
Rei atea di 16 Stati Europei (Asnover, Granducato
d'Assia, A , Badea, Baviera, Francia, Gran Brettagna,
Italia, Paesi Bassi, Prussia, Resia, Sassonia Svezia,
Giovann

SR e ae a e
ferenza, c pure a Ginevra, i pienipotenziarii di 12 Stati di
Eeropa, firmarono Ra famosa Convenzione che sancisce:

2 1A Rcetralità delle ambulanze e il rispetto e la prote
rione da parte dei belligeranti verso le ne stesse ©
Y! cspedali;

feriti nemici a condizione che non abbiano a le
armi per la durata delta

— l'adozione di una - rip esa cos
rossa sopra fondo bianco ambulanze, ho
evacuazioni, la sggienta alia :

ferma il dovere dei belligeranti di: e corare | seriti
senza GeIRE di nazionalità, e di ci Li
saccheggio e | maltrattamenti, ST

i con sno e del sò ro
contriteire alla loro cura. Stablliace che I feriti è | malati cadou
o mani del nemico devano essere considerati prigionieri

= I n

di guerra. Se cade in potore del ico, continuerà ad csrr-
else ie sun fenzione totie la dicesione di esso Rechi ti res
pr prega i pren ppi rea
del suo grado, dal nemico stesso, E così via, la Con-
RE LIA Nu canfermada 1 quell pantiprnci dai
Ise na coda Cosraziana di (Mason, per

la zione dei feriti © la tutela del segni

Cr ciascuna mazione Ma poi la tm
UT Lenze italiana prommigata il 30 19 quanto
si riderisce alta tetcha dei utono della Crese a

i
}
|

vi , da pena
della monte la degradazione.

ART, 5, — i boe È sio tre a quin.
dici ansi chiunque in guerra usurpa, contraftà, © illecità-
mente fa uso:

3
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i,
ii
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*
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Ciara di bontà e di abnegazione per i mostri feriti e per i vinti feriti











(I equini i edi aBind Gi E bigger
ti NI Ia tl 1 fia pl pe i 1 Ar Ri tit
ME ei Loi
Sg? 1 ‘3 È daft a fi î ; % Dl sig Leg tai]
iti Li para de ci ii È LI REI (ei
FRI RA e sii (Un
PIE APP I ApiCRIShLo
=] A0tig: vantttgiaieni Bite agg tia ge trop delgi rato
1 ft pit Dit i Ds HT i Ris)
® si; 1 agì sS ja 7 «jfe sii Die Hi fio a dg Sa Figgi hi
|a pi ih Ibi, di ali ig di pa Paige | n
a|=| 19th pitti chit Ho pipeco siii
E LIE ti TO (Hi fanzi
63 leciti Eli gio pigli!
Li if i;4f tb ini at i pi MM TiraLo spit p Et 1 Hi He



della polvere. furono tenute d'occhio e, nei momenti buoni. su
Trento e Trieste. vennero infisse bandierine e bandieroni tricolori,

Ogni giorno, poi, sfoggio di coccarde, di fee italico, di
fazzoletti a tre colori, e studio accurato i far combinare coi
quaderni, con le riegature dei kbri, con le asticcimole, il verde,
col bianco e cd fotso.

Una mio collega di prima gitmaniale, un po' curioso di ve-
dere come se la sarebbero cavata, volle proporre ai ssi qui
tanta marmocchietti un «quesito patriottico: " Che cosa vorreste
fare voi, coni piccol, per i vostra patria?” aspettandosi - sine
tende - malte tirate retorie non singannò, Certamente
Ma fra i tanti, alcusi ebbero delle risposte che, pur avendo
un eccessivo contenuto itorico-letterario, pomon far meditare

Uno studiosetto di storia romana, aiciutto, asciutto, rispose
"Eseore virtuoso come i Gracchi.*

Un altro, vedendo nelle mvenzioni tedesche il marimum della
potenza bellica: " Vorrei fabbricare cannoni da 420". Forse per
ora penserà di farsi sgaggiare dal Ministero delle munizioni.

Un tipo freddino, ma nfleasivo: "Lavorare seguendo i con-
vagli dei gennon e del Stgnoe Professore 0 (con lettera manncola }

Un cicalino umpenitente: "gridare sempre: » Va” fuori d'I-
talla - va' fuon, © stramer , N aa profrascee ali avra detto
che le sole chiacchiere non fanno farina. Un anarchrpgiante
amari sbrigativo: * Far saltare con la dinamite tutte le fortezze
austriache delle Alpi

(Queito sara un alpenista, ma nient’afatto coraggioso: *Esplo
fare batto il mondo ancora sccnotciato e piantare dovunque la



bandiera italiana con lo stemma di Savoia nel merzo. Ma vo-
glio essere sempre accompagnato dalla mama."

Il più neghgente della classe, una volta tanto sca dine una
bugia: "Non studiare, almeno per un perzo... ma fare bajo
nette in canna c infilrare costo nemici al giorno, come faccio
con le mosche."

Quest'altro sarà un demagogo: "lo voglio spangere con l'e-
sempio e con la parola i miei compagni poltroni ad accompa:
gnare i soldati alla stazione. *

Il più piccolo dei piccoli, crede che la guerra sia un sem
plice agsmbero: "lo vorrei marciare insieme ai mici geritori
e è Flok verto Vienna © par verno Berkno.® Notate che si
beppe poi che Flok hoù ce en cane, pecrsosmsum? in guerra,
ma ua povero pappagallo.

Ecco un altro storico. che ne avrà date e ne avrà rice
vute: * Diventare un Balilla. che rompe la testa a tutti sli au
striaci i Groova e dintorsa, tirando sassi grossi quanto il vo-
cabolario latiso del Comutto.*

E. infine, coco uno che nom ha fretta: * Diventare profes-
sore d'Università per poi spisgere gli studenti a farvi soldati
come facevano nel ‘45 e nel ‘60.

Cari e ingesui bimbi d'Italia, che partecipate con forza e
con fede a questa nortra santa guerra. cessa per ora vi parla
co susi fasci rossi; domani la benedirete perchè avrà datò
propno a ver Una palraa potente, reca, bemeta © sopratutio
una « dalle Alpi al Lildbeo!

Enzo T uccio



La Mossa al Campo.

I° Elevarione: Ostia consacrata è Sevata tra dise vessilli italiani: aîtare di guerra.

Se if omo Nazzareso, paltto di amenità e di divinità percorresse oggi le nostre trovegliate contrade, quele profonda pe-
roia di fristezza, quale nuovo Verbo saprebbe trovere per restituire api morini fa sero umanità ?

Pure, tra il frogore dell'ormi è lo squilio delle belliche trombe, c'è oscora nn osgolo di pare dove nu Usmo, Sacerdote di
Cristo è Sacerdote della Patria, so, nello Commemorazione di Cristo, formare l'oasi di serenità che solleva gu spiriti cd eleva i



«mori, est di serenità, di poce che prefodia el piò gr
f



perche 4 Rewrri me <

de domani, quondo, per ka passione di tutto un popolo € per l'olecausto
lo gromde Resurrezione rimmpirò di gaudio i cuori, fatti, avete quetii che intrecciato cf ramo d'



to fromnrenno



r, come guello di Cristo dominerà f seceli: Irionfo di elustiria e di civiltà




ere» . tralo
ES uit © del

pati MOlismo

Compagnia tal del tali. Grande spettacolo di gala con in-
tervemto del feriti in guerra, SI rappresenterà - smettiamo -
Romanticismo. La serata non potrebbe essere più patriottica
di così. Teatro, naturalmente, esaurito non ostante l'aumento
dei prezzi. inni, applansi trenetici, commozione ragguarde
vole, le signore gettano fiori, | feriti mandano sorrisi alle
sàgrore, Qualcuno più intraprendente manda anche il piccolo
segno di un bacio sella punta delle dita. Incasso ragguar-
devole cose la commozione....

Già. Perchè c'è questo, oramai. Lo spettacolo patriottico
da solo soa attacca più. Ci vuole l'intervento dei feriti. Non
era così due mesi fa, appena siamo entrati in guerra. Allora
ì teatri si riempivano solo che ci fosse ma'orchestrina capace
dî suonare l'ismo reale, E si videro cose di un cattivo gusto
senza precedenti: si formarono compagnie che si battezra-
ramo patriottiche ed esumarono dal fondo di vecchie casse
I favori che verdeggiarono al "48, Altro compagnie di prosa,
e fra le maggiori, ripristinarono ha già abolita orchestra di
cinque suonatori e omarono di festoni tricolori i muri del
teatro. In un teatro di Milano Su attaccata, nel bel mezzo della
sata, una spaventosa oscografia di V. E. HI fra due palme in
treociate come si fa nel villaggi per la festa del santo patrono.
E fu en fiorire di operette patriottsche da far vemàre | brividi,
con una rapédità di produzione impressionante ; fu un garcg-
giare tra siacstri di musica per lanciare um + lano a Trieste »
tale da conferire boro notorietà c guadagni. Serna d'onore
dell'attrice tale: giò una poesia di Ada Negri. Serata d’omore
dell'attoec tal'altro: giù il Salmo sfalico di Carducci, E si
arrivò a questo pasto: ma tenore d'operetia, per la sua bo-
meficiata, recitò în un imeonmezzo en'ode di D'Ansenzio.

Oggi, fortematamente, tutto questo non ha più nessun
effetto a beneficio dell'incasso di ws teatro, Il pubblico ha
buon senso, un buon senso collettivo che fa davvoro piacere

è comstatarsi, Nelle grandi città osso affolla | tcasrì dove si
fapprescatano i soliti Ravori. E che vuole trovarvi un onesto
svago dopo una giornata di lavoro e di emozioni, Il teatro in
SEA non può mè deveessere che il più piacevole riposo

elio spirito atfaticato, Ecco perchè oramai una recita, met-
tiamo, della Presidentessa è preferibile ad una di Romanti

riso. Tanto più che in Romantiismo quasi quasi non si

fischilano più nè il conte di Rienz mè | sobdati austriaci.
Ferchè oggi, finalmente, contro | soddati austriaci stiamo

facendo qualche cosa di motto più efficace del fischi a teatro.
Stiamo facendo la guerra.



Uno dei mostri potentissinai aero

sa

Redazione di un rispettabile giornale, ssettiamo, della
Capitale, Quattro tavolîsi, quattro redattori. Uno va cado
la posta, Un altro ba fra le mani alcusi dispacci Stefani, i
terzo scrive alla fidanzata, l'ultimo ha avuto l'incarico di
mettore insieme una «+ cortispondenza di puerra »,

— lo metterei la data: Dal Carso, agosto.

E no, caro. Va piano, E meglio nom specificare. Metti X.
È più semplice e più sicuro.

Allora facciamo: + X.... agosto, La magnifica azione
del mostri valorosi alpini nell'occupazione del moste.... » Lo
mettiamo li nome del monte?

No. Lascia | puntini. È meglio. Ma piuttosto perchè
sempre gli alpini? Se ne è tanto parlato. E poi chi ti dice
che ci fossero degli alpini?

— Se X è ma monte che cosa ci vuoi trovare, la cavalleria ?

L'artigiberia, per esempio. Ad X ci potrebbero cssore
È 305 per battere un forte austriaco che spara da tre giorni
senza potere mai aggiestare il tiro.... Eh no, caro, sì vede
progrîo che oggi non hai fantazia.

Ja silenzio, Il corrispondente di guerra colpito non da
uno sAropne! ma nell'amor proprio si è messo ad ammucchilar
cartelle, com coraggio. A un tratto si interrompe:

E se faccio arrivare il Re?

- Dove?

— Ma sempre ad X, pu baccot

Vada per ll Re. Però devi avere la trovata. Devi fargli
fare qualche cosa di nuovo.

Oli faccio sparare una cammonata, a lui personalmente,
e con quel colpo reale faccio incendiare N forte nemico....

Quello che scrive alla fidanzata, mormora:

Ecco un colpo.... reale e fantastico nelle stesso tempo.

L'altro risponde:

— Ma temo che la consara non permetterà. È meglio tarto
solo parlare, Sua Maestà. Dérà ai soldati: bravi figlivoli, ab-
biaie fede, chè il vostro Re è con voi. Va bene?

Quello che scrive alla fidanzata, 21 corrispondente di
guerra:

— Dimmi, pranziamo insieme questa sera?

— Ma si, com piacere.

Ripeossendo la lettera:

* Stasera, cara, non ci vedremo perchè al giornale si fe-
steggia il ritorno dal fronte del mostro collega Tal dei Tati,
che è vonsio în breve licenza dopo di essersi battuto eroi-
Ce ra ® x

Ma panna le scrivi questa roba? Se non è vero? Nos
a mentire con quella ragazza ?

levo rendere più giustificabile la mia assenza. Vedi:
nemmeno la tua corrispondenza è vera. Senonchè questa
lettera la leggerà una persona sola, mentre la tua corrìspon»
denza da X la leggerà tutta l'italia. Non ti vergogni a men-
tire con tutta l'Italia?...

Bel ami,



i. Trasporta 12 persone cd è armato con mitragiietriri











* ARMI E LEGGI +

delle mostre tense @ di

la persa indrntrice





quel mere susfram. nen ancor tatto nostro, ha
rccavolbo amche quel campo speciale che con
antua l'antica rigedità dell'apora rom -
delle Lega

la inmpi normali la gravità celle sansioo
begiulative da si che ogni "gec " seima d
herestare lrygr. passe sbtraver la piece bar



nera delle
frma del capo dell

Oggi invece noe











presentinti celle nazioni, compresa la gravatà
del mrmento, lmnno « si loro governi
pieni poteri” gl itessi + ni sono bemgx
tancamente njoghati cile Leo ale perrogatio
e hanno cinto la spada. CH «he si tendere ne
UCTLI veramente raro le Ri ch ema
nare leggi di ogni speci \
euedi gerealegial } »s » mne è
premo del gare

red









Ua recente Decreto Luogotemenziale — fra
be tante leggi scceronali
valido dl così deo * sec
Ciò che un anno fa aurelbe fatto pen
rigengo di un pochadata a como & tro
vo realtà
vasto flaminto è al fronte è vel abete
natio attenderdo d seo ritorno por pater

la ang







trimgere fra le benccia, al cu

ibaraizo sar il simdaco <il

Chi »
,

anto

bacsa sm us

compagni d'a

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mero dal <

troverà

sen prati he che procetone il

larva raro

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sembra incrrcibele !)



te

imuece seri

e duerà compiere

lu sua someniria fazione alla porsenza di uno



joerente

degli =

,



procura *

RbCRA n po

mentir | alto



narà aneonte €



chella

diven) agprenge è
ì

Decseno

Chiare mote <he i matrimonio

fur ansi mne davnì norma Ò

conì com lurò mim però emere smpurgnato trascorn
ari mesi dal ritorno del manto dal campo.
Si lascia così agli apori um temgo può «he



epernì del auove



puficiente per acc sa

miveno inle termine. la catena <vrnta nalda, è

ame tutte le altre consimili — mom vi scioglie

che con la morte
la ser eni

bisogna ricmiserte, v'è tempo







reffcimmte per tante cose: vinitare la metà, com
porre È non uliano dovrre d cottedaa provve
ceeho alla dutera cdidena della più grande lnala
‘ mon v roma senta pene lar la co
soscenua della succo

Lo» ge cui la Logge mira è però poù alte
deve cercarn = tato prrono i tante lame
pie avegolari. nem ricomosciute dalla legge

Queste apune è fg di combattenti, senza la

peoevide legge, di vedrebbero del tutto enchesi



Loi è quegli cerei che tanto con
alle famagle sot per Famsenra
a morte cei karo car

Irggr ri srmpie ragguangere

Connida e







LA FRANCESE NEL 190415

e ll Cora Pioeveei

*

Le tatane impiegate per "rendere * ai capelb la loco sfumatera d'un
tengo, è magari per geoscurae boro delle sfumotere che non ebbero mai,
pocermrvamo dalla € > forse le loco progrictà mocive ? Non
timo è donna, ebbe a imparzize o quasi, dopo
Vano di tali * rigrenanoni *




è siugana se ge d'usi

Temavia, la passione «i sombente gionani, o, se non giovani per lo
meno d'un età un tantino infersore alla vera, non fece cuitare molte signore
è punte sulla lito chocma «questo pericoloso elinir.

Vesta la guerra... l'amportazione fu sopgrema.. Si vedono Snlias.
thee delle chovene che fanoca erano rimaste umpasstaà A fronse agli attea-
tuti del tempo È delle barbe, anche, che prima cstentavano un nero
drbazo o un bicado luminose, ri vanno. impolveranda.... aero!

Che si deve conchadeee? Che l'oconceia visti asmuadimente be spese
meperfine oppare che coloro che rimangono vegliano gruvare <he neo
debbono ad alcun favore apociale la permanenza bangi dial drcnte di bat:
tacha ?

se

Usa cartobma pustabe diustrata «he citenze grande socceno in Oiada,
he cperla che eaggresentara di palarzo dell'Aja. accompagnata da questa
miro

"Da vendere è F'afitarni in seguito a fallimento. Pieb servire da car
into © dh cinema

" lostallarmer luca, batte le comodatà moderne. Acqua ad ebetir nà

Por tutti gli schiariaenti rivolgeri a C_ apostelo della Pace *



Perchè le Antorità mditeri interdisesro le pubblicazione, mei giornal,
che Bollectmi metereobogii >

Foce li mugunone

Fia dalla ana entrata in territorio belga, lo Stato Maggiore germanico

i cui noa n potrà die che Some male crganirzato » sì oce segue

clagli amnronceni + metereclogia todenche + quali + mstallarono all'Oanrva
Verro belga da Uscio meraragionamente e<quapaggato

DI la grazie all'omervazone cella temperanara, chele cementi @ dei
venti, grazie al pallomiccnda che la motte sono lumini è «he goccio
rasree n ccnl Larpuetie, | tedeschi ataldleceso La duezione de vesti
fanno pervisioni per la semperatera, gpiungredo cunì a mattone. per
così dire, l'atmentora stessa im bono favore! Earn prevedo i tempa peo
vorî; santo è Soimone che TA siamperà d prorno seguente, che sulla
Lyo la meblia permenerà una serperna nelle prime ere.

E d pù Lello è che, con tasto ciù, emi aa ariano le vittoria

Così L'Istransigeoni & l'argi

s

Se la guerra ha camato covunque le più spaventose tragedie, ha pur
Lutto masorre quakibe sillio..

La decbema «i Sutberland ui era recata, insieme con alcene Dame
della Croce Roma inglese a Namur arsedata Ella non alduamionò la sua
ambalunza se non quando cuesta fu invasa culle fumano | tedeschi non
accomsentirono a lasciarla libera se non doge averli tenuta perponiera per
qualche tempo a Pruvellon

Il Maggiore Fia Corali, con la sua cosshotta sootia, si era attirato gli
aguard od avena fatto bamere il conse «dellla dectressa. Rorntista n ln
Ghdlerra, cina pimnaminò ad uno dei può congece titoli britanmi per rposase
è Londra, dl Lello € gierkmo maggiore
Ratrambia ripartinane quari soluto ger il fronte
Scnte di poluree, amami guacevolmente, è vero}



MI

CA legioni combattono la guerra commerciale, con la stessa calma
ostinata com la quale «omdeceno la bee guerra malitare

La pù grande dura «hi Losa per quasto comcerme gh arto di
aredogeria. ha neritto aci ume grande fabbrica Sviraera, mei sgumnti termnami

* Noi nen persiano cvedore nea ordine, come quello pansaloci, se
prima nom <i avrete favorite le seguenti i buarazione i Che la eperce radiosa
servirà per la vesti fabbrica Svizzera. Cho nem tedesco fa parte «el
poronale direttivo della vostra cas Che nessun capatale tedesco è impe
qnato nella vostra azienda *.

lo credo che ni fabbeicheranzo poche coslogi.. ingleri in lsvizzera. Ma
è non mi importa gran che

So egualmente, por asmmgio, che progeio n questo momento, O]
aunciaze « più, è giù. or di fakle



La me cmira

Dorme di R. Hoagt





{ CENT'ANNI DOPO IL

è

CONGRESSO DI VIENNA





Con una forma che la dice lenga sulle loro
Aperanze secrete, i giornali tedeschi, dor mesi fa,
i misero a parlate del centunesimo ansiverario
del Congremo di Vianna. Congreso che, d'altronde
non s'inziò, se non nell'Omobre del 1814. Quelli
che aggioneero delle diunirazioni ai loro articoli
fecero rivivere a tale progonsto, tuite le fgare di.
menin ale sorvinmi, mamintrà,
a

re ci tati dell'im

aa Framcesta, padre di
- © soviaso che,

per rorpamare gli altri in fatto
di tindimento e per guadagnaru
il titolo di cajo od Santa
Alleanza aveva coca sum
figlia al acre » Corsa *.

Abbuamo trtrovato Aleman-
do di Russia quale lo si vide
nella campagna del 2812, quando
cio aveva comaso di esere il
prssige amalale e snducente, per
tiuederi im una specie di moncmania ergogliosa.
pretedio della tragica nua £no,

Abbiamo contemplato d re Federico di Prumia,
d più brutale ed d pg@ metile dei caporab, sposo
riduolo e velelile della sola principena di cm si
quori la storia peumiana: la engine Lui

Vedemmno pure le gelide efigs dei diplomatici
L'allora.

NI primo fra butti » per intelligenza almeno - sm
i principe & Talleyrnd

Totti | peineipa, butti i miniadi h'egl avea
Moeweti è cor quali aveva Srattaso fa altri tempi se
bon come maestro, per lo meno cvne delegato del
macatto, egli ne È trovawa rimesti lì dinanri a sè;
da inferiori, però, eramo drvemati almeno vai pan
Fed vi lesingava pemevm di dominarl ancora, grazie
Alle sue mille risorse ed alla 1a potenza Tinango

lolatti riencì a sventare alcune Limo combinazioni.
4 limitare le ambizioni degli uni a deludere le voglie
dingli altri e a ritardare, infine, i benghi ammi la resuree-
noce di quella Condederazzioe prrmanica di cus Napo.
locme spezzò La stampo sestrinco, e di cui cpp è aecenta
Mo spezzare Li stampo prumano.

‘a ero, lamentandon sgh
mel vedere come la Promua fue
rappresentata al Comgresm de ee
plonaposenzaare, mentire le altre
potenze, pur a vendo parecchi inp-
prrseniantii nom disponevano <he
di un porta-voce, Matternich gli
rapose che Hardenberz esso
affeto da moechtà, aveva dovuto
farlo. TI ton l'inter.

Eh. trpicò d principe &

Talleyramd, se un 'informità costi.
tuisce un diritto, lo pare avrei
potuto farma aicompagnere.

E così Seendo, pecchiava la
mazza sulla sus gamba troppo

CER

Tit Congreme di

‘n rprendeado l'amegguereato grave. aggrunee
"n Signore di HMembold però, sarà mato, è vero?
pod Taluro è seeda...

L'iagldberra nen aveva meno di cinese delegati: Lied
Castininagh. il deca di Wellingioa, il conte Clincarty, d conte
Catbean e loed Stewart,

La Spagna aveva il cavaliere de Labendor.

La Feuncia, com Talleysand, era rupprrnentata del duca &
Dalbeng. del coste de la Tor du Pia e dal conte di Neale.

MI Portogallo aveva invizio d coste & Palmella, il
mgnece «a Sakdenhade Gama, il conte de Loto.

La Rumia, d conte de Nesselrodhe, d principe Kanomennki ed il
conte Stachelberg. La Svezia, d conte & Loeveshieim.

L'Austria, era naturalmente rappersontata chi principe Clemente & Met
ternbch, d quale assisteva di barone di W.

Fa denque. per 1 coletee miniero dell'imperatore Fratcesco, un co.
fetamento i carriera veramente srmazzonale d fuito di presiedere alle se
dute di un'amemblea intermarionale di tale importanza, per sugintrare la
vittona d'Esrepa sa Napoleone.

La vittoria d'Europa? Noc la vittoria & Metternkh1 DI principe, infatti era
pertemtamente convinto Taver abbattuto di nolo il cobra, Lo Zar aveva forse
Tistema pertena, per quanto con una mappure apparenza di tagionevolezza










lemma (cal quadro dbabeyì
Ue alte, di sinieira è dere:

Ledeono Feglino Î
Almento di Manna, Francoa Giamppe £






La alli Matera A, è cmtro Tallagrand.
® basso Nomotrode. + deter H'all'imgioa.

MettornicA, bel gentiboomo e mondizo smpecca.
bale, ni foce una grande fama d'uomo di Stato, fge-
ramdo come campucoe di tume le pudemte comservatraci
im un periodo ia cu tute le forte rivoluzionarie
® lberari erano incarmate dalla Francia

Egl fu, dal 1789 al 1830, prima come ufficiale,
pei come addetto alla Legazione, poi come amba-
sciatore a Parip ed info come
Misisiro degli Adari Esteri a
Vienna, il peù accanito degli av-
vermri della Francia

ln saguito fu, nei riguardi del
Re di Roma, divenato dea di
Rechesadi, d più vige e i più
pla

fome trattato mmpre di affari di
cancelleria — a favorire he depor.
tazon maccemive dell'impera
inve dei imncrri con un conte
Nebpperg cd en cavaliere di
Bomblle:, e, darante il Con
di Vienna di cui era cì
occupiamo, tdte la dingraria i albaruare, nom solo
la pena geolrena. sa la sas stema c catubidta ho
a commettere un atte iepaalitualele che dev'essere
feno regno al daprerzo della posterità.
Tosse le lettone che Napolrone dall'isola Tea
ledrinzara alla nposa — e [Dio na se ne nerina +
quanto fomero ràuccanti di tenerezza e strazmanti dh
dolore — tutte quelle lrdtere ferveo timense della
ipora infedele al mimintto compancente e Metirrmkh
le depone sul tavolo del Congresso. | rappresentanti
della Prisia + tutti quei loro colleghi <he non
si seniirono rivelare da tanta indelsiaterza. pote»
roso poderm pasblibe amente iporile erpamne mi rme.
Dopo d'aver trafugata la maglie al marito e rubato
dl Gglio al padre, [Europa enpprrsentata dal Prin.
cipe i Messernich, ni procarava un piacere nel
dedrare così, nel testo criginale, lo confidenze di.
sperate È un veso!...

i

Fa 2 25 settembre che limporziore di Rumia,
(I Re di Premia e la maggior parte degli altri 10-
vranà germanici facero il loro in.
qpueno solenne a Vienna.

Lo Zar che esa perventi»
vamente sceso al Cantello di



KIT di Preda, Loigi XVI,

premi uffcali del sio stase mag
muse è con la scorta «dei tratti
dell'imperniore d'Auntra. Î loro
capo eta È vecchio principe di
Ligse, 2 quale, dopo il sngno di
Caterina Il, abbe il grado è la
durerà di deb. marescralto ressa

Monire egli corner va mella
via di Vinnna, facendo mostra
è converare amabilmente col
principe Aleandro |, score im-
provenamente, di un lato della
via una fara che gh parve inte»
romante: ora un giovine, che, rolto in una vettara, a testa mode,
lo quandiva passare, attento, immobile, senza acclamare.

Guardate denque costui — dim'egli al capo dei
Irabuaiti — non si deebbe che abbia degli cochi d'aquda?

Ligne che non si trovava anal alla sprovubta. rigore.
facendo fare una pincesta al suo cavallo ed un'ondulazione
al nuo pennacchio

— Se, le vnte aquile, da sci mesi a questa parte,

dee sente.

Da quando i sovrani fecero il loro ingresso a Visnna, le
feste ni moltipiicarono : ni ebbero delle rerate di gala mei snanri, dei ball a Corte,
cacce, parate mullitari, mille piaceri, mule spettacoh. Tanto <he Lage, coo-
siderando la bentezza con la quale proseguivano i lnvori del Congreno e

a A e e Î Con
perno sin mercie..
E damni cesto a largo che terni) dall'isla d'Elba è Lise

seno mari, prima che tutti | I fossero finito.

Dovete emere ricominciato tutto sel 1815.

Quanto al promige dh Memtermah. decaduto da ogni potere nel 1848, «i
tpenne. undici ammi pe tas, dopo aver udito d rambo del cannone di Selleria

Così, qui dimenticato, npariva colui che ger un attimo era state
l'arbitro dEaropa.

*

Uk ameno sparito elvetico ha velgarirzato (ce n'era propro basogno)
ancora una volta l'aquila d'Hebenneliorn. Ne diamo «ue il saggo. L'e.
naico valatile, cano al nobile albero gencalogico della Geun Cana che vo
di. Aitila al Kroagriaz, è piuttosto in rbano, denque, nelle inirazzoni
del pattore svizzero, se al posto del mondo deve contrmiaiz dh un teschi











Conù lo senno è rapporsentato da una tibia mmana, © la amgia lagea
foncata è citata mella gioia del pasto. cardiaco, Lo stemma crete
è coperto dal patto della meutralità belga lecornto de un pugnale

Ea tutto porre. o governo indeco ? n po È sempe ciel groeno lun cine.

È

Un'iobesirtà medicina © che va prospernado «di guorno n guorno
è viale cresia srinptemente in un pome «i Francia

Us iedetrizle i buona volontà, raccolta una achira «hi ager mene»
Adlimaldi si è messo a fabbricare clmetsi a choodo. tensihe è lmtenà,
vendilili a possi relativamente medenti: fm «quakbe mene i compra
tori potamno dee Tare raccolti quelli oggriti selle rive della Mama è
dell'Yeert.
»

Un Destta ie Via Misatmare a Parigi afape all'ingresso del no
Genetio sparato | miello

ESTRAZIONE SENZA DOLORE

Lise 2 «fa Lee 2

N "pè raggorsentato da una enorme cosce soma. | clienti sbercat
dul minimo prezto siverrono, ma. giunto d quarto Lor «a Robot
sentono den cin un imefatebe sorrmo

— Perdona! cea 4 line! vede... 742

Lo sila è bella. degno dello spirito fruvinse.. ma costa dae lire.

vt

Foce qua una caraiteritica © todeschimima pabibbctò che può ese
memsuata Ga quorsti giorni nell Belgio Si tratta di wma data tedesca, cho













ZI Ma

44
ves "lanciano iano puri di Fuel, È di quetti drappeggia n nn
alterata ato che ma snapromanòì define se nea: ermanno, un r0tondette
saldato del Krongeias, ID simbolo ri completa con un copricapo da ml



dato belga nella testa chel douhe. Tomo queto va dul grotteno all'idota
è iraverto Duite le pascobigie di cattivo queto e di pervertimento, Ed è
prrmanica. l'irmmmente germanico. Nonchè degee d'plie Perch
come è moto | pellice ari giorni di gala, ni adornano deì più svariati
indumenti curegei ch'emi rintracciano nelle loro scorribanzhe fra he carovane
cieli che amaltazo. E tra d pellicoma e i selico

st

LYamericano (un popolo più cristiano «i Cristo, ponchè «iepo ese
mbdallo porge mon solo l'altra guancia ma choemande ninna «h neo averne
pronta una terra a portata & mano) continua a foomare la deluia dei
mostri giormi Siamogli grati. d'altia parte, cel pumtevade ciumeniva. l'amo
ricano danque, e l'appermdiameo chell'Adurerstine BVasl4 «A Lomndra, lancia
«n appello che vogliamo rierte più 0 meno integralmente. Sentite: " Sa
lutinmo l'occasione per motare, sim giù con un banale rparito i rpecala-
river, ma con ammo cdisenteremate, come, m questo perdo che ollre una
certa bberazione dislla cosstorrenza, la rivista «di merci non contengli
più nè prezzo nè qualtà. Abbiamo quid 2 demo ed d dovere di srmbere
de mesi amerionne sel | metodi americani in commencio i primi del merde
VO: feto of the world!

* havece di immotebriate la mestto amlzzzone
mell'accumealire riccherse e imenetodiszzne be
mostre ricchezne sieme, stalbiliame dei grandi
compensi. der prom an montrà rovurilà, alla mostra
abilità, alla mano d'opera è a tutto ciò che con-
come al Serevole meicenso del commercia. Mentre gli altri al
Lattono, inbirbiame! Mestre gli altri sono arcupati nel com
mercio cella meete, cucupiameni cet commercio della vita
mentre lEurega moldita + soci csenciti, mobalitiomo d mostre
senno comuni + È matr sparito i intcagormdnza è asmecdameo
i commercio del mondot_. *

Meldcase l vostro senso comane? Ah si, ger bacca, Eno
è lormidzde. Non certo quanto il vostro sensò morale...






Piomerck Gher all! La statua colossale del Cancelliere
& Foro, Memino 1 seco. comal alagrono del porto &
New-Yerk, cessituità a querlia moschino della LAenh

fra Shoeno,












segithi FAREI FLIP i
sj tisi ja 24î* lA] i ER
RR [gift Lig] sfetitoti ti
pis il ni Di LEE IR z isti Bi tp ati Hilitrio
iibg 33 HE piteh IR zZ si]: sf : i Hi sti
SME IO ci [A pola pie
a = dita i TI di 443
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Huest cli (E U(Gii SORDI, iti
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Lit} pi piopir Hit LR
9 CASI dritta g iagi tp!
dit: 3 [ti Hi] bj
pit sfl4a; “H Hit
\ n ilj i sii Laial jl i
ono fi
Z tti sputi Hi iti







Mo VAOVONS.

Ho trovato una lettera; è la lettera di una madre che non
oiò ciprissere i suoi sentimenti al figho che partiva. Cè in
cisa tutto l'ercinmo sacro di usa madre, Dice, la lettera:

Mio bene, figlio mio carissimo,

To sono quasi muta com te, perchè femo 0a di indebo
linti parlandoti, e di diminuire il fao coraggio, di cut seno fiera.

Pure il mio cuore è pieno, e mon vorrei che iu partisi
senza avere almeno una eco di tufto ciò che wbra in me, per fe.

Va figlio mio, mio caro, verso il dovere ed il sacrificio!
Porterai teco il mio sorrio e la mia benedizione.

Sa hravo, solfomsesso, paziente, in qualsari proca: è per
la nostra Italia! Non risparmiarle le tue forze.

Pure, nella misura del possibile, sii pradente. Non apor-
re inutilesente fo foa cita, non arrischiare inutilmente la tuo
salute; è per ned tutti che te lo chiedo

Si buono coi tue camerati, devoto verso i tuoi superiori;
compassionerole col nemico dbarmato: è dovere di umenità.

Ricordati di Dio ch'io pregherò tanto per te! Egli solo
è il giusto giudice e la Soa misericoedia è di tutti coloro che
la cercano con giustizia. Conserve queste poche lince, figlio
mio carlisimo, conservale come il testamento della mia tene-
rezza molemna. Posale ml tuo cuore e docemque, ed ogni
btante di inolamento, vi troceraî il hacko ch'io vi depesito.

Qui, in quest'ora solermne, io fl benedice dal profendo
dell'anima mia e ti domando, come damandal a Dio
mascesti, come glielo domando oggi. come glielo domanderò
sempre: che tu sia fedele a quella che fu la dica della
mia giovinezza; Dio, Patria, Famiglia e Dovere!

Vopebendo







UBOLDI PIETRO, Gerrate responsabile.
Corta delle Cara F. Del'Ome > Milne

Ditta M. GANZII

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ealro dr querra, è
lè: e A Ri

Un morto, ceri Lontano dalle trincee, x]

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di >



Ì è vero, ma sul suo campo. egualmente. La
\, guerra, lora che volge, avea in lui ride
y state energie d'altri teenage ed al palco sce
n come un fedele, onesto richismato era accono Quel
Vitaliano Lamberti ch'egli era già stato, nea mai raggrunto
per nobiltà di geito, per
sdegnoso superbo atteggzia-
mesto, ancora, per vuta
sua ha ripetuto, come un
giuramesto citsemo, lul-
tima savettiva. E la folla
si e rifatta common, e
le parole di cuore in cuore,
som passate, come una vol-
ta, come allora, come quan
do egli le scasd, seper
bamente. e parve una diar
na di guerra tanti asni
or sona
Anche voi, Flavio Andò, asche voi, ricordo glorioso della
icena nostra ve ne andate. Ma la mesnore asima nostra non
vi lascia del tutto partire, Qualche cosa dellla bella arte vostra
rimane. È questi giorni di attenta vigilia ci fanso riudire la
vostra voce



Stabilimento G, BR, VIRTUANI £ €, - MILANO.

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IL NOSTRO PROGRAMMA.

Poche parole al mostri nmici lettori: poche e sincere. Nos abbiamo
bisogno di far babenare degll specchletit, per g0itar rapidi bulema-
menti negli occhi, nè di mettere una mobile rese di Sace Intorno al
mostri bettori, per attrasti a moi - avelbeppati e presi da tale legna
mnevote Incantesimo, Na, Al nostri abbonarti oftriamo, prima di retto:
in Rivista, ed essa è tale done, por se stessa, che ci varrà 1 cortese
appozzio di quarti amazo Il mostro paese, ha lettura breve, rapida,
Galle morsetto clrettuole © grazione, senza pennacchi accademici e
antiche marsime; per quanti eci bengo arido andare, amano la sosta
sotto ad una fresca ombra, profumata di fiori.

Ma ai mostri abbonati, offriamo dell'attro, anche: offriamo us
Cono grazione: una cormice in sielii-argento finemente smattate.
ideata appositamente per cessi; è mn filee lavoro di eleganza e di
semplicità <be permette di conservare I ritratto dei fratello, Selle
sposo, del padre e del congimato, partito per ll campo.

Uno spazio apposito - come | lettori redranzo dal ciebé che
riprodeciamo sulla terra pagina della copertina - è riservato per
potervi segnare un pensiero mato nell'ora dell'attesa e che ® caro
lontano leggerà commono sé crgoglisso al sno ritoreo.

Tale grariosa cornice, del vabore di L. 30, compensa di già li
vadore dell'abbonamento e sarà uno del più bei ricordì delta guerra,
uno degli adornameinti più eleganti e più cari.

Promettiamo al nostri abbonati // Maro d'oro degli eroi che cos-
Berrà momi e biografie d'eroi mostri e di tuiti coloro che si saranno
distiati mella mobilitazione cîrile, industriale e benetica

Ogni abbosato avrà diritto di ucambdlare comunicazioni cos
gii altri abbomati, sia firmando, sia comuerrando l'ansalmo, se io
pretertuce

I prossimi numeri conterranzo modelli «i Indumenti per soldati
dl campo.







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Creeremo na distintivo speciale, dei quase peîraneò tregiaral gli

abbonati di Manco - Momo e Verde
| prossimi mumeri conterranno le "carte di guerra”.
Ogni abbonato potrà scriverci e vedere pubblicata la una tettera,
chè contenga qualche cosa d'interestante o richieda Qualche
chiarimento; le signore, specialmente, che fanno parte del comitati
di soccorso, di beneticenta e di preparazione, potranmo intrlare una
utile corrispondenta coi bettori lontani - indicare qualche ottima
proposta - ricevere splegarioni - notizie, ecc,

Tatti cosoro che manderanno articoli è fetogratie che possaso
Mnteressare ha mostra rivista - sesegrafie. sprclalmente, di soldati è
di valorosi caduti ani campo di battagila - troveranno nella novtra
riviata un incoraggiamento fraterno e saranno compensati det doro
Ravore, com'è consettedine.

Rinaco » Rosso e Verde bandirà - come | lettori avranso giù ve-
duto ln queste pagine + dei concorsi graziosi ed intercasanti, al quati
tetti petranzo concorrere.

fianco - Rosso + Verde conterrà, nei prossimi numeri, Impertanti
© dirette corrispondente tanto dal fronte italiano che dal fronte
francene, che ci verranno Inviate da redattori nostri straordimari!.

L'Abbosamento a Bianco - Mosio e Verde fino asa fine dell'anno
In corse è di L. 10, A fine d'anno tutti | nostri abbonati riceveranno
In devo un'elegante copertina artiutica, nella quale accogliere, n
volume, tetti | mumeri della rivîeta.

Che le nostre buone e sinsere lntenrioni ci valgano t'amicirta
delle gentili mostre lettrici e del cortesi moatri lettori: ambetria che
mon sarà Selma!

Mazouoritti e fotografie. raglia e tatto quanto concernente ha DI
rezbone e l'Amministrazione, dere cuvere Inviato all'indirizzo
Minaco » Rosso e Verde, in Via Melloni, 17» Mitaso



GN Editori.



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ProssEZZANIAZZA CEXEXZZZI

ronvise. DEI -sÌc-

CICLI DEI

PNEUS PIRELLI

ALLE OFFICINE

UMBERTO DEI

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CICLO na ITALIA -



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PeremreIaTtatEtTtovOreTIt*

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PREINMIFIZIZIZIZIIIZ}IOZNIlI:5 zizi: IIliiù:







Un premio del valore di Lire DIECI agli abbonati del ‘“ Bianco -Rosso e Verde,

LA CORNICE “BIANCO - ROSSO E VERDE,,.

Una data - un'epoca - un'epopea!

1914-1915: Molti sono gli oggetti già in circolazione, che,
in na moda e altro, rammenteranno megl asni venturi,
l'epopea nostra; pochi pero potranno riassemere già oggi
Fimportanza IR nostra Cornice Riance- Rosso e Verde,
RS entra senz'altro nel cuore degli avvenimenti, per cu-

come un piccolo trofeo dk anticipata - l'imagine
dei valorosi che ne partecipano - per rammentare incemante-
mente il loro grande compito di redenzione, per rendere più sacra
Fora dell'attesa, con Fingrandirla
anche nel silenzio - dove nom tuo- —-
na il cannone, dove la tromba non
squilla - ma dove cuori battono
ed anime si tendono amiose

aspettanti

La consacrazione del ri-
cordo,

La casa, tempio di affetti e di
memorie, la cara che ogg freme
tutta per il fremito de grandi
Miscnti, hem poteva mancare del
simbolo discreto, ma significati»
vo, modesto, ma affettuoso, che
racchiudesse sinteticamente tutto
lo sparito forte dell'ora grande
che volge

Un caro è partito per dl cam
po; combatte; lavora per A più
grande Destino d'itaba, per il
trionfo della Civiltà, per la Salute
dei popoli: lavora per la grande
Stona: la madre, la sposa, la
sorella. la fdanzata ne hanno in-
Borato il ritratto, ne hanno fatto
un altarino: la Poesia. La Cornice
Bianco - Raso e Verde com brevi
segni, lo racchiude, quel ritrazto,
nel grande quadro immortale: la
Stona.

Poesia e Storia. Un mazzo di
fori e la data fatica: augurio ed
omaggio.

Il palpito!

Il palpito del cuore che aspetta avrà riscontro nel pro-
fumo & quei Sori, sarà un merito verso quella Storia fummante
che der surmeri comacrano

Ogni palpito © ogni sguardo a quel ritratto di forte, stretto
nei segni di Patria e Civiltà, assurgera a più gri sagnifcato,
a più grande valore, a più grande amore: saranno la partecipa»
none silenziosa ed ansiosa ai grandi Fati che sì vaano compiendo.

Ogni palgito sarà d'ansia e d'attesa, sua sarà anche d'oe-
goglo, per la grande Speranza che quei segni rammentano;
per la grande Opera di Giustizia e ci Riscatto in cui il caro
combattente ha notzle parte.

Ogni palpito d'angoncia, nelle ceo di tristezza, trarrà con-
forto dalla solcanità mite e discreta di quel piccolo simbolo,
piccolo ma possente.

Temgso d'afetti e di messorse individuali, la casa diverrà
tempso sacro ad affetti più grandi. a più grandi messorie, a
più grandi amori.

==

(RI formato dalla corner è di cm 12017, cmedellio dapenitata)

ta glor -
bol, riunirl: nell'ombra dins della Casa, per fOpn - per

Mònito e conforto nell'ore stanche,

E se i giorni dell'attesa dell'anelante speranza sazanno
lunghi, lo aguardo andrà a posarsi su quel simbolo come su
& un viso amico, cui si sia sacrificato qualche cosa mobo,
per amore. Ed eso avrà un significato può grande, avrà un'e-
spressione supericte ad egni parola. Rammenterà che tanti e
tanti stanno lavorando a quella Storia che le due date 1914 1915
racchiadono, rammentera che la Storia è grande e che grande
dovra essere il sacribcio, perchè più grande ancora sarà il
Premio, che, vato, per le vie
della Storia, rientrerà in ognuno

moi © sarà trasmesso di padre
fm faglio, ricomsacrerà l'amore e la
pace per il valore e per ine
stanza dk tutti i valorosi d'oenì
uno per uno. Lo sguardo pen
soso ed orgoglicio si posera su
quel ritratto - e Fattesa sarà peù
Nata paù paziente - il sospiro paù

Pos un giorno, quando il caro
comballeste sara tornato
e contesto e veda il simbolo che
fu, nell'attesa, la vostra fede e il
vostro orgogho, sentirà compen-
rate in un aîtimo tutte le sue ore
di fatica © & sofferenza.

È quel ricordo che avra sa

tutti i fresmiti vostri, tetti i
remiti dell'ora i diverrà
sacro, diverrà cimelio olre il vo-
stro tempo, attraverso i tem
simbolo doke e glorioso Ti
nostra epopea



Poesia e Storia.

Tale l'opera dei nostri soldati
che sanno battersi u valorosamente
ed alternare alle fatiche campali,
drragarioni gaie, parentesi di poe-

il Domani - per sesigee!

*

La Cornice Phance - Rosso è Verde è anmai elegante, nella
uua semplicità

E in metallo se volte argentato e finemente smaltato
© cesellato ne colori italiani.

Il vessillo italamo stilizzato com al centro lo stemma sabaudo
sovrasta al ritratto del soldato e ai due lati del ritratto stesso
sono incise le due date: 1914-1915.

Nella parte inferiore in Mo appostamente incavalo, ove

essere collocata una cli seni otetta da un critallo,
Da famiglia può scrivere un enne il pensiero dei cuori che
sapettano, cnde rimanga per essi pegno di vittoria e di baona-
saga con come sara dolce pegno di affetti can per il felice
rex e



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RIVISTA ITALIANA QUINDICINALE.

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|
$ È

ni.
VIE a Srandeftrmataianca

Ca





Signora,

Sono io ancora, Signora, il piscolo italiano che già vi chiese ospitalità, ricordate? Il bimbo
dagli Edelweiss. Ma oggi, sono un po’ serio, perdonatemi. E quando i bambini sono serli fanno
pensare, è vero? Si preferisce vederli piangere. lo non piango, penso. Sapete, Signora, da quando
vi vidi l'ultima volta e vi baciai tanto le mani, vidi tante cose, oh quante! E mi pareva che i
miei occhi fossero troppo grandi - chè vedevano troppo; e troppo piccoli - chè non potevano vedere
tutto.... E il mio piccolo cuore ha molto palpitato....

Fui, sapete, in un grande ospedale dove i nostri feriti, i nostri malati, i nostri soldati, insomma,
quelli che hanno vista la guerra e che l'hanno fatta anche, la guerra, pensate! aspettano quieti
e sorridenti di tornare forti e bravi come prima.

Non mi rimane più che un solo Edelweiss, ecco, perchè li ho sparsi tutti su quei letti.... oh
com'erano felici, i soldati, se sapeste! Ridevano contenti, giulivi, come noi bambini, proprio come noi!
Era il saluto della grande alpe, quel fiore: per questo erano lieti di vederlo, di baciarlo, di carez-
zarlo, di ammirarlo! E baciarono tanto anche me, sapete! Mi scoccarono dei grossi bacioni, sulle
gote, così grossi che non li dimenticherò mai. Lo so, avrei dovuto baciare io loro, ma mi strin-
gevano così forte, così forte, che io non sapevo più sciogliermi e li lasciai fare...

E dopo, quando uscii dall'ospedale, volli entrare nelle case italiane, in quelle povere, signora
buona! E vidi, allora, dei bimbi senza un giocattolo, dei bimbi che non osavano più sorridere,
che narravano con gli occhi storie dolorose di babbi lontani, di mamme sofferenti, di focolari
spenti, di tristezze, Signora, voi mi capite, è vero? tristezze di ogni genere...

E vidi anche una mamma in abito nero.... ricordo come fosse ora... si avvicinò a me, si
chinò, sollevò un lembo della mia vestina e se lo portò agli occhi... e poi, vidi una fuce bella
nel suo sorriso...

E poi vidi anche una donna in un laboratorio, dove la musica allegra delle macchine da cucire
copre qualche singhiozzo, vidi una donna, in un angolo, quasi appartata dalle altre, che faceva le
maglie e, di tanto in tanto si portava il lavoro accanto al viso... lo credo che volesse, col suo
fiato, riscaldare ancor più quella lana, perchè forse immaginava che proprio quella dovesse toccare ad
un suo figlio.... O forse non aveva un figlio e lo faceva per amore. O forse, un figlio, l'aveva avuto...

Quante donne, quante donne vidi intente al lavoro per i soldati: donne e signore... tante,
tante, tante!

Avrei voluto vedervi tutte, belle Signore, dirvi tante cose buone e sante e semplici, come
le sanno dire i bambini alle loro mamme quando piangono...

Ora, ecco, vi porgo questo ultimo fiore, Signora: fu con me nel pio pellegrinaggio e vide
e intese: ponetelo sul vostro cuore, buona Signora, e ascoltate tutto quello ch'esso saprà dirvi, meglio
ch'io lo sappia, meglio ch'io lo possa...

Esso vide tutto c vi porta il saluto di tutta la gente che soffre e di tutta la gente che la-
vora per combattere il male e la tristezza: il saluto del medico che ofire la sua scienza, della
dama bianca che offre la sua pietà, delle donne che cuciono, degli uomini che studiano e lavo-
rano... € la mia preghiera, Signora!

Ho promesso a quei bimbi, a quelle mamme, anche il vostro soccorso, anche la vostra pietà,
anche il vostro amore, sempre più vivi, sempre più vigili, sempre più grandi,

E lo sapevo, io, che potevo promettere...

Arrivederci, Signora, buona Signora italiana, vedete? Ora sorrido e vi ringrazio... Come sono
contento! Permettete che vi baci ancora queste belle, queste buone mani, che ve le baci tanto!

lado Verde



II nostro più vivo ringraziamento bada a folte le
gentili persone che vollero favorirci del graditissimo loro
plazso ed incoraggiamento.

Dalle loro parole spira la pit cordiale sincerità; perciò
noî ne samo lasingafi e commossi.

Bianco - Rosso e Verde si propose di meritarsi sempre
più fatte le amicizie delle quali già si onora: il sso pro-
gramma vasto e ricco non sarà abaro di giobenta, di
audacia, di novità, di originalità. Non sarà abaro - in-
sorima - di quelle forze che sorfi nascendo: tutte le spie-
ghesà, ecco, buoni amici! E boi sisfegli sempre fedeli!



Si Ri n ui dle: pe
Bianco - Rosso e Verde non s/ smentirà! Giù vi offre
Gn dono simpatico ed elegante: legsete nella terza pa
gina di copertina. Troverete la descrizione della Cor
nice Bianco . Rosso e Verde, dono agli abbonati. e la
vedrele riprodotta in fac-simile.

Don! spirituali e doni.... tangibili, Bianco - Rosso
e Verde be ne farà sempre e a doi ne chiede uno solo:
amicizia!

Grazie ancora, amici, € biba l'Italia!

Bianco - Rosso e Verde.





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La risposta non deve superare le undici parole.
Alla risposta più originale e più suggestiva, il premio di Bianco - Rosso e Vere!

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: IL PRIMO CONCORSO DI “BIANCO - ROSSO E VERDE,,

100 LIRE IN ORO

alta migliore risposta che ci perverrà nom oltre Îl 30 Settembre, corrente anno, al seguente tema:
"“ Che cosa direste ad an bambino di Trieste, che aspetta lu redenzione della sua terra?



LA PICCOLA POSTA COI NOSTRI COLLABORATORI

Riccardo G. » Verena. — Tutto ciò che è vita, pensiero, «alta,
sarà gradino mosugre da [anco - Roure e Perde. Le fotograbe sono
qredeimmme. Corse delll'alboarmente. L'articoleato son ni sccarda con l'in-
Gole della nustra Rivinte. ora che Tunvese Letta ve me sacete persuaso voi
puor. Speriamo sustavia, cone grandi, ammi grandi, de voi Saluti condialimsimi.

Cie F4 SG, - Romea. Gonzie infinite l'articolo + per le
fotegrabe. Tutto gracitiamama, jarerà gina rie Cornia pere dell'abbo.
namento. mega.

Elda R . Cote. La novella sarebie locna ma non è più del
nostro sempe, peccato? irpernievi agli avermenenti alle com muove. Cons
delle buco» parele: mete dela! Cora pure dell'abbonamento e sabuti
aprir lama

Romane P.- Monna, Totti i giovani, tutti gli entueiaii nenti
coloro che hanno qualche cosa di nutro, di intoreante da dre, saranno
covalente accolti da Piane. Roo e Verde, venza peogiadui e renza
Mecrontà matematiche, Lavorsie con fede e con amore. La dateggrate ca
ranno grocditemae sempe, jaat he epende teli naturalmente Rqgerete sporto
Mastro fervormo si vostri ne ami vagabondi, scgurando loro, per nos,

buona villeggiatura. Voglaseci tese. Grazie dell'abbonamenso. Stoette d
mom.

$£ L S - Palermo, — Sarà gresbiinaina le vostra collaborazione
Ringiazionento npociale ia altra pure della Rivate, anche per voi Auger
Gum buose cose da voi. Grano dell'abbonamento. Saluti cordali

F. L. + Bologna Tutti i giovani serraso de Alianco - Risuno «
Udo cindmlmente incoraggiati Porvatevi dunque. menta tumori. Saluti al
mro-ufiziale che potrà mandarci qualche bella fotografa Aguri a lai ed
4 vee, Saleimeame ed embrumbi

fmma L. M. - Gocce
namento. Omaggi

LF. Coin G. P. - Carerto — S PL - Noel
G. Af. > Caltandvetta, 4.5 » Livorno. Leni a ste cere
nl Signor Romano P, di Monza: vale anche per voi. Saluti cordiali

Gioceme SL OR. Usnesia Proporta intrenmantiaziona: la sta
mamenando è mostro Deressee è vi mpuienberemo chrettamente quanto germa
Coscm dell'abbonamento. Salam condali

Lose D . Monincotini. Beona villeggiatura. ragnorina! È grane
della permise propaganda Ceuzie pure dell'abbonamento ce cè pervenne
dopo le vintra partenza da Napoli, consiché nen ve ne potemmo riagra»
baie rolisto. Omaggi eda

Crane. Laggereno. Grazie dell'abbo.

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3333339 )3IIIIIÌI) »IIIIIIIIII:IIIZIIIIIII 77333 30IIIIIDI

dI

IL CORRIERE DEI LETTORI
Abbumeo traumese le veste bose ente

marzo mastro + Gui vi promettiame cose mnper più belle + wa DI
Reso è Hande megee peù degno del grande nome che porta. Sadeti cori.

RAR: Frele, Certo E con che pinceret Dite pure alb
vostra guatie Signora che em sicettmmo qualunque mio, che mancdhamo
ingolare rorveta e trammetismoò iullo ni rimpettivi Comunati compenenta
Rengraramenti vivianemi è saluti cordoli

B. T.» Sampiredarena. Lasa) Ma ha bemuveneta, Ggu-
marci. Salle Alpi fa freddo © ponte serà qui È lredde di ii Mente:
teme tutto al Comitato che ne ne sncarica ed ansete la ricevuta regolare.
Non dimenticate + indicarci l'indiruro del vostre giovine tenente: gl
manderemo la Rivista al Sroate. Saloti enten condali.

(grin trae
Uelece per primmime medicazioni al fronte, anvete dal Dr. Corti. Venti
ma questi farzolert vennero fabbevcati gratuntamente delle: Società
De Angri. Or i durzoletti sono stesi trovasi grovradenziali e i soldati

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di EtTORE DANIELI

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4 ddIITItITTIIIITIIITIIIIIIIIIIIII 3IIIII SII IITTT TITTI III

sone gesù ventindla.. Chui nen si tratterebbe procimamente di luvorare,
ma di comuorrere com loss Vi toniemo informata di tato x «he si darà
la proposto. Cole è nane. Onequi

Aldo RR - Rovigo. Siete um hel tipo! Nom vi amenzite mai ve
ne mamo gratasimi! Ceune dell’ » Come anvete letto guù sa,
hu copertina è di Locazo Rame. Conzie anche per lui dille bocne parele.
Sempre avanti nevvero? Alla seintsta parte della vostra Lettera, nepio-
deremo quanto pruma, direttamente. Sabot e scagnari

Crus degli abbonamenti Vi pae È cricevmierto il iumto degli Edelmesas ?
Ma. peri diutnit Se ci penare bone, forse. <hisà che mon rammennate
Noi mamo lngati dal segreto , Miti persniameo asetarvi. Abbiate è
puù affetteori nabati da tutta la Fameglia » Sonco « Ronso e Vende! Pio
qurninle semper muovi amici e vos stasevì bene. Viva Pitala!

Roveto VW » Tareiso. — Mauica, volete? E chi so! Ne parleremo.
Non promettiame e son delodumo: perderiaza Le sorprere, Saluti a Cldo
"apuani soldato" e nalutoni cari a vor

Id. £ » Roma. — Crazie dell'abbonamento + delle buone parole,
Il vostro derederio intorno a "La pubblicità + la gurera * l'abbiano pas-
susa al msiro Direttore ed atbenmo agguato una luna parcla: «permane
che pome tsvense i mode di accontentarsi. Seluti cordialmima. da



ANNO 1, . N 3. _UNA LIRA 15 AGOSTO 1915.

VILIZDIZALI del” 51 4



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— > do * -_ 1-4». --— —— <.__——__.
Visioni di bontà e di pace accanto alla guerra.





la

Bianca, lieve, sflcaziosa: un'armata d'angeli, si direbbe.
gta che non ha suoni di trombe, mè rnelli di tam
t silenzio, amore, pace. Che non ha nemici, nè odi,
nè vendette: ma quiete, pietà, perdono,

E passa leggera, la un fruscio come d'ale, in un biancore

come di bontà diffusa su quei blancore, su quel passaggio,
su:quella schiera di piccole croci fiammanti, ss quella insc-
gna d'umanità - per tutto ll male che travaglia il mondo,
f tutta l'immane discordia che ne travolse le leggi.
È un'omda possente di bone che cerca di avvolgere in una
nostalgica carezza di pace tutte le sofferenze. Ed è una car
terza sovramana perchè prima di consacrarsi a tutte le altre
sofferenze deve dimenticare Ra propria.

Se le guerre dovessero essere decise da doane, guerre
ss sc n'avecbbe mai. Ma si domandi alla donna ll sacri»
ficîo: cssa è sempre pronta. Vi è già pecparata inconscia
stente, istintivamente, come per un'ora che debba suonare
presto è tardi. È quando quell'ora suona essa l'accoglie, con
sà sospiro, ma senza esitazione, È l'ercismo silenzioso che si
mute di sè; è ll valore che si vela di dolcezza e di silenzio

La Patria, musa Patria più grande ha chiesto alla donna
un soldato. Essa che, con l'offerta del figiso ha offerta la sua
vita stessa e più che la sua vita, ha risposto: eccolo.
L'appello deîl'umanità, del dolore, dell'amore le è giunto

t sccrcto del cuore In pochi palpiti, le ha detto il mate
che esiste, Il bene che potrebbe fare, Essa ha risposto: Vengo.

Ed ha varcata la soglia della casa quicta, ha mutato veste,
vita, pensieri, ha prosa la via degli ospedali pronta, serena
Unico bagaglio, essa ha portato seco: il cuore, piccota face
afdente di carità, Il cuore e un'anima muova, più forte, Così,
sì avventura mella nuova vîta che triste, forse più triste di
quamo avrebbe potuto immaginare c che le farebbe piangere
tutic he sue lagrime se spo dovere non fosse quello di sor-
ridere, di essere forte, più di se stessa, più di tutti | mali, più
della morte, pia dama bianca, sibenziosa, coraggiosa, eroica!

La sua vita scorre tutta cemai nelle corsie dell'ospedale:
linî blanciil, bende leggere, fronti che scottano per febbre,











la gramdio Alrmalla



lamenti di dolore, voci deboli di
paoi giomi, le suc notti

N suo presso? Un m
piccolo bagaglio e se ne va verso la
quale ella lo ha accompagnato cos
fata della nuova speranza della vita nuora, E, per emo che
va. un altro che arriva: muovi mali, nuove speranze, nuove
angosce, nuova lotta, nuove vittorie

O% le sebilimi quiete, ridemi vittorie della dama bianca?!
Così, discretamente, dietro uma cortina: vederlo allomtanarsi
à passo di gioia, quello che fu l'ansia di tante ore, vederto
dlicatamarsi verso la nuova vita, che gli pare pià dolce, che
lo întbria di giola, tanto che non sa dire un ringraziamento,
una parola.... sì volta, sorride: addio, signora bianca, addio!
È tornato il tempo delle Fate?

E lla Fata riprende Ra vita del capezzale, con lo stesso
amore, con la stessa speranzà: por tutte le madri aspettanti
d'italia, per gettar rose a fasci, rose di nuove speranze e di
sorrisi sui destini, sulle genti d'Italia, perchè dall'Alpe in
armi alla Regcia, dalla casorma alla corsia è tutto un destino
che si va tessendo, Perchè dietro ogni viso pallido di ma»
lato ella sente la presenza ansiosa di usa madre c lm quella
madre sente sc stcssa: così ella vorrebbe che si facesse per
îl figlio suo, così fa, senza esitazione e con tutta l'amdma,
per quello di tante madri sconosciute nel volto, nom nel cuore

E domani, quando la pace sarà tornata ncl mondo, quando
il destiso atteso sì sarà compégto, quando l'ultimo malato
si allontanerà dall'ospitale corsia, ella riprenderà le sme vesti
e torserà alla sua casa con quel suo piccolo bagagiio col
quale era partita, quieta sertna, come geando parti

E ci sarà forse qualche sorriso di meno sulle labbra €
qualche sospiro di più mel suo cuore: i sorrisi etka li avrà
sparsi su tante anime note ed ipsote, È sospàri sarammo que ti
che avrà raccolti, unbco premio, fra le sofierenze alle quali
avrà prodigate tutte le sue copre e tutte le sue carezze pictos

Pia Dama blanca, silenziosa, coraggiosa, eroica!

Stelio,

mà speranza - cecco i



ato che si alza, cè iprende Îl sso
a vita, incontro alla

me, cessa cile fu la



















Li LIBERATORI.







(ara (i ed



e ie















Lo

Apets quien l'eut couché dana lea draps, ce petit,
Dir-neuf ans tout 20 gius: c'étaît un volontalre,

Comme un bibi qui ne retourne duna soo Di
Paresscusement et temdre Ul se latina faire,

Border, sangler.... Mala quand tout À coup il sentit

Que c'italt veai, blea vral, que c'étalt blen vm i,

Ùl fondit en sangiots entrecongés, atrocri,

Avec cette grimace alfeeuse qu'ont les gomer.

Ul répétalti + C'est boo, c'est bon... Dicu que c'est bon!»
latarissablement, mata de quelle lacco!

Puls d'une expecsalon ml-trlite, mad-ravie:

« Et ce serait he jour le pius beau de ma vie

D J'avals d còté de mol... «lle.... maman... »

Alora il renfcuit sa ite obultisément

Ei se repeit À marmire durant des bosnes

Sana arréter: « Je weuwx ristemani... Je veux snamanl..»
Et c'est plus triste encore quand c'est l' bemme qui pirure
Et que c'est, près de fut, la Somane qui scvrit!

A lu Ro, progreessivement, Il a eadeemit....

To ke autres, publio gapod, potik facile,

En dcoutant ce mat qui sortalt de ce lit,

Repardabent, frement, l'ombre, dans leur asile,
Moater.... La piaîote atlalt toufoues n'aBialbilzzant.



- o

anlori c guerra,

HENRY BATAILLE

In questa rubrica dei 1 Canlori di guerra 1 saranno
offerti ai Lettori è canti del più grandi poetî latini.

Nè vogliamo lascior pasmare l'occasione di questo nu-
mero dedicato particolarmente alle carie manifestazioni di
Bontà e di mobilitazione civile, senza offrir loro questo
ispiratizsimo e forte canto di Herwy Bataille.

Henry Batoille, lo squisito poeta francese, dal verso
possente e dall'anima profonda, che sa trarre dalla pe-
rola il sogno e dal sogno l'epopea, il drammaturgo dalla
psicologia cca, che sa indagare e rendere tutti i segreti
dell'antema umana, non ha bisogno di essere presentato.

E i Lettori ci saranno certamente grati del dono squi-
sito di poesia e di umandià che loro offriamo.

G.-R. I

Us seul, le piu dpi, je croù bien, segarndalt
D'un regard plus farouhe et presque mensgant,
Avec de la rancorer, — mie un rire mauvali....
Mais je se voului pas savole ce qui avalti
Car je venats de Ure au fond de sa peniée.

e - deta O R

Oui, ce fut bien celà la phrase prosoncée

Par tous ceux qui sont morts vue bs chamgs du carnage,
Pas la phrase, le cri — f’unique met, le seul! -
L'élao ociginel: et, quelque fut leve Age,

On me dit que ce mot leur norvit de Maceul.

Tu peux les plalodre, ami! Mourir alal, c'eit plus
Que moorir!,.. Et pourtant l'heereve La piu amtre
N'est par de sen aller sani que virane une mire.
Riserve ta pitùd, sl tu te sens ‘mu,

Poor va sonnmet piu haut ct plus aride caccre!
Scoge, scage, petle, aux autecs, aux soldeta,
Vieux ca Senner, mai: que disbirita le soet,
Couchéa épalerment par la four der combati,

Qui, dins l'isspuirion dernitre de la met,

Ont appelé leur more, — et qui n'en avaient pas!

HENRY BATAILLE,







Occhi che frugano.... Anime che fremono.







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Ted Hajtti ti

ZONA DI GUERRA







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IL COLONNELLO MENSINGHER.

Così udimmo marrare dagli ufficiali che erano con hai nel
giomo del fatto glorioso, così ndimmo dal soldati del suo
reggimento che nell'impresa lo segutrono come un soi uomo,
sicuri con al della vittoria, con creca fede mel suo avvedeto
coraggio, nella sua bell'anima di soldato.

Sì trovava ll tenente colonnello Mensingher alla testa
del suoi uomini, tra le lince più avanzate, quando gli venne
dal Comando Sepremo l'ordine di portarsi innanzi col suo
reggimento, per la conquista di una importantissima posi.
zione nemica. Ambita missione, oltrestodo difficile per la
natura del suolo © per il Soresidabile sistema di trimcera»
mento che proteggeva il nemico,

Non cl dilungheremo in particolari: essi saranno chiariti
in radbosissima luce a guerra finita, quando la storia dirà a
gran voce | nomi del nostri innumerevoli eroi. Cì basti ora
dire che poche ore dopo l'inizio dell'impresa, il nemico era
cacciato lontano, la trincca espugnata in tutta la nua cssen-
, © l'altura dombsante \l terreno della vittoria occupata
stabilmente dalle nostre truppe. ll gran numero dei morti
lasciati sul terreno, quello dei prigionberi, c il molto mate-
riale abbandonato dal nemico attestavaso la gravità delle
perdite da esso subite, cd erano In pari tempo indice del
magesifico stancio e dell’'ardore irretrenabile dei nostri

Finita la ssagnifica lotta, sulle teste dei vittoriosi venne
alzato È tricolore, mentre mille e mille mani agitanti le ancor
roventi canne ed il glorioso acciaio si tendevano verso di
esso in un impeto di gioia frezetica. Il colonnello Mensingier
volle por sè Îl supecmo onore: strappata la bandiera dalle
mani dell'aiutante, alto levando il fatidico evviva, una ec due
volte la spiegò al suovo vesto d'italia, ritto quel prode nella
bella, forte persona sagli spalti conquistati col generoso sangue.

Così due prodettiti nemici lo colsero, e l'uno c Naltro
in fronte,

I suol soldati lo videro cadere d'un pezzo, traendo con
sÈ, a terra, la bandiera che sm istante prima aveva volta al
cleto. SÌ slanciarono: tardi!

Molti piansero: l'avevamo amato come padre. Pochi vi-
dero sulla sua booca, con l'ultimo soffio di vita, un anclito
fuggevole, un guizzo rapido, che le labbra non potevano ren-
dere. Ma gil occhi alutarono, gii occhi fatti più grandi dis-
sero, nell'istame subitme della trassfigurazione, l'augurio,
l'evviva, l'addio. Gli occhi videro la patria fatta pò grande
© la salutarono nella awova lince.

Noi sagpizzio quel saluto, noi abbiamo raccolto quella
voce: il soldato d'Italia muore così.









IL SINDACO CALDARA,

Queste pagine che voglio fermare tetto quasto mell'ora
storica sì svolge nel mostro paese, sì onoraso di segsare il
nome di Emilio Caldara.

Proclamò ieri - sosiplice e sincero: + cittadini, sokdati,
noi vî giurfamo che penseremo al figli vostri...» Esortò, sot
lecito è fiero « .... Cittadin che resfafe, imiteri a moi nell'opera
di concorde aluto € di umani mobilitazione cirile..... » Per le
xie di Milano sostarono | cittadini commossi, alle parote
sincere e forti. Era nom già la solita voce solenne di circo»
stanza che scandisce a suon di grosse frasi, | Imoghi comuni
del patriottismo appsccicato ai muri. ra la promessa dell'uomo
sincero, la parola breeoma dell'amico. Ed Emilio Caldara serba
fede alla parola data, Milano îndestre operosa benefica, che lo
rolle primo cittadino, bo vede oggi, fhera, all'opera civile, primo
soldato, E d'iatorso, gli sì stringoso, nella grande opera
fraterna, mossîni di ogni Sede, cittadini di ogni rango. Perchè
le menti ed i cuori, caduta, per virtà di patria, ogai bar.
rierà, oggi in una sola mente, in un cuore solo si ritrovano
© si temprano

L'ora tutti ci affratella. L'ideale, che è uno e santo,
conosce partiti, E coloro che per questa idea vanno a » vin-
cere o morìfe » sono sacri, E per le madri, per le spose
per | figiò che restano ad attendere, sia men triste c mes
dura la dipartita del loro soldato. Le case, vuote del-
l'uomo, non abblan lacrime. Manchi ll meno ché può. E
da per tutto sì vigili, e sì accorra, e sì provveda. E per
ì bravi figliuolî lontani sì pessi a tutto quanto loro possa
occorrere,

Questa opera santa di preparazione, di previsione, di uma-
nità, Ba trovato e trova nel Sisdaco Cabdara, un esecutore
meraviglioso, Lo si vede in questi giorsi un po” da per tutto:
ove c'è un ospedale da allestire, ove si lavora per inde-
menti, ove Serve il Ravoro della costruzione di protettili, ove
sì Installa un posto di soccorso, ove sì provvede a possibili



e0e







sorprese acrece, ove insomma occorra l'opera c la parola e
l'ausilio del primo cittadino della città nostra, della grasde
città nostra, ove le più grandi e più sorti energie d'Italia si
raccolgono c sì tendono nelle storiche giornate che andiamo
rivendo.

Domani, guando il mostro dovere di fronte alta storia €
di fronte ai figli nostri sarà comgiuto, quando Ra missione
cui dinanzi al mondo ci acciagemeso sarà assolta, |l nome
di Emilio Caldara sindaco di Milano mell'ora più grande che
dal "48 ad oggi la Città abbia vissuto, resti incîso sel ri-
conto di quanti hanno animo grato c memore cu







L'Impero Britannico ha celelato l'anniversario
della grande goerta con le più patriottiche mani-
Foetazioni "Gò che abbiamo fatto finora — ha



cosa in ccafronto a quello che faremo.

E, in verità, quand'asche potessero in ogni
modo deciderii le sorti della guerra franco-tedesca
e della guerra ruso-tedesca il conflitto fra Inghilterra e Ger
mania non potrà in altro modo cessare che con la sconfitta
defiitiva dell'imperialismo tedesca.

La parte che l' mne i enti fron
lotta che è spec la
SDA N E ssi le rese E E SE
mercantile tedesca ha osato di navigare. Il commercio degli
Imperi centrali si è arrestato di colpo. Certo la Germania era

il suo popolo si è tanto ca-
I Spe i resistere alle sempre
crescenti difficoltà economiche. Ma quanto potrà resistere
ancora?

AI blocco inglese la marina tedesca ha voluto contrapporre






SAI

detto Balfoer in en magniico discorso — è poca QI PTASE-0



l'infame guerra con i sommergibik, ed ha afose
dato paroscafi cc acanto Ellen N
una ragionata ferocia raccapricciante. E

per dimostrare al mondo quanto inefficace
na linumano mezzo di lena, pubblica ogni set
timana il numero di percicafi commerciali che sono



TRO arrivati mei asoi ti ©, partiti cla questi, sono
4 salvi a d con
qeello dei piroscafi silurati se ne ricava una percentuale irri»
seria: spasso meno dellno per mille.

a tutti i cati abbattere l'egemonia tedesca, abbat-
torta in modo che mei più l'avvenire la Germania possa
Inietaliona tenia ih a ae ci olio i pe

i ripara ia pani prg aa
Betannico che con una compattezza

dell'Impero

io mirabili in tutto il suo territorio, fin nelle peù

lontane colonie, è deciso a lottare sino in fondo, sicuro della
suo

pEr ente 8 prù glia per

speciale





.. ® mentre la donna cuce, l'somo pensa: l'uceso ch'è ri-
masto per vegliare sugli assenti e sui partenti, sui rimasti e sui

reduci la
port cage ngi ma PRES dolorosa del primo sangwe che

sgorga copioso da ferite senza cure nel tumalto, nella
confussone - e creò la benda dalle applicazioni, che ogni
soldato peò recar seco e facilmente.

ren ni e STR
tuitamente, sollecitamente. Per i 1 Per i soldatit Per

moltitudine di gente nostra oe

ette abbandonare tutto quel che costituiva la usa vita di
ien e che non può emere abbandonata da noi, neanche per
un istante - che nom pò cere abiniblenalo AL ai Ds
<'$ fia guaalo © piccola che mos abbia i devaro a È de

Perche debbono cmere alleviate in ogni modo possibile, le
ai NR oceclenza - iono il

do ha un
di pace, pei =

Perciò pie mani raccolsero il necemario per inviare pacchi,
pacchi © pacchi di sigari, di sigarette ai soldati che combattono.

guerra, gli sì come

su di una pellicola cisematograSca. Perchè, la sua vita, il sol-
dato, dalla trincea, la nivede tutta!

— Guarda, L'amrei detto allora,

Una fumatina fa bene : raccoglie. rincuora, concilia. Così diceva
en soldato dopo aver vantati i meriti della sua merca di

La sua morosa di trincea, nom

lo abbandona mai, né di notte, nè

za pari. Con altro some. la mo»
rasa di trincea, sarebbe il fucile.
Così, come la fiumatina è un
poco di cinematografo.

Poi c'è i peccato di gola
che pie mani vollero incorag-
giare! E subito cominciarono
a purtire per il fronte, ciocco

latta, dolci, frutta, ghiottomerse

Furono quelle stesse poe ma-
ni che, pae dai rigori
presenti Alpe e dai pros
uma invernali, ri hedero a
race lane e a confezionare
o «o

Per i ? Por i soldati
mostri! Non li avete visti par
sr pomenti masse grigio.ver-

di al suono clettrizzante delle



Ue gruppo di Membl di meo del fanti « nidi»
tafitaito, questo, de amo geetile signora emorima.

al fronte, dove, se le sorprese nom mancano, di dela però,
nom ve n'ha molte... Il pacco del soldato,

Un soldato è chiamato d'en tratto; sbuca fuori da
I e a AI fronte
tutto ha impeto; è la forma.

Ol Pes! 31 Un bistaa per es he l'endise di comegnalo
a te, ma non ha indirizzo.

= Ed è mio? Proprio mio) Per med

Anche una Rentelize Strike, festa i fronte,
iii ea fe manie See adi ma 1E del. più

dalai ali pasa mal giungo. al feat.
l'interno!

N soldato si accoccola sopra un cappotto, non suo magari,
guarda attorso, ride; ride come un conquistatore. C'era qual.
ceno, sa lulia, che pemava a lui, mentre... ch quei giorni,
che ibile! mentre egli stava per passare la fron-
tiera.... noe vecchia d'Italia che era già stata varcata,
ma quella sua modesta vita personale. Che peccato se
non fosse rimasto di qua da quella froatsera! Ecco, lo apre,
il pacco improvvisato. C'e solta roba, dentro! Cioccolatta, dolci,
ruechero, caffe, bacca... sigari, cartoline Mustrate_. chi manda?
chi manda) Il soldato guarda attorno, inervoga i, compagni. i
cappotti, i fue Rasa spend parco,
ecco, c'è una la volta, la rivolta, cercando ansiosa
i un nome ch'egli nom in-
tese mai. No! Lo giura a tutti i compagni presenti sua
azien atei’ vs pasisczone. Tui. lan pa
role che precedono quella firma sconosciuta:

" Viva l'Italia e vivi fu, sono e glorioso! *
"Lia salino qualengoe el quele invisro! ana
parole, perchè egli le nenbi come ama relipaio nocne.*
Allora, il soldato che avera appena fale di dh
tasta nella bisaccia, pr cca fatt
ma... quelle parole... quella bontà
d'affetto... Te n
arto
poi va a he una tosbte, tasca è ua c:
subito sia a nel her

la rì
hano qualanque, ira feta podio
lettera sospirata d'amore. È poi comincia a rosicchiare e a far
tossochiare quella buona ciocco-
latta italiana, mentre, come per ef-
fetto di ua bellissimo arcobaleno,
negli sci imumiditi toma a ri
vivo dei sorrisi...
No! plagio pet
Non sono soli! Tutta la Nazione
ki segue! E. hi segue anche chi nom
conobbe l'emozione di un distac-
co e ki segue col pensiero e con

l'opera anche la madre che non
ebbe un figlio da offrire, tuti
seguono - = segarh!

E noi baciamo quelle mani,
tutte, che cuciono, che farciano,
che porgono il ristoro, che caser:
zano, che noa tesiono le doloro»

forti fatsche, baciamo quelle ma

ni vostre nervese e posenti, cca

ficenoscenra profonda; - rive
baciamo.

tentemente -
sorella Maria.



Nell'agosto dei 1913 wa grande rivista francese mandava
nei Belgio un suo collaboratore, Eugene Tardice, incarica
dolo di un'inchiesta intorno al
sentimenti, alle impressioni, al
programma di questo paese di
fronte alle manifestazioni peoro-
catrici della stampa pangorsa-
nista di Berlino che facevano
prevedere assai probabile sc
non immediatamente prossima
una guerra tra la Germania e
la Francia,

Oggi, giusto dopo un anno
dallo scoppio del grande con-
fitto, dopo un anno dall'inva-
sione del piccolo lndestre stato
neutrale, quell’inchiesta che ci
capita sotto gii cochi ci appare
un documento di importanza
notevole, Le dichiarazioni che
Il Barone de Broqueville, pre-
sidente del Consiglio e Mini
stro della Guerra del Belgio
cbbe a fare al giornalista fras-
cese un asso prima della con-
Magrazione, servono mirabil-
mente a testimoniare dell'asso-
luta lealtà belga in rapporto al
reochio odio fra i dee grandi
stati vicini &d a smentire ta
lune di quelle affermazioni a
mezzo delle quali | tedeschi cer-
cano ancora di glustiticare la
loro condotta contraria alle noe-
me di tutti 4 trattati.

st

— Che così farebbe | Bel-
gio, signor presidente, se do-
mani scoppiasse la gwerrà tra
la Francia c la Oermania?

SÌ mettorebbe Immediata»
mense in grado di respingere
l’invasore che tentasse di var-
care la sua frontiera — rispose
senza esttare fl ministro.

Secondo l'opisione gene
rale, quest'iavasore soa po-
trebbe essere che la Germania?

- È probabile. Ma, intanto,
se fosse le Francia il nostro do-
nere sarchbe lo sfesso....

— Si è molto partito di ea
attacco improvviso e si è detto
che i tedeschi avrebbero il tem-

> di attraversare Il Lussem»

go Belga e raggiungere ta
frontietà francese prima che voi
foste in grado di opporvi....

— lo ho sem pensato — disse il Barese Broqueville

che nol dobbiamo essere in grado di mobilitare per i
primi, ma so bene che in realtà fe cose non andrebbero così
svelte come si vuol credere. Il nostro servizio di informa
zioni ci farebbe conoscere È preparativi dei nostri vicini.
lsoltre credo che non sia assolutamente ladispensabile pre-
sentarci di fronte contro l'eventuale invasore. Se un'armata
belga di 200.000 uomini può attaccare ll Manco di quel bel-
Rigeranio che traversasso il sad del Beiglo, questo esiterà pro»
babilmente a intrapresero tale mossa che, Invece di facili»
are la sua azione non potrebbe che compiicaria.

“ Unanno
un anno dopo



rIMaz

— Ecco dunque il Belgio, signor presidente, colnvolto nella
* prossima guerra», Violerà da se stesso la sua neutralità?

— La neutralità det Belgio
che data dal trattati del ID
non ci proibisce di difendere
con le armi l'Iinviolabilità del
nostro territorio che ci è garan
tita lm teoria da quei trattati
medesimi. L'amicizia che co-
stantemente ci dimostraso la
Francia, l’inghilterra e la Ger-
mania c che si è ancora asMer-
mata in recenti occasioni ci
proibisce di sospettare delle
loro inteazioni a nostro riguar-
do, Ma non possiamo non tener
conto delle disposizioni strate»
Riche prese nelle regioni vicine
alle nostre frontiere, disposizio»
ni che indicano come si preveda
un'aggressione dell'avversario
attraverso li Belgio. Noi abbia»
mo vissato lungamente con una
concezione della nostra neutra.
lità che lasciava, alle mazioni
che se ne fecero garanti, la re-

msabilità della garanzia ©
che ci vietava di contrarre al-
leanze, di catrare in qualsiasi
gruppo di nazioni, Si sa oggi
Che | trattati non hasso sempre
la forza efficiente che si ettribui-
se loro,

sa

La violazione preveduta dei
trattati avvenne appena un an-
no dopo di questa intervista.
Ormai è passato va altro asno
da quando il Belgio fu in-
vaso, straziato, distretto. L'in-
Yasoec sta ancora lì, sul terri-
torio vielato, su cuì fa gravare
tutto l'infame peso della sua
feroce bestialità. L'esercito bel
ga che ha dato il più luminoso
esosgio di erolsmo a tutto il
mondo civile è ridotto a poche
migtiata di vomini. Ma questi sì
battono ancora con slancio €
con fede. Essi che odiano oggi
| tedeschi di un odio così in-
fenso che nessena espressione
potrebbe rendere csattamente,
neasche prima li amavano.

Lo stesso Tardieu, lascia=-
do il Belgio dopo la sua is-
chiesta, conversava mel treno
con un sottetficîabe delle Guide,

— la Francia — cglì dicera — abbiamo motti afficiali e
soldati che hasso visto ll fsoco, che hanno fatto la guerra
nelle Cotosse. lo stesso, al Marocco, ho sentito fisciriare le

Jhe.
f Ch è bello, signore — rispondeva fl sottufficlate.
Anch'io sarei felice di fare la guerra.

Ma vol non avete nembci.... Nessuno vi attaccherà....

Chi bo sa? Noi probabilmente dovremo respingere |
tedeschi se si permetteranno di passare la nostra frontsera....
Nolaltri belgi, signore, non amiamo molto | tedeschi, sap-
piatelo....



st
x
C
r
a)
2
a

















I volontari ciclisti sulle vie della nuova Patria. I profughi sulle vie della Patria antica.

RELIGIONE E PATRIA!

I Sacerdoti, al campo, fraternizzano coi soldati, ne
dividono la vîta aspra, li confortamo, lì incoraggiamo
Sulle bandiere della Libertà, aleggia ancora ll vec

chio motto crolkco: Religione c Patria!



Fraternità socra,









Altare da campo. Freternità pietosa





{ CENT'ANNI DOPO IL

è

CONGRESSO DI VIENNA





Con una forma che la dice lenga sulle loro
Aperanze secrete, i giornali tedeschi, dor mesi fa,
i misero a parlate del centunesimo ansiverario
del Congremo di Vianna. Congreso che, d'altronde
non s'inziò, se non nell'Omobre del 1814. Quelli
che aggioneero delle diunirazioni ai loro articoli
fecero rivivere a tale progonsto, tuite le fgare di.
menin ale sorvinmi, mamintrà,
a

re ci tati dell'im

aa Framcesta, padre di
- © soviaso che,

per rorpamare gli altri in fatto
di tindimento e per guadagnaru
il titolo di cajo od Santa
Alleanza aveva coca sum
figlia al acre » Corsa *.

Abbuamo trtrovato Aleman-
do di Russia quale lo si vide
nella campagna del 2812, quando
cio aveva comaso di esere il
prssige amalale e snducente, per
tiuederi im una specie di moncmania ergogliosa.
pretedio della tragica nua £no,

Abbiamo contemplato d re Federico di Prumia,
d più brutale ed d pg@ metile dei caporab, sposo
riduolo e velelile della sola principena di cm si
quori la storia peumiana: la engine Lui

Vedemmno pure le gelide efigs dei diplomatici
L'allora.

NI primo fra butti » per intelligenza almeno - sm
i principe & Talleyrnd

Totti | peineipa, butti i miniadi h'egl avea
Moeweti è cor quali aveva Srattaso fa altri tempi se
bon come maestro, per lo meno cvne delegato del
macatto, egli ne È trovawa rimesti lì dinanri a sè;
da inferiori, però, eramo drvemati almeno vai pan
Fed vi lesingava pemevm di dominarl ancora, grazie
Alle sue mille risorse ed alla 1a potenza Tinango

lolatti riencì a sventare alcune Limo combinazioni.
4 limitare le ambizioni degli uni a deludere le voglie
dingli altri e a ritardare, infine, i benghi ammi la resuree-
noce di quella Condederazzioe prrmanica di cus Napo.
locme spezzò La stampo sestrinco, e di cui cpp è aecenta
Mo spezzare Li stampo prumano.

‘a ero, lamentandon sgh
mel vedere come la Promua fue
rappresentata al Comgresm de ee
plonaposenzaare, mentire le altre
potenze, pur a vendo parecchi inp-
prrseniantii nom disponevano <he
di un porta-voce, Matternich gli
rapose che Hardenberz esso
affeto da moechtà, aveva dovuto
farlo. TI ton l'inter.

Eh. trpicò d principe &

Talleyramd, se un 'informità costi.
tuisce un diritto, lo pare avrei
potuto farma aicompagnere.

E così Seendo, pecchiava la
mazza sulla sus gamba troppo

CER

Tit Congreme di

‘n rprendeado l'amegguereato grave. aggrunee
"n Signore di HMembold però, sarà mato, è vero?
pod Taluro è seeda...

L'iagldberra nen aveva meno di cinese delegati: Lied
Castininagh. il deca di Wellingioa, il conte Clincarty, d conte
Catbean e loed Stewart,

La Spagna aveva il cavaliere de Labendor.

La Feuncia, com Talleysand, era rupprrnentata del duca &
Dalbeng. del coste de la Tor du Pia e dal conte di Neale.

MI Portogallo aveva invizio d coste & Palmella, il
mgnece «a Sakdenhade Gama, il conte de Loto.

La Rumia, d conte de Nesselrodhe, d principe Kanomennki ed il
conte Stachelberg. La Svezia, d conte & Loeveshieim.

L'Austria, era naturalmente rappersontata chi principe Clemente & Met
ternbch, d quale assisteva di barone di W.

Fa denque. per 1 coletee miniero dell'imperatore Fratcesco, un co.
fetamento i carriera veramente srmazzonale d fuito di presiedere alle se
dute di un'amemblea intermarionale di tale importanza, per sugintrare la
vittona d'Esrepa sa Napoleone.

La vittoria d'Europa? Noc la vittoria & Metternkh1 DI principe, infatti era
pertemtamente convinto Taver abbattuto di nolo il cobra, Lo Zar aveva forse
Tistema pertena, per quanto con una mappure apparenza di tagionevolezza










lemma (cal quadro dbabeyì
Ue alte, di sinieira è dere:

Ledeono Feglino Î
Almento di Manna, Francoa Giamppe £






La alli Matera A, è cmtro Tallagrand.
® basso Nomotrode. + deter H'all'imgioa.

MettornicA, bel gentiboomo e mondizo smpecca.
bale, ni foce una grande fama d'uomo di Stato, fge-
ramdo come campucoe di tume le pudemte comservatraci
im un periodo ia cu tute le forte rivoluzionarie
® lberari erano incarmate dalla Francia

Egl fu, dal 1789 al 1830, prima come ufficiale,
pei come addetto alla Legazione, poi come amba-
sciatore a Parip ed info come
Misisiro degli Adari Esteri a
Vienna, il peù accanito degli av-
vermri della Francia

ln saguito fu, nei riguardi del
Re di Roma, divenato dea di
Rechesadi, d più vige e i più
pla

fome trattato mmpre di affari di
cancelleria — a favorire he depor.
tazon maccemive dell'impera
inve dei imncrri con un conte
Nebpperg cd en cavaliere di
Bomblle:, e, darante il Con
di Vienna di cui era cì
occupiamo, tdte la dingraria i albaruare, nom solo
la pena geolrena. sa la sas stema c catubidta ho
a commettere un atte iepaalitualele che dev'essere
feno regno al daprerzo della posterità.
Tosse le lettone che Napolrone dall'isola Tea
ledrinzara alla nposa — e [Dio na se ne nerina +
quanto fomero ràuccanti di tenerezza e strazmanti dh
dolore — tutte quelle lrdtere ferveo timense della
ipora infedele al mimintto compancente e Metirrmkh
le depone sul tavolo del Congresso. | rappresentanti
della Prisia + tutti quei loro colleghi <he non
si seniirono rivelare da tanta indelsiaterza. pote»
roso poderm pasblibe amente iporile erpamne mi rme.
Dopo d'aver trafugata la maglie al marito e rubato
dl Gglio al padre, [Europa enpprrsentata dal Prin.
cipe i Messernich, ni procarava un piacere nel
dedrare così, nel testo criginale, lo confidenze di.
sperate È un veso!...

i

Fa 2 25 settembre che limporziore di Rumia,
(I Re di Premia e la maggior parte degli altri 10-
vranà germanici facero il loro in.
qpueno solenne a Vienna.

Lo Zar che esa perventi»
vamente sceso al Cantello di



KIT di Preda, Loigi XVI,

premi uffcali del sio stase mag
muse è con la scorta «dei tratti
dell'imperniore d'Auntra. Î loro
capo eta È vecchio principe di
Ligse, 2 quale, dopo il sngno di
Caterina Il, abbe il grado è la
durerà di deb. marescralto ressa

Monire egli corner va mella
via di Vinnna, facendo mostra
è converare amabilmente col
principe Aleandro |, score im-
provenamente, di un lato della
via una fara che gh parve inte»
romante: ora un giovine, che, rolto in una vettara, a testa mode,
lo quandiva passare, attento, immobile, senza acclamare.

Guardate denque costui — dim'egli al capo dei
Irabuaiti — non si deebbe che abbia degli cochi d'aquda?

Ligne che non si trovava anal alla sprovubta. rigore.
facendo fare una pincesta al suo cavallo ed un'ondulazione
al nuo pennacchio

— Se, le vnte aquile, da sci mesi a questa parte,

dee sente.

Da quando i sovrani fecero il loro ingresso a Visnna, le
feste ni moltipiicarono : ni ebbero delle rerate di gala mei snanri, dei ball a Corte,
cacce, parate mullitari, mille piaceri, mule spettacoh. Tanto <he Lage, coo-
siderando la bentezza con la quale proseguivano i lnvori del Congreno e

a A e e Î Con
perno sin mercie..
E damni cesto a largo che terni) dall'isla d'Elba è Lise

seno mari, prima che tutti | I fossero finito.

Dovete emere ricominciato tutto sel 1815.

Quanto al promige dh Memtermah. decaduto da ogni potere nel 1848, «i
tpenne. undici ammi pe tas, dopo aver udito d rambo del cannone di Selleria

Così, qui dimenticato, npariva colui che ger un attimo era state
l'arbitro dEaropa.











LA CROCE ROSSA ITALIANA





Nella Conferenza tenuta a Ginevra nell'ottobre del 1833,
Rei atea di 16 Stati Europei (Asnover, Granducato
d'Assia, A , Badea, Baviera, Francia, Gran Brettagna,
Italia, Paesi Bassi, Prussia, Resia, Sassonia Svezia,
Giovann

SR e ae a e
ferenza, c pure a Ginevra, i pienipotenziarii di 12 Stati di
Eeropa, firmarono Ra famosa Convenzione che sancisce:

2 1A Rcetralità delle ambulanze e il rispetto e la prote
rione da parte dei belligeranti verso le ne stesse ©
Y! cspedali;

feriti nemici a condizione che non abbiano a le
armi per la durata delta

— l'adozione di una - rip esa cos
rossa sopra fondo bianco ambulanze, ho
evacuazioni, la sggienta alia :

ferma il dovere dei belligeranti di: e corare | seriti
senza GeIRE di nazionalità, e di ci Li
saccheggio e | maltrattamenti, ST

i con sno e del sò ro
contriteire alla loro cura. Stablliace che I feriti è | malati cadou
o mani del nemico devano essere considerati prigionieri

= I n

di guerra. Se cade in potore del ico, continuerà ad csrr-
else ie sun fenzione totie la dicesione di esso Rechi ti res
pr prega i pren ppi rea
del suo grado, dal nemico stesso, E così via, la Con-
RE LIA Nu canfermada 1 quell pantiprnci dai
Ise na coda Cosraziana di (Mason, per

la zione dei feriti © la tutela del segni

Cr ciascuna mazione Ma poi la tm
UT Lenze italiana prommigata il 30 19 quanto
si riderisce alta tetcha dei utono della Crese a

i
}
|

vi , da pena
della monte la degradazione.

ART, 5, — i boe È sio tre a quin.
dici ansi chiunque in guerra usurpa, contraftà, © illecità-
mente fa uso:

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Ciara di bontà e di abnegazione per i mostri feriti e per i vinti feriti











(I equini i edi aBind Gi E bigger
ti NI Ia tl 1 fia pl pe i 1 Ar Ri tit
ME ei Loi
Sg? 1 ‘3 È daft a fi î ; % Dl sig Leg tai]
iti Li para de ci ii È LI REI (ei
FRI RA e sii (Un
PIE APP I ApiCRIShLo
=] A0tig: vantttgiaieni Bite agg tia ge trop delgi rato
1 ft pit Dit i Ds HT i Ris)
® si; 1 agì sS ja 7 «jfe sii Die Hi fio a dg Sa Figgi hi
|a pi ih Ibi, di ali ig di pa Paige | n
a|=| 19th pitti chit Ho pipeco siii
E LIE ti TO (Hi fanzi
63 leciti Eli gio pigli!
Li if i;4f tb ini at i pi MM TiraLo spit p Et 1 Hi He



della polvere. furono tenute d'occhio e, nei momenti buoni. su
Trento e Trieste. vennero infisse bandierine e bandieroni tricolori,

Ogni giorno, poi, sfoggio di coccarde, di fee italico, di
fazzoletti a tre colori, e studio accurato i far combinare coi
quaderni, con le riegature dei kbri, con le asticcimole, il verde,
col bianco e cd fotso.

Una mio collega di prima gitmaniale, un po' curioso di ve-
dere come se la sarebbero cavata, volle proporre ai ssi qui
tanta marmocchietti un «quesito patriottico: " Che cosa vorreste
fare voi, coni piccol, per i vostra patria?” aspettandosi - sine
tende - malte tirate retorie non singannò, Certamente
Ma fra i tanti, alcusi ebbero delle risposte che, pur avendo
un eccessivo contenuto itorico-letterario, pomon far meditare

Uno studiosetto di storia romana, aiciutto, asciutto, rispose
"Eseore virtuoso come i Gracchi.*

Un altro, vedendo nelle mvenzioni tedesche il marimum della
potenza bellica: " Vorrei fabbricare cannoni da 420". Forse per
ora penserà di farsi sgaggiare dal Ministero delle munizioni.

Un tipo freddino, ma nfleasivo: "Lavorare seguendo i con-
vagli dei gennon e del Stgnoe Professore 0 (con lettera manncola }

Un cicalino umpenitente: "gridare sempre: » Va” fuori d'I-
talla - va' fuon, © stramer , N aa profrascee ali avra detto
che le sole chiacchiere non fanno farina. Un anarchrpgiante
amari sbrigativo: * Far saltare con la dinamite tutte le fortezze
austriache delle Alpi

(Queito sara un alpenista, ma nient’afatto coraggioso: *Esplo
fare batto il mondo ancora sccnotciato e piantare dovunque la



bandiera italiana con lo stemma di Savoia nel merzo. Ma vo-
glio essere sempre accompagnato dalla mama."

Il più neghgente della classe, una volta tanto sca dine una
bugia: "Non studiare, almeno per un perzo... ma fare bajo
nette in canna c infilrare costo nemici al giorno, come faccio
con le mosche."

Quest'altro sarà un demagogo: "lo voglio spangere con l'e-
sempio e con la parola i miei compagni poltroni ad accompa:
gnare i soldati alla stazione. *

Il più piccolo dei piccoli, crede che la guerra sia un sem
plice agsmbero: "lo vorrei marciare insieme ai mici geritori
e è Flok verto Vienna © par verno Berkno.® Notate che si
beppe poi che Flok hoù ce en cane, pecrsosmsum? in guerra,
ma ua povero pappagallo.

Ecco un altro storico. che ne avrà date e ne avrà rice
vute: * Diventare un Balilla. che rompe la testa a tutti sli au
striaci i Groova e dintorsa, tirando sassi grossi quanto il vo-
cabolario latiso del Comutto.*

E. infine, coco uno che nom ha fretta: * Diventare profes-
sore d'Università per poi spisgere gli studenti a farvi soldati
come facevano nel ‘45 e nel ‘60.

Cari e ingesui bimbi d'Italia, che partecipate con forza e
con fede a questa nortra santa guerra. cessa per ora vi parla
co susi fasci rossi; domani la benedirete perchè avrà datò
propno a ver Una palraa potente, reca, bemeta © sopratutio
una « dalle Alpi al Lildbeo!

Enzo T uccio



La Mossa al Campo.

I° Elevarione: Ostia consacrata è Sevata tra dise vessilli italiani: aîtare di guerra.

Se if omo Nazzareso, paltto di amenità e di divinità percorresse oggi le nostre trovegliate contrade, quele profonda pe-
roia di fristezza, quale nuovo Verbo saprebbe trovere per restituire api morini fa sero umanità ?

Pure, tra il frogore dell'ormi è lo squilio delle belliche trombe, c'è oscora nn osgolo di pare dove nu Usmo, Sacerdote di
Cristo è Sacerdote della Patria, so, nello Commemorazione di Cristo, formare l'oasi di serenità che solleva gu spiriti cd eleva i



«mori, est di serenità, di poce che prefodia el piò gr
f



perche 4 Rewrri me <

de domani, quondo, per ka passione di tutto un popolo € per l'olecausto
lo gromde Resurrezione rimmpirò di gaudio i cuori, fatti, avete quetii che intrecciato cf ramo d'



to fromnrenno



r, come guello di Cristo dominerà f seceli: Irionfo di elustiria e di civiltà




ere» . tralo
ES uit © del

pati MOlismo

Compagnia tal del tali. Grande spettacolo di gala con in-
tervemto del feriti in guerra, SI rappresenterà - smettiamo -
Romanticismo. La serata non potrebbe essere più patriottica
di così. Teatro, naturalmente, esaurito non ostante l'aumento
dei prezzi. inni, applansi trenetici, commozione ragguarde
vole, le signore gettano fiori, | feriti mandano sorrisi alle
sàgrore, Qualcuno più intraprendente manda anche il piccolo
segno di un bacio sella punta delle dita. Incasso ragguar-
devole cose la commozione....

Già. Perchè c'è questo, oramai. Lo spettacolo patriottico
da solo soa attacca più. Ci vuole l'intervento dei feriti. Non
era così due mesi fa, appena siamo entrati in guerra. Allora
ì teatri si riempivano solo che ci fosse ma'orchestrina capace
dî suonare l'ismo reale, E si videro cose di un cattivo gusto
senza precedenti: si formarono compagnie che si battezra-
ramo patriottiche ed esumarono dal fondo di vecchie casse
I favori che verdeggiarono al "48, Altro compagnie di prosa,
e fra le maggiori, ripristinarono ha già abolita orchestra di
cinque suonatori e omarono di festoni tricolori i muri del
teatro. In un teatro di Milano Su attaccata, nel bel mezzo della
sata, una spaventosa oscografia di V. E. HI fra due palme in
treociate come si fa nel villaggi per la festa del santo patrono.
E fu en fiorire di operette patriottsche da far vemàre | brividi,
con una rapédità di produzione impressionante ; fu un garcg-
giare tra siacstri di musica per lanciare um + lano a Trieste »
tale da conferire boro notorietà c guadagni. Serna d'onore
dell'attrice tale: giò una poesia di Ada Negri. Serata d’omore
dell'attoec tal'altro: giù il Salmo sfalico di Carducci, E si
arrivò a questo pasto: ma tenore d'operetia, per la sua bo-
meficiata, recitò în un imeonmezzo en'ode di D'Ansenzio.

Oggi, fortematamente, tutto questo non ha più nessun
effetto a beneficio dell'incasso di ws teatro, Il pubblico ha
buon senso, un buon senso collettivo che fa davvoro piacere

è comstatarsi, Nelle grandi città osso affolla | tcasrì dove si
fapprescatano i soliti Ravori. E che vuole trovarvi un onesto
svago dopo una giornata di lavoro e di emozioni, Il teatro in
SEA non può mè deveessere che il più piacevole riposo

elio spirito atfaticato, Ecco perchè oramai una recita, met-
tiamo, della Presidentessa è preferibile ad una di Romanti

riso. Tanto più che in Romantiismo quasi quasi non si

fischilano più nè il conte di Rienz mè | sobdati austriaci.
Ferchè oggi, finalmente, contro | soddati austriaci stiamo

facendo qualche cosa di motto più efficace del fischi a teatro.
Stiamo facendo la guerra.



Uno dei mostri potentissinai aero

sa

Redazione di un rispettabile giornale, ssettiamo, della
Capitale, Quattro tavolîsi, quattro redattori. Uno va cado
la posta, Un altro ba fra le mani alcusi dispacci Stefani, i
terzo scrive alla fidanzata, l'ultimo ha avuto l'incarico di
mettore insieme una «+ cortispondenza di puerra »,

— lo metterei la data: Dal Carso, agosto.

E no, caro. Va piano, E meglio nom specificare. Metti X.
È più semplice e più sicuro.

Allora facciamo: + X.... agosto, La magnifica azione
del mostri valorosi alpini nell'occupazione del moste.... » Lo
mettiamo li nome del monte?

No. Lascia | puntini. È meglio. Ma piuttosto perchè
sempre gli alpini? Se ne è tanto parlato. E poi chi ti dice
che ci fossero degli alpini?

— Se X è ma monte che cosa ci vuoi trovare, la cavalleria ?

L'artigiberia, per esempio. Ad X ci potrebbero cssore
È 305 per battere un forte austriaco che spara da tre giorni
senza potere mai aggiestare il tiro.... Eh no, caro, sì vede
progrîo che oggi non hai fantazia.

Ja silenzio, Il corrispondente di guerra colpito non da
uno sAropne! ma nell'amor proprio si è messo ad ammucchilar
cartelle, com coraggio. A un tratto si interrompe:

E se faccio arrivare il Re?

- Dove?

— Ma sempre ad X, pu baccot

Vada per ll Re. Però devi avere la trovata. Devi fargli
fare qualche cosa di nuovo.

Oli faccio sparare una cammonata, a lui personalmente,
e con quel colpo reale faccio incendiare N forte nemico....

Quello che scrive alla fidanzata, mormora:

Ecco un colpo.... reale e fantastico nelle stesso tempo.

L'altro risponde:

— Ma temo che la consara non permetterà. È meglio tarto
solo parlare, Sua Maestà. Dérà ai soldati: bravi figlivoli, ab-
biaie fede, chè il vostro Re è con voi. Va bene?

Quello che scrive alla fidanzata, 21 corrispondente di
guerra:

— Dimmi, pranziamo insieme questa sera?

— Ma si, com piacere.

Ripeossendo la lettera:

* Stasera, cara, non ci vedremo perchè al giornale si fe-
steggia il ritorno dal fronte del mostro collega Tal dei Tati,
che è vonsio în breve licenza dopo di essersi battuto eroi-
Ce ra ® x

Ma panna le scrivi questa roba? Se non è vero? Nos
a mentire con quella ragazza ?

levo rendere più giustificabile la mia assenza. Vedi:
nemmeno la tua corrispondenza è vera. Senonchè questa
lettera la leggerà una persona sola, mentre la tua corrìspon»
denza da X la leggerà tutta l'italia. Non ti vergogni a men-
tire con tutta l'Italia?...

Bel ami,



i. Trasporta 12 persone cd è armato con mitragiietriri











* ARMI E LEGGI +

delle mostre tense @ di

la persa indrntrice





quel mere susfram. nen ancor tatto nostro, ha
rccavolbo amche quel campo speciale che con
antua l'antica rigedità dell'apora rom -
delle Lega

la inmpi normali la gravità celle sansioo
begiulative da si che ogni "gec " seima d
herestare lrygr. passe sbtraver la piece bar



nera delle
frma del capo dell

Oggi invece noe











presentinti celle nazioni, compresa la gravatà
del mrmento, lmnno « si loro governi
pieni poteri” gl itessi + ni sono bemgx
tancamente njoghati cile Leo ale perrogatio
e hanno cinto la spada. CH «he si tendere ne
UCTLI veramente raro le Ri ch ema
nare leggi di ogni speci \
euedi gerealegial } »s » mne è
premo del gare

red









Ua recente Decreto Luogotemenziale — fra
be tante leggi scceronali
valido dl così deo * sec
Ciò che un anno fa aurelbe fatto pen
rigengo di un pochadata a como & tro
vo realtà
vasto flaminto è al fronte è vel abete
natio attenderdo d seo ritorno por pater

la ang







trimgere fra le benccia, al cu

ibaraizo sar il simdaco <il

Chi »
,

anto

bacsa sm us

compagni d'a

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mero dal <

troverà

sen prati he che procetone il

larva raro

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sembra incrrcibele !)



te

imuece seri

e duerà compiere

lu sua someniria fazione alla porsenza di uno



joerente

degli =

,



procura *

RbCRA n po

mentir | alto



narà aneonte €



chella

diven) agprenge è
ì

Decseno

Chiare mote <he i matrimonio

fur ansi mne davnì norma Ò

conì com lurò mim però emere smpurgnato trascorn
ari mesi dal ritorno del manto dal campo.
Si lascia così agli apori um temgo può «he



epernì del auove



puficiente per acc sa

miveno inle termine. la catena <vrnta nalda, è

ame tutte le altre consimili — mom vi scioglie

che con la morte
la ser eni

bisogna ricmiserte, v'è tempo







reffcimmte per tante cose: vinitare la metà, com
porre È non uliano dovrre d cottedaa provve
ceeho alla dutera cdidena della più grande lnala
‘ mon v roma senta pene lar la co
soscenua della succo

Lo» ge cui la Logge mira è però poù alte
deve cercarn = tato prrono i tante lame
pie avegolari. nem ricomosciute dalla legge

Queste apune è fg di combattenti, senza la

peoevide legge, di vedrebbero del tutto enchesi



Loi è quegli cerei che tanto con
alle famagle sot per Famsenra
a morte cei karo car

Irggr ri srmpie ragguangere

Connida e







LA FRANCESE NEL 190415

e ll Cora Pioeveei

*

Le tatane impiegate per "rendere * ai capelb la loco sfumatera d'un
tengo, è magari per geoscurae boro delle sfumotere che non ebbero mai,
pocermrvamo dalla € > forse le loco progrictà mocive ? Non
timo è donna, ebbe a imparzize o quasi, dopo
Vano di tali * rigrenanoni *




è siugana se ge d'usi

Temavia, la passione «i sombente gionani, o, se non giovani per lo
meno d'un età un tantino infersore alla vera, non fece cuitare molte signore
è punte sulla lito chocma «questo pericoloso elinir.

Vesta la guerra... l'amportazione fu sopgrema.. Si vedono Snlias.
thee delle chovene che fanoca erano rimaste umpasstaà A fronse agli attea-
tuti del tempo È delle barbe, anche, che prima cstentavano un nero
drbazo o un bicado luminose, ri vanno. impolveranda.... aero!

Che si deve conchadeee? Che l'oconceia visti asmuadimente be spese
meperfine oppare che coloro che rimangono vegliano gruvare <he neo
debbono ad alcun favore apociale la permanenza bangi dial drcnte di bat:
tacha ?

se

Usa cartobma pustabe diustrata «he citenze grande socceno in Oiada,
he cperla che eaggresentara di palarzo dell'Aja. accompagnata da questa
miro

"Da vendere è F'afitarni in seguito a fallimento. Pieb servire da car
into © dh cinema

" lostallarmer luca, batte le comodatà moderne. Acqua ad ebetir nà

Por tutti gli schiariaenti rivolgeri a C_ apostelo della Pace *



Perchè le Antorità mditeri interdisesro le pubblicazione, mei giornal,
che Bollectmi metereobogii >

Foce li mugunone

Fia dalla ana entrata in territorio belga, lo Stato Maggiore germanico

i cui noa n potrà die che Some male crganirzato » sì oce segue

clagli amnronceni + metereclogia todenche + quali + mstallarono all'Oanrva
Verro belga da Uscio meraragionamente e<quapaggato

DI la grazie all'omervazone cella temperanara, chele cementi @ dei
venti, grazie al pallomiccnda che la motte sono lumini è «he goccio
rasree n ccnl Larpuetie, | tedeschi ataldleceso La duezione de vesti
fanno pervisioni per la semperatera, gpiungredo cunì a mattone. per
così dire, l'atmentora stessa im bono favore! Earn prevedo i tempa peo
vorî; santo è Soimone che TA siamperà d prorno seguente, che sulla
Lyo la meblia permenerà una serperna nelle prime ere.

E d pù Lello è che, con tasto ciù, emi aa ariano le vittoria

Così L'Istransigeoni & l'argi

s

Se la guerra ha camato covunque le più spaventose tragedie, ha pur
Lutto masorre quakibe sillio..

La decbema «i Sutberland ui era recata, insieme con alcene Dame
della Croce Roma inglese a Namur arsedata Ella non alduamionò la sua
ambalunza se non quando cuesta fu invasa culle fumano | tedeschi non
accomsentirono a lasciarla libera se non doge averli tenuta perponiera per
qualche tempo a Pruvellon

Il Maggiore Fia Corali, con la sua cosshotta sootia, si era attirato gli
aguard od avena fatto bamere il conse «dellla dectressa. Rorntista n ln
Ghdlerra, cina pimnaminò ad uno dei può congece titoli britanmi per rposase
è Londra, dl Lello € gierkmo maggiore
Ratrambia ripartinane quari soluto ger il fronte
Scnte di poluree, amami guacevolmente, è vero}



MI

CA legioni combattono la guerra commerciale, con la stessa calma
ostinata com la quale «omdeceno la bee guerra malitare

La pù grande dura «hi Losa per quasto comcerme gh arto di
aredogeria. ha neritto aci ume grande fabbrica Sviraera, mei sgumnti termnami

* Noi nen persiano cvedore nea ordine, come quello pansaloci, se
prima nom <i avrete favorite le seguenti i buarazione i Che la eperce radiosa
servirà per la vesti fabbrica Svizzera. Cho nem tedesco fa parte «el
poronale direttivo della vostra cas Che nessun capatale tedesco è impe
qnato nella vostra azienda *.

lo credo che ni fabbeicheranzo poche coslogi.. ingleri in lsvizzera. Ma
è non mi importa gran che

So egualmente, por asmmgio, che progeio n questo momento, O]
aunciaze « più, è giù. or di fakle



La me cmira

Dorme di R. Hoagt





{ CENT'ANNI DOPO IL

è

CONGRESSO DI VIENNA





Con una forma che la dice lenga sulle loro
Aperanze secrete, i giornali tedeschi, dor mesi fa,
i misero a parlate del centunesimo ansiverario
del Congremo di Vianna. Congreso che, d'altronde
non s'inziò, se non nell'Omobre del 1814. Quelli
che aggioneero delle diunirazioni ai loro articoli
fecero rivivere a tale progonsto, tuite le fgare di.
menin ale sorvinmi, mamintrà,
a

re ci tati dell'im

aa Framcesta, padre di
- © soviaso che,

per rorpamare gli altri in fatto
di tindimento e per guadagnaru
il titolo di cajo od Santa
Alleanza aveva coca sum
figlia al acre » Corsa *.

Abbuamo trtrovato Aleman-
do di Russia quale lo si vide
nella campagna del 2812, quando
cio aveva comaso di esere il
prssige amalale e snducente, per
tiuederi im una specie di moncmania ergogliosa.
pretedio della tragica nua £no,

Abbiamo contemplato d re Federico di Prumia,
d più brutale ed d pg@ metile dei caporab, sposo
riduolo e velelile della sola principena di cm si
quori la storia peumiana: la engine Lui

Vedemmno pure le gelide efigs dei diplomatici
L'allora.

NI primo fra butti » per intelligenza almeno - sm
i principe & Talleyrnd

Totti | peineipa, butti i miniadi h'egl avea
Moeweti è cor quali aveva Srattaso fa altri tempi se
bon come maestro, per lo meno cvne delegato del
macatto, egli ne È trovawa rimesti lì dinanri a sè;
da inferiori, però, eramo drvemati almeno vai pan
Fed vi lesingava pemevm di dominarl ancora, grazie
Alle sue mille risorse ed alla 1a potenza Tinango

lolatti riencì a sventare alcune Limo combinazioni.
4 limitare le ambizioni degli uni a deludere le voglie
dingli altri e a ritardare, infine, i benghi ammi la resuree-
noce di quella Condederazzioe prrmanica di cus Napo.
locme spezzò La stampo sestrinco, e di cui cpp è aecenta
Mo spezzare Li stampo prumano.

‘a ero, lamentandon sgh
mel vedere come la Promua fue
rappresentata al Comgresm de ee
plonaposenzaare, mentire le altre
potenze, pur a vendo parecchi inp-
prrseniantii nom disponevano <he
di un porta-voce, Matternich gli
rapose che Hardenberz esso
affeto da moechtà, aveva dovuto
farlo. TI ton l'inter.

Eh. trpicò d principe &

Talleyramd, se un 'informità costi.
tuisce un diritto, lo pare avrei
potuto farma aicompagnere.

E così Seendo, pecchiava la
mazza sulla sus gamba troppo

CER

Tit Congreme di

‘n rprendeado l'amegguereato grave. aggrunee
"n Signore di HMembold però, sarà mato, è vero?
pod Taluro è seeda...

L'iagldberra nen aveva meno di cinese delegati: Lied
Castininagh. il deca di Wellingioa, il conte Clincarty, d conte
Catbean e loed Stewart,

La Spagna aveva il cavaliere de Labendor.

La Feuncia, com Talleysand, era rupprrnentata del duca &
Dalbeng. del coste de la Tor du Pia e dal conte di Neale.

MI Portogallo aveva invizio d coste & Palmella, il
mgnece «a Sakdenhade Gama, il conte de Loto.

La Rumia, d conte de Nesselrodhe, d principe Kanomennki ed il
conte Stachelberg. La Svezia, d conte & Loeveshieim.

L'Austria, era naturalmente rappersontata chi principe Clemente & Met
ternbch, d quale assisteva di barone di W.

Fa denque. per 1 coletee miniero dell'imperatore Fratcesco, un co.
fetamento i carriera veramente srmazzonale d fuito di presiedere alle se
dute di un'amemblea intermarionale di tale importanza, per sugintrare la
vittona d'Esrepa sa Napoleone.

La vittoria d'Europa? Noc la vittoria & Metternkh1 DI principe, infatti era
pertemtamente convinto Taver abbattuto di nolo il cobra, Lo Zar aveva forse
Tistema pertena, per quanto con una mappure apparenza di tagionevolezza










lemma (cal quadro dbabeyì
Ue alte, di sinieira è dere:

Ledeono Feglino Î
Almento di Manna, Francoa Giamppe £






La alli Matera A, è cmtro Tallagrand.
® basso Nomotrode. + deter H'all'imgioa.

MettornicA, bel gentiboomo e mondizo smpecca.
bale, ni foce una grande fama d'uomo di Stato, fge-
ramdo come campucoe di tume le pudemte comservatraci
im un periodo ia cu tute le forte rivoluzionarie
® lberari erano incarmate dalla Francia

Egl fu, dal 1789 al 1830, prima come ufficiale,
pei come addetto alla Legazione, poi come amba-
sciatore a Parip ed info come
Misisiro degli Adari Esteri a
Vienna, il peù accanito degli av-
vermri della Francia

ln saguito fu, nei riguardi del
Re di Roma, divenato dea di
Rechesadi, d più vige e i più
pla

fome trattato mmpre di affari di
cancelleria — a favorire he depor.
tazon maccemive dell'impera
inve dei imncrri con un conte
Nebpperg cd en cavaliere di
Bomblle:, e, darante il Con
di Vienna di cui era cì
occupiamo, tdte la dingraria i albaruare, nom solo
la pena geolrena. sa la sas stema c catubidta ho
a commettere un atte iepaalitualele che dev'essere
feno regno al daprerzo della posterità.
Tosse le lettone che Napolrone dall'isola Tea
ledrinzara alla nposa — e [Dio na se ne nerina +
quanto fomero ràuccanti di tenerezza e strazmanti dh
dolore — tutte quelle lrdtere ferveo timense della
ipora infedele al mimintto compancente e Metirrmkh
le depone sul tavolo del Congresso. | rappresentanti
della Prisia + tutti quei loro colleghi <he non
si seniirono rivelare da tanta indelsiaterza. pote»
roso poderm pasblibe amente iporile erpamne mi rme.
Dopo d'aver trafugata la maglie al marito e rubato
dl Gglio al padre, [Europa enpprrsentata dal Prin.
cipe i Messernich, ni procarava un piacere nel
dedrare così, nel testo criginale, lo confidenze di.
sperate È un veso!...

i

Fa 2 25 settembre che limporziore di Rumia,
(I Re di Premia e la maggior parte degli altri 10-
vranà germanici facero il loro in.
qpueno solenne a Vienna.

Lo Zar che esa perventi»
vamente sceso al Cantello di



KIT di Preda, Loigi XVI,

premi uffcali del sio stase mag
muse è con la scorta «dei tratti
dell'imperniore d'Auntra. Î loro
capo eta È vecchio principe di
Ligse, 2 quale, dopo il sngno di
Caterina Il, abbe il grado è la
durerà di deb. marescralto ressa

Monire egli corner va mella
via di Vinnna, facendo mostra
è converare amabilmente col
principe Aleandro |, score im-
provenamente, di un lato della
via una fara che gh parve inte»
romante: ora un giovine, che, rolto in una vettara, a testa mode,
lo quandiva passare, attento, immobile, senza acclamare.

Guardate denque costui — dim'egli al capo dei
Irabuaiti — non si deebbe che abbia degli cochi d'aquda?

Ligne che non si trovava anal alla sprovubta. rigore.
facendo fare una pincesta al suo cavallo ed un'ondulazione
al nuo pennacchio

— Se, le vnte aquile, da sci mesi a questa parte,

dee sente.

Da quando i sovrani fecero il loro ingresso a Visnna, le
feste ni moltipiicarono : ni ebbero delle rerate di gala mei snanri, dei ball a Corte,
cacce, parate mullitari, mille piaceri, mule spettacoh. Tanto <he Lage, coo-
siderando la bentezza con la quale proseguivano i lnvori del Congreno e

a A e e Î Con
perno sin mercie..
E damni cesto a largo che terni) dall'isla d'Elba è Lise

seno mari, prima che tutti | I fossero finito.

Dovete emere ricominciato tutto sel 1815.

Quanto al promige dh Memtermah. decaduto da ogni potere nel 1848, «i
tpenne. undici ammi pe tas, dopo aver udito d rambo del cannone di Selleria

Così, qui dimenticato, npariva colui che ger un attimo era state
l'arbitro dEaropa.

*

Uk ameno sparito elvetico ha velgarirzato (ce n'era propro basogno)
ancora una volta l'aquila d'Hebenneliorn. Ne diamo «ue il saggo. L'e.
naico valatile, cano al nobile albero gencalogico della Geun Cana che vo
di. Aitila al Kroagriaz, è piuttosto in rbano, denque, nelle inirazzoni
del pattore svizzero, se al posto del mondo deve contrmiaiz dh un teschi











Conù lo senno è rapporsentato da una tibia mmana, © la amgia lagea
foncata è citata mella gioia del pasto. cardiaco, Lo stemma crete
è coperto dal patto della meutralità belga lecornto de un pugnale

Ea tutto porre. o governo indeco ? n po È sempe ciel groeno lun cine.

È

Un'iobesirtà medicina © che va prospernado «di guorno n guorno
è viale cresia srinptemente in un pome «i Francia

Us iedetrizle i buona volontà, raccolta una achira «hi ager mene»
Adlimaldi si è messo a fabbricare clmetsi a choodo. tensihe è lmtenà,
vendilili a possi relativamente medenti: fm «quakbe mene i compra
tori potamno dee Tare raccolti quelli oggriti selle rive della Mama è
dell'Yeert.
»

Un Destta ie Via Misatmare a Parigi afape all'ingresso del no
Genetio sparato | miello

ESTRAZIONE SENZA DOLORE

Lise 2 «fa Lee 2

N "pè raggorsentato da una enorme cosce soma. | clienti sbercat
dul minimo prezto siverrono, ma. giunto d quarto Lor «a Robot
sentono den cin un imefatebe sorrmo

— Perdona! cea 4 line! vede... 742

Lo sila è bella. degno dello spirito fruvinse.. ma costa dae lire.

vt

Foce qua una caraiteritica © todeschimima pabibbctò che può ese
memsuata Ga quorsti giorni nell Belgio Si tratta di wma data tedesca, cho













ZI Ma

44
ves "lanciano iano puri di Fuel, È di quetti drappeggia n nn
alterata ato che ma snapromanòì define se nea: ermanno, un r0tondette
saldato del Krongeias, ID simbolo ri completa con un copricapo da ml



dato belga nella testa chel douhe. Tomo queto va dul grotteno all'idota
è iraverto Duite le pascobigie di cattivo queto e di pervertimento, Ed è
prrmanica. l'irmmmente germanico. Nonchè degee d'plie Perch
come è moto | pellice ari giorni di gala, ni adornano deì più svariati
indumenti curegei ch'emi rintracciano nelle loro scorribanzhe fra he carovane
cieli che amaltazo. E tra d pellicoma e i selico

st

LYamericano (un popolo più cristiano «i Cristo, ponchè «iepo ese
mbdallo porge mon solo l'altra guancia ma choemande ninna «h neo averne
pronta una terra a portata & mano) continua a foomare la deluia dei
mostri giormi Siamogli grati. d'altia parte, cel pumtevade ciumeniva. l'amo
ricano danque, e l'appermdiameo chell'Adurerstine BVasl4 «A Lomndra, lancia
«n appello che vogliamo rierte più 0 meno integralmente. Sentite: " Sa
lutinmo l'occasione per motare, sim giù con un banale rparito i rpecala-
river, ma con ammo cdisenteremate, come, m questo perdo che ollre una
certa bberazione dislla cosstorrenza, la rivista «di merci non contengli
più nè prezzo nè qualtà. Abbiamo quid 2 demo ed d dovere di srmbere
de mesi amerionne sel | metodi americani in commencio i primi del merde
VO: feto of the world!

* havece di immotebriate la mestto amlzzzone
mell'accumealire riccherse e imenetodiszzne be
mostre ricchezne sieme, stalbiliame dei grandi
compensi. der prom an montrà rovurilà, alla mostra
abilità, alla mano d'opera è a tutto ciò che con-
come al Serevole meicenso del commercia. Mentre gli altri al
Lattono, inbirbiame! Mestre gli altri sono arcupati nel com
mercio cella meete, cucupiameni cet commercio della vita
mentre lEurega moldita + soci csenciti, mobalitiomo d mostre
senno comuni + È matr sparito i intcagormdnza è asmecdameo
i commercio del mondot_. *

Meldcase l vostro senso comane? Ah si, ger bacca, Eno
è lormidzde. Non certo quanto il vostro sensò morale...






Piomerck Gher all! La statua colossale del Cancelliere
& Foro, Memino 1 seco. comal alagrono del porto &
New-Yerk, cessituità a querlia moschino della LAenh

fra Shoeno,












segithi FAREI FLIP i
sj tisi ja 24î* lA] i ER
RR [gift Lig] sfetitoti ti
pis il ni Di LEE IR z isti Bi tp ati Hilitrio
iibg 33 HE piteh IR zZ si]: sf : i Hi sti
SME IO ci [A pola pie
a = dita i TI di 443
[EHI ie: stati dii LE pt
Le” HBIAIARRE HE
ESES Si SR it} HH
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be fi sii i. 13 litoh i; hi #71)
pata à 3 (94 Hi H PA, tg ali È
"REI ss SERE dh (HI
ot ca ijati It li, “9
Huest cli (E U(Gii SORDI, iti
"TL, Li A iii ih, 14) 4;
batraga SA i a Ralg Lafif 52 pirla,
ie gigi ion tia
Lit} pi piopir Hit LR
9 CASI dritta g iagi tp!
dit: 3 [ti Hi] bj
pit sfl4a; “H Hit
\ n ilj i sii Laial jl i
ono fi
Z tti sputi Hi iti







Mo VAOVONS.

Ho trovato una lettera; è la lettera di una madre che non
oiò ciprissere i suoi sentimenti al figho che partiva. Cè in
cisa tutto l'ercinmo sacro di usa madre, Dice, la lettera:

Mio bene, figlio mio carissimo,

To sono quasi muta com te, perchè femo 0a di indebo
linti parlandoti, e di diminuire il fao coraggio, di cut seno fiera.

Pure il mio cuore è pieno, e mon vorrei che iu partisi
senza avere almeno una eco di tufto ciò che wbra in me, per fe.

Va figlio mio, mio caro, verso il dovere ed il sacrificio!
Porterai teco il mio sorrio e la mia benedizione.

Sa hravo, solfomsesso, paziente, in qualsari proca: è per
la nostra Italia! Non risparmiarle le tue forze.

Pure, nella misura del possibile, sii pradente. Non apor-
re inutilesente fo foa cita, non arrischiare inutilmente la tuo
salute; è per ned tutti che te lo chiedo

Si buono coi tue camerati, devoto verso i tuoi superiori;
compassionerole col nemico dbarmato: è dovere di umenità.

Ricordati di Dio ch'io pregherò tanto per te! Egli solo
è il giusto giudice e la Soa misericoedia è di tutti coloro che
la cercano con giustizia. Conserve queste poche lince, figlio
mio carlisimo, conservale come il testamento della mia tene-
rezza molemna. Posale ml tuo cuore e docemque, ed ogni
btante di inolamento, vi troceraî il hacko ch'io vi depesito.

Qui, in quest'ora solermne, io fl benedice dal profendo
dell'anima mia e ti domando, come damandal a Dio
mascesti, come glielo domando oggi. come glielo domanderò
sempre: che tu sia fedele a quella che fu la dica della
mia giovinezza; Dio, Patria, Famiglia e Dovere!

Vopebendo







UBOLDI PIETRO, Gerrate responsabile.
Corta delle Cara F. Del'Ome > Milne

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lè: e A Ri

Un morto, ceri Lontano dalle trincee, x]

vr

di >



Ì è vero, ma sul suo campo. egualmente. La
\, guerra, lora che volge, avea in lui ride
y state energie d'altri teenage ed al palco sce
n come un fedele, onesto richismato era accono Quel
Vitaliano Lamberti ch'egli era già stato, nea mai raggrunto
per nobiltà di geito, per
sdegnoso superbo atteggzia-
mesto, ancora, per vuta
sua ha ripetuto, come un
giuramesto citsemo, lul-
tima savettiva. E la folla
si e rifatta common, e
le parole di cuore in cuore,
som passate, come una vol-
ta, come allora, come quan
do egli le scasd, seper
bamente. e parve una diar
na di guerra tanti asni
or sona
Anche voi, Flavio Andò, asche voi, ricordo glorioso della
icena nostra ve ne andate. Ma la mesnore asima nostra non
vi lascia del tutto partire, Qualche cosa dellla bella arte vostra
rimane. È questi giorni di attenta vigilia ci fanso riudire la
vostra voce



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IL NOSTRO PROGRAMMA.

Poche parole al mostri nmici lettori: poche e sincere. Nos abbiamo
bisogno di far babenare degll specchletit, per g0itar rapidi bulema-
menti negli occhi, nè di mettere una mobile rese di Sace Intorno al
mostri bettori, per attrasti a moi - avelbeppati e presi da tale legna
mnevote Incantesimo, Na, Al nostri abbonarti oftriamo, prima di retto:
in Rivista, ed essa è tale done, por se stessa, che ci varrà 1 cortese
appozzio di quarti amazo Il mostro paese, ha lettura breve, rapida,
Galle morsetto clrettuole © grazione, senza pennacchi accademici e
antiche marsime; per quanti eci bengo arido andare, amano la sosta
sotto ad una fresca ombra, profumata di fiori.

Ma ai mostri abbonati, offriamo dell'attro, anche: offriamo us
Cono grazione: una cormice in sielii-argento finemente smattate.
ideata appositamente per cessi; è mn filee lavoro di eleganza e di
semplicità <be permette di conservare I ritratto dei fratello, Selle
sposo, del padre e del congimato, partito per ll campo.

Uno spazio apposito - come | lettori redranzo dal ciebé che
riprodeciamo sulla terra pagina della copertina - è riservato per
potervi segnare un pensiero mato nell'ora dell'attesa e che ® caro
lontano leggerà commono sé crgoglisso al sno ritoreo.

Tale grariosa cornice, del vabore di L. 30, compensa di già li
vadore dell'abbonamento e sarà uno del più bei ricordì delta guerra,
uno degli adornameinti più eleganti e più cari.

Promettiamo al nostri abbonati // Maro d'oro degli eroi che cos-
Berrà momi e biografie d'eroi mostri e di tuiti coloro che si saranno
distiati mella mobilitazione cîrile, industriale e benetica

Ogni abbosato avrà diritto di ucambdlare comunicazioni cos
gii altri abbomati, sia firmando, sia comuerrando l'ansalmo, se io
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abbonati di Manco - Momo e Verde
| prossimi mumeri conterranno le "carte di guerra”.
Ogni abbonato potrà scriverci e vedere pubblicata la una tettera,
chè contenga qualche cosa d'interestante o richieda Qualche
chiarimento; le signore, specialmente, che fanno parte del comitati
di soccorso, di beneticenta e di preparazione, potranmo intrlare una
utile corrispondenta coi bettori lontani - indicare qualche ottima
proposta - ricevere splegarioni - notizie, ecc,

Tatti cosoro che manderanno articoli è fetogratie che possaso
Mnteressare ha mostra rivista - sesegrafie. sprclalmente, di soldati è
di valorosi caduti ani campo di battagila - troveranno nella novtra
riviata un incoraggiamento fraterno e saranno compensati det doro
Ravore, com'è consettedine.

Rinaco » Rosso e Verde bandirà - come | lettori avranso giù ve-
duto ln queste pagine + dei concorsi graziosi ed intercasanti, al quati
tetti petranzo concorrere.

fianco - Rosso + Verde conterrà, nei prossimi numeri, Impertanti
© dirette corrispondente tanto dal fronte italiano che dal fronte
francene, che ci verranno Inviate da redattori nostri straordimari!.

L'Abbosamento a Bianco - Mosio e Verde fino asa fine dell'anno
In corse è di L. 10, A fine d'anno tutti | nostri abbonati riceveranno
In devo un'elegante copertina artiutica, nella quale accogliere, n
volume, tetti | mumeri della rivîeta.

Che le nostre buone e sinsere lntenrioni ci valgano t'amicirta
delle gentili mostre lettrici e del cortesi moatri lettori: ambetria che
mon sarà Selma!

Mazouoritti e fotografie. raglia e tatto quanto concernente ha DI
rezbone e l'Amministrazione, dere cuvere Inviato all'indirizzo
Minaco » Rosso e Verde, in Via Melloni, 17» Mitaso



GN Editori.



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ProssEZZANIAZZA CEXEXZZZI

ronvise. DEI -sÌc-

CICLI DEI

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PeremreIaTtatEtTtovOreTIt*

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Un premio del valore di Lire DIECI agli abbonati del ‘“ Bianco -Rosso e Verde,

LA CORNICE “BIANCO - ROSSO E VERDE,,.

Una data - un'epoca - un'epopea!

1914-1915: Molti sono gli oggetti già in circolazione, che,
in na moda e altro, rammenteranno megl asni venturi,
l'epopea nostra; pochi pero potranno riassemere già oggi
Fimportanza IR nostra Cornice Riance- Rosso e Verde,
RS entra senz'altro nel cuore degli avvenimenti, per cu-

come un piccolo trofeo dk anticipata - l'imagine
dei valorosi che ne partecipano - per rammentare incemante-
mente il loro grande compito di redenzione, per rendere più sacra
Fora dell'attesa, con Fingrandirla
anche nel silenzio - dove nom tuo- —-
na il cannone, dove la tromba non
squilla - ma dove cuori battono
ed anime si tendono amiose

aspettanti

La consacrazione del ri-
cordo,

La casa, tempio di affetti e di
memorie, la cara che ogg freme
tutta per il fremito de grandi
Miscnti, hem poteva mancare del
simbolo discreto, ma significati»
vo, modesto, ma affettuoso, che
racchiudesse sinteticamente tutto
lo sparito forte dell'ora grande
che volge

Un caro è partito per dl cam
po; combatte; lavora per A più
grande Destino d'itaba, per il
trionfo della Civiltà, per la Salute
dei popoli: lavora per la grande
Stona: la madre, la sposa, la
sorella. la fdanzata ne hanno in-
Borato il ritratto, ne hanno fatto
un altarino: la Poesia. La Cornice
Bianco - Raso e Verde com brevi
segni, lo racchiude, quel ritrazto,
nel grande quadro immortale: la
Stona.

Poesia e Storia. Un mazzo di
fori e la data fatica: augurio ed
omaggio.

Il palpito!

Il palpito del cuore che aspetta avrà riscontro nel pro-
fumo & quei Sori, sarà un merito verso quella Storia fummante
che der surmeri comacrano

Ogni palpito © ogni sguardo a quel ritratto di forte, stretto
nei segni di Patria e Civiltà, assurgera a più gri sagnifcato,
a più grande valore, a più grande amore: saranno la partecipa»
none silenziosa ed ansiosa ai grandi Fati che sì vaano compiendo.

Ogni palgito sarà d'ansia e d'attesa, sua sarà anche d'oe-
goglo, per la grande Speranza che quei segni rammentano;
per la grande Opera di Giustizia e ci Riscatto in cui il caro
combattente ha notzle parte.

Ogni palpito d'angoncia, nelle ceo di tristezza, trarrà con-
forto dalla solcanità mite e discreta di quel piccolo simbolo,
piccolo ma possente.

Temgso d'afetti e di messorse individuali, la casa diverrà
tempso sacro ad affetti più grandi. a più grandi messorie, a
più grandi amori.

==

(RI formato dalla corner è di cm 12017, cmedellio dapenitata)

ta glor -
bol, riunirl: nell'ombra dins della Casa, per fOpn - per

Mònito e conforto nell'ore stanche,

E se i giorni dell'attesa dell'anelante speranza sazanno
lunghi, lo aguardo andrà a posarsi su quel simbolo come su
& un viso amico, cui si sia sacrificato qualche cosa mobo,
per amore. Ed eso avrà un significato può grande, avrà un'e-
spressione supericte ad egni parola. Rammenterà che tanti e
tanti stanno lavorando a quella Storia che le due date 1914 1915
racchiadono, rammentera che la Storia è grande e che grande
dovra essere il sacribcio, perchè più grande ancora sarà il
Premio, che, vato, per le vie
della Storia, rientrerà in ognuno

moi © sarà trasmesso di padre
fm faglio, ricomsacrerà l'amore e la
pace per il valore e per ine
stanza dk tutti i valorosi d'oenì
uno per uno. Lo sguardo pen
soso ed orgoglicio si posera su
quel ritratto - e Fattesa sarà peù
Nata paù paziente - il sospiro paù

Pos un giorno, quando il caro
comballeste sara tornato
e contesto e veda il simbolo che
fu, nell'attesa, la vostra fede e il
vostro orgogho, sentirà compen-
rate in un aîtimo tutte le sue ore
di fatica © & sofferenza.

È quel ricordo che avra sa

tutti i fresmiti vostri, tetti i
remiti dell'ora i diverrà
sacro, diverrà cimelio olre il vo-
stro tempo, attraverso i tem
simbolo doke e glorioso Ti
nostra epopea



Poesia e Storia.

Tale l'opera dei nostri soldati
che sanno battersi u valorosamente
ed alternare alle fatiche campali,
drragarioni gaie, parentesi di poe-

il Domani - per sesigee!

*

La Cornice Phance - Rosso è Verde è anmai elegante, nella
uua semplicità

E in metallo se volte argentato e finemente smaltato
© cesellato ne colori italiani.

Il vessillo italamo stilizzato com al centro lo stemma sabaudo
sovrasta al ritratto del soldato e ai due lati del ritratto stesso
sono incise le due date: 1914-1915.

Nella parte inferiore in Mo appostamente incavalo, ove

essere collocata una cli seni otetta da un critallo,
Da famiglia può scrivere un enne il pensiero dei cuori che
sapettano, cnde rimanga per essi pegno di vittoria e di baona-
saga con come sara dolce pegno di affetti can per il felice
rex e



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