Notiziario "C", n. 5, 1963
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 5, 1963
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Un monumento al "Padre Santo" nel cuore del Porto di Genova, p. 2
- Eugenio C., p. 3
- Protagonista di un nobile e generoso episodio la "Melanesien" nel suo viaggio di addio, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1963 settembre - ottobre
- Estremi cronologici
- settembre 1963 – ottobre 1963
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/16
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
NOTIZIARIO
ditta Giacomo Costa fu Andrea - via
Anno III . Numero 5 - Settembre - Ottobre 1963
verrà impostata,
« Costruzione n.
Nei primi giorni del prossimo dicembre presso i
Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste, la 1884 », la
grande e moderna nave che la nostra Compagnia ha ordinato nel quadro
dello sviluppo e del perfezionamento delle rapide comunicazioni oceaniche
fra l'Italia e le Americhe
La superba unità avrà una iinea agile e moderna e verrà realizzata
secondo i più aggiornati criteri in materia di costruzioni navali. Avrà una
stazza lorda di 29.000 tonnellate, sarà lunga 217,38 metri, larga 29,30; la
velocità sarà di 27 nodi.
Ma, a parte questi dati, la nuova unità costituirà una vera e propria
«città galleggiante »; i 1600 passeggeri seicento cabine
(comode, confortevoli, con servizi privati e telefono), oltre che di sei
lussuosi appartamenti con televisione, frigorifero e bar; vasti e luminosi
saloni, tre piscine con lido, veranda bar, docce, spogliatoi, sala da ginna-
stica, «game-room », attrezzature per il golf, il ping-pong, il tiro al
piattello; e ancora il cinema-teatro con studio televisivo, soggiorni, sale
te, sale per scrittura e per giochi in tutte e tre le classi; una
disporranno di
per le fes
G
Periodico bimestrale
D'Annunzio, 2 -
Genova
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Due
« grill-.room »,
vasta e « night-club » con
speciali sale, con parco e piscina, saranno riservate ai bambini.
aggiornata biblioteca, il
La nuova unità avrà un impianto di aria condizionata, con possibilità
di regolazione per le singole cabine. Sarà in funzione un moderno impianto
per la distillazione e la potabilizzazione dell’acqua, mentre un attrezza-
tissimo ospedale, con ambulatorio e gabinetto radiologico, consentirà ai
passeggeri di avere una completa assistenza medico-chirurgica in caso di
ogni necessità. Due artistiche e raccolte Cappelle saranno a disposizione
dei passeggeri per quanto concerne le loro pratiche religiose.
Come si vede, il termine di « città galleggiante » è perfettamente appro
priato; si aggiungano i negozi, gli uffici dei servizi vari, il collegamento
continuo e immediato con ogni località di terraferma.
L'unità — che disporrà di due coppie di stabilizzatori — avrà due alte
e caratteristiche ciminiere a poppa che faranno maggiormente risaltare
la linea agile e snella. Motivo di orgoglio per l'armamento quanto per
l'industria navale italiana, la « Costruzione n. 1884» solcherà le rotte del
Sud America, affiancandosi così alla « Federico C. ».
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«Il Padre Santo » — l’umile que-
stuante cappuccino Francesco Ma-
ria da Camporosso, elevato nel di-
cembre I‘lello scorso tanno alia
gloria degli Altari — ritorna nel
porto di Genova, fra gli uomini
del mare che tanto amò e che
tanto gli furono vicini. Proprio là,
«negli stretti dedali attorno al por-
to», dove si recava ogni giorno
a raccogliere l’elemosina.
Domenica 27 ottobre, infatti, il
Cardinale Giuseppe Siri, Arcivesco-
vo di Genova, benedirà il nuovo mo.
numento al «Padre Santo», che
verrà collocato sulla piazza di No-
stra Signora delle Grazie al Molo,
proprio nel cuore della vecchia
Genova,
L'iniziativa di far tornare {il
Padre Santo fra i suoi marittimi,
fu presa da Padre Albino da Taggia
e trovò subito larghi consensi. Anzi,
Padre Albino ne parlò per la prima
volta, in termini ufficiali, durante
una riunione dei Cappellani dei
porti d’Italia tenutasi a Roma: il
« Padre Santo », dal Molo, avrebbe
certamente continuato la sua pre-
senza e il suo colloquio in mezzo
uuunnuan' unum
, ,
4 Giovanni Croese, il « Padre h
# Santo», nacque a Camporosso,
# paesino nell'entroterra della #
# Riviera Ligure di Ponente, nel /
$ 1804. Di famiglia modesta, si
s fece subito notare per la sua
# bontà e per il suo amore verso
# il prossimo. Era di costituzio-
# ne assai gracile, tanto che i ge
4 nitori, nel 1817, lo portarono
$ in pellegrinaggio al Santuario
# di Nostra Signora del Laghet-
‘# to, sulle Alpi marittime fran-
# cesi. «Quando tornò a Cam-
5 porosso », è stato scritto, « la
4 sua salute cominciò a rifiorire,
# come per un miracolo ».
# Rispondendo alla chiamata
$ del Signore, nel 1822 entrò,
$ quale laico, nei Conventuali di
# Sestri Ponente, divenendo ter-
# ziario col nome di « Fra’ Anto-
# nio ». Passò quindi ai Cappuc-
5 cini di Voltri, dove due anni
$ dopo assunse il nuovo nome
$ di «Fra Francesco Maria da
# Camporosso ». E da quel mo-
# mento la sua attività di « que-
4 stuante » — negli ambienti no-
$ bili e poveri — non ebbe più
# termine se non con la morte.
# Il«Porto Franco» di Geno-
# va, è stato detto, «fu la que-
7 stua del suo cuore ». Ì
I Infatti il « Padre Santo » —
# come per primi lo chiamarono
# gli uomini del mare, — era po-
$ polarissimo nel porto di Geno-
4 va, nessuno osava negargli
$ l’obolo; tutti si rivolgevano a
#4 lui per ogni necessità e il
# «questuante » aveva una paro-
4 la buona e una preghiera per
tutti.
; Colpito da colera, morì il
$ 17 settembre 1866, in fama di
# santità e fra lo strazio di tutta
4 Genova. Proclamato Beato da
g Pio XI il 30 giugno 1930, è sta-
$ to elevato alla Gloria degli Al-
# tari da Papa Giovanni XXIII
# il 9 dicembre 1962.
5 Il corpo del « Padre Santo »
# riposa nella Chiesa dei Cap-
# puccini, nel cuore di Genova.
$i
s
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nuunnunuannanazenana:
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
3
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MEVIOUOU
al popolo genovese, e specialmente
fra i lavoratori del porto e le loro
famiglie. In quest’ordine di idee
— come è stato scritto — si inserì
la significativa parola di Sua Emi-
nenza il Cardinale Siri: «Credo
che i portuali e quanti frequentano
le calate del porto di Genova, se
incontreranno tin qualche modo il
Padre Santo, incontreranno anche il
Signore... ». E il Vescovo Andrea
Pangrazio disse: «Credo che il
Padre Santo possa essere opportu-
mamente additato come uno spe-
ciale protettore per i portuali... ».
ses
Tutta la Liguria ha offerto per il
Monumento; i genovesi, la gente
delle due Riviere, operai, contadini
di Camporosso, portuali; un con-
tributo spontaneo, a larga base
popolare come del resto era nelle
intenzioni dei promotori: dar vita
al igrande complesso marmoreo
con la collaborazione del popolo
di Liguria, specialmente di quello
che aveva visto il « Santo questuan-
te » agire instancabile nelle campa-
gne, nei vicoli, in ogni dove. Lo
stesso, del resto, si era verificato
per il primo monumento al Padre
Santo, quello realizzato nel 1869
dallo scultore Carlo Rubatto.
Non appena il Comune di Genova
concesse il suolo pubblico per in.
nalzarvi il monumento, l’apposito
comitato si rivolse allo scultore
Guido Galletti perché plasmasse nel
marmo i sentimenti e la gratitudine
del popolo ligure verso il « Padre
Santo ». E Galletti si mise al la-
voro con lena, ma anche con pas
sione, con amore.
Ora tutto è finito. E dal 27 ot-
tobre, la figura del « Padre Santo »
dominerà la piazzetta del Santua-
rio di Nostra Signora delle Grazie
al Molo, «fra bacini e cantieri in.
dustriali, fra i portuali, fra i ma-
fittimi; proprio ai lati della Chiesa
ove è l’antica immagine della Ma-
donna, con frequenza visitata e
venerata dal Padre Santo... ».
L'imponente gruppo marmoreo
del Galletti si compone di cin-
que figure; alto sei metri, il com-
plesso poggia su un basamento di
pietra grigia. «L'artista», è sta-
to scritto, «fissa nel marmo un
momento dell’abituale incontro del
Padre Santo con la gente del po-
polo. Nello sviluppo della scena
sono rappresentati episodi storici
da lui vissuti nelle vicinanze del
Porto di Genova, durante il giro
della sua singolare questua, tra-
sformata in splendido apostolato
di bene religioso e sociale, fusi
in unità ideale e riportati in
unico ambiente: la piazzetta delie
Grazie al Molo. Il Santo si eleva
slanciato, per soprannaturale gran-
dezza, ,dalla modesta gente che
gli è attorno. Nei tratti del viso
è incisa l’austerità dell’indole resa
più marcata dalla penitenza, ma
soffusa di dolce mitezza. Il man-
tello gli scende dalle spalle in
morbide pieghe, che quasi flut-
tuano leggermente sotto l’azione
Una bella inquadratura del monumento al « Padre Santo» sulla piazza
del Santuario di Nostra Signora delle Grazie al Molo, a Genova, Furono i
portuali a chiamare per primi « Padre Santo» l’umile cappuccino che si
recava ogni giorno nella zona del porto a chiedere a tutti indistintamente
un obolo e pronto a dare consigli. Il monumento, in marmo bianco di
Carrara, è opera dello scultore genovese Guido Galletti.
delle braccia aperte e accoglienti.
Sull’abito cappuccino il cordone, da
cui pende la corona del rosario
con la piccola croce, i piedi por-
tano ruvidi sandali. Al fianco si-
nistro si scorge la caratteristica
sporticina di vimini, usata nell’uf-
ficio di cercatore, come la si ve-
de in tutte le rappresentazioni deal
Santo, dipinte o scolpite.
« Essenziali elementi del gruppo
marmoreo, che gli conferiscono at-
trazione e mobilità di vita, sono ie
altre quattro figure: l’uomo in gi-
nocchio, il «caravana », la donna
con la bimba. Il primo si piega im-
plorante davanti al Padre Santo
E’ a dorso nudo, i piedi scalzi,
ricoperto da misero indumento:
si tratta di un marinaio alla ri-
cerca di un rifugio benefico tro.
vato presso l'Uomo di Dio. L’al-
tro in posizione eretta, è un ca-
ravana e indossa le tipiche vesti
della Compagnia degli scaricatori
de! porto di Genova all’epoca dei
Questuante. Completano il gruppo
due figure femminili: una giovane
madre che sorregge la tenera figlia
morente. La donna riflette nel vol-
to affannosa mestizia, riaccesa da
un palpito di misteriosa speranza,
per la presenza del Santo, verso
cui è amorosamente sospinta dal
pietoso caravana. Il corpicino della
bimba è inerte fra le braccia della
mamma; le labbra socchiuse, i
grandi occhi erranti, la chioma di-
sciolta e scomposta, una mano
abbandonata languida nel vuoto. Il
drammatico particolare traduce l’e-
mozionante episodio miracoloso che
si compirà nel successivo mo-
mento... »,
Dredicesima puntata della
staria dela Linea
50; 4“
Mano a mano che ci avvicinia-
mo nel tempo la storia della no-
stra Compagnia diventa sempre
più cronaca e quindi il « curricu-
lum» delle navi si fa più ristretto.
E’ il caso dell’unità, alla quale è
dedicata questa tredicesima pun-
tata, l’'« Eugenio C.», una «Liber-
ty », gemella dell’« Enrico C.» del.
la quale ci siamo occupati nei nu-
mero scorso. L’« Eugenio C.» ven-
ne costruita, in acciaio a scafo
interamente saldato, nel 1944 a
Jacksonville e varata poco tempo
dopo, col nome di «Edwin G.
Weed »; le sue caratteristiche: lun-
ghezza metri 134,58; larghezza 17,38,
altezza 10,62, stazza lorda tonnel-
late 7189,99, netta 4429,77; il mo-
tore a vapore, a triplice espansio-
ne, fu costruito nel 1944 a Mil-
waukee, Hp nom. 483, indicati al-
le prove 2500. Terminato il con-
flitto, come tante altre « Liberty »,
la nave venne venduta e adibita 2
scopi commerciali. L’'« Eugenio C. »,
fu comprata dalla nostra Compagnia
il 3/1/1947 e iscritta al Com. di Ge-
nova, col m. 2536, 1’11/4/1947.
Adibita al trasporto di merci in
genere, ha svolto in tutti questi
anni un lavoro prezioso, viaggian-
do da un continente all’altro, sem-
pre nel pieno rispetto del « ruoli-
no di marcia ». E’ stata recente
mente venduta, come l’« Enrico
C.», a Compagnia straniera.
>» FUGENIO C.
L'« Eugenio €C.», costruita a scopo bellico e finita al servizio della pace.
PROTAGONISTA DI UN NOBILE E GENEROSO EPISODIO
LA ” MELANESIEN,, NEL SUO VIAGGIO DI ADDIO
All’onore delle nostre cronache
portiamo in questo numero il vec-
chio « Melanesten », la nave già in
precedenza chiamata « Asuncion » e
«Indrapoera ». La «Melanesien» ha
voluto chiudere in bellezza il suo
ultimo viaggio a Marsiglia con un
nobile e generoso episodio che ci è
stato comunicato dal comandante
della nave stessa, Capitano superio-
re di lungo corso Giuseppe Fag-
gioni.
Martedì 25 giugno la «Melanesien»
stava procedendo la navigazione du
Curacao a Port de France, ostaco-
lata da forti venti contrari. Verso
le 18, un aereo della Marina statu-
nitense sorvolò la nave a bassa quo-
ta, dirigendosi poi verso nord, ‘in
direzione di Portorico. Mezz’ora do-
po la Guardia Costiera di Portorico
chiese alla nave la posizione che
RT
veniva immediatamente segnalata.
Poco dopo, via radio, una segnala-
zione: il peschereccio «S. Berna-
dette » si trova in difficoltà, ur-
geva soccorso per salvare le tre
persone che erano a bordo.
La « Melanesien » dirottava imme-
diatamente verso la posizione del
« Bernadette » e ne dava avviso; ave-
va inizio così una vera e propria
corsa contro il tempo per soccorrere
tre persone in pericolo. Alle 20,40,
intanto, San Juan comunicava che
un altro aereo si dirigeva per col-
laborare verso la zona, dove la
nave giungeva alle 21,15. Poco dopo
l’aereo lanciava segnali luminosi fa-
vorendo così le ricerche del pe-
schereccio che era avvistato alle
21,45 dalla nave italiana.
Alle 22,05, il comandante della
« Melanesien » impartiva il « pronti
sar
in macchina »; la manovra di av-
vicinamento al « Bernadette » aveva
inizio lentamente, ma veniva for-
temente ostacolata dal vento e dal
mare agitato, oltre che dalla cor-
rente. Finalmente, alle 23,30 si po-
teva effettuare l'accostamento; i tre
componenti del peschereccio veniva-
no issati a bordo; erano al limite
di ogni possibilità umana, stremati;
il medico di bordo li visitava imme-
diatamente, ed apprestava loro le
prime cure.
Intanto si prospettava un altro
problema: il peschereccio doveva
essere abbandonato? Poiché le di
mensioni erano modeste, veniva de-
ciso di imbragarlo e di alzarlo in
coperta, operazione che era com-
piuta in tempo record, tanto che
alle 0,50 tutto era finito. E si poteva
così riprendere la navigazione verso
La « Melanesien » ha voluto chiudere in bellezza la sua vita sul mare.
Port de France, comunicando a
San Juan che uomini e pescherec-
cio erano stati tratti in salvo.
La Guardia Costiera trasmetteva,
via radio, le felicitazioni e il grazie
all’equipaggio italiano per ciò che
aveva fatto.
Verso le 9 del giorno dopo, cioè
i! 26, i tre naufraghi potevano es-
sere interrogati; dicevano di essere
John Elkana di 49 anni, residente
a Vieux Fort (Isola di Santa Lucia),
padrone; Peter Paul di 21 anni,
residente a Castries (Isola di Santa
Lucia), Marinaio: Lauis Macdonald
di 34 anni, residente a Vieux Fort,
marinaio. Col loro peschereccio
erano partiti la mattina del 20 giu-
gno da Vieur Fort, per una battuta
di pesca, tutto sembrava procedere
normalmente, quando lo stesso gior.
no, verso le 15, avevano avuto una
avaria al motore. Da quel momento
erano rimasti in balia delle onde,
andando alla deriva, stremati dalla
fame e dalla sete (a bordo, al
momento della partenza non aveva-
no che quattro bottiglie di acqua).
Invano avevano atteso soccorso:
diverse navi erano passate nelle
vicinanze, ma non li avevamo scorti;
già stavano per perdere ogni spe-
ranza di salvezza quando avevano
visto una nave avvicinarsi: era la
« Melanesien ».
Un episodio come tanti altri, una
riprova dello spirito di sacrificio
e della generosità che anima tutti i
marittimi del mondo. Nel caso della
«Melanesien », però, l'episodio ac-
quista un significato del tutto par-
ticolare: l'ultimo gesto di altruismo
di una nave nel suo malinconico
viaggio di addio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre
GIORNALE DI BORDO
Benvenuta,
Fiocco rosa nella grande famiglia
del «Notiziario C»: è mata «La
Luisette », giornale di bordo della
«Luisa Costa». Dopo la « Formag-
getta », « Pala e prua », e « La voce
dell'onda », dopo tutti i simpatici
fogli naviganti, ecco « La Luisette »,
la più giovane, la benvenuta, quin-
di, nella nostra famiglia di... carta
stampata.
Dunque, « La Luisette », nel suo
primo numero straordinario, si è
rivolta a noi con una gentile,
garbata e spiritosa lettera che ri-
produciamo fedelmente: « Signor di-
rettore, timida per matura, esco
solo due volte a viaggio, ho molti
amici e vorrei tanto che mi tro-
vassero bella di fuori quanto lo
sono nell’interno. Vestita alla buona
mi presento fra le sue mani. Mi
spogli pure, ma con delicatezza,
mì rovisti, le piacerò, mi vorrà
bene, gliene vorrò. Troverà in me
qualcosa che interesserà tutti. Sono
fiera di essere la prima rivista di
una carretta «C », sono orgogliosa
di non essere conformista. Mi ri.
volgo a lei per pregarla di interes-
sarsi del mio caso, non chiedo
gioielli, né pecunia, solo un vestito,
non importa che sia un modello
Dior o Balenciaga, né in carta
ertra lucida di tipo speciale. Niente
lusso!!! Solo vorrei essere decorosa
quanto sono sincera e democratica.
Più che per me, per i miei affe-
zionati lettori che mi vorrebbero
vedere sempre elegante. Può lei,
che è sempre tanto gentile, pro-
curarmi gratuitamente un vestito
fatto di un migliaio di fogli in-
testati in grandi lettere, con lo
stile che le sembra più opportuno?
Sono certa di sì. Grata del suo
‘Luisette ,,
prò essere con lei tanto carina.
Grazie. « La Luisette ».
Cara «Luisette, si può dire di
no ad un desiderio come il tuo?
Per te si rinnova la favola di Ce-
nerentola. Ecco, voglio dirti subito
questo: avrai un vestito bellissimo,
splendido come tutti i modelli di
Balenciaga, Dior, Saint Laurent e
Cardin messi insieme. Un vestito
sfarzoso, ma anche dignitoso. Ho
provato a spogliarti con la delicatez-
za che mi hai raccomandato. E vesti-
to su vestito (pardon, pagina su pa-
gina) ho trovato tutto interessante.
Ho letto: «Il prezzo della nostra
felicità », «Il crepuscolo », i rac-
conti sportivi, una delle tue dome-
niche, « Alla maniera di Chicago »,
e così via. Ho letto tutto e, a
proposito, cara Luisette, ho visto
anche quel rettangolino con lo
spazio riservato all'articolo del si-
gnor Trucchi Giacomo. Chi è que-
sto signor Trucchi che ti ha fatto
il trucco... di prometterti un arti-
colo senza mantenere la parola?
Oltre tutto deve essere anche di
cattivo gusto, perché, scusa, non îo
faccio per complimento, ma come
si può negarti un favore?
Ma ritorniamo a... bomba, cioè
all’abito. Sarai senz'altro. acconten-
tata e al più presto. E’ un piacere
fare qualcosa per te. E sai che
cosa chiedo in cambio? Oh... nulla,
soltanto che tu, nelle tue scorri-
bande lungo il mondo, ti ricordi
ogni tanto di me, inviandomi qual-
che resoconto, dicendomi come va
la vita a bordo, se il signor Truc-
chi fa sempre il trucco. Mandami,
insomma, qualche lettera: e io
prometto che ti risponderò.
Una fotografia della « Paola Costa », la motonave danese recentemente com-
prata dalla nostra Compagnia ed entrata in linea lo scorso agosto sulla
linea del Nord America, Un'altra nave è intanto venuta a far parte della
LINEA « C. »: si tratta della « Giovanna Costa », gemella della « Bice Costa »
e della «Luisa Costa ». La nave si chiamava « Beavercove »; stazza lorda
tonnellate 9.628, netta 5.810; velocità 16 nodi, portata tonnellate 11.180.
E’ adibita alla linea del Sud America,
0441
Programma di costruzione
di alloggi per lavoratori
interessamento, mi vedo di giù
molto più graziosa. Le prometto
che alla mia prossima visita, sa-
Benvenuta, dunque, nella nostra
famiglia e tanti tanti auguri.
Continua l’attività all'estero dei gruppi sportivi delle nostre navi. La
squadra di calcio della « Maria Costa », ha sostenuto domenica 25 agosto
un combattuto incontro con la squadra della ditta « Luigi Serra » (spedi-
zionieri marittimi), al «Red Hook Oval» di Brooklyn. La partita si è
conclusa con la vittoria del « Luigi Serra» per 4 a 3, ma un risultato
di parità sarebbe stato più giusto, come hanno scritto i giornali locali, Erano
presenti il presidente della LIAC di New York, signor Giorgio Piscopo, il
comandante Sardi, il direttore di macchina Roncallo e i dirigenti del « Luigi
Serra. La squadra della « Maria Costa » — qui fotografata col sig. Piscopo
— era composta dai seguente giocatori: Zuccaro; La Greca, Tuvo; Baldi,
Grosso, Piccolo; Corva, Cappelluti, Salvino, Finocchiaro, Celli, D’Epifanio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
Con l’entrata in vigore della leg-
ge per la liquidazione del patrimo-
rio edilizio della Gestione INA.
CASA (Legge 14-2-1963 N. 60) è sta-
to istituito un programma edilizio
decennale per la costruzione di al-
loggi per lavoratori. Attualmente
tale legge è in corso di regolamen-
tazione.
I piani che verranno predispo-
sti, sempre secondo la citata nuova
legge, prevedono la costruzione di
alloggi destinati a cooperative, i
cui soci Siano disposti a concorrere
alla costruzione stessa con l’appor.
to del costo dell’area, ovvero con
un versamento la cui entità verrà
stabilita dalla Gestione Case per
Lavoratori al momento del bando
e che non potrà essere in ogni ca-
so inferiore al 15% del costo tota-
le dell'alloggio.
E’ inteso che possono usufruire
della citata legge soltanto coloro
che versano i contributi INA-CASA
e che hanno i requisiti previsti per
la concessione degli alloggi a tipo
popolare ed economico.
Pertanto la Cooperativa Edilizia
AUXILIUM-UCID . SECONDA -
con sede in Genova, Via Assarot-
ti 7, in collaborazione con altre
cooperative, sta predisponendo un
piano per attuare alcune importan-
ti iniziative edilizie.
Per raggiungere tale scopo e per
favorire i soci, il Comune di Ge-
nova ha concesso una vasta area
lotizzata nella zona S. Tecla . Via
Sapeto, a prezzo non speculativo.
E’ molto importante ed urgente
che la cooperativa AUXILIUM -
UCID predisponga — fin d’ora —
il suo corpo sociale per trovarsi
pronta alla pubblicazione dei re-
lativi bandi. Di conseguenza, tutti
coloro che desiderano fare doman-
da o avere maggiori informazioni
possono rivolgersi alla citata Coo-
perativa AUXILIUM-UCID.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
_ Spedizione in abb. post., Gruppo I
Anno III - N. 5 - Settembre-Ottobre na Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Autor. Trib. di Genova N. 526 del =
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE - Genova
- extracted text
-
NOTIZIARIO
ditta Giacomo Costa fu Andrea - via
Anno III . Numero 5 - Settembre - Ottobre 1963
verrà impostata,
« Costruzione n.
Nei primi giorni del prossimo dicembre presso i
Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste, la 1884 », la
grande e moderna nave che la nostra Compagnia ha ordinato nel quadro
dello sviluppo e del perfezionamento delle rapide comunicazioni oceaniche
fra l'Italia e le Americhe
La superba unità avrà una iinea agile e moderna e verrà realizzata
secondo i più aggiornati criteri in materia di costruzioni navali. Avrà una
stazza lorda di 29.000 tonnellate, sarà lunga 217,38 metri, larga 29,30; la
velocità sarà di 27 nodi.
Ma, a parte questi dati, la nuova unità costituirà una vera e propria
«città galleggiante »; i 1600 passeggeri seicento cabine
(comode, confortevoli, con servizi privati e telefono), oltre che di sei
lussuosi appartamenti con televisione, frigorifero e bar; vasti e luminosi
saloni, tre piscine con lido, veranda bar, docce, spogliatoi, sala da ginna-
stica, «game-room », attrezzature per il golf, il ping-pong, il tiro al
piattello; e ancora il cinema-teatro con studio televisivo, soggiorni, sale
te, sale per scrittura e per giochi in tutte e tre le classi; una
disporranno di
per le fes
G
Periodico bimestrale
D'Annunzio, 2 -
Genova
Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV
Due
« grill-.room »,
vasta e « night-club » con
speciali sale, con parco e piscina, saranno riservate ai bambini.
aggiornata biblioteca, il
La nuova unità avrà un impianto di aria condizionata, con possibilità
di regolazione per le singole cabine. Sarà in funzione un moderno impianto
per la distillazione e la potabilizzazione dell’acqua, mentre un attrezza-
tissimo ospedale, con ambulatorio e gabinetto radiologico, consentirà ai
passeggeri di avere una completa assistenza medico-chirurgica in caso di
ogni necessità. Due artistiche e raccolte Cappelle saranno a disposizione
dei passeggeri per quanto concerne le loro pratiche religiose.
Come si vede, il termine di « città galleggiante » è perfettamente appro
priato; si aggiungano i negozi, gli uffici dei servizi vari, il collegamento
continuo e immediato con ogni località di terraferma.
L'unità — che disporrà di due coppie di stabilizzatori — avrà due alte
e caratteristiche ciminiere a poppa che faranno maggiormente risaltare
la linea agile e snella. Motivo di orgoglio per l'armamento quanto per
l'industria navale italiana, la « Costruzione n. 1884» solcherà le rotte del
Sud America, affiancandosi così alla « Federico C. ».
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«Il Padre Santo » — l’umile que-
stuante cappuccino Francesco Ma-
ria da Camporosso, elevato nel di-
cembre I‘lello scorso tanno alia
gloria degli Altari — ritorna nel
porto di Genova, fra gli uomini
del mare che tanto amò e che
tanto gli furono vicini. Proprio là,
«negli stretti dedali attorno al por-
to», dove si recava ogni giorno
a raccogliere l’elemosina.
Domenica 27 ottobre, infatti, il
Cardinale Giuseppe Siri, Arcivesco-
vo di Genova, benedirà il nuovo mo.
numento al «Padre Santo», che
verrà collocato sulla piazza di No-
stra Signora delle Grazie al Molo,
proprio nel cuore della vecchia
Genova,
L'iniziativa di far tornare {il
Padre Santo fra i suoi marittimi,
fu presa da Padre Albino da Taggia
e trovò subito larghi consensi. Anzi,
Padre Albino ne parlò per la prima
volta, in termini ufficiali, durante
una riunione dei Cappellani dei
porti d’Italia tenutasi a Roma: il
« Padre Santo », dal Molo, avrebbe
certamente continuato la sua pre-
senza e il suo colloquio in mezzo
uuunnuan' unum
, ,
4 Giovanni Croese, il « Padre h
# Santo», nacque a Camporosso,
# paesino nell'entroterra della #
# Riviera Ligure di Ponente, nel /
$ 1804. Di famiglia modesta, si
s fece subito notare per la sua
# bontà e per il suo amore verso
# il prossimo. Era di costituzio-
# ne assai gracile, tanto che i ge
4 nitori, nel 1817, lo portarono
$ in pellegrinaggio al Santuario
# di Nostra Signora del Laghet-
‘# to, sulle Alpi marittime fran-
# cesi. «Quando tornò a Cam-
5 porosso », è stato scritto, « la
4 sua salute cominciò a rifiorire,
# come per un miracolo ».
# Rispondendo alla chiamata
$ del Signore, nel 1822 entrò,
$ quale laico, nei Conventuali di
# Sestri Ponente, divenendo ter-
# ziario col nome di « Fra’ Anto-
# nio ». Passò quindi ai Cappuc-
5 cini di Voltri, dove due anni
$ dopo assunse il nuovo nome
$ di «Fra Francesco Maria da
# Camporosso ». E da quel mo-
# mento la sua attività di « que-
4 stuante » — negli ambienti no-
$ bili e poveri — non ebbe più
# termine se non con la morte.
# Il«Porto Franco» di Geno-
# va, è stato detto, «fu la que-
7 stua del suo cuore ». Ì
I Infatti il « Padre Santo » —
# come per primi lo chiamarono
# gli uomini del mare, — era po-
$ polarissimo nel porto di Geno-
4 va, nessuno osava negargli
$ l’obolo; tutti si rivolgevano a
#4 lui per ogni necessità e il
# «questuante » aveva una paro-
4 la buona e una preghiera per
tutti.
; Colpito da colera, morì il
$ 17 settembre 1866, in fama di
# santità e fra lo strazio di tutta
4 Genova. Proclamato Beato da
g Pio XI il 30 giugno 1930, è sta-
$ to elevato alla Gloria degli Al-
# tari da Papa Giovanni XXIII
# il 9 dicembre 1962.
5 Il corpo del « Padre Santo »
# riposa nella Chiesa dei Cap-
# puccini, nel cuore di Genova.
$i
s
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nuunnunuannanazenana:
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina due
3
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MEVIOUOU
al popolo genovese, e specialmente
fra i lavoratori del porto e le loro
famiglie. In quest’ordine di idee
— come è stato scritto — si inserì
la significativa parola di Sua Emi-
nenza il Cardinale Siri: «Credo
che i portuali e quanti frequentano
le calate del porto di Genova, se
incontreranno tin qualche modo il
Padre Santo, incontreranno anche il
Signore... ». E il Vescovo Andrea
Pangrazio disse: «Credo che il
Padre Santo possa essere opportu-
mamente additato come uno spe-
ciale protettore per i portuali... ».
ses
Tutta la Liguria ha offerto per il
Monumento; i genovesi, la gente
delle due Riviere, operai, contadini
di Camporosso, portuali; un con-
tributo spontaneo, a larga base
popolare come del resto era nelle
intenzioni dei promotori: dar vita
al igrande complesso marmoreo
con la collaborazione del popolo
di Liguria, specialmente di quello
che aveva visto il « Santo questuan-
te » agire instancabile nelle campa-
gne, nei vicoli, in ogni dove. Lo
stesso, del resto, si era verificato
per il primo monumento al Padre
Santo, quello realizzato nel 1869
dallo scultore Carlo Rubatto.
Non appena il Comune di Genova
concesse il suolo pubblico per in.
nalzarvi il monumento, l’apposito
comitato si rivolse allo scultore
Guido Galletti perché plasmasse nel
marmo i sentimenti e la gratitudine
del popolo ligure verso il « Padre
Santo ». E Galletti si mise al la-
voro con lena, ma anche con pas
sione, con amore.
Ora tutto è finito. E dal 27 ot-
tobre, la figura del « Padre Santo »
dominerà la piazzetta del Santua-
rio di Nostra Signora delle Grazie
al Molo, «fra bacini e cantieri in.
dustriali, fra i portuali, fra i ma-
fittimi; proprio ai lati della Chiesa
ove è l’antica immagine della Ma-
donna, con frequenza visitata e
venerata dal Padre Santo... ».
L'imponente gruppo marmoreo
del Galletti si compone di cin-
que figure; alto sei metri, il com-
plesso poggia su un basamento di
pietra grigia. «L'artista», è sta-
to scritto, «fissa nel marmo un
momento dell’abituale incontro del
Padre Santo con la gente del po-
polo. Nello sviluppo della scena
sono rappresentati episodi storici
da lui vissuti nelle vicinanze del
Porto di Genova, durante il giro
della sua singolare questua, tra-
sformata in splendido apostolato
di bene religioso e sociale, fusi
in unità ideale e riportati in
unico ambiente: la piazzetta delie
Grazie al Molo. Il Santo si eleva
slanciato, per soprannaturale gran-
dezza, ,dalla modesta gente che
gli è attorno. Nei tratti del viso
è incisa l’austerità dell’indole resa
più marcata dalla penitenza, ma
soffusa di dolce mitezza. Il man-
tello gli scende dalle spalle in
morbide pieghe, che quasi flut-
tuano leggermente sotto l’azione
Una bella inquadratura del monumento al « Padre Santo» sulla piazza
del Santuario di Nostra Signora delle Grazie al Molo, a Genova, Furono i
portuali a chiamare per primi « Padre Santo» l’umile cappuccino che si
recava ogni giorno nella zona del porto a chiedere a tutti indistintamente
un obolo e pronto a dare consigli. Il monumento, in marmo bianco di
Carrara, è opera dello scultore genovese Guido Galletti.
delle braccia aperte e accoglienti.
Sull’abito cappuccino il cordone, da
cui pende la corona del rosario
con la piccola croce, i piedi por-
tano ruvidi sandali. Al fianco si-
nistro si scorge la caratteristica
sporticina di vimini, usata nell’uf-
ficio di cercatore, come la si ve-
de in tutte le rappresentazioni deal
Santo, dipinte o scolpite.
« Essenziali elementi del gruppo
marmoreo, che gli conferiscono at-
trazione e mobilità di vita, sono ie
altre quattro figure: l’uomo in gi-
nocchio, il «caravana », la donna
con la bimba. Il primo si piega im-
plorante davanti al Padre Santo
E’ a dorso nudo, i piedi scalzi,
ricoperto da misero indumento:
si tratta di un marinaio alla ri-
cerca di un rifugio benefico tro.
vato presso l'Uomo di Dio. L’al-
tro in posizione eretta, è un ca-
ravana e indossa le tipiche vesti
della Compagnia degli scaricatori
de! porto di Genova all’epoca dei
Questuante. Completano il gruppo
due figure femminili: una giovane
madre che sorregge la tenera figlia
morente. La donna riflette nel vol-
to affannosa mestizia, riaccesa da
un palpito di misteriosa speranza,
per la presenza del Santo, verso
cui è amorosamente sospinta dal
pietoso caravana. Il corpicino della
bimba è inerte fra le braccia della
mamma; le labbra socchiuse, i
grandi occhi erranti, la chioma di-
sciolta e scomposta, una mano
abbandonata languida nel vuoto. Il
drammatico particolare traduce l’e-
mozionante episodio miracoloso che
si compirà nel successivo mo-
mento... »,
Dredicesima puntata della
staria dela Linea
50; 4“
Mano a mano che ci avvicinia-
mo nel tempo la storia della no-
stra Compagnia diventa sempre
più cronaca e quindi il « curricu-
lum» delle navi si fa più ristretto.
E’ il caso dell’unità, alla quale è
dedicata questa tredicesima pun-
tata, l’'« Eugenio C.», una «Liber-
ty », gemella dell’« Enrico C.» del.
la quale ci siamo occupati nei nu-
mero scorso. L’« Eugenio C.» ven-
ne costruita, in acciaio a scafo
interamente saldato, nel 1944 a
Jacksonville e varata poco tempo
dopo, col nome di «Edwin G.
Weed »; le sue caratteristiche: lun-
ghezza metri 134,58; larghezza 17,38,
altezza 10,62, stazza lorda tonnel-
late 7189,99, netta 4429,77; il mo-
tore a vapore, a triplice espansio-
ne, fu costruito nel 1944 a Mil-
waukee, Hp nom. 483, indicati al-
le prove 2500. Terminato il con-
flitto, come tante altre « Liberty »,
la nave venne venduta e adibita 2
scopi commerciali. L’'« Eugenio C. »,
fu comprata dalla nostra Compagnia
il 3/1/1947 e iscritta al Com. di Ge-
nova, col m. 2536, 1’11/4/1947.
Adibita al trasporto di merci in
genere, ha svolto in tutti questi
anni un lavoro prezioso, viaggian-
do da un continente all’altro, sem-
pre nel pieno rispetto del « ruoli-
no di marcia ». E’ stata recente
mente venduta, come l’« Enrico
C.», a Compagnia straniera.
>» FUGENIO C.
L'« Eugenio €C.», costruita a scopo bellico e finita al servizio della pace.
PROTAGONISTA DI UN NOBILE E GENEROSO EPISODIO
LA ” MELANESIEN,, NEL SUO VIAGGIO DI ADDIO
All’onore delle nostre cronache
portiamo in questo numero il vec-
chio « Melanesten », la nave già in
precedenza chiamata « Asuncion » e
«Indrapoera ». La «Melanesien» ha
voluto chiudere in bellezza il suo
ultimo viaggio a Marsiglia con un
nobile e generoso episodio che ci è
stato comunicato dal comandante
della nave stessa, Capitano superio-
re di lungo corso Giuseppe Fag-
gioni.
Martedì 25 giugno la «Melanesien»
stava procedendo la navigazione du
Curacao a Port de France, ostaco-
lata da forti venti contrari. Verso
le 18, un aereo della Marina statu-
nitense sorvolò la nave a bassa quo-
ta, dirigendosi poi verso nord, ‘in
direzione di Portorico. Mezz’ora do-
po la Guardia Costiera di Portorico
chiese alla nave la posizione che
RT
veniva immediatamente segnalata.
Poco dopo, via radio, una segnala-
zione: il peschereccio «S. Berna-
dette » si trova in difficoltà, ur-
geva soccorso per salvare le tre
persone che erano a bordo.
La « Melanesien » dirottava imme-
diatamente verso la posizione del
« Bernadette » e ne dava avviso; ave-
va inizio così una vera e propria
corsa contro il tempo per soccorrere
tre persone in pericolo. Alle 20,40,
intanto, San Juan comunicava che
un altro aereo si dirigeva per col-
laborare verso la zona, dove la
nave giungeva alle 21,15. Poco dopo
l’aereo lanciava segnali luminosi fa-
vorendo così le ricerche del pe-
schereccio che era avvistato alle
21,45 dalla nave italiana.
Alle 22,05, il comandante della
« Melanesien » impartiva il « pronti
sar
in macchina »; la manovra di av-
vicinamento al « Bernadette » aveva
inizio lentamente, ma veniva for-
temente ostacolata dal vento e dal
mare agitato, oltre che dalla cor-
rente. Finalmente, alle 23,30 si po-
teva effettuare l'accostamento; i tre
componenti del peschereccio veniva-
no issati a bordo; erano al limite
di ogni possibilità umana, stremati;
il medico di bordo li visitava imme-
diatamente, ed apprestava loro le
prime cure.
Intanto si prospettava un altro
problema: il peschereccio doveva
essere abbandonato? Poiché le di
mensioni erano modeste, veniva de-
ciso di imbragarlo e di alzarlo in
coperta, operazione che era com-
piuta in tempo record, tanto che
alle 0,50 tutto era finito. E si poteva
così riprendere la navigazione verso
La « Melanesien » ha voluto chiudere in bellezza la sua vita sul mare.
Port de France, comunicando a
San Juan che uomini e pescherec-
cio erano stati tratti in salvo.
La Guardia Costiera trasmetteva,
via radio, le felicitazioni e il grazie
all’equipaggio italiano per ciò che
aveva fatto.
Verso le 9 del giorno dopo, cioè
i! 26, i tre naufraghi potevano es-
sere interrogati; dicevano di essere
John Elkana di 49 anni, residente
a Vieux Fort (Isola di Santa Lucia),
padrone; Peter Paul di 21 anni,
residente a Castries (Isola di Santa
Lucia), Marinaio: Lauis Macdonald
di 34 anni, residente a Vieux Fort,
marinaio. Col loro peschereccio
erano partiti la mattina del 20 giu-
gno da Vieur Fort, per una battuta
di pesca, tutto sembrava procedere
normalmente, quando lo stesso gior.
no, verso le 15, avevano avuto una
avaria al motore. Da quel momento
erano rimasti in balia delle onde,
andando alla deriva, stremati dalla
fame e dalla sete (a bordo, al
momento della partenza non aveva-
no che quattro bottiglie di acqua).
Invano avevano atteso soccorso:
diverse navi erano passate nelle
vicinanze, ma non li avevamo scorti;
già stavano per perdere ogni spe-
ranza di salvezza quando avevano
visto una nave avvicinarsi: era la
« Melanesien ».
Un episodio come tanti altri, una
riprova dello spirito di sacrificio
e della generosità che anima tutti i
marittimi del mondo. Nel caso della
«Melanesien », però, l'episodio ac-
quista un significato del tutto par-
ticolare: l'ultimo gesto di altruismo
di una nave nel suo malinconico
viaggio di addio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina tre
GIORNALE DI BORDO
Benvenuta,
Fiocco rosa nella grande famiglia
del «Notiziario C»: è mata «La
Luisette », giornale di bordo della
«Luisa Costa». Dopo la « Formag-
getta », « Pala e prua », e « La voce
dell'onda », dopo tutti i simpatici
fogli naviganti, ecco « La Luisette »,
la più giovane, la benvenuta, quin-
di, nella nostra famiglia di... carta
stampata.
Dunque, « La Luisette », nel suo
primo numero straordinario, si è
rivolta a noi con una gentile,
garbata e spiritosa lettera che ri-
produciamo fedelmente: « Signor di-
rettore, timida per matura, esco
solo due volte a viaggio, ho molti
amici e vorrei tanto che mi tro-
vassero bella di fuori quanto lo
sono nell’interno. Vestita alla buona
mi presento fra le sue mani. Mi
spogli pure, ma con delicatezza,
mì rovisti, le piacerò, mi vorrà
bene, gliene vorrò. Troverà in me
qualcosa che interesserà tutti. Sono
fiera di essere la prima rivista di
una carretta «C », sono orgogliosa
di non essere conformista. Mi ri.
volgo a lei per pregarla di interes-
sarsi del mio caso, non chiedo
gioielli, né pecunia, solo un vestito,
non importa che sia un modello
Dior o Balenciaga, né in carta
ertra lucida di tipo speciale. Niente
lusso!!! Solo vorrei essere decorosa
quanto sono sincera e democratica.
Più che per me, per i miei affe-
zionati lettori che mi vorrebbero
vedere sempre elegante. Può lei,
che è sempre tanto gentile, pro-
curarmi gratuitamente un vestito
fatto di un migliaio di fogli in-
testati in grandi lettere, con lo
stile che le sembra più opportuno?
Sono certa di sì. Grata del suo
‘Luisette ,,
prò essere con lei tanto carina.
Grazie. « La Luisette ».
Cara «Luisette, si può dire di
no ad un desiderio come il tuo?
Per te si rinnova la favola di Ce-
nerentola. Ecco, voglio dirti subito
questo: avrai un vestito bellissimo,
splendido come tutti i modelli di
Balenciaga, Dior, Saint Laurent e
Cardin messi insieme. Un vestito
sfarzoso, ma anche dignitoso. Ho
provato a spogliarti con la delicatez-
za che mi hai raccomandato. E vesti-
to su vestito (pardon, pagina su pa-
gina) ho trovato tutto interessante.
Ho letto: «Il prezzo della nostra
felicità », «Il crepuscolo », i rac-
conti sportivi, una delle tue dome-
niche, « Alla maniera di Chicago »,
e così via. Ho letto tutto e, a
proposito, cara Luisette, ho visto
anche quel rettangolino con lo
spazio riservato all'articolo del si-
gnor Trucchi Giacomo. Chi è que-
sto signor Trucchi che ti ha fatto
il trucco... di prometterti un arti-
colo senza mantenere la parola?
Oltre tutto deve essere anche di
cattivo gusto, perché, scusa, non îo
faccio per complimento, ma come
si può negarti un favore?
Ma ritorniamo a... bomba, cioè
all’abito. Sarai senz'altro. acconten-
tata e al più presto. E’ un piacere
fare qualcosa per te. E sai che
cosa chiedo in cambio? Oh... nulla,
soltanto che tu, nelle tue scorri-
bande lungo il mondo, ti ricordi
ogni tanto di me, inviandomi qual-
che resoconto, dicendomi come va
la vita a bordo, se il signor Truc-
chi fa sempre il trucco. Mandami,
insomma, qualche lettera: e io
prometto che ti risponderò.
Una fotografia della « Paola Costa », la motonave danese recentemente com-
prata dalla nostra Compagnia ed entrata in linea lo scorso agosto sulla
linea del Nord America, Un'altra nave è intanto venuta a far parte della
LINEA « C. »: si tratta della « Giovanna Costa », gemella della « Bice Costa »
e della «Luisa Costa ». La nave si chiamava « Beavercove »; stazza lorda
tonnellate 9.628, netta 5.810; velocità 16 nodi, portata tonnellate 11.180.
E’ adibita alla linea del Sud America,
0441
Programma di costruzione
di alloggi per lavoratori
interessamento, mi vedo di giù
molto più graziosa. Le prometto
che alla mia prossima visita, sa-
Benvenuta, dunque, nella nostra
famiglia e tanti tanti auguri.
Continua l’attività all'estero dei gruppi sportivi delle nostre navi. La
squadra di calcio della « Maria Costa », ha sostenuto domenica 25 agosto
un combattuto incontro con la squadra della ditta « Luigi Serra » (spedi-
zionieri marittimi), al «Red Hook Oval» di Brooklyn. La partita si è
conclusa con la vittoria del « Luigi Serra» per 4 a 3, ma un risultato
di parità sarebbe stato più giusto, come hanno scritto i giornali locali, Erano
presenti il presidente della LIAC di New York, signor Giorgio Piscopo, il
comandante Sardi, il direttore di macchina Roncallo e i dirigenti del « Luigi
Serra. La squadra della « Maria Costa » — qui fotografata col sig. Piscopo
— era composta dai seguente giocatori: Zuccaro; La Greca, Tuvo; Baldi,
Grosso, Piccolo; Corva, Cappelluti, Salvino, Finocchiaro, Celli, D’Epifanio.
NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina quattro
Con l’entrata in vigore della leg-
ge per la liquidazione del patrimo-
rio edilizio della Gestione INA.
CASA (Legge 14-2-1963 N. 60) è sta-
to istituito un programma edilizio
decennale per la costruzione di al-
loggi per lavoratori. Attualmente
tale legge è in corso di regolamen-
tazione.
I piani che verranno predispo-
sti, sempre secondo la citata nuova
legge, prevedono la costruzione di
alloggi destinati a cooperative, i
cui soci Siano disposti a concorrere
alla costruzione stessa con l’appor.
to del costo dell’area, ovvero con
un versamento la cui entità verrà
stabilita dalla Gestione Case per
Lavoratori al momento del bando
e che non potrà essere in ogni ca-
so inferiore al 15% del costo tota-
le dell'alloggio.
E’ inteso che possono usufruire
della citata legge soltanto coloro
che versano i contributi INA-CASA
e che hanno i requisiti previsti per
la concessione degli alloggi a tipo
popolare ed economico.
Pertanto la Cooperativa Edilizia
AUXILIUM-UCID . SECONDA -
con sede in Genova, Via Assarot-
ti 7, in collaborazione con altre
cooperative, sta predisponendo un
piano per attuare alcune importan-
ti iniziative edilizie.
Per raggiungere tale scopo e per
favorire i soci, il Comune di Ge-
nova ha concesso una vasta area
lotizzata nella zona S. Tecla . Via
Sapeto, a prezzo non speculativo.
E’ molto importante ed urgente
che la cooperativa AUXILIUM -
UCID predisponga — fin d’ora —
il suo corpo sociale per trovarsi
pronta alla pubblicazione dei re-
lativi bandi. Di conseguenza, tutti
coloro che desiderano fare doman-
da o avere maggiori informazioni
possono rivolgersi alla citata Coo-
perativa AUXILIUM-UCID.
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
_ Spedizione in abb. post., Gruppo I
Anno III - N. 5 - Settembre-Ottobre na Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Autor. Trib. di Genova N. 526 del =
FLAVIO MAGNARIN
Direttore responsabile
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE - Genova
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