Notiziario "C", n. 6, 1962

Contenuto

Notiziario "C", n. 6, 1962
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
- Accordo sindacale nella nostra Compagnia, p. 2
- La più strana squadra del mondo, p. 3
- Sull'"Anna C." la prima partita di calcio giocata in mezzo al mare, p. 4
- Dalle rovine della guerra risorse e riprese a navigare la "Giacomo C.", p. 5
- Giornale di bordo, p. 6
Data testuale
1962 novembre - dicembre
Estremi cronologici
novembre 1962 – dicembre 1962
Consistenza
pp. 6
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Famiglia Costa
Identificativo
PER.000364/11
Collocazione
Emeroteca
contenuto
NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno II . Numero 6 - Novembre-Dicembre 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Buon Natale

e buon Anno

ai nostri dipendenti,
alle loro famiglie.
L'augurio più

fervido






è che la Grazia del Signore
ci assista

e ci sia di guida
nel cammino della vita.
Che il 1963

sia un anno di pace,
di prosperità

per tutti noi.

Che i nostri desideri
trovino giusto modo
di diventare realtà.
Nella luce della
stella

di Betlemme,

un sereno e gioioso
Natale, 3
un anno colmo
di prosperità e di felicità

per tutti.

GLI ARMATORI

Gli « acrobati del mare » al lavoro sulla motonave ”ANNA C..,,

Accordo sindacale nella nostra Compagnia

L'anno 1962, addì 19 del mese di novembre, in Genova
fra la «San Giorgio » Associazione Armatori, in persona
del suo Vice Presidente Rag. Vincenzo Centore assistito
dal Dott. Amorino Amoretti, anche a nome della Ditta Gia-
como Costa fu.Andrea, che pure si sottoscrive, in persona
del Dott. Giacomo Costa di Angelo e le Segreterie di Genova
delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori qui di seguito
elencate in ordine alfabetico:

— Federazione Italiana Lavoratori del Mare (FILM-CGIL),
rappresentata dal Dott. Giordano Bruschi e dal signor
Enzo Caruso;

— Federazione Nazionale CISNAL-Mare rappresentata dal
Com.te Spartaco Freschi;

— Federazione Sindacati dei Dipendenti Aziende di Navi-
gazione (Federsindan), rappresentata dal Rag. Cesare
Brunelli ;

— Unione Italiana Marittimi
sig. Libero Fontanini
è stato stipulato il presente Accordo:

Articolo 1. - La forfetizzazione dei compensi per il
lavoro straordinario da corrispondersi al personale avente
diritto, imbarcato sulle navi da passeggeri appartenenti alla
Linea « C », tenuto conto del tipo di servizio effettuato,
verrà corrisposta a sensi del comma 8 dell’Articolo 43 del
vigente Contratto Collettivo Nazionale, stipulato il 20 dicem-
bre 1961, per l'arruolamento delle navi da passeggeri e come
appresso indicato.

Articolo 2. - A tutto il personale di camera e servizi
generali verrà corrisposta mensilmente una forfetizzazione
base di 60 ore di straordinario diurno e 40 ore di straordi-
nario notturno ed al personale di cucina 45 ore di straor-
dinario diurno e 90 ore di straordinario notturno, qualora
il numero dei passeggeri sia inferiore alle cifre indicate nella
colonna A del seguente articolo 3. Per i giorni in cui il
numero dei passeggeri presenti a bordo sia superiore alle
cifre indicate nella colonna A. ma inferiore a quelle della
colonna B del citato Articolo 3, sarà corrisposta un'ora in
più di straordinario diurno; se il numero dei passeggeri
fosse superiore alle cifre indicate nella colonna B verrà cor-
risposta un'ulteriore mezz'ora di straordinario notturno.

(U.I.M.), rappresentata dal

Articolo 3.

A B
FEDERICO C. 850 1070
ANNA C. 770 900
ANDREA C. 390 435
FRANCA C. 250 295

Per il personale di cucina del « Federico C. » la tabella
A anzichè di 850 passeggeri, data la particolare situazione,
si considererà di 700.

Articolo 4. - La forfetizzazione sarà mantenuta per tutto
il personale avente diritto anche durante la sosta della nave
in porto fino al 5° giorno incluso; in caso di sosta maggiore
a partire dal 6° giorno sarà sospesa e ripristinata il giorno
della partenza.

Nel caso in cui le ‘ore di lavoro prestate dal personale
interessato fossero superiori a quelle forfetizzate le parti
stipulanti si incontreranno per normalizzare la situazione.

Per le navi che effettueranno occasionali crociere la
Società provvederà ad adeguare il numero del personale in
relazione alle eventuali maggiori esigenze del servizio.

Il presente Accordo decorre dal 1° dicembre 1962 ed
avrà la stessa durata del vigente Contratto di Arruolamento
degli equipaggi delle navi da passeggeri, cui si riferisce.

«San Giorgio »

Associazione Armatori Federazione It. Lavoratori del Mare

V. CENTORE (FILM-CGIL)
G. BRUSCHI E. CARUSO
Ditta Giacomo Costa fu Andrea Federazione Nazionale CISNAL-Mare
G. COSTA S. FRESCHI
Federazione Sindacati dei Dipendenti Aziende di Navigazione
(FEDERSINDAN)
C. BRUNELLI
Unione Italiana Marittimi
(U.I.M.)

L. FONTANINI

La nostra Compagnia è stata la prima a concludere questo

accordo sindacale, nello spirito di collaborazione esistente

con il personale, spirito che costituisce la base per l'avvenire

della Linea C. e per la continuità di lavoro dei collaboratori
di ogni grado.



PRIMO VIAGGIO
della «LUISA COSTA»

Col mese di dicembre una
nuova nave è entrata a far par-

PROBLEMI IN COMUNE DELLA VITA DI BORDO

La storia di Gianni e di Rico

te della LINEA C.: si tratta
della « Luisa Costa » già « Bea-
verdell ». L'unità è gemella del-
la « Bice Costa » che, come è
noto, era entrata in servizio ai
primi di luglio.

Adibita alla linea commer-
ciale del Sud America, la « Lui-
sa Costa » stazza 9824 tonnel-
late ed è in grado di compiere
il viaggio completo di andata
e ritorno in meno di due mesi.
Come per la gemella « Bice Co-
sta », la nave risalta per la ve-
locità (che è di sedici nodi) e
per la dotazione delle celle fri-
gorifere (mc. 3500).

La «Luisa Costa » consenti-
rà un ulteriore acceleramento
nella rotazione dei turni di al-
cune categorie di marittimi:
fattore, anche questo, che non
può non essere sottolineato.

La nave ha compiuto il pri-
mo viaggio regolare nel mese
di dicembre.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



Gianni è un bravo ragazzo: lavora sodo e,
se può farti un favore, sta sicuro che te lo fa.
Però si è messo in testa che quella tal cosa
non va, che nessuno se ne accorge: « Ma, insom-
ma, hanno o no gli occhi gli altri! », ha comin-
ciato a brontolare, finché, stasera, a mensa,
ha avuto un certo scatto con Rico che poco
mi è piaciuto.

Si stava parlando così bene fino a quel
momento, si stava mangiando in pace, mentre
Paolino ci teneva allegri con i suoi fatterelli,
e poi la cosa è andata come è andata. L’ultimo
sorso in silenzio e, poi, via.

Io gliel'ho detto a Gianni: «Che cosa ci
guadagni a trovare a ridire di questo e di quel-
l’altro fatto? Di cose da migliorare ce ne sa-
ranno sempre. Intanto, gli ho aggiunto, vedi,
la cosa è rimasta tale e quale, come prima, e
hai trattato poco bene Rico che non ha niente
a che fare con questo. Si stava così bene, in
pace, a tavola, e poi è stato quello che è
stato: ora Rico non si può avvicinare finché
non gli è passata: ma intanto ricordati — gli
ho ripetuto — la cosa è rimasta tale e quale.
E sai perché? Perché l’unica persona a non es-
sere stata informata di quel guaio che tu dici
e che ti ha fatto perdere un po’ la testa, — e
che poi, via, non è un guaio così grosso come
dici — è propro quella che ha la possibilità di

darci un rimedio. Perché non vai a dirglielo?
Così ti metti in pace... ».

Mi ha risposto: « Io non ci vado. Vacci tu
se vuoi farti pelare”... ».

Stavamo parlando così quando capita lui,
proprio lui, quello che «pela». E invece
è un cuore d’oro così, il migliore dei padri,
anche se ha l’aspetto che ti fa tremare e quel.
la vocina che appena si capisce, ma che ti fa
sciogliere le giunture. Ha sentito la cosa e,
poco dopo, l’« inconveniente » era risolto.

Non era meglio farsi un po’ di coraggio e
dirglielo subito, ad evitare la scena di tavola,
con le conseguenze? Gianni lo ha capito. Per-
ché qui siamo a bordo, ognuno si è assunto
un compito preciso, ma la vita è bella perché
è una vita di.famiglia: ci si vuol bene e ci si
aiuta. Oh, guarda là che bel tramonto!

Una morale alla storia di Gianni? Sem-
plice: sapersi spiegare apertamente subito, di-
re le cose che si debbono dire, ma con calma,
con autocontrollo. Quando, in una comunità,
qualcosa non va, non c’è di peggio del silen-
zio e delle parole dette sotto voce. Gli inconve-
nienti, le incomprensioni si eliminano appunto
con una aperta spiegazione dei fatti. Bisogna
essere uomini.




























aeree



Nella «Gruppo C» giocano vs i

insieme il figlio dell'arma- |. = (0000 e a

tore Costa e dieci operai - i

. Guidano il torneo dilettan-

ti, saranno premiati con
una crociera

Pubblichiamo integralmente un
articolo apparso il 6 dicembre
1962 sul quotidiano «La Gaz-
zetta del Popolo» di Torino.

GENOVA, 5 dicembre.

L’anno prossimo, forse, gli di-
ranno: « Dottore, mi passi il pal-
lone ». Ma ora lo chiamano
Franco e, quando segna un gol,
corrono ad abbracciarlo. Il fi-
glio del padrone non dà sogge-
zione, è uno come gli altri della
«Gruppo C», squadra che co-
| manda il campionato dilettanti
di Prima categoria, che si alle-
na quasi ogni giorno al campo
«Pio XII» di Genova-Pegli; un
lerreno perfetto, con pista e ser-
vizi, ricavato nel parco di Villa
Rostand, una delle più belle di-
mere del Settecento genovese.
Calzoncini e maglie sono stesi
fra putti di gesso. E c'è il la-
ghetto, ci sono le statue e gli
affreschi logorati dal tempo. Si
direbbe — mischiando ricordi e
antasia — che il vecchio mar-
ese Iostand, improvvisamen-
| impazzito, abbia anticipato i
‘pì inventando il gioco del

calcio al posto dei « parties » nel
giardino ormai smozzicato.
Il prossimo «dottor Franco »













| Sestrese - Vado 1-1 | Carlo Grasso - Borgoratti 2-1
Auxilium - Ventimigliese ì-0 | Sammargheritese - Ligorna 2-9
- Garel ra 1-1 | Riva Trigoso - Croce Verde 1-0

Argentina - Albissola 41 | Arsenale - *Bolzanetese 41
Varazze - Loanesi 3-2 | Vigili - Rivarolese 2-2
Cairese - *Elah Pegli 3-2 | UITE - Fincosit 0-0
Cengio - Grupo «C» 0-0 | Busallese - Pontedecimo 2-2
Dianese - Altarese 3-0 | Sampierdarenese - *Don Bosco 3-0
10 7 2 1331016 | Riva Trigoso 10 6 4 013 116

Gruppo «C» 10 7 2 124 816 | Sammargher. 10 7 2 118 416
10 7 2 121 916| Arsenale 10 7 2 121 816

Vado 10 6 2 220 8 14 | Fincosit 10 4 6 0 9 214
Loanesi 10 6 2 222 12 14 | Rivarolese 10 4 5 1231013
Argentina 10 5 3 216 913 | UITE 10 4 5 115 813
Cengio 10 5 3 2171313 | Pontedecimo 10 3 7 01410 13
Albissola 10 4 4 2101112 | Sampierdar, 10 4 3 311 81I
Garel Edera 10 3 4 3141210 | Vigili 10 33 41012 9
Varazze 10 4 2 4151710 Borgoratti 10 2 4 4 813 8
Dianese 10 2 3 51119 7| Ligorna 10::2:3-.5:12:13--7
Ventimigliese 10 1 4 351024 6 Don Bosco 105-351: 671507
Elah Pegli 10 1 3 61319 S| Bolzanetese 10 2 2 6 923 6
Carcarese 10 1 2 71224 4| Carlo Grasso 10 2 2 6 414 6
Auxilium 10 1 1 81227 3) Busallese 10 1 3 6 516 5
Altarese 10 0 1 9 432 1! Croce Verde 10 0 010 527 0

PROSSIMI TURNI

(11° giornata - 9 dicembre)

Croce Verde .- Busallese; Sam-
a . se Grasso; Arse-
nale - ; n tti +
Tazze; Albissola - trese; Venti- | sco; Pontedecimo » Ligorna,; Ulte”
Migliese - Carcarese; Vado - Elah | Riva Trigoso; Rivarolo - Sammar-

gli, gheritese; Fincosit - Bolzanetese.

Nese; Loanesi - Argentina; Garel
Edera - Cengio, GE «C»- Va.

T. La squadra del Gruppo C., matricola del Campionato Prima Categoria
Dilettanti, si sta comportando molto bene e figura in testa alla classifica,
alla pari con Sestrese e Cairese, con 16 punti in dieci partite (7 vittorie - 2
pareggi - 1 sconfitta ha 24 reti all'attivo, 8 al passivo). Nella classifica dei
cannonieri figura al secondo posto con 10 reti il valente centro-attacco
Franco Costa.

La formazione che ha giocato contro la Carcarese.



LS La più strana squadra del mondo



è figlio dell'armatore Angelo Co-
sta, ex presidente della Confin-

dustria: gioca centravanti, è vi-
ce cannoniere del girone (dieci

gol în dieci partite, una specie
di Pascutti del mare). Fino al-
l’anno scorso percepiva trecento
lire alla settimana come rimbor-
so spese, ma ora i costi della
squadra sono in rialzo e anche
la modestissima somma è stata
soppressa.

«Gruppo C» è la sigla di ar-
mamento dei Costa (navi, olio,
detersivi, ecc.) stampata anche
sulla maglia della squadra di
calcio il cui presidente, Giovan-
ni Costa. è figlio di Federico:
l'industriale deceduto anni fa in
un incidente automobilistico.

Gli altri giocatori sono dipen
denti dell'azienda, marinai o im-
piegati o addetti a uno dei ma-
gazzini a Ponte Somalia, in por-
to o alla darsena. E’ il più sin-
golare cooperativismo atletico
che si sia mai visto. Del resto
î Costa hanno saldissimo il sen-
so della « équipe ».

Stampano ancora un giornale
riservato ai membri della fami-
glia: una volta si chiamava
«Quarantuno », dal numero dei
figli e nipoti, oggi si dovrebbe
chiamare almeno «Ottanta ».
Una volta un giornalista inglese
scrisse che a Genova una per
sona su tre sì chiama Costa 0
discende dai Costa: e la battuta
ha un tondo di verità. La squa-
dra del «Gruppo C», gioiello
del calcio minore ligure, può
dirsi quindi una filiale sportiva
del gruppo di aziende delle qua-
li, in un certo senso, ha anche
la struttura e l’impostazione.
Non è raro che alcuni giocatori
si ritirino nella raccolta cappel-
la che fu dei Rostand, per dedi
carsi agli esercizi spirituali.

Abolito il rimborso delle tre-
cento lire, non corre più un





In piedi (da sinistra): Berta, Pinatel, De Cillia, Canepa, Vergari,
Molinari. Accosciati: Ghetta, Nebbia, Michelini, Parodi e Costa.

soldo fra presidenza e giocato: i
ri: c'è un premio all’anno, co-

munque vadano le cose in cam

pionato, e di solito è una cro-
ciera su una nave della Compa-
gnia C: tre anni fa in Egitto,

| poì in Libia e sulla costa amal

fitana. Frossimo ‘obiettivo la
Spagna, dove la squadra si re-
cherà, approfittando probabil.
mente del soggiorno per dispu-
tare un paio di partite.

«Il nostro scopo — precisa
Giovanni Costa, il giovane pre-
sidente — è più educativo che

a
S

PORTIERI: Ghetta - Fiche-
ra - Sardelli.

TERZINI: Berta - Bussoli-
no - Carlessi - Cevasco.
MEDIANI: Molinari - Miche-
loni - Nebbia - De Cillia . Pi-
natel - Mariani - De Mattei.

ATTACCANTI: Puppo . Mi.
chelini - Novella . Costa F. -
Vandone - Parodi - Canepa -
Magnanego . Costa G. . Cap-
panera - Barabino - Bortolot-
ti - Patrocchi - Rossini - Ca-
sarino.

ALLENATORE: Opisso.

DIRIGENTI ACCOMPAGNA.
TORI: Perotti - Ferrari.

COLLABORATORI: Garbari-
no . Pedemonte.

sportivo. Non ci sono, natural-
mente, differenze ». Questo è ve-
rissimo.

Il centravanti Franco Costa,
che assomiglia a Nicolè ed ha
anche la stessa falcata, sarà un
giorno contitolare della Giacomo

TURLLLZLAAATAAAAAATAZA ZA AAA ZA TA AREReaa

(Continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre





Sull’“ANNA C.,, la prima partita di calcio @

giocata in mezzo al mare

(Servizio speciale da bordo della

M/n ANNA C. in navigazione

l’11/11/1962 fra lo Stretto di
Gibilterra e Barcellona)

Sotto un cielo terso e sopra
un mare tranquillo si sono og-
gi affrontate in una entusia-
smante partita due compagini
di ufficiali della motonave AN-
NA C. divisi tra ammogliati e
celibi.

Un folto pubblico nereggiava

- ai bordi del campo — misure m.

20x15 — acclamando i propri
beniamini.

Riteniamo di aver avuto la
fortuna di presenziare ad un e-
vento... storico dato che nella
marineria mondiale non si par-
la di partite di calcio giocate
in mezzo al mare. E’ pertanto
un vanto della marineria italia-
na, rappresentata in questo ca-
so dalla Linea C. aver organiz-
zato in anteprima mondiale un
fatto di tal genere.

Ed ecco le formazioni delle
due squadre:

Sposati: Carpani - Castellaro -
Mosconi - Caffarena - Cioni -
Maggi. i

Celibi: Emanuelli - Esposito -
Gavino - Bozzo - Cavazzuti - Ca-
stino.

Agli ordini dell’Arbitro inter-
nazionale. Rev.do Don Peluffo
(in altre occasioni anche Cap-
‘pellano della nave) le squadre

‘sono entrate in campo mentre.
la folla inneggiava entusiasta.

Fotografie di rito a centro cam-
po mentre i due capitani, ri-
spettivamente Caffarena (spo-
sati) ed Emanuelli (celibi) si

scambiavano un vistoso mazzo

di fiori (finti) ed una sgargian-
te bandierina. Segnalinee il dr.
Parascandola.

Ed ecco le squadre (blu quel.
la capitanata da Caffarena -
bianca l’antagonista) si affron-
tano con duro cipiglio.

Al fischio d’inizio... palla in
mare. Sostituita, avevano ini:
zio le prime vere azioni di gio-
co mentre i pesci venivano a
galla per udire il boato dei ti-
fosi entusiasmati.

Al secondo minuto un mici-
diale destro di Cavazzuti por:
tava' in vantaggio i celibi. Tale
prodezza rendeva più cauti gli

& Lap
(Seguito dalla 3.a pagina)

Costa fu A., ma ora è il numero
nove che deve passare la palla
subito e capire un certo giochetto
di smarcamento rapido. Franco,
quarto anno di economia e com-
mercio, è quindi, sul campo,
eguale a tutti gli altri: il por-
tiere Ghetta portuale, il media-
no desiro Molinari addetto a
Ponte Somaliìa, lo «stopper »
Micheloni dipendente dell’Olei-
ficio Costa di Sampierdarena, il
mediano sinistro Nebbia, e così
tutta la linea attaccante: Vando-
ne, Novella, Parodi e Puppo, ol-
tre, s'intende, al « goleador ».

| Quando la società fu formata,
il suo presidente aveva intenzio-

sposati i quali contrattaccava-
no egregiamente con Castella.
ro e Mosconi, mentre in difesa
torreggiava quasi insuperabile
Caffarena, generosissimo in ogni
intervento (piedi, gambe, ma-
glie, pantaloni e..., se c’era, il pal-
lone). La partita proseguiva
combattuta con azioni alterne
dimostrando un equilibrio vera-
mente notevole. Finalmente do-
po che una seconda palla (que-
sta di carta, quindi soggetta ad
un brillante gioco rasoterra) era
andata in bocca ad un grazio-
so... delfino, l’attaccante Cioni
ristabiliva le distanze segnando
per gli sposati (1-1). Il pareggio
durava poco, infatti, al 13’ Ca-
stino batteva. Carpani che finora
si era comportato bene com-
piendo egregi tuffi (non in pi
scina) con relative sbucciature
di gomito: 2 a 1 per i celibi.
Trenta secondi dopo autore
te di Esposito che riportava gli
sposati nel cuore dei loro afi-
cionados. Al 14’ Caffarena sal
vava una difficile situazione sul-
la sinistra rimandando il pallo-
ne che veniva raccolto da Ca-
stellaro che iniziava una lunga

fuga sulla destra sparando a ,

rete; ma. Emanuelli con un al-
tro dei suoi interventi spetta-
colari salvava la propria porta
dalla capitolazione. Terza palla
a mare e chiusura del primo

| tempo.

Sempre sorretti — solo mo-

ralmente si intende — dalla fol-

la, gli atleti (e quali atleti...)
riprendevano a giocare. Parto-
no all’attacco gli sposati ed ot-
tengono due falli a favore bat-
tuti senza esito da Castellaro.
Sembra che i molti filetti (non
commestibili) degli ammogliati
possano avere la meglio, ed ec-
co che Cavazzuti con un forte
tiro sulla destra batte per la
terza volta Carpani. Al 3’ Cioni
tenta il colpo ma ancora una
volta il «Cit nazionale » lo fer-
ma con gran classe fermandolo
con un piede. Nel frattempo al-
tre due palle hanno fatto a tem-
po ad andare in mare subito so-
stituite dal bravo Curotto. Al 4°
altra rete ad opera del Bozzo,
forse il migliore degli scapoli
dopo Emanuelli. Al 6’ spettaco-
lare scivolata a rete di Caffa-

ni ricreative e non si aspettava
certo che la squadra vincesse
d’infilata tutti ì campionati, dal-
l'esordio del Centro Sportivo fi-
no ad affacciarsi alle soglie del
la Quarta Serie.

«Abbiamo giocatori — dice
l'allenatore Opisso — che po-
trebbero figurare almeno in Se-
rie C, ma non sì muovono, tan-
to è il clima di comprensione
e di armonia che regna nel
gruppo ». Opisso, ex giocatore
dela «Liguria», squadra dalla
quale deriverà la Sampdoria,
andò a Legnano quando avven-
ne la fusione con la «Doria»,
poi fu quattro anni a Messina,
insieme ai torinesi Dante e Vo-
glino. Allena il «Gruppo C» da
cinque anni e fino a qualche me-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Scambio di doni fra il capo commissario dott. Caffarena (ammogliati)
e il cap. Emanuelli (scapoli). }

rena con nulla di fatto. Al 10°
stupenda parata del «Cit» su
una... scarpa di Mosconi partita
come un razzo, al posto del pal-
lone, dal piede titolare. Questo
indubbiamente è stato il mo-
mento più bello della partita.

Un minuto dopo una autore-
te di Gavino riporta sotto i « ve-
ci» ma pochi secondi dopo, Ca-
vazzuti riporta nuovamente a
due i gols di vantaggio per i
giovani ufficiali.

Al 12’ su una mischia in area
degli scapoli l’arbitro (chissà
perché nettamente parziale... a
favore degli sposati) ravvisa

iù strana squadra del mondo

se fa lo affiancò Giorgio Sarosi,
che è stato un po’ il padrino
tecnico della squadra. Fu anzi
Sarosi, ora partito per la Sviz-
zera, a proporre un originale si-
stema di premiazione: una clas-
sifica settimanale di merito,
quindi alla fine dell’anno licen-
za-premio dall'azienda, da tra-
scorrere in mare. La proposta è
stata non solo accettata, ma
estesa, poichè tutti partecipano,
ora, alla crociera. Non contano
tarto le vittorie (che pure arri
vano) mel «Gruppo C », quanto
la disciplina.

Vien voglia di chiedere se, per
caso, chi si distingua sul campo
ottenga promozioni nella Ditta.
Niente di tutto questo: non ci
sono divi e tutti accettano le

gli estremi del rigore; batte Ca-
stellaro: rete. Ma ormai gli spo-
sati sembrano stanchi e benché
incitati dall’indomito Caffarena
e sorretti dalla classe di Castel
laro nulla possono fare contro
la giovinezza degli scapoli che
in tre minuti segnano tre reti
ad opera di Cavazzuti, Esposito
ed autorete di Carpani ormai
evidentemente K. O.

Sull’8 a 4 il risultato non
cambia ed il fischio finale tro-
va gli ammogliati all’attacco al-
la ricerca di una ormai impos-
sibile rimonta.

Giulio Conterno

regole del gioco. Non importa
se Franco Costa è capo canno-
niere, deve anche far bella fi-
gura a scuola. E il giorno in cui
il magazziniere Ghetta salvò una
partita. con alcune spettacolose
parate, nessuno gli tolse il tur-
no di notte, in porto, della do-
menica sera. Sì respira un'aria
da «club» inglese, a Villa Ro.
stand, e s’indovina una certa so-
miglianza con lo stile della Ju
ventus della quale un po’ tutti,
quelli del « Gruppo C », sono am-
miratori. Ed è ancora uno della
famiglia Costa, il prof. Santo.
linî, il medico che si occupa del.
le cure e del controllo fisico dei
giocatori. Non è pagato: andrà
în crociera anche lui.

Z. C.



Ottava puntata della
storia dla Linea "(C,,



La nostra breve storia della
LINEA C. è giunta all’ottavo ca-
pitolo. Davanti ai nostri occhi,
come abbiamo visto, sono già
passate sette navi; ci sono sfi-
late davanti, nel ricordo, con le
loro avventure liete e con le lo-
ro pagine tristi. Adesso è il
turno del piroscafo « Giacomo
C.» che, come vedremo più a-
vanti, riuscì a riemergere dalle
distruzioni della guerra, ripren-
dendo il mare a pace tornata,
quasi simbolo di una perenne
speranza.

Acquistato dalla Ditta Giaco-
mo Costa fu Andrea, nel 1935,
sì chiamava «Generale Petitti »
ed apparteneva alla Società Ge-
rolimich di Trieste. Iscritto col
nuovo nome mel registro del
Compartimento Marittimo di
Genova il 14 giugno 1935, il pi-
roscafo continuò la sua attivi
tà da carico. Era lungo metri
120,20; largo metri 15,95, alto
metri 7,76; la stazza lorda era
di tonnellate 4638,35, quella net-
ta 2848,43. Aveva due ponti e
due alberi, era stato costruito
| presso ì Cantieri San Rocco di
Trieste nel 1920. Il sistema mac-
chine era a triplice espansione,
costruito a Greenock (Inghil-
terra) nel 1914, da J. B. Kincaind
& Co, Ltd. Tre cilindri (diame-
tro mm. 660, 1067, 1778); due
caldaie e sei forni.























Insolita

. . x
attività
Dopo essere stato affittato,
per breve tempo, al «Lloyd
Triestino » per viaggi in Estre-
mo Oriente, il «Giacomo C. »,
al comando del cap. Luchetta,
venne principalmente adibito al
trasporto di uomini e di ma-
teriali per la «Campagna bel-
lica» in Africa Orientale; una
parentesi di insolita attività che
sì sarebbe poi, purtroppo, ria-
perta allo scoppio del secondo
conflitto mondiale. Erano, in
quel periodo, a bordo della na-
ve due persone che già vì si
trovavano quando venne ac-
quistata dalla Ditta Giacomo Co-
sta fu Andrea: il cap. Luchetta



risorse e riprese a navigare la

> Dalle rovine della guerra
“GIACOMO C..,,



Estate del 1937. La « Giacomo C.» si trova in sosta a Reggio Calabria, dove ha appena finito di scaricare un
grosso quantitativo di carbone. La nave subì, per la guerra, la stessa sorte di tante altre nostre unità, Ma riuscì
a riemergere dalle acque a conflitto finito, riprendendo le vie del mare, quasi preludio allo sviluppo che negli

— che abbiamo già visto — e
il primo ufficiale E. Cattarini.
il quale ebbe sul «Giacomo C.»
la sua più grande soddisfazio-
ne: quella di essere promosso
comandante il 13 gennaio 1939,
in sostituzione del cap. Eugenio
Agen. |

Ricordando quei periodi, il
cap. Cattarini precisa come la
nave trasportasse di preferenza
minerale di ferro dai porti del-
l'Algeria per il Nord Europa,
facendo ritorno in Italia carica
di carbone. Seguirono poi viag-
gi quindicinali con minerale di
ferro da Melilla (Marocco Spa-
gnolo) a Bagnoli; questo genere
di attività durò otto mesi e si
compendiò nel trasporto totale
di 15.600 tonnellate di carbone
e 95.500 di minerale.

Al comando del « Giacomo C. »
subentrò poi il cap. Mirto Mar-
tinoli, il quale, a sua volta, nel
luglio 1941 cedette il posto al
cap. Luchetta che era già stato
sulla nave fino al dicembre
1937.

Ormai la sfera di azione del
«Giacomo C.» — come del re-



Massaua, ottobre del 1935. La « Giacomo C. », in quel periodo, venne adibita
al trasporto di materiale per la guerra etiopica. La foto mostra appunto lo
sbarco di alcuni cammelli che erano stati caricati ad Aden,

anni seguenti avrebbe avuto la LINEA C.

sto quella di tutte le navi — era
il Mediterraneo. La guerra ave-
va portato logicamente alla mi-
litarizzazione di ogni unità e
anche per la nostra nave erano
tornati i tempi (peggiori per la
verità) di quando era adibita
al trasporto di materiale mili-
tare per la guerra d’Etiopia.
L’ultimo viaggio «fuori dagli
Stretti» è rievocato dal signor
Agostino Pastorino, attuale no-
stromo a'bordo della «Anna C.»:
«Sono stato imbarcato sulla na-
ve dal 1940 al 1943, cioè fino al-
l'affondamento. Il mostro ulti-
mo viaggio atlantico è stato ver-
so il Messico, Port Arthur e
Pensacola. Dopo siamo passa-
ti agli ordini del Ministero del-
la Marina e facevamo viaggi,
sempre per conto del Governo,
da Bari a Valona e Durazzo,
carichi di carbone e di materia-
le bellico. Ricordo che durante
una sosta di temporeggiamento
nel porto di Napoli, in attesa
di convogliarci, una bomba col-
pì il molo e le schegge perfora-
rono la fiancata della nave: ci
fu purtroppo un morto. Si chia-
mava Bruno, faceva il miirc-
gliere di bordo e anche da cal-
zolaio per l’equipaggio... ».

Rievocata
la tragica fine

La tragica fine del « Giacomo
C.» è invece rievocata dal ma-
rinaio Giuseppe Lombardi, at-
tualmente imbarcato sulla «An-
na C.»: « Sono stato sul ” Giaco-
mo C.,, dal 1942 al 1943 e poi
ancora mel 1947. Ricordo che
portavamo carbone da Genova
a Palermo e andavamo anche,
qualche volta, dalla Sardegna
a Venezia per conto della ”Mon-
tecatini,. Logicamente naviga-
vamo soltanto di giorno. Il 16
aprile del 1943 eravamo in sosta
nel porto di Palermo. Già ave-
vamo scaricato una parte del
carico (traversine di ferro e un

po’ di carbone) quando suonò
l'allarme. Fuggimmo tutti, cer-
cando riparo nei rifugi. Purtrop-
po, quando l’allarme cessò, co-
noscemmo la triste sorte che
era toccata alla nave. Nel corso
del bombardamento aereo, una
bomba aveva centrato in pieno
la stiva numero 4. Era affon-
data. Si era posata dritta sul



Il capitano Simeone Luchetta che
tanta parte ebbe nella vita della
« Giacomo C. ». Fu al comando di
numerose navi della nostra Com-
pagnia in periodo di pace e in tem-
po di guerra. Seppe sempre com.
portarsi con calma, anche nei mo-
menti più delicati, evitando a volte
disastrosi avvenimenti.

fondo, con un paio di migliaia
di tonnellate di carbone. Noi
dell'equipaggio restammo a di-
svosizione della Capitaneria di
Porto, per essere utilizzati su
altre unità ».

Fin quì la sorte della « Giaco-
mo C.» non è stata purtroppo
diversa da quelle delle altre
consorelle: la guerra, i bombar-
damenti, la fine. Da ora in a-

(Continua in 6.a pagina)

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina cinque









la

GIORNALE DI B

CAB
NN ZA
ao a Ù
\'f





A proposito
di lettere
| | «anonime

Talvolta, sia pur raramente,
giungono agli Armatori, lettere
non firmate. Ricordiamo che es-
se, per ovvie ragioni, non pos-
sono essere tenute in conside-
razione alcuna.

Se qualche nostro marittimo
desiderasse aver chiarimenti su
determinati problemi, precisia-
mo che il dott. Giacomo Costa
fu Federico riceverà rei giorni
di martedì e venerdì dalle ore
15 alle 16, presso la sede socia-
le, ed il sig. Giovanni Costa, tut-
ti i giorni (eccetto il sabato ed
i giorni di arrivo e partenza
delle ns/ unità passeggeri) nel-
le normali ore di ufficio, pres-
so lUfficio Equipaggi, Via Fie-
schi N. 12.



——_— - >
La vita di bordo può | riservare al
fotografo scene inconsuete come
questa, accaduta il 14 ottobre 1962,
a bordo dell’ ANDREA C. E’ giunta
notizia che il « Genoa » ha battuto
la « Sampdoria » per 2 a 1. Il « ge-
noano » cap. Bagnato spinge in pi-

scina l'allievo capitano Mudu, reo
Via. lot | di avere... perduto
















































































































Diario di un navigante



Scesi la scaletta che portava
alla mia cabina stanco. Stanco
e demoralizzato, Pensavo di ad-
dormentarmi subito. Che sonno
mamma mia. Con un lungo s0-
spiro mi sedetti su una sedia.
Pensavo. Finalmente anche oggi
è passato. Grazie, mio Dio. Gra-
zie. E proteggi come hai pro-
tetto finora il cammino della
mia vita, il sonno di questa mia
notte.

Mi coricai con il mio far-
dello pieno di stanchezza e di
pensieri. Pensai per un poco di
tempo con la mani sotto la
nuca, fissando il soffitto della
cabina. Non ne posso più, mi
sussurravo. Che vita. E’ impos-
sibile una vita così, per lunghi
anni. Avere un poco di fortuna
per poterla lasciare. Cambiar
mestiere. Le solite cose, i soliti
pensieri di noi tutti prima di
addormentarci. Sentivo un bru-
ciore agli occhi. Ecco il sonno,
mi dissi. Mi voltai su di un fian-
co, ed attesi.

Non vivevo più sulla terra,
mi trovavo su di una grande
distesa di nuvole bianche ovat-
tate. Camminavo soffice e. feli-
ce. Vivevo un’altra vita. Mi vidi
circondato da gente sconosciuta
che mi sorrideva; d’un tratto si
parò dinanzi a me una lunga
via. A metà di questa incon-
trai un bimbo. Solo. Biondo,
vestito di bianco. Indicandomi

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina sei

IL MIO ANGELO

con il ditino in fondo alla lun-
ga strada dove appariva una
porticina, e sorridendomi mi
disse: questa è la tua via, la via
sceltati dal destino. Devi per-
correrla così, felice come ora.
Non abbatterti se su di essa
troverai intralci o nemici. Ve-
drai. Osservali bene. Molti in-
tralci per te saranno onori e
moiti nemici diverranno tuoi
amici. Ed io penserò sempre a
te, e ti proteggerò pregando.
Ora va. A ciascuno la sua via.

Mi misi a correre sulle nubi,
voliandomi a tratti, salutando
il biondo candido bimbo che
sempre più s’allontanava dal
mio sguardo, contraccambiando
con la sua piccola manina il
mio saluto.

Giunto al termine indicatomi,
chiusi gli occhi. Aprii lentamen-
te la porticina. Entrai, In quel-
l'attimo una voce mi chiamò.
Lentamente schiusi gli occhi in-
sonnoliîti. Prima uno, poi l’al-
tro. Infine stiracchiandomi fui
sveglio.

L'uomo della notte mi aveva
chiamato annunciandomi il gior-
no. Osservai l'orologio appeso
ad un ckiodo sulla parete. Le
cinque e mezza, l’ora della sve-
glia. Accanto all'orologio guar-
dai la fotografia del mio bam-
bino. Pareva sorridermi. Un
lampo di tristezza m’invase.

Ripensando al mio sogno, an-

ch'io sorrisi ed alzandomi ba-
ciui quella fotografia nella quale
riconobbi il mio Angelo Bianco
della notte.

Quante volte ancora da allora
ho ridisceso la scaletta che con-
duce alla mia cabina stanco.

Ma da allora osservando quel-
la immagine appesa alla parete,
stanchezza e tristezza in me
svaniscono nel nulla, alleggeren-
do il cammino di questa mia
vita. Il mio fardello non è più
così pesante.

Tutto lo devo a quell’Angelo
Bianco. Che mai ogni sera, pri-
ma di addormentarmi, dimen-
tico di ringraziare con un bacio
e una preghiera a Dio.

Ivo Biso

(da «La voce dell’onda », gior-
nale di bordo dell’« Anna C.»)

La “GIACOMO C.,,
risorse dalle rovine

della guerra

(Seguito dalla 5.a pagina)

vanti, però, ha inizio un nuovo
capitolo, una nuova pagina di
speranza, preludio ad una ripre-
sa normale delle attività. Infat-
ti, la nave fu ricuperata dagli
americani e tornò in possesso
della Compagnia mnell’estate del
1945.

Qualcosa era scampato al rit-
mo distruttore della guerra. La
nave, logicamente, nello stato
în cui si trovava non era utîliz-
zabile; fu deciso di affidarla
quindi a maestranze locali per
i necessari lavori di ripristino,
lavori che durarono circa un
anno. la «Giacomo C.» riprese
le vie del mare esattamente il
19 giugno 1946, al comando di
un vecchio e caro amico: il cap.
Luchetta. Il cap. Luchetta era
giunto a Palermo già il primo
maggio, per seguire da vicino le
ultime Jas dia resta ro dell’u

adibita a un servizio
«regolare » sulle rotte dell'A
frica Occidentale, con scali nei
porti di Genova, Napoli, Paler-
mo e Tripoli. Occorre, a questo
punto, far notare che la nave
sî inserisce mella storia della
LINEA C. anche per un parti-
colare interessante: fu la prima
nave della Compagnia a traspor-
tare passeggeri con alloggi più
o meno confortevoli (dato il ti-
po della nave e della clientela)
ricavati nel corridoio della sti-
va centrale.

La nave effettuò nel 1946 an-
che un viaggio fino a New York
trasportando l’ equipaggio che
andava a prendere la «Luisa C.».

Nel marzo del 1948, il cap.
Luchetta lasciò definitivamente
il comando della « Giacomo C..»;
l’anno dopo, l’unità venne ven-
duta agli Armatori d’Aste di
Recco che le imposero: il nuovo
nome di « Ardens ». Ma il tem-
po della definitiva messa a ri
poso non poteva essere lonta-
no: così nel 1955 fu posta in di-
sarmo e demolita a Vado Li
gure.







TNSTIZIARIO «Co» FLAVIO MAGNARIN
‘eriodico azien bimestrale Direttore resp
e N. 6 - bre-Di bre 1962



S pedizione in abb, post., Gruppo IV





Genova,
ia ____Tel. 58.18.51 -
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961

Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Casella p DLL
Stampa: BI-ESSE | Genove








extracted text
NOTIZIARIO

Linea ‘’C,, - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2 - Genova



Anno II . Numero 6 - Novembre-Dicembre 1962 Periodico bimestrale Spedizione in Abbonamento Postale - Gruppo IV

Buon Natale

e buon Anno

ai nostri dipendenti,
alle loro famiglie.
L'augurio più

fervido






è che la Grazia del Signore
ci assista

e ci sia di guida
nel cammino della vita.
Che il 1963

sia un anno di pace,
di prosperità

per tutti noi.

Che i nostri desideri
trovino giusto modo
di diventare realtà.
Nella luce della
stella

di Betlemme,

un sereno e gioioso
Natale, 3
un anno colmo
di prosperità e di felicità

per tutti.

GLI ARMATORI

Gli « acrobati del mare » al lavoro sulla motonave ”ANNA C..,,

Accordo sindacale nella nostra Compagnia

L'anno 1962, addì 19 del mese di novembre, in Genova
fra la «San Giorgio » Associazione Armatori, in persona
del suo Vice Presidente Rag. Vincenzo Centore assistito
dal Dott. Amorino Amoretti, anche a nome della Ditta Gia-
como Costa fu.Andrea, che pure si sottoscrive, in persona
del Dott. Giacomo Costa di Angelo e le Segreterie di Genova
delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori qui di seguito
elencate in ordine alfabetico:

— Federazione Italiana Lavoratori del Mare (FILM-CGIL),
rappresentata dal Dott. Giordano Bruschi e dal signor
Enzo Caruso;

— Federazione Nazionale CISNAL-Mare rappresentata dal
Com.te Spartaco Freschi;

— Federazione Sindacati dei Dipendenti Aziende di Navi-
gazione (Federsindan), rappresentata dal Rag. Cesare
Brunelli ;

— Unione Italiana Marittimi
sig. Libero Fontanini
è stato stipulato il presente Accordo:

Articolo 1. - La forfetizzazione dei compensi per il
lavoro straordinario da corrispondersi al personale avente
diritto, imbarcato sulle navi da passeggeri appartenenti alla
Linea « C », tenuto conto del tipo di servizio effettuato,
verrà corrisposta a sensi del comma 8 dell’Articolo 43 del
vigente Contratto Collettivo Nazionale, stipulato il 20 dicem-
bre 1961, per l'arruolamento delle navi da passeggeri e come
appresso indicato.

Articolo 2. - A tutto il personale di camera e servizi
generali verrà corrisposta mensilmente una forfetizzazione
base di 60 ore di straordinario diurno e 40 ore di straordi-
nario notturno ed al personale di cucina 45 ore di straor-
dinario diurno e 90 ore di straordinario notturno, qualora
il numero dei passeggeri sia inferiore alle cifre indicate nella
colonna A del seguente articolo 3. Per i giorni in cui il
numero dei passeggeri presenti a bordo sia superiore alle
cifre indicate nella colonna A. ma inferiore a quelle della
colonna B del citato Articolo 3, sarà corrisposta un'ora in
più di straordinario diurno; se il numero dei passeggeri
fosse superiore alle cifre indicate nella colonna B verrà cor-
risposta un'ulteriore mezz'ora di straordinario notturno.

(U.I.M.), rappresentata dal

Articolo 3.

A B
FEDERICO C. 850 1070
ANNA C. 770 900
ANDREA C. 390 435
FRANCA C. 250 295

Per il personale di cucina del « Federico C. » la tabella
A anzichè di 850 passeggeri, data la particolare situazione,
si considererà di 700.

Articolo 4. - La forfetizzazione sarà mantenuta per tutto
il personale avente diritto anche durante la sosta della nave
in porto fino al 5° giorno incluso; in caso di sosta maggiore
a partire dal 6° giorno sarà sospesa e ripristinata il giorno
della partenza.

Nel caso in cui le ‘ore di lavoro prestate dal personale
interessato fossero superiori a quelle forfetizzate le parti
stipulanti si incontreranno per normalizzare la situazione.

Per le navi che effettueranno occasionali crociere la
Società provvederà ad adeguare il numero del personale in
relazione alle eventuali maggiori esigenze del servizio.

Il presente Accordo decorre dal 1° dicembre 1962 ed
avrà la stessa durata del vigente Contratto di Arruolamento
degli equipaggi delle navi da passeggeri, cui si riferisce.

«San Giorgio »

Associazione Armatori Federazione It. Lavoratori del Mare

V. CENTORE (FILM-CGIL)
G. BRUSCHI E. CARUSO
Ditta Giacomo Costa fu Andrea Federazione Nazionale CISNAL-Mare
G. COSTA S. FRESCHI
Federazione Sindacati dei Dipendenti Aziende di Navigazione
(FEDERSINDAN)
C. BRUNELLI
Unione Italiana Marittimi
(U.I.M.)

L. FONTANINI

La nostra Compagnia è stata la prima a concludere questo

accordo sindacale, nello spirito di collaborazione esistente

con il personale, spirito che costituisce la base per l'avvenire

della Linea C. e per la continuità di lavoro dei collaboratori
di ogni grado.



PRIMO VIAGGIO
della «LUISA COSTA»

Col mese di dicembre una
nuova nave è entrata a far par-

PROBLEMI IN COMUNE DELLA VITA DI BORDO

La storia di Gianni e di Rico

te della LINEA C.: si tratta
della « Luisa Costa » già « Bea-
verdell ». L'unità è gemella del-
la « Bice Costa » che, come è
noto, era entrata in servizio ai
primi di luglio.

Adibita alla linea commer-
ciale del Sud America, la « Lui-
sa Costa » stazza 9824 tonnel-
late ed è in grado di compiere
il viaggio completo di andata
e ritorno in meno di due mesi.
Come per la gemella « Bice Co-
sta », la nave risalta per la ve-
locità (che è di sedici nodi) e
per la dotazione delle celle fri-
gorifere (mc. 3500).

La «Luisa Costa » consenti-
rà un ulteriore acceleramento
nella rotazione dei turni di al-
cune categorie di marittimi:
fattore, anche questo, che non
può non essere sottolineato.

La nave ha compiuto il pri-
mo viaggio regolare nel mese
di dicembre.

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due



Gianni è un bravo ragazzo: lavora sodo e,
se può farti un favore, sta sicuro che te lo fa.
Però si è messo in testa che quella tal cosa
non va, che nessuno se ne accorge: « Ma, insom-
ma, hanno o no gli occhi gli altri! », ha comin-
ciato a brontolare, finché, stasera, a mensa,
ha avuto un certo scatto con Rico che poco
mi è piaciuto.

Si stava parlando così bene fino a quel
momento, si stava mangiando in pace, mentre
Paolino ci teneva allegri con i suoi fatterelli,
e poi la cosa è andata come è andata. L’ultimo
sorso in silenzio e, poi, via.

Io gliel'ho detto a Gianni: «Che cosa ci
guadagni a trovare a ridire di questo e di quel-
l’altro fatto? Di cose da migliorare ce ne sa-
ranno sempre. Intanto, gli ho aggiunto, vedi,
la cosa è rimasta tale e quale, come prima, e
hai trattato poco bene Rico che non ha niente
a che fare con questo. Si stava così bene, in
pace, a tavola, e poi è stato quello che è
stato: ora Rico non si può avvicinare finché
non gli è passata: ma intanto ricordati — gli
ho ripetuto — la cosa è rimasta tale e quale.
E sai perché? Perché l’unica persona a non es-
sere stata informata di quel guaio che tu dici
e che ti ha fatto perdere un po’ la testa, — e
che poi, via, non è un guaio così grosso come
dici — è propro quella che ha la possibilità di

darci un rimedio. Perché non vai a dirglielo?
Così ti metti in pace... ».

Mi ha risposto: « Io non ci vado. Vacci tu
se vuoi farti pelare”... ».

Stavamo parlando così quando capita lui,
proprio lui, quello che «pela». E invece
è un cuore d’oro così, il migliore dei padri,
anche se ha l’aspetto che ti fa tremare e quel.
la vocina che appena si capisce, ma che ti fa
sciogliere le giunture. Ha sentito la cosa e,
poco dopo, l’« inconveniente » era risolto.

Non era meglio farsi un po’ di coraggio e
dirglielo subito, ad evitare la scena di tavola,
con le conseguenze? Gianni lo ha capito. Per-
ché qui siamo a bordo, ognuno si è assunto
un compito preciso, ma la vita è bella perché
è una vita di.famiglia: ci si vuol bene e ci si
aiuta. Oh, guarda là che bel tramonto!

Una morale alla storia di Gianni? Sem-
plice: sapersi spiegare apertamente subito, di-
re le cose che si debbono dire, ma con calma,
con autocontrollo. Quando, in una comunità,
qualcosa non va, non c’è di peggio del silen-
zio e delle parole dette sotto voce. Gli inconve-
nienti, le incomprensioni si eliminano appunto
con una aperta spiegazione dei fatti. Bisogna
essere uomini.




























aeree



Nella «Gruppo C» giocano vs i

insieme il figlio dell'arma- |. = (0000 e a

tore Costa e dieci operai - i

. Guidano il torneo dilettan-

ti, saranno premiati con
una crociera

Pubblichiamo integralmente un
articolo apparso il 6 dicembre
1962 sul quotidiano «La Gaz-
zetta del Popolo» di Torino.

GENOVA, 5 dicembre.

L’anno prossimo, forse, gli di-
ranno: « Dottore, mi passi il pal-
lone ». Ma ora lo chiamano
Franco e, quando segna un gol,
corrono ad abbracciarlo. Il fi-
glio del padrone non dà sogge-
zione, è uno come gli altri della
«Gruppo C», squadra che co-
| manda il campionato dilettanti
di Prima categoria, che si alle-
na quasi ogni giorno al campo
«Pio XII» di Genova-Pegli; un
lerreno perfetto, con pista e ser-
vizi, ricavato nel parco di Villa
Rostand, una delle più belle di-
mere del Settecento genovese.
Calzoncini e maglie sono stesi
fra putti di gesso. E c'è il la-
ghetto, ci sono le statue e gli
affreschi logorati dal tempo. Si
direbbe — mischiando ricordi e
antasia — che il vecchio mar-
ese Iostand, improvvisamen-
| impazzito, abbia anticipato i
‘pì inventando il gioco del

calcio al posto dei « parties » nel
giardino ormai smozzicato.
Il prossimo «dottor Franco »













| Sestrese - Vado 1-1 | Carlo Grasso - Borgoratti 2-1
Auxilium - Ventimigliese ì-0 | Sammargheritese - Ligorna 2-9
- Garel ra 1-1 | Riva Trigoso - Croce Verde 1-0

Argentina - Albissola 41 | Arsenale - *Bolzanetese 41
Varazze - Loanesi 3-2 | Vigili - Rivarolese 2-2
Cairese - *Elah Pegli 3-2 | UITE - Fincosit 0-0
Cengio - Grupo «C» 0-0 | Busallese - Pontedecimo 2-2
Dianese - Altarese 3-0 | Sampierdarenese - *Don Bosco 3-0
10 7 2 1331016 | Riva Trigoso 10 6 4 013 116

Gruppo «C» 10 7 2 124 816 | Sammargher. 10 7 2 118 416
10 7 2 121 916| Arsenale 10 7 2 121 816

Vado 10 6 2 220 8 14 | Fincosit 10 4 6 0 9 214
Loanesi 10 6 2 222 12 14 | Rivarolese 10 4 5 1231013
Argentina 10 5 3 216 913 | UITE 10 4 5 115 813
Cengio 10 5 3 2171313 | Pontedecimo 10 3 7 01410 13
Albissola 10 4 4 2101112 | Sampierdar, 10 4 3 311 81I
Garel Edera 10 3 4 3141210 | Vigili 10 33 41012 9
Varazze 10 4 2 4151710 Borgoratti 10 2 4 4 813 8
Dianese 10 2 3 51119 7| Ligorna 10::2:3-.5:12:13--7
Ventimigliese 10 1 4 351024 6 Don Bosco 105-351: 671507
Elah Pegli 10 1 3 61319 S| Bolzanetese 10 2 2 6 923 6
Carcarese 10 1 2 71224 4| Carlo Grasso 10 2 2 6 414 6
Auxilium 10 1 1 81227 3) Busallese 10 1 3 6 516 5
Altarese 10 0 1 9 432 1! Croce Verde 10 0 010 527 0

PROSSIMI TURNI

(11° giornata - 9 dicembre)

Croce Verde .- Busallese; Sam-
a . se Grasso; Arse-
nale - ; n tti +
Tazze; Albissola - trese; Venti- | sco; Pontedecimo » Ligorna,; Ulte”
Migliese - Carcarese; Vado - Elah | Riva Trigoso; Rivarolo - Sammar-

gli, gheritese; Fincosit - Bolzanetese.

Nese; Loanesi - Argentina; Garel
Edera - Cengio, GE «C»- Va.

T. La squadra del Gruppo C., matricola del Campionato Prima Categoria
Dilettanti, si sta comportando molto bene e figura in testa alla classifica,
alla pari con Sestrese e Cairese, con 16 punti in dieci partite (7 vittorie - 2
pareggi - 1 sconfitta ha 24 reti all'attivo, 8 al passivo). Nella classifica dei
cannonieri figura al secondo posto con 10 reti il valente centro-attacco
Franco Costa.

La formazione che ha giocato contro la Carcarese.



LS La più strana squadra del mondo



è figlio dell'armatore Angelo Co-
sta, ex presidente della Confin-

dustria: gioca centravanti, è vi-
ce cannoniere del girone (dieci

gol în dieci partite, una specie
di Pascutti del mare). Fino al-
l’anno scorso percepiva trecento
lire alla settimana come rimbor-
so spese, ma ora i costi della
squadra sono in rialzo e anche
la modestissima somma è stata
soppressa.

«Gruppo C» è la sigla di ar-
mamento dei Costa (navi, olio,
detersivi, ecc.) stampata anche
sulla maglia della squadra di
calcio il cui presidente, Giovan-
ni Costa. è figlio di Federico:
l'industriale deceduto anni fa in
un incidente automobilistico.

Gli altri giocatori sono dipen
denti dell'azienda, marinai o im-
piegati o addetti a uno dei ma-
gazzini a Ponte Somalia, in por-
to o alla darsena. E’ il più sin-
golare cooperativismo atletico
che si sia mai visto. Del resto
î Costa hanno saldissimo il sen-
so della « équipe ».

Stampano ancora un giornale
riservato ai membri della fami-
glia: una volta si chiamava
«Quarantuno », dal numero dei
figli e nipoti, oggi si dovrebbe
chiamare almeno «Ottanta ».
Una volta un giornalista inglese
scrisse che a Genova una per
sona su tre sì chiama Costa 0
discende dai Costa: e la battuta
ha un tondo di verità. La squa-
dra del «Gruppo C», gioiello
del calcio minore ligure, può
dirsi quindi una filiale sportiva
del gruppo di aziende delle qua-
li, in un certo senso, ha anche
la struttura e l’impostazione.
Non è raro che alcuni giocatori
si ritirino nella raccolta cappel-
la che fu dei Rostand, per dedi
carsi agli esercizi spirituali.

Abolito il rimborso delle tre-
cento lire, non corre più un





In piedi (da sinistra): Berta, Pinatel, De Cillia, Canepa, Vergari,
Molinari. Accosciati: Ghetta, Nebbia, Michelini, Parodi e Costa.

soldo fra presidenza e giocato: i
ri: c'è un premio all’anno, co-

munque vadano le cose in cam

pionato, e di solito è una cro-
ciera su una nave della Compa-
gnia C: tre anni fa in Egitto,

| poì in Libia e sulla costa amal

fitana. Frossimo ‘obiettivo la
Spagna, dove la squadra si re-
cherà, approfittando probabil.
mente del soggiorno per dispu-
tare un paio di partite.

«Il nostro scopo — precisa
Giovanni Costa, il giovane pre-
sidente — è più educativo che

a
S

PORTIERI: Ghetta - Fiche-
ra - Sardelli.

TERZINI: Berta - Bussoli-
no - Carlessi - Cevasco.
MEDIANI: Molinari - Miche-
loni - Nebbia - De Cillia . Pi-
natel - Mariani - De Mattei.

ATTACCANTI: Puppo . Mi.
chelini - Novella . Costa F. -
Vandone - Parodi - Canepa -
Magnanego . Costa G. . Cap-
panera - Barabino - Bortolot-
ti - Patrocchi - Rossini - Ca-
sarino.

ALLENATORE: Opisso.

DIRIGENTI ACCOMPAGNA.
TORI: Perotti - Ferrari.

COLLABORATORI: Garbari-
no . Pedemonte.

sportivo. Non ci sono, natural-
mente, differenze ». Questo è ve-
rissimo.

Il centravanti Franco Costa,
che assomiglia a Nicolè ed ha
anche la stessa falcata, sarà un
giorno contitolare della Giacomo

TURLLLZLAAATAAAAAATAZA ZA AAA ZA TA AREReaa

(Continua in 4.a pagina)

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre





Sull’“ANNA C.,, la prima partita di calcio @

giocata in mezzo al mare

(Servizio speciale da bordo della

M/n ANNA C. in navigazione

l’11/11/1962 fra lo Stretto di
Gibilterra e Barcellona)

Sotto un cielo terso e sopra
un mare tranquillo si sono og-
gi affrontate in una entusia-
smante partita due compagini
di ufficiali della motonave AN-
NA C. divisi tra ammogliati e
celibi.

Un folto pubblico nereggiava

- ai bordi del campo — misure m.

20x15 — acclamando i propri
beniamini.

Riteniamo di aver avuto la
fortuna di presenziare ad un e-
vento... storico dato che nella
marineria mondiale non si par-
la di partite di calcio giocate
in mezzo al mare. E’ pertanto
un vanto della marineria italia-
na, rappresentata in questo ca-
so dalla Linea C. aver organiz-
zato in anteprima mondiale un
fatto di tal genere.

Ed ecco le formazioni delle
due squadre:

Sposati: Carpani - Castellaro -
Mosconi - Caffarena - Cioni -
Maggi. i

Celibi: Emanuelli - Esposito -
Gavino - Bozzo - Cavazzuti - Ca-
stino.

Agli ordini dell’Arbitro inter-
nazionale. Rev.do Don Peluffo
(in altre occasioni anche Cap-
‘pellano della nave) le squadre

‘sono entrate in campo mentre.
la folla inneggiava entusiasta.

Fotografie di rito a centro cam-
po mentre i due capitani, ri-
spettivamente Caffarena (spo-
sati) ed Emanuelli (celibi) si

scambiavano un vistoso mazzo

di fiori (finti) ed una sgargian-
te bandierina. Segnalinee il dr.
Parascandola.

Ed ecco le squadre (blu quel.
la capitanata da Caffarena -
bianca l’antagonista) si affron-
tano con duro cipiglio.

Al fischio d’inizio... palla in
mare. Sostituita, avevano ini:
zio le prime vere azioni di gio-
co mentre i pesci venivano a
galla per udire il boato dei ti-
fosi entusiasmati.

Al secondo minuto un mici-
diale destro di Cavazzuti por:
tava' in vantaggio i celibi. Tale
prodezza rendeva più cauti gli

& Lap
(Seguito dalla 3.a pagina)

Costa fu A., ma ora è il numero
nove che deve passare la palla
subito e capire un certo giochetto
di smarcamento rapido. Franco,
quarto anno di economia e com-
mercio, è quindi, sul campo,
eguale a tutti gli altri: il por-
tiere Ghetta portuale, il media-
no desiro Molinari addetto a
Ponte Somaliìa, lo «stopper »
Micheloni dipendente dell’Olei-
ficio Costa di Sampierdarena, il
mediano sinistro Nebbia, e così
tutta la linea attaccante: Vando-
ne, Novella, Parodi e Puppo, ol-
tre, s'intende, al « goleador ».

| Quando la società fu formata,
il suo presidente aveva intenzio-

sposati i quali contrattaccava-
no egregiamente con Castella.
ro e Mosconi, mentre in difesa
torreggiava quasi insuperabile
Caffarena, generosissimo in ogni
intervento (piedi, gambe, ma-
glie, pantaloni e..., se c’era, il pal-
lone). La partita proseguiva
combattuta con azioni alterne
dimostrando un equilibrio vera-
mente notevole. Finalmente do-
po che una seconda palla (que-
sta di carta, quindi soggetta ad
un brillante gioco rasoterra) era
andata in bocca ad un grazio-
so... delfino, l’attaccante Cioni
ristabiliva le distanze segnando
per gli sposati (1-1). Il pareggio
durava poco, infatti, al 13’ Ca-
stino batteva. Carpani che finora
si era comportato bene com-
piendo egregi tuffi (non in pi
scina) con relative sbucciature
di gomito: 2 a 1 per i celibi.
Trenta secondi dopo autore
te di Esposito che riportava gli
sposati nel cuore dei loro afi-
cionados. Al 14’ Caffarena sal
vava una difficile situazione sul-
la sinistra rimandando il pallo-
ne che veniva raccolto da Ca-
stellaro che iniziava una lunga

fuga sulla destra sparando a ,

rete; ma. Emanuelli con un al-
tro dei suoi interventi spetta-
colari salvava la propria porta
dalla capitolazione. Terza palla
a mare e chiusura del primo

| tempo.

Sempre sorretti — solo mo-

ralmente si intende — dalla fol-

la, gli atleti (e quali atleti...)
riprendevano a giocare. Parto-
no all’attacco gli sposati ed ot-
tengono due falli a favore bat-
tuti senza esito da Castellaro.
Sembra che i molti filetti (non
commestibili) degli ammogliati
possano avere la meglio, ed ec-
co che Cavazzuti con un forte
tiro sulla destra batte per la
terza volta Carpani. Al 3’ Cioni
tenta il colpo ma ancora una
volta il «Cit nazionale » lo fer-
ma con gran classe fermandolo
con un piede. Nel frattempo al-
tre due palle hanno fatto a tem-
po ad andare in mare subito so-
stituite dal bravo Curotto. Al 4°
altra rete ad opera del Bozzo,
forse il migliore degli scapoli
dopo Emanuelli. Al 6’ spettaco-
lare scivolata a rete di Caffa-

ni ricreative e non si aspettava
certo che la squadra vincesse
d’infilata tutti ì campionati, dal-
l'esordio del Centro Sportivo fi-
no ad affacciarsi alle soglie del
la Quarta Serie.

«Abbiamo giocatori — dice
l'allenatore Opisso — che po-
trebbero figurare almeno in Se-
rie C, ma non sì muovono, tan-
to è il clima di comprensione
e di armonia che regna nel
gruppo ». Opisso, ex giocatore
dela «Liguria», squadra dalla
quale deriverà la Sampdoria,
andò a Legnano quando avven-
ne la fusione con la «Doria»,
poi fu quattro anni a Messina,
insieme ai torinesi Dante e Vo-
glino. Allena il «Gruppo C» da
cinque anni e fino a qualche me-

NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro



Scambio di doni fra il capo commissario dott. Caffarena (ammogliati)
e il cap. Emanuelli (scapoli). }

rena con nulla di fatto. Al 10°
stupenda parata del «Cit» su
una... scarpa di Mosconi partita
come un razzo, al posto del pal-
lone, dal piede titolare. Questo
indubbiamente è stato il mo-
mento più bello della partita.

Un minuto dopo una autore-
te di Gavino riporta sotto i « ve-
ci» ma pochi secondi dopo, Ca-
vazzuti riporta nuovamente a
due i gols di vantaggio per i
giovani ufficiali.

Al 12’ su una mischia in area
degli scapoli l’arbitro (chissà
perché nettamente parziale... a
favore degli sposati) ravvisa

iù strana squadra del mondo

se fa lo affiancò Giorgio Sarosi,
che è stato un po’ il padrino
tecnico della squadra. Fu anzi
Sarosi, ora partito per la Sviz-
zera, a proporre un originale si-
stema di premiazione: una clas-
sifica settimanale di merito,
quindi alla fine dell’anno licen-
za-premio dall'azienda, da tra-
scorrere in mare. La proposta è
stata non solo accettata, ma
estesa, poichè tutti partecipano,
ora, alla crociera. Non contano
tarto le vittorie (che pure arri
vano) mel «Gruppo C », quanto
la disciplina.

Vien voglia di chiedere se, per
caso, chi si distingua sul campo
ottenga promozioni nella Ditta.
Niente di tutto questo: non ci
sono divi e tutti accettano le

gli estremi del rigore; batte Ca-
stellaro: rete. Ma ormai gli spo-
sati sembrano stanchi e benché
incitati dall’indomito Caffarena
e sorretti dalla classe di Castel
laro nulla possono fare contro
la giovinezza degli scapoli che
in tre minuti segnano tre reti
ad opera di Cavazzuti, Esposito
ed autorete di Carpani ormai
evidentemente K. O.

Sull’8 a 4 il risultato non
cambia ed il fischio finale tro-
va gli ammogliati all’attacco al-
la ricerca di una ormai impos-
sibile rimonta.

Giulio Conterno

regole del gioco. Non importa
se Franco Costa è capo canno-
niere, deve anche far bella fi-
gura a scuola. E il giorno in cui
il magazziniere Ghetta salvò una
partita. con alcune spettacolose
parate, nessuno gli tolse il tur-
no di notte, in porto, della do-
menica sera. Sì respira un'aria
da «club» inglese, a Villa Ro.
stand, e s’indovina una certa so-
miglianza con lo stile della Ju
ventus della quale un po’ tutti,
quelli del « Gruppo C », sono am-
miratori. Ed è ancora uno della
famiglia Costa, il prof. Santo.
linî, il medico che si occupa del.
le cure e del controllo fisico dei
giocatori. Non è pagato: andrà
în crociera anche lui.

Z. C.



Ottava puntata della
storia dla Linea "(C,,



La nostra breve storia della
LINEA C. è giunta all’ottavo ca-
pitolo. Davanti ai nostri occhi,
come abbiamo visto, sono già
passate sette navi; ci sono sfi-
late davanti, nel ricordo, con le
loro avventure liete e con le lo-
ro pagine tristi. Adesso è il
turno del piroscafo « Giacomo
C.» che, come vedremo più a-
vanti, riuscì a riemergere dalle
distruzioni della guerra, ripren-
dendo il mare a pace tornata,
quasi simbolo di una perenne
speranza.

Acquistato dalla Ditta Giaco-
mo Costa fu Andrea, nel 1935,
sì chiamava «Generale Petitti »
ed apparteneva alla Società Ge-
rolimich di Trieste. Iscritto col
nuovo nome mel registro del
Compartimento Marittimo di
Genova il 14 giugno 1935, il pi-
roscafo continuò la sua attivi
tà da carico. Era lungo metri
120,20; largo metri 15,95, alto
metri 7,76; la stazza lorda era
di tonnellate 4638,35, quella net-
ta 2848,43. Aveva due ponti e
due alberi, era stato costruito
| presso ì Cantieri San Rocco di
Trieste nel 1920. Il sistema mac-
chine era a triplice espansione,
costruito a Greenock (Inghil-
terra) nel 1914, da J. B. Kincaind
& Co, Ltd. Tre cilindri (diame-
tro mm. 660, 1067, 1778); due
caldaie e sei forni.























Insolita

. . x
attività
Dopo essere stato affittato,
per breve tempo, al «Lloyd
Triestino » per viaggi in Estre-
mo Oriente, il «Giacomo C. »,
al comando del cap. Luchetta,
venne principalmente adibito al
trasporto di uomini e di ma-
teriali per la «Campagna bel-
lica» in Africa Orientale; una
parentesi di insolita attività che
sì sarebbe poi, purtroppo, ria-
perta allo scoppio del secondo
conflitto mondiale. Erano, in
quel periodo, a bordo della na-
ve due persone che già vì si
trovavano quando venne ac-
quistata dalla Ditta Giacomo Co-
sta fu Andrea: il cap. Luchetta



risorse e riprese a navigare la

> Dalle rovine della guerra
“GIACOMO C..,,



Estate del 1937. La « Giacomo C.» si trova in sosta a Reggio Calabria, dove ha appena finito di scaricare un
grosso quantitativo di carbone. La nave subì, per la guerra, la stessa sorte di tante altre nostre unità, Ma riuscì
a riemergere dalle acque a conflitto finito, riprendendo le vie del mare, quasi preludio allo sviluppo che negli

— che abbiamo già visto — e
il primo ufficiale E. Cattarini.
il quale ebbe sul «Giacomo C.»
la sua più grande soddisfazio-
ne: quella di essere promosso
comandante il 13 gennaio 1939,
in sostituzione del cap. Eugenio
Agen. |

Ricordando quei periodi, il
cap. Cattarini precisa come la
nave trasportasse di preferenza
minerale di ferro dai porti del-
l'Algeria per il Nord Europa,
facendo ritorno in Italia carica
di carbone. Seguirono poi viag-
gi quindicinali con minerale di
ferro da Melilla (Marocco Spa-
gnolo) a Bagnoli; questo genere
di attività durò otto mesi e si
compendiò nel trasporto totale
di 15.600 tonnellate di carbone
e 95.500 di minerale.

Al comando del « Giacomo C. »
subentrò poi il cap. Mirto Mar-
tinoli, il quale, a sua volta, nel
luglio 1941 cedette il posto al
cap. Luchetta che era già stato
sulla nave fino al dicembre
1937.

Ormai la sfera di azione del
«Giacomo C.» — come del re-



Massaua, ottobre del 1935. La « Giacomo C. », in quel periodo, venne adibita
al trasporto di materiale per la guerra etiopica. La foto mostra appunto lo
sbarco di alcuni cammelli che erano stati caricati ad Aden,

anni seguenti avrebbe avuto la LINEA C.

sto quella di tutte le navi — era
il Mediterraneo. La guerra ave-
va portato logicamente alla mi-
litarizzazione di ogni unità e
anche per la nostra nave erano
tornati i tempi (peggiori per la
verità) di quando era adibita
al trasporto di materiale mili-
tare per la guerra d’Etiopia.
L’ultimo viaggio «fuori dagli
Stretti» è rievocato dal signor
Agostino Pastorino, attuale no-
stromo a'bordo della «Anna C.»:
«Sono stato imbarcato sulla na-
ve dal 1940 al 1943, cioè fino al-
l'affondamento. Il mostro ulti-
mo viaggio atlantico è stato ver-
so il Messico, Port Arthur e
Pensacola. Dopo siamo passa-
ti agli ordini del Ministero del-
la Marina e facevamo viaggi,
sempre per conto del Governo,
da Bari a Valona e Durazzo,
carichi di carbone e di materia-
le bellico. Ricordo che durante
una sosta di temporeggiamento
nel porto di Napoli, in attesa
di convogliarci, una bomba col-
pì il molo e le schegge perfora-
rono la fiancata della nave: ci
fu purtroppo un morto. Si chia-
mava Bruno, faceva il miirc-
gliere di bordo e anche da cal-
zolaio per l’equipaggio... ».

Rievocata
la tragica fine

La tragica fine del « Giacomo
C.» è invece rievocata dal ma-
rinaio Giuseppe Lombardi, at-
tualmente imbarcato sulla «An-
na C.»: « Sono stato sul ” Giaco-
mo C.,, dal 1942 al 1943 e poi
ancora mel 1947. Ricordo che
portavamo carbone da Genova
a Palermo e andavamo anche,
qualche volta, dalla Sardegna
a Venezia per conto della ”Mon-
tecatini,. Logicamente naviga-
vamo soltanto di giorno. Il 16
aprile del 1943 eravamo in sosta
nel porto di Palermo. Già ave-
vamo scaricato una parte del
carico (traversine di ferro e un

po’ di carbone) quando suonò
l'allarme. Fuggimmo tutti, cer-
cando riparo nei rifugi. Purtrop-
po, quando l’allarme cessò, co-
noscemmo la triste sorte che
era toccata alla nave. Nel corso
del bombardamento aereo, una
bomba aveva centrato in pieno
la stiva numero 4. Era affon-
data. Si era posata dritta sul



Il capitano Simeone Luchetta che
tanta parte ebbe nella vita della
« Giacomo C. ». Fu al comando di
numerose navi della nostra Com-
pagnia in periodo di pace e in tem-
po di guerra. Seppe sempre com.
portarsi con calma, anche nei mo-
menti più delicati, evitando a volte
disastrosi avvenimenti.

fondo, con un paio di migliaia
di tonnellate di carbone. Noi
dell'equipaggio restammo a di-
svosizione della Capitaneria di
Porto, per essere utilizzati su
altre unità ».

Fin quì la sorte della « Giaco-
mo C.» non è stata purtroppo
diversa da quelle delle altre
consorelle: la guerra, i bombar-
damenti, la fine. Da ora in a-

(Continua in 6.a pagina)

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina cinque









la

GIORNALE DI B

CAB
NN ZA
ao a Ù
\'f





A proposito
di lettere
| | «anonime

Talvolta, sia pur raramente,
giungono agli Armatori, lettere
non firmate. Ricordiamo che es-
se, per ovvie ragioni, non pos-
sono essere tenute in conside-
razione alcuna.

Se qualche nostro marittimo
desiderasse aver chiarimenti su
determinati problemi, precisia-
mo che il dott. Giacomo Costa
fu Federico riceverà rei giorni
di martedì e venerdì dalle ore
15 alle 16, presso la sede socia-
le, ed il sig. Giovanni Costa, tut-
ti i giorni (eccetto il sabato ed
i giorni di arrivo e partenza
delle ns/ unità passeggeri) nel-
le normali ore di ufficio, pres-
so lUfficio Equipaggi, Via Fie-
schi N. 12.



——_— - >
La vita di bordo può | riservare al
fotografo scene inconsuete come
questa, accaduta il 14 ottobre 1962,
a bordo dell’ ANDREA C. E’ giunta
notizia che il « Genoa » ha battuto
la « Sampdoria » per 2 a 1. Il « ge-
noano » cap. Bagnato spinge in pi-

scina l'allievo capitano Mudu, reo
Via. lot | di avere... perduto
















































































































Diario di un navigante



Scesi la scaletta che portava
alla mia cabina stanco. Stanco
e demoralizzato, Pensavo di ad-
dormentarmi subito. Che sonno
mamma mia. Con un lungo s0-
spiro mi sedetti su una sedia.
Pensavo. Finalmente anche oggi
è passato. Grazie, mio Dio. Gra-
zie. E proteggi come hai pro-
tetto finora il cammino della
mia vita, il sonno di questa mia
notte.

Mi coricai con il mio far-
dello pieno di stanchezza e di
pensieri. Pensai per un poco di
tempo con la mani sotto la
nuca, fissando il soffitto della
cabina. Non ne posso più, mi
sussurravo. Che vita. E’ impos-
sibile una vita così, per lunghi
anni. Avere un poco di fortuna
per poterla lasciare. Cambiar
mestiere. Le solite cose, i soliti
pensieri di noi tutti prima di
addormentarci. Sentivo un bru-
ciore agli occhi. Ecco il sonno,
mi dissi. Mi voltai su di un fian-
co, ed attesi.

Non vivevo più sulla terra,
mi trovavo su di una grande
distesa di nuvole bianche ovat-
tate. Camminavo soffice e. feli-
ce. Vivevo un’altra vita. Mi vidi
circondato da gente sconosciuta
che mi sorrideva; d’un tratto si
parò dinanzi a me una lunga
via. A metà di questa incon-
trai un bimbo. Solo. Biondo,
vestito di bianco. Indicandomi

NOTIZIARIO ‘’C,,: pagina sei

IL MIO ANGELO

con il ditino in fondo alla lun-
ga strada dove appariva una
porticina, e sorridendomi mi
disse: questa è la tua via, la via
sceltati dal destino. Devi per-
correrla così, felice come ora.
Non abbatterti se su di essa
troverai intralci o nemici. Ve-
drai. Osservali bene. Molti in-
tralci per te saranno onori e
moiti nemici diverranno tuoi
amici. Ed io penserò sempre a
te, e ti proteggerò pregando.
Ora va. A ciascuno la sua via.

Mi misi a correre sulle nubi,
voliandomi a tratti, salutando
il biondo candido bimbo che
sempre più s’allontanava dal
mio sguardo, contraccambiando
con la sua piccola manina il
mio saluto.

Giunto al termine indicatomi,
chiusi gli occhi. Aprii lentamen-
te la porticina. Entrai, In quel-
l'attimo una voce mi chiamò.
Lentamente schiusi gli occhi in-
sonnoliîti. Prima uno, poi l’al-
tro. Infine stiracchiandomi fui
sveglio.

L'uomo della notte mi aveva
chiamato annunciandomi il gior-
no. Osservai l'orologio appeso
ad un ckiodo sulla parete. Le
cinque e mezza, l’ora della sve-
glia. Accanto all'orologio guar-
dai la fotografia del mio bam-
bino. Pareva sorridermi. Un
lampo di tristezza m’invase.

Ripensando al mio sogno, an-

ch'io sorrisi ed alzandomi ba-
ciui quella fotografia nella quale
riconobbi il mio Angelo Bianco
della notte.

Quante volte ancora da allora
ho ridisceso la scaletta che con-
duce alla mia cabina stanco.

Ma da allora osservando quel-
la immagine appesa alla parete,
stanchezza e tristezza in me
svaniscono nel nulla, alleggeren-
do il cammino di questa mia
vita. Il mio fardello non è più
così pesante.

Tutto lo devo a quell’Angelo
Bianco. Che mai ogni sera, pri-
ma di addormentarmi, dimen-
tico di ringraziare con un bacio
e una preghiera a Dio.

Ivo Biso

(da «La voce dell’onda », gior-
nale di bordo dell’« Anna C.»)

La “GIACOMO C.,,
risorse dalle rovine

della guerra

(Seguito dalla 5.a pagina)

vanti, però, ha inizio un nuovo
capitolo, una nuova pagina di
speranza, preludio ad una ripre-
sa normale delle attività. Infat-
ti, la nave fu ricuperata dagli
americani e tornò in possesso
della Compagnia mnell’estate del
1945.

Qualcosa era scampato al rit-
mo distruttore della guerra. La
nave, logicamente, nello stato
în cui si trovava non era utîliz-
zabile; fu deciso di affidarla
quindi a maestranze locali per
i necessari lavori di ripristino,
lavori che durarono circa un
anno. la «Giacomo C.» riprese
le vie del mare esattamente il
19 giugno 1946, al comando di
un vecchio e caro amico: il cap.
Luchetta. Il cap. Luchetta era
giunto a Palermo già il primo
maggio, per seguire da vicino le
ultime Jas dia resta ro dell’u

adibita a un servizio
«regolare » sulle rotte dell'A
frica Occidentale, con scali nei
porti di Genova, Napoli, Paler-
mo e Tripoli. Occorre, a questo
punto, far notare che la nave
sî inserisce mella storia della
LINEA C. anche per un parti-
colare interessante: fu la prima
nave della Compagnia a traspor-
tare passeggeri con alloggi più
o meno confortevoli (dato il ti-
po della nave e della clientela)
ricavati nel corridoio della sti-
va centrale.

La nave effettuò nel 1946 an-
che un viaggio fino a New York
trasportando l’ equipaggio che
andava a prendere la «Luisa C.».

Nel marzo del 1948, il cap.
Luchetta lasciò definitivamente
il comando della « Giacomo C..»;
l’anno dopo, l’unità venne ven-
duta agli Armatori d’Aste di
Recco che le imposero: il nuovo
nome di « Ardens ». Ma il tem-
po della definitiva messa a ri
poso non poteva essere lonta-
no: così nel 1955 fu posta in di-
sarmo e demolita a Vado Li
gure.







TNSTIZIARIO «Co» FLAVIO MAGNARIN
‘eriodico azien bimestrale Direttore resp
e N. 6 - bre-Di bre 1962



S pedizione in abb, post., Gruppo IV





Genova,
ia ____Tel. 58.18.51 -
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961

Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Casella p DLL
Stampa: BI-ESSE | Genove








Position: 1844 (39 views)