Notiziario "C", n. 6, 1961
Contenuto
- Titolo
- Notiziario "C", n. 6, 1961
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
- Tanti auguri a tutti voi..., p. 1
- La famiglia del marittimo, p. 1 - 2
- Il "Langano": una nave piccola ma simpatica, p. 3
- Giornale di bordo, p. 4 - Data testuale
- 1961 novembre - dicembre
- Estremi cronologici
- novembre 1961 – dicembre 1961
- Consistenza
- pp. 4
- Stato di conservazione
- Buono
- Soggetto produttore
-
Famiglia Costa
- Identificativo
- PER.000364/06
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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- Collocazione
- Emeroteca
- Temi correlati
- Comunicazione d'impresa
- Navi passeggeri
- Navigazione crocieristica
- Vita di bordo
- Welfare aziendale
- contenuto
-
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{ Linea ue - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2
RALE
do Peri
Anno I - Numero 6 - Novembre-Dicembre 1961 Periodico bimestrale
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TANTI AUGURI A TUTTI VOI...
E’ uno dei tanti, raccolti e semplici presepi che, ogni anno, a Natale, ven-
gono allestiti sulle navi della « Linea C». Lo abbiamo prescelto come sim-
bolo e come auspicio che le prossime feste siano serene e gioiose per i nostri
marittimi, per le loro famiglie, per i loro cari. Gli Armatori e « Notiziario
C» porgono a tutti i migliori auguri per il Natale e per l’anno nuovo.
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La Famiglia
del
marittimo
Il navigante, per le sue ec-
cezionali condizioni di lavo-
ro, è costretto a rimanere
lontano dal focolare dome-
stico per periodi più o meno
lunghi ed a volte per anni
specialmente se è imbarcato
su petrolieri.
Da questo fatto nasce una
commovente, anche se cela-
ta, preoccupazione che spesso
accompagna il marittimo per
quasi tutta la sua vita. La
Famiglia! Il nido d’amore
sognato nella primavera del-
la vita, preparato con sacri-
fici e risparmi, affrontato
con serena gioia e vissuto
nell’intima unione dei cuori...
ad un certo momento esige
un distacco.
Lui, il capofamiglia, il ma-
rito, deve partire. La nave,
il lavoro, la lontananza lo
reclamano: è il suo dovere.
Il navigare significa per
lui pane, benessere, prospe-
rità per la sua casa. L'ina-
zione prolungata, peggio an-
cora, la disoccupazione for-
zata preannunziano invece la
ombra triste del bisogno.
Per il navigante sposato, la
lontananza dalla famiglia è
sempre fonte di preoccupa-
zione.
Il marittimo, al calar del-
la sera, invece dell’ incon-
tro con la moglie ed i figli,
trova la solitudine. Ed è du-
ro sempre anche se commo-
(continua in 2.a pagina)
La famiglia del marillimo
(seguito dalla l.a pagina)
vente ed umano il comporta-
mento del lavoratore del ma-
re, che con dignità e silenzio
accoglie questo sacrificio. Da
questa situazione nascono
però problemi che investono
l'andamento e l’avvenire del-
la famiglia.
La sposa rimane sola al
governo della casa, ad ammi-
nistrare i sudati guadagni
del marito, ad educare i figli.
Fatta eccezione alle tem-
poranee permanenze del na-
vigante durante i periodi di
sbarco, la sposa rimane pra-
ticamente sola ad affronta-
re i gravi compiti della fa-
miglia, a seguire i figli nel
loro sviluppo... E’ naturale
quindi che abbia saggezza,
forza e coraggio per affron-
tare un compito così grave.
Se nelle altre famiglie i com-
piti si possono considerare
divisi fra due, in quella del
navigante rimangono per lun-
ghi periodi imperniati su una
sola persona: la madre. E la
famiglia avrà appunto la fi-
sionomia che una madre di
forte carattere, di profondo
sentire religioso le imprime-
rà con la sua energica diret-
tiva.
Il padre, al ritorno a casa,
specie quando i figli cresco-
no e usciti dalla puerizia si
affacciano alla ribalta della
vita e delle sue attrattive,
contempla con commossa
soddisfazione quelle fiorenti
giovinezze. I suoi figli!
Per loro lavora e si sacri-
fica. Ma spesso non ne cono-
sce l’indole, la formazione
morale, le compagnie che
frequentano. Qualche volta è
un estraneo.
Passata la serena gioia del
ritorno e dell'incontro, egli si
accorge che qualche cosa gli
sfugge nella direzione della
casa... la vita fiorente dei
figli.
E’ comprensibile pertanto
che quando tra marito e mo-
glie c'è una perfetta identità
di vedute, un'unica preoccu-
pazione nell'educazione dei
figli, una ferma direttiva nel
nrenararli alle responsabili-
tà della vita, tante cose van-
no bene. La famiglia si evol-
ve veramente nella concor-
dia e nell’ordine.
Invece, se durante l’assenza
del marito, la moglie non so-
stiene da sola con saggezza e
costanza il peso dei suoi do-
veri, ma lascia facilmente in-
crinare la sua missione da
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
stanchezza e debolezza, la fa-
miglia decade, l’austerità va
in crisi ed il capriccio irrom-
pe penoso e prepotente
E quando il disordine si
incunea nella casa degli spo-
si, che deve essere invece sa-
cra come un tempio, i figli
evadono, la soggezione sfu-
ma, l'unione scompare. Na-
scono allora delusioni ed in-
comprensioni, si raccolgono
frutti di amarezza e l’amore
-— la fiamma sacra che eleva
e potenzia la vita coniugale
— si attenua ed affievolisce,
spesso lasciando il vuoto e la
solitudine.
Per ovviare pertanto a que-
sti inconvenienti che posso-
no influire in senso funesto
sulla vita dei figli, fra la mo-
glie rimasta a vegliare e cu-
rare l'andamento della casa
e il marito che naviga lonta-
no, è necessario rimanga in-
violata l’unione dei cuori e
degli intenti, la costanza de-
gli sforzi e dei sacrifici e la
visione chiara e precisa delle
mutue responsabilità. La spo-
sa e madre, dal sacrificio del-
la periodica separazione dal
marito, deve attingere tutta
quell’energia capace di col-
marne il vuoto.
Ma le risorse esaurienti ed
insostenibili, risorse di bon-
tà e di rettitudine, di forza
nel sacrificio e nel dolore, di
serena compostezza nel quo-
tidiano esercizio del dovere,
si attingono alle sorgenti di
Dio, la grazia e la preghiera.
Dio che ha istituito la fa-
miglia e l’ha santificata ed
elevata con la dignità del sa-
cramento, ne reclama lo svi-
luppo nel rispetto dei valori
spirituali ed esterni.
Con Dio, e solo allora, la
famiglia è veramente sereni-
tà di vita, scuola di virtù e
preparazione delle nuove ge-
nerazioni alle vicende ed alle
lotte della vita.
Nella casa. Dio è luce, amo-
re, ordine e fiducia.
Padre G. Franceschetti
‘““La casa accogliente
dei marinai a Genova,,
Siamo veramente grati a
Padre Franceschetti per aver
così efficacemente messo in
risalto quello che è uno dei
problemi fondamentali della
vita degli uomini di mare e
delle loro famiglie. La fami-
glia del marittimo: un qual-
cosa di assolutamente diver-
so dalle famiglie degli altri
lavoratori, un aspetto quan-
to mai delicato e complesso
di chi ha scelto proprio le vie
del mare anche per poter as-
sicurare una esistenza tran-
quilla ai propri cari.
Già in passato avevamo
trattato l'argomento, ma sol-
tanto di riflesso. Ora Padre
Franceschetti che, come Cap-
pellano dell’« Apostolato del
Mare », unisce una lunga e
preziosa esperienza a non co-
muni doti di mente e di cuo-
re, ha «messo a fuoco» il pro-
blema; e lo ha fatto sotto o-
gni aspetto: umano, psicolo-
gico e morale, indicando a 0-
gni marittimo la via più giu-
sta.
Abbiamo accennato allo
« Apostolato del Mare ». Co-
gliamo l’occasione per mette-
re in risalto l’attività e le fi-
nalità di questo Ente che è
sorto a Genova nel 1932 pro-
prio per dare assistenza mo-
rale e religiosa ai naviganti.
L'attività svolta è immensa
e investe ogni settore del-
la vita degli uomini di ma-
re; comprende visite a bor-
do e visite agli ospedali,
assistenza disinteressata su
ogni questione. A Genova lo
« Apostolato del Mare » dal
1954 ha una sua nuova e fun-
zionale sede in piazza Dine-
gro 6. Qui sono anche in atti-
vità una scuola alberghiera
e una scuola radar per uffi-
ciali.
Il marittimo trova poi nei
locali dell’« Apostolato del
Mare » cordialità, ospitalità,
aiuto, comprensione e sereni-
ta. La domenica, per i marit-
timi, vengono celebrate due
Messe: una alle 10,30 e una
alle 18,30.
Ecco, se dovessimo sintetiz-
zare in poche parole l’« Apo-
stolato del Mare » a Genova,
prenderemmo a prestito pro-
prio una frase di Padre Fran-
ceschetti: « La casa acco-
gliente dei naviganti che ven-
gono a Genova »,
I lettori
collaborano
Fortunato Fassone, cameriere sul.
la « Bianca C », ha lasciato recente-
mente il servizio per ritirarsi a vita..
privata. Come sempre accade quan-
do si lascia un ambiente in cui si è
vissuti a lungo, la malinconia si fa
sentire e i ricordi, uno dietro l’altro,
tornano alla mente. Così è stato an-
che per il signor Fortunato Fassone;
e poiché possiede un animo poetico,
ha dato libero sfogo alla sua fan.
tasia, « veleggiando » nel passato e
andando a scrutare con occhi sin-
golari nel suo futuro di pensionato.
Scherzi a parte, Fortunato Fasso-
ne ci ha mandato alcuni « malinco-
nici versi » — così li definisce lui —
a ricordo della conclusione della
sua vita di mare. Avremmo voluto
pubblicarli tutti, ma lo spazio pur-
troppo non ce lo consente. Pubbli-
chiamo pertanto soltanto la parte
finale, ringraziando Fortunato Fas-
sone e porgendogli gli auguri di un
lungo e meritato riposo.
Il pino
e il pensionato
E darò alla mia vita nuova rotta
Non più navi, né prora alta, ta-
f{gliente!
Da marinaio avvezzo a lunga lotta
Dentro tengo il dolor paziente
{mente.
AI cuore non affido tanta parte
Né vo’ manifestare il mio pensiero;
Fiero vivrò, così, come nell’arte
Cantando della vita il suo mistero.
E canterò come s'io ebbro fossi
Quando lontan sarò dall’ aspro
{mare,
Canto del cigno? O l'alba, o cieli
{rossi?
O ricordi da non dimenticare?
... Me ne andrò, sì, vicino al Pino
{solo,
sulla scogliera guarderò il mio
{mare
e con la mente stanca e il cuore
{in duolo
ascolterò dell’onde il mormorare.
E nell'oblio, nel mormorar dell’onde
rivedrò ancor le navi in alto mare
e contornate dalle cime bionde
che lascia il sole svelto a tramon-
{tare.
Lo sguardo mio sarà laggiù attento
compagno del pensier sarà il mio
{sogno,
lento
{lento
finché pensiero e cuor n'avran
{bisogno!
raggiungerò la «Bianca»
Oh fonte dell'oceano infinito
che agro e dolce desti alla mia vita,
Ricordo: piansi il dì del primo
{invito
ed ora pure piango che è finita...
Fortunato Fassone
| QUESTA E' LA SECONDA PUNTATA DELLA STORIA DELLA «LINEA C»
Il @Langano»: una nave piccola
ma simpatica
Ed eccoci a sfogliare un'altra
pagina della vita della « Linea C ».
Nel penultimo numero del «Noti-
ziario C» abbiamo visto come la
prima puntata di questo lungo no-
stro diario porti un nome: « Ra-
venna », la nave che tutte le ha
precedute e che venne acquistata
in funzione del trasporto dell’olio.
Oggi sfogliamo dunque la se-
conda pagina, attraverso la quale
sale alla ribalta dei nostri lettori
una altra bella unità legata ai pri-
mi anni della « Linea C »: il suo
nome è «Langano» e, come il
« Ravenna », fu adibita al traspor-
to dell'olio. Ad un certo momen-
to, il « Ravenna » si dimostrò in-
sufficiente per i sempre maggiori
bisogni della nostra Ditta. L'olio,
infatti, veniva acquistato contem-
poraneamente in diversi porti e
il problema del trasporto si face-
va ogni giorno più assillante: ci
voleva un’altra nave di modesto
tonnellaggio, perché non sempre
il carico era rilevante, e di picco-
lo pescaggio dovendosi imbarcare
i fusti di olio in approdi dai fon-
dali piuttosto bassi.
Si procedette così nel 1928, allo
acquisto del « Langano ». La nave
venne iscritta al Compartimento
Marittimo di Genova il 28 mag-
gio, al numero 1564 di matricola.
Era stata costruita nel 1894 a Lu-
È
Cantieri di
* Dai
Lubecca alle
secche di Mahon.
)* Inizio dell’ attivi-
tà commerciale.
* La movimentata
fuga nella notte
dal porto
di Venezia nel
1943.
o <
becca, nei cantieri Henry Kock.
Le caratteristiche erano le se-
guenti: lunghezza fuori tutto me-
tri 71,37; larghezza metri 9,75;
ortata 1830 tonnellate; stazza
orda 1245 tonnellate; stazza net-
ta 750 tonnellate.
Il « Langano » disponeva di una
macchina a triplice espansione
da 475 HP.; due erano le caldaie
cilindriche monofronti con com-
bustione a carbone. La velocità
era di 8/9 nodi circa.
Il primo comandante della bel-
la unità fu il comandante Sardi,
che era già stato con lo stesso
incarico sul «Ravenna» e del
quale, nel numero scorso, abbia-
mo tracciato un breve profilo. Il
nostromo fu Domenico Lacapria,
un autentico « lupo di mare » che
prestò servizio sul « Langano »
dal giorno dell'acquisto fino al
1933 e che è tuttora in servizio
sulla « Franca C »: un vero esem-
pio di attaccamento al lavoro e di
fedeltà alla nostra Compagnia.
Il «Langano » svolse la sua at-
tività sempre con piena soddisfa-
zione, puntuale alle partenze e
agli arrivi. Si trattò, quasi sem-
pre, di viaggi di gran cabotaggio
che avevano, come méta, i porti
della Turchia, della Tunisia, del-
la Spagna e dell'Algeria, Ma a
questa nostra seconda ‘unità è le-
gato un fatto importantissimo:
il «Langano », infatti, rappresen-
ta l’inizio della vera attività com-
merciale della nostra Compagnia.
Trasportò anche merci varie per
conto di terzi, preludio ad un set-
tore che, in breve, avrebbe assun-
to proporzioni rilevanti.
Lo scoppio delle ostilità, nel
1940, trovò la nave in pieno servi-
zio, servizio che dovette interrom-
persi per cause di forza maggio-
re: cioè per la militarizzazione
disposta dal Governo, con conse-
guente utilizzazione per scopi del
tutto diversi da quelli per i quali
la nave era stata costruita e da
noi acquistata.
Nel 1943 il « Langano » fu pro-
tagonista di un episodio che ci
piace ricordare. L’otto settem-
bre, giorno dell'armistizio, si tro-
vava nel porto di Venezia: in quel
periodo era adibito ai trasporti
fra l’Italia e la Jugoslavia, occu-
pata dalle truppe italiane. Furo-
no momenti drammatici. con i
tedeschi che cercavano di impa-
dronirsi di tutto quanto si trova-
va a loro portata di mano.
Il «Langano» faceva, indub-
biamente, gola. Ma i tedeschi non
avevano fatto i conti con l’equi-
paggio più che mai risoluto a
mantenere la propria indipenden-
za e ad evitare che la nave venis-
se requisita o addirittura affon-
data, come tante altre.
Si studiò così un piano d’azio-
ne: la fuga. Non era cosa facile,
bisognava stare molto attenti per-
* a
Una rara fotografia del « Langano »
ché se i tedeschi se ne fossero
accorti sarebbe stata la fine di
tutti. La posta in palio era alta:
quasi vorremmo dire che si trat-
tava di una alternativa disperata,
la vita o la morte, perché — e
questo era noto — se il piano
fosse fallito ci sarebbero state
delle sanguinose rappresaglie.
Arrivò il giorno dell’azione. Di
notte, eludendo la fitta vigilanza
dei militari, il « Langano » venne
messo sotto pressione. Poi un or-
dine: « Macchine a tutta forza! ».
La nave, prima che potesse esse-
re dato l'allarme, aveva già preso
il largo, diretta verso il Sud, con
soli sette uomini di equipaggio.
Pochi, ma animosi e sufficienti
perché si arrivasse fino a Malta,
dove la nave fu adibita a compi-
ti vari fino al termine del con-
flitto.
Tornata la pace, il « Langano »
non si dedicò più al trasporto
dell'olio, ma prese a navigare fra
Civitavecchia e la Sardegna,
svolgendo un'opera benemerita in
un momento in cui l’Italia di-
strutta cercava di ritornare alla
normalità: migliaia di persone,
grazie a questa nave, poterono
raggiungere l'Isola o il Continen-
te per riabbracciare i propri cari
che non vedevano da lunghi an-
ni. E fu proprio a Civitavecchia
che si verificò, sul « Langano »,
anche un episodio doloroso: la
morte del comandante Giovanni
Sardi.
La nave venne venduta il 25
gennaio 1950 ad armatori italiani.
Ormai si avviava verso la ses-
santina, aveva dietro di sé un
lungo e onorato servizio, ma era
sempre efficiente. E chissà per
quanto tempo ancora avrebbe
solcato onorevolmente il mare se
non si fosse incagliata e perdu-
- ta nelle secche di Mahon il 23
settembre 1950.
Così abbiamo chiuso anche la
seconda pagina del nostro dia-
rio, ricordando una piccola ma
simpatica nave. Abbiamo parlato
di lei anche con una punta di no-
stalgia, con quell’affetto che ci le-
ga, oltre che agli uomini, anche al-
le cose che ci sono familiari. Ec-
co, se dovessimo paragonarlo a
un uomo, diremmo che il « Lan-
gano» ha trascorso la sua vita
lavorando in silenzio, anche se a
volte — ma per necessità — fu
protagonista di movimentati €
coraggiosi episodi.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
Quando, a fine agosto, abbiamo tirato le somme del nostro
Concorso fotografico, abbiamo constatato con soddisfazione che
l'iniziativa era stata accolta con interesse, stando almeno al
numero dei partecipanti. Poi ci siamo accinti ad un esame quali-
tativo dei concorrenti e, lo diciamo onestamente, non è stato fa-
cile designare subito il ‘vincitore, essendo molto del
materiale presentato degno della massima considerazione.
Avremmo voluto premiare tutti, ma il regolamento deve essere
rispettato. Così, il primo premio è stato assegnato all'allievo
di macchina della « Pia C » Paolo Suni, abitante in piazza Po-
sta Vecchia 3/8 a Genova, per la sua foto dal titolo « New
York » (sopra a sinistra). Per gli appassionati della fotogra-
fia, diamo la « carta d'identità » del soggetto vincitore: ‘’Tempo
12”, diaframma 3,5, obiettivo 1/3,5 Xenar 75 m/m.,,. A destra,
pubblichiamo anche la foto del marò Domenico Granato, abitan-
te a Torre del Greco in via XX Settembre 108. E’ « Un tramonto
a Gibilterra al passaggio della Andrea C »; non è privo di sug-
gestività e rivela ottimi giochi di controluce.
—— Tuttavia chi non ha vinto... potrà vincere. Infatti, « N
tiziario C », visto l'esito del primo concorso, ha deciso di indirne
un secondo. Le modalità sono le stesse: ciascuno può inviare,
in bianco e nero, qualsiasi soggetto. Le foto dovranno perve-
nire alla Direzione entro il 28 febbraio 1962. All'autore del sog-
getto vincente andrà un premio di lire 5 mila.
Asevolazioni in favore
delle famiglie numerose
Recentemente ‘è stata approvata
una Legge che stabilisce numerose
agevolazioni in favore delle famiglie
con cinque o più figli. Tra l’altro
estende a tutte le famiglie in posses-
so dei requisiti richiesti l'esenzione
di una quota di reddito delle tasse
e aumenta l'importo di tale fran-
chigia.
Riteniamo utile segnalare ai nostri
lettori che nell’avviamento degli al-
lievi ai corsi di addestramento pro-
fessionale, è riservato ai componen-
ti di famiglie numerose un posto per
ogni dieci o frazione di dieci’ ai
componenti di famiglie con almeno
cinque figli viventi a carico. Dovendo
presentare domande, specificare la
appartenenza a famiglia numerosa,
qualifica che verrà dagli uffici di col-
locamento annotata sugli elenchi de-
gli apprendisti, Nell’assunzione de-
gli apprendisti, i datori di lavoro
debbono comprendere un apprendi-
sta facente parte di famiglia nume-
rosa, per ogni dieci assunti o frazio-
ne di dieci superiore a due.
Una seconda agevolazione riguar-
da il problema della casa. Con que-
sta‘legge, infatti, gli enti che hanno
per fine l'edilizia popolare devono
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
includere, nei programmi costrutti-
vi, alloggi di non meno di quattro
camere (oltre ai servizi) nella pro-
porzione di uno a dieci, o frazione
di dieci. Questi alloggi sono riserva-
ti, con diritto di precedenza, alle fa-
miglie numerose che comprendano,
tra genitori e figli, almeno sette per-
sone, e il cui reddito globale non
sia soggetto all'imposta complemen-
tare (per una famiglia di cinque
figli il reddito esente è di 2.750.000
lire). Nell’assegnazione di tutti gli
alloggi di edilizia popolare, di quat-
tro o più camere già costruiti, che si
rendano disponibili, le famiglie nu-
merose hanno il diritto di preceden-
za, nei limiti più sopra indicati
Tra le altre agevolazioni ricordia-
mo: la riduzione a metà dell’aliquo-
ta dell'imposta complementare in
caso di acquisto di fondi rustici o
di case di tipo popolare; esonero e
semiesonero delle tasse scolastiche
alle famiglie che abbiano almeno
cinque figli a carico e che abbiano
un reddito non. soggetto alla com-
plementare; disposizioni. per i co-
scritti che possono essere esentati
dal servizio di leva.
MATRIMONI
@ Lino Fiengo con la signorina
Luisa Di Lauro (Resina di Torre
del Greco, 13 agosto 1961).
L'ORARIO
DELL’UFFICIO PAGHE
L'« Ufficio Paghe», riceve i
marittimi e i loro familiari sol-
tanto nei giorni di martedì e ve-
nerdì dalle ore 10 alle 12 e dalle
ore 14,30 alle 16,30, ed esclusiva-
mente per motivi di lavoro.
NECROLOGIO
E’ deceduto a Genova il due
ottobre 1961 il cameriere Aldo Pa-
rodi. Aveva 56 anni e appartene-
va alla « Linea C » dal 1949. Buo-
no, onesto e laborioso, ha lasciato
vivo rimpianto in quanti lo cono-
scevano.
Alla famiglia giungano, nel do-
loroso. momento, le espressioni
del più sincero cordoglio da par-
te del « Notiziario C ».
@ Federico Chiste con la si-
gnorina Ivana Pappalardo (Livor-
no, 17 agosto 1961).
® Il Commissario di bordo Mar-
cello Carpani con la signorina
Susana Blanca Carricart Gonza-
les (Buenos Aires, 18 settembre
1961).
® Luigi Maschio con la signori-
na Anna Linda Banchelli (Roma,
12 ottobre 1961).
@® Claudio Portolano con la si-
gnorina Elena Magistro (Catania,
16 settembre 1961).
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N. 6 - Nov.-Dicembre 1961
Spedizi in abb, post., Gruppo IV
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961
FLAVIO MAGNARIN
sr Direttore responsabile
Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE Genova
- extracted text
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giare TO PORRI N SERIO, SP IR pesta Ri A SORT di DR
{ Linea ue - ditta Giacomo Costa fu Andrea - via G. D'Annunzio, 2
RALE
do Peri
Anno I - Numero 6 - Novembre-Dicembre 1961 Periodico bimestrale
J ,
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x > i,
> x CE LAS NE n'a mx
TANTI AUGURI A TUTTI VOI...
E’ uno dei tanti, raccolti e semplici presepi che, ogni anno, a Natale, ven-
gono allestiti sulle navi della « Linea C». Lo abbiamo prescelto come sim-
bolo e come auspicio che le prossime feste siano serene e gioiose per i nostri
marittimi, per le loro famiglie, per i loro cari. Gli Armatori e « Notiziario
C» porgono a tutti i migliori auguri per il Natale e per l’anno nuovo.
MM CT-11(-N}
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2
La Famiglia
del
marittimo
Il navigante, per le sue ec-
cezionali condizioni di lavo-
ro, è costretto a rimanere
lontano dal focolare dome-
stico per periodi più o meno
lunghi ed a volte per anni
specialmente se è imbarcato
su petrolieri.
Da questo fatto nasce una
commovente, anche se cela-
ta, preoccupazione che spesso
accompagna il marittimo per
quasi tutta la sua vita. La
Famiglia! Il nido d’amore
sognato nella primavera del-
la vita, preparato con sacri-
fici e risparmi, affrontato
con serena gioia e vissuto
nell’intima unione dei cuori...
ad un certo momento esige
un distacco.
Lui, il capofamiglia, il ma-
rito, deve partire. La nave,
il lavoro, la lontananza lo
reclamano: è il suo dovere.
Il navigare significa per
lui pane, benessere, prospe-
rità per la sua casa. L'ina-
zione prolungata, peggio an-
cora, la disoccupazione for-
zata preannunziano invece la
ombra triste del bisogno.
Per il navigante sposato, la
lontananza dalla famiglia è
sempre fonte di preoccupa-
zione.
Il marittimo, al calar del-
la sera, invece dell’ incon-
tro con la moglie ed i figli,
trova la solitudine. Ed è du-
ro sempre anche se commo-
(continua in 2.a pagina)
La famiglia del marillimo
(seguito dalla l.a pagina)
vente ed umano il comporta-
mento del lavoratore del ma-
re, che con dignità e silenzio
accoglie questo sacrificio. Da
questa situazione nascono
però problemi che investono
l'andamento e l’avvenire del-
la famiglia.
La sposa rimane sola al
governo della casa, ad ammi-
nistrare i sudati guadagni
del marito, ad educare i figli.
Fatta eccezione alle tem-
poranee permanenze del na-
vigante durante i periodi di
sbarco, la sposa rimane pra-
ticamente sola ad affronta-
re i gravi compiti della fa-
miglia, a seguire i figli nel
loro sviluppo... E’ naturale
quindi che abbia saggezza,
forza e coraggio per affron-
tare un compito così grave.
Se nelle altre famiglie i com-
piti si possono considerare
divisi fra due, in quella del
navigante rimangono per lun-
ghi periodi imperniati su una
sola persona: la madre. E la
famiglia avrà appunto la fi-
sionomia che una madre di
forte carattere, di profondo
sentire religioso le imprime-
rà con la sua energica diret-
tiva.
Il padre, al ritorno a casa,
specie quando i figli cresco-
no e usciti dalla puerizia si
affacciano alla ribalta della
vita e delle sue attrattive,
contempla con commossa
soddisfazione quelle fiorenti
giovinezze. I suoi figli!
Per loro lavora e si sacri-
fica. Ma spesso non ne cono-
sce l’indole, la formazione
morale, le compagnie che
frequentano. Qualche volta è
un estraneo.
Passata la serena gioia del
ritorno e dell'incontro, egli si
accorge che qualche cosa gli
sfugge nella direzione della
casa... la vita fiorente dei
figli.
E’ comprensibile pertanto
che quando tra marito e mo-
glie c'è una perfetta identità
di vedute, un'unica preoccu-
pazione nell'educazione dei
figli, una ferma direttiva nel
nrenararli alle responsabili-
tà della vita, tante cose van-
no bene. La famiglia si evol-
ve veramente nella concor-
dia e nell’ordine.
Invece, se durante l’assenza
del marito, la moglie non so-
stiene da sola con saggezza e
costanza il peso dei suoi do-
veri, ma lascia facilmente in-
crinare la sua missione da
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina due
stanchezza e debolezza, la fa-
miglia decade, l’austerità va
in crisi ed il capriccio irrom-
pe penoso e prepotente
E quando il disordine si
incunea nella casa degli spo-
si, che deve essere invece sa-
cra come un tempio, i figli
evadono, la soggezione sfu-
ma, l'unione scompare. Na-
scono allora delusioni ed in-
comprensioni, si raccolgono
frutti di amarezza e l’amore
-— la fiamma sacra che eleva
e potenzia la vita coniugale
— si attenua ed affievolisce,
spesso lasciando il vuoto e la
solitudine.
Per ovviare pertanto a que-
sti inconvenienti che posso-
no influire in senso funesto
sulla vita dei figli, fra la mo-
glie rimasta a vegliare e cu-
rare l'andamento della casa
e il marito che naviga lonta-
no, è necessario rimanga in-
violata l’unione dei cuori e
degli intenti, la costanza de-
gli sforzi e dei sacrifici e la
visione chiara e precisa delle
mutue responsabilità. La spo-
sa e madre, dal sacrificio del-
la periodica separazione dal
marito, deve attingere tutta
quell’energia capace di col-
marne il vuoto.
Ma le risorse esaurienti ed
insostenibili, risorse di bon-
tà e di rettitudine, di forza
nel sacrificio e nel dolore, di
serena compostezza nel quo-
tidiano esercizio del dovere,
si attingono alle sorgenti di
Dio, la grazia e la preghiera.
Dio che ha istituito la fa-
miglia e l’ha santificata ed
elevata con la dignità del sa-
cramento, ne reclama lo svi-
luppo nel rispetto dei valori
spirituali ed esterni.
Con Dio, e solo allora, la
famiglia è veramente sereni-
tà di vita, scuola di virtù e
preparazione delle nuove ge-
nerazioni alle vicende ed alle
lotte della vita.
Nella casa. Dio è luce, amo-
re, ordine e fiducia.
Padre G. Franceschetti
‘““La casa accogliente
dei marinai a Genova,,
Siamo veramente grati a
Padre Franceschetti per aver
così efficacemente messo in
risalto quello che è uno dei
problemi fondamentali della
vita degli uomini di mare e
delle loro famiglie. La fami-
glia del marittimo: un qual-
cosa di assolutamente diver-
so dalle famiglie degli altri
lavoratori, un aspetto quan-
to mai delicato e complesso
di chi ha scelto proprio le vie
del mare anche per poter as-
sicurare una esistenza tran-
quilla ai propri cari.
Già in passato avevamo
trattato l'argomento, ma sol-
tanto di riflesso. Ora Padre
Franceschetti che, come Cap-
pellano dell’« Apostolato del
Mare », unisce una lunga e
preziosa esperienza a non co-
muni doti di mente e di cuo-
re, ha «messo a fuoco» il pro-
blema; e lo ha fatto sotto o-
gni aspetto: umano, psicolo-
gico e morale, indicando a 0-
gni marittimo la via più giu-
sta.
Abbiamo accennato allo
« Apostolato del Mare ». Co-
gliamo l’occasione per mette-
re in risalto l’attività e le fi-
nalità di questo Ente che è
sorto a Genova nel 1932 pro-
prio per dare assistenza mo-
rale e religiosa ai naviganti.
L'attività svolta è immensa
e investe ogni settore del-
la vita degli uomini di ma-
re; comprende visite a bor-
do e visite agli ospedali,
assistenza disinteressata su
ogni questione. A Genova lo
« Apostolato del Mare » dal
1954 ha una sua nuova e fun-
zionale sede in piazza Dine-
gro 6. Qui sono anche in atti-
vità una scuola alberghiera
e una scuola radar per uffi-
ciali.
Il marittimo trova poi nei
locali dell’« Apostolato del
Mare » cordialità, ospitalità,
aiuto, comprensione e sereni-
ta. La domenica, per i marit-
timi, vengono celebrate due
Messe: una alle 10,30 e una
alle 18,30.
Ecco, se dovessimo sintetiz-
zare in poche parole l’« Apo-
stolato del Mare » a Genova,
prenderemmo a prestito pro-
prio una frase di Padre Fran-
ceschetti: « La casa acco-
gliente dei naviganti che ven-
gono a Genova »,
I lettori
collaborano
Fortunato Fassone, cameriere sul.
la « Bianca C », ha lasciato recente-
mente il servizio per ritirarsi a vita..
privata. Come sempre accade quan-
do si lascia un ambiente in cui si è
vissuti a lungo, la malinconia si fa
sentire e i ricordi, uno dietro l’altro,
tornano alla mente. Così è stato an-
che per il signor Fortunato Fassone;
e poiché possiede un animo poetico,
ha dato libero sfogo alla sua fan.
tasia, « veleggiando » nel passato e
andando a scrutare con occhi sin-
golari nel suo futuro di pensionato.
Scherzi a parte, Fortunato Fasso-
ne ci ha mandato alcuni « malinco-
nici versi » — così li definisce lui —
a ricordo della conclusione della
sua vita di mare. Avremmo voluto
pubblicarli tutti, ma lo spazio pur-
troppo non ce lo consente. Pubbli-
chiamo pertanto soltanto la parte
finale, ringraziando Fortunato Fas-
sone e porgendogli gli auguri di un
lungo e meritato riposo.
Il pino
e il pensionato
E darò alla mia vita nuova rotta
Non più navi, né prora alta, ta-
f{gliente!
Da marinaio avvezzo a lunga lotta
Dentro tengo il dolor paziente
{mente.
AI cuore non affido tanta parte
Né vo’ manifestare il mio pensiero;
Fiero vivrò, così, come nell’arte
Cantando della vita il suo mistero.
E canterò come s'io ebbro fossi
Quando lontan sarò dall’ aspro
{mare,
Canto del cigno? O l'alba, o cieli
{rossi?
O ricordi da non dimenticare?
... Me ne andrò, sì, vicino al Pino
{solo,
sulla scogliera guarderò il mio
{mare
e con la mente stanca e il cuore
{in duolo
ascolterò dell’onde il mormorare.
E nell'oblio, nel mormorar dell’onde
rivedrò ancor le navi in alto mare
e contornate dalle cime bionde
che lascia il sole svelto a tramon-
{tare.
Lo sguardo mio sarà laggiù attento
compagno del pensier sarà il mio
{sogno,
lento
{lento
finché pensiero e cuor n'avran
{bisogno!
raggiungerò la «Bianca»
Oh fonte dell'oceano infinito
che agro e dolce desti alla mia vita,
Ricordo: piansi il dì del primo
{invito
ed ora pure piango che è finita...
Fortunato Fassone
| QUESTA E' LA SECONDA PUNTATA DELLA STORIA DELLA «LINEA C»
Il @Langano»: una nave piccola
ma simpatica
Ed eccoci a sfogliare un'altra
pagina della vita della « Linea C ».
Nel penultimo numero del «Noti-
ziario C» abbiamo visto come la
prima puntata di questo lungo no-
stro diario porti un nome: « Ra-
venna », la nave che tutte le ha
precedute e che venne acquistata
in funzione del trasporto dell’olio.
Oggi sfogliamo dunque la se-
conda pagina, attraverso la quale
sale alla ribalta dei nostri lettori
una altra bella unità legata ai pri-
mi anni della « Linea C »: il suo
nome è «Langano» e, come il
« Ravenna », fu adibita al traspor-
to dell'olio. Ad un certo momen-
to, il « Ravenna » si dimostrò in-
sufficiente per i sempre maggiori
bisogni della nostra Ditta. L'olio,
infatti, veniva acquistato contem-
poraneamente in diversi porti e
il problema del trasporto si face-
va ogni giorno più assillante: ci
voleva un’altra nave di modesto
tonnellaggio, perché non sempre
il carico era rilevante, e di picco-
lo pescaggio dovendosi imbarcare
i fusti di olio in approdi dai fon-
dali piuttosto bassi.
Si procedette così nel 1928, allo
acquisto del « Langano ». La nave
venne iscritta al Compartimento
Marittimo di Genova il 28 mag-
gio, al numero 1564 di matricola.
Era stata costruita nel 1894 a Lu-
È
Cantieri di
* Dai
Lubecca alle
secche di Mahon.
)* Inizio dell’ attivi-
tà commerciale.
* La movimentata
fuga nella notte
dal porto
di Venezia nel
1943.
o <
becca, nei cantieri Henry Kock.
Le caratteristiche erano le se-
guenti: lunghezza fuori tutto me-
tri 71,37; larghezza metri 9,75;
ortata 1830 tonnellate; stazza
orda 1245 tonnellate; stazza net-
ta 750 tonnellate.
Il « Langano » disponeva di una
macchina a triplice espansione
da 475 HP.; due erano le caldaie
cilindriche monofronti con com-
bustione a carbone. La velocità
era di 8/9 nodi circa.
Il primo comandante della bel-
la unità fu il comandante Sardi,
che era già stato con lo stesso
incarico sul «Ravenna» e del
quale, nel numero scorso, abbia-
mo tracciato un breve profilo. Il
nostromo fu Domenico Lacapria,
un autentico « lupo di mare » che
prestò servizio sul « Langano »
dal giorno dell'acquisto fino al
1933 e che è tuttora in servizio
sulla « Franca C »: un vero esem-
pio di attaccamento al lavoro e di
fedeltà alla nostra Compagnia.
Il «Langano » svolse la sua at-
tività sempre con piena soddisfa-
zione, puntuale alle partenze e
agli arrivi. Si trattò, quasi sem-
pre, di viaggi di gran cabotaggio
che avevano, come méta, i porti
della Turchia, della Tunisia, del-
la Spagna e dell'Algeria, Ma a
questa nostra seconda ‘unità è le-
gato un fatto importantissimo:
il «Langano », infatti, rappresen-
ta l’inizio della vera attività com-
merciale della nostra Compagnia.
Trasportò anche merci varie per
conto di terzi, preludio ad un set-
tore che, in breve, avrebbe assun-
to proporzioni rilevanti.
Lo scoppio delle ostilità, nel
1940, trovò la nave in pieno servi-
zio, servizio che dovette interrom-
persi per cause di forza maggio-
re: cioè per la militarizzazione
disposta dal Governo, con conse-
guente utilizzazione per scopi del
tutto diversi da quelli per i quali
la nave era stata costruita e da
noi acquistata.
Nel 1943 il « Langano » fu pro-
tagonista di un episodio che ci
piace ricordare. L’otto settem-
bre, giorno dell'armistizio, si tro-
vava nel porto di Venezia: in quel
periodo era adibito ai trasporti
fra l’Italia e la Jugoslavia, occu-
pata dalle truppe italiane. Furo-
no momenti drammatici. con i
tedeschi che cercavano di impa-
dronirsi di tutto quanto si trova-
va a loro portata di mano.
Il «Langano» faceva, indub-
biamente, gola. Ma i tedeschi non
avevano fatto i conti con l’equi-
paggio più che mai risoluto a
mantenere la propria indipenden-
za e ad evitare che la nave venis-
se requisita o addirittura affon-
data, come tante altre.
Si studiò così un piano d’azio-
ne: la fuga. Non era cosa facile,
bisognava stare molto attenti per-
* a
Una rara fotografia del « Langano »
ché se i tedeschi se ne fossero
accorti sarebbe stata la fine di
tutti. La posta in palio era alta:
quasi vorremmo dire che si trat-
tava di una alternativa disperata,
la vita o la morte, perché — e
questo era noto — se il piano
fosse fallito ci sarebbero state
delle sanguinose rappresaglie.
Arrivò il giorno dell’azione. Di
notte, eludendo la fitta vigilanza
dei militari, il « Langano » venne
messo sotto pressione. Poi un or-
dine: « Macchine a tutta forza! ».
La nave, prima che potesse esse-
re dato l'allarme, aveva già preso
il largo, diretta verso il Sud, con
soli sette uomini di equipaggio.
Pochi, ma animosi e sufficienti
perché si arrivasse fino a Malta,
dove la nave fu adibita a compi-
ti vari fino al termine del con-
flitto.
Tornata la pace, il « Langano »
non si dedicò più al trasporto
dell'olio, ma prese a navigare fra
Civitavecchia e la Sardegna,
svolgendo un'opera benemerita in
un momento in cui l’Italia di-
strutta cercava di ritornare alla
normalità: migliaia di persone,
grazie a questa nave, poterono
raggiungere l'Isola o il Continen-
te per riabbracciare i propri cari
che non vedevano da lunghi an-
ni. E fu proprio a Civitavecchia
che si verificò, sul « Langano »,
anche un episodio doloroso: la
morte del comandante Giovanni
Sardi.
La nave venne venduta il 25
gennaio 1950 ad armatori italiani.
Ormai si avviava verso la ses-
santina, aveva dietro di sé un
lungo e onorato servizio, ma era
sempre efficiente. E chissà per
quanto tempo ancora avrebbe
solcato onorevolmente il mare se
non si fosse incagliata e perdu-
- ta nelle secche di Mahon il 23
settembre 1950.
Così abbiamo chiuso anche la
seconda pagina del nostro dia-
rio, ricordando una piccola ma
simpatica nave. Abbiamo parlato
di lei anche con una punta di no-
stalgia, con quell’affetto che ci le-
ga, oltre che agli uomini, anche al-
le cose che ci sono familiari. Ec-
co, se dovessimo paragonarlo a
un uomo, diremmo che il « Lan-
gano» ha trascorso la sua vita
lavorando in silenzio, anche se a
volte — ma per necessità — fu
protagonista di movimentati €
coraggiosi episodi.
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina tre
Quando, a fine agosto, abbiamo tirato le somme del nostro
Concorso fotografico, abbiamo constatato con soddisfazione che
l'iniziativa era stata accolta con interesse, stando almeno al
numero dei partecipanti. Poi ci siamo accinti ad un esame quali-
tativo dei concorrenti e, lo diciamo onestamente, non è stato fa-
cile designare subito il ‘vincitore, essendo molto del
materiale presentato degno della massima considerazione.
Avremmo voluto premiare tutti, ma il regolamento deve essere
rispettato. Così, il primo premio è stato assegnato all'allievo
di macchina della « Pia C » Paolo Suni, abitante in piazza Po-
sta Vecchia 3/8 a Genova, per la sua foto dal titolo « New
York » (sopra a sinistra). Per gli appassionati della fotogra-
fia, diamo la « carta d'identità » del soggetto vincitore: ‘’Tempo
12”, diaframma 3,5, obiettivo 1/3,5 Xenar 75 m/m.,,. A destra,
pubblichiamo anche la foto del marò Domenico Granato, abitan-
te a Torre del Greco in via XX Settembre 108. E’ « Un tramonto
a Gibilterra al passaggio della Andrea C »; non è privo di sug-
gestività e rivela ottimi giochi di controluce.
—— Tuttavia chi non ha vinto... potrà vincere. Infatti, « N
tiziario C », visto l'esito del primo concorso, ha deciso di indirne
un secondo. Le modalità sono le stesse: ciascuno può inviare,
in bianco e nero, qualsiasi soggetto. Le foto dovranno perve-
nire alla Direzione entro il 28 febbraio 1962. All'autore del sog-
getto vincente andrà un premio di lire 5 mila.
Asevolazioni in favore
delle famiglie numerose
Recentemente ‘è stata approvata
una Legge che stabilisce numerose
agevolazioni in favore delle famiglie
con cinque o più figli. Tra l’altro
estende a tutte le famiglie in posses-
so dei requisiti richiesti l'esenzione
di una quota di reddito delle tasse
e aumenta l'importo di tale fran-
chigia.
Riteniamo utile segnalare ai nostri
lettori che nell’avviamento degli al-
lievi ai corsi di addestramento pro-
fessionale, è riservato ai componen-
ti di famiglie numerose un posto per
ogni dieci o frazione di dieci’ ai
componenti di famiglie con almeno
cinque figli viventi a carico. Dovendo
presentare domande, specificare la
appartenenza a famiglia numerosa,
qualifica che verrà dagli uffici di col-
locamento annotata sugli elenchi de-
gli apprendisti, Nell’assunzione de-
gli apprendisti, i datori di lavoro
debbono comprendere un apprendi-
sta facente parte di famiglia nume-
rosa, per ogni dieci assunti o frazio-
ne di dieci superiore a due.
Una seconda agevolazione riguar-
da il problema della casa. Con que-
sta‘legge, infatti, gli enti che hanno
per fine l'edilizia popolare devono
NOTIZIARIO ‘C,,: pagina quattro
includere, nei programmi costrutti-
vi, alloggi di non meno di quattro
camere (oltre ai servizi) nella pro-
porzione di uno a dieci, o frazione
di dieci. Questi alloggi sono riserva-
ti, con diritto di precedenza, alle fa-
miglie numerose che comprendano,
tra genitori e figli, almeno sette per-
sone, e il cui reddito globale non
sia soggetto all'imposta complemen-
tare (per una famiglia di cinque
figli il reddito esente è di 2.750.000
lire). Nell’assegnazione di tutti gli
alloggi di edilizia popolare, di quat-
tro o più camere già costruiti, che si
rendano disponibili, le famiglie nu-
merose hanno il diritto di preceden-
za, nei limiti più sopra indicati
Tra le altre agevolazioni ricordia-
mo: la riduzione a metà dell’aliquo-
ta dell'imposta complementare in
caso di acquisto di fondi rustici o
di case di tipo popolare; esonero e
semiesonero delle tasse scolastiche
alle famiglie che abbiano almeno
cinque figli a carico e che abbiano
un reddito non. soggetto alla com-
plementare; disposizioni. per i co-
scritti che possono essere esentati
dal servizio di leva.
MATRIMONI
@ Lino Fiengo con la signorina
Luisa Di Lauro (Resina di Torre
del Greco, 13 agosto 1961).
L'ORARIO
DELL’UFFICIO PAGHE
L'« Ufficio Paghe», riceve i
marittimi e i loro familiari sol-
tanto nei giorni di martedì e ve-
nerdì dalle ore 10 alle 12 e dalle
ore 14,30 alle 16,30, ed esclusiva-
mente per motivi di lavoro.
NECROLOGIO
E’ deceduto a Genova il due
ottobre 1961 il cameriere Aldo Pa-
rodi. Aveva 56 anni e appartene-
va alla « Linea C » dal 1949. Buo-
no, onesto e laborioso, ha lasciato
vivo rimpianto in quanti lo cono-
scevano.
Alla famiglia giungano, nel do-
loroso. momento, le espressioni
del più sincero cordoglio da par-
te del « Notiziario C ».
@ Federico Chiste con la si-
gnorina Ivana Pappalardo (Livor-
no, 17 agosto 1961).
® Il Commissario di bordo Mar-
cello Carpani con la signorina
Susana Blanca Carricart Gonza-
les (Buenos Aires, 18 settembre
1961).
® Luigi Maschio con la signori-
na Anna Linda Banchelli (Roma,
12 ottobre 1961).
@® Claudio Portolano con la si-
gnorina Elena Magistro (Catania,
16 settembre 1961).
NOTIZIARIO «C»
Periodico aziendale bimestrale
Anno I - N. 6 - Nov.-Dicembre 1961
Spedizi in abb, post., Gruppo IV
Autor. Trib. di Genova N. 526 del 23/2/1961
FLAVIO MAGNARIN
sr Direttore responsabile
Genova, Via D'Annunzio 2 (piano XX)
Tel. 58.18.51 - Casella postale 492
Stampa: BI-ESSE Genova
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