L'Ansaldino, n. 13, 1958
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 13, 1958
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), lo scafo della turbonave passeggero "Leonardo da Vinci" in costruzione al Cantiere navale di Sestri Ponente, come si presentava alcune settimane or sono
A p. 20 (quarta di copertina), la testata anteriore fusa al nostro stabilimento Acciaierie e Fonderie di Campi per il condensatore principale della "Leonardo da Vinci"
- Lo scafo della turbonave passeggero "Leonardo da Vinci" in costruzione al Cantiere di Sestri, come si presentava alcune settimane or sono, p. 1
- Nuove leve di ingegneri e di periti tirocinanti, p. 2
- Prove della "Polinice" e della "White River", p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Secondo turno a Montemaggio, p. 6
- La complessa struttura del "Topping" di Augusta, p. 8
- Il contadino Maréj, p. 9
- Passato, presente e futuro dell'energia nucleare, p. 10
- Il grande impianto idroelettrico di Assuan, p. 12
- I musei della tecnica, p. 14
- Album di famiglia, p. 15
- I soggiorni alpini del dopolavoro, p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- La ruota del tempo, p. 18
- Cineselezione, p. 19
- La testata anteriore fusa alla nostra Fonderia di per il condensatore principale della "Leonardo da Vinci", p. 20 - Data testuale
- 1958 agosto- settembre 1-14
- Consistenza
- pp. 20
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/93
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Rivista quindicinale a stampa
- contenuto
-
lansaldino
QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO
cori dota AA 2 ì | MR
Lo scafo della turbonave passeggeri “Leonardo
da Vinci” in costruzione al Cantiere di Sestri,
come si presentava alcune settimane or sono.
Vansaldino
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSA LDO
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione :
10
12
14
15
16
17
18
Corrispomilenti di
Via Fieschi, to-tt
Genova
Jie
SE
sommario
NUOVE LEVE DI INGEGNERI
E DI PERITI TIROCINANTI di
PROVE DELLA “POLINICE” E
DELLA “ WHITE RIVER”
PANORAMA AZIENDALE
SECONDO TURNO A MON-
TEMAGGIO
LA COMPLESSA STRUTTURA
DEL “TOPPING” DI AUGU-
STA è
IL CONTADINO MARÉ) di fé.
dor Dostojevs
PASSATO, PRESENTE E FU.
TURO DELL'ENERGIA NU-
CLEARE
IL GRANDE IMPIANTO IDRO-
ELETTRICO DI ASSUAN di Lo-
AIt Martin
berto Marti
1 MUSEI DELLA TECNICA
ALBUM DI FAMIGLIA
| SOGGIORNI ALPINI DEL DO-
POLAVORO
DOPOLAVORO
LA RUOTA DEL TEMPO
di
Stabilimento »
DIG: Lucia Piamante- MEC: Spar
CAN:
(Voltri)
(ittseppe Roregno »
? Graziano Merlano «- CMI:
Dina Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo - FX Michele
MUC
Montesoro - SAU: Giuse Sardi »
Aldo Galli, Franco Guadagni.
Dino Dazzi - COK E: Edi-
ni-1
liv O
andi - ROMA: Mario Fossati
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo IT * Abbonamento
gratuito ni dipendenti pensio»
nati * stampato nella pografia
F.ili Pagano, Vin Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Cerlale, Via Lan»
franconi, 43 * Pubblicità sSIRA,
Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n, 299, 6-5-1954
Nuove leve di ingegneri
e di periti
N on è più eccezionale ormai
il caso di vedere nelle of-
ficine dei nostri stabilimenti
qualche gruppo compatto di
giovani in tuta, in tuta blu
fiammante, Sono giovani che
sembrano un po’ imbarazzati
nell’abbigliamento non fami.
gliare, ma è un imbarazzo che
dura solo pochi giorni. La cu-
riosità delle cose nuove li fa
muovere col naso all’insù, e
spesso con una certa ansia nel
cuore, ma presto viene la di-
estensione. Si capisce subito che
si tratta degli ingegneri e dei
periti industriali tirocinanti
che ogni anno affluiscono nei
nostri stabilimenti, carichi di
una seria e talvolta brillante
preparazione teorica, ma che
non hanno ancora avuto modo
di applicarla e collaudarla a
contatto con i reali problemi
della tecnica, così come essa si
presenta nelle aziende indu-
striali a carattere costruttivo.
E' questo primo contatto fra,
diciamo così, lo spirito puro
che ognuno di essi porta in sè
come un geloso patrimonio ac-
quisito attraverso lunghi anni
di tenace preparazione e lo
spirito pratico che assomma
nell'esperienza di una intera
azienda, che è particolarmente
delicato. Si tratta di una vi-
vissima sensazione di contra-
sto che può provocare una se-
rie di riflessioni e di atteggia-
menti a volte controproducenti
o deludenti,
Non si vuol dire che sia co-
me passare dal sogno alla real-
tà, ma è certo che un tuffo nel
lavoro costruttivo senza un
periodo di preparazione po-
trebbe portare a dei risultati
non positivi.
E’ per questo che le giovani
lieve di ingegneri e di periti
nei nostri stabilimenti vengo-
no ogni anno avviati ad un pe-
riodo di tirocinio che serve
contemporaneamente ad aprire
la via ad una graduale appli-
cazione pratica e ad un avvi-
cinamento alla realtà diciamo
così, psicologica, delle manife-
stazioni del lavoro.
Sono aspetti essenziali e de-
licati per due categorie parti-
colari di giovani che, per i ca-
ratteri un po’ astratti della
vita che vissero, vengono a
trovarsi di fronte ad una real.
tà che è certamente diversa
da quella che si attendevano.
Lunghi anni vissuti sui li-
bri, fra studi e speculazioni a
volte affascinanti e dissertazio-
ni sempre di alto interesse,
creano mentalità e personalità
le più svariate, a volte ela-
stiche, a volte però rigide,
quasi dogmatiche, che si di-
rebbe ripudiano dagli adatta-
menti delle teorie alla quoti-
diana prassi cioè dall’adatta-
mento alle esigenze del lavoro
industriale che richiede un
alto grado di connubio fra l’in-
tuito teorico e la pratica ap-
plicazione; fra la meditazione
e la continuità quotidiana del
lavoro; fra il godimento spiri-
tuale delle eleganti soluzioni
e il duro, forse prosaico avvia-
mento verso la costruzione;
fra il pensiero in un certo sen-
so creatore e la traduzione nel
fatto; fra il miglioramento teo-
rico e il corrispondente con-
nesso miglioramento economi-
co che ne deve seguire; fra il
tempo necessario alle imposta-
zioni e quello occorrente alle
realizzazioni.
Questi argomenti, in genere
fra loro in antagonismo, non
trovano sempre la mente di-
sposta a comprenderli e lo spi-
rito ad assimilarli e trasfor-
marli in equilibrio e in co-
struttività.
Né meno delicato è il con-
tatto con la vita di lavoro, cioè
l'inserimento fra gli uomini
nei vari ambienti di produzio-
ne, E' invero delicato per tutti
questo momento, ma è ancor
più delicato per chi deve te-
ner presente, diciamo così, il
suo destino; per chi insomma
non deve trascurare che è de-
stinato a diventare capo e forse
anche dirigente.
E' certamente difficile la vi-
ta del giovane che con la sua
generosità, con i suoi impulsi
deve vivere in comunità sa-
pendo conservare il suo livello
e il suo prestigio appena na-
scente. Il prestigio è sempre
una pianticella esile e debole,
specie poi quando è appena sul
nascere. Eppure i giovani de-
vono saperla difendere senza
ostentazione.
Devono saper « chiedere »
con umiltà e naturalezza, ma
al tempo stesso devono saper
: dare » generosamente e si-
gnorilmente. Ad essi non è
consentito di fermarsi alla su-
perficie delle cose: devono ap-
profondire, devono cercare, de.
vono scavare là dove ad altri
può essere consentito solo di
curiosare.
Le rilassatezze possono com-
promettere il prestigio,
tirocinanti
Sono esigenze essenziali que-
ste alle quali si è fatto cenno
che se ben si osserva costitui-
scono le basi di quello che
dev'essere il personale chiave
dell'industria.
E’ in questo spirito che si
stanno costituendo, già da pa-
recchi anni i futuri quadri del-
la nostra Azienda facendo as-
segnamento sulle leve di gio-
vani ingegneri e periti.
E ancor più che negli anni
scorsi quest'anno la nuove
energie immesse nel personale
tecnico sono state particolar-
mente numerose. Quest'impul-
so sempre crescente non tiene
conto solo delle naturali sosti-
tuzioni, ma anche e sopratutto
del potenziamento di certi set-
tori quali per esempio quelli
delle centrali termoelettriche
e degli impianti industriali
che negli ultimi anni hanno
avuto un particolare sviluppo,
presentando problemi tecnici
nuovi di eccezionale importan-
za i quali richiedono accurata
preparazione e sempre mag-
giore specializzazione.
Sia gli ingegneri giovani che
i periti vengono scelti con par-
ticolare cura dando la prefe-
renza a quelli che hanno ri-
portato le migliori votazioni.
La preparazione culturale e le
doti di carattere hanno notevo-
le peso nella scelta,
L'esame dei giovani laureati
da ammettere al tirocinio vie-
ne fatto personalmente dal
Direttore Generale il quale, a
seconda delle specialità, si fa
coadiuvare dall'ing. De Vito
per gli ingegneri meccanici e
IINUIVRLIRITARIVBATIRUORISHNTKKIIMITKRKVRAKRITORIVBAKERIERITERKCBIOBRHAHKVBOIKOCERIKBNKIRIOEGKNTNBEKONICKRNASHOKICOGIARAVKNCHROLNANOMKTOVONEIONNNCOGINENNENONIH00A
COSTRUZIONE 1550
Una fase del montaggio della prora della turbonave passeggeri
«Leonardo da Vinci» in costruzione al nostro Cantiere di Sestri
chimici e dall’ing. Cristofori
per gli ingegneri navali.
Per sei mesi dall'assunzione
gli ingegneri hanno la qualifi-
ca di operai e pertanto stac-
cano la medaglia e vestono la
tuta. In questo primo periodo
sono affidati alle cure di un
ingegnere dirigente.
Anche i periti industriali se-
guono un periodo di tirocinio
che ha caratteri diversi ed è
più lungo di quello che seguo-
no gli ingegneri, Sono guidati
attraverso le varie officine da
ingegneri e da tecnici anziani i
quali impartiscono loro lezioni.
Assistono inoltre a conferen-
ze e a riunioni e studiano ar-
gomenti che a scuola non han-
no potuto studiare.
Gli ingegneri tirocinanti, do-
po sei mesi, se le note caratte-
ristiche risultano soddisfacenti,
passano nel ruolo di impiegati
di 2.a categoria ed in questa
posizione rimangono due anni,
dopo i quali, se i risultati sono
favorevoli. passano impiegati
di 1. categoria.
La destinazione dei vari ele-
menti viene fatta in base alle
attitudini, alle aspirazioni de-
gli interessati e alle richieste
dei vari uffici, cercando sem-
pre di conciliare i desideri dei
singoli con le esigenze del la-
voro.
Nel periodo di tirocinio i gio-
vani ingegneri hanno modo di
frequentare le officine, di ren-
dersi conto del funzionamento
dei vari uffici e dell’organiz-
zazione industriale allo scopo
di colmare inevitabili lacune e
di trattare a fondo quegli ar-
gomenti che nelle Università
sono stati appena sfiorati.
Particolari cure vengono
adoperate, anche se fra note-
voli difficoltà, perchè questi
giovani si sentuno per quanto
possibile subito a loro agio e
si crei in loro un certo spirito
di corpo, lo spirito ansaldino,
che è la solita valida protezio-
ne contro gli allettamenti
esterni ai quali i più impazien-
ti sono sempre sensibili. Quel.
li di essi che ci tengono a ri-
manere ingegneri, ad occupar-
si cioè di cose eminentemente
tecniche e costruttive capisco-
no subito quale privilegio è
rimanere nella nostra Azienda,
dove però non si torna più
una volta che se ne è usciti,
L’Ansaldo sa che a questa
prima fase della carriera dei
giovani: e alla maniera come
essa è condotta da una parte
e seguita dagli interessati dal-
l’altra, sono legati gli sviluppi
del nostro lavoro e a lungo
andare le sorti dell’Azienda
stessa.
Luigi Palumbo
MLT»
Prove della ‘Polinice’ e della ‘White River
cinque mesi
giorno in
sattamente a
E di distanza dal
cui la signora Agata Lo Giudice
infranse l'augurale bottiglia di
della tur
questa,
spumante sulla prori
bocisterna « Polinice
il giorno 22 luglio scorso, è sta
ta consegnata dal nostro Can-
tiere di Muggiano alla Società
armatrice « Nereide » di Paler-
mo,
I Polinice » è la decima
turbocisterna da 31.500 tonnel-
late di portata lorda costruita
dall’Ansaldo a partire dal 1954
è — come già altra volta è
la più grande na-
sino ad
ed
stato detto
ve mercantile costruita
oggi del Golfo della Spezia.
La nuova unità ha le seguenti
caratteristiche principali: lun-
ghezza fuori tutto, m. 200; lun-
ghezza fra le perpendicolari, me-
tri 188.80; larghezza massima
fuori m, 26,20; altez-
za di costruzione, m, 13,90; im.
mersione a pieno carico, metri
10,30; portata lorda corrispon-
dente, tonn, 31,500; stazza lorda,
ossatu
tonn. 21.000 circa; potenza nor-
male apparato motore, c.a,
14.500 velocità corrispondente
a pieno carico, nodi 16,30,
Molto interessanti in questa
nave i locali destinati a mense,
soggiorno ed alloggi dell'equi-
paggio, tutti assai vasti e arre-
dati Notevole inno-
vazione i pavimenti in mosaico
vetrificato danno ai locali
stessi un aspetto di moderna
ganza,
Polinice » il
con gusto
che
I
15
giorno
In alto: la M/n. «White River»
luglio, al comando del capitano
amento Alberto Beretta è
usci per la prima volta in
mare aperto per le prove preli.
minari durate, ininterrottamen-
te, 25 ore,
Il 19 luglio, sempre li ordi
ni del comandante Beretta che
con la « Polinice » era alla sua
78.a prova di muove unità, la
turbocisterna è uscita nuov
mare questa volta per
ufficiale a mezzo ca
mente in
la prova
rico.
Per l'occasione erano a bordo,
fra gli altri, l'ing, Ercole Lauro,
l’ing. Verde, l'ispettore Ing
sia, il comandante Pilato, l'ing.
Perletti dell'’AGIP, il sig, Caval-
lari, il comandante Paturzo, il
comandante Lauro destinato al
comando della »« Polinice », il
Castellani, gli ingg. Micil
Brassanelli e Rivadossi, il
ttore di macchina sig. Ga
ta, don Aurelio Olivieri, gli
ingy. Pannunzio, Scarpa e il co-
mand Bellacosa del R.I.Na.
gli ingg. Gandusio e De Simoni
dell'American Bureau, l'ing, Ira-
Vasca sperimentale, i
ie
SI.
lo,
è
e
nte
ci della
sigg. Wood e Mackay, gli ingg.
Corsi, Mori e Preve dirigenti
dell'Ansaldo, l'ing, Palenzona,
Direttore del Cantiere di Mug-
giano con i Vice Direttori ingg.
Gradoli e Grillo, l'ing. Bozzo
dello stabilimento Meccanico e
numerosi altri tecnici degli sta-
bilimentj Ansaldo e di ditte in-
teressate alla costruzione della
Polinice
Iniziata alle ore sei, la prova
ufficiale conclusa verso la
s'è
mezzanotte: durante tale perio-
do l’unità ha corso fra le con-
suete « basi misurate » di Punta
Mesco e Portofino su un mare
perfettamente calmo, raggiun-
gendo e superando brillante.
mente la velocità contrattuale.
Anche tutte le prove e collau-
di dei vari impianti e attrezza-
ture di bordo svolte sotto il
controllo dei rappresentanti del.
la società armatrice e dei Re-
gistri Navali, hanno dato, in
pratica, l'esito previsto in fase
di progettazione,
AI rientro in porto l'ing. E
Lauro ha espresso la sua
viva soddisfazione sia per i ri-
sultati conseguiti nella prova,
sia per quanto rilevato nel cor-
so di una minuziosa visita alla
nave,
Nel pomeriggio del giorno 22
infine svolta la ceri
a della consegna della nave
alla Società armatrice a bordo
dell’uni attraccata nella d
sena del Cantiere di Muggiano.
La stessa sera della consegi
a tarda ora, la turbocisterna ha
ato il Golfo della Spe
per il suo primo v
Sidone,
cole
luglio s'è
mor
lase
diret
0, a
Vv
entiquattro luglio 1958, A
poco più di cinque mesi dal
varo e a tredici mesi dall’im-
postazione, la White River »,
motonave da carico secco alla
rinfusa, costruita nel nostro
Cant'ere di Sestri per conto del
la» International Navigation
Corporation » di Monrovia, ha
effettuato le prove ufficiali,
Puntualmente alle ore 7 la na-
ve lascia il bacino n, 1 del por
to di Genova avviandosi verso
Mimbocecatura di levante.
La nave è zavorrati a mezzo
carico e dovrà effettuare le pro-
ve di velocità e di consumo,
avendo già effettuato nei gior-
ni precedenti le altre prove pre-
liminari.
Sono presenti a bordo, in rap-
presentanza dell'armatore: i ca
pitani Pietro e Antioco Ravano,
il sig. Paolo Ravano, Ving.
Mari, il Comandante Zerega,
il Comandante Baraechino che
prenderà in consegna la na-
ve, il direttore di macchina ing.
Oneto, In rappresentanza dei tre
Registri, gli ingg. Di Macco, Spi-
Grasselli In rappresen-
dell'Ansaldo: il Direttore
Cantiere Navale di Sestri
. Boero e il V. Direttore ing.
nelli,
tanza
cel
invitati, un gruppo di
de
studenti
Il Convegno
La prora slanciata della «Whi-
te Rivere è ora rivol verso
levante e fende le onde solle-
vando vasti spruzzi d’acqua
quanto un forte vento di grecale
inerespa la superficie del mare.
Gli esperti ci dicono che il mare
è forza quattro,
La forza del mare e del vento
contrari, ostacolano l'avvio del.
la nave nella corsa verso levan
le.
Alle 9,35 la nave entra per
la prima volta nella base misu-
rata per le
Per tutta
te River
avanti €
prove di velocità,
la giorn la « Whi.
continua a navigare
indietro, costeggiando
la bella riviera ligure. Sfilano
sul suo fianco, ora a babordo
ora a tribordo, Bogliasco, San
Fruttuoso, il
Chiavari,
La massima velocità raggiun-
golfo igullio,
ta dalla nave in una delle corse
sulla base misurata è stata cal
ata in nodi 16,168 a 126,6 gi.
ri al minuto, Nell'ultima serie
di basi è stata raggiunta la ve-
locità media di nodi 15,974 a
giri 132,3,
Verso il tramonto il vento è
scemato e di conseguenza il ma-
re si calma; la nave si dirige
verso il porto di Genova, le
prove sono terminate, anche la
lettura dei consumi è stata ulti.
mata. A intrecciano i
primi commenti sulle prove,
Il personale di
ponte di coperta sta godendosi
la leggera brezza
levata da terra, mentre da poppa
bordo sj
servizio al
che si è ora
ci raggiunge e sorpassa veloce
mente il supercaccia n Gior-
che con eleganti evoluzioni
circonda la » White River
la sui imosa, allonta-
nandosi poi verso il largo.
gio
con
scia scl
E' sera inoltrata quando la
pilotina ci raggiunge all’imboc-
catura del tre ri-
morchiatori ci all’or-
meggio calata Gadda.
Sono le ore 23 quando rimettia-
mo piede sulla terraferma,
ed i
trainano
porto
FP .
verso la
di 15.800 t.d.w. costruita al Cantiere di Sestri. - Sotto: la T/c. « Polinice» di 31.500 t.d.w. costruita al Cantiere di Muggiano
| MECCANICO
Prove di un motore Ansaldo-Fiat A 686 $
Il motore durante il collaudo in sala prove
SEDE
Una troupe cinematografica della
composta di quindici persone, ha recentemente eseguito, sotto
la regia del dott. Pompeo Grassi, numerose riprese presso
nostri stabilimenti Meccanico, Fonderia, C.M.I. e a Guardiaregia,
Augusta, Cremona e Chivasso, dove sono in funzione importanti
impianti industriali costruiti dall'Ansaldo. Le riprese serviranno
a realizzare, con la supervisione del nostro Ufficio Propaganda,
« Slogan film» di Milano,
alcuni documentari sulla produzione della mostra Società.
4
Il 18 giugno è stato eseguito
il collaudo al banco del moto-
re Ansaldo-Fiat tipo A 686/S,
sovralimentato, destinato ad
una nave in costruzione presso
il Cantiere navale »« Dante
Itoyz » di Viareggio per conto
di una Società di navigazione
norvegese di Bergen. Erano
presenti il rappresentante del-
l’armatore della nave sig. Sae-
thern e i tecnici cav. Inno-
centi del « Registro Italiano
Navale ». e sig. Ottersen del
« Norske Veritas ».
Le caratteristiche del moto-
re sono le seguenti: due tem-
pi, semplice effetto, sovrali-
mentato, sei cilindri verticali
del diametro di 680 mm. e
con una corsa di 1.200 mm.,
direttamente reversibile, senso
di rotazione orario.
La potenza normale conti-
nuativa del motore, il cui col-
laudo è durato dalle 6,45 alle
21,30, è stata di 4.870 cav. a
130 giri/1’; la potenza massi-
ma è stata di 5.360 cav. a 134
giri/1’.
Prove di una turbodinamo
da 550 kW destinata a una
cisterna da 31500 t. d. w.
Alla presenza dei rappresen-
tanti dei Registri navali « R.I.
Na » e « American Bureau »,
hanno avuto luogo il 26 giugno
le prove ufficiali del primo
gruppo turbodinamo da 550
kW, destinato alla turbocister-
na da 31.500 t.d.w. in costru-
zione al Cantiere di Muggia-
no per la Società « Messana »
di Messina.
Le prove, della durata di
quattro ore circa, hanno com-
preso: prove di carico norma-
ie, sovraccarico e controllo
degli organi di sicurezza: esse
hanno dimostrato l’ottimo fun-
zionamento de! gruppo.
di
del gruppo riduttore
Le prove una turbina
della turbocisterna “Felce”
Il giorno 28 giugno, si sono
svolte le prove sotto vapore di
una turbina di bassa pressio-
ne facente parte del gruppo
turboridu‘tore da 14.500 cav.
destinato alla turbocisterna
« Felce » della Società « Ne-
reide » di Palermo in costru-
zione al Cantiere di Livorno.
Le prove hanno dimostrato
la perfetta regolarità di fun-
zionamento di ogni singolo or-
gano e si sono svolte alla pre-
senza dei rappresentanti della
Società armatrice e dei Regi-
stri navali.
Il trasporto alla Centrale di Civitavecchia
della cassa turbina per il gruppo da 140.000 kW
Civitavec
Il trasporto a
chia delle due parti, inferiore
e superiore, della cassa tur-
bina destinata al gruppo da
140.000 kW. della centrale ter-
moelettrica della « Società
Termoelettrica Tirrena » ha
richiesto l’impiego di mezzi
eccezionali, date le loro dimen-
sioni e il loro peso. La parte
inferiore è larga m, 5,13, lun-
ga 5,50, alta 2,50 e pesa 32
tonn.; la parte superiore è
larga m. 4,50, lunga m. 5, al-
ta m. 2,50 e vesa 28 tonn.
I due carrelli che hanno ese-
guito il trasporto, scortati dal-
la volizia stradale hanno se
guito il seguente itinerario:
Genova, Serravalle, Casteggio,
Piacenza, Bologna, Pistoia, Fi-
renze, Civitavecchia. Il carico
è arrivato a destinazione in
perfetto ordine.
Commesse
Ecco l'elenco delle commesse
più importanti acquisite negli
ultimi mesi e fino al 22 luglio:
— Parti di rispetto destinate
all'apparato motore della tur-
bocisterna « M'rador » di 31.500
t.d.w. per conto della « Com-
pagnia marittima » di Genova.
— Ricambi destinati a un
turboalternatore tipo Ljung-
stròm da 6.000 kW. per conto
della Società + Ilva » (stabili-
mento di Piombino).
— Tre assortimenti formati
ciascuno da un cappuccio av-
viamento elica destinati alle
costruzioni 620, 621 e 622 della
Società «+ Navalmeccanica ».
— Una sezione completa da
135+150 MW per la nuova cen-
trale termoelettrica della « So-
cietà Meridionale di Elettrici-
tà » di Napoli.
— Lavorazione secondo di-
segni di un complesso girante
(montaggio a caldo delle gi-
ranti e bilanciamento dinami-
co) per lo stabilimento di Ba-
gnoli dell’« Ilva ».
— Riparazione e revisione di
un turbogeneratore del piro-
scafo « Elia Bibolini » per con-
to della Società di navigazione
*« Tankerflotta » di Genova.
— Tre gruppi turboalterna
tori da 1.250 kW per una nave
in costruzione presso i cantieri
navali della Società « Cocke-
rill » di Hoboken (Belgio).
— Sei gruppi marini Diesel
Ansaldo tipo Q 265/4 ad aspi-
razione atmosferica, ciascuno
della potenza di 200 cav. eff. a
360 giri al 1’, da installare su
pescherecci in costruzione
presso il Cantiere navale
« Dante Itoyz » di Viareggio.
Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tivo Q 265/4 S raf-
freddato, della potenza di 330
cav. eff. a 360 giri al 1', dotato
di camicie cilindro cromate,
destinato al motopeschereccio
* Città di Mazara » degli arma-
tori Filippo, Pietro, Vito, Sal-
vatore e Giuseppe Giacalone
di Mazara del Vallo.
—— Due gruppi marini Die-
sel Ansaldo tipo Q 370/6 RS,
simmetrici, ciascuno della po-
tenza di 1000 cav, eff. a 300
giri al 1’, destinati alla Com-
pagnia Meridionale Armamen-
to Libera Navigazione « AR-
VIS » di Bari.
- Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7 RS, con
raffreddatore d’aria, della po-
tenza di 525 cav. eff. a 360 gi-
ri al 1’. destinato a un pesche-
reccio della Ditta « Nicola
Marchegiani & Figli» di San
Benedetto del Tronto.
Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/4 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 125 cav. eff. a 450
giri al 1’, destinato alla moto-
cisterna « Ignazio Bibolini»
dell'Unione Ligure Armamento
S. p. A.» di Genova, per esse-
re accoppiato a una dinamo da
75 kW.
— Un motore industriale
Diese! Ansaldo tipo Q 265/6
»d aspirazione atmosferica,
della notenza di 310 cav. eff.
a 375 giri al l’, dotato di ca-
micie cilindro cromate, desti-
nato alla motocisterna « Enrico
Telesio » della « Tankerflotta »
di Genova, per essere accop-
piato ad una dinamo.
Dette commesse comportano
circa 191.000 ore lavorative.
| FONDERIA |
Commesse
Ecco l'elenco delle commesse
più importanti acquisite nel
mese di luglio:
Lingottiere di ghisa di ti
po vario per la Società « Fiat »
(Sezione Ferriere Piemontesi).
boccole ei
«0.A.
Camicie e
bronzo per la Società
R.N.» di Genova.
— Supporti e cunei di ghisa
per la Società « Loro & Pari-
sini » di Milano.
— Getti vari di ghisa mec-
canica di bronzo ver la Socie-
tà « Alfa Romeo » di Milano.
— Ruote di delta per la So-
cietà « Riva » di Milano.
— Eliche di OTS per la So-
cietà « Fiat » di Torino.
— Piastre di ghisa resisten-
te all'usura per la Società
« Cornigliano » di Genova.
— Ghiere di ghisa per la So-
cietà « Industriale » di Genova.
Dette commesse, ed altre
acquisite dai nostri stabilimen-
ti Meccanico e C.M.I. e dai no-
stri Cantieri di Sestri, Mug-
giano e Livorno, comportano
circa 75 000 ore lavorative,
RISULTATI ELEZIONI C. I
ALL’ANSALDO - COKE
Il 1° e il 2 luglio si sono svolte, presso lo stabilimento
« Ansaldo - Coke », le operazioni di voto per l’elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risul-
tati dello scrutinio, comparati con quelli del 1957.
Consegne
Il materiale più importante
consegnato nel mese di luglio
è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I. e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 356 tonn. di getti di
ghisa e di bronzo per costru-
zioni varie. - Alla Società « Al-
fa Romeo» di Milano: 231
tonn. di getti di ghisa mecca-
nica e di bronzo per costru-
zioni automobilistiche. - A
clienti vari: 79 tonn. di getti
di ghisa e di bronzo. - Alle So-
cietà « Siac » e « Cornigliano »
di Genova: 69 tonn. di lingot-
tiere di ghisa di tipo vario. -
Alla « Compagnia Internazio- È
nale delle Carrozze con Letti » |
di Milano e alla « Siac » di
Genova: 37 tonn. di ceppi di
ghisa per freno. - Alla « So-
cietà Marittima Napoletana »: È
un'elica di bronzo al manga-
nese del peso di 26 tonn. - Ai
« Cantieri del Tirreno », alla
- Gestione Esercizio Navi Si-
cilia » e al nostro stabilimento
Meccanico: sei eliche di bron-
zo al manganese per comples
sive 37 tonn.
IMPIEGATI
1957 1958
OPERAI
1957 |
ELETTI
1958 Implez. Operal
11957 19681067! 1958
| % | n° Yo
uu PRG
Votanti . 5 (97,22, 39 100,00)
Schede bianche 3| 8,581 2) 5,13
Schede nulle .|—| —| 1 2,56
Voti validi . 91,42 36 92,31
179
177 198,88! 187 (97,39
3| 1,69) 5 2,67
21,13: 10,54
172 97,18) 181 (96,79
Iscritti . 192
VOTI DI LISTA
CGIL- FIDAG.
CISL - FEDERGAS
I
Ì
(A)
w
136 |79,07| 144 79,56
36 (20,93 37(20,44| 1 11 11
13
19
40,63) 14 (38,99
59,37) 22 61,11
I
Di
I lavori di costruzione dello scafo della nuova ammiraglia della
flotta italiana, la turbonave « Leonardo da Vinci», si svolgono
a ritmo intenso al Cantiere di Sestri. Poco più di un mese fa è
stata montata la poppa prefabbricata (sopra) e in questi giorni
i due bracci porta eliche (sotto), fusi in acciaio dalla «Fiat»
Montaggio a Kingstone (U.S.A.) di un tronco del forno rotante da cemento (m. 3,35 x 106,75)
costruito, con un complesso di altri macchinari, per la « Colonial Sand & Stone » di New York
5
UTO cibi Az] perenerea: garza
nasa ESFEVETITEITISP STRA NLLITOVRITIR
WR ZA 11/1/105"" ceefiii!
Secondo turno a
Terminato il turno dei maschietti, che hanno passato le loro liete vacanze a Montemaggio dall'8
luglio al 6 agosto, è ora in corso quello delle bambine. Esse sono giunte nella ridente località
dell'Appennino ligure il 9 agosto e vi si fermeranno fino all'8 settembre. Sono 302 (190 ge-
novesi, 64 spezzine e 48 livornesi) e passano le loro serene giornate nella più allegra spensie-
ratezza, facendo lunghe passeggiate all'ombra di alberi secolari, dove si respira un'aria lim-
pida e fresca, giocando in cento modi diversi sul piazzale della colonia o nella palestra, eser-
citandosi in divertenti e istruttive gare di disegno, di canto, di recitazione. Assistono amore-
volmente le piccole ospiti il Direttore della colonia sig. Ezio Bertacchi, il Direttore sanitario
prof. Giuseppe Amelotti, la Direttrice ginnico-sportiva prof.ssa Elvira Ferraro, la Vice Direttrice
sig.na Franca Rao, la sanitaria dott.ssa Emilia De Langlade, il Cappellano don Ivan Mischiatti,
17 vigilatrici e 4 infermiere. Riproduciamo qui alcune istantanee della vita delle bambine a
Montemaggio e inoltre, in basso a sinistra, un momento della premiazione dei bambini per le
gare sportive e la disciplina. La cerimonia si è svolta in colonia il 4 agosto alla presenza del
Direttore Generale dell’Ansaldo ing. Federico Lombardi, del Direttore Centrale ing. Domenico
Zirilli, del professor Giuseppe Amelotti e del Capo ufficio assistenza dottor Antonio Chelini
‘
i
%
9
à
è
è a 13804030?
La complessa struttura del ‘“
e «L'ansaldino » del 15
giugno, l'ing, Ettore Ga-
betta già aveva fornito delle
note informative circa la rea-
lizzazione del grande « top-
ping », venuto a potenziare la
Raffineria della « RASIOM »
ad Augusta.
Adesso che l’impianto, supe-
rata la prova di funzionamen-
to, è stato consegnato, può
riuscire utile aggiungere alcu-
ne notizie illustranti l’opera
portata a compimento.
Perchè si è voluto costruire
un'unità produttiva così gran-
de da essere capace di trattare
nelle 24 ore oltre 7.000 ton-
rellate di petrolio grezzo, pari
alla portata di una normale na-
ve cisterna? E’, che, in questi
ultimi anni lo sviluppo della
raffinazione dei petroli ha pre-
sentato un continuo crescendo,
per soddisfare le sempre mag-
giori richieste del mercato na-
zionale ed estero. Pertanto, co-
me le navi petroliere si sono
costruite sempre più di mag-
gior portata, per rendere remu-
nerative le spese di esercizio,
così gli impianti di raffineria
hanno acquistato dimensioni
sempre più notevoli, in modo
da avvicinarsi al limite accet-
tabile degli oneri fissi sul costo
dei prodotti.
Già è stato detto delle ecce-
zionali dimensioni della « tor-
re » e del suo montaggio ese-
guito sul posto, virola per vi-
rola, fino a raggiungere l’al-
tezza di 52 metri; adesso dire-
mo dei 47 piatti costituenti i
dettagli interni,
Questi piatti, costruiti come
la torre dal CMI, misurano, per
la maggior parte, oltre 5 me-
tri di diametro e sono compo-
sti ad elementi per poter esse-
re introdotti nelle aperture dei
passi d’uomo.
In questi piatti sono state ap-
plicate 16.000 campanelle di
acciaio inossidabile e monel,
materiale di cui sono anche co-
stituiti i piatti stessi ed i loro
appoggi, per resistere all’ag-
gressività dei composti di zol-
fo provenienti dal greggio.
Può interessare, soprattutto
a coloro che hanno contribuito
alla costruzione di questi piat-
ti, conoscere la loro funzione
nel processo chimico, atto ad
ottenere i prodotti derivanti
dal petrolio grezzo. E' noto,
come la prima operazione nel-
la raffinazione dei petroli, con-
sista in una distillazione a
pressione atmosferica, con la
quale il greggio, portato alla
temperatura di circa 400°, si
suddivide in frazioni di diver-
se densità, che si raccolgono
sopra i piatti posti ai vari li-
velli della torre. Ciò avviene
perchè il petrolio grezzo è una
miscela di liquidi a diverse
percentuali, i quali entrano in
ebollizione (come si verifica
per l’acqua in un recipiente
aperto) uno per volta, a tem-
perature successive.
Evapora prima il liquido a
più bassa temperatura di ebol-
lizione, venendo a sottrarre la
propria percentuale di compo-
nente dalla miscela originaria.
Questa conseguentemente au-
menta il propric punto di ebol-
lizione e lo aumenta ancor più
nel prosieguo della evapora-
zione, perchè dalla massa si
liberano mano a mano le fra-
zioni più pesanti, fino ad arri-
vare al vapore costituito sol-
tanto dal componente meno
volatile.
Il meccanismo della separa-
zione dei vapori dai liquidi si
svolge nella torre, dato che
nella stessa si viene a creare
una corrente ascensionale di
vapori. Questi, attraverso le
campanelle, si scaricano al di
sotto del liguido raccolto sui
vari ripiani. Se i vapori hanno
lo stesso punto di ebollizione
del liquido condensano, altri-
menti passano ai piatti supe-
riori gorgogliando nel liquido
stesso.
Siccome si constata che una
parte di idrocarburi a maggior
volatilità si condensa anche sul
iiauido dei piatti, cuesto liqui-
do viene prelevato da alcuni
ripiani prestabiliti per essere
trasportato in colonne sussidia-
rie, denominate « stripping ».
Stripping equivale a « spo-
gliamento » e questa azione del
liquido scorrente verso il bas-
so, anche qui attraverso i piat-
ti, investito da una corrente
montante di vapore, è quella
che asporta, ossia spoglia, i va-
ri componenti, dal meno al più
pesante: benzina pesante, pe-
trolio, gasolio leggero, gasolio
pesante.
Dalle parti superiori dei
comparti di stripping escono,
per rientrare nella colonna
principale, i vapori leggeri, ac-
compagnati dal vapor d’acqua,
il quale ultimo si trova poi con
i vapori di benzina in testa alla
colonna, e finisce col conden-
sarsi unitamente a Questi nel-
l'apposito refrigerante. Si se-
para poi dalla benzina nell’ac-
cumulatore, per semplice e fa-
cile decantazione, non essendo
l’acqua e la benzina miscibili
fra loro.
Com'è intuibile la condot-
ta di una torre, ai fini delle
rese e delle qualità, è tutta
affidata al regime termico dei
piatti, regime che viene rego-
lato con la rimessa in circolo
dei vari prodotti alle diverse
altezze della colonna.
Spiegato per sommi capi il
funzionamento della « torre »,
resta da accennare all’opera-
zione che precede l’introduzio-
ne in essa del grezzo ed al-
l'ulteriore trattamento a cui è
sottoposta la benzina per es-
sere liberata dai prodotti estra-
nei. La prima consiste nel
riscaldamento del petrolio, ef-
fettuato in un forno con i tubi
disposti a serpentina
Il forno di Augusta è parti-
colarmente rimarchevole per
le sue eccezionali dimensioni.
Le fotografie qui riprodotte,
rappresentano una sua fronte
e la disposizione assegnata ai
50 bruciatori fissati dal disotto
all'insù nella platea del forno.
Questi bruciatori, funzionanti
a gas e ad olio combustibile,
vengono governati, come si di-
ce, « sopra testa ».
La benzina, come prodotto
Veduta della platea del forno con bruciatori
Pensaldino
fuorisacco
cavo DU - sa. SÉ
Il contadino Maréj
Racconto di Fédor Dostojevski
Fidor Dostojevski — uno dei più grandi narratori non soltanto dell'Ot-
tocento russo, ma di tutti i paesi e di tuttì i tempi — nacque a Mosca
nel 1821, Ebbe un'infanzia triste, a causa delle gravi ristrettezze fami
gliari (l'eco, mai spenta, di tale tristezza sarà chiaramente percettibile
nelle pagine de « L'adolescente > e de < L'idiota »). Quindicenne, andò n
Pietroburgo per frequentare la scuola del Genio militare; ma assai più
che all'arte della guerra, egli s'interessò alla letteratura e le opere dei
grandi scrittori romantici Inglesi e francesi, da Walter Scott a Victor
Hugo, divennero Ill suo pane quotidiano, Promosso ufficiale mel 1843,
lasciò il servizio dopo appena un anno e subito si dette a scrivere; nel
1846 uscì il suo primo racconto: « Povera gente >, ch'ebbe notevole suc-
cesso, Seguirono < Il sosia » e < Le notti bianche >», che rivelarono la sua
singolare acutezza di psicologo e le mirabili virtù del suo stile.
Ma in quegli anni D }evski aveva fr n Pietro-
burgo, circoli progressisti e socialisteggianti; fu arrestato nel '49 con un
gruppo di amici e, condannato dapprima a morte, ebbe po! la pena com-
mutata in quattro anni di lavori forzati. La terribile esperienza della
galera zarista minò la sua salute, ma arricchì il suo spirito; la lettura
del Vangelo, unico libro consentitogli, lo indusse a meditazioni ampie
e profonde di cul s'alimentò la sua già viva e
attiva religiosità sfociante in un altissimo ideale
di carìtà e fratellanza universale,
Soltanto nel 1859 potè tornare a Pietroburgo €
subito fu preso da una vera febbre di lavoro.
Benchè la sua vita fosse tutt'altro che lieta (gti
morirono la moglie e un fratello a lui ki
la sua salute era scossa, le difficoltà finanziarie
lo perseguitavano), pubblicò nel 1861-62 le < Me-
morie della casa dei morti >, ispirate alle sue
esperienze di carcerato, e il romanzo « att
e offesi >»; nel 1863 }e « Memorie, del sottosuolo »,
$ © nel 1886 Il primo del suoi capolavori: «< Delitto
© castigo ». L'anno successivo si risposò, ma
l'amore non gli portò la pace: perseguitato dai
creditori dovette lasciare la Russia e vagabon-
dare all’estero per quattro anni. Ciò nonostante
la sua attività creativa non ebbe soste: scrisse in
questo periodo <« L'idiota », « L'eterno marito >,
«I demoni >, raggiungendo le vette più alte della
sua inimitabile arte, appr do con i
sta passione l'indagine dell'anima umana, affron-
tando — al lume della prima e più che della filosofia — i grandi
problemi della vita individuale e collettiva. E finalmente, nel 1880,
pubblicò il più grande e compiuto dei suol romanzi: «I fratelli Kara-
mazov >, nelle cui pagine s1 riaffacciano, per esservi più a fondo medi-
tati e svisecrati, i temi fondamentali di tutta l'opera sua: il problema
{ dell'individualismo legato e condizionato dalle ferree leggi della respon-
sabilità universale e il problema religioso che. qui attinge il suo vertice
neil'identificazione del male con la negazione di Dio.
Dostojevski morì il 9 febbraio del 1881. Aveva chiuso con Ml « Gior-
nale di uno scrittore > il suo lungo itinerario poetico, la sua appassionata
indagine nel mondo del dolore umano, la sua inesausta ricerca di una
suprema verità morale, Chi volesse riassumere con una sua frase l’es-
senza della sua vita e del suo messaggio
poetico, potrebbe forse sce-
gliere questa: «< La pietà è la cosa che più preme, forse l’unica legge
dell'esistenza umana >.
redo che tutte le profes-
sions de foi, siano noio-
sissime a leggersi e perciò
vi racconterò una aneddoto
che, del resto, non è nemmeno
un aneddoto; soltanto un lon-
tano ricordo che, non so per-
chè, ho tanta voglia di raccon-
tare, precisamente qui e ades-
so, a conclusione del nostro
trattato del popolo. Allora non
avevo che nove anni... no, co-
mincerò meglio dal momento
che avevo ventinove anni.
. Eta il secondo giorno della
festa di Pasqua. L’aria era tie-
pida, il cielo azzurro, il sole
alto, « tiepido », chiaro, ma il
mio animo era molto cupo. Va-
gabondavo dietro le caserme,
guardavo, contandoli, i pali
della solida stecconata della
prigione e non avrei voluto
neppure contarli, ma ne avevo
ormai l'abitudine. Era già il
secondo giorno che « si faceva
festa » nella prigione; i for-
zati non eranò condotti al la-
voro, c'erano moltissimi ubria-
chi, e ad ogni minuto da ogni
angolo partivano ingiurie, si
accendevano litigi, Orribili, di-
sgustose canzoni, giochi di car-
te sotto le panche, alcuni for-
zati già mezzi morti a causa
delle bastonate ricevute (a
causa di qualche eccesso di
violenza) per sentenza degli
stessi compagni e ora messi
sulle panche e coperti con pel-
licciotti di montone, finchè
non fossero tornati in sè e
rinviviti, i coltelli già parec-
chie volte tirati fuori: tutto
questo nei due giorni di festa
mi aveva straziato fino a farmi
star male. Non ho potuto sop-
portare mai senza disgusto la
gozzoviglia della gente ubriaca
e qui in questo luogo meno
che mai. In quei giorni nem-
meno i superiori venivano nel.
la prigione, non si facevano
persquisizioni, non si cercava
il vino nascosto, compren-
dendo che bisognava pur la-
sciar spassare, almeno una
volta l’anno, anche questi re-
probi, perchè altrimenti sareb-
be stato peggio. Finalmente si
accese l'ira nel mio cuore. In-
contrai il polacco M-ckij, del
reparto politici; mi guardò
tetro, i suoi occhi lampeggia-
rono e le labbra cominciarono
a tremare: «Je haîs ces bri-
gands!» mi disse a mezzavoce
coi denti stretti e passò oltre.
Tornai nella caserma nono-
stante che un quarto d’ora pri-
ma ne fossi scappato come im-
pazzito, quando in sei forti e
grossi si erano gettati tutti in-
sieme sul tartaro ubriaco Ga-
zin per calmarlo e avevano
cominciato a picchiarlo; a pic-
chiarlo in modo assurdo con
colpi da poter ammazzare un
cammello; ma essi sapevano
che questo Ercole era difficile
ammazzarlo e perciò picchia-
vano senza paura. Rientrato,
notai in fondo alla caserma
sulla panca in un angolo, Gazin
ormai privo di sensi, che non
dava quasi segno di vita; gia-
ceva lì ricoperto dal pellic-
ciotto, e tutti gli passavano
silenziosi davanti; sebbene
sperassero fermamente che
l'indomani mattina sarebbe
ritornato in sè, pure... per si-
mili botte, non si sa mai, un
uomo può anche morire ». Ar-
rivai al mio posto, di fronte
alla finestra con l’inferriata, e
mi sdraiai supino, con le brac-
cia sotto la testa e gli occhi
chiusi, Amavo star così perchè
uno che dorme lo si lascia
tranquillo, e intanto si può
sognare e pensare. Ma non mi
venne fatto di sognare; il cuo-
re batteva inquieto e negli
orecchi suonavano le parole di
M-ckij: «Je haîs ces bri-
gands! ». Del resto, perchè de-
scrivere queste impressioni;
anche adesso a volte io sogno
quel tempo e non vi sono per
me sogni più tormentosi di
questi. Forse qualcuno avrà
notato che fino ad oggi io non
ho quasi mai parlato pubbli-
camente della mia vita all’er-
gastolo. I ricordi da una casa
di morti io li scrissi quindici
anni fa in nome di una per-
sona inventata, di un delin-
quente condannato per uxori-
cidio. A proposito, noto come
particolare che ancor oggi
molti credono e affermano che
io fui deportato per aver uc-
ciso mia moglie,
A poco a poco riuscii ad
estraniarmi e impercettibil-
mente mi sprofondai nei ri-
cordi. Durante i quattri anni
di ergastolo io non feci che
pensare continuamente al mio
passato e nei ricordi rivissi
tutta la vita d'una volta. Que-
sti ricordi sorgevano da sè, so-
lo raramente io li rievocavo
di mia volontà. La cosa comin-
ciava da un punto qualunque,
da un particolare spesso insi-
gnificante e poi, a poco a poco,
si formava un intero quadro,
un'impressione forte e comple-
ta. Io analizzavo queste im-
pressioni, aggiungevo nuovi
tratti a quello che avevo da
tempo vissuto e, soprattutto,
correggevo, correggevo conti-
nuamente il quadro stesso; in
ciò consisteva tutto il mio di-
vertimento. Questa volta chis-
sà perchè mi ricordai ad un
tratto di un insignificante mo-
mento della mia prima infan-
zia, di quando avevo soltanto
nove anni, un momento che
sembrava del tutto dimenti-
cato; ma io in particolar modo
amavo allora i ricordi della
prima infanzia. Mi ricordai
del mese di agosto nella no-
stra campagna: un giorno
asciutto e chiaro, ma piuttosto
freddo e ventoso; l’estate era
alla fine e ben presto si sareb-
be dovuti tornare a Mosca, ad
annoiarsi tutto l’inverno sulle
lezioni di francese, ed io sof-
frivo tanto a lasciar la cam-
pagna. Andai dietro l’aia, mi
calai nel burrone e risalii alla
fitta bassa boscaglia di cespu-
gli che si stendeva dall’altra
parte del burrone fino al bo-
schetto. Mi ficcai sempre più
nella boscaglia e sentii come
non lontano, a trenta passi da
me, nella radura, solitario, un
contadino stava arando. Io so
che egli ara in salita sulla col-
lina e il cavallo avanza a fa-
tica e di tratto in tratto arriva
fino a me il grido « Nu-nu! >».
Io conosco quasi tutti i nostri
‘contadini, ma non so chi di
essi stia arando ora, e non me
ne importa, sono tutto immerso
nel mio lavoro, perchè an-
ch'io sono occupato: sto pre-
parando un frustino di noce
per frustare le rane: i frustini
di noce sono così belli e così
fragili, per niente da parago-
nare a quelli di betulla, Mi
divertono anche gli insetti e
gli scarabei; ne fo collezione,
ce ne sono di molto carini;
amo anche le piccole agili lu-
certole giallo - rosse, ‘ con le
macchioline nere, ma dei ser-
pentelli ho paura. Del resto i
serpentelli capitano molto più
raramente delle lucertole. Fun-
ghi ce n'è pochi; per trovare
i funghi bisogna andare nel
boschetto di betulle ed io mi
accingo ad andarvi. Niente
nella vita io amavo quanto il
bosco con i suoi funghi e le
bacche selvatiche, con i suoi
insetti ed uccellini, i suoi ricci
e scoiattoli e quell’umido pro-
fumo tanto caro, di foglie fra-
dice. Anche adesso, mentre
scrivo, mi par di sentire l’odo-
ve del nostro boschetto di be-
tulle: sono impressioni che
restano per tutta la vita. A un
tratto, in mezzo alla profonda
calma sentii chiaro e distinto
il grido: «Il lupo, il lupo!».
Cacciai un urlo e fuori di me
dalla paura, gridando con tut-
ta la mia forza corsi sul prato,
direttamente verso il contadi-
no che arava. Era questi il no-
stro contadino Maréj. Non so
se esiste un tal nome, ma lo
chiamavano Maréj; un conta-
dino sui cinquant’anni, forte,
abbastanza alto, con molti peli
bianchi nella folta barba d'un
color castagno-scuro. Lo cono-
scevo, ma fino ad allora, non
avevo avuto quasi mai l’occa-
sione di parlargli. Egli fermò
la cavallina, udendo il mio
grido, e quando io, di tutta
corsa, mi affrettai con una ma.
no al suo aratro, e con l’altra
ad una manica, egli notò il mio
spavento.
— I lupo, il lupo! — gridai,
soffocando.
Egli alzò la testa e involon-
tariamente si guardò attorno,
per un istante, quasi senza
credermi.
— Dov'è il lupo?
— Hanno gridato... Qualcu-
no ha gridato proprio ora: « Il
lupo, il lupo » — balbettai.
— Ma no, ma no, che lupo,
ti è sembrato, vedi! Che lupo
può esserci qui? — disse egli
in fretta, per farmi coraggio.
Ma io tremavo tutto e mi at-
taccal ancora più forte alla sua
giacca e, probabilmente, ero
molto pallido. Egli mi guarda-
va con un sorriso inquieto,
evidentemente intimorito ed
allarmato per me.
— Come ti sei spaventato,
ehi, ehi! — e scosse la testa. —
Basta, Via
ehi!
Egli stese la mano e ad un
tratto mi accarezzò la guancia.
— Beh! basta, che Cristo sia
con te, calmati; fatti il segno
della croce.
Ma io non mi feci il segno
della croce; gli angoli delle mie
labbra tremavano, e, a quanto
pare, questo lo colpì più di
tutto, Egli stese adagino il suo
grosso dito con l'unghia nera
di terra e toccò delicatamente
le mie labbra che sussultavano.
— Ma guarda un po’ — mi
sorrise egli con un sorriso lun-
go e materno. — Signore, ma
cos'è, ehi-ehi!
Compresi finalmente che il
lupo non c'era e che il grido
« il lupo, il lupo » me l’ero im-
maginato. Il grido, del resto,
era stato così chiaro e preciso,
tali gridi (non soltanto per i
lupi).mi era sembrato di udirli
già due o tre volte prima e lo
sapevo. (Poi, con l'infanzia,
passò).
— Sì, vado, vado — dissi,
guardandolo con un timido
sguardo interrogativo.
— Va', io ti guarderò dietro.
Non ti lascerò prendere dal
lupo, sta’ tranquillo! — ag-
giunse, sorridendo sempre ma-
ternamente. — Che Gesù sia
con te, va’ — e fece il segno
della croce su di me e su se
stesso.
Andai via voltandomi indie-
tro quasi ogni dieci passi. E
Maréj, mentre mi allontanavo
stava sempre lì con la sua ca-
vallina e mi guardava facendo
un segno con la testa ogni
volta che io mi voltavo, Con-
fesso che mi sentivo un po’
mortificato davanti a lui, per
essermi tanto spaventato, ma
camminavo sempre con molto
timore del lupo, finchè non eb-
bi risalito il pendio del burro-
ne, fino al primo granaio; qui
la paura scomparve completa-
mente e ad un tratto, chissà
di dove mi si gettò incontro il
nostro cane di guardia Volcòk.
Con Volcòk mi feci del tutto
coraggio e mi voltai per l’ul-
tima volta verso Maréj; non
potevo più distinguere bene il
suo viso, ma sentivo che egli
continuava a sorridermi affet-
tuosamente e a far cenni con
la testa. Gli mandai un saluto
con la mano, anche egli mi
salutò con la mano, e mosse
la cavallina.
— Nu-nu! — si udì di nuovo
ia sua voce da lontano e la ca-
vallina tirò di nuovo l’aratro.
Ricordai tutto questo insie-
me, non so perchè, ma con
sorprendente precisione di det-
tagli. Ad un tratto tornai in
me e mi sedetti sulla panca, e
rammento, sorpresi sul mio
volto il dolce sorriso del ri-
caro. ragazzino,
9
cordo. Per un istante ancora
continuai a ricordare,
Allora io, tornato a casa
dopo l’incontro con Maréj, non
raccontai a nessuno della mia
« avventura ». E in realtà qua-
le avventura? Anche di Maréij,
allora mi scordai ben presto.
Incontrandolo in seguito, qual-
che volta, non gli parlai mai
e non soltanto del lupo, ma di
niente in generale; e improv-
visamente vent'anni dopo, in
Siberia, mi ricordai del nostro
incontro con tanta chiarezza.
Vuol dire che esso era rimasto
nel mio animo, così da sè, sen-
za mia volontà, ed il ricordo
era tornato quando occorreva;
mi ricordai del dolce sorriso
materno del povero contadino-
servo, dei suoi segni della cro-
ce, dei suoi cenni del capo:
«Ma guarda come si è spa-
ventato il ragazzino! », E par-
ticolarmente quel dito grosso
sporco di terra, col quale dol-
cemente e con timida tenerez-
za egli aveva sfiorato le mie
labbra tremanti. Certo, chiun-
que avrebbe fatto coraggio ad
un bambino, ma lì, in quell’in-
contro solitario pareva essere
accaduto qualcosa li completa-
mente diverso, chè se fossi sta-
to suo figlio egli non avrebbe
potuto guardarmi con uno
sguardo splendente di un amo-
re più sereno; chi lo obbligava?
Egli era un nostro servo, io
ero il suo signorino; nessuno
avrebbe mai saputo come egli
mi aveva accarezzato e non lo
avrebbe compensato per que-
sto. Amava egli, forse tanto i
nambini piccoli? Ce ne sono.
L’incontro era stato solitario,
in un campo deserto, e soltanto
Dio, forse, aveva visto di lassù,
di quale profondo illuminato
sentimento umano e di quale
fine, quasi femminea tenerez-
za, poteva essere colmo il cuo-
re di un contadino-servo russo,
rozzo e bestialmente ignorante,
il quale allora non aspettava e
non prevedeva neppure la sua
libertà. Dite, non è questo che
intendeva dire Konstantin
Aksakov, parlando dell’ alta
cultura del nostro popolo?
Ed ecco quando discesi dalla
panca e mi guardai attorno, lo
ricordo bene, sentii ad un trat-
to, di poter guardare quei di-
sgraziati con uno sguardo dif-
ferente, e che d’improvviso,
per un miracolo, era scompar-
so completamente ogni odio e
cattiveria dal mio cuore. An-
dai fissando le facce che incon-
travo. Questo contadino rasa-
to, diffamato, ubriaco con le
stimmate sul viso, che urla la
sua canzone rauca ed ebra, po-
trebbe essere lo stesso Maréij:
io non posso gettare uno sguar-
do nel suo cuore, La sera stes-
sa incontrai di nuovo M-cklj.
Disgraziato! Egli certo non
avrebbe potuto avere il ricor-
do di un qualsiasi Maréj, non
avrebbe potuto avere altra
opinione di questa gente che
quella espressa: « Je haîs ces
brigands! ». No, questi polac-
chi dovettero patire allora as-
sai più di noi altri' russi!
STIBETOLH TIRI ALBINI VT IPSRATATEPMMMORIAENPNNAN A ste MAANNI en
( PERISCOPIO )
Longevità delle piante
In California sono stati scoperti
del pini la cui età è valutata sui
4.000 anni. Sarebbero nati oltre mil-
le anni prima della fondazione di
Roma.
Come gli animali anche le pian-
te hanno una durata di vita che
varia assai. N Matusalemme del re-
gno vegetale è il baobab che può
vivere sino a 5000 anni; seguono
11 tasso (2800), l'olivo (2000), n
quercia (1600), il tiglio (1150), il
eedro (800), il platano (720),
l'arancio (630), i pero (400), il
cipresso (350), l'olmo (335), il fico
(250) ed il sicomoro (200).
10
DELL
PASSATO PRESENTE E .-FUTURO
II romanzo del
Dal fascicolo redatto a cura
della «< United States Atomic
Energy Commission » e pubbli-
cato dall'USIS In occasione della
quinta Rassegna internazionale
elettronica e nucleare, stralcia-
mo questo interessantissimo
brano che illustra con esem-
plare chiarezza la matura e I
metodi di utilizzazione della
energia nucleare,
P iù di duemila anni fa il filosofo
greco Democrito di Abdera co-
niò la parola < atomo > per desi-
gnare la più piccola particella di
materia che si potesse immagina-
re. Democrito pensava che tutte \e
sostanze, metalli, liquidi, piante e
perfino il corpo umano, fossero co-
stituite da minuscole, invisibili par-
ticelle talmente piccine ed elemen-
tari da non poter essere ulterior-
mente frazionate.
gli scienziati hanno provato
che l'antico filosofo greco aveva a-
vuto uno spirito veramente pene.
trante nell'intuire. la vera natura
delle cose, Soltanto però in questi
ultimi cinquant'anni è stato rico-
noscluto nel mondo della scienza il
vero carattere dell'atomo e della
energia in esso racchiusa.
La prima prova tangibile di que-
sto potere non si ebbe comunque
fin quasi all'inizio del presente se-
Ernest Rutherford
colo, Due avvenimenti accaduti a
Parigi nell'ultima decade del secolo
scorso costituirono i primi deboli
barbagli che indicavano lo spuntare
all'orizzonte dell'alba dell'era ato-
mica. Nel 1896 Henri Becquerel,
per un fortunato caso, trovò che
un minerale di uranio, fin M rite-
nuto di scarso valore, era capace
di impressionare la lastra fotogra-
fica così come se essa fosso stata
esposta al'sole, Egli chiamò questa
misteriosa capacità « attività radian-
te >». Due anni più tardi, nel 1898,
Pierre e Marie Curie, nello stesso
minerale naturale di Joachim.
stahi contenente l' uranio, la pech-
blenda, riuscirono con faticosi
procedimenti a isolare un altro ele-
mento chimico dotato di straordi-
narlo potere radioattivo e che essi,
perciò, chiamarono « radium >.
Era questo il primo indizio con-
ereto per il mondo della scienza
che nell'atomo era effettivamente
nascosta una grande energia, La na-
tura di questa invisibile energia fu
accertata fra il 1899 e il 1903 per
merito delle ricerche di uno selen-
ziato Inglese, Sir Frnest Rutherford,
e di parecchi altri europei.
Essi scoprirono che il radio e
uranio sviluppano energia per
mezzo di speciali radiazioni. Que-
ste radiazioni sono di tre tipi: rag-
gi <alfa», che sono costituiti da
corpuscoli carichi di elettricità po-
sitiva (--) e che possono attra-
versare piccoli spessori di materia
solida; raggi « beta > che sono co-
stituiti da corpuscoli carichi di
elettricità negativa (—) e che sono
più penetranti del raggi alfa; in-
fine raggi < gamma > che non sono
corpuscoli elettrizzati, ma sono del.
lo stesso tipo delle radiazioni lu-
minose, però di assai minor lun-
ghezza d'onda, e, al pari dei raggi
X scoperti da Wilhelm Roentgen,
dotati di un altissimo potere di pe-
netrazione,
I corpuscoli alfa possono attra-
versare un sottile foglio di carta,
i beta (che viaggiano a una velo-
cità dell'ordine di quella della luce,
cioè a poco meno di trecentomila
chilometri al secondo) possono at-
traversare una lamina d'alluminio;
è i raggi gamma, al pari dei rag-
gl X, possono attraversare notevoli
spessori di acciaio e di ferro,
In questo modo, nel 1903 Ru-
therford trovò che l'atomo non è
indivisibile, come pensava Demo-
crito, visto che gli atomi di certi
elementi (come l'uranio e il ra-
dio) possono spontaneamente scin-
dersi e sprigionare dal loro seno
una particella elettrizzata,
Nel 1905 un giovane scienziato
tedesco, Albert Einstein, in base
agli studi che pol lo resero cele-
bre, giunse alla conclusione che fra
l'energia e la materia non vi è
quella profonda differenza che sino
allora si era ritenuta, ma che in-
vece l'energia può convertirsi in
materia e viceversa, Il rapporto di
trasformazione risulta dalla famosa
equazione <E= me? », Ciò signi.
fica che la quantità di energia « E >
che si può ottenere per « smateria-
lizzazione » di una data quantità di
materia è uguale nlla massa di que-
sta «mò». moltiplicata per una ci-
fra pari alla velocità della luce.
<«c>, elevata al quadrato (ossia
moltiplicata per se stessa). In pa-
role povere, Einstein affermava che
«la radioattività consiste nella gra-
duale trasformazione della materia
in energia », L'equazione di Finstein
è molto semplice, ma il suo signi-
ficato è addirittura spettacoloso
quando ai simboli s1 sostituiscono
valori numerici. Si vede allora che
un chilogrammo di materia, se ve-
nisse interamente convertito in
energia, svilupperebbe la bellezza di
venticinque miliardi di chilowatto-
re, cioè circa il 58 per cento del
totale di energia elettrica prodotta
in Italia durante tutto il 1957, che
è stato pari a 42,8 miliardi di chi-
lowattore, L'equazione di Finstein
diventa ancora più sorprendente
quando l'energia che essa indica è
confrontata con gli otto chilowat-
tore e mezzo di energia termica
che si possono ottenere, in media,
pende un chilo di carbone fos-
sile.
Benchè l'equazione di Einstein
non indicasse di per se stessa il
modo di convertire la materia in
energia, essa tuttavia diede agli
scienziati un nuovo e più stimolante
indizio per le loro ricerche sul
segreto potere dell'atomo. Seguen-
do questo indizio nel 1911 Ruther-
ford trovò che gli atomi sono ef-
fettivamente costituitt da un minv-
scolò Invisibile guscio di corpuscoli
ancor più piccoli avvolgente un
nocciolo centrale pesante. Egli chia-
mò <nucleo >» questo nocciolo e
trovò che esso è provvisto di carl-
che elettriche positive, mentre so-
mo negative le cariche dei corpu-
scoli che lo circondano,
In seguito l'idea di Rutherford fu
precisata e sviluppata da uno sclen-
ziato danese, Niels Bohr, e dal suo
contributo teorico ai risultati spe-
rimentali di Rutherford scaturì È
modello di atomo detto
Rutherford-Bohr. Secondo Rete
modello, un atomo è come un sl-
stema solare in miniatura, costi.
Niels Bohr
Il laboratorio dove Rutherford svolse le sue ricerche
tuito da un certo numero di cor-
puscoli carichi di elettricità nega-
tiva, chiamati <« elettroni >, 1 quali
girano come pianeti attorno a un
nucleo assimilabile al sole e che è
carico di elettricità positiva. L'ato-
mo più semplice è quello dell'ele-
mento più leggero, l'idrogeno: esso
consta di un solo elettrone roteante
attorno a un nucleo munito di una
sola carica elettricn positiva e che,
in quanto corpuscolo basilare di
James Chadwick
ogni nucleo atomico, fu detto «< pro-
tone >,
In verità il modello atomico di
ara subì poi mie mo.
sive aeonsRe ed anzi le aste più
recenti non lo considerano più ri-
spondente alla realtà dei fatti. Tut-
tavia esso è ancora praticamente
usato come maniera elementare di
descrizione dell’rtomo,
Ricerche ed esperienze succes-
sive. mostrarono che il nucleo non
è fatto soltanto di protoni con carl-
ca elettrica positiva, ma anche di
<« nentroni >», che hanno la stessa
massa dei protoni, ma sono privi
di carica elettrica,
Parecchie cose bizzarre capita-
rono quando gli scienziati si ac-
cinsero a disintegrare il nucleo del.
l'atomo sparandogli addosso proto-
ni e raggi alfa, ma l'attesa per lo
sprigionamento di energia fu delusa,
Nel 1932 uno scienziato inglese,
Sir James Chadwick, trovò che on
corpuscolo alfa quando colpisce nn
atomo di berillio viene assorbito
dal nucleo di questo e forma così
un atomo di un altro elemento, il
carbonio. Subito dopo però, per
compensare le cariche addizionali
di elettricità portate dalla particei-
la alfa bombardante, l'atomo di car-
bonio appena formato sprigiona una
particella che è priva di carica
elettrica e che perciò Chadwick
chiamò «neutrone >, Questa sco-
perta offrì il bandolo per arrivare
n dipanare l’arruffata matassa della
energia atomica, I neutroni infatti
suggerirono a Enrico Fermi un'idea
adoperarli come proiettili per
bardare gli atomi. Poichè |
troni non hanno carica èlettriaa
essi non sarebbero stati respinti
campo elettrico positivo del nuel
atomico_— come invece lo «ra
protoni “® 1 corpuscoli alfa
adoperati — e avrebbero vil
potuto attraversare facilmente
guscio esterno e frantumare |
nucleo, sviluppandone la racchius
energia.
Oggi molti considerano Fermi sé
tanto come il creatore della prim
reazione na catena d'importan
pratica, ma pochi pensano che
rono i lavori da lui eseguiti all
Università di Roma tra il 19%
il' 1938 a lastricare la strada pet
corsa successivamente da sclenzia
e tecnici per arrivare all'odier
produzione di energia nucleare 4
scala industrialmente utile.
Per mezzo dei bombardameri
con i neutroni Fermi riuscì ad dl
tenere 40 nuovi isotopi radicati
dai 80 elementi e più sui qui
va sperimentato. Nel 1935 egli
ne alla conclusione che i ne
troppo veloci spesso attrav
l'atomo bersagliato senza provoti
alcun effetto. Pensando allora
modo di rallentare la velocità
neutroni così da regolare il
urto col nucleo, iîl1 suo squardo
de su un blocco di paraffina ed
gli fece nascere in mente un'
i nuele! d'idrogeno contenuti nelli
paraffina possono essere capaci
ostacolare | neutroni nella loro stri
da poichè la massa del nucleo
idrogeno è uguale alla massa
neutrone. Gli esperimenti campi
così da Fermi non raggiunsero
scopo voluto — la frantumazien
dell'atomo — ma tuttavia provart
no che la teoria era esatta, tant
è vero che molti degli odierni re
tori funzionano sul principio da
neutroni lenti.
Nel 1938, due scienziati tedeschi
Otto Hahn e Fritz Strassmann,
Enrico Fermi
n° a sori petit pura eo
IERGIA NUCLEARE
ro a ripetere alcuni degli espe-
nenti di Fermi e pervennero, sen.
a rendersi ben conto della sua im-
rtanza, alla frantumazione del-
tomo d'uranio. La dottoressa Lise
itner, che aveva intuito l'impor-
uz del fenomeno, Jo chiamò
fissione >, dal . vocabolo latino
fissio >.
i Nel gennaio del 1939, Fermi sta-
lavorando alla Columbia Univer-
ty di New York quando apprese
le sue esperienze del 1935 era-
te ripetute in Germania ed
vevano raggiunto il risultato da
Jut stesso cercato. Egli allora riprese
Indagini con i neutroni rallentati,
a mentre partecipava ad un con-
vegno sclentifico a Washington, due
colleghi, John R. Dunning e
orge B. Pegram, per la secondr
nita nella storia del mondo riu-
tirono ad ottenere la fissione del-
tomo di uranio adoperando, pre-
mente ia tecnica da lui indi.
tata,
Nel marzo 1939 Fermi andò di
Nuovo a Washington, questa volta
prospettare al governo degli
ti Uniti la possibilità di effettua-
è una «reazione controllata adope-
mdo neutroni lenti oppure una
errattere esplosivo adoperando
troni veloci »,
L'idea fu accettata e più tardi
Fermi fu messo alla testa di un
rappo di scienziati per studiare
possibilità di realizzare una rea-
one a catena alla Università di
ago, Qui, lavorando in un lo-
precedentemente adibito a pa-
John Von Neumann
sportiva, Fermi il 2 dicembre
riuscì a produrre la prima
zione n catena controllata dal-
La « pila atomica» da lui
tostrulta e che in quel giorno dimo-
tirò la sua perfetta funzionalità, fu
l primo reattore nucleare del mon-
do e con esso Fermi provò che la
fissione dell'uranio poteva essere
Roperata come una nuova fonte di
nergia Industriale.
Successivamente molti altri scien-
lati hanno dato significativi contri»
ti in questo settore e tra ess'
articolarmente John Von Nei
nann, il cui genio matematico e }
pporti nella costruzione dell
calcolatrici elettroniche con-
ono non poco al progresso
tecnologia nucleare.
Bicome più di quarant'anni prima
lutherford e Bohr avevano indi-
tato un atomo consiste di un cor-
puscolo centrale estremamente pic-
tolo e in cui è praticamente con.
tentrata l'intera massa dell'atomo -—
îì nucleo — e da un guscio esterno
formato dai leggerissimi elettroni
gli girano intorno, Le renzioni
thimiche, quali la combustione del
o 0 del carbone, l'arrugeini-
del ferro e l'esplosione della
mite, hanno tutte sffetto sul
mo, ma questa azione Interessa
elusivamente il guscio esterno di
ron e non fl nucleo; invece
l'energia atomica è immagaz-
inata nel nucleo.
L'atomo stesso è talmente piccolo
trentasei miliardi di atomi pos-
o trovar posto sulla punta di
spillo: esso è dunque molto,
to più piccolo di omnanto Demo-
o avesse pensato. Ml nucleo che
tanta energia è addirittura
atomo
la dimensione del nucleo e quella
dell'atomo intero al rapporto fra
le dimensioni di una persona e
quelle della metropoli ove abita, per
esempio Roma.
Fissione
e fusione
L'energia che è celata nel nu-
cleo di un atomo può essere libe-
rata in due modi: o scindendo
l'atomo in due parti — cioè in due
atomi di peso minore — e questo
processo sì chiama « fissione >; op-
pure congiungendo insieme due
nuclei di atomi leggeri per formare
un atomo più pesante, e questo
metodo si chiama <« fusione >,
I problemi della fusione control-
lata sono formidabili e le, ricerche
condotte attualmente negli Stati Uni.
ti e in Gran Bretagna, per quanto
contrassegnate da incoraggianti ri-
sultati da un anno a questa parte,
lo dimostrano ampiamente,
I nuclei di due elementi, l’uranio
© il plutonio, sono | più facilmente
scindibili e costituiscono perciò
materiale di base nell'attuale pro-
gramma mondiale concernente lo
sfruttamento dell'energia atomica.
L'uranto è un elemento naturale
che si trova in alcuni minerali
diffusi nella crosta terrestre: il plu-
tonio, invece, è un elemento arti-
ficiale «derivato dall'uranio per
bombardamento con neutroni.
Nel processo di fissione un neun-
trone bersaglia il nucleo di un ato-
mo di uranio e lo scinde in due
pezzi. In seguito alla fissione altri
neutroni — due o tre in media —
sono liberati dal nucleo colpito ed
#ssì, a loro volta, vanno a colpire
altri atomi, 1 quali sprigionano nuo-
vi neutroni e così via. Questa «< rea-
zione a catena >, avviene così rapi-
FERRETTI ITA TARANTA I I A III I
QUATTRO TIPI DI REATTORI AMERICANI
cleari sviluppa energia sotto for-
ma di calore e di forza qapcoanica:
muò essere regolato adoperando
serti elementi come i metalli cad-
nio ‘0 boro, 1 quali hanno la pro-
prietà di assorbire | neutroni pres-
sappoco come un foglio di carta
asciugante assorbe l'inchiostro, Se
perciò nel reattore atomico s'intro-
ducono delle aste di questi metalli,
queste assorbono | neutroni e im-
pediscono che essi vadano a bersa-
gliare e a spaccare altri atomi.
Manovrando opportunamente le
aste introdotte nella massa del ma-
teriale fissionabile si può quindi re-
golare il tasso di fissione, così come
il pedale dell'acceleratore regola la
velocità di un'automobile, E’ que-
sto il principio del reattore ato-
mico,
Quantunque attualmente il sotto-.
suolo contenga più carbone e pe-
trolio che non uranio, tuttavia
quest’ultimo offre maggiori promes.-
se per l'avvenire, Basta pensare che
un chilogrammo di uranio può po-
tenzialmente produrre altrettanto
calore quanto ne producono circa
tre milioni di chilogrammi di car-
bone, La parola « potenzialmente »
va intesa che la scienza e la tec-
nica non hanno ancora scoperto il
mezzo di arrivare alla « combustio=
ne » completa di ogni grammo di
uranio adoperato nel reattore,
L'uranio naturale, così come è
estratto dalla terra, sì trova in tre
varietà — o < isotopi» — chimica-
mente uguali fra loro, ma aventi
ciascuna un peso atomico diverso.
I tre isotopi dell'uranio sono indi.
centi usualmente con il numero cor-
rispondente al loro peso atomico.
L'uranio-238 è la forma più abbon-
dante, che costituisce più del no-
vantanove per cento della massa
complessiva; l'uranio-235 ne costi-
tuisce soltanto lo 0,7 per cento, va-
le a dire si trova nella proporzione
di un atomo su 140; e l'uranio-234
è quasi trascurabile, L'atomo di
uranio-235 si fende quando è ber-
sagliato «a un neutrone, Invece
l’uranio-228 talvolta cattura e trat-
tiene il neutrone che lo colpisce e
forma così él nucleo di un nuovo
clemento chiamato plutonio. Ml plu-
tonto però sl spacca a sua volta
come 109-235 e anzi la sua fissione
è più agevole.
Talunî reattori utilizzano l'ura-
nio naturale, per altri occorre un
REATTORE AD ACQUA PRESSURIZZATA
Nei reattori ad acqua pressurizzata, le sbarre di combu-
stibile che contengono il materiale fissile sono circon-
date da acqua sottoposta a forte pressione. L'acqua
funziona sia da moderatore che da refrigerante. Essa
è portata alla temperatura di circa 260° C. nel reattore
e successivamente immessa attraverso uno scambiatore
esterno di calore dove si produce il vapore. L'alta
pressione impedisce all'acqua di bollire nel reattore
EP.
REATTORE _AUTOFERTILIZZANTE
tipo già descritto nell'articolo, a
del nuovo impianto intitolato a Enrico Fermi. L'im-
pianto sarà il primo, su grande scala, a produrre
più combustibile di quanto ne consumi, e dovrebbe
entrare in funzione nel 1960. Il reattore sarà contenuto
in un cilindro a tenuta di gas, alto circa 36,6 metri e
di circa 21,9 metri di diametro.
proposito
Questo procedimento permette una
magglore varietà nella progettazione
dei reattori e ne accresce poten
il rendi ma richie
de per l'arricchimento uno spe-
clale processo a diffusione gassosa,
L'uranio può anche assumere una
quarta forma: la si ottiene espo-
Sendo il metallo torio al bombar-
damento meutronico: sì forma al-
lora l'uranio-233, che è fissiona-
bile come il 235,
Un reattore. nucleare può pure
produrre una certa quantità del suo
stesso. combustibile. Ciò avviene
quando l’uranio-238 cattura qualche
neutrone sprigionato dall'uranio-
235 e forma del plutonio, Il pluto-
nio, a sua volta, come si è detto, st
fende quando è bersagliato da un
neutrone. Un reattore che sia co-
struito in modo tale da .produrre
del materiale fissionabile muovo
(come il plutonio) in quantità mag-
giore di quella del combustibile
inizialmente adoperato (come l'ura-
nlo-235) è detto < reattore autofer-
tilizzante »,
E' appunto di questo tipo il pro-
getto di reattore americano che
porta Il nome di Enrico Fermi. Es-
so è detto <a fertilizzazione rapi-
da > poichè per il processo di fis-
slone adoperz neutroni rapidi, os-
sla molto veloci anzichè neutroni
che siano stati rallentati.
Quantunque l'esistenza di un ele.
mento naturale come è l'uranio sia
nota da tempo, tuttavia soltanto dal
1939 si è avuta la nozione del suo
valore, Al giorno d'oggi si sa che
nel sottosuolo del paesi non comu-
nisti esistono riserve di uranio
sufficienti a produrre più di un mi-
lione di tonnellate di ossido di ura-
nio, dal quale sì può estrarre l'ura-
nio metallico puro. Ciò basta al fab-
bisogno di combustibile atomico per
molti annî fu
I reattori
di potenza
In realtà un reattore nucleare di
potenza, nella sua forma attuale,
non è altro che una fornace che
produce calore ‘mezzo della
fissione atomica. Tale calore viene
impiegato per la produzione di va-
pore, che a sua volta fa funzionare
i generatori di elettricità, poichè il
REATTORE AD ACQUA BOLLENTE
In questo tipo di reattore, l'acqua impiegata come refri-
gerante, portata ad ebollizione nel nucleo del reattore,
viene convogliata sotto forma di vapore direttamente
nei generatori a turbina. L'EBWR è il risultato di pre-
cedenti esperimenti condotti dalla Commissione, ma è
ancora un impianto sperimentale che serve a fornire
il maggior numero possibile di dati utili alla proget-
tazione di grandi centrali.
Pig OT ATE IP e LlgoP” PA La ‘iilaiticà Peridiio Lili e PT I E
damente che può essere d arricch cioè r , in se stesso, non genera
istantanea: se non è contenuta, dà una mi proporzione di ura- ejettricità
a losione nucleare, nio-235 di quelle presenti in natura. S
Ml reattore nucleare impiegato
come « fornace » per la generazione
di energia può esser composto di
cinque elementi fondamentali: 1)
ll combustibile, cioè il materiale
fissile che produce calore; 2) il
moderatore, cioè Il materiale desti-
nato a rallentare i neutroni, che
può essere costituito da grafite, be-
rillio o acqua; 3) il refrigerante,
gas o liquido, che sottrae e traspor-
ta il calore generato; 4) un mate-
riale per l'assorbimento del neu-
troni, come Îl cadmio o il boro, per
il controllo della fissione; 5) la
schermatura, di materiale adatto
ad impedire le fughe di radioatti-
vità, come il cemento, il piombo,
l'acqua. Come potrà essere rilevato
in seguito, uno-0 più componenti di
questo tipo potranno essere combi-
nati in maniera da svolgere molte-
plici funzioni od alcuni potranno
essere completamente eliminati,
Caratteristica particolare del reat-
tore nucleare è che, In NInea di
massima, la quantità di energia
prodotta non. dipende dalla gran-
dezza dell'impianto. La potenza è
principalmente deteriminata dalla
rapidità con cui il calore viene ri-
mosso dal nucleo del reattore e in-
trodotto, sotto forma di vapore, nei
generatori di turbina. E' quindi pos-
sibile che un piccolo reattore pro-
duca formidabili quantità di ener-
gia, purchè venga assicurato il ne-
cessario elevato ritmo di trasferi
mento del calore,
T rsattori di potenza costruiti o
in costruzione finora devono essere
considerati in un certo senso mo.
dellt sperimentali, prototipi fun-
zionanti dei reattori di potenza del
futuro, La loro costruzione e il io-
ro funzionamento rientrano nel
quadro delle ricerche e delle inizia-
tive internazionali intese ad elnbo-
rare il tipo di reattore capace di
produrre la. maggior quantità di
energia al più basso costo possibi-
le. La necessità di costruire tali
reattori si rivela nell'accrescersi su
scala mondiale del fabbisogno di
elettricità e nell'assottigliarsi delle
riserve di carbone e di petrolio.
LO)
Viquido trasporta il
li
REATTORE A COMBUSTIBILE METALLICO LIQUIDO
In questo tipo di reattore, un circuito primario di sodie
calore dal nucleo moderato a
grafite ad uno scambiatore di calore intermedio. Da
questo scambiatore il calore viene quindi trasferito,
attraverso un circuito secondario di sodio, ad una cal-
daia ad acqua, che produce il vapore per il funziona-
mento dei turbogeneratori.
id
Ve
volte più piccolo dell’ato-
assolutamente im-
un'immagine della
AINOm clatura delle parti: (1) reatto cleo; (3; n intacca: 5) e nni ) scambiatore intermedio di calore; pompa di
rreniizione a llFacasa; Ue n 190 mucio? (I) cone eni ( . s i Fan S talriperazio primario; (12) cere. iC) pompe di
1 KA, vapore; (14) condensa; (15) ‘combustibile circolante.
II
agiata
an
L’ ATTIVITÀ DELL’ ANSALDO IN EGITTO
n giorno, durante la cam-
pagna d’Egitto, Napoleone
disse che non una goccia del
Nilo avrebbe dovuto andare in
mare, poichè le acque di quel
grande fiume avrebbero dovuto
irrigare tutto il territorio egi-
ziano e rendere fertili quelle
terre desertiche anche oltre la
fascia, più o meno larga, che
corre lungo le rive. Questa lun-
ghissima striscia e il delta lar-
ghissimo sul Mediterraneo for-
mano la terra effettivamente
abitata dagli egiziani.
Ovunque giungano, le acque
limacciose del Nilo coprono il
suolo dell'humus che costituisce
l’idea del grande condottiero è
stata parzialmente realizzata 0,
per meglio dire, abbozzata con
la costruzione della diga di As-
suan, Essa, ultimata nel 1902,
forma con il.suo lago uno dei
bacini idrici artificiali più
grandi del mondo. Si trova a
circa 850 Km. dal Cairo ed a 14
dalla cittadina di Assuan e
ri si accede mediante una car-
rozzabile in ottime condizioni,
attraverso zone parzialmente
boscose,
Assuan, recentemente dive-
nuta stazione climatica inver-
nale, è situata a 80 Km, a nord
del tropico del Cancro; è colle-
ciare alla contemplazione di
quelle opere, in parte ancora
quasi intatte, che testimoniano
la grandezza e le glorie dei Fa-
raoni. Anche Luxor, sebbene tu-
risticamente molto più interes-
sante di Assuan, non viene ri-
sparmiata da questa diserzione,
in attesa della stagione più
adatta per la visita alle magni-
ficenze del passato,
Assuan è inoltre il punto dove
i viaggiatori che vengono da lo-
calità del Sudan e dell'Alto Egit-
to, prendono contatto con la
ferrovia verso il Mediterraneo.
Non è tuttavia questo l’argo-
presente
mento del articolo;
La diga di
la cosiddetta ” terra nera”, no-
me che gli antichi egiziani da-
vano al loro paese, Il Nilo Bian-
co che, lungo una vallata di
*#.500 Km, si unisce, nelle pici-
nanze di Khartum, al Nilo Az-
zurro, proviene dai grandi la-
ghi e viene ingrossato da molti
altri affluenti: il Sobat, il Din-
der, il Rahar e l'Atbar
Dopo poco più di un secolo,
sbarramento lunga 1.966 m. con 179 chiuse
gata alla capitale, con un per-
corso di 16 ore, da una ferrovia
munita di un buon servizio di
vagoni letto e vetture ad aria
condizionata sino a Luxor,
Durante l'estate, il caldo ec-
cessivo mette in fuga i turisti,
ad eccezione di qualcuno parti-
colarmente appassionato che
coraggiosamente affronta la ca-
lura tropicale pur di non rinun-
d'altra parte, non si può par-
lare dell'Egitto senza accennare
alle sue principali caratteristi-
che, cioè alle sue affascinanti
attrattive. Ritornando al sogno
di Napoleone, gli antichi egi-
ziani avevano però già realiz-
zato qualcosa di simile, sia pu-
re in forma molto ridotta, con
la costruzione di dighe e sbar-
ramenti per la regolazione delle
Il Nilo presso Assuan e il villaggio nubiano di Mahbata
12
Tettoia dove sono in funzione le due gru « Schneider > da 265
tonn. di portata ciascuna e le nostre due gru a ponte da 10 tonn.
provvide inondazioni; ma sol-
tanto nel diciannovesimo secolo
fu iniziata, e completata nel
1902 dagli Inglesi, la colossale
diga di sbarramento formante
un lago artificiale di caratteri-
stica e panoramica bellezza, lun-
ga 1966 m. è corredata di 179
chiuse, Questa costruzione, suc-
cessivamente ampliata per au-
mentare la capacità del bacino,
aggiungeva al fabbisogno del-
l'Alto Egitto una disponibilità
di mille milioni di mc. di acqua
durante il periodo estivo, il che
dava la possibilità di irrigare
una vastissima zona.
Nel 1905 fu istituito il Ser.
vizio d'Irrigazione Egiziano, con
lo scopo di sorvegliare, nel corso
dell'anno, il livellamento e la
misurazione del volume dei di-
versi fiumi affluenti del Nilo,
sistemando dei misuratori e
raccogliendo tutti quei dati che
dovevano servire al migliora-
mento dei rifornimenti idrici
in Egitto ed allo sviluppo della
irrigazione perenne del Sudan.
Infatti dal 1906 al 1913 i mem-
bri del settore sudanese del Ser-
vizio per l’Irrigazione, racco-
glievano il materiale necessario
e davano impulso al progetto
per l'ulteriore miglioramento del
rifornimento di acqua in Egitto
e per l'irrigazione di una parte
del Gesira Sudanese, come viene
chiamata la zona formata dal-
l'angolo di confluenza del ‘Nilo
Azzurro e del Nilo Bianco,
Nell'anno 1930 fu messo in
esecuzione il progetto per l'au-
mento di volume del lago artifi-
ciale di Assuan, innalzando la
diga di sbarramento e portando
la disponibilità di acqua da mil.
le milioni di me, a cinque mi-
la milioni di me. Questo colos-
sale lavoro di ampliamento, al
quale ha avuto larga partecipa-
zione la mano d'opera italiana,
richiedeva contemporaneamente
il rinforzo della diga, Allo sco-
po furono irrobustiti a valle i
contrafforti in cemento armato
parzialmente indipendenti dal-
la diga stessa per permettere,
dato il clima, una diversa dila-
tazione tra la diga e i contraf-
forti. Questo principio fu rag-
giunto inizialmente con un si-
stema che» dava la possibilità
di uno scorrimento tra i due
elementi, cioè interponendo tra
di essi delle lastre di ottone con
attacchi speciali,
Era ovvio che questo grande
complesso idrico richiedesse uno
sfruttamento industriale, oltre
che agricolo: quindi, nel 1946,
venne lanciato il progetto per la
esecuzione di una seconda diga
disposta quasi a 90° rispetto a
quella di sbarramento, la quale
doveva contenere i grandi mac-
chinari per una centrale idro-
elettrica della potenza di 350.000
kW. Negli anni successivi i la-
vori della diga vennero iniziati
ed assegnati alla Società fran-
cese ” Les Grands Travaux de
Marseille”, la quale, dopo aver-
li ultimati, continuava, sino al
novembre 1956, la propria atti-
vità per altre costruzioni, la cui
esecuzione, in seguito ai fatti del
Canale di Suez, passava alla
Società tedesca " Hochtief Gesel-
schaft ”.
L’Ansaldo fu una delle prime,
dopo i lavori della diga, a dare
il suo contributo a questo ciclo-
pico impianto idroelettrico, con
la fornitura delle due gru Go-
liath da 35 tonn. di portata, di
una gru Goliath da 10 tonn,, di
due gru a ponte da 10 tonn. e
di una gru a ponte da 35 tonn.
Le tre gru Goliath furono i pri-
mi macchinari montati, in quan-
to esse dovevano servire alla
messa in opera delle carcasse
per le turbine piccole, delle con-
dotte e di molti altri macchinari
ausiliari, Alla assegnazione de-
gli appalti hanno contribuito
molto i nostri uffici di rappre-
sentanza in Egitto tenuti dai si-
gnori Kher e Scoccimara,
I lavori di montaggio delle
tre gru Golioth furono eseguiti
dalla impresa Gistri con la col-
laborazione e partecipazione
dell'ing. Kher, il quale, attual-
mente, sta portando a termine il
montaggio delle tre gru a ponte
con l'ausilio della Ditta austria-
ca Wagner Biro.
Non è senza orgoglio che ri-
pediamo, quasi sotto i tropici,
queste mastodontiche gru, il cui
nome Goliath ci ricorda qual-
cosa di gigantesco. In mezzo a
quel cantiere pieno di vita, for-
mato frontalmente dalla diga e
lateralmente dai pendii di una
gola profonda, le nostre gru
prendono parte ad un lavoro co-
lossale; il loro aspetto, nel co-
cente sole africano, ci dà l'im-
pressione di trovarci di fronte
ad esseri la cui opera testimo-
nierà nei secoli le loro fatiche,
a somiglianza di ciò che a noî
hanno lasciato gli antichi Egizi,
Il nostro lavoro non si limita
a quanto è stato fatto per As-
suan, ma dobbiamo elencare an-
cora il grande impianto di top-
ping di Mostorod, nelle vici-
nanze del Cairo, a cui la nostra
Società ha fornito, montandoli,
serbatoi e macchinari,
Lorenzo Scagliarini
irta
pping” di Augusta |
di cima della torre, va liberata
dai prodotti estranei: perciò,
dopo esser stata sottoposta ad
un lavaggio con soluzione di
soda ed acqua, riceve una nuo-
va raffinazione, essendo intro-
dotta in una torre detta di de-
butanizzazione, nella quale
viene a trovarsi in particolari
condizioni di pressione e tem-
peratura.
Dalla testa di questa colon-
na vengono estratti diversi
gas, che immersi in un accu-
mulatore, si dividono fra quel-
li che restano gassosi (ossia i
gas combustibili, metano e pro-
pano) e quelli che facilmente
condensano (butano). La ben-
zina, che adesso prende l’ap-
pellativo di « stabilizzata », si
estrae dal fondo della stessa
torre di debutanizzazione.
In un impianto di distilla-
zione del petrolio ciò che più
colpisce è l'altezza delle torri:
quella della « RASIOM » di
Augusta è perfino munita di
ascensore, L’accenno fatto al
processo di frazionamento del
grezzo offre una spiegazione di
questa altezza.
Il movimento di tutti i li-
quidi, dalla carica al residuo,
dai prodotti diretti a quelli ri-
circolati, dal vapore all’aria e
all'acqua, formanti i fluidi di
servizio, per finire al gas e al.
l'olio combustibile, implica il
necessario complesso di tuba-
zioni, facenti capo alle nume-
rose apparecchiature e pompe,
nel caso attuale: due torri, due
strippers, 4 accumulatori ed
una batteria di 30 pompe, mos-
se da motore elettrico e tre
di esse da turbina a vapore. Vi
sono inoltre due compressori.
Chi regola l'andamento ge-
nerale del processo, ossia l’ot-
timo della resa e delle qua-
lità dei prodotti è la tempera-
tura, la quale, fatta astrazione
dalle frazioni di liquido ri-
messe in ciclo, si basa sull’im-
piego degli scambiatori di ca-
lore. Questi possono essere di-
stinti in tre categorie: i riscal-
datori. che hanno il compito di
ricuperare il calore contenuto
nel residuo o nei liquidi estrat-
ti o ricircolanti nella torre, per
poi cederlo alla carica; i con-
densatori, la cui funzione è
quella di condensare i gas; i
raffreddatori destinati a sot-
trarre calore ai liquidi per
mezzo dell’acqua di raffredda-
mento, Nell’impianto di Augu-
sta questi scambiatori sono 39,
di cui 23 sono stati costruiti
presso il CMI.
Chiudiamo queste note ac-
cennando brevemente agli ap-
parecchi, che, installati su un
pannello grafico, servono a de-
terminare le condizioni istan-
tanee di regime del processo e
contemporaneamente a rego-
larne l'andamento, in quanto
attraverso un’ apparecchiatura
pneumatica essi agiscono auto-
maticamente o manualmente
sulle valvole a membrana in-
terposte sulle tubazioni dei li-
quidi e dei gas.
Nel « topping » di Augusta
fra regolatori di pressione, di
portata, di temperatura e di
livello si contano 60 strumenti.
A questi vanno aggiunti, oltre
i normali manometri e termo-
metri, i gruppi a termocoppia
le cui indicazioni vengono rac-
colte su una tastiera a scri-
vania, per mezzo della quale è
possibile leggere la misura del-
la temperatura in 96 punti di-
versi delle apparecchiature e
delle tubazioni dell'impianto.
Osservando l’imponente ve-
duta generale di una raffine-
ria, con tutte cuelle colonne,
con la matassa dei tubi che si
dipa.<ono in tutte le direzioni
e l’infinita distesa dei serbatoi
disposti a scacchiera, viene da
pensare alla mole di lavoro
occorso per la sua realizzazio-
ne, ed è con intima soddisfa-
zione che si constata come an-
che in questo campo, che tro-
va la sua origine nell’era del
petrolio, l’Ansaldo abbia a
prendere parte attiva, come è
stata e continua ad essere
partecipe a tutte le altre vie
del progresso meccanico.
Alberto Martini
x
7
45
14
EPCENPAEVIRIR +
MODELLI NAVALI
all Arsenale di Venezia
on ci sembra di presta-
re il fianco a contesta-
zioni se affermiamo che il
Museo Navale di Venezia è
il maggiore d'Italia, e tra i
più importanti d’Europa.
La sua ricca raccolta di
stampe, materiali vari, qua-
dri e modelli trova ospitali-
tà presso l’Arsenale, là dove
fu per secoli il nido della
potente marina della Sere-
nissima.
Vicino agli scali che vi-
dero il varo delle galee di
San Marco, delle galeazze,
dei galeoni e dei vascelli,
e quindi ancora il pieno
fervore di attività sotto il
governo austriaco e poi,
dopo la riunione alla madre
patria, sotto il tricolore, il
visitatore può oggi passare
in rassegna almeno sei se-
coli di attività marinara.
La parte più preziosa del
museo è quella dei modelli:
si tratta di almeno una ven-
tina di pezzi, tutti dell’epo-
ca, costruiti nell’ arsenale
stesso, contemporaneamente
o forse prima dei bastimen-
ti veri, Vi sono i preziosis-
simi modellini, con gli uo-
mini d’equipaggio pazien-
temente intagliati in legno,
di fuste, galeotte, saettie del
XV secolo. Vi sono modelli
di galee e galeazze del XVI
e XVII secolo, e un magni-
fico galeone, e quindi fre-
gate e vascelli, con il fa-
sciame e le sartie in per-
fetta regola. Notevolissimo
il modello di vascello napo-
letano del ’600, e due o tre
modelli di vascelli dell’epo-
ca mapoleonica, anche di
proporzioni eccezionalmente
grandi. Alcuni di questi
modelli, naturalmente, era-
no in origine ex-voto con-
servati nelle diverse chiese
veneziane,
Progredendo nel tempo,
notevoli sono anche i mo-
delli di brigantini e di navi
a vela, e poi quelli delle
prime navi a vapore in le-
gno, e quindi in ferro.
L’epoca del ferro è rappre-
sentata soprattutto con mo-
delli, sempre costruiti in
Arsenale, di navi da guer-
ra, che vanno dalle prime
fregate miste fino al model-
lo della « Dandolo », e a
quello bellissimo della co-
razzata « Littorio » costrui-
ta a Sestri.
Notevoli sono le tele ad
olio, ritratti di dogi o scene
di battaglia, alcune del Tin-
toretto o della scuola.
Sono poi conservati ma-
teriali originali, come « cor-
telà » di galee, fanali di
bordo, ancore, polene di
vario tipo e notevoli bocche
da fuoco, dagli archibugi
alle spingarde e ai primi
cannoni su affusto.
Di grande interesse per
ogni visitatore è il model-
lo, precisissimo e ricchissi-
mo, dell’ultimo bucintoro,
che come noto era l’imbar-
cazione di gala colla quale
il Doge si recava una volta
all'anno a sposare simboli-
camente l'Adriatico, e il
trono originale del Doge,
del ’700.
Vanno ancora segnalate
le importanti stampe sei e
settecentesche, di navi e di
battaglie, e la raccolta di
importante materiale come
bussole, ottanti, sestanti e
carte nautiche.
I CONCORSI
de “La Gazzetta
per i lavoratori”
Per il 1958
Gazzetta per i
il settimanale « La
Lavoratori » ha in-
detto | seguenti concorsi ai quali
possono partecipare tutti È lavo-
ratori dell'industria italiana:
CONCORSI ARTISTICI. 1) Dipinti
ad olio, acquarello, pastello e tem-
pera (1.0 premio lire 150.000, 2.0
lire 100.000, 3.0 lire 75.000, 4.0 lire
50.000, 5.0 lire 30.000). - 2) Dise-
gno in bianco e nero (1.0 premio
lir@ 75.000, 2.0 lire 50.000, 3.0 lire
35.000, 4.0 lire 20.000), - 3) Scul-
tura (1.0 premio lire 100,000, 2.0
lire 75.000, 3.0 lire 50.000),
CONCORSI LETTERARI, 1) Con-
corso mensile per una risposta n
un quesito, - 2) Concorso semestra-
le per cinque racconti a tema ll-
bero, . 3)a Concorso annuale per
un'opera narrativa.
CONCORSO - MOSTRA PER OPE-
RAI SPECIALIZZATI O QUALIFICA-
TI, Ritrovati o applicazioni pratiche
inerenti a qualsiasi ramo di atti-
vità industriale (1.0 premio lire
200.000, 2.0 lire 100.000, 3.0 lire
50.000, 4.0 lire 30,000).
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
PERITI TECNICI INDUSTRIALI. Si
tratta di 7 borse di studio da lire
CASSETTA DELLE IDEE
di cui 2 premiate.
premiate.
cui 8 premiate.
cui 6 premiate.
re 99.500.
Benedetto Zunino.
Le proposte del mese di luglio
Durante il mese di lualio sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 253 proposte, di
cui 75 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 17,
MECCANICO. Proposte esaminate 197, di cui 59
STABILIMENTO C.M.l. Proposte esaminate 21, di
CANTIERE DI SESTRI.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento C.M.I.:
Bruzzo, Tiziano Belloni, Romualdo Capecchi, Giuseppe
Fara, Bartolomeo Gallo, Bruno Montano, Aldo Zumerle,
Proposte esaminate 18, di
Franco Ameri, Enrico
180.000 ciascuna, per giovani che
abbiano conseguito nella i
estiva del 1958 il diploma di pe-
rito tecnico industriale con almeno
sei decimi e mezzo di profitto,
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
UNIVERSITARI. SÌ tratta di 3 borse
di studio di lire 150.000 annue per
5 anni, per giovani che abbiano
conseguito nella sessione estiva del
1958 titolo di ammissione a ni-
versità con votazione di almeno sei
decimi e settanta di profitto,
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
LAUREATI. Si tratta di 3 borse di
studio da lire 400.000 per giovani
che abbiano conseguito la laurea
in ingegneria, chimica o fisica con
una votazione non inferiore a
100/110, allo scopo di rendere loro
possibile un periodo di specializ-
zazione di sei mesi presso aziende
anche all'estero,
DUE CONCORSI PER LA PRE-
VENZIONE INFORTUNI, 1) Bozzet-
ti di cartelli figurati (1.0 premio
lire 150.000, 2,0 e 3,0 lire 100.000,
4.0 e 5.0 lire 75.000). - 2) Segna-
lazioni tecniche antinfortunistiche
(1.0 premio lire 200,000, 2.0 lire
150.000, 3.0 e 4.0 lire 100,000, 5.0
e 6.0 lire 75.000),
CONCORSO PER LAVORATORI
ALPINISTI. E* riservato ai dilettan-
ti ed è dotato di 5 premi da lire
100.000 ciascuno per l'attività alpi-
nistica svolta,
CONCORSO PER LAVORATORI
ANZIANI, E' riservato ai lavoratori
occupati da almeno 40 anni pres-
so la stessa azienda (1,0 premio li-
re 100.000, 2.0 lire 70.000, 32.0 lire
50.000; tre premi da lire 20.000
e un premio speciale da lire 100.000
per il lavoratore con anzianità
maggiore).
Per informazioni rivolgersi subi-
to alla «< Gazzetta per i Lavorato-
ri», piazza della Madonna di Lo-
reto 21, Roma,
BIBLIOTECA
Bargellini
distanza dal primo
uscito il panorama
di Bargellini, il pa-
re > che il ses-
fiorentino viene
entusiasmo e
A brevissima
volume, è or:
dell'arte etrusca
noramico «< Belvede,
santenne scrittore
curando con tanto
con tanta competenza.
Niente, come è ovvio, è mutato
nelle linee essenziali dell'opera, cui
già accennammo nel numero sel de
Invece molto più
al stampa delle illustra-
zioni a colori, che contribuiscono
ad accrescere il già grande pregio
dell'opera.
E' già in corso di composizione
l'altro volume, sull'arte romana,
nella quale — secondo la visione
di Bargellini — confluiscono e si
fondono | fermenti ideali della ci-
viltà etrusca e di quella greca.
L'editore ci ha dato, În questi
giorni, Il piano completo dell'ope-
ra, che consterà di dodici volumi,
dei quali il quarto dedicato all'arte
greco-bizantina, il quinto alla ro-
manica e i restanti ciascuno ad un
secolo, a cominciare dal Trecento
per terminare con il volume dedi-
cato al secolo in cui viviamo.
(Piero Bargellini, BELVEDERE -
Panorama storico dell'arte; vol.
II, Arte etrusca; 195 fotografie tn
bianco e nero, 16 tavole a colori;
Vallecchi Editore, L. 3.000),
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che,
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
CESIRA CANDIA ved, PONTINI. A
conclusione di quanto detto nel
n, 10 del 15 giugno Le comunichia-
mo che il Servizio pagamenti della
Direzione Generale Pensioni di
Guerra in data 12-7-1957, con clen-
co n, 10, ha spedito all'Ufficio Pro-
vinceiale del Tesoro di Genova JI
ruolo di variazione n, 3443040, Con
il suddetto ruolo è stato autorizzato
il pagamento degli arretrati spet-
tanti all'orfano, Si presenti in reda-
zione per ritirare la cartolina del
Servizio pagamenti corredata di
tutti gli elementi utili a sollecitare
tale liquidazione.
BARTOLOMEO PERELLI. A seguito
della Sua recente richiesta Le co-
munichiamo che in data 17-7-1958
abbiamo presentato alla Corte dei
Conti il Suo ricorso, e questa ha
PREFERITE L'AUTOMATICO
CO
assegnato Il numero 534415 di po-
sizione, Le confermiamo inoltre che
i documenti allegati erano tutti ne-
cessari e sufficienti e quanto prima
riceverà in proposito una cartolina
direttamente dalla Segreteria della
Corte dei Conti.
TERESIO GIANNECCHINI, A seguito
della nostra comunicazione appar-
sa sul n, 10 del 15-6-1958, La in-
formiamo che jl Comitato di Jiqui-
dazione ha approvato il progetto di
pensione, Successivamente il Mini
stro del Tesoro, con suo decreto
n, 2893073 del 28-6-58, ha deciso
favorevolmente. Ml Decreto è ora
passato al Servizio pagamenti della
Direzione Generale per le pensioni
di guerra per l'emissione del ruolo,
che verrà trasmesso, insieme al ]l-
bretto di pensione, all'Ufficio Pro-
vinciale di Genova, Con jl prossimo
numero del nostro giornale contia-
mo di inviarLe la cartolina con
tutti gli elementi dell'avvenuta tra-
smissione,
cacciatori | tiratori!
BREDA
de.
+.
ALBUM DI FAMIGLIA
Incontro con la psicografia
A vevamo sentito parlare di
psicografia durante un con-
vagno, ed un collega si era
diffuso in particolari senza che
però riuscissimo ad afferrare
gran che. Ci era rimasto tutta-
via il desiderio di approfondir.
ci in questa ” scienza”, ed ab-
biamo cercato di avvicinare
qualche appassionato della ma-
teria,
La fortuna ci ha aiutato e
abbiamo trovato un esperto,
vedi il caso, proprio nella per-
sona di un ex ansaldino: Carlo
Nicolosi.
Carlo Nicolosi ha lavorato per
la nostra Società dal 1940 al
1952 come operaio elettricista
Y
fa
Carlo Nicolosi
dello stabilimento CMI. Ci sia-
mo recati da Ini inoltrandoci
in un picoletto che sbocca in
Sottoripa e Nicolosi ci ha ac-
colti con un largo sorriso, Per
Ini noi rappreséntavamo un
passato che ricorda con simpa-
tia,
Lo studio di Nicolosi è invaso
di quadri e di piccoli strani 0g-
getti e tutto l'insieme rivela la
ricerca degli aspetti più inte-
ressanti della psiche. umana,
nella forma più alla buona,
quella — per intenderci — alla
portata di tutti.
Entriamo subito in argomento
e Nicolosi ci spiega che la psi-
cografia è la "scienza" che
permette agli iniziati di " ve-
dere” attraverso un disegno,
sia le caratteristiche fisiche del
soggetto, non eseluse le even
tuali imperfezioni o i traumi
subiti, sia i tratti del carattere,
e gli eventi della vita, compresi
quelli futuri,
Disegnando un albero — in-
credibile, ma vero luomo
rivela tutto se stesso; dalle ca-
ratteristiche del tronco, dei ra-
mi e delle foglie, il soggetto non
fa che rivelare inconsciamente
la propria storia.
Perchè proprio un albero?
Perchè poche cose sono legate
alla vita dell'uomo come le
piante. E' da esse che ricavia-
mo di che nivere, sono esse che
depurano l'aria che noi respi-
riamo e che colpiscono la no-
stra immaginazione fin dai pri-
mi anni della vita, Spesso, nel-
la remota antichità, gli albert
0 di spicento senso artistico.
Carattere chiuso e molto riflessivo.
La linea curva del tronco Indica |
postumi di un Mceldente alla gamba
sinistra. La convergenza della base
del rami rivela che il soggetto sof-
fre facilmente di cefalea. Le am-
pie fronde stanno ad indicare il
desiderio di espansione e di riu-
scita nella vita.
Y
AS 7
Disegno eseguito da una donna dal
attere mite e molto sensibile,
Amante delle arti figurative, con
uno spiccato desiderio per le sce-
remo che si biforca
che l'autrice del di-
segno è tormentata da un dilemma
per una importante decisione da
prendere,
Soggetto dal carattere ombroso con
tendenza allo scoraggiamento. La
tendenza all'ordine è Indicata dalla
simmetr dei rami. Incostante di
temperamento, Il tronco rivela che
il soggetto è spesso incerto sulle
decisioni da prendere. Mira sicura.
mente in alto.
furono oggetto di culto; ancora
oggi certi popoli dell'Africa e
dell'America centro-meridionale
considerano sacre aleune pian-
te, Nella mitologia classica le
piante sono sovente umanizza-
te. Budda è ricordato dai suoi
jedeli in meditazione sotto un
albero, E si pensi alla poesia
e alla pittura di tutti i tempi
e di tutti i paesi,
Ma forniamo alla psicografia.
L'uomo che, volendo disegnare
un albero, istintivamente dise-
gna una quercia, ripela un ca-
rattere forte e sicuro di sè. Un
pioppo ci dirà, al contrario, che
chi l'ha disegnato è un timido,
un incerto,
Nicolosi ci fa osservare alcu-
ni disegni e dice: " Questa linea
interrotta nella prima metà del
tronco rivela che il soggetto ha
subito un intervento alla gam-
ba sinistra, i rami ineguali de-
nunciano un caratlere irrequie-
to e strano; in quest'altro al-
bero i rami piegati verso il
basso per il peso dei frutti as-
sicurano che il soggetto ha un
avvenire pieno di promesse”.
Alberi dalle forme più strane
vengono disegnati da coloro che
interpellano lo psicografo e in
tutti Nicolosi " vede" a grandi
linee il film della vita,
E' un fenomeno interessante
anche per chi lo consideri con
un certo scetticismo,
Altri elementi di valuzione il
" sensitivo” li rileva attraverso
i colori preferiti dai soggetti, e
questo soprattutto ci sembra un
mezzo valido per scoprire la
personalità di un individuo,
Ringraziamo Nicolosi e quan-
do, attraverso il wicoletto, qua-
dagnamo Sottoripa, ci ricordia-
mo che discutendo con il " sen-
sitivo”, abbiamo scarabocchia-
to un albero su un pezzo di
carta, che è rimasto abbando-
nato sulla sua scrivania,.,
ts:
TTETURTTITTTRZIFTTIUZtONTI VI DDORANTIDRILODITMODALTIAGRIOGL AMMALA
Onorificenza
Athos Mari
Il disegnatore
del Cantiere di Sestri è stato
recentemente insignito della
croce di cavaliere al merito
della Repubblica, in riconosci.
mento della sua benemerita at-
tività cuale consigliere della
sezione di Rivarolo dell’« Asso-
ciazione nazionale mutilati e
invalidi di guerra » e per la
dirittura della vita privata.
Al neo cavaliere giungano le
nostre più vive felicitazioni.
Visita alla Fiat-Miraliori
organizzata da “L'ansaldino”
Il nostro giornale sta organiz-
zando due visite alla « Fiat -
Mirafiori» di Torino, che si
svoigeranno nei due sabati suc-
tranno leggere le modalità per
la prenotazione dei posti e il
programma negli appositi ma-
nifesti affissi nelle portinerie
dei nostri stabilimenti.
cessivi del 27 settembre e del
4 ottobre. Gli interessati po-
MOBILI
A_ RATE di Lire
rivolgendoVi alla Ditta
CARDONA &
GENOVA - VICO DEL FERRO 5.7 r.
{ Da Via Garibaldi a Piazza del Ferro)
Telefoni: 201.508 - 204.723
ARREDATE COMODAMENTE
E BENE LA VOSTRA CASA
con
MODERNI SOLIDI
GARANTITI
5- 6.000 mensivi
GINOCCHIO
FATEVI RICONOSCERE
VI FAVORIREMO
PRESTITI mediante
cessione stipendio
concediamo ad im piegati
RRAT- Via S. Lorenzo 23-13 - Tel. 22.270 - 24.648
Libreria Internazionale Di Stefano
già TREVES
GENOVA
VIA R. CECCARDI - TELEF. 55085 - 55.406
PIAZZA FONTANE MAROSE -. TEL. 23.291
VIA ROMA -. TELEFONO 55.426
- S. p.A.
BIANCHERIA - BIANCA E DISINFETTATA
Non vi illudete di ottenere risultati sostanzialmente effi-
caci coprendo odori con profumi, facendo apparire bianco
ciò che non è pulito, ritenendo disinfettato ciò che è solo
pulito. Con
ANTISAPRIL
si distruggono gli odori, si sbiancano le macchie e si di-
sinfetta efficacemente la biancheria senza deteriorarla.
ANTISAPRIL non è velenoso ed è registrato alla Direzio-
ne di Sanità. Reg. Min, Int. 99/41.
ANTISAPRIL per ogni disinfezione in casa, in negozio, nel
bar, nel ristorante, negli allevamenti.
Cartotecnica tTurrorerILDISEGNO
E PER L'UFFICIO
LUCE N
$. R. L
GENOVA CARTE PER USI TECNICI
ALLESTIMENTI
IN PLASTICA
Telef. 580. 314
PIAZZA DELLA VITTORIA150r.
15
I soggiorni alpini
del È)
? ormai rituale visita agli
ansaldini che, liberi dagli
impegni di lavoro, possono fi-
nalmente fuggire dalle sempre
più rumorose metropoli di og-
gi e godersi la tranquillità dei
monti ritemprando — oltre
che il fisico — il logoratissimo
sistema nervoso, ha subìto
quest'anno una variante di no-
tevole interesse, giacchè ad
opolavoro
Il pullman, al solito, parte
allegro e prestissimo. Dopo
una buona corsa durata diver-
si chilometri, e un certo nume-
ro di indispensabili brevi tap-
pe, Aosta ci accoglie sul far
del mezzogiorno e di lì comin-
cia la vera e propria corsa at-
traverso una strada bella
Pini ed abeti
torrenti e casca-
quanto tortuosa.
giganteschi,
Siesta all'aria pura delle Dolomiti
Andalo e a Pinzolo si è ag-
giunta una località della Valle
d'Aosta: l’ultimo centro abi-
tato italiano del Piccolo S. Ber-
nardo, la Thuile. (La Thuile
significa « il tetto », appunto
perchè è all'estremo limite del
territorio nazionale).
telle che ininterrottamente cre-
pitano precipitando, la neve
lontana che è corona naturale
allo scenario, abbagliante con-
trasto al verde intenso che do-
mina tutt'intorno , solo inter-
rotto dalle cascate e dalle stra-
de, tutto questo panorama ci
La pensione degli ansaldini ad Andalo
16
Un gruppo di soggiornanti a La Thuile
prepara a La Thuile. Siamo
onesti, ci prepara al pranzo.
Solo in un secondo tempo
scopriamo, più che il paesag-
gio (una cui ampia idea già
eravamo riusciti a farci) le
varie possibilità di escursioni
— tante, effettivamente tante
da non poter essere enumera-
te, specie se si tiene presente
la vicinanza della catena del
Bianco; e tra queste va ag-
giunta la prossimità della
Francia, il cui confine può ora
essere varcato anche senza
passaporto (e chi non ne ha
approfittato? ).
Lo stesso albergo-pensione,
il migliore di La Thuile, ha un
bar utilizzabile (ed utilizzato
di fatte) come pista da ballo:
ha una grande terrazza, con
ombrelloni ed altalene per la
gioia dei grandi e per l’ozio
dei più piccoli ed ha soprattut-
to una invidiabile posizione.
Purtroppo e nostro malgrado
siamo costretti a ritornare al-
la metropoli dopo poco tempo.
Fortunatamente per poco, poi-
chè anche Pinzolo ci attende.
Possiamo anche sbagliarci; ma
Pinzolo ci ha sempre dato
l’idea della più raccolta, della
più intima tra le località via
via prescelte, Come centro abi-
tato è il maggiore e indubbia-
mente il più elegante dei tre
ed offre anch'esso, a ben cer-
carle, tantissime possibilità di
divertimento, soprattutto mon-
dano. E, se ci è concesso un
apprezzamento di carattere
personale, tra tutti è il centro
che preferiamo, non fosse al-
tro per la dolce calma che
ispira, per la sua ottima attrez-
zatura turistica, per quel sen-
so leggerissimo di « provin-
cia » che non riesce e forse
non vuole nemmeno mascon-
dere,
Cambiando comunque un
paio di pullman, di buon mat-
tino si può giungere ad An-
dalo, che è ormai un antico e
collaudatissimo soggiorno an-
saldino, soffermarsi sul quale
sarebbe addirittura retorico
Diremo solo che è cambiata la
pensione, quest'anno in una
magnifica posizione isolata, in
una nuova costruzione e con
un afflusso invidiabile — cioè
con un tutto esaurito — du
rato fino all'ultimo soggiorno
praticamente senza soluzione
di continuità.
Per finire diremo che que-
te il successo sempre crescente
dell’iniziativa, dovuto all’otti-
ma organizzazione, al fascino
stesso dei soggiorni, al com-
fort, alle numerose possibilità
Partita alle bocce tra gli abeti valdostani
stanno gli iscritti sono stati
468, dei quali ad Andalo 132,
a Pinzolo 151 e 185 a La Thui-
le: il che dimostra ampiamen-
di divertimento, allo spirito
turistico che anima gli iscritti,
all’opera assidua dei direttori
di soggiorno. emlos
RADARTERAPIA -
Dott. TORSEGNO yitartie NERVOSE
ULTRASUONOTERAPIA
GENOVA - Via Cesarea 15-5 - Tel. 53.825
SAVONA - Casa Cura Rossello - Via Da: Mari, 16 - ‘Tel. 22.706
SPECIALISTA
54.118 - ore 15-19
martedì ore 9 - 11,30
cx
FOTOINCISIONI A.
VIA LANFRANCONI, 43 r. canc.
CERIALE
Telefono 56. 353
MALATTIE
ARTROSI ARTRITI NEVRALGIE
Dott.
REUMATICHE
FIBROSITI
FUMAGALLI
GENOVA - Corso Terino, 9 scala B - Tel. 587-357 (Martedi, Venerdì) ore 15-18
- SCIATICHE - LOMBAGGINI
SEZIONE
CALCIO
La squadra del Dopolavoro Ansaldo
ha vinto il «Trofeo del Lavoratore”
Come era nelle previsioni, la
squadra del Dopolavoro Ansaldo
ha vinto il « Trofeo del Lavora.
tore », indetto e organizzato dal
« Centro Sportivo Italiano » di
Genova.
Gli ansaldini non hanno fati-
cato a raggiungere il successo
finale: basti dire che su tred‘ci
partite disputate, ne hanno vin-
to dodici e pareggiata una, Com-
plessivamente sono state
gnate ventisette reti e subite so-
lamente tre, Come si ricorderà
il torneo si è svolto in due gi-
roni, composti di squadre
ciascuno, Le prime due classifi-
cate dei rispettivi gironi hanno
poi disputato la finale.
se-
sei
La premiazione ha avuto luo-
nei locali del « Centro Spor-
tivo Italiano Il trofeo è stato
go
consegnato dal Vescovo Ausi-
liare di Genova Mons, Chioc
al segretario del Dopolavoro si-
gnor Allegra.
L'on, Luce:fredi, il dr, Costa e
il Presidente della « Lega re-
gionale ligure » della FIGC, cav.
Umberto Levrero, si sono com-
plimentati con i
saldini per l'ottimo e significa-
tivo successo ottenuto,
Oltre al Direttore tecnico geo-
metra Burlando, ha contribuito
all'affermazione della squadra
allenatore Franco Verdacchi.
utti i giocatori (Zampelli, Car-
zino, Parodi, Bellafronte, Mer-
lotti, Cagna, Chiara, Bruzzone,
Sacconi, Belleno, Pittaluga, Ros-
si, a, Tacchino e Baronti) si
sono prodigati per la brillante
affermazione,
La squadra del Meccanico ha vinto
il 1° torneo calcistico aziendale
Presso la sede del Dopolavoro,
durante una breve e cordiale
riunione, sono stati assegnati i
premi alle squadre ed ai gioca
fori che hanno partecipato al
primo torneo calcistico azienda-
le. Ecco le classifiche e i premi:
1) Meccanico; coppa d'argento
« Forni Tagliaferri » e 14 meda-
glie d'oro; 2) Cantiere di Sestri:
coppa « Sampdoria » e 14 me-
daglie d'oro; 3) Fonderia; tar-
ga « Dopolavoro Ansaldo » e 14
medaglie di vermeille; 4) Stabi-
limento CM.L: targa « Dopola-
voro Ansaldo » e 14 medaglie
d’oro.
Sono stati inoltre assegnati | se-
guenti premi: un portasigarette
d'argento, dono dell'ing, Aldo Ta-
1 , al giocatore Giovanni Bran-
da, per essersi dimostrato il gio-
catore più tecnico e più discipli-
nato della squadra del Meccanico;
un thermos, offerto dalla Ditta Ba-
gnara di Sestri, al giocatore Pierino
Biddao, quale giocatore più tecnico
e disciplinato della squadra del Can.
tiere; un paio di gemelli da polso,
dono della Società « RIV >, al gioca-
Santo Zini, Ai dirigenti della
del Meccanico, geom, Re-
petto e P. I. Ravaschio, è stato as-
segnato un premio offerto dalla
Ditta « Grillo sport» di Sampierda-
rena. Ai dirigenti della squadra del
Cantiere di Sestri, signori Rollero
e Ferrando, è stato assegnato un
premio offerto dalla Ditta « Delle
piane >, mentre altri premi sono
andati al dirigenti delle squadre
della Fonderia e del CMI,
LIBRI SCOLASTICI
A PAGAMENTO RATEALE
Anche quest'anno i soci
del Dopolavoro potranno
acquistare i libri scolasti-
ci per i loro figli usufruen-
do del pagamento rateale.
Le modalità relative ver-
ranno rese note mediante
manifesto che verrà affisso
nelle portinerie degli sta-
bilimenti.
SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE
Il programma di massima
per il prossimo autunno
Ecco il programma di massima
preparato dal ” Gruppo escursio-
nismo" per il prossimo autun-
no:
7 settembre: Caldirola - M.
Giarolo (m. 1.473); 14 settem-
bre; Capanne di Marcarolo (me-
tri 754); 21 settembre: vendem-
miata sociale; 28 settembre: M,
Alpesina (m, 979); 5 ottobre; M.
Sagro - Alpi Apuane (m, 1.748);
12 ottobre: Rocche del Reopasso
(m. 958); 19 ottobre: Rocca Bar-
bera (m. 1.142); 26 ottobre: Roc-
ca della Marasca; 2 novembre:
Punta Martina (m. 1,001); 9 no-
vembre: raviolata sociale; 16 no-
vembre: M, Spassuja - Lencisa;
23 novembre: Santuario della
Vittoria (m. 592); 30 novembre:
castagnata sociale,
SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO
I vincitori del concorso
per diapositive a colori
A cura della « Sezione foto-
grafia © cinema a passo ridot-
to» è stato organizzato il
concorso per diapositive a colo»
ri 24x36 e 6x6 riservato ai
soci del Dopolavoro,
L’interessante manifestazione,
svoltasi il 3 luglio, ha raccolto
oltre 300 opere che, dopo un at-
tento esame da parte della giu-
ria (composta dai signori
do Dellacasa, Pico Barigelli e
Giuseppe Gossis della EFIAP),
sono state selezionate e
premiate:
1). Pietro Novelli
(premio; due ca ori a
ri e due in bianco e nero);
Sergio Rinaldi del MEC (un ca-
ricatore a colori e due in bianco
e nero); 3) Piero Pereda del
CAN (un caricatore a colori e
uno in bianco e nero); 4) Um-
berto Spirito della DIG (un ca-
ricatore a colori e uno in bian-
co e nero); 5) Orlando Vendra-
me del CAN (tre caricatori in
bianco e nero); 6) Rosvaldo Adi-
1.0
così
CMI
colo»
2)
del
nolfi del CMI (due caricatori in
bianco e nero); 7) Aldo Orsoli-
no del CAN (un caricatore in
bianco e nero); 8) Adolfo Otto-
nello del MEC (un caricatore in
bianco e nero); 9) Flavio Fer-
rando della DIG (un caricatore
in bianco e nero); 10) Pietro
Barisione del CAN (un carica-
tore in bianco e nero), Inoltre
al sig. Sergio Rinaldi è stato
assegnato un premio speciale
per il miglior gruppo di diaposi-
tive presentate.
Le diapositive sono state
proiettate nel salone del Dopo.
lavoro alla presenza di un fol-
to e attento pubblico. La « Se-
zione fotografia e cinema a pas-
so ridotto », visto il successo ot.
tenuto dalla manifestazione, ha
deciso di indire, quanto prima,
un nuovo concorso.
SEZIONE M
Buone affermazioni ai
Il « Gruppo motociclismo » ha
partecipato ultimamente ad
tri raduni dai quali gli ansal.
dini sono tornati con nuovi bel.
lissimi premi,
Il 13 luglio, al
ternazionale di
hanno partecipato 48 persone
con 28 macchine per una per-
correnza totale di 220 chilome-
tri) ai centaurj del Dopolavoro
Ansaldo è stata aggiudicata la
coppa del moto club di Lesiano,
quale secondo premio del grup-
po B.
in-
(cui
« Raduno
Baveno »
Altre due coppe sono state
vinte al « Raduno di Busalla »
SEZIONE
OTORISMO
raduni motociclistici
del 13 luglio e al « Raduno di
Castellazzo Bormida del 27
luglio (Madonnina dej centau-
ri). A questi raduni hanno par-
tecipato rispettivamente 42 per-
sone con 21 macchine e 92 per-
sone con
9a macchine.
Infine i mostri motociclisti
hanno preso parte il 15 agosto
(con 38 persone e 23 macchine)
al e Raduno internazionale del
Pasubio », dove si classi.
ficati al 2.0 posto assoluto fra
le squadre nazionali, conqui-
stando la coppa d’argento « Pre-
sidente del Consiglio dei Mini.
stri» e la medaglia d'oro » Ca-
mera dei Deputati
sono
CACCIA
Adone Diegoli ha vinto il fucile «+ Breda”
donato da
Il 13 luglio ed il 3 agosto si
sono svolte allo stand di Mul-
tedo altre due gare sociali di
tiro al piattello e con tali gare
è terminata per quest'anno la
attività di tiro 3 volo, Numerosi
appassionati hanno assistito al.
le due manifestazioni, valide
per l'assegnazione del fucile au-
tomatico « Breda » calibro 12
offerto da « L’ansaldino »
Le gare sono state vinte en-
trambe dal sig. Adone Diegoli
del Cantiere di Sestri, che con
il punteggio ottenuto nella ga-
SEZIONE FILATELICA
Le modalità per l’iscrizione
In data 14 settembre avranno
inizio le iscrizioni alla » Sezio-
ne filatelica » per l'anno 1959,
che si riceveranno al giovedì
dalle 17,15 alle 19,30 c alla do-
menica dalle 10 alle 12 ne' lo-
cali della Sezione.
Tutti i soci riceveranno in
omaggio, sino ad esaurimento, "|
talogo Bolaffi 1 (Italia -
este - Vaticano - S. Marino),
Coloro che sono attualmente
soci e non rinnoveranno la loro
iscrizione entro il 16 ottobre sa-
ranno considerati dimissionari e
verrà loro sospeso ogni serv zio,
La quota annuale rimane fis
sata in lire 200
SEZIONE BOCCE
Ottimi risultati
alle ultime gare
La «Sezione bocce » ha par-
tecipato recentemente con lusin-
ghiero successo ad alcune mani-
“L’ ansaldino”
ra del 15 maggio ha totalizzato
30 punti, aggiudicandosi il fu-
cile
La classifica finale è risultata
la seguente: 1)
(Can) punti 30; 2) Giovanni
gero (Can) punti 24; 3) Attili
Rebuffi (Mec) punti 21; 4) Giu.
seppe Chiappori (Mec) punti 20;
5) Oreste Volpi (Fon) punti 19,
L'attività futura della « Sezio-
ne ia» sarà rivolta all’or-
ganizzazione di alcune gite di
ca pi ca in varie località.
festazioni sportive, piazzandosi
in posizioni soddisfacenti
A Cogoleto i bocciofili ansal-
dini hanno presentato ben un-
dici « terne » alla « Coppa Luigi
Borelli », Le gare sono state
tutte avvincenti e la terna Bari-
sione-Peloso-Gazzo s'è classifi-
cata al quinto posto,
Dieci coppie hanno partecipa-
to inoltre alla «Coppa A. Pic-
cardo » le cui gare si sono svolte
a Genova, mentre otto terne si
tono presentate alla « Coppa Co-
mune di Genova » iazz
al nono posto con i gioci
nino-A. Traverso-Pastorino.
Attività tennistica
Presso il nostro Dopolavoro ha
avuto inizio un'attività tennistica
che attualmente si svolge sul cam-
po del « Dopolavoro ferroviario >
in via Roggerone a Genova-Rivarolo,
Possono partecipare a questa at-
tività tutti gli iscritti e loro fami-
gliari, Per informazioni, adesioni e
prenotazioni del campo rivolgersi
presso la sede di Sampierdarena,
via A. Stennio 5-1, al mercoledì e
al venerdì dalle 17,15 alle 19,30.
Fratelli
PAGANO
Tipografi Editori dal 1797
CARTA
CANCELLERIA
ICCÉ
ARTICOLI
PER UFFICIO TECNICO
GENOVA - PIAZZA DE MARINI, 4-6 - Telefono 290.306
17
Si sono sposati
Giuseppe BORGAZZI
Inces Bongiovanni
- 20 apr Antonio CURCIO (Cmi)
con Maria Bruzzone - 21 aprile:
Alfio ANCILLOTTI (Fon) con
î aprile:
(Fon) «
na Daziano - 8 maggio: Silvio CAL-
ZOLARI
26 maggio:
Enrica
{(Mug) con Dirce Pellegri -
Carlo CIATI (Mug) con
Ha - 31 maggio:
LLA {(Mug) con Stel-
l.0 glugno: Riccardo
BERNABEI (Mug) con Rosita €
purro . 2 giugno: Luca Silvio P
SCE (Mec) con Annita
giugno: Bruno ERCOLE
Lidia Ramaeno; Luciano
lina Puccini -
Serra - 7
{Mec} con
TARTARI-
NI {Mug) con Torri; Vincen-
zo BELLONI (Mec) con Anna Da-
gnino . 14 gi Guido MEOLA
(Mec) con ziella Manfredini -
21 giugno: Silv CATTANEO (Mec)
con Cesarina Genovesio - 26 giu.
gno: Remo NICCOLI (Mug) «con
Erminia Frontini - 28 giugno: Bru-
no VECCHI (Fon) con Liliana Pa-
vesi - 29 giugno: Carlo CERVETTI
con ida Cei - 5 luglio:
LUPI {Fon) nm Romualdo
iani - 6 luglio: Carmeto CAM-
(Mec) con Liliana Lion -
Alberto ALBERGHI (Mec)
Pia Pavanelli - 16 luglio:
BARBASSA (Can) con Li.
dia Guida - 19 luglio: Sergio CO-
Can) con Caterina Nqzza
Sandro DONATO (Can)
Amendolia - 27 luglio;
Luelano GIUSTI (Can) con Vera
Bobini - 28 luglio: Giotto TOSI
{Can) con Wilma Ciocel - 31 luglio:
Angelo IRRERA (Can) con Rosa Pi.
sano,
Agli sposi i nostri vivissimi au-
uri,
Antonlo
a
Sono nati
28 dicembre ALBERTO, del
l'ing. Nunzio Valvo (Can) e di
Maria Soledad Plaza - 10 febbraio:
ANTONELLA, di Dullio Bianchi
(Mug) © di Giselda Gramatica - 8
maggio: VINCENZO, di no Ro-
neo (Uan) e di Marianna Staltari
maggio; RITA, di Domenico
(Mug) e ai Maria Zanello
rIZIANA, di Tiziano
s.ivira Vinci»
- ll
Faridone
maggio:
Fabbri (mug) e di
guerra + 284 maggio: LIA, di Nedo
Domenici (Liv) e di ltala Gradassi
- 30 maggio: ANNA MARIA, di An-
tonlo Della Monica (Liv) e di Maria
Costanzo - 31 maggio: MAURIZIO, di
Hartolomeo Molinari (Can) e di An.
arelina Minetto 8 giugno: MASSI-
Mu, gi Giovanni itatuazzi (Mec)
di icosa haggio; RAFFAELE, Gi Ma-
rio berotti (Mug) € dui Anna
4 giugno: ANNALISA, @i
Magoni (Mug) È
itosa ‘ivegna - iz giugno:
LA, di Gian Franco Les )
e ui Wanaa Pollacchioli; ALESSAM-
UA, di Agostino Casarino (Lan) è
ui + dina Uiusto - 13 giugno:
FRANCESCA, di Giuseppe De Palo
(Can) e di Anna De Micheli — da
giugno: ANTONELLA, di Emilio Co-
gorno (Can) e di France
Ha - 15 gi î MASSIMO,
Zipoli Liliana
ari -
Antonio
(Liv) e di Pozzi;
PAOLO, di Mario Visco (Mec) e di
Mattex
Vittoria. Monaci;
Carlini (Fon) e
giugno; DONATELLA,
iiliotti (Liv) e di Rosa Batestri
17 giugno: DANIELA, di Giuseppe
Crovetto (Mec) e di Rosa Tormena;
MARIA GIOVANNA, di Antonio Re-
gondi (Mug) e di Gina Bellotti -
18 giugno: FULVIO, di Innocente
Barbieri (Mec) e di Elisa Schlara
- 20 giugno: MAURO, di Enrico
Grosso (Fon) e di Maria Accorsi;
GIOVANNI, di Vincenzo Grassi
(Mug) e di Adelaide Rarità - 22
giugno: ANGELA, di Ferdinando
Cau (Can) e di Pasqua Mammolita;
PAOLO, di Pietro Spigliati (Liv) e
ROSA, di
»
5
di Licia Baluganti - 23 giugno: MA-
RIO, di Luciano Peonl (Mug) e di
Eula Biagioni - 24 giugno: ANGE-
LA, di Bartolomeo Scorza (Fon) €
di Mario Chiossone - 25 giugno:
GIUSEPPINA, di Giuseppe Dagnino
(Can) e di Giovanna Broccaro; TI-
ZIANA, di Mario Pesce (Mec) e di
) ja Bresso - 26 giugno: EDY, di
Aldo Vesinia (Mug) e di Liliana
Gasparini; E ICO, di Marlo Nico-
lini (Can) e di Anna Mighetto -
27 giugno: STEFANO, di Giovanni
Roggero (Can) e di Virginia Avra-
SIMONA, di Walter Luppi (Can)
Caterina Rossi -. 28 giugno:
FLAVIO, di Livio Cagna (Can) e
di Diolina Guareschi; PATRIZIA, di
Alberto Tassara (Mec) e di Cateri-
na Castruccio - 30 giugno: GIOR-
GIO, di Carlo Battistuzzi (Mec) e di
Maria Luigia Baldini; FRANCO, di
Amedeo Turdo (Can) e di Anna
Torre - 1.0 luglio: MARCO, di Fran-
co Gambacciani (Liv) e di Gio-
vanna Mannocci . 2 luglio: MARIA,
di Lorenzo Dagnino (Can) e di Fan-
fulla Puppo; FRANCESCO, di Gae-
tano Adducci (Can) e di Maria
Guasti - 3 luglio: CATERINA, di
Giovanni Oliveri {Mec) e di Aldina
Pigollo; LORELLA, di € re Ber-
nardoni (Mug) e di Pac Alibran»
di; ROBERTO, di Attilio Rubba
(Cmi) e di Angela Tonini - 4 lu-
glio: ROBERTINO, di Franco Pasto-
rino (Mec) e di Maria Pastorino -
6 luglio: DANIELA, di Fabio Favoni
(Can) e di Maur Blongetti - 7
luglio: NADIA, di Vasco Gherarde]-
li (Can). e di Benvenuta Soddu;
MAURIZIO, di Giacomo Polese
(Fon) e di Marisa Quirino; ARIA-
NA, di Michele Barile (Can) e di
Noemi Arata - 8 luglio: PASQUA-
LINO, di Giuseppe Putrino (Mec) e
di Caterina Mariano » 10 luglio
IVO, di Azeglio Brucciani (Mec) e
di Rina Bergonzini - 12 luglio: BAT.
TISTINA, di Martino Piecardo (Can)
e di Marla Canepa; GUGLIELMO, di
Egiziano Gemignani (Mec) e di
Bursì - 13 luglio: GER-
di Ponziano Rimembrana
(Cmi) e di Fermina Pavoni - 14
luglio: ANGELO, di nilio Parodi
{Can) e di Maria Gattorno - 19
luglio: SERGIO, di Nicola Campora
(Cmi) e di Elisa, Parodi - 26 luglio:
ANNA, di Mario Turno (Mec) e di
Maria Pastorino - 6 agosto: VALE.
RIO, di G. B. Molinari (Dig) e di
Angela Ange I,
A tutti i piccolissimi < ansaldini »
ed ai loro genitori i nostri auguri
più fervidi,
Commiati
Hanno lasciato | servizio per
raggiunti limiti di età i seguenti
lavoratori della nostra Azienda:
CANTIERE DI SESTRI
G. B. VERARDO, assunto il 5-11-
t maestro d'ascia.
BOUERO, sunto il 2.7.
1 ferro,
Giuseppe 2LLO, assunto 1'11-
7-1928, tracciat dl
FRANC assunto
ll 6-12-1928. aggiustator
Aldo BRAIATI, assunto il 2 1930,
calderaio.
izo PARETO,
elettricista.
GRONDONA, assunto il
3: marinaio imbragatore,
CAROSIO, assunto 1°11-1-
, ingrassatore,
Giuseppe SENSOLINI, assunto il 2-
assunto l'8-11-
1
Bartolomeo
2-1-1935
8-1938, montatore scafo.
Ettore GAION assunto il 1°4-
19539, manovale specializzato
Augusto MAZZINI, assunto ll 29-1-
1940, addetto macchine legno
Sebastiano SCHIZZAROTTO, assun-
29-7-1940, vernb
CARBONE, nssunto |l 12-8-
impiegato nministrativo
BARTOLINI, assunto il 7-5-
342, falegname,
Pietro TIGLINI, assunto |l 15-6-
1942, marinaio imbragatore
SERRA, assunto il 27-10-
Nino
assunto ll 9-2-1943,
Ingrassatore.
Margherita TORRE, assunta il 5-5-
a ade pulizia
assunto il 12-4-
addetto macchine,
esco CARBON assunto
-8-1943, ag n
Vittorio I I , assunto Sl
18-10-1963, saldatore autogeno,
Giuseppe BALDO, assunto il 23-10-
1945, addetto magazzino,
Fiorenzo CAVALLI, sunto il
5-1966, saldatore nutogeno,
10-
MECCANICO
Giovanni MARTINO, assunto ll 5-
3-1917, sott 0 officina.
Gottardo BERTAZZO, assunto ll 7-7-
1918, sottocapo ofMfelna.
Angelo CAROZZINO, assunto il 19-
11-1919, distributore attrezzi.
Giuseppe BOTTERO, assunto il 4-
6-1920, capo reparto,
Giovanni MICHELI, assunto ll 20.
capo
PI,
gruppo.
Felice L assunto il
tecnico
Giuseppe COSSO, assunto il
, enpo squadra,
Giovanni MICONE, assunto il 16-
9-1925, tecnico montaggi esterni,
G., B. MACCIO', assunto il 9-3-1926,
amatore,
19-10-1922,
21.5.
n 17-
assunto |l
assunto ll 2-8
1 K tore
Emilio assunto il 19-12-
1934, criccatore.
Ettore CAPRONI, assunto il 23-6-
1937, affllatore
Gerolamo CANFPA, assunto Ml 6-
12.1937, falegname,
Cisa PICCHI, assunta il 10-2-1938,
addetta magazzino.
Isidoro GRASSI, assunto 1°11-4-1938,
capo reparto.
Lorenzo GANDOLFO, assunto il 24.
5-1938, tagliatore fiamma.
iuldo CAPRA, assunto M
14-11-
1938, addetto magazzino,
Annibale AVANZINI, assunto il 1°-
8-1939, tornitore,
Rosario CARBONARO, assunto il 6-
10-1939, tornitore.
Carlo GAGGERO, assunto il
1940. saldatore elettrico.
22-6-
Andrea ROBELLO, assunto il 10.
2-1961, tubista.
Luigi PERAGALLO, assunto Il 12-
, aggiustatore.
Mario TOSI, assunto il
contabile
23-9-1941,
Adalgisa TRIGLIA,
il 6-10-
1942, addetta pulizia,
Ezio ROSSI, assunto il 22-2-1943,
aggiustatore,
Maria CIRELLI, è lì 12-3-
1943, mensa
Pietro LUSCARDO, assunto il 12-
imbragatore,
o PICCIAU, assunto il 4-
1946, collaudatore,
a BAIARDO, assunta ll 15-1-
1947. dattilografa.
Italo SCABINI, assunto il 26-1-
1953, impiegato amministrativo.
FONDERIA
Pietro LUPANO, assunto V'11-9-1911,
Impiegato tecnico.
Angelo MARINI, assunto ll 3-2-1937,
manovale speclalizzato,
Armando DE MARCHI, assunto 1'8-
11-1938, sottocapo officina,
Vincenzo CARTA, assunto il 5-i-
194 addetto prove jArauliche,
Glow RUBINO, assunto jl 13-93-
1942, manovale specializzato.
Antonio
1946,
BUSICO,
tornitore,
assunto il 20.11-
C.M.I,
Cav, Pietro DODI, assunto {l
1920, ipo sezione
Iaigi DE PIANE, assunto il 14-
2.1921, fresatore
BANCHI, assunto il
925, alesatore
Agostino RAVASCHIO, assunto ji
9-2-192B8, capo montatore.
TORTAROLO, assunto 1] 27-
2-1931, aggiustatore,
vo PLANCHER, assunto il 24
331,
Silvio
assunto il 19-12.
1932, È
Filippo RAVASCHIO, assunto il 10-
3-1933,
Giuseppe assunto Sl
10-1935, tornitore,
G. B. PIU, assunto il 2-6-1939, ma-
rinaio Imb atore
Domenfco PICCARDO, assunto fl 27-
4-1942, manovale specializzato.
Giuseppe BARZAGHI, assunto ]'1-
5-1942, capo reparto,
Maurizio GALLO, assunto il 2.7.
1962, imbragatore.
DIREZIONE GENERALE
Arnaldo BOLOGNINI, assunto il 2.
1-1939, tecnico
SERVIZI AUSILIARI
SANTO, assunto l'1-8-
Raffaele DI
19 sorvegliante,
A questi benemeriti lavoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell'An-
saldo, giungano i ringraziamenti più
vivi e l'augurio di un sereno riposo.
Atti di onestà
L'operaia Maria Rosasco del-
la Fonderia, rinvenuto un oro-
logio d’oro nello stabilimento,
si affrettava a consegnarlo al
Capo della vigilanza che lo re-
stituiva alla proprietaria.
*
Il capo reparto Pasquale
Ghiglino del CMI, rinvenuto
un anello d'oro nell'interno
dello stabilimento, si affrettava
a svolgere personalmente in-
dagini per rintracciare il pro-
prietario, al quale lo riconse-
gnava,
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, questi atti di
onestà.
kate
[Jan FAMOSO REALLA FAVORITA:
"QUAL'E ILSEGRETO DELLATUA BELLEZZA,
LACREMA © LA LOZIONE PREFERITA
&'HE VIDA QUESTA ETERNA dloVINEZZA?,,
ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,
AL SECOLO MADAMA PONPADOUR:
“o Mo SIGNORE lo PRENDO chi MATTINA
LACELEBRE MANNITE o? DUFOUR!,,
Usate anche voi mannite Dufour!
ISTITUTO MINERVA
SAMPIERDARENA
VIA DELLA CELLA, 8
TELEFONO 41-818
PREPARAZIONI
E S T I VE
AGLI ESAMI DI RIPARA-
ZIONE DEL 3 SETTEMBRE
PER QUALUNQUE CLASSE, MATERIA E TIPO DI SCUOLA
Società EpitrICE INTERNAZIONALE
SEDE CENTRALE: TORINO FILIALE DI GENOVA
CORSO MARGHERITA, 176 VIA PETRARCA, 24 R.
I libri di viaggio più
richiesti dal pubblico
PENNA VAGABONDA
GIRO DEL MONDO IN QUATTRO TAPPE
con numerose fotografie dell'autore
2a Edizione
Orio Vergani QUARANTACIAQUE GRADI ALL'OMBRA
ATTRAVERSO L'AFRICA DA CITTÀ DEL
CAPO AL CAIRO - con illustrazioni
Elio D'Aurora TRA RENNE E LAPPONI
(DALL'ITALIA AL CAPO NORD)
Virgilio Lilli
L. 1200
L. 1000
36 fotografie a 6 colori - 25 in nero L. 2000
Elio D'Aurora VITA D’INVIATO
(DALL' AFRICA ALL' AMERICA ) L. 2500
Salvino-Chiereghin VENEZIA E LA SUA LAGUNA
con fotografie a colori
UgofiMaraldi IL ROMANZO DELLA; TERRA
Illustrazioni alicolori
L. 1000
L. 1500
Un panorama completo dell’ evoluzione umana
dalla creazione sino ai nostri tempi
CINESELEZIONE
3 *
“L'affare Dreyfus
N el protrarsi delle pro-
grammazioni estive, tra
pellicole in maggior parte
da » circuito B », fa spicco
il film americano « L’affare
Dreyfus » diretto e inter-
pretato da Josè Ferrer.
La recitazione degli utto-
ri di contorno non è forse
di prim’ordine, ma quella
di Josè Ferrer tiene inolto
= bene, dandoci un Dreyfus
molto misurato e convin-
cente. Le scene della Pari-
gi dell’epoca sono passabi-
î li, mentre buona è la pit-
tura dell'ambiente militare
e spesso ottime le scene
dei processi,
Consigliamo il film a tut-
ti: agli anziani perchè pos-
sano far rivivere l’ormaî
sbiadito ricordo di quelle
vicende cariche di elettri.
cità e di passione. e aî gio-
vani perchè conoscano una
pagina della storia della
Francia che va conosciuta.
La vicenda, come noto, fa
perno sul famoso processo
per spionaggio intentato -
dalla cricca militare e na-
zionalista francese contro
l'ebreo Dreyfus, condanna- =
to alla deportazione nel-
l'isola del Diavolo. Invano
Zola scrisse il suo « J'accu-
se» e i circoli democratici
chiesero la revisione del =
processo, che, effettuata,
confermò la condanna, sia
pur riducendola a dieci an- =
ni. E dopo quasi dieci anni
di detenzione all'isola del =
Diavolo fu finalmente i ico-
nosciuta l'innocenza di
Dreyfus, reintegrato nel =
grado, e la colpevolezza di
un certo capitano Ester-
hazy.
IL PORTOGHESE
I NOSTRI
La somma di tutti i
ansaldini
I numeri del lotto
numeri del lotto estratti ogni
settimana varia, teoricamente, da un minimo di 150 a un
massimo di 4400. Per partecipare a questo concorso gli
dovranno cercare di
tutti i numeri dell'estrazione del lotto di sabato 27 set-
tembre. Le risposte dovranno essere consegnate ai nostri
corrispondenti di stabilimento o inviate in Redazione en-
tro il 20 settembre, corredate di nome, cognome, numero
di cartellino e sigla dello stabilimento di appartenenza. |
premi (1.0 servizio di piatti per sei persone; 2.0 servizio
di tovaglie per sei persone; 3.0 e 4.0 due scatole ciascuno
di cacao « Perugina ») saranno assegnati a coloro che,
nell'ordine, si saranno maggiormente avvicinati alla som-
ma dei numeri estratti. Nel caso di due o più risposte
ugualmente classificate si procederà per sorteggio.
CONCORSI
indovinare la somma di
Risultati dei concorsi precedenti
“Le canzoni scenografate”
I titoli esatti
zoni scenografi
«Son fili d'o
nbett »; « Corde
ra»; « Scrivimi >;
Tra i mumerosi lettori che hanno
Inviato l'esatta soluzione la sorte
ha favorito: Aurelio Maggiolo del
CMÎ (vince un servizio di piatti
per sei persone); Antonio Bosco
del CAN (vince un ferro elettrico
da stiro); Ottorino Lanza della DIG
(vince un servizio di tovaglie per
sel persone); Flsa Fasce della DIG
(vince due scatole di cacao « Pe-
rugina >).
delle cinque can-
te sono | seguenti:
>; « Casetta fra gli
della mia chitar-
« Vola colomba »
“Drammatico dilemma”
La soluzione
tta è In seguen-
te: <Nl saggio si liberato », In-
fatti egli, risponde o «Sarò im»
Piccato > mette il tiranno in condi.
zione di non poter applicare ie
pene annunciate, in quanto non
dice una verità per non essere de-
capitato e nemmeno può essere
impiccato perchè la sua risposta
non può diventare una bugia, Tra
| lettori che hanno Inviato la solu-
zione esatta il sorteggio, effettuato
alla presenza di testimoni presso
la Direzione Generale, ha favorito
Î seguenti signori: Sidney Rossi
del MEC (vince un ombrellone e
una sc a sdralo); Anteo Dodi
della F (vince una sveglia da
viaggio): Luigi Giacchero del MEC
(vince un ferro elettrico da stiro);
Natale Guala della FON (vince un
servizio di tovaglie per sei per-
sone); Antonio Lazzoni del SAU
(vince un pacco di oggetti « Plrel-
li >); Rino Rossi del MEC e Maria
Luisa Gili della FON (vincono cia-
scuno cinque libri offerti dalla
« Vallecchi »); Lorenzo Bruni della
FON e Andrea Rapetti del MEC
(vineono ciascuno due scatole di
caeno < Perugina »)
Lavoratori
attenzione!
Quante volte passando nella centrale via R. Carzino
a Sampierdarena avrete ammirato la splendida mo-
stra dei Magazzeni MA-BI Biancheria - Maglieria -
Camiceria e affini per uomo e donna!
Vi sarete certo rammaricati di non poter spendere
in detto negozio i Buoni rateali Enal. Oggi questo è
possibile.MA-BI accetta detti Buoni sui prezzi inva-
riati di vetrina che Voi sapete già quanto siano
convenienti.
MA-BI ambisce la Vostra preferenza
GRAZIE
MEMENTO
Armando RICCI
di 43 anni, dipendente dello
Stabilimento CMI, deceduto il
12-7-1958. Era stato assunto
nel 1938. Lascia la moglie e
tre figli.
Giuseppe BALDI
di 62 anni, pensionato, ex capo
duto il 17-5-1958. Era stato as-
sunto nel 1920. Lascia la mo-
glie e due figli.
Addo CASAGRANDE
di 54 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 18-7-
1958. Era stato assunto nel
1939. Lascia la moglie e un fi-
glio.
Giuseppe PRIANO
di 56 anni, ponteggiatore del
Cantiere di Sestri, deceduto il
29-7-1958 in seguito ad infor-
tunio mentre lavorava su un
mità della motocisterna « Si-
cilmotor » in allestimento. Era
stato assunto il 19-2-1940. La-
scia nel viù profondo dolore il
padre, la moglie e una figlia.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «L'ansaldino».
PROIETTORE « Cipiemme >
8 mm
vendo oppure mbio con macchi-
na fotografica 24 x 36 « Contina > è
« Vito >», 0 lampeggiatore elettroni.
co 0 giradischi tre velocità. Tele-
fonare al n. Interno 426 del Mec-
canico
VENDESI lettino per bambino in
legno verniciato, Telefonare al nu-
mero 465074
VENDO bicicletta marca «Perla> da
passeggio, in ottime condizioni, a
prezzo modico, Rivolgersi! al magaz-
zino verniciatori del Meccanico op.
pure telefonare al n, 685931.
Mobilificio
GIORDANO COSTA
GENOVA - SESTRI
Via Hermada N. 18 r.
Telelono 471-234
loncessionario materassi:
Permaflex
officina del Meccanico, dece- ponte galleggiante in prossi-
-
= LPIONZIMAZIVAE POR PUO
E ILIONE DUIAPATI TG TIZIA MII DPR MAO
3
°
MOTOR OIL
temperat ura,
l’olio per tutte le temperature
volte al minuto...
A un regime medio di 3500 giri, ogni ci-
lindro viene percorso dal pistone 7000 volte in
un minuto. Se non sono ben protette da un
olio particolarmente resistente all'attrito, do-
vuto alle clevate pressioni e allo strisciamento,
le parti vitali del motore alla lunga risentono
di questo sforzo poderoso. E ci sono insidie al.
trettanto pericolose, che un buon lubrificante
deve combattere: la corrosione e gli sbalzi di
Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X-100 Motor Oil Multigrade, che com-
batte la corrosione e protegge il motore a
qualsiasi temperatura.
facilita l'avviamento
protegge il motore
combatte la corrosione
fa risparmiare carburante
19
‘anteriore fusa alla nostra Fonderia per il
fondensatore principale della «Leonardo da Vinci”.
- extracted text
-
lansaldino
QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO
cori dota AA 2 ì | MR
Lo scafo della turbonave passeggeri “Leonardo
da Vinci” in costruzione al Cantiere di Sestri,
come si presentava alcune settimane or sono.
Vansaldino
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSA LDO
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Responsabile: Lorenzo Rebora
Redazione :
10
12
14
15
16
17
18
Corrispomilenti di
Via Fieschi, to-tt
Genova
Jie
SE
sommario
NUOVE LEVE DI INGEGNERI
E DI PERITI TIROCINANTI di
PROVE DELLA “POLINICE” E
DELLA “ WHITE RIVER”
PANORAMA AZIENDALE
SECONDO TURNO A MON-
TEMAGGIO
LA COMPLESSA STRUTTURA
DEL “TOPPING” DI AUGU-
STA è
IL CONTADINO MARÉ) di fé.
dor Dostojevs
PASSATO, PRESENTE E FU.
TURO DELL'ENERGIA NU-
CLEARE
IL GRANDE IMPIANTO IDRO-
ELETTRICO DI ASSUAN di Lo-
AIt Martin
berto Marti
1 MUSEI DELLA TECNICA
ALBUM DI FAMIGLIA
| SOGGIORNI ALPINI DEL DO-
POLAVORO
DOPOLAVORO
LA RUOTA DEL TEMPO
di
Stabilimento »
DIG: Lucia Piamante- MEC: Spar
CAN:
(Voltri)
(ittseppe Roregno »
? Graziano Merlano «- CMI:
Dina Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo - FX Michele
MUC
Montesoro - SAU: Giuse Sardi »
Aldo Galli, Franco Guadagni.
Dino Dazzi - COK E: Edi-
ni-1
liv O
andi - ROMA: Mario Fossati
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo IT * Abbonamento
gratuito ni dipendenti pensio»
nati * stampato nella pografia
F.ili Pagano, Vin Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Cerlale, Via Lan»
franconi, 43 * Pubblicità sSIRA,
Piazza delle Vigne, 6 * Autorizz.
Trib. di Genova n, 299, 6-5-1954
Nuove leve di ingegneri
e di periti
N on è più eccezionale ormai
il caso di vedere nelle of-
ficine dei nostri stabilimenti
qualche gruppo compatto di
giovani in tuta, in tuta blu
fiammante, Sono giovani che
sembrano un po’ imbarazzati
nell’abbigliamento non fami.
gliare, ma è un imbarazzo che
dura solo pochi giorni. La cu-
riosità delle cose nuove li fa
muovere col naso all’insù, e
spesso con una certa ansia nel
cuore, ma presto viene la di-
estensione. Si capisce subito che
si tratta degli ingegneri e dei
periti industriali tirocinanti
che ogni anno affluiscono nei
nostri stabilimenti, carichi di
una seria e talvolta brillante
preparazione teorica, ma che
non hanno ancora avuto modo
di applicarla e collaudarla a
contatto con i reali problemi
della tecnica, così come essa si
presenta nelle aziende indu-
striali a carattere costruttivo.
E' questo primo contatto fra,
diciamo così, lo spirito puro
che ognuno di essi porta in sè
come un geloso patrimonio ac-
quisito attraverso lunghi anni
di tenace preparazione e lo
spirito pratico che assomma
nell'esperienza di una intera
azienda, che è particolarmente
delicato. Si tratta di una vi-
vissima sensazione di contra-
sto che può provocare una se-
rie di riflessioni e di atteggia-
menti a volte controproducenti
o deludenti,
Non si vuol dire che sia co-
me passare dal sogno alla real-
tà, ma è certo che un tuffo nel
lavoro costruttivo senza un
periodo di preparazione po-
trebbe portare a dei risultati
non positivi.
E’ per questo che le giovani
lieve di ingegneri e di periti
nei nostri stabilimenti vengo-
no ogni anno avviati ad un pe-
riodo di tirocinio che serve
contemporaneamente ad aprire
la via ad una graduale appli-
cazione pratica e ad un avvi-
cinamento alla realtà diciamo
così, psicologica, delle manife-
stazioni del lavoro.
Sono aspetti essenziali e de-
licati per due categorie parti-
colari di giovani che, per i ca-
ratteri un po’ astratti della
vita che vissero, vengono a
trovarsi di fronte ad una real.
tà che è certamente diversa
da quella che si attendevano.
Lunghi anni vissuti sui li-
bri, fra studi e speculazioni a
volte affascinanti e dissertazio-
ni sempre di alto interesse,
creano mentalità e personalità
le più svariate, a volte ela-
stiche, a volte però rigide,
quasi dogmatiche, che si di-
rebbe ripudiano dagli adatta-
menti delle teorie alla quoti-
diana prassi cioè dall’adatta-
mento alle esigenze del lavoro
industriale che richiede un
alto grado di connubio fra l’in-
tuito teorico e la pratica ap-
plicazione; fra la meditazione
e la continuità quotidiana del
lavoro; fra il godimento spiri-
tuale delle eleganti soluzioni
e il duro, forse prosaico avvia-
mento verso la costruzione;
fra il pensiero in un certo sen-
so creatore e la traduzione nel
fatto; fra il miglioramento teo-
rico e il corrispondente con-
nesso miglioramento economi-
co che ne deve seguire; fra il
tempo necessario alle imposta-
zioni e quello occorrente alle
realizzazioni.
Questi argomenti, in genere
fra loro in antagonismo, non
trovano sempre la mente di-
sposta a comprenderli e lo spi-
rito ad assimilarli e trasfor-
marli in equilibrio e in co-
struttività.
Né meno delicato è il con-
tatto con la vita di lavoro, cioè
l'inserimento fra gli uomini
nei vari ambienti di produzio-
ne, E' invero delicato per tutti
questo momento, ma è ancor
più delicato per chi deve te-
ner presente, diciamo così, il
suo destino; per chi insomma
non deve trascurare che è de-
stinato a diventare capo e forse
anche dirigente.
E' certamente difficile la vi-
ta del giovane che con la sua
generosità, con i suoi impulsi
deve vivere in comunità sa-
pendo conservare il suo livello
e il suo prestigio appena na-
scente. Il prestigio è sempre
una pianticella esile e debole,
specie poi quando è appena sul
nascere. Eppure i giovani de-
vono saperla difendere senza
ostentazione.
Devono saper « chiedere »
con umiltà e naturalezza, ma
al tempo stesso devono saper
: dare » generosamente e si-
gnorilmente. Ad essi non è
consentito di fermarsi alla su-
perficie delle cose: devono ap-
profondire, devono cercare, de.
vono scavare là dove ad altri
può essere consentito solo di
curiosare.
Le rilassatezze possono com-
promettere il prestigio,
tirocinanti
Sono esigenze essenziali que-
ste alle quali si è fatto cenno
che se ben si osserva costitui-
scono le basi di quello che
dev'essere il personale chiave
dell'industria.
E’ in questo spirito che si
stanno costituendo, già da pa-
recchi anni i futuri quadri del-
la nostra Azienda facendo as-
segnamento sulle leve di gio-
vani ingegneri e periti.
E ancor più che negli anni
scorsi quest'anno la nuove
energie immesse nel personale
tecnico sono state particolar-
mente numerose. Quest'impul-
so sempre crescente non tiene
conto solo delle naturali sosti-
tuzioni, ma anche e sopratutto
del potenziamento di certi set-
tori quali per esempio quelli
delle centrali termoelettriche
e degli impianti industriali
che negli ultimi anni hanno
avuto un particolare sviluppo,
presentando problemi tecnici
nuovi di eccezionale importan-
za i quali richiedono accurata
preparazione e sempre mag-
giore specializzazione.
Sia gli ingegneri giovani che
i periti vengono scelti con par-
ticolare cura dando la prefe-
renza a quelli che hanno ri-
portato le migliori votazioni.
La preparazione culturale e le
doti di carattere hanno notevo-
le peso nella scelta,
L'esame dei giovani laureati
da ammettere al tirocinio vie-
ne fatto personalmente dal
Direttore Generale il quale, a
seconda delle specialità, si fa
coadiuvare dall'ing. De Vito
per gli ingegneri meccanici e
IINUIVRLIRITARIVBATIRUORISHNTKKIIMITKRKVRAKRITORIVBAKERIERITERKCBIOBRHAHKVBOIKOCERIKBNKIRIOEGKNTNBEKONICKRNASHOKICOGIARAVKNCHROLNANOMKTOVONEIONNNCOGINENNENONIH00A
COSTRUZIONE 1550
Una fase del montaggio della prora della turbonave passeggeri
«Leonardo da Vinci» in costruzione al nostro Cantiere di Sestri
chimici e dall’ing. Cristofori
per gli ingegneri navali.
Per sei mesi dall'assunzione
gli ingegneri hanno la qualifi-
ca di operai e pertanto stac-
cano la medaglia e vestono la
tuta. In questo primo periodo
sono affidati alle cure di un
ingegnere dirigente.
Anche i periti industriali se-
guono un periodo di tirocinio
che ha caratteri diversi ed è
più lungo di quello che seguo-
no gli ingegneri, Sono guidati
attraverso le varie officine da
ingegneri e da tecnici anziani i
quali impartiscono loro lezioni.
Assistono inoltre a conferen-
ze e a riunioni e studiano ar-
gomenti che a scuola non han-
no potuto studiare.
Gli ingegneri tirocinanti, do-
po sei mesi, se le note caratte-
ristiche risultano soddisfacenti,
passano nel ruolo di impiegati
di 2.a categoria ed in questa
posizione rimangono due anni,
dopo i quali, se i risultati sono
favorevoli. passano impiegati
di 1. categoria.
La destinazione dei vari ele-
menti viene fatta in base alle
attitudini, alle aspirazioni de-
gli interessati e alle richieste
dei vari uffici, cercando sem-
pre di conciliare i desideri dei
singoli con le esigenze del la-
voro.
Nel periodo di tirocinio i gio-
vani ingegneri hanno modo di
frequentare le officine, di ren-
dersi conto del funzionamento
dei vari uffici e dell’organiz-
zazione industriale allo scopo
di colmare inevitabili lacune e
di trattare a fondo quegli ar-
gomenti che nelle Università
sono stati appena sfiorati.
Particolari cure vengono
adoperate, anche se fra note-
voli difficoltà, perchè questi
giovani si sentuno per quanto
possibile subito a loro agio e
si crei in loro un certo spirito
di corpo, lo spirito ansaldino,
che è la solita valida protezio-
ne contro gli allettamenti
esterni ai quali i più impazien-
ti sono sempre sensibili. Quel.
li di essi che ci tengono a ri-
manere ingegneri, ad occupar-
si cioè di cose eminentemente
tecniche e costruttive capisco-
no subito quale privilegio è
rimanere nella nostra Azienda,
dove però non si torna più
una volta che se ne è usciti,
L’Ansaldo sa che a questa
prima fase della carriera dei
giovani: e alla maniera come
essa è condotta da una parte
e seguita dagli interessati dal-
l’altra, sono legati gli sviluppi
del nostro lavoro e a lungo
andare le sorti dell’Azienda
stessa.
Luigi Palumbo
MLT»
Prove della ‘Polinice’ e della ‘White River
cinque mesi
giorno in
sattamente a
E di distanza dal
cui la signora Agata Lo Giudice
infranse l'augurale bottiglia di
della tur
questa,
spumante sulla prori
bocisterna « Polinice
il giorno 22 luglio scorso, è sta
ta consegnata dal nostro Can-
tiere di Muggiano alla Società
armatrice « Nereide » di Paler-
mo,
I Polinice » è la decima
turbocisterna da 31.500 tonnel-
late di portata lorda costruita
dall’Ansaldo a partire dal 1954
è — come già altra volta è
la più grande na-
sino ad
ed
stato detto
ve mercantile costruita
oggi del Golfo della Spezia.
La nuova unità ha le seguenti
caratteristiche principali: lun-
ghezza fuori tutto, m. 200; lun-
ghezza fra le perpendicolari, me-
tri 188.80; larghezza massima
fuori m, 26,20; altez-
za di costruzione, m, 13,90; im.
mersione a pieno carico, metri
10,30; portata lorda corrispon-
dente, tonn, 31,500; stazza lorda,
ossatu
tonn. 21.000 circa; potenza nor-
male apparato motore, c.a,
14.500 velocità corrispondente
a pieno carico, nodi 16,30,
Molto interessanti in questa
nave i locali destinati a mense,
soggiorno ed alloggi dell'equi-
paggio, tutti assai vasti e arre-
dati Notevole inno-
vazione i pavimenti in mosaico
vetrificato danno ai locali
stessi un aspetto di moderna
ganza,
Polinice » il
con gusto
che
I
15
giorno
In alto: la M/n. «White River»
luglio, al comando del capitano
amento Alberto Beretta è
usci per la prima volta in
mare aperto per le prove preli.
minari durate, ininterrottamen-
te, 25 ore,
Il 19 luglio, sempre li ordi
ni del comandante Beretta che
con la « Polinice » era alla sua
78.a prova di muove unità, la
turbocisterna è uscita nuov
mare questa volta per
ufficiale a mezzo ca
mente in
la prova
rico.
Per l'occasione erano a bordo,
fra gli altri, l'ing, Ercole Lauro,
l’ing. Verde, l'ispettore Ing
sia, il comandante Pilato, l'ing.
Perletti dell'’AGIP, il sig, Caval-
lari, il comandante Paturzo, il
comandante Lauro destinato al
comando della »« Polinice », il
Castellani, gli ingg. Micil
Brassanelli e Rivadossi, il
ttore di macchina sig. Ga
ta, don Aurelio Olivieri, gli
ingy. Pannunzio, Scarpa e il co-
mand Bellacosa del R.I.Na.
gli ingg. Gandusio e De Simoni
dell'American Bureau, l'ing, Ira-
Vasca sperimentale, i
ie
SI.
lo,
è
e
nte
ci della
sigg. Wood e Mackay, gli ingg.
Corsi, Mori e Preve dirigenti
dell'Ansaldo, l'ing, Palenzona,
Direttore del Cantiere di Mug-
giano con i Vice Direttori ingg.
Gradoli e Grillo, l'ing. Bozzo
dello stabilimento Meccanico e
numerosi altri tecnici degli sta-
bilimentj Ansaldo e di ditte in-
teressate alla costruzione della
Polinice
Iniziata alle ore sei, la prova
ufficiale conclusa verso la
s'è
mezzanotte: durante tale perio-
do l’unità ha corso fra le con-
suete « basi misurate » di Punta
Mesco e Portofino su un mare
perfettamente calmo, raggiun-
gendo e superando brillante.
mente la velocità contrattuale.
Anche tutte le prove e collau-
di dei vari impianti e attrezza-
ture di bordo svolte sotto il
controllo dei rappresentanti del.
la società armatrice e dei Re-
gistri Navali, hanno dato, in
pratica, l'esito previsto in fase
di progettazione,
AI rientro in porto l'ing. E
Lauro ha espresso la sua
viva soddisfazione sia per i ri-
sultati conseguiti nella prova,
sia per quanto rilevato nel cor-
so di una minuziosa visita alla
nave,
Nel pomeriggio del giorno 22
infine svolta la ceri
a della consegna della nave
alla Società armatrice a bordo
dell’uni attraccata nella d
sena del Cantiere di Muggiano.
La stessa sera della consegi
a tarda ora, la turbocisterna ha
ato il Golfo della Spe
per il suo primo v
Sidone,
cole
luglio s'è
mor
lase
diret
0, a
Vv
entiquattro luglio 1958, A
poco più di cinque mesi dal
varo e a tredici mesi dall’im-
postazione, la White River »,
motonave da carico secco alla
rinfusa, costruita nel nostro
Cant'ere di Sestri per conto del
la» International Navigation
Corporation » di Monrovia, ha
effettuato le prove ufficiali,
Puntualmente alle ore 7 la na-
ve lascia il bacino n, 1 del por
to di Genova avviandosi verso
Mimbocecatura di levante.
La nave è zavorrati a mezzo
carico e dovrà effettuare le pro-
ve di velocità e di consumo,
avendo già effettuato nei gior-
ni precedenti le altre prove pre-
liminari.
Sono presenti a bordo, in rap-
presentanza dell'armatore: i ca
pitani Pietro e Antioco Ravano,
il sig. Paolo Ravano, Ving.
Mari, il Comandante Zerega,
il Comandante Baraechino che
prenderà in consegna la na-
ve, il direttore di macchina ing.
Oneto, In rappresentanza dei tre
Registri, gli ingg. Di Macco, Spi-
Grasselli In rappresen-
dell'Ansaldo: il Direttore
Cantiere Navale di Sestri
. Boero e il V. Direttore ing.
nelli,
tanza
cel
invitati, un gruppo di
de
studenti
Il Convegno
La prora slanciata della «Whi-
te Rivere è ora rivol verso
levante e fende le onde solle-
vando vasti spruzzi d’acqua
quanto un forte vento di grecale
inerespa la superficie del mare.
Gli esperti ci dicono che il mare
è forza quattro,
La forza del mare e del vento
contrari, ostacolano l'avvio del.
la nave nella corsa verso levan
le.
Alle 9,35 la nave entra per
la prima volta nella base misu-
rata per le
Per tutta
te River
avanti €
prove di velocità,
la giorn la « Whi.
continua a navigare
indietro, costeggiando
la bella riviera ligure. Sfilano
sul suo fianco, ora a babordo
ora a tribordo, Bogliasco, San
Fruttuoso, il
Chiavari,
La massima velocità raggiun-
golfo igullio,
ta dalla nave in una delle corse
sulla base misurata è stata cal
ata in nodi 16,168 a 126,6 gi.
ri al minuto, Nell'ultima serie
di basi è stata raggiunta la ve-
locità media di nodi 15,974 a
giri 132,3,
Verso il tramonto il vento è
scemato e di conseguenza il ma-
re si calma; la nave si dirige
verso il porto di Genova, le
prove sono terminate, anche la
lettura dei consumi è stata ulti.
mata. A intrecciano i
primi commenti sulle prove,
Il personale di
ponte di coperta sta godendosi
la leggera brezza
levata da terra, mentre da poppa
bordo sj
servizio al
che si è ora
ci raggiunge e sorpassa veloce
mente il supercaccia n Gior-
che con eleganti evoluzioni
circonda la » White River
la sui imosa, allonta-
nandosi poi verso il largo.
gio
con
scia scl
E' sera inoltrata quando la
pilotina ci raggiunge all’imboc-
catura del tre ri-
morchiatori ci all’or-
meggio calata Gadda.
Sono le ore 23 quando rimettia-
mo piede sulla terraferma,
ed i
trainano
porto
FP .
verso la
di 15.800 t.d.w. costruita al Cantiere di Sestri. - Sotto: la T/c. « Polinice» di 31.500 t.d.w. costruita al Cantiere di Muggiano
| MECCANICO
Prove di un motore Ansaldo-Fiat A 686 $
Il motore durante il collaudo in sala prove
SEDE
Una troupe cinematografica della
composta di quindici persone, ha recentemente eseguito, sotto
la regia del dott. Pompeo Grassi, numerose riprese presso
nostri stabilimenti Meccanico, Fonderia, C.M.I. e a Guardiaregia,
Augusta, Cremona e Chivasso, dove sono in funzione importanti
impianti industriali costruiti dall'Ansaldo. Le riprese serviranno
a realizzare, con la supervisione del nostro Ufficio Propaganda,
« Slogan film» di Milano,
alcuni documentari sulla produzione della mostra Società.
4
Il 18 giugno è stato eseguito
il collaudo al banco del moto-
re Ansaldo-Fiat tipo A 686/S,
sovralimentato, destinato ad
una nave in costruzione presso
il Cantiere navale »« Dante
Itoyz » di Viareggio per conto
di una Società di navigazione
norvegese di Bergen. Erano
presenti il rappresentante del-
l’armatore della nave sig. Sae-
thern e i tecnici cav. Inno-
centi del « Registro Italiano
Navale ». e sig. Ottersen del
« Norske Veritas ».
Le caratteristiche del moto-
re sono le seguenti: due tem-
pi, semplice effetto, sovrali-
mentato, sei cilindri verticali
del diametro di 680 mm. e
con una corsa di 1.200 mm.,
direttamente reversibile, senso
di rotazione orario.
La potenza normale conti-
nuativa del motore, il cui col-
laudo è durato dalle 6,45 alle
21,30, è stata di 4.870 cav. a
130 giri/1’; la potenza massi-
ma è stata di 5.360 cav. a 134
giri/1’.
Prove di una turbodinamo
da 550 kW destinata a una
cisterna da 31500 t. d. w.
Alla presenza dei rappresen-
tanti dei Registri navali « R.I.
Na » e « American Bureau »,
hanno avuto luogo il 26 giugno
le prove ufficiali del primo
gruppo turbodinamo da 550
kW, destinato alla turbocister-
na da 31.500 t.d.w. in costru-
zione al Cantiere di Muggia-
no per la Società « Messana »
di Messina.
Le prove, della durata di
quattro ore circa, hanno com-
preso: prove di carico norma-
ie, sovraccarico e controllo
degli organi di sicurezza: esse
hanno dimostrato l’ottimo fun-
zionamento de! gruppo.
di
del gruppo riduttore
Le prove una turbina
della turbocisterna “Felce”
Il giorno 28 giugno, si sono
svolte le prove sotto vapore di
una turbina di bassa pressio-
ne facente parte del gruppo
turboridu‘tore da 14.500 cav.
destinato alla turbocisterna
« Felce » della Società « Ne-
reide » di Palermo in costru-
zione al Cantiere di Livorno.
Le prove hanno dimostrato
la perfetta regolarità di fun-
zionamento di ogni singolo or-
gano e si sono svolte alla pre-
senza dei rappresentanti della
Società armatrice e dei Regi-
stri navali.
Il trasporto alla Centrale di Civitavecchia
della cassa turbina per il gruppo da 140.000 kW
Civitavec
Il trasporto a
chia delle due parti, inferiore
e superiore, della cassa tur-
bina destinata al gruppo da
140.000 kW. della centrale ter-
moelettrica della « Società
Termoelettrica Tirrena » ha
richiesto l’impiego di mezzi
eccezionali, date le loro dimen-
sioni e il loro peso. La parte
inferiore è larga m, 5,13, lun-
ga 5,50, alta 2,50 e pesa 32
tonn.; la parte superiore è
larga m. 4,50, lunga m. 5, al-
ta m. 2,50 e vesa 28 tonn.
I due carrelli che hanno ese-
guito il trasporto, scortati dal-
la volizia stradale hanno se
guito il seguente itinerario:
Genova, Serravalle, Casteggio,
Piacenza, Bologna, Pistoia, Fi-
renze, Civitavecchia. Il carico
è arrivato a destinazione in
perfetto ordine.
Commesse
Ecco l'elenco delle commesse
più importanti acquisite negli
ultimi mesi e fino al 22 luglio:
— Parti di rispetto destinate
all'apparato motore della tur-
bocisterna « M'rador » di 31.500
t.d.w. per conto della « Com-
pagnia marittima » di Genova.
— Ricambi destinati a un
turboalternatore tipo Ljung-
stròm da 6.000 kW. per conto
della Società + Ilva » (stabili-
mento di Piombino).
— Tre assortimenti formati
ciascuno da un cappuccio av-
viamento elica destinati alle
costruzioni 620, 621 e 622 della
Società «+ Navalmeccanica ».
— Una sezione completa da
135+150 MW per la nuova cen-
trale termoelettrica della « So-
cietà Meridionale di Elettrici-
tà » di Napoli.
— Lavorazione secondo di-
segni di un complesso girante
(montaggio a caldo delle gi-
ranti e bilanciamento dinami-
co) per lo stabilimento di Ba-
gnoli dell’« Ilva ».
— Riparazione e revisione di
un turbogeneratore del piro-
scafo « Elia Bibolini » per con-
to della Società di navigazione
*« Tankerflotta » di Genova.
— Tre gruppi turboalterna
tori da 1.250 kW per una nave
in costruzione presso i cantieri
navali della Società « Cocke-
rill » di Hoboken (Belgio).
— Sei gruppi marini Diesel
Ansaldo tipo Q 265/4 ad aspi-
razione atmosferica, ciascuno
della potenza di 200 cav. eff. a
360 giri al 1’, da installare su
pescherecci in costruzione
presso il Cantiere navale
« Dante Itoyz » di Viareggio.
Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tivo Q 265/4 S raf-
freddato, della potenza di 330
cav. eff. a 360 giri al 1', dotato
di camicie cilindro cromate,
destinato al motopeschereccio
* Città di Mazara » degli arma-
tori Filippo, Pietro, Vito, Sal-
vatore e Giuseppe Giacalone
di Mazara del Vallo.
—— Due gruppi marini Die-
sel Ansaldo tipo Q 370/6 RS,
simmetrici, ciascuno della po-
tenza di 1000 cav, eff. a 300
giri al 1’, destinati alla Com-
pagnia Meridionale Armamen-
to Libera Navigazione « AR-
VIS » di Bari.
- Un gruppo marino Diesel
Ansaldo tipo Q 265/7 RS, con
raffreddatore d’aria, della po-
tenza di 525 cav. eff. a 360 gi-
ri al 1’. destinato a un pesche-
reccio della Ditta « Nicola
Marchegiani & Figli» di San
Benedetto del Tronto.
Un motore industriale
Diesel Ansaldo tipo 2131/4 ad
aspirazione atmosferica, della
potenza di 125 cav. eff. a 450
giri al 1’, destinato alla moto-
cisterna « Ignazio Bibolini»
dell'Unione Ligure Armamento
S. p. A.» di Genova, per esse-
re accoppiato a una dinamo da
75 kW.
— Un motore industriale
Diese! Ansaldo tipo Q 265/6
»d aspirazione atmosferica,
della notenza di 310 cav. eff.
a 375 giri al l’, dotato di ca-
micie cilindro cromate, desti-
nato alla motocisterna « Enrico
Telesio » della « Tankerflotta »
di Genova, per essere accop-
piato ad una dinamo.
Dette commesse comportano
circa 191.000 ore lavorative.
| FONDERIA |
Commesse
Ecco l'elenco delle commesse
più importanti acquisite nel
mese di luglio:
Lingottiere di ghisa di ti
po vario per la Società « Fiat »
(Sezione Ferriere Piemontesi).
boccole ei
«0.A.
Camicie e
bronzo per la Società
R.N.» di Genova.
— Supporti e cunei di ghisa
per la Società « Loro & Pari-
sini » di Milano.
— Getti vari di ghisa mec-
canica di bronzo ver la Socie-
tà « Alfa Romeo » di Milano.
— Ruote di delta per la So-
cietà « Riva » di Milano.
— Eliche di OTS per la So-
cietà « Fiat » di Torino.
— Piastre di ghisa resisten-
te all'usura per la Società
« Cornigliano » di Genova.
— Ghiere di ghisa per la So-
cietà « Industriale » di Genova.
Dette commesse, ed altre
acquisite dai nostri stabilimen-
ti Meccanico e C.M.I. e dai no-
stri Cantieri di Sestri, Mug-
giano e Livorno, comportano
circa 75 000 ore lavorative,
RISULTATI ELEZIONI C. I
ALL’ANSALDO - COKE
Il 1° e il 2 luglio si sono svolte, presso lo stabilimento
« Ansaldo - Coke », le operazioni di voto per l’elezione della
Commissione Interna. Nella tabella che segue diamo i risul-
tati dello scrutinio, comparati con quelli del 1957.
Consegne
Il materiale più importante
consegnato nel mese di luglio
è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-
canico e C.M.I. e ai nostri Can-
tieri di Sestri, Muggiano e Li-
vorno: 356 tonn. di getti di
ghisa e di bronzo per costru-
zioni varie. - Alla Società « Al-
fa Romeo» di Milano: 231
tonn. di getti di ghisa mecca-
nica e di bronzo per costru-
zioni automobilistiche. - A
clienti vari: 79 tonn. di getti
di ghisa e di bronzo. - Alle So-
cietà « Siac » e « Cornigliano »
di Genova: 69 tonn. di lingot-
tiere di ghisa di tipo vario. -
Alla « Compagnia Internazio- È
nale delle Carrozze con Letti » |
di Milano e alla « Siac » di
Genova: 37 tonn. di ceppi di
ghisa per freno. - Alla « So-
cietà Marittima Napoletana »: È
un'elica di bronzo al manga-
nese del peso di 26 tonn. - Ai
« Cantieri del Tirreno », alla
- Gestione Esercizio Navi Si-
cilia » e al nostro stabilimento
Meccanico: sei eliche di bron-
zo al manganese per comples
sive 37 tonn.
IMPIEGATI
1957 1958
OPERAI
1957 |
ELETTI
1958 Implez. Operal
11957 19681067! 1958
| % | n° Yo
uu PRG
Votanti . 5 (97,22, 39 100,00)
Schede bianche 3| 8,581 2) 5,13
Schede nulle .|—| —| 1 2,56
Voti validi . 91,42 36 92,31
179
177 198,88! 187 (97,39
3| 1,69) 5 2,67
21,13: 10,54
172 97,18) 181 (96,79
Iscritti . 192
VOTI DI LISTA
CGIL- FIDAG.
CISL - FEDERGAS
I
Ì
(A)
w
136 |79,07| 144 79,56
36 (20,93 37(20,44| 1 11 11
13
19
40,63) 14 (38,99
59,37) 22 61,11
I
Di
I lavori di costruzione dello scafo della nuova ammiraglia della
flotta italiana, la turbonave « Leonardo da Vinci», si svolgono
a ritmo intenso al Cantiere di Sestri. Poco più di un mese fa è
stata montata la poppa prefabbricata (sopra) e in questi giorni
i due bracci porta eliche (sotto), fusi in acciaio dalla «Fiat»
Montaggio a Kingstone (U.S.A.) di un tronco del forno rotante da cemento (m. 3,35 x 106,75)
costruito, con un complesso di altri macchinari, per la « Colonial Sand & Stone » di New York
5
UTO cibi Az] perenerea: garza
nasa ESFEVETITEITISP STRA NLLITOVRITIR
WR ZA 11/1/105"" ceefiii!
Secondo turno a
Terminato il turno dei maschietti, che hanno passato le loro liete vacanze a Montemaggio dall'8
luglio al 6 agosto, è ora in corso quello delle bambine. Esse sono giunte nella ridente località
dell'Appennino ligure il 9 agosto e vi si fermeranno fino all'8 settembre. Sono 302 (190 ge-
novesi, 64 spezzine e 48 livornesi) e passano le loro serene giornate nella più allegra spensie-
ratezza, facendo lunghe passeggiate all'ombra di alberi secolari, dove si respira un'aria lim-
pida e fresca, giocando in cento modi diversi sul piazzale della colonia o nella palestra, eser-
citandosi in divertenti e istruttive gare di disegno, di canto, di recitazione. Assistono amore-
volmente le piccole ospiti il Direttore della colonia sig. Ezio Bertacchi, il Direttore sanitario
prof. Giuseppe Amelotti, la Direttrice ginnico-sportiva prof.ssa Elvira Ferraro, la Vice Direttrice
sig.na Franca Rao, la sanitaria dott.ssa Emilia De Langlade, il Cappellano don Ivan Mischiatti,
17 vigilatrici e 4 infermiere. Riproduciamo qui alcune istantanee della vita delle bambine a
Montemaggio e inoltre, in basso a sinistra, un momento della premiazione dei bambini per le
gare sportive e la disciplina. La cerimonia si è svolta in colonia il 4 agosto alla presenza del
Direttore Generale dell’Ansaldo ing. Federico Lombardi, del Direttore Centrale ing. Domenico
Zirilli, del professor Giuseppe Amelotti e del Capo ufficio assistenza dottor Antonio Chelini
‘
i
%
9
à
è
è a 13804030?
La complessa struttura del ‘“
e «L'ansaldino » del 15
giugno, l'ing, Ettore Ga-
betta già aveva fornito delle
note informative circa la rea-
lizzazione del grande « top-
ping », venuto a potenziare la
Raffineria della « RASIOM »
ad Augusta.
Adesso che l’impianto, supe-
rata la prova di funzionamen-
to, è stato consegnato, può
riuscire utile aggiungere alcu-
ne notizie illustranti l’opera
portata a compimento.
Perchè si è voluto costruire
un'unità produttiva così gran-
de da essere capace di trattare
nelle 24 ore oltre 7.000 ton-
rellate di petrolio grezzo, pari
alla portata di una normale na-
ve cisterna? E’, che, in questi
ultimi anni lo sviluppo della
raffinazione dei petroli ha pre-
sentato un continuo crescendo,
per soddisfare le sempre mag-
giori richieste del mercato na-
zionale ed estero. Pertanto, co-
me le navi petroliere si sono
costruite sempre più di mag-
gior portata, per rendere remu-
nerative le spese di esercizio,
così gli impianti di raffineria
hanno acquistato dimensioni
sempre più notevoli, in modo
da avvicinarsi al limite accet-
tabile degli oneri fissi sul costo
dei prodotti.
Già è stato detto delle ecce-
zionali dimensioni della « tor-
re » e del suo montaggio ese-
guito sul posto, virola per vi-
rola, fino a raggiungere l’al-
tezza di 52 metri; adesso dire-
mo dei 47 piatti costituenti i
dettagli interni,
Questi piatti, costruiti come
la torre dal CMI, misurano, per
la maggior parte, oltre 5 me-
tri di diametro e sono compo-
sti ad elementi per poter esse-
re introdotti nelle aperture dei
passi d’uomo.
In questi piatti sono state ap-
plicate 16.000 campanelle di
acciaio inossidabile e monel,
materiale di cui sono anche co-
stituiti i piatti stessi ed i loro
appoggi, per resistere all’ag-
gressività dei composti di zol-
fo provenienti dal greggio.
Può interessare, soprattutto
a coloro che hanno contribuito
alla costruzione di questi piat-
ti, conoscere la loro funzione
nel processo chimico, atto ad
ottenere i prodotti derivanti
dal petrolio grezzo. E' noto,
come la prima operazione nel-
la raffinazione dei petroli, con-
sista in una distillazione a
pressione atmosferica, con la
quale il greggio, portato alla
temperatura di circa 400°, si
suddivide in frazioni di diver-
se densità, che si raccolgono
sopra i piatti posti ai vari li-
velli della torre. Ciò avviene
perchè il petrolio grezzo è una
miscela di liquidi a diverse
percentuali, i quali entrano in
ebollizione (come si verifica
per l’acqua in un recipiente
aperto) uno per volta, a tem-
perature successive.
Evapora prima il liquido a
più bassa temperatura di ebol-
lizione, venendo a sottrarre la
propria percentuale di compo-
nente dalla miscela originaria.
Questa conseguentemente au-
menta il propric punto di ebol-
lizione e lo aumenta ancor più
nel prosieguo della evapora-
zione, perchè dalla massa si
liberano mano a mano le fra-
zioni più pesanti, fino ad arri-
vare al vapore costituito sol-
tanto dal componente meno
volatile.
Il meccanismo della separa-
zione dei vapori dai liquidi si
svolge nella torre, dato che
nella stessa si viene a creare
una corrente ascensionale di
vapori. Questi, attraverso le
campanelle, si scaricano al di
sotto del liguido raccolto sui
vari ripiani. Se i vapori hanno
lo stesso punto di ebollizione
del liquido condensano, altri-
menti passano ai piatti supe-
riori gorgogliando nel liquido
stesso.
Siccome si constata che una
parte di idrocarburi a maggior
volatilità si condensa anche sul
iiauido dei piatti, cuesto liqui-
do viene prelevato da alcuni
ripiani prestabiliti per essere
trasportato in colonne sussidia-
rie, denominate « stripping ».
Stripping equivale a « spo-
gliamento » e questa azione del
liquido scorrente verso il bas-
so, anche qui attraverso i piat-
ti, investito da una corrente
montante di vapore, è quella
che asporta, ossia spoglia, i va-
ri componenti, dal meno al più
pesante: benzina pesante, pe-
trolio, gasolio leggero, gasolio
pesante.
Dalle parti superiori dei
comparti di stripping escono,
per rientrare nella colonna
principale, i vapori leggeri, ac-
compagnati dal vapor d’acqua,
il quale ultimo si trova poi con
i vapori di benzina in testa alla
colonna, e finisce col conden-
sarsi unitamente a Questi nel-
l'apposito refrigerante. Si se-
para poi dalla benzina nell’ac-
cumulatore, per semplice e fa-
cile decantazione, non essendo
l’acqua e la benzina miscibili
fra loro.
Com'è intuibile la condot-
ta di una torre, ai fini delle
rese e delle qualità, è tutta
affidata al regime termico dei
piatti, regime che viene rego-
lato con la rimessa in circolo
dei vari prodotti alle diverse
altezze della colonna.
Spiegato per sommi capi il
funzionamento della « torre »,
resta da accennare all’opera-
zione che precede l’introduzio-
ne in essa del grezzo ed al-
l'ulteriore trattamento a cui è
sottoposta la benzina per es-
sere liberata dai prodotti estra-
nei. La prima consiste nel
riscaldamento del petrolio, ef-
fettuato in un forno con i tubi
disposti a serpentina
Il forno di Augusta è parti-
colarmente rimarchevole per
le sue eccezionali dimensioni.
Le fotografie qui riprodotte,
rappresentano una sua fronte
e la disposizione assegnata ai
50 bruciatori fissati dal disotto
all'insù nella platea del forno.
Questi bruciatori, funzionanti
a gas e ad olio combustibile,
vengono governati, come si di-
ce, « sopra testa ».
La benzina, come prodotto
Veduta della platea del forno con bruciatori
Pensaldino
fuorisacco
cavo DU - sa. SÉ
Il contadino Maréj
Racconto di Fédor Dostojevski
Fidor Dostojevski — uno dei più grandi narratori non soltanto dell'Ot-
tocento russo, ma di tutti i paesi e di tuttì i tempi — nacque a Mosca
nel 1821, Ebbe un'infanzia triste, a causa delle gravi ristrettezze fami
gliari (l'eco, mai spenta, di tale tristezza sarà chiaramente percettibile
nelle pagine de « L'adolescente > e de < L'idiota »). Quindicenne, andò n
Pietroburgo per frequentare la scuola del Genio militare; ma assai più
che all'arte della guerra, egli s'interessò alla letteratura e le opere dei
grandi scrittori romantici Inglesi e francesi, da Walter Scott a Victor
Hugo, divennero Ill suo pane quotidiano, Promosso ufficiale mel 1843,
lasciò il servizio dopo appena un anno e subito si dette a scrivere; nel
1846 uscì il suo primo racconto: « Povera gente >, ch'ebbe notevole suc-
cesso, Seguirono < Il sosia » e < Le notti bianche >», che rivelarono la sua
singolare acutezza di psicologo e le mirabili virtù del suo stile.
Ma in quegli anni D }evski aveva fr n Pietro-
burgo, circoli progressisti e socialisteggianti; fu arrestato nel '49 con un
gruppo di amici e, condannato dapprima a morte, ebbe po! la pena com-
mutata in quattro anni di lavori forzati. La terribile esperienza della
galera zarista minò la sua salute, ma arricchì il suo spirito; la lettura
del Vangelo, unico libro consentitogli, lo indusse a meditazioni ampie
e profonde di cul s'alimentò la sua già viva e
attiva religiosità sfociante in un altissimo ideale
di carìtà e fratellanza universale,
Soltanto nel 1859 potè tornare a Pietroburgo €
subito fu preso da una vera febbre di lavoro.
Benchè la sua vita fosse tutt'altro che lieta (gti
morirono la moglie e un fratello a lui ki
la sua salute era scossa, le difficoltà finanziarie
lo perseguitavano), pubblicò nel 1861-62 le < Me-
morie della casa dei morti >, ispirate alle sue
esperienze di carcerato, e il romanzo « att
e offesi >»; nel 1863 }e « Memorie, del sottosuolo »,
$ © nel 1886 Il primo del suoi capolavori: «< Delitto
© castigo ». L'anno successivo si risposò, ma
l'amore non gli portò la pace: perseguitato dai
creditori dovette lasciare la Russia e vagabon-
dare all’estero per quattro anni. Ciò nonostante
la sua attività creativa non ebbe soste: scrisse in
questo periodo <« L'idiota », « L'eterno marito >,
«I demoni >, raggiungendo le vette più alte della
sua inimitabile arte, appr do con i
sta passione l'indagine dell'anima umana, affron-
tando — al lume della prima e più che della filosofia — i grandi
problemi della vita individuale e collettiva. E finalmente, nel 1880,
pubblicò il più grande e compiuto dei suol romanzi: «I fratelli Kara-
mazov >, nelle cui pagine s1 riaffacciano, per esservi più a fondo medi-
tati e svisecrati, i temi fondamentali di tutta l'opera sua: il problema
{ dell'individualismo legato e condizionato dalle ferree leggi della respon-
sabilità universale e il problema religioso che. qui attinge il suo vertice
neil'identificazione del male con la negazione di Dio.
Dostojevski morì il 9 febbraio del 1881. Aveva chiuso con Ml « Gior-
nale di uno scrittore > il suo lungo itinerario poetico, la sua appassionata
indagine nel mondo del dolore umano, la sua inesausta ricerca di una
suprema verità morale, Chi volesse riassumere con una sua frase l’es-
senza della sua vita e del suo messaggio
poetico, potrebbe forse sce-
gliere questa: «< La pietà è la cosa che più preme, forse l’unica legge
dell'esistenza umana >.
redo che tutte le profes-
sions de foi, siano noio-
sissime a leggersi e perciò
vi racconterò una aneddoto
che, del resto, non è nemmeno
un aneddoto; soltanto un lon-
tano ricordo che, non so per-
chè, ho tanta voglia di raccon-
tare, precisamente qui e ades-
so, a conclusione del nostro
trattato del popolo. Allora non
avevo che nove anni... no, co-
mincerò meglio dal momento
che avevo ventinove anni.
. Eta il secondo giorno della
festa di Pasqua. L’aria era tie-
pida, il cielo azzurro, il sole
alto, « tiepido », chiaro, ma il
mio animo era molto cupo. Va-
gabondavo dietro le caserme,
guardavo, contandoli, i pali
della solida stecconata della
prigione e non avrei voluto
neppure contarli, ma ne avevo
ormai l'abitudine. Era già il
secondo giorno che « si faceva
festa » nella prigione; i for-
zati non eranò condotti al la-
voro, c'erano moltissimi ubria-
chi, e ad ogni minuto da ogni
angolo partivano ingiurie, si
accendevano litigi, Orribili, di-
sgustose canzoni, giochi di car-
te sotto le panche, alcuni for-
zati già mezzi morti a causa
delle bastonate ricevute (a
causa di qualche eccesso di
violenza) per sentenza degli
stessi compagni e ora messi
sulle panche e coperti con pel-
licciotti di montone, finchè
non fossero tornati in sè e
rinviviti, i coltelli già parec-
chie volte tirati fuori: tutto
questo nei due giorni di festa
mi aveva straziato fino a farmi
star male. Non ho potuto sop-
portare mai senza disgusto la
gozzoviglia della gente ubriaca
e qui in questo luogo meno
che mai. In quei giorni nem-
meno i superiori venivano nel.
la prigione, non si facevano
persquisizioni, non si cercava
il vino nascosto, compren-
dendo che bisognava pur la-
sciar spassare, almeno una
volta l’anno, anche questi re-
probi, perchè altrimenti sareb-
be stato peggio. Finalmente si
accese l'ira nel mio cuore. In-
contrai il polacco M-ckij, del
reparto politici; mi guardò
tetro, i suoi occhi lampeggia-
rono e le labbra cominciarono
a tremare: «Je haîs ces bri-
gands!» mi disse a mezzavoce
coi denti stretti e passò oltre.
Tornai nella caserma nono-
stante che un quarto d’ora pri-
ma ne fossi scappato come im-
pazzito, quando in sei forti e
grossi si erano gettati tutti in-
sieme sul tartaro ubriaco Ga-
zin per calmarlo e avevano
cominciato a picchiarlo; a pic-
chiarlo in modo assurdo con
colpi da poter ammazzare un
cammello; ma essi sapevano
che questo Ercole era difficile
ammazzarlo e perciò picchia-
vano senza paura. Rientrato,
notai in fondo alla caserma
sulla panca in un angolo, Gazin
ormai privo di sensi, che non
dava quasi segno di vita; gia-
ceva lì ricoperto dal pellic-
ciotto, e tutti gli passavano
silenziosi davanti; sebbene
sperassero fermamente che
l'indomani mattina sarebbe
ritornato in sè, pure... per si-
mili botte, non si sa mai, un
uomo può anche morire ». Ar-
rivai al mio posto, di fronte
alla finestra con l’inferriata, e
mi sdraiai supino, con le brac-
cia sotto la testa e gli occhi
chiusi, Amavo star così perchè
uno che dorme lo si lascia
tranquillo, e intanto si può
sognare e pensare. Ma non mi
venne fatto di sognare; il cuo-
re batteva inquieto e negli
orecchi suonavano le parole di
M-ckij: «Je haîs ces bri-
gands! ». Del resto, perchè de-
scrivere queste impressioni;
anche adesso a volte io sogno
quel tempo e non vi sono per
me sogni più tormentosi di
questi. Forse qualcuno avrà
notato che fino ad oggi io non
ho quasi mai parlato pubbli-
camente della mia vita all’er-
gastolo. I ricordi da una casa
di morti io li scrissi quindici
anni fa in nome di una per-
sona inventata, di un delin-
quente condannato per uxori-
cidio. A proposito, noto come
particolare che ancor oggi
molti credono e affermano che
io fui deportato per aver uc-
ciso mia moglie,
A poco a poco riuscii ad
estraniarmi e impercettibil-
mente mi sprofondai nei ri-
cordi. Durante i quattri anni
di ergastolo io non feci che
pensare continuamente al mio
passato e nei ricordi rivissi
tutta la vita d'una volta. Que-
sti ricordi sorgevano da sè, so-
lo raramente io li rievocavo
di mia volontà. La cosa comin-
ciava da un punto qualunque,
da un particolare spesso insi-
gnificante e poi, a poco a poco,
si formava un intero quadro,
un'impressione forte e comple-
ta. Io analizzavo queste im-
pressioni, aggiungevo nuovi
tratti a quello che avevo da
tempo vissuto e, soprattutto,
correggevo, correggevo conti-
nuamente il quadro stesso; in
ciò consisteva tutto il mio di-
vertimento. Questa volta chis-
sà perchè mi ricordai ad un
tratto di un insignificante mo-
mento della mia prima infan-
zia, di quando avevo soltanto
nove anni, un momento che
sembrava del tutto dimenti-
cato; ma io in particolar modo
amavo allora i ricordi della
prima infanzia. Mi ricordai
del mese di agosto nella no-
stra campagna: un giorno
asciutto e chiaro, ma piuttosto
freddo e ventoso; l’estate era
alla fine e ben presto si sareb-
be dovuti tornare a Mosca, ad
annoiarsi tutto l’inverno sulle
lezioni di francese, ed io sof-
frivo tanto a lasciar la cam-
pagna. Andai dietro l’aia, mi
calai nel burrone e risalii alla
fitta bassa boscaglia di cespu-
gli che si stendeva dall’altra
parte del burrone fino al bo-
schetto. Mi ficcai sempre più
nella boscaglia e sentii come
non lontano, a trenta passi da
me, nella radura, solitario, un
contadino stava arando. Io so
che egli ara in salita sulla col-
lina e il cavallo avanza a fa-
tica e di tratto in tratto arriva
fino a me il grido « Nu-nu! >».
Io conosco quasi tutti i nostri
‘contadini, ma non so chi di
essi stia arando ora, e non me
ne importa, sono tutto immerso
nel mio lavoro, perchè an-
ch'io sono occupato: sto pre-
parando un frustino di noce
per frustare le rane: i frustini
di noce sono così belli e così
fragili, per niente da parago-
nare a quelli di betulla, Mi
divertono anche gli insetti e
gli scarabei; ne fo collezione,
ce ne sono di molto carini;
amo anche le piccole agili lu-
certole giallo - rosse, ‘ con le
macchioline nere, ma dei ser-
pentelli ho paura. Del resto i
serpentelli capitano molto più
raramente delle lucertole. Fun-
ghi ce n'è pochi; per trovare
i funghi bisogna andare nel
boschetto di betulle ed io mi
accingo ad andarvi. Niente
nella vita io amavo quanto il
bosco con i suoi funghi e le
bacche selvatiche, con i suoi
insetti ed uccellini, i suoi ricci
e scoiattoli e quell’umido pro-
fumo tanto caro, di foglie fra-
dice. Anche adesso, mentre
scrivo, mi par di sentire l’odo-
ve del nostro boschetto di be-
tulle: sono impressioni che
restano per tutta la vita. A un
tratto, in mezzo alla profonda
calma sentii chiaro e distinto
il grido: «Il lupo, il lupo!».
Cacciai un urlo e fuori di me
dalla paura, gridando con tut-
ta la mia forza corsi sul prato,
direttamente verso il contadi-
no che arava. Era questi il no-
stro contadino Maréj. Non so
se esiste un tal nome, ma lo
chiamavano Maréj; un conta-
dino sui cinquant’anni, forte,
abbastanza alto, con molti peli
bianchi nella folta barba d'un
color castagno-scuro. Lo cono-
scevo, ma fino ad allora, non
avevo avuto quasi mai l’occa-
sione di parlargli. Egli fermò
la cavallina, udendo il mio
grido, e quando io, di tutta
corsa, mi affrettai con una ma.
no al suo aratro, e con l’altra
ad una manica, egli notò il mio
spavento.
— I lupo, il lupo! — gridai,
soffocando.
Egli alzò la testa e involon-
tariamente si guardò attorno,
per un istante, quasi senza
credermi.
— Dov'è il lupo?
— Hanno gridato... Qualcu-
no ha gridato proprio ora: « Il
lupo, il lupo » — balbettai.
— Ma no, ma no, che lupo,
ti è sembrato, vedi! Che lupo
può esserci qui? — disse egli
in fretta, per farmi coraggio.
Ma io tremavo tutto e mi at-
taccal ancora più forte alla sua
giacca e, probabilmente, ero
molto pallido. Egli mi guarda-
va con un sorriso inquieto,
evidentemente intimorito ed
allarmato per me.
— Come ti sei spaventato,
ehi, ehi! — e scosse la testa. —
Basta, Via
ehi!
Egli stese la mano e ad un
tratto mi accarezzò la guancia.
— Beh! basta, che Cristo sia
con te, calmati; fatti il segno
della croce.
Ma io non mi feci il segno
della croce; gli angoli delle mie
labbra tremavano, e, a quanto
pare, questo lo colpì più di
tutto, Egli stese adagino il suo
grosso dito con l'unghia nera
di terra e toccò delicatamente
le mie labbra che sussultavano.
— Ma guarda un po’ — mi
sorrise egli con un sorriso lun-
go e materno. — Signore, ma
cos'è, ehi-ehi!
Compresi finalmente che il
lupo non c'era e che il grido
« il lupo, il lupo » me l’ero im-
maginato. Il grido, del resto,
era stato così chiaro e preciso,
tali gridi (non soltanto per i
lupi).mi era sembrato di udirli
già due o tre volte prima e lo
sapevo. (Poi, con l'infanzia,
passò).
— Sì, vado, vado — dissi,
guardandolo con un timido
sguardo interrogativo.
— Va', io ti guarderò dietro.
Non ti lascerò prendere dal
lupo, sta’ tranquillo! — ag-
giunse, sorridendo sempre ma-
ternamente. — Che Gesù sia
con te, va’ — e fece il segno
della croce su di me e su se
stesso.
Andai via voltandomi indie-
tro quasi ogni dieci passi. E
Maréj, mentre mi allontanavo
stava sempre lì con la sua ca-
vallina e mi guardava facendo
un segno con la testa ogni
volta che io mi voltavo, Con-
fesso che mi sentivo un po’
mortificato davanti a lui, per
essermi tanto spaventato, ma
camminavo sempre con molto
timore del lupo, finchè non eb-
bi risalito il pendio del burro-
ne, fino al primo granaio; qui
la paura scomparve completa-
mente e ad un tratto, chissà
di dove mi si gettò incontro il
nostro cane di guardia Volcòk.
Con Volcòk mi feci del tutto
coraggio e mi voltai per l’ul-
tima volta verso Maréj; non
potevo più distinguere bene il
suo viso, ma sentivo che egli
continuava a sorridermi affet-
tuosamente e a far cenni con
la testa. Gli mandai un saluto
con la mano, anche egli mi
salutò con la mano, e mosse
la cavallina.
— Nu-nu! — si udì di nuovo
ia sua voce da lontano e la ca-
vallina tirò di nuovo l’aratro.
Ricordai tutto questo insie-
me, non so perchè, ma con
sorprendente precisione di det-
tagli. Ad un tratto tornai in
me e mi sedetti sulla panca, e
rammento, sorpresi sul mio
volto il dolce sorriso del ri-
caro. ragazzino,
9
cordo. Per un istante ancora
continuai a ricordare,
Allora io, tornato a casa
dopo l’incontro con Maréj, non
raccontai a nessuno della mia
« avventura ». E in realtà qua-
le avventura? Anche di Maréij,
allora mi scordai ben presto.
Incontrandolo in seguito, qual-
che volta, non gli parlai mai
e non soltanto del lupo, ma di
niente in generale; e improv-
visamente vent'anni dopo, in
Siberia, mi ricordai del nostro
incontro con tanta chiarezza.
Vuol dire che esso era rimasto
nel mio animo, così da sè, sen-
za mia volontà, ed il ricordo
era tornato quando occorreva;
mi ricordai del dolce sorriso
materno del povero contadino-
servo, dei suoi segni della cro-
ce, dei suoi cenni del capo:
«Ma guarda come si è spa-
ventato il ragazzino! », E par-
ticolarmente quel dito grosso
sporco di terra, col quale dol-
cemente e con timida tenerez-
za egli aveva sfiorato le mie
labbra tremanti. Certo, chiun-
que avrebbe fatto coraggio ad
un bambino, ma lì, in quell’in-
contro solitario pareva essere
accaduto qualcosa li completa-
mente diverso, chè se fossi sta-
to suo figlio egli non avrebbe
potuto guardarmi con uno
sguardo splendente di un amo-
re più sereno; chi lo obbligava?
Egli era un nostro servo, io
ero il suo signorino; nessuno
avrebbe mai saputo come egli
mi aveva accarezzato e non lo
avrebbe compensato per que-
sto. Amava egli, forse tanto i
nambini piccoli? Ce ne sono.
L’incontro era stato solitario,
in un campo deserto, e soltanto
Dio, forse, aveva visto di lassù,
di quale profondo illuminato
sentimento umano e di quale
fine, quasi femminea tenerez-
za, poteva essere colmo il cuo-
re di un contadino-servo russo,
rozzo e bestialmente ignorante,
il quale allora non aspettava e
non prevedeva neppure la sua
libertà. Dite, non è questo che
intendeva dire Konstantin
Aksakov, parlando dell’ alta
cultura del nostro popolo?
Ed ecco quando discesi dalla
panca e mi guardai attorno, lo
ricordo bene, sentii ad un trat-
to, di poter guardare quei di-
sgraziati con uno sguardo dif-
ferente, e che d’improvviso,
per un miracolo, era scompar-
so completamente ogni odio e
cattiveria dal mio cuore. An-
dai fissando le facce che incon-
travo. Questo contadino rasa-
to, diffamato, ubriaco con le
stimmate sul viso, che urla la
sua canzone rauca ed ebra, po-
trebbe essere lo stesso Maréij:
io non posso gettare uno sguar-
do nel suo cuore, La sera stes-
sa incontrai di nuovo M-cklj.
Disgraziato! Egli certo non
avrebbe potuto avere il ricor-
do di un qualsiasi Maréj, non
avrebbe potuto avere altra
opinione di questa gente che
quella espressa: « Je haîs ces
brigands! ». No, questi polac-
chi dovettero patire allora as-
sai più di noi altri' russi!
STIBETOLH TIRI ALBINI VT IPSRATATEPMMMORIAENPNNAN A ste MAANNI en
( PERISCOPIO )
Longevità delle piante
In California sono stati scoperti
del pini la cui età è valutata sui
4.000 anni. Sarebbero nati oltre mil-
le anni prima della fondazione di
Roma.
Come gli animali anche le pian-
te hanno una durata di vita che
varia assai. N Matusalemme del re-
gno vegetale è il baobab che può
vivere sino a 5000 anni; seguono
11 tasso (2800), l'olivo (2000), n
quercia (1600), il tiglio (1150), il
eedro (800), il platano (720),
l'arancio (630), i pero (400), il
cipresso (350), l'olmo (335), il fico
(250) ed il sicomoro (200).
10
DELL
PASSATO PRESENTE E .-FUTURO
II romanzo del
Dal fascicolo redatto a cura
della «< United States Atomic
Energy Commission » e pubbli-
cato dall'USIS In occasione della
quinta Rassegna internazionale
elettronica e nucleare, stralcia-
mo questo interessantissimo
brano che illustra con esem-
plare chiarezza la matura e I
metodi di utilizzazione della
energia nucleare,
P iù di duemila anni fa il filosofo
greco Democrito di Abdera co-
niò la parola < atomo > per desi-
gnare la più piccola particella di
materia che si potesse immagina-
re. Democrito pensava che tutte \e
sostanze, metalli, liquidi, piante e
perfino il corpo umano, fossero co-
stituite da minuscole, invisibili par-
ticelle talmente piccine ed elemen-
tari da non poter essere ulterior-
mente frazionate.
gli scienziati hanno provato
che l'antico filosofo greco aveva a-
vuto uno spirito veramente pene.
trante nell'intuire. la vera natura
delle cose, Soltanto però in questi
ultimi cinquant'anni è stato rico-
noscluto nel mondo della scienza il
vero carattere dell'atomo e della
energia in esso racchiusa.
La prima prova tangibile di que-
sto potere non si ebbe comunque
fin quasi all'inizio del presente se-
Ernest Rutherford
colo, Due avvenimenti accaduti a
Parigi nell'ultima decade del secolo
scorso costituirono i primi deboli
barbagli che indicavano lo spuntare
all'orizzonte dell'alba dell'era ato-
mica. Nel 1896 Henri Becquerel,
per un fortunato caso, trovò che
un minerale di uranio, fin M rite-
nuto di scarso valore, era capace
di impressionare la lastra fotogra-
fica così come se essa fosso stata
esposta al'sole, Egli chiamò questa
misteriosa capacità « attività radian-
te >». Due anni più tardi, nel 1898,
Pierre e Marie Curie, nello stesso
minerale naturale di Joachim.
stahi contenente l' uranio, la pech-
blenda, riuscirono con faticosi
procedimenti a isolare un altro ele-
mento chimico dotato di straordi-
narlo potere radioattivo e che essi,
perciò, chiamarono « radium >.
Era questo il primo indizio con-
ereto per il mondo della scienza
che nell'atomo era effettivamente
nascosta una grande energia, La na-
tura di questa invisibile energia fu
accertata fra il 1899 e il 1903 per
merito delle ricerche di uno selen-
ziato Inglese, Sir Frnest Rutherford,
e di parecchi altri europei.
Essi scoprirono che il radio e
uranio sviluppano energia per
mezzo di speciali radiazioni. Que-
ste radiazioni sono di tre tipi: rag-
gi <alfa», che sono costituiti da
corpuscoli carichi di elettricità po-
sitiva (--) e che possono attra-
versare piccoli spessori di materia
solida; raggi « beta > che sono co-
stituiti da corpuscoli carichi di
elettricità negativa (—) e che sono
più penetranti del raggi alfa; in-
fine raggi < gamma > che non sono
corpuscoli elettrizzati, ma sono del.
lo stesso tipo delle radiazioni lu-
minose, però di assai minor lun-
ghezza d'onda, e, al pari dei raggi
X scoperti da Wilhelm Roentgen,
dotati di un altissimo potere di pe-
netrazione,
I corpuscoli alfa possono attra-
versare un sottile foglio di carta,
i beta (che viaggiano a una velo-
cità dell'ordine di quella della luce,
cioè a poco meno di trecentomila
chilometri al secondo) possono at-
traversare una lamina d'alluminio;
è i raggi gamma, al pari dei rag-
gl X, possono attraversare notevoli
spessori di acciaio e di ferro,
In questo modo, nel 1903 Ru-
therford trovò che l'atomo non è
indivisibile, come pensava Demo-
crito, visto che gli atomi di certi
elementi (come l'uranio e il ra-
dio) possono spontaneamente scin-
dersi e sprigionare dal loro seno
una particella elettrizzata,
Nel 1905 un giovane scienziato
tedesco, Albert Einstein, in base
agli studi che pol lo resero cele-
bre, giunse alla conclusione che fra
l'energia e la materia non vi è
quella profonda differenza che sino
allora si era ritenuta, ma che in-
vece l'energia può convertirsi in
materia e viceversa, Il rapporto di
trasformazione risulta dalla famosa
equazione <E= me? », Ciò signi.
fica che la quantità di energia « E >
che si può ottenere per « smateria-
lizzazione » di una data quantità di
materia è uguale nlla massa di que-
sta «mò». moltiplicata per una ci-
fra pari alla velocità della luce.
<«c>, elevata al quadrato (ossia
moltiplicata per se stessa). In pa-
role povere, Einstein affermava che
«la radioattività consiste nella gra-
duale trasformazione della materia
in energia », L'equazione di Finstein
è molto semplice, ma il suo signi-
ficato è addirittura spettacoloso
quando ai simboli s1 sostituiscono
valori numerici. Si vede allora che
un chilogrammo di materia, se ve-
nisse interamente convertito in
energia, svilupperebbe la bellezza di
venticinque miliardi di chilowatto-
re, cioè circa il 58 per cento del
totale di energia elettrica prodotta
in Italia durante tutto il 1957, che
è stato pari a 42,8 miliardi di chi-
lowattore, L'equazione di Finstein
diventa ancora più sorprendente
quando l'energia che essa indica è
confrontata con gli otto chilowat-
tore e mezzo di energia termica
che si possono ottenere, in media,
pende un chilo di carbone fos-
sile.
Benchè l'equazione di Einstein
non indicasse di per se stessa il
modo di convertire la materia in
energia, essa tuttavia diede agli
scienziati un nuovo e più stimolante
indizio per le loro ricerche sul
segreto potere dell'atomo. Seguen-
do questo indizio nel 1911 Ruther-
ford trovò che gli atomi sono ef-
fettivamente costituitt da un minv-
scolò Invisibile guscio di corpuscoli
ancor più piccoli avvolgente un
nocciolo centrale pesante. Egli chia-
mò <nucleo >» questo nocciolo e
trovò che esso è provvisto di carl-
che elettriche positive, mentre so-
mo negative le cariche dei corpu-
scoli che lo circondano,
In seguito l'idea di Rutherford fu
precisata e sviluppata da uno sclen-
ziato danese, Niels Bohr, e dal suo
contributo teorico ai risultati spe-
rimentali di Rutherford scaturì È
modello di atomo detto
Rutherford-Bohr. Secondo Rete
modello, un atomo è come un sl-
stema solare in miniatura, costi.
Niels Bohr
Il laboratorio dove Rutherford svolse le sue ricerche
tuito da un certo numero di cor-
puscoli carichi di elettricità nega-
tiva, chiamati <« elettroni >, 1 quali
girano come pianeti attorno a un
nucleo assimilabile al sole e che è
carico di elettricità positiva. L'ato-
mo più semplice è quello dell'ele-
mento più leggero, l'idrogeno: esso
consta di un solo elettrone roteante
attorno a un nucleo munito di una
sola carica elettricn positiva e che,
in quanto corpuscolo basilare di
James Chadwick
ogni nucleo atomico, fu detto «< pro-
tone >,
In verità il modello atomico di
ara subì poi mie mo.
sive aeonsRe ed anzi le aste più
recenti non lo considerano più ri-
spondente alla realtà dei fatti. Tut-
tavia esso è ancora praticamente
usato come maniera elementare di
descrizione dell’rtomo,
Ricerche ed esperienze succes-
sive. mostrarono che il nucleo non
è fatto soltanto di protoni con carl-
ca elettrica positiva, ma anche di
<« nentroni >», che hanno la stessa
massa dei protoni, ma sono privi
di carica elettrica,
Parecchie cose bizzarre capita-
rono quando gli scienziati si ac-
cinsero a disintegrare il nucleo del.
l'atomo sparandogli addosso proto-
ni e raggi alfa, ma l'attesa per lo
sprigionamento di energia fu delusa,
Nel 1932 uno scienziato inglese,
Sir James Chadwick, trovò che on
corpuscolo alfa quando colpisce nn
atomo di berillio viene assorbito
dal nucleo di questo e forma così
un atomo di un altro elemento, il
carbonio. Subito dopo però, per
compensare le cariche addizionali
di elettricità portate dalla particei-
la alfa bombardante, l'atomo di car-
bonio appena formato sprigiona una
particella che è priva di carica
elettrica e che perciò Chadwick
chiamò «neutrone >, Questa sco-
perta offrì il bandolo per arrivare
n dipanare l’arruffata matassa della
energia atomica, I neutroni infatti
suggerirono a Enrico Fermi un'idea
adoperarli come proiettili per
bardare gli atomi. Poichè |
troni non hanno carica èlettriaa
essi non sarebbero stati respinti
campo elettrico positivo del nuel
atomico_— come invece lo «ra
protoni “® 1 corpuscoli alfa
adoperati — e avrebbero vil
potuto attraversare facilmente
guscio esterno e frantumare |
nucleo, sviluppandone la racchius
energia.
Oggi molti considerano Fermi sé
tanto come il creatore della prim
reazione na catena d'importan
pratica, ma pochi pensano che
rono i lavori da lui eseguiti all
Università di Roma tra il 19%
il' 1938 a lastricare la strada pet
corsa successivamente da sclenzia
e tecnici per arrivare all'odier
produzione di energia nucleare 4
scala industrialmente utile.
Per mezzo dei bombardameri
con i neutroni Fermi riuscì ad dl
tenere 40 nuovi isotopi radicati
dai 80 elementi e più sui qui
va sperimentato. Nel 1935 egli
ne alla conclusione che i ne
troppo veloci spesso attrav
l'atomo bersagliato senza provoti
alcun effetto. Pensando allora
modo di rallentare la velocità
neutroni così da regolare il
urto col nucleo, iîl1 suo squardo
de su un blocco di paraffina ed
gli fece nascere in mente un'
i nuele! d'idrogeno contenuti nelli
paraffina possono essere capaci
ostacolare | neutroni nella loro stri
da poichè la massa del nucleo
idrogeno è uguale alla massa
neutrone. Gli esperimenti campi
così da Fermi non raggiunsero
scopo voluto — la frantumazien
dell'atomo — ma tuttavia provart
no che la teoria era esatta, tant
è vero che molti degli odierni re
tori funzionano sul principio da
neutroni lenti.
Nel 1938, due scienziati tedeschi
Otto Hahn e Fritz Strassmann,
Enrico Fermi
n° a sori petit pura eo
IERGIA NUCLEARE
ro a ripetere alcuni degli espe-
nenti di Fermi e pervennero, sen.
a rendersi ben conto della sua im-
rtanza, alla frantumazione del-
tomo d'uranio. La dottoressa Lise
itner, che aveva intuito l'impor-
uz del fenomeno, Jo chiamò
fissione >, dal . vocabolo latino
fissio >.
i Nel gennaio del 1939, Fermi sta-
lavorando alla Columbia Univer-
ty di New York quando apprese
le sue esperienze del 1935 era-
te ripetute in Germania ed
vevano raggiunto il risultato da
Jut stesso cercato. Egli allora riprese
Indagini con i neutroni rallentati,
a mentre partecipava ad un con-
vegno sclentifico a Washington, due
colleghi, John R. Dunning e
orge B. Pegram, per la secondr
nita nella storia del mondo riu-
tirono ad ottenere la fissione del-
tomo di uranio adoperando, pre-
mente ia tecnica da lui indi.
tata,
Nel marzo 1939 Fermi andò di
Nuovo a Washington, questa volta
prospettare al governo degli
ti Uniti la possibilità di effettua-
è una «reazione controllata adope-
mdo neutroni lenti oppure una
errattere esplosivo adoperando
troni veloci »,
L'idea fu accettata e più tardi
Fermi fu messo alla testa di un
rappo di scienziati per studiare
possibilità di realizzare una rea-
one a catena alla Università di
ago, Qui, lavorando in un lo-
precedentemente adibito a pa-
John Von Neumann
sportiva, Fermi il 2 dicembre
riuscì a produrre la prima
zione n catena controllata dal-
La « pila atomica» da lui
tostrulta e che in quel giorno dimo-
tirò la sua perfetta funzionalità, fu
l primo reattore nucleare del mon-
do e con esso Fermi provò che la
fissione dell'uranio poteva essere
Roperata come una nuova fonte di
nergia Industriale.
Successivamente molti altri scien-
lati hanno dato significativi contri»
ti in questo settore e tra ess'
articolarmente John Von Nei
nann, il cui genio matematico e }
pporti nella costruzione dell
calcolatrici elettroniche con-
ono non poco al progresso
tecnologia nucleare.
Bicome più di quarant'anni prima
lutherford e Bohr avevano indi-
tato un atomo consiste di un cor-
puscolo centrale estremamente pic-
tolo e in cui è praticamente con.
tentrata l'intera massa dell'atomo -—
îì nucleo — e da un guscio esterno
formato dai leggerissimi elettroni
gli girano intorno, Le renzioni
thimiche, quali la combustione del
o 0 del carbone, l'arrugeini-
del ferro e l'esplosione della
mite, hanno tutte sffetto sul
mo, ma questa azione Interessa
elusivamente il guscio esterno di
ron e non fl nucleo; invece
l'energia atomica è immagaz-
inata nel nucleo.
L'atomo stesso è talmente piccolo
trentasei miliardi di atomi pos-
o trovar posto sulla punta di
spillo: esso è dunque molto,
to più piccolo di omnanto Demo-
o avesse pensato. Ml nucleo che
tanta energia è addirittura
atomo
la dimensione del nucleo e quella
dell'atomo intero al rapporto fra
le dimensioni di una persona e
quelle della metropoli ove abita, per
esempio Roma.
Fissione
e fusione
L'energia che è celata nel nu-
cleo di un atomo può essere libe-
rata in due modi: o scindendo
l'atomo in due parti — cioè in due
atomi di peso minore — e questo
processo sì chiama « fissione >; op-
pure congiungendo insieme due
nuclei di atomi leggeri per formare
un atomo più pesante, e questo
metodo si chiama <« fusione >,
I problemi della fusione control-
lata sono formidabili e le, ricerche
condotte attualmente negli Stati Uni.
ti e in Gran Bretagna, per quanto
contrassegnate da incoraggianti ri-
sultati da un anno a questa parte,
lo dimostrano ampiamente,
I nuclei di due elementi, l’uranio
© il plutonio, sono | più facilmente
scindibili e costituiscono perciò
materiale di base nell'attuale pro-
gramma mondiale concernente lo
sfruttamento dell'energia atomica.
L'uranto è un elemento naturale
che si trova in alcuni minerali
diffusi nella crosta terrestre: il plu-
tonio, invece, è un elemento arti-
ficiale «derivato dall'uranio per
bombardamento con neutroni.
Nel processo di fissione un neun-
trone bersaglia il nucleo di un ato-
mo di uranio e lo scinde in due
pezzi. In seguito alla fissione altri
neutroni — due o tre in media —
sono liberati dal nucleo colpito ed
#ssì, a loro volta, vanno a colpire
altri atomi, 1 quali sprigionano nuo-
vi neutroni e così via. Questa «< rea-
zione a catena >, avviene così rapi-
FERRETTI ITA TARANTA I I A III I
QUATTRO TIPI DI REATTORI AMERICANI
cleari sviluppa energia sotto for-
ma di calore e di forza qapcoanica:
muò essere regolato adoperando
serti elementi come i metalli cad-
nio ‘0 boro, 1 quali hanno la pro-
prietà di assorbire | neutroni pres-
sappoco come un foglio di carta
asciugante assorbe l'inchiostro, Se
perciò nel reattore atomico s'intro-
ducono delle aste di questi metalli,
queste assorbono | neutroni e im-
pediscono che essi vadano a bersa-
gliare e a spaccare altri atomi.
Manovrando opportunamente le
aste introdotte nella massa del ma-
teriale fissionabile si può quindi re-
golare il tasso di fissione, così come
il pedale dell'acceleratore regola la
velocità di un'automobile, E’ que-
sto il principio del reattore ato-
mico,
Quantunque attualmente il sotto-.
suolo contenga più carbone e pe-
trolio che non uranio, tuttavia
quest’ultimo offre maggiori promes.-
se per l'avvenire, Basta pensare che
un chilogrammo di uranio può po-
tenzialmente produrre altrettanto
calore quanto ne producono circa
tre milioni di chilogrammi di car-
bone, La parola « potenzialmente »
va intesa che la scienza e la tec-
nica non hanno ancora scoperto il
mezzo di arrivare alla « combustio=
ne » completa di ogni grammo di
uranio adoperato nel reattore,
L'uranio naturale, così come è
estratto dalla terra, sì trova in tre
varietà — o < isotopi» — chimica-
mente uguali fra loro, ma aventi
ciascuna un peso atomico diverso.
I tre isotopi dell'uranio sono indi.
centi usualmente con il numero cor-
rispondente al loro peso atomico.
L'uranio-238 è la forma più abbon-
dante, che costituisce più del no-
vantanove per cento della massa
complessiva; l'uranio-235 ne costi-
tuisce soltanto lo 0,7 per cento, va-
le a dire si trova nella proporzione
di un atomo su 140; e l'uranio-234
è quasi trascurabile, L'atomo di
uranio-235 si fende quando è ber-
sagliato «a un neutrone, Invece
l’uranio-228 talvolta cattura e trat-
tiene il neutrone che lo colpisce e
forma così él nucleo di un nuovo
clemento chiamato plutonio. Ml plu-
tonto però sl spacca a sua volta
come 109-235 e anzi la sua fissione
è più agevole.
Talunî reattori utilizzano l'ura-
nio naturale, per altri occorre un
REATTORE AD ACQUA PRESSURIZZATA
Nei reattori ad acqua pressurizzata, le sbarre di combu-
stibile che contengono il materiale fissile sono circon-
date da acqua sottoposta a forte pressione. L'acqua
funziona sia da moderatore che da refrigerante. Essa
è portata alla temperatura di circa 260° C. nel reattore
e successivamente immessa attraverso uno scambiatore
esterno di calore dove si produce il vapore. L'alta
pressione impedisce all'acqua di bollire nel reattore
EP.
REATTORE _AUTOFERTILIZZANTE
tipo già descritto nell'articolo, a
del nuovo impianto intitolato a Enrico Fermi. L'im-
pianto sarà il primo, su grande scala, a produrre
più combustibile di quanto ne consumi, e dovrebbe
entrare in funzione nel 1960. Il reattore sarà contenuto
in un cilindro a tenuta di gas, alto circa 36,6 metri e
di circa 21,9 metri di diametro.
proposito
Questo procedimento permette una
magglore varietà nella progettazione
dei reattori e ne accresce poten
il rendi ma richie
de per l'arricchimento uno spe-
clale processo a diffusione gassosa,
L'uranio può anche assumere una
quarta forma: la si ottiene espo-
Sendo il metallo torio al bombar-
damento meutronico: sì forma al-
lora l'uranio-233, che è fissiona-
bile come il 235,
Un reattore. nucleare può pure
produrre una certa quantità del suo
stesso. combustibile. Ciò avviene
quando l’uranio-238 cattura qualche
neutrone sprigionato dall'uranio-
235 e forma del plutonio, Il pluto-
nio, a sua volta, come si è detto, st
fende quando è bersagliato da un
neutrone. Un reattore che sia co-
struito in modo tale da .produrre
del materiale fissionabile muovo
(come il plutonio) in quantità mag-
giore di quella del combustibile
inizialmente adoperato (come l'ura-
nlo-235) è detto < reattore autofer-
tilizzante »,
E' appunto di questo tipo il pro-
getto di reattore americano che
porta Il nome di Enrico Fermi. Es-
so è detto <a fertilizzazione rapi-
da > poichè per il processo di fis-
slone adoperz neutroni rapidi, os-
sla molto veloci anzichè neutroni
che siano stati rallentati.
Quantunque l'esistenza di un ele.
mento naturale come è l'uranio sia
nota da tempo, tuttavia soltanto dal
1939 si è avuta la nozione del suo
valore, Al giorno d'oggi si sa che
nel sottosuolo del paesi non comu-
nisti esistono riserve di uranio
sufficienti a produrre più di un mi-
lione di tonnellate di ossido di ura-
nio, dal quale sì può estrarre l'ura-
nio metallico puro. Ciò basta al fab-
bisogno di combustibile atomico per
molti annî fu
I reattori
di potenza
In realtà un reattore nucleare di
potenza, nella sua forma attuale,
non è altro che una fornace che
produce calore ‘mezzo della
fissione atomica. Tale calore viene
impiegato per la produzione di va-
pore, che a sua volta fa funzionare
i generatori di elettricità, poichè il
REATTORE AD ACQUA BOLLENTE
In questo tipo di reattore, l'acqua impiegata come refri-
gerante, portata ad ebollizione nel nucleo del reattore,
viene convogliata sotto forma di vapore direttamente
nei generatori a turbina. L'EBWR è il risultato di pre-
cedenti esperimenti condotti dalla Commissione, ma è
ancora un impianto sperimentale che serve a fornire
il maggior numero possibile di dati utili alla proget-
tazione di grandi centrali.
Pig OT ATE IP e LlgoP” PA La ‘iilaiticà Peridiio Lili e PT I E
damente che può essere d arricch cioè r , in se stesso, non genera
istantanea: se non è contenuta, dà una mi proporzione di ura- ejettricità
a losione nucleare, nio-235 di quelle presenti in natura. S
Ml reattore nucleare impiegato
come « fornace » per la generazione
di energia può esser composto di
cinque elementi fondamentali: 1)
ll combustibile, cioè il materiale
fissile che produce calore; 2) il
moderatore, cioè Il materiale desti-
nato a rallentare i neutroni, che
può essere costituito da grafite, be-
rillio o acqua; 3) il refrigerante,
gas o liquido, che sottrae e traspor-
ta il calore generato; 4) un mate-
riale per l'assorbimento del neu-
troni, come Îl cadmio o il boro, per
il controllo della fissione; 5) la
schermatura, di materiale adatto
ad impedire le fughe di radioatti-
vità, come il cemento, il piombo,
l'acqua. Come potrà essere rilevato
in seguito, uno-0 più componenti di
questo tipo potranno essere combi-
nati in maniera da svolgere molte-
plici funzioni od alcuni potranno
essere completamente eliminati,
Caratteristica particolare del reat-
tore nucleare è che, In NInea di
massima, la quantità di energia
prodotta non. dipende dalla gran-
dezza dell'impianto. La potenza è
principalmente deteriminata dalla
rapidità con cui il calore viene ri-
mosso dal nucleo del reattore e in-
trodotto, sotto forma di vapore, nei
generatori di turbina. E' quindi pos-
sibile che un piccolo reattore pro-
duca formidabili quantità di ener-
gia, purchè venga assicurato il ne-
cessario elevato ritmo di trasferi
mento del calore,
T rsattori di potenza costruiti o
in costruzione finora devono essere
considerati in un certo senso mo.
dellt sperimentali, prototipi fun-
zionanti dei reattori di potenza del
futuro, La loro costruzione e il io-
ro funzionamento rientrano nel
quadro delle ricerche e delle inizia-
tive internazionali intese ad elnbo-
rare il tipo di reattore capace di
produrre la. maggior quantità di
energia al più basso costo possibi-
le. La necessità di costruire tali
reattori si rivela nell'accrescersi su
scala mondiale del fabbisogno di
elettricità e nell'assottigliarsi delle
riserve di carbone e di petrolio.
LO)
Viquido trasporta il
li
REATTORE A COMBUSTIBILE METALLICO LIQUIDO
In questo tipo di reattore, un circuito primario di sodie
calore dal nucleo moderato a
grafite ad uno scambiatore di calore intermedio. Da
questo scambiatore il calore viene quindi trasferito,
attraverso un circuito secondario di sodio, ad una cal-
daia ad acqua, che produce il vapore per il funziona-
mento dei turbogeneratori.
id
Ve
volte più piccolo dell’ato-
assolutamente im-
un'immagine della
AINOm clatura delle parti: (1) reatto cleo; (3; n intacca: 5) e nni ) scambiatore intermedio di calore; pompa di
rreniizione a llFacasa; Ue n 190 mucio? (I) cone eni ( . s i Fan S talriperazio primario; (12) cere. iC) pompe di
1 KA, vapore; (14) condensa; (15) ‘combustibile circolante.
II
agiata
an
L’ ATTIVITÀ DELL’ ANSALDO IN EGITTO
n giorno, durante la cam-
pagna d’Egitto, Napoleone
disse che non una goccia del
Nilo avrebbe dovuto andare in
mare, poichè le acque di quel
grande fiume avrebbero dovuto
irrigare tutto il territorio egi-
ziano e rendere fertili quelle
terre desertiche anche oltre la
fascia, più o meno larga, che
corre lungo le rive. Questa lun-
ghissima striscia e il delta lar-
ghissimo sul Mediterraneo for-
mano la terra effettivamente
abitata dagli egiziani.
Ovunque giungano, le acque
limacciose del Nilo coprono il
suolo dell'humus che costituisce
l’idea del grande condottiero è
stata parzialmente realizzata 0,
per meglio dire, abbozzata con
la costruzione della diga di As-
suan, Essa, ultimata nel 1902,
forma con il.suo lago uno dei
bacini idrici artificiali più
grandi del mondo. Si trova a
circa 850 Km. dal Cairo ed a 14
dalla cittadina di Assuan e
ri si accede mediante una car-
rozzabile in ottime condizioni,
attraverso zone parzialmente
boscose,
Assuan, recentemente dive-
nuta stazione climatica inver-
nale, è situata a 80 Km, a nord
del tropico del Cancro; è colle-
ciare alla contemplazione di
quelle opere, in parte ancora
quasi intatte, che testimoniano
la grandezza e le glorie dei Fa-
raoni. Anche Luxor, sebbene tu-
risticamente molto più interes-
sante di Assuan, non viene ri-
sparmiata da questa diserzione,
in attesa della stagione più
adatta per la visita alle magni-
ficenze del passato,
Assuan è inoltre il punto dove
i viaggiatori che vengono da lo-
calità del Sudan e dell'Alto Egit-
to, prendono contatto con la
ferrovia verso il Mediterraneo.
Non è tuttavia questo l’argo-
presente
mento del articolo;
La diga di
la cosiddetta ” terra nera”, no-
me che gli antichi egiziani da-
vano al loro paese, Il Nilo Bian-
co che, lungo una vallata di
*#.500 Km, si unisce, nelle pici-
nanze di Khartum, al Nilo Az-
zurro, proviene dai grandi la-
ghi e viene ingrossato da molti
altri affluenti: il Sobat, il Din-
der, il Rahar e l'Atbar
Dopo poco più di un secolo,
sbarramento lunga 1.966 m. con 179 chiuse
gata alla capitale, con un per-
corso di 16 ore, da una ferrovia
munita di un buon servizio di
vagoni letto e vetture ad aria
condizionata sino a Luxor,
Durante l'estate, il caldo ec-
cessivo mette in fuga i turisti,
ad eccezione di qualcuno parti-
colarmente appassionato che
coraggiosamente affronta la ca-
lura tropicale pur di non rinun-
d'altra parte, non si può par-
lare dell'Egitto senza accennare
alle sue principali caratteristi-
che, cioè alle sue affascinanti
attrattive. Ritornando al sogno
di Napoleone, gli antichi egi-
ziani avevano però già realiz-
zato qualcosa di simile, sia pu-
re in forma molto ridotta, con
la costruzione di dighe e sbar-
ramenti per la regolazione delle
Il Nilo presso Assuan e il villaggio nubiano di Mahbata
12
Tettoia dove sono in funzione le due gru « Schneider > da 265
tonn. di portata ciascuna e le nostre due gru a ponte da 10 tonn.
provvide inondazioni; ma sol-
tanto nel diciannovesimo secolo
fu iniziata, e completata nel
1902 dagli Inglesi, la colossale
diga di sbarramento formante
un lago artificiale di caratteri-
stica e panoramica bellezza, lun-
ga 1966 m. è corredata di 179
chiuse, Questa costruzione, suc-
cessivamente ampliata per au-
mentare la capacità del bacino,
aggiungeva al fabbisogno del-
l'Alto Egitto una disponibilità
di mille milioni di mc. di acqua
durante il periodo estivo, il che
dava la possibilità di irrigare
una vastissima zona.
Nel 1905 fu istituito il Ser.
vizio d'Irrigazione Egiziano, con
lo scopo di sorvegliare, nel corso
dell'anno, il livellamento e la
misurazione del volume dei di-
versi fiumi affluenti del Nilo,
sistemando dei misuratori e
raccogliendo tutti quei dati che
dovevano servire al migliora-
mento dei rifornimenti idrici
in Egitto ed allo sviluppo della
irrigazione perenne del Sudan.
Infatti dal 1906 al 1913 i mem-
bri del settore sudanese del Ser-
vizio per l’Irrigazione, racco-
glievano il materiale necessario
e davano impulso al progetto
per l'ulteriore miglioramento del
rifornimento di acqua in Egitto
e per l'irrigazione di una parte
del Gesira Sudanese, come viene
chiamata la zona formata dal-
l'angolo di confluenza del ‘Nilo
Azzurro e del Nilo Bianco,
Nell'anno 1930 fu messo in
esecuzione il progetto per l'au-
mento di volume del lago artifi-
ciale di Assuan, innalzando la
diga di sbarramento e portando
la disponibilità di acqua da mil.
le milioni di me, a cinque mi-
la milioni di me. Questo colos-
sale lavoro di ampliamento, al
quale ha avuto larga partecipa-
zione la mano d'opera italiana,
richiedeva contemporaneamente
il rinforzo della diga, Allo sco-
po furono irrobustiti a valle i
contrafforti in cemento armato
parzialmente indipendenti dal-
la diga stessa per permettere,
dato il clima, una diversa dila-
tazione tra la diga e i contraf-
forti. Questo principio fu rag-
giunto inizialmente con un si-
stema che» dava la possibilità
di uno scorrimento tra i due
elementi, cioè interponendo tra
di essi delle lastre di ottone con
attacchi speciali,
Era ovvio che questo grande
complesso idrico richiedesse uno
sfruttamento industriale, oltre
che agricolo: quindi, nel 1946,
venne lanciato il progetto per la
esecuzione di una seconda diga
disposta quasi a 90° rispetto a
quella di sbarramento, la quale
doveva contenere i grandi mac-
chinari per una centrale idro-
elettrica della potenza di 350.000
kW. Negli anni successivi i la-
vori della diga vennero iniziati
ed assegnati alla Società fran-
cese ” Les Grands Travaux de
Marseille”, la quale, dopo aver-
li ultimati, continuava, sino al
novembre 1956, la propria atti-
vità per altre costruzioni, la cui
esecuzione, in seguito ai fatti del
Canale di Suez, passava alla
Società tedesca " Hochtief Gesel-
schaft ”.
L’Ansaldo fu una delle prime,
dopo i lavori della diga, a dare
il suo contributo a questo ciclo-
pico impianto idroelettrico, con
la fornitura delle due gru Go-
liath da 35 tonn. di portata, di
una gru Goliath da 10 tonn,, di
due gru a ponte da 10 tonn. e
di una gru a ponte da 35 tonn.
Le tre gru Goliath furono i pri-
mi macchinari montati, in quan-
to esse dovevano servire alla
messa in opera delle carcasse
per le turbine piccole, delle con-
dotte e di molti altri macchinari
ausiliari, Alla assegnazione de-
gli appalti hanno contribuito
molto i nostri uffici di rappre-
sentanza in Egitto tenuti dai si-
gnori Kher e Scoccimara,
I lavori di montaggio delle
tre gru Golioth furono eseguiti
dalla impresa Gistri con la col-
laborazione e partecipazione
dell'ing. Kher, il quale, attual-
mente, sta portando a termine il
montaggio delle tre gru a ponte
con l'ausilio della Ditta austria-
ca Wagner Biro.
Non è senza orgoglio che ri-
pediamo, quasi sotto i tropici,
queste mastodontiche gru, il cui
nome Goliath ci ricorda qual-
cosa di gigantesco. In mezzo a
quel cantiere pieno di vita, for-
mato frontalmente dalla diga e
lateralmente dai pendii di una
gola profonda, le nostre gru
prendono parte ad un lavoro co-
lossale; il loro aspetto, nel co-
cente sole africano, ci dà l'im-
pressione di trovarci di fronte
ad esseri la cui opera testimo-
nierà nei secoli le loro fatiche,
a somiglianza di ciò che a noî
hanno lasciato gli antichi Egizi,
Il nostro lavoro non si limita
a quanto è stato fatto per As-
suan, ma dobbiamo elencare an-
cora il grande impianto di top-
ping di Mostorod, nelle vici-
nanze del Cairo, a cui la nostra
Società ha fornito, montandoli,
serbatoi e macchinari,
Lorenzo Scagliarini
irta
pping” di Augusta |
di cima della torre, va liberata
dai prodotti estranei: perciò,
dopo esser stata sottoposta ad
un lavaggio con soluzione di
soda ed acqua, riceve una nuo-
va raffinazione, essendo intro-
dotta in una torre detta di de-
butanizzazione, nella quale
viene a trovarsi in particolari
condizioni di pressione e tem-
peratura.
Dalla testa di questa colon-
na vengono estratti diversi
gas, che immersi in un accu-
mulatore, si dividono fra quel-
li che restano gassosi (ossia i
gas combustibili, metano e pro-
pano) e quelli che facilmente
condensano (butano). La ben-
zina, che adesso prende l’ap-
pellativo di « stabilizzata », si
estrae dal fondo della stessa
torre di debutanizzazione.
In un impianto di distilla-
zione del petrolio ciò che più
colpisce è l'altezza delle torri:
quella della « RASIOM » di
Augusta è perfino munita di
ascensore, L’accenno fatto al
processo di frazionamento del
grezzo offre una spiegazione di
questa altezza.
Il movimento di tutti i li-
quidi, dalla carica al residuo,
dai prodotti diretti a quelli ri-
circolati, dal vapore all’aria e
all'acqua, formanti i fluidi di
servizio, per finire al gas e al.
l'olio combustibile, implica il
necessario complesso di tuba-
zioni, facenti capo alle nume-
rose apparecchiature e pompe,
nel caso attuale: due torri, due
strippers, 4 accumulatori ed
una batteria di 30 pompe, mos-
se da motore elettrico e tre
di esse da turbina a vapore. Vi
sono inoltre due compressori.
Chi regola l'andamento ge-
nerale del processo, ossia l’ot-
timo della resa e delle qua-
lità dei prodotti è la tempera-
tura, la quale, fatta astrazione
dalle frazioni di liquido ri-
messe in ciclo, si basa sull’im-
piego degli scambiatori di ca-
lore. Questi possono essere di-
stinti in tre categorie: i riscal-
datori. che hanno il compito di
ricuperare il calore contenuto
nel residuo o nei liquidi estrat-
ti o ricircolanti nella torre, per
poi cederlo alla carica; i con-
densatori, la cui funzione è
quella di condensare i gas; i
raffreddatori destinati a sot-
trarre calore ai liquidi per
mezzo dell’acqua di raffredda-
mento, Nell’impianto di Augu-
sta questi scambiatori sono 39,
di cui 23 sono stati costruiti
presso il CMI.
Chiudiamo queste note ac-
cennando brevemente agli ap-
parecchi, che, installati su un
pannello grafico, servono a de-
terminare le condizioni istan-
tanee di regime del processo e
contemporaneamente a rego-
larne l'andamento, in quanto
attraverso un’ apparecchiatura
pneumatica essi agiscono auto-
maticamente o manualmente
sulle valvole a membrana in-
terposte sulle tubazioni dei li-
quidi e dei gas.
Nel « topping » di Augusta
fra regolatori di pressione, di
portata, di temperatura e di
livello si contano 60 strumenti.
A questi vanno aggiunti, oltre
i normali manometri e termo-
metri, i gruppi a termocoppia
le cui indicazioni vengono rac-
colte su una tastiera a scri-
vania, per mezzo della quale è
possibile leggere la misura del-
la temperatura in 96 punti di-
versi delle apparecchiature e
delle tubazioni dell'impianto.
Osservando l’imponente ve-
duta generale di una raffine-
ria, con tutte cuelle colonne,
con la matassa dei tubi che si
dipa.<ono in tutte le direzioni
e l’infinita distesa dei serbatoi
disposti a scacchiera, viene da
pensare alla mole di lavoro
occorso per la sua realizzazio-
ne, ed è con intima soddisfa-
zione che si constata come an-
che in questo campo, che tro-
va la sua origine nell’era del
petrolio, l’Ansaldo abbia a
prendere parte attiva, come è
stata e continua ad essere
partecipe a tutte le altre vie
del progresso meccanico.
Alberto Martini
x
7
45
14
EPCENPAEVIRIR +
MODELLI NAVALI
all Arsenale di Venezia
on ci sembra di presta-
re il fianco a contesta-
zioni se affermiamo che il
Museo Navale di Venezia è
il maggiore d'Italia, e tra i
più importanti d’Europa.
La sua ricca raccolta di
stampe, materiali vari, qua-
dri e modelli trova ospitali-
tà presso l’Arsenale, là dove
fu per secoli il nido della
potente marina della Sere-
nissima.
Vicino agli scali che vi-
dero il varo delle galee di
San Marco, delle galeazze,
dei galeoni e dei vascelli,
e quindi ancora il pieno
fervore di attività sotto il
governo austriaco e poi,
dopo la riunione alla madre
patria, sotto il tricolore, il
visitatore può oggi passare
in rassegna almeno sei se-
coli di attività marinara.
La parte più preziosa del
museo è quella dei modelli:
si tratta di almeno una ven-
tina di pezzi, tutti dell’epo-
ca, costruiti nell’ arsenale
stesso, contemporaneamente
o forse prima dei bastimen-
ti veri, Vi sono i preziosis-
simi modellini, con gli uo-
mini d’equipaggio pazien-
temente intagliati in legno,
di fuste, galeotte, saettie del
XV secolo. Vi sono modelli
di galee e galeazze del XVI
e XVII secolo, e un magni-
fico galeone, e quindi fre-
gate e vascelli, con il fa-
sciame e le sartie in per-
fetta regola. Notevolissimo
il modello di vascello napo-
letano del ’600, e due o tre
modelli di vascelli dell’epo-
ca mapoleonica, anche di
proporzioni eccezionalmente
grandi. Alcuni di questi
modelli, naturalmente, era-
no in origine ex-voto con-
servati nelle diverse chiese
veneziane,
Progredendo nel tempo,
notevoli sono anche i mo-
delli di brigantini e di navi
a vela, e poi quelli delle
prime navi a vapore in le-
gno, e quindi in ferro.
L’epoca del ferro è rappre-
sentata soprattutto con mo-
delli, sempre costruiti in
Arsenale, di navi da guer-
ra, che vanno dalle prime
fregate miste fino al model-
lo della « Dandolo », e a
quello bellissimo della co-
razzata « Littorio » costrui-
ta a Sestri.
Notevoli sono le tele ad
olio, ritratti di dogi o scene
di battaglia, alcune del Tin-
toretto o della scuola.
Sono poi conservati ma-
teriali originali, come « cor-
telà » di galee, fanali di
bordo, ancore, polene di
vario tipo e notevoli bocche
da fuoco, dagli archibugi
alle spingarde e ai primi
cannoni su affusto.
Di grande interesse per
ogni visitatore è il model-
lo, precisissimo e ricchissi-
mo, dell’ultimo bucintoro,
che come noto era l’imbar-
cazione di gala colla quale
il Doge si recava una volta
all'anno a sposare simboli-
camente l'Adriatico, e il
trono originale del Doge,
del ’700.
Vanno ancora segnalate
le importanti stampe sei e
settecentesche, di navi e di
battaglie, e la raccolta di
importante materiale come
bussole, ottanti, sestanti e
carte nautiche.
I CONCORSI
de “La Gazzetta
per i lavoratori”
Per il 1958
Gazzetta per i
il settimanale « La
Lavoratori » ha in-
detto | seguenti concorsi ai quali
possono partecipare tutti È lavo-
ratori dell'industria italiana:
CONCORSI ARTISTICI. 1) Dipinti
ad olio, acquarello, pastello e tem-
pera (1.0 premio lire 150.000, 2.0
lire 100.000, 3.0 lire 75.000, 4.0 lire
50.000, 5.0 lire 30.000). - 2) Dise-
gno in bianco e nero (1.0 premio
lir@ 75.000, 2.0 lire 50.000, 3.0 lire
35.000, 4.0 lire 20.000), - 3) Scul-
tura (1.0 premio lire 100,000, 2.0
lire 75.000, 3.0 lire 50.000),
CONCORSI LETTERARI, 1) Con-
corso mensile per una risposta n
un quesito, - 2) Concorso semestra-
le per cinque racconti a tema ll-
bero, . 3)a Concorso annuale per
un'opera narrativa.
CONCORSO - MOSTRA PER OPE-
RAI SPECIALIZZATI O QUALIFICA-
TI, Ritrovati o applicazioni pratiche
inerenti a qualsiasi ramo di atti-
vità industriale (1.0 premio lire
200.000, 2.0 lire 100.000, 3.0 lire
50.000, 4.0 lire 30,000).
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
PERITI TECNICI INDUSTRIALI. Si
tratta di 7 borse di studio da lire
CASSETTA DELLE IDEE
di cui 2 premiate.
premiate.
cui 8 premiate.
cui 6 premiate.
re 99.500.
Benedetto Zunino.
Le proposte del mese di luglio
Durante il mese di lualio sono state esaminate dai
comitati della « Cassetta delle idee » 253 proposte, di
cui 75 sono state premiate. Ecco il dettaglio:
CANTIERE DI LIVORNO. Proposte esaminate 17,
MECCANICO. Proposte esaminate 197, di cui 59
STABILIMENTO C.M.l. Proposte esaminate 21, di
CANTIERE DI SESTRI.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di
Tra gli ultimi premiati risultano i seguenti dipen-
denti dello stabilimento C.M.I.:
Bruzzo, Tiziano Belloni, Romualdo Capecchi, Giuseppe
Fara, Bartolomeo Gallo, Bruno Montano, Aldo Zumerle,
Proposte esaminate 18, di
Franco Ameri, Enrico
180.000 ciascuna, per giovani che
abbiano conseguito nella i
estiva del 1958 il diploma di pe-
rito tecnico industriale con almeno
sei decimi e mezzo di profitto,
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
UNIVERSITARI. SÌ tratta di 3 borse
di studio di lire 150.000 annue per
5 anni, per giovani che abbiano
conseguito nella sessione estiva del
1958 titolo di ammissione a ni-
versità con votazione di almeno sei
decimi e settanta di profitto,
BORSE DI STUDIO PER GIOVANI
LAUREATI. Si tratta di 3 borse di
studio da lire 400.000 per giovani
che abbiano conseguito la laurea
in ingegneria, chimica o fisica con
una votazione non inferiore a
100/110, allo scopo di rendere loro
possibile un periodo di specializ-
zazione di sei mesi presso aziende
anche all'estero,
DUE CONCORSI PER LA PRE-
VENZIONE INFORTUNI, 1) Bozzet-
ti di cartelli figurati (1.0 premio
lire 150.000, 2,0 e 3,0 lire 100.000,
4.0 e 5.0 lire 75.000). - 2) Segna-
lazioni tecniche antinfortunistiche
(1.0 premio lire 200,000, 2.0 lire
150.000, 3.0 e 4.0 lire 100,000, 5.0
e 6.0 lire 75.000),
CONCORSO PER LAVORATORI
ALPINISTI. E* riservato ai dilettan-
ti ed è dotato di 5 premi da lire
100.000 ciascuno per l'attività alpi-
nistica svolta,
CONCORSO PER LAVORATORI
ANZIANI, E' riservato ai lavoratori
occupati da almeno 40 anni pres-
so la stessa azienda (1,0 premio li-
re 100.000, 2.0 lire 70.000, 32.0 lire
50.000; tre premi da lire 20.000
e un premio speciale da lire 100.000
per il lavoratore con anzianità
maggiore).
Per informazioni rivolgersi subi-
to alla «< Gazzetta per i Lavorato-
ri», piazza della Madonna di Lo-
reto 21, Roma,
BIBLIOTECA
Bargellini
distanza dal primo
uscito il panorama
di Bargellini, il pa-
re > che il ses-
fiorentino viene
entusiasmo e
A brevissima
volume, è or:
dell'arte etrusca
noramico «< Belvede,
santenne scrittore
curando con tanto
con tanta competenza.
Niente, come è ovvio, è mutato
nelle linee essenziali dell'opera, cui
già accennammo nel numero sel de
Invece molto più
al stampa delle illustra-
zioni a colori, che contribuiscono
ad accrescere il già grande pregio
dell'opera.
E' già in corso di composizione
l'altro volume, sull'arte romana,
nella quale — secondo la visione
di Bargellini — confluiscono e si
fondono | fermenti ideali della ci-
viltà etrusca e di quella greca.
L'editore ci ha dato, În questi
giorni, Il piano completo dell'ope-
ra, che consterà di dodici volumi,
dei quali il quarto dedicato all'arte
greco-bizantina, il quinto alla ro-
manica e i restanti ciascuno ad un
secolo, a cominciare dal Trecento
per terminare con il volume dedi-
cato al secolo in cui viviamo.
(Piero Bargellini, BELVEDERE -
Panorama storico dell'arte; vol.
II, Arte etrusca; 195 fotografie tn
bianco e nero, 16 tavole a colori;
Vallecchi Editore, L. 3.000),
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che,
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
CESIRA CANDIA ved, PONTINI. A
conclusione di quanto detto nel
n, 10 del 15 giugno Le comunichia-
mo che il Servizio pagamenti della
Direzione Generale Pensioni di
Guerra in data 12-7-1957, con clen-
co n, 10, ha spedito all'Ufficio Pro-
vinceiale del Tesoro di Genova JI
ruolo di variazione n, 3443040, Con
il suddetto ruolo è stato autorizzato
il pagamento degli arretrati spet-
tanti all'orfano, Si presenti in reda-
zione per ritirare la cartolina del
Servizio pagamenti corredata di
tutti gli elementi utili a sollecitare
tale liquidazione.
BARTOLOMEO PERELLI. A seguito
della Sua recente richiesta Le co-
munichiamo che in data 17-7-1958
abbiamo presentato alla Corte dei
Conti il Suo ricorso, e questa ha
PREFERITE L'AUTOMATICO
CO
assegnato Il numero 534415 di po-
sizione, Le confermiamo inoltre che
i documenti allegati erano tutti ne-
cessari e sufficienti e quanto prima
riceverà in proposito una cartolina
direttamente dalla Segreteria della
Corte dei Conti.
TERESIO GIANNECCHINI, A seguito
della nostra comunicazione appar-
sa sul n, 10 del 15-6-1958, La in-
formiamo che jl Comitato di Jiqui-
dazione ha approvato il progetto di
pensione, Successivamente il Mini
stro del Tesoro, con suo decreto
n, 2893073 del 28-6-58, ha deciso
favorevolmente. Ml Decreto è ora
passato al Servizio pagamenti della
Direzione Generale per le pensioni
di guerra per l'emissione del ruolo,
che verrà trasmesso, insieme al ]l-
bretto di pensione, all'Ufficio Pro-
vinciale di Genova, Con jl prossimo
numero del nostro giornale contia-
mo di inviarLe la cartolina con
tutti gli elementi dell'avvenuta tra-
smissione,
cacciatori | tiratori!
BREDA
de.
+.
ALBUM DI FAMIGLIA
Incontro con la psicografia
A vevamo sentito parlare di
psicografia durante un con-
vagno, ed un collega si era
diffuso in particolari senza che
però riuscissimo ad afferrare
gran che. Ci era rimasto tutta-
via il desiderio di approfondir.
ci in questa ” scienza”, ed ab-
biamo cercato di avvicinare
qualche appassionato della ma-
teria,
La fortuna ci ha aiutato e
abbiamo trovato un esperto,
vedi il caso, proprio nella per-
sona di un ex ansaldino: Carlo
Nicolosi.
Carlo Nicolosi ha lavorato per
la nostra Società dal 1940 al
1952 come operaio elettricista
Y
fa
Carlo Nicolosi
dello stabilimento CMI. Ci sia-
mo recati da Ini inoltrandoci
in un picoletto che sbocca in
Sottoripa e Nicolosi ci ha ac-
colti con un largo sorriso, Per
Ini noi rappreséntavamo un
passato che ricorda con simpa-
tia,
Lo studio di Nicolosi è invaso
di quadri e di piccoli strani 0g-
getti e tutto l'insieme rivela la
ricerca degli aspetti più inte-
ressanti della psiche. umana,
nella forma più alla buona,
quella — per intenderci — alla
portata di tutti.
Entriamo subito in argomento
e Nicolosi ci spiega che la psi-
cografia è la "scienza" che
permette agli iniziati di " ve-
dere” attraverso un disegno,
sia le caratteristiche fisiche del
soggetto, non eseluse le even
tuali imperfezioni o i traumi
subiti, sia i tratti del carattere,
e gli eventi della vita, compresi
quelli futuri,
Disegnando un albero — in-
credibile, ma vero luomo
rivela tutto se stesso; dalle ca-
ratteristiche del tronco, dei ra-
mi e delle foglie, il soggetto non
fa che rivelare inconsciamente
la propria storia.
Perchè proprio un albero?
Perchè poche cose sono legate
alla vita dell'uomo come le
piante. E' da esse che ricavia-
mo di che nivere, sono esse che
depurano l'aria che noi respi-
riamo e che colpiscono la no-
stra immaginazione fin dai pri-
mi anni della vita, Spesso, nel-
la remota antichità, gli albert
0 di spicento senso artistico.
Carattere chiuso e molto riflessivo.
La linea curva del tronco Indica |
postumi di un Mceldente alla gamba
sinistra. La convergenza della base
del rami rivela che il soggetto sof-
fre facilmente di cefalea. Le am-
pie fronde stanno ad indicare il
desiderio di espansione e di riu-
scita nella vita.
Y
AS 7
Disegno eseguito da una donna dal
attere mite e molto sensibile,
Amante delle arti figurative, con
uno spiccato desiderio per le sce-
remo che si biforca
che l'autrice del di-
segno è tormentata da un dilemma
per una importante decisione da
prendere,
Soggetto dal carattere ombroso con
tendenza allo scoraggiamento. La
tendenza all'ordine è Indicata dalla
simmetr dei rami. Incostante di
temperamento, Il tronco rivela che
il soggetto è spesso incerto sulle
decisioni da prendere. Mira sicura.
mente in alto.
furono oggetto di culto; ancora
oggi certi popoli dell'Africa e
dell'America centro-meridionale
considerano sacre aleune pian-
te, Nella mitologia classica le
piante sono sovente umanizza-
te. Budda è ricordato dai suoi
jedeli in meditazione sotto un
albero, E si pensi alla poesia
e alla pittura di tutti i tempi
e di tutti i paesi,
Ma forniamo alla psicografia.
L'uomo che, volendo disegnare
un albero, istintivamente dise-
gna una quercia, ripela un ca-
rattere forte e sicuro di sè. Un
pioppo ci dirà, al contrario, che
chi l'ha disegnato è un timido,
un incerto,
Nicolosi ci fa osservare alcu-
ni disegni e dice: " Questa linea
interrotta nella prima metà del
tronco rivela che il soggetto ha
subito un intervento alla gam-
ba sinistra, i rami ineguali de-
nunciano un caratlere irrequie-
to e strano; in quest'altro al-
bero i rami piegati verso il
basso per il peso dei frutti as-
sicurano che il soggetto ha un
avvenire pieno di promesse”.
Alberi dalle forme più strane
vengono disegnati da coloro che
interpellano lo psicografo e in
tutti Nicolosi " vede" a grandi
linee il film della vita,
E' un fenomeno interessante
anche per chi lo consideri con
un certo scetticismo,
Altri elementi di valuzione il
" sensitivo” li rileva attraverso
i colori preferiti dai soggetti, e
questo soprattutto ci sembra un
mezzo valido per scoprire la
personalità di un individuo,
Ringraziamo Nicolosi e quan-
do, attraverso il wicoletto, qua-
dagnamo Sottoripa, ci ricordia-
mo che discutendo con il " sen-
sitivo”, abbiamo scarabocchia-
to un albero su un pezzo di
carta, che è rimasto abbando-
nato sulla sua scrivania,.,
ts:
TTETURTTITTTRZIFTTIUZtONTI VI DDORANTIDRILODITMODALTIAGRIOGL AMMALA
Onorificenza
Athos Mari
Il disegnatore
del Cantiere di Sestri è stato
recentemente insignito della
croce di cavaliere al merito
della Repubblica, in riconosci.
mento della sua benemerita at-
tività cuale consigliere della
sezione di Rivarolo dell’« Asso-
ciazione nazionale mutilati e
invalidi di guerra » e per la
dirittura della vita privata.
Al neo cavaliere giungano le
nostre più vive felicitazioni.
Visita alla Fiat-Miraliori
organizzata da “L'ansaldino”
Il nostro giornale sta organiz-
zando due visite alla « Fiat -
Mirafiori» di Torino, che si
svoigeranno nei due sabati suc-
tranno leggere le modalità per
la prenotazione dei posti e il
programma negli appositi ma-
nifesti affissi nelle portinerie
dei nostri stabilimenti.
cessivi del 27 settembre e del
4 ottobre. Gli interessati po-
MOBILI
A_ RATE di Lire
rivolgendoVi alla Ditta
CARDONA &
GENOVA - VICO DEL FERRO 5.7 r.
{ Da Via Garibaldi a Piazza del Ferro)
Telefoni: 201.508 - 204.723
ARREDATE COMODAMENTE
E BENE LA VOSTRA CASA
con
MODERNI SOLIDI
GARANTITI
5- 6.000 mensivi
GINOCCHIO
FATEVI RICONOSCERE
VI FAVORIREMO
PRESTITI mediante
cessione stipendio
concediamo ad im piegati
RRAT- Via S. Lorenzo 23-13 - Tel. 22.270 - 24.648
Libreria Internazionale Di Stefano
già TREVES
GENOVA
VIA R. CECCARDI - TELEF. 55085 - 55.406
PIAZZA FONTANE MAROSE -. TEL. 23.291
VIA ROMA -. TELEFONO 55.426
- S. p.A.
BIANCHERIA - BIANCA E DISINFETTATA
Non vi illudete di ottenere risultati sostanzialmente effi-
caci coprendo odori con profumi, facendo apparire bianco
ciò che non è pulito, ritenendo disinfettato ciò che è solo
pulito. Con
ANTISAPRIL
si distruggono gli odori, si sbiancano le macchie e si di-
sinfetta efficacemente la biancheria senza deteriorarla.
ANTISAPRIL non è velenoso ed è registrato alla Direzio-
ne di Sanità. Reg. Min, Int. 99/41.
ANTISAPRIL per ogni disinfezione in casa, in negozio, nel
bar, nel ristorante, negli allevamenti.
Cartotecnica tTurrorerILDISEGNO
E PER L'UFFICIO
LUCE N
$. R. L
GENOVA CARTE PER USI TECNICI
ALLESTIMENTI
IN PLASTICA
Telef. 580. 314
PIAZZA DELLA VITTORIA150r.
15
I soggiorni alpini
del È)
? ormai rituale visita agli
ansaldini che, liberi dagli
impegni di lavoro, possono fi-
nalmente fuggire dalle sempre
più rumorose metropoli di og-
gi e godersi la tranquillità dei
monti ritemprando — oltre
che il fisico — il logoratissimo
sistema nervoso, ha subìto
quest'anno una variante di no-
tevole interesse, giacchè ad
opolavoro
Il pullman, al solito, parte
allegro e prestissimo. Dopo
una buona corsa durata diver-
si chilometri, e un certo nume-
ro di indispensabili brevi tap-
pe, Aosta ci accoglie sul far
del mezzogiorno e di lì comin-
cia la vera e propria corsa at-
traverso una strada bella
Pini ed abeti
torrenti e casca-
quanto tortuosa.
giganteschi,
Siesta all'aria pura delle Dolomiti
Andalo e a Pinzolo si è ag-
giunta una località della Valle
d'Aosta: l’ultimo centro abi-
tato italiano del Piccolo S. Ber-
nardo, la Thuile. (La Thuile
significa « il tetto », appunto
perchè è all'estremo limite del
territorio nazionale).
telle che ininterrottamente cre-
pitano precipitando, la neve
lontana che è corona naturale
allo scenario, abbagliante con-
trasto al verde intenso che do-
mina tutt'intorno , solo inter-
rotto dalle cascate e dalle stra-
de, tutto questo panorama ci
La pensione degli ansaldini ad Andalo
16
Un gruppo di soggiornanti a La Thuile
prepara a La Thuile. Siamo
onesti, ci prepara al pranzo.
Solo in un secondo tempo
scopriamo, più che il paesag-
gio (una cui ampia idea già
eravamo riusciti a farci) le
varie possibilità di escursioni
— tante, effettivamente tante
da non poter essere enumera-
te, specie se si tiene presente
la vicinanza della catena del
Bianco; e tra queste va ag-
giunta la prossimità della
Francia, il cui confine può ora
essere varcato anche senza
passaporto (e chi non ne ha
approfittato? ).
Lo stesso albergo-pensione,
il migliore di La Thuile, ha un
bar utilizzabile (ed utilizzato
di fatte) come pista da ballo:
ha una grande terrazza, con
ombrelloni ed altalene per la
gioia dei grandi e per l’ozio
dei più piccoli ed ha soprattut-
to una invidiabile posizione.
Purtroppo e nostro malgrado
siamo costretti a ritornare al-
la metropoli dopo poco tempo.
Fortunatamente per poco, poi-
chè anche Pinzolo ci attende.
Possiamo anche sbagliarci; ma
Pinzolo ci ha sempre dato
l’idea della più raccolta, della
più intima tra le località via
via prescelte, Come centro abi-
tato è il maggiore e indubbia-
mente il più elegante dei tre
ed offre anch'esso, a ben cer-
carle, tantissime possibilità di
divertimento, soprattutto mon-
dano. E, se ci è concesso un
apprezzamento di carattere
personale, tra tutti è il centro
che preferiamo, non fosse al-
tro per la dolce calma che
ispira, per la sua ottima attrez-
zatura turistica, per quel sen-
so leggerissimo di « provin-
cia » che non riesce e forse
non vuole nemmeno mascon-
dere,
Cambiando comunque un
paio di pullman, di buon mat-
tino si può giungere ad An-
dalo, che è ormai un antico e
collaudatissimo soggiorno an-
saldino, soffermarsi sul quale
sarebbe addirittura retorico
Diremo solo che è cambiata la
pensione, quest'anno in una
magnifica posizione isolata, in
una nuova costruzione e con
un afflusso invidiabile — cioè
con un tutto esaurito — du
rato fino all'ultimo soggiorno
praticamente senza soluzione
di continuità.
Per finire diremo che que-
te il successo sempre crescente
dell’iniziativa, dovuto all’otti-
ma organizzazione, al fascino
stesso dei soggiorni, al com-
fort, alle numerose possibilità
Partita alle bocce tra gli abeti valdostani
stanno gli iscritti sono stati
468, dei quali ad Andalo 132,
a Pinzolo 151 e 185 a La Thui-
le: il che dimostra ampiamen-
di divertimento, allo spirito
turistico che anima gli iscritti,
all’opera assidua dei direttori
di soggiorno. emlos
RADARTERAPIA -
Dott. TORSEGNO yitartie NERVOSE
ULTRASUONOTERAPIA
GENOVA - Via Cesarea 15-5 - Tel. 53.825
SAVONA - Casa Cura Rossello - Via Da: Mari, 16 - ‘Tel. 22.706
SPECIALISTA
54.118 - ore 15-19
martedì ore 9 - 11,30
cx
FOTOINCISIONI A.
VIA LANFRANCONI, 43 r. canc.
CERIALE
Telefono 56. 353
MALATTIE
ARTROSI ARTRITI NEVRALGIE
Dott.
REUMATICHE
FIBROSITI
FUMAGALLI
GENOVA - Corso Terino, 9 scala B - Tel. 587-357 (Martedi, Venerdì) ore 15-18
- SCIATICHE - LOMBAGGINI
SEZIONE
CALCIO
La squadra del Dopolavoro Ansaldo
ha vinto il «Trofeo del Lavoratore”
Come era nelle previsioni, la
squadra del Dopolavoro Ansaldo
ha vinto il « Trofeo del Lavora.
tore », indetto e organizzato dal
« Centro Sportivo Italiano » di
Genova.
Gli ansaldini non hanno fati-
cato a raggiungere il successo
finale: basti dire che su tred‘ci
partite disputate, ne hanno vin-
to dodici e pareggiata una, Com-
plessivamente sono state
gnate ventisette reti e subite so-
lamente tre, Come si ricorderà
il torneo si è svolto in due gi-
roni, composti di squadre
ciascuno, Le prime due classifi-
cate dei rispettivi gironi hanno
poi disputato la finale.
se-
sei
La premiazione ha avuto luo-
nei locali del « Centro Spor-
tivo Italiano Il trofeo è stato
go
consegnato dal Vescovo Ausi-
liare di Genova Mons, Chioc
al segretario del Dopolavoro si-
gnor Allegra.
L'on, Luce:fredi, il dr, Costa e
il Presidente della « Lega re-
gionale ligure » della FIGC, cav.
Umberto Levrero, si sono com-
plimentati con i
saldini per l'ottimo e significa-
tivo successo ottenuto,
Oltre al Direttore tecnico geo-
metra Burlando, ha contribuito
all'affermazione della squadra
allenatore Franco Verdacchi.
utti i giocatori (Zampelli, Car-
zino, Parodi, Bellafronte, Mer-
lotti, Cagna, Chiara, Bruzzone,
Sacconi, Belleno, Pittaluga, Ros-
si, a, Tacchino e Baronti) si
sono prodigati per la brillante
affermazione,
La squadra del Meccanico ha vinto
il 1° torneo calcistico aziendale
Presso la sede del Dopolavoro,
durante una breve e cordiale
riunione, sono stati assegnati i
premi alle squadre ed ai gioca
fori che hanno partecipato al
primo torneo calcistico azienda-
le. Ecco le classifiche e i premi:
1) Meccanico; coppa d'argento
« Forni Tagliaferri » e 14 meda-
glie d'oro; 2) Cantiere di Sestri:
coppa « Sampdoria » e 14 me-
daglie d'oro; 3) Fonderia; tar-
ga « Dopolavoro Ansaldo » e 14
medaglie di vermeille; 4) Stabi-
limento CM.L: targa « Dopola-
voro Ansaldo » e 14 medaglie
d’oro.
Sono stati inoltre assegnati | se-
guenti premi: un portasigarette
d'argento, dono dell'ing, Aldo Ta-
1 , al giocatore Giovanni Bran-
da, per essersi dimostrato il gio-
catore più tecnico e più discipli-
nato della squadra del Meccanico;
un thermos, offerto dalla Ditta Ba-
gnara di Sestri, al giocatore Pierino
Biddao, quale giocatore più tecnico
e disciplinato della squadra del Can.
tiere; un paio di gemelli da polso,
dono della Società « RIV >, al gioca-
Santo Zini, Ai dirigenti della
del Meccanico, geom, Re-
petto e P. I. Ravaschio, è stato as-
segnato un premio offerto dalla
Ditta « Grillo sport» di Sampierda-
rena. Ai dirigenti della squadra del
Cantiere di Sestri, signori Rollero
e Ferrando, è stato assegnato un
premio offerto dalla Ditta « Delle
piane >, mentre altri premi sono
andati al dirigenti delle squadre
della Fonderia e del CMI,
LIBRI SCOLASTICI
A PAGAMENTO RATEALE
Anche quest'anno i soci
del Dopolavoro potranno
acquistare i libri scolasti-
ci per i loro figli usufruen-
do del pagamento rateale.
Le modalità relative ver-
ranno rese note mediante
manifesto che verrà affisso
nelle portinerie degli sta-
bilimenti.
SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE
Il programma di massima
per il prossimo autunno
Ecco il programma di massima
preparato dal ” Gruppo escursio-
nismo" per il prossimo autun-
no:
7 settembre: Caldirola - M.
Giarolo (m. 1.473); 14 settem-
bre; Capanne di Marcarolo (me-
tri 754); 21 settembre: vendem-
miata sociale; 28 settembre: M,
Alpesina (m, 979); 5 ottobre; M.
Sagro - Alpi Apuane (m, 1.748);
12 ottobre: Rocche del Reopasso
(m. 958); 19 ottobre: Rocca Bar-
bera (m. 1.142); 26 ottobre: Roc-
ca della Marasca; 2 novembre:
Punta Martina (m. 1,001); 9 no-
vembre: raviolata sociale; 16 no-
vembre: M, Spassuja - Lencisa;
23 novembre: Santuario della
Vittoria (m. 592); 30 novembre:
castagnata sociale,
SEZIONE FOTOGRAFIA E CINEMA A PASSO RIDOTTO
I vincitori del concorso
per diapositive a colori
A cura della « Sezione foto-
grafia © cinema a passo ridot-
to» è stato organizzato il
concorso per diapositive a colo»
ri 24x36 e 6x6 riservato ai
soci del Dopolavoro,
L’interessante manifestazione,
svoltasi il 3 luglio, ha raccolto
oltre 300 opere che, dopo un at-
tento esame da parte della giu-
ria (composta dai signori
do Dellacasa, Pico Barigelli e
Giuseppe Gossis della EFIAP),
sono state selezionate e
premiate:
1). Pietro Novelli
(premio; due ca ori a
ri e due in bianco e nero);
Sergio Rinaldi del MEC (un ca-
ricatore a colori e due in bianco
e nero); 3) Piero Pereda del
CAN (un caricatore a colori e
uno in bianco e nero); 4) Um-
berto Spirito della DIG (un ca-
ricatore a colori e uno in bian-
co e nero); 5) Orlando Vendra-
me del CAN (tre caricatori in
bianco e nero); 6) Rosvaldo Adi-
1.0
così
CMI
colo»
2)
del
nolfi del CMI (due caricatori in
bianco e nero); 7) Aldo Orsoli-
no del CAN (un caricatore in
bianco e nero); 8) Adolfo Otto-
nello del MEC (un caricatore in
bianco e nero); 9) Flavio Fer-
rando della DIG (un caricatore
in bianco e nero); 10) Pietro
Barisione del CAN (un carica-
tore in bianco e nero), Inoltre
al sig. Sergio Rinaldi è stato
assegnato un premio speciale
per il miglior gruppo di diaposi-
tive presentate.
Le diapositive sono state
proiettate nel salone del Dopo.
lavoro alla presenza di un fol-
to e attento pubblico. La « Se-
zione fotografia e cinema a pas-
so ridotto », visto il successo ot.
tenuto dalla manifestazione, ha
deciso di indire, quanto prima,
un nuovo concorso.
SEZIONE M
Buone affermazioni ai
Il « Gruppo motociclismo » ha
partecipato ultimamente ad
tri raduni dai quali gli ansal.
dini sono tornati con nuovi bel.
lissimi premi,
Il 13 luglio, al
ternazionale di
hanno partecipato 48 persone
con 28 macchine per una per-
correnza totale di 220 chilome-
tri) ai centaurj del Dopolavoro
Ansaldo è stata aggiudicata la
coppa del moto club di Lesiano,
quale secondo premio del grup-
po B.
in-
(cui
« Raduno
Baveno »
Altre due coppe sono state
vinte al « Raduno di Busalla »
SEZIONE
OTORISMO
raduni motociclistici
del 13 luglio e al « Raduno di
Castellazzo Bormida del 27
luglio (Madonnina dej centau-
ri). A questi raduni hanno par-
tecipato rispettivamente 42 per-
sone con 21 macchine e 92 per-
sone con
9a macchine.
Infine i mostri motociclisti
hanno preso parte il 15 agosto
(con 38 persone e 23 macchine)
al e Raduno internazionale del
Pasubio », dove si classi.
ficati al 2.0 posto assoluto fra
le squadre nazionali, conqui-
stando la coppa d’argento « Pre-
sidente del Consiglio dei Mini.
stri» e la medaglia d'oro » Ca-
mera dei Deputati
sono
CACCIA
Adone Diegoli ha vinto il fucile «+ Breda”
donato da
Il 13 luglio ed il 3 agosto si
sono svolte allo stand di Mul-
tedo altre due gare sociali di
tiro al piattello e con tali gare
è terminata per quest'anno la
attività di tiro 3 volo, Numerosi
appassionati hanno assistito al.
le due manifestazioni, valide
per l'assegnazione del fucile au-
tomatico « Breda » calibro 12
offerto da « L’ansaldino »
Le gare sono state vinte en-
trambe dal sig. Adone Diegoli
del Cantiere di Sestri, che con
il punteggio ottenuto nella ga-
SEZIONE FILATELICA
Le modalità per l’iscrizione
In data 14 settembre avranno
inizio le iscrizioni alla » Sezio-
ne filatelica » per l'anno 1959,
che si riceveranno al giovedì
dalle 17,15 alle 19,30 c alla do-
menica dalle 10 alle 12 ne' lo-
cali della Sezione.
Tutti i soci riceveranno in
omaggio, sino ad esaurimento, "|
talogo Bolaffi 1 (Italia -
este - Vaticano - S. Marino),
Coloro che sono attualmente
soci e non rinnoveranno la loro
iscrizione entro il 16 ottobre sa-
ranno considerati dimissionari e
verrà loro sospeso ogni serv zio,
La quota annuale rimane fis
sata in lire 200
SEZIONE BOCCE
Ottimi risultati
alle ultime gare
La «Sezione bocce » ha par-
tecipato recentemente con lusin-
ghiero successo ad alcune mani-
“L’ ansaldino”
ra del 15 maggio ha totalizzato
30 punti, aggiudicandosi il fu-
cile
La classifica finale è risultata
la seguente: 1)
(Can) punti 30; 2) Giovanni
gero (Can) punti 24; 3) Attili
Rebuffi (Mec) punti 21; 4) Giu.
seppe Chiappori (Mec) punti 20;
5) Oreste Volpi (Fon) punti 19,
L'attività futura della « Sezio-
ne ia» sarà rivolta all’or-
ganizzazione di alcune gite di
ca pi ca in varie località.
festazioni sportive, piazzandosi
in posizioni soddisfacenti
A Cogoleto i bocciofili ansal-
dini hanno presentato ben un-
dici « terne » alla « Coppa Luigi
Borelli », Le gare sono state
tutte avvincenti e la terna Bari-
sione-Peloso-Gazzo s'è classifi-
cata al quinto posto,
Dieci coppie hanno partecipa-
to inoltre alla «Coppa A. Pic-
cardo » le cui gare si sono svolte
a Genova, mentre otto terne si
tono presentate alla « Coppa Co-
mune di Genova » iazz
al nono posto con i gioci
nino-A. Traverso-Pastorino.
Attività tennistica
Presso il nostro Dopolavoro ha
avuto inizio un'attività tennistica
che attualmente si svolge sul cam-
po del « Dopolavoro ferroviario >
in via Roggerone a Genova-Rivarolo,
Possono partecipare a questa at-
tività tutti gli iscritti e loro fami-
gliari, Per informazioni, adesioni e
prenotazioni del campo rivolgersi
presso la sede di Sampierdarena,
via A. Stennio 5-1, al mercoledì e
al venerdì dalle 17,15 alle 19,30.
Fratelli
PAGANO
Tipografi Editori dal 1797
CARTA
CANCELLERIA
ICCÉ
ARTICOLI
PER UFFICIO TECNICO
GENOVA - PIAZZA DE MARINI, 4-6 - Telefono 290.306
17
Si sono sposati
Giuseppe BORGAZZI
Inces Bongiovanni
- 20 apr Antonio CURCIO (Cmi)
con Maria Bruzzone - 21 aprile:
Alfio ANCILLOTTI (Fon) con
î aprile:
(Fon) «
na Daziano - 8 maggio: Silvio CAL-
ZOLARI
26 maggio:
Enrica
{(Mug) con Dirce Pellegri -
Carlo CIATI (Mug) con
Ha - 31 maggio:
LLA {(Mug) con Stel-
l.0 glugno: Riccardo
BERNABEI (Mug) con Rosita €
purro . 2 giugno: Luca Silvio P
SCE (Mec) con Annita
giugno: Bruno ERCOLE
Lidia Ramaeno; Luciano
lina Puccini -
Serra - 7
{Mec} con
TARTARI-
NI {Mug) con Torri; Vincen-
zo BELLONI (Mec) con Anna Da-
gnino . 14 gi Guido MEOLA
(Mec) con ziella Manfredini -
21 giugno: Silv CATTANEO (Mec)
con Cesarina Genovesio - 26 giu.
gno: Remo NICCOLI (Mug) «con
Erminia Frontini - 28 giugno: Bru-
no VECCHI (Fon) con Liliana Pa-
vesi - 29 giugno: Carlo CERVETTI
con ida Cei - 5 luglio:
LUPI {Fon) nm Romualdo
iani - 6 luglio: Carmeto CAM-
(Mec) con Liliana Lion -
Alberto ALBERGHI (Mec)
Pia Pavanelli - 16 luglio:
BARBASSA (Can) con Li.
dia Guida - 19 luglio: Sergio CO-
Can) con Caterina Nqzza
Sandro DONATO (Can)
Amendolia - 27 luglio;
Luelano GIUSTI (Can) con Vera
Bobini - 28 luglio: Giotto TOSI
{Can) con Wilma Ciocel - 31 luglio:
Angelo IRRERA (Can) con Rosa Pi.
sano,
Agli sposi i nostri vivissimi au-
uri,
Antonlo
a
Sono nati
28 dicembre ALBERTO, del
l'ing. Nunzio Valvo (Can) e di
Maria Soledad Plaza - 10 febbraio:
ANTONELLA, di Dullio Bianchi
(Mug) © di Giselda Gramatica - 8
maggio: VINCENZO, di no Ro-
neo (Uan) e di Marianna Staltari
maggio; RITA, di Domenico
(Mug) e ai Maria Zanello
rIZIANA, di Tiziano
s.ivira Vinci»
- ll
Faridone
maggio:
Fabbri (mug) e di
guerra + 284 maggio: LIA, di Nedo
Domenici (Liv) e di ltala Gradassi
- 30 maggio: ANNA MARIA, di An-
tonlo Della Monica (Liv) e di Maria
Costanzo - 31 maggio: MAURIZIO, di
Hartolomeo Molinari (Can) e di An.
arelina Minetto 8 giugno: MASSI-
Mu, gi Giovanni itatuazzi (Mec)
di icosa haggio; RAFFAELE, Gi Ma-
rio berotti (Mug) € dui Anna
4 giugno: ANNALISA, @i
Magoni (Mug) È
itosa ‘ivegna - iz giugno:
LA, di Gian Franco Les )
e ui Wanaa Pollacchioli; ALESSAM-
UA, di Agostino Casarino (Lan) è
ui + dina Uiusto - 13 giugno:
FRANCESCA, di Giuseppe De Palo
(Can) e di Anna De Micheli — da
giugno: ANTONELLA, di Emilio Co-
gorno (Can) e di France
Ha - 15 gi î MASSIMO,
Zipoli Liliana
ari -
Antonio
(Liv) e di Pozzi;
PAOLO, di Mario Visco (Mec) e di
Mattex
Vittoria. Monaci;
Carlini (Fon) e
giugno; DONATELLA,
iiliotti (Liv) e di Rosa Batestri
17 giugno: DANIELA, di Giuseppe
Crovetto (Mec) e di Rosa Tormena;
MARIA GIOVANNA, di Antonio Re-
gondi (Mug) e di Gina Bellotti -
18 giugno: FULVIO, di Innocente
Barbieri (Mec) e di Elisa Schlara
- 20 giugno: MAURO, di Enrico
Grosso (Fon) e di Maria Accorsi;
GIOVANNI, di Vincenzo Grassi
(Mug) e di Adelaide Rarità - 22
giugno: ANGELA, di Ferdinando
Cau (Can) e di Pasqua Mammolita;
PAOLO, di Pietro Spigliati (Liv) e
ROSA, di
»
5
di Licia Baluganti - 23 giugno: MA-
RIO, di Luciano Peonl (Mug) e di
Eula Biagioni - 24 giugno: ANGE-
LA, di Bartolomeo Scorza (Fon) €
di Mario Chiossone - 25 giugno:
GIUSEPPINA, di Giuseppe Dagnino
(Can) e di Giovanna Broccaro; TI-
ZIANA, di Mario Pesce (Mec) e di
) ja Bresso - 26 giugno: EDY, di
Aldo Vesinia (Mug) e di Liliana
Gasparini; E ICO, di Marlo Nico-
lini (Can) e di Anna Mighetto -
27 giugno: STEFANO, di Giovanni
Roggero (Can) e di Virginia Avra-
SIMONA, di Walter Luppi (Can)
Caterina Rossi -. 28 giugno:
FLAVIO, di Livio Cagna (Can) e
di Diolina Guareschi; PATRIZIA, di
Alberto Tassara (Mec) e di Cateri-
na Castruccio - 30 giugno: GIOR-
GIO, di Carlo Battistuzzi (Mec) e di
Maria Luigia Baldini; FRANCO, di
Amedeo Turdo (Can) e di Anna
Torre - 1.0 luglio: MARCO, di Fran-
co Gambacciani (Liv) e di Gio-
vanna Mannocci . 2 luglio: MARIA,
di Lorenzo Dagnino (Can) e di Fan-
fulla Puppo; FRANCESCO, di Gae-
tano Adducci (Can) e di Maria
Guasti - 3 luglio: CATERINA, di
Giovanni Oliveri {Mec) e di Aldina
Pigollo; LORELLA, di € re Ber-
nardoni (Mug) e di Pac Alibran»
di; ROBERTO, di Attilio Rubba
(Cmi) e di Angela Tonini - 4 lu-
glio: ROBERTINO, di Franco Pasto-
rino (Mec) e di Maria Pastorino -
6 luglio: DANIELA, di Fabio Favoni
(Can) e di Maur Blongetti - 7
luglio: NADIA, di Vasco Gherarde]-
li (Can). e di Benvenuta Soddu;
MAURIZIO, di Giacomo Polese
(Fon) e di Marisa Quirino; ARIA-
NA, di Michele Barile (Can) e di
Noemi Arata - 8 luglio: PASQUA-
LINO, di Giuseppe Putrino (Mec) e
di Caterina Mariano » 10 luglio
IVO, di Azeglio Brucciani (Mec) e
di Rina Bergonzini - 12 luglio: BAT.
TISTINA, di Martino Piecardo (Can)
e di Marla Canepa; GUGLIELMO, di
Egiziano Gemignani (Mec) e di
Bursì - 13 luglio: GER-
di Ponziano Rimembrana
(Cmi) e di Fermina Pavoni - 14
luglio: ANGELO, di nilio Parodi
{Can) e di Maria Gattorno - 19
luglio: SERGIO, di Nicola Campora
(Cmi) e di Elisa, Parodi - 26 luglio:
ANNA, di Mario Turno (Mec) e di
Maria Pastorino - 6 agosto: VALE.
RIO, di G. B. Molinari (Dig) e di
Angela Ange I,
A tutti i piccolissimi < ansaldini »
ed ai loro genitori i nostri auguri
più fervidi,
Commiati
Hanno lasciato | servizio per
raggiunti limiti di età i seguenti
lavoratori della nostra Azienda:
CANTIERE DI SESTRI
G. B. VERARDO, assunto il 5-11-
t maestro d'ascia.
BOUERO, sunto il 2.7.
1 ferro,
Giuseppe 2LLO, assunto 1'11-
7-1928, tracciat dl
FRANC assunto
ll 6-12-1928. aggiustator
Aldo BRAIATI, assunto il 2 1930,
calderaio.
izo PARETO,
elettricista.
GRONDONA, assunto il
3: marinaio imbragatore,
CAROSIO, assunto 1°11-1-
, ingrassatore,
Giuseppe SENSOLINI, assunto il 2-
assunto l'8-11-
1
Bartolomeo
2-1-1935
8-1938, montatore scafo.
Ettore GAION assunto il 1°4-
19539, manovale specializzato
Augusto MAZZINI, assunto ll 29-1-
1940, addetto macchine legno
Sebastiano SCHIZZAROTTO, assun-
29-7-1940, vernb
CARBONE, nssunto |l 12-8-
impiegato nministrativo
BARTOLINI, assunto il 7-5-
342, falegname,
Pietro TIGLINI, assunto |l 15-6-
1942, marinaio imbragatore
SERRA, assunto il 27-10-
Nino
assunto ll 9-2-1943,
Ingrassatore.
Margherita TORRE, assunta il 5-5-
a ade pulizia
assunto il 12-4-
addetto macchine,
esco CARBON assunto
-8-1943, ag n
Vittorio I I , assunto Sl
18-10-1963, saldatore autogeno,
Giuseppe BALDO, assunto il 23-10-
1945, addetto magazzino,
Fiorenzo CAVALLI, sunto il
5-1966, saldatore nutogeno,
10-
MECCANICO
Giovanni MARTINO, assunto ll 5-
3-1917, sott 0 officina.
Gottardo BERTAZZO, assunto ll 7-7-
1918, sottocapo ofMfelna.
Angelo CAROZZINO, assunto il 19-
11-1919, distributore attrezzi.
Giuseppe BOTTERO, assunto il 4-
6-1920, capo reparto,
Giovanni MICHELI, assunto ll 20.
capo
PI,
gruppo.
Felice L assunto il
tecnico
Giuseppe COSSO, assunto il
, enpo squadra,
Giovanni MICONE, assunto il 16-
9-1925, tecnico montaggi esterni,
G., B. MACCIO', assunto il 9-3-1926,
amatore,
19-10-1922,
21.5.
n 17-
assunto |l
assunto ll 2-8
1 K tore
Emilio assunto il 19-12-
1934, criccatore.
Ettore CAPRONI, assunto il 23-6-
1937, affllatore
Gerolamo CANFPA, assunto Ml 6-
12.1937, falegname,
Cisa PICCHI, assunta il 10-2-1938,
addetta magazzino.
Isidoro GRASSI, assunto 1°11-4-1938,
capo reparto.
Lorenzo GANDOLFO, assunto il 24.
5-1938, tagliatore fiamma.
iuldo CAPRA, assunto M
14-11-
1938, addetto magazzino,
Annibale AVANZINI, assunto il 1°-
8-1939, tornitore,
Rosario CARBONARO, assunto il 6-
10-1939, tornitore.
Carlo GAGGERO, assunto il
1940. saldatore elettrico.
22-6-
Andrea ROBELLO, assunto il 10.
2-1961, tubista.
Luigi PERAGALLO, assunto Il 12-
, aggiustatore.
Mario TOSI, assunto il
contabile
23-9-1941,
Adalgisa TRIGLIA,
il 6-10-
1942, addetta pulizia,
Ezio ROSSI, assunto il 22-2-1943,
aggiustatore,
Maria CIRELLI, è lì 12-3-
1943, mensa
Pietro LUSCARDO, assunto il 12-
imbragatore,
o PICCIAU, assunto il 4-
1946, collaudatore,
a BAIARDO, assunta ll 15-1-
1947. dattilografa.
Italo SCABINI, assunto il 26-1-
1953, impiegato amministrativo.
FONDERIA
Pietro LUPANO, assunto V'11-9-1911,
Impiegato tecnico.
Angelo MARINI, assunto ll 3-2-1937,
manovale speclalizzato,
Armando DE MARCHI, assunto 1'8-
11-1938, sottocapo officina,
Vincenzo CARTA, assunto il 5-i-
194 addetto prove jArauliche,
Glow RUBINO, assunto jl 13-93-
1942, manovale specializzato.
Antonio
1946,
BUSICO,
tornitore,
assunto il 20.11-
C.M.I,
Cav, Pietro DODI, assunto {l
1920, ipo sezione
Iaigi DE PIANE, assunto il 14-
2.1921, fresatore
BANCHI, assunto il
925, alesatore
Agostino RAVASCHIO, assunto ji
9-2-192B8, capo montatore.
TORTAROLO, assunto 1] 27-
2-1931, aggiustatore,
vo PLANCHER, assunto il 24
331,
Silvio
assunto il 19-12.
1932, È
Filippo RAVASCHIO, assunto il 10-
3-1933,
Giuseppe assunto Sl
10-1935, tornitore,
G. B. PIU, assunto il 2-6-1939, ma-
rinaio Imb atore
Domenfco PICCARDO, assunto fl 27-
4-1942, manovale specializzato.
Giuseppe BARZAGHI, assunto ]'1-
5-1942, capo reparto,
Maurizio GALLO, assunto il 2.7.
1962, imbragatore.
DIREZIONE GENERALE
Arnaldo BOLOGNINI, assunto il 2.
1-1939, tecnico
SERVIZI AUSILIARI
SANTO, assunto l'1-8-
Raffaele DI
19 sorvegliante,
A questi benemeriti lavoratori,
che hanno speso le loro migliori
energie per l'affermazione dell'An-
saldo, giungano i ringraziamenti più
vivi e l'augurio di un sereno riposo.
Atti di onestà
L'operaia Maria Rosasco del-
la Fonderia, rinvenuto un oro-
logio d’oro nello stabilimento,
si affrettava a consegnarlo al
Capo della vigilanza che lo re-
stituiva alla proprietaria.
*
Il capo reparto Pasquale
Ghiglino del CMI, rinvenuto
un anello d'oro nell'interno
dello stabilimento, si affrettava
a svolgere personalmente in-
dagini per rintracciare il pro-
prietario, al quale lo riconse-
gnava,
Segnaliamo a tutti, con vivo
compiacimento, questi atti di
onestà.
kate
[Jan FAMOSO REALLA FAVORITA:
"QUAL'E ILSEGRETO DELLATUA BELLEZZA,
LACREMA © LA LOZIONE PREFERITA
&'HE VIDA QUESTA ETERNA dloVINEZZA?,,
ISPOSE QUELLA SPLENDIDA DAMINA,
AL SECOLO MADAMA PONPADOUR:
“o Mo SIGNORE lo PRENDO chi MATTINA
LACELEBRE MANNITE o? DUFOUR!,,
Usate anche voi mannite Dufour!
ISTITUTO MINERVA
SAMPIERDARENA
VIA DELLA CELLA, 8
TELEFONO 41-818
PREPARAZIONI
E S T I VE
AGLI ESAMI DI RIPARA-
ZIONE DEL 3 SETTEMBRE
PER QUALUNQUE CLASSE, MATERIA E TIPO DI SCUOLA
Società EpitrICE INTERNAZIONALE
SEDE CENTRALE: TORINO FILIALE DI GENOVA
CORSO MARGHERITA, 176 VIA PETRARCA, 24 R.
I libri di viaggio più
richiesti dal pubblico
PENNA VAGABONDA
GIRO DEL MONDO IN QUATTRO TAPPE
con numerose fotografie dell'autore
2a Edizione
Orio Vergani QUARANTACIAQUE GRADI ALL'OMBRA
ATTRAVERSO L'AFRICA DA CITTÀ DEL
CAPO AL CAIRO - con illustrazioni
Elio D'Aurora TRA RENNE E LAPPONI
(DALL'ITALIA AL CAPO NORD)
Virgilio Lilli
L. 1200
L. 1000
36 fotografie a 6 colori - 25 in nero L. 2000
Elio D'Aurora VITA D’INVIATO
(DALL' AFRICA ALL' AMERICA ) L. 2500
Salvino-Chiereghin VENEZIA E LA SUA LAGUNA
con fotografie a colori
UgofiMaraldi IL ROMANZO DELLA; TERRA
Illustrazioni alicolori
L. 1000
L. 1500
Un panorama completo dell’ evoluzione umana
dalla creazione sino ai nostri tempi
CINESELEZIONE
3 *
“L'affare Dreyfus
N el protrarsi delle pro-
grammazioni estive, tra
pellicole in maggior parte
da » circuito B », fa spicco
il film americano « L’affare
Dreyfus » diretto e inter-
pretato da Josè Ferrer.
La recitazione degli utto-
ri di contorno non è forse
di prim’ordine, ma quella
di Josè Ferrer tiene inolto
= bene, dandoci un Dreyfus
molto misurato e convin-
cente. Le scene della Pari-
gi dell’epoca sono passabi-
î li, mentre buona è la pit-
tura dell'ambiente militare
e spesso ottime le scene
dei processi,
Consigliamo il film a tut-
ti: agli anziani perchè pos-
sano far rivivere l’ormaî
sbiadito ricordo di quelle
vicende cariche di elettri.
cità e di passione. e aî gio-
vani perchè conoscano una
pagina della storia della
Francia che va conosciuta.
La vicenda, come noto, fa
perno sul famoso processo
per spionaggio intentato -
dalla cricca militare e na-
zionalista francese contro
l'ebreo Dreyfus, condanna- =
to alla deportazione nel-
l'isola del Diavolo. Invano
Zola scrisse il suo « J'accu-
se» e i circoli democratici
chiesero la revisione del =
processo, che, effettuata,
confermò la condanna, sia
pur riducendola a dieci an- =
ni. E dopo quasi dieci anni
di detenzione all'isola del =
Diavolo fu finalmente i ico-
nosciuta l'innocenza di
Dreyfus, reintegrato nel =
grado, e la colpevolezza di
un certo capitano Ester-
hazy.
IL PORTOGHESE
I NOSTRI
La somma di tutti i
ansaldini
I numeri del lotto
numeri del lotto estratti ogni
settimana varia, teoricamente, da un minimo di 150 a un
massimo di 4400. Per partecipare a questo concorso gli
dovranno cercare di
tutti i numeri dell'estrazione del lotto di sabato 27 set-
tembre. Le risposte dovranno essere consegnate ai nostri
corrispondenti di stabilimento o inviate in Redazione en-
tro il 20 settembre, corredate di nome, cognome, numero
di cartellino e sigla dello stabilimento di appartenenza. |
premi (1.0 servizio di piatti per sei persone; 2.0 servizio
di tovaglie per sei persone; 3.0 e 4.0 due scatole ciascuno
di cacao « Perugina ») saranno assegnati a coloro che,
nell'ordine, si saranno maggiormente avvicinati alla som-
ma dei numeri estratti. Nel caso di due o più risposte
ugualmente classificate si procederà per sorteggio.
CONCORSI
indovinare la somma di
Risultati dei concorsi precedenti
“Le canzoni scenografate”
I titoli esatti
zoni scenografi
«Son fili d'o
nbett »; « Corde
ra»; « Scrivimi >;
Tra i mumerosi lettori che hanno
Inviato l'esatta soluzione la sorte
ha favorito: Aurelio Maggiolo del
CMÎ (vince un servizio di piatti
per sei persone); Antonio Bosco
del CAN (vince un ferro elettrico
da stiro); Ottorino Lanza della DIG
(vince un servizio di tovaglie per
sel persone); Flsa Fasce della DIG
(vince due scatole di cacao « Pe-
rugina >).
delle cinque can-
te sono | seguenti:
>; « Casetta fra gli
della mia chitar-
« Vola colomba »
“Drammatico dilemma”
La soluzione
tta è In seguen-
te: <Nl saggio si liberato », In-
fatti egli, risponde o «Sarò im»
Piccato > mette il tiranno in condi.
zione di non poter applicare ie
pene annunciate, in quanto non
dice una verità per non essere de-
capitato e nemmeno può essere
impiccato perchè la sua risposta
non può diventare una bugia, Tra
| lettori che hanno Inviato la solu-
zione esatta il sorteggio, effettuato
alla presenza di testimoni presso
la Direzione Generale, ha favorito
Î seguenti signori: Sidney Rossi
del MEC (vince un ombrellone e
una sc a sdralo); Anteo Dodi
della F (vince una sveglia da
viaggio): Luigi Giacchero del MEC
(vince un ferro elettrico da stiro);
Natale Guala della FON (vince un
servizio di tovaglie per sei per-
sone); Antonio Lazzoni del SAU
(vince un pacco di oggetti « Plrel-
li >); Rino Rossi del MEC e Maria
Luisa Gili della FON (vincono cia-
scuno cinque libri offerti dalla
« Vallecchi »); Lorenzo Bruni della
FON e Andrea Rapetti del MEC
(vineono ciascuno due scatole di
caeno < Perugina »)
Lavoratori
attenzione!
Quante volte passando nella centrale via R. Carzino
a Sampierdarena avrete ammirato la splendida mo-
stra dei Magazzeni MA-BI Biancheria - Maglieria -
Camiceria e affini per uomo e donna!
Vi sarete certo rammaricati di non poter spendere
in detto negozio i Buoni rateali Enal. Oggi questo è
possibile.MA-BI accetta detti Buoni sui prezzi inva-
riati di vetrina che Voi sapete già quanto siano
convenienti.
MA-BI ambisce la Vostra preferenza
GRAZIE
MEMENTO
Armando RICCI
di 43 anni, dipendente dello
Stabilimento CMI, deceduto il
12-7-1958. Era stato assunto
nel 1938. Lascia la moglie e
tre figli.
Giuseppe BALDI
di 62 anni, pensionato, ex capo
duto il 17-5-1958. Era stato as-
sunto nel 1920. Lascia la mo-
glie e due figli.
Addo CASAGRANDE
di 54 anni, dipendente del
Meccanico, deceduto il 18-7-
1958. Era stato assunto nel
1939. Lascia la moglie e un fi-
glio.
Giuseppe PRIANO
di 56 anni, ponteggiatore del
Cantiere di Sestri, deceduto il
29-7-1958 in seguito ad infor-
tunio mentre lavorava su un
mità della motocisterna « Si-
cilmotor » in allestimento. Era
stato assunto il 19-2-1940. La-
scia nel viù profondo dolore il
padre, la moglie e una figlia.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «L'ansaldino».
PROIETTORE « Cipiemme >
8 mm
vendo oppure mbio con macchi-
na fotografica 24 x 36 « Contina > è
« Vito >», 0 lampeggiatore elettroni.
co 0 giradischi tre velocità. Tele-
fonare al n. Interno 426 del Mec-
canico
VENDESI lettino per bambino in
legno verniciato, Telefonare al nu-
mero 465074
VENDO bicicletta marca «Perla> da
passeggio, in ottime condizioni, a
prezzo modico, Rivolgersi! al magaz-
zino verniciatori del Meccanico op.
pure telefonare al n, 685931.
Mobilificio
GIORDANO COSTA
GENOVA - SESTRI
Via Hermada N. 18 r.
Telelono 471-234
loncessionario materassi:
Permaflex
officina del Meccanico, dece- ponte galleggiante in prossi-
-
= LPIONZIMAZIVAE POR PUO
E ILIONE DUIAPATI TG TIZIA MII DPR MAO
3
°
MOTOR OIL
temperat ura,
l’olio per tutte le temperature
volte al minuto...
A un regime medio di 3500 giri, ogni ci-
lindro viene percorso dal pistone 7000 volte in
un minuto. Se non sono ben protette da un
olio particolarmente resistente all'attrito, do-
vuto alle clevate pressioni e allo strisciamento,
le parti vitali del motore alla lunga risentono
di questo sforzo poderoso. E ci sono insidie al.
trettanto pericolose, che un buon lubrificante
deve combattere: la corrosione e gli sbalzi di
Affidatevi a un olio speciale, come lo
Shell X-100 Motor Oil Multigrade, che com-
batte la corrosione e protegge il motore a
qualsiasi temperatura.
facilita l'avviamento
protegge il motore
combatte la corrosione
fa risparmiare carburante
19
‘anteriore fusa alla nostra Fonderia per il
fondensatore principale della «Leonardo da Vinci”.
Position: 2432 (36 views)