L'Ansaldino, n. 4, 1959

Contenuto

L'Ansaldino, n. 4, 1959
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
A p. 1 (copertina): eliche di bronzo a quattro e cinque pale fuse alla nostra Fonderia
A p. 20 (quarta di copertina): l'interno di un collettore d'acqua di una delle caldaie costruite al Maccanico per la "Leonardo da Vinci"

- Prove della "Santa Isabella" e della "Ginevra Fassio", p. 2-3
- Uno stabilimento chimico sarà realizzato dall' Ansaldo e dalla Montecatini in Jugoslavia, p. 4
- Consegnate alle Ferrovie le due nuove locomotive Diesel, p. 4
- Panorama aziendale, p. 5-6-7
- Interni della "Bernina", p. 8-13
- Il nuovo museo del cinema a Torino, p. 9
- Viaggio immaginario nel sistema solare, p. 10-11-12
- I cento anni del Canale di Suez, p. 12
- Carosello ansaldino, p. 14-15
- Impianti industriali d'illuminazione fluorescente, p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- La Ruota del Tempo, p. 18
- Previdenza sociale, p. 18
- "l'ansaldino" risponde, p. 19
- I nostri concorsi, p. 19
- Memento, p. 19
Data testuale
1959 marzo 15 - 31
Consistenza
pp. 20
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/100
Formato
Rivista quindicinale a stampa
contenuto
ansaldino

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a turbocisterna «Santa Isa-

bella», costruita al nostro
Cantiere di Muggiano per con-
to della Società « Messana »
di Messina, ha superato feli-
cemente le prove a mare con
viva soddisfazione dell'’armato-
re comm. Angelo Scinicariello
e dell'Ansaldo, in particolare

dei dirigenti, dei tecnici e
delle maestranze del cantiere
spezzino.

La nave, che era stata impo-
stata il 1.0 marzo e varata il 5
ottobre dell'anno scorso, è sta-
ta realizzata col sistema a due
paratie longitudinali, ha un
ponte dotato di copertini infe-

riori con castello al centro e
cassero poppiero ed è mossa
da un'elica azionata da un
gruppo turboriduttore Ansaldo
da 14.500 cavalli, capace di
imprimere alla nave una velo-
cità a pieno carico di nodi
16,30, ll vapore è fornito da
due caldaie tipo Foster Whee-
ler a tubi d'acqua.

Le prove preliminari, com-
prendenti taratura e compen-
sazione di bussole, apparecchi
di navigazione, prove del ra-
dar, argano a salpare, giropi-
lota, hanno avuto luogo il 18
febbraio,

Il 21 febbraio, alle 6,30, agli

ordini del comandante Beretta,
capitano d'armamento dell’An-
saldo, la nave ha salpato le
ancore verso la base misurata
di Portofino per effettuare le
prove di velocità a mezzo ca-
rico.

Erano presenti a bordo l’ar-
matore Scinicariello, l'ing.
Verde, il comm. Fassio, il dr.
Casinghini, l'ing. Micillo, il
com.te Scaramellino, il diret-
tore di macchina Foti, l'ing.
Grossi, il dr, Taliercio, il sig.
Alinghieri e il sig. Giunchi per
la Società armatrice; gli ingg.
Pannunzio, Gallo e Scarpa per
il « Registro Italiano Navale »,

La T/c. « Santa Isabella » fin alto) e il suo quadro di manovra in sala macchine (sotto)



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il sig. Lemmi e l'ing. Coppeti
per l'« American Bureau of
Shipping »; l'ing. Iraci per la
« Vasca navale »; il direttore
del Cantiere di Muggiano ing.
Palenzona con i vice direttori
ingg, Grillo e Gradoli e il diri-
gente amministrativo dr. Mi-
gone, il direttore centrale ing.
Mori, gli ingg. Bozzo, Parodi,
Celentano, Mortola e Tamassi
per l'Ansaldo.

Nel corso delle prove a tut-
ta velocità sulla base misura-
ta, la nave ha raggiunto la ve-
locità media di nodi 17,56, no-
tevolmente superiore a quella
contrattuale. Questa media sa-
rebbe risultata anche superio-
re, se un forte vento e il mare
mosso a forza 2 e 3 non aves-
sero investito lo scafo al tra-
verso per tutta la durata delle
prove, influendo certamente in
modo notevole sulla naviga-
zione,

Anche le prove del timone
e dei consumi hanno dato un
esito soddisfacente, particolar-
mente questi ultimi, che sono
stati sensibilmente inferiori al
prevista,

La nave è poi rientrata nel-
lo specchio d'acqua prospicien-
te il Cantiere di Muggiano, in
attesa di partire per il suo pri-
mo viaggio,

Cinque giorni dopo lo svol-
simento delle prove ufficiali,
il 26 febbraio, la turbocisterna
« Santa Isabella » è stata con-
segnata alla Società armatrice.

La cerimonia della firma dei
documenti di passaggio di pro-
prietà s'è svolta a bordo della
nave attraccata al molo di al-



Prove della “Santa Isabell

lestimento del Cantiere di
Muggiano, Per l'occasione era-
no presenti: l'armatore comm.
Angelo Scinicariello, l'ing.
Verde, l'ing. Micillo e il com.te
caramellino per la Società ar-
matrice « Messana »; il condi-
rettore commerciale ing. Di
Pietrantony, il direttore del
Cantiere di Muggiano ing. Pa-
lenzona con i vice direttori
ingg. Grillo e Gradoli e il di-
rigente amministrativo dr. Mi-
gone per l’Ansaldo.

Due ore dopo la firma dei
documenti la « Santa Isabella »
ha lasciato il Cantiere di Mug-
giano diretta, per il suo viag-
gio inaugurale, verso il Golfo
Persico.

n

[ 1 7 marzo la turbocisterna

« Ginevra Fassio». ha supe-
rato brillantemente le prove
a pieno carico. La nuova uni-
tà continua, come è noto, la
riuscitissima serie di petrolie-
re da 31.500 tonnellate di por-
tata lorda ed è la quinta, in
ordine di consegna, delle Quin-
dici navi commesse all’Ansal-
do dalla « Villain & Fassio e
Compagnia Internazionale di
Genova - Società Riunite di
Navigazione ».

La « Ginevra Fassio » ha ini-
ziato le prove il 25 febbraio
con i giri sugli ormeggi e le
ha continuate il 28 con quelle
preliminarj in mare; quindi ha
spostato in bacino di carenag-
gio e il 3 marzo ha affrontato
le prove ufficiali di registro a





































zo carico. Il 7 marzo ha
tenuto le prove contrattuali
Pieno carico e due giorni
Opa è stata consegnata all’ar-
More, Infine, il 12 marzo, ha
Dilato gli ormeggi iniziando
Suo viaggio inaugurale.
Wurante le prove prelimina-
Sono anche state eseguite le
ve del macchinario di co-
erta e, al collaudo del 3 mar-
Na mezzo carico, si è rag-
Unta la velocità massima di
Mi 18,666 con una media di
Mi 17.65 e con una potenza
l'apparato motore di 14.567
valli.

lì 7 marzo, come si è detto,



GESTO MUNIFICO
della Società “Italia”

| La Società di navigazione
«Italia», armatrice della
turbonave passeggeri « Leo-
hardo da Vinci» varata al
santiere di Sestri il 7 di-
embre dell'anno scorso, ha
o pervenire alla nostra
Società la somma di lire

1.000.000 a favore delle
opere assistenziali degli
fabilimenti interessati alla

Costruzione.

"La somma è stata asse
nata come segue: lire 700
mila al Cantiere di Sestri,
lire 250.000 allo stabilimen-
to Meccanico, lire 50.000 al-
la Fonderia.

Ringraziamo sentitamen-
te, anche a nome delle mae-
Stranze, la Società « Italia >
per questo munifico gesto.





e della

sono state effettuate le prove
contrattuali a pieno carico,
Bruttissima la giornata, uggio-
so il tempo, A bordo, oltre al
direttore del Cantiere sestrese
ing. Boero e agli altri mag-
Biori dirigenti dello stabili-
mento, erano il comandante
Beretta al timone, gli inge.
Bozzo, Parodi e Durante, i
sigg. Bigi ed Emanuelli (che
ha diretto con la solita com-
petenza e signorilità i servizi
logistici), Per la società arma-
trice erano presenti l'ing. Mar-
tinoli, il comandante Selvatici,
l'ing. Donnini, i comandanti
Pezzolo, Ferreri-Caputo e Pa-
lazzi, Ospite graditissimo i] vi-
ce console U.S.A. a Genova
sig. Kennon, che sj è dichia-
rato entusiasta della nave e
del suo comportamento,

Ben poco registra la crona-
ca. Le prove si sono effettuate
sulla solita base di Portofino
con un dislocamento pari a
41.310 tonnellate. La velocità
massima raggiunta è stata di
nodi 17,952, la media è risul-
tata di nodi 16,91 con una po-
tenza dell'apparato motore di
14.500 cavalli.

Rientrando alla calata Olii
Minerali del porto di Genova
donde eravamo partiti, abbia-
mo chiesto all'ing. Boero alcu-
ne dichiarazioni. Egli ci ha
detto: i

« La turbocisterna ” Ginevra
Fassio” era stata varata il 7
settembre dello scorso anno in
un momento nel quale il Can-
tiere di Sestri non aveva navi
in allestimento, Infatti l'ulti-
ma nave allestita al no-

stro Cantiere, la motocisterna
" Sicilmotor”, da 31.500 t.p.l,
aveva lasciato la nostra dar-
sena il 30 agosto dello stesso
anno per effettuare il normale
ciclo di prove in mare, Il varo
della " Ginevra Fassio” era
stato pertanto salutato con vi-
vo entusiasmo perchè chiudeva
un sia pur breve periodo di
completa inattività delle no-
stre banchine di allestimento
dopo anni di intensissimo la-
voro,

I lavori di allestimento del-
la "Ginevra Fassio” si sono
svolti con ordinata successio-
ne, Le prove di collaudo degli

impianti di scalo, di coper-
ta e degli ausiliari di mac-
china, erano state tutte com-
pletate con soddisfazione del-
l’armatore e dei Registri di
classificazione prima della
uscita della nave dalla nostra
darsena per le prove prelimi-
nari a mare,

Durante le prove in mare
aperto nelle varie condizioni
di assetto nave stabilite dai re-
golamenti e dal contratto, i
risultati conseguiti per vela-
cità, funzionamento di tutti gli

impianti in generale, assenza
di vibrazioni, ecc. hanno ri-
scosso Îl più viva compiaci-

“(inevra Fassio”

pen co)
=

mento dei tecnici e delle per-
sonalità che hanno partecipato
alla prova, ospiti della nostra
Società e dell'armatore »,

PRECISAZIONE

Mella

cronaca. delle prove della
mona yve e Bernina È stato der
lo che l'apparato motore di amues
sta unbià è di provenlenza «CR,
DA. Prisclslamio ori, per cor-
Pettezza, che i duo motori «lella
ieri (tipo 606 T e «cella po
tenza di 2.200 cav. ciascuno) pur
essendo sinti cosirmniti dal « C.R.M,
ti. >, sono stati propetiati © diss
unali dalla « F_LA.T,

La turbocisterna « Ginevra Fassio» (in alto) e la consegna della « Santa Isabella > (sotto)



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Fia

Una importante trattativa tra la nostra Società e la Società im-
portatrice jugoslava « RUDNAP » è stata conclusa il 28 febbraio
scorso a Belgrado dai delegati della nostra Società e della « Monte-
catini ». Si tratta di realizzare a Lukavac (paese a un centinaio di
chilometri da Sarajevo) uno stabilimento per la produzione di ferti-
lizzanti azotati, Il nuovo stabilimento sara realizzato per conto della
cokeria « Boris Ridrie » di Lukavae, Il gas residuo della cokeria
sarà appunto utilizzato quale materia prima dell’erigendo stabili.

mento. Le produzioni saranno le seguenti :

ammoniaca È

dd To

— nitrocalcare al 20,5%

— acido nitrico al

ed

Consegnate alle Ferrovie le due nuove locomotive Diesel

ll 17 febbraio scorso, alla
stazione di Roma-Tiburtina,
sono state presentante all'ing.
Rissone, direttore generale del-
le Ferrovie dello Stato, le due
locomotive prototipo Diesel
idrauliche da 1600 HP di po-
tenza installata, progettate è
costruite dall'Ansaldo.

Per le Ferrovie dello Stato
erano mresenti, oltre al diret-
tore generale, il vice direttore
generale ing. Florena, il capo
compartimento di Roma
Rubino, il capo divisione tra-
zione di Roma ing. Cavagnaro,

ing.

Li #

«000000 + 35 tonn./giorno:
Noe
è previsto un raddoppio dello stabilimento in un futuro abba-
stanza prossimo, Lo stabilimento di Lukavac sara realizzato sulla
base dei procedimenti e della tecnica della Società « Montecatini »
di Milano, ben nota ed apprezzata in tutto il mondo. La « Monte-
catini », con la quale l'Ansaldo ha collaborato fin dalle prime fasi

gli ingg. Martarelli e Melani
del servizio materiale e tra-
zione di Firenze, il capo sta-
zione di Roma-Tiburtina sig.
Izzo ed altri funzionari; per
l'Ansaldo il vice direttore ge-
nerale ing. de Vito, l'ing. Sla-
ghek, il comandante Ventura,
l'ing. Damini è il sig. Miche-
lini. Inoltre era presente l'ing.
Cantù della Finmeccanica.

Le principali caratteristiche
delle locomotive sono: tipo a
due carrelli a due assi ciascu-
no; peso in ordine di marcia
con 2/3 scorte, tonn. 64 (16



100 tonn./ giorno;

375 tonn./giorno:

tonn. per asse); lunghezza tra
i piatti dei respingenti, m. 14,5;
due motori Diesel Maybach a
& cilindri sovralimentati, della
potenza complessiva di 1600
HP; due cambi idrodinamici
Maybach-Mekydro; freno We-
stinghouse rapido e moderabi-
le; velocità massima 140 km.
ora; calderina riscaldamento
treno tipo Spanner.

Nel corso della cerimonia
della presentazione il diretto-
re generale delle Ferrovie del-
lo Stato ha ricordato che l’An-
caldo deve considerarsi pio-

x



Uno stabilimento chimico sarà realizzato
dall’ Ansaldo e dalla Montecatini in Jugoslavia

dell'iniziativa « Lukavac », curerà quindi la progettazione delle in-
stallazioni, darà l'assistenza per la direzione tecnica del montaggio
e dirigerà inoltre le operazioni di messa in marcia.

L'Ansa!do fornirà l'impianto completo ad eccezione di alcune
parti che verranno costruite direttamente dall’industria jugoslava. La
Società jugoslava curerà invece la progettazione e la esecuzione delle
opere civili e la esecuzione del montaggio, il tutto sotto la direzione
tecnica e coordinatrice dell'Ansaldo e della « Montecatini ». Il costo
completo dell’opera si aggira sui 9 miliardi di lire: di questi, circa
5 miliardi rappresentano l'importo relativo al contratto stipulato dal.
l'Ansaldo. Per la completa realizzazione e la messa in marcia dello
stabilimento di Lukavace sarà necessario un periodo di circa tre anni;
si tratterà di mettere in opera, con solo riferimento alle parti mecca-
niche, circa 5.500 tonnellate di materiali di cui 4.000 circa saranno
di fornitura della nostra Società. Il binomio Montecatini-Ansaldo con-
tinua così con suscesso quella cordiale e proficua collaborazione in
atto e che già ha dato concreti risuitati nella realizzazione del grande
impianto di Sindri in India.

niera nella costruzione di lo-
comotive Diesel, perchè nel
1928 costruì un prototipo dj lo-
comotiva Diesel a trasmissio-
ne meccanica diretta. L'ing. de
Vito, a sua volta, ha aggiunto
che egli entrò a far parte del-
lo stabilimento Meccanico An-
saldo proprio a quell'epoca e
che la locomotiva fu costruita
sotto la direzione del com-
pianto ing. Nossardi, su pro-
getto dell'ing. Hocke, anch'egli
burtroppo scomparso.

L'ing. Rissone ha visitato
accuratamente le locomotive e

menti A RDNINANGANnA bandi begin E RROERTTA AA O ii RARA RICO RE RR RA RIOT EE EEN EE BRERA BRICO CO SYOEOO DOO ENO DRS VRO ARONA

si è vivamente compiaciuto sia
dell'aspetto esterno e sia, s0-
prattutto, delle caratteristiche
tecniche, Ha rilevato quindi la
importanza che la locomotiva
stia entro il limite di peso di
16 tonn., per asse per lo spe-
ciale servizio della linea joni-
ca e come la sistemazione del-
la calderina sulla motrice con- |
senta di evitare l'aggiunta del |
carro riscaldo treno, con conse- |
guente apprezzabile risparmio |
di peso trainato e di personale, |
e ha messo inoltre in evidenza.
l'ottima visibilità della cabina.
di manovra, la razionale dispo» |
sizione delle macchine e degli.
apparecchi, che lasciano am-|
pio spazio al personale di ma-|
novra.

Il giorno dopo le due loco-.
motive, una delle quali ha già.
percorso 25.000 km., sono par-.
tite per il deposito di Bari per.
essere messe in servizio rego-
lare con treni passeggeri sulla
linea Bari-Taranto-Lecce,

Come è noto, lo stabilimento
CMI ha in costruzione per con-
to delle Ferravie dello Stato
altre quindici locomotive Die-
sel idrauliche dello stesso ti-
po. Di esse tre avranno due
motori Maybach a 8 cilindri
con sovralimentazione raffred-
data, per la potenza combplessi-
va di 2.000 HP,





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vv
E

ve

Lavorazioni dello stabilimento CMI: anelli di sostegno per
corona dentata di gru a braccio variabile (a sinistra); albero
per impianto stabilizzazione rollio « Denny Brown» (sopra);
mulino per impianto cementifero visto frontalmente (sotto)











Le proposte della 1° quindicina
del mese di marzo

Durante la prima quindicina del mese di marzo s0-
no state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 91 proposte, di cui 28 sono state premiate, Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 8, di
cui S premiate,

MECCANICO, Proposte esaminate 83, di cui 23 pre-
miate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di lire


















Un recente aspetto della terza navata dello stabilimento (Officina MAGR) dove vengono
lavorate le ruote lente per i gruppi turboriduttori degli apparati motori marini

LIVORNO







Navi in bacino

— Dal 24 sennaio al 6 feb-
braio ha sostato la motonave
« Brennero », nuova costruzio-
ne del Cantiere di Livorno,
per lavori di allestimento,

— Dal 6 al 7 febbraio ha so-
stato la motonave - Genepes-
sca l» di 1.650 ts.l., della So-
cietà « Genepesca » di Livorno,
per carenazgio.

— Dal 9 all'11 febbraio ha
sostato il piroscafo = Isola di
Sardegna » di 1.894 ts1, della
Compagnia di navigazione
« Sardamare ». di Sassari, per
lavori da parte di ditte esterne
e carenaggio.

— Dall’11 al 12 febbraio ha
sSostato la motonave = Cristi-

na I» di 488 t.s.l.,, della Socie-
tà « Fratelli Armani » di Mi-
lano, per carenaggio.

— Dal 12 al 13 febbraio ha
sostato la motocisterna « Mon-
tegualdone » di 598 t.s.l.,, del-
l’armatore Ottavio Novella di
Genova, per carenaggio,

— Dal 16 al 18 febbraio ha
Sostato la motonape » Aetha-
lia » di 1.307 t.s.l. della « Na-
vigazione Toscana » di Livor-
no, per lavori da parte di dit-
te esterne e carenaggio.

— Il 19 febbraio hanno sa-
stato i rimorchiatori « Alge-
rina Neri» e « Giuseppe Or-
lando » di 135 t.s.l. della ditta
« Fratelli Neri» di Livorno,
per carenaggio.

— Dal 20 al 23 febbraio ha
sostato il piroscafo =« Maria

Bibolini» di 7.167 t.s.l., della
Società « Trasporti Marittimi
Mercantili» di Genova, per
lavori da parte di ditte ester-
ne e carenaggio

— Dal 24 al 25 febbraio ha
sostato la motonave « Capo
Faro» di 1.915 t.s.l., della So-
cietà « Gestione Esercizio Na-
vi» di Palermo, per care-
naggio.

— Dal 25 al 26 febbraio ha
sostato la motonave = Nicola
Chiesa » di 270 tas.l. dell’ar-
matore Leonardo De Giosa di
Bari, per carenaggiu

— Dal 26 al 28 feteraio ha
sostato la motonave « Aegi-
lium » di 286 t.s.l., della « Na-
vigazione Toscana » dj Livor-
no, per lavori da parte di
ditte esterne e carenaggio,

Gru a ponte da 10 tonn., costruite al CMI, in funzione al Cantiere di Livorno



























Lavorazione di lamiere per serbatoi alla nuova calandra « Lis-
sc» (larghezza max. lamiere mm. 3.600 - spessore mm. 30)



VISITE



dl

Un gruppo di giovani ingegneri argentini ha visitato il 23 febbraio lo stabilimento Mec-
cCanico e il Cantiere di Sestri, soffermandosi a lungo nelle varie officine e presso gli scali.
Ecco il gruppo al Cantiere di Sestri





AGLI STABILIMENTI











FONDERIA











































Commesse

Ecco l'elenco delle commes-
E più importanti acquisite nel
Mese di gennaio:

Cc Getti vari di ghisa, per
lomplessive 458 tonn., per 1
iostri stabilimenti Meccanico
SCMI, per i nostri Cantieri di
Sestri, Muggiano e Livorno,
ler aziende del gruppo LI.R.I.
&per clienti diversi.

— Eliche e getti di bronzo
der complessive 83 tonn., per
nostri stabilimenti Meccani-
dò e CMI, per i nostri Cantie-
(di Sestri, Muggiano e Livor-
io, per aziende del gruppo
gi.I, e per clienti diversi.
TDette commesse comportano
rca 33.000 ore lavorative.

& * *

Ecco l'elenco delle commes-
più importanti acquisite nel
mese di febbraio:

— Getti vari di ghisa, per
‘omplessive 445 tonn., per 1
iostri stabilimenti Meccanico
SCMI, per i nostri Cantieri di
sestri, Muggiano e Livorno,
er aziende del gruppo I,R.L
per clienti diversi,

f— Eliche e getti di bronzo,
fer complessive 162 tonn., per
fnostri stabilimenti Meccani-
e CMI, per i nostri Cantieri
di Sestri, Muggiano e Livorno,
Ser aziende del gruppo LR.I.
® per clienti diversi.

Dette commesse comportano
irca 62.000 ore lavorative.

Consegne

Il materiale più importante
onsegnato nel mese di gen-
\aio è il seguente:

Ai nostri stabilimenti Mec-
nico e CMI e ai nostri can-
eri di Sestri, Muggiano e Li-
forno: 284 tonn. di getti varî
di ghisa e 38 tonn, di getti di
onzo e di eliche, - Ad azien-
del del gruppo I.R.I.: 320 tonn.
lì getti vari di ghisa e 39 ton-
lellate di getti di bronzo, - A
Menti diversi: 25 tonn. di get-

ti di ghisa e 98 tonn. di getti
di bronzo e di eliche,

fica.

È È E

Il materiale più importante

consegnato nel mese dij feb-
braio è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-

canico e CMI e ai nostri Can-

teri di Sestri, Muggiano è Li-
vorno: 210 tonn. di getti vari
di ghisa e 45 tonn, di getti di
bronzo e di eliche, - Ad azien-
de del gruppo IRI: 524 tonn.
di getti vari dj ghisa e 28 tonn.
di getti di bronzo ed eliche, -
A clienti diversi: 35 tonn, di
getti vari ci ghisa e 22 tonn.
di getti di bronzo e cii eliche,



MUGGIANO





Un aspetto dei lavori di montaggio di una nuova gru da 15
tonn. installata al Cantiere di Muggiano (banchina Mahroussa)



CANTIERE



SISTEMI DI CALAFATAGGIO



Ci sono vari sistemi moderni
che non solo facilitano il la-
voro del calafato, ma che ne
moltiplicano in modo elevato
il rendimento, Nella fotografia
si vede ancora il vecchio siste-
ma dij calafataggio a mano re-
legato in una piccola zona di
ponte da riparare.

Il comando di canapa e le
due stoppe regolamentari che
costituiscono i primi ingredien-
ti del calafataggio vengono si-
stemati a mano dall'operaio
con un ferro appropriato e in-
trodotti nel comento delle ta-
vole.

Verrà poi colata sopra le
stoppe entro il comento la pe-
ce greca e in seguito il tavo-
lato verrà piallato di finitura.

Un buon operaio potrà cala-
fatare in media da 40 a 50 m.
al giorno di commento, mentre
le macchine attuali che siste-
mano la stoppa automatica-
mente fanno anche 80 m. al-
l'ora.

Alla pece attualmente fi s0-
stituiszono mastici applicati
meccanicamente, e si hanno
pure esempi di ponti eseguiti
applicando nel comento delle
lavole guarnizioni di gomma.

Costruzione 1581

6 marzo:



montaggio dell'ultima
costr. 1531, turbocisterna inglese da 34.500 tonn. portata lorda



lamiera sullo scafo della

È

Sa

bar del
direttore di

®
: ba

scrittura e lettura;
dall'alto, alloggio del

di

sula

dall'alto:

1 TIFITRITITTATOI pi

È
n
A

A sinistra,

he
=
%
"
=







neserielinno

















































futto un viaggio nella
rima capitale del cinema
to, nella Torino degli an-
ici del cinema, dei primi
lel secolo, quando poche
si allestivano in fretta
eistorici teatri di posa
«Ambrosio », e le scene
o erano girate nel par-
i Valentino, con le pri-
Re «Fiat», anch'esse ai
passi,

Ipisto (proprio « visto » al
la, comodamente seduto
oltrona) Emilio Ghione
mesti di « Za la Mort»,in
ì episodi dei celebri « To-
igi=». E poi André Deed
dunni di « Cretinetti », in
buffi inseguimenti che fi-
o con un tuffo generale
o tempi in cui pochi
Eudno alla « settima arte >,
ti pochi passavano magari
ssati », Non c'erano di-
illora, ma noi italiani le
mo presto, come noto.
ie i guadagni non era-
favolosi, e il cinema
i suoi primi passi con
pellicole « rigate » do-
embrava sempre che pio-
bei movimenti erano a
We cspesso accelerati,

Til cammino fu poi assai
o, e si arrivò ad ittcassi
irdinari, ‘come per il fa-
«Cabiria», e.così fino ai
i giorni, quando una stel.
cinema è nota in tutto
fondo, più nota di Einstein.
îesto cammino, questa
ta via » del cinema è mo-
ta qui, dalla sua preistoria
ld oggi, appunto nel Mu-
Mel Cinema, recentemente
iqurato a Palazzo Chiable-
? Di angolo della Piazzet-
sogna dire subito che il
Beo è una cosa eccezionale

ti î

{non se ne contano che tre in
tutto il mondo) e di enorme
interesse, quindi, non solo per
il pubblico torinese.

Si comincia con alcune sale
che vorrei. chiamare « delle
premesse scientifiche » (per-
chè non dimentichiamo che il
cinema, se è arte e se è spet-
tacolo, é soprattutto una indu-
stria, ed una industria basata
sulla tecnica, perche solo i
progressi della tecnica lo han-
no reso possibile!), dove sono
esposte pagine e stampe degli
studi scientifici che riguarda-
no le macchine ottiche, il pro-
blema della proiezione delle
immagini, ecc., come la cele-
bre « Enciclopedia » cel Dide-
rot, gli esperimenti e gli stu-
di di Giovan Battista Della
Porta, di Attanasio Kircher,
eco.

Poi si passa agli strumenti
della « preistoria », come ma-
gnifici ed unici esemplari di
« lanterna magica » del ’700,
con tutt i loro repertori, colo-
rati, barocchi, fastosi e con-
temporaneamente ingenui.

Vi è un bell’esemplare di
lanterna magica veneziana del
700 con la sua brava scritta:
« In sta casseta mostro el mon-

do novo

Con dentro lontananze e prd-

spettive

Vogio un soldo per testa, e

ghe lo trovo ».

Vi sono poi pantoscopi, fan-
tasmagorie e le celebri « om-
bre cinesi », compreso appun-
to.il teatrino di ombre cinesi
di Carlo Alberto fanciullo.

Poi vi è un reparto destinato
alla fotografia, la tappa di par-
tenza. obbligatoria per il ci-
nema. Vi sono tantissimi tipi
di macchine fotografiche pri-
mitive, comprese quelle lun-

Una sala del museo; in primo piano una lanterna magica veneziana del "700

I nuovo museo ®
elcinema a Torino gl

ghissime e pesantissime, per i
primi professionisti. Ecco i
numerosi e romantici « da-
gherrotipi », e via via gli stru-
menti un po’ più leggeri, ‘più
maneggevoli,

In un'altra sala gli antenati
più diretti del cinema, anche
se ancora disegnati a mano, e
non fotografati: il cinematosco-
pio, il prassinoscopio di Rey-
nawd, che in sostanza consi-
stevo in un cerchio di disegni
che giravano attorno ad uno
specchio.

Ed ecco poi la prima serie
di fotografie, come quella fa-
mosa che riprendeva i vari
momenti del galoppo cdi un
cavallo,

Ed infine, il cinema, la na-
scita del cinema vero e pro-
prio: i fratelli Lumière. Vi é
una saletta a loro dedicata,
dove oltre a vari cimeli e do-
cumenti si conserva una delle
loro prime macchine E su un
piccolo schermo si proietta, in
continuazione, qualcuna delle
loro prime e celebri pellicole,
che duravano due 0 tre minu-
ti, come le famose »- Uscita
dalla fabbrica » e « Arrivo di
un freno in stazione » e » L'in-
naffiatore innaffiato », la prima
comica del cinema.

Ampiamente illustrata, con
materiale e fotografie di estre-
mo interesse, é poi la fase
pioneristica del cinema italia-
no, nato appunto a Torino, Vi
sotto foto delle prime sale di
posa, degli stabilimenti, degli
attori e dei registi, e materiale
pubblicitario dell'epoca. Il do-
vuto rilievo è dato a « Cabi-
ria », con le didascalie di Ga-
briele D'Annunzio, e le pose
erculee di Maciste, il genovese
scaricatore del porto.

tp

ti, «È

conse VI




L'ingresso del museo del cinema

« Cabiria » segnò il più alto
successo del film ‘storico ita-
liano, che come noto durò pa-
recchio, forse troppo. Poi nab-
biamo il periodo del = divi-
smo », le celebri dive del muto
italiano, dai quadagni già al-
lora strepitosi: Francesen Ber-
tini, Pina Menichelli, Rina de
Liguoro, Lyda Borelli,

Si arriva quindi alla rivolu-
zione del « sonoro » e alle sue
prime affermazioni, per conti-
nuare in una produzione sem-
pre più massiccia, che si era
trasferita ormai negli stabili-
menti romani,

Interessantissimi sono i mac-
chinari, dalle primissime mac-
chine da presa <« a manovella »
fino agli ultimi modelli, attra-
verso una gamma di macchine
e di accessori tecnici che co-
stituiscono la delizia del com-
petente. Si arriva così alle
macchine a formato ridotto.
per dilettanti, fino alle recen-
tissime « Pathè baby >»,

Alcune vetrine sono poi de-
dicate alle cineteche, ni cir-
coli del cinema, alle riviste
qualificate di tutto il mondo,
insomma agli istituti e alle or-
ganizzazioni della cultura ci-
nematografica mondiale.

Infine vi sono disegni dei
«cartoni animati» e vari tipi
di pubblicità cinematografica.

Col biglietto d'ingresso alla
mostra si ho diritto’ anche al-
l'accesso alla sala di proiezio-
ne, un vero gioiello con 120
posti, dove due volte al gior-
no (pomeriggio e sera) vengo-
no proiettati films di tutti i
tempi, forniti dalle. cineteche
di tutto il mondo, Iniziativa di
una tale portata culturale e di
un tale interesse artistico, che
& inutile insistervi, E' li che
ho potuto vedere «Za la Mort»,
è li che Il pubblico torinese
potrà vedere come in un vero
e proprio « cine club ». perma-
nente, tutte le più famose pel-
licole di tutti { tempi.

Questo è quanto si può ve-
dere con una visita a quel Mu-
seo del Cinema, nato dalla in-
stancabile iniziativa della sua
cppassionata iniziatrice, la si-

gnorina Maria Adriana Prolo e
quindi incoraggiato dal Comu-
ne, che oggi onora la città di

Torino, i
Lucio Bozzano

“Goltivò il deserto”

Il resoconto biblico di come 1l
re Uzziah coltivò il deserto e lo
uese, per una certa parte, terra fer-
tile e fiorente, è stato confermato
da nuovi ritrovamenti archcologi-
ci nel Negev, il cuore della peni-
sola del Sinai. Lo ha reso noto
il professor Michael Evenari, vi-
ce-rettore dell'Università ebraica
è organizzatore della spedizione
archeologica che ha scoperto e i-
dentilicato i resti. trimillenari di
alcune fattorie ebraiche presso
Mitzpe Ramon, nel deserto,

Egli ha detto che il celebre ver-

setto, « Egli (il 1e Uzziah) co-
strui le. torri nel deserto e scavò
molti pozzi. perchè aveva mol-

to bestiame... +, è stato ribadito
dal ritrovaminto di resti di stalle
intorno a quella che è da, con-
silerare una fattoria dell'età del
ferro, risalente a circa il g00 a-
vanti Cristo. Poichè il monarca
regnò tra il 775 e il 735 avanti
Cristo. è pensabile che le costru=
zioni più recenti innalzate a fian-
co dell'antico nucleo siano state
opera. della sua gente.

Gli scavi sono stati condotti
sotto la guida di ro scienziati,
tra-cui archeologi, botanici è in
gegneri, guidati dallo Evenari.
Secondo lo studioso « l'importan.
za delle scoperte fatte. consiste
nella possibilità di provare per
la prima wolta che gli israeliani
praticarono ner primi un tipo di

agricoltura desertica, continuata
più tardi con successo dai Ro-
mani e «lai Bizantini in lozali-

tà più settentrionali del Negev ».

Una delle fattorie ritrovate era
circondata da campi su cui ri-
mangono le tracce di un siste-
tima di canali a terrazza che, ap-
poggiandosi al fianco di un'altu-
ra desertica, convocliavano nel
terreno e ‘in cisterne le acque pio-
vane invernali. Altre cisterne è
resti di fortificazioni della stes-
#a cpoca sono stati scoperti nel-
le vicinanze, giustificando l'Ipo-
tesi di una vasta comunità vera

e propria.

VIAGGIO

IMMAGINARIO NEL SISTEMA

SOLARE

Le nubi di Venere

er noi che intraprendiamo

questi Viaggi sia pure

immaginari — nell'immen-
sità dello spazio, assumono parti-
colare interesse certi odierni avve-
nimenti e tentativi di esplorazione
spaziale e ci poniamo talvolta do.
mande a cui è impossibile dare
risposta senza prima ‘averle ben
studiate ed avere chiesto spiega
zioni ai vari specialisti.

Moltissime persone si pongono
oggi numerosissimi ‘interrogativi.
la maggior parte dei quali, almeno
Der ora, resta senza risposta: gli
« Sputnik », gli «Explorer», i
«Vanguard», i «Pioneer», i raz-
zi che dovrebb:ro esplorare l'emi-
stero oscuro della Luna, i razzi
pronti per essere lanciati su Vene-
re. tutti avvenimenti che ci im-
bandiscono i giornali e che fanno
sorgere in noi una spontanea do.
manda alla quale rutti vorremmo
dare una risposta soddisfacente:
Oggi con i. modernissimi mezzi a
nostra disposizione, possiamo di-
staccare «dalla “Terra per ‘intra=
prendere il sia pur breve viaggio
Terta-Luna? Molto complicata e
difficile è la risposta. perchè essa
non dipende da un singolo scien-
ziato, ma da schiere di scienziati»
medici, biologi, ingegneri mecca-
nici, elettrotecnici ed in elettroni.
ca, #©c. «é0c.; perciò per rispon-=
dere a questi interrogativi sono ne-
cessari profondi e scerupolosi èsa-
mi di tutti quegli elementi indi-
spensabili coinvolti. affinchè la vi-
ta umana possa continuar: durante
il volo spaziale. Si può quindi ri.
spondere soltanto in parte a que-
sti appassionante ed arduo quesi-
to esaminando alcuni dei tanti
importanti aspetti della vita spa-
ziale.

Come ho gii accennato breve-
mente nel viaggio immaginario
Terra-Luna, le. variazioni. o la
mancanza, di pressione atmosferica
hanno sul corpo umano una no.
tevole influenza deleteria. Cerchia-
mo adesso di approfondire questo
concetto. Un litro di aria pura è
priva di umidità. pesa grammi
1,2090276: tutta l'atmosfera eser-
cita sulla superficie del corpo uma-
no una pressione complessiva di
15.000 Ke. che fortunatament: ci
comprime da ogni parte. ed anche
dall'interno in modo da bilanciare

Venere alla

quella esterna che altrimenti q
schisccerebbe. Però, quanto più
saliamo in alto, tanto più dimi-
nuisce l'altezza della massa d'aria
sopra di noi determinando una di-
minuzione della pressione atmosfe.
rica ed una conseguente e propor-
zionale rarefazione dell'aria (la
cosiddetta «« aria fina di monta-
gna »); infatti, i gas che compon»=
gono - l'atmosfera. al diminuire
della pressione alla quale sono as-
soggettati, si dilatano, cioè si ra-
refanno,. Un uomo che si solleva
da terra è assoggettato ad una pres.
sione sempre minore, che cesserà
completamente negli spazi side-
rei.

Chi sale. su montagne molto
elevate, sarà soggetto al cosiddetto
male di montagna, o male degli
aviatori; ad una ‘altezza di 4-5
chilometri, per la rarefazione del-
l'ossigeno, l'ossigenazione del san-
gue diviene insufficiente; ad otto
chilometri ‘di altezza il male di
montagna si manifesta in tutta la
sta gravità. Esso inizia con respi.
razione a scatti e molto frequente
perchè, mancando l'ossigeno ai pol-
moni in quantità sufficiente, l'orga-
nismo reagisce con una respirazione
più rapida: seguono quindi perdita
della volontà, sete. insopportabil:,
appesantimento «delle membra. acce.
lerazione del polso, parziale pirdi-
ta di memoria, emissione di sangue
da orecchie, naso e bocca, quando la
pressione interna del corpo supera
sufficientemente quella esterna, Al-
l'altezza di 15 chilometri la pres.
sione interna del corpo è ralmente
più elevata di quella esterna che
l'aria non può entrare nei polmoni.
Inoltre, dato che col diminuire della
pressione si abbassa il punto di
ebollizione dei liquidi. mano a ma-
no che saliamo in alto {e trovia.
mo perciò pressioni più basse) |
liquidi bollono a temperature sem-
pre minori: oltre i 19 chilometri
di altezza il nostro sangue. che è
a 37 gradi, entrerebbe in ebolli-
zione fuoriuscendo dagli occhi
dalle orecchie, dall'intestino e dal
naso, vaporizzandosi subito in nu-
volette rosa: anche il corpo uma-
no si ponher:bbe e si lacererebbe .in
più punti. esplodendo come un
pallone che sale troppo in alto
dove la sua pressione interna su.

pera quella esterna. S1 è tentato di
porre. rimedio a questi inconve-
menti mediante vesti spaziali ade-
rentissime =—& resistentissime che
esercitano sul corpo una pressione
eguale a quella naturale e median-
te. la respirazione artificiale con
inalatori. ché iniettano nei pol-
moni aria .a pressione maturale.
oppure mediante cabine pressuriz.
zate, ciot chiuse ermeticamente €
con una sufficiente pressione in-
terna.

Nei voli spaziali, oltre alla
pressione, entra in gioco anche la
velocità: le velocità raggiunte dopo
sforzi inauditi e spese enormi; con
mezzi comandati da esseri umani
sono all'incirca di 2.000. chilo-
metri orari, ad altezze di più o
meno 20.000-25,000 metri; per
eseguire questi. voli ccecorrono in-
finite precauzioni acciocchèé "or.
ganismo dell'esploratore spaziale
non subisca gravi danni: voli più
veloci e più alti sono per ora dif-
ficilissimi. se non impossibili. J
razzi tipo «Titan», « Thor »,
aJupitern. | «Vanguard», «Snark»
ecc, con a bordo strumenti scien-
tifici, hanno raggiunto quote mal-
to superiori: il Bumper-Wac
americano raggiunse il 24.2-10940
i quattrocento chilometri di altez-
za (da « Uomini nello spazio ».
pagg. 32-33, di HF, Oberth e da
« Missili © satelliti », tav, 4a, di
C. Mennella). Gli esseri umani, per
salire oltre 1 25 chilometri, do-
vrebbero essere protetti dai peri-
coli. mortali costituiti da rarefa.
zione e mancanza di atmosfera, ol-
tré i 35 chilometri dai raggi co-
smici. oltre i 200 chilometri dalle
radiazioni a onde corte, raggi X
ed ultravioletti {che alle quote 1n-
fericri sono assorbiti dall'atmosfe-
ra). Un altro grave pericolo è co.
stituito dalle meteore che a sciami
circolano al disopra dei 120 chilo-
metri.

Per superare il periodo critico
rappresentato dal volo ad altissime
quote, l'esploratore spaziale deve
concentrarsi e mettere in atto Futti
i mezzi protettivi disponibili per
assicurate il buon andamento del
volo. Perciò occorrerà preventiva-
mente tenere. conto | dei suddetti
squilibri organici è psichici equi-
paggiando il razzo: di cervelli

massima elongazione col massimo splendore



Io

elettronici che aiutino lo spaziale
a risolvere tutti i problemi che
Questo momento critico del volo
richiede: questi mezzi riguardano
naturalmente la tecnica elettronica.

Benchè tutti i suddetti accorgi-
menti possano sembrare più che
soddisfacenti; l'interrogativo. po.
stoci all'inizio non ha avuto an-
Cora risposta: troppi fattori, spesso
molto contrastanti, sono in giuo-
co, Un altro problema è costituito
dalle alte velocità da raggiungere
per superare. l'attrazione. terrestre
(11.3 chilometri. al secondo, pari
a circa 4IT.o00 Km.fora), dalle
altissime temperature che il razzo
raggiunge durante il volo atmo-
sferico e dalle condizioni ambien-
tali che potremmo trovare su altri
pianeti (mancanza di pressione è
temperature coscil'anti tra --400
e —270 gradi). Un problema di
notevole gravità è costituito dalle
forti - pressioni alle quali il corpo
umano è assoggettato durante le
elevate accelerazioni: le prime velo.

cità riportate nella tabella ben-
chè molto: elevate ed attual-
mente irraggiungibili. non sono

sufficienti per superare l'attrazione
terrestre: per poter sfuggire a que-
sta attrazione, come ho già spie-
gato, ©ccorrono elevatissime e per
ora irrangiungibili velocità. Per
altro, le forti accelerazioni occor-
renti per raggiungere queste velo-
cità sono tali da provocare lo
schiacciamento è la morte del-
l'esploratore spaziale

Un'altra: considerevole difficoltà
è costituita dall'enorme distanza
che ci separa dagli altri pianeti. è
perciò dal tempo enormemente 'un-
go occorrente, con le attuali velo.
cità. per racciungerlì e tornare in-



La coltre di nubi che avvolge Venere

dietro, Benchè oggi la parola «im:
possibilev sia quasi inesistenti

parlare di razzi guidati a veloci
«di oltre so.c00 chilometri all'ora

sarebbe. come aver parlato cento
anni fa di reattori, sommergibili
atomici e di velocità di 1.500 chi-

lometri orari, tutte cose adesso csi

stenti. Alla velocità di 41.000 chi»
lometri orari, per raggiungere Mar
te occorrono 77 giorni, Giove 623
giorni, Saturno % anni e mezzo:

ì tempi riportati nella tabella sono!

approssimativi e le distanze sonoll

medie.
Molti di questi problemi sono
ancora da risolvere. almeno pet

quanto è a nostra conoscenza, € di
conseguenza, alle condizioni attuali
della tecnica e per quello che di
è dato di sapere, l'uomo spaziale
ed' i viaggi interplametari — péer
non parlare di quelli extragalattici
— sono purtroppo da relegare nel
regno della fantasia.

Inoltre, poichè tutti i corpi sì
attraggono im ragione diretta delle
masse ed in ragione inversa del
quadrato delle distanze (legge della
gravitazione universale). quanto
più. ci. allontaniamo. dal centro
della “Terra, ‘tanto meno saremo
soggetti alla sua attrazione, Oltre
i 20. chilometri di altezza comin.
cia a manifestarsi perciò sensibile
mente — per la diminuita attra-
zione terrestre — il fenomeno del-
la graduale scomparsa del peso. .la
mancanza di gravità s1. manifesta
mano .a mano che l'attrazione ter-
restre diminuisce e quella del pia
meta su cui siamo dliretti aumenta:
Mel -viageio Terra-Luna l'equili-
brio tra le due attrazioni, cioè la
totale assenza di. peso: dovrebbe
teoricamente verificarsi a 309.000
























ometti dalla Luna:
ilo può cessare la propulsione,
îmuta inutile, ed il razzo pro-
Cin caduta libera; in questo
ogni cosa che non sa
lamente fissata galleggerà in
‘nell'interno del razzo; sarà
ill bere ed il mangiare per
ficoltà di inghiottire; ogni
Nido potrà uscire dal recipiente
Îo contiene e formare una pal-
Galleggiante nella cabina. Anche
ploratore spaziale sarà soggetto
Resti nolosi inconvenienti che
anno essere talvolta anche do.
Os: egli si sentirà strappare gli
ani interni del corpo ed il suo
îro resterà mozzato in gola.

Per questi voli interplanetari
Grrono perciò speciali addestra-
iti affinché il corpo umano si
ini alla mancanza di gravità
falle altre suddette anormali
dizioni. Gli esami ai quali
ono sottoposti i candidati ai
gpl sono talmente severi,
plosi e difficoltosi che su mil-
due o tre ri-

da

Biilidari appena
ano abili.

Questi ed altri inconvenienti
pipossono insorgere durante il
D spaziale sono ancora mate-
i studio e costituiscono perciò
Bi interrogativo che, nono.

ite tutto quello che si dice è

-

a questo sario fare un balzo di so milioni

di chilometri per raggiungere que-
sto secondo misterioso pianeta:
tale è la distanza che separa Mer-
curio da Venere. Come ho già
accennato, Mercurio e Venere sono
due pianeti interni, cioè interni
all'orbita della Terra e quindi più
vicini di noi al Sole: infatti ri-
spetto. alla distanza dal Sole,
Mercurio è il primo, Venere il se-
condo, la Terra il terzo; Marte
che è il quarto si dice pianeta
esterno.

Weduto dalla Terra, Venere è
dopo il Sole, l'astro più brillante
del ‘cielo, ed è. dopo ia Luna, il
pianeta più vicino alla Terra. L'or_
bita che esso descrive attorno al
Sole è quasi circolare con una lie.
vissima eocentricità, cosicchè le sue
variazioni di distanza dal centro di
attrazione, sono pressochè nulle;
la. minima distanza (perielio! è
circa 106.500.000 Km. mentre la
massima (afelio) è poco più di
ro8 milioni di Km. Le sue varia»
zioni di distanza dalla Terra sono
invece notevoli: alla distanza mi-
nima Venere si avvicina alla Terra
fino a 41 milioni di Km. (in que-
sta posizione esso si trova fra il
Sole e la Terra formando una li-
nea ideale Sole - Wenere . Terra),
alla distanza massima esso si al-

cità di 29.500 Km.sec. pari a
106.200 K.m./h.

Per chi avesse con molta atten.
zione letto il viaggio su Mercurio,
dirò che Venere sl presenta in tut-
to esattamente come Mercurio, è
come si presenterebbe la Terra se

- noi potessimo osservarla da Marte,
dato che per Marte la Terra è il
3.0 pianeta interno, Venere pre-
senta fasi simili a quelle di Mercu-
rio e come Mercurio lo vediamo la
sera dopo il tramonto ed il mat-
tino prima dell'alba, ad eccezione
che, essendo Venere più vicino al-
la Terra, esso ci appare con un
maggior diametro e la visibilità è
molto migliore e di maggiore du.
rata.

Si sarà notato che le velocità
orbitali di Venere e della Terra
sono all'incirca uguali; di conse-
«guenza i due pianeti si troveranno
nella stessa posizione ogni 584
giorni e ciot ogni 2 anni di Ve-
nere più 134 giorni in cui la Terra
si è avvantaggiata sulla sua orbita.

Come Mercurio, Venere può es-
sert osservato durante il suo pas-
saggio. davanti al Sole e quando,
come Mercurio, esso ci rivolge il
suo emisfero completamente ri-
schiarato, esso è alla massima di.
stanza di 257 milioni di chilo-
metri, il suo diametro è esiguo e





DISTANZE MEDIE



: 1 Km. sec. =
! 3.600 Km./h

5 Km, / sec. =
18.

300.000 / Km. sec. =
18.000.000 Km. al 1°

000 Km/h | 11/080,000.000 Km. /h









Terra-Sole
distanza
fd 150.000.000 di Km.

Terra-Luna
distanza
385.000 Km.

‘Terra-Mercurio
distanza

gr.000.000 di Km.
Fora Vertere
(distanza

41.000.000 di Km.

circa. 5 arini cir

circa 3 anni

circa 15 mesi



‘Terta-Marte
distanza i)
78.000.000 di

Terra-Giove
distanza
f2f.000.000 di





















Km.

Km.
© Terra-Saturno

distanza

1 275: 000,000 = Km

Hifilizao

distanza

2.71f.000,000 di Km.
Terra-Nettuno
distanza
4:344.000,000 di Km.

Bia Plutone
distanza 7
5-771.000.000 di Km.

pampa, non ha ancora avuto

a. coco Km./h., in un giorno
fercorrono 1.008.000 chilome-
fin un anno si percorrono 367
le 920.000 chilometri.

eredesse di poter visitare il
indo pianeta del Sistema bola-
Bic, come è stata visitata la
fa commetterebbe un grande
È e proverebbe una forte de-
ione. Per le ragioni che dirò
Seguito, molte caratteristiche di
fre sono rimaste nascoste die-
un velo di mistero; perciò co-
ber Mercurio, per poter spie-
Wi fenomeni ed i segreti di Ve.
bisi procede con deduzioni lo-
fe, ma per quanto logiche, re-
no sempre deduzioni e non fatti
itati e perciò È opportuno
cedere: con cautela per non in-
pare in conclusioni illogiche e
fasiose. Ciò premesso adden-
moci subito nei particolari si-
‘Lasciando Mercurio è neces.

circa 2 anni e 3

circà 20 anni



circa. 180 anni cir

lontana dalla Terra fino a 257 mi-
lioni di Km. (in questa posizione
esso si trova al di la del Sole, for-
mando una linea ideale Venere -
Sole. Terra).

Abbiamo detto che l'orbita di
Venere intorno al Sole è quasi
circolare; il pianeta percorre que-
sta orbita esattamente in 224 gior-
ni, 16 ore, 4o' e Questa è la
durata dell'anno di Venere. Come
ricorderemo Mercurio, primo pia-
neta del Sistema, compie il suo
anno in 88 giorni, percorrendo la
sua orbita alla velocità di 47
Km./see. Noteremo. perciò che i
pianeti hanno le velocità orbitali
tanto minori quanto più sono di-
stanti del Sole; così Venere, secon-
do pianeta, percorre la sua orbita
alla velocità media di 35 Km./scc.
nguale a 126.000 Km.'h., mentre
la Terra, terzo pianeta, percorre la
sua orbita esattamente in 365
giorni, 5 ore, 48" e 46" con velo

circa 1 giorno

circa 7 mesi 5

circa 3 mesi



circa 6 mesì

circa 4 anni

circa 8 anni



circa 18 anni

circa 28 anni |

Ì
———u.ii_1l ti lr: ar ==

fi

|

Ì

B
ca TT anno &



35"



circa 5 Ore

ca 36 anni circa 6 ore



perciò le condizioni di osservazio-
ne sono pessime. Però questo pia-
neta, dato il suo forte splendore,
può essere osservato al telescopio
anche di giorno; ad cocchio nudo
esso si vede splendere — dopo che
è uscito dalla radiazione luminosa
del sole — per 70 giorni ogni sera
fino ad un massimo di 4 ore dopo
il tramonto ed ogni mattina —
prima che rientri nella radiazione
del Sole — 4 ore prima dell'aiba.
Dopo 35 giorni, cioè quando rag-
giunge la sua massima fase e sta
per iniziare il suo percorso a ri-
troso per scomparire al disotto del
Sole, Venere si mostra in tutto il
suo splendore: non vi È niente di
più luminoso nell'oscurità nottur.
na. Questo pianeta, quando rag-
giunge il massimo della sua corsa
(massima elongazione) si trova
quasi a 2/3 di cammino verso lo
zenit, ed è ‘tanto luminoso che è
possibile eseguire con la sua luce
delle stupende fotografie. Durante



Venere potrebbe presentarsi così, oppure come nel disegno

sotto:

i passaggi di Venere sul Sole {nol-
to rari poichè l'ultimo si è avuto
nel 1882 ed il prossimo avverrà
nel 2004) il suo disco nero si pre-
senta circondato da una bellissima
aureola luminosa, dimostrando
così di possedere una atmosfera
che in queste circostanze viene 1l-
luminata.

Questo “ straordinario pianeta,
ha caratteristiche simili a quelle del-

ma potrebbe anche essere completamente diverso

la. ‘Terra: il suo diametro è di
12.:3o0. chilometri (‘Terra circa
13.000), la sua densità è in media
& {Lerraà 5:53), la sua massa è
8g/f100 di quella della Terra, ed
un chilogrammo terrestre portato
su Venere vi peserebbe 850.880
grammi. In passato si credeva che
Venere avesse una rotazione su sb
stesso simile a quella della. Lerra:
successivamente. dopo molte pole-



II

miche, il nostro granne Schiapa-
relli nel 1877-78; in base a minu=
zios: osservazioni dedusse che Ve-
nere aveva — come Mercurio —
un tempo di rotazione eguale a
quello di traslazione, cioè un emi.
sfero con notte eterna ed Uno con
eterno giorno. Tuttavia, fino ad
Oggi. questo spinoso problema non
è stato ancora definitivamente ri-
solto. Le grandi difficoltà per l'os-
servazione e lo studio di Venere
non sono. come pir Mercurio, cal
sate dalla piccolezza del disco. ma
sono invece. causate dalla forte lu-
minosità del pianeta e dai fatto
che esso è completamente e perma=
nentemente ricoperto da una im.
penetrabile coltre di dense nubi che
non nè lascia vedere la superficie.
La forte luminosità di questo pia-
netà è causata prcprio da questa
cappa di nubi che riflettono la ra-
diazione luminosa del Sole. Su
quesro. straordinario splendore si
notano alcune macchie grigie, ma
non si può distinguere se esse sono
formazioni atmosferiche o cime di
montagne prodigiosamente alt: che
oltrepassano le nubi, Data la mor
bilità di queste macchie,-si potreb-
be anche pensare che esse possano
essere delle aperture aélia cappa di
nubi, che per brivi istanti lasciano
intravwedere la superficie del globo.

In un lontano passato si era
propensi a credere che Venere fos-
st un pianeta come era la Terra
nell'era. paleozoica «0 carbonstera
{dai 500 ai 185 milioni di anni
ta); in quella lontana epoca il no.
stro pianeta era allo stato selvag-
gio: foltissime vegetazioni, alberi
giganteschi, terreno paludoso,
squassato da terremoti, cosparso di
vulcani in piena attività, ricoperto
interamente da dense nubi, origi-
mate dalla intensa evaporazione
delle acque, che provocawano con-
tinte pioggie; tuoni e fulmini rom-
bavano e solcavano il cielo inces-
santemente, gli elementi erano sca.
tenati, il nostro pianeta era scton-
volto ma in via di assestamento.
Così si credeva fosse per Venere,
ma oggi queste ipotesi sono modi-
ficate e si tende a credere che que-
sto pianeta sia un deserto di cre-
pacci e rocce arroventate dalla
enorme radiazione solare. Come ho
già detto, vi sono spesse nubi ma
si ignora da che cosa esse siano
prodotte; logicamente esse do-
vrebbero essere il frutto di evapo.
razione di acque, ma ripetute ana-
lisi spettrografiche dell’ atmosfera
di Venere non hanno rivelato la
presenza nè di vapore acqueo. nè
di ‘ossigeno, pur rivelando una
quantità di anidride carbonica 250
volte maggiore che nell'atmosfera
terrestre. Come è noto, questo gas
è molto nocivo per noi terrestri.
Si deve però notare che queste
analisi si riferiscono all'atmosfera
esistente al disopra della cappa di
nubi; anche la nostra atmosfera;
al disopra dei 10-15 Km, è molto
rarefatta « non contiene nè ossì-
geno, nè vapore acqueo. Perciò le
suddette analisi dell'atmosfera di
Venere non escludono che al di-
sotto della cappa di nubi che ri-
copre il pianeta, possa esistere una
atmosfera del tutto simile alla no.
stra. Come si vede, queste sono
soltanto ipotesi, ma ipotesi logi-
cissime. Magari Venere si scoprisse
e ci lasciasse ammirare i suoi emi-
sferi e le sue bellezze misteriose!
Ma purtroppo questi pii desideri
di molti scienziati sono destinati
a restare tali forse per sempre. Ve-
nere è tanto vicino al Sole che la
esistenza di forme di vita simili a
quelle terrestri è da relegare nel
regno delle fantasie, Il Sole si
wede da Venere di dimensioni circa
doppie di quelle con le quali lo
vediamo dalla Terra: perciò la
temperatura esistente sull'emisfero
sempre illuminato è oltre il doppio
di quella esistente sulla Terra: si
pensa infatti che tale temperatura
possa aggirarsi sui +100 gradi e,
anche ammettendo che l'atmosfera
“possa. mitigare questo calore la

ie lic si

temperatura non devrebbe essere
inferiore di +60 gradi.

Forse però col passare degli an-
ni, di milloni di miliardi di anniz
il Sole raffreddandesi diminuirà la
sua radiazione calorifera ed ‘allora
l'emisfero illuminato di Venere avrà
una temperatura simile a quella che
attualmente ha la Terra è forse
mentre la vita starà per estinguersi
sulla nostra Terra, su. Venere potrà
avere-inizio una analoga forma di
vita. Questa è soltanto una mia
ipotesi e può perciò essere errata,
ma può anche darsi che allora i
nostri successori, dotati di poten-
tissimi mezzi di osservazione pos.
sano oss:rvare su Venere l'immagi-
ne della passata giovinezza della
ormai decrepita Terra.

Premesse le suddette informa-
zioni indispensabili, avventuriamo-
ci nella nostra esplorazione. Sup-
poniamo di essere sbarcati su Ve-
nere, però come descriverlo? Si
fanno supposizioni, tutte plausi.
bili, ma messuna certa. Vedremmo
un cielo completamente coperto da
dense nubi, un globo ricoperto
probabilmente per 4/5 oppure
completamente dalle acque; nella
atmosfera selvaggia di Venere sa-
remmo probabilmente sferzati da
imponenti cicloni che imperversano
con. inaudita violenza: in quel
cielo .sempre ‘oscuro i fulmini wi
susseguono continuamente, la piog-
gia cade violentemente ed incessan-
temente; ogni tempesta è un infu-
riare di elementi scatenati, con im-
pensabili; . diluviali\ acquazzoni,
con un caldo opprimente, un caldo
umido di serra. Condizioni simili,
sebbene molto più sopportabili
potremmo trovarle in una grande
foresta equatoriale della Terra, in
una calda giornata, con un cielo
coperto da nubi temporalesche, du.
rante un temporale in cui cadesse
una pioggia torrenziale tiepida, un
vero diluvio di acqua tiepida da
un cielo coperto di una cappa di
plumbre nubi, un temporale con
lampi, tuoni, vento da sradicare
gli alberi, um mare che con cupo
fragore infrangesst le sue onde in
un terreno paludoso. Così la fan-
tasia, che logicamente potrebbe es-
sere però anche realtà,

Secondo altre ipotesi, su Vene-
re troveremmo invece un deserto
bruciato dal Sole, un immenso Sa-
hara: rocce e polvere, montagne
alte altre 50-80 Km. (Scroter,
astronomo tedesco, 1790), venti
caldi che sollevano immense nubi
di polvere che sarebbero poi tenute
in sospensione dall'atmosfera ve.
nusiana: la temperatura, sebbene
attenuata dalle nubi, è elevatissima
e raggiunge i +60%- +80" e sa.
rebbe pirciò per noi difficilmente
sopportabile.

Se Venere ruotasse su sè stessa
in 30 giorni, come naturale, essa
avrebbe un giorno della durata di
15 giorni terrestri, una notte della
durata di 15 notti terrestri. Se in-
vece Venere avesse una rotazione
più lenta, come quella dedotta dal-
lo Schiaparelli, allora essa avrebbe
un emisfero con un eterno giorno
e l'altro con una eterna notte. ma
i freddi della notte sarebbero sd.
dolciti dai venti caldi provenienti
dall'emisfero sempre illuminato, e
viceversa, il caldo di questo sarebbe
temperato dai venti freddi prove-
nienti dall'altro emisfero.

Comunque, sia che Venere abbia
una rotazione lenta di 225 giorni,
che una rotazione rapida di 30
giorni, essa avrà, come Mercurio,
una zona di temperatura media:
detta zona di transizione, nella
quale regnerà una temperatura for-
se sopportabile per un ipotetico
visitatore terrestre.

Non dobbiamo però meravi-
gliarci parlando di questi terrib'li
caldi o di questi freddi: le tempe-
rature sono tutte convenzionali è
relative: lo zero del nostro ghiac-
cio è una temperatura elevatissima
in confronto alla temperatura del.
l'aria liquida {(—r90 gradi), che
posta in wn recipiente sopra un



blocco di ghiaccio vi bolle. I no-
stri pochi gradi al disotto dello ze-
ro ci fanno-tremare, ma-un esqui-
mes: ad isempio, quando ha 10
gradi sotto zero sbuffa dal caldo,
Inoltre bisogna pensare che s: su
Venere esiste una temperatura in-
sopportabile e su Mercurio wi è
piombo fuso, anche sulla Terra
vi è un metallo fuso a temperatura
ambiente: il mercurio. Un ipote-
tico abitante di Giove (—135°.
—155% apprendendo che sul pia-
meta Terra vi è mercurio fuso
penserebbe con terrore alla terribile
temperatura che i terrestri devono
sopportare, oppure penserebbe ad
una vita impossibile come noi pen-
siamo per Mercurio. Per poterci
immaginare -il terribile gelo di
—273° che regna negli spazi side-
rali e forse sul lato oscuro di Mer-
curio e della Luna, dirò che i no-
stri più terribili freddi polari non
arrivano a —-bG0% dirò che a
——190° il piombo diviene sonoro
come il più puro acciaio e tanto

VT CAOOEA FINORA TA VCIMESEG UOMO AAA O VARATO IMEBOET A di RETAA 0 AMANO NO ANANAS AVVIA AVANT OMAV VO PESSOA

I cento anni
del Canale di Sue

JE 16 gennaio scorso delegati
egiziani ed inglesi hanno fir-
mato al Cairo un accordo finan-
ziario, col quale si concludeva
la triste vicenda dell'ottobre
1956 per il Canale di Suez che
aveva portato il mondo intero,
non solo alla soglia della guer-
ra, ma ad una critica situazione
economica, le cui conseguenze
ancora oggi sono palesi, Tutto
questo naturalmente è accaduto,
perchè il Canale di Suez ha una
importanza immensa per la vi-
ta commerciale mediterranea,
Infatti lo scopo per cui fu co-
struito fu proprio quello di dare
la possibilità alle nazioni euro-
pee di svolgere i traffici con
maggiore rapidità e con i mi-
gliori vantaggi economici,

La stampa egiziana ha annun-
ciato in questi giorni che per il
25 aprile prossimo sarà celebra-
to, con grandi manifestazioni, il
centenario dell'inizio dei lavori
del Canale di Suez, Infatti il
primo colpo di zappa sarebbe
stato dato il 25 aprile 1859 pres.
so le rive del Golfo di Pelusio,
dove sorge oggi la città di Por-

fragile che al minimo urto va in
frantumi come vetro, citerò una
frase del grande chimico francese»
Lavoisier: 1743-1704: «Se la
terra si trovasse esposta alla tem-
peratura di —273° l'acqua dei ma-
ri e dei fiumi si trasformercbbe in
durissima roccia. la maggior parte
dei gas che compongono l'atmo=
sfera (ossigeno, azoto, elio, neon,
argo, cripton, zenon) diverrebbero
liquidi ». Mi sembra che queste
parole siano più che sufficienti a
dare l'idea di ciò che può essere la
temperatura di —273", lo zero
assoluto.

Ci siamo così di nuovo allon-
tanati dalla nostra esplorazione per
perderci mei wicoli ciechi della fi-
sica, ma d'altra parte che dire di
più su un pianeta di cui si conosce
poco o niente? Si potrebbe parlare
della sua sbitabilità, ma le condi.
zioni che abbiamo esaminate non
sono le più propizie per lo svi-
Inpoo di una vita come noi la
concepiamo: Venere sebbene sia

to Said, alla presenza dello
stesso visconte Ferdinando di
Lesseps, diplomatico francese,
molto amico del Vicerè di Egit-
to ed iniziatore della grande
impresa. Ferdinando di Lesseps
però fu solo colui che riuscì a
persuadere il suo amico Vicert
ad iniziare i lavori, avendo rac-
colto, per sottoserizione, un ca-
pitale di 200 milioni di franchi,
Il progetto del taglio dell'Istmo
di Suez era dell'ingegnere tren-
tino Luigi Negrelli, il quale, su-
perando tutti i precedenti pro-
getti, era riuscito a far com-
prendere che la lunga striscià di
territorio che univa l'Egitto al-
la penisola del Sinai, doveva
essere tagliata presso la baia del
Pelusio,

L'idea del taglio dell'Istmo di
Suez e della costruzione dj un

canale navigabile ha origini
lontanissime, Nel 650 avanti
Cristo ‘il Faraone d'Egitto Ne-

co II aveva fatto iniziare un
tronco di canale, che fu poi
continuato dal re di Persia Da-
rio, il quale dovette poi far in-
terrompere i lavori perchè im-

ARDURININMIAINDAYEARIVETVBIVBIIRIROTOACRIL0IV0YKWINRUINVO (CEDE KGOVROTEVWBIIROIGNKENIROVEVUKIOTEVICKK EV FINELUROVEITETINAKPALEÒLEDVRHTRITRITEAKRALRATa4nonne "a











































































chiamato il gemello della Terra, è
probabilmente, per clima e condi.
zioni fisiche, un pianeta molto dis
simile dal nostro,

Iî nostro prossimo viaggio sarà
più dettagliato e quindi più soddi-
sfacente; andremo su un pianeta
che conosciamo molto bene: par-
tiremo da Venere e, oltrepassando
la Terra; andremo sul famoso quara
to. pianeta del Sistema Solare,
Marte, e ne ripartiremo molto sod-
disfatti dopo aver appreso molte
cose interessantissime,

Tulio Mazzantini

RETTIFICA. Nel precedente
articolo (« Le galassie, vortici di
stelle »), pubblicato nel numero
21 - anno V del 25 dicembre
1958, alla quarta colonna, ultima
riga, è scritto che dalla Terra dl
Sole vi sono 8 secondi di luce.
L'autore precisa che va letto, inve-
ce, 8 minuti di luce. L'involonia
rio errore era sfuggito anche a noi,

@ pertanto ci scusiamo con i nostri
lettori,

VITITTI VII DtrEbSnttt ILA inserti een

pegnato in troppe lotte, Nel 250
avanti Cristo il re Tolomeo ri-
prese i lavori del canale è lo
condusse a termine. Molti ul
più avanti l'imperatore romano
Traiano fece apportare parce
chie migliorie al canale, Si ha
Poi notizia che nel 160 d.C.
sotto l'imperatore Antonino
Pio, il canale funzionava attiva-
mente, In seguito alla caduta
dell'Impero romano ed alle in
vasioni barbariche, il canale
venne abbandonato ed a poco a
poco la sabbia lo coperse,

Nel 640 il Califfo Omar lo
riaperse al traffico, ma nel 775
il califfo Abu Gioafer Al Ma-
sur ne fece chiudere l’imbocca-
tura e troncò così il meraviglio
so traffico che si stava svilup-
panda,

Dopo la scoperta del Capo di
Buona Speranza (1498), la Fran-
cia, ma sopratutto la Repub
blica di Venezia, ripresero. il
progetto del taglio dell’istmo, in
quanto i traffici commerciali,
specialmente dei veneziani, ve-
nivano immensamente danneg:
giati. Ma l'imfpresa era troppo
ardua e costosa. Con l'avvento
al potere di Napoleone, in Fran-
cia ‘si iniziò a studiare seria
mente il progetto e gli studi.
furono continuati così profon-
camente che si costitui la Sa-
cietà per gli studi del canale di
Suez. A questa società partecipò
attivamente l'ingegnere italiano.
Luigi Negrelli, che divenne poi
il vero progettista. Purtroppo
però l'accanita opposizione in-
glese fece ritardare per più di
dieci anni l’attuazione del pro:
getto del Negrelli. Un anno dopo
la morte dell'illustre ingegnere
(1858), s'iniziavano i lavori. |,

Dieci anni durò l'ardua im-
presa ed il 17 novembre.1869 I]
Canale di Suez veniva festosa:
mente inaugurato, Îl Canale mi-
sura 161 km. di lunghezza,
710-125 metri di larghezza alla
superficie e 45-100 metri di lar-
ghezza al fondo, Ha una profon
dità di 12 metri, Nel 1888 gli
Stati interessati alla costruzio-
ne istituirono la Compagnia In
ternazionale del Canale di Suer
che doveva amministrarlo per
99 anni,

Il Canale congiunge il Medi
terranéo al Mar Rosso ed allo
sbocco sorge la grande città dal.
la quale ha preso il nome,

Paolo Tarenzi









da pranzo, - Sopra: altra veduta del salone da pranzo, - Sotto: salone delle feste, - A destra,
olare): camera a due letti: Incale d'igiene per camera a due letti



a sera di mercoledì ll

marzo, per la terza volta,

uno spettacolo musicale
organizzato dal nostro p.ornale
ha portato alla ribalta i mi-
gliori dilettanti dell’ Ansaldo,
dando ad essj un pubblico da
grandi occasioni che li ha me-
ritatamente e vivamente ap-
plauditi.

La manifestazione che ha vi-
sto sulla scena dei teatro «Ver-
di. di Sestri Fonente questi
nostri compagni di lavoro, è
stata chiamata « Carosello an-
saldino» e ia seguito, con
qualche variante nella formu-
la, all» Ancora d'oro » rappre-
sentata. sempre al « Verdi », il
20 sovembre 1957 e alla «= Pa-
vata bianco-azzurra » rappre-
sentata al teatro « Massimo »
di Sampierdarena il 28 geen-
naio dell'anno scorso.

Le considerazioni che ci
hanno spinto a curare in ma-
niera particolare queste ini-
ziative, fra le altre che affian-
cano l’attività de « L'ansaldi-
no», sono molte.

In primo luogo sta il vivo
desiderio di dare a queglj an-
saldini che curano determinate
attività artistiche, una giusta
soddisfazione. Si tratta di ope-
rai ed impiegati che per otto
ore ai giorno stanno in piedi
o curvi davanti a una macchi-
na, néi doppi fondi di una na-
ve, vicino a un forno di fusione
o immobili cietro a una seri-
vanta o in faczia a un teeni-
grafo. Sono uomini cuasij tutti
giovani, che amano il proprio
lavoro, a volte preoccupante 0
faticoso, ma che sentono pure
il desiderio di evadere, sia pil-
re per breve tempo, dalla real-
tà muotidiana facendosi prota-
gonisti di un ideale artistico.
E noi abbiamo inteso premiare
questi valori spirituali con
una dimostrazione pubblica di
riconoscimento e di solidarietà.

In secondo luogo sta un al-
tro obiettivo: offrire a un buon
numero di ansaldini uno spet-
tacolo dove essi stessi siano
rappresentati, dove la maggior
parte degli interpreti abbiano
un talento e una prevarazione
di buon livello artistico e tec-
nico, dove si possano sincera-
mente apprezzare le finalità
dell'iniziativa e trovare mo-

tivi di interesse particolar-
mente vicini e sentiti.

Noi siamo certj — e in que-
sto non c'è ombra dij presun-
zione — di essere riusciti nel
nostro intento, e ci riteniamo
soddisfatti del nostro lavoro,
che è al servizio di tutti j com-
ponenti dell'Ansaldo.

La presentazione dello spet-
tacolo è stata affidata, some già
per la « Parata bianco-azzur-
ra, a Sandro Baldoni della

Il presentatore Sandro Baldoni e la valletta Mimma Di Terlizzi



14

RAI-TV, E' un giovane, San-
dro Baldoni, sinceramente af-
fezionato alla nostra Società,
simpatico, serio, colto. E so-
pratutto è un vero signore.
Sua partner era, questa volta,
la graziosa Mimma Di Terlizzi.
a tutti nota come una delle
due vallette della popolare ru-
brica televisiva « Il musichie=
re»,
Alle 21 precise si apre il
sipario sul palcoscenico del
« Verdi » e il pubblico, che già
da quasi due ore, in forte an-
ticipo sull'orario, fgremisce
ogni ordine di posti, può am-
mirare la grande scena elabo-
rata da Glauco Poggi, impie-
gato al Cantiere di Sestri, una
scena di ambiente efficacissima
nel disegno e nel colore: due
navi in costruzione che... stra-
buzzano gli occhi di cubia e...
urlano col bulbo di prora, men-
tre la « Lanterna » del porto
di Genova, sorpresa dalla stra-
nezza del fatto, si agita e Sl
tappa le orecchie.

Si sente quindi la sigla mu-
sicale del comuolesso di Eros
Steganj schierato a sinistra del
palco e compare in scena la
signorina Maria Grazia Fer-
raro, impiegata della Direzio-
ne Generale, che non smenti-
sce ll suo nome e annuncia
l'inizio dello spettacolo.

Un momento dopo entra, ele-
gante e sorridente, Sandro Bal-
doni. Egli saluta gli intervenu-
ti, accenna brevemente agli
sconi, sopratutto sociali, che il
« Carosello ansaldino » si pre-
figge, e presenta la concittadi-
na Mimma Di Terlizzi, per
l'occasione valletta del nostro
spettacolo.

Cominciano così a susse-
guirsi alla ribalta gli interpre-
ti, che sono stati scelti dai no-
stri corrispondenti e rappre-
sentano gli stabilimenti socia-
li, la direzione generale e
l'Ansaldo-Coke, Li annuncia

Sa)



la Di Terlizzi e li presenta al
pubblico Sandro Baldoni, che
per tutti ha una parola di au-
gurio e di incoraggiamento,
un accenno scherzoso al lavo-
ro che svolgono, una battuta
di spirito sempre azzeccata è
sempre gentile.

La prima esibizione è di Pa-
squale Fruzzo del Cantiere di
Sestri, che canta con voce cal-
da e composta «Buon anno,
buona fortuna », Segue Arman-
do Celso dello stabilimento
CMI, che ci fa ascoltare lo spi-

gliato « Mambo alla fiorenti-
nà » accompagnandosi con la

chitarra. E via via si presen-
tano gli altri che il regista ha
incluso nel primo tempo del
» Carosello -: Maria Lombarlo
della Fonderia, interprete di
« Cantando con le lacrime agli
occhi », i due bambini Arman-
do Corsi e Claudia Malacarne
che partecipano con gentile
grazia Infantile per i Servizi
Ausiliari suonando la chitarra
l'uno e cantando « Al chiar di
luna porto fortuna » l’altra,
presentati dalla piccola Mari-
na Paganini, Benedetto Giglio
per il Cantiere di Muggiano
con una piacevole presenta-
zione di « Suonno a Marechia-
re =, Liborio Vuitaggio della
Direzione Generale che diffon-
de con pregevole tecnica e
timbro di classe le note di
« Incantesimo «a, Renzo Dalle
Vegre del Meccanico che inter-
rompe la serie delle canzoni
con la seconda rapsodia di
Liszt, suonata al pianoforte
con la maestria di un virtuoso
della tastiera, Gian Battista
Cervetto in rappresentanza del
Cantiere di Livorno, che ha
affrontato con sicurezza e buo-
ni mezzi vocali l’« Ideale » di
Francesco Paolo Tosti, suona-
to al piano dal maestro Sardi.

À questo punto è comparso
sulla scena Alberto Talegalli,
il popolare « Sor Clemente »
della Radio, che siamo riusciti

CAROSELLO
ANSALDIN

tl





a portare fuori programma al
« Carosello ansaldino» con
l'interessamento di Mario Fos-
sati, il nostro solerte corrispon-
dente da Roma. E' bastato che
Talegalli aprisse bocca perchè
tutti sbottassero in sonore ri-
sate. La sua apparizione è
stata però di breve durata, una
specie di aperitivo per il piat-
to forte che ci avrebbe servito
più tardi.

Cala il sipario sulla prima

Alberto Talegalli, il popolare
«Sor Clemente: della RAI-TW





Liborio Yultaggio, vincitore dell'« Ancora d'oro 1959»

arte dello spettacolo e dopo
deci minuti di intervallo co-
Mncia il secondo tempo, inau-
furato da Nico Balducci, « An-
ira d'oro 1957» e ospite fe-
@ggiatissimo, Il repertorio di
salducci, già buono, si è ar-
Echito, ed ha acquistato or-
dai uno stile personale ed ef-
gvescente, Il pubblico non
if lesinato gli apvlausi alle
Me canzoni, alle barzellette,
Me imitazioni presentate. Vit-
brio Centanaro ha accompa-

to Balducci con Ja chitarra.
E cominciato quindi l'avvi-

vornese, che ha condotto le
note dij « Giamaica » con in-
termezzi di velluto e fina'e di
puro cristallo.

Le esibizioni dei dilettanti
cono terminate e mentre la
giuria (composta dal somrano
Carmen Repetto, dai cantanti
Mario Bertorello, Franco Fran-
chi e Rosemary Minella, dal-
l'attore dialettale della RAI
Andrea Salvo, dall'attrice di
prosa Anna Torretto, dal cri-
tico musicale dr. Pier Luigi

Vacchino è presieduta dal ro-
stro collega Emiddio Loscal-
zo) si ritirava per lo serutinio,
non prima che i suoi membri
si fossero fatti ammirare per
una breve interpretazione, ri-
vediamo Alberto Talegalli. La
sua mimica, le sue parole, il
suo gesticolare hanno fatto
contorcere dalle risate più di
uno, « Sor Clemente » è stato
veramente grande e s'è diver-
tito rure lui un mondo, riden-
do a crepapelle col pubblico.

Lo spettacolo è terminato e
tutti aspettano con imparienza
il responso della giuria, che
Baldonj introZuce sul palco-
scenico. Ecco il responso:

Premio del sindaco a Bruno
Usai e Cesare Miglietta; coppa
del presidente dell’'Associazio-
ne Industriali a Renzo Dalle
Vegre; targa d’argento del pre-
sidente del Consorzio Autono-
mo del Forio ad Anteo Dodi;
premio del presidente della
Amministrazione Provinciale a
Piero Giorgi; coppa del Dopo-
lavoro Ansaldo al duo Campi-
si; coppa Ansaldo per la mi-
gliore rappresentanza alla Di-
rezione Generale; « Ancora
d'oro 1959» a Liborio Vultag-
gio.

Il pubblico sottolinea con
vivi applausi le decisioni dei
giudici e anche i premiati ci
sembrano sinceramente soddi-
efatti per l'affermazione otte-
nuta.

Ii presentatore invita sul
palcoscenico il presidente del-
l'Ansaldo avv, Federico De
Barbieri e lo prega di conse-
enare i premi ai migliori pro-
tagonisti del » Carosello an-
caldino », L'avv. De Barbieri,
che segue con particolare sen-
sibilità le nostre manifesta-
zioni sociali, è visibilmente
lieto dell'incombenza e soddi-
efatto della bella prova forni-
ta dai dilettanti; pertanto si
compiace con ciascuno di essi.
Anche l'ing, Domenico Zirilli,
nella sua cualità di direttore
dei servizi centrali, è invitato
sul palcoscenico per ricevere
dal presidente la coppa desti-









Nelle tre foto di destra, dall'alto: il presidente della nostra Società, avv, Federico De Barbieri, consegna al direttore centrale

mdamento degli altri dilet-
ing. Zirilli la « Coppa Ansaldo », vinta dalla Direzione Generale; il complesso di fisarmoniche Padovan; il trio Perri-Petei-Perri

nti: il comnlesso di fisarmo-
ehe Padovan, con l'intermerz-
della « Cavalleria Rustica-
i», suonato con bella si
ifezza per far bene figurare

saldo-Coke, Sergio Papi
el Cantiere di Sestri con la
inzone « Manname nu raggio
Qsole» condotta con stile
Fonfidenziale =, i due fratelli
erri alla chitarra e il can-
ite dialettale Mario Petei
I CMI con la « Cansun da
meullia » che ha mandato in
fodo di giuggiole i veri genao-
si, Anteo Dodi della Fonde-
f con «Boccuccia di rosa»
Bdicata alla fielia Fulvia con
i «patos» che ha ottenuto
lorosi consensi e anche un
d' di commozione, Piero Pa-
Bi per i Servizi Ausiliari
i « Piove» di personale in-
iipretazione (Parodi aveva
ia cantato magistralmente
Wwalonera » nel primo tempo,
na incluso nel numero di Cor-
*Malacarne-Paganini), il bril-
inte duo pi per il
cantiere di Muggiano, che
è sbizzarrito su « Butta la
iMave- con i virtuosismi del-

chitarre elettriche, Cesare
Miglietta con la contagiosa
(risata » a lungo metraggio,
e ha fatto crollare a terra
Wi perchè gli altri erano
uti, Bruno Usai del Meccanico
Mm «Io sono il vento» che
do la sua nota classe poteva
Urontare. e Fiero Giorgi, mo-
desto e valoroso cantante li-

zC-
'





nata alla rappresentativa della
Direzione Generale.

Tra il pubblico che, come ab-
biamo accennato, ha gremito
il teatro, c'erano molte autori-
là e personalità cittadine, tra
cui l'assessore prof.ssa Ines
Boffardi per il sindaco, il com-
misssrio capo di P. S. dr.
comm, Marocco per il questo-
re, il direttore provinciale
dell'ENAL comm, Maffei. Del-
l'Ansaldo, oltre al presidente
con la sua signora Donna
Esther è al direttore centrale
ing. Zirilli, sono intervenuti,
anche in funzione rappresen-
tativa, il direttore centrale
ing. Casaccia, il vice direttore
centrale dott. Cerutti è il dott.
Enrico della Direzione Gene-
rale, il dr. Tomasi e Ving. Pa-
risi del Meccanico, il direttore
del Cantiere di Sestri ing. Boe-
ro con j vice direttori ing.
Avanzini e rag. Traversa, il
vice direttore della Fonderia
dr. Masperi con l'ing. Zagnoli,
l'ing. Necchi dello stabilimen-
to CMI, il dr. Migone del Can-
tiere di Muggiano, il direttore
del Cantiere di Livorno ing.
Mauceri e signora, il direttore
dell’uffizio impianti ing. Ar-
naldi, il direttore tecnico dr.
Ballerino e il vice direttore
amministrativo dr. Spirito del-
l'Ansaldo-Coke e molti altri
dirigenti. I Servizi Ausiliari
erano rsvpresentati dal capo
dej servizi amministrativi ra-
gionier Mignosi.

La numerosa partecipazione
dei nostri dirigenti al « Caro-
sello ansaldino » è stata com-
mentata con grande simpatia
perchè ancora una volta dimo»
stra come la Direzione segua
attentamente ogni iniziativa
atta a sviluppare quel nuovo
soirito di solidarietà che da
tempo si va affermando fra
iutti i componenti della no-
stra azienda, e che ha già dato
incoraggianti risultati.

Giungano quindi i nostri vi-
vi ringraziamenti ai dirigenti
dell'Ansaldo e a tutti ji prota-
gonisti, ai corrispondenti di
stabilimento e agli altri colla-
boratori che hanno reso possi-
bile il buon successo dello
spettacolo che, ormai giunto
alla terza edizione, ha sorpas-
cato i confini aziendali atti-
rando l’attenzione e i consensi
di molti ambienti cittadini, e
non solo clttadini.

Dante Jannone



In colonna, dall'alto: il can-
tante Gian Battista Cervetto;
il duo Campisi con chitarre
elettriche: il caratterista Ce-
sare Miglietta; il cantante Pie-
ro Giorgi. - Sotto: Nico Bal-
ducci {Ancora d'oro 1957) col
chitarrista Vittorio Centanaro



I mpianti industriali

d’ illuminazione fluorescente

Abbiamo ricevuto dell'ing. Lu-
ciano Grassi del Meccanico la se.
quente lettera :

Mi riferisco alla relazione «Im-
pianti industriali di illuminazione
fluorescente a catodo caldo» da
me presentata al « 3-0 Convegno
dei capi servizio manutenzione n
delle Aziende « Finmeccanica »
(Trieste. ottobre 1958) e ripor-
tata sul numero 2 - anno VI de
giornale con il titolo « Impianti
industriali di illuminazione fluo=
rescente Dn.

Vorrei fosse chiarito che le fo-
tografie con cui è stata data veste
piornalistica alla relazione, si ri-
feriscono ad impianti del Mecca
nico che sono stati studiati dal
sig. Guglielmina. capo del SET,
della cui preziosa collaborazione

il s:irvizio manutenzione sempre si
e avvalso.

Vi sarò grato se vorrete pub-
blicare quanto sopra.

li sta. Guolrelmina, informato
di questa lettera, ci ha fatto per-
L'EMNrne quesro Seritio re

La rettifica dell'ing. Luciano
Grassi all'articolo sugli impianti
industriali di illuminazione fluore»
scante, apparso sul n. 2 - anno VI
del nostro giornale. nel mentre fa
il punto su una involontaria ine-
saltezza, torna a mento della nota
serietà del predetto ingegnere è di
ciò gli dò atto e lo ringrazio.

Colgo ora lo spunto per accen-
nare brevemente a un nuovo tipo
di apparecchio a tubi fluorescenti
installato nei nuovi saloni Studi
del Meccanico ed espressamente
studiato da me per risolvere VYan-



POS, Voce

c/apparecchi | c/apparecchi
SET'G del commer.



Coefficiente di uniformità





I Spesa per acquisto n. 36 apparte»
chi e acc:issori (lamp. e reattori)
120 tubi da 65 W..4000 l. cad

L. 22.120 Gb zoo

= Id. n. 60 apparecchi è accessori
(lampade e reattori) ifo tubi da

40 W - 2400 |. cad. L. 16.100 966.000
3 |Consumo coramno a pari illumina»

mento kW 8,56 9,00
4 |Consumo specifico mq W/mq 11,6 13,1

|
dell'il=|









%
luminamento 0,9 = 1 o.fo
È Costo dell'impianto 6,9 (') Î,
7 Illuminamento misurato:
Salone STUDI lux 400
Salone ORG lux zio
Salone PRO-TEMPI Inx zio
N. B. - Sono stati considerati i saloni Studi-Org e Pro-Tempi

("*) Riduzione delle sezioni per cambio tensioni da 130--220 V.

noso problema delle ombre è par
ticolarmente della riflessione spe
culare della scrittura a lapis suuto
determinati angoli di incidenzs,

Le prove priventive e la rer
lizzazione su scala pratica nei pre.
detti uffici di un impianto cor gli
apparecchi in argomento ha con-
sentito di rilevare: a) basso costo
dell'apparecchio in rapporto al
flusso luminoso in lumen emesso;
b) alto coefficiente di rendimento
pari a quello degli apparecchi del
commercio a luce diffusa nono
stante si tratti di illuminazione in.
diritta: <) coefficiente di unifor
mità dell'illuminamento. sul pia
no di lavoro, prossimo all'unità;
d) qualità della illuminazione ot-
Tenuta assolutamente scevra da
brillanza.

La tabellina riportata da un
taffronto comparativo dei due: si-
stemi a pari illuminazione otte
nuta con apparecchi SET/G è
con apparecchi del commercio.

L'apparecchio visibile nella fo-
to. (salon: Studi) pubblicata da
« L'ansaldino È», consta di un sup-
porto in lamitra di acciaio infe
riormente e in alluminio anodiz-
zato superiormente,

Nella parte superiore sono siste
mati quattro tubi fluorescenti di
65 W. 4400 lumen su due line
parallele (bilinea). Le impedenze 2
220 V. sono sistemate nell'interno
dell'apparecchio. La sospinsione,
nel caso in esame. è ottenuta con
catenelle, la distanza dal soffitto è
di m. r.



BORSE DI STUDIO
del ‘Lloyd's Register”
E' sinia approvata dal Comitalo

Itallano «del « Liovd's hegister of
Shipping» l'istituzione di due Hor-

se di studio, claseuna della durata
fili tre anini in Malia onde conse
cuire la laurea, e del valore di lire
it. 500.000 per anno, più un anna
«li esperienza pratica in Inphilterra
rlel valore di lire sterlime 500, per

studenti in ingegneria navalmecca:
nica di nazionalità Italiana, di mon
Glire 23 nanni di eta, che abbima
Shi superato ll primo biennio pre-

paratorio presso una Universit
italiana,

Le domande e la richiesta docu
mentazione per partecipare al con-
coro debbono poervenive all'Uni
vaglio di Genova ceniro Ji termine
massimo de] 0 aprile 1559









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SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Le classifiche del campionato di sci

Wworiti da una magnifica
srnata di sole, si sono svolti
Menica 22 marzo a Monesi i

iionati di sci del nostro Do-
f ve ro,
ille gare, ottimamente orga-

Ate dai collaboratori Rinal-
Bruzzo e Dodi, hanno parte-
ito oltre 30 concorrenti,

ordine d'arrivo è il seguen-

Slalom femminile: 1) Luciana
ldini (campione sociale); 2)
ria Canepa; 3) Tina Toschet-

4) Maria Loreni,

Slalom maschile: 1) Antonio
tri (campione sociale); 2) Ar-
imdo Sbarbo: 3) Guido Meola:
IE. Cavicchioli; 5) Sergio Ri.
aldi.

Mezzofondo: 1) Sergio Rinaldi
Mimpione sociale»; 2) Luigi
ildini; 4) Giuseppe Dodi; 4)
fancarlo Osenga; 5) Pierluigi
agnino.



SEZIONE FOTOCINEMA

niettate le «dd iaposi tive

del secondo concorso

Lunedì 9 marzo, in serata ri-
vata ai concorrenti, sono sta-
i proiettate Je 280 diapositive
eolori partecipanti al secondo
incorso diapositive organizza-
bi dalla sezione,

L'apposita giuria, composta
ai sigg. Barigelli, Della Casa
WGroffis, ha giudicato il mate-
fiale secondo la seguente gara-
duatoria:

1) Luigi Gestro del Meccanica;
Andrea Bruzzone del Mecca-
nico; 3) Edoardo Goretti del
Cantiere di Sestri: 4) Giorgio
Denegri del Cantiere di Sestri;
a) Giuseppe Grosso del Cantiere

di Sestri; 6) Sergio Rinaldi del
Meccanico; 7) Giulio Duca del
Cantiere di Sestri: ® Orlando
Vendrame del Caniiere di he.
stri; ® Umberto Spirilo della
Direzione Generale; 10) Luigi
Roncallo della Direzione Gene-
rale; 11) Antonio RBottino dei
Servizi Ausiliari; 12) Carlo Pe-
drazzi del Cantiere di Sestri;
13) Vivetlo Stefano dell'a O,A,
RN»; 14) Guido Zambonini del
Cantiere di Sestri,

Il 16 marzo, a sala gremita,
le migliori diapositive sono sta-
te proiettate per i dopolavoristi,

SEZIONE TURISMO

Gita a Milano
per la Fiera campionaria
Il 18 aprile prossimo si svol.
gerà la tradizionale gita a Mi
lano in occasione della XXXVII
« Ficra campionaria »,
quote di partecipazione
sono state fissate come segue:
Soci è famigliari il èirico:
L. 600;
— Non soci: L, 1.000,

Le

Le prenotazioni si accettano
presso i delegati di stabilimento
dal 6 al 10 aprile.

Riduzioni del 50°,
per gli spettacoli
della *Goliardica Baistrocchi”

Si comunica che, per accordi
intercorsi con la direzione della
« Compagnia Goliardica Bai.
strocchi », in occasione della ri-

vista « A_ cavallo di un raggio
di luna», che avrà luogo al
« Teatro Margherita », i dipen-

denti potranno godere della ri



SOGGIORNI ALPINI

Come era nei desideri dei dopolavoristi, nella prossima
estate i « Soggiorni alpini » verranno effettuati nell'incan-
tevole Val di Fassa (Trentino).

Sono state infatti definite in questi giorni le tratta-
tive con alberghi di Moena, Soraga e Pozza. Gli alberghi
prescelti offrono tutti i comforts necessari per un ottimo
soggiorno ed anche il trattamento sarà particolarmente
accurato, con scelta cucina.

Le località, per la loro vicinanza con i gruppi Sasso-
lungo, Sella, Pordoi, Catinaccio e Marmolada, dànno la
possibilità di ottime scalate, mentre bellissimi boschi po-
tranno essere meta di salubri passeggiate.

La « Sezione attività montane » organizzerà per i sog-
giornanti ottime gite nei maggiori centri turistici del Tren-

tino e dell'Alto Adige.

E E E tp coli II



Con apposito manifesto verranno rese note ai dopola-
voristi ulteriori informazioni

e le modalità d'iscrizione.







duzione del 50% per i posti di
platea, nelle seguenti serate:
lunedì 30 e martedì 31 marzo:
mercoledì 1, giovedì 2, venerdì
3 e domenica 5 aprile,

I tagliandi a riduzione sono
in distribuzione presso i dele-
gati di stabilimento del Dopo-
lavoro.

SEZIONE MUSICA

La serata di jazz classico

Martedì 17 marzo, nella sede
di Sampierdarena, ha avuto ini-
zio ln pr.ma delle quattro sera-
te di jazz classico, Il programma
delle altre serate è il seguente:

- martedì 24 marzo, ore 21:
New ODrleans - Boogie Woogie;

— martedì 3ì marzo, ore 21:
Chicago - Harlem;

Martedì 7 aprile, ore 21;
York - Revival.

Now

Le riduzioni ferroviarie
per i possessori
della tessera ENAL

Si porta a conoscenza del dopo»
lavoristi che, mentre sono in corso
trattative tra l'ENAL centrale e la
direzione delle Ferrovie dello Stato
per un miglioramento del vantaggi,
dal lI.o marzo sono entrate In vigore
le riduzioni ferroviarie per i por-
sessori della tessera ENAL 1959,

Pertanto ogni iseritto per l'anno
1959 ha diritto ad um vlaggio Indivi-
duale sulle FF.55, in seconda classe
con la riduzione di circa Il 30 per
cento (tariffa 4.3} per una distanza
non superiore ni 250 Km. (andata)
e 250 Km, (ritorno) attenenilosi al-
le seguenti norme:

— | biglietti, soggetti alle modtda=
lità ed ni limiti provisti per | bl-
glietti di andata è ritorno ordinari,
verranno rilasciati dalle stazioni
ferroviarie dietro presentazione del-
la tesserà ENAL per l'anno 1959 è
della richiesta di «viaggio degli
enalisti », in doppia copla, compi-
lata sul modulo apposito numerato
e munito «di timbro a secco delle
FF.Ss&:

— lè persone richiedenti la ridu-
zione devono essere munite oltrechà
della tessera ENAL 1959 di uno del
seguenti documenti di identificarzio
ne: carta di identità, tessera nosta-
le, porto d'armi passaporto, paten=
te nutomobilistica;

— All'atto del rilascio, la stazione
dovrà apporre sulla tessera ENAL
il timbro n data o l'indicazione de-
gli estremi del relativo biglietto
emerso;

— Il biglietto può essere rila-
sciato per l'Itinerario scelto dal
viaggiatore anche se detto itinerario
non costitutsee la via più breve 0Ko
una id deviazione ammessi:

— ll biglietto ha la validità di tre
giorni e può essere richiesto in
qualsiasi momento;

— ll vingglo deve avere inizio mel
glorno di emissione del biglietto;

— il viaggio di ritorno può avere
inizio da qualunque stazione com-
presa nell'itinerario;

— possono essere ell'ettuate fer
mate intermedie nella validità del
biglietto;

— la vidimazione per il viaggio
di ritorno oltrechè alle biglietterie
delle stazioni potrà essere eseguita,
a richiesta del viaggiatore, dal quar-
dasala o dal personale addetto alla
controlleria sul treni, senza paga»
mento di alcuna penalità,

Contributo assistenziale

eassicurazione extralavoro

Com'è noto | tesserati dell'ENAL,
fra le altre facilitazioni, hanno
secuenti benellci:

Comiributo assistenziale in caso
di morte. Nella misura di Lire
40,000, viene concesso agli eredi de-
ell iscritti che dlecedossero per ma-
lattina, purehè sl trovino nelle £sG=
guenti condizioni: 1) abbiano più dl
Za anni e non superato (lt if
concessione viene esicsa anche agli
iscritti di «età inferiore al 25 anni
se coniugati o capi famiglia; 2} ri-
sultino |scritti all'ENAL da almeno
‘un anno,

Sono esclusi dalla concessione del
contributo | casi di morte per le
seguenti malattie: tubercolosi, cane

cro, tabe e tare costliuzionali (ma-
intile ereditarie).

La denuneia di morte deve essere
effettuata presso i delegati di sta-
bilirmmento o la segreteria del Dopo-
lavoro entro 15 giorni dalla data
del decesso e deve essere iccome=
pagnata dal seguenti documenti:
denuncia di morte in tre coppe (su
moduli forniti dal Dopolavoro); cer-
tiliento di morte: atto notorio rila-
sciato dalla Pretura o dal Comune
attestante gli eredi; tessera ENAL
{dell'anno precedente e dell'anno In
OOFSO),

Assicurazione èxtra-lavoro. E' va.
Tkla per gli iscritti di età fra | 12
ed i 75 anni, Viene corrisposio
l'importo di L. 110.000 in caso di
morte o di Invalidità permanente
totale, Tale somma vlene ulterior-
mente ridotta per le Invalidità par-
ziali, Nessma somma viene corri.
sposta per quegli Infortuni che non
laselassero esiti di enrattere permi.
nente.

SI precisa che ln garanzia della
assicurazione comprende i rischi

che si possono verificare mentre
gli assicurati nom prestano servizio
di lavoro,

Sono esclusi dall'assicurazione gli
infortuni rélativi a: imprudente di
qualsiasi genere (comprese le scea-
late e l'accesso ai ghiacciai), le com-
petizioni agonistiche, l'uso di bici
clette con motore ausiliario supe»
rlore a 50 cc, l'uso di mololeggere
pltre i 125 cc. e quelle con ruote
alte, attività subacquea, attività ae-
rita, il suléidio, la rissa, l'ubriachér-
za, Dec,

In caso di infortunio il dopaola-
warlsta (o chi per lul) dovrà pre
sentare al delegato di stabilimento
od alla segreteria del Dopolavoro
denuncia in tre copie (su moduli
forniti dal Dopolavoro) e dichiara-
slone «dello stabilimento dalla quale
risulti che l'interessnto non era
presente al lavoro al momento del-
l'infortunio, entro 25 gplorni dalla
data dell'incidente. In caso di mor.
te, dovuta ad incidente, dovrà es-
sere data comunicazione entro le
24 ore.



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profonda umanità che costituisce un'opera

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L'Autore presenta in questo volume, sulla
scorta di precise osservazioni scientifiche, la
le caratteristiche, i drammi delle stra-
nissime creature che vivono nelle profondità

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n È - 4 febbralo: AGOSTINO li Giu- Questa rubrica è stata [stitwita ettrico
& È ebbralo: A sli , sl iu Mo : E è
è seppe Ferrari {Mec} e di Maria per consigliare e assistere gli Materiale stagno per usi
Sartorio: ROBERTO. di Augusto ansaldini che hanno chiarimenti Lombardo n Ù da A
là dicembre: MAURIZIO, di Giu Gonzaga (Can) e di Carla Cocoa: da chiedere o pratiche da 5v0l- industriali E navali
seppe Bossi (Fon) e di Maria Pa- MIRELLA, di Domenico Puppo gere ineremi le pensioni di
radossi - 15 dicembre: PIETRO, (Fon). è di Marian Valtriani = bi guerra, Per usufruire del servi MILANO - TEL SEIL.276 Valvole e materiale “AFO”
dell'ing. Giovanni Misurale {Can} e febbraio: IPA NIE, chi Antonio zio occorre compilare le schede
SRIUTROA Besio - +39 dicembre: Tata (Mec) e chi Maria Marani; MA- in distribuzione presso | corri anti-urto per bordo
, a di Antonio Dedola (Cam) RIA, di Aristide Danovaro {Mec} e Ù ti asa Filiale di Genova
: Voria ©nloa- = 96° dinn 0 Eat n , I Niati. sSpondeniti di stabilimento, .
e di IF Spia zi dicembre: di Renata Bottazzi: LAURA, di Mau Vv I Pi ] d al "
SERGIO, cdi Giuseppe Pastorino rizio Romano {Can} e di lole Fari 5 an x . Vi À M M | B ] diVvole «i ta capacita
{Gan} e di Domenica Qitonello = 15 done + # febbralo:r LUCIA, di Anto- GIOVANNI BATTISTA CAMOIRA- ld 4 hi ardg iano, È d " “WEB ER di»
gennalo: AMBROGIO, di Giuseppe nio Turilli (Mecì e di Maria Dar- NO, Il Suo ricorso presso ll Mini- 1 rottura
Golta (Can) e di Maria Boittino »- 2° danelli . 10 febbraio: LOREDANA, Left I Lav « della Previdenti
gennaio: LUIGI NICOLA, di Nicola di Giuseppe Chieregato (Can) e di Ri sn 2 sn sn
Di Somma {Fan} e di “7/incenza Elisa Grandicellil — 150 febbralo; SOClAle deo sato pur pa n %
Fraseliolla »- 1 gennaio: NICO MARINA, di Erminio Sommariva negativamente, con Je segrenti con- INGROSSO CARTA CARCELLERIA
LETTA, di Antonio Causa {Fon} € {Can} e di Bruna Parodi - 18 feb- clusioni: Respini «rr | genitori I
di Franca Zorzoli - 18 gennalo: brafo: TIZIANA, di Giuseppe Pasto- © 0° a ; : si MEET È i si ARITCOLI PER UFFICIO TECNICO
PAOLO, di Nicola Clanei (Fon) e di rino (Fon) e di Maria Guerra - è per i ratello, ino quanio dag sr



Anna Bagnara; ALESSANDRO, di 19 febbralo: BERNARDO. di Aldo atccriamenti effettuati risulta ché i _
Mario Pertlen (Mee} e di Giuliana Pittaluga (Canì e di Rachele Kotoj gpenltori godono di un reddito su» GENOVA - Via &. lorenza 2.19 " Telefono 209, 7068

Parchi; RAIMONDO, di Luligl Pon GABRIELLA. di Giuseppe Vignoli periore al limite di legge (L. 15.000



tillo (Cani e di Anmmda Omelli = 20 (Fon)ì e di Angela Cavamnna - 20



gennajo: ARMANDO, di Mario Fer- fabbrealo: RAFFAELLA, di Italo Cia. Mensili globali) e il fratello non è
rari {Mec} e di Margherita Costa= nj (Mec) e di Clarita Bagnasco, i suo prevalente «carico ». Quanto
gnolo -. 21 gennaio: FRANCESCO, di

i li Ù Ù
TORO TRE a n A ‘tutti 1 piccolissimi ansaldini ed Prima tali conelusloni Le verranno Libreria Internazionale DI Stefano
Laszarò 353° senmaio: PIERLUIGI, ni loro genitori i nostri auguri più noillicate al Suo domicellio, tramite ) N { i j Ì

di Benedetto Gtionello (Cam) e di ferwidi, VINES, la cmsiglinmo di fare do»

gerene Corminata: OHIETTA, Ml 1 . manda: di manatoria all'Istituto Na- già TREVES . S.p.A.
Tordito ai ISDREINA Si SOTTO sposati gionale Providenza Sociale, chie-

dell'Ing. Guallelmo Reggio {Can} è è febbraio: Bartolomeo TRAVER CREO A RSPRGERIa RIO SE li DI \ | \ \
ULTI SO REGInI E SSR sr Can n ion Magda - Bafia È a muta v spiegando Inoltre che .la ri L 4

e di Tae Reggio = SR gemaio: SIL» febbraio: Luneiama CALCAGNO chiesta degli assegni fu fatta < lm

VIA, di Romeo Tonelli (Can) e di (Can) con Marisa Cesarano » B feb. completa buona fede, ignorando le +1 Ri, CECCARDI ù TELEF. SE 0865 si 55,406

Silvana. Giacobbe + 250 gennaio: braio: Bernardo BEUZZO (Can) con diaposlzioni di legge in materia,

GIORGIO, di Lulgi Mazzocchi (Can) Live ROC OVO. CONERO 02: Nel caso che l’abbuono non potess | PIAZZA FONTANE MAROSE - TEL. 23.291
ViA ROMA -- TELEFONO BE.aS6

nai: VITTORIO, di Giorgio Fer- Grazia Galli. casere concessa del tutto, chiedere

rari (Fon) e di Michela Sarlo = Agli sposi i nostri vivissimi au. ©he venga almeno concessa una più
S1 cennalo: : iletro Ca-
31 gennato: MARINA, di Pietro Ca- surf, lungà- rateazione.





reva (Can) ce di Samia Carlini - 2



febbraio: LORENZO, di *nitonio
Arata (Cani e di Adelina Gapgoro

NOZZE D'ORO





n sig, Ottaviano Ronfanti, cx di- le nuove

pendente del Cantiere di Livorno,

e la sua gentile consorte Lina Mar-

mugi hanno festeggiato le mosse

d'oro, Amguri vivissimi.

ARLLERLISTIS LIRITEGI VERE LIA STILISTI BILE TE RIESI ELET TERKPE PRA LUKE RIHR,I a. ill p° gp dd
casi =

Atto di onestà =
L'operaio Emilio Fancaldi



190 lì



ri ad cambio di facile manovra a 4 velocità
gente somma di denaro a bor- rapporti particolarmente studiati per una pronta ripresa
do della turbocisterna »« Gine- ruote da 3,5 x 10"'

vra Fassio. durante le prove

a mare, lo consegnava imme-

diatamente al proprietario.
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18



































faro Ansaldino,

un gruppo di giovani periti
(«Meccanico » che ti scrive.
llamo letto con vivo piacere
i che il nostro condirettore
trale ing. Palumbo ha avu-
la bontà di comunicare a
ti gli ansaldini in merito al
tro inserimento nella vita
endale.

Dì questo brillante articolo
o molto apprezzato la
arerzza, l'obiettività, la com-
msione per i problemi dei
Wani ma, soprattutto, ci ha
cati il balzare vivo, da ogni
tola, del centenario spirito
saldino », quello spirito che
falida guida alla nostra for-
tione tecnica e spirituale,
\bbiamo notato, tuttavia, che
Stato illustrato completa-
inte solo il periodo di tiro-
lio per gli ingegneri e, poi-
: molti ancora non conosco-
lil nostro, vorremmo espor-
un breve sunto.

| perito viene assunto come
éraio di categoria B con un
ratto a tempo determinato
a durata di otto mesi, dopo
er subito un esame nel qua-
oltre le capacità tecniche,
nno grande valore le qualità
îrali. AI momento della as-
zione egli porta con sè un
Qaglio di nozioni, sia prati-
a che teoriche, molto vario
| aggiornato, Teorie, princi-
che già ha avuto modo di
erimentare nelle piccole ma
ientissime officine della
bola.

Per la sua preparazione teo-
to-pratica, il perito risulta
indi idoneo a ricoprire man-
ini di capo intermedio e, dal
to tecnico, ben poche difficol-
possono ostacolare il suo
lattamento al posto di lavoro
i esso negli uffici che nelle

icine,
Molto difficoltoso è invece
ambientamento psicologico

la grande quantità di pro-
i umani, spesso insormon-
Îli, che lo circondano e lo
vrastano. ll passaggio stesso
lla produzione economico-
rimentale della scuola a
ella industriale, richiede una
wsformazione di intenti ed
a rapidità di decisione, si-
ed efficace, che costa non
fatica al principiante.

Per permettergli di abituarsi
nuovo modo di agire, per
nderlo edotto del ciclo pro-
tivo dell'azienda e delle sue
ssibilità di lavoro, il perito
ve, nei primi otto mesi, spo-
arsi da officina ad officina
recando di viverne la stessa
rita >.
Muesti sono i mesi più duri
f l'ancora scarsa capacità di
amento e per i molti pro-
i che vengono ad assillare
giovane. Fra questi hanno
ande importanza i problemi
irsonali quali l'incertezza del
mani, le non brillanti condi-
ni economiche e, sopratutto,
atto di non avere un com-
lo determinato con il conse-
ente senso di inutilità. Que-
ì stato di cose provoca a
ite atteggiamenti particolari
ll'individuo, e comunque
comprensibili all'elemento
terno.
agliamo quindi pregare tut-
capi ed operai, di scusarci
«qualche volta non ci siamo
importati coerentemente; li
grariamo vivamente di tut-
i quello che ci hanno dato è
riamo di appagare i loro
sideri continuando la loro

opera con la migliore volontà.

AI termine degli otto mesi,
i periti vengono sottoposti ad
un secondo esame, superato il
quale sono confermati e desti-
nati agli uffici o alle officine.
Ai primi viene concessa la ter-
ra categ. gruppo A, mentre per
i secondi la categoria rimane
quella B di operaio, con un sa-
lario leggermente superiore,
per altri otto mesi. Il secondo
periodo è relativamente più
facile, in quanto se l'ambienta-
mento è quasi raggiunto, il
fatto di saper decidere presto
e bene e con la più equa sere-
nità di giudizio, implica una
perfetta conoscenza del lavoro
e un equilibrio psichico già
raggiunto.

In questo periodo è di grande
importanza l'opera dei capi di-
retti, i quali con la loro espe-
rienza e capacità impediscono
eventuali errori iniziali. Que-
sto secondo periodo è, come
già accennato, di altri otto me-
si, allo scadere dei quali, il
giovane viene sottoposto ad un
terzo esame e, sulla scorta dei
risultati e sul giudizio dei sin-
goli capi, viene assunto stabil-
mente o licenziato,

| periti d'officina passano
anch'essi di terza categ. grup-
po Ae il tirocinio continua per
altri venti mesi, dopo i quali
il tirocinante comincerà effet-
tivamente a far parte della
azienda.

A questo punto, vogliamo
sperare che ci perdonerai, ca-
rò « Ansaldino », se usciamo un
pochino dal tema propostoci
per esporti un nostro proble-
ma. Non possiamo nascondere
che, venendo a conoscenza del
tirocinio per gli ingegneri, pur
essendo felicissimi dei risultati
da loro consequiti, abbiamo la
impressione di una svalutazio-
ne sensibile del nostro pur mo-
desto diploma.

Questo per una naturale rea-
zione scaturita dall'inevitabile
confronto fra i risultati rag-
giunti alla fine dei due tirocini
e fra la loro durata.

Ci è difficile capire perchè,
alla fine del tirocinio, non dob-
biamo raggiungere la mostra
naturale categoria invece di
languire per anni in una posi-
zione così poco consona alle
nostre possibilità, dopo aver
sacrificato allo studio i miglio-
ri anni della giovinezza.

Ad un certo momento viene
spontaneo il chiedersi se ef-
fettivamente si è stimati e va-
lutati quali periti, oppure rite-
nuti insufficienti e « sopporta-
ti».

Nel primo caso sarebbe logi-
co essere trattati come tali;
nel secondo, una simile cosa
dovrebbe essere fatta presente
agli interessati in modo che
sappiano come comportarsi.

Comunque ci auguriamo che
in nome di quel nuovo spirito
di collaborazione che anima la
nostra Azienda, venga presto
risolto nel modo più equo que-
sto delicato problema,

Con la speranza di aver mag-
giormente chiarito la posizione
di questi giovani che continua-
mente si avvicendano nelle of-
fictine e di averne anche messo
în evidenza i timori e i desi-
deri, concludiamo, caro « An-
saldino », con il ringraziarti
anticipatamente della ospitali-
tà concessaci e con Il più sen-
tito qrarie ai nostri sigg. diri-
aenti ed in particolare all'ing.
G, B. Gamondi, il quale, con la
ben nota competenza e l'amo-

revolezza di un padre, guida i
nostri passi durante questo
lungo e difficile periodo.

(SEGUONO 30 FIRME)

Ringraziamo il gruppo dei
giovani periti per la loro let-
tera e per l'apprezzamento da
essi dimostrato nei confronti
dell'azienda e dei suoi diri-
genti.

Essi mettono in evidenza la
carriera dei giovani diplomati
assunti per le officine degli
stabilimenti meccanici, lumeg-
giandone le difficoltà, i pra-
blemi di ambientamento, le
condizioni economiche. Fer-
mano, in particolare, la loro
attenzione sulla carriera per
essi stabilita, che si articola
così; sedici mesi come operaio
qualificato, quindi passaggio,
per i meritevoli, alla 3.a cate-
goria impiegatizia, con succes-
sivi scatti sullo stipendio com-
plessivo dopo 24 mesi dall'as-
sunzione in servizio, e dopo 36
mesi: allo scadere del 365.0 me-
se assegnazione della qualifi-
ca di « capo reparto ». Giunti
a questo punto i giovani periti
sottoscrittori della lettera si
sentirebbero menomati perché
dovrebbero, secondo loro,
« languire per anni» in una
posizione da essi ritenuta poco
consona alle Loro possibilità.

Dobbiamo chiarire che la po-
sizione e la qualifica di « capo
reparto ». è nosizione e qualifi-
ca di partenza e non di arrivo,
come sembrano ritenere i no-
stri giovani: di qui, infatti, si
inizia la loro carriera d'offici-
na e, per i meritevoli, il pas-
saggio alle altre qualifiche e
categorie superiori (sotto capo
officina, capo officina, ecc.), Si
intende che la carriera, che si
è svolta fino a questo punto
uguale per tutti, comincia do-
po i 42 mesi complessivi di
servizio, o differenziarsi a se-
conda della prova da ciascuno
fornita, del rendimento, della
capacità e delle attitudini in-
diciduali in relazione ai posti
che mano a mano si rendono
disponibili.

Non solo quindi non si « lan-
gue », ma proprio allora la vi-
ta aziendale diventa per essi
più movimentata ed interes-
sante, perchè ognuno deve ren-
dere nella maniera migliore
per poter fare i passi ulterio-
ri in una carriera che è aper-
ta a tutti e ha per tutti possi-
bilità notevoli. I giovani, che
ci hanno seritto, sono stati
assunti dopo il giugno 1957;
hanno, cioè, un anno e mezzo
al massimo di servizio, sono
quindi ancora nella fase del
tirocinio e si preoccupano del
loro avvenire. Vi sono però lo-
ro colleghi, con un’anzianità
maggiore, che hanno già spe-
rimentato la possibilità di
carriera che l'azienda offre ai
giovani diplomati tecnici: ad
esempio, dal 1.0 gennaio di
quest'anno, sei periti naval
meccanici assunti al Cantiere
di Muggiano il I8 novembre
1954, sono stati promossi alla
2a categoria, con la qualifica
e le funzioni di sotto capo
officina.

Questi giovani del Muggia-
no appartengono al primo
gruppo di diplomati, a cui è
stata fatta seguire la carriera-
tipo stabilita dall'azienda,

Questo è un esempio che ri-
teniamo possa convincere i
giovani periti del Meccanico
che la loro carriera, lungi dal

portarli in posizioni di rista-
gno, è aperta e da la possibilità
a chi lo meriti, per capacità,
rendimento e diligenza, di ar-
rivare in un ragionevole lasso
di tempo in posizioni certa-
mente soddisfacenti sia dal
punto di wista gerarchico che
da quello della categoria sin-
dacale.



I NOSTRI CONCORS

Robin Hood

e i suoi compari

fo PREMIO
Una “Lambretta,, 175 T.V.

ultimo tipo offerta dalla
Ditta “Carotti & C.,, di Ge-
Sampierdarena

ALTRI PREMI

a) Viaggio di tre giorni per
due persone sulla *Ri-
viera dei fiori,, e sulla
“Costa azzurra,, offerto
dalla “SATI-Riviera Ex-
press,, di Genova.

b) Buono- acquisto del va-
lore di L. 25.000 offerto
dalla Ditta “Gianetto,,

di Ge-Sampierdarena.





è - GILBERTO







c) Corredo “Olimpia,, of-
ferto dalla Ditta ‘Gia-
cobbe ,, di Genova-Sestri.

d) Viaggio di un giorno
(con pernottamento) a
Firenze per due persone,
offerto dal dott. Fiero
Rimediotti dell’ Agenzia

Viaggi e Turismo di Li-







MEMENTO







Araldo GASPAROTTI

di 56 anni, dipendente del Cantiere
di Mupgpglano, deceduto il 19-1-1959,
Fra stato assunto nel 1940, Lascia
la moglie e quattro figli,

- I, e
CE

Giuseppe RANDAZZO

di 53 anni, dipendente del Cantiere
di Muegiano, deceduto ]'8-2-1059.
Era stato assunto nel 1936, Lascia
la moglie e due figli.

G. B., OLIVIERI

di 42 nanni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto il Z1-1-1959, Era
stato assunto nel 1943, Lascia la
madre, la «moglie e due Neli,





Lorenzo DI GIMINIANI

di 58 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto |l 24-2-1959, Era
stato assunto mel Lasela la
moglie e due fplie

ira
LA

Aldemaro FERRETTI

di 47 anni, dipendente della Fonda-
ria, deceduto il 265-1-1959,. Era sta
lo nssunto nel 166345



G. B. BRACCHI

di 59 anni, dipendente della Fon-



derin, deccduto 95-1-1959,, Bra
Stato assunto mel 1940 Lascia la
moglie è un figlio,

Salvatore PORCU”
di 59 anni, dipendente del Mecca-

nico, deceduto 1°ii-2-1954, Era sta>
to assunto nel 1945. Lascia la ma=
cile è uma Aglia,



Ai famigliari le commosse condo
plianze dè « L'ansalidimo è,



lamsaldimno

QUINDILCINALE

DEI DIPERDENTI
DELL' AKESALUOO
di
EDITO DALL'AKSALDO S.p.A.
è

Direttore responsabile :
Arrigo Ortolani

Redazione: Via Fieschi, 10-11

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*
Corrisporndenti di

DIG: Lucia T;Hamante MEC
Spartaco Sardini, Giuseppe Tio
veeno «+ CAN: Graziano Merlano,
Giovanni Chiarlo CHI: Dina
Pasquino (Voltril Aurelio Mug-
giolo {Feglino} «- FON: Michele
Monteanro « SAU: Giuseppe Sar
di «+ MUG: Aldo Galli LIV:
Dino Dazzi -COKE: Edilio
Orlandi « ROMA: Mario Fossati
*

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gratuito ni dipendenti e pensio»
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F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan-
franconi, 43 * Pubblicità SIRA,
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VOR Trib. di Genova n. 299, 6-5-1954
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ansaldino

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a turbocisterna «Santa Isa-

bella», costruita al nostro
Cantiere di Muggiano per con-
to della Società « Messana »
di Messina, ha superato feli-
cemente le prove a mare con
viva soddisfazione dell'’armato-
re comm. Angelo Scinicariello
e dell'Ansaldo, in particolare

dei dirigenti, dei tecnici e
delle maestranze del cantiere
spezzino.

La nave, che era stata impo-
stata il 1.0 marzo e varata il 5
ottobre dell'anno scorso, è sta-
ta realizzata col sistema a due
paratie longitudinali, ha un
ponte dotato di copertini infe-

riori con castello al centro e
cassero poppiero ed è mossa
da un'elica azionata da un
gruppo turboriduttore Ansaldo
da 14.500 cavalli, capace di
imprimere alla nave una velo-
cità a pieno carico di nodi
16,30, ll vapore è fornito da
due caldaie tipo Foster Whee-
ler a tubi d'acqua.

Le prove preliminari, com-
prendenti taratura e compen-
sazione di bussole, apparecchi
di navigazione, prove del ra-
dar, argano a salpare, giropi-
lota, hanno avuto luogo il 18
febbraio,

Il 21 febbraio, alle 6,30, agli

ordini del comandante Beretta,
capitano d'armamento dell’An-
saldo, la nave ha salpato le
ancore verso la base misurata
di Portofino per effettuare le
prove di velocità a mezzo ca-
rico.

Erano presenti a bordo l’ar-
matore Scinicariello, l'ing.
Verde, il comm. Fassio, il dr.
Casinghini, l'ing. Micillo, il
com.te Scaramellino, il diret-
tore di macchina Foti, l'ing.
Grossi, il dr, Taliercio, il sig.
Alinghieri e il sig. Giunchi per
la Società armatrice; gli ingg.
Pannunzio, Gallo e Scarpa per
il « Registro Italiano Navale »,

La T/c. « Santa Isabella » fin alto) e il suo quadro di manovra in sala macchine (sotto)



i
si
n
i
=
i
i
ai

il sig. Lemmi e l'ing. Coppeti
per l'« American Bureau of
Shipping »; l'ing. Iraci per la
« Vasca navale »; il direttore
del Cantiere di Muggiano ing.
Palenzona con i vice direttori
ingg, Grillo e Gradoli e il diri-
gente amministrativo dr. Mi-
gone, il direttore centrale ing.
Mori, gli ingg. Bozzo, Parodi,
Celentano, Mortola e Tamassi
per l'Ansaldo.

Nel corso delle prove a tut-
ta velocità sulla base misura-
ta, la nave ha raggiunto la ve-
locità media di nodi 17,56, no-
tevolmente superiore a quella
contrattuale. Questa media sa-
rebbe risultata anche superio-
re, se un forte vento e il mare
mosso a forza 2 e 3 non aves-
sero investito lo scafo al tra-
verso per tutta la durata delle
prove, influendo certamente in
modo notevole sulla naviga-
zione,

Anche le prove del timone
e dei consumi hanno dato un
esito soddisfacente, particolar-
mente questi ultimi, che sono
stati sensibilmente inferiori al
prevista,

La nave è poi rientrata nel-
lo specchio d'acqua prospicien-
te il Cantiere di Muggiano, in
attesa di partire per il suo pri-
mo viaggio,

Cinque giorni dopo lo svol-
simento delle prove ufficiali,
il 26 febbraio, la turbocisterna
« Santa Isabella » è stata con-
segnata alla Società armatrice.

La cerimonia della firma dei
documenti di passaggio di pro-
prietà s'è svolta a bordo della
nave attraccata al molo di al-



Prove della “Santa Isabell

lestimento del Cantiere di
Muggiano, Per l'occasione era-
no presenti: l'armatore comm.
Angelo Scinicariello, l'ing.
Verde, l'ing. Micillo e il com.te
caramellino per la Società ar-
matrice « Messana »; il condi-
rettore commerciale ing. Di
Pietrantony, il direttore del
Cantiere di Muggiano ing. Pa-
lenzona con i vice direttori
ingg. Grillo e Gradoli e il di-
rigente amministrativo dr. Mi-
gone per l’Ansaldo.

Due ore dopo la firma dei
documenti la « Santa Isabella »
ha lasciato il Cantiere di Mug-
giano diretta, per il suo viag-
gio inaugurale, verso il Golfo
Persico.

n

[ 1 7 marzo la turbocisterna

« Ginevra Fassio». ha supe-
rato brillantemente le prove
a pieno carico. La nuova uni-
tà continua, come è noto, la
riuscitissima serie di petrolie-
re da 31.500 tonnellate di por-
tata lorda ed è la quinta, in
ordine di consegna, delle Quin-
dici navi commesse all’Ansal-
do dalla « Villain & Fassio e
Compagnia Internazionale di
Genova - Società Riunite di
Navigazione ».

La « Ginevra Fassio » ha ini-
ziato le prove il 25 febbraio
con i giri sugli ormeggi e le
ha continuate il 28 con quelle
preliminarj in mare; quindi ha
spostato in bacino di carenag-
gio e il 3 marzo ha affrontato
le prove ufficiali di registro a





































zo carico. Il 7 marzo ha
tenuto le prove contrattuali
Pieno carico e due giorni
Opa è stata consegnata all’ar-
More, Infine, il 12 marzo, ha
Dilato gli ormeggi iniziando
Suo viaggio inaugurale.
Wurante le prove prelimina-
Sono anche state eseguite le
ve del macchinario di co-
erta e, al collaudo del 3 mar-
Na mezzo carico, si è rag-
Unta la velocità massima di
Mi 18,666 con una media di
Mi 17.65 e con una potenza
l'apparato motore di 14.567
valli.

lì 7 marzo, come si è detto,



GESTO MUNIFICO
della Società “Italia”

| La Società di navigazione
«Italia», armatrice della
turbonave passeggeri « Leo-
hardo da Vinci» varata al
santiere di Sestri il 7 di-
embre dell'anno scorso, ha
o pervenire alla nostra
Società la somma di lire

1.000.000 a favore delle
opere assistenziali degli
fabilimenti interessati alla

Costruzione.

"La somma è stata asse
nata come segue: lire 700
mila al Cantiere di Sestri,
lire 250.000 allo stabilimen-
to Meccanico, lire 50.000 al-
la Fonderia.

Ringraziamo sentitamen-
te, anche a nome delle mae-
Stranze, la Società « Italia >
per questo munifico gesto.





e della

sono state effettuate le prove
contrattuali a pieno carico,
Bruttissima la giornata, uggio-
so il tempo, A bordo, oltre al
direttore del Cantiere sestrese
ing. Boero e agli altri mag-
Biori dirigenti dello stabili-
mento, erano il comandante
Beretta al timone, gli inge.
Bozzo, Parodi e Durante, i
sigg. Bigi ed Emanuelli (che
ha diretto con la solita com-
petenza e signorilità i servizi
logistici), Per la società arma-
trice erano presenti l'ing. Mar-
tinoli, il comandante Selvatici,
l'ing. Donnini, i comandanti
Pezzolo, Ferreri-Caputo e Pa-
lazzi, Ospite graditissimo i] vi-
ce console U.S.A. a Genova
sig. Kennon, che sj è dichia-
rato entusiasta della nave e
del suo comportamento,

Ben poco registra la crona-
ca. Le prove si sono effettuate
sulla solita base di Portofino
con un dislocamento pari a
41.310 tonnellate. La velocità
massima raggiunta è stata di
nodi 17,952, la media è risul-
tata di nodi 16,91 con una po-
tenza dell'apparato motore di
14.500 cavalli.

Rientrando alla calata Olii
Minerali del porto di Genova
donde eravamo partiti, abbia-
mo chiesto all'ing. Boero alcu-
ne dichiarazioni. Egli ci ha
detto: i

« La turbocisterna ” Ginevra
Fassio” era stata varata il 7
settembre dello scorso anno in
un momento nel quale il Can-
tiere di Sestri non aveva navi
in allestimento, Infatti l'ulti-
ma nave allestita al no-

stro Cantiere, la motocisterna
" Sicilmotor”, da 31.500 t.p.l,
aveva lasciato la nostra dar-
sena il 30 agosto dello stesso
anno per effettuare il normale
ciclo di prove in mare, Il varo
della " Ginevra Fassio” era
stato pertanto salutato con vi-
vo entusiasmo perchè chiudeva
un sia pur breve periodo di
completa inattività delle no-
stre banchine di allestimento
dopo anni di intensissimo la-
voro,

I lavori di allestimento del-
la "Ginevra Fassio” si sono
svolti con ordinata successio-
ne, Le prove di collaudo degli

impianti di scalo, di coper-
ta e degli ausiliari di mac-
china, erano state tutte com-
pletate con soddisfazione del-
l’armatore e dei Registri di
classificazione prima della
uscita della nave dalla nostra
darsena per le prove prelimi-
nari a mare,

Durante le prove in mare
aperto nelle varie condizioni
di assetto nave stabilite dai re-
golamenti e dal contratto, i
risultati conseguiti per vela-
cità, funzionamento di tutti gli

impianti in generale, assenza
di vibrazioni, ecc. hanno ri-
scosso Îl più viva compiaci-

“(inevra Fassio”

pen co)
=

mento dei tecnici e delle per-
sonalità che hanno partecipato
alla prova, ospiti della nostra
Società e dell'armatore »,

PRECISAZIONE

Mella

cronaca. delle prove della
mona yve e Bernina È stato der
lo che l'apparato motore di amues
sta unbià è di provenlenza «CR,
DA. Prisclslamio ori, per cor-
Pettezza, che i duo motori «lella
ieri (tipo 606 T e «cella po
tenza di 2.200 cav. ciascuno) pur
essendo sinti cosirmniti dal « C.R.M,
ti. >, sono stati propetiati © diss
unali dalla « F_LA.T,

La turbocisterna « Ginevra Fassio» (in alto) e la consegna della « Santa Isabella > (sotto)



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Fi dite ui pis #3
piatta igliti
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n Re bt
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dii dl
Fia

Una importante trattativa tra la nostra Società e la Società im-
portatrice jugoslava « RUDNAP » è stata conclusa il 28 febbraio
scorso a Belgrado dai delegati della nostra Società e della « Monte-
catini ». Si tratta di realizzare a Lukavac (paese a un centinaio di
chilometri da Sarajevo) uno stabilimento per la produzione di ferti-
lizzanti azotati, Il nuovo stabilimento sara realizzato per conto della
cokeria « Boris Ridrie » di Lukavae, Il gas residuo della cokeria
sarà appunto utilizzato quale materia prima dell’erigendo stabili.

mento. Le produzioni saranno le seguenti :

ammoniaca È

dd To

— nitrocalcare al 20,5%

— acido nitrico al

ed

Consegnate alle Ferrovie le due nuove locomotive Diesel

ll 17 febbraio scorso, alla
stazione di Roma-Tiburtina,
sono state presentante all'ing.
Rissone, direttore generale del-
le Ferrovie dello Stato, le due
locomotive prototipo Diesel
idrauliche da 1600 HP di po-
tenza installata, progettate è
costruite dall'Ansaldo.

Per le Ferrovie dello Stato
erano mresenti, oltre al diret-
tore generale, il vice direttore
generale ing. Florena, il capo
compartimento di Roma
Rubino, il capo divisione tra-
zione di Roma ing. Cavagnaro,

ing.

Li #

«000000 + 35 tonn./giorno:
Noe
è previsto un raddoppio dello stabilimento in un futuro abba-
stanza prossimo, Lo stabilimento di Lukavac sara realizzato sulla
base dei procedimenti e della tecnica della Società « Montecatini »
di Milano, ben nota ed apprezzata in tutto il mondo. La « Monte-
catini », con la quale l'Ansaldo ha collaborato fin dalle prime fasi

gli ingg. Martarelli e Melani
del servizio materiale e tra-
zione di Firenze, il capo sta-
zione di Roma-Tiburtina sig.
Izzo ed altri funzionari; per
l'Ansaldo il vice direttore ge-
nerale ing. de Vito, l'ing. Sla-
ghek, il comandante Ventura,
l'ing. Damini è il sig. Miche-
lini. Inoltre era presente l'ing.
Cantù della Finmeccanica.

Le principali caratteristiche
delle locomotive sono: tipo a
due carrelli a due assi ciascu-
no; peso in ordine di marcia
con 2/3 scorte, tonn. 64 (16



100 tonn./ giorno;

375 tonn./giorno:

tonn. per asse); lunghezza tra
i piatti dei respingenti, m. 14,5;
due motori Diesel Maybach a
& cilindri sovralimentati, della
potenza complessiva di 1600
HP; due cambi idrodinamici
Maybach-Mekydro; freno We-
stinghouse rapido e moderabi-
le; velocità massima 140 km.
ora; calderina riscaldamento
treno tipo Spanner.

Nel corso della cerimonia
della presentazione il diretto-
re generale delle Ferrovie del-
lo Stato ha ricordato che l’An-
caldo deve considerarsi pio-

x



Uno stabilimento chimico sarà realizzato
dall’ Ansaldo e dalla Montecatini in Jugoslavia

dell'iniziativa « Lukavac », curerà quindi la progettazione delle in-
stallazioni, darà l'assistenza per la direzione tecnica del montaggio
e dirigerà inoltre le operazioni di messa in marcia.

L'Ansa!do fornirà l'impianto completo ad eccezione di alcune
parti che verranno costruite direttamente dall’industria jugoslava. La
Società jugoslava curerà invece la progettazione e la esecuzione delle
opere civili e la esecuzione del montaggio, il tutto sotto la direzione
tecnica e coordinatrice dell'Ansaldo e della « Montecatini ». Il costo
completo dell’opera si aggira sui 9 miliardi di lire: di questi, circa
5 miliardi rappresentano l'importo relativo al contratto stipulato dal.
l'Ansaldo. Per la completa realizzazione e la messa in marcia dello
stabilimento di Lukavace sarà necessario un periodo di circa tre anni;
si tratterà di mettere in opera, con solo riferimento alle parti mecca-
niche, circa 5.500 tonnellate di materiali di cui 4.000 circa saranno
di fornitura della nostra Società. Il binomio Montecatini-Ansaldo con-
tinua così con suscesso quella cordiale e proficua collaborazione in
atto e che già ha dato concreti risuitati nella realizzazione del grande
impianto di Sindri in India.

niera nella costruzione di lo-
comotive Diesel, perchè nel
1928 costruì un prototipo dj lo-
comotiva Diesel a trasmissio-
ne meccanica diretta. L'ing. de
Vito, a sua volta, ha aggiunto
che egli entrò a far parte del-
lo stabilimento Meccanico An-
saldo proprio a quell'epoca e
che la locomotiva fu costruita
sotto la direzione del com-
pianto ing. Nossardi, su pro-
getto dell'ing. Hocke, anch'egli
burtroppo scomparso.

L'ing. Rissone ha visitato
accuratamente le locomotive e

menti A RDNINANGANnA bandi begin E RROERTTA AA O ii RARA RICO RE RR RA RIOT EE EEN EE BRERA BRICO CO SYOEOO DOO ENO DRS VRO ARONA

si è vivamente compiaciuto sia
dell'aspetto esterno e sia, s0-
prattutto, delle caratteristiche
tecniche, Ha rilevato quindi la
importanza che la locomotiva
stia entro il limite di peso di
16 tonn., per asse per lo spe-
ciale servizio della linea joni-
ca e come la sistemazione del-
la calderina sulla motrice con- |
senta di evitare l'aggiunta del |
carro riscaldo treno, con conse- |
guente apprezzabile risparmio |
di peso trainato e di personale, |
e ha messo inoltre in evidenza.
l'ottima visibilità della cabina.
di manovra, la razionale dispo» |
sizione delle macchine e degli.
apparecchi, che lasciano am-|
pio spazio al personale di ma-|
novra.

Il giorno dopo le due loco-.
motive, una delle quali ha già.
percorso 25.000 km., sono par-.
tite per il deposito di Bari per.
essere messe in servizio rego-
lare con treni passeggeri sulla
linea Bari-Taranto-Lecce,

Come è noto, lo stabilimento
CMI ha in costruzione per con-
to delle Ferravie dello Stato
altre quindici locomotive Die-
sel idrauliche dello stesso ti-
po. Di esse tre avranno due
motori Maybach a 8 cilindri
con sovralimentazione raffred-
data, per la potenza combplessi-
va di 2.000 HP,





Mobil i ficio

GIORDANO COSTA

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Via Hermada N. 18 r.
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Concessionario materassi:

Permaflex









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NEO FITTI Alec

Su

vv
E

ve

Lavorazioni dello stabilimento CMI: anelli di sostegno per
corona dentata di gru a braccio variabile (a sinistra); albero
per impianto stabilizzazione rollio « Denny Brown» (sopra);
mulino per impianto cementifero visto frontalmente (sotto)











Le proposte della 1° quindicina
del mese di marzo

Durante la prima quindicina del mese di marzo s0-
no state esaminate dai comitati della « Cassetta delle
idee » 91 proposte, di cui 28 sono state premiate, Ecco
il dettaglio:

CANTIERE DI MUGGIANO. Proposte esaminate 8, di
cui S premiate,

MECCANICO, Proposte esaminate 83, di cui 23 pre-
miate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di lire


















Un recente aspetto della terza navata dello stabilimento (Officina MAGR) dove vengono
lavorate le ruote lente per i gruppi turboriduttori degli apparati motori marini

LIVORNO







Navi in bacino

— Dal 24 sennaio al 6 feb-
braio ha sostato la motonave
« Brennero », nuova costruzio-
ne del Cantiere di Livorno,
per lavori di allestimento,

— Dal 6 al 7 febbraio ha so-
stato la motonave - Genepes-
sca l» di 1.650 ts.l., della So-
cietà « Genepesca » di Livorno,
per carenazgio.

— Dal 9 all'11 febbraio ha
sostato il piroscafo = Isola di
Sardegna » di 1.894 ts1, della
Compagnia di navigazione
« Sardamare ». di Sassari, per
lavori da parte di ditte esterne
e carenaggio.

— Dall’11 al 12 febbraio ha
sSostato la motonave = Cristi-

na I» di 488 t.s.l.,, della Socie-
tà « Fratelli Armani » di Mi-
lano, per carenaggio.

— Dal 12 al 13 febbraio ha
sostato la motocisterna « Mon-
tegualdone » di 598 t.s.l.,, del-
l’armatore Ottavio Novella di
Genova, per carenaggio,

— Dal 16 al 18 febbraio ha
Sostato la motonape » Aetha-
lia » di 1.307 t.s.l. della « Na-
vigazione Toscana » di Livor-
no, per lavori da parte di dit-
te esterne e carenaggio.

— Il 19 febbraio hanno sa-
stato i rimorchiatori « Alge-
rina Neri» e « Giuseppe Or-
lando » di 135 t.s.l. della ditta
« Fratelli Neri» di Livorno,
per carenaggio.

— Dal 20 al 23 febbraio ha
sostato il piroscafo =« Maria

Bibolini» di 7.167 t.s.l., della
Società « Trasporti Marittimi
Mercantili» di Genova, per
lavori da parte di ditte ester-
ne e carenaggio

— Dal 24 al 25 febbraio ha
sostato la motonave « Capo
Faro» di 1.915 t.s.l., della So-
cietà « Gestione Esercizio Na-
vi» di Palermo, per care-
naggio.

— Dal 25 al 26 febbraio ha
sostato la motonave = Nicola
Chiesa » di 270 tas.l. dell’ar-
matore Leonardo De Giosa di
Bari, per carenaggiu

— Dal 26 al 28 feteraio ha
sostato la motonave « Aegi-
lium » di 286 t.s.l., della « Na-
vigazione Toscana » dj Livor-
no, per lavori da parte di
ditte esterne e carenaggio,

Gru a ponte da 10 tonn., costruite al CMI, in funzione al Cantiere di Livorno



























Lavorazione di lamiere per serbatoi alla nuova calandra « Lis-
sc» (larghezza max. lamiere mm. 3.600 - spessore mm. 30)



VISITE



dl

Un gruppo di giovani ingegneri argentini ha visitato il 23 febbraio lo stabilimento Mec-
cCanico e il Cantiere di Sestri, soffermandosi a lungo nelle varie officine e presso gli scali.
Ecco il gruppo al Cantiere di Sestri





AGLI STABILIMENTI











FONDERIA











































Commesse

Ecco l'elenco delle commes-
E più importanti acquisite nel
Mese di gennaio:

Cc Getti vari di ghisa, per
lomplessive 458 tonn., per 1
iostri stabilimenti Meccanico
SCMI, per i nostri Cantieri di
Sestri, Muggiano e Livorno,
ler aziende del gruppo LI.R.I.
&per clienti diversi.

— Eliche e getti di bronzo
der complessive 83 tonn., per
nostri stabilimenti Meccani-
dò e CMI, per i nostri Cantie-
(di Sestri, Muggiano e Livor-
io, per aziende del gruppo
gi.I, e per clienti diversi.
TDette commesse comportano
rca 33.000 ore lavorative.

& * *

Ecco l'elenco delle commes-
più importanti acquisite nel
mese di febbraio:

— Getti vari di ghisa, per
‘omplessive 445 tonn., per 1
iostri stabilimenti Meccanico
SCMI, per i nostri Cantieri di
sestri, Muggiano e Livorno,
er aziende del gruppo I,R.L
per clienti diversi,

f— Eliche e getti di bronzo,
fer complessive 162 tonn., per
fnostri stabilimenti Meccani-
e CMI, per i nostri Cantieri
di Sestri, Muggiano e Livorno,
Ser aziende del gruppo LR.I.
® per clienti diversi.

Dette commesse comportano
irca 62.000 ore lavorative.

Consegne

Il materiale più importante
onsegnato nel mese di gen-
\aio è il seguente:

Ai nostri stabilimenti Mec-
nico e CMI e ai nostri can-
eri di Sestri, Muggiano e Li-
forno: 284 tonn. di getti varî
di ghisa e 38 tonn, di getti di
onzo e di eliche, - Ad azien-
del del gruppo I.R.I.: 320 tonn.
lì getti vari di ghisa e 39 ton-
lellate di getti di bronzo, - A
Menti diversi: 25 tonn. di get-

ti di ghisa e 98 tonn. di getti
di bronzo e di eliche,

fica.

È È E

Il materiale più importante

consegnato nel mese dij feb-
braio è il seguente:
Ai nostri stabilimenti Mec-

canico e CMI e ai nostri Can-

teri di Sestri, Muggiano è Li-
vorno: 210 tonn. di getti vari
di ghisa e 45 tonn, di getti di
bronzo e di eliche, - Ad azien-
de del gruppo IRI: 524 tonn.
di getti vari dj ghisa e 28 tonn.
di getti di bronzo ed eliche, -
A clienti diversi: 35 tonn, di
getti vari ci ghisa e 22 tonn.
di getti di bronzo e cii eliche,



MUGGIANO





Un aspetto dei lavori di montaggio di una nuova gru da 15
tonn. installata al Cantiere di Muggiano (banchina Mahroussa)



CANTIERE



SISTEMI DI CALAFATAGGIO



Ci sono vari sistemi moderni
che non solo facilitano il la-
voro del calafato, ma che ne
moltiplicano in modo elevato
il rendimento, Nella fotografia
si vede ancora il vecchio siste-
ma dij calafataggio a mano re-
legato in una piccola zona di
ponte da riparare.

Il comando di canapa e le
due stoppe regolamentari che
costituiscono i primi ingredien-
ti del calafataggio vengono si-
stemati a mano dall'operaio
con un ferro appropriato e in-
trodotti nel comento delle ta-
vole.

Verrà poi colata sopra le
stoppe entro il comento la pe-
ce greca e in seguito il tavo-
lato verrà piallato di finitura.

Un buon operaio potrà cala-
fatare in media da 40 a 50 m.
al giorno di commento, mentre
le macchine attuali che siste-
mano la stoppa automatica-
mente fanno anche 80 m. al-
l'ora.

Alla pece attualmente fi s0-
stituiszono mastici applicati
meccanicamente, e si hanno
pure esempi di ponti eseguiti
applicando nel comento delle
lavole guarnizioni di gomma.

Costruzione 1581

6 marzo:



montaggio dell'ultima
costr. 1531, turbocisterna inglese da 34.500 tonn. portata lorda



lamiera sullo scafo della

È

Sa

bar del
direttore di

®
: ba

scrittura e lettura;
dall'alto, alloggio del

di

sula

dall'alto:

1 TIFITRITITTATOI pi

È
n
A

A sinistra,

he
=
%
"
=







neserielinno

















































futto un viaggio nella
rima capitale del cinema
to, nella Torino degli an-
ici del cinema, dei primi
lel secolo, quando poche
si allestivano in fretta
eistorici teatri di posa
«Ambrosio », e le scene
o erano girate nel par-
i Valentino, con le pri-
Re «Fiat», anch'esse ai
passi,

Ipisto (proprio « visto » al
la, comodamente seduto
oltrona) Emilio Ghione
mesti di « Za la Mort»,in
ì episodi dei celebri « To-
igi=». E poi André Deed
dunni di « Cretinetti », in
buffi inseguimenti che fi-
o con un tuffo generale
o tempi in cui pochi
Eudno alla « settima arte >,
ti pochi passavano magari
ssati », Non c'erano di-
illora, ma noi italiani le
mo presto, come noto.
ie i guadagni non era-
favolosi, e il cinema
i suoi primi passi con
pellicole « rigate » do-
embrava sempre che pio-
bei movimenti erano a
We cspesso accelerati,

Til cammino fu poi assai
o, e si arrivò ad ittcassi
irdinari, ‘come per il fa-
«Cabiria», e.così fino ai
i giorni, quando una stel.
cinema è nota in tutto
fondo, più nota di Einstein.
îesto cammino, questa
ta via » del cinema è mo-
ta qui, dalla sua preistoria
ld oggi, appunto nel Mu-
Mel Cinema, recentemente
iqurato a Palazzo Chiable-
? Di angolo della Piazzet-
sogna dire subito che il
Beo è una cosa eccezionale

ti î

{non se ne contano che tre in
tutto il mondo) e di enorme
interesse, quindi, non solo per
il pubblico torinese.

Si comincia con alcune sale
che vorrei. chiamare « delle
premesse scientifiche » (per-
chè non dimentichiamo che il
cinema, se è arte e se è spet-
tacolo, é soprattutto una indu-
stria, ed una industria basata
sulla tecnica, perche solo i
progressi della tecnica lo han-
no reso possibile!), dove sono
esposte pagine e stampe degli
studi scientifici che riguarda-
no le macchine ottiche, il pro-
blema della proiezione delle
immagini, ecc., come la cele-
bre « Enciclopedia » cel Dide-
rot, gli esperimenti e gli stu-
di di Giovan Battista Della
Porta, di Attanasio Kircher,
eco.

Poi si passa agli strumenti
della « preistoria », come ma-
gnifici ed unici esemplari di
« lanterna magica » del ’700,
con tutt i loro repertori, colo-
rati, barocchi, fastosi e con-
temporaneamente ingenui.

Vi è un bell’esemplare di
lanterna magica veneziana del
700 con la sua brava scritta:
« In sta casseta mostro el mon-

do novo

Con dentro lontananze e prd-

spettive

Vogio un soldo per testa, e

ghe lo trovo ».

Vi sono poi pantoscopi, fan-
tasmagorie e le celebri « om-
bre cinesi », compreso appun-
to.il teatrino di ombre cinesi
di Carlo Alberto fanciullo.

Poi vi è un reparto destinato
alla fotografia, la tappa di par-
tenza. obbligatoria per il ci-
nema. Vi sono tantissimi tipi
di macchine fotografiche pri-
mitive, comprese quelle lun-

Una sala del museo; in primo piano una lanterna magica veneziana del "700

I nuovo museo ®
elcinema a Torino gl

ghissime e pesantissime, per i
primi professionisti. Ecco i
numerosi e romantici « da-
gherrotipi », e via via gli stru-
menti un po’ più leggeri, ‘più
maneggevoli,

In un'altra sala gli antenati
più diretti del cinema, anche
se ancora disegnati a mano, e
non fotografati: il cinematosco-
pio, il prassinoscopio di Rey-
nawd, che in sostanza consi-
stevo in un cerchio di disegni
che giravano attorno ad uno
specchio.

Ed ecco poi la prima serie
di fotografie, come quella fa-
mosa che riprendeva i vari
momenti del galoppo cdi un
cavallo,

Ed infine, il cinema, la na-
scita del cinema vero e pro-
prio: i fratelli Lumière. Vi é
una saletta a loro dedicata,
dove oltre a vari cimeli e do-
cumenti si conserva una delle
loro prime macchine E su un
piccolo schermo si proietta, in
continuazione, qualcuna delle
loro prime e celebri pellicole,
che duravano due 0 tre minu-
ti, come le famose »- Uscita
dalla fabbrica » e « Arrivo di
un freno in stazione » e » L'in-
naffiatore innaffiato », la prima
comica del cinema.

Ampiamente illustrata, con
materiale e fotografie di estre-
mo interesse, é poi la fase
pioneristica del cinema italia-
no, nato appunto a Torino, Vi
sotto foto delle prime sale di
posa, degli stabilimenti, degli
attori e dei registi, e materiale
pubblicitario dell'epoca. Il do-
vuto rilievo è dato a « Cabi-
ria », con le didascalie di Ga-
briele D'Annunzio, e le pose
erculee di Maciste, il genovese
scaricatore del porto.

tp

ti, «È

conse VI




L'ingresso del museo del cinema

« Cabiria » segnò il più alto
successo del film ‘storico ita-
liano, che come noto durò pa-
recchio, forse troppo. Poi nab-
biamo il periodo del = divi-
smo », le celebri dive del muto
italiano, dai quadagni già al-
lora strepitosi: Francesen Ber-
tini, Pina Menichelli, Rina de
Liguoro, Lyda Borelli,

Si arriva quindi alla rivolu-
zione del « sonoro » e alle sue
prime affermazioni, per conti-
nuare in una produzione sem-
pre più massiccia, che si era
trasferita ormai negli stabili-
menti romani,

Interessantissimi sono i mac-
chinari, dalle primissime mac-
chine da presa <« a manovella »
fino agli ultimi modelli, attra-
verso una gamma di macchine
e di accessori tecnici che co-
stituiscono la delizia del com-
petente. Si arriva così alle
macchine a formato ridotto.
per dilettanti, fino alle recen-
tissime « Pathè baby >»,

Alcune vetrine sono poi de-
dicate alle cineteche, ni cir-
coli del cinema, alle riviste
qualificate di tutto il mondo,
insomma agli istituti e alle or-
ganizzazioni della cultura ci-
nematografica mondiale.

Infine vi sono disegni dei
«cartoni animati» e vari tipi
di pubblicità cinematografica.

Col biglietto d'ingresso alla
mostra si ho diritto’ anche al-
l'accesso alla sala di proiezio-
ne, un vero gioiello con 120
posti, dove due volte al gior-
no (pomeriggio e sera) vengo-
no proiettati films di tutti i
tempi, forniti dalle. cineteche
di tutto il mondo, Iniziativa di
una tale portata culturale e di
un tale interesse artistico, che
& inutile insistervi, E' li che
ho potuto vedere «Za la Mort»,
è li che Il pubblico torinese
potrà vedere come in un vero
e proprio « cine club ». perma-
nente, tutte le più famose pel-
licole di tutti { tempi.

Questo è quanto si può ve-
dere con una visita a quel Mu-
seo del Cinema, nato dalla in-
stancabile iniziativa della sua
cppassionata iniziatrice, la si-

gnorina Maria Adriana Prolo e
quindi incoraggiato dal Comu-
ne, che oggi onora la città di

Torino, i
Lucio Bozzano

“Goltivò il deserto”

Il resoconto biblico di come 1l
re Uzziah coltivò il deserto e lo
uese, per una certa parte, terra fer-
tile e fiorente, è stato confermato
da nuovi ritrovamenti archcologi-
ci nel Negev, il cuore della peni-
sola del Sinai. Lo ha reso noto
il professor Michael Evenari, vi-
ce-rettore dell'Università ebraica
è organizzatore della spedizione
archeologica che ha scoperto e i-
dentilicato i resti. trimillenari di
alcune fattorie ebraiche presso
Mitzpe Ramon, nel deserto,

Egli ha detto che il celebre ver-

setto, « Egli (il 1e Uzziah) co-
strui le. torri nel deserto e scavò
molti pozzi. perchè aveva mol-

to bestiame... +, è stato ribadito
dal ritrovaminto di resti di stalle
intorno a quella che è da, con-
silerare una fattoria dell'età del
ferro, risalente a circa il g00 a-
vanti Cristo. Poichè il monarca
regnò tra il 775 e il 735 avanti
Cristo. è pensabile che le costru=
zioni più recenti innalzate a fian-
co dell'antico nucleo siano state
opera. della sua gente.

Gli scavi sono stati condotti
sotto la guida di ro scienziati,
tra-cui archeologi, botanici è in
gegneri, guidati dallo Evenari.
Secondo lo studioso « l'importan.
za delle scoperte fatte. consiste
nella possibilità di provare per
la prima wolta che gli israeliani
praticarono ner primi un tipo di

agricoltura desertica, continuata
più tardi con successo dai Ro-
mani e «lai Bizantini in lozali-

tà più settentrionali del Negev ».

Una delle fattorie ritrovate era
circondata da campi su cui ri-
mangono le tracce di un siste-
tima di canali a terrazza che, ap-
poggiandosi al fianco di un'altu-
ra desertica, convocliavano nel
terreno e ‘in cisterne le acque pio-
vane invernali. Altre cisterne è
resti di fortificazioni della stes-
#a cpoca sono stati scoperti nel-
le vicinanze, giustificando l'Ipo-
tesi di una vasta comunità vera

e propria.

VIAGGIO

IMMAGINARIO NEL SISTEMA

SOLARE

Le nubi di Venere

er noi che intraprendiamo

questi Viaggi sia pure

immaginari — nell'immen-
sità dello spazio, assumono parti-
colare interesse certi odierni avve-
nimenti e tentativi di esplorazione
spaziale e ci poniamo talvolta do.
mande a cui è impossibile dare
risposta senza prima ‘averle ben
studiate ed avere chiesto spiega
zioni ai vari specialisti.

Moltissime persone si pongono
oggi numerosissimi ‘interrogativi.
la maggior parte dei quali, almeno
Der ora, resta senza risposta: gli
« Sputnik », gli «Explorer», i
«Vanguard», i «Pioneer», i raz-
zi che dovrebb:ro esplorare l'emi-
stero oscuro della Luna, i razzi
pronti per essere lanciati su Vene-
re. tutti avvenimenti che ci im-
bandiscono i giornali e che fanno
sorgere in noi una spontanea do.
manda alla quale rutti vorremmo
dare una risposta soddisfacente:
Oggi con i. modernissimi mezzi a
nostra disposizione, possiamo di-
staccare «dalla “Terra per ‘intra=
prendere il sia pur breve viaggio
Terta-Luna? Molto complicata e
difficile è la risposta. perchè essa
non dipende da un singolo scien-
ziato, ma da schiere di scienziati»
medici, biologi, ingegneri mecca-
nici, elettrotecnici ed in elettroni.
ca, #©c. «é0c.; perciò per rispon-=
dere a questi interrogativi sono ne-
cessari profondi e scerupolosi èsa-
mi di tutti quegli elementi indi-
spensabili coinvolti. affinchè la vi-
ta umana possa continuar: durante
il volo spaziale. Si può quindi ri.
spondere soltanto in parte a que-
sti appassionante ed arduo quesi-
to esaminando alcuni dei tanti
importanti aspetti della vita spa-
ziale.

Come ho gii accennato breve-
mente nel viaggio immaginario
Terra-Luna, le. variazioni. o la
mancanza, di pressione atmosferica
hanno sul corpo umano una no.
tevole influenza deleteria. Cerchia-
mo adesso di approfondire questo
concetto. Un litro di aria pura è
priva di umidità. pesa grammi
1,2090276: tutta l'atmosfera eser-
cita sulla superficie del corpo uma-
no una pressione complessiva di
15.000 Ke. che fortunatament: ci
comprime da ogni parte. ed anche
dall'interno in modo da bilanciare

Venere alla

quella esterna che altrimenti q
schisccerebbe. Però, quanto più
saliamo in alto, tanto più dimi-
nuisce l'altezza della massa d'aria
sopra di noi determinando una di-
minuzione della pressione atmosfe.
rica ed una conseguente e propor-
zionale rarefazione dell'aria (la
cosiddetta «« aria fina di monta-
gna »); infatti, i gas che compon»=
gono - l'atmosfera. al diminuire
della pressione alla quale sono as-
soggettati, si dilatano, cioè si ra-
refanno,. Un uomo che si solleva
da terra è assoggettato ad una pres.
sione sempre minore, che cesserà
completamente negli spazi side-
rei.

Chi sale. su montagne molto
elevate, sarà soggetto al cosiddetto
male di montagna, o male degli
aviatori; ad una ‘altezza di 4-5
chilometri, per la rarefazione del-
l'ossigeno, l'ossigenazione del san-
gue diviene insufficiente; ad otto
chilometri ‘di altezza il male di
montagna si manifesta in tutta la
sta gravità. Esso inizia con respi.
razione a scatti e molto frequente
perchè, mancando l'ossigeno ai pol-
moni in quantità sufficiente, l'orga-
nismo reagisce con una respirazione
più rapida: seguono quindi perdita
della volontà, sete. insopportabil:,
appesantimento «delle membra. acce.
lerazione del polso, parziale pirdi-
ta di memoria, emissione di sangue
da orecchie, naso e bocca, quando la
pressione interna del corpo supera
sufficientemente quella esterna, Al-
l'altezza di 15 chilometri la pres.
sione interna del corpo è ralmente
più elevata di quella esterna che
l'aria non può entrare nei polmoni.
Inoltre, dato che col diminuire della
pressione si abbassa il punto di
ebollizione dei liquidi. mano a ma-
no che saliamo in alto {e trovia.
mo perciò pressioni più basse) |
liquidi bollono a temperature sem-
pre minori: oltre i 19 chilometri
di altezza il nostro sangue. che è
a 37 gradi, entrerebbe in ebolli-
zione fuoriuscendo dagli occhi
dalle orecchie, dall'intestino e dal
naso, vaporizzandosi subito in nu-
volette rosa: anche il corpo uma-
no si ponher:bbe e si lacererebbe .in
più punti. esplodendo come un
pallone che sale troppo in alto
dove la sua pressione interna su.

pera quella esterna. S1 è tentato di
porre. rimedio a questi inconve-
menti mediante vesti spaziali ade-
rentissime =—& resistentissime che
esercitano sul corpo una pressione
eguale a quella naturale e median-
te. la respirazione artificiale con
inalatori. ché iniettano nei pol-
moni aria .a pressione maturale.
oppure mediante cabine pressuriz.
zate, ciot chiuse ermeticamente €
con una sufficiente pressione in-
terna.

Nei voli spaziali, oltre alla
pressione, entra in gioco anche la
velocità: le velocità raggiunte dopo
sforzi inauditi e spese enormi; con
mezzi comandati da esseri umani
sono all'incirca di 2.000. chilo-
metri orari, ad altezze di più o
meno 20.000-25,000 metri; per
eseguire questi. voli ccecorrono in-
finite precauzioni acciocchèé "or.
ganismo dell'esploratore spaziale
non subisca gravi danni: voli più
veloci e più alti sono per ora dif-
ficilissimi. se non impossibili. J
razzi tipo «Titan», « Thor »,
aJupitern. | «Vanguard», «Snark»
ecc, con a bordo strumenti scien-
tifici, hanno raggiunto quote mal-
to superiori: il Bumper-Wac
americano raggiunse il 24.2-10940
i quattrocento chilometri di altez-
za (da « Uomini nello spazio ».
pagg. 32-33, di HF, Oberth e da
« Missili © satelliti », tav, 4a, di
C. Mennella). Gli esseri umani, per
salire oltre 1 25 chilometri, do-
vrebbero essere protetti dai peri-
coli. mortali costituiti da rarefa.
zione e mancanza di atmosfera, ol-
tré i 35 chilometri dai raggi co-
smici. oltre i 200 chilometri dalle
radiazioni a onde corte, raggi X
ed ultravioletti {che alle quote 1n-
fericri sono assorbiti dall'atmosfe-
ra). Un altro grave pericolo è co.
stituito dalle meteore che a sciami
circolano al disopra dei 120 chilo-
metri.

Per superare il periodo critico
rappresentato dal volo ad altissime
quote, l'esploratore spaziale deve
concentrarsi e mettere in atto Futti
i mezzi protettivi disponibili per
assicurate il buon andamento del
volo. Perciò occorrerà preventiva-
mente tenere. conto | dei suddetti
squilibri organici è psichici equi-
paggiando il razzo: di cervelli

massima elongazione col massimo splendore



Io

elettronici che aiutino lo spaziale
a risolvere tutti i problemi che
Questo momento critico del volo
richiede: questi mezzi riguardano
naturalmente la tecnica elettronica.

Benchè tutti i suddetti accorgi-
menti possano sembrare più che
soddisfacenti; l'interrogativo. po.
stoci all'inizio non ha avuto an-
Cora risposta: troppi fattori, spesso
molto contrastanti, sono in giuo-
co, Un altro problema è costituito
dalle alte velocità da raggiungere
per superare. l'attrazione. terrestre
(11.3 chilometri. al secondo, pari
a circa 4IT.o00 Km.fora), dalle
altissime temperature che il razzo
raggiunge durante il volo atmo-
sferico e dalle condizioni ambien-
tali che potremmo trovare su altri
pianeti (mancanza di pressione è
temperature coscil'anti tra --400
e —270 gradi). Un problema di
notevole gravità è costituito dalle
forti - pressioni alle quali il corpo
umano è assoggettato durante le
elevate accelerazioni: le prime velo.

cità riportate nella tabella ben-
chè molto: elevate ed attual-
mente irraggiungibili. non sono

sufficienti per superare l'attrazione
terrestre: per poter sfuggire a que-
sta attrazione, come ho già spie-
gato, ©ccorrono elevatissime e per
ora irrangiungibili velocità. Per
altro, le forti accelerazioni occor-
renti per raggiungere queste velo-
cità sono tali da provocare lo
schiacciamento è la morte del-
l'esploratore spaziale

Un'altra: considerevole difficoltà
è costituita dall'enorme distanza
che ci separa dagli altri pianeti. è
perciò dal tempo enormemente 'un-
go occorrente, con le attuali velo.
cità. per racciungerlì e tornare in-



La coltre di nubi che avvolge Venere

dietro, Benchè oggi la parola «im:
possibilev sia quasi inesistenti

parlare di razzi guidati a veloci
«di oltre so.c00 chilometri all'ora

sarebbe. come aver parlato cento
anni fa di reattori, sommergibili
atomici e di velocità di 1.500 chi-

lometri orari, tutte cose adesso csi

stenti. Alla velocità di 41.000 chi»
lometri orari, per raggiungere Mar
te occorrono 77 giorni, Giove 623
giorni, Saturno % anni e mezzo:

ì tempi riportati nella tabella sono!

approssimativi e le distanze sonoll

medie.
Molti di questi problemi sono
ancora da risolvere. almeno pet

quanto è a nostra conoscenza, € di
conseguenza, alle condizioni attuali
della tecnica e per quello che di
è dato di sapere, l'uomo spaziale
ed' i viaggi interplametari — péer
non parlare di quelli extragalattici
— sono purtroppo da relegare nel
regno della fantasia.

Inoltre, poichè tutti i corpi sì
attraggono im ragione diretta delle
masse ed in ragione inversa del
quadrato delle distanze (legge della
gravitazione universale). quanto
più. ci. allontaniamo. dal centro
della “Terra, ‘tanto meno saremo
soggetti alla sua attrazione, Oltre
i 20. chilometri di altezza comin.
cia a manifestarsi perciò sensibile
mente — per la diminuita attra-
zione terrestre — il fenomeno del-
la graduale scomparsa del peso. .la
mancanza di gravità s1. manifesta
mano .a mano che l'attrazione ter-
restre diminuisce e quella del pia
meta su cui siamo dliretti aumenta:
Mel -viageio Terra-Luna l'equili-
brio tra le due attrazioni, cioè la
totale assenza di. peso: dovrebbe
teoricamente verificarsi a 309.000
























ometti dalla Luna:
ilo può cessare la propulsione,
îmuta inutile, ed il razzo pro-
Cin caduta libera; in questo
ogni cosa che non sa
lamente fissata galleggerà in
‘nell'interno del razzo; sarà
ill bere ed il mangiare per
ficoltà di inghiottire; ogni
Nido potrà uscire dal recipiente
Îo contiene e formare una pal-
Galleggiante nella cabina. Anche
ploratore spaziale sarà soggetto
Resti nolosi inconvenienti che
anno essere talvolta anche do.
Os: egli si sentirà strappare gli
ani interni del corpo ed il suo
îro resterà mozzato in gola.

Per questi voli interplanetari
Grrono perciò speciali addestra-
iti affinché il corpo umano si
ini alla mancanza di gravità
falle altre suddette anormali
dizioni. Gli esami ai quali
ono sottoposti i candidati ai
gpl sono talmente severi,
plosi e difficoltosi che su mil-
due o tre ri-

da

Biilidari appena
ano abili.

Questi ed altri inconvenienti
pipossono insorgere durante il
D spaziale sono ancora mate-
i studio e costituiscono perciò
Bi interrogativo che, nono.

ite tutto quello che si dice è

-

a questo sario fare un balzo di so milioni

di chilometri per raggiungere que-
sto secondo misterioso pianeta:
tale è la distanza che separa Mer-
curio da Venere. Come ho già
accennato, Mercurio e Venere sono
due pianeti interni, cioè interni
all'orbita della Terra e quindi più
vicini di noi al Sole: infatti ri-
spetto. alla distanza dal Sole,
Mercurio è il primo, Venere il se-
condo, la Terra il terzo; Marte
che è il quarto si dice pianeta
esterno.

Weduto dalla Terra, Venere è
dopo il Sole, l'astro più brillante
del ‘cielo, ed è. dopo ia Luna, il
pianeta più vicino alla Terra. L'or_
bita che esso descrive attorno al
Sole è quasi circolare con una lie.
vissima eocentricità, cosicchè le sue
variazioni di distanza dal centro di
attrazione, sono pressochè nulle;
la. minima distanza (perielio! è
circa 106.500.000 Km. mentre la
massima (afelio) è poco più di
ro8 milioni di Km. Le sue varia»
zioni di distanza dalla Terra sono
invece notevoli: alla distanza mi-
nima Venere si avvicina alla Terra
fino a 41 milioni di Km. (in que-
sta posizione esso si trova fra il
Sole e la Terra formando una li-
nea ideale Sole - Wenere . Terra),
alla distanza massima esso si al-

cità di 29.500 Km.sec. pari a
106.200 K.m./h.

Per chi avesse con molta atten.
zione letto il viaggio su Mercurio,
dirò che Venere sl presenta in tut-
to esattamente come Mercurio, è
come si presenterebbe la Terra se

- noi potessimo osservarla da Marte,
dato che per Marte la Terra è il
3.0 pianeta interno, Venere pre-
senta fasi simili a quelle di Mercu-
rio e come Mercurio lo vediamo la
sera dopo il tramonto ed il mat-
tino prima dell'alba, ad eccezione
che, essendo Venere più vicino al-
la Terra, esso ci appare con un
maggior diametro e la visibilità è
molto migliore e di maggiore du.
rata.

Si sarà notato che le velocità
orbitali di Venere e della Terra
sono all'incirca uguali; di conse-
«guenza i due pianeti si troveranno
nella stessa posizione ogni 584
giorni e ciot ogni 2 anni di Ve-
nere più 134 giorni in cui la Terra
si è avvantaggiata sulla sua orbita.

Come Mercurio, Venere può es-
sert osservato durante il suo pas-
saggio. davanti al Sole e quando,
come Mercurio, esso ci rivolge il
suo emisfero completamente ri-
schiarato, esso è alla massima di.
stanza di 257 milioni di chilo-
metri, il suo diametro è esiguo e





DISTANZE MEDIE



: 1 Km. sec. =
! 3.600 Km./h

5 Km, / sec. =
18.

300.000 / Km. sec. =
18.000.000 Km. al 1°

000 Km/h | 11/080,000.000 Km. /h









Terra-Sole
distanza
fd 150.000.000 di Km.

Terra-Luna
distanza
385.000 Km.

‘Terra-Mercurio
distanza

gr.000.000 di Km.
Fora Vertere
(distanza

41.000.000 di Km.

circa. 5 arini cir

circa 3 anni

circa 15 mesi



‘Terta-Marte
distanza i)
78.000.000 di

Terra-Giove
distanza
f2f.000.000 di





















Km.

Km.
© Terra-Saturno

distanza

1 275: 000,000 = Km

Hifilizao

distanza

2.71f.000,000 di Km.
Terra-Nettuno
distanza
4:344.000,000 di Km.

Bia Plutone
distanza 7
5-771.000.000 di Km.

pampa, non ha ancora avuto

a. coco Km./h., in un giorno
fercorrono 1.008.000 chilome-
fin un anno si percorrono 367
le 920.000 chilometri.

eredesse di poter visitare il
indo pianeta del Sistema bola-
Bic, come è stata visitata la
fa commetterebbe un grande
È e proverebbe una forte de-
ione. Per le ragioni che dirò
Seguito, molte caratteristiche di
fre sono rimaste nascoste die-
un velo di mistero; perciò co-
ber Mercurio, per poter spie-
Wi fenomeni ed i segreti di Ve.
bisi procede con deduzioni lo-
fe, ma per quanto logiche, re-
no sempre deduzioni e non fatti
itati e perciò È opportuno
cedere: con cautela per non in-
pare in conclusioni illogiche e
fasiose. Ciò premesso adden-
moci subito nei particolari si-
‘Lasciando Mercurio è neces.

circa 2 anni e 3

circà 20 anni



circa. 180 anni cir

lontana dalla Terra fino a 257 mi-
lioni di Km. (in questa posizione
esso si trova al di la del Sole, for-
mando una linea ideale Venere -
Sole. Terra).

Abbiamo detto che l'orbita di
Venere intorno al Sole è quasi
circolare; il pianeta percorre que-
sta orbita esattamente in 224 gior-
ni, 16 ore, 4o' e Questa è la
durata dell'anno di Venere. Come
ricorderemo Mercurio, primo pia-
neta del Sistema, compie il suo
anno in 88 giorni, percorrendo la
sua orbita alla velocità di 47
Km./see. Noteremo. perciò che i
pianeti hanno le velocità orbitali
tanto minori quanto più sono di-
stanti del Sole; così Venere, secon-
do pianeta, percorre la sua orbita
alla velocità media di 35 Km./scc.
nguale a 126.000 Km.'h., mentre
la Terra, terzo pianeta, percorre la
sua orbita esattamente in 365
giorni, 5 ore, 48" e 46" con velo

circa 1 giorno

circa 7 mesi 5

circa 3 mesi



circa 6 mesì

circa 4 anni

circa 8 anni



circa 18 anni

circa 28 anni |

Ì
———u.ii_1l ti lr: ar ==

fi

|

Ì

B
ca TT anno &



35"



circa 5 Ore

ca 36 anni circa 6 ore



perciò le condizioni di osservazio-
ne sono pessime. Però questo pia-
neta, dato il suo forte splendore,
può essere osservato al telescopio
anche di giorno; ad cocchio nudo
esso si vede splendere — dopo che
è uscito dalla radiazione luminosa
del sole — per 70 giorni ogni sera
fino ad un massimo di 4 ore dopo
il tramonto ed ogni mattina —
prima che rientri nella radiazione
del Sole — 4 ore prima dell'aiba.
Dopo 35 giorni, cioè quando rag-
giunge la sua massima fase e sta
per iniziare il suo percorso a ri-
troso per scomparire al disotto del
Sole, Venere si mostra in tutto il
suo splendore: non vi È niente di
più luminoso nell'oscurità nottur.
na. Questo pianeta, quando rag-
giunge il massimo della sua corsa
(massima elongazione) si trova
quasi a 2/3 di cammino verso lo
zenit, ed è ‘tanto luminoso che è
possibile eseguire con la sua luce
delle stupende fotografie. Durante



Venere potrebbe presentarsi così, oppure come nel disegno

sotto:

i passaggi di Venere sul Sole {nol-
to rari poichè l'ultimo si è avuto
nel 1882 ed il prossimo avverrà
nel 2004) il suo disco nero si pre-
senta circondato da una bellissima
aureola luminosa, dimostrando
così di possedere una atmosfera
che in queste circostanze viene 1l-
luminata.

Questo “ straordinario pianeta,
ha caratteristiche simili a quelle del-

ma potrebbe anche essere completamente diverso

la. ‘Terra: il suo diametro è di
12.:3o0. chilometri (‘Terra circa
13.000), la sua densità è in media
& {Lerraà 5:53), la sua massa è
8g/f100 di quella della Terra, ed
un chilogrammo terrestre portato
su Venere vi peserebbe 850.880
grammi. In passato si credeva che
Venere avesse una rotazione su sb
stesso simile a quella della. Lerra:
successivamente. dopo molte pole-



II

miche, il nostro granne Schiapa-
relli nel 1877-78; in base a minu=
zios: osservazioni dedusse che Ve-
nere aveva — come Mercurio —
un tempo di rotazione eguale a
quello di traslazione, cioè un emi.
sfero con notte eterna ed Uno con
eterno giorno. Tuttavia, fino ad
Oggi. questo spinoso problema non
è stato ancora definitivamente ri-
solto. Le grandi difficoltà per l'os-
servazione e lo studio di Venere
non sono. come pir Mercurio, cal
sate dalla piccolezza del disco. ma
sono invece. causate dalla forte lu-
minosità del pianeta e dai fatto
che esso è completamente e perma=
nentemente ricoperto da una im.
penetrabile coltre di dense nubi che
non nè lascia vedere la superficie.
La forte luminosità di questo pia-
netà è causata prcprio da questa
cappa di nubi che riflettono la ra-
diazione luminosa del Sole. Su
quesro. straordinario splendore si
notano alcune macchie grigie, ma
non si può distinguere se esse sono
formazioni atmosferiche o cime di
montagne prodigiosamente alt: che
oltrepassano le nubi, Data la mor
bilità di queste macchie,-si potreb-
be anche pensare che esse possano
essere delle aperture aélia cappa di
nubi, che per brivi istanti lasciano
intravwedere la superficie del globo.

In un lontano passato si era
propensi a credere che Venere fos-
st un pianeta come era la Terra
nell'era. paleozoica «0 carbonstera
{dai 500 ai 185 milioni di anni
ta); in quella lontana epoca il no.
stro pianeta era allo stato selvag-
gio: foltissime vegetazioni, alberi
giganteschi, terreno paludoso,
squassato da terremoti, cosparso di
vulcani in piena attività, ricoperto
interamente da dense nubi, origi-
mate dalla intensa evaporazione
delle acque, che provocawano con-
tinte pioggie; tuoni e fulmini rom-
bavano e solcavano il cielo inces-
santemente, gli elementi erano sca.
tenati, il nostro pianeta era scton-
volto ma in via di assestamento.
Così si credeva fosse per Venere,
ma oggi queste ipotesi sono modi-
ficate e si tende a credere che que-
sto pianeta sia un deserto di cre-
pacci e rocce arroventate dalla
enorme radiazione solare. Come ho
già detto, vi sono spesse nubi ma
si ignora da che cosa esse siano
prodotte; logicamente esse do-
vrebbero essere il frutto di evapo.
razione di acque, ma ripetute ana-
lisi spettrografiche dell’ atmosfera
di Venere non hanno rivelato la
presenza nè di vapore acqueo. nè
di ‘ossigeno, pur rivelando una
quantità di anidride carbonica 250
volte maggiore che nell'atmosfera
terrestre. Come è noto, questo gas
è molto nocivo per noi terrestri.
Si deve però notare che queste
analisi si riferiscono all'atmosfera
esistente al disopra della cappa di
nubi; anche la nostra atmosfera;
al disopra dei 10-15 Km, è molto
rarefatta « non contiene nè ossì-
geno, nè vapore acqueo. Perciò le
suddette analisi dell'atmosfera di
Venere non escludono che al di-
sotto della cappa di nubi che ri-
copre il pianeta, possa esistere una
atmosfera del tutto simile alla no.
stra. Come si vede, queste sono
soltanto ipotesi, ma ipotesi logi-
cissime. Magari Venere si scoprisse
e ci lasciasse ammirare i suoi emi-
sferi e le sue bellezze misteriose!
Ma purtroppo questi pii desideri
di molti scienziati sono destinati
a restare tali forse per sempre. Ve-
nere è tanto vicino al Sole che la
esistenza di forme di vita simili a
quelle terrestri è da relegare nel
regno delle fantasie, Il Sole si
wede da Venere di dimensioni circa
doppie di quelle con le quali lo
vediamo dalla Terra: perciò la
temperatura esistente sull'emisfero
sempre illuminato è oltre il doppio
di quella esistente sulla Terra: si
pensa infatti che tale temperatura
possa aggirarsi sui +100 gradi e,
anche ammettendo che l'atmosfera
“possa. mitigare questo calore la

ie lic si

temperatura non devrebbe essere
inferiore di +60 gradi.

Forse però col passare degli an-
ni, di milloni di miliardi di anniz
il Sole raffreddandesi diminuirà la
sua radiazione calorifera ed ‘allora
l'emisfero illuminato di Venere avrà
una temperatura simile a quella che
attualmente ha la Terra è forse
mentre la vita starà per estinguersi
sulla nostra Terra, su. Venere potrà
avere-inizio una analoga forma di
vita. Questa è soltanto una mia
ipotesi e può perciò essere errata,
ma può anche darsi che allora i
nostri successori, dotati di poten-
tissimi mezzi di osservazione pos.
sano oss:rvare su Venere l'immagi-
ne della passata giovinezza della
ormai decrepita Terra.

Premesse le suddette informa-
zioni indispensabili, avventuriamo-
ci nella nostra esplorazione. Sup-
poniamo di essere sbarcati su Ve-
nere, però come descriverlo? Si
fanno supposizioni, tutte plausi.
bili, ma messuna certa. Vedremmo
un cielo completamente coperto da
dense nubi, un globo ricoperto
probabilmente per 4/5 oppure
completamente dalle acque; nella
atmosfera selvaggia di Venere sa-
remmo probabilmente sferzati da
imponenti cicloni che imperversano
con. inaudita violenza: in quel
cielo .sempre ‘oscuro i fulmini wi
susseguono continuamente, la piog-
gia cade violentemente ed incessan-
temente; ogni tempesta è un infu-
riare di elementi scatenati, con im-
pensabili; . diluviali\ acquazzoni,
con un caldo opprimente, un caldo
umido di serra. Condizioni simili,
sebbene molto più sopportabili
potremmo trovarle in una grande
foresta equatoriale della Terra, in
una calda giornata, con un cielo
coperto da nubi temporalesche, du.
rante un temporale in cui cadesse
una pioggia torrenziale tiepida, un
vero diluvio di acqua tiepida da
un cielo coperto di una cappa di
plumbre nubi, un temporale con
lampi, tuoni, vento da sradicare
gli alberi, um mare che con cupo
fragore infrangesst le sue onde in
un terreno paludoso. Così la fan-
tasia, che logicamente potrebbe es-
sere però anche realtà,

Secondo altre ipotesi, su Vene-
re troveremmo invece un deserto
bruciato dal Sole, un immenso Sa-
hara: rocce e polvere, montagne
alte altre 50-80 Km. (Scroter,
astronomo tedesco, 1790), venti
caldi che sollevano immense nubi
di polvere che sarebbero poi tenute
in sospensione dall'atmosfera ve.
nusiana: la temperatura, sebbene
attenuata dalle nubi, è elevatissima
e raggiunge i +60%- +80" e sa.
rebbe pirciò per noi difficilmente
sopportabile.

Se Venere ruotasse su sè stessa
in 30 giorni, come naturale, essa
avrebbe un giorno della durata di
15 giorni terrestri, una notte della
durata di 15 notti terrestri. Se in-
vece Venere avesse una rotazione
più lenta, come quella dedotta dal-
lo Schiaparelli, allora essa avrebbe
un emisfero con un eterno giorno
e l'altro con una eterna notte. ma
i freddi della notte sarebbero sd.
dolciti dai venti caldi provenienti
dall'emisfero sempre illuminato, e
viceversa, il caldo di questo sarebbe
temperato dai venti freddi prove-
nienti dall'altro emisfero.

Comunque, sia che Venere abbia
una rotazione lenta di 225 giorni,
che una rotazione rapida di 30
giorni, essa avrà, come Mercurio,
una zona di temperatura media:
detta zona di transizione, nella
quale regnerà una temperatura for-
se sopportabile per un ipotetico
visitatore terrestre.

Non dobbiamo però meravi-
gliarci parlando di questi terrib'li
caldi o di questi freddi: le tempe-
rature sono tutte convenzionali è
relative: lo zero del nostro ghiac-
cio è una temperatura elevatissima
in confronto alla temperatura del.
l'aria liquida {(—r90 gradi), che
posta in wn recipiente sopra un



blocco di ghiaccio vi bolle. I no-
stri pochi gradi al disotto dello ze-
ro ci fanno-tremare, ma-un esqui-
mes: ad isempio, quando ha 10
gradi sotto zero sbuffa dal caldo,
Inoltre bisogna pensare che s: su
Venere esiste una temperatura in-
sopportabile e su Mercurio wi è
piombo fuso, anche sulla Terra
vi è un metallo fuso a temperatura
ambiente: il mercurio. Un ipote-
tico abitante di Giove (—135°.
—155% apprendendo che sul pia-
meta Terra vi è mercurio fuso
penserebbe con terrore alla terribile
temperatura che i terrestri devono
sopportare, oppure penserebbe ad
una vita impossibile come noi pen-
siamo per Mercurio. Per poterci
immaginare -il terribile gelo di
—273° che regna negli spazi side-
rali e forse sul lato oscuro di Mer-
curio e della Luna, dirò che i no-
stri più terribili freddi polari non
arrivano a —-bG0% dirò che a
——190° il piombo diviene sonoro
come il più puro acciaio e tanto

VT CAOOEA FINORA TA VCIMESEG UOMO AAA O VARATO IMEBOET A di RETAA 0 AMANO NO ANANAS AVVIA AVANT OMAV VO PESSOA

I cento anni
del Canale di Sue

JE 16 gennaio scorso delegati
egiziani ed inglesi hanno fir-
mato al Cairo un accordo finan-
ziario, col quale si concludeva
la triste vicenda dell'ottobre
1956 per il Canale di Suez che
aveva portato il mondo intero,
non solo alla soglia della guer-
ra, ma ad una critica situazione
economica, le cui conseguenze
ancora oggi sono palesi, Tutto
questo naturalmente è accaduto,
perchè il Canale di Suez ha una
importanza immensa per la vi-
ta commerciale mediterranea,
Infatti lo scopo per cui fu co-
struito fu proprio quello di dare
la possibilità alle nazioni euro-
pee di svolgere i traffici con
maggiore rapidità e con i mi-
gliori vantaggi economici,

La stampa egiziana ha annun-
ciato in questi giorni che per il
25 aprile prossimo sarà celebra-
to, con grandi manifestazioni, il
centenario dell'inizio dei lavori
del Canale di Suez, Infatti il
primo colpo di zappa sarebbe
stato dato il 25 aprile 1859 pres.
so le rive del Golfo di Pelusio,
dove sorge oggi la città di Por-

fragile che al minimo urto va in
frantumi come vetro, citerò una
frase del grande chimico francese»
Lavoisier: 1743-1704: «Se la
terra si trovasse esposta alla tem-
peratura di —273° l'acqua dei ma-
ri e dei fiumi si trasformercbbe in
durissima roccia. la maggior parte
dei gas che compongono l'atmo=
sfera (ossigeno, azoto, elio, neon,
argo, cripton, zenon) diverrebbero
liquidi ». Mi sembra che queste
parole siano più che sufficienti a
dare l'idea di ciò che può essere la
temperatura di —273", lo zero
assoluto.

Ci siamo così di nuovo allon-
tanati dalla nostra esplorazione per
perderci mei wicoli ciechi della fi-
sica, ma d'altra parte che dire di
più su un pianeta di cui si conosce
poco o niente? Si potrebbe parlare
della sua sbitabilità, ma le condi.
zioni che abbiamo esaminate non
sono le più propizie per lo svi-
Inpoo di una vita come noi la
concepiamo: Venere sebbene sia

to Said, alla presenza dello
stesso visconte Ferdinando di
Lesseps, diplomatico francese,
molto amico del Vicerè di Egit-
to ed iniziatore della grande
impresa. Ferdinando di Lesseps
però fu solo colui che riuscì a
persuadere il suo amico Vicert
ad iniziare i lavori, avendo rac-
colto, per sottoserizione, un ca-
pitale di 200 milioni di franchi,
Il progetto del taglio dell'Istmo
di Suez era dell'ingegnere tren-
tino Luigi Negrelli, il quale, su-
perando tutti i precedenti pro-
getti, era riuscito a far com-
prendere che la lunga striscià di
territorio che univa l'Egitto al-
la penisola del Sinai, doveva
essere tagliata presso la baia del
Pelusio,

L'idea del taglio dell'Istmo di
Suez e della costruzione dj un

canale navigabile ha origini
lontanissime, Nel 650 avanti
Cristo ‘il Faraone d'Egitto Ne-

co II aveva fatto iniziare un
tronco di canale, che fu poi
continuato dal re di Persia Da-
rio, il quale dovette poi far in-
terrompere i lavori perchè im-

ARDURININMIAINDAYEARIVETVBIVBIIRIROTOACRIL0IV0YKWINRUINVO (CEDE KGOVROTEVWBIIROIGNKENIROVEVUKIOTEVICKK EV FINELUROVEITETINAKPALEÒLEDVRHTRITRITEAKRALRATa4nonne "a











































































chiamato il gemello della Terra, è
probabilmente, per clima e condi.
zioni fisiche, un pianeta molto dis
simile dal nostro,

Iî nostro prossimo viaggio sarà
più dettagliato e quindi più soddi-
sfacente; andremo su un pianeta
che conosciamo molto bene: par-
tiremo da Venere e, oltrepassando
la Terra; andremo sul famoso quara
to. pianeta del Sistema Solare,
Marte, e ne ripartiremo molto sod-
disfatti dopo aver appreso molte
cose interessantissime,

Tulio Mazzantini

RETTIFICA. Nel precedente
articolo (« Le galassie, vortici di
stelle »), pubblicato nel numero
21 - anno V del 25 dicembre
1958, alla quarta colonna, ultima
riga, è scritto che dalla Terra dl
Sole vi sono 8 secondi di luce.
L'autore precisa che va letto, inve-
ce, 8 minuti di luce. L'involonia
rio errore era sfuggito anche a noi,

@ pertanto ci scusiamo con i nostri
lettori,

VITITTI VII DtrEbSnttt ILA inserti een

pegnato in troppe lotte, Nel 250
avanti Cristo il re Tolomeo ri-
prese i lavori del canale è lo
condusse a termine. Molti ul
più avanti l'imperatore romano
Traiano fece apportare parce
chie migliorie al canale, Si ha
Poi notizia che nel 160 d.C.
sotto l'imperatore Antonino
Pio, il canale funzionava attiva-
mente, In seguito alla caduta
dell'Impero romano ed alle in
vasioni barbariche, il canale
venne abbandonato ed a poco a
poco la sabbia lo coperse,

Nel 640 il Califfo Omar lo
riaperse al traffico, ma nel 775
il califfo Abu Gioafer Al Ma-
sur ne fece chiudere l’imbocca-
tura e troncò così il meraviglio
so traffico che si stava svilup-
panda,

Dopo la scoperta del Capo di
Buona Speranza (1498), la Fran-
cia, ma sopratutto la Repub
blica di Venezia, ripresero. il
progetto del taglio dell’istmo, in
quanto i traffici commerciali,
specialmente dei veneziani, ve-
nivano immensamente danneg:
giati. Ma l'imfpresa era troppo
ardua e costosa. Con l'avvento
al potere di Napoleone, in Fran-
cia ‘si iniziò a studiare seria
mente il progetto e gli studi.
furono continuati così profon-
camente che si costitui la Sa-
cietà per gli studi del canale di
Suez. A questa società partecipò
attivamente l'ingegnere italiano.
Luigi Negrelli, che divenne poi
il vero progettista. Purtroppo
però l'accanita opposizione in-
glese fece ritardare per più di
dieci anni l’attuazione del pro:
getto del Negrelli. Un anno dopo
la morte dell'illustre ingegnere
(1858), s'iniziavano i lavori. |,

Dieci anni durò l'ardua im-
presa ed il 17 novembre.1869 I]
Canale di Suez veniva festosa:
mente inaugurato, Îl Canale mi-
sura 161 km. di lunghezza,
710-125 metri di larghezza alla
superficie e 45-100 metri di lar-
ghezza al fondo, Ha una profon
dità di 12 metri, Nel 1888 gli
Stati interessati alla costruzio-
ne istituirono la Compagnia In
ternazionale del Canale di Suer
che doveva amministrarlo per
99 anni,

Il Canale congiunge il Medi
terranéo al Mar Rosso ed allo
sbocco sorge la grande città dal.
la quale ha preso il nome,

Paolo Tarenzi









da pranzo, - Sopra: altra veduta del salone da pranzo, - Sotto: salone delle feste, - A destra,
olare): camera a due letti: Incale d'igiene per camera a due letti



a sera di mercoledì ll

marzo, per la terza volta,

uno spettacolo musicale
organizzato dal nostro p.ornale
ha portato alla ribalta i mi-
gliori dilettanti dell’ Ansaldo,
dando ad essj un pubblico da
grandi occasioni che li ha me-
ritatamente e vivamente ap-
plauditi.

La manifestazione che ha vi-
sto sulla scena dei teatro «Ver-
di. di Sestri Fonente questi
nostri compagni di lavoro, è
stata chiamata « Carosello an-
saldino» e ia seguito, con
qualche variante nella formu-
la, all» Ancora d'oro » rappre-
sentata. sempre al « Verdi », il
20 sovembre 1957 e alla «= Pa-
vata bianco-azzurra » rappre-
sentata al teatro « Massimo »
di Sampierdarena il 28 geen-
naio dell'anno scorso.

Le considerazioni che ci
hanno spinto a curare in ma-
niera particolare queste ini-
ziative, fra le altre che affian-
cano l’attività de « L'ansaldi-
no», sono molte.

In primo luogo sta il vivo
desiderio di dare a queglj an-
saldini che curano determinate
attività artistiche, una giusta
soddisfazione. Si tratta di ope-
rai ed impiegati che per otto
ore ai giorno stanno in piedi
o curvi davanti a una macchi-
na, néi doppi fondi di una na-
ve, vicino a un forno di fusione
o immobili cietro a una seri-
vanta o in faczia a un teeni-
grafo. Sono uomini cuasij tutti
giovani, che amano il proprio
lavoro, a volte preoccupante 0
faticoso, ma che sentono pure
il desiderio di evadere, sia pil-
re per breve tempo, dalla real-
tà muotidiana facendosi prota-
gonisti di un ideale artistico.
E noi abbiamo inteso premiare
questi valori spirituali con
una dimostrazione pubblica di
riconoscimento e di solidarietà.

In secondo luogo sta un al-
tro obiettivo: offrire a un buon
numero di ansaldini uno spet-
tacolo dove essi stessi siano
rappresentati, dove la maggior
parte degli interpreti abbiano
un talento e una prevarazione
di buon livello artistico e tec-
nico, dove si possano sincera-
mente apprezzare le finalità
dell'iniziativa e trovare mo-

tivi di interesse particolar-
mente vicini e sentiti.

Noi siamo certj — e in que-
sto non c'è ombra dij presun-
zione — di essere riusciti nel
nostro intento, e ci riteniamo
soddisfatti del nostro lavoro,
che è al servizio di tutti j com-
ponenti dell'Ansaldo.

La presentazione dello spet-
tacolo è stata affidata, some già
per la « Parata bianco-azzur-
ra, a Sandro Baldoni della

Il presentatore Sandro Baldoni e la valletta Mimma Di Terlizzi



14

RAI-TV, E' un giovane, San-
dro Baldoni, sinceramente af-
fezionato alla nostra Società,
simpatico, serio, colto. E so-
pratutto è un vero signore.
Sua partner era, questa volta,
la graziosa Mimma Di Terlizzi.
a tutti nota come una delle
due vallette della popolare ru-
brica televisiva « Il musichie=
re»,
Alle 21 precise si apre il
sipario sul palcoscenico del
« Verdi » e il pubblico, che già
da quasi due ore, in forte an-
ticipo sull'orario, fgremisce
ogni ordine di posti, può am-
mirare la grande scena elabo-
rata da Glauco Poggi, impie-
gato al Cantiere di Sestri, una
scena di ambiente efficacissima
nel disegno e nel colore: due
navi in costruzione che... stra-
buzzano gli occhi di cubia e...
urlano col bulbo di prora, men-
tre la « Lanterna » del porto
di Genova, sorpresa dalla stra-
nezza del fatto, si agita e Sl
tappa le orecchie.

Si sente quindi la sigla mu-
sicale del comuolesso di Eros
Steganj schierato a sinistra del
palco e compare in scena la
signorina Maria Grazia Fer-
raro, impiegata della Direzio-
ne Generale, che non smenti-
sce ll suo nome e annuncia
l'inizio dello spettacolo.

Un momento dopo entra, ele-
gante e sorridente, Sandro Bal-
doni. Egli saluta gli intervenu-
ti, accenna brevemente agli
sconi, sopratutto sociali, che il
« Carosello ansaldino » si pre-
figge, e presenta la concittadi-
na Mimma Di Terlizzi, per
l'occasione valletta del nostro
spettacolo.

Cominciano così a susse-
guirsi alla ribalta gli interpre-
ti, che sono stati scelti dai no-
stri corrispondenti e rappre-
sentano gli stabilimenti socia-
li, la direzione generale e
l'Ansaldo-Coke, Li annuncia

Sa)



la Di Terlizzi e li presenta al
pubblico Sandro Baldoni, che
per tutti ha una parola di au-
gurio e di incoraggiamento,
un accenno scherzoso al lavo-
ro che svolgono, una battuta
di spirito sempre azzeccata è
sempre gentile.

La prima esibizione è di Pa-
squale Fruzzo del Cantiere di
Sestri, che canta con voce cal-
da e composta «Buon anno,
buona fortuna », Segue Arman-
do Celso dello stabilimento
CMI, che ci fa ascoltare lo spi-

gliato « Mambo alla fiorenti-
nà » accompagnandosi con la

chitarra. E via via si presen-
tano gli altri che il regista ha
incluso nel primo tempo del
» Carosello -: Maria Lombarlo
della Fonderia, interprete di
« Cantando con le lacrime agli
occhi », i due bambini Arman-
do Corsi e Claudia Malacarne
che partecipano con gentile
grazia Infantile per i Servizi
Ausiliari suonando la chitarra
l'uno e cantando « Al chiar di
luna porto fortuna » l’altra,
presentati dalla piccola Mari-
na Paganini, Benedetto Giglio
per il Cantiere di Muggiano
con una piacevole presenta-
zione di « Suonno a Marechia-
re =, Liborio Vuitaggio della
Direzione Generale che diffon-
de con pregevole tecnica e
timbro di classe le note di
« Incantesimo «a, Renzo Dalle
Vegre del Meccanico che inter-
rompe la serie delle canzoni
con la seconda rapsodia di
Liszt, suonata al pianoforte
con la maestria di un virtuoso
della tastiera, Gian Battista
Cervetto in rappresentanza del
Cantiere di Livorno, che ha
affrontato con sicurezza e buo-
ni mezzi vocali l’« Ideale » di
Francesco Paolo Tosti, suona-
to al piano dal maestro Sardi.

À questo punto è comparso
sulla scena Alberto Talegalli,
il popolare « Sor Clemente »
della Radio, che siamo riusciti

CAROSELLO
ANSALDIN

tl





a portare fuori programma al
« Carosello ansaldino» con
l'interessamento di Mario Fos-
sati, il nostro solerte corrispon-
dente da Roma. E' bastato che
Talegalli aprisse bocca perchè
tutti sbottassero in sonore ri-
sate. La sua apparizione è
stata però di breve durata, una
specie di aperitivo per il piat-
to forte che ci avrebbe servito
più tardi.

Cala il sipario sulla prima

Alberto Talegalli, il popolare
«Sor Clemente: della RAI-TW





Liborio Yultaggio, vincitore dell'« Ancora d'oro 1959»

arte dello spettacolo e dopo
deci minuti di intervallo co-
Mncia il secondo tempo, inau-
furato da Nico Balducci, « An-
ira d'oro 1957» e ospite fe-
@ggiatissimo, Il repertorio di
salducci, già buono, si è ar-
Echito, ed ha acquistato or-
dai uno stile personale ed ef-
gvescente, Il pubblico non
if lesinato gli apvlausi alle
Me canzoni, alle barzellette,
Me imitazioni presentate. Vit-
brio Centanaro ha accompa-

to Balducci con Ja chitarra.
E cominciato quindi l'avvi-

vornese, che ha condotto le
note dij « Giamaica » con in-
termezzi di velluto e fina'e di
puro cristallo.

Le esibizioni dei dilettanti
cono terminate e mentre la
giuria (composta dal somrano
Carmen Repetto, dai cantanti
Mario Bertorello, Franco Fran-
chi e Rosemary Minella, dal-
l'attore dialettale della RAI
Andrea Salvo, dall'attrice di
prosa Anna Torretto, dal cri-
tico musicale dr. Pier Luigi

Vacchino è presieduta dal ro-
stro collega Emiddio Loscal-
zo) si ritirava per lo serutinio,
non prima che i suoi membri
si fossero fatti ammirare per
una breve interpretazione, ri-
vediamo Alberto Talegalli. La
sua mimica, le sue parole, il
suo gesticolare hanno fatto
contorcere dalle risate più di
uno, « Sor Clemente » è stato
veramente grande e s'è diver-
tito rure lui un mondo, riden-
do a crepapelle col pubblico.

Lo spettacolo è terminato e
tutti aspettano con imparienza
il responso della giuria, che
Baldonj introZuce sul palco-
scenico. Ecco il responso:

Premio del sindaco a Bruno
Usai e Cesare Miglietta; coppa
del presidente dell’'Associazio-
ne Industriali a Renzo Dalle
Vegre; targa d’argento del pre-
sidente del Consorzio Autono-
mo del Forio ad Anteo Dodi;
premio del presidente della
Amministrazione Provinciale a
Piero Giorgi; coppa del Dopo-
lavoro Ansaldo al duo Campi-
si; coppa Ansaldo per la mi-
gliore rappresentanza alla Di-
rezione Generale; « Ancora
d'oro 1959» a Liborio Vultag-
gio.

Il pubblico sottolinea con
vivi applausi le decisioni dei
giudici e anche i premiati ci
sembrano sinceramente soddi-
efatti per l'affermazione otte-
nuta.

Ii presentatore invita sul
palcoscenico il presidente del-
l'Ansaldo avv, Federico De
Barbieri e lo prega di conse-
enare i premi ai migliori pro-
tagonisti del » Carosello an-
caldino », L'avv. De Barbieri,
che segue con particolare sen-
sibilità le nostre manifesta-
zioni sociali, è visibilmente
lieto dell'incombenza e soddi-
efatto della bella prova forni-
ta dai dilettanti; pertanto si
compiace con ciascuno di essi.
Anche l'ing, Domenico Zirilli,
nella sua cualità di direttore
dei servizi centrali, è invitato
sul palcoscenico per ricevere
dal presidente la coppa desti-









Nelle tre foto di destra, dall'alto: il presidente della nostra Società, avv, Federico De Barbieri, consegna al direttore centrale

mdamento degli altri dilet-
ing. Zirilli la « Coppa Ansaldo », vinta dalla Direzione Generale; il complesso di fisarmoniche Padovan; il trio Perri-Petei-Perri

nti: il comnlesso di fisarmo-
ehe Padovan, con l'intermerz-
della « Cavalleria Rustica-
i», suonato con bella si
ifezza per far bene figurare

saldo-Coke, Sergio Papi
el Cantiere di Sestri con la
inzone « Manname nu raggio
Qsole» condotta con stile
Fonfidenziale =, i due fratelli
erri alla chitarra e il can-
ite dialettale Mario Petei
I CMI con la « Cansun da
meullia » che ha mandato in
fodo di giuggiole i veri genao-
si, Anteo Dodi della Fonde-
f con «Boccuccia di rosa»
Bdicata alla fielia Fulvia con
i «patos» che ha ottenuto
lorosi consensi e anche un
d' di commozione, Piero Pa-
Bi per i Servizi Ausiliari
i « Piove» di personale in-
iipretazione (Parodi aveva
ia cantato magistralmente
Wwalonera » nel primo tempo,
na incluso nel numero di Cor-
*Malacarne-Paganini), il bril-
inte duo pi per il
cantiere di Muggiano, che
è sbizzarrito su « Butta la
iMave- con i virtuosismi del-

chitarre elettriche, Cesare
Miglietta con la contagiosa
(risata » a lungo metraggio,
e ha fatto crollare a terra
Wi perchè gli altri erano
uti, Bruno Usai del Meccanico
Mm «Io sono il vento» che
do la sua nota classe poteva
Urontare. e Fiero Giorgi, mo-
desto e valoroso cantante li-

zC-
'





nata alla rappresentativa della
Direzione Generale.

Tra il pubblico che, come ab-
biamo accennato, ha gremito
il teatro, c'erano molte autori-
là e personalità cittadine, tra
cui l'assessore prof.ssa Ines
Boffardi per il sindaco, il com-
misssrio capo di P. S. dr.
comm, Marocco per il questo-
re, il direttore provinciale
dell'ENAL comm, Maffei. Del-
l'Ansaldo, oltre al presidente
con la sua signora Donna
Esther è al direttore centrale
ing. Zirilli, sono intervenuti,
anche in funzione rappresen-
tativa, il direttore centrale
ing. Casaccia, il vice direttore
centrale dott. Cerutti è il dott.
Enrico della Direzione Gene-
rale, il dr. Tomasi e Ving. Pa-
risi del Meccanico, il direttore
del Cantiere di Sestri ing. Boe-
ro con j vice direttori ing.
Avanzini e rag. Traversa, il
vice direttore della Fonderia
dr. Masperi con l'ing. Zagnoli,
l'ing. Necchi dello stabilimen-
to CMI, il dr. Migone del Can-
tiere di Muggiano, il direttore
del Cantiere di Livorno ing.
Mauceri e signora, il direttore
dell’uffizio impianti ing. Ar-
naldi, il direttore tecnico dr.
Ballerino e il vice direttore
amministrativo dr. Spirito del-
l'Ansaldo-Coke e molti altri
dirigenti. I Servizi Ausiliari
erano rsvpresentati dal capo
dej servizi amministrativi ra-
gionier Mignosi.

La numerosa partecipazione
dei nostri dirigenti al « Caro-
sello ansaldino » è stata com-
mentata con grande simpatia
perchè ancora una volta dimo»
stra come la Direzione segua
attentamente ogni iniziativa
atta a sviluppare quel nuovo
soirito di solidarietà che da
tempo si va affermando fra
iutti i componenti della no-
stra azienda, e che ha già dato
incoraggianti risultati.

Giungano quindi i nostri vi-
vi ringraziamenti ai dirigenti
dell'Ansaldo e a tutti ji prota-
gonisti, ai corrispondenti di
stabilimento e agli altri colla-
boratori che hanno reso possi-
bile il buon successo dello
spettacolo che, ormai giunto
alla terza edizione, ha sorpas-
cato i confini aziendali atti-
rando l’attenzione e i consensi
di molti ambienti cittadini, e
non solo clttadini.

Dante Jannone



In colonna, dall'alto: il can-
tante Gian Battista Cervetto;
il duo Campisi con chitarre
elettriche: il caratterista Ce-
sare Miglietta; il cantante Pie-
ro Giorgi. - Sotto: Nico Bal-
ducci {Ancora d'oro 1957) col
chitarrista Vittorio Centanaro



I mpianti industriali

d’ illuminazione fluorescente

Abbiamo ricevuto dell'ing. Lu-
ciano Grassi del Meccanico la se.
quente lettera :

Mi riferisco alla relazione «Im-
pianti industriali di illuminazione
fluorescente a catodo caldo» da
me presentata al « 3-0 Convegno
dei capi servizio manutenzione n
delle Aziende « Finmeccanica »
(Trieste. ottobre 1958) e ripor-
tata sul numero 2 - anno VI de
giornale con il titolo « Impianti
industriali di illuminazione fluo=
rescente Dn.

Vorrei fosse chiarito che le fo-
tografie con cui è stata data veste
piornalistica alla relazione, si ri-
feriscono ad impianti del Mecca
nico che sono stati studiati dal
sig. Guglielmina. capo del SET,
della cui preziosa collaborazione

il s:irvizio manutenzione sempre si
e avvalso.

Vi sarò grato se vorrete pub-
blicare quanto sopra.

li sta. Guolrelmina, informato
di questa lettera, ci ha fatto per-
L'EMNrne quesro Seritio re

La rettifica dell'ing. Luciano
Grassi all'articolo sugli impianti
industriali di illuminazione fluore»
scante, apparso sul n. 2 - anno VI
del nostro giornale. nel mentre fa
il punto su una involontaria ine-
saltezza, torna a mento della nota
serietà del predetto ingegnere è di
ciò gli dò atto e lo ringrazio.

Colgo ora lo spunto per accen-
nare brevemente a un nuovo tipo
di apparecchio a tubi fluorescenti
installato nei nuovi saloni Studi
del Meccanico ed espressamente
studiato da me per risolvere VYan-



POS, Voce

c/apparecchi | c/apparecchi
SET'G del commer.



Coefficiente di uniformità





I Spesa per acquisto n. 36 apparte»
chi e acc:issori (lamp. e reattori)
120 tubi da 65 W..4000 l. cad

L. 22.120 Gb zoo

= Id. n. 60 apparecchi è accessori
(lampade e reattori) ifo tubi da

40 W - 2400 |. cad. L. 16.100 966.000
3 |Consumo coramno a pari illumina»

mento kW 8,56 9,00
4 |Consumo specifico mq W/mq 11,6 13,1

|
dell'il=|









%
luminamento 0,9 = 1 o.fo
È Costo dell'impianto 6,9 (') Î,
7 Illuminamento misurato:
Salone STUDI lux 400
Salone ORG lux zio
Salone PRO-TEMPI Inx zio
N. B. - Sono stati considerati i saloni Studi-Org e Pro-Tempi

("*) Riduzione delle sezioni per cambio tensioni da 130--220 V.

noso problema delle ombre è par
ticolarmente della riflessione spe
culare della scrittura a lapis suuto
determinati angoli di incidenzs,

Le prove priventive e la rer
lizzazione su scala pratica nei pre.
detti uffici di un impianto cor gli
apparecchi in argomento ha con-
sentito di rilevare: a) basso costo
dell'apparecchio in rapporto al
flusso luminoso in lumen emesso;
b) alto coefficiente di rendimento
pari a quello degli apparecchi del
commercio a luce diffusa nono
stante si tratti di illuminazione in.
diritta: <) coefficiente di unifor
mità dell'illuminamento. sul pia
no di lavoro, prossimo all'unità;
d) qualità della illuminazione ot-
Tenuta assolutamente scevra da
brillanza.

La tabellina riportata da un
taffronto comparativo dei due: si-
stemi a pari illuminazione otte
nuta con apparecchi SET/G è
con apparecchi del commercio.

L'apparecchio visibile nella fo-
to. (salon: Studi) pubblicata da
« L'ansaldino È», consta di un sup-
porto in lamitra di acciaio infe
riormente e in alluminio anodiz-
zato superiormente,

Nella parte superiore sono siste
mati quattro tubi fluorescenti di
65 W. 4400 lumen su due line
parallele (bilinea). Le impedenze 2
220 V. sono sistemate nell'interno
dell'apparecchio. La sospinsione,
nel caso in esame. è ottenuta con
catenelle, la distanza dal soffitto è
di m. r.



BORSE DI STUDIO
del ‘Lloyd's Register”
E' sinia approvata dal Comitalo

Itallano «del « Liovd's hegister of
Shipping» l'istituzione di due Hor-

se di studio, claseuna della durata
fili tre anini in Malia onde conse
cuire la laurea, e del valore di lire
it. 500.000 per anno, più un anna
«li esperienza pratica in Inphilterra
rlel valore di lire sterlime 500, per

studenti in ingegneria navalmecca:
nica di nazionalità Italiana, di mon
Glire 23 nanni di eta, che abbima
Shi superato ll primo biennio pre-

paratorio presso una Universit
italiana,

Le domande e la richiesta docu
mentazione per partecipare al con-
coro debbono poervenive all'Uni
vaglio di Genova ceniro Ji termine
massimo de] 0 aprile 1559









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SEZIONE ATTIVITÀ MONTANE

Le classifiche del campionato di sci

Wworiti da una magnifica
srnata di sole, si sono svolti
Menica 22 marzo a Monesi i

iionati di sci del nostro Do-
f ve ro,
ille gare, ottimamente orga-

Ate dai collaboratori Rinal-
Bruzzo e Dodi, hanno parte-
ito oltre 30 concorrenti,

ordine d'arrivo è il seguen-

Slalom femminile: 1) Luciana
ldini (campione sociale); 2)
ria Canepa; 3) Tina Toschet-

4) Maria Loreni,

Slalom maschile: 1) Antonio
tri (campione sociale); 2) Ar-
imdo Sbarbo: 3) Guido Meola:
IE. Cavicchioli; 5) Sergio Ri.
aldi.

Mezzofondo: 1) Sergio Rinaldi
Mimpione sociale»; 2) Luigi
ildini; 4) Giuseppe Dodi; 4)
fancarlo Osenga; 5) Pierluigi
agnino.



SEZIONE FOTOCINEMA

niettate le «dd iaposi tive

del secondo concorso

Lunedì 9 marzo, in serata ri-
vata ai concorrenti, sono sta-
i proiettate Je 280 diapositive
eolori partecipanti al secondo
incorso diapositive organizza-
bi dalla sezione,

L'apposita giuria, composta
ai sigg. Barigelli, Della Casa
WGroffis, ha giudicato il mate-
fiale secondo la seguente gara-
duatoria:

1) Luigi Gestro del Meccanica;
Andrea Bruzzone del Mecca-
nico; 3) Edoardo Goretti del
Cantiere di Sestri: 4) Giorgio
Denegri del Cantiere di Sestri;
a) Giuseppe Grosso del Cantiere

di Sestri; 6) Sergio Rinaldi del
Meccanico; 7) Giulio Duca del
Cantiere di Sestri: ® Orlando
Vendrame del Caniiere di he.
stri; ® Umberto Spirilo della
Direzione Generale; 10) Luigi
Roncallo della Direzione Gene-
rale; 11) Antonio RBottino dei
Servizi Ausiliari; 12) Carlo Pe-
drazzi del Cantiere di Sestri;
13) Vivetlo Stefano dell'a O,A,
RN»; 14) Guido Zambonini del
Cantiere di Sestri,

Il 16 marzo, a sala gremita,
le migliori diapositive sono sta-
te proiettate per i dopolavoristi,

SEZIONE TURISMO

Gita a Milano
per la Fiera campionaria
Il 18 aprile prossimo si svol.
gerà la tradizionale gita a Mi
lano in occasione della XXXVII
« Ficra campionaria »,
quote di partecipazione
sono state fissate come segue:
Soci è famigliari il èirico:
L. 600;
— Non soci: L, 1.000,

Le

Le prenotazioni si accettano
presso i delegati di stabilimento
dal 6 al 10 aprile.

Riduzioni del 50°,
per gli spettacoli
della *Goliardica Baistrocchi”

Si comunica che, per accordi
intercorsi con la direzione della
« Compagnia Goliardica Bai.
strocchi », in occasione della ri-

vista « A_ cavallo di un raggio
di luna», che avrà luogo al
« Teatro Margherita », i dipen-

denti potranno godere della ri



SOGGIORNI ALPINI

Come era nei desideri dei dopolavoristi, nella prossima
estate i « Soggiorni alpini » verranno effettuati nell'incan-
tevole Val di Fassa (Trentino).

Sono state infatti definite in questi giorni le tratta-
tive con alberghi di Moena, Soraga e Pozza. Gli alberghi
prescelti offrono tutti i comforts necessari per un ottimo
soggiorno ed anche il trattamento sarà particolarmente
accurato, con scelta cucina.

Le località, per la loro vicinanza con i gruppi Sasso-
lungo, Sella, Pordoi, Catinaccio e Marmolada, dànno la
possibilità di ottime scalate, mentre bellissimi boschi po-
tranno essere meta di salubri passeggiate.

La « Sezione attività montane » organizzerà per i sog-
giornanti ottime gite nei maggiori centri turistici del Tren-

tino e dell'Alto Adige.

E E E tp coli II



Con apposito manifesto verranno rese note ai dopola-
voristi ulteriori informazioni

e le modalità d'iscrizione.







duzione del 50% per i posti di
platea, nelle seguenti serate:
lunedì 30 e martedì 31 marzo:
mercoledì 1, giovedì 2, venerdì
3 e domenica 5 aprile,

I tagliandi a riduzione sono
in distribuzione presso i dele-
gati di stabilimento del Dopo-
lavoro.

SEZIONE MUSICA

La serata di jazz classico

Martedì 17 marzo, nella sede
di Sampierdarena, ha avuto ini-
zio ln pr.ma delle quattro sera-
te di jazz classico, Il programma
delle altre serate è il seguente:

- martedì 24 marzo, ore 21:
New ODrleans - Boogie Woogie;

— martedì 3ì marzo, ore 21:
Chicago - Harlem;

Martedì 7 aprile, ore 21;
York - Revival.

Now

Le riduzioni ferroviarie
per i possessori
della tessera ENAL

Si porta a conoscenza del dopo»
lavoristi che, mentre sono in corso
trattative tra l'ENAL centrale e la
direzione delle Ferrovie dello Stato
per un miglioramento del vantaggi,
dal lI.o marzo sono entrate In vigore
le riduzioni ferroviarie per i por-
sessori della tessera ENAL 1959,

Pertanto ogni iseritto per l'anno
1959 ha diritto ad um vlaggio Indivi-
duale sulle FF.55, in seconda classe
con la riduzione di circa Il 30 per
cento (tariffa 4.3} per una distanza
non superiore ni 250 Km. (andata)
e 250 Km, (ritorno) attenenilosi al-
le seguenti norme:

— | biglietti, soggetti alle modtda=
lità ed ni limiti provisti per | bl-
glietti di andata è ritorno ordinari,
verranno rilasciati dalle stazioni
ferroviarie dietro presentazione del-
la tesserà ENAL per l'anno 1959 è
della richiesta di «viaggio degli
enalisti », in doppia copla, compi-
lata sul modulo apposito numerato
e munito «di timbro a secco delle
FF.Ss&:

— lè persone richiedenti la ridu-
zione devono essere munite oltrechà
della tessera ENAL 1959 di uno del
seguenti documenti di identificarzio
ne: carta di identità, tessera nosta-
le, porto d'armi passaporto, paten=
te nutomobilistica;

— All'atto del rilascio, la stazione
dovrà apporre sulla tessera ENAL
il timbro n data o l'indicazione de-
gli estremi del relativo biglietto
emerso;

— Il biglietto può essere rila-
sciato per l'Itinerario scelto dal
viaggiatore anche se detto itinerario
non costitutsee la via più breve 0Ko
una id deviazione ammessi:

— ll biglietto ha la validità di tre
giorni e può essere richiesto in
qualsiasi momento;

— ll vingglo deve avere inizio mel
glorno di emissione del biglietto;

— il viaggio di ritorno può avere
inizio da qualunque stazione com-
presa nell'itinerario;

— possono essere ell'ettuate fer
mate intermedie nella validità del
biglietto;

— la vidimazione per il viaggio
di ritorno oltrechè alle biglietterie
delle stazioni potrà essere eseguita,
a richiesta del viaggiatore, dal quar-
dasala o dal personale addetto alla
controlleria sul treni, senza paga»
mento di alcuna penalità,

Contributo assistenziale

eassicurazione extralavoro

Com'è noto | tesserati dell'ENAL,
fra le altre facilitazioni, hanno
secuenti benellci:

Comiributo assistenziale in caso
di morte. Nella misura di Lire
40,000, viene concesso agli eredi de-
ell iscritti che dlecedossero per ma-
lattina, purehè sl trovino nelle £sG=
guenti condizioni: 1) abbiano più dl
Za anni e non superato (lt if
concessione viene esicsa anche agli
iscritti di «età inferiore al 25 anni
se coniugati o capi famiglia; 2} ri-
sultino |scritti all'ENAL da almeno
‘un anno,

Sono esclusi dalla concessione del
contributo | casi di morte per le
seguenti malattie: tubercolosi, cane

cro, tabe e tare costliuzionali (ma-
intile ereditarie).

La denuneia di morte deve essere
effettuata presso i delegati di sta-
bilirmmento o la segreteria del Dopo-
lavoro entro 15 giorni dalla data
del decesso e deve essere iccome=
pagnata dal seguenti documenti:
denuncia di morte in tre coppe (su
moduli forniti dal Dopolavoro); cer-
tiliento di morte: atto notorio rila-
sciato dalla Pretura o dal Comune
attestante gli eredi; tessera ENAL
{dell'anno precedente e dell'anno In
OOFSO),

Assicurazione èxtra-lavoro. E' va.
Tkla per gli iscritti di età fra | 12
ed i 75 anni, Viene corrisposio
l'importo di L. 110.000 in caso di
morte o di Invalidità permanente
totale, Tale somma vlene ulterior-
mente ridotta per le Invalidità par-
ziali, Nessma somma viene corri.
sposta per quegli Infortuni che non
laselassero esiti di enrattere permi.
nente.

SI precisa che ln garanzia della
assicurazione comprende i rischi

che si possono verificare mentre
gli assicurati nom prestano servizio
di lavoro,

Sono esclusi dall'assicurazione gli
infortuni rélativi a: imprudente di
qualsiasi genere (comprese le scea-
late e l'accesso ai ghiacciai), le com-
petizioni agonistiche, l'uso di bici
clette con motore ausiliario supe»
rlore a 50 cc, l'uso di mololeggere
pltre i 125 cc. e quelle con ruote
alte, attività subacquea, attività ae-
rita, il suléidio, la rissa, l'ubriachér-
za, Dec,

In caso di infortunio il dopaola-
warlsta (o chi per lul) dovrà pre
sentare al delegato di stabilimento
od alla segreteria del Dopolavoro
denuncia in tre copie (su moduli
forniti dal Dopolavoro) e dichiara-
slone «dello stabilimento dalla quale
risulti che l'interessnto non era
presente al lavoro al momento del-
l'infortunio, entro 25 gplorni dalla
data dell'incidente. In caso di mor.
te, dovuta ad incidente, dovrà es-
sere data comunicazione entro le
24 ore.



Fratelli

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profonda umanità che costituisce un'opera

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scorta di precise osservazioni scientifiche, la
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n È - 4 febbralo: AGOSTINO li Giu- Questa rubrica è stata [stitwita ettrico
& È ebbralo: A sli , sl iu Mo : E è
è seppe Ferrari {Mec} e di Maria per consigliare e assistere gli Materiale stagno per usi
Sartorio: ROBERTO. di Augusto ansaldini che hanno chiarimenti Lombardo n Ù da A
là dicembre: MAURIZIO, di Giu Gonzaga (Can) e di Carla Cocoa: da chiedere o pratiche da 5v0l- industriali E navali
seppe Bossi (Fon) e di Maria Pa- MIRELLA, di Domenico Puppo gere ineremi le pensioni di
radossi - 15 dicembre: PIETRO, (Fon). è di Marian Valtriani = bi guerra, Per usufruire del servi MILANO - TEL SEIL.276 Valvole e materiale “AFO”
dell'ing. Giovanni Misurale {Can} e febbraio: IPA NIE, chi Antonio zio occorre compilare le schede
SRIUTROA Besio - +39 dicembre: Tata (Mec) e chi Maria Marani; MA- in distribuzione presso | corri anti-urto per bordo
, a di Antonio Dedola (Cam) RIA, di Aristide Danovaro {Mec} e Ù ti asa Filiale di Genova
: Voria ©nloa- = 96° dinn 0 Eat n , I Niati. sSpondeniti di stabilimento, .
e di IF Spia zi dicembre: di Renata Bottazzi: LAURA, di Mau Vv I Pi ] d al "
SERGIO, cdi Giuseppe Pastorino rizio Romano {Can} e di lole Fari 5 an x . Vi À M M | B ] diVvole «i ta capacita
{Gan} e di Domenica Qitonello = 15 done + # febbralo:r LUCIA, di Anto- GIOVANNI BATTISTA CAMOIRA- ld 4 hi ardg iano, È d " “WEB ER di»
gennalo: AMBROGIO, di Giuseppe nio Turilli (Mecì e di Maria Dar- NO, Il Suo ricorso presso ll Mini- 1 rottura
Golta (Can) e di Maria Boittino »- 2° danelli . 10 febbraio: LOREDANA, Left I Lav « della Previdenti
gennaio: LUIGI NICOLA, di Nicola di Giuseppe Chieregato (Can) e di Ri sn 2 sn sn
Di Somma {Fan} e di “7/incenza Elisa Grandicellil — 150 febbralo; SOClAle deo sato pur pa n %
Fraseliolla »- 1 gennaio: NICO MARINA, di Erminio Sommariva negativamente, con Je segrenti con- INGROSSO CARTA CARCELLERIA
LETTA, di Antonio Causa {Fon} € {Can} e di Bruna Parodi - 18 feb- clusioni: Respini «rr | genitori I
di Franca Zorzoli - 18 gennalo: brafo: TIZIANA, di Giuseppe Pasto- © 0° a ; : si MEET È i si ARITCOLI PER UFFICIO TECNICO
PAOLO, di Nicola Clanei (Fon) e di rino (Fon) e di Maria Guerra - è per i ratello, ino quanio dag sr



Anna Bagnara; ALESSANDRO, di 19 febbralo: BERNARDO. di Aldo atccriamenti effettuati risulta ché i _
Mario Pertlen (Mee} e di Giuliana Pittaluga (Canì e di Rachele Kotoj gpenltori godono di un reddito su» GENOVA - Via &. lorenza 2.19 " Telefono 209, 7068

Parchi; RAIMONDO, di Luligl Pon GABRIELLA. di Giuseppe Vignoli periore al limite di legge (L. 15.000



tillo (Cani e di Anmmda Omelli = 20 (Fon)ì e di Angela Cavamnna - 20



gennajo: ARMANDO, di Mario Fer- fabbrealo: RAFFAELLA, di Italo Cia. Mensili globali) e il fratello non è
rari {Mec} e di Margherita Costa= nj (Mec) e di Clarita Bagnasco, i suo prevalente «carico ». Quanto
gnolo -. 21 gennaio: FRANCESCO, di

i li Ù Ù
TORO TRE a n A ‘tutti 1 piccolissimi ansaldini ed Prima tali conelusloni Le verranno Libreria Internazionale DI Stefano
Laszarò 353° senmaio: PIERLUIGI, ni loro genitori i nostri auguri più noillicate al Suo domicellio, tramite ) N { i j Ì

di Benedetto Gtionello (Cam) e di ferwidi, VINES, la cmsiglinmo di fare do»

gerene Corminata: OHIETTA, Ml 1 . manda: di manatoria all'Istituto Na- già TREVES . S.p.A.
Tordito ai ISDREINA Si SOTTO sposati gionale Providenza Sociale, chie-

dell'Ing. Guallelmo Reggio {Can} è è febbraio: Bartolomeo TRAVER CREO A RSPRGERIa RIO SE li DI \ | \ \
ULTI SO REGInI E SSR sr Can n ion Magda - Bafia È a muta v spiegando Inoltre che .la ri L 4

e di Tae Reggio = SR gemaio: SIL» febbraio: Luneiama CALCAGNO chiesta degli assegni fu fatta < lm

VIA, di Romeo Tonelli (Can) e di (Can) con Marisa Cesarano » B feb. completa buona fede, ignorando le +1 Ri, CECCARDI ù TELEF. SE 0865 si 55,406

Silvana. Giacobbe + 250 gennaio: braio: Bernardo BEUZZO (Can) con diaposlzioni di legge in materia,

GIORGIO, di Lulgi Mazzocchi (Can) Live ROC OVO. CONERO 02: Nel caso che l’abbuono non potess | PIAZZA FONTANE MAROSE - TEL. 23.291
ViA ROMA -- TELEFONO BE.aS6

nai: VITTORIO, di Giorgio Fer- Grazia Galli. casere concessa del tutto, chiedere

rari (Fon) e di Michela Sarlo = Agli sposi i nostri vivissimi au. ©he venga almeno concessa una più
S1 cennalo: : iletro Ca-
31 gennato: MARINA, di Pietro Ca- surf, lungà- rateazione.





reva (Can) ce di Samia Carlini - 2



febbraio: LORENZO, di *nitonio
Arata (Cani e di Adelina Gapgoro

NOZZE D'ORO





n sig, Ottaviano Ronfanti, cx di- le nuove

pendente del Cantiere di Livorno,

e la sua gentile consorte Lina Mar-

mugi hanno festeggiato le mosse

d'oro, Amguri vivissimi.

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ore 20.50) alle 21,30.







18



































faro Ansaldino,

un gruppo di giovani periti
(«Meccanico » che ti scrive.
llamo letto con vivo piacere
i che il nostro condirettore
trale ing. Palumbo ha avu-
la bontà di comunicare a
ti gli ansaldini in merito al
tro inserimento nella vita
endale.

Dì questo brillante articolo
o molto apprezzato la
arerzza, l'obiettività, la com-
msione per i problemi dei
Wani ma, soprattutto, ci ha
cati il balzare vivo, da ogni
tola, del centenario spirito
saldino », quello spirito che
falida guida alla nostra for-
tione tecnica e spirituale,
\bbiamo notato, tuttavia, che
Stato illustrato completa-
inte solo il periodo di tiro-
lio per gli ingegneri e, poi-
: molti ancora non conosco-
lil nostro, vorremmo espor-
un breve sunto.

| perito viene assunto come
éraio di categoria B con un
ratto a tempo determinato
a durata di otto mesi, dopo
er subito un esame nel qua-
oltre le capacità tecniche,
nno grande valore le qualità
îrali. AI momento della as-
zione egli porta con sè un
Qaglio di nozioni, sia prati-
a che teoriche, molto vario
| aggiornato, Teorie, princi-
che già ha avuto modo di
erimentare nelle piccole ma
ientissime officine della
bola.

Per la sua preparazione teo-
to-pratica, il perito risulta
indi idoneo a ricoprire man-
ini di capo intermedio e, dal
to tecnico, ben poche difficol-
possono ostacolare il suo
lattamento al posto di lavoro
i esso negli uffici che nelle

icine,
Molto difficoltoso è invece
ambientamento psicologico

la grande quantità di pro-
i umani, spesso insormon-
Îli, che lo circondano e lo
vrastano. ll passaggio stesso
lla produzione economico-
rimentale della scuola a
ella industriale, richiede una
wsformazione di intenti ed
a rapidità di decisione, si-
ed efficace, che costa non
fatica al principiante.

Per permettergli di abituarsi
nuovo modo di agire, per
nderlo edotto del ciclo pro-
tivo dell'azienda e delle sue
ssibilità di lavoro, il perito
ve, nei primi otto mesi, spo-
arsi da officina ad officina
recando di viverne la stessa
rita >.
Muesti sono i mesi più duri
f l'ancora scarsa capacità di
amento e per i molti pro-
i che vengono ad assillare
giovane. Fra questi hanno
ande importanza i problemi
irsonali quali l'incertezza del
mani, le non brillanti condi-
ni economiche e, sopratutto,
atto di non avere un com-
lo determinato con il conse-
ente senso di inutilità. Que-
ì stato di cose provoca a
ite atteggiamenti particolari
ll'individuo, e comunque
comprensibili all'elemento
terno.
agliamo quindi pregare tut-
capi ed operai, di scusarci
«qualche volta non ci siamo
importati coerentemente; li
grariamo vivamente di tut-
i quello che ci hanno dato è
riamo di appagare i loro
sideri continuando la loro

opera con la migliore volontà.

AI termine degli otto mesi,
i periti vengono sottoposti ad
un secondo esame, superato il
quale sono confermati e desti-
nati agli uffici o alle officine.
Ai primi viene concessa la ter-
ra categ. gruppo A, mentre per
i secondi la categoria rimane
quella B di operaio, con un sa-
lario leggermente superiore,
per altri otto mesi. Il secondo
periodo è relativamente più
facile, in quanto se l'ambienta-
mento è quasi raggiunto, il
fatto di saper decidere presto
e bene e con la più equa sere-
nità di giudizio, implica una
perfetta conoscenza del lavoro
e un equilibrio psichico già
raggiunto.

In questo periodo è di grande
importanza l'opera dei capi di-
retti, i quali con la loro espe-
rienza e capacità impediscono
eventuali errori iniziali. Que-
sto secondo periodo è, come
già accennato, di altri otto me-
si, allo scadere dei quali, il
giovane viene sottoposto ad un
terzo esame e, sulla scorta dei
risultati e sul giudizio dei sin-
goli capi, viene assunto stabil-
mente o licenziato,

| periti d'officina passano
anch'essi di terza categ. grup-
po Ae il tirocinio continua per
altri venti mesi, dopo i quali
il tirocinante comincerà effet-
tivamente a far parte della
azienda.

A questo punto, vogliamo
sperare che ci perdonerai, ca-
rò « Ansaldino », se usciamo un
pochino dal tema propostoci
per esporti un nostro proble-
ma. Non possiamo nascondere
che, venendo a conoscenza del
tirocinio per gli ingegneri, pur
essendo felicissimi dei risultati
da loro consequiti, abbiamo la
impressione di una svalutazio-
ne sensibile del nostro pur mo-
desto diploma.

Questo per una naturale rea-
zione scaturita dall'inevitabile
confronto fra i risultati rag-
giunti alla fine dei due tirocini
e fra la loro durata.

Ci è difficile capire perchè,
alla fine del tirocinio, non dob-
biamo raggiungere la mostra
naturale categoria invece di
languire per anni in una posi-
zione così poco consona alle
nostre possibilità, dopo aver
sacrificato allo studio i miglio-
ri anni della giovinezza.

Ad un certo momento viene
spontaneo il chiedersi se ef-
fettivamente si è stimati e va-
lutati quali periti, oppure rite-
nuti insufficienti e « sopporta-
ti».

Nel primo caso sarebbe logi-
co essere trattati come tali;
nel secondo, una simile cosa
dovrebbe essere fatta presente
agli interessati in modo che
sappiano come comportarsi.

Comunque ci auguriamo che
in nome di quel nuovo spirito
di collaborazione che anima la
nostra Azienda, venga presto
risolto nel modo più equo que-
sto delicato problema,

Con la speranza di aver mag-
giormente chiarito la posizione
di questi giovani che continua-
mente si avvicendano nelle of-
fictine e di averne anche messo
în evidenza i timori e i desi-
deri, concludiamo, caro « An-
saldino », con il ringraziarti
anticipatamente della ospitali-
tà concessaci e con Il più sen-
tito qrarie ai nostri sigg. diri-
aenti ed in particolare all'ing.
G, B. Gamondi, il quale, con la
ben nota competenza e l'amo-

revolezza di un padre, guida i
nostri passi durante questo
lungo e difficile periodo.

(SEGUONO 30 FIRME)

Ringraziamo il gruppo dei
giovani periti per la loro let-
tera e per l'apprezzamento da
essi dimostrato nei confronti
dell'azienda e dei suoi diri-
genti.

Essi mettono in evidenza la
carriera dei giovani diplomati
assunti per le officine degli
stabilimenti meccanici, lumeg-
giandone le difficoltà, i pra-
blemi di ambientamento, le
condizioni economiche. Fer-
mano, in particolare, la loro
attenzione sulla carriera per
essi stabilita, che si articola
così; sedici mesi come operaio
qualificato, quindi passaggio,
per i meritevoli, alla 3.a cate-
goria impiegatizia, con succes-
sivi scatti sullo stipendio com-
plessivo dopo 24 mesi dall'as-
sunzione in servizio, e dopo 36
mesi: allo scadere del 365.0 me-
se assegnazione della qualifi-
ca di « capo reparto ». Giunti
a questo punto i giovani periti
sottoscrittori della lettera si
sentirebbero menomati perché
dovrebbero, secondo loro,
« languire per anni» in una
posizione da essi ritenuta poco
consona alle Loro possibilità.

Dobbiamo chiarire che la po-
sizione e la qualifica di « capo
reparto ». è nosizione e qualifi-
ca di partenza e non di arrivo,
come sembrano ritenere i no-
stri giovani: di qui, infatti, si
inizia la loro carriera d'offici-
na e, per i meritevoli, il pas-
saggio alle altre qualifiche e
categorie superiori (sotto capo
officina, capo officina, ecc.), Si
intende che la carriera, che si
è svolta fino a questo punto
uguale per tutti, comincia do-
po i 42 mesi complessivi di
servizio, o differenziarsi a se-
conda della prova da ciascuno
fornita, del rendimento, della
capacità e delle attitudini in-
diciduali in relazione ai posti
che mano a mano si rendono
disponibili.

Non solo quindi non si « lan-
gue », ma proprio allora la vi-
ta aziendale diventa per essi
più movimentata ed interes-
sante, perchè ognuno deve ren-
dere nella maniera migliore
per poter fare i passi ulterio-
ri in una carriera che è aper-
ta a tutti e ha per tutti possi-
bilità notevoli. I giovani, che
ci hanno seritto, sono stati
assunti dopo il giugno 1957;
hanno, cioè, un anno e mezzo
al massimo di servizio, sono
quindi ancora nella fase del
tirocinio e si preoccupano del
loro avvenire. Vi sono però lo-
ro colleghi, con un’anzianità
maggiore, che hanno già spe-
rimentato la possibilità di
carriera che l'azienda offre ai
giovani diplomati tecnici: ad
esempio, dal 1.0 gennaio di
quest'anno, sei periti naval
meccanici assunti al Cantiere
di Muggiano il I8 novembre
1954, sono stati promossi alla
2a categoria, con la qualifica
e le funzioni di sotto capo
officina.

Questi giovani del Muggia-
no appartengono al primo
gruppo di diplomati, a cui è
stata fatta seguire la carriera-
tipo stabilita dall'azienda,

Questo è un esempio che ri-
teniamo possa convincere i
giovani periti del Meccanico
che la loro carriera, lungi dal

portarli in posizioni di rista-
gno, è aperta e da la possibilità
a chi lo meriti, per capacità,
rendimento e diligenza, di ar-
rivare in un ragionevole lasso
di tempo in posizioni certa-
mente soddisfacenti sia dal
punto di wista gerarchico che
da quello della categoria sin-
dacale.



I NOSTRI CONCORS

Robin Hood

e i suoi compari

fo PREMIO
Una “Lambretta,, 175 T.V.

ultimo tipo offerta dalla
Ditta “Carotti & C.,, di Ge-
Sampierdarena

ALTRI PREMI

a) Viaggio di tre giorni per
due persone sulla *Ri-
viera dei fiori,, e sulla
“Costa azzurra,, offerto
dalla “SATI-Riviera Ex-
press,, di Genova.

b) Buono- acquisto del va-
lore di L. 25.000 offerto
dalla Ditta “Gianetto,,

di Ge-Sampierdarena.





è - GILBERTO







c) Corredo “Olimpia,, of-
ferto dalla Ditta ‘Gia-
cobbe ,, di Genova-Sestri.

d) Viaggio di un giorno
(con pernottamento) a
Firenze per due persone,
offerto dal dott. Fiero
Rimediotti dell’ Agenzia

Viaggi e Turismo di Li-







MEMENTO







Araldo GASPAROTTI

di 56 anni, dipendente del Cantiere
di Mupgpglano, deceduto il 19-1-1959,
Fra stato assunto nel 1940, Lascia
la moglie e quattro figli,

- I, e
CE

Giuseppe RANDAZZO

di 53 anni, dipendente del Cantiere
di Muegiano, deceduto ]'8-2-1059.
Era stato assunto nel 1936, Lascia
la moglie e due figli.

G. B., OLIVIERI

di 42 nanni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto il Z1-1-1959, Era
stato assunto nel 1943, Lascia la
madre, la «moglie e due Neli,





Lorenzo DI GIMINIANI

di 58 anni, dipendente del Cantiere
di Sestri, deceduto |l 24-2-1959, Era
stato assunto mel Lasela la
moglie e due fplie

ira
LA

Aldemaro FERRETTI

di 47 anni, dipendente della Fonda-
ria, deceduto il 265-1-1959,. Era sta
lo nssunto nel 166345



G. B. BRACCHI

di 59 anni, dipendente della Fon-



derin, deccduto 95-1-1959,, Bra
Stato assunto mel 1940 Lascia la
moglie è un figlio,

Salvatore PORCU”
di 59 anni, dipendente del Mecca-

nico, deceduto 1°ii-2-1954, Era sta>
to assunto nel 1945. Lascia la ma=
cile è uma Aglia,



Ai famigliari le commosse condo
plianze dè « L'ansalidimo è,



lamsaldimno

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