L'Ansaldino, n. 3, 1959

Contenuto

L'Ansaldino, n. 3, 1959
Tipologia
Periodico a stampa
Descrizione
A p. 1 (copertina): particolare della poppa della T/c "Adriana Fassio" di 31.500 t.d.w. varata a Livorno il 22 febbraio
A p. 16 (quarta di copertina): rotore di alta pressione per turboalternatore da 150.000 kW in costruzione al Meccanico per la centrale SME di Napoli

- Cinque anni di vita della "Cassetta delle idee", p. 2
- Varata a Livorno l' "Adriana Fassio", p. 3
- Panorama aziendale, p. 4-5
- In funzione la seconda sezione della centrale termoelettrica di Bari, p. 6-11
- Fuorisacco, p. 7-8-9-10
- Ansaldini in visita alla "Innocenti" di Milano, p. 12
- Dopolavoro, p. 13
- La Ruota del Tempo, p. 14
- Commiati, p. 14
- Piccoli annunci, p. 14
- Pensioni di guerra, p. 14
- Opinioni, p. 15
- Il "Carosello ansaldino", p. 15
- Memento, p. 15
Data testuale
1959 marzo 1 - 14
Consistenza
pp. 16
Stato di conservazione
Buono
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/99
Formato
Rivista quindicinale a stampa
contenuto
ansaldino

QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO




Particolare della poppa della T/c “Adriana Fassio”
di 31.500 t. d. w. varata a Livorno il 22 febbraio



da RL i bi o Ul A a
ALICE pds È RT "o ©
DI e ri tinta



Rotori per la turbina della sezione termoelettrica da 140.000 kW costruita al Meccanico per la centrale di Chivasso della S.L.P.

Cinque anni di vita della ‘Cassetta delle idee”

E trascorso un lustro dal
l.0 febbraio del 1954, cioè
dal giorno in cui la « Cassetta
delle idee » iniziò la sua atti-
vità nello stabilimento Mec-
canico di Sampierdarena,

Cinque anni sono molti e
sonò pochi: sono molti se li
misuriamo col metro, diciamo
così, del ritmo delle nostre co-
struzioni (perchè a ciò siamo
inconsapevolmente portati dal
nostro mestiere) facendo il
raffronto con quanto riuscia-
mo a realizzare in un simile
periodo; sono pochi se consi-
deriamo che sj è trattato e si
tratta di creare uno spirito di
collaborazione e di partecipa-
zione alle sorti dell'Azienda là
dove c'era un profondo senso
di diffidenza e di aperto con-
trasto.

E' sotto quest'ultimo profilo
che la « Cassetta delle idee »
rappresenta un importante in-
dice, che in qualche modo, può
dare la misura dello spirito di
distensione e di collaborazione
del personale.

Se si pensi che quando si
aprivano le prime « cassette »
anzichè « idee » sj leggevano
numerose espressioni dij risen-
timento, si capisce quanto sia
importante notare che i risen-
timentij e i fatti personali sono
stati mano a mano eliminati e
sostituiti da mroposte; e que-
ste proposte sono diventate

z

sempre più di carattere tecni-
co e sempre più aderenti al
nostro lavoro.

Si può dire, dunque, che il
tono umano dei nostri collo-
qui attraverso la « Cassetta »
si è elevato di vari gradini ed
il contenuto tecnico delle pro-
voste diventa sempre più con-
creto.

À dimostrazione di ciò val-
gano i seguenti dati:

Proposte pervenute .. IOGZI;
n evase ..... 10002;
» premiate ... 2836,

La percentuale delle propo-
ste premiate è salita al 28,36%
rispetto al 27,20% che era
quella del bilancio del quarto
anno.

I 2836 premi sono stati così
corrisposti:

— dg L. 75015000 .. n. ITfòo
1500-4000 , .» 969
— » » 5000-10.000. 48
— e » 12.000--30.000 è» 32
— a» » 40,000+75.000 » 10
— è» + INQU0O.,.,.,.» 2

Premi supplementari di cu-
mulo corrisposti:
— ogni 5 proposte
premiate: n, IZ5
-- ogni 10 proposte
premiate: » GI
— Ogni 15 proposte
premiate: » I
— Ogni 20 proposte
premiate: » 39
— ogni 25 proposte
premiate: » dd

— ogni 30 proposte

premiate: » 30
— ogni 35 proposte

premiate: =» 27
— ogni 40 proposte

premiate: » 22
— ogni 45 proposte

premiate: » 19
— ogni 50 nroposte

premiate: » 16

Argomenti trattati nelle 2836
proposte premiate:

— Miglioramenti tecnologici,
cicli di lawmorazione, ecc,
n. 1895

— Miglioramento dei servizi
generali e ambientali

n. Tod
— Miglioramenti antinfortuni-
stici n. 177

Dal diagramma a fianco, che
illustra sinteticamente i risul-
tati fin qui ottenuti, si nota
che le proposte premiate sono
andate crescendo raggiungen-
do la cifra di 768 nell'ultimo
anno ed anche i premi relati-
vi, in cifra assoluta, sono sa-
liti a L. 2.339.500 per il 1958,

Si può affermare che la
« Cassetta delle idee » è en-
trata nel costume della nostra
vita di lavoro ed è anch'essa
un mezzo attraverso il quale
si contribuisce al migliora-
mento delle cose di casa no-
stra.

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Varata a Livorno
l'«Adriana Fassio»






















































A pochi giorni di distanza dal-
la consegna della motonave
{Bernina », & scesa in mare, sem>
e 2 Livorno. la petroliera
bixdriana Fassio », commessa al=
Ansaldo dalla « Villain & Fas.
mo c Compagnia Internazionale »
di Genova,

Delle navi che vien: costruendo
BAnsaldo per questa Società è la
Bima che scende in mare nel can-
Were labronico.

La turbocisterna «Adriana Fas-
fio» ha una portata lorda di 31 mi-
ii soo tonnellate è fu impostata
Us giugno dell'anno scotso,
Mentre fervevano i lavori per l'am-

potenziamento dello scalo con le
fimiere © i blocchi prefabbricati,
Metro per metro,
Comunque una gran bella gior-
Mata di sole ha salutato il felte:
Battesimo della nostra « costruzio=
1538 » {benedetta dal Vessovo
di Livorno mons. Pangrazio) di cuni
stata madrina la consorte del.
Warmatore. signora Jole Fassio.
O Tra i presenti al varo ricordia-
Mo il nco-sorttosegretario alla ma-
(rina mercantile, on. Francesco Tor-
naturi, anche in rappresentanza «el
ministro Jervolino, i parlamentari
bn. Lucchesi c sen. Angiolillo. il
prefetto dott. Temperini, il que.
ore dott. Ne Nardis. il sindaco
prof. Badaloni, il procuratore ge-
fmierale dott. Leoni, l'ammiraglio
Barbera, 11 generale Montesoro, il
Folonnello Valenti. il presidente
Gella Camera di Commercio commi.
fArdison. Per la società armatrice
fiano presenti 1 cav. del lavora
bg. Ernesto Fassio, il gr. uff. Vit-
forio Fassio e il dott. Alberto
Fassio, Era anche presente il si-
gnor Drew -—— direttore della
# Shell Tankers Ltd. ». Gli onori
Gi casa erano assolti dal presiden=
fe della nostra Società. avv. Fede
rico De Barbieri, dal direttore ge-
iberale ing. Federico Lombardi, dai
Wirettori centrali ingg. Amedeo Ca-
Baccia è Franco Cristofori, dal di-
@rettore del Cantiere di Livorno ms
fgegner Ascenso Mauceri e da tutti
vdairigenti del cantiere stesso.
Subito dopo il varo, l'avv. De
Barbieri. salutando l'armatore (il
fcui gruppo. ha aggiunto. costitui-
fsce onore € vanto della marineria
italiana), ha annunciato l'impo-
fstazione di una petroliera da 52 mi-
la tonnellate di portata lorda per
la stessa società, di cui si è detto;
Bi ricordato come la # Adriana



Fassio » sia l'ottava nave scesa in
mare per il medesimo armatore dai
nostri scali negli ultimi anni e co-
me altre sette siano ancora da
costruire per il suo gruppo: €
dopo aver sottolineato l'impor-
tanza che riveste per l'economia
nazionale questo imponente stor-
zo costruttivo — ha posto l'ac-
cento sulla presenza del''on. lor-
maturi, che significa « premio e
incitamento per il lavoro svolto e
per quello futuro ».

Ha preso quindi la parola lin.
gegner Ernesto Fassio lil quale,
dopo aver ricordato le gloriose
tradizioni del Cantiere livornese,



Chiunque affronti in terra © in
mart imiziative che comportano
enormi investimenti non solo di
denaro ma di energe — chi de-
vono essere altrettanto, se non di
più, considerate e valutate — ha
diritto, signori, di poter lavorare
in tranquillità d'animo e di poter
contare sulla piena efficienza delle
legei in base alle quali si è fiducio-
samente impegnato,

Orbene, noi tutti sappiamo che
questo non si è realizzato.

La legge Tambroni. foggiata
per costituire uno strumento « or-
panico è permanente » di poten=
ziamento delle costruzioni navali,
ha conseguito in un primo tempo
brillanti risultati ed ha arricchito
la. marina di numerose modernis.
sime unità. Ma questa legge è sta-
ta violata nel suo spirito informa»
tore. ed addirittura manomessa,
quando s1 è preteso di far decor-
rere i benefici accordati ai cantieri
dalla data di « impostazione sullo
scalo n, dimenticando — e questo
farà certamente sorridere quanti
di voi attendono all: costruzioni
navali - che la nave moderna è
in gran parte prefabbricata e che
la sua vita, con le conseguenti in-
pentissime esposizioni di capitale.
comincia con la « lavorazione a
terra »,

E' facile comprendere come que-
sta nuova c assoluramente arbi-
traria interpretazione della legge
rappresenti un grave danno pei i
cantieri e per quella parte deli'ar-
mamento che si era spinta nelle
commesse — ed ha voluto ton
piena dignità mantenerle — facen.
do affidamento sulla parola e su-
gli impegni dello Stato legisla-
tone.

Ove questa fiducia venga meno.
nessuno si meravigli se assisteremo

ECECS
ua _]

alla contrazione di queste com-
messe: per quanto mi concerne
con il mio più vivo rammarice ho
rinunciato ad ogni nuova inizia-
tiva. DI fronte ai gravi ed evi-
denti errori che sono stati come
messi, il nuovo governo si decida
a correggerli © a rimediare senza
indugi. con prontezza ed ener.
gia; riconducendo la legge Tam.
broni alla sua forma iniziale di
applicazione e restituendo alle
imprese marittime quello che vor-
rei definire « il diritto di avere fi=
ducia » nella continuità e nella
coerenza delle leggi.

E poiche da nessuna tribuna più

fliamento dello scalo «Morosinis: ha parlato degli attuali probi:mi idonea di questa — che sorge in
iosa che ha costretto i tecnici del «cantieristici e armatoriali, dicen- mezzo alle concrete realtà del la-
fimuere a... tallonare i lavori di do tra l'altro: voro — potrebbe partir: l'invito

ad una più coraggiosa politica
marinara, mi sia consentito augu-
rare che la saggezza del nuovo go-
verno © il personale impulso del
ministro Jervolino, che quale re-
latore del bilancio della Marina
Mercantile al Senato, ha data
nerspicue prove di una chiara vi=
sione delle nostre mecessità. valga
a conseguire prontamente, nell'in=
teresse superiore dei Cantieri e
della Marina. quelle indispensabi-
li provwidenze che pongano l'ar-
mamento italiano in condizioni di
battersi nella competizione del
mercato mondiale.

Signori, dirigenti, lavoratori di
Livorno, rinnovo a voi tutti il
più cordiale saluto, il più caldo
ringraziamento per l'opera genia-
le e solerte data alla costruzione
di questa nave.

Come ad ogni varo di nostre
navi. ho disposto un congruo nu-
mero di borse di studio per i figli
dei lavoratori dell'Ansaldo che sa-
ranno ritenuti più meritevoli per
studio e per condizioni famigliari,
onde aiutarli a crearsi quella qua-
lificazione professionale ogg -
chiesta dall'economia moderna. Vo-
gliate vedervi il segno della soli.
darietà che Vanimo mi detta ».

Terminato l'applanditissimo di-
scorso. ha preso brevemente la

parola l'on. Tornaturi. Dopo aver .

porto il salute del ministro e suo
personale, il sottosegretario ha ri-
badito l'importanza di questo va-
ro itche s'inquadra nel piano di
potenziamento della marina mer-
cantile italtena »,



Mella fotogralla a destra: il sottose-
aretarlo alla “arina Mercantile
on. Tornaturi promunela ll suo di-
scorso, Alla sua destra l'ing. Er-
mesto Fassio è la sua gentile con
sorte sig.ra Jole, madrina della nave



Liri

Mo

pi]




PARLI





A sinistra: imbarco della ciminiera sulla turbocisterna in allestimento « Bri-
tish Light» di 34.500 tonnellate di portata lorda, ordinata all'Ansaldo dalla
« British Petroleum Tanker Co.» di Londra e varata a Sestri il 12 ottobre

dell'anno scorso. - In alto a destra: secchia di colata (capacità 250 tonn.) costruita allo stabilimento CMI per la Società « Cornigliano » di Genova. - Sotto: ro-
tori di bassa e alta pressione destinati ai gruppi turboriduttori del transatlantico « Leonardo da Vinci», in fase di palettatura allo stabilimento Meccanico






Le proposte del mese di febbraio

Durante il mese di febbraio sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee» 217 proposte,
di cui 73 sono state premiate. Ecco il dettaglio:

MECCANICO. Proposte esaminate 189, di cui 58 pre-
miate.

STABILIMENTO CMI. Proposte esaminate 26, di cui
12 premiate.

FONDERIA. Proposte esaminate 11, di cui 3 pre-
miate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 112,750,
















LIVORNO

L'impostazione di una turbocisterna
da 51580 t.d.w. per V armatore Fassio









Sullo scalo « Morosini» del Cantiere di Livorno, lasciato li-
bero sei giorni prima dalla turbocisterna « Adriana Fassio >,
sabato 28 febbraio è stata impostata per lo stesso armatore,
cav. del lavoro ing. Ernesto Fassio, un'altra petroliera. La
nuova unità, che porta il n. 1555 di costruzione, avrà una
portata lorda di 51.580 tonnellate. Durante la cerimonia del-
l'impostazione hanno parlato ai presenti l'ing. Fassio e il
‘direttore del cantiere livornese ing. Mauceri. La benedizione
alle prime lamiere è stata impartita da don Balestri.





Mn



Presso la « Sezione utensile-
ria » dello stabilimento CMI è
stata installata una nuova sal-
datrice automatica di testa a
scintillio «+ Miebach » con co-
mando « Ignitron Rò 5», della
potenza di 300 KVA e provvi-
sta di quattro circuiti di raf-
freddamento ad acqua.

La massima sezione piena
saldabile è di 8.000 mm", I
pezzi da saldare vengono bloc-
cati nelle morse con comando
a pedale, e quando si vogliano
saldare accisio con ferro o
pezzi di diametro diverso sono
necessari particolari accorgi-
menti.

Dono il bloccaggio viene co-
mandata l'inserzione del con-
tattore di saldatura, che dà
inizio alla corsa in avanti della
slitta di ricalcatura alla velo-
cità di avanzamento fissata.
Non appena i due pezzi si toc-
cano si verifica la chiusura del
circuito secondario del trasfor.
matore e contemporaneamente
l'arresto dell'avanzamento del-
la slitta di ricalcatura.

La fase di scintillio è pre-
ceduta dal riscaldo dei pezzi
da saldare che deve avvenire
in modo uniforme. Fer ottene-
re ciò la slitta di ricalcatura
inizia automaticamente la cor-
sa di ritorno e successivamen-

relais, si
verifica una serie continua di
ripetuti avvicinamenti e SUc-

te, a mezzo di un

cessivi e rapidi distacchi del
pezzi fino a che si raggiunge
la temperatura di scintillio, e



da questo momento il relais
non innesca più e il moto di
distacco cessa. Comincia quin»
di uno scintilliv continuo fino
alla conchusione dell’operazio-
ne di saldatura.



La visita dell’Ambasciatore argentino

Lunedì 23 febbraio è stato
ospite particolarmente gradito
dell'Ansaldo S. E. Dalmiro Vi-
dela Balaguer, Ambasciatore
della Repubblica Argentina a
Roma.

L’illustre diplomatico è stato
accompagnato dal dirigente
dott. Bo al Meccanico, dove
erano ad attenderlo il vice
direttore generale ing. De Vito

nm ‘sagem pepe) re

e il direttore dello stabilimento ES

ing, Cominetti. Da essi gli so-

no stati illustrati l’attività di

questo nostro centro di produ-
zione e gli sforzi che la nostra
Società ha compiuto in questi
ultimi anni per potenziare gli
impianti e portarlo così al li-

vello delle migliori industrie ffSs
specie per quanto #5;

mondiali,
riguarda le turbine a vapore,
sia terrestri che navali, In-
fatti, come detto in altra parte
del giornale, il Meccanico
(che si vale di un modernis-
simo laboratorio per la ricerca
e il controllo dei materiali, cui
è annessa una potente stazione
raggi) è oggi in grado di far
fronte alla più agguerrita con-
correnza straniera in questo
delicato campo.

S, E. Videla Balaguer è sta-
to quindi accompagnato al
Cantiere di Sestri, dove il di-
rettore ing. Boero gli ha trac-
ciato un quadro completo del-
le costruzioni in corso sugli
scali e in allestimento, degli
impianti e delle attrezzature.

L'Ambasciatore argentino

E’ seguita una colazione in
onore dell'ospite, alla quale
sono intervenuti il presidente
dell'Ansaldo avv. Federico De
Barbieri, il direttore generale
ing. Lombardi e il vice diret-
tore generale dell'Ansaldo -
S, Giorgio ing, DI Roberto.

L'Ambasciatore argentino ha
espresso il suo compiacimento
per quanto ha potuto osser-
vare presso la nostra Società,
che è sempre stata in cordiali
rapporti col Suo paese, al qua-
le ha già fornito in questo do-
poguerra navi miste passeggeri



(al centro) col suo seguito

e merci, oltre un centinaio di
gru per il rimodernamento
del porto di Buenos Aires,
motori e una centrale termo-
elettrica, La visita si è conelu-
sa allo stabilimento di Campi
dell'Ansaldo - S. Giorgio,

Tra le personalità al seguito
dell'’Ambasciatore argentino
erano l'addetto aeronautico
Anselmo Domingo Simois, il
consigliere commerciale Carlo
Correa Avila, l'addetto cultu-
rale Mario Edoardo Corcuera
Ibanez, l'addetto militare Et-
tore Herrera.

cinque mesi dall'entrata
A in esercizio della prima

sezione da 70.000 kW. del-
la centrale di Bari e a due
mesi circa dall'avviamento
della centrale da 140.000 kW.
di Civitavecchia, nei giorni
scorsi è entrata in funzione
anche la seconda sezione da
70.000 kW. della stessa cen-
trale di Bari,

Nella prossima primavera
un'altra sezione da 140.000 KW.
per la centrale di Chivasso
della « SIP» sarà avviata,
mentre una da 70.000 KW, an-
cora a Bari ed una pure da
70.000 kW. per la centrale di
Turbigo della società « Vizzo-
la», entreranno in regolare
servizio fra l'estate e l'autunno
prossimi.

Questa imponente mole di
lavoro, già in gran parte com-
piuto, esige un breve com-
mento.

Sono trascorsi quasi dieci
anni da quando l'Ansaldo de-
cise di riaffrontare in pieno la
attività delle centrali termo-
elettriche. La preparazione ha
richiesto lunghi sforzi sia nel
campo tecnico che in quello
finanziario oltre che la stret-
tissima quotidiana collabora-
zione con le maggiori industrie
siderurgiche ed elettromecca-
niche come la «SIAC-, la
«Terni», la «Dalmine», V.An-
saldo - S. Giorgio»,

Per esempio nel settore si-
derurgico è stato necessario
mettere a fuoco j più delicati
problemi di produzione che
mano a mano nel mondo sono
sorti, specie nell'esperienza de-
gli acciai legati resistenti alle
temperature e alle pressioni
sempre più alte e ciò nei cam-
pi della fucinatura, delle fu-
sioni, della laminazione, del-
la trafilatura ecc, Problemi
che per essere risolti hanno ri-
chiesto e richiedono sempre
più ampi sviluppi di labora-
tori e di mezzi di ricerca e di
controllo oltre che di impor-
tanti mezzi di produzione sia
nelle industrie siderurgiche
che in quelle meccaniche.

Con obiettività occorre dire
che la nostra azienda, valen-
dosi del contributo e della raf-
finata specializzazione di altre
importanti industrie nazionali
e mantenendo i più stretti
contatti con i costruttori ame-
ricani, ha potuto toccare mete
che ancora qualche anno ad-
dietro sembravano difficilmen-
te raggiungibili.

Ed è bene che a questo pro-
posito gli ansaldini sappiano
anche quale altro importante
ed oneroso ruolo abbia dovuto
e debba svolgere, suo malgra-
do, l'Ansaldo,

Nelle competizioni del com-
mercio internazionale e in par-
ticolare nel settore delle cen-
trali termoelettriche si è erea-
ta una agguerrita concorrenza
da parte di costruttori i quali,
spesso, preceduti da fama
mondiale e tuttavia bisognosi
come noi di acquisire un sem-
pre maggiore carico di lavoro,
premono sia con il peso delle
loro larghe possibilità, sia con
prezzi volutamente eccezionali
per ottenere ordinazioni sul
mercato italiano, E l'Ansaldo,
pur operando in un paese co-
me il nostro dove i semilavo-
rati sono ancora oggi nel loro

6

















In funzione la seco
della

complesso più cari che altro-
ve e dove anche il costo della
mano d'opera è spesso superio-
re a quello di altri paesi euro-
pei soprattutto per i pesanti
oneri che su essa mano d'opera
gravano, deve competere con
quelle industrie e fare ogni
sforzo per sbarrare loro il pas-
so, allo scopo di evitare addi-
rittura l'invasione del nostro
mercato.

E' dato. a pochi di sapere
quali e quanti sforzi economi-
ci costi alla nostra azienda
questa dura funzione! E’ una
funzione di carattere naziona-
le, si potrebbe dire, che ha lo

centrale

scovo di evitare conseguenze
peggiori.

Ed è proprio vincendo una
spietata concorrenza straniera
che l'Ansaldo, nell'autunno
del 1955, acquisi l'ordinazione
delle tre sezioni da 70.000 KW.
dalla « S.M.E. » la quale, mano
a mano che vengono costruite
le passa in esercizio alla « So-
cietà Generale Pugliese di
Elettricità »,

Queste tre sezioni sono sta-
te studiate in base a partico-
lari presupposti e cioé con
l'intento che la centrale debba
poter far fronte:

1) a carenza di energia idro-

elettrica e quindi a svolgere un
regolare servizio di base;

2) a richieste di punte di
energia durante la giornata e

cioè a svolgere un servizio di
potenza.

In relazione a dette esigen-
ze lo studio è stato condotto
in maniera che ji singoli grup-
pi debbano essere atti a fun-
zionare anche solo quattro ore
al giorno a pieno carico con
avviamento e fermata giorna-
liera dell'intero impianto, e
*iò per circa 70 giorni all’an-
no nella stagione invernale:
servizio molto gravoso, dun-
que,

terpmoelet

Il tempo massimo di avvia-
mento di ogni sezione (gene-
ratore di vapore - turboalter-
natore) da freddo al carico
economico di 62,5 MW non
dovrà superare le tre ore. So-
no previsti determinati tempi
di avviamento della centrale
anche da caldo e cioè dopo
fermate che vadano da un mi-
nimo di 12 ore ad un massimo
di 24 ore.

Per raggiungere queste alte
e delicate esigenze di eserci-
zio è stato necessario studiare
uno speciale prototipo di tur-
bina che avesse le caratteristi.
che di elasticità necessarie, ed




‘ansetedino



CE FI ETA

DE »- mè d

















| tesentemente il passo più un-
fonanzi suita via della COMI
dtilo spazio cosmico € sIalo
Mpiuro qu russi. li 2 gennaio
Muest anno essi hanno lanciato
fiti un razzo piuritase di gi-
sche proporzioni in direzio-
della Luna. L'ordigno è stato
Gato sulla traiettoria designata
piena precisione grazie ad un
ma automatico di guida.

Gi ignora quali fossero 1 pro-

dui onginari sovietici © gli oblet=
n che éssì si erano proposti con
&to lancio. Presumibilmente era
Bicisadimento fare del razzo
[satellite della Luna, come del
to sembrava anche chiaramente
ficare la stessa denominazione di
Uunik»+ ‘ad esso attribuita, In
altà invece il razzo — per la sua
oppo elevata velocità — si è
Mtratto ad un certo

























































momento
suo fantastico viaggio all'attra.
lunare; proseguendo oltre
più lontane. regioni dello
zio cosmico, per inserirsi in
b'crbita intorno al Sole, ad una
stanza dalla Terra che varierà —
condo quanto si è calcolato —
tun milione a 350 milioni di
lllometri.

WU peso totale degli apparcechi
Wentinci © delle Lon di energia
Riau nei’ ultimo sadio del muis-
lé è di 601,3 chilogrammi, un
ilo, questo, che ripete signilica-
Nomente della grandiosità del-
#perimento sovietico. Oltre agli
PI recchi necessari ad assicurare il
olo normale, l'ultimo stadio por-
V ua Capella ermetlcà è mo-
ibile contenente in particolare i
fuenti apparecchi: due radio, tra.
mittenti sulle frequenze di 19-997
119.995 megacicli; un contatore
Dl soggi cosmici, um apparecchio
Wstinato a' produrre una nuvola
di sodio, avente lo scopo di ren
Mere visibile la parte più alta
Melli traiettoria. Tale capsula, Si
mata nella parte superiore deli'ul.
imo stadio, è protetta dal calore
fa un cono che può essere espulso.
a capsula è formata da due invo-
ieri sferici ermeticamente chiusi,
Essa contiene le quattro aste delle
antenne della radio trasmittente,
Wisposte simmetricamente lungo
îin tubo d'alluminio, alla cui
Wsttemità sono installati uno stru-
Mento per la misurazione del
Campo magnetico terrestre e un
Milevatore del campo magnetico lu-
mare.

L'impiego di potenti radio ira-
Smittenti terrestri e di posti di
ascolto ultrasensibili ha permesso
Mi misurare la traiettoria del razzo
ino ad una distanza di circa 500
mila chilometri dalla “Terra.

I risultati ottenuti con il lan-
to del « Lunik » sono — e non
‘corre certo sottolinearlo — di
portata incalcolabile. Il fatto pri-
mo che ne risulta è l'eccezionalità
Mella forza di spinta iniziale che i
Wovietici sono riusciti ad ottenere.
(Per portare infatti ad altezze supe-
Mori ai centomila chilometri un
Seicolo spaziale del peso del « Lu-
Mik i, e ad una velocità aggiran-
tesi sugli undicimila chilometri al
fecondo, è necessaria una forza di
Spinta di 3f0.000 chilogrammi.
Il più potente missile americano,
lt Atlas » (o «Score »), entrato
în orbita prima di Natale, dispone
di una forza di spinta notevol-
mente inferiore, L'eccezionale ve-
focità in tal modo impressa al
fazzo sovietico ha fatto sì che esso

non abbia potuto diventare satel-
lite artiticiale della Luna, ma ab-
bia invece preso a girare nel siste-
ma solare come un pianeta, il pri-
mo pianeta artificiale nella storia
dell'umanità, (Questo articolo è
stato scritto prima che gli ameri-
cani lanciassero il loro " Pioneer
iv, che ha ripetuto la fantastica
impresa del‘ Lumhk" sovretico,
riportando su piede di pareti i ctle
grandi antagonisti della gara
spoziale. N. d. R.).

Di fronte all'eccezionalità della
forza di spinta realizzata dai s0-
vietici, resta invece a "vantaggio
qegii americani un altro elemento,
quello — come si € accennato —
ui aver già risolto, con l'a Atlas »»
il problema della guida da terra
imponendo al satellite da essi
lanciato di seguire la traiettoria
voluta, cosa che da parte dei russi,
secondo le loro stesse precise am-
missioni, non è stata aficora Ol
tenuta,

siffatto rilievo peraltro non può
togliere nulla al valore tecnico €
scientifico dell'impresa compiuta
dagli scienziati russi che — come
è stato autorevolmente detto —
cosutnisce una vera pietra miliare,
se non addirittura il punto di par-
tenza per la conquista umana de-
ali spazi cosmici.

Le dicmiarazioni degli scienziati
specialisti in questo campo sono di
tono particosanmente otlimistico,
rosi i protessor Dimitri Marti-
nov, direttore dell'Istituto Astro-
nomico di Stato di Sternberg, m
un'intervista concessa al periodico
Freud ha affermato: « Davanti a
noi, oggi, sono i grandi problemi
relativi al lancio dei razzi più
grandi in direzione della Luna, di
Venere e di Marte, i problemi ine-
renti al lancio di ordigni muniti di
apparecchi televisivi e destinati a
compiere il periplo della Luna,
perchè la Luna è il corpo cosmico

‘più prossimo alla Terra, E non è

lontano il giorno in cui un © va-
scello cosmico" destinato a fare
il giro della Luna partirà dalla
superficie terrestre »,

Dal canto suo il professor Bo-
ris Kukarkin ha aggiunto che «il
primo obiettivo che gli scienziati
sovietici si pongono fin da ora »
è la Luna, « E' superfluo premet.
tere — egli ha precisato — che
eli studi per stabilire una "' piat-
taforma spaziale" non sono cer-
tamente ai primi passi, né atten-
devamo il successo del " Lumik "
per dedicarci più scientemente ad
essi, Ora però abbiamo la confer-
ma alle mostre teorie, ed il pro-
blema che si presenta attualmente
non è più quello di lanciare oltre
la forza di gravitazione un veico-
lo. ma quello di " fermarlo" in
un punto stabilito dello spazio ».

Il professor Kukarkin ha però
espresso l'opinione che il volo spa-
ziale vero e proprio non può ess
sere ancora molto prossimo, in
quanto che la vita umana è trop-
po preziosa perchè si possa esporla
senza solide garanzie. « Abbiamo
bisogno di molto tempo ancora —
ha rilevato lo scienziato — per
coordinare le informazioni ricevu-
te e studiare il sistema migliore per
inviare senza rischi un veicolo
abitato nello spazio. Gli esperi-
menti con gli animali avevano de-
gli scopi precisi, ossia osservare
eli effetti dell'accelerazione e della
decelerazione, dell'assorbimento di

UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO

Obiettivo Luna



radiazioni ecc. La costruzione di
un razzo con un abitacolo è cer-
tamente il nostro obiettivo per il
inturo, ma non l'unico »,

Nonostante i grandi successi
ottenuti, gli scienziati sovietici
come si vede — sono ancora molto
riservati non tanto sugli sviluppi
futuri dell’astronautica, ma piut-
tosto sul «quando » le previsioni
ga essi avanzate circa 1 satelliti ar-
uficiali presidiati dall uomo po»
tranno avverarsi. li pensiero co-
mune di essi è stato sintetizzato in
un'espressiva frase dell'accademico
Anatoly Blagonravov: « Siamo
senza dubbio entrati nel futuro,
ma per ora con.un piede soltanto».

ll fatto è che al presente È
aperto un complesso problema,
quello di realizzare la saldatura,
per così dire, del lancio a grande
distanza — sulla Luna o su altri
pianeti — e della necessità di as-
sicurare « l'andata € titorno » per
permettere all'uomo di spingersi
almeno nelle vicinanze appunto
degli altri pianeti. Ciò signitica
imiatti riuscire a lanciare un satel-
lite « doppio », costituito cioè da
un satellite vero e proprio, da un
razzo vettore capace di portarlo
in orbita, oltre cne da un secon-
do razzo in grado di farlo ridi-
scendere sulla superficie della T'er-
ra senza danno, rallentandone la
caduta e lacendolo atterrare in una
zona non pericolosa. E questo —
a prescindere da tutte le altre
considerazi i A perve-
nre alla realizzazione di satelliti
di mole molto maggiore di quelli
attuali.

Lerro è però che i tempi s1 stan.
no accelerando, scienziati € Lee
Mick in Kussia come im Ame-
rica -— sono al lavoro per rag-
giungere questo > Obiettivo, dn
nmussia ben tremila istituti ed emti
scientifici si dedicano ininterrot-
tamente a questa grandiosa opera,
sulla base di un piano strettamente
coordinato sotto la direzione del
tamoso professor Peter Kapilza.

Gli americani seguono la me-
desima via, e sono di data recen-
tissima due notizie particolarmente
significative in ordine ai loro espe-
rimenti è progetti.

La prima concerne la messa a
punto di un nuovo motore a razzo
dalle eccezionali prestazioni Im
quanto — contrariamente al nor.
mali motori per missili che bru-
ciano tutto il loro carburante in
poche diecine di secondi — esso,
fatto funzionare al regime minimo»
può resistere anche per quattro
ore, oppure può fornire la spinta
a riprese successive. Ciò significa
che un'astronave, sulla quale detto
motore fosse installato, potrebbe
cambiare direzione è velocità du-
rante il volo spaziale, rallentando
e ripartendo con l'esatta accelera-
zione richiesta di volta in volta dal
mutare delle condizioni ambientali.
Ma il fatto più importante è che
con un motore siffatto si potrà
frenare a tal punto la velocità di
un'astronave in viaggio di ritorno
sulla Terra, da rendere del tutto
sicuro il rientro nell'atmosfera.

La seconda notizia è che due
grandi ditte statunitensi stanno
allestendo una speciale capsula per
lanciare, con un missile « Atlas »,
uno 0 due uomini su un'orbita sa-
tellitaria intorno alla Terra,

Non sappiamo fino a che punto
le due notizie siano esatte, Certo





Modello

è però che il problema del volo
spaziale umano è aperto, presen-
tandosi alla scienza attuale come
uno dei più interessanti e sugge-
stivi,

Solo e'è da augurarti che l'astro-
nautica. oggi © ancor più domani,
quando avrà fatto ulteriori gran.
diosi progressi, sia € rimanga una
impresa di pace. Lo dicono e lo
ripetono gli spiriti più illuminati,
pensosi dell'avvenire dell'umanità.
Von Braun, l'agosto scorso. ha
chiuso con queste parole - che
vorremmo sempre presenti alla
meditazione di ognuno — il con-
gresso internazionale di astronau-
tica convocato ad Amsterdam: «La
concorrenza fra noi e la Russia è
estremamente benefica. Noi assicu-
riamo i nostri colleghi sovietici
che siamo lieti di dividere lo spa-
zio con loro; è una fortuna che
l'anno greofisico internazionale con-

americano di astronave lunare

tinui e che si possa far uso di una
rete per la raccolta delle informa=
zioni estesa in tutto il mondo. Un
anno fa eravamo ancora ai confini
del ridicolo: la navigazione spa-
ziale sembrava ancora un sogno,
Oggi è divenuta una delle più
importanti attività dell'nomo. Ma
è essenziale che essa sia volta alla
pace: questo pianeta che i nostri
satelliti girano in novanta minuti
è divenuto troppo piccolo per la
guerra e le discordie ».

I. b.

(Con questo decimo articolo SI
conclude la storia della grande av-
ventura spaziale: storia che il no=
stro collaboratore dott. Leonida Ba-
lestreri ha iraccinto per | nostri
lettori in forma limpida, intelligen=
te è organica, risalendo agli studi è
ai primi tentativi dei pionieri è
glungemdo fino alle più recenti com-
quiste della scienza e della teenlen),

7

Q westi è la storia della grande
lotta che Rikki- Tikki="Ta-
vi combatte da solo nella
stanza da bagno del grande bunga-
low (1) nel presidio di Segowlee.
Lo aiutò Darzee, l'uccello sarto, e
lo consiglio Chuchundra, il iopo
muschiato che non si spinge mai
in mezzo al pavimento, ma striscia
sempre lungo il muro, ma fu Rik.
ki- iikki a sostenere la vera bat-
taglia,

bra una mangusta, dal pelo è
dalla coda di gattino; ma dalla te-
sta e dalle abitudini molto più si-
mili alla donnola. Aveva rosei gli
occhi e la punta del mnasetto irre-
quieto; poleva grattarsi dove vo-
leva con una zampa qualsiasi,
anteriore 0 posteriore a sua scelta,
sapeva arrullare la coda fino a farla
diventare una specie di scopino è
il suo grido di battaglia, quando
saettava tra l'erba alta, era:
Rikk-tikk-tikki.tikki-tchk!

Ln Borno, Un nonlgdizionle €s=
Va JO travinavo IUOfi elit Lana
dove Viveva col gemtori € lo Ltra-
suo, che amnaspava è sctalciava,
in un losso iungo la strada. Kuk-
ki- Jikki trovo un ciulteteo c'er-
ba ci galleggiava e Vi si Aggrappo
finché perse 1 sensi. (Quando Lomo
in st cia sucanalo al sole caldo, 10
mezzo al viale d'un giardino, Ve-
ramente mal ridotto, e un ragaz-
zIino qdiétévà; — Lo una mangusta
morta, racciamole il funerale,

— No disse sua madre, —
portiamoio dentro ad asciugare
Forse non è proprio morto.

Lo portarono in casa; e un omo=
ne lo sollevò con due dita e disse
che non «ra morto ma soltanto
mezzo soffocato; percio lo avvol.
sero nella bambagia e lo riscaldaro-
no finchè apri gli cechi e starnuti,

— Ora, —— disse l'omone (cra
un inglese che si era appena tra-
sferito nel bungalow], -— non lo
spaventate e stiamo a vedere che
cosa fa, cs

Spaventare una mangusta È la
così più difficile del mondo perchè
é un animale divorato dalla curio-
sità dalla punta del naso alla cima



della coda. ll motto di tutte ]e
manguste è: — Corri e infòorma-
tir e Rikki=Tikki non smenti-

va la sua razza. Osservò la bam=
bagia, decise che non era buona
da mangiare, fece un giro di corsa
intorno al tavolo, si fermò a rior-
dinarsi il pelo e a grattarsi un
poco, poi saltò in spalla al ragaz.
zIino.

— Non aver paura, Teddy —
eli «disse il padre. — E' il suo
modo di fare amicizia.

— Qhil Mi fa il solletico sotto
il mento, — disse Teddy.

Rikki-Tikki guardò giù tra il
colletto «e il collo del ragazzo, gli
annusò un orecchio è poi scivolò
a terra ‘dove si mise a sedere e a
stropicciarsi il naso.

—. Dio buono! — cescdamò la
mamma ii Teddy. — E quella
sarebbe una bestia selvatica! Ma
forse è così mansueta perchè sia-
mo stati buoni con lei.

Tutte le manguste sono co-
sì, — disse il marito, — Se Teddy
non la piglia per la coda e non
cerca di ‘metterla in gabbia, cor-
rerà dentro e fuori di casa tutto
il giorno. Diamole qualcosa da
mangiare.

Gli diedero un pezzetto di car-
ne cruda che gli piacque moltizsi-
mo. e quando ebbe finito di man-
giarla Rikki-Tikki andò a sedersi
al sole sulla veranda e si arruffò il
pelo per bene per farlo asciugare
fino alla radice. Poi si sentì meglio.

« In questa casa ci sono da sco.
prire più cose di quante possa sco-
prire tutta la mia famielia in rutta
la vita », pensò. « Certo rimarrò
qui e mi informerò ».

Passò tutto il giorno a curiosare
per la casa. Per poco non annegò
nella vasca ‘da bagno, ficcò il naso
în un calamaio sulla scrivania è se
lo scottà sulla punta accesa del st-
garo dell'’omone perchè gli si era
arrampicato in grembo per vedere
come si faceva a scrivere, Quando

8

fu sera corse nella stanza di Teddy
per vedere come si accendevana le
lampade a petrolio, e quando Ted-
dy andò a letto vi si arrampicò
anche lu; ma era un compagno
irrequieto perché appena sentiva il
più piccolo rumore doveva alzarsi
per scoprirne la causa, Prima di
coricarsi, i genitori di Teddy ven»
nero a dare un'occhiata al bambino
e trovarono Rikki-Tikki sveglio
sul cuscino.

— Questo non mi piace, — dis-
se la mamma di Teddy. — Pao.
trebbe mordere i bimbo.

— Non farà mai una cosa si-
mile, — replicò il padre, — Con
questa bestiola accanto, Teddy è
più sicuro che se avesse un cane
da guardia. Se per caso entrasse un
serpente in ‘camera...

Ma la mamma di Teddy non
volle neppure pensare a quest'or-
ribile possibilità.

L'indomani mattina di buon'ora.
Rikki-Tikki andò in veranda per
la prima colazione comodam. nie
installato sulle spalle di decoy.
iui diedero una banana e un pa ui
ubvo sodo © sedelle a turno jin
gremuo a tutti, perche Lutto dle
inafigitste per bene sperano di di-
Venlarne prima è por manguste
domestiche e di avere una casa in
cui scorrazzare, € la mamma i
bukki- tikki (che aveva vissuto
mella casa del generale a segowlee)
gilt aveva insegnalo con molta cu-
rà come doveva comportarsi st
10sx venuto a contatto con uomi-
ni bianchi. Poi Rikki-'Tikki uscì
ad 1spezionare il giardino. bra un
enorme giardino semincolto, con
cespugli dai roseo « Imarescialio
Mel » grandi come padiglioni, al.
eri di iimoni è d'aranci, boscntetti
ui bambao e maccine d erba alta.
ruikki- Fikki s1 lecco le labbra, —
E' una splendida zona di caccia;
-— si disse; e al solo pensiero la
coda gii si gonlo come uno spaz=
zolino. orse su e giù per il guar-
dino fiutando qua e la, nncht senti
uscire da un cespuglio spinoso del-
le woci lamentose,

Erano Darzee, l'uccello sarto,
e sua moglie. Si erano fatti un
bellissimo nudo avvicinando due
grandi lLoghe e cucendol: insieme
con delle hbre, e lo avevano riem=
pito di cotone e di peluria sotuice,
il nido eoscillava mentre i «due
piangevano; appollaiati sul bordo.

—— (he succede! — domandò
Rikki- Tikki,

— Siamo molto infelici — disse
Darzee. — Ieri uno dei nostri pic-
coli è caduto e Nag l'ha mangiato.

— Hum! — fece Rikki-Tikki
— E' una brutta storia davvero...
Ma io sono nuovo di qui! Chi è
Magi

Darzee e la moglie si rimpiat-
tarono nel nido senza rispondere
perché dall'erba folta ai piedi del.
la macchia era uscito un sibilo
profondo... un sibilo veramente
raccapricciante che fece fare a Rik-
ki-Tikki un balzo indietro di al-
meno due piedi. Poi. pollice a pol-
lict.. si alzarono dall'erba la testa

e il cappuccio aperto di Mag. il
grosso cobra nero lungo cinque
piedi dalla lingua alla coda. Quan=
do ebbe sollevato da terra un ter-
zo del corpo, ondeggiò lentamente
proprio come ondeggia al vento

lo stelo di un dente-di-leone è
guardò Rikki.Tikki con egli occ-
chi cattivi del serpente che non
mutano mai espressione qualunque
sia il suo umore,

— Chi è Nagî — disse. — lo
sono Nag. Il grande dio Brahma
ha impresso il suo segno su tutto
il nostro popolo quando il primo
cobra allargò il suo cappuccio per
riparare dal sole Brahma addor-
mentato. Guarda e trema!

Aulargo al massimo il cappuc-
cio, e Rikki-Tikki vide i segno
degli occmali sul rovescio, segno
che sembra esattamente l'occhiello
di uma fbbia a maschio e femmina.
l'er im momento ebbe paura; ma
e impossibile che una mangusta
abbia paura a lungo, e poi, benché
Rikki-Tikki non avesse mai vi=
sio imora un cobra vivo, sua ma-
«ire gliene aveva lalli mangiare di
quelli morti, ed egli sapeva che il
compito principale di una maagu-
sta é quello di combattere i ser.
penti e di mangiarli. Anche Nag
lo sapeva, e in londo al suo cuore
di ghiaccio aveva paura.

— Beh, — disse Rikki-Tikki
mentre la coda gli si gonhava di
nuovo, — Segno è non s:gno, Li
s mbra bello mangiare gli uccel-
lini caduti dal nido?

Mag rifletteva tra sé e spiava i

più piccoli movimenti dell'erba al-
ie spalle di Rikki-Tikki. Sapeva
che la presenza di una mangusta
in giardino significava prima o.poi
morte certa per lui e per i suo
ma voleva cercare di distrarre: Rik-
ki-Tikki. Perciò abbassò un poco
la testa e la girò in parte,
Ragioniamo propose.
— Tu mangi le uova; perche io
non dovrei mangiare gli uccelli?
— Le spalle! Guardati le spal-
— tanto Darzee,
Rikki-Tikki non” perse tempo
a voltarsi, ma spiccò invece un
salto in aria più alto possibile e
proprio sotto a lui guizzò la te-
sta di MNagaina, la periida moglie
di Nag. Gli era scivolata alle spal-
lex mentre parlava, pir tarlo fuori
e Rikki-Tikki udì il suo sibilo
di rabbia per aver fallito il colpo.
Egli ricadde quasi sulla sua schiena
e se fosse stato una mangusta an-
ziana avrebbe saputo che quello
era il momento buono per spezzar-
le con un morso la spina dorsale;
ma Rikki-Tikki aveva paura del-
la terribile frustata all'indietro del
cobra, La morsicò, si, ma non
abbastanza in profondità e schiz-
zò fuori portata della sua coda,
lasciando Nagaina sanguinante €
inferocita.

— Perfido, perfido Darze:! —
fischiò Nag frustando l'aria più in
alto possibile verso il nido appeso
al cespuglio. Ma Darzee lo aveva
costruito fuori tiro dei serpenti e
il nido oscillò appena.

Rikki-Tikki si senti venire gli
occhi rossi e infuocati (il che, nel-
le manguste, è segno di collera} si
accovacciò sulle zampe posteriori
come un piccolo canguro € si guar-
dò attorno battendo i denti dalla
rabbia. Ma Nage e Nagaina erano
spariti nell'erba. Quando un ser-
pente fallisce il colpo non dice
niente nè lascia indovinare quello
che si propone di fare. Rikki-
Tikki non volle seguirli perchè

SI

el



Mangusta che aggredisce un cobra

non si sentiva abbastanza forte per
affrontare due serpenti alla volta.
Perciò raggiunse il viale di ghiaia
vicino alla casa e si fermò a riflet-
tere, Per lui era una faccenda seria.

Nei vecchi testi di storia natu-
rale si legge che quando una man-
gusta rimane morsicata da un ser-
pente lottando con lui, corre a
mangiare certe erbe che la guari-
scono, Ciò non è vero, La vitto.
ria dipende soltanto dalla prontezza
d'occhio e di. movimenti — lo
scatto del serpente contro il salto
della mangusta — e poichè nessun
occhio riesce a seguire il fulmineo
moto della testa del serpente
quando colpisce, la cosa è ancora
più prodigiosa di qualsiasi erba
magica, Rikki-Tikki sapeva di
essere una mangusta giovane, ed
era quindi doppiamente soddistat-
to al pensiero di essere riuscito a
schivare un agguato alle spalle. Ciò

scopo? », pensò Rikki- Tikki.
t Ho già risolto tutto io ». Pal.
la mamma di Teddy lo raccolse.
dalla polvere e lo strinse a sè, sin.
pghiozzando che aveva salvato Ted-
dy dalla morte, e il padre di Teddy
dissî: che Rikki era stato una vera
provvidenza. mentre ‘Teddy assi-
steva alla scena con gli occhi sbar-
rati dallo spavento. Rikki-Tikki
ètà piuttosto divertito da questa
agitazione che, naturalmente, gli
riusciva del tutto incomprensibile.
La mamma di Teddy avrebbe po-
tuto allo stesso modo coccolare
Teddy perchè aveva giocato nella
sabbia. Rikki si divertiva un mon-
do,

Quella sera a pranzo, passeg-
giando sulla tavola tra i bicchieri,
avrebbe potuto rimpinzarsi quanto
voleva di cose ghiotte, ma pensava
a Nag e a Nagaina e benchè fosse
molto piacevole farsi accarezzare è

RIKKI

gli dava fiducia in se stesso, È
quando vide ‘l'eddy che veniva di
corsa verso di lui pregustò la gioia
di tarsi coccolare,

Ila proprio mentre Leddy si
chinava, qualcosa si mosse legger-
mente nella polvere e una wocetta
disse; € Attento: lo sono la mor-
ve! x», Era Karait, il serpemello
bruno color sabbia che vive di
preferenza mella terra sabbiosa, dal
morso velenoso quanto quello del
cobra. Ma è tanto piccolo che nes-
suno gli bada e perciò è tanto più
pericoloso.

Gli occhi di Rikki-Tikki si
fecero rossi di nuovo, ed egli si
avvicinò a Karait con il caratteri-
stico passo di danza ondulato ed
elastico ereditato dai suoi proge-
nitori. E' un'andatura buffissima a
vedersi, ma è così perfettamente
equilibrata che consente di spiccare
un salto a bruciapelo in qualsiasi
direzione, Rikki-l'ikki non sape-
va di mettersi in un'impresa molto
più pericolosa del battersi con Mag,
perche Karait è così piccolo e co-
si rapido nel voltarsi cne se Rikki-
Tikki non fosse riuscito a mor-
derlo proprio dietro la testa avreb-
be ricevuto il colpo di ntorno ne-
gli occhi o sulla bocca. Ma Rikki
non lo sapeva è, con gli occhi or-
mai rossissimi, saltellava avanti e
indietro cercando il punto adatto
da mordere. Karait scattò avanti;
Rikki saltò da un lato e cercò di
attaccare, ma la perfida testolina
grigia sferzo l'aria a un millime-
tro dalla sua spalla costringendole
a saltare oltre e ‘gli schizzo dietro,

— Venite a vedere! — gridò
Teddy verso casi. — La nostra
mangusta sta uccidenrdo un ser-
pente. — E Rikki-Tikki udì il
grido della mamma di Teddy. Il
padre uscì con un bastone, ma pri-
ma che fosse vicino, Karait vibrò
un colpo calcolato male e Rikki-
Tikki gli saltò addosso e, agguan-
tandolo solidamente con le zampe
anteriori, lo morsicò più vicino
alla testa che potè, scivolando poi
via. Il morso paralizzò Karait, €
Rikki-Tikki stava per mettersi a
mangiarlo dalla coda in su secon-
do l'uso della sua razza, quando
gi ricordò che un pranzo troppo
copioso appesantisce la mangusta

mentre lui doveva tenersi leggero,

se voleva conservare vigore e agi-
lità.

Così andò a farsi un bagno di
polvere sotto i cespugli di ricino,
mentre il padre di Teddy percuo-
teva il cadavere di Karait. « A che

Racconto di

coccolare dalla mamma di Teddy
e sedere sulla spalla di ‘1eddy, di
tanto in tanto gli venivano gli ac
chi rossi e lanciava il suo lungo
grido di battaglia: « Rikk-tikk-
tikki-tikki-tchk! ».

Teddy lo portò a letto con st
e volle farselo dormire sotto il
mento, Rikki- Tikki era troppo be-
ne educato per mordere © per
graffiare, ma appena ‘l'eddy fu ad-

dormentato usci a fare la su» ron-'

da motturna attorno alla casa è
nell'oscurità si imbatte in Chuchun.
dra, il topo muschiato che scivola»
va lungo i muri, Chuchundra è
una disgraziatissima bestiola. Lia.
gnucola € squittisce tutta notte
storzandosi di decidersi a correre
in mezzo alla stanza, ma non ar-
riva mai a farlo,

— Non uccidermi, — implorò
Chuchundra, quasi piangendo,

— E tu pensi che un uccisore
di serpenti uccida topi muschia-
tu? — replicò Rikki-Tikki sde-
gnoso. i

— Chi uccide serpenti verrà uc-
ciso dai serpenti, — osservò Chu-
chundra, più lagnosa che mai, —
E come faccio ad essere certa che
Mag non mi scambi per te in una
notte buia?

-— Non c'è pericolo — disse
Rikki-Tikki. Ma perchè ti
preoccupi? Nag sta in giardino, è
io so che tu non ci vai mai.

— Mio cugino Chua, il topo,
mi ha detto... — cominciò Chu.
chundra. Ma si interruppe subito.

— Ti ha detto-cosat
Sst! Nag è dappertutto
Rikki-Tikki, Avresti dovuto par-
lare con Chua, in giardino.

— Poichè non l'ho fatto... devi.
dirmelo tu. Presto, Chuchundra, st
non vuoi che ti morda!

Chuchundra si mise a sedere, è
pianse tanto che le lacrime gli co-
lavano dai baffi. — Sono proprio
un disgraziato — singhiozzò. —
Non ho mai avuto il coraggio di
correre in mezzo alla stanza. Sstl
Non occorre che ti dica nulla: non
senti tu stesso, Rikki-Tikki?

Rikki-Tikki ascoltò, La casa
era immersa nel silenzio più pro-
fondo, ma gli parve di cogliere un
fruscio debolissimo, quasi imper-.
cettibile, quanto può farne una ve-
spa che cammini su un vetro, il.
fruscio sordo delle squame del ser.
pente sul mattoni.

« E* Nag o Nagaina ». pensò,
te sta arrampicendosi sul con-
dotto di scarico del bagno. Chu-
chundra ha ragione; avrei dovuto






































































è con suo cugino Chua »,
itrò piano nella stanza da ba-
4 Teddy senza trovarvi nulla
tl andò in quella di sua ma-
In fondo alla parete liscia era
d tolto un mattone per far
l'acqua del bagno, e quan-
Rikki-Tikki si appiattò sul
Lo in muratura del bagno sen-
ig e Nagaina che bisbigliavano
tal chiaro di luna.

. Quando in casa non resterà
nessuno, — diceva Nagaina al
to — lui sarà costretto ad
fsene, € allora il giardino sari
fa tutto per noi. Entra silen-
amente, © ricorda che il primo
mordere è l'omone che ha ucci.
{arait. Poi torna fuori a rife»
i e daremo insieme la cacca a
KieTikki. o

- Ma sei certa che ci conven-
Mecidere gli uomini? — da-
dò Mag.

d Kipling

Certo. Avevamo forse una
ngi sta in giardino quando il
ngalow era disabitato? Finché
bi gulow é vuoto siamo i do-
Matori del giardino; e ricorda
i quando si schiuderanno le no-
te uova nel letto dei meloni, il
potrebbe accadere anche doma.
mostri figli avranno bisogno
lazio e di tranquillità.

Mon ci avevo pensato, —
e Nag. — Anoro, na dopo
bo è necessario che diamo la cac-
ia Rikki.likki. Uccidero l'o-
Une, sua moglie e anche il pic-
Do, se ci riesco, e uscirò in si-
inzio. Allora il bungalow resterà
sero e Rikki-Tikki se ne an-

queste parole Rikki-Tikki &
ml iremere tutto d'ira e di odio;
Mi la testa di Nag sbucò dal con-
Mito, seguito dai cinque piedi di
ni fezza del suo pgellao corpo.
‘turente com'era, Rikki- Tikki
spavento molto quando vide le
imensioni del grosso cobra. INag
attorcigliò, alzò il capo a guar
ire nell'oscurità Ja stanza da ba.
Mo e Rikki vide lo scintillio cei
foi occhi.

fuse lo uccido qui, Nagaina se
b'accorge; d'altra parte se lo al-
fonto in mezzo alla stanza le
Probabilità sono tutte a suo favo-
e. Che devo fare? », si domandò
berplesso Rikki- Tikki= [awi,

Nag si dondolò avanti e indie-
fo, e poco dopo Rikki-Tikki io
enti bere nella brocca rossa che
erviva a riempire il bagno, —
uona, — disse il serpente. — Ed
Ora, vediamo un po: quando Ka-
venne ucciso, l'omone aveva in
lano un bastone. Può darsi che
fibbia ancora con sè, ma quando
ertà in bagno domattina non lo
trà certamente, Aspetterò qui che
gli venga. INagaina,.. mi sentif...
Bpettero qui al fresco fino al mat-
Ino.

Da fuori non giunse nessuna
ri osta, e Rikki.Tikki capi che
sgaina se n'era andata, Nag si
svvoltolò spira a spira intorno al
fondo panciuto della brocca e
Rikki-Tikki rimase perfettamente
immobile. Dopo un'ora cominciò
è muoversi con estrema lentezza
la brocca. Nag dormiva, è
Rikki-Tikki osservò il suo dorso
pos sente studiando quale punto a-
ebbe offerto miglior presa. « Se
mon gli spezzo la schiena al primo
Gissalto può ancora combattere n.
D sò « se combatte... povero Rik-
ki! ». Esaminò il volume del collo

sotto il cappuccio, ma decise che
era troppo per le sue mascelle; è
un morso vicino alla coda non
avrebbe fatto che inferocire Nag.

© Devo agguantarlo alla testa »,
si disse infine, « alla testa sopra il
cappuccio. E quando lo avrò ad-
dentato non devo più mollarlo ».

Allora saltò, La testa di MNag
era leggermente scostata dal vaso,
e nell'attimo stesso in cui adden-
tava, Rikki puntò la schiena con-
tro la pancia della brocca rossa per
tener meglio inchiodato il serpente.
Ciò gli diede un secondo di van-
taggio che sfruttò al massimo. Poi
fu sbatacchiato sul pavimento co.
me un topo da un cane, in su è
in giù, a «lestra e a sinistra, in
larghi cerchi; ma aveva gli occhi
rossi e non mollava la presa, men-
tre il suo corpo spazzava il pavi-
mento rovesciando la bacinella, il
portasapone e lo spazzolino e fa-

TIKKI

ceva rintronare la parete metallica
della vasca, La sua preoccupazione
era di serrare sempre più le ma-
scelle perchè ormai era certo di mo-
rire, e per l'onore della sua razza,
voleva almeno che lo trovassero
coi denti ricongiunti, Era stordito,
dolorante e si sentiva a pezzi.
quando qualcosa esplose come un
tuono proprio dietro di lui: una
vampata calda gli fece perdere i

sensi e una fiammata gli bruciac="

chiò il pelo, L'omone, destato dal
baccano, aveva scaricito le due
canne del suo fucile contro Nag,
proprio dietro il cappuccio,

Rikki-Tikki rimase coi d:nti
serrati e gli occhi chiusi perchè ora
cra proprio sicuro di essere morto.
Ma la testa del serpente non si
muoveva più, e l'uomo, tirando su
Rikki-Tikki, disse: — E' anco»
ra la mangusta, Alice; la bestiola
ha salvato la vita a noi; stavolta.
— Poi la mamma di Teddy entrò
pallidissima a guardare i resti di
Mag, e Rikki-Tikki si trascinò in
camera di ‘Teddy trascorrendo il ri-
manente della notte a tastarsi deli-
caramente per vedere se era rotto
davvero in quaranta pezzi come
gli pareva.

Quando venne il mattino cera
ancora tutto dolorante ma molto
soddisfatto di se stesso. — Ora
devo regolare i conti con Nagaina,
che sarà peggio di cinque Nag. E
chissa quando si schiuderanno le
uova di cui parlava! Dio buono!
Devo andare a consultarmi con
Darzee.

Senza nemmeno aspettare la co-
lazione, Rikki-Tikki corse al ce-
spuglio di spini. dove trovò LDar-
zee che cantava a gola spiegata un
inno trionfale. La notizia della
morte di Nag circolava già per
tutto il giardino perchè un servo
aveva gettato il cadavere sul mue.
chio delle immondizie,

+ Balordo ciuffo di pinne! —
esclamò Rikki-Tikki irritato. —
Ti sembra il momento di cantare?

— Nag è morto... è morto... è
morto! —cantò Darzee, — Il pro-
de Rikki-Tikki lo ha afferrato al-
la testa e non l'ha più mollato.
L'omone ha portato il bastone to-
mante e Nag è caduto in due perzi!
Non mangerà mai più i miei pic-
coli,

— Fin qui siamo d'accordo:
ma dov'è Nagaina? — domando
Rikki-Tikki, guardandosi pru.
dentemente intorno,

Nagaina andò al condotto
della stanza da bagno e chiamò

Nags — prosegui Darzee, —- è
Nag uscì in cima a un bastone...
il servo lo raccolse sulla punta del
bastone e lo getrò fra le immon-
dizie. Cantiamo ii grande Rikki-

‘Vikki dagli occhi rossi! — E
Darzee gontio la gola e cantò,
— de potessi arrivare al tuo

nulo t farei ruzzolare Îuori tutti
i piccoli! — disse Rikki-Tikki.
— Non capisci mai qual'è il mo-
ento adatto per tare le cose. lu
sel al sicuro, lassi nel ino nida,

ila per ine, quaggiu, CE fQue.ra,
«nre LE un momento di CADICE,
LJarzee.,

— Per amore de grande del
bel Rikki=Tikki smetterò, dus-
se Llarzer, —1 Che vuol, o Stermi.
natore del terribile Nag!

-— Per la terza volta: mi dici
dov'è Nagaina?

Sull'immonderzaro vicino alle
scuderie, a piangere la morte di
INag. (rande e Rikki-Tikki dal
candidi denti.

— Al diavolo i miti «andidi
denti! Non sai dove tenga le uovaî

= [Nella melonzia, dalla parte
del muro, dove batte il sole rutto
il giorno, Le ha nascote li tre
settimane fa,

— E non ti è mai passato per
la mente che valesse la pena di dir-
melo? Dalla parte del muro, hai

detto? +
Non vorrai
uova, Rikki-Tikki!

— Non proprio mangiarle, no.
Se hai un briciolo di giudizio,
Darztee, dovresti volare alle scude=
rie, lingere di avere un'ala spez>
zata e tarti inseguire da Nagana
nno 2 questo cespugno. Lievo an-
dare alla melomaia e se ci andassi
ori, Nagaina mi vedrebbe.

DWarzee era un wcocellino dal cer-
vello leggero come una piuma che
non riusciva ad accogliere più di
un'idea alla volta; e soltanto per-
ché sapeva che i piccoli di Na.
galna nascevano dalle Uova some
i suoi, dapprima gii parve che non
fosse giusto ucciderli, Ma sua mo-
glié era più saggia e sapeva che le
uòova di cobra +volevano dire del
iuturi cobra; perciò volò via dal
nido e lasciò Liarzee a tenere caldi
i piccoli e a continuare 1 suo can-
Lo sulla morte cdi Mag. Diarzee die
va molti punti in comune con gli
uomini,

tissa svolazzò sotto il maso di
MNagauna vicino all'immonderzato,
lamentandosi. — Oh, ho un'ala
spezzata. Îl ragazzino mi ha turato
un sasso e me l'ha spezzata, — E
continuò 4 svolazzare più triste-
mente che mai,

Nagana alzò il capo. — Sei tu
che hai messo in guardia Rikki-
Nikki quando stavo per ucciderlo,
— sibilo. — Hai scelto un brutto
posto per venire a zoppicare, — L
striscio nella polvere verso la mo-
alie di Darzee,

— ll ragazzino me l'ha spezza-

ta con un sasso! — strillò ancora
la moghie di Darzee,
Beh, forse quando sarai
morta potrà consolarti il sapere
che regolerò 1 conti col ragazzino.
Stamane mio marito giace sull'im.
mondezzaio, ma prima di notte
il ragazzino giacerà privo di vita.
A che scopo fuggire? Sono certa
ci prenderti! Guardami,, piccola
sciocca |

La moglie di Darzee si guardò
bene dal fare una cosa simile per-
chè sapeva che quando un uccello
guarda un serpente negli occhi si
spaventa al punto da restare pa-
ralizzato. Perciò continuò a svo-
lazzare raso terra pigolando Jla-
mentosamente e Nagaina affrettò
l'andatura,

Rikki-Tikki li senti risalire il
viale delle senderie, e si affrettò in
fondo alla melonata. vicino al
muro, Là, tra il tepido letame
in mezzo ai meloni trovò venti-
cinque uova abilmente nascoste,
grosse all'incirca come le uova
della gallina di Giava, ma con una
pellicola bianchiccia al posto del
guscio.

« Ancora un giorno e sarebbe
stato troppo tardi », si disse Rik



mangiarie le

ki. Tikki: infatti si veaevanoò 1
piccoli cobra raggomitolati dentro
sa pellicola, c Ikki sapeva che
app:na usciti dall uovo erano in
condizioni di Wtéidere tanto UN
uomo che una mangusta, kuppe
coi denti la punta delle uova più
rapidamente possibile schiacciando
con cura i piccoli cobra e rimuo=
vendo di tanto in tanto il letame
per assicurarsi di non averne tra-
scurato qualcuno, Alla fine erano
rimaste soltanto tre uova e Rarki-
iikki cominciava 4 sogghugnare
soddisfatto quando udì la moglie
qu ibarzee che strillava:

—T— kKikki-Tikki: ho condotto
Maganna verso la casi, ed essa €
saluta sulla veranda e... ob, vieni
presto... ha intenzione di uccidere!

Rikki-Tikki schiaccio due
uova, rotolò all'indietro giù per la
melonaia col ‘terzo uovo in bocca
e si affrettò verso la veranda velo=
ce come il vento. Teddy e i suoi
genitori erano seduti alla tavola
per la colazione, ma Rikki-likki
vide che non toccavano cibo. Sta.
vano immobili come pietrificati,
pallidissimi in viso. MNagaina era
arrotolata sul tappeto vicino alla
seggiola di ‘Teddy, a bro della
gamba nuda del ragazzo e ondeg-
giava avanti e indietro cantando
un inno di trionfo,

— riguo dell'omone che ha uc-
ciso Magi sibilava, — Non
muoverti. Mon sono ancora promn-
ta. bermi tutti, voi Ure. de vi
muovete colpirò è se non vi muo-
vete colpirò. Oh, insensati. che
avete ucciso il mio MNagl

Teddy aveva gli occhi fissi sul
padre, il quale non pote che sus-
surrare: — Non muoverti, Ted>
dy; non devi muoverti. Sta' fer-
mo, Teddy.

Allora Rikki-Tikki balzò sul.
la veranda e gridò: Voltati,
Magaina, voltati e combatti!

— Qeni così a suo tempo —
rispose ÎNagaina senza spostare gli

"- —=

occhi, — KRegolerò i conti anche
con te, tra poco, Guarda | Luoi
amici, Rikki-Tikki. Sono immo-

bili e pallidi; hanno paura. ÎNon
osanò muoversi è se tu ti avvicini
di un passo scallerò.

— Wa' a vedere le tue uova nel-
la melonaia, vicino al muro, —
qisse Bakki-Tikki, — Wa a Ye
dere, INagaina, L'enorme serpente
sì giro un poco è vide | uovo sulia
veranda. Ah! Dammelo! —-
esclamo.

kuikki-Tikki impugnò solicda-
mente l'novo tra le zampe, c 1 FUOI
«cm si lecero posso.lamma. —
(Quanto olirte per un uovo Qi str
pente? Per un giovane cobra! Per
un giovane cobra reale? Ver l'ul-
timo... l'ultimissimo della covata?
Le iormiche stanno mangiandosi
gli altri, giù nella melonaia.

Nagaina si voltò dei tutto, di-
menticando ogni cosa nell'ansia di
recuperare l'uovo superstite; è
Rikki-Tikki vide il padre di 1ed-
dy allungare fulmineo il braccio,
afferrare ‘Teddy per la spalla è
ritirlo a sè attraverso il tavolino:
sopra le tazze da te, portandolo al
sicuro, fuori tiro di Nagaina.

— Giocata! Giocata! Giocata!
Rikk-tektck! — gorgogliò KRik-
ki-Tikki. — Il ragazzo è salvo
é sono stato io... io... io che ho
addentato Nag sopra il cappuccio.
la notte scorsa, nella stanza da ba-
gno. — Poi cominciò a saltellare
sulle quattro zampe, a testa bassa.
—- Mi ha squassato in tutti i mo-
di, ma non è riuscito a scuotermi
via. Era già morto prima che
l'omone lo facesse scoppiare in
due, Sono stato io. Rikki-tikki-
tck-tck! Vieni, dunque, Nagaina.
Vieni a combattere con me. Non
rimarrai vedova a lungo.

Nagaina capi che ormai aveva
perduto l'occasione di uccidere "Ted-
dy e guardò l'uovo tra le zampe
di Rikki-Tikki. — Dammi l'uo-
vo, Rikki-Tikki. Dammi il mio
ultimo novo e me né andrò per
non tornare mai più, -—— disse ab-
bassando il cappuccio.

— Si, te ne andrai per non tor.
nare mai più perchè andrai sul

oe

mucchio delle immondizie, insieme
a INag, Difenditi, vedova! L'omo-
ne è andato a prendere il suo tu-
cile. Difenditil

Rikki-Tikki saltellava attorno a
Magaina, tenendosi appena tuorì
portata dar suoi colpi. con gli
occhietti come due carboni arden-
ti. Nagaina si raccolse su se stessa
© gii si scagliò contro, ma Ruikki-
ITukki balzo rapido indietro. Una
volta, uh'altra e un'altra ancora
Nagaina vibro il colpo, è ogni
volta la sua testa batte a vuoto
sulla stuoia della veranda mentre
il suo corpo si avvolgeva a. spi.
rale come una molla d'orologio.
l'oi Rikki-Tikki girò, sempre sal-
tellando, per andarie alle spalle è
NNagaina si spostò per tenergli
fronte, muovendo la coda sulla
stuoia con un rumore come di to-
glie secche mosse dal vento,

Rikki-Tikki aveva dimenticato
l'uovo, Esso giaceva ancora sulla
veranda e Nagaina gli si avvicinò
sempre più finché, mentre Rikki-
Tikki riprendeva fiato, lo afferrò
in bocca, infilò i gradini della ve-
randa e parti come una freccia giù
per il sentiero, inseguita da Rikki-
Likki, Quando il cobra è in pe.
ricolo di. vita corre con la rapidità
di uma frusta schioccata sulla grop=
pa di un cavallo.

Ruikki-Tikki sapeva che dove-
va accinapparla, altrimenti ci 5a
rebbero stati altri guai. Nagnina
filava dritta verso l'erba alta sotto
il cespuglio di spini, e, mentre cor-
reva, Rukki-Tikki udì Darzee che
cantava ancora la sua sciocca can-
zoncina di trionto. Ma la moghe
di Darzee, più sveglia, appena vide
arrivare Nagama volo fuori de! ni.
do e le andò a starnazzate intorno
alla testa. Forse, se Darzee l'avesse
aiutata, sarebbero riusciti a farla
voltare; cosi, invece, INagaina ab-
bassò soltanto il cappuccio e pro-
segui. ‘l'uttavia, quell'istante di
esitazione bastò va Rikki-Tikki
per raggiungerla è, proprio quando
ixagaina si Iulio neuo tana ol topo
dove lei e ÎNag avevano tatto il co-
vo, le pianto 1 dentini bianchi nel
la coda e la segui nel buco, ben-
ché ci siano ben poche mangustt,
per quanto saga to anziane, che
osino seguire un cobra nella sua
tana,

C'era buio, lì dentro, e Rikki-
Tikki nona poteva sapere quando
la galleria si sarebbe allargata dan-
do a Nagaina il posto suficiente
per voltarsi e colpirlo. Si tenne
disperatamente aggrappato, pun-
tando le zampe perchè Lacessero da
ireno sull'oscuro pendio della ter-
ra tiepida e umida.

Quando l'erba fini di ondeg-
giare all'imboccatura della tana;
Darzee disse: — E' finita per Kik-
ki-Tikki! Dobbiamo cantargii il
canto «funebre. Il prode Rikki-
Tikki è morto! Magaina lo ucci-
derà certamente sottoterra.

E cantò una canzone molto tri»
ste, improvvisata sul momento;
ma proprio quando arrivò alla
parte più commovente, l'erba tre-
molò di tuono e Rikki-Tikkis
tutto sporco di terriccio, si issò
fuori del buco, una zampa dietro
Valtra, leccandosi i baffi. Darzee
s'interrupp: con un gridetto di
stupore. Rikki-Tikki si scosse da
dosso un po' di terra e stamnuti.

E' finito tutto. — disse, —
La vedova nor uscirà mai più. —
E le formiche rosse che vivono Îra
eli steli dell'erba lo udirono è co
minciarono a scendere in fila in-
diana nel buco per wedere se aveva
detto la verità.

Rikki - Tikki si raggomitolò
nell'erba e si addormentò di col.
po e dormi, dormi fino a pomerig=
gio inoltrato perchè aweva avuto
una giornata faticosa davvero.

Ora, — disse quando si
sveglio, — tornerò alla casa, Rac-
conta al Calderaio che Nagaina è

(1) Casetta a um sol piano, @lr-
condata da una grande veranda: ti-
pica costruzione coloniale,

9

COR Re di

morta, Darzee, e lui lo riferira a
tutto il giardino.

Il Calderaio è un uccello che fa
un verso simile al rumore di un
martellino su un vaso di rame; e
lo ripete continuamente perché è
lo strillone di tutti i giardini in-
diani e racconta le novità a tutti
quelli che lo vogliono ascoltare.
Mentre Rikki-Tikki risaliva il
viale senti le sue not: di «attentiv,
che lacevano pensare al promo
gong che annuncia che il pranzo
e in tivola, e poi il. regolare: —
Ling-dong-tock! Nag è morto.
dongi INNagaina è morta! Dong-
uongetock!

Mila notizia tutti gli wecelli del
piardino si misero a cantare e le
rane a gracidare; perché Nag e Na-

puna mangiavano anche le rane,
oltre agli uccellini.
Quando Rikki-Tikki arrivò

alla casa, léday, sua madre (anco-
ra pallidissima. perche era appena
rinventta da uno svenimento) €
suo padre gli vennero incontro, €
Quasi piansero di commozione; è
quella sera, 2 pranzo, Rikki man
pio tutto quello che gli offrirono
lino ad essere sazio è poi si ad-
dormento sulla spalla di Teddy.
Ju li che la mamma del ragazzo lo
irovo quando, da notte tarda, entrò
nella sua stanza.

- Ha salvato la vitara Teddy,
— disse al marito, — l'ensa: ci
ha saivato la vita a tutti,

— Uh, siete voi, — disse, —
Di che vi preoccupate? I cobra
sono IUtri morti, è anche se noi
lo fossero, ci sono jo,

Rikki-Tikki aveva diritto di
essere hero di se stesso; ma non
lo diventò troppo e protesse il

giardino come si conviene a una
mangusta, con denti. coi salti, col
balzi e coi morsi, tanto che nes-
sun cobra osò più mostrare la te.
sta dentro il recinto.

Isolato il virus
del tracoma

Il « virus» del tracoma;
delle più gravi malattie della vi-
sta di cui soffre circa un quarro
della popolazione mondiale, è sta-
to isolato di un gruppo di scien-
ziati inglesi. Sarà così possibile,
entro un periodo di tempo relati=
vamente breve, preparare un vac-
cino od altri mezzi di cura grazie
ai quali sarà debellata la grave ma-
lattia, particolarmente diffusa nei
Nord Africa e nel Medio Oriente
dove, in certe località, il 90 per
cento della popolazione infantile
ne risulta affetta,

una

Ai liguri
il record del fumo

Il tabacco consumato in Italia
nell'esercizio finanziario 1957-58
è stato di 52.309.798 chilogram_
mi circa, con una spesa di 465 mi-
liardi 549.370.568 lire, Il consu-
mo per persona è stato di 1,048
chilogrammi, il contributo a va-
lore per persona di 9.327 lire.

Nella graduatoria delle diverse
regioni d’Italia, per quanto Li.
guarda i consumi testatici dei ta-
bacchi, la Liguria ha occupato il
primo posto assoluto con un con-
sumo di kg. 1,473, precedendo la
Valle d'Aosta con kg. 1In412, il
Lazio con kg. 1.256, la Lombar-
dia con kg. 1,353, CC,

Considerando, invece, soltanto
il consumo delle sigarette, che han-

no rappresentato circa V86 per
cento del tabacco consumato, la
graduatoria è rimasta invariata

per il primo posto, mentre ha su-
bito mutamenti per le posizioni
successive: infatti il ligure in mée-
dia ha fumato 1.288 sigarette in
dodici mesi, il laziale 1.206, il
lombardo 1.114, il toscano 1.040,
l'emiliano 1.045.

TO





| Ribalta

Ancora una volta | fatti hanno
fatto convergere su Cipro l'at-
tenzione del momo intero, Sta-
volta però, per fortuna, non si
tratta più di faiti di sangue, dl
ribellioni è di repressioni, ma di
qualcosa di assai più confortan-
te. Cipro Infatti, In seguito alle
recenti trattative anglo-greco=
turché, ha flnaltiente ottenuto
quella indipendenza polltica cui
da gran tempo aspirava e per la
quale i suoi cittadini hamno lurn-
gamente, lottato, Tracciamo qui
sotto um breve profilo storlto=
geogralieo dell'isola per tanti
secoli insanguinata dalle lotte
ira le maggiori potenze dell'De-
cidente e dell'Oriente mediter=
ramo,



Tp rota di Cipro nell'antichità
sì hanno scarse e poco precian
notizie, Sembra iuttavia certo,
specialmente in seguito agli scavi
archeologiei degli ultimi vent'anni,
che esso sla sinta abitata, fin dal
neolllico feià della pietra levigata),
dda una popolazione che abitava in
grotte e ln cul originé non sl è*
potuta sinbilire, Verso la metà del
terzo millennio a. C. gli isolani era-
no dediti alla pastorizia è all'agri-
coltura, e già intorno al 2000 n, ©.
incominela la lavorazione del rame,
forse in seguito allo sviluppo del
commercio com la Siria e. l'Eglito,
T rapporti con l'Occldente s'infizianòo
solo dopo la metà del millennio, man
si sviluppano in modo notevole,

Tuttavia lan conformazione del=
l'isola, aperta più verso il levante
che verso ll settentrione o il pa-
nente, fece sì che essa vivesse più
nell'orbita siriaco-fenicia, come è
provato dall'assenza. di Cipro dal-
l'orizzonte ellenico sia dell'Iliade
che dell''Odissen, dalla esistenza
di Importanti centri fenici in templ
storici, dal vassallaggio del sovra-
melll dell'isola verso Sargon re di
Assiria, cul fu elevata a Cizio una
>ziele onoraria con immagine, ed
iscrizione cuncitorme, Da questo
primo documento apprendiamo che
il territorio eran diviso in parecchie
città-stato, n clinseuma delle quall
presiedeva um sovrano,

Nel S6t a. G, il farnone Amarsi
aceeupa Cipro, sila pure per breve
tempo però, perchè sulle rovine
del regno assiro si stava formando
un nuovo grande impero, quello
dei Persiani per opera di Ciro. Il
suéeceszore di Ciro, Cambire, scom=
fisse nella grande battaglia di Pe-
Iusio (525 a, C.} il successore di
Amasis, Prsammetico IN, e Cipro è
iutto l'Egitto passarono sotto il da-
minio persiano.

Intanto l'espansione ellenica pro-
grediwva ln tutto l'Egeo, tenacomen=
îe contrastata «dal Persiani fino a
quando le guerre vittoriose di Ales-
sandro Magno ridussero Cipro in
pieno mondo ellenico, Caduta più
tardi in potere del re d'Egitto, Ci-
pro fu conquistata da Roma nel 58
a,C, e fu governata da proconsall
romani fino alla caduta dell'Impero,

L'isola fu poi governata da Bli-
sanzio fino al dilagare della corn

quista islamica, quando fu oce-
cunata da un luogotenente del
cnllifo Otbman e più volte presa

e ripresa dal bizantini e dai mus-
solari.

Cacclati gli arabi nel X secolo,
il restaurato governo bizantino n
Cipro assunse, per opera dei go-

vernatori, tendenze di avtonomia,
decisamente affermita nel 1184 di
Tsacco Comneno, che si ribellbà

apertamente a Bisanzio e sl trovò
in lotta nom solo con | Wzantini, ma
anche contro | latini delle crociate,
che avevano creato basl commer-
ciali “a Limassol e a Nicosia, Il
Comneno sconfisse 1 bizantini, mi
fu battuto dal'latini, con l'atuto del
tuali 41 re Inglese Riccardo Cuor
di Leone, durante la 3.1 crociata
ocecupb | punti strategici costlori
dell'isola (1191), che fu pol ceduta
ni Templari.

A questo punto sl inserisce nel-
la storia di Cipro una dinastia che,
ira drammuotiche vicende, diede orl-
gine a un regno durato fino al 1488:
la dinastia del Lusignano, Quella del
TLusignano era un'antica famiglia di
feudatari francesi, Guido di Lugl-
grano, che aveva partecipato alla
Terza Crociata, comprò dni Tem-
plari per 40.000 marchi la corona
di Cipro; e il fratello Amalrico, che
gli succedette alla sua morte, ot-
tenne la definitiva investitura dal
l'imperatore Enrico VI,

Dopa il 1100, intanto, fvevano
fatto scalo nell'isola elementi mer-
cantili veneziani, amaliilani, pisani,
genovesi e pugliesi. Tra essi preval-
sero i Genovesi, i quall ottennero
con larghe franchigie l'istituzione
delle due colonie di Limassol e di
Famagosta è del relativo consola
to (1218).

Anche ln penetrazione veneziana
era stata notevole, è ni mercanti
veneziani erano stati accordati am-
pi possessi fondiari € diritti giuri
sidizionall.

Fu assai difielle per 1 re di

CIPRO

Cipro trovare un accordo idura-
turo con Genova è Venezia, tanto
più che ogni concessione fatta al-
l'una urlava contro la reazione del
l'altra.

ll re Pietro Î, salito al trono nel
1359, immaginò di svincolarsi dal-
la pesante pressione delle due po-
ienze con l'instanrazione di un do
minio mediterraneo, capace di fre-
nare la prepomleranza occidentale,
senza olflenderne le prerogative,
mantenute Inizite, rispettnie è rin-
novate in un'atmosfera dli cordiale
collaborazione, Imveco senlenà, In
questo giuoco di equilibrio, le mal

muolgrilo la disperata difesa di Fa
magosta da parte di Marcantonio
Bragadin, che fu seorticato vivo, la
occuparono, Cipro, in possesso del
Turchi, non ne pundagnò, Le risorse
interne rapidamente scemarono, |
vantaggi del traflico internazionale
furono progressivamente ristretti,
la forza politica, in mano di una
patenza che non la seppe sfruttare,
tramonib per qualche secolo, Nel
1878 però l'Inghilterra, preoccupata
di mantenere l'integrità dell'Impero
(}itomano, chè stava per subire un
pericoloso collasso ml opera della
Hussia, pensava beno «di oceupare























dt E 23 li
Sana Br
dio #03, NICOSIA

“cha
% MOI a Asc



sil
Il n































E= =_=
—Sramagosta——"® =
E FAMAGOSTA ===



























sopite pelose di Genova è Venezia.
quietate a danno del regno {13651},
in quanio ill re dovelte cedere alla
prepotenza genovese, che riusciva n
dar forma più conereta alla sua
signoria su Famagosta, I Genovesi
compivano pol ll loro plano nel
1373, esigendo la cessione di Fa-
magosla e l'occuparono, six pure n
titolo di pogno e restando la città
solto la sovranità nominale dei Lu-
signano, per quanto in pratica per-
duta per la corona, Ogni tentativo
per riprenderia, da parte del re
Fietro II, falli, @ il suo successore
Giacomo di Lusignamo dovette ce-
derla «definitivamente, Aveva così
inizio la signoria penovese su parte
dell'Isola, tanio più trannica in
quanto governata è controllata ia
un groppo di armatori che avevano
anticipate le spese dell'impresa,

Ma dopo la vittoria Genova, déo-
minata dii piutoerati, si trovb In
una grave crisi che non le com-
senti di sfruttare le ultime conqui-
Sile se non come strumenti ili sfor=
tumate operazioni finanziarie, tra il
fmtinare di muovi elementi pene
trati nol Mediterraneo orientale,
cul conveniva cedere il passo: |
Catalani è 1 Saraceni, Venezia. pur
arretramilo, idifere le sue posizioni
è nali nlbori del XY secolo, ellmi-
nati | Genovesi, sl trovò di fronte
questi due nuovi nemici. Cipro fu
ben presto invasa da elementi cato.
lani, mentre fil re Giano, per non
perdere Il possesso dell'isola, ne
sozlava un tributo col Sultano li
Egitto (1397), Ml governa di Gianna
e quello del successore Giovanni 30
(1432-1460) soenano lin decadenza
del regno clnrlota, che frattanto ern
ricanduto sotto la tirannia dei (Ge-
novesi, intesi a ricumerare f fentti
dei capitali impiegati dai loro ante-
naff. & im bola dell'aspra loita fru
Veneziani e Catalani.

Alla morte di Giovanni IT {1400Y
iline erali, l'umo lesittimo, Carlotta,
l'altro illegittimo, Giacomo, si con-
lemidoma la sueceszione con le armi.
Alle lorn snalle stanno però altri
più forli combattenti, Carlotta «i
Tusignano, moglie di Ludovica dll
Savola, la ‘cui parentela fia dewnl-
vere nella casi dei Savola | diritti
sul morente regno, è favorevole nl-
la protezione del Catalani e del re
aragonese Alfonso di NKnpoll. Gin
comò si schiera dalla parte del
Ventzliani, 4 cquall gli offrono In
sonsa Caterina Cornaro. figlia hel-
lissima del patrizio Andrea Corna-
ro, muove alla conquista del regna
« emore la corona, N matrimonio,
rho in casa di morte del re avrebbe
duio sila Serenissima qualche titolo
gluridico, o meglio qualche prete-
sin, per l'annessione del regno, vie-
ne colehrato nel 1473, L'anno se-
miente Giacamo TT muore lasciando
vart figli naturali e mn naselturo
leestitima, ché morirà bambino, Ca
terina divenne regina di Cipro è
resto sul trono per più di un de
connio, fatta segno alle ostilità più
agnree, bolltiche e militari. di mpre-
tendenti e conquistatori, Ma Vene.
zia vigllava alla difesa del suoi
interessi e nel 1488, visto che Cate-
rina aveva assunto um atteggia-
mento ambiguo ed Incerto, In ri-
chiamb dall'isola e Inalberò il wes-
«illo di S. Marco iIncorporamidlo Il
ftarrlitorio nell'amministrazione della
Siato,

A meno ili un secolo di distanza
{ Torchi, cennsel dell'importanza
strateelea dell'isola, puntavano 1 lo
ro sforz] su ili essa è nel 1571,

l'isola per salvaguardare i propri
interessi, riconoscendone però l'al-
ta sovranità turca ed accettando ill
pagare un iributo, Ji passivo eco-
nomico, che sì addossava con Vac-
quisto dij Cipro, era compensato
dall'attivro politico, che consentiva
all'Inghilterra di ossere presente în
un punto particolarmente delicato,
Nel 19514 anche questo tributo fni
con lo sfacelo dell'Impero Qitomano
e l'Inghilterra protlamava il pro.
tettorato sull'isola, che trasformava
pol in calonia nel 1925,

Ù dd dw- ”
Tracelato così, a grandi linee, il
quadro storico di Cipro, comple
tinamo quiesta rassegna con rapleli
accenni alle sue condizioni geo
graliche, economiche, etniche,

L'isola è situata nel Mediterra=
neo orientale a 65 km, dalla costa
turen e a #4 km, dalla costa “sl
riana, Ha una superficie di 9250
Emi, {è la terza, quindi, dopo SI
cilia e Sardegna) e una popolazione
di 521.000 abitanti, di cul 416,000
greci, il resto turchi. Le città prim-
cipali sono Nicosia (oltre 42.000
abitanti), Limassol (28.000 ablian-
ti), Larnaka (17.000 abitanti), Ky-
renia (3.500 abitanti), Famagosta
(21,000 abitanti), Scarse sono le
tomunicazioni ferroviarie \& sira-
dali: infatti vi è un'unica ferrovia
da Famagosta a Morfu, lunga 114
km., e strade modeste su cul elr-
colano meno di 8.000 autovelcoli.
T porti sono n Làrnaka è n Limas-
sol; quello di Famagosta è ormai
Inservibile per i bassi fondali,

La popolazione si dedica per la
maggior parte all'agricoltura è alle
nttività artigiane casalinghe, Tr con
tadini +Ivono poveramente e lavo-
rano i campl con attrezzature piut-

tosto primitive, Sotto l'Inghilterra
Cipro ha comunque risallto, sila.
pure lentamente per le sue scarse
risorse naturali, la china dell'ab-
bandono e dell'isolamento in cul
l'aveva gettata la trisecolare domi-
nazione olitomana. Si coltivano Îl
frumento, l'orzo, ln patata, gli al-
berl da frutto, la vite, l'olivo, gli
agrumi, Il tabacco, I carrubo, che
Cresce spontaneo, si esporta. Non
«i sono foreste, ma solo piecoli bo
schi e macchie. Scarso è il bestia-
me: pecore, capre, asini, muli, ca-
valli, bowini. Solo la pesca dà um

sensibile contrituto all'economia
dell'isola, specie quella delle spu-
gna,

Per quanto rigunrda le Industrie,
sono degne dli nota solo quelle
estrattive, in quanto vl è qualche
buona miniera di rame, di zolfo è
di amianto, l'artiglannoto della cera
mica è della lana, piccole industria
enologiche e olearie,

N, clima di Cipro è quello che
si ritrova in tutte le regioni maill-
ierranee, con inverni miti e piovosi
cl estati calde e asciutte, N rillevoa
è cnratterizzato dalla cotena mon»
tuoga di Kywrenia è Kàarpaso a set-
tenirlone, da una vasta pianura
centrale e dalla catena di Trociddos
a mezzogiorno, Kessun monte arriva
al 2.000 metri. Il paesaggio è co-
munque ridente è pittorezco, tanto
che Cipro è stata definita « La perla
del Levante 4, È

nt
d. |.

In funzione
a l'rascati
l’'elettrosinerotrone

L'elettrosincrotrone di Frascati
e entrato in lunzione alla sua pa-
tenza massima di 1000 Mew il g
febbraio 1959 alle ore 19.

(Juesto successo finale della moc-
china di Frascati é stato raggiunto
in considerevole anticipo sul qua-
dro dei tempi stabiliti nei mesi
scorsi. Il risultato raggiunto dal
gruppo di ricercatori di Frascati
riveste un elevato interesse scien-
tifico e tecnico sul piano interna-
zionale per i seguenti motivi:

1) L'elettrosinerotrone di Fra-
scati è la macchina acceleratrice di
elettroni più potente in Europa
ed insieme con le due macchine si.
milari di Caltech e di Cornell (Usa)
la macchina per elettroni di mas-
giorè energia oggi esistente,

2) L'intensità della macchina di
Frascati tocca già il limite più alto
che sia stato mai raggiunto da si-
mili macchine per elettroni,

Sono ormai iniziati gli esperi-
menti che potranno condurre l'elet-
trosincrotrone ad una intensità che
permetterà muovi tipi di ricerche
nel campo della fisica nucleare,

3) Si tratta di una macchina in-
teramente progettata e costruita in
Italia con la partecipazione di ditte
e complessi italiani che si cimen>
tino per la prima volta nel campo
delle costruzioni nucleari.

RUVTHNE MOMO HTIAA SPOCLHT ODDO COTUIA > ORRORI FONDONO COCCO CACAAA OCCHNON ONDE OTROAD OLONA OEPVVOVOVORA OTVACAA OVDARVOUCORIOVOLHY AN 0ODOROOHV MORONE VO Lane





i ne = î
c Cseti =
= Ge i è ) =
z # z
3 Bassa marea (da «Il Giorno 3} È
UTO GIS



di

ogni sezione è stata equipag-
giata con particolari apparec-
ichiature atte a favorire i ra-
(pidi avviamenti.

Al momento in cui detti
studi vennero condotti, nel
imondo esisteva una sola cen-

ale — quella di Astoria ne-
igli Stati Uniti, costruita dalla
* General Eletric=» — che era
stata prevista ed installata per
(far fronte a consimili esigenze
di esercizio.

La centrale di Bari oggi
nziona già con due gruppi
turboalternatori, il primo di
tostruzione originale « G, E.»
e il secondo di costruzione An-

sezione















Bari

saldo, mentre il terzo gruppo,
pure Ansaldo, entrerà in servi-
zio, come detto, prima della
fine della prossima estate.

La turbina è a risurriscal-
damento intermedio ed a con-
densazione, con sei spillamenti
di vapore non regolati per il
preriscaldamento dell'acqua di
alimento. La macchina è del
tipo tandem - compound a dop-
pio flusso sulla bassa pressione.
Le ammissioni del vapore sur-
riscaldato e di quello risurri-
scaldato sono adiacenti in una
zona centrale della turbina di
alta pressione mentre il flus-
so delle due parti (precedente

e seguente il risurriscaldatore)
è rivolto in direzione opposta.

La turbina, accoppiata di-
rettamente, mediante giunto
rigido, all'alternatore, è com-
posta dei corpi di AP, di MP
e di BP.

Le fusioni e i fucinati, che
oggi l'industria siderurgica na-
zionale fornisce correntemente
e con ottimi risultati, sono in
acciai legati di elevate carat-
teristiche e particolarmente
adatti alle alte temperature.

Ciascuna turbina ha: poten-
za economica 62.500 kW; po-
tenza max. continua 70.000
kW; velocità 3.000 giri/1’;
pressione del vapore all'am-
missione 127 ata; temperatura
del vapore all'ammissione
538° C; temperatura del vano-
re risurriscaldato 538" C; pres-
sione del vapore risurriscal-
dato 26 ata.

L'alternatore, fornito dalla
consorella « Ansaldo - S. Gior-
gio », è di tipo sincrono tri-
fase, autoventilato in atmosfe-
ra di idrogeno. Disaccoppiato
dalla turbina può funzionare
da compensatore sincrono.

L'Ansaldo per questa cen-
trale ha fornito anche l’intero
cielo termico, i macchinari au-
siliari e le apparecchiature
varie,

La centrale è stata installata
non sulla riva del mare, ma a
qualche chilometro all'interno,
Pertanto il problema dell’'ac-
qua di refriszerazione, nella sua
qualità e nella sua quantità è
stato di preminente importan-
za. Si è quindi resa necessaria,
per il raffreddamento di det-
ta acqua, l'installazione di tre
apposite torri — una per cia-
scuna sezione — ognuna capa-
ce di abbassare la temperatu-
ra di 10.000 T/h di acqua, da
SU” Lo a 20°

Ancora nell'inverno del 1955
dove oggi sorge l'imponente
edificio fiancheggiato dalle co-
struzioni per i servizi vari, vi
era un Campo coltivato.

I tecnici della « Società Me-
ridionale di Elettricità », dopo
un lungo e complesso lavoro di
impostazione delle varie solu-

zioni, hanno realizzato un'ope-





ra eccezionalmente importante
in un tempo relativamente
breve se si considerino le dif-
ficoltà che sono state incon-
trate,

Fra l'Ansaldo, la «SME. e
la consulting americana «Gibbs
& Hill» i più complessi pro»
blemi tecnici, sia di imposta-
zione che esecutivi, sono stati
affrontati e risolti sempre in
un reciproco spirito di colla-
borazione e di comprensione.

Con la centrale di Bari sta
per compiersi una delle più
importanti opere a carattere
industriale eseguite nell'Italia
meridionale in questi ultimi
anni. La sua realizzazione ha
un ben preciso significato:

rappresenta una indispensabi-
le e solida base di lancio per
l'industrializzazione del Mez-

zoglorno,
Che sia stata l'Ansaldo, una
industria così caratteristica-

mente italiana, a porre questa
essenziale premessa forgiando
un importantissimo mezzo de-
stinato ad imprimere nel la-
voro e nella vita di una plaga
tanto promettente e feconda di
energie j segni della più ag-
giornata tecnica moderna on-
de portare un migliore equili-
brio interno nell'economia del
nostra paese, è cosa altamente
significativa e di cui ogni an-
saldino va fiero.

Luigi Palumbo







Ansaldini in visita
alla «Innocenti» di Milano

A i primi di febbraio venne a
trovarci in redazione l'in-
gegner Silvano Pozzi, direttore
dell'ufficio regionale per la Li-
guria della società « Innocenti »
di Milano,

Dopo aver parlato brevemente
di inserzioni pubblicitarie, il di-
scorso sì avviò inevitabilmente
sulla « Lambretta » 17a T.V, di
nuovo Lipo, che la casa mila-
nese sta per lanciare sul mer-
cato internazionale come il non
plus ultra del motor sceooters
(avrà 175 ce, di cilindrata, 5,500
giri/1', velocità 90 km.fh col
pilota seduto e 104 km./h, col
pilota sdraiato, cambio a 4 velo-
cità, consumo litri 2,3 per ogni
100 km. alla velocità di 50 km.
all'ora), Mezz'ora più tardi, in
una maniera tanto inaspettata
quanto gradita, una di queste
magnifiche macchine ci era già
stata donata quale 1,0 premio
del nostro concorso «Robin
Hood e i suoi compari », € ci
era gentilmente offerta la possi.
bilità di far visitare gli stabi-
limenti « Innocenti » da qualche
centinaio di ansaldini, invitati,
per l'occasione, anche a pranzo.

Due settimane dopo, la mat-
tina del 18 febbraio, con tre
pullman della « SA.T.I, a, Il
primo scaglione di operai ed im-
piegati della mostra società par-
tiva alle 6,15 da Sampierdare-
na alla volta di Milano.

Poco prima di Voghera sosta
di mezz'ora al bar di un moder-

nissimo « motel», dove una
simpatica brunetta © un ragaz
zino tutto lindo e agghindato,

sorpresi e quasi intimoriti dal-
l'improvviso arrivo di tanta gen-
te, per poco non persero com
pletamente la bussola in una
corsa affannosa fra la macchi-
na per l'« infuso di calflè idro-
compresso », il registratore di
cassa, la vetrina dei dolci, gli
scaffali delle bottiglie.

Alle diecj arrivo n Milano
Lambrate davanti al cancello
degli stabilimenti « Innocenti »,
che si apre per lasciarci entra-
re coi pullman, Sul piazzale tro-
viamo ad attendercj l'ing, Ce-
sare Rangoni, segretario gene-
rale del « Lambretta Club a», il
sig, Walter Barzaghi, consiglie-
re nazionale per il turismo del
« Lambretta Club », e il nostro
cav. Pollastro che ci aveva pre-
ceduti di oltre un'ora con il si-
gnor Carotti, commissionario
della « Innocenti» a Genova,

La prima impressione, appena
sorpassato il cancello degli sta-
bilimenti, è stata simile a quel-
la provata già alla « Fiat - Mira-
fiori ». Noi genovesi, abituati al-
l'esiguità dello spazio in una
città compressa tra il mare è ij
monti, che non concede respiro
né alle case, nè alle strade, nè
alle fabbriche, costretti a solu-
zioni di ripiego per utilizzare

TESI



ogni metro quadrato, cl trovia-
mo spaesati in mezzo agli im-
mensi piazzali di questi com-
plessi industriali, in mezzo alle
loro larghissime strade, ai loro
prati, e non abbiamo una mi-
sura n noi famigliare per giudi-
carne la potenzialità in funzio-
ne delle dimensioni,

Anche qui alla « Innocenti » 1
capannoni sotto tutti uguali,
moderni, razionali, allineati,
Sotto alle ampie e luminose
tettoie le macchine sono dispo
ste in linéca retta 60 a lisca di
pesce, i reparti sono mettamen-
te separati gli uni dagli altri,
dovunque domina l'ordine, la
precisione, la pulizia,

La nostra visita è cominciata
ii capannoni, ciascuno lungo
315 metri e largo 75, nei quali
nascono i motor seooter, i ciclo-
motori, j motofurgoncini, le mo-
togiardinette « Lambretta » (il
nome trae la sua origine dal fiu-
me Lambro, che scorre nei pres.
si), E' difficile , a prima vista,
constatare come si articolano i
vari reparti di lavorazione e
scoprire per quali strade con-
fluiscono i vari pezzi alle linee
di montaggio. Ciò perchè l'am-
piezza delle officine — che noi
non possiamo osservare dall'al-
to e che ci costringono a vedere
solo una cosa per volta — ci
fa perdere la visuale generale e
quindi l'orientamento, Tanto più
poi che i punti dj riferimento si
confondono l'un l'altro, essendo
tutto dritto, tutto quadrato, tut-
to perpendicolare,

Ad ogni modo
riva la vista suppliscono le
spiegazioni dei tecnici che ci
accompagnano e il ragionamen»
to, sicchè, dopo aver veduta,
ascoltato « dedotto, il quadro
dell'organizzazione e della pro.
duzione ci è apparso completo.

Il complesso si articola in
cinque settori: 1) servizi centra-
lizzati: 2) stabilimento motori;
4) stabilimento meccanico; 4)
centro studi; 5) servizi sociali.
Quello che ai nostri lavoratori
interessa particolarmente, è che
ha costituito l'oggetto principa-
le della mostra visita, è lo sta-
bilimento motori, TI suo cielo
produttivo comincia dai depo-
siti e dai magnzzini, dai quali
aMuiseono le materie prime e i
pezzi fondamentali ni vari re-
parti di lavoro (che sono colle.
gati alle singole cabime di distri-
buzione di energia elettrica è
alle stazioni di compressione
dell'aria e dell'acqua) o diretta-
mente alle linee di montaggio.

La premessa per questa pro.
duzione di massa è costituita
da presse a stampi multipli per
lo stampaggio delle lamiere e
da fucinatriei rapide. Una volta
pronti, i pezzi grezzi vengono
passati a linee di lavorazione
meccanica, composte ciascuna

dove non ar-

d



al,

Ri

ct se . pa pat” Ge sati P i wifi -”

da un gruppo di macchine, Tor-
ni automatici a più mandrini
garantiscono la perfetta e con-
temporanea esecuzione dj diver.
su uperazioni, Mey.c un tor-
nio verticale ad otto stazioni ef-
fettua le complesse lavorazioni
del cilindro del motore, me-
diante un unico piazzamento di
ogni singolo pezzo sopra la ta-
vola rotante, I complessi di tra-
smissione e le scatole del cam-
bio vengono realizzati da mac-
chine dentatrici a più stazioni.

Quando i pezzi sono lavorati,
verniciati, cromati, affluiscono
alle linee di montaggio. Nol ab-
biamo osservato particolarmen-
te la parte finale della linea di
montaggio del motor scooter. Su
di essa viaggiano lentamente i
pezzi variopinti e scintillanti
della « Lambretta », Alla fine
della linea, dopo che centinaia
di operai hanno fatto ciascuno
una operazione, la »« Lambret-
ta » è finita. Ogni 52 secondi ne
esce una, pronta per le prove,
dopo le quali viene avviata ai
piazzali di spedizione e caricata
sugli speciali autocarri e sui
treni (altre vanno aj porti e agli
aeroporti per essere imbarcate
sulle navi e sugli aerei) che la
portano in tutte le parti del
mondo, leggiadra e preziosa
messaggera dell'industria moto-
ristica italiana, per moltiplica.
re le ore di svago è le possi-
bilità di lavoro di migliaia di
persone,

I visitatori sono stati poi
condotti verso altri capannoni,
dove si producono mezzi per la
industria siderurgica e mecca-
nica (grosse nlesatrici - fresa
trici universali, impianti com-
pleti per la laminazione, presse
idrauliche, torni, macchine è
impianti per l'industria chimica
e della gomma, ecc.), mentre noi
siamo saliti in direzione, dove
siamo stati ricevuti dal diret-
tore commerciale ing. Natale
Tomasi e dall'ing. Rangoni. Da
essi abbiamo appreso altre in-
teressanti motizie sull'attività
della « Innocenti », tra cui al
cuni datj statistici che riportia-
mo in breve: gli stabilimenti oc-
cupano attualmente una super-
ficie di 700.000 mq., di cui 300
mila coperti e presto ne occu-
peranno 850.000; vi lavorano
5.500 persone tra operai, impie-
gati e dirigenti; la produzione
annua è di circa 140.000 ». Lam-
brette » (oltre nai ciclomotori, ni
motofurgoncini e alle motogiar-
dinette) e di circa 18.000 tonnel-
late di macchinari,

La nostra permanenza agli
stabilimenti di Lambrate è quin-
di terminata è, riunitici con gli
altri ansaldini, siamo risaliti
sui pullman diretti a piazza S.
Stefano, da dove il sig, Barza-
ghi ci ha accompagnati in un
ristorante per consumare il




n
re)

I centocinquanta ansaldini che hanno partecipato alla seconda visita alla « Innocenti +

IZ

Un gruppo osserva la linea di

pranzo, offerto con signorile
ospitalità dalla «Innocenti», che
anche da queste colonne ringra-
ziamo sentitamente per quanto
ha fatto in nostro favore,

Pomeriggio libero per un giro
in città e quindi ritorno veloce
a casa, soddisfatti per aver ne.
cresciuto ancora un poco le no-
stre conoscenze,

Una settimana dopo, mercole-
di 25 febbraio, la visita alla
« Innocenti » si è ripetuta per
altri centocinquanta ansaldini,
con lo stesso programma.

Dante Jannone

Una conterenza del dott. Tomasi

“ Rapporti col personale ,

Giovedì 19 febbraio, alle ore
18, il dott. Alberto Tomasi, diri-
gente del nostro servizio « Rela-
zioni col personale » e del per-
sonale dello stabilimento Mec-
canico, ha tenuto presso la Ca-
mera di Commercio di Genova
una conferenza sul tema « Hu-
man Relations: che cosa sono »,
L'oratore era stato invitato
dalla Associazione della Provin-
cia di Genova della « Consocia-
zione nazionale infermiere pro-
fessionali e assistenti sanitarie
vigilatrici a.

Nell’ambiente di questo soda-
lizio la conferenza del dott. To-
masi era particolarmente atte-
sa, dati i nobili scopi che esso
persegue, e il nostro dirigente è
stato quindi seguito, nella sua



montaggio della « Lambretta >

chiara ed efficace esposizione,
col massimo interesse, Egli ha
spiegato come è nata la tecnica
delle a Human Relations a, come
si applica nell'industria e quali
sono le sue prospettive, sugge-
rendo però di chiamare questa
tecnica col nome di « Rapporti
col personale », che meglio rap-
presenta il suo significato.

Alla conferenza ha assistito
uno scelto pubblico, tra cui era-
no la presidente dell'Associazio.
ne sigra Caterina Rossignotti
con la segretaria provinelale
sierra Galia Gagliardi Caruana,
la direttrice del centro di orien-
tamento professionale del Mini.
stero della Pubblica Istruzione
prof.ssa Virginia Minoletti Qua-
rello, il vice presidente del con-
siglio di amministrazione degli
ospedali di S, Martino avv, Vin-
cenzo Gagliardi col segretario
generale «dott. Magnanensi, la
marchesa Fifine Pallavicini s0-
cia onoraria dell'Associazione,
ed altre personalità,

Inoltre fra i numerosi inter-
venuti erano la presidente del
gruppo assistenti sociali dott.ssa

Maria Rosa Rossetti, ed erano
rappresentati il direttore sani-

tario dell'INAM prof. Del Guer-
ra, e gli altri gruppi aderenti

all'Associazione: scuole per in-
fermiere professionali di San

Martino e dell'ospedale Galliera,

scuola per assistenti sanitarie

della C.R.I.,, scuola vigilatrici

d'infanzia dell'Istituto pediatri.

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ridotte motevolmen-
sia per gli di due
lelle cli per «quell di ire stel
ne comprendona;t) Visggio in
fi classe A. Hi, con posti riser-
nti; 3) (Cestini «lu olinggio: dI
(Pasporio agli Irifela e picever-

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è 250 ritortmo),







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Ber In lirica che si
svolgeri al teatro è Carlo Fell-
ces mel perito marzo-aprile,
verrà emesso ni abbonamento
che di diritto nd assistere a sci
dei sette spellacali in program
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stagione

Il cartellone comprende le
Gperer a Ata e, è Rovancina a,
«II barbiere di Siviglia», «Dia-
loghi delle Carmelitane »«, è Il
trovatore », « Gianni Schicchi »,
e Cavalleria Rusticana è

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9.000; poltroncine 1, 6000: di-
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re effettuate presso | delegati di
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(Gampagnie; «è Pagnani Ala

«Proclemer - Albertazzia,
: Angelo - Zoppelli », « Ricci -
Magnis: aTedeschi - Vitti») che

siena,

si svolgeranno al Politeama
Genovese » dal 21 marzo.
I prezzi sono stati stabiliti

come segue: poltronissime Li-
re 3.000; poltrone L, 3,500; in-

sessi numerati L. 1,400,

IL PROGRAMMA

del “+ Gruppo alpinismo”



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Bere nt 1,2 e 3 letti: 5) Visita



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Ì pie o Versailles. luogo il 19 marzo, la « Sezione nismo » per il 1959; Commercio Fili e cavi elettrici di qual-
pagamento potrà essere efl- turismo » organizza ona gita jn 294-550 marzo: Val di Rhe a stat csi n a
pot e ef anizza una gil 19-30: 0; Vi siasi tipo e applicazione
Huato anche in $ rale, di cui autopullman a 5, Remo, ines (Notre Dame, rifugio Re- Elettrico P PE

|oprima im contanti,

do: Le quote di partecipazione. nevolo): 25-26 aprife; Bardonec- L b Materiale stagno per usi
Le iscrizioni, fino ad esauri- sono state fissate in L, 500 pero chia (Vallestretto; 1-23 mag om ardo ind ‘iali li
Mento dei posti disponibili, si soci e famigliari e in L, 1.000 gio: Acceglio (Val Maira); 1-2 industriali &e navali

















ecellama presso lino sesreteriz puasi” i nom soci, ipritagnvea: Crissolo {Visoloito): MILANO - TEL GI 276 V " i E
Mii ; i i (Ist, . alvole e materiale
gel Dopolavoro dal 16 1 21 mar- Como apposito manifesto ver: 27-28-21 gingno; Oliomont-Gran : Cia + =
go per i soci e famigliari, e dal ranno comunicate le modalità Combin: 18-19 fwglio: Balme anti-urto per ordo
Za al li marzo anche per I TOT pet Ve iscrizioni. (Wal ili Lanzo): vtaprastes soggion- Filiale di Genova V I ] sa
se no feriale con camyeggio in Via À M. Maragliano 9-] 3 vole ad alta capacità
SEZIONE MUSICA Svizzera (Vallese): 12-13 sef- ; di rottura “WEBER” |
frmbee: Terme di Valdierti Cri- —_
* = gi gi " " ' n
Ss P È II A Ci 0) È I P E R B A M BI N I fugio Bozano, con guide): 4

olfabre: Alpi Apuane (Resceto,
rifugio Arontel: 18 offobre: AI
pi Apuane - Vinca (Sagro); 14-
tà nomeembre: Alpi Liguri (Mar
suar Certosa di Pesio: 6-7-8 di
cembre: Macugnaga (rifegio Zap-
pa, soggiorno),

La « Sezione musica» ha in prouramma di allestire
peri bambini figli dei propri soci, una serie di spettacoli
il trimo dei queti sarà « Bimbi alla ribalta »

Poiché que:to, come sli altri successivi, dovranno #&s-
sere sostenuti soltanto da bambini, si chiede la collabo»
razione ili tntti i soci del NOnpolavoro affinehé ccegnalino
con sollecitudine si delegati di stabilimento i nominativi
dei propri ligli, d'ambo i sessi. dai 6 anni in poi, in pos-
sesso di altitudini artistiche (musicisti, cantanti, dicitori,
macchiettisti. imitatori, ecc).

[ bambini verranno successivamente convocati presso
la sede del lopolavoro dove verranno esaminati da una
apposita commissione che deciderà sulla scelta dei can- pi
didati che dovranno partecipare allo spettacolo,



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GENOVA
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Domenica 29 marzo, sui came
del lhoceciodromo di Villa TELEF ONO 3995.4256
Maria a Sestri Ponente, avrà
luogo la tradizionale « Gara pa-
«quale © a terne,

Vi potranno partecipare tutti
gli iseritti al nostro Dopalavo»
ro, nonché i pensionati dell'An-
dell'O,A,R.X,, dell'Ansal-
do-Coke e dell'Ossinitrica.

ILe iscrizioni, fissate in L, 100
per partecipante. si ricevono
presso la segreteria della sezione
in via Sestri 39/2 e sui campi
di gioco, fino a mezziora prima
dell'inizio delle gare,

Verranno messe in palio uova
per tutti i parte





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Domenica 15 febbrato ha avu-
Lo luogo n Îlorino un torneo di
pallavolo organizzato dalla « So
cietà Sportiva 5, Paolo +, al qua-
le ha partecipato la squadra an-
saldina -piazzandosi al 2,0 po-

un torneo a Torino



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4) « Libertas » punti 4); 5) « San con Ilusirazion + 1000
Paolo Ba punti 1, Elio D'Aurora TRA RENNE E LAPPONI
(DALL'ITALIA AL CAPO NORD)
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80 soci alla 1* battuta Elio D'Aurora VITA D’INVIATO
La prima battuta organizzata {(DALL' AFRICA ALL'AMERICA) L. 2500
quest'anno dalla « Sezione cac- Salvino-Chiereghin VENEZIA E LA SUA LAGUNA
cino del Dopolavoro ha AFRO con fotografie a colori L. 1000
luogo recentemente a Ortovero
in provincia di Imperia, Ugo Maraldi IL ROMANZO DELLA TERRA
Vi hanno partecipato ben ot Illustrazioni a colori L. 1500
tamta soci, e anche se i carnieri i
TAR ei ma € leto 3
da ice Di ai dita per dii dai non sono stati colmati, ognuno Un panora i omp dell evoluzione umana
tacoll e buon cantante, mentre si esibisce al microfono durante è rimasto soddisfatto per la da Ila credsÉsl[one SIMO 21 nOstri te m pi









una festa per | bamblnl

bella gita,







13



STEFANO, chi Gincomo Canepa Salvatore TEDONE, assunto |L'Il-%= P E N = I O) NI
{Mec} e di Candida Toso - 38 gen POS, imbrapatoria,

najo: MARCO, di Mario Costa (MUR) carlo LERMA, assunto |l 6-4-1937,

e di Elena Manca > 1.06 febbraio: listtibutore attrezzi. T
ENRICO, di Virginia Rubino (Dig) tizia DI GUERRA
chi Î



e Lino Celoria, Anudrta CAMPIONI, assutilo il 2-H-
A tutti | piccolissimi ansaldini ed 194, aggiustatore,
ai loro genitori i mostri auguri più Giuseppe BARBIN, assunto il 12-1- una igt o ii
cello Balestrero (Mec) e di Vanda fervidi. 193, capo servizio manutenzione, IRREZIBRRO, (RE MR Ea

Sono nati Grandi: CINZIA, di Francesco Pa-

à È i piro poter visuafesico del nostro
«Invia SERRA, assunta il 19-23-1938,

Lina ate pri ' ivl'aro |
vasino (Mee) e di Maddalena Piana SI sono s osati addetta macchine: RENON di Ian AL ci
37 novembre: GIANCARLO, di - 12 gennalo: BRUNO, di Luciano iP Ri: OE | nu #-7-1043 DI OR e
Davide Ferrari (Mu) i di Anna Caiasta (Mec) e di Elenn Manterao: _ . ” i i _ intro To x HELL ICE] Le e corrispornee ri cli soia Li eretta,
Miani Campanella = 29 novembre: RITA, di Aldo Del Bo (Digì e di 27 «dicembre: Ing. Glorglo GIAU- aggiustatore. i
CARLA, di Marlo Borromeo (bug) Marin Cavallino: FRANCESCA, di SIG (Dig) con Alma Donnink Enri- Curzio DERCHI, assunto il 3=f=li44, LINO ROCCATAGLIATA, A segub
e di Renata Furia «+ 3 dicembre: Giuseppe Rixi (Fon) c di Lazzarina ©9 ZARATINI (Coke) con Rina sio= motorista, to della Sua richiesta La intormite
HORERTA, di Malco Faridone Pissimbone = 13 gennaio: DANIE. FAMI, Francesco FERRARI CC0- Lionello RISALITI, assumio il @-3- mo che presso il Servizio compe»
(Mug) e di Angelina Fusto = 7 LA, di Attilio Parlksi {Mee) c di Pie- kei con Nitalina Mazzoni - 4 geme 1057, afllatore, teme cel Ministero risulta che la
dicembre: VITTORIA, di Antonio rina Alisea « 17 gennaio: ANTO. Malo: Pietro MOSSA (Lan) con Set Suit pratica © stata immessa alla
Hicei {Can) e di Gina Riesci = 11 NELLA, di Baldo Bonamini {Mug} timia Puppo; Osciae ZAGANELLI A chquesti benemeriti lavoratori, Corte dei Conti - Scorione Speciale

dicembre: PATRIZIA, di Agostino e di Fura Capellini . 20 gennaio: (Can) con Isabella Ratti - Ls gen- che hanno speso le loro migliori per le Pensioni di Guerra - per cs

Badino {Mec} e di Alessandrina GIANNI, di Sergio Colombo {Can} e Maio: Marla CHIARLO {Cmi) con energie per l'affermazione dell'An- sere allegata al Suo ricorso, che



\asanedri 3) «ibeembre: ANTO- di Caterina Nosza - 22 gennaio: Glovanni Fiorito. saldo, giungano i ringraziamenti più risulta iseritto al n. 385237 dell'-
NELLA, di Pietro Cerrmi (Mug) e SFROIO, di Renato Anselmi {Mec} Agli sposi i nostri vivissimi au- vivi e l'augurio di un sereno riposo, v.j456, Irocureremo di assumere
cli (Celestina Malmassari » 25 db è di Cmma Divizia > 25 sonmaio: puri. ulteriori notizie presso questi Uffici
cembre: DANILA, di Davide Nati col comunicargiele non appena
{Alwe] c di Gina Bagnasco SR di- CA n

: CA silla; possibile.
cembre: MAURO, di Vittorio Augins hd

{Coke} e d {.fasonin Hobbio — DT dk I
dicembeo VITTORIO, di Silvano C O M M I A

Piazza (Mug) e di Angela Tonelli:

MARA, di Costanzo Yerdelli (Can)

LUCIANO MARCORCINI, lm rela
«ione alla Sun richiesti Le sc ampi
chio le il Servizio comprolente





e di Gigliola Somaglia: IRENE, di Hanno lasciato il servizio per rag- Regolo STORLENGHI, assunto il 27- del Ministero è ancora in mibesi cel

r RCaLE RIoa; a : È Tee io ti_|Ii A ca sua: 2 REA ni I a riehlo I I =

Ello Castoelletti (San) e di Emmn giunti Hit di etk | Pagan suona 4-19010, distributore attrezzi Le inserzioni sono gratuite é so- PAFere come pustvi nr Da ARI ch

Gennaro - 3 gennalo: FRANCO, dj Fatori della nostra azienda: Edgardo FAETTI, assunto Il 10-12= ro riservate sl dipendenti del PETIOTE RALE A FREIRE a merk

Giuseppe Rinlbnuano {Mec} e di Li 131, aveebetto mensa. Ansaldo, Rivolgersi al mostri 19 ill dipenda TESI cha CUS chi dai

via BRinnehi - G gennaio: LUANA, di CANTIERE DI SESTRI Giovanni SIMONINI assunto V8=10= corrispondenti di stabilimento, veto di puerria dell'infermiali cin Cul

Latino Calloni {Mug) e di Olga 1936, aggiustatore cui regie sr; ci BO gii stato riconosciuti affetto n
Ioni - 9 gennalo: DANILO, di Mar= Francecsco CAUSA, assunto Il 27-1- VII, SABER . AFFANONEE Vendo camers MEISTI* sede di visita collegiale.

"i ° 1620, capo squadra Giovanni GIORDANO, assunto V11= monile stile bimreacco n Lire 1000

[attio BERTAN, assionbo JI 19-60-1925 2-1943, Imbragatore. DAB e I ERIREi a dl Ha ANGELA SALVIATI ved, CAROSI

i | Ani I =, I i eactataa E lefonzeo imierto 40 chello stnndfil= ag "qua lelle nostre prot

NOZZE I» A\RGEN ro PNRA, Francesco VENTURA, assumto il 3- mento Meccanie. DR n ai si sa in

hi dm i Fal Giuseppe SPADARO, assunto il 5-1- 1-15944, addetto pulizia. i CAEEHL seg MPA i AA QOLEILLE SORT

1926. capo turno viglianza COMPERO, sè vero affare, bielelet- le decisioni negattve prese dnl Il

i h ; ce in usata da uomo, Telefonare nell: inistero dopo le cspletate indagini,

Pietro DE NEGRI, assunto il 23-3- FONDERIA are dei pasti al n. ART219 oppure al Com li M, n. 1RAGHIOZ do sinto Do

Ger ‘alpellatore ° & tl) srt
1926, scalpellator rie ; É mumero. inierto 541 cello stabili- o ganio alli vedovi il (ritto a per
Angelo NORSI, nssunito |l 26-7-1941, S©mano DAPRATI, assunto Îl 10-52 mento Fonderia. sione perché la domanen è risul

ngniusiatore, 19520, addetto compressori.



Tani ns inn intempostivia. Ls copia di vale
di sl a n si MMMPREREI do STI CSscgasione, sii l x .
Gregorio PORTARO, assunto ll 3- Costante DE LUIGI, assunto il 27= Tia a ni tata per a “Tele: Daccpato do sta uva ci Suv iplo
1i-kî4&l, impiegato tecnico, H=1924, addetto terre, fonare al n. 360340. wi Lormipliarme AL 25 fi yi] see la
; : ni i sett Erminia AGOSTI, assunta il 10-B= ” suotikica sell'Entaprosonstae
O RITA] DELFINO, ARENA i 15- 1543, impiegata amministrativa VENDESI autovertira « Fiato «HH . .
#-1542, aiutante montatore. fiopalino e As 19B) efficiente, mo MATTEO MASTRORILLI, Abbinmo
Euuigi CHITI, nssonito |P 253= [=> 194E, torte riveduto nel sivugno 1958, bat- provvefdulo a consegnare il voia
ponleggialore, MECCANICO terla nuova, n lire 110.000, Rivaof- o mauairicolare ida Lei rimessoci dii
- eroi E lido Galli corrisporn= eomperente Servizio Ricette N, G.
tonlo PUPPO, assunto H 17T-6- | ip versi al sig. Aldo” DOSE COMIREUELi SIONE
PO innata. Ala ! manmiele HERTORELLO, assUnTO il lente de «l'ansaltino» del Cantiere ecel Ministero, | siuicliletto dacsumit-
: E ta . 12-5-15920, impiegato teenico ili Muoglano io non È sino preso in consicierà»
c M | Giovanni DIANA, nssumnto Il 13-5- VENDESI mriovettura Fim S30 Fra An FLO dave RO È n
Scan 1420, saldatore autogeno. a ire 350.000 in conmanti. Tejefe. 39 MI Ministero per Via o UINTIa, E eT

tinto in data S1-1-1059 © stato s0b

ll sig. Felice Adessi del Meccanico ANgelo PARDI, assunto il 17-f= Cornelio STABILI, assunto Il 3-7- mire ai n, 441003 dalle ore 18 alle licitato alla Capitaneria di Porto d

da ernia non: sal nanni “af ; "7 1 "

e la sua gentile congorte Maria Ro- Lo LORO, 192, aggiustatere = Genova l'invio dei foglio mmarico
sa De Venuto hanno festeggiato le antonio BONSAFE, assunto il Z2i-1- Giovanni SEGNANI, nssunto 144 VENDo bleleietta per bambino dl lare aggiornato cella dita di invio
nozze d'arpento. Moltissimi auguri. 1930, tornltore. 1994, bnrenmione, 8-10 anni, Telefonare al n. 377569, in licem:n speciale,





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14









OPINIONI
























































antieri giapponesi

{signor Aldo Scarsi ci prega
pubblicare la seguente lette-
Uperta al signor Carlo Bac.

i
Lu n
MULO

rremetto che non ho nulla contro
tl e tanto meno mi sento pala-
b del dirigenti dell'Ansaldo (la
i penna mon può arrivare a
lo), Essi hanno titoli di studia,
cazione è diplomazia, Sì, anche
lomazia, e se nol della € bassa
> ne avessimo una piecola
ne non e spaccheremmo » tuto
voce} a ogni combianmento d'aria
! faremmo le lotte contra i
Ulni a venio.
la sun replica all'ing. Cristofori,
nin mado di vedere, e capire, ha
N sto completamente la verità
tamente in buona fede, Ma se
isto signore & andato, non certo
Gua iniziativa, nel paese del Sol
Pi nie, la sua relazione ha do-
lo, per forza di cose, parlare del
mangla-riso » a 160 lire orarie.
Mosse andato a Boston, Filadellla
Haltimora avrebbe deseritto la
degli operal « mangia scatola-
i un dollaro all'ora.

Non avrebbero certo potuto man-
: una commissione «de&lla «e bas
forza » a visitare i cantieri giap-
dnesi. Sa cosa vuol dire andare
estero” Sa cosa vuol dire trat-
fe con |Jaureati è, in narticolare,
n esponenti della sottile diploma»
levantina e connazionali degli
gressori di Pearl Harbour che
sima ammazzano e poi avvisano?
hehe noi della cr bassa » abbiamo
sone Intelligenti che magari ve-
o in un nificio. ma creda, si»
Ti Boccardo, «he non sf
mMproverare all'Ansallo d
l inviato nal In Giappone,

può fare un appunio al diri>
enti per le spese di questo vino
i? Sono milioni di lire che nel
lanelo della nostra ditta hanno un
o «xx. Ma cli vogliono, mi
eda, ci vogliono, In Italia in Rus-
a, in America, sil esponenti di un
artito o «di una impresa viaggiano
D Alfa Romeo >, su « Packard +
Uù «Fori», Ma, scusi, metterebbe
una cravatta da £ due lille = su
ma camiela da 3000 lire? Ogni
madro è più bello se lo sì valo-
ez con una cornice inleguata,

put
Turi



Lei, poi, salta fuori con il € Com
siglio di fabbrica ». Cosa centra
tutto questo con i dirigenti, con il
Giappone e proprio con i suol
x mangia-riso »+ fa 160 Bire all'ora?
Non lo so, oppure non lo capisco.
Kel ISG5 abbiamo avuto i e Consi.
gli di gestione » {è la stessa cosa,
ero? e quali frutti, quali inceita-
menti alla produzione ne abbiamo
avuto? Non dico zero, per non auto»
lezionarmi, ma furono ben poca
cosa, « mon certo per colpa totale
dei «reazionari » Se un gliormo
enmblassero | tempi, se i vari De
Barbieri, Lombardi, Zirilit, Cristofo-
ri, volenii o nolenti, con le imone
ò con le cnttive, fossero mancati in
pensione, crede lei ehe i loro posti
resterebbero vacanti? E quando vi
sono licenziamenil n sosnensioni è
tutta colpa dei succitati signori? An
che loro hanno uno stipendio al
quale tengono, anche loro ricevono
direttive n cui devono mnlformarsi.
Amnehe loro, tome tutti, hanno um
cuore, mnnva famiglia. e nom credo
the gisizcano quando iddevonòà nren-
dere dolorose decisioni, Se non le
breemilesseroà loro le prendéertbbern
pitri,

To so dove jlel vuole arrivare
comi ha seantonato sa nertanto mi
nermetto di farlo anch'io. Parliamo
del Cantiere di Sestri Quante mivi
sono nartite in questi ultimi anni?
Con il varo della « 1550» non gl
poteva « varare » pure una cifra per
le maestranze? L'Ansaldo + sempre
in defleit, lo sappiamo, Colpa déel-
l'imponderabile’? Ma una trentina
di milioni non avrebbero fatto sbi-
lanelare i miliardi di dellicit, Spe-
rina che | tempi cambino! Ma
mio nonno sperava nella Libia, mio
piudro nell'Abissinia e io ho spe-
rato e ereduto molto nel 1945: ma
verso il 1950 era come prima, peg
gio di prima, Un po' di e mea cul
più», cmen maxima culpa» nom
l'abbiamo un po' tutti?

Cordiali saluti.

ALDO SCARSI (CAN)

P., SG. Ma poi perchè proprio pren-
idersela con l'uomo che nel 1945 ha
cunrdato in faccia | tedeschi, che
all'alba «lel 26 aprile si
unico ingegnere, sulle banchine
#convalle, che ha tirato su dalla
rovina l'Allestimento Navi? Era pi
stato, dirà Il sig Hoccardo! Giusto,
Era pagato. Ma di una pallottola
malirna chi lo avrebbe ricompen-
salot





Il “Carosello ansaldino ”









ij Terlizzi (valletta del
Il (Ancora d'oro 1957).



Mercoledì 11} marzo, alle ore 20,45, andrà in scena al
Teatro « Verdi » di Genova Sestri il « Carosello ansaldino »,
Spettacolo musicale organizzato dal nostro siornale.

II « Carosello ansaldino », che fa seguito a « L'ancora
d'oro» e alla « Parata bianco-azzurra >,

Sandro Baldoni
della RAI=TV

con la partecipazione straordinaria di

Alberto Talegalli

(sor Clemente)

Saranno presenti inoltre sul palcoscenico Mimma Di
« Musichiere ») e Nico Balducci

Il «Carosello ansaldino » vedrà alla ribalta i migliori
dilettanti dell'Ansaldo e loro famigliari in rappresentanza
degli stabilimenti sociali. Sono in palio l'e Ancora d'oro >
14559 per il miglior dilettante dipendente, la « Coppa An-
saldo» per la migliore rappresentanza di stabilimento, e
premi speciali del Sindaco, del Presidente dell'Amministra=
zione Provinciale, del Presidente dell'Associazione Indu-
striali, del Presidente del Consorzio Autonomo del Porto
di Genova e del Dopolavoro Ansaldo,

Lo spettacolo è riservato ai dipendenti della nostra
società, Le prenotazioni si fanno a sorteggio entro l'8 mar-
#0 presso i corrispondenti di stabilimento.

Musica: « Complesso Stegani » - Scena: Glauco Poggi.



sarà presentato da



Ditta A. PENS

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GENOVA - Via £ Lorenzo 2-19 - Telefono 299.706







trovava,























I NOSTRI

Come vedete, nltrl magniflei re-
gali si sono aggiunti alla « Lam-
bretta > 175 T.V. nella dotazione
dei premi per questo grande
concorso. Il viaggio di cul alla
lettera a) sarà effettuato in au-
topullman «dla gran turismo com
hostess © comprenderà pure
l'alloggio e il vitto in rinomati
alberghi e ristoranti, l'ingresso
gratulto alle sale ida giuoco è
la riduzione «del S0 per cento
agli spettacoli del Casinò di San
Remo, la visita n S. Remo, Mon=
tecarlo, Nizza, Cannes, Il buo-
no-scquisto di cui alla lettera
b) vale per tutte le confezioni è
i generi di abbigliamento esi-
stenti nel megozio della ditta
« Giannetto» a Sampierdarena,
via Cantore 365 r, Il corredo
€ GOlimpla +» di cui alla lettera ©)
comprende: una coperta di la
na, un lenzuolo con due fedore
ricamate, un copriletto, un to-
vagliato per sel persone, tre
asciugamani, un plaid di lana:
potrà essere ritirato nel nego-
zio della ditta e Giacobbe » a Ge-

CONCORSI

Robin Hood e i suoi compari

PREMIO

Una “Lambretta” 175 T.V. ultimo tipo offerta
dalla Ditta “Carotti & C."” di Ge-Sampierdarena

ALTRI PREMI

a) Viaggio di tre giorni per due persone sulla
“Riviera dei fiori” e sulla ‘#Costa azzurra” of-
ferto dalla “SATI-Riviera Express” di Genova.

b) Buono-acquisto del valore di L. 25.000 offerto
dalla Ditta “Gianetto” di Ge-Sampierdarena.

c) Corredo “Olimpia” offerto dalla Ditta “Gia-
cobbe” di Genova Sestri.

nova Sestri, piazza Poch 14 r, Ricordiamo che per partecipare al
concorso occorre fare la raccolta completa delle nove figurine
{vedi le norme pubblicate nél numero

dal giornate e facendo, se necessario, scambi con altri ansaldini







4 IL CARONE FITZ







precedente), ritagliandole







M E MENTO







Antonio BALESTRERO



Un grave infortunio sul lavoro ha
stroncato il BG febbralo l'ancor glo-
vane vita dell'opernio alesatore An.
immio Halestrero, dipendente dello
stabilimento CCMI {Aa sezione cli
*'oltri)

Ii Balestrero stinva escegenido con
un'alesatrice « Resieilini» un'ope-
razione di foratura, quanio improve
visamente rimameva impigliato con
l'abito. da lavoro nella pumia ell=
coldale, rimanendo iranvolto dal mo-
tà rotatorio, Fermata Immediata-
mente ln macchina, i compagni cli
laìvoro csrenvano ii prestaroli soc-
corsi, mia per il povero Balestrero
ormal non c'era più mulla da fare:
il suo corpo siravzinio nveva cossato
immecdintamente di xivere.

Antonio Halestrero era nato n
Fubine Monferrato (Alessandria) il
20 luglio 151% e lavorava all'Ansal=
do dal 1.6 giugno 1937, Era un ot-
timo operaio, siimato da imtti per
là serietà è lPatinccamento al lavearo
eo alla famiglia. Tomico sno svago
cera ln [ese, che egli praticava nel
lu bmona stagione,

Purtroppo il destino & stato cru-
dele con ni, sirappandolo prodito=
rinamente ni seni cnri: ln madre, ln
mogli», mn figlio «li 15 ammi, fratelli
e sorelle.



Gualtiero LENARDUZZI



i 2 febbralo è deceduto all'ospe-
ilnle l'appiusintiore Guallierà Losmar=
diuzzi del Cantiere di Sestri, rico»
Vernto in secsulto ad Imfortunio,

MI lenardurrzi, verso le ore ss del
lun febbralo, si trovava nell'offieina
narvale sopra la piattaforme «ij uma
DPOsso per cambiare delle puarni-
zioni. Aello stringere del bulloni la
ehiave ché sinva usando poli rselivo-
Inva cd egli perdeva l'equilibrio ca-
derido n terra. Malerado la piatta
forma fosse nta solo un metro, la
ciduta aveva per il Lenarduzzi delle
tragiche consepuenze. Ricoverata,
come s'è detto, all'ospedale, malera-
do le cure affettuose del sanitari,

la sua pur forte fibra soccombeva
alle gravi lesioni riportate,

Gualtiero Lenarduzzi era nato n
Klupiz {Cecoslovacchia} Il 7 settem-
bre 1916 ed era all'Ansaldo dal 27
dicembre 1939 con le mansioni di
aggiustalore, che egli svolgeva con
capacità ed alto senso del dovere,

Lascia la moglie siraziata dal do-
lore e un profondo rimpianto tra
quanti lo conobbero.

Unorio BOTTIGLIONI

di f9 anni, dipendente del Camtlere
di Muggiano, deceduto ii 1%-1-1969,
Era sinto assunto nel 1A, Lascia
la moglie.

LO aa Li ,
Nerino TOGNONI
di 23 anni, dipendente del Camtlere
di Muggiano, decrecdulo il 1%1-19594,
Fra sinto assumio nel 1940, Lascela
la moglie.





LETLEIHONIGIRO{RITEGTRTO TUR AIQUKO (TCA OTNOLETAESIETARIKO AQUIDAGTIAL TAR TR0t

RINGRAZIAMENTO

La famiglia
sentitamente

Lubrano ringrazia
il direttore ing. Maus
cerl, ll vice direttore amminisirà=
tivo dott. Cavallere, 1 dirigenti
ingg. Fanfani e Priano, il capo uffl-
cio personale sig, Dazzi e Ill dott
I'Alessandro per il loro personale
interessamento a favore dei pa
renti e, in particolare, della figlia
del complanto Sergio, rimasto vit-
tima del lavoro ll 2 pemnalo scorso
nl Cantiere di Livorno. Rivalg® Iinol-
ire il suo ringraziamento anche alle
maestranze dello stabilimento per
la partecipazione al suo immenza
dolore,

KUVPILEOTELIRHABITEITIITOVINKELTEVKETIRINBINRAKRUPIARÒ tEniRtatanatRitetiRIE ti

Paolo BOTTERO

di "0 anni, dipendente del Moesca-





nico, «deceduto li f3-2-1959, Era
stato assunto mel 1943, Lascela | ge-
nitorni,

Armando LAZZARI

di 568 anni, dipendente dello Stabl-
limento CMI, deceduto il 25-1-1959,
Fra stato assunto mel 1931, Lascia
la moglie e una figlia,

Primitivo CRAVANZOLA

di £45 anni dipendente dello stabili=
mento CMI (Sa sezione di Voltri),
decsceduto 1l Z0-1-1569, Fra siato as
sunto mel 1634, Inscein In moglie è
un figlio





AI famigliari le commosse conda»
glianze de «e L'ansaldino »,



l'amsalidino

UINDIAINSATLE

DEI IIPESDESTI

HELL" AMSALII
*

EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
*
Direttore responsabile :
Arrigo Ortolani

Redazione: Via Fieschi, 1o-11
Genova
*

Spedizione in abbonamento po:
stale gruppo II * Abbonamento
gratuito ni dipendenti è pensio»
nati * Stampato nella Tipografia
F.lli Pagano, Via Monticelli, 11 *
Fotoincisioni A. Ceriale, Via Lan
franconi, 43 * Pubblicità SIRA,
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Tri. «li Genova n. 2993, G-5-1954





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I5



LO IC Ot da turboalter-
natore da 150.000 kW in costruzione al
Meccanico per la centrale SME di Napoli
extracted text
ansaldino

QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO




Particolare della poppa della T/c “Adriana Fassio”
di 31.500 t. d. w. varata a Livorno il 22 febbraio



da RL i bi o Ul A a
ALICE pds È RT "o ©
DI e ri tinta



Rotori per la turbina della sezione termoelettrica da 140.000 kW costruita al Meccanico per la centrale di Chivasso della S.L.P.

Cinque anni di vita della ‘Cassetta delle idee”

E trascorso un lustro dal
l.0 febbraio del 1954, cioè
dal giorno in cui la « Cassetta
delle idee » iniziò la sua atti-
vità nello stabilimento Mec-
canico di Sampierdarena,

Cinque anni sono molti e
sonò pochi: sono molti se li
misuriamo col metro, diciamo
così, del ritmo delle nostre co-
struzioni (perchè a ciò siamo
inconsapevolmente portati dal
nostro mestiere) facendo il
raffronto con quanto riuscia-
mo a realizzare in un simile
periodo; sono pochi se consi-
deriamo che sj è trattato e si
tratta di creare uno spirito di
collaborazione e di partecipa-
zione alle sorti dell'Azienda là
dove c'era un profondo senso
di diffidenza e di aperto con-
trasto.

E' sotto quest'ultimo profilo
che la « Cassetta delle idee »
rappresenta un importante in-
dice, che in qualche modo, può
dare la misura dello spirito di
distensione e di collaborazione
del personale.

Se si pensi che quando si
aprivano le prime « cassette »
anzichè « idee » sj leggevano
numerose espressioni dij risen-
timento, si capisce quanto sia
importante notare che i risen-
timentij e i fatti personali sono
stati mano a mano eliminati e
sostituiti da mroposte; e que-
ste proposte sono diventate

z

sempre più di carattere tecni-
co e sempre più aderenti al
nostro lavoro.

Si può dire, dunque, che il
tono umano dei nostri collo-
qui attraverso la « Cassetta »
si è elevato di vari gradini ed
il contenuto tecnico delle pro-
voste diventa sempre più con-
creto.

À dimostrazione di ciò val-
gano i seguenti dati:

Proposte pervenute .. IOGZI;
n evase ..... 10002;
» premiate ... 2836,

La percentuale delle propo-
ste premiate è salita al 28,36%
rispetto al 27,20% che era
quella del bilancio del quarto
anno.

I 2836 premi sono stati così
corrisposti:

— dg L. 75015000 .. n. ITfòo
1500-4000 , .» 969
— » » 5000-10.000. 48
— e » 12.000--30.000 è» 32
— a» » 40,000+75.000 » 10
— è» + INQU0O.,.,.,.» 2

Premi supplementari di cu-
mulo corrisposti:
— ogni 5 proposte
premiate: n, IZ5
-- ogni 10 proposte
premiate: » GI
— Ogni 15 proposte
premiate: » I
— Ogni 20 proposte
premiate: » 39
— ogni 25 proposte
premiate: » dd

— ogni 30 proposte

premiate: » 30
— ogni 35 proposte

premiate: =» 27
— ogni 40 proposte

premiate: » 22
— ogni 45 proposte

premiate: » 19
— ogni 50 nroposte

premiate: » 16

Argomenti trattati nelle 2836
proposte premiate:

— Miglioramenti tecnologici,
cicli di lawmorazione, ecc,
n. 1895

— Miglioramento dei servizi
generali e ambientali

n. Tod
— Miglioramenti antinfortuni-
stici n. 177

Dal diagramma a fianco, che
illustra sinteticamente i risul-
tati fin qui ottenuti, si nota
che le proposte premiate sono
andate crescendo raggiungen-
do la cifra di 768 nell'ultimo
anno ed anche i premi relati-
vi, in cifra assoluta, sono sa-
liti a L. 2.339.500 per il 1958,

Si può affermare che la
« Cassetta delle idee » è en-
trata nel costume della nostra
vita di lavoro ed è anch'essa
un mezzo attraverso il quale
si contribuisce al migliora-
mento delle cose di casa no-
stra.

LP.

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J
sia

Varata a Livorno
l'«Adriana Fassio»






















































A pochi giorni di distanza dal-
la consegna della motonave
{Bernina », & scesa in mare, sem>
e 2 Livorno. la petroliera
bixdriana Fassio », commessa al=
Ansaldo dalla « Villain & Fas.
mo c Compagnia Internazionale »
di Genova,

Delle navi che vien: costruendo
BAnsaldo per questa Società è la
Bima che scende in mare nel can-
Were labronico.

La turbocisterna «Adriana Fas-
fio» ha una portata lorda di 31 mi-
ii soo tonnellate è fu impostata
Us giugno dell'anno scotso,
Mentre fervevano i lavori per l'am-

potenziamento dello scalo con le
fimiere © i blocchi prefabbricati,
Metro per metro,
Comunque una gran bella gior-
Mata di sole ha salutato il felte:
Battesimo della nostra « costruzio=
1538 » {benedetta dal Vessovo
di Livorno mons. Pangrazio) di cuni
stata madrina la consorte del.
Warmatore. signora Jole Fassio.
O Tra i presenti al varo ricordia-
Mo il nco-sorttosegretario alla ma-
(rina mercantile, on. Francesco Tor-
naturi, anche in rappresentanza «el
ministro Jervolino, i parlamentari
bn. Lucchesi c sen. Angiolillo. il
prefetto dott. Temperini, il que.
ore dott. Ne Nardis. il sindaco
prof. Badaloni, il procuratore ge-
fmierale dott. Leoni, l'ammiraglio
Barbera, 11 generale Montesoro, il
Folonnello Valenti. il presidente
Gella Camera di Commercio commi.
fArdison. Per la società armatrice
fiano presenti 1 cav. del lavora
bg. Ernesto Fassio, il gr. uff. Vit-
forio Fassio e il dott. Alberto
Fassio, Era anche presente il si-
gnor Drew -—— direttore della
# Shell Tankers Ltd. ». Gli onori
Gi casa erano assolti dal presiden=
fe della nostra Società. avv. Fede
rico De Barbieri, dal direttore ge-
iberale ing. Federico Lombardi, dai
Wirettori centrali ingg. Amedeo Ca-
Baccia è Franco Cristofori, dal di-
@rettore del Cantiere di Livorno ms
fgegner Ascenso Mauceri e da tutti
vdairigenti del cantiere stesso.
Subito dopo il varo, l'avv. De
Barbieri. salutando l'armatore (il
fcui gruppo. ha aggiunto. costitui-
fsce onore € vanto della marineria
italiana), ha annunciato l'impo-
fstazione di una petroliera da 52 mi-
la tonnellate di portata lorda per
la stessa società, di cui si è detto;
Bi ricordato come la # Adriana



Fassio » sia l'ottava nave scesa in
mare per il medesimo armatore dai
nostri scali negli ultimi anni e co-
me altre sette siano ancora da
costruire per il suo gruppo: €
dopo aver sottolineato l'impor-
tanza che riveste per l'economia
nazionale questo imponente stor-
zo costruttivo — ha posto l'ac-
cento sulla presenza del''on. lor-
maturi, che significa « premio e
incitamento per il lavoro svolto e
per quello futuro ».

Ha preso quindi la parola lin.
gegner Ernesto Fassio lil quale,
dopo aver ricordato le gloriose
tradizioni del Cantiere livornese,



Chiunque affronti in terra © in
mart imiziative che comportano
enormi investimenti non solo di
denaro ma di energe — chi de-
vono essere altrettanto, se non di
più, considerate e valutate — ha
diritto, signori, di poter lavorare
in tranquillità d'animo e di poter
contare sulla piena efficienza delle
legei in base alle quali si è fiducio-
samente impegnato,

Orbene, noi tutti sappiamo che
questo non si è realizzato.

La legge Tambroni. foggiata
per costituire uno strumento « or-
panico è permanente » di poten=
ziamento delle costruzioni navali,
ha conseguito in un primo tempo
brillanti risultati ed ha arricchito
la. marina di numerose modernis.
sime unità. Ma questa legge è sta-
ta violata nel suo spirito informa»
tore. ed addirittura manomessa,
quando s1 è preteso di far decor-
rere i benefici accordati ai cantieri
dalla data di « impostazione sullo
scalo n, dimenticando — e questo
farà certamente sorridere quanti
di voi attendono all: costruzioni
navali - che la nave moderna è
in gran parte prefabbricata e che
la sua vita, con le conseguenti in-
pentissime esposizioni di capitale.
comincia con la « lavorazione a
terra »,

E' facile comprendere come que-
sta nuova c assoluramente arbi-
traria interpretazione della legge
rappresenti un grave danno pei i
cantieri e per quella parte deli'ar-
mamento che si era spinta nelle
commesse — ed ha voluto ton
piena dignità mantenerle — facen.
do affidamento sulla parola e su-
gli impegni dello Stato legisla-
tone.

Ove questa fiducia venga meno.
nessuno si meravigli se assisteremo

ECECS
ua _]

alla contrazione di queste com-
messe: per quanto mi concerne
con il mio più vivo rammarice ho
rinunciato ad ogni nuova inizia-
tiva. DI fronte ai gravi ed evi-
denti errori che sono stati come
messi, il nuovo governo si decida
a correggerli © a rimediare senza
indugi. con prontezza ed ener.
gia; riconducendo la legge Tam.
broni alla sua forma iniziale di
applicazione e restituendo alle
imprese marittime quello che vor-
rei definire « il diritto di avere fi=
ducia » nella continuità e nella
coerenza delle leggi.

E poiche da nessuna tribuna più

fliamento dello scalo «Morosinis: ha parlato degli attuali probi:mi idonea di questa — che sorge in
iosa che ha costretto i tecnici del «cantieristici e armatoriali, dicen- mezzo alle concrete realtà del la-
fimuere a... tallonare i lavori di do tra l'altro: voro — potrebbe partir: l'invito

ad una più coraggiosa politica
marinara, mi sia consentito augu-
rare che la saggezza del nuovo go-
verno © il personale impulso del
ministro Jervolino, che quale re-
latore del bilancio della Marina
Mercantile al Senato, ha data
nerspicue prove di una chiara vi=
sione delle nostre mecessità. valga
a conseguire prontamente, nell'in=
teresse superiore dei Cantieri e
della Marina. quelle indispensabi-
li provwidenze che pongano l'ar-
mamento italiano in condizioni di
battersi nella competizione del
mercato mondiale.

Signori, dirigenti, lavoratori di
Livorno, rinnovo a voi tutti il
più cordiale saluto, il più caldo
ringraziamento per l'opera genia-
le e solerte data alla costruzione
di questa nave.

Come ad ogni varo di nostre
navi. ho disposto un congruo nu-
mero di borse di studio per i figli
dei lavoratori dell'Ansaldo che sa-
ranno ritenuti più meritevoli per
studio e per condizioni famigliari,
onde aiutarli a crearsi quella qua-
lificazione professionale ogg -
chiesta dall'economia moderna. Vo-
gliate vedervi il segno della soli.
darietà che Vanimo mi detta ».

Terminato l'applanditissimo di-
scorso. ha preso brevemente la

parola l'on. Tornaturi. Dopo aver .

porto il salute del ministro e suo
personale, il sottosegretario ha ri-
badito l'importanza di questo va-
ro itche s'inquadra nel piano di
potenziamento della marina mer-
cantile italtena »,



Mella fotogralla a destra: il sottose-
aretarlo alla “arina Mercantile
on. Tornaturi promunela ll suo di-
scorso, Alla sua destra l'ing. Er-
mesto Fassio è la sua gentile con
sorte sig.ra Jole, madrina della nave



Liri

Mo

pi]




PARLI





A sinistra: imbarco della ciminiera sulla turbocisterna in allestimento « Bri-
tish Light» di 34.500 tonnellate di portata lorda, ordinata all'Ansaldo dalla
« British Petroleum Tanker Co.» di Londra e varata a Sestri il 12 ottobre

dell'anno scorso. - In alto a destra: secchia di colata (capacità 250 tonn.) costruita allo stabilimento CMI per la Società « Cornigliano » di Genova. - Sotto: ro-
tori di bassa e alta pressione destinati ai gruppi turboriduttori del transatlantico « Leonardo da Vinci», in fase di palettatura allo stabilimento Meccanico






Le proposte del mese di febbraio

Durante il mese di febbraio sono state esaminate
dai comitati della « Cassetta delle idee» 217 proposte,
di cui 73 sono state premiate. Ecco il dettaglio:

MECCANICO. Proposte esaminate 189, di cui 58 pre-
miate.

STABILIMENTO CMI. Proposte esaminate 26, di cui
12 premiate.

FONDERIA. Proposte esaminate 11, di cui 3 pre-
miate.

L'ammontare complessivo dei premi è stato di li-
re 112,750,
















LIVORNO

L'impostazione di una turbocisterna
da 51580 t.d.w. per V armatore Fassio









Sullo scalo « Morosini» del Cantiere di Livorno, lasciato li-
bero sei giorni prima dalla turbocisterna « Adriana Fassio >,
sabato 28 febbraio è stata impostata per lo stesso armatore,
cav. del lavoro ing. Ernesto Fassio, un'altra petroliera. La
nuova unità, che porta il n. 1555 di costruzione, avrà una
portata lorda di 51.580 tonnellate. Durante la cerimonia del-
l'impostazione hanno parlato ai presenti l'ing. Fassio e il
‘direttore del cantiere livornese ing. Mauceri. La benedizione
alle prime lamiere è stata impartita da don Balestri.





Mn



Presso la « Sezione utensile-
ria » dello stabilimento CMI è
stata installata una nuova sal-
datrice automatica di testa a
scintillio «+ Miebach » con co-
mando « Ignitron Rò 5», della
potenza di 300 KVA e provvi-
sta di quattro circuiti di raf-
freddamento ad acqua.

La massima sezione piena
saldabile è di 8.000 mm", I
pezzi da saldare vengono bloc-
cati nelle morse con comando
a pedale, e quando si vogliano
saldare accisio con ferro o
pezzi di diametro diverso sono
necessari particolari accorgi-
menti.

Dono il bloccaggio viene co-
mandata l'inserzione del con-
tattore di saldatura, che dà
inizio alla corsa in avanti della
slitta di ricalcatura alla velo-
cità di avanzamento fissata.
Non appena i due pezzi si toc-
cano si verifica la chiusura del
circuito secondario del trasfor.
matore e contemporaneamente
l'arresto dell'avanzamento del-
la slitta di ricalcatura.

La fase di scintillio è pre-
ceduta dal riscaldo dei pezzi
da saldare che deve avvenire
in modo uniforme. Fer ottene-
re ciò la slitta di ricalcatura
inizia automaticamente la cor-
sa di ritorno e successivamen-

relais, si
verifica una serie continua di
ripetuti avvicinamenti e SUc-

te, a mezzo di un

cessivi e rapidi distacchi del
pezzi fino a che si raggiunge
la temperatura di scintillio, e



da questo momento il relais
non innesca più e il moto di
distacco cessa. Comincia quin»
di uno scintilliv continuo fino
alla conchusione dell’operazio-
ne di saldatura.



La visita dell’Ambasciatore argentino

Lunedì 23 febbraio è stato
ospite particolarmente gradito
dell'Ansaldo S. E. Dalmiro Vi-
dela Balaguer, Ambasciatore
della Repubblica Argentina a
Roma.

L’illustre diplomatico è stato
accompagnato dal dirigente
dott. Bo al Meccanico, dove
erano ad attenderlo il vice
direttore generale ing. De Vito

nm ‘sagem pepe) re

e il direttore dello stabilimento ES

ing, Cominetti. Da essi gli so-

no stati illustrati l’attività di

questo nostro centro di produ-
zione e gli sforzi che la nostra
Società ha compiuto in questi
ultimi anni per potenziare gli
impianti e portarlo così al li-

vello delle migliori industrie ffSs
specie per quanto #5;

mondiali,
riguarda le turbine a vapore,
sia terrestri che navali, In-
fatti, come detto in altra parte
del giornale, il Meccanico
(che si vale di un modernis-
simo laboratorio per la ricerca
e il controllo dei materiali, cui
è annessa una potente stazione
raggi) è oggi in grado di far
fronte alla più agguerrita con-
correnza straniera in questo
delicato campo.

S, E. Videla Balaguer è sta-
to quindi accompagnato al
Cantiere di Sestri, dove il di-
rettore ing. Boero gli ha trac-
ciato un quadro completo del-
le costruzioni in corso sugli
scali e in allestimento, degli
impianti e delle attrezzature.

L'Ambasciatore argentino

E’ seguita una colazione in
onore dell'ospite, alla quale
sono intervenuti il presidente
dell'Ansaldo avv. Federico De
Barbieri, il direttore generale
ing. Lombardi e il vice diret-
tore generale dell'Ansaldo -
S, Giorgio ing, DI Roberto.

L'Ambasciatore argentino ha
espresso il suo compiacimento
per quanto ha potuto osser-
vare presso la nostra Società,
che è sempre stata in cordiali
rapporti col Suo paese, al qua-
le ha già fornito in questo do-
poguerra navi miste passeggeri



(al centro) col suo seguito

e merci, oltre un centinaio di
gru per il rimodernamento
del porto di Buenos Aires,
motori e una centrale termo-
elettrica, La visita si è conelu-
sa allo stabilimento di Campi
dell'Ansaldo - S. Giorgio,

Tra le personalità al seguito
dell'’Ambasciatore argentino
erano l'addetto aeronautico
Anselmo Domingo Simois, il
consigliere commerciale Carlo
Correa Avila, l'addetto cultu-
rale Mario Edoardo Corcuera
Ibanez, l'addetto militare Et-
tore Herrera.

cinque mesi dall'entrata
A in esercizio della prima

sezione da 70.000 kW. del-
la centrale di Bari e a due
mesi circa dall'avviamento
della centrale da 140.000 kW.
di Civitavecchia, nei giorni
scorsi è entrata in funzione
anche la seconda sezione da
70.000 kW. della stessa cen-
trale di Bari,

Nella prossima primavera
un'altra sezione da 140.000 KW.
per la centrale di Chivasso
della « SIP» sarà avviata,
mentre una da 70.000 KW, an-
cora a Bari ed una pure da
70.000 kW. per la centrale di
Turbigo della società « Vizzo-
la», entreranno in regolare
servizio fra l'estate e l'autunno
prossimi.

Questa imponente mole di
lavoro, già in gran parte com-
piuto, esige un breve com-
mento.

Sono trascorsi quasi dieci
anni da quando l'Ansaldo de-
cise di riaffrontare in pieno la
attività delle centrali termo-
elettriche. La preparazione ha
richiesto lunghi sforzi sia nel
campo tecnico che in quello
finanziario oltre che la stret-
tissima quotidiana collabora-
zione con le maggiori industrie
siderurgiche ed elettromecca-
niche come la «SIAC-, la
«Terni», la «Dalmine», V.An-
saldo - S. Giorgio»,

Per esempio nel settore si-
derurgico è stato necessario
mettere a fuoco j più delicati
problemi di produzione che
mano a mano nel mondo sono
sorti, specie nell'esperienza de-
gli acciai legati resistenti alle
temperature e alle pressioni
sempre più alte e ciò nei cam-
pi della fucinatura, delle fu-
sioni, della laminazione, del-
la trafilatura ecc, Problemi
che per essere risolti hanno ri-
chiesto e richiedono sempre
più ampi sviluppi di labora-
tori e di mezzi di ricerca e di
controllo oltre che di impor-
tanti mezzi di produzione sia
nelle industrie siderurgiche
che in quelle meccaniche.

Con obiettività occorre dire
che la nostra azienda, valen-
dosi del contributo e della raf-
finata specializzazione di altre
importanti industrie nazionali
e mantenendo i più stretti
contatti con i costruttori ame-
ricani, ha potuto toccare mete
che ancora qualche anno ad-
dietro sembravano difficilmen-
te raggiungibili.

Ed è bene che a questo pro-
posito gli ansaldini sappiano
anche quale altro importante
ed oneroso ruolo abbia dovuto
e debba svolgere, suo malgra-
do, l'Ansaldo,

Nelle competizioni del com-
mercio internazionale e in par-
ticolare nel settore delle cen-
trali termoelettriche si è erea-
ta una agguerrita concorrenza
da parte di costruttori i quali,
spesso, preceduti da fama
mondiale e tuttavia bisognosi
come noi di acquisire un sem-
pre maggiore carico di lavoro,
premono sia con il peso delle
loro larghe possibilità, sia con
prezzi volutamente eccezionali
per ottenere ordinazioni sul
mercato italiano, E l'Ansaldo,
pur operando in un paese co-
me il nostro dove i semilavo-
rati sono ancora oggi nel loro

6

















In funzione la seco
della

complesso più cari che altro-
ve e dove anche il costo della
mano d'opera è spesso superio-
re a quello di altri paesi euro-
pei soprattutto per i pesanti
oneri che su essa mano d'opera
gravano, deve competere con
quelle industrie e fare ogni
sforzo per sbarrare loro il pas-
so, allo scopo di evitare addi-
rittura l'invasione del nostro
mercato.

E' dato. a pochi di sapere
quali e quanti sforzi economi-
ci costi alla nostra azienda
questa dura funzione! E’ una
funzione di carattere naziona-
le, si potrebbe dire, che ha lo

centrale

scovo di evitare conseguenze
peggiori.

Ed è proprio vincendo una
spietata concorrenza straniera
che l'Ansaldo, nell'autunno
del 1955, acquisi l'ordinazione
delle tre sezioni da 70.000 KW.
dalla « S.M.E. » la quale, mano
a mano che vengono costruite
le passa in esercizio alla « So-
cietà Generale Pugliese di
Elettricità »,

Queste tre sezioni sono sta-
te studiate in base a partico-
lari presupposti e cioé con
l'intento che la centrale debba
poter far fronte:

1) a carenza di energia idro-

elettrica e quindi a svolgere un
regolare servizio di base;

2) a richieste di punte di
energia durante la giornata e

cioè a svolgere un servizio di
potenza.

In relazione a dette esigen-
ze lo studio è stato condotto
in maniera che ji singoli grup-
pi debbano essere atti a fun-
zionare anche solo quattro ore
al giorno a pieno carico con
avviamento e fermata giorna-
liera dell'intero impianto, e
*iò per circa 70 giorni all’an-
no nella stagione invernale:
servizio molto gravoso, dun-
que,

terpmoelet

Il tempo massimo di avvia-
mento di ogni sezione (gene-
ratore di vapore - turboalter-
natore) da freddo al carico
economico di 62,5 MW non
dovrà superare le tre ore. So-
no previsti determinati tempi
di avviamento della centrale
anche da caldo e cioè dopo
fermate che vadano da un mi-
nimo di 12 ore ad un massimo
di 24 ore.

Per raggiungere queste alte
e delicate esigenze di eserci-
zio è stato necessario studiare
uno speciale prototipo di tur-
bina che avesse le caratteristi.
che di elasticità necessarie, ed




‘ansetedino



CE FI ETA

DE »- mè d

















| tesentemente il passo più un-
fonanzi suita via della COMI
dtilo spazio cosmico € sIalo
Mpiuro qu russi. li 2 gennaio
Muest anno essi hanno lanciato
fiti un razzo piuritase di gi-
sche proporzioni in direzio-
della Luna. L'ordigno è stato
Gato sulla traiettoria designata
piena precisione grazie ad un
ma automatico di guida.

Gi ignora quali fossero 1 pro-

dui onginari sovietici © gli oblet=
n che éssì si erano proposti con
&to lancio. Presumibilmente era
Bicisadimento fare del razzo
[satellite della Luna, come del
to sembrava anche chiaramente
ficare la stessa denominazione di
Uunik»+ ‘ad esso attribuita, In
altà invece il razzo — per la sua
oppo elevata velocità — si è
Mtratto ad un certo

























































momento
suo fantastico viaggio all'attra.
lunare; proseguendo oltre
più lontane. regioni dello
zio cosmico, per inserirsi in
b'crbita intorno al Sole, ad una
stanza dalla Terra che varierà —
condo quanto si è calcolato —
tun milione a 350 milioni di
lllometri.

WU peso totale degli apparcechi
Wentinci © delle Lon di energia
Riau nei’ ultimo sadio del muis-
lé è di 601,3 chilogrammi, un
ilo, questo, che ripete signilica-
Nomente della grandiosità del-
#perimento sovietico. Oltre agli
PI recchi necessari ad assicurare il
olo normale, l'ultimo stadio por-
V ua Capella ermetlcà è mo-
ibile contenente in particolare i
fuenti apparecchi: due radio, tra.
mittenti sulle frequenze di 19-997
119.995 megacicli; un contatore
Dl soggi cosmici, um apparecchio
Wstinato a' produrre una nuvola
di sodio, avente lo scopo di ren
Mere visibile la parte più alta
Melli traiettoria. Tale capsula, Si
mata nella parte superiore deli'ul.
imo stadio, è protetta dal calore
fa un cono che può essere espulso.
a capsula è formata da due invo-
ieri sferici ermeticamente chiusi,
Essa contiene le quattro aste delle
antenne della radio trasmittente,
Wisposte simmetricamente lungo
îin tubo d'alluminio, alla cui
Wsttemità sono installati uno stru-
Mento per la misurazione del
Campo magnetico terrestre e un
Milevatore del campo magnetico lu-
mare.

L'impiego di potenti radio ira-
Smittenti terrestri e di posti di
ascolto ultrasensibili ha permesso
Mi misurare la traiettoria del razzo
ino ad una distanza di circa 500
mila chilometri dalla “Terra.

I risultati ottenuti con il lan-
to del « Lunik » sono — e non
‘corre certo sottolinearlo — di
portata incalcolabile. Il fatto pri-
mo che ne risulta è l'eccezionalità
Mella forza di spinta iniziale che i
Wovietici sono riusciti ad ottenere.
(Per portare infatti ad altezze supe-
Mori ai centomila chilometri un
Seicolo spaziale del peso del « Lu-
Mik i, e ad una velocità aggiran-
tesi sugli undicimila chilometri al
fecondo, è necessaria una forza di
Spinta di 3f0.000 chilogrammi.
Il più potente missile americano,
lt Atlas » (o «Score »), entrato
în orbita prima di Natale, dispone
di una forza di spinta notevol-
mente inferiore, L'eccezionale ve-
focità in tal modo impressa al
fazzo sovietico ha fatto sì che esso

non abbia potuto diventare satel-
lite artiticiale della Luna, ma ab-
bia invece preso a girare nel siste-
ma solare come un pianeta, il pri-
mo pianeta artificiale nella storia
dell'umanità, (Questo articolo è
stato scritto prima che gli ameri-
cani lanciassero il loro " Pioneer
iv, che ha ripetuto la fantastica
impresa del‘ Lumhk" sovretico,
riportando su piede di pareti i ctle
grandi antagonisti della gara
spoziale. N. d. R.).

Di fronte all'eccezionalità della
forza di spinta realizzata dai s0-
vietici, resta invece a "vantaggio
qegii americani un altro elemento,
quello — come si € accennato —
ui aver già risolto, con l'a Atlas »»
il problema della guida da terra
imponendo al satellite da essi
lanciato di seguire la traiettoria
voluta, cosa che da parte dei russi,
secondo le loro stesse precise am-
missioni, non è stata aficora Ol
tenuta,

siffatto rilievo peraltro non può
togliere nulla al valore tecnico €
scientifico dell'impresa compiuta
dagli scienziati russi che — come
è stato autorevolmente detto —
cosutnisce una vera pietra miliare,
se non addirittura il punto di par-
tenza per la conquista umana de-
ali spazi cosmici.

Le dicmiarazioni degli scienziati
specialisti in questo campo sono di
tono particosanmente otlimistico,
rosi i protessor Dimitri Marti-
nov, direttore dell'Istituto Astro-
nomico di Stato di Sternberg, m
un'intervista concessa al periodico
Freud ha affermato: « Davanti a
noi, oggi, sono i grandi problemi
relativi al lancio dei razzi più
grandi in direzione della Luna, di
Venere e di Marte, i problemi ine-
renti al lancio di ordigni muniti di
apparecchi televisivi e destinati a
compiere il periplo della Luna,
perchè la Luna è il corpo cosmico

‘più prossimo alla Terra, E non è

lontano il giorno in cui un © va-
scello cosmico" destinato a fare
il giro della Luna partirà dalla
superficie terrestre »,

Dal canto suo il professor Bo-
ris Kukarkin ha aggiunto che «il
primo obiettivo che gli scienziati
sovietici si pongono fin da ora »
è la Luna, « E' superfluo premet.
tere — egli ha precisato — che
eli studi per stabilire una "' piat-
taforma spaziale" non sono cer-
tamente ai primi passi, né atten-
devamo il successo del " Lumik "
per dedicarci più scientemente ad
essi, Ora però abbiamo la confer-
ma alle mostre teorie, ed il pro-
blema che si presenta attualmente
non è più quello di lanciare oltre
la forza di gravitazione un veico-
lo. ma quello di " fermarlo" in
un punto stabilito dello spazio ».

Il professor Kukarkin ha però
espresso l'opinione che il volo spa-
ziale vero e proprio non può ess
sere ancora molto prossimo, in
quanto che la vita umana è trop-
po preziosa perchè si possa esporla
senza solide garanzie. « Abbiamo
bisogno di molto tempo ancora —
ha rilevato lo scienziato — per
coordinare le informazioni ricevu-
te e studiare il sistema migliore per
inviare senza rischi un veicolo
abitato nello spazio. Gli esperi-
menti con gli animali avevano de-
gli scopi precisi, ossia osservare
eli effetti dell'accelerazione e della
decelerazione, dell'assorbimento di

UOMINI ALLA CONQUISTA DEL CIELO

Obiettivo Luna



radiazioni ecc. La costruzione di
un razzo con un abitacolo è cer-
tamente il nostro obiettivo per il
inturo, ma non l'unico »,

Nonostante i grandi successi
ottenuti, gli scienziati sovietici
come si vede — sono ancora molto
riservati non tanto sugli sviluppi
futuri dell’astronautica, ma piut-
tosto sul «quando » le previsioni
ga essi avanzate circa 1 satelliti ar-
uficiali presidiati dall uomo po»
tranno avverarsi. li pensiero co-
mune di essi è stato sintetizzato in
un'espressiva frase dell'accademico
Anatoly Blagonravov: « Siamo
senza dubbio entrati nel futuro,
ma per ora con.un piede soltanto».

ll fatto è che al presente È
aperto un complesso problema,
quello di realizzare la saldatura,
per così dire, del lancio a grande
distanza — sulla Luna o su altri
pianeti — e della necessità di as-
sicurare « l'andata € titorno » per
permettere all'uomo di spingersi
almeno nelle vicinanze appunto
degli altri pianeti. Ciò signitica
imiatti riuscire a lanciare un satel-
lite « doppio », costituito cioè da
un satellite vero e proprio, da un
razzo vettore capace di portarlo
in orbita, oltre cne da un secon-
do razzo in grado di farlo ridi-
scendere sulla superficie della T'er-
ra senza danno, rallentandone la
caduta e lacendolo atterrare in una
zona non pericolosa. E questo —
a prescindere da tutte le altre
considerazi i A perve-
nre alla realizzazione di satelliti
di mole molto maggiore di quelli
attuali.

Lerro è però che i tempi s1 stan.
no accelerando, scienziati € Lee
Mick in Kussia come im Ame-
rica -— sono al lavoro per rag-
giungere questo > Obiettivo, dn
nmussia ben tremila istituti ed emti
scientifici si dedicano ininterrot-
tamente a questa grandiosa opera,
sulla base di un piano strettamente
coordinato sotto la direzione del
tamoso professor Peter Kapilza.

Gli americani seguono la me-
desima via, e sono di data recen-
tissima due notizie particolarmente
significative in ordine ai loro espe-
rimenti è progetti.

La prima concerne la messa a
punto di un nuovo motore a razzo
dalle eccezionali prestazioni Im
quanto — contrariamente al nor.
mali motori per missili che bru-
ciano tutto il loro carburante in
poche diecine di secondi — esso,
fatto funzionare al regime minimo»
può resistere anche per quattro
ore, oppure può fornire la spinta
a riprese successive. Ciò significa
che un'astronave, sulla quale detto
motore fosse installato, potrebbe
cambiare direzione è velocità du-
rante il volo spaziale, rallentando
e ripartendo con l'esatta accelera-
zione richiesta di volta in volta dal
mutare delle condizioni ambientali.
Ma il fatto più importante è che
con un motore siffatto si potrà
frenare a tal punto la velocità di
un'astronave in viaggio di ritorno
sulla Terra, da rendere del tutto
sicuro il rientro nell'atmosfera.

La seconda notizia è che due
grandi ditte statunitensi stanno
allestendo una speciale capsula per
lanciare, con un missile « Atlas »,
uno 0 due uomini su un'orbita sa-
tellitaria intorno alla Terra,

Non sappiamo fino a che punto
le due notizie siano esatte, Certo





Modello

è però che il problema del volo
spaziale umano è aperto, presen-
tandosi alla scienza attuale come
uno dei più interessanti e sugge-
stivi,

Solo e'è da augurarti che l'astro-
nautica. oggi © ancor più domani,
quando avrà fatto ulteriori gran.
diosi progressi, sia € rimanga una
impresa di pace. Lo dicono e lo
ripetono gli spiriti più illuminati,
pensosi dell'avvenire dell'umanità.
Von Braun, l'agosto scorso. ha
chiuso con queste parole - che
vorremmo sempre presenti alla
meditazione di ognuno — il con-
gresso internazionale di astronau-
tica convocato ad Amsterdam: «La
concorrenza fra noi e la Russia è
estremamente benefica. Noi assicu-
riamo i nostri colleghi sovietici
che siamo lieti di dividere lo spa-
zio con loro; è una fortuna che
l'anno greofisico internazionale con-

americano di astronave lunare

tinui e che si possa far uso di una
rete per la raccolta delle informa=
zioni estesa in tutto il mondo. Un
anno fa eravamo ancora ai confini
del ridicolo: la navigazione spa-
ziale sembrava ancora un sogno,
Oggi è divenuta una delle più
importanti attività dell'nomo. Ma
è essenziale che essa sia volta alla
pace: questo pianeta che i nostri
satelliti girano in novanta minuti
è divenuto troppo piccolo per la
guerra e le discordie ».

I. b.

(Con questo decimo articolo SI
conclude la storia della grande av-
ventura spaziale: storia che il no=
stro collaboratore dott. Leonida Ba-
lestreri ha iraccinto per | nostri
lettori in forma limpida, intelligen=
te è organica, risalendo agli studi è
ai primi tentativi dei pionieri è
glungemdo fino alle più recenti com-
quiste della scienza e della teenlen),

7

Q westi è la storia della grande
lotta che Rikki- Tikki="Ta-
vi combatte da solo nella
stanza da bagno del grande bunga-
low (1) nel presidio di Segowlee.
Lo aiutò Darzee, l'uccello sarto, e
lo consiglio Chuchundra, il iopo
muschiato che non si spinge mai
in mezzo al pavimento, ma striscia
sempre lungo il muro, ma fu Rik.
ki- iikki a sostenere la vera bat-
taglia,

bra una mangusta, dal pelo è
dalla coda di gattino; ma dalla te-
sta e dalle abitudini molto più si-
mili alla donnola. Aveva rosei gli
occhi e la punta del mnasetto irre-
quieto; poleva grattarsi dove vo-
leva con una zampa qualsiasi,
anteriore 0 posteriore a sua scelta,
sapeva arrullare la coda fino a farla
diventare una specie di scopino è
il suo grido di battaglia, quando
saettava tra l'erba alta, era:
Rikk-tikk-tikki.tikki-tchk!

Ln Borno, Un nonlgdizionle €s=
Va JO travinavo IUOfi elit Lana
dove Viveva col gemtori € lo Ltra-
suo, che amnaspava è sctalciava,
in un losso iungo la strada. Kuk-
ki- Jikki trovo un ciulteteo c'er-
ba ci galleggiava e Vi si Aggrappo
finché perse 1 sensi. (Quando Lomo
in st cia sucanalo al sole caldo, 10
mezzo al viale d'un giardino, Ve-
ramente mal ridotto, e un ragaz-
zIino qdiétévà; — Lo una mangusta
morta, racciamole il funerale,

— No disse sua madre, —
portiamoio dentro ad asciugare
Forse non è proprio morto.

Lo portarono in casa; e un omo=
ne lo sollevò con due dita e disse
che non «ra morto ma soltanto
mezzo soffocato; percio lo avvol.
sero nella bambagia e lo riscaldaro-
no finchè apri gli cechi e starnuti,

— Ora, —— disse l'omone (cra
un inglese che si era appena tra-
sferito nel bungalow], -— non lo
spaventate e stiamo a vedere che
cosa fa, cs

Spaventare una mangusta È la
così più difficile del mondo perchè
é un animale divorato dalla curio-
sità dalla punta del naso alla cima



della coda. ll motto di tutte ]e
manguste è: — Corri e infòorma-
tir e Rikki=Tikki non smenti-

va la sua razza. Osservò la bam=
bagia, decise che non era buona
da mangiare, fece un giro di corsa
intorno al tavolo, si fermò a rior-
dinarsi il pelo e a grattarsi un
poco, poi saltò in spalla al ragaz.
zIino.

— Non aver paura, Teddy —
eli «disse il padre. — E' il suo
modo di fare amicizia.

— Qhil Mi fa il solletico sotto
il mento, — disse Teddy.

Rikki-Tikki guardò giù tra il
colletto «e il collo del ragazzo, gli
annusò un orecchio è poi scivolò
a terra ‘dove si mise a sedere e a
stropicciarsi il naso.

—. Dio buono! — cescdamò la
mamma ii Teddy. — E quella
sarebbe una bestia selvatica! Ma
forse è così mansueta perchè sia-
mo stati buoni con lei.

Tutte le manguste sono co-
sì, — disse il marito, — Se Teddy
non la piglia per la coda e non
cerca di ‘metterla in gabbia, cor-
rerà dentro e fuori di casa tutto
il giorno. Diamole qualcosa da
mangiare.

Gli diedero un pezzetto di car-
ne cruda che gli piacque moltizsi-
mo. e quando ebbe finito di man-
giarla Rikki-Tikki andò a sedersi
al sole sulla veranda e si arruffò il
pelo per bene per farlo asciugare
fino alla radice. Poi si sentì meglio.

« In questa casa ci sono da sco.
prire più cose di quante possa sco-
prire tutta la mia famielia in rutta
la vita », pensò. « Certo rimarrò
qui e mi informerò ».

Passò tutto il giorno a curiosare
per la casa. Per poco non annegò
nella vasca ‘da bagno, ficcò il naso
în un calamaio sulla scrivania è se
lo scottà sulla punta accesa del st-
garo dell'’omone perchè gli si era
arrampicato in grembo per vedere
come si faceva a scrivere, Quando

8

fu sera corse nella stanza di Teddy
per vedere come si accendevana le
lampade a petrolio, e quando Ted-
dy andò a letto vi si arrampicò
anche lu; ma era un compagno
irrequieto perché appena sentiva il
più piccolo rumore doveva alzarsi
per scoprirne la causa, Prima di
coricarsi, i genitori di Teddy ven»
nero a dare un'occhiata al bambino
e trovarono Rikki-Tikki sveglio
sul cuscino.

— Questo non mi piace, — dis-
se la mamma di Teddy. — Pao.
trebbe mordere i bimbo.

— Non farà mai una cosa si-
mile, — replicò il padre, — Con
questa bestiola accanto, Teddy è
più sicuro che se avesse un cane
da guardia. Se per caso entrasse un
serpente in ‘camera...

Ma la mamma di Teddy non
volle neppure pensare a quest'or-
ribile possibilità.

L'indomani mattina di buon'ora.
Rikki-Tikki andò in veranda per
la prima colazione comodam. nie
installato sulle spalle di decoy.
iui diedero una banana e un pa ui
ubvo sodo © sedelle a turno jin
gremuo a tutti, perche Lutto dle
inafigitste per bene sperano di di-
Venlarne prima è por manguste
domestiche e di avere una casa in
cui scorrazzare, € la mamma i
bukki- tikki (che aveva vissuto
mella casa del generale a segowlee)
gilt aveva insegnalo con molta cu-
rà come doveva comportarsi st
10sx venuto a contatto con uomi-
ni bianchi. Poi Rikki-'Tikki uscì
ad 1spezionare il giardino. bra un
enorme giardino semincolto, con
cespugli dai roseo « Imarescialio
Mel » grandi come padiglioni, al.
eri di iimoni è d'aranci, boscntetti
ui bambao e maccine d erba alta.
ruikki- Fikki s1 lecco le labbra, —
E' una splendida zona di caccia;
-— si disse; e al solo pensiero la
coda gii si gonlo come uno spaz=
zolino. orse su e giù per il guar-
dino fiutando qua e la, nncht senti
uscire da un cespuglio spinoso del-
le woci lamentose,

Erano Darzee, l'uccello sarto,
e sua moglie. Si erano fatti un
bellissimo nudo avvicinando due
grandi lLoghe e cucendol: insieme
con delle hbre, e lo avevano riem=
pito di cotone e di peluria sotuice,
il nido eoscillava mentre i «due
piangevano; appollaiati sul bordo.

—— (he succede! — domandò
Rikki- Tikki,

— Siamo molto infelici — disse
Darzee. — Ieri uno dei nostri pic-
coli è caduto e Nag l'ha mangiato.

— Hum! — fece Rikki-Tikki
— E' una brutta storia davvero...
Ma io sono nuovo di qui! Chi è
Magi

Darzee e la moglie si rimpiat-
tarono nel nido senza rispondere
perché dall'erba folta ai piedi del.
la macchia era uscito un sibilo
profondo... un sibilo veramente
raccapricciante che fece fare a Rik-
ki-Tikki un balzo indietro di al-
meno due piedi. Poi. pollice a pol-
lict.. si alzarono dall'erba la testa

e il cappuccio aperto di Mag. il
grosso cobra nero lungo cinque
piedi dalla lingua alla coda. Quan=
do ebbe sollevato da terra un ter-
zo del corpo, ondeggiò lentamente
proprio come ondeggia al vento

lo stelo di un dente-di-leone è
guardò Rikki.Tikki con egli occ-
chi cattivi del serpente che non
mutano mai espressione qualunque
sia il suo umore,

— Chi è Nagî — disse. — lo
sono Nag. Il grande dio Brahma
ha impresso il suo segno su tutto
il nostro popolo quando il primo
cobra allargò il suo cappuccio per
riparare dal sole Brahma addor-
mentato. Guarda e trema!

Aulargo al massimo il cappuc-
cio, e Rikki-Tikki vide i segno
degli occmali sul rovescio, segno
che sembra esattamente l'occhiello
di uma fbbia a maschio e femmina.
l'er im momento ebbe paura; ma
e impossibile che una mangusta
abbia paura a lungo, e poi, benché
Rikki-Tikki non avesse mai vi=
sio imora un cobra vivo, sua ma-
«ire gliene aveva lalli mangiare di
quelli morti, ed egli sapeva che il
compito principale di una maagu-
sta é quello di combattere i ser.
penti e di mangiarli. Anche Nag
lo sapeva, e in londo al suo cuore
di ghiaccio aveva paura.

— Beh, — disse Rikki-Tikki
mentre la coda gli si gonhava di
nuovo, — Segno è non s:gno, Li
s mbra bello mangiare gli uccel-
lini caduti dal nido?

Mag rifletteva tra sé e spiava i

più piccoli movimenti dell'erba al-
ie spalle di Rikki-Tikki. Sapeva
che la presenza di una mangusta
in giardino significava prima o.poi
morte certa per lui e per i suo
ma voleva cercare di distrarre: Rik-
ki-Tikki. Perciò abbassò un poco
la testa e la girò in parte,
Ragioniamo propose.
— Tu mangi le uova; perche io
non dovrei mangiare gli uccelli?
— Le spalle! Guardati le spal-
— tanto Darzee,
Rikki-Tikki non” perse tempo
a voltarsi, ma spiccò invece un
salto in aria più alto possibile e
proprio sotto a lui guizzò la te-
sta di MNagaina, la periida moglie
di Nag. Gli era scivolata alle spal-
lex mentre parlava, pir tarlo fuori
e Rikki-Tikki udì il suo sibilo
di rabbia per aver fallito il colpo.
Egli ricadde quasi sulla sua schiena
e se fosse stato una mangusta an-
ziana avrebbe saputo che quello
era il momento buono per spezzar-
le con un morso la spina dorsale;
ma Rikki-Tikki aveva paura del-
la terribile frustata all'indietro del
cobra, La morsicò, si, ma non
abbastanza in profondità e schiz-
zò fuori portata della sua coda,
lasciando Nagaina sanguinante €
inferocita.

— Perfido, perfido Darze:! —
fischiò Nag frustando l'aria più in
alto possibile verso il nido appeso
al cespuglio. Ma Darzee lo aveva
costruito fuori tiro dei serpenti e
il nido oscillò appena.

Rikki-Tikki si senti venire gli
occhi rossi e infuocati (il che, nel-
le manguste, è segno di collera} si
accovacciò sulle zampe posteriori
come un piccolo canguro € si guar-
dò attorno battendo i denti dalla
rabbia. Ma Nage e Nagaina erano
spariti nell'erba. Quando un ser-
pente fallisce il colpo non dice
niente nè lascia indovinare quello
che si propone di fare. Rikki-
Tikki non volle seguirli perchè

SI

el



Mangusta che aggredisce un cobra

non si sentiva abbastanza forte per
affrontare due serpenti alla volta.
Perciò raggiunse il viale di ghiaia
vicino alla casa e si fermò a riflet-
tere, Per lui era una faccenda seria.

Nei vecchi testi di storia natu-
rale si legge che quando una man-
gusta rimane morsicata da un ser-
pente lottando con lui, corre a
mangiare certe erbe che la guari-
scono, Ciò non è vero, La vitto.
ria dipende soltanto dalla prontezza
d'occhio e di. movimenti — lo
scatto del serpente contro il salto
della mangusta — e poichè nessun
occhio riesce a seguire il fulmineo
moto della testa del serpente
quando colpisce, la cosa è ancora
più prodigiosa di qualsiasi erba
magica, Rikki-Tikki sapeva di
essere una mangusta giovane, ed
era quindi doppiamente soddistat-
to al pensiero di essere riuscito a
schivare un agguato alle spalle. Ciò

scopo? », pensò Rikki- Tikki.
t Ho già risolto tutto io ». Pal.
la mamma di Teddy lo raccolse.
dalla polvere e lo strinse a sè, sin.
pghiozzando che aveva salvato Ted-
dy dalla morte, e il padre di Teddy
dissî: che Rikki era stato una vera
provvidenza. mentre ‘Teddy assi-
steva alla scena con gli occhi sbar-
rati dallo spavento. Rikki-Tikki
ètà piuttosto divertito da questa
agitazione che, naturalmente, gli
riusciva del tutto incomprensibile.
La mamma di Teddy avrebbe po-
tuto allo stesso modo coccolare
Teddy perchè aveva giocato nella
sabbia. Rikki si divertiva un mon-
do,

Quella sera a pranzo, passeg-
giando sulla tavola tra i bicchieri,
avrebbe potuto rimpinzarsi quanto
voleva di cose ghiotte, ma pensava
a Nag e a Nagaina e benchè fosse
molto piacevole farsi accarezzare è

RIKKI

gli dava fiducia in se stesso, È
quando vide ‘l'eddy che veniva di
corsa verso di lui pregustò la gioia
di tarsi coccolare,

Ila proprio mentre Leddy si
chinava, qualcosa si mosse legger-
mente nella polvere e una wocetta
disse; € Attento: lo sono la mor-
ve! x», Era Karait, il serpemello
bruno color sabbia che vive di
preferenza mella terra sabbiosa, dal
morso velenoso quanto quello del
cobra. Ma è tanto piccolo che nes-
suno gli bada e perciò è tanto più
pericoloso.

Gli occhi di Rikki-Tikki si
fecero rossi di nuovo, ed egli si
avvicinò a Karait con il caratteri-
stico passo di danza ondulato ed
elastico ereditato dai suoi proge-
nitori. E' un'andatura buffissima a
vedersi, ma è così perfettamente
equilibrata che consente di spiccare
un salto a bruciapelo in qualsiasi
direzione, Rikki-l'ikki non sape-
va di mettersi in un'impresa molto
più pericolosa del battersi con Mag,
perche Karait è così piccolo e co-
si rapido nel voltarsi cne se Rikki-
Tikki non fosse riuscito a mor-
derlo proprio dietro la testa avreb-
be ricevuto il colpo di ntorno ne-
gli occhi o sulla bocca. Ma Rikki
non lo sapeva è, con gli occhi or-
mai rossissimi, saltellava avanti e
indietro cercando il punto adatto
da mordere. Karait scattò avanti;
Rikki saltò da un lato e cercò di
attaccare, ma la perfida testolina
grigia sferzo l'aria a un millime-
tro dalla sua spalla costringendole
a saltare oltre e ‘gli schizzo dietro,

— Venite a vedere! — gridò
Teddy verso casi. — La nostra
mangusta sta uccidenrdo un ser-
pente. — E Rikki-Tikki udì il
grido della mamma di Teddy. Il
padre uscì con un bastone, ma pri-
ma che fosse vicino, Karait vibrò
un colpo calcolato male e Rikki-
Tikki gli saltò addosso e, agguan-
tandolo solidamente con le zampe
anteriori, lo morsicò più vicino
alla testa che potè, scivolando poi
via. Il morso paralizzò Karait, €
Rikki-Tikki stava per mettersi a
mangiarlo dalla coda in su secon-
do l'uso della sua razza, quando
gi ricordò che un pranzo troppo
copioso appesantisce la mangusta

mentre lui doveva tenersi leggero,

se voleva conservare vigore e agi-
lità.

Così andò a farsi un bagno di
polvere sotto i cespugli di ricino,
mentre il padre di Teddy percuo-
teva il cadavere di Karait. « A che

Racconto di

coccolare dalla mamma di Teddy
e sedere sulla spalla di ‘1eddy, di
tanto in tanto gli venivano gli ac
chi rossi e lanciava il suo lungo
grido di battaglia: « Rikk-tikk-
tikki-tikki-tchk! ».

Teddy lo portò a letto con st
e volle farselo dormire sotto il
mento, Rikki- Tikki era troppo be-
ne educato per mordere © per
graffiare, ma appena ‘l'eddy fu ad-

dormentato usci a fare la su» ron-'

da motturna attorno alla casa è
nell'oscurità si imbatte in Chuchun.
dra, il topo muschiato che scivola»
va lungo i muri, Chuchundra è
una disgraziatissima bestiola. Lia.
gnucola € squittisce tutta notte
storzandosi di decidersi a correre
in mezzo alla stanza, ma non ar-
riva mai a farlo,

— Non uccidermi, — implorò
Chuchundra, quasi piangendo,

— E tu pensi che un uccisore
di serpenti uccida topi muschia-
tu? — replicò Rikki-Tikki sde-
gnoso. i

— Chi uccide serpenti verrà uc-
ciso dai serpenti, — osservò Chu-
chundra, più lagnosa che mai, —
E come faccio ad essere certa che
Mag non mi scambi per te in una
notte buia?

-— Non c'è pericolo — disse
Rikki-Tikki. Ma perchè ti
preoccupi? Nag sta in giardino, è
io so che tu non ci vai mai.

— Mio cugino Chua, il topo,
mi ha detto... — cominciò Chu.
chundra. Ma si interruppe subito.

— Ti ha detto-cosat
Sst! Nag è dappertutto
Rikki-Tikki, Avresti dovuto par-
lare con Chua, in giardino.

— Poichè non l'ho fatto... devi.
dirmelo tu. Presto, Chuchundra, st
non vuoi che ti morda!

Chuchundra si mise a sedere, è
pianse tanto che le lacrime gli co-
lavano dai baffi. — Sono proprio
un disgraziato — singhiozzò. —
Non ho mai avuto il coraggio di
correre in mezzo alla stanza. Sstl
Non occorre che ti dica nulla: non
senti tu stesso, Rikki-Tikki?

Rikki-Tikki ascoltò, La casa
era immersa nel silenzio più pro-
fondo, ma gli parve di cogliere un
fruscio debolissimo, quasi imper-.
cettibile, quanto può farne una ve-
spa che cammini su un vetro, il.
fruscio sordo delle squame del ser.
pente sul mattoni.

« E* Nag o Nagaina ». pensò,
te sta arrampicendosi sul con-
dotto di scarico del bagno. Chu-
chundra ha ragione; avrei dovuto






































































è con suo cugino Chua »,
itrò piano nella stanza da ba-
4 Teddy senza trovarvi nulla
tl andò in quella di sua ma-
In fondo alla parete liscia era
d tolto un mattone per far
l'acqua del bagno, e quan-
Rikki-Tikki si appiattò sul
Lo in muratura del bagno sen-
ig e Nagaina che bisbigliavano
tal chiaro di luna.

. Quando in casa non resterà
nessuno, — diceva Nagaina al
to — lui sarà costretto ad
fsene, € allora il giardino sari
fa tutto per noi. Entra silen-
amente, © ricorda che il primo
mordere è l'omone che ha ucci.
{arait. Poi torna fuori a rife»
i e daremo insieme la cacca a
KieTikki. o

- Ma sei certa che ci conven-
Mecidere gli uomini? — da-
dò Mag.

d Kipling

Certo. Avevamo forse una
ngi sta in giardino quando il
ngalow era disabitato? Finché
bi gulow é vuoto siamo i do-
Matori del giardino; e ricorda
i quando si schiuderanno le no-
te uova nel letto dei meloni, il
potrebbe accadere anche doma.
mostri figli avranno bisogno
lazio e di tranquillità.

Mon ci avevo pensato, —
e Nag. — Anoro, na dopo
bo è necessario che diamo la cac-
ia Rikki.likki. Uccidero l'o-
Une, sua moglie e anche il pic-
Do, se ci riesco, e uscirò in si-
inzio. Allora il bungalow resterà
sero e Rikki-Tikki se ne an-

queste parole Rikki-Tikki &
ml iremere tutto d'ira e di odio;
Mi la testa di Nag sbucò dal con-
Mito, seguito dai cinque piedi di
ni fezza del suo pgellao corpo.
‘turente com'era, Rikki- Tikki
spavento molto quando vide le
imensioni del grosso cobra. INag
attorcigliò, alzò il capo a guar
ire nell'oscurità Ja stanza da ba.
Mo e Rikki vide lo scintillio cei
foi occhi.

fuse lo uccido qui, Nagaina se
b'accorge; d'altra parte se lo al-
fonto in mezzo alla stanza le
Probabilità sono tutte a suo favo-
e. Che devo fare? », si domandò
berplesso Rikki- Tikki= [awi,

Nag si dondolò avanti e indie-
fo, e poco dopo Rikki-Tikki io
enti bere nella brocca rossa che
erviva a riempire il bagno, —
uona, — disse il serpente. — Ed
Ora, vediamo un po: quando Ka-
venne ucciso, l'omone aveva in
lano un bastone. Può darsi che
fibbia ancora con sè, ma quando
ertà in bagno domattina non lo
trà certamente, Aspetterò qui che
gli venga. INagaina,.. mi sentif...
Bpettero qui al fresco fino al mat-
Ino.

Da fuori non giunse nessuna
ri osta, e Rikki.Tikki capi che
sgaina se n'era andata, Nag si
svvoltolò spira a spira intorno al
fondo panciuto della brocca e
Rikki-Tikki rimase perfettamente
immobile. Dopo un'ora cominciò
è muoversi con estrema lentezza
la brocca. Nag dormiva, è
Rikki-Tikki osservò il suo dorso
pos sente studiando quale punto a-
ebbe offerto miglior presa. « Se
mon gli spezzo la schiena al primo
Gissalto può ancora combattere n.
D sò « se combatte... povero Rik-
ki! ». Esaminò il volume del collo

sotto il cappuccio, ma decise che
era troppo per le sue mascelle; è
un morso vicino alla coda non
avrebbe fatto che inferocire Nag.

© Devo agguantarlo alla testa »,
si disse infine, « alla testa sopra il
cappuccio. E quando lo avrò ad-
dentato non devo più mollarlo ».

Allora saltò, La testa di MNag
era leggermente scostata dal vaso,
e nell'attimo stesso in cui adden-
tava, Rikki puntò la schiena con-
tro la pancia della brocca rossa per
tener meglio inchiodato il serpente.
Ciò gli diede un secondo di van-
taggio che sfruttò al massimo. Poi
fu sbatacchiato sul pavimento co.
me un topo da un cane, in su è
in giù, a «lestra e a sinistra, in
larghi cerchi; ma aveva gli occhi
rossi e non mollava la presa, men-
tre il suo corpo spazzava il pavi-
mento rovesciando la bacinella, il
portasapone e lo spazzolino e fa-

TIKKI

ceva rintronare la parete metallica
della vasca, La sua preoccupazione
era di serrare sempre più le ma-
scelle perchè ormai era certo di mo-
rire, e per l'onore della sua razza,
voleva almeno che lo trovassero
coi denti ricongiunti, Era stordito,
dolorante e si sentiva a pezzi.
quando qualcosa esplose come un
tuono proprio dietro di lui: una
vampata calda gli fece perdere i

sensi e una fiammata gli bruciac="

chiò il pelo, L'omone, destato dal
baccano, aveva scaricito le due
canne del suo fucile contro Nag,
proprio dietro il cappuccio,

Rikki-Tikki rimase coi d:nti
serrati e gli occhi chiusi perchè ora
cra proprio sicuro di essere morto.
Ma la testa del serpente non si
muoveva più, e l'uomo, tirando su
Rikki-Tikki, disse: — E' anco»
ra la mangusta, Alice; la bestiola
ha salvato la vita a noi; stavolta.
— Poi la mamma di Teddy entrò
pallidissima a guardare i resti di
Mag, e Rikki-Tikki si trascinò in
camera di ‘Teddy trascorrendo il ri-
manente della notte a tastarsi deli-
caramente per vedere se era rotto
davvero in quaranta pezzi come
gli pareva.

Quando venne il mattino cera
ancora tutto dolorante ma molto
soddisfatto di se stesso. — Ora
devo regolare i conti con Nagaina,
che sarà peggio di cinque Nag. E
chissa quando si schiuderanno le
uova di cui parlava! Dio buono!
Devo andare a consultarmi con
Darzee.

Senza nemmeno aspettare la co-
lazione, Rikki-Tikki corse al ce-
spuglio di spini. dove trovò LDar-
zee che cantava a gola spiegata un
inno trionfale. La notizia della
morte di Nag circolava già per
tutto il giardino perchè un servo
aveva gettato il cadavere sul mue.
chio delle immondizie,

+ Balordo ciuffo di pinne! —
esclamò Rikki-Tikki irritato. —
Ti sembra il momento di cantare?

— Nag è morto... è morto... è
morto! —cantò Darzee, — Il pro-
de Rikki-Tikki lo ha afferrato al-
la testa e non l'ha più mollato.
L'omone ha portato il bastone to-
mante e Nag è caduto in due perzi!
Non mangerà mai più i miei pic-
coli,

— Fin qui siamo d'accordo:
ma dov'è Nagaina? — domando
Rikki-Tikki, guardandosi pru.
dentemente intorno,

Nagaina andò al condotto
della stanza da bagno e chiamò

Nags — prosegui Darzee, —- è
Nag uscì in cima a un bastone...
il servo lo raccolse sulla punta del
bastone e lo getrò fra le immon-
dizie. Cantiamo ii grande Rikki-

‘Vikki dagli occhi rossi! — E
Darzee gontio la gola e cantò,
— de potessi arrivare al tuo

nulo t farei ruzzolare Îuori tutti
i piccoli! — disse Rikki-Tikki.
— Non capisci mai qual'è il mo-
ento adatto per tare le cose. lu
sel al sicuro, lassi nel ino nida,

ila per ine, quaggiu, CE fQue.ra,
«nre LE un momento di CADICE,
LJarzee.,

— Per amore de grande del
bel Rikki=Tikki smetterò, dus-
se Llarzer, —1 Che vuol, o Stermi.
natore del terribile Nag!

-— Per la terza volta: mi dici
dov'è Nagaina?

Sull'immonderzaro vicino alle
scuderie, a piangere la morte di
INag. (rande e Rikki-Tikki dal
candidi denti.

— Al diavolo i miti «andidi
denti! Non sai dove tenga le uovaî

= [Nella melonzia, dalla parte
del muro, dove batte il sole rutto
il giorno, Le ha nascote li tre
settimane fa,

— E non ti è mai passato per
la mente che valesse la pena di dir-
melo? Dalla parte del muro, hai

detto? +
Non vorrai
uova, Rikki-Tikki!

— Non proprio mangiarle, no.
Se hai un briciolo di giudizio,
Darztee, dovresti volare alle scude=
rie, lingere di avere un'ala spez>
zata e tarti inseguire da Nagana
nno 2 questo cespugno. Lievo an-
dare alla melomaia e se ci andassi
ori, Nagaina mi vedrebbe.

DWarzee era un wcocellino dal cer-
vello leggero come una piuma che
non riusciva ad accogliere più di
un'idea alla volta; e soltanto per-
ché sapeva che i piccoli di Na.
galna nascevano dalle Uova some
i suoi, dapprima gii parve che non
fosse giusto ucciderli, Ma sua mo-
glié era più saggia e sapeva che le
uòova di cobra +volevano dire del
iuturi cobra; perciò volò via dal
nido e lasciò Liarzee a tenere caldi
i piccoli e a continuare 1 suo can-
Lo sulla morte cdi Mag. Diarzee die
va molti punti in comune con gli
uomini,

tissa svolazzò sotto il maso di
MNagauna vicino all'immonderzato,
lamentandosi. — Oh, ho un'ala
spezzata. Îl ragazzino mi ha turato
un sasso e me l'ha spezzata, — E
continuò 4 svolazzare più triste-
mente che mai,

Nagana alzò il capo. — Sei tu
che hai messo in guardia Rikki-
Nikki quando stavo per ucciderlo,
— sibilo. — Hai scelto un brutto
posto per venire a zoppicare, — L
striscio nella polvere verso la mo-
alie di Darzee,

— ll ragazzino me l'ha spezza-

ta con un sasso! — strillò ancora
la moghie di Darzee,
Beh, forse quando sarai
morta potrà consolarti il sapere
che regolerò 1 conti col ragazzino.
Stamane mio marito giace sull'im.
mondezzaio, ma prima di notte
il ragazzino giacerà privo di vita.
A che scopo fuggire? Sono certa
ci prenderti! Guardami,, piccola
sciocca |

La moglie di Darzee si guardò
bene dal fare una cosa simile per-
chè sapeva che quando un uccello
guarda un serpente negli occhi si
spaventa al punto da restare pa-
ralizzato. Perciò continuò a svo-
lazzare raso terra pigolando Jla-
mentosamente e Nagaina affrettò
l'andatura,

Rikki-Tikki li senti risalire il
viale delle senderie, e si affrettò in
fondo alla melonata. vicino al
muro, Là, tra il tepido letame
in mezzo ai meloni trovò venti-
cinque uova abilmente nascoste,
grosse all'incirca come le uova
della gallina di Giava, ma con una
pellicola bianchiccia al posto del
guscio.

« Ancora un giorno e sarebbe
stato troppo tardi », si disse Rik



mangiarie le

ki. Tikki: infatti si veaevanoò 1
piccoli cobra raggomitolati dentro
sa pellicola, c Ikki sapeva che
app:na usciti dall uovo erano in
condizioni di Wtéidere tanto UN
uomo che una mangusta, kuppe
coi denti la punta delle uova più
rapidamente possibile schiacciando
con cura i piccoli cobra e rimuo=
vendo di tanto in tanto il letame
per assicurarsi di non averne tra-
scurato qualcuno, Alla fine erano
rimaste soltanto tre uova e Rarki-
iikki cominciava 4 sogghugnare
soddisfatto quando udì la moglie
qu ibarzee che strillava:

—T— kKikki-Tikki: ho condotto
Maganna verso la casi, ed essa €
saluta sulla veranda e... ob, vieni
presto... ha intenzione di uccidere!

Rikki-Tikki schiaccio due
uova, rotolò all'indietro giù per la
melonaia col ‘terzo uovo in bocca
e si affrettò verso la veranda velo=
ce come il vento. Teddy e i suoi
genitori erano seduti alla tavola
per la colazione, ma Rikki-likki
vide che non toccavano cibo. Sta.
vano immobili come pietrificati,
pallidissimi in viso. MNagaina era
arrotolata sul tappeto vicino alla
seggiola di ‘Teddy, a bro della
gamba nuda del ragazzo e ondeg-
giava avanti e indietro cantando
un inno di trionfo,

— riguo dell'omone che ha uc-
ciso Magi sibilava, — Non
muoverti. Mon sono ancora promn-
ta. bermi tutti, voi Ure. de vi
muovete colpirò è se non vi muo-
vete colpirò. Oh, insensati. che
avete ucciso il mio MNagl

Teddy aveva gli occhi fissi sul
padre, il quale non pote che sus-
surrare: — Non muoverti, Ted>
dy; non devi muoverti. Sta' fer-
mo, Teddy.

Allora Rikki-Tikki balzò sul.
la veranda e gridò: Voltati,
Magaina, voltati e combatti!

— Qeni così a suo tempo —
rispose ÎNagaina senza spostare gli

"- —=

occhi, — KRegolerò i conti anche
con te, tra poco, Guarda | Luoi
amici, Rikki-Tikki. Sono immo-

bili e pallidi; hanno paura. ÎNon
osanò muoversi è se tu ti avvicini
di un passo scallerò.

— Wa' a vedere le tue uova nel-
la melonaia, vicino al muro, —
qisse Bakki-Tikki, — Wa a Ye
dere, INagaina, L'enorme serpente
sì giro un poco è vide | uovo sulia
veranda. Ah! Dammelo! —-
esclamo.

kuikki-Tikki impugnò solicda-
mente l'novo tra le zampe, c 1 FUOI
«cm si lecero posso.lamma. —
(Quanto olirte per un uovo Qi str
pente? Per un giovane cobra! Per
un giovane cobra reale? Ver l'ul-
timo... l'ultimissimo della covata?
Le iormiche stanno mangiandosi
gli altri, giù nella melonaia.

Nagaina si voltò dei tutto, di-
menticando ogni cosa nell'ansia di
recuperare l'uovo superstite; è
Rikki-Tikki vide il padre di 1ed-
dy allungare fulmineo il braccio,
afferrare ‘Teddy per la spalla è
ritirlo a sè attraverso il tavolino:
sopra le tazze da te, portandolo al
sicuro, fuori tiro di Nagaina.

— Giocata! Giocata! Giocata!
Rikk-tektck! — gorgogliò KRik-
ki-Tikki. — Il ragazzo è salvo
é sono stato io... io... io che ho
addentato Nag sopra il cappuccio.
la notte scorsa, nella stanza da ba-
gno. — Poi cominciò a saltellare
sulle quattro zampe, a testa bassa.
—- Mi ha squassato in tutti i mo-
di, ma non è riuscito a scuotermi
via. Era già morto prima che
l'omone lo facesse scoppiare in
due, Sono stato io. Rikki-tikki-
tck-tck! Vieni, dunque, Nagaina.
Vieni a combattere con me. Non
rimarrai vedova a lungo.

Nagaina capi che ormai aveva
perduto l'occasione di uccidere "Ted-
dy e guardò l'uovo tra le zampe
di Rikki-Tikki. — Dammi l'uo-
vo, Rikki-Tikki. Dammi il mio
ultimo novo e me né andrò per
non tornare mai più, -—— disse ab-
bassando il cappuccio.

— Si, te ne andrai per non tor.
nare mai più perchè andrai sul

oe

mucchio delle immondizie, insieme
a INag, Difenditi, vedova! L'omo-
ne è andato a prendere il suo tu-
cile. Difenditil

Rikki-Tikki saltellava attorno a
Magaina, tenendosi appena tuorì
portata dar suoi colpi. con gli
occhietti come due carboni arden-
ti. Nagaina si raccolse su se stessa
© gii si scagliò contro, ma Ruikki-
ITukki balzo rapido indietro. Una
volta, uh'altra e un'altra ancora
Nagaina vibro il colpo, è ogni
volta la sua testa batte a vuoto
sulla stuoia della veranda mentre
il suo corpo si avvolgeva a. spi.
rale come una molla d'orologio.
l'oi Rikki-Tikki girò, sempre sal-
tellando, per andarie alle spalle è
NNagaina si spostò per tenergli
fronte, muovendo la coda sulla
stuoia con un rumore come di to-
glie secche mosse dal vento,

Rikki-Tikki aveva dimenticato
l'uovo, Esso giaceva ancora sulla
veranda e Nagaina gli si avvicinò
sempre più finché, mentre Rikki-
Tikki riprendeva fiato, lo afferrò
in bocca, infilò i gradini della ve-
randa e parti come una freccia giù
per il sentiero, inseguita da Rikki-
Likki, Quando il cobra è in pe.
ricolo di. vita corre con la rapidità
di uma frusta schioccata sulla grop=
pa di un cavallo.

Ruikki-Tikki sapeva che dove-
va accinapparla, altrimenti ci 5a
rebbero stati altri guai. Nagnina
filava dritta verso l'erba alta sotto
il cespuglio di spini, e, mentre cor-
reva, Rukki-Tikki udì Darzee che
cantava ancora la sua sciocca can-
zoncina di trionto. Ma la moghe
di Darzee, più sveglia, appena vide
arrivare Nagama volo fuori de! ni.
do e le andò a starnazzate intorno
alla testa. Forse, se Darzee l'avesse
aiutata, sarebbero riusciti a farla
voltare; cosi, invece, INagaina ab-
bassò soltanto il cappuccio e pro-
segui. ‘l'uttavia, quell'istante di
esitazione bastò va Rikki-Tikki
per raggiungerla è, proprio quando
ixagaina si Iulio neuo tana ol topo
dove lei e ÎNag avevano tatto il co-
vo, le pianto 1 dentini bianchi nel
la coda e la segui nel buco, ben-
ché ci siano ben poche mangustt,
per quanto saga to anziane, che
osino seguire un cobra nella sua
tana,

C'era buio, lì dentro, e Rikki-
Tikki nona poteva sapere quando
la galleria si sarebbe allargata dan-
do a Nagaina il posto suficiente
per voltarsi e colpirlo. Si tenne
disperatamente aggrappato, pun-
tando le zampe perchè Lacessero da
ireno sull'oscuro pendio della ter-
ra tiepida e umida.

Quando l'erba fini di ondeg-
giare all'imboccatura della tana;
Darzee disse: — E' finita per Kik-
ki-Tikki! Dobbiamo cantargii il
canto «funebre. Il prode Rikki-
Tikki è morto! Magaina lo ucci-
derà certamente sottoterra.

E cantò una canzone molto tri»
ste, improvvisata sul momento;
ma proprio quando arrivò alla
parte più commovente, l'erba tre-
molò di tuono e Rikki-Tikkis
tutto sporco di terriccio, si issò
fuori del buco, una zampa dietro
Valtra, leccandosi i baffi. Darzee
s'interrupp: con un gridetto di
stupore. Rikki-Tikki si scosse da
dosso un po' di terra e stamnuti.

E' finito tutto. — disse, —
La vedova nor uscirà mai più. —
E le formiche rosse che vivono Îra
eli steli dell'erba lo udirono è co
minciarono a scendere in fila in-
diana nel buco per wedere se aveva
detto la verità.

Rikki - Tikki si raggomitolò
nell'erba e si addormentò di col.
po e dormi, dormi fino a pomerig=
gio inoltrato perchè aweva avuto
una giornata faticosa davvero.

Ora, — disse quando si
sveglio, — tornerò alla casa, Rac-
conta al Calderaio che Nagaina è

(1) Casetta a um sol piano, @lr-
condata da una grande veranda: ti-
pica costruzione coloniale,

9

COR Re di

morta, Darzee, e lui lo riferira a
tutto il giardino.

Il Calderaio è un uccello che fa
un verso simile al rumore di un
martellino su un vaso di rame; e
lo ripete continuamente perché è
lo strillone di tutti i giardini in-
diani e racconta le novità a tutti
quelli che lo vogliono ascoltare.
Mentre Rikki-Tikki risaliva il
viale senti le sue not: di «attentiv,
che lacevano pensare al promo
gong che annuncia che il pranzo
e in tivola, e poi il. regolare: —
Ling-dong-tock! Nag è morto.
dongi INNagaina è morta! Dong-
uongetock!

Mila notizia tutti gli wecelli del
piardino si misero a cantare e le
rane a gracidare; perché Nag e Na-

puna mangiavano anche le rane,
oltre agli uccellini.
Quando Rikki-Tikki arrivò

alla casa, léday, sua madre (anco-
ra pallidissima. perche era appena
rinventta da uno svenimento) €
suo padre gli vennero incontro, €
Quasi piansero di commozione; è
quella sera, 2 pranzo, Rikki man
pio tutto quello che gli offrirono
lino ad essere sazio è poi si ad-
dormento sulla spalla di Teddy.
Ju li che la mamma del ragazzo lo
irovo quando, da notte tarda, entrò
nella sua stanza.

- Ha salvato la vitara Teddy,
— disse al marito, — l'ensa: ci
ha saivato la vita a tutti,

— Uh, siete voi, — disse, —
Di che vi preoccupate? I cobra
sono IUtri morti, è anche se noi
lo fossero, ci sono jo,

Rikki-Tikki aveva diritto di
essere hero di se stesso; ma non
lo diventò troppo e protesse il

giardino come si conviene a una
mangusta, con denti. coi salti, col
balzi e coi morsi, tanto che nes-
sun cobra osò più mostrare la te.
sta dentro il recinto.

Isolato il virus
del tracoma

Il « virus» del tracoma;
delle più gravi malattie della vi-
sta di cui soffre circa un quarro
della popolazione mondiale, è sta-
to isolato di un gruppo di scien-
ziati inglesi. Sarà così possibile,
entro un periodo di tempo relati=
vamente breve, preparare un vac-
cino od altri mezzi di cura grazie
ai quali sarà debellata la grave ma-
lattia, particolarmente diffusa nei
Nord Africa e nel Medio Oriente
dove, in certe località, il 90 per
cento della popolazione infantile
ne risulta affetta,

una

Ai liguri
il record del fumo

Il tabacco consumato in Italia
nell'esercizio finanziario 1957-58
è stato di 52.309.798 chilogram_
mi circa, con una spesa di 465 mi-
liardi 549.370.568 lire, Il consu-
mo per persona è stato di 1,048
chilogrammi, il contributo a va-
lore per persona di 9.327 lire.

Nella graduatoria delle diverse
regioni d’Italia, per quanto Li.
guarda i consumi testatici dei ta-
bacchi, la Liguria ha occupato il
primo posto assoluto con un con-
sumo di kg. 1,473, precedendo la
Valle d'Aosta con kg. 1In412, il
Lazio con kg. 1.256, la Lombar-
dia con kg. 1,353, CC,

Considerando, invece, soltanto
il consumo delle sigarette, che han-

no rappresentato circa V86 per
cento del tabacco consumato, la
graduatoria è rimasta invariata

per il primo posto, mentre ha su-
bito mutamenti per le posizioni
successive: infatti il ligure in mée-
dia ha fumato 1.288 sigarette in
dodici mesi, il laziale 1.206, il
lombardo 1.114, il toscano 1.040,
l'emiliano 1.045.

TO





| Ribalta

Ancora una volta | fatti hanno
fatto convergere su Cipro l'at-
tenzione del momo intero, Sta-
volta però, per fortuna, non si
tratta più di faiti di sangue, dl
ribellioni è di repressioni, ma di
qualcosa di assai più confortan-
te. Cipro Infatti, In seguito alle
recenti trattative anglo-greco=
turché, ha flnaltiente ottenuto
quella indipendenza polltica cui
da gran tempo aspirava e per la
quale i suoi cittadini hamno lurn-
gamente, lottato, Tracciamo qui
sotto um breve profilo storlto=
geogralieo dell'isola per tanti
secoli insanguinata dalle lotte
ira le maggiori potenze dell'De-
cidente e dell'Oriente mediter=
ramo,



Tp rota di Cipro nell'antichità
sì hanno scarse e poco precian
notizie, Sembra iuttavia certo,
specialmente in seguito agli scavi
archeologiei degli ultimi vent'anni,
che esso sla sinta abitata, fin dal
neolllico feià della pietra levigata),
dda una popolazione che abitava in
grotte e ln cul originé non sl è*
potuta sinbilire, Verso la metà del
terzo millennio a. C. gli isolani era-
no dediti alla pastorizia è all'agri-
coltura, e già intorno al 2000 n, ©.
incominela la lavorazione del rame,
forse in seguito allo sviluppo del
commercio com la Siria e. l'Eglito,
T rapporti con l'Occldente s'infizianòo
solo dopo la metà del millennio, man
si sviluppano in modo notevole,

Tuttavia lan conformazione del=
l'isola, aperta più verso il levante
che verso ll settentrione o il pa-
nente, fece sì che essa vivesse più
nell'orbita siriaco-fenicia, come è
provato dall'assenza. di Cipro dal-
l'orizzonte ellenico sia dell'Iliade
che dell''Odissen, dalla esistenza
di Importanti centri fenici in templ
storici, dal vassallaggio del sovra-
melll dell'isola verso Sargon re di
Assiria, cul fu elevata a Cizio una
>ziele onoraria con immagine, ed
iscrizione cuncitorme, Da questo
primo documento apprendiamo che
il territorio eran diviso in parecchie
città-stato, n clinseuma delle quall
presiedeva um sovrano,

Nel S6t a. G, il farnone Amarsi
aceeupa Cipro, sila pure per breve
tempo però, perchè sulle rovine
del regno assiro si stava formando
un nuovo grande impero, quello
dei Persiani per opera di Ciro. Il
suéeceszore di Ciro, Cambire, scom=
fisse nella grande battaglia di Pe-
Iusio (525 a, C.} il successore di
Amasis, Prsammetico IN, e Cipro è
iutto l'Egitto passarono sotto il da-
minio persiano.

Intanto l'espansione ellenica pro-
grediwva ln tutto l'Egeo, tenacomen=
îe contrastata «dal Persiani fino a
quando le guerre vittoriose di Ales-
sandro Magno ridussero Cipro in
pieno mondo ellenico, Caduta più
tardi in potere del re d'Egitto, Ci-
pro fu conquistata da Roma nel 58
a,C, e fu governata da proconsall
romani fino alla caduta dell'Impero,

L'isola fu poi governata da Bli-
sanzio fino al dilagare della corn

quista islamica, quando fu oce-
cunata da un luogotenente del
cnllifo Otbman e più volte presa

e ripresa dal bizantini e dai mus-
solari.

Cacclati gli arabi nel X secolo,
il restaurato governo bizantino n
Cipro assunse, per opera dei go-

vernatori, tendenze di avtonomia,
decisamente affermita nel 1184 di
Tsacco Comneno, che si ribellbà

apertamente a Bisanzio e sl trovò
in lotta nom solo con | Wzantini, ma
anche contro | latini delle crociate,
che avevano creato basl commer-
ciali “a Limassol e a Nicosia, Il
Comneno sconfisse 1 bizantini, mi
fu battuto dal'latini, con l'atuto del
tuali 41 re Inglese Riccardo Cuor
di Leone, durante la 3.1 crociata
ocecupb | punti strategici costlori
dell'isola (1191), che fu pol ceduta
ni Templari.

A questo punto sl inserisce nel-
la storia di Cipro una dinastia che,
ira drammuotiche vicende, diede orl-
gine a un regno durato fino al 1488:
la dinastia del Lusignano, Quella del
TLusignano era un'antica famiglia di
feudatari francesi, Guido di Lugl-
grano, che aveva partecipato alla
Terza Crociata, comprò dni Tem-
plari per 40.000 marchi la corona
di Cipro; e il fratello Amalrico, che
gli succedette alla sua morte, ot-
tenne la definitiva investitura dal
l'imperatore Enrico VI,

Dopa il 1100, intanto, fvevano
fatto scalo nell'isola elementi mer-
cantili veneziani, amaliilani, pisani,
genovesi e pugliesi. Tra essi preval-
sero i Genovesi, i quall ottennero
con larghe franchigie l'istituzione
delle due colonie di Limassol e di
Famagosta è del relativo consola
to (1218).

Anche ln penetrazione veneziana
era stata notevole, è ni mercanti
veneziani erano stati accordati am-
pi possessi fondiari € diritti giuri
sidizionall.

Fu assai difielle per 1 re di

CIPRO

Cipro trovare un accordo idura-
turo con Genova è Venezia, tanto
più che ogni concessione fatta al-
l'una urlava contro la reazione del
l'altra.

ll re Pietro Î, salito al trono nel
1359, immaginò di svincolarsi dal-
la pesante pressione delle due po-
ienze con l'instanrazione di un do
minio mediterraneo, capace di fre-
nare la prepomleranza occidentale,
senza olflenderne le prerogative,
mantenute Inizite, rispettnie è rin-
novate in un'atmosfera dli cordiale
collaborazione, Imveco senlenà, In
questo giuoco di equilibrio, le mal

muolgrilo la disperata difesa di Fa
magosta da parte di Marcantonio
Bragadin, che fu seorticato vivo, la
occuparono, Cipro, in possesso del
Turchi, non ne pundagnò, Le risorse
interne rapidamente scemarono, |
vantaggi del traflico internazionale
furono progressivamente ristretti,
la forza politica, in mano di una
patenza che non la seppe sfruttare,
tramonib per qualche secolo, Nel
1878 però l'Inghilterra, preoccupata
di mantenere l'integrità dell'Impero
(}itomano, chè stava per subire un
pericoloso collasso ml opera della
Hussia, pensava beno «di oceupare























dt E 23 li
Sana Br
dio #03, NICOSIA

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% MOI a Asc



sil
Il n































E= =_=
—Sramagosta——"® =
E FAMAGOSTA ===



























sopite pelose di Genova è Venezia.
quietate a danno del regno {13651},
in quanio ill re dovelte cedere alla
prepotenza genovese, che riusciva n
dar forma più conereta alla sua
signoria su Famagosta, I Genovesi
compivano pol ll loro plano nel
1373, esigendo la cessione di Fa-
magosla e l'occuparono, six pure n
titolo di pogno e restando la città
solto la sovranità nominale dei Lu-
signano, per quanto in pratica per-
duta per la corona, Ogni tentativo
per riprenderia, da parte del re
Fietro II, falli, @ il suo successore
Giacomo di Lusignamo dovette ce-
derla «definitivamente, Aveva così
inizio la signoria penovese su parte
dell'Isola, tanio più trannica in
quanto governata è controllata ia
un groppo di armatori che avevano
anticipate le spese dell'impresa,

Ma dopo la vittoria Genova, déo-
minata dii piutoerati, si trovb In
una grave crisi che non le com-
senti di sfruttare le ultime conqui-
Sile se non come strumenti ili sfor=
tumate operazioni finanziarie, tra il
fmtinare di muovi elementi pene
trati nol Mediterraneo orientale,
cul conveniva cedere il passo: |
Catalani è 1 Saraceni, Venezia. pur
arretramilo, idifere le sue posizioni
è nali nlbori del XY secolo, ellmi-
nati | Genovesi, sl trovò di fronte
questi due nuovi nemici. Cipro fu
ben presto invasa da elementi cato.
lani, mentre fil re Giano, per non
perdere Il possesso dell'isola, ne
sozlava un tributo col Sultano li
Egitto (1397), Ml governa di Gianna
e quello del successore Giovanni 30
(1432-1460) soenano lin decadenza
del regno clnrlota, che frattanto ern
ricanduto sotto la tirannia dei (Ge-
novesi, intesi a ricumerare f fentti
dei capitali impiegati dai loro ante-
naff. & im bola dell'aspra loita fru
Veneziani e Catalani.

Alla morte di Giovanni IT {1400Y
iline erali, l'umo lesittimo, Carlotta,
l'altro illegittimo, Giacomo, si con-
lemidoma la sueceszione con le armi.
Alle lorn snalle stanno però altri
più forli combattenti, Carlotta «i
Tusignano, moglie di Ludovica dll
Savola, la ‘cui parentela fia dewnl-
vere nella casi dei Savola | diritti
sul morente regno, è favorevole nl-
la protezione del Catalani e del re
aragonese Alfonso di NKnpoll. Gin
comò si schiera dalla parte del
Ventzliani, 4 cquall gli offrono In
sonsa Caterina Cornaro. figlia hel-
lissima del patrizio Andrea Corna-
ro, muove alla conquista del regna
« emore la corona, N matrimonio,
rho in casa di morte del re avrebbe
duio sila Serenissima qualche titolo
gluridico, o meglio qualche prete-
sin, per l'annessione del regno, vie-
ne colehrato nel 1473, L'anno se-
miente Giacamo TT muore lasciando
vart figli naturali e mn naselturo
leestitima, ché morirà bambino, Ca
terina divenne regina di Cipro è
resto sul trono per più di un de
connio, fatta segno alle ostilità più
agnree, bolltiche e militari. di mpre-
tendenti e conquistatori, Ma Vene.
zia vigllava alla difesa del suoi
interessi e nel 1488, visto che Cate-
rina aveva assunto um atteggia-
mento ambiguo ed Incerto, In ri-
chiamb dall'isola e Inalberò il wes-
«illo di S. Marco iIncorporamidlo Il
ftarrlitorio nell'amministrazione della
Siato,

A meno ili un secolo di distanza
{ Torchi, cennsel dell'importanza
strateelea dell'isola, puntavano 1 lo
ro sforz] su ili essa è nel 1571,

l'isola per salvaguardare i propri
interessi, riconoscendone però l'al-
ta sovranità turca ed accettando ill
pagare un iributo, Ji passivo eco-
nomico, che sì addossava con Vac-
quisto dij Cipro, era compensato
dall'attivro politico, che consentiva
all'Inghilterra di ossere presente în
un punto particolarmente delicato,
Nel 19514 anche questo tributo fni
con lo sfacelo dell'Impero Qitomano
e l'Inghilterra protlamava il pro.
tettorato sull'isola, che trasformava
pol in calonia nel 1925,

Ù dd dw- ”
Tracelato così, a grandi linee, il
quadro storico di Cipro, comple
tinamo quiesta rassegna con rapleli
accenni alle sue condizioni geo
graliche, economiche, etniche,

L'isola è situata nel Mediterra=
neo orientale a 65 km, dalla costa
turen e a #4 km, dalla costa “sl
riana, Ha una superficie di 9250
Emi, {è la terza, quindi, dopo SI
cilia e Sardegna) e una popolazione
di 521.000 abitanti, di cul 416,000
greci, il resto turchi. Le città prim-
cipali sono Nicosia (oltre 42.000
abitanti), Limassol (28.000 ablian-
ti), Larnaka (17.000 abitanti), Ky-
renia (3.500 abitanti), Famagosta
(21,000 abitanti), Scarse sono le
tomunicazioni ferroviarie \& sira-
dali: infatti vi è un'unica ferrovia
da Famagosta a Morfu, lunga 114
km., e strade modeste su cul elr-
colano meno di 8.000 autovelcoli.
T porti sono n Làrnaka è n Limas-
sol; quello di Famagosta è ormai
Inservibile per i bassi fondali,

La popolazione si dedica per la
maggior parte all'agricoltura è alle
nttività artigiane casalinghe, Tr con
tadini +Ivono poveramente e lavo-
rano i campl con attrezzature piut-

tosto primitive, Sotto l'Inghilterra
Cipro ha comunque risallto, sila.
pure lentamente per le sue scarse
risorse naturali, la china dell'ab-
bandono e dell'isolamento in cul
l'aveva gettata la trisecolare domi-
nazione olitomana. Si coltivano Îl
frumento, l'orzo, ln patata, gli al-
berl da frutto, la vite, l'olivo, gli
agrumi, Il tabacco, I carrubo, che
Cresce spontaneo, si esporta. Non
«i sono foreste, ma solo piecoli bo
schi e macchie. Scarso è il bestia-
me: pecore, capre, asini, muli, ca-
valli, bowini. Solo la pesca dà um

sensibile contrituto all'economia
dell'isola, specie quella delle spu-
gna,

Per quanto rigunrda le Industrie,
sono degne dli nota solo quelle
estrattive, in quanto vl è qualche
buona miniera di rame, di zolfo è
di amianto, l'artiglannoto della cera
mica è della lana, piccole industria
enologiche e olearie,

N, clima di Cipro è quello che
si ritrova in tutte le regioni maill-
ierranee, con inverni miti e piovosi
cl estati calde e asciutte, N rillevoa
è cnratterizzato dalla cotena mon»
tuoga di Kywrenia è Kàarpaso a set-
tenirlone, da una vasta pianura
centrale e dalla catena di Trociddos
a mezzogiorno, Kessun monte arriva
al 2.000 metri. Il paesaggio è co-
munque ridente è pittorezco, tanto
che Cipro è stata definita « La perla
del Levante 4, È

nt
d. |.

In funzione
a l'rascati
l’'elettrosinerotrone

L'elettrosincrotrone di Frascati
e entrato in lunzione alla sua pa-
tenza massima di 1000 Mew il g
febbraio 1959 alle ore 19.

(Juesto successo finale della moc-
china di Frascati é stato raggiunto
in considerevole anticipo sul qua-
dro dei tempi stabiliti nei mesi
scorsi. Il risultato raggiunto dal
gruppo di ricercatori di Frascati
riveste un elevato interesse scien-
tifico e tecnico sul piano interna-
zionale per i seguenti motivi:

1) L'elettrosinerotrone di Fra-
scati è la macchina acceleratrice di
elettroni più potente in Europa
ed insieme con le due macchine si.
milari di Caltech e di Cornell (Usa)
la macchina per elettroni di mas-
giorè energia oggi esistente,

2) L'intensità della macchina di
Frascati tocca già il limite più alto
che sia stato mai raggiunto da si-
mili macchine per elettroni,

Sono ormai iniziati gli esperi-
menti che potranno condurre l'elet-
trosincrotrone ad una intensità che
permetterà muovi tipi di ricerche
nel campo della fisica nucleare,

3) Si tratta di una macchina in-
teramente progettata e costruita in
Italia con la partecipazione di ditte
e complessi italiani che si cimen>
tino per la prima volta nel campo
delle costruzioni nucleari.

RUVTHNE MOMO HTIAA SPOCLHT ODDO COTUIA > ORRORI FONDONO COCCO CACAAA OCCHNON ONDE OTROAD OLONA OEPVVOVOVORA OTVACAA OVDARVOUCORIOVOLHY AN 0ODOROOHV MORONE VO Lane





i ne = î
c Cseti =
= Ge i è ) =
z # z
3 Bassa marea (da «Il Giorno 3} È
UTO GIS



di

ogni sezione è stata equipag-
giata con particolari apparec-
ichiature atte a favorire i ra-
(pidi avviamenti.

Al momento in cui detti
studi vennero condotti, nel
imondo esisteva una sola cen-

ale — quella di Astoria ne-
igli Stati Uniti, costruita dalla
* General Eletric=» — che era
stata prevista ed installata per
(far fronte a consimili esigenze
di esercizio.

La centrale di Bari oggi
nziona già con due gruppi
turboalternatori, il primo di
tostruzione originale « G, E.»
e il secondo di costruzione An-

sezione















Bari

saldo, mentre il terzo gruppo,
pure Ansaldo, entrerà in servi-
zio, come detto, prima della
fine della prossima estate.

La turbina è a risurriscal-
damento intermedio ed a con-
densazione, con sei spillamenti
di vapore non regolati per il
preriscaldamento dell'acqua di
alimento. La macchina è del
tipo tandem - compound a dop-
pio flusso sulla bassa pressione.
Le ammissioni del vapore sur-
riscaldato e di quello risurri-
scaldato sono adiacenti in una
zona centrale della turbina di
alta pressione mentre il flus-
so delle due parti (precedente

e seguente il risurriscaldatore)
è rivolto in direzione opposta.

La turbina, accoppiata di-
rettamente, mediante giunto
rigido, all'alternatore, è com-
posta dei corpi di AP, di MP
e di BP.

Le fusioni e i fucinati, che
oggi l'industria siderurgica na-
zionale fornisce correntemente
e con ottimi risultati, sono in
acciai legati di elevate carat-
teristiche e particolarmente
adatti alle alte temperature.

Ciascuna turbina ha: poten-
za economica 62.500 kW; po-
tenza max. continua 70.000
kW; velocità 3.000 giri/1’;
pressione del vapore all'am-
missione 127 ata; temperatura
del vapore all'ammissione
538° C; temperatura del vano-
re risurriscaldato 538" C; pres-
sione del vapore risurriscal-
dato 26 ata.

L'alternatore, fornito dalla
consorella « Ansaldo - S. Gior-
gio », è di tipo sincrono tri-
fase, autoventilato in atmosfe-
ra di idrogeno. Disaccoppiato
dalla turbina può funzionare
da compensatore sincrono.

L'Ansaldo per questa cen-
trale ha fornito anche l’intero
cielo termico, i macchinari au-
siliari e le apparecchiature
varie,

La centrale è stata installata
non sulla riva del mare, ma a
qualche chilometro all'interno,
Pertanto il problema dell’'ac-
qua di refriszerazione, nella sua
qualità e nella sua quantità è
stato di preminente importan-
za. Si è quindi resa necessaria,
per il raffreddamento di det-
ta acqua, l'installazione di tre
apposite torri — una per cia-
scuna sezione — ognuna capa-
ce di abbassare la temperatu-
ra di 10.000 T/h di acqua, da
SU” Lo a 20°

Ancora nell'inverno del 1955
dove oggi sorge l'imponente
edificio fiancheggiato dalle co-
struzioni per i servizi vari, vi
era un Campo coltivato.

I tecnici della « Società Me-
ridionale di Elettricità », dopo
un lungo e complesso lavoro di
impostazione delle varie solu-

zioni, hanno realizzato un'ope-





ra eccezionalmente importante
in un tempo relativamente
breve se si considerino le dif-
ficoltà che sono state incon-
trate,

Fra l'Ansaldo, la «SME. e
la consulting americana «Gibbs
& Hill» i più complessi pro»
blemi tecnici, sia di imposta-
zione che esecutivi, sono stati
affrontati e risolti sempre in
un reciproco spirito di colla-
borazione e di comprensione.

Con la centrale di Bari sta
per compiersi una delle più
importanti opere a carattere
industriale eseguite nell'Italia
meridionale in questi ultimi
anni. La sua realizzazione ha
un ben preciso significato:

rappresenta una indispensabi-
le e solida base di lancio per
l'industrializzazione del Mez-

zoglorno,
Che sia stata l'Ansaldo, una
industria così caratteristica-

mente italiana, a porre questa
essenziale premessa forgiando
un importantissimo mezzo de-
stinato ad imprimere nel la-
voro e nella vita di una plaga
tanto promettente e feconda di
energie j segni della più ag-
giornata tecnica moderna on-
de portare un migliore equili-
brio interno nell'economia del
nostra paese, è cosa altamente
significativa e di cui ogni an-
saldino va fiero.

Luigi Palumbo







Ansaldini in visita
alla «Innocenti» di Milano

A i primi di febbraio venne a
trovarci in redazione l'in-
gegner Silvano Pozzi, direttore
dell'ufficio regionale per la Li-
guria della società « Innocenti »
di Milano,

Dopo aver parlato brevemente
di inserzioni pubblicitarie, il di-
scorso sì avviò inevitabilmente
sulla « Lambretta » 17a T.V, di
nuovo Lipo, che la casa mila-
nese sta per lanciare sul mer-
cato internazionale come il non
plus ultra del motor sceooters
(avrà 175 ce, di cilindrata, 5,500
giri/1', velocità 90 km.fh col
pilota seduto e 104 km./h, col
pilota sdraiato, cambio a 4 velo-
cità, consumo litri 2,3 per ogni
100 km. alla velocità di 50 km.
all'ora), Mezz'ora più tardi, in
una maniera tanto inaspettata
quanto gradita, una di queste
magnifiche macchine ci era già
stata donata quale 1,0 premio
del nostro concorso «Robin
Hood e i suoi compari », € ci
era gentilmente offerta la possi.
bilità di far visitare gli stabi-
limenti « Innocenti » da qualche
centinaio di ansaldini, invitati,
per l'occasione, anche a pranzo.

Due settimane dopo, la mat-
tina del 18 febbraio, con tre
pullman della « SA.T.I, a, Il
primo scaglione di operai ed im-
piegati della mostra società par-
tiva alle 6,15 da Sampierdare-
na alla volta di Milano.

Poco prima di Voghera sosta
di mezz'ora al bar di un moder-

nissimo « motel», dove una
simpatica brunetta © un ragaz
zino tutto lindo e agghindato,

sorpresi e quasi intimoriti dal-
l'improvviso arrivo di tanta gen-
te, per poco non persero com
pletamente la bussola in una
corsa affannosa fra la macchi-
na per l'« infuso di calflè idro-
compresso », il registratore di
cassa, la vetrina dei dolci, gli
scaffali delle bottiglie.

Alle diecj arrivo n Milano
Lambrate davanti al cancello
degli stabilimenti « Innocenti »,
che si apre per lasciarci entra-
re coi pullman, Sul piazzale tro-
viamo ad attendercj l'ing, Ce-
sare Rangoni, segretario gene-
rale del « Lambretta Club a», il
sig, Walter Barzaghi, consiglie-
re nazionale per il turismo del
« Lambretta Club », e il nostro
cav. Pollastro che ci aveva pre-
ceduti di oltre un'ora con il si-
gnor Carotti, commissionario
della « Innocenti» a Genova,

La prima impressione, appena
sorpassato il cancello degli sta-
bilimenti, è stata simile a quel-
la provata già alla « Fiat - Mira-
fiori ». Noi genovesi, abituati al-
l'esiguità dello spazio in una
città compressa tra il mare è ij
monti, che non concede respiro
né alle case, nè alle strade, nè
alle fabbriche, costretti a solu-
zioni di ripiego per utilizzare

TESI



ogni metro quadrato, cl trovia-
mo spaesati in mezzo agli im-
mensi piazzali di questi com-
plessi industriali, in mezzo alle
loro larghissime strade, ai loro
prati, e non abbiamo una mi-
sura n noi famigliare per giudi-
carne la potenzialità in funzio-
ne delle dimensioni,

Anche qui alla « Innocenti » 1
capannoni sotto tutti uguali,
moderni, razionali, allineati,
Sotto alle ampie e luminose
tettoie le macchine sono dispo
ste in linéca retta 60 a lisca di
pesce, i reparti sono mettamen-
te separati gli uni dagli altri,
dovunque domina l'ordine, la
precisione, la pulizia,

La nostra visita è cominciata
ii capannoni, ciascuno lungo
315 metri e largo 75, nei quali
nascono i motor seooter, i ciclo-
motori, j motofurgoncini, le mo-
togiardinette « Lambretta » (il
nome trae la sua origine dal fiu-
me Lambro, che scorre nei pres.
si), E' difficile , a prima vista,
constatare come si articolano i
vari reparti di lavorazione e
scoprire per quali strade con-
fluiscono i vari pezzi alle linee
di montaggio. Ciò perchè l'am-
piezza delle officine — che noi
non possiamo osservare dall'al-
to e che ci costringono a vedere
solo una cosa per volta — ci
fa perdere la visuale generale e
quindi l'orientamento, Tanto più
poi che i punti dj riferimento si
confondono l'un l'altro, essendo
tutto dritto, tutto quadrato, tut-
to perpendicolare,

Ad ogni modo
riva la vista suppliscono le
spiegazioni dei tecnici che ci
accompagnano e il ragionamen»
to, sicchè, dopo aver veduta,
ascoltato « dedotto, il quadro
dell'organizzazione e della pro.
duzione ci è apparso completo.

Il complesso si articola in
cinque settori: 1) servizi centra-
lizzati: 2) stabilimento motori;
4) stabilimento meccanico; 4)
centro studi; 5) servizi sociali.
Quello che ai nostri lavoratori
interessa particolarmente, è che
ha costituito l'oggetto principa-
le della mostra visita, è lo sta-
bilimento motori, TI suo cielo
produttivo comincia dai depo-
siti e dai magnzzini, dai quali
aMuiseono le materie prime e i
pezzi fondamentali ni vari re-
parti di lavoro (che sono colle.
gati alle singole cabime di distri-
buzione di energia elettrica è
alle stazioni di compressione
dell'aria e dell'acqua) o diretta-
mente alle linee di montaggio.

La premessa per questa pro.
duzione di massa è costituita
da presse a stampi multipli per
lo stampaggio delle lamiere e
da fucinatriei rapide. Una volta
pronti, i pezzi grezzi vengono
passati a linee di lavorazione
meccanica, composte ciascuna

dove non ar-

d



al,

Ri

ct se . pa pat” Ge sati P i wifi -”

da un gruppo di macchine, Tor-
ni automatici a più mandrini
garantiscono la perfetta e con-
temporanea esecuzione dj diver.
su uperazioni, Mey.c un tor-
nio verticale ad otto stazioni ef-
fettua le complesse lavorazioni
del cilindro del motore, me-
diante un unico piazzamento di
ogni singolo pezzo sopra la ta-
vola rotante, I complessi di tra-
smissione e le scatole del cam-
bio vengono realizzati da mac-
chine dentatrici a più stazioni.

Quando i pezzi sono lavorati,
verniciati, cromati, affluiscono
alle linee di montaggio. Nol ab-
biamo osservato particolarmen-
te la parte finale della linea di
montaggio del motor scooter. Su
di essa viaggiano lentamente i
pezzi variopinti e scintillanti
della « Lambretta », Alla fine
della linea, dopo che centinaia
di operai hanno fatto ciascuno
una operazione, la »« Lambret-
ta » è finita. Ogni 52 secondi ne
esce una, pronta per le prove,
dopo le quali viene avviata ai
piazzali di spedizione e caricata
sugli speciali autocarri e sui
treni (altre vanno aj porti e agli
aeroporti per essere imbarcate
sulle navi e sugli aerei) che la
portano in tutte le parti del
mondo, leggiadra e preziosa
messaggera dell'industria moto-
ristica italiana, per moltiplica.
re le ore di svago è le possi-
bilità di lavoro di migliaia di
persone,

I visitatori sono stati poi
condotti verso altri capannoni,
dove si producono mezzi per la
industria siderurgica e mecca-
nica (grosse nlesatrici - fresa
trici universali, impianti com-
pleti per la laminazione, presse
idrauliche, torni, macchine è
impianti per l'industria chimica
e della gomma, ecc.), mentre noi
siamo saliti in direzione, dove
siamo stati ricevuti dal diret-
tore commerciale ing. Natale
Tomasi e dall'ing. Rangoni. Da
essi abbiamo appreso altre in-
teressanti motizie sull'attività
della « Innocenti », tra cui al
cuni datj statistici che riportia-
mo in breve: gli stabilimenti oc-
cupano attualmente una super-
ficie di 700.000 mq., di cui 300
mila coperti e presto ne occu-
peranno 850.000; vi lavorano
5.500 persone tra operai, impie-
gati e dirigenti; la produzione
annua è di circa 140.000 ». Lam-
brette » (oltre nai ciclomotori, ni
motofurgoncini e alle motogiar-
dinette) e di circa 18.000 tonnel-
late di macchinari,

La nostra permanenza agli
stabilimenti di Lambrate è quin-
di terminata è, riunitici con gli
altri ansaldini, siamo risaliti
sui pullman diretti a piazza S.
Stefano, da dove il sig, Barza-
ghi ci ha accompagnati in un
ristorante per consumare il




n
re)

I centocinquanta ansaldini che hanno partecipato alla seconda visita alla « Innocenti +

IZ

Un gruppo osserva la linea di

pranzo, offerto con signorile
ospitalità dalla «Innocenti», che
anche da queste colonne ringra-
ziamo sentitamente per quanto
ha fatto in nostro favore,

Pomeriggio libero per un giro
in città e quindi ritorno veloce
a casa, soddisfatti per aver ne.
cresciuto ancora un poco le no-
stre conoscenze,

Una settimana dopo, mercole-
di 25 febbraio, la visita alla
« Innocenti » si è ripetuta per
altri centocinquanta ansaldini,
con lo stesso programma.

Dante Jannone

Una conterenza del dott. Tomasi

“ Rapporti col personale ,

Giovedì 19 febbraio, alle ore
18, il dott. Alberto Tomasi, diri-
gente del nostro servizio « Rela-
zioni col personale » e del per-
sonale dello stabilimento Mec-
canico, ha tenuto presso la Ca-
mera di Commercio di Genova
una conferenza sul tema « Hu-
man Relations: che cosa sono »,
L'oratore era stato invitato
dalla Associazione della Provin-
cia di Genova della « Consocia-
zione nazionale infermiere pro-
fessionali e assistenti sanitarie
vigilatrici a.

Nell’ambiente di questo soda-
lizio la conferenza del dott. To-
masi era particolarmente atte-
sa, dati i nobili scopi che esso
persegue, e il nostro dirigente è
stato quindi seguito, nella sua



montaggio della « Lambretta >

chiara ed efficace esposizione,
col massimo interesse, Egli ha
spiegato come è nata la tecnica
delle a Human Relations a, come
si applica nell'industria e quali
sono le sue prospettive, sugge-
rendo però di chiamare questa
tecnica col nome di « Rapporti
col personale », che meglio rap-
presenta il suo significato.

Alla conferenza ha assistito
uno scelto pubblico, tra cui era-
no la presidente dell'Associazio.
ne sigra Caterina Rossignotti
con la segretaria provinelale
sierra Galia Gagliardi Caruana,
la direttrice del centro di orien-
tamento professionale del Mini.
stero della Pubblica Istruzione
prof.ssa Virginia Minoletti Qua-
rello, il vice presidente del con-
siglio di amministrazione degli
ospedali di S, Martino avv, Vin-
cenzo Gagliardi col segretario
generale «dott. Magnanensi, la
marchesa Fifine Pallavicini s0-
cia onoraria dell'Associazione,
ed altre personalità,

Inoltre fra i numerosi inter-
venuti erano la presidente del
gruppo assistenti sociali dott.ssa

Maria Rosa Rossetti, ed erano
rappresentati il direttore sani-

tario dell'INAM prof. Del Guer-
ra, e gli altri gruppi aderenti

all'Associazione: scuole per in-
fermiere professionali di San

Martino e dell'ospedale Galliera,

scuola per assistenti sanitarie

della C.R.I.,, scuola vigilatrici

d'infanzia dell'Istituto pediatri.

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Î0 dal 28 maggio al lo giugno.

tibi Farsshag
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e quote
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di partecipazione
ridotte motevolmen-
sia per gli di due
lelle cli per «quell di ire stel
ne comprendona;t) Visggio in
fi classe A. Hi, con posti riser-
nti; 3) (Cestini «lu olinggio: dI
(Pasporio agli Irifela e picever-

"lato

n
lnilels

soci, Nelle prenotazioni avranno
li precedenza coloro elre si era-
Il dl Iscritti alla sita lello “(054
anno ce che hanno cmfermato
adesione. I posti rimanenti sa-
ranno suddivisi tea gli stabili-
menti in proporzione al numero
dei

1] programma dettagliato, le
modalità ce de quote di parce!
pazione sono illustrati nell’ap-
posito opuscolo in distribuzione
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zioni concesse dall'E.MA.L ai
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comunica che presso i delegati
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buoni che danno diritto ad mura
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corso di S00 km. (250 andata
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Ber In lirica che si
svolgeri al teatro è Carlo Fell-
ces mel perito marzo-aprile,
verrà emesso ni abbonamento
che di diritto nd assistere a sci
dei sette spellacali in program
IMI,

stagione

Il cartellone comprende le
Gperer a Ata e, è Rovancina a,
«II barbiere di Siviglia», «Dia-
loghi delle Carmelitane »«, è Il
trovatore », « Gianni Schicchi »,
e Cavalleria Rusticana è

I prezzi degli abbonamenti
somo i seguenti: poltrone Lire
9.000; poltroncine 1, 6000: di-
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mento aperte le premola-
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eclo di spettacoli di prosa
(Gampagnie; «è Pagnani Ala

«Proclemer - Albertazzia,
: Angelo - Zoppelli », « Ricci -
Magnis: aTedeschi - Vitti») che

siena,

si svolgeranno al Politeama
Genovese » dal 21 marzo.
I prezzi sono stati stabiliti

come segue: poltronissime Li-
re 3.000; poltrone L, 3,500; in-

sessi numerati L. 1,400,

IL PROGRAMMA

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Bere nt 1,2 e 3 letti: 5) Visita



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Ì pie o Versailles. luogo il 19 marzo, la « Sezione nismo » per il 1959; Commercio Fili e cavi elettrici di qual-
pagamento potrà essere efl- turismo » organizza ona gita jn 294-550 marzo: Val di Rhe a stat csi n a
pot e ef anizza una gil 19-30: 0; Vi siasi tipo e applicazione
Huato anche in $ rale, di cui autopullman a 5, Remo, ines (Notre Dame, rifugio Re- Elettrico P PE

|oprima im contanti,

do: Le quote di partecipazione. nevolo): 25-26 aprife; Bardonec- L b Materiale stagno per usi
Le iscrizioni, fino ad esauri- sono state fissate in L, 500 pero chia (Vallestretto; 1-23 mag om ardo ind ‘iali li
Mento dei posti disponibili, si soci e famigliari e in L, 1.000 gio: Acceglio (Val Maira); 1-2 industriali &e navali

















ecellama presso lino sesreteriz puasi” i nom soci, ipritagnvea: Crissolo {Visoloito): MILANO - TEL GI 276 V " i E
Mii ; i i (Ist, . alvole e materiale
gel Dopolavoro dal 16 1 21 mar- Como apposito manifesto ver: 27-28-21 gingno; Oliomont-Gran : Cia + =
go per i soci e famigliari, e dal ranno comunicate le modalità Combin: 18-19 fwglio: Balme anti-urto per ordo
Za al li marzo anche per I TOT pet Ve iscrizioni. (Wal ili Lanzo): vtaprastes soggion- Filiale di Genova V I ] sa
se no feriale con camyeggio in Via À M. Maragliano 9-] 3 vole ad alta capacità
SEZIONE MUSICA Svizzera (Vallese): 12-13 sef- ; di rottura “WEBER” |
frmbee: Terme di Valdierti Cri- —_
* = gi gi " " ' n
Ss P È II A Ci 0) È I P E R B A M BI N I fugio Bozano, con guide): 4

olfabre: Alpi Apuane (Resceto,
rifugio Arontel: 18 offobre: AI
pi Apuane - Vinca (Sagro); 14-
tà nomeembre: Alpi Liguri (Mar
suar Certosa di Pesio: 6-7-8 di
cembre: Macugnaga (rifegio Zap-
pa, soggiorno),

La « Sezione musica» ha in prouramma di allestire
peri bambini figli dei propri soci, una serie di spettacoli
il trimo dei queti sarà « Bimbi alla ribalta »

Poiché que:to, come sli altri successivi, dovranno #&s-
sere sostenuti soltanto da bambini, si chiede la collabo»
razione ili tntti i soci del NOnpolavoro affinehé ccegnalino
con sollecitudine si delegati di stabilimento i nominativi
dei propri ligli, d'ambo i sessi. dai 6 anni in poi, in pos-
sesso di altitudini artistiche (musicisti, cantanti, dicitori,
macchiettisti. imitatori, ecc).

[ bambini verranno successivamente convocati presso
la sede del lopolavoro dove verranno esaminati da una
apposita commissione che deciderà sulla scelta dei can- pi
didati che dovranno partecipare allo spettacolo,



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luogo la tradizionale « Gara pa-
«quale © a terne,

Vi potranno partecipare tutti
gli iseritti al nostro Dopalavo»
ro, nonché i pensionati dell'An-
dell'O,A,R.X,, dell'Ansal-
do-Coke e dell'Ossinitrica.

ILe iscrizioni, fissate in L, 100
per partecipante. si ricevono
presso la segreteria della sezione
in via Sestri 39/2 e sui campi
di gioco, fino a mezziora prima
dell'inizio delle gare,

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Domenica 15 febbrato ha avu-
Lo luogo n Îlorino un torneo di
pallavolo organizzato dalla « So
cietà Sportiva 5, Paolo +, al qua-
le ha partecipato la squadra an-
saldina -piazzandosi al 2,0 po-

un torneo a Torino



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Paolo Ba punti 1, Elio D'Aurora TRA RENNE E LAPPONI
(DALL'ITALIA AL CAPO NORD)
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80 soci alla 1* battuta Elio D'Aurora VITA D’INVIATO
La prima battuta organizzata {(DALL' AFRICA ALL'AMERICA) L. 2500
quest'anno dalla « Sezione cac- Salvino-Chiereghin VENEZIA E LA SUA LAGUNA
cino del Dopolavoro ha AFRO con fotografie a colori L. 1000
luogo recentemente a Ortovero
in provincia di Imperia, Ugo Maraldi IL ROMANZO DELLA TERRA
Vi hanno partecipato ben ot Illustrazioni a colori L. 1500
tamta soci, e anche se i carnieri i
TAR ei ma € leto 3
da ice Di ai dita per dii dai non sono stati colmati, ognuno Un panora i omp dell evoluzione umana
tacoll e buon cantante, mentre si esibisce al microfono durante è rimasto soddisfatto per la da Ila credsÉsl[one SIMO 21 nOstri te m pi









una festa per | bamblnl

bella gita,







13



STEFANO, chi Gincomo Canepa Salvatore TEDONE, assunto |L'Il-%= P E N = I O) NI
{Mec} e di Candida Toso - 38 gen POS, imbrapatoria,

najo: MARCO, di Mario Costa (MUR) carlo LERMA, assunto |l 6-4-1937,

e di Elena Manca > 1.06 febbraio: listtibutore attrezzi. T
ENRICO, di Virginia Rubino (Dig) tizia DI GUERRA
chi Î



e Lino Celoria, Anudrta CAMPIONI, assutilo il 2-H-
A tutti | piccolissimi ansaldini ed 194, aggiustatore,
ai loro genitori i mostri auguri più Giuseppe BARBIN, assunto il 12-1- una igt o ii
cello Balestrero (Mec) e di Vanda fervidi. 193, capo servizio manutenzione, IRREZIBRRO, (RE MR Ea

Sono nati Grandi: CINZIA, di Francesco Pa-

à È i piro poter visuafesico del nostro
«Invia SERRA, assunta il 19-23-1938,

Lina ate pri ' ivl'aro |
vasino (Mee) e di Maddalena Piana SI sono s osati addetta macchine: RENON di Ian AL ci
37 novembre: GIANCARLO, di - 12 gennalo: BRUNO, di Luciano iP Ri: OE | nu #-7-1043 DI OR e
Davide Ferrari (Mu) i di Anna Caiasta (Mec) e di Elenn Manterao: _ . ” i i _ intro To x HELL ICE] Le e corrispornee ri cli soia Li eretta,
Miani Campanella = 29 novembre: RITA, di Aldo Del Bo (Digì e di 27 «dicembre: Ing. Glorglo GIAU- aggiustatore. i
CARLA, di Marlo Borromeo (bug) Marin Cavallino: FRANCESCA, di SIG (Dig) con Alma Donnink Enri- Curzio DERCHI, assunto il 3=f=li44, LINO ROCCATAGLIATA, A segub
e di Renata Furia «+ 3 dicembre: Giuseppe Rixi (Fon) c di Lazzarina ©9 ZARATINI (Coke) con Rina sio= motorista, to della Sua richiesta La intormite
HORERTA, di Malco Faridone Pissimbone = 13 gennaio: DANIE. FAMI, Francesco FERRARI CC0- Lionello RISALITI, assumio il @-3- mo che presso il Servizio compe»
(Mug) e di Angelina Fusto = 7 LA, di Attilio Parlksi {Mee) c di Pie- kei con Nitalina Mazzoni - 4 geme 1057, afllatore, teme cel Ministero risulta che la
dicembre: VITTORIA, di Antonio rina Alisea « 17 gennaio: ANTO. Malo: Pietro MOSSA (Lan) con Set Suit pratica © stata immessa alla
Hicei {Can) e di Gina Riesci = 11 NELLA, di Baldo Bonamini {Mug} timia Puppo; Osciae ZAGANELLI A chquesti benemeriti lavoratori, Corte dei Conti - Scorione Speciale

dicembre: PATRIZIA, di Agostino e di Fura Capellini . 20 gennaio: (Can) con Isabella Ratti - Ls gen- che hanno speso le loro migliori per le Pensioni di Guerra - per cs

Badino {Mec} e di Alessandrina GIANNI, di Sergio Colombo {Can} e Maio: Marla CHIARLO {Cmi) con energie per l'affermazione dell'An- sere allegata al Suo ricorso, che



\asanedri 3) «ibeembre: ANTO- di Caterina Nosza - 22 gennaio: Glovanni Fiorito. saldo, giungano i ringraziamenti più risulta iseritto al n. 385237 dell'-
NELLA, di Pietro Cerrmi (Mug) e SFROIO, di Renato Anselmi {Mec} Agli sposi i nostri vivissimi au- vivi e l'augurio di un sereno riposo, v.j456, Irocureremo di assumere
cli (Celestina Malmassari » 25 db è di Cmma Divizia > 25 sonmaio: puri. ulteriori notizie presso questi Uffici
cembre: DANILA, di Davide Nati col comunicargiele non appena
{Alwe] c di Gina Bagnasco SR di- CA n

: CA silla; possibile.
cembre: MAURO, di Vittorio Augins hd

{Coke} e d {.fasonin Hobbio — DT dk I
dicembeo VITTORIO, di Silvano C O M M I A

Piazza (Mug) e di Angela Tonelli:

MARA, di Costanzo Yerdelli (Can)

LUCIANO MARCORCINI, lm rela
«ione alla Sun richiesti Le sc ampi
chio le il Servizio comprolente





e di Gigliola Somaglia: IRENE, di Hanno lasciato il servizio per rag- Regolo STORLENGHI, assunto il 27- del Ministero è ancora in mibesi cel

r RCaLE RIoa; a : È Tee io ti_|Ii A ca sua: 2 REA ni I a riehlo I I =

Ello Castoelletti (San) e di Emmn giunti Hit di etk | Pagan suona 4-19010, distributore attrezzi Le inserzioni sono gratuite é so- PAFere come pustvi nr Da ARI ch

Gennaro - 3 gennalo: FRANCO, dj Fatori della nostra azienda: Edgardo FAETTI, assunto Il 10-12= ro riservate sl dipendenti del PETIOTE RALE A FREIRE a merk

Giuseppe Rinlbnuano {Mec} e di Li 131, aveebetto mensa. Ansaldo, Rivolgersi al mostri 19 ill dipenda TESI cha CUS chi dai

via BRinnehi - G gennaio: LUANA, di CANTIERE DI SESTRI Giovanni SIMONINI assunto V8=10= corrispondenti di stabilimento, veto di puerria dell'infermiali cin Cul

Latino Calloni {Mug) e di Olga 1936, aggiustatore cui regie sr; ci BO gii stato riconosciuti affetto n
Ioni - 9 gennalo: DANILO, di Mar= Francecsco CAUSA, assunto Il 27-1- VII, SABER . AFFANONEE Vendo camers MEISTI* sede di visita collegiale.

"i ° 1620, capo squadra Giovanni GIORDANO, assunto V11= monile stile bimreacco n Lire 1000

[attio BERTAN, assionbo JI 19-60-1925 2-1943, Imbragatore. DAB e I ERIREi a dl Ha ANGELA SALVIATI ved, CAROSI

i | Ani I =, I i eactataa E lefonzeo imierto 40 chello stnndfil= ag "qua lelle nostre prot

NOZZE I» A\RGEN ro PNRA, Francesco VENTURA, assumto il 3- mento Meccanie. DR n ai si sa in

hi dm i Fal Giuseppe SPADARO, assunto il 5-1- 1-15944, addetto pulizia. i CAEEHL seg MPA i AA QOLEILLE SORT

1926. capo turno viglianza COMPERO, sè vero affare, bielelet- le decisioni negattve prese dnl Il

i h ; ce in usata da uomo, Telefonare nell: inistero dopo le cspletate indagini,

Pietro DE NEGRI, assunto il 23-3- FONDERIA are dei pasti al n. ART219 oppure al Com li M, n. 1RAGHIOZ do sinto Do

Ger ‘alpellatore ° & tl) srt
1926, scalpellator rie ; É mumero. inierto 541 cello stabili- o ganio alli vedovi il (ritto a per
Angelo NORSI, nssunito |l 26-7-1941, S©mano DAPRATI, assunto Îl 10-52 mento Fonderia. sione perché la domanen è risul

ngniusiatore, 19520, addetto compressori.



Tani ns inn intempostivia. Ls copia di vale
di sl a n si MMMPREREI do STI CSscgasione, sii l x .
Gregorio PORTARO, assunto ll 3- Costante DE LUIGI, assunto il 27= Tia a ni tata per a “Tele: Daccpato do sta uva ci Suv iplo
1i-kî4&l, impiegato tecnico, H=1924, addetto terre, fonare al n. 360340. wi Lormipliarme AL 25 fi yi] see la
; : ni i sett Erminia AGOSTI, assunta il 10-B= ” suotikica sell'Entaprosonstae
O RITA] DELFINO, ARENA i 15- 1543, impiegata amministrativa VENDESI autovertira « Fiato «HH . .
#-1542, aiutante montatore. fiopalino e As 19B) efficiente, mo MATTEO MASTRORILLI, Abbinmo
Euuigi CHITI, nssonito |P 253= [=> 194E, torte riveduto nel sivugno 1958, bat- provvefdulo a consegnare il voia
ponleggialore, MECCANICO terla nuova, n lire 110.000, Rivaof- o mauairicolare ida Lei rimessoci dii
- eroi E lido Galli corrisporn= eomperente Servizio Ricette N, G.
tonlo PUPPO, assunto H 17T-6- | ip versi al sig. Aldo” DOSE COMIREUELi SIONE
PO innata. Ala ! manmiele HERTORELLO, assUnTO il lente de «l'ansaltino» del Cantiere ecel Ministero, | siuicliletto dacsumit-
: E ta . 12-5-15920, impiegato teenico ili Muoglano io non È sino preso in consicierà»
c M | Giovanni DIANA, nssumnto Il 13-5- VENDESI mriovettura Fim S30 Fra An FLO dave RO È n
Scan 1420, saldatore autogeno. a ire 350.000 in conmanti. Tejefe. 39 MI Ministero per Via o UINTIa, E eT

tinto in data S1-1-1059 © stato s0b

ll sig. Felice Adessi del Meccanico ANgelo PARDI, assunto il 17-f= Cornelio STABILI, assunto Il 3-7- mire ai n, 441003 dalle ore 18 alle licitato alla Capitaneria di Porto d

da ernia non: sal nanni “af ; "7 1 "

e la sua gentile congorte Maria Ro- Lo LORO, 192, aggiustatere = Genova l'invio dei foglio mmarico
sa De Venuto hanno festeggiato le antonio BONSAFE, assunto il Z2i-1- Giovanni SEGNANI, nssunto 144 VENDo bleleietta per bambino dl lare aggiornato cella dita di invio
nozze d'arpento. Moltissimi auguri. 1930, tornltore. 1994, bnrenmione, 8-10 anni, Telefonare al n. 377569, in licem:n speciale,





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LIVORNO - Ditta ULRICO ROMEI - Via Ippolito Nievo, 4-6 - Telefono 22.062





14









OPINIONI
























































antieri giapponesi

{signor Aldo Scarsi ci prega
pubblicare la seguente lette-
Uperta al signor Carlo Bac.

i
Lu n
MULO

rremetto che non ho nulla contro
tl e tanto meno mi sento pala-
b del dirigenti dell'Ansaldo (la
i penna mon può arrivare a
lo), Essi hanno titoli di studia,
cazione è diplomazia, Sì, anche
lomazia, e se nol della € bassa
> ne avessimo una piecola
ne non e spaccheremmo » tuto
voce} a ogni combianmento d'aria
! faremmo le lotte contra i
Ulni a venio.
la sun replica all'ing. Cristofori,
nin mado di vedere, e capire, ha
N sto completamente la verità
tamente in buona fede, Ma se
isto signore & andato, non certo
Gua iniziativa, nel paese del Sol
Pi nie, la sua relazione ha do-
lo, per forza di cose, parlare del
mangla-riso » a 160 lire orarie.
Mosse andato a Boston, Filadellla
Haltimora avrebbe deseritto la
degli operal « mangia scatola-
i un dollaro all'ora.

Non avrebbero certo potuto man-
: una commissione «de&lla «e bas
forza » a visitare i cantieri giap-
dnesi. Sa cosa vuol dire andare
estero” Sa cosa vuol dire trat-
fe con |Jaureati è, in narticolare,
n esponenti della sottile diploma»
levantina e connazionali degli
gressori di Pearl Harbour che
sima ammazzano e poi avvisano?
hehe noi della cr bassa » abbiamo
sone Intelligenti che magari ve-
o in un nificio. ma creda, si»
Ti Boccardo, «he non sf
mMproverare all'Ansallo d
l inviato nal In Giappone,

può fare un appunio al diri>
enti per le spese di questo vino
i? Sono milioni di lire che nel
lanelo della nostra ditta hanno un
o «xx. Ma cli vogliono, mi
eda, ci vogliono, In Italia in Rus-
a, in America, sil esponenti di un
artito o «di una impresa viaggiano
D Alfa Romeo >, su « Packard +
Uù «Fori», Ma, scusi, metterebbe
una cravatta da £ due lille = su
ma camiela da 3000 lire? Ogni
madro è più bello se lo sì valo-
ez con una cornice inleguata,

put
Turi



Lei, poi, salta fuori con il € Com
siglio di fabbrica ». Cosa centra
tutto questo con i dirigenti, con il
Giappone e proprio con i suol
x mangia-riso »+ fa 160 Bire all'ora?
Non lo so, oppure non lo capisco.
Kel ISG5 abbiamo avuto i e Consi.
gli di gestione » {è la stessa cosa,
ero? e quali frutti, quali inceita-
menti alla produzione ne abbiamo
avuto? Non dico zero, per non auto»
lezionarmi, ma furono ben poca
cosa, « mon certo per colpa totale
dei «reazionari » Se un gliormo
enmblassero | tempi, se i vari De
Barbieri, Lombardi, Zirilit, Cristofo-
ri, volenii o nolenti, con le imone
ò con le cnttive, fossero mancati in
pensione, crede lei ehe i loro posti
resterebbero vacanti? E quando vi
sono licenziamenil n sosnensioni è
tutta colpa dei succitati signori? An
che loro hanno uno stipendio al
quale tengono, anche loro ricevono
direttive n cui devono mnlformarsi.
Amnehe loro, tome tutti, hanno um
cuore, mnnva famiglia. e nom credo
the gisizcano quando iddevonòà nren-
dere dolorose decisioni, Se non le
breemilesseroà loro le prendéertbbern
pitri,

To so dove jlel vuole arrivare
comi ha seantonato sa nertanto mi
nermetto di farlo anch'io. Parliamo
del Cantiere di Sestri Quante mivi
sono nartite in questi ultimi anni?
Con il varo della « 1550» non gl
poteva « varare » pure una cifra per
le maestranze? L'Ansaldo + sempre
in defleit, lo sappiamo, Colpa déel-
l'imponderabile’? Ma una trentina
di milioni non avrebbero fatto sbi-
lanelare i miliardi di dellicit, Spe-
rina che | tempi cambino! Ma
mio nonno sperava nella Libia, mio
piudro nell'Abissinia e io ho spe-
rato e ereduto molto nel 1945: ma
verso il 1950 era come prima, peg
gio di prima, Un po' di e mea cul
più», cmen maxima culpa» nom
l'abbiamo un po' tutti?

Cordiali saluti.

ALDO SCARSI (CAN)

P., SG. Ma poi perchè proprio pren-
idersela con l'uomo che nel 1945 ha
cunrdato in faccia | tedeschi, che
all'alba «lel 26 aprile si
unico ingegnere, sulle banchine
#convalle, che ha tirato su dalla
rovina l'Allestimento Navi? Era pi
stato, dirà Il sig Hoccardo! Giusto,
Era pagato. Ma di una pallottola
malirna chi lo avrebbe ricompen-
salot





Il “Carosello ansaldino ”









ij Terlizzi (valletta del
Il (Ancora d'oro 1957).



Mercoledì 11} marzo, alle ore 20,45, andrà in scena al
Teatro « Verdi » di Genova Sestri il « Carosello ansaldino »,
Spettacolo musicale organizzato dal nostro siornale.

II « Carosello ansaldino », che fa seguito a « L'ancora
d'oro» e alla « Parata bianco-azzurra >,

Sandro Baldoni
della RAI=TV

con la partecipazione straordinaria di

Alberto Talegalli

(sor Clemente)

Saranno presenti inoltre sul palcoscenico Mimma Di
« Musichiere ») e Nico Balducci

Il «Carosello ansaldino » vedrà alla ribalta i migliori
dilettanti dell'Ansaldo e loro famigliari in rappresentanza
degli stabilimenti sociali. Sono in palio l'e Ancora d'oro >
14559 per il miglior dilettante dipendente, la « Coppa An-
saldo» per la migliore rappresentanza di stabilimento, e
premi speciali del Sindaco, del Presidente dell'Amministra=
zione Provinciale, del Presidente dell'Associazione Indu-
striali, del Presidente del Consorzio Autonomo del Porto
di Genova e del Dopolavoro Ansaldo,

Lo spettacolo è riservato ai dipendenti della nostra
società, Le prenotazioni si fanno a sorteggio entro l'8 mar-
#0 presso i corrispondenti di stabilimento.

Musica: « Complesso Stegani » - Scena: Glauco Poggi.



sarà presentato da



Ditta A. PENS

INGROSSO CARTA CANCELLERIA
ARTICOLI PER UFFICIO TECNICO



GENOVA - Via £ Lorenzo 2-19 - Telefono 299.706







trovava,























I NOSTRI

Come vedete, nltrl magniflei re-
gali si sono aggiunti alla « Lam-
bretta > 175 T.V. nella dotazione
dei premi per questo grande
concorso. Il viaggio di cul alla
lettera a) sarà effettuato in au-
topullman «dla gran turismo com
hostess © comprenderà pure
l'alloggio e il vitto in rinomati
alberghi e ristoranti, l'ingresso
gratulto alle sale ida giuoco è
la riduzione «del S0 per cento
agli spettacoli del Casinò di San
Remo, la visita n S. Remo, Mon=
tecarlo, Nizza, Cannes, Il buo-
no-scquisto di cui alla lettera
b) vale per tutte le confezioni è
i generi di abbigliamento esi-
stenti nel megozio della ditta
« Giannetto» a Sampierdarena,
via Cantore 365 r, Il corredo
€ GOlimpla +» di cui alla lettera ©)
comprende: una coperta di la
na, un lenzuolo con due fedore
ricamate, un copriletto, un to-
vagliato per sel persone, tre
asciugamani, un plaid di lana:
potrà essere ritirato nel nego-
zio della ditta e Giacobbe » a Ge-

CONCORSI

Robin Hood e i suoi compari

PREMIO

Una “Lambretta” 175 T.V. ultimo tipo offerta
dalla Ditta “Carotti & C."” di Ge-Sampierdarena

ALTRI PREMI

a) Viaggio di tre giorni per due persone sulla
“Riviera dei fiori” e sulla ‘#Costa azzurra” of-
ferto dalla “SATI-Riviera Express” di Genova.

b) Buono-acquisto del valore di L. 25.000 offerto
dalla Ditta “Gianetto” di Ge-Sampierdarena.

c) Corredo “Olimpia” offerto dalla Ditta “Gia-
cobbe” di Genova Sestri.

nova Sestri, piazza Poch 14 r, Ricordiamo che per partecipare al
concorso occorre fare la raccolta completa delle nove figurine
{vedi le norme pubblicate nél numero

dal giornate e facendo, se necessario, scambi con altri ansaldini







4 IL CARONE FITZ







precedente), ritagliandole







M E MENTO







Antonio BALESTRERO



Un grave infortunio sul lavoro ha
stroncato il BG febbralo l'ancor glo-
vane vita dell'opernio alesatore An.
immio Halestrero, dipendente dello
stabilimento CCMI {Aa sezione cli
*'oltri)

Ii Balestrero stinva escegenido con
un'alesatrice « Resieilini» un'ope-
razione di foratura, quanio improve
visamente rimameva impigliato con
l'abito. da lavoro nella pumia ell=
coldale, rimanendo iranvolto dal mo-
tà rotatorio, Fermata Immediata-
mente ln macchina, i compagni cli
laìvoro csrenvano ii prestaroli soc-
corsi, mia per il povero Balestrero
ormal non c'era più mulla da fare:
il suo corpo siravzinio nveva cossato
immecdintamente di xivere.

Antonio Halestrero era nato n
Fubine Monferrato (Alessandria) il
20 luglio 151% e lavorava all'Ansal=
do dal 1.6 giugno 1937, Era un ot-
timo operaio, siimato da imtti per
là serietà è lPatinccamento al lavearo
eo alla famiglia. Tomico sno svago
cera ln [ese, che egli praticava nel
lu bmona stagione,

Purtroppo il destino & stato cru-
dele con ni, sirappandolo prodito=
rinamente ni seni cnri: ln madre, ln
mogli», mn figlio «li 15 ammi, fratelli
e sorelle.



Gualtiero LENARDUZZI



i 2 febbralo è deceduto all'ospe-
ilnle l'appiusintiore Guallierà Losmar=
diuzzi del Cantiere di Sestri, rico»
Vernto in secsulto ad Imfortunio,

MI lenardurrzi, verso le ore ss del
lun febbralo, si trovava nell'offieina
narvale sopra la piattaforme «ij uma
DPOsso per cambiare delle puarni-
zioni. Aello stringere del bulloni la
ehiave ché sinva usando poli rselivo-
Inva cd egli perdeva l'equilibrio ca-
derido n terra. Malerado la piatta
forma fosse nta solo un metro, la
ciduta aveva per il Lenarduzzi delle
tragiche consepuenze. Ricoverata,
come s'è detto, all'ospedale, malera-
do le cure affettuose del sanitari,

la sua pur forte fibra soccombeva
alle gravi lesioni riportate,

Gualtiero Lenarduzzi era nato n
Klupiz {Cecoslovacchia} Il 7 settem-
bre 1916 ed era all'Ansaldo dal 27
dicembre 1939 con le mansioni di
aggiustalore, che egli svolgeva con
capacità ed alto senso del dovere,

Lascia la moglie siraziata dal do-
lore e un profondo rimpianto tra
quanti lo conobbero.

Unorio BOTTIGLIONI

di f9 anni, dipendente del Camtlere
di Muggiano, deceduto ii 1%-1-1969,
Era sinto assunto nel 1A, Lascia
la moglie.

LO aa Li ,
Nerino TOGNONI
di 23 anni, dipendente del Camtlere
di Muggiano, decrecdulo il 1%1-19594,
Fra sinto assumio nel 1940, Lascela
la moglie.





LETLEIHONIGIRO{RITEGTRTO TUR AIQUKO (TCA OTNOLETAESIETARIKO AQUIDAGTIAL TAR TR0t

RINGRAZIAMENTO

La famiglia
sentitamente

Lubrano ringrazia
il direttore ing. Maus
cerl, ll vice direttore amminisirà=
tivo dott. Cavallere, 1 dirigenti
ingg. Fanfani e Priano, il capo uffl-
cio personale sig, Dazzi e Ill dott
I'Alessandro per il loro personale
interessamento a favore dei pa
renti e, in particolare, della figlia
del complanto Sergio, rimasto vit-
tima del lavoro ll 2 pemnalo scorso
nl Cantiere di Livorno. Rivalg® Iinol-
ire il suo ringraziamento anche alle
maestranze dello stabilimento per
la partecipazione al suo immenza
dolore,

KUVPILEOTELIRHABITEITIITOVINKELTEVKETIRINBINRAKRUPIARÒ tEniRtatanatRitetiRIE ti

Paolo BOTTERO

di "0 anni, dipendente del Moesca-





nico, «deceduto li f3-2-1959, Era
stato assunto mel 1943, Lascela | ge-
nitorni,

Armando LAZZARI

di 568 anni, dipendente dello Stabl-
limento CMI, deceduto il 25-1-1959,
Fra stato assunto mel 1931, Lascia
la moglie e una figlia,

Primitivo CRAVANZOLA

di £45 anni dipendente dello stabili=
mento CMI (Sa sezione di Voltri),
decsceduto 1l Z0-1-1569, Fra siato as
sunto mel 1634, Inscein In moglie è
un figlio





AI famigliari le commosse conda»
glianze de «e L'ansaldino »,



l'amsalidino

UINDIAINSATLE

DEI IIPESDESTI

HELL" AMSALII
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EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
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Arrigo Ortolani

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