L'Ansaldino, n. 9, 1958
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 9, 1958
- Tipologia
- Periodico a stampa
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), montaggio della prora prefabbricata della motonave "Brennero" in costruzione al Cantiere di Livorno
A p. 20 (quarta di copertina), il turboalternatore da 140000 kW per la centrale di Civitavecchia della "S.T.T." in montaggio allo stabilimento Meccanico di Sampierdarena
- Montaggio della prora prefabbricata della motonave "Brennero" in costruzione al Cantiere di Livorno, p. 1
- Prove e consegna della "Elios", p. 2
- Panorama aziendale, p. 4
- Lavori di rimodernamento ai Cantieri di Livorno, p. 8
- Panorama dell'economia italiana, p. 9
- Le domeniche di un borghese parigino, p. 10
- Il Libano, p. 12
- L'unificazione internazionale dell'utensileria meccanica, p. 14
- Concorso fotografico, p. 15
- Album di famiglia, p. 16
- Dopolavoro, p. 17
- La ruota del tempo, p. 18
- "L'Ansaldino" risponde, p. 19
- Il turboalternatore per la centrale di Civitavecchia della "S.T.T." in montaggio allo stabilimento, p. 20 Meccanico di Sampierdarena - Data testuale
- 1958 giugno 1-14
- Consistenza
- pp. 20
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/89
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Rivista quindicinale a stampa
- contenuto
-
ansaldino
o quinto - numero 9 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL’ ANSALDO genova - 1 giugno 1958
dd) A
= Ae CEI CIC OST i AE Da HA Ct G LI Cantiere di Livorno
I
Da
lPansaldino
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO
*
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
Responsabile :
*
Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
12
14
16
17
19
Corrispondenti di
Genova
de
sommario
PROVE E CONSEGNA DELLA
“ELIOS"
PANORAMA AZIENDALE
LAVORI DI RIMODERNAMEN.
TO AL CANTIERE.DÌ IVORNO
di Emiddio Loscalz
PANORAMA DELL' ECONO-
MIA ITALIANA
LE DOMENICHE DI UN BOR-
GHESE PARIGINO di Guy de
IL LIBANO - VITA DI CASA
L'UNIFICAZIONE INTERNA.
ZIONALE DELL' UTENSILERIA
MECCANICA di Luigi Brandolin
ALBUM DI FAMIGLIA
DOPOLAVORO
L'ANSALDINO RISPONDE
Rae
a
Stabilimento >
DIG: Lueia Diamante - MEC: Spar-
taco Sardini, Giuseppe Rovegno -
CAN:
(Voltri) Dina' Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo »-
Graziano Merlano - CMI:
Montesoro-SAU: Giuseppe Sardi -
MUG:AJdo Galli, Franco Guadagni- |
ni - LIV: Dino Da
lio Orlandi - ROMA: Mario Fossati
Spedizione in abbonamento po-
stale gruppo II *
gratuito ai dipendenti e
penslo-
nati * Stampato nella Tipografia
F.lli Pagano
Fotoincisior
franconi,
Più
s NI £
za delle Vigne, 6 * Autor
ib. di Genova n. 299, 6-5-1954
FON: Michele
i- COKE: Edi-
Abbonamento
Prove e consegna dell:
’ottava turbocisterna da
31.500 tornellate di porta-
ta lorda costruita al Cantiere
di Sestri, la « Elios », ha effet-
tuato le prove ufficiali a mez-
zo carico fomenica 18 maggio,
con mare calmo, cielo sereno,
temperatura quasi estiva, visi-
bilità ottima.
Siamo partiti alle 7,10 dal
bacino n. 4 del Porto di Ge-
nova, dove la nave era stata
Da sinistra:
immessa per la pulizia della
carena. Usciti in marea aperto,
ci siamo fermati per l'azzera-
mento dei torsiometri e quin-
di, alle 8,10, abbiamo comin-
ciato a navigare verso levante
per compiere qualche miglio
di rodaggio. Alle 11,50 hanno
avuto inizio le sei ore di na-
vigazione a tutta forza previ-
ste dal programma delle pro-
ve, Quattordici minuti dopo,
l'in. Lauro, il sig. Tuena e l'ing. Cristofori
cioè alle 12,04, gli strumenti
segnalavano l’entrata in base
sul traguardo Punta Chiappa-
Uasa Raggio,
Da questo momento, e fino
alle 16,15, la nostra navigazio-
ne, che fino allora era sem-
brata affidata al caso, si tra-
sformò in una corsa « scienti-
fica », affidata alia rigida leg-
ge dei numeri. La rotta, i giri
dell'elica, la temperatura del
vapore, la potenza del’appara-
to motore ed ogni altra cosa
formarono quella perfetta ar-
monia da cui ogni volta de-
vono scaturire le cifre che i
progettisti e i costruttori si at-
tendono.
In quattro ore e undici mi-
nuti abbiamo percorso la base
misurata di Portofino - Punta
Chiappa, lunga 6.030,5 metri,
otto volte. Abbiamo così effet-
tuato quattro « coppie di cor-
se» con le macchine spinte a
tutta forza, nave a mezzo cari-
co, corrisnondente a un dislo-
camento di 25.675 tonnellate.
Ecco il dettaglio dei risul-
tati:
media 26”, da 35° a sinistra a
35° a dritta. Anche questo ri-
sultato è ottimo.
Sulla via del ritorno abbia.
mo assistito a un fatto insoli-
to, che ha accentrato l’atten-
zione curiosa di tutti coloro
che non erano impegnati nel
locale macchine: la prova del-
le pompe di carico e scarico.
Per quasi un'ora una delle val-
vole delle grosse tubazioni al.
lineate sotto la passerella ha
rovesciato sulla coperta un vio-
lento torrente d’acqua. sui cui
spruzzi d’argento gfi ultim!
raggi del sole accendevano
preziosi riflessi.
Alle 20 si rientrava lenta-
mente in Porto. Alle 20.31 era-
vamo attraccati alla Calata
Zingari.
Tra i presenti a bordo ab-
biamo notato: l'avv. Paolo Dia-
mante e l'ing. Ercole Lauro, ri.
svettivamente Presidente e
Amministratore Delegato del.
la Compagnia armatrice. con
l’avv. Le Fevre e il comandan-
toa Celentano, i sicnori Ronner
Seal e Tuena, l’ing, Di Mac
Coppie di corse Velocità medis
l.a coppia 17,649 nodi
2.a » 17,642 »
3a 17,684 »
‘4a » 17,750 »
La media generale delle
quattro coppie di corse è risul-
tata, di conseguenza, di nodi
17,681 a 115,71 giri al 1’, alla
potenza di 15.470 C.A. I risul-
tati, confrontati con le pre-
visioni in sede di studio, sono
stati più che soddisfacenti.
Si sono svolte quindi le pro-
ve del timone da banda a ban-
da. La manovra ha richiesto in
Giri Potenza
115,58 al 1' 15.325 C.A.
115,40 ò »
115,78 » »
116,10 » »
co, Direttore dell’ Ispettora
to di Genova del - Registro
Italiano Navale », con gli ispet-
tori ingg. Candido e Leonardi
e cav. Innocenti, il cav. Lem-
mi, l'ing. Cuneo e il sig. Hon-
sell dell’« American Bureau»
e per l’Ansaldo l'Amministra-
tore Delegato ing. Rosini, il
V. Direttore Generale ing. De
Vito, il Condirettore del Mec
canico ing. Zanetti, il Diretto-
re Centrale e Direttore del
Cantiere di Sestri ing. Cristo-
fori, il Direttore Commerciale
Navale ing. Casaccia, gli ings.
Priano, Parodi e Conti Barba-
ran, oltre a numerosi altri. Al
comando della nave era il ca-
pitano d'armamento Beretta;
l'anvaratn motore era affidato
all'ing. Bozzo.
Abbiamo avuto il piacere di
ricevere dall'ing. Lauro, dal-
zo alcune impressioni sulle
prove. Eccole:
rico sono stati così soddisfa-
centi che l’armatore ha rinun-
ciato alle prove a pieno cari-
co. Un’altra grande soddisfa-
zione per noi è dovuta al fat-
to che possiamo consegnare la
nave 22 giorni prima del ier-
mine stabilito dal contratto;
ciò consentirà di soddisfare il
desiderio dell'armatore di far
partire la nave dopodomani
| per il Golfo Persico».
Ing. Ercole Lauro: « Queste
provè si potrebbero definire
prove Ansaldo”, perchè con-
fermano i brillanti risultati del
passato. In particolare la Com-
pagnia « Elios » è rimasta mol-
to convinta dai risultati otte-
nuti ed ha molto apprezzato di
vedere esaudito il suo deside-
rio di avere la nave nel più
breve tempo possibile ».
Ing. Luigi Bozzo: «Sono mol.
to soddisfatto, perchè tutto ha
funzionato alla perfezione. Per
quanto riguarda i consumi pos-
so dire che i 220 grammi cir-
‘ca per cavallo asse ora, riscon-
trati sulla « Mirador » (tutti i
l'ing. Cristofori e dall'ing. Boz- -
Ing. Franco Cristofori: « I ri- +
sultati delle prove a mezzo ca- È
servizi compresi), sono stati
confermati ».
E veniamo ora ad una breve
descrizione della nave. La tur-
bocisterna « Elios » è stata co-
struita per la Società di na-
vigazione omonima di Paler-
mo sotto la sorveglianza spe-
ciale del « Registro Italiano
Navale » e dell’« American Bu-
reau of Shipping » per il con-
seguimento della più alta clas-
se relativa a bastimenti che
trasportano prodotti petroliferi
alla rinfusa con punto di in-
fiammabilità al disotto di 65°
C e per la navigazione di lun-
go corso. Essa è strettamente
conforme alle leggi ed ai re-
golamenti attualmente in vi-
gore e comunque applicabili
della « International Conven-
tion for the Safety of Life a!
Sea » del 1948 e alle condizio-
ni per l'igiene e l’abitabilità
degli equipaggi a bordo delle
navi mercanti.i italiane. Sod-
‘ disfa inoltre a tutte le prescri-
zioni vigenti presso le autorità
del canale di Suez e del canale
di Panama e riguardanti il tra-
sporto e la manipolazione di
prodotti petroliferi di ogni ca-
tegoria e grado. Le sue carat-
teristiche principali sono le se
guenti: lunghezza fuori tutto,
m. 200; lunghezza fra le per-
pendicolari, m. 188,80; larghez-
za massima fuori ossatura, m.
26,20; altezza in fianco al pon-
te di coperta, m, 13,90; immer-
sione media alla portata lor-
da contrattuale dalla linea di
costruzione, m. 10,30; portata
lorda corrispondente, tonn.
31.500; stazza lorda, tonn.
19.000 circa; capacità delle ci-
sterne da carico, mc. 42.000;
potenza normale dell’apparato
motore a circa 110 giri al 1’,
cavalli asse 14.500.
La «Elios» ha prora inclina-
ta in avanti, poppa ad incro-
ciatore, un alberetto al cen-
tro, sei colonne da carico e ‘un
fumaiolo di forma aerodinami-
ca. E’ stata costruita col siste-
ma a due paratie longitudina-
li gemelle, ad un fronte con
copertini inferiori e castello,
tughe al centro disposte in più
ordini, cassero poppiero. Le
sue cisterne sono trenta, die-
ci centrali e venti laterali (die-
ci ner ciascun fianco della na-
ve).
E' munita dei seguenti im-
pianti nautici: un trasmettitore
per le onde medie, un tra-
smettitore per le onde corte,
un trasmettitore di emergenza,
un apparato auto-allarme, un
ricevitore per le onde medie e
corte, radiogoniometro, ecome-
tro, radar, girobussola e giro-
pilota.
L'apparato motore, costrui-
to al nostro stabilimento Mec-
canico, è costituito principal-
mente da un gruppo turbori-
duttore di propulsione tipo
Ansaldo composto di una tur-
bina di alta pressione e una di
bassa pressione azionanti un
riduttore ad ingranaggi a dop-
pia riduzione (la turbina per
la marcia indietro è incorpora-
ta nei cilindri di bassa pressio-
ne), una linea d’alberi con eli-
ca di bronzo fusa alla nostra
Fonderia, due caldaie Ansaldo-
Foster-Wheeler a tubi d’acqua
tipo ESD con attemperatore
esterno (pressione del vapore
42 Kg./emq., temperatura 455°
Cc).
L'impianto elettrico è ali-
mentato con corrente continua
e funziona alla tensione di 220
Volta per i circu'ti forza, di
110 Volta per i circuiti luce.
La corrente a 220 Volta è for-
nita da due gruppi turbodina-
mo da 550 Kw. ciascuno e da
un gruppo Diesel dinamo da
150 Kw, La corrente a 110 Vol-
ta è fornita da due gruppi con-
vertitori da 40 Kw. ciascuno.
Il quadro elettrico principale
è sistemato nel loca:e macchi-
ne.
Gli alloggi comprendono tre
appartamenti (per l’armatore
per il Comandante e per il
Direttore di macchina), 12 ca-
bine singole e due doppie per
gli ufficiali e il pilota, 12 ca-
bine singole per i sottufficiali,
due cabine singole e 14 a due
letti per i comuni. Al centro
della nave vi è un salone,
mentre a poppa sono sistemate
la mensa e la saletta soggior-
no per gli ufficiali, le mense e
le salet'e soggiorno per i sot-
tufficiali e per i comuni. Tutti
i locali delia nave sono arre-
‘ati con sobria eleganza e con
materiali e mobili della mi-
gliore cualità. Il « comfort »
non ha nulla da invidiare a
In alto a destra: il rilevamento dei dati del torsiometro. - Sotto: il tratto di coperta
cuanto si riscontra nelle mi-
gliori navi per passeggeri.
*s 0»
La cerimonia per la conse-
gna della « Elios» alla Com-
pagnia armatrice è avvenuta
alle 10 del 20 maggio a bordo
della nave stessa nel Porto di
Genova. I verbali sono stati
firmati per la Società « Elios »
dall’Amministratore Delegato,
ing. Ercole Lauro e per l’An-
saldo dal Direttore Commer-
ciale Navale ing. Casaccia e
èal Direttore del Cantiere di
Sestri ing. Cristofori.
Dante Jannone
tra la poppa e il centro nave
M E CC AN
Sia
LE PROVE DELLA TURBINA DI ALTA PRESSIONE
PER UNA TURBOCISTERNA DA 31.500 T. D. W.
L’8 maggio, alla presenza
dei rappresentanti della Com-
pagnia armatrice e dei tecnici
dei Registri navali «R.I.Na.. e
« American Bureau », si sono
svolte le prove ufficiali al ban-
co della turbina di alta pres-
sione destinata al gruppo mo-
tore principale della turboci-
sterna da 31.500 t.d.w. (costr.
1534) in costruzione presso il
nostro Cantiere di Livorno per
la Società « Nereide » di Pa-
lermo.
Questa turbina, insieme ad
una di bassa pressione attual-
mente in fase di montaggio,
muoverà un riduttore ad in-
granaggi del tipo a doppia ri-
duzione e sviluppante una po-
tenza di 14.500 cav. in norma-
le navigazione a circa 110 giri
ali”,
Le prove, della durata di
quattro ore circa, hanno dimo-
strato l'ottimo funzionamento
della turbina, sia alle andatu-
re normale e massima che alla
sopravelocità di emergenza.
L’acquisto di due modernissimi torni
Nel quadro dei programmi
di rammodernamento del mac-
chinario obsoleto dello stabi-
limento, si è provveduto recen-
temente a dotare l’Officina
MARB (rubinetteria e bullone-
ria) di due torni a copiare
« Max Novo ».
Queste macchine presentano
caratteristiche tecniche che le
pongono all'avanguardia nel
campo della produttività e che
è interessante prendere in con-
siderazione.
La considerevole potenza dei
motori e la spinta rigidità del-
la macchina consentono l’uti-
lizzazione delle placchette «Wi.
dia » a quelle velocità che ren-
dono altamente redditizio l’im-
piego di questo genere di uten-
sili.
Il circuito oleodinamico ope-
ra sull’avanzamento della slit-
ta portautensile che è mobile
a 45° rispetto all'asse della
macchina e nella più recente
delle due macchine opera pure
sul ritorno della s.itta stessa.
Questa, in virtù dell’azione di
olio alla pressione di 6-8 Kg.,
si sposta molto rapidamente,
venendosi così a ridurre sen-
sibilmente l'ammontare dei
tempi improduttivi.
Degno di nota pure il bloc-
caggio pneumatico dei pezzi:
l’aria compressa può agire sul-
l’autocentrante per le lavora-
zioni a sbalzo e sulia contro-
punta per la lavorazione tra le
punte.
Gradi di finitura molto spin-
ti, che precedentemente veni-
vano raggiunti solo mediante
rettifica, possono ora essere
realizzati di tornio in virtù dei
limitatissimi avanzamenti dei
quali sono provviste quesie
macchine, avanzamenti che
permettono di raggiungere gra-
di di finitura superficiali del-
l’ordine di 1€ micron. che
non sono ottenibili con i nor-
L
mali torni orizzontali di cui è
dotato il reparto.
Un riduttore dell’entità del-
l'avanzamento a macchina in
moto permette inoltre di ren-
dere più agevole la penetrazio-
ne dell’utensile nel pezzo in
corrispondenza delle riduzioni
di diametro,
Un raffronto tra la capacità
preduttiva di questo tornio e
O
quella dei torni orizzontali por-
ta a concludere che con l’ado-
zione di queste macchine, i
tempi di macchina vengono
mediamente ridotti del 60%,
entità notevole, che porta ad
una considerevole economia,
pur tenendo conto della spesa
per le sagome, che vengono ap-
prontate al reparto MAPI
(macchine piccole).
+
Un motopropulsore monoruota
adottato per la manovra dei vagoni
Viene impiegato da qualche
tempo nello Stabilimento Mec-
canico, e precisamente alla
« Sezione Grande Meccamica »,
un complesso propulsore leg-
gero, azionato da motore a ben-
zina di tipo motociclistico, per
la manovra dei due vagoni fer-
roviari adibiti al trasporto dei
materiali in lavorazione da un
reparto all’altro.
Tale complesso presenta ele-
menti di notevole interesse tec-
nico, sia per quanto riguarda
lo schema generale, sia per
quanto riguarda alcuni parti-
colari, intesi a risolvere gli
specifici problemi posti dalle
esigenze dell'impiego in rela-
zione alle caratteristiche deli-
l'ambiente e dei veicoli da ma-
novrare.
Lo spinoso problema della
manovra dei vagoni nelle no-
stre officine era da molti an-
ni oggetto di preoccupazione e
di studio. Per il passato, infat-
ti, la manovra dei vagoni da
un reparto all’altro si effettua-
va a spinta impegnando un
certo numero di uomini, che
cercavano di smuovere il va-
gone con l’aiuto di leve sotto
le ruote o con l'ausilio di una
carrozzella trasporta-materiali
leggeri, funzionante con accu-
mulatori elettrici. A_ volte, da-
to il carico notevole sul vago-
ne, si doveva ricorrere al gan-
cio delle gru a ponte esistenti
nelle navate, che eseguiva la
operazione mediante trascina-
mento e con scarse garanzie
di sicurezza.
Se si tiene conto delle conti-
nue manovre che avvengono
giornalmente nella sezione lun-
go i due binari che la attraver-
sano, si può immaginare il
grande dispendio di forze e di
tempo cui venivano sottoposti
gli uomini addetti a tale lavo-
ro, oltre al logorio eccessive
aelle carrozzelle impiegatevi.
La risoluzione del problema
era quindi auspicata da tutti.
Durante una visita di nostri
tecnici a stabilimenti indu-
striali nel Belgio, è stato visto
in uno di essi, dal rostro diri-
gente ing. Gamondi, uno di
questi « spingi-vagoni » in fun-
zione. Dopo gli opportuni con-
tatti con la ditta costruttrice,
gli «Ateliers de Construction»
di Jambes-Namur (Belgio), cui
è seguita una visita agli Stabi-
limenti «Ilva» di Novi Ligure,
che ne hanno uno in servizio,
questo piccolo motopropulsore,
denominato « Pulso », è stato
acquistato per il servizio di
manovra vagoni della 2.a Se-
zione e da qualche mese es-
so è in esercizio con risultati
più che soddisfacenti, dato che
le sue possibilità di prestazio-
ne possono essere notevoli an-
che in via assoluta, potendo
spostare, su rettilineo piano,
carichi notevolissimi, impe-
gnando un solo operatore.
GLI
APPARATI
IN 46 ANNI
MOTORI
AL
COSTRUITI
MECCANICO
(TABELLA DIMOSTRATIVA DELLE COSTRUZIONI ESEGUITE DAL 1911 AL 1957)
Alternativi A turbine Diesel
È Cav. i LR % Cav.
n indicati N° |Cav.amse | N. effettivi
Marina Militare. . . 2I 55.200 85 3-370.000 55 101.770
Marina Mercantile. . 9 12,720 68 908.050 1090 565.499
30 67.920 153 4.278.050 1145 667.269
Totale: N." 1328 apparati motori per cav. 5.013.239 (126 di potenza superiore a 10.000 cav.,
per 3.649.750 cav.; 1202 di potenza inferiore a 10.000 cav., per 1.363.489 cav.
Collaboratori della Cassetta delle idee
del Meccanico in visita alla Fiat
Ji a Direzione del Meccanico
ha invitato i dipendenti che
si sono maggiormente distinti
nella collaborazione alla " Cas-
setta delle ide ad una gita
a Torino per visitare gli stabi-
limenti FIAT Mirafiori e Grandi
Motori.
Ventisei persone guidate
dal Presidente del comitato del-
la Cassetta ing. Speich sono
partite nelle prime della
mattinata di sabato 10 maggio
a bordo di un antopullman ri
servato e sono giunte a Torino,
ore
dopo un viaggio comodo ed ec-
cezionalmente rapido,
Alla Direzione Generale in
Corso Agnelli il gruppo è stato
cordialmente accolto da funzio-
nari della grande fabbrica tori-
nese che, dopo aver brevemente
illustrato l'organizzazione della
ozienda, hanno posto a disposi-
zione dei un autobus
per il giro nelle officine di Mi-
rafiori che rappresentano, com'è
moto, il centro della FIAT,
Quando si alla FIAT ci
si riferisce subito alle catene di
montaggio delle antomobili che
simbolo della
dalla
mac
visitatori
pensa
sono diventate il
industria moderna, nata
unione dell'uomo con la
china e dove sempre più spesso
all'uomo è riservata la posizio.
ne di controllo della produzione
compiuta dal mezzo meccanico.
La vastità dei reparti giustifica
bene l'uso di autobus per pisi-
tarli. Attraverso i suoi ampi
cristalli gli ansaldini hanno wi
sto sfilure le grandi presse anto-
matiche per la lavorazione della
carrozzeria (nina portiera in
dieci secondi, una scocca in un
fempo poco maggiore), i repar-
fi di macchine automatiche per
ssort, 1 ma-
la produzione di acc
qazzini che si possono definire,
senza esagerazione, immensi €
finalmente le catene di montag-
gio dei motori e delle autovet-
ture, Da una complessa apparec
chiatura automatizzata che per.
mette la lavorazione dei mono-
blocchi senza alcun intervento
diretto dell'operaio, si giunge
attraverso una perfetta succes-
sione di passaggi alla realizza
zione vera e propria dell'auto-
Ad ogni movimento
catena di
arricchisce di
elemento o di un particolare è
si avvicina gradualmente al
completamento,
Dopo l'ultimo controllo
iomobile scivola verso la pista
vettura,
della
carrozzeria si
montaggio la
un
lan-
ed è presa in consegna dal col-
laudatore per compiere i primi
chilometri della sua esistenza,
Terminata la Mira-
fiori, il gruppo si è recato allo
Stabilimento Grand: Motori, Qui
la parte spettacolare, presente
dubbio nella
delle automobili, ha ceduto al-
l'interesse tecnico, La produzio
affine a quella del
nico ha suggerito spontanei pa-
ragoni tra i metodi di lavorazio-
ne e i risultati ottenuti, e più
uttenta si è fatta l'osservazione
per individuare miglioramenti
ed innovazioni,
Particolare interesse ha susci-
fato la quasi completa sostitu-
wisila a
senza costruzione
ne Mecca.
li gruppo dei visitatori davanti alla Direzione Generale della FIAT
zione delle pialle normali con
frese-pialle, dalle piccole alle
maggiori dimensioni; oltre la
più rapida lavorazione, consen-
tono una finitura della superfi-
cie tale da eliminare il costoso
aggiustaggio a mano delle su-
perfici da accoppiare,
Ottima impressione hanno
fatto pure l'officina di montaggio
ed il reparto polverizzatori per
le buone attrezzature di costru-
zione e prove per il carico di
lavoro veramente imponente
(3 grandi motori da 6000-7000
cavalli al mese oltre oi minori
da 3500-1200 cavalli),
Abbiamo notato che nei mo-
tori medi, per gruppi elettro-
geni, ferroviari o marini, il nu-
mero di giri al minuto varia
da un minimo di 500 ad un
massimo di 1500,
La FIAT costruisce inoltre, su
licenza Brown-Boveri, le turbo-
soffianti per i motori di gran
de potenza (oltre 2000.4000
cavalli), che forni anche a
noi da 7000
cavalli costru-
i
motori 757
abbiamo in
per i
che
zione,
La visita è te-minata alle tre-
dici, Dopo la colazione, l'auto-
pullman ha affrontato i ripidi
tornanti della collina di Super-
ga per la visita alla Basilica, Il
panorama era offuscato da una
lieve nebbia, ma il silenzio, i
verdi pendii, l'imponenza della
costruzione sono stati per tutti
di ampio compenso,
L’autopullman è rientrato a
Genova alle 21,
Questa gita ha voluto essere
un particolare riconoscimento
della Direzione per che
hanno dimostrato in modo evi.
dente il loro spirito di collabo-
razione e il loro attaccamento
alla nostra azienda: sono state
invitate, infatti. quelle
ne che hanno totalizzato almeno
undici proposte premiate in un
anno,
L'importanza del programma
della " Cassetta delle idee" è
già stata più volte illustrata,
perchè sia necesario approfon-
dirla ancora una volta.
La gita del 10 maggio è stata
tuttavia un'altra prova dell’in-
teresse della Direzione per que-
sto mezzo di miglioramento e
di comunicazioni e il suo vivo
desiderio che esso possa ancor
più svilupparsi a vantaggio di
di tutta la comunità Ansaldo.
coloro
perso-
RR EF RESTES KUGLEARSSADUIEBORE VOGA ED PT ABS PCI AAT 4A 139 IMM MALE MG ORTA
CASSETTA DELLE IDEE
Durante la prima quindicina del mese di maggio
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta
delle idee » 231 proposte, di cui 78 sono state premia-
te. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte
premiate.
STABILIMENTO C.M.Il.
15 premiate.
CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 16, di cui
7 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li.
re 176.500.
esaminate 188, di cui 56
Proposte esaminate 27, di cui
I
Tra le proposte più importanti, segnaliamo la se-
guente, presentata al Meccanico, che ha avuto un
premio di lire 25.000:
« Modifica a disegni riguardanti i cuscinetti por-
tanti dei gruppi turboriduttori per le TT/cc. " British
Tanker "' »,
Ed ecco la risposta:
« Quanto segnala il proponente è attuabile anche
nei nostri tipi di gruppi turboriduttori, salvo l'aboli-
zione delle scanalature a coda di rondine, perchè in
seguito a recenti esperienze della " G.E.Co” è stato
constatato che non è conveniente.
L'adozione di questi cuscinetti, d'altra parte, non
può essere ovviamente decisa solo dalla nostra Ditta,
ma deve avere l'approvazione del Cliente ».
PETS CERTE VOVEPNTMRSS IDR TESI RESSIGIAI A URI IASISLIAS PPVETRAIA: DEID ELI | VO: PAIRZI ISTE
ES FREIRE IN TERE FEVILI PVI RRIREDI STR ARI ATI.
La Sezione di Voltri dello stabilimento C.M.l. ha costruito, per
conto della Società « Krupp» di Essen, i canali per una scava-
trice dragante destinata alle miniere di S. Barbara di Castelnuovo
dei Sabbioni. Dall'alto: assieme del trave scavatore con le
tazze scavatrici; fase di assiemamento e vibratura dei canali
uu
Sopra: una veduta, verso prora, dello scafo della turbonave passeggeri « Leonardo
da Vinci» in costruzione al nostro Cantiere di Sestri. - Sotto: due aspetti della
prefabbricazione di strutture della turbocisterna « Felce » di 31.500 t.d.w. in costru-
zione al nostro Cantiere navale di Livorno per la Società « Nereide » di Palermo.
x ec
i
“ac. men de”
x “vv / SE ped
Particolari del turboalternatore tipo « G.E.Co.» da 140
mila kW (rotori e cassa turbina) in costruzione allo
stabilimento Meccanico per la centrale di Civitavecchia
CILZ ZE NAARGGEAN
Tette
Lavori di rimodernamei
el dicembre del 1954 fu in proposito, che sullo scalo
ciclostilato un rapido cen- «Morosini » venne impostato il
no storico sul Cantiere di Li- prototipo di una giustamente
Cf} PEUT = vorno, nel quale si puntualiz- fortunata serie di petroliere da
ì 4% | K “% zava, con molti dati soprattut- 31.500 t.p.l., la « Mina D'Ami-
na È == to storici, più di un secolo di co».
% die = vita. E, sempre su quelle pa- Ebbene, da qualche tempo,
da gine, si diceva come — prima in tutto il Cantiere si sta pro-
" Lr degli eventi bellici — i fab- cedendo ad una concreta ed
DA (7) bricati e gli scali di costruzione imponente opera di ringiovani-
a A irta occupavano circa 60.000 mq. di mento, al fine di renderlo tec-
i ì è rad li + ” terreno, Al 19 luglio 1944 ri- nicamente sempre più efficien-
A Lea de BT sultavano invece distrutti o te.
AA si ì danneggiati circa 50.000 mq, di E’ difficile, sulla carta, po-
i TR area coperta. « Attualmente ter ritrovare un filo condutto-
Re (siamo sempre nel 1954) risul- re continuo degli ampi lavori
tano ricostruiti o riparati i fab- in corso. La zona del Molo me.
bricati al completo con attrez- diceo, dell’allestimento cioè,
a , zature più moderne e di mag- ha visto un nuovo assetto del
giore potenzialità ». piano stradale che — corren-
i n pe Li A quel tempo, erano in co- do alle spalle dell’officina —
1 TR si Hi È struzione od in allestimento od lascia completamente libera
anche in attesa di impostazio- l’area, che verrà servita da due
ne, l’« Indomito » ed il « Cen- gru per complessive 20 tonn. di
tauro », i sei caccia venezuela- portata: i lavori saranno ulti-
qui
i LITI LI PApaeeote
è È ni e le quattro unità belliche mati entro giugno-luglio, cioè
mr EE = ; per l’Indonesia. nel periodo in cui verranno va-
pus: La = I tempi però, come è facile rate ie tre unità oggi sullo sca-
I I intendere, corrono anche per i lo (due motonavi passeggeri è
= Mie cantieri navali, e l'esigenza di miste da 4.350 t.s.l. ed una
È * un rinnovamento il più possi- ‘urbocisterna da 31.500 t.p.l.)
ie _ bile radicale si è via via fatta Passando alla parte - sca-
> ad _ viva. Per un numero moltepli- fo», la prima cosa che colpi-
ce di ragioni, ma — soprattut- sce è il nuovo « scalo Morosi-
to — per via del crescente ton- ni». Nuovo abbiamo detto,
e nellaggio (in parole povere: perchè oggi si sta provveden-
Sopra il titolo, da sinistra: il prolungamento dello scalo Morosini; lavori di sistemazione della mole sempre più impo- do ad allungarlo e ad allargar-
stradale al molo mediceo (sullo sfondo i caccia venezuelani). - Sopra: la turbocisterna nente) delle nuove costruzio- lo. Le maggiori unità che po-
« Felce » di 31.500 t.p.I. sullo scalo Morosini. - A destra in basso: nuova gru in montaggio ni navali. Non dimentichiamo, teva ospitare erano le petrolie-
l'ansaldino
. fuorisacco
coseno. Va
io d#
N on staremo ad indugiare sulle
È caratteristiche fisiche della Li-
furia, a vol tutti ben note. Ci limi-
\teremo ad osservare, per quanto
riguarda la formazione del suolo,
che esse partecipano sia della gran.
de regione fisica padano-alpina sia
di quella appenninica. Della prima
per la ura geologica delle rocce
è perchè si tratta del suo naturale
| Sbocco al mare; della seconda per
Il clima, ottimo clima in cui si av-
vertono i benefici del mare, verso
ll quale l’aprono quegli stessi ri-
ÎIevi che, alle spalle, la proteggono
contro i venti del Nord.
. La Liguria —. regione, come è
noto, di appena 5.400 Kmq. — è
la più piccola delle regioni italiane,
eccezion fatta per la Valle d'Aosta.
territorio è sistemato ad arco
attorno al Mar ligure, in una stri.
‘scia così stretta che nel punto mag-
giore giunge a 30 Km. di profon-
< fasce >. Nella costa occidentale, e
specialmente in provincia di Impe-
ria, l’olivo ebbe in passato enorme
Importanza, oggi un po' ridotta, an-
che di fronte agli ortaggi e ai flori.
La produzione ligure di olio, che
era di 350,000 ettolitri nel 1870-74,
pari al 10% della produzione ita-
liana, già nel 1879.83 era scesa n
170,000 ettolitri, pari al 4,37%. La
produzione del 1956 è stata di
125.000 q.li, pari al 4% di quella
nazionale, E lo spazio al-
l'ulivo va sempre più contraendosi.
Nella montagna appenninica e
con l'avvicinarsi alla Toscana la vi-
te prevale sull'ulivo, Ma essa non
copre in tutto che 20.000 ettari e
la produzione di vino è di circa
550.000 ettolitri, pari a un cente-
simo della produzione nazionale.
Anche gli agrumi, che si colti-
vano nella fascia più bassa fino al
mare, hanno ridotto la propria su-
| dità dal mare, nel minore appena
a cinque o sel. Con 1.631.171 resl-
denti, la Liguria ha una densità di
$01 individui per Kmq., cioè la più
alta densità italiana dopo la Cam-
| pania. (Quella Campania che ha es-
sa pure una grande città, Napoli,
ma non la struttura industriale e
“commerciale della Liguria; donde
la grande differenza di reddito me-
i dio individuale).
Si tratta di una popolazione così
fitta che, ovviamente, non potrebbe
| mai vivere di agricoltura, nemme-
no se diverso fosse il carattere del
suolo, Ma sf pensi che in realtà la
| superficie produttiva è classificata
| dallo stesso catasto per oltre nove
decimi come arca di montagna e
per oltre metà è coperta da boschi,
Tabella 1
î ì fo com Rapporto con
INDUSTRIE | Pagare Prato] | lia (0
Alimentari e affini 23,5 12,6 6,8
Tessili 10,9 58 1,8
Vestiario, abbigliamento 10,4 5,5 2,6
Metallurgiche 33,2 17,8 22,5
Meccaniche 71,5 38,3 8,5
Chimiche 12,0 sh 5,6
Altre 25,5 13,6 3,2
Totali 187,0 100,0 5,5
perficie tanto più che gli aranci ed
i limoni non hanno potuto resistere
alla concorrenza di altre regioni
del Sud, Ha resistito il chinotto,
coltura tipica del savonese, che si
alleva solo in Liguria, Agli agrumi
si sono sempre più sostituiti i pe-
schi e le ncacie: oggi la Liguria
è tra le maggiori regioni di peschi-
coltura, con oltre 300.000 q.li di pe-
sche all'anno (contro I 400,000 q.li
del Piemontet).
Caratteristica e ben nota la col-
tura del fiori, che sì inizia al con-
fine francese © procede verso orien.
te fino a Zoagli. La Liguria conta
più di due terzi delle serre di tutta
Italia e altrettanto circa dell'area a
coltura specializzata. Si calcola che
nel 1953-54 la Liguria abbia prodot.
PANORAMA DELL’ ECONOMIA ITALIANA
quarti delle masse operaie mecca-
niche erano concentrati in 24 sta-
bilimenti appartenenti alla grande
industria e nove dei quali avevano
più di tremila dipendenti. Quasi
metà della popolazione operaia ll.
re ata nelle” le
meccaniche e in quelle metallurgi-
che, l'altra metà si divide tra le
industrie edili, alimentari, tessili,
raffinerie di olii minerali, ecc, Se-
condo il censimento del 1951 la po-
polazi ligure un tren.
tesimo di quella italiana (3,30%)
ma la popolazione industriale co-
stituiva invece circa un ventesimo
(4,7%) della popolazione industria
le italiana (vedi tabella 1).
M nucleo centrale dell'industria
ligure è ovvi tè rappr
da quella genovese, e chi parla del-
l'industria genovese parla prima di
tutto dell'Ansaldo, sia perchè essa
ne fu all'origine, sia perchè ne co-
stituì in tutti 1 tempi parte pre-
ponderante. Quella dell'Ansaldo è
storia da noi già tracciata, e che
non mette conto qui di ripetere.
Basterà ricordare che oggi l'Ansal.
do conta ben 18.500 dipendenti, che
il solo cantiere di Genova Sestri
ha varato nel 1957 ben sette navi,
che le costruzioni di naviglio per
l'estero costituiscono la parte più
massiccia e attiva della nostra bi-
lancia commerciale, Col ridimen-
sionamento dell'industria siderur-
gica IRI è sorta nel dopoguerra la
« Cornigliano >» che è tra le mag-
giori industrie di acciao e laminati
piatti del Sud-Furopa, con una pro-
duzione che nel 1957 ha superato
il milione di tonnellate. A ciò st
aggiunga il potenziamento della
SIAC per la produzione, soprattut-
to, di lamiere navali, _
Tra le altre industrie predomi-
nano gli oleifici, di estrema impor-
tanza e con impianti di raffinazione
e di rettifica tra i più moderni,
tanto che danno luogo ad un mo-
vimento commerciale notevolissi-
mo, per l'esportazione verso tutte
le regioni d'Italia e per l'estero.
Ma, oltre gli impianti esistenti sul
territorio ligure, a Genova fanno
capo molte delle maggiori industrie
nazionali di lavorazione dell'olio,
con impianti în tutta Italia. Lo stesso
accade del resto per gli zuccherifici
(in Liguria ve n'è uno solo, a Sam.
pierdarena) poichè a Genova han.
no sede i gruppi che controllano
la maggior parte degli impianti ita-
localizzata
| per un sesto circa dall'Incolto e dai
| pascoli. La superficie veramente
coltivata e cioè 1 seminativi, i pra-
(ti permanenti e le colture legnose
mon coprono che 150.000 ettari.
| Sì capisce perciò come i liguri
vivano quasi esclusivamente sul-
l'industria, sul trasporti e sul com-
‘mercio: i due terzi della popolazio-
he attiva sono infatti dediti a tale
attività. Dopo Lombardia e Piemon-
te, la Liguria presenta più alta
| proporzione , di addetti alle indu.
strie, supera ogni altra regione per
gli addetti al trasporti e comunica-
«zioni, ai commerci, al credito e as-
sicurazioni, ad eccezione del La-
zio, per via di Roma,
Ma cominciamo pure la nostra
rassegna con un rapido sguardo ni
prodotti della terra, frutto del la-
voro appassionato e sacrificato di
intere, tenaci generazioni. In rap-
legname da ardere e non da lavo-
‘rare. Molti sono i castagni che rag-
fungono i 1000 mt. e più di alti-
ine e danno — ma non più come
un tempo — buona quantità di
frutto. L'agricoltura della fascia
collinare è dominata dall'olivo e
‘dalla vite: sl tratta di piantagioni
‘ottenute con lo scasso della roccia
to fiori per nove decimi del valore
dell'intera produzione nazionale.
Nello stesso anno si è calcolato un
reddito lordo di circa 7 milioni di
lire a ettaro,
Le brevi pianure costiere offrono
ottimo terreno, e naturalmente ot-
timo clima, per gli ortaggi. Famosa
soprattutto, specie per le primizie,
la piana di Albenga, dove gli orti
sl susseguono all'aria aperta unò
dopo l'altro e dove gli ortaggi sono
anche coltivati în serra, come i fio-
ri. A causa della precocità delle
piante sl susseguono a volte due 0
tre raccolti nello stesso anno, il
che dà una produzione lorda di va-
lore quasi uguale a quello della flo-
ricoltura.
L'allevamento, in Liguria, non
esiste e il patrimonio zootecnico è
praticamente nullo (qualcosa sl ha
nella sola zona di Torriglia) per cui
la Liguria importa dalle altre re-
gioni carne, latte, formaggio e
burro.
E veniamo all'industria, vero
perno dell'economia ligure. L'indu-
stria, da noi, presenta un carattere
singolare, cioè l'alta concentrazio-
ne, Sia per cause d'origine, sla per
il tipo di produzione (siderurgia,
armamenti, cantieri navali) sl ha
în Liguria grande e grandissima in-
dustria, il che spiega anche perchè
da nol il problema delle Industrie
IRL Su
è sopr un p
bito prima dell'ultima guerra tre
Tabella 2 Hani
L' ia dei saponi
Navi arrivate Migliaia di T. i a Genova, dà quasi un quarto della
PORTI i se di merci imb. 9. imb. intera produzione nazionale. Essa
po 0 sbarcate © sbarcati riceve le materie prime dai paesi
Genova 14.210 13.375 227 d'oltre mare attraverso il porto,
Napoli 16.079 6,812 1.885 come’ accade anche per le cartiere
p + 3 “d disseminate sopra Voltri, lungo la
Savona 3.863 4.362 —_ vallata dell'Acquasanta,
La Spezia 2.963 4.098 za Un ramo industriale che è an-
Livorno 7.061 4.282 28 dato rapidamente crescendo in que-
Palermo 3.718 664 195 sto dopoguerra e ha visto il sorgere
di numerosi muovi impianti, sia a
Genova che altrove, è quello degli
ere re
2e7= GENOVA srrgo,
Ò terni
aperte
Pira Conta Oni >
7 #1
del greggio e la produzione di ga-
solio, benzina e carburanti, sia per
la produzi lubr pre
giati o di grassi, vaselline, paraff-
ne, bitumi, ecc.
Inutile sottolineare il fatto che
l'industria ligure è legata al mare,
dal quale riceve le materie prime.
Accenneremo soltanto, per quel che
riguarda grandiosi impianti portua-
li, al servizio diretto di industrie,
ai grandiosi oleodotti di Vado che
trasportano direttamente il grezzo
alle grandi raffinerie piemontesi di
Trecate; al grande impianto, con
due funivie, per l'inoltro , del car-
bone sbarcato da Savona agli tm-
pianti di S. Giuseppe di Cairo, al di
là dell'Appennino; al molo Nino
Ronco dello stabilimento « O. Sini-
gaglia >» della « Cornigliano » per lo
sbarco e l'immissione diretta nel
ciclo del minerale di ferro e del
carbone; al poderoso impianto della
< Cokeapuania » alla Spezia.
Altro è a tale del-
l'economia ligure è costituito dal
porti marittimi, coi loro notevolls-
simi traffici. Primo fra tutti Geno.
va, chiamato a servire il più vasto
e popoloso entroterra d'Italia, 0l-
tre ad una fascia dell'Europa Cen-
trale. Da molti decenni ormai Ge-
nova ha accentuata la propria pro-
minenza su tutti gli altri porti na-
zionali, mentre Savona ha visto
crescere il proprio traffico di mer-
ci di massa come minerali, fosfatt,
fertilizzanti, sale, ecc. ed in parti-
colare carbone. Inolire olli minera.
li e carboni coprono quasi 1 nove
decimi del traffico portuale della
Spezia.
La tabella 2 mostra il traffico nei
principali porti italiani nel 1956,
Bisogna notare che il traffico di
passeggeri di Napoll riguarda so-
prattutto linee di interesse locale,
specie per la Sicilia, mentre quello
di Genova è quasi esclusivamente
transoceanico.
Vi è sempre una enorme spropor-
zione, nel porto di Genova, tra le
merci sbarcate e quelle imbarcate,
a favore delle prime che raggiun-
gono spesso i nove decimi del ton-
nellaggio totale, Ciò dimostra che
il carattere precipuo del porto è
quello di rifornitore dell'entroterra
nostro e europeo, verso il quale
oceani. Uno dei principali destina-
tari è la Svizzera, per esempio, Ma
anche molti porti del Levante sono
da noi riforniti, mediante trasbordo.
Più di metà del tonnellaggio sbar-
cato riguarda carbone e olii mine-
rali mentre l’altra metà riguarda lo
«merci varie »: generi alimentari,
bevande, minerali metallici, pro-
dotti chimici, materie_tessili, ecc.
Circa i luoghi di provenienza di
tali merci la graduatoria, in ordine
decrescente, è sempre stata la se.
guente: porti dell'Europa setten-
trionale, porti del Mediterraneo,
porti del nord America, porti oltre
Suez, porti del centro e sud Ame.
rica ecc, Ora però diminuisce l'as-
soluto primato delle merci prove-
nienti dal nord Furopa e anmenta
M traffico da oltre Suez. anche în
considerazione della sostituzione del
carbone col petrolio come combu-
stibile.
Per quanto riguarda la marina
mer bisog notare che Ge.
nova è sede di armamento dei due
terzi del tonnellaggio nazionale ©
conta più di duecento linee di na-
vigazione resolare, che coprono
tutti 1 mart del mondo, Qunst tut-
te le linee transoceaniche partono
da Genova o comunque vi fanno
scalo.
Fnormemente Importante per la
economia ligure, e ovviamente le.
gato al suo carattere di. emporio
marittimo e di centro inAnstriale.
è l commercio, come dimostra an-
che 11 fatto che l'esercizio della re-
te ferrovinrin ha la freanenza più
elevata d'Italia. è un'intensità di
traffico inferiore cato a nanella del-
In Campania e della Lombardia, I
dati. del commercio riportati dal
censimento nost_bellico dimostrano
che fl rannorto dealt addetti al com-
mercio e af nubblici esercizi è più
che dovpto rispetto a quello nazio-
nale. e poco meno che doppio è
amello del commercianti all'ingros-
so e al minuto, del mediatori e
addetti ai servizi commerciali.
Tra gli elementi importanti del-
la bflancta economica ligure va se-
gnalato fl turismo, richiamato dal-
la bellezza del luoghi, dalla dolcez-
za del clima e dalla confortevole
attrezzatura alberghiera. La riviera
ligure, secondo le statistiche, acco-
glie da sola circa il 15% di turisti
e villeggianti italtani e stranieri e
vede in testa, per giornate di pre-
senza, San Remo con oltre un mi-
lione, seguita da Alassio, Varazze,
Finale, Rapallo, Diano Marina, Bor-
dighera e S. Margherita. Comunque
il criterio delle presenze ha m
valore relativo, perchè ad esempio
Portofino registra altissimi introîti
pur con bassissimi pernottamenti.
Da tutto ciò deriva un'economia
sostanzialmente ricca: il ligure, in-
fatti, ha un reddito Imponibile per
ricchezza mobile superiore persino
a quello dei lombardi, fl più alto
cc atta Italia. Altro elemento di
valutazione può essere. cos
dalla tabella 3, relativa al SRINE
ar generale sull'entrata
Se pol vogliamo avere un quadro
della composizione del reddito pro-
dotto nella nostra regione secondo
1 diversi rami di attività, possiamo
avvalerci dei dati forniti dalla ri-
vista < Moneta e Credito > edita dal-
la Banca Nazionale del Lavoro, ri-
portati nella tabella & (composizio-
ne percentuale per Provincie del
reddito prodotto nel 1956).
Concludendo, la Liguria dev’es-
sere considerata, assieme alla Lom.
bardia e al Piemonte,.tra le regioni
oli minerali sia per la distillazione smista le merci in arrivo dagli
Tabella 3
REGIONE a, complesso | Percentuale | Per abitante
Piemonte 37,0 11,3 10.464
Val d'Aosta 0,3 0,1 3.416
Lombardia 104,5 31,9 16.068
Trentino - Alto Adige 3,6 1,1 4.830
Veneto 23,1 Ti 6.035
Liguria 43,0 13,1 27.476
Emilia - Romagna 18,8 5,8 5.352
Toscana 20,4 6,2 6A7T1
Lazio 21,3 6,6 6.325
Campania 15,3 4,7 3.547
Lucania 0,6 0,2 957
Tabella 4
i Industr.. comm.] Pubblica ; >
PROVINCIE | Agricoltura | ‘oder: comm.||- Pubblico | | Ati sot
Genova 33 80,3 9,7 6,7
Imperia 35,3 52,7 8,5 5,5
La Spezia 8,1 57,9 26,7 7,3
Savona 14,3 73,5 7,5 4,7
Totali liguri 9,3 73,8 10,6 6,3
più ind e ciali d'Ita-
lia, © tra le più ricche, malgrado
l'alta densità degli abitanti.
Guy de Maupassant nacque nel 1850 al castello di Miromesnil. Dopo
un' felice tr nella nor sotto l'amorosa
guida della madre — donna intelligentissima, amica d'infanzia di Gu-
stave Flaubert — studiò a Rouen, volgendosi assai presto, per spontanea
vocazione, alle lettere, Ventenne, prese parte alla guerra franco-prus-
siana che determinò il crollo del secondo Impero. Fu un'esperienza
tutt'altro che labile; nella maturità, Maupassant ne trarrà ardente e
splendida ,materla d'arte. A guerra finita si trasferì a Parigi, vivendo
d'un di i Î jale, La letteraria maturava jn-
tensamente in lul; a trent'anni, nel 1880, esordì con un racconto, « Boule
de suif>, che il grande Flaubert non esitò a definire < un capolavoro >
e che ancor oggi viene giudicato non soltanto uno dei suoi migliori, ma,
in senso assoluto, una delle opere più vive e perfette di tutta la narra-
tiva moderna. Nel dieci anni che seguirono, Maupassant — come preso
da un’indomabile febbre di creazione — scrisse e pubblicò sel romanzi,
tre libri d'impressioni di viaggio, alcune commedie e ben trecento no-
velle; la parte essenziale e fondamentale, queste ultime, della sua co-
plosissima produzione artistica. Aveva poco più di quarant'anni quando
avverti i primi sintomi del male che doveva ra-
pidamente annientarlo, Nel gennaio del 1892, nel-
la sua villa di Cannes, si ferì gravemente alla
gola, senza aver coscienza del suo atto; la paurosa
ombra della pazzia era scesa su di lui. Ricove-
rato in una clinica, sopravvisse, come una misera
larva umana, ancora un anno e mezzo.
Maupassant è considerato uno dei maggiori rap.
presentanti di quella scpola « naturalista » che
professava il culto della nuda realtà osservata e
ritratta obietti , con impar
Egli stesso definì lo scrittore come < un occhio
che coglie le immagini, gli atteggiamenti, i gesti,
con la precisione di un apparecchio fotografico >.
Naturalmente sl trattava di una « imparzialità >
relativa, In realtà, Maupassant fu ben lontano dal-
l'essere un semplice «< fotografo >; e, anzi, i suoi
racconti più belli sono proprio quelli In cui egli
più ha messo — sia pure inconsciamente — di
sè la sua ità vol e inquieta,
la sua ardente sensualità, il suo amore della na-
tura e quel tragico senso (che par quasi un acuto
presentimento) della sua morte.
Fu narratore di razza, sobrio, vivo e potente. Flaubert, suo maestro €
amico, gli aveva comunicato ll gusto dello stile concreto, esatto, ade-
rente alle cose; lì suo modo di raccontare, naturale e stupendamente
semplice, fu sempre spoglio d'ogni pompa letteraria e giunse spesso
all'altezza del più puri delli P deva una pacità di sin
tesi, più che rara, unica; molte sue pagine sono di una « densità > ine-
guagliata, certi suol scorci rapidi e potenti s'imprimono indelebilmente
nella memoria. Nel difficilissimo genere novellistico fu maestro tra i
più grandi e geniali.
Su Maupassant torneremo più volte, fino a offrirvi un saggio quanto
più possibile ampio della sua mirabile arte, Il racconto che ora pub-
blichiamo non appartiene alla schiera dei suol capolavori; ma è singo-
larmente interessante perchè rappresenta uno dei pochissimi sconfina-
menti dello scrittore nel campo dell'umorismo non amaro, non attossi.
cato di pessimismo, ma lietamenta svagato e sorridente.
E. poichè siamo — quasi — in periodo di ferie e scampagnate, le
avventure del signor Patissot, travet parigino di cent'anni fa, acquistano
un piacevole sapore di attualità stagionale,
°e_* ° ° °
Preparativi di viaggio
ato a Parigi, il signor Patissot, dopo aver compiuto, me-
N diocremente come tanti, gli studi al collegio Henri IV, en-
trò in un ministero, grazie alla protezione di una zia, che
gestiva una tabaccheria in cui si serviva un capo divisione.
La sua carriera fu lentissima e forse egli sarebbe rima-
sto impiegatuccio di quarta categoria fino alla morte, senza
il paterno intervento del caso, che talvolta determina i no-
stri destini.
Ha cinquantadue anni, e soltanto ora ha cominciato a
girellare, per diporto, in quella parte della Francia che si
stende tra le fortificazioni e la provincia.
La storia della sua carriera può’riuscire utile a parecchi
impiegati, come il racconto delle sue gite servirà indubbia-
mente a molti ‘parigini, che le potranno adottare quali itine-
rari delle proprie escursioni, e, col suo esempio, avranno mo-
do di evitare le disavventure che capitarono a lui.
Sino al 1854, il signor Patissot guadagnava soltanto 1.800
franchi. Per il suo carattere singolare, riusciva sgradito ai
suoi superiori, che lo lasciavano languire nell’eterna e dispe-
rata attesa dell'aumento di stipendio, ideale di ogni impie-
gato. ‘
Pure lavorava; ma non sapeva far valere il suo lavoro: e
poi era troppo fiero, diceva. La sua fierezza consisteva nei
non salutare mai i superiori in modo vile e .ossequioso, come
facevano, secondo lui, taluni suoi colleghi che preferiva non
rominare. Diceva, per di più, che la sua franchezza dava fa-
stidio a molta gente, perchè egli si levava contro gli abusi,
le ingiustizie, i favori concessi a gente sconosciuta, estranea
alla burocrazia. Ma le sue frasi indignate non oltrepassava-
no mai la porta dello stambugio in cui sgobbava.
Prima come impiegato, poi come Francese, e infine co-
me uomo d'ordine, aderiva, per principio, a ogni governo sta-
bilito: era fanatico del potere, fuorchè di quello dei suoi su-
periori.
Ogni qualvolta gli si presentasse l’occasione, andava a
mettersi dove passava l'Imperatore per aver modo di fargli
tanto di cappello, e se ne tornava orgoglioso di aver salutato
il Capo dello Stato.
forza di rimirare il sovrano, fece come tanti altri: si
tagliò la barba come lui, imitò la sua pettinatura, l'andatura,
la foggia dei vestiti, i gesti. Quanti uomini, in tanti paesi.
sembrano il ritratto del loro Principe! Forse somigliava un
poco a Napoleone III, ma aveva i capelli neri e allora se li
‘inse: così la somiglianza divenne perfetta. E quando incon-
trava per strada un altro signore che somigliasse all’Impe-
ratore, s'ingelosiva e la guardava sdegnosamente. Questo bi-
sogno d’imitazione si trasformò ben presto in una fissazione,
e dopo aver sentito un usciere delle Tuileries rifare la voce
dell'Imperatore, anche lui si mise a copiarne le intonazioni e
la calcolata lentezza del parlare.
Finì per diventare tanto simile al suo modello che si sa-
rebbero potuti scambiare, e certi alti funzionari del Ministe-
ro mormoravano contro quella cosa sconveniente, grossolana,
addirittura, e ne parlarono col ministro, che lo fece chia-
mare. Nel vederlo così ne rise, e disse per tre volte:
— E’ buffo, è proprio buffo!
Fu risaputo, e il giorno dopo il superiore diretto di Patis-
sot propose il suo sottoposto per ‘un aumento di trecento fran-
chi che gli furono concessi immediatamente.
10
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DANTE Ova, ENIT 80%
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Da allora, grazie a quelia facoltà scimmiesca di imitazio-
ne, fece carriera regolarmente. Una sorta d’imprecisato limo-
re, come il presentimento d’un alto destino sospeso sul suo
capo, aveva preso i suoi superiori che parlavano di lui con
deferenza.
Ma quando venne la Repubblica, per lui fu un disastro.
Si sentì sommerso, finito, perdette la testa, smise di tingersi,
si tagliò la barba e portò i capelli corti, assumendo un aspet-
to paterno e dolce, per nulla compromettente.
Allora i superiori si vendicarono della lunga soggezione
in cui li aveva tenuti, e trasformatisi tutti in repubblicani pe»
istinto Wi conservazione, cominciarono a perseguitarlo al mo-
mento delie gratifiche e a contrastare la sua carriera. An-
ch'egli mutò opinione; ma la Repubblica non era un perso-
naggio palpabile e vivo al quale si possa somigliare, anche
perchè i presidenti si susseguivano rapidamente, sicchè egli
piombò in un imbarazzo crudele, in un tremendo sconforto,
dopo l'insuccesso, che frenò tutti i suoi slanci d’imitazione,
nei confronti del suo ultimo ideale: Thiers.
Aveva bisogno di manifestare la sua personalità in un
modo nuovo. Ci pensò parecchio; poi, una mattina, si presentò
in ufficio con un cappello nuovo sul quale, dalla parte destra,
aveva messo, a mo’ di coccarda, una piccolissima rosetta tri-
colore.
I colleghi ne furono stupiti; ne risero per tutta la giorna-
ta, il giorno dopo, per tutta la settimana, per tutto il mese. Ma
alla fine la serietà del suo comportamento li sconcertò; e i
superiori si sentirono ancora una volta a disagio. Quale mi-
stero nascondeva quel simbolo? Era .una normale affermazio-
ne di patriottismo? o la testimonianza delia sua adesione alla
Repubblica? o, forse, il simbolo segreto di una potente affi-
liazione? Nel qual caso, per ostentarla tanto, doveva essere
ben. certo di una protezione occulta e possente. Comunque,
conveniva mantenersi sulla difensiva, tanto più che il suo im-
perturbabile sangue freddo»dinanzi a tutte le punzecchiature
non faceva che aumentare il disagio. Ripresero a trattarlo me-
glio, e il suo coraggio da Bertoldo lo salvò, tanto che il 10
gennaio 1880 fu nominato archivista.
Era sempre stato sedentario. Scapolo per amore di pace
e di tranquillità, detestava gli spostamenti e i rumori. Gene-
ralmente passava la domenica a leggere qualche romanzo di
avventure e a rigare accuratamente dei fogli che poi rega-
lava ai colleghi come falserighe. In tutta la sua vita, aveva
preso le ferie tre volte, non più di otto giorni per volta, per
cambiar casa. Pure, gli avvenne, nelle grandi ricorrenze, di
prendere un treno turistico per andare a Dieppe o a Le Ha-
vre, e nobilitare la sua anima davanti all’imponente spetta-
colo del mare.
Era largamente fornito di un buon senso che rasentava la
stupidità. Da tanti anni viveva tranquillo, parsimonioso, tem-
perante per prudenza, casto per natura, allorquando fu assa-
lito da un’orribile paura, Una sera, per la strada, fu preso,
tutto ad un tratto, da una stordimento che gli fece temere un
colpo. Andò da un medico, dal quale, mediante cinque fran:
chi, ebbe la seguente ricetta:
« Sig. X.. cinquantadue anni, celibe, impiegato. Natura
sanguigna, minaccia di congestione. Bagnature d’acqua fred-
fia, vitto moderato, molto moto. Firmato: dottor Montellier ».
Patissot rimase sgomento, e per un mese intero, in uffi-
cio, tenne dalla mattina alla sera un asciugamano umido av-
volto a mo’ di turbante attorno al capo, :che gli sgocciolava
di continuo sulle pratiche, tanto che le doveva rifare. Tutti
i momenti rileggeva la ricetta con la speranza di trovarvi un
significato nascosto, di penetrare il pensiero recondito del me-
dico, e magari di scoprire quale sarebbe stato il sistema che
potesse metterlo al riparo da un attacco apoplettico.
Si consultò con gli amici, mostrando il funesto foglietto.
Uno di essi gli consigliò il pugilato. Si mise subito alla ricer-
ca di un maestro e, proprio il primo giorno, ricevette sul na-
so un destro che gli levò per sempre la voglia di quel saluta-
re esercizio. La pertica gli tolse il respiro e la scherma gli
ruppe le ossa in modo tale che non potè dormire per due not-
ti. Allora ebbe un lampo di genio.
Tutte le domeniche, a piedi, avrebbe girato per i dintorni
di Parigi e anche in quelle parti della capitale che non cono-
sceva.
L’armamentario per questi viaggi lo tenne in pensiero per
una settimana intera e la domenica, trentesimo giorno di mag-
gio, iniziò i preparativi.
Dopo aver letto tutti i più strampalati avvisi di pubbli-
cità che certi poveracci guerci o zoppi e per di più molesti
distribuivano alle cantonate, cominciò a girare per le botte-
ghe, per guardare soltanto, riservandosi di comprare in se-
guito.
Prima di tutto entrò da un calzolaio sedicente americano,
e chiese che gli facessero vedere scarpe robuste, da viaggio.
Gli presentarono certi apparecchi blindati di rame come na-
vi da guerra, irti di punte come un erpice, dicendogli che
eran fabbricati con cuoio di bisonte delle Montagne Rocciose.
Se ne entusiasmò talmente che avrebbe voluto comprarsene
due paia. Però uno gli bastava. Si contentò, e uscì stringen-
dolo sotto il braccio, tanto che gli s’intorpidì. Poi comprò un
paio di pantaloni da fatica di velluto a coste, come quelli dei
carpentieri, ed anche certe ghette di tela da vele indurita nel-
l'olio, che gli arrivavano alle ginocchia.
Gli ci volle anche uno zaino per le provviste, un cannoc-
chiale di marina per riconoscere i lontani paesetti appesi al
fianchi delle colline; e infine una mappa dello Stato Maggio-
re per orientarsi senza dover chiedere la strada ai contadini.
curvi sui campi.
Quindi, per sopportare più facilmente il caldo, decise di
comprare una giacchetta di alpaca, che la celebre ditta Ra-
minau vendeva, di prima qualità, così diceva l'avviso, per la
modica somma di sei franchi e cinquanta.
Ci andò, e un giovanotto alto e distinto, coi capelli alla
Capoul. le unghie rosa come le signore e un amabile sorriso
Î TTI TOS POR EZIO POSE o fi
sulle labbre, gli fece vede
splendida come diceva l’avi
— Ma, signore, vale li
L'altro abbassò lo sguai
to, da persona onesta che
a voce più bassa: È
— Dio mio, signore, «
quanta non possiamo
esempio...
E prese una giacchetta!
averla esaminata, Patissot
— Dodici franchi e di
Era allettante. Ma, pi
mente il giovanotto che lo
— E... questa è prop!
— Oh, certamente, sig
bidezza... Si capisce, non bii
sere buona è buona, ma €
Questa per il suo prezzo è
ta, pensateci, non è nulla.
ticinque franchi vale di pi
dete ciò che c’è di meg
durata. Se prende la pioggi
non perde mai il colore, n
nello stesso tempo più legg
E spiegava la merce, fî
la scuoteva, la tendeva pe
za interrompersi, con conv
gesti e con la parlantina.
Patissot fu convinto e
il pacchetto, seguitando a
canto alla porta, vantava dl
pena Patissot ebbe pagato,
un: Al piacere di rivede
un sorriso di uomo supei
guardò andarsene il clien
salutare, con le mani
Tornato a casa, il signo
mo itinerario e volle prov
guarnizioni ferrate erano ci
scivolone sul pavimento, @
tento. Poi sciorinò sulle
per un pezzo, e si addo!
no che prima d’ora non m
qualche gita in campagna!
. di
Pr
1 signor Patissot lavori
mana.' Pensava alla gil
guente, e si sentiva pi
rio della campagna, dal bi
alberi, da quella sete delli
perseguita i parigini.
Il sabato andò a lette
La finestra di camera sua i
una specie di canna di can
ne dei poveri. Alzò subito.
che appariva fra i tetti, e
no di sole, attraversato in
che si potevan seguire per
di lassù, esse dovevano scî
delle colline boscose, tutto
Allora lo prese una wo
scura del verde. Si vestì fn
bili scarpe e perse un graf
quali non era abituato. Ti
zaino ricolmo di carne, di
dic
fiacchetta. Non era così
, esitando, chiese:
n imbarazzo ben simula-
ingannare la fiducia, e
è per sei franchi e cin-
| capo come questo, per
iliore della prima. Dopo
prezzo.
cidere, interrogò nuova-
‘con gli occhi fissi:
la garantite?
cellente, senta che mor-
prenda l’acqua; per es-
ire che c'è roba e roba.
Li
niche:
ighese |
Ino
upassant
dodici franchi e cinquan-
i una giacchetta da ven-
iticinque franchi vi pren-
dme panno e di maggior
la stiratina ritorna nuova;
a al sole, E’ più calda, e
are la stoffa, la gualciva,
è la qualità. Parlava sen-
ipando le incertezze coi
l cortese commesso legò
i davanti alia cassa, ac-
ll valore dell’acquisto. Ap-
que di colpo: salutò con
i — accompagnato con
ido dischiuso il battente,
e invano si sforzava di
si studiò con cura il pri-
frpe, che con tutte quelle
pecie di pattini. Fece uno
promise di stare più at-
io acquisti, li ammirò
o pensiero: « E' stra-
Venuto in mente di fare
Ita
loglia per tutta la setti-
ta per la domenica se-
un tratto da un deside-
ommuoversi dinanzi agli
pestre che, in primavera,
a, e fu in piedi all'alba.
cortiletto angusto e buio,
va il lezzo delle cuci-
il quadratino di cielo
etto di azzurro, già pie-
le dai voli delle rondini,
ippena. Disse fra sè che,
ipagna lontana, il verde
te di orizzonti.
a di sperdersi nella fre-
le, calzò le sue formida-
Îlacciarsi le ghette, alle
taricato sulla schiena lo
i bottiglie di vino (per-
fmi, act
Paini
chè il moto, certamente gli avrebbe fatto venire una gran fa-
me), uscì, impugnando un bastone.
Prese un passo di marcia ben ritmato (il passo dei caccia-
tori, pensava), fischiettando certe ariette allegre che gli ren-
devano più ‘leggera l'andatura. La gente si girava a guardarlo;
un cane guaì; un vetturino, passando, gli gridò:
— Buon viaggio, sor coso!...
Ma egli se ne infischiava, e camminava senza voltarsi, sem-
pre più svelto, facendo mulinare il suo bastone con aria spa-
valda.
La città si destava allegra, nel calore e nella luce di una
bella giornata di primavera. Le facciate delle case rilucevano,
i canarini cantavano nelle gabbie, e la gaiezza inondava le stra-
de, illuminava i volti, portava un sorriso ovunque, una sorta
di felicità di tutte le cose sotto il sole nascente.
Andava verso ia Senna per prendere il vaporino che lo
avrebbe portato a Saint-Cloud: e, tra 10 sbalordimento dei pas-
santi, percorse la via della Chaussée d'Antin, il boulevard, la
via Royale, paragonandosi dentro di sè all’Ebreo Errante. Sa-
lendo su un marciapiede, le ferree armature delle sue scarpe
siittarono sul granito, ed egli crollò pesantemente, con un tre-
mendo rumore dello zaino. Alcuni passanti lo rialzarono ed
egli riprese la marcia un po’ più adagio, finchè giunse alla
Senna dove si mise ad aspettare il vaporino.
Lontano, lontanissimo, sotto i ponti, lo vide comparire,
piccino dapprima, poi più grande e sempre più grande, ai suoi
occhi simile a un piroscafo, come se fosse sul punto di par-
tire per un lungo viaggio, valicare i mari, vedere altri popo-
li e cose sconosciute.
Il vaporino approdò ed egli salì. C'era gente, vestita a fe-
sta, vistosamente abbigliata, cappellini con nastri sfolgoranti
e gran visi scarlatti. Patissot andò a mettersi proprio a prua,
in piedi, a gambe larghe come i marinai, per far capire che
aveva navigato molto. Ma siccome temeva il dondolio del va-
porino, s'inarcava, appoggiandosi sul bastone per mantenere
l'equilibrio.
Dopo la fermata del Pont-du-Jour, il fiume si allargava,
tranquillo sotto la gran luce; quindi, dopo essere passato tra
due isole, il vaporino costeggiò le curve d’un declivio, pieno
di case in mezzo al verde. Una voce annunciò Bas-Meudon,
poi Sèvres, infine Saint-Cloud, e Patissot scese.
Sulla riva, tirò fuori la mappa dello Stato Maggiore, per
non fare errori.
D'altronde, era molto semplice. La strada l'avrebbe con-
dotto a Celle; di lì, svoltando a sinistra e poi piegando un
tantino a destra, avrebbe raggiunto Versailles, dove avrebbe
visitato il parco, prima di mangiare.
La strada era in salita e Patissot sbuffava, oppresso dallo
zaino, con le gambe indolenzite dalle ghette, e strascicava nella
polvere le sue scarpone, più pesanti di palle da cannone. Si
fermò all'improvviso, con un gesto di disperazione. Nella fret-
ta della partenza s'era dimenticato il cannocchiale!
Finalmente, ecco i boschi. Malgrado il caldo torrido, mal-
grado il sudore che gli colava dalla fronte, il peso della bar-
datura e gli scossoni dello zaino, si mise a correre, 0, piutto-
sto, si mise a trotterellare verso il verde, saltellando come un
vecchio ronzino. ;
Entrò nel folto, in una frescura deliziosa, e si commos
se, nel vedere una moltitudine di fiorellini tutti diversi: gialli,
rossi, turchini, violetti; esili, graziosi, appesi a lunghi steli,
sbocciati sulle prode dei fossi. Insetti d'ogni forma e colore,
tozzi, sottili, di straordinaria’ fattura, mostri spaventosi e mi-
èroscopici, s'inerpicavano faticosamente sui fili d'erba che si
curvavano sotto il ioro peso. Patissot ammirò sinceramente il
creato. E, sfinito, si mise a sedere.
Pensò di mangiare. Aperto la zaino, rimase di stucco. Una
bottiglia s'era rotta, certo a causa della caduta, e il liquido,
trattenuto dalia tela impermeabile, aveva formato, coi cibi,
una zuppa di vino.
Malgrado ciò, dopo averla bene asciugata, mangiò una
fetta di agnello, un pezzo di prosciutto, qualche fetta di pa-
ne molle e rossastra, e bevve un bordò fermentato, coperto
d’un’antipatica schiumetta rosa:
Si riposò per parecchie ore, e, dopo aver di nuovo con-
sultato la mappa, si rimise in cammino.
Ad un certo punto, si trovò ad un inaspettato incrocio.
Guardò il sole, cercò d’orientarsi, riflettè, studiò a lungo tutte
le lineette incrociantesi che sulla carta rappresentano le stra-
de, e finalmente si convinse di essersi sperso.
Davanti a lui sì apriva un bellissimo viale alberato e dal
fogliame un po’ rado piovevano ovunque per terra gocciole di
luce che illuminavano le bianche margherite nascoste fra l’er-
ba. Il viale si stendeva interminabimente, deserto e calmo.
Un grosso moscone solitario lo percorreva ronzando, si
fermava talvolta su un fiore facendolo inclinare, se ne distac-
cava subito, e s'andava a posare un poco più in là. Il suo cor-
picino enorme sembrava di velluto bruno striato di giallo, sor-
retto dalle ali trasparenti e smisuratamente piccole. Patissot
l’osservava con profondo interesse, allorchè sentì qualcosa che
gli si smuoveva sotto i piedi. Lì per lì ebbe paura e fece un
balzo; poi, chinandosi con cautela, vide un ranocchio grosso
quanto una nocciola, che faceva dei salti enormi.
Si chinò per prenderlo, ma quello gli sgusciò tra le mani.
Allora, adagio, adagio, gli si trascinò incontro, ginocchioni:
lo zaino, sulla schiena, sembrava un grandissimo guscio e lo
faceva somigliare a una grossa tartaruga. Quando fu vicino al
luogo dove la bestiola s'era fermata, calcolò la distanza, allun-
sò le mani, cadde con la faccia sull’erba, si rialzò stringendo
nei pugni un po' di terra e niente ranocchio. Per quanto cer-
casse, non lo ritrovò.
Appena in piedi vide in lontananza due persone che veni-
vano verso di lui gesticolando: una donna che agitava l’om-
brellino, e un uomo, in maniche di camicia, con la giacca sul
braccio. La donna si mise a correre, chiamando:
— Signore! signore!
Egli si asciugò ia fronte, e rispose:
— Signora!
— Signore, ci siamo spersi, spersi per davvero!
rivi eat etti ri tato
‘agita e i cir eine Ai aa is i iene ia aa
Per pudore anch'egli non disse la stessa cosa, e affermo
con serietà:
* — Siete sulia strada di Versailles. i
— Come come, sulia strada di Versailles? Ma se noi s’an-
dava a Rueil...
Restò un poco confuso, tuttavia rispose sfrontatamente:
— Vi dimostrerò, signora, sulla mappa dello Stato Mag-
giore che vi trovate proprio sulla strada di Versailles.
Il marito si stava avvicinando. Pareva fuori di sè, dispe-
rato. La donna, giovane e graziosa, una energica moretta, dis-
se rabbiosamente, appena le fu vicino:
— Vieni a vedere cosa haì combinato. Ecco, guarda la
mappa dello Stato Maggiore che questo signore ha la bontà
di farci vedere. Saprai, almeno... Dio mio! Dio mio!... Quanto
si può essere stupidi! Ti avevo pur detto di svoltare a destra,
ma tu non hai voluto; credi sempre di sapere tutto...
Il poveretto sembrava annichilito. Rispose:
— Ma tesoro, sei stata tu...
Ella non lo lasciò nemmeno finire, e gli rimproverò tutta
la sua vita, dal giorno del matrimonio fino a quel momento..
Lui volgeva pietosamente gli occhi verso la boscaglia, di cui
sembrava che volesse misurare la profondità, e, di tanto in
tanto, come preso da un accesso di follia, lanciava un grido
acuto, qualcosa come: « Tiiiit... ». La moglie non pareva per
nulla stupita, mentre Patissot era sbalordito.
Ad un tratto la giovane sposa, rivolgendosi all’impiegato,
gli disse con un sorriso:
— Se il signore volesse permetterlo, faremo la strada in-
sieme a lui, per non sperderci di nuovo e correre il rischio
di passar la notte nel bosco.
Non potendo rifiutare, Patissot s'inchinò, molto agitato.
perchè non sapeva dove li avrebbe condotti.
Camminarono per un pezzo; l’uomo gridava sempre
« Tiiiiit »; e si fece notte. Il velo di nebbia che ricopre la
campagna al crepuscolo si stendeva lentamente, e nell’aria
fiuttuava un che di poetico, causato da quella singolare ed af-
fascinante sensazione di freschezza che riempie il bosco all’ap-
prossimarsi della notte. La donnina prese il braccio di Patis-
sot e continuò, con quella sua boccuccia, a sputare rampogne
contro il marito, il quale non le rispondeva e urlava senza tre-
gua: « Tiiiiit », sempre più forte. Il grosso impiegato finì per
chiedergli:
— Perchè gridate a questo modo?
L'altro, con le lacrime agli occhi, rispose:
—, Ho perduto il cane.
— Come? avete perduto il cane?
— Si, l'avevamo allevato a Parigi; non era mai stato in
campagna, e quando ha visto il verde è stato così felice che si
è messo a correre come un pazzo. Si è ficcato nel bosco e
per quanto lo abbia chiamato, non si è fatto vedere. Morirà di
fame... Tiiiit...
La donna alzò le spalle:
— Quando uno è bestia come te, non tiene il cane!
i L’uomo si fermò, tastandosi febbrilmente. Ella lo guar-
ava.
— Beh? che c’è ora?
— Non mi sono accorto che tenevo la giacca sul braccio,
così... ho perso il portafogli... C'erano i soldi...
Questa volta ella parve strozzata dalla collera:
— Muoviti! vallo a cercare!
— Sì, tesoro, — rispose egli con dolcezza — e dove vi
ritrovo?
Patissot rispose, ardito:
— A Versailles.
Aveva sentito parlare dell’Albergo della Peschiera e lo
nominò. Il marito tornò indietro, chino verso il suolo, seru-
tando ansiosamente, e si allontanò gridando +« Tiiiit », ad ogni
passo. Tardò molto a scomparire; le ombre, infittite, l’avvol-
sero, e la sua voce, da molto distante, faceva ancora giunge-
re il « Tiiiit » lamentoso, sempre più stridulo a mano a mano
che la notte si faceva più nera e che le sue speranze si spe-
gnevano.
Patissot si sentì deliziosamente turbato quando si ritrovò
solo, tra le fitte ombre del bosto, nell’ora languida del crepu-
scolo, con quella donna sconosciuta appesa al braccio. E, per
ia prima volta nella sua vita egoista, intuì il fascino di poetici
amori, la dolcezza dell'abbandono e la partecipazione carezze-
vole della natura ai nostri affetti. Cercava inutilmente qual-
che frase galante.
Sì ritrovarono su una strada maestra, videro delle case
sulla destra; passò un uomo. Patissot, tremante, chiese il no-
me del luogo.
— Bougival.
— Come come, Bougival? Ne siete certo?
— Perbacco, son di quì! }
La donna rideva come una pazzerella. Il pensiero di aver
perso il marito la faceva ridere fino alle lacrime. Cenarono in
una trattoria in riva al fiume. Ella fu affascinante e piena di
brio; raccontava cento cose buffe, che facevano un po' girare
e al suo compagno. E quando furono per lasciarsi, escla-
mò:
— Ora che ci penso, sono senza un soldo, dato che mio
marito ha perso il portafogli.
Patissot aprì premurosamente il borsellino, offrì un pre-
stito, e cavò fuori un luigi, pensando ché non avrebbe potu-
ito dare di meno. Ella non disse nulla, ma tese la mano, prese
il denaro, disse « grazie» con molta serietà, facendolo subito
seguire da un sorriso, si annodò con grazia i nastri del cap-
pellino, davanti allo specchio, non volle essere accompagna-
ta, ora che sapeva dove dirigersi e, finalmente, se ne andò co-
me un uccellino che prende il volo, mentre Patissot, assai
TeBDUIADO, faceva mentalmente il conto delle spese della gior-
nata.
TI giorno dopo aveva un tale mal di capo che non andò
in ufficio.
(Continua al prossimo numero)
II
È AXesszer alato")
attente TA aan ic i
RIBALTA. JI Libano
È ra i Paesi che in questi ultimi
tempi hanno maggiormente at-
tratto l’attenzione di coloro che se-
guono gli avvenimenti politici inter-
nazionali, la Repubblica Libanese oc-
cupa, per le sue lotte interne e
per le particolari condizioni geo-
grafiche, economiche, etniche e re.
ligiose! un posto di grande interes-
se. ll
Le sorti politiche di questo Pae-
se furono sempre legate, fin dal
tempi più antichi, a quelle del po-
poli del Mediterraneo orientale, do-
tati di una civiltà progredita Sa
richiedeva: abboni g di
costruzione, fornito dalle dense fo-
reste di cedri, oggi quasi del tutto
scomparse, del suoi monti. Furono
specialmente i Fenici a trarre gran
parte della loro prosperità, in mo-
do particolare della loro marineria,
dal possesso delle foreste libanesi.
Tuttavia, per quanto unito alle
vicende politiche della Fenicia, ©
poi della Celesiria e Sirla (passan-
do quindi dal dominio persiano a
quello macedonico, poi alternativa-
mente a quello dei Seleucidi e dei
A
FT
Hefmil
2
I
q
o
Zahie
dr
na
Sarafan
Tolomei e finalmente a quello dei
Romani), il Libano, con la sua na-
tura impervia, si sottrasse quasi
sempre al diretto dominio dei suoi
sovrani nominali, Nella sua popo-
lazione, in gran parte aramaica, si
infiltrarono già in età
ca elementi arabi provenienti dal
deserto siro-arabico,
Per molti secoli, dall'invasione
della Siria da parte degli arabi nel
636 dopo Cristo, il Libano fu con-
teso da tribù arabe nomadi, con Je
quali i crociati sostennero aspre
lotte. Dall'espulsione dei latini che
con le crociate avevano costituito,
specie nel Libano settentrionale
salde fortezze, fino all'occupazione
ottomana al principio del secolo
XVI il Libano godette, sotto i sul-
tani mamelucchi, di un'era di qua-
sì indipendenza © di relativa tran-
quillità,
Agli inizi del XIX secolo l'emiro
Bashir tentò di riunire sotto di sè
il Libano, ma nel 1840 fu debellato
ed esiliato e la regione fu ammini-
strata direttamente dalla Turchia
fino al 1860, anno in cui le lotte
interne provocarono l'intervento
della Francia, in seguito al quale
il Libano ebbe una parziale autono-
mia. La vittoria dell'Intesa e lo
sfacelo dell'Impero Ottomano nella
l.a guerra mondiale portarono poi
alla costituzione (1 settembre 1920)
dello Stato del Grande Libano sot-
to mandato francese, Nel 1925 il
nome ufficiale del nuovo Stato fu
mutato in quello di Repubblica Li-
banese e nel 1936 la Francia rinun-
ciava al suo mandato.
Nel 1941 il Libano fu occupato
dalle forze anglo-degaulliste. Dopo
un susseguirsi di crisi politiche e
di ribellioni, la nuova Camera liba-
nese nel 1943 votava un eme
mento alla Costituzione con cuni si
sanciva l'indipendenza completa del
* Paese. Due anni dopo una ulteriore
Ì
12
tTiohteri è, n I
erisi costrinse le truppe d'oceupa-
zione a lasciare il territorio liba-
nese; e il Libano entrò come Stato
sovrano nella Lega Araba,
Attualmente la Repubblica Liba-
nese ha una Camera dei Deputati
di 44 membri eletti con suffragio
universale anche femminile per la
durata di quattro anni. Il Presi-
dente della Repubblica dura in ca-
rica tre anni.
TERRITORIO
N territorio della Repubblica Li-
b si de per circa 10.400
kmq.; confina ad est e a nord con
la Siria, a sud con Israele ed è
bagnato ad ovest dal Mar di Le-
vante. L'interno è costituito dalle
montagne del Libano, da quelle
dell' Antilibano e dalla Beqa'a, Ja
profonda fossa valliva interposta.
Ml Libano è un'alta catena nevo-
sa che corre parallela alla costa per
una lunghezza di 175 Km. Il suo
versante interno scende rapidamen-
te sulla piana della Beqa'a, mentre
quello esterno, occidentale, degrada
lentamente verso il litorale medi-
terraneo. E' diviso in due tronchi
dal Passo del Libano (1542 m.), at-
traversato dalla strada Beirut.Da-
masco. Verso nord la catena si al-
larga e si eleva con vette sui 3000
m., salienti da ampi pianori a gra-
dinata, coperti un tempo da splen-
dide foreste di cedri.
La fossa della Beqa'a, che corre
fra le catene del Libano e dell'An-
tilibano, si estende per 120 Km.
con larghezza media di 10, ed è ir-
rigata da due fiumi: l'Oronte che
va al nord, e il Leonte che scende
a sud.
Lungo fl lato orlentale sì innalza
la catena dell'Antilibano, in effetti
più altopiano che catena vera €
propria; i suoi limiti sono piuttosto
incerti, continuandosi ad est nella
lunga e bassa catena di Palmyra e
di Damasco, mentre a sud termina
nel gruppo dell'Hermon (2814 m.).
L'Antilibano sì suddivide in varie
catene minori e raggiunge i 2616
m. con la vetta del Tal'at Musa.
POPOLAZIONE
La Repubblica Libanese ha una
popolazione di circa 1,425.000 abi-
tanti, con una densità di 137 abi-
tanti per Kmaq., che sale ad oltre
200 se si esclude quella parte del
paese non abitabile per la spiccata
natura alpestre. Essa raggiunge
quindi la più alta densità unitaria
di tutta l'Asia anteriore e ciò è un
elemento peculiare della sua situa-
zione geopolitica ed economica, tan-
to più poi che, durante 1 secoli, sì
sono. rifugiati nel paese nuclei di
diversa provenienza. Si è formata
così una delle più strane nazioni
della Terra, complicato mosaico di
razze, di fedi, di tradizioni, ce.
mentato dal comune desiderio di
Hbertà.
CITTÀ PRINCIPALI
N vero centro politico, cultura.
le \ed economîco è Beirut, stu-
penda città, attiva e popolosa
(400,000 abitanti). Ha grandi quar-
tieri moderni, magnifici negozi, vie
larghe, belle chiese, importanti isti.
tuti culturali e numerosi monu-
menti hi, Ricord il Mu-
seo archeologico (preziosi sarcofa-
ghi, rari giotelli fenici, monili fa-
raonici, doni offerti dal conquista-
tori greci, persiani, romani, bizan-
tini), la grande Biblioteca civica,
l'Università cattolica di S. Giusep.
pe, fondata nel 1875 dai gesuiti
francesi, l’Univerzità americana
fondata nel 1863 che diffonde il
pensiero religioso protestante, la
Università libanese da poco creata,
che testimonia ll rinnovamento del
pensiero arabo. Ì
Beirut deve il suo sviluppo ad
un ottimo porto che rifornisce tut-
ta la regione siriana grazie alle sue
buone comunicazioni ferroviarie
con Damasco, Haifa, Aleppo. ll
porto di Beirut è attivissimo mer-
cato della seta, del tappeti, degli
agrumi, dei cereali, dell'olio, delle
pelli e della frutta ed è dotato di
una zona franca.
La seconda città libanese è Tri-
poli di Siria, con 80,000 abitanti
circa, sulla costa dell'antica Feni-
cia, di fronte a Cipro, E' un buon
porto peschereccio e vi fa capo il
grande oleodotto iracheno costruito
dalla « Iraq Petroleum Co. >, lungo
ouasi 1,800 Km., che porta al Me-
diterraneo il petrolio di Kirkuk.
Altra città da ricordare è Ba'albek
con 8.700 abitanti, a 1.170 m. sul
mare. Sita al centro della Beqa'a,
nl piedi dell’Antilibano, è un viva-
ce centro agricolo e frequentata sta-
zione climatica, nota soprattutto per
1 suo! ruderi antichi, testimo:
za di un nobile passato.
Le antichissime città di Tiro (og-
gI Sur: 12,000 abitanti) e di Sidone
(oggi Saida: 20.000 abitanti), sepol-
'
te nell'oblio, danno segni di ripre-
sa, specie quest'ultima da quando
è stata raggiunta dal più lungo
oleodotto dell'Oriente, il cosiddetto
<« Tapline >» (Trans Arabian Pipeli.
ne), che attraverso l'Arabia e la Si
ria porta al Mediterraneo il petrolio
del Golfo Persico, delle isole Bah-
rein e del Kuwait, onde evitare il
costoso pedaggio del Canale di Suez.
RISORSE ECONOMICHE
N territorio della Repubblica Li-
banese possiede poca terra buona,
non sempre irrigua. Le terre colti-
vate si stendono per circa 240-280
mila ettari su 1.400.000 ettari
di superficie. Solo 32,000 etta-
ri sono irrigati, altri 45.000 lo
saranno fra breve, In generale la
produzione agricola è buona, ma in-
sufficiente a coprire il fabbisogno
interno, Fra i cereali prevale il
frumento, coltivato su un'area di
68.000 ettari, con 600.000 quintali
annui, ma con produzioni unitarie
molto basse (circa 7-9 quintali per
ettaro), Diffuse ovunque le coltiva-
zioni dell'orzo, del mais, delle pa-
tate e dei legumi. Altre colture ca-
ra he sono: la vite (uva da
vino, da tavola, passita) con 860
mila quintali di uva; l'olivo, che
occupa un'area doppia di quella dei
vigneti, con una discreta produzio.
ne (180.000 quintali); gli agrumi
che, diffusi nella. zona mediterra-
nea, danno buoni raccolti e alimen-
tano un attivo commercio che Ja
forte concorrenza israeliana ha pe-
rò sensibilmente ridotto; prevalgo-
no gli aranci, poi i mandarini, i li-
mroni, i cedri, con una produzi
complessiva di circa 1 ci di
quintali annui, E ancora il sesamo,
Il tabacco, le banane; anche il gel-
so è diffuso per il tradizionale alle-
vamento del baco da seta. Le gran-
diose foreste di cedri del Libano
sono ormal un bel ricordo; le so-
stituiscono piccole aree a macchia
mediterranea, piccoli boschi di ce-
dri, di cipressi, di pini, di abeti, di
quercie.
M clima asciutto e il rilievo al-
pestre, riducono le possibilità di
un'abbondante coltivazione foraggie.
ra e così i bovini sono in numero
assai scarso @e di poco pregio (cir-
ca 30.000). Al contrario sono al-
quanto diffuse e numerose le capre
(circa 500 mila), poche le pecore
(circa 60.000); per piccoli traspor-
ti caratteristico anche nel Libano
l'asino, mentre scarsi sono i cavalli,
i muli e i cammelli (circa 25.000).
M Libano è attualmente privo di
risorse minerarie; assenti 1 combu-
stibili. SI spera di poter scoprire e
localizzare qualche Importante gia-
cimento minerario con le razionali
ricerche intraprese con le prospe-
zioni geofisiche previste dal pro-
gramma governativo.
La produzione di energia elettri-
ca è tutt'ora limitata, nonostante il
rapido incremento di questi ultimi
anni (130 milloni di kwh), La rea-
lizzazione di importanti opere in
corso di allestimento, specialmente
lo sbarramento del Leonte, appor-
terà un ulteriore aumento della
produzione,
Pur essendo priva di materie pri-
me e non disponendo che di scarsi
capitali, la giovane Repubblica ha
rià dato, In questi suo! primi anni
di vita, un forte impulso alla indu.
strializzazione del Paese. tanto che
alcune industrie allmentano già }a
esportazione, I settori niù impor-
tanti sono fl tessile, l'allmentare e
quello del materiali da costruzione,
L'attività caratteristica e senza
dubbio di maggior reddito del Li-
bano è rappresentata dal commer-
cio, favorito dalle particolari dispo-
izioni degli hè dalla
tti: i © attr ‘a del
porto di Beirut,
Da ricordare ancora che Beirut
è uno del maggiori mercati mondia.
li dell'oro che fornisce l'Oriente e
l’Estremo Oriente, La bilancia com-
merciale, per altro in situazione
sfavorevole, è in parte almeno mi.
gliorata dalle rimesse dei molti
emigrati e dalle entrate del turismo
che trova nel Paese un sempre
maggior sviluppo,
La prevalente attività commer-
ciale e la particolare posizione geo.
grafica del Paese pongono il pro-
blema della viabilità lbanese in
primo piano, Oggi il Paese dispone
di buone strade automobilistiche
che lo collegano con le grandi oasì
dell'interno siriano e con i centri
costieri israeliani, Le Ferrovie in.
vece non sono molto sviluppate; |
trasporti ferroviari sono lenti, spe-
cile per i numerosi! tratti a scarta.
mento differente. Le linee sono:
Belrut . Tripoli - Aleppo; Beirut -
Rayad - Damasco (147 km.); Bel-
rut - Haifa (192 km.).
Alla fine di dicembre 1955 i vel-
coli erano: automobili private
19.383; taxi 3.195; autobus 1.089;
vefcoli da trasporto 4.183; motoei.
cli 2,162,
Belrut è diventata, col suo gran-
de aeroporto di Khaldè, nno del
centri aeroportuali di maggior im-
portanza internazionale, VI
scalo, infatti, mimerose linee
trans-mediterranee con destinazione
Orlente e Pacifico. Relrut è colle-
gata con le maggiori capitali euro-
pee e anche con il M Cairo e Nuo-
va York.
T principali paesi fornitori del Li-
bano sono: la Siria, gli Stati Uniti,
la Gran Bretagna, la Francia, la
Germania e l'Olanda (generi all
mentari, mezzi meccanici, fibre,
olii minerali). Tra i prodotti più
esportati figurano gli orto-frutticoli,
l'olio d'oliva, 1 semi oleosi; venco-
no poi fl cotone, la lana, i metalli
comuni, f pellami, il
prodotti chimici,
VILLA DI GASA
Andiamo
al mare
sr anno, in principio di
estate, i giornali danno no-
tizia, in tono profetico: i co-
stumi da bagno saranno più
modesti della stagione prece-
dente, si ritorna all'antico, di
due pezzi non se ne vedranno
più, avremo solo lunghe maglie
Quando ci si copre, al mare, si
fa sul serio. Ecco qui un esempio:
sul pantaloni la bella indossatrice
ha messo una casacca che arriva
oltre la vita; è realizzata in tessuto
fantasia a disegni surrealisti, in
tinte fresche e luminose.
dalle quali spuntano le gambe
e le braccia. Poi la signora va
alla spiaggia e vede che tutto è
preciso identico all'anno scorso;
le belle, le fresche, le giovani
che indossano costumi ridotti al
minimo, le meno giovani che ri.
piegano su modelli "che nascon-
dono”, quelle così e così che
lottano con le spalline un po’ su
e un po’ giù.
La morale è semplice; ognu-
na di noi andrà al mare con il
costume che meglio le si addi-
ce, indipendentemente dal fatto
che la linea a sacco ha inflnen-
zato anche il costume da bagno.
Così chi ha i fianchi forti si
guarda bene dal portare le mu-
tandine attillate ma ricorre alla
sottanina arricciata o a godets,
la quale non sarà del tutto at-
tuale ma ha il pregio di nascon-
dere quanto c'è di più. Chi ha
la vita larga, lo ” stomaco” che
si dà delle arie, gira al largo
dal due-pezzi e si fa un bel co-
stume intero di quelli non trop-
po aderenti, sul tipo del ti vedo
e non ti vedo.
Il costume da bagno si mi.
sura, per chi ancora non lo sa-
pesse, in modo speciale, Anzi-
tutto non bisogna mettersi da-
vanti allo specchio guardandosi
di profilo e trattenendo scrupo-
losamente il fiato per ingra-
siarsi il più possibile il costu-
me. No, no, Ci si toglie la scar-
pe e ci si mette davanti allo
specchio in posa naturale: sen-
za pensare a Sofia Loren si no-
fanno
ad
cemento, È.
tano coraggiosamente i difetti
e si cerca il modo migliore per
nasconderli, Si scartano i
suti ricchi, arricciati, gonfi: e
quelli a grandi fiori a righe tra-
sversali pieni di audacissimi
tagli. Infine, se non si hanno
le misure di Miss Universo, si
lascia da parte quel modellino
che sull’ illustrazione pubblici.
taria è "un vero amore”, ma
che addosso a noi ha cambiato
completamente faccia,
Silvana
arnie ii e Teti
tes-
o al Cantiere di Livorno
re della serie tipo « Mina
D'Amico »: si sta attualmente
provvedendo ad allungarlo di
circa 40 metri (anzi: i lavori
sono già terminati) e lo si do-
vrà allargare di quattro metri
circa. I lavori proseguiranno
dopo il varo dell’attuale turbo-
cisterna (15 giugno), insieme
alla nuova costruzione: un
compromesso, cioè, tra inge-
gneri navali e ingegneri edil!
che forse mai come in questi
ultimi tempi lavorano in stret-
tissima collaborazione.
Quattro gru serviranno lo
scalo, simmetricamente divise:
da mare a terra, due della por-
tata di 35 tonn. e due ancora
da 60 tonn. (nuove). le quali
avranno uno sbraccio tale da
poter servire anche una vasta
zona retrostante lo scalo, la-
vorando eventualmente insie-
me. in maniera tale da poter
sollevare (teoricamente) an-
che un blocco del peso di 120
tonn.! Il nuovo Morosini potrà
agevolmente costruire petro-
liere fino a 50.000 t.p.l. in ot-
to mesi, escluso l'allestimento:
si tenga presente, a puro titolo
di esempio, che la « Mina
D'Amico » pesava al varo
9.600 tonn. e l’ « Agrigentum »
13.500 (ma forse si potrà giun-
gere anche a petroliere da
80.000 t.p.l.).
Uno sguardo, rapidissimo, al-
l’altro scalo in ringiovanimen-
to, l’« Umbria », su cui verrà
— dopo l’attuale varo — im-
postata una motonave da 19
mila t.p.ìi., mentre frattanto
si provvederà ad allargario di
due metri e a dotarlo di una
nuova gru a binario a destra
dello scalo (spalle al mare).
La nuova unità peserà, al va-
ro, 9.000 tonn. e sarà lunga
circa 167 metri.
Tutto questo, è facile rilevar-
lo, importa un rivoluzionamen-
to nelle officine, soprattutto
per la diversa topografia che
viene assumendo il Cantiere:
alcune sono state demolite e
sono oggi in ricostruzione, al-
tre sono in via di diversa siste.
mazione, altre ancora stanno
subendo profondi cambiamen-
ti e ingrandimenti: siamo en-
trati, a titolo di curiosità, in
alcune di esse, e questo è sta-
to sufficiente a farci rendere
conto di quanto più agevole £,
indubbiamente, più conforte-
vole sarà il ciclo di lavorazio-
ne, pur restando pressochè
identico a quello attuale (ar-
rivo materiale, parco lamiere,
prelevamento e invio alle of-
ficine, boxes di attesa, prefab-
bricazione, scalo).
Abbiamo, dunque, dato uno
sguardo — sia pure a volo di
uccello — al Cantiere, guidati
dal capo sezione scafo, ing.
Barbone, e dal capo dell’offici-
sa navale, ing. Picchi.
Avremmo voluto addentrar-
ci un po’ più nei particolari, e
soprattutto nella nuova siste-
mazione degli impianti e dei
servizi, cosa che ci ripromet-
tiamo di fare fra non molto
tempo: ora vorremmo solo ag-
giungere che, se non viene prè-
stata particolare attenzione al-
le lavorazioni in atto, difficil-
mente è possibile accorgersi
delle momentanea doppia na.
tura del cantiere labronico.
Tutto si viene svolgendo con
la regolarità, con il ritmo ti-
pico, abituale di un qualsiasi
cantiere navale. Certo che non
è cosa di tutti i giorni vedere
una gru da 60 tonn. a terra,
con tanti uomini (buona par-
te in trasferta, del CMI — che
le ba fornite) che vi lavorano
intorno: ma, abituati come si è
al sollevamento di blocchi pre-
fabbricati di proporzioni non
di rado notevolissime, quasi
non si presta attenzione alle
piccole torri Eiffel che li sol.
levano. Gli è che il program-
ma dei lavori è stato stu-
diato in maniera tale da arre-
care il minimo disturbo possi-
bile alla produzione tipica dei
Cantiere.
Emiddio Loscalzo
L' unificazione internazionale
dell’ utensileria meccanica ceo cen
on la partecipazione di ol-
tre 50 delegati, rappresen-
tanti le principali nazioni in-
teressate ai problemi dell’uni-
ficazione internazionale della
utensileria meccanica — Au-
stria, Francia, Germania, Ita-
lia, Olanda, Polonia, Regno
Unito, Svezia, Svizzera, Unghe-
ria, URSS, USA — ha avuto
luogo a Beriino dal 21 al 24
aprile 1’8.a riunione plenaria
del Comitato Tecnico dell’'« In-
ternational Standardizing Or-
ganization » ISO/TC 29, a cui
ho preso parte in rappresen-
tanza della nostra Società e
quale capo deila delegazione
italiana.
Dopo un ampio dibattito e
chiarificazione delle varie que-
stioni tecniche sugli argomen-
ti in esame, sono stati ad una-
nimità approvati per la con-
versione in « Raccomandazioni
ISO » numerosi progetti di ta-
belle, elaborati dagli appositi
gruppi di lavoro, concernenti
il dimensionamento di vari ti-
pi di utensili e di attacchi per
‘utensili, di produzione e di uso
più corrente, ossia: punte eli-
coidali a codolo cilindrico e co-
nico Morse; alesatori a mano
ed a macchina; lime e raspe;
sezioni e tolleranze degli steli
per utensili da tornio, pialla,
ecc.; placchette di carburi me-
tallici; utensili da tornio e
pialla per esterni, con plac-
chetta; bussole di riduzione e
prolungatori per utensili a co-
no Morse; diametri codoli e
quadri di trascinamento per
utensili; attacchi per frese, ecc.
Sono state inoltre definite
per la pubblicazione ad inchie-
sta presso i paesi-membri del
l’ISO/TC 29, come avan-pro-
getti di raccomandazione, le ta-
belle riguardanti: i maschi cor-
ti per filettare, a mano ed a
macchina, per i diversi siste-
mi di filettature metriche ed
anglo-americane; gli utensili
da tornio per interni, con plac-
chetta di carburi; le mole
(simboleggiatura delle caratte-
UTENSILI
UNIFICATI
PER SFACCIATURA,
CON PLACCHETTA DI CARBURI
14
= _
ristiche e dimensioni); i codo-
li degli utensili pneumatici
(scalpelli, butteruole, ecc.).
Tale breve sintesi dei lavori
svolti nel corso dell'8.a riu-
nione plenaria dell’ISO/TC 29
mostra il notevole progresso
degli studi intrapresi in sede
internazionale per la standar-
dizzazione degli utensili, che
sono di più generale e largo
impiego nelle lavorazioni mec-
caniche.
E' da mettere in evidenza la
particolare importanza che ta-
le unificazione presenta non
solo sul piano tecnico, in quan-
to le caratteristiche dimensio-
nali prescelte per i vari tipi
di utensili standards rispondo-
no a criteri di razionalità e
di intercambiabilità, ma anche
sul piano organizzativo indu-
striale, dati gli indiscutibili
vantaggi di carattere economi-
co che ne derivano nei rifles-
si sia della produzione, sia del-
l'utilizzazione.
Ai lavori dell'ISO/TC 29
per la standardizzazione inter-
nazionale dell’utensileria l’Uf-
ficio Centrale Normalizzazio-
ne della nostra Società ha at-
tivamente collaborato, portan-
do un concreto contributo, in
particolar modo per lo studio
dei maschi per filettare e per
ia definizione della nuova se-
rie dei codoli e quadri di tra-
scinamento degli utensili; ciò
sta a dimostrare l’interessa-
mento che la nostra Società
pone ai problemi di unificazio-
ne, sia di carattere nazionale
che internazionale.
La sollecita introduzione sul
piano nazionale e successiva-
a
Coni porta utensili a codolo conico unificato,
eliminati tutti i porta utensili, finora in
uso, a codolo diverso,
mente nell’ambito delle singo-
le aziende industriali delle rac-
comandazioni ISO, convertite
in norme UNI, consentirà di
avviare anche nel nostro pae-
se su basi razionali la produ-
zione in serie degli utensili
standards, e darà all’utilizza-
tore la possibilità di impiega-
re utensili con caratteristiche
dimensionali intercambiabili,
di più facile approvvigiona-
mento ed a costi più bassi, con
conseguente riduzione delle
scorte. interne degli utensili
stessi e semplificazione dei ri-
spettivi attrezzi portautensili.
Luigi Brandolin
BIBLIOTECA |
A Tlaltenalco, villaggio dell'alto-
piano messicano, dove si usa —
come in certi nostri paesi meridio-
nali rappresentare ogni anno
una <«< Passione di Cristo >, Manuel,
un giovane che si crede segnato da
un destino particolare, accetta la
parte dei Sacrificato,
E' figlia di un pescatore di Vera
Cruz e di una india di Tepoztilàn,
e viene accolto come un eroe per
aver salvato una giovane del vil-
laggio; ma sopraggiunge una accu-
sa ignominiosa (accusa vera? fal-
sa?), ed egli, cessando di rappre-
sentarla, diventa per davvero «la
vittima », avvilito per un crimine
che — forse — non ha commesso.
E' la prima parte, questa, del ro-
manzo (1953-1955); 56 pagine nel.
le quali Coccioli imposta il suo la-
voro, ll settimo pubblicato in Ita-
lia. Nelle successive l'autore narra
la storia di Manuel e dei suoi avi,
ambientata in un Messico, spesso
magicamente seducente, che è lo
sfondo naturale della vicenda, Si sa.
prà alla fine che la biografia gli è
stata dettata dallo stesso Manuel; e
oltre ancora « lettere, o brani di let.
tere, di alcuni amici e di altri»
inviate a Coccioli, riguardanti il
ragazzo che tanto gli sta a cuore,
servono a concludere la vicenda di
Manuel. Il ragazzo, nottetempo, fu
portato via dalla croce, Morto? Vi.
vo ancora? E' l'ultimo interrogativo
che si pone al lettore.
L'< incontro » tra lo scrittore e 1l
ragazzo, lo abbiamo già detto, è in-
teramente ambientato nel Messico,
in quella parte del Messico che
sfugge al turista, anche il più ac-
corto, Con una prosa scarna, sem-
pre rifuggente da qualunque effet-
to anche vagamente coloristico,
Coccioli sembra più cronista che
narratore, Anche nel delineare
certi personaggi, che — comparen-
do alla ribalta — vengono presen-
tati solo per quel tanto che è suf-
ficiente, e poi subito scompalono.
La stessa Maria de Jestis, la madre
di Manuel, il personaggio indubbia-
mente più bello e dolce nella sua
sofferenza rassegnata e solitaria,
scompare quasi senza che il lettore
se ne accorga, esce di scena in pun-
ta di piedi; e la sua fine è silen.
ziosa e triste come la sua avven-
tura terrena,
Tutto il romanzo, infine, o è nar-
razione — staccata, vista dall'ester-
no — o è dialogo. E' l'incontro, in-
somma, tra un paese ed un uomo,
l'uno predestinato all'altro; e l'av-
ventura dà materia a Coccioli per
ereare un'opera che possiede so-
prattutto il pregio di una bellezza
intima, vorremmo dire nascosta:
ma tale che, scopertala, è ben dif-
fieile dimenticaria.
(Carlo Coccioli, « Manuel il Mes.
sicano » - Ed. Vallecchi, 1957; col-
lezione di letteratura contempora-
nea, serie narrativa, pagg. 511,
1800 lire),
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CONCORSO
FOTOGRAFICO
Antonio Risso (MEC): «Bengala su Genova »
(Fotografia scattata durante un'incursione aerea)
Mario Carissimi (MEC): «Pesca con i tremagli »
Onorio Perboni (MEC): «Sentiero di alta montagna »
Rosvaldo Adinolfi (CMI): «Saette di notte »
Luciano Gestro (CMI): «Il calar del sole» Leandro Santamaria (CAN): « Panorama di Vernazza »
Il pattinatore Giovanni Botta
ino a qualche tempo fa pen-
savo, ingenuamente, che i
nostri ans ini, terminate le
ore di ufficio, non avessero da
far altro che cambiar d’abito
e recarsi ad ammirare un sa-
lutare film o, al massimo.
qualche interessante spettacolo
televisivo.
Sbagliavo: dopo le quotidia.
ne otto ore, molti si dedicano
agli « hobbies » più impensati.
Passino quelli per la pittura,
per la fotografia, per la reci-
tazione drammatica; passino
quelli per il modellismo, Ma
c'è gente che arriva — niente-
dimeno! — alle Olimpiadi (e
magari si fa onore!) o che —
come Giovanni Botta, nativo
della ridente Prà — si dedica
al pattinaggio, sport estrema-
mente pericoloso. Infatti, di
capriole Giovanni Botta ne ha
fatte un'infinità, fin dal 1948,
cioè fin da quando aveva 16
anni.
Ma
andiamo con ordine: la
prima cosa importante che
Giovanni fece nella sua vita
fu quella di frequentare, co-
strettovi dai genitori, le scuole
elementari. Finalmente libero
dagli impegni di scolaro, non
pensava ad altro che a poter
divenire un bravissimo mae-
stro d’ascia. Batti e ribatti, a
15 anni (nel 1947) riesce a
farsi assumere come appren-
dista nel Cantiere di Sestri,
alle cui dipendenze si trova
ancor oggi.
Questo avrebbe dovuto ba-
stargli. Invece, di lì ad un an-
no, gli nasce la passione per i
pattini. Il dado era tratto, Co-
minciò a brillare nella sua
fantasia l’astro della gloria,
tutt'altro che affievolito dalle
frequenti, dolorosissime, ca-
priole.
Fece parte, nei primi tempi
clella sua attività sportiva,
della Società di Mutuo Soccor.
so di Prà, e la fortuna volle
che avesse come abile inse-
gnante la professoressa Elide
Bassi. Sotto la sua guida con-
seguì i primi successi: nel
1951 vinse a Modena il cam-
pionato di 3.a categoria; nel
1952 quello di 2.a e nel 53-54
quello di prima.
Inoltre nel 1955 partecipò
ai campionati mondiali di
16
Barcellona conquistando il se-
sto posto; e l’anno dopo fece
suo il secondo posto assoluto ai
campionati italiani svoltisi a
Taranto.
Lasciò quindi la vecchia So-
cietà e si iscrisse al C.V.A. di
Alessandria sotto i cui colori
ottenne altre brillanti afferma-
zioni: 2.0 in coppia con la si-
gnorina Wanda Repetto al
Campionato nazionale seniores
a Viareggio nel "57 e 3.0 nel
Campionato di l.a categ. a Bo-
logna nello stesso anno; sem-
pre a Bologna ha preso parte
inoltre a una manifestazione
internazionale insieme a patti-
natori olandesi e belgi.
Quest'anno, data la difficoltà
di recarsi ad Alessandria per
sli allenamenti, Giovanni Bot-
ta ha sosveso l’atti Ma
egli è ansioso di riprenderla,
perchè non saprebbe rinuncia-
re alla passione dei pattini, e
in questa attesa svera che an-
che a Genova sarà costruita
una pista adatta alle esibizioni
classiche. Ciò che gli auguria-
mo di tutto cuore.
emlos
Pregevoli composizioni
di musica e disegno
L'infermiere Mario Cioli del-
l’Ansaldo-Coke ha scritto e
musicato un « Inno degli an-
saldini », dedicandolo al nostro
Direttore Generale e Presiden-
te dell’Ansaldo-Coke ing. Fe-
derico Lombardi, e ce lo ha
inviato per la pubblicazione.
Anche la bambina Anna
Cravera, figlia dell’imbragato-
re Carlo Cravera del Meccani-
co, ha inviato una sua com-
posizione, un disegno a colori
intitolato « Estate ».
Abbiamo molto gradito le
due opere, che sono davvero
pregevoli, ma siamo spiacenti
di non poterle pubblicare per
motivi tecnici, Infatti non ci
è possibile riprodurre la mu-
sica nel dovuto rilievo e il
disegno, perchè a colori, Desi-
deriamo comunque esprimere
ai due autori le nostre più
vive felicitazioni per la loro
bravura.
ALBUM DI FAMIGLIA | Il contributo degli stabilimenti
al nostro giornale
L a statistica è un po’ come
le famose ciliegie del pro-
verbio: basta iniziare la ricer-
ca di alenni dati perchè nasca
poi il desiderio di volerne rias-
sumere infiniti altri, senza che
il risultato riesca mai a soddi-
sfare.
Volevamo, infatti, farei una
idea del contributo dato dai di
versi Stabilimenti dal giu
gno 1954 (nascita de ” L'ansal-
dino") al dicembre 1957 al
periodico, ed abbiamo finito per
raccogliere anche dati statistici
sulle copertine, sulle fotografie
a colori e su altri elementi che
sicuramente non interessano af
fatto il lettore e che prudente
mente omettiamo, Ma, a scanso
di equivoci e di malintesi, pre
cisiamo subito î criteri di in
dagine ai quali ci siamo atte-
nuti.
Le copertine, nei casi dubbi
es; una caldaia fotografata al
Cantiere di Sestri), le abbiamo
attribuite a quello Stabilimento
che avesse la prevalenza nello
spirito della fotografia: non ab
biamo tenuto conto di quelle a
colori, poichè tutte le fotografie
di questa categoria le abbiamo
classificate in apposita colonna.
Per il contributo vero e proprio,
abbiamo în esame solo
quegli articoli. e quei servizi
escluse le rubriche fisse: pano-
aziendale, cassetta delle
idee, lettere ecc.) alla elabora.
zione dei quali fosse restato
completamente estraneo il cor
po redazionale; abbiamo com-
preso in questi servizi tutte le
fotografie e i grafici pubblicati
a loro corredo e, infine. abbiamo
calcolato come contributo di
STA” tutti i servizi esclusipa-
mente fotografici interni
della * Hermosa").
Premettiamo che il
consuntivo non pretende di ave-
re l'esattezza di un rogito nota
rile: i criteri usati sono stati,
all'occorrenza, elastici — specie
in quei casi di difficile colloca
nell'una o nell'altra cate-
preso
reamuu
(es.:
nostro
zione
qoria,
Adesso, premesso che a tutto
ii 31 dicembre 1957 usciti
81 numeri de " L'ansaldino”
per an fotale di 1404 pagine e
‘932 fra fotografie e grafici (di
eni 84 a colori), la classifica del
le copertine vede al primo posto
il Cantiere di Sestri con 22
punti, seguito ad una certa
distanza dal Meccanico
15, dalla Fonderia con 10 e dal
CMI (compresa l'ex Carpente-
ria), da Livorno e Muggiano tut.
A zero punti il Coke,
sono
con
li con 8.
la Direzione Generale ed il
SAU, Un lieve mutamento di
posizione si ha con le controco-
pertine, dove il Cantiere condu-
ce sempre con 23 punti, seguito
però dal CMI a sole quattro lun
ghezze, poi dal Meccanico con
13 punti, dalla Fonderia con 6,
e da Livorno e Muggiano con 5
punti, Sempre a zero gli altri
fre; e chi vuole può anche ades-
so tirare le somme per la clas-
sifica combinata,
Passando adesso ai
zi”, preavvertiamo che il SAU
non ha mai preso parte alla ga-
ra, lasciando che fosse la reda-
zione a pensare per lui. Invece
il Meccanico quida da domina-
tore con 87 servizi pubblicati,
seguito dalla Direzione Generale
con 54 (ma, ad onor del vero,
quasi tutti riguardanti gli Sta-
bilimenti), dal Cantiere di Se-
stri con 41, dal CMI con 15, dal
Muggiano con 13, da Livorno con
* serpi.
con 5 e dal
Coke con fotografie il
Cantiere prende la
sua rivincita sulla Direzione, ri
salendo di un punto la celassifi-
ma restando purtuttavia
dal Meccanico
primo
Fonderia
1. Nelle
sestrese si
fi, dalla
ca
molto staccato
che deve il
principalmente ridotto for
delle sue fotografie, Le
cose vanno così: Meccanico 208,
Cantiere 107, Direzione 51, CMI
41, Muggiano 39, Livorno 24,
Fonderia 4, Coke 2, In quelle a
colori il Cantiere di Sestri è de
suo
al
posto
mato
bonderia con 4, da Livorno coi
3, dal Coke, dalla Direzione
dal SAU con... la bocca asciutta
\desso, prima di trascrive!
una tabella riassuntiva, voglia
mo insistere sul fatto che il no
stro spoglio è stato fatto all'in
, senza precis
segna del ” circa
calcoli infinitesimali; voleva es
sere ed e solo un orienta
mento ed un invito a qualch
stabilimento a voler risalire l
classifica; che quardata di
altro angolo nisttale ‘per es.
dal panorama aziendale, dal nu
cisamente vincitore assoluto, mero delle volte che di lui s
con 34 fotografie (e quasi tutte è parlato, dallo spazio che vi
le copertine a colori), seguito stato riservato ecc.) è decisa
dall'eterno antagonista il mente diverso, Ecco dunque, coi
Meccanico — con 13, dal CMI un ringraziamento per chi lu
con 7, dal Muggiano con 5, dalla collaborato con noi, la tabella
ARTICOLI Fotoin| Eoto
STA bianco a
Firmati Siglati, Anon. | Totale | e nero | colori
CAN i 3I 2 8 41 107 34
COKE I 2
COMI. :. 9 6 15 41 7
DIG . . 45 5 è 54 51
FON. . 5 5 4 Fi
LIV. + 2 6 24 3
MEC. 70 4 13 87 208 13
MUG 10 — 3 13 39 5
L'arpa birmana
ra un film è pura
poesia, quando dalle
immagini scaturisce un pu-
ro lirismo, quando le se.
quenze si susseguono col
ritmo incalzante di un com-
movente sermone, evidente-
mente il bagaglio critico
tradizionale del cineasta
non conta più.
E quindi non è possibile
neppure ricorrere a quella
licenza (di puro comodo)
che a fini almeno esplicati-
vi si permette di parlare di-
stintamente e del contenu-
to e della forma.
* L'arpa birmana ». in-
fatti, è girato con inquadra-
ture del tutto ferme, che
fanno pensare ai « gruppi
parlanti » del secolo scorso,
con una tecnica che è quel.
la del vecchio film muto
e con dei primissimi piani
che sono quelli della famo-
sa scuola russa, In più, è
parlato in giapponese e so-
lo le didascalie consentono
di seguire il parlato, del re-
sto rado e strettamente es-
senziale.
Ma lo spettatore di tutto
questo non si accorge: lo
spettatore resta col fiato so-
speso dall’inizio alla fine,
incapace persino di accen-
CINESELEZIONE
dersi una sigaretta, e sente
che qualcosa dentro di lui
è chiamato in causa, qual-
cosa che lo prende alla go-
la e lo scuote, lo costringe
a soffrire, a pensare, a ca-
pire, come appunto dovreb-
be avvenire di fronte ad un
buon sermone.
Ed esce dal cinema, vor.
rei dire, addirittura miglio-
rato, maturato come « uo0-
mo », almeno per una sera.
Tutto ciò avviene per la
umanità profonda che ani-
ma il racconto, per la fede
profonda che lo conclude,
per l’arte somma del regista
Kon Ichkawa.
E’ la storia di un soldato
giapponese piombato negli
orrori della guerra (appar-
tiene ad un reparto com-
battente in Birmania), che
tra montagne di cadaveri si
pone la terribile domanda,
e vi risponde facendosi mo-
naco buddista. Questa pro-
blematica e questa soluzio-
ne vengono direttamente da
una cultura orientale, da
una filosofia asiatica, ma
appunto perchè interpreta-
te validamente assurgono a
significato ed n valore uni-
versale.
Un film da non perdere
assolutamente.
IL PORTOGHESE
CONTINI
PORTICI
> O. GI 4004
TUTTE le
di STAGIO
SSL]
10
PRESENTANDO. iL
DI
QUESTO AVVISO
BORSE
VALIGIE
BAULI
BRE, 172 r.
NOVITA
NE
ua
VIAGGIO
CONFEZIONI
CIRIE
CALZE
GUANTI ecc.
TAGLIANDO
SEZIONE
CACCIA
Ottimo successo agonistico
del campionato di tiro al piattello
Il gruppo dei finalisti
Giovedì 15 maggio, presso lo
stand di Multedo (via Simone
Pacoret de Saint Bon), si è svol-
to il Campionato sociale di tiro
al piattello organizzato dal
« Gruppo tiro a volo » della «Se-
zione caccia». Il titolo di cam-
pione sociale per il 1958 è stato
conquistato da Giuseppe Bomba.
ra della Fonde
+ che ha soste
nuto una accanita gara finale
con Taurinio Patrone del Can
tiere di Sestri, Alla manifesta-
zione sono intervenuti il Segre-
tario del Dopolavoro Ansaldo
sig. Pietro Allegra, che ha pro-
ceduto alla premiazione dei vin-
citori, e il Direttore tecnico del
la sezione sig. Giuseppe Vernaz-
za. Alle gare ha assistito un
folto pubblico di appassionati e
tifosi.
Ecco la classifica della gara di
tiro al piattello:
Categoria A, 1) Taurinio Pa-
trone del Cantiere di Sestri
(punti 11); 2) Giovanni Gaggero
del Cantiere di Sestri (p. 10); 3)
Sergio Banchero del Cantiere di
Sestri (p. 9); 4) Adone Diegoli
del Cantiere di Sestri (p. 8); 5)
Paolo Gaggero del Cantiere di
Sestri (p. 7); 6) Franco Peri
dell'O.A.R.N, (p. 6).
Categoria B. 1) Giuseppe Bom-
bara della Fonderia (punti 11);
2) Enrico Olivieri del Meccanico
(p. 10); 3) Sebastiano Ottonello
del Cantiere di Sestri (p. 9); 4)
Eugenio Merlo del Cantiere di
Sestri (p. 8); 5) Oreste Volpi
della Fonderia (p, 7): 6) G. B.
Parodi del Cantiere di Sestri
(p. 6).
In relazione al punteggio con-
seguito Giuseppe Bombara e
Taurinio Patrone capeggiano la
classifica per l’aggiudicazione
del fucile automatico « Breda »
offerto da »l’Ansaldino », che
Si avvertono gli interes-
sati che le fotografie esegui-
te al Teatro « Eleonora Du-
se >, in occasione della con-
segna delle borse di studio
ai figli degli ansaldini, si
possono acquistare, fino al
30 giugno, presso la Segre-
teria del Dopolavoro a Sam-
pierdarena.
sarà alla fine delle
ire gare stabilite.
Il sorteggio per l’assegnazio-
assegnato
ne fra tutti i soci della » Sc
zione caccia » di un fucile cal.
12 ha favorito il sig. Alberto
Parodj del Cantiere di Sestri,
Fucili e munizioni
a prezzi ridotti
Si informano gli aderenti al-
ln « Sezione caccia » che è stata
stipulata una convenzione per
acquisto a prezzo ridotto di fu-
cili, cartucce, polveri, bossoli,
pallini, ece. I soci che deside-
po-
rano procedere all'acquisto
tranno avere chiarimenti
segreteria della Sezione, via Se-
stri 33/2, tutti i mercoledì dalle
21 alle 22,30,
SEZIONE BOCCE
L’ intensa attività
del mese di maggio
L'attività della « Sezione boc-
ce » nel mese di maggio è stata
molto intensa. I bocciofili del
Dopolavoro Ansaldo hanno par-
tecipato alle gare in programma
a Chiavari per il « Trofeo del
Tigullio », alle finali del « Tro-
feo del Lavoratore (a terne) di-
sputate a Genova, e alle gare
per la «Coppa Ansaldo - S, Gior-
gio» svoltesi a Sestri Ponente,
A tutte e tre le manifestazio-
ni gli ansaldini hanno ottenuto,
quale migliore piazzamento, il
quinto posto: a (dove
sono scese in gara ben 12 cop-
pie del nostro Dopolavoro) con
la coppia Imperiale Diacobe,
a Genova con la terna Repetto -
Sparaggi Marcenaro (seguita
dall'altra terna ansaldina Bur-
gassi - Pastorino - Gazzano) e a
Sestri (con la partecipazione di
15 coppie dell'Ansaldo) con Gag
gero - Caviglione,
I risultati, dato l'alto valore
degli avversari, si possono con-
siderare soddisfacenti,
assai
SEZIONE TURISMO
La gita a Parigi
è stata rimandata
In conseguenza dei noti fatti
accaduti recentemente in Fran-
cia, la gita a Parigi organizzata
dalla « Sezione turismo » del
Dopolavoro, che avrebbe dovuto
svolgersi dal 1.0 al 5 giugno, è
stata rimandata a data da de-
stinarsi, Molto probabilmente la
scelta cadrà sul periodo dal 1.0
al 5 novembre prossimo e in
ogni caso ne sarà dato avviso
tempestivamente.
Coloro che volessero ritirare
l'anticipo già versato, potranno
farlo presso la cassa del Dopo-
lavoro dalle 17 alle 19, segna-
lando la eventuale partecipazio
ne o meno per la data proposta,
Nuovo addetto stampa
presso l'Ufficio Segreteria
Dopo un periodo di lodevole
attività, per motivi di lavoro, il
signor Delio Della Casa della
Direzione Generale ha rassegna-
to le dimissioni dalla carica di
addetto stampa presso la Se-
greteria del Dopolavoro. A so-
stituirlo è stato chiamato il si
gnor Andrea Valdemi del Mec-
canico.
All'amico Della Casa giunga
il ringraziamento della Segrete
ria per la fattiva collaborazio-
ne prestata, e al nuovo incari
cato l'augurio di un buon la-
voro,
Le riduzioni ferroviarie
per gli iscritti all’ ENAL
Sono entrate in vigore le di-
sposizioni per le riduzioni fer-
roviarie agli iscritti. all'ENAL
per lanno 1958, Ogni iscritto
ha diritto ad un viaggio indi-
riduale sulle Ferrovie dello Sta-
to (andata e ritorno) in secon-
tarifa 4 (riduzione
circa), su un percorso
da classe
del- 30%
non superiore ai 250 Km.
I biglietti, soggetti alle moda-
lità e ai limiti previsti per ì
biglietti di andata e ritorno or-
dinari, vengono rilasciati dalle
stazioni ferroviarie dietro pre-
sentazione della tessera ENAL
1958 munita di fotografia, e del-
la ” Richiesta di viaggio specia-
le ENAL” in doppia copia, com-
pilata sul modulo apposito nu-
merato e munito di timbro a
secco delle FF.SS.
1 biglietti hanno la validità di
tre giorni e possono essere ri-
chiesti in qualsiasi momento,
All'atto del rilascio la stazione
dovrà apporre sulla tessera
ENAL il timbro a data, la firma
e l'indicazione degli estremi del
relativo biglietto emesso.
I viaggio deve avere inizio
nel giorno di emissione del bi.
glietto, II ritorno può avere ini-
zio da qualunque stazione com-
presa nell'itinerario, Non
ammesse fermate intermedie,
HI maggiatore che fruisce del
la riduzione deve essere munito
della ENAL 1958 e di
un documento di identificazione.
Gli iscritti all'ENAL del no-
stro Dopolavoro potranno riti-
rare i moduli di richiesta per
la concessione ferroviaria pres-
so i delegati di Stabilimento,
sono
tessera
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LACELEBRE MANNITE oî DUFOUR!,,
Usate anche voi mannite Dufour!
cacciatori! tiratori |
PREFERITE L'’AUTOMATICO BREDA
CIO mighare/
17
Sono nati
19 marzo: GIUSEPPE, di Learco
Barile ( i) e di Rita Rio - 2 apri.
le: CRISTINA, di Aldo Solari (Mec)
e di Marina Para . 8 aprile: ALBA,
di Giulio Pulimanti (Mec) e di Ma-
ria Lamoglie . 11 aprile: PATRI.
ZIA, di Angelo Gallino (Mec) € di
Bargagliotti - 12 aprile:
J | Alberto Gaggero (Can) e
di Geronima Bozzano - 19 aprile:
CINZIA, di M >» Minelli (Mec) e
di Giovanna Scapolla - 22 aprile:
DANIELA, di Angelo Azzolini (Can)
e di Adelaide Gambino; IVA, di
Carmelo Monteverde (Can) e di
Paola Giambasso - 23 aprile: CLAU-
DIA, di Antonio Leto (Can) e di
Concet ì £ prile: RICCAR-
DO, di lo De Benedetti (Mec) e
di Ange Parodi; ESMERALDA, di
Antonio Baldi re (Can) e di Ro-
saria laja - aprile: GIUSEPPINA,
di Michele Conanzi (Can) e di Vit-
toria Ieraci - 27 aprile: NICOLO'
di G. B. Valle (Mec) e di Maria
Damonte; ENRICO, di Andrea Mac-
ciò (Can) © di Giulia Parzico -
28 aprile ANGELA, di Francesco
Cavagnaro (Cmi) e di Nevina Cor-
mero - 230 aprile: CINZIA, di Lu.
ciano Simonetto (Mec) e di Ines
Roscioll - 7 maggio: LAURA, di Giu-
seppe Bruzzo (Mec) e di Caterina
Mor - 10 maggio: MAURA, di Vit-
DIRITPATTUMIONTENA Pinto na tran
torio Collia (Can) e di Maria Tas-
soni - 12 maggio: ROSA, di Ales-
sandro Nicolini (Can) e di Bianca
Bruno.
A tutti i piccolissimi ansaldini ed
al loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
Si sono sposati
7 aprile: Mario PELEARI (Mec)
con liva Bacuechi - 12 aprile: An-
gelo FERRANDO (Mec) con Angela
Sebastiana Puppo . 14 aprile: Co-
stantino CASAZZA (Mec) con Lul.
gia Penco - 19 aprile: Orlando
D'ORIANO (Mec) con Antonietta
Terraco - 20 aprile: Angelo GIOR-
DANO (Mec) con Alide Fagno]l -
26 aprile: Delmo BELLUZZI (Mec)
con Adele Gotta; Francesco MOG.
GIO (Mec) con Anna lcardi; Vito
CALOGERO (Mec) con Bruna Pe.
starino - 27 aprile: Arturo MAR.
TINI (Mec) con Carla Lisetta Ra-
vera; Giacomo SORRIVA (Mec) con
Bianca Secondo - 4 maggio: Mario
MASTINU (Can) con Argia Carli;
Felice LUPI (Can) con Giovanna
Fogli; Luciano LUSETTI (Cmi) con
Maria Gemelli - 10 maggio: Bene-
detto GAMBINO (Can) con Maria
Bruzzone - 15 maggio: Manlio BOE.
SINO (Can) con Della Castiro,
Agli sposì i nostri vivissimi au-
ari,
gu
FTLIIRTHAMARATEVERVTN MDOFAMOronnnnemenenvnnn nanne rni Desa nDeamDA ne nA ninni (nh Avvrnmmenetaornennameenna neonati
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che,
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
GIOVANNI FESTINESE, Per rintrac-
ciare la Sua pratica presso il Mi-
nistero ci occorrono le generalità
complete 0, meglio, il numero di
posizione della pratica stessa che
troverà scritto nella fac a interna
della copertina del Suo libretto di
pensione.
FRANCO FRANCHI. Per rintraccia-
re al Ministero la Sua pratica, e
poter così risolvere Il Suo caso, ci
occorrono, oltre agli elementi da
Lei inviatici, le generalità del dante-
causi e cioè del Suo defunto padre,
Tutte le ricerche fatte finora (don.
de il nostro ritardo) non hanno |
fatti portato al ritrovamento de
pratica.
ORESTE TORRE. cclamo seguito
a quanto pubblicato sul n, 4 del
marzo u. s. per comunicarLe che
abbiamo sollecitato lì Suo ricorso
presso la Corte del Conti. E' com.
pleto del fascicolo amministrativo
pervenuto dalla Direzione Generate
delle Pensioni di Guerra, e quanto
prima sarà preso in esame per la
relati istruttoria. Passerà. ancora
parecchio tempo prima di conasce-
re l'esito della pratica a causa del
grandissimo numero det ricorsi da
esaminare
PIETRO POLLASTRI, Ci riserviamo
di comunicarLe notizie circa il ri.
corso presentato alla Corte dei
Conti, Intanto, avendo preso contat-
to con jl Ministero in merito alla
Sua pratica, consiglieremmo di pre-
sentare una nuova domanda dij ap-
provamento diretta al Ministero del
Tesoro — Direzione Generale Pen.
sioni di Guerra, per la Sua infer.
mità, non classificata nel Decreto
megativo già notificato nel 1955, in.
dipendentemente dalla pratica” del
ricorso presso la Corte dei Conti.
MARIA BRUZZONE, Con gli elemen-
ti da Lei Inviatici non è stato pos-
sibile rintracciare presso il com.
petente Servizio Indirette N, G. del
Ministero del Tesoro la Sua do-
manda con la quale chiedeva la
pensione per il figlio caduto "n
guerra, Presumendo che detta do.
manda sia andata smarrita, si con-
siglia farne subito un'altra, come è
previsto dalla Legge n. 616. Tale
Legge, se la domanda stessa ha esi.
to favorevole, dà diritto agli arre-
trati con decorrenza dall'1-7-1956,
Lei pertanto dovrà produrre { sot-
tonotati documenti da allegare alla
succitata domanda: certificato di
matrimonio; certificato di nascita;
certificato di cittadinanza italiana:
certificato di morte del figlio Fran:
cesco Craviotto; certificato di stato
di famiglia con apposta dichiara-
zione delle Imposte Dirette circa il
reddito agli effetti della complemen-
18
tare, Invii pure tutto a noi e prov.
vederemo a curarne l'inoltro sl
competente Ministero,
FRANCESCO CASINI. Facciamo se-
guito a quanto detto sul n, 4 del
marzo scorso per comunicarLe qui
di seguito 1 motivi della non ac-
cettazione della Sua domanda di
pensione, « L'istanza non è stata ac.
cettata poichè, allo stato degli atti,
le infermità di cul egli è affetto
non sonv state ritenute dipendenti
da cause di servizio di guerra od
attinenti alla guerra, La copia del
Decreto Ministeriale negativo nu-
mero 1807480 è stata spedita In da.
ta 14-4-1958 al Municipio di Livor.
no per la notifica all'interessato a
norma di Legge >,
Le inserzioni sono gratuite e s0.
no riservate ai dipendenti del-
ai nostri
abilimento,
l'Ansaldo, Rivolgersi
corrispondenti di
CEDO bicicletta seminuova, in ot-
time condizioni, per donna. Tele-
fonare dalle 12 alle 13 al n, 473979.
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minimo di L. 4.000, un tavolo di
noce allungabile per sala, Telefo-
fonare al n.o 464038.
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ore dei pasti al no 455528.
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nl a Sestri Ponente per L. 2.900.000
trattabili. Telefonare al numero in-
terno 244 del Cantiere di Sestri.
VENDESI moto « Alpino » seminuo.
va. Rivolgersi ad Angelo Cipriani,
cart, 22311, Cantiere di Sestri.
VENDO fisarmonica 96 bassi], 7 cam-
bi di voce, al miglior offerente. Te-
lefonare al n, 369193.
VENDO « Galletto > 175 c.e. in buo-
ne condizioni, con accessori, anche
a rate, Telefonare al n.o 473.935
durante le ore dei pasti.
VENDO grande atlante internazio.
nale del «< Touring Club Italiano »
finito di stampare nel giugno 1957.
Telefonare al n. 472644 dalle 19,30
alle 20,30.
VENDO «Lambretta » 1.,D. 125 ce.,
in buono stato, a L, 65.000. Rivoì-
gersi in via G. Scansi 3-8, Genova.
Sampierdarena, possibilmente la do-
menica mattina,
VENDO moto « Gilera » 150 ce. in
buono stato, a lire 45,000 trattabili
Telefonare al n, 481876.
Giuseppe, figlio di
Carlo Priarone (DIG)
Maria Pia, figlia di
Pietro Figliomeni (MEC)
Pier Luigi Beverino, figlio di
Teresina Amendolla (MEC)
Luisa Parodi, nipote di
Aurelto Di Gualco (FON)
Luciano, figlio di
Mario Mattio (CAN)
Silvio, figlio di
Francesco Franceschini (MEC)
Giorgio, figlio di
Giuseppe Repetto (MEC)
Massimo Bevilacqua, nipote di
Daniela, figlia di
Giuseppe Parodi (CAN)
Aldo Lissi (MEC)
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Per una gita a Roma
Caro Ansaldino,
scrivo a nome di un folto
gruppo di ansaldini molti dei
quali hanno già partecipato,
conservandone un lietissimo ri-
cordo, alle gite da te organiz-
zate e svolte.
La nostra aspirazione attuale
è visitare la città di Roma e
facciamo appello alla tua or-
ganizzazione per l'attuazione
di questo nostro desiderio.
Molte sono state le città vi-
sitate, interessanti sia dal lato
storico sia dal lato turistico:
non resta che Roma e ritengo
* inutile soffermarmi sulle at-
trattive che questa città può
offrire come meta di gita.
Fiduciosi ringraziamo antici-
patamente.
SEGUONO 81 FIRME
Non ci è purtroppo possibile
organizzare quest'anno anche
una gita a Roma, per i motivi
cui già accennammo sul nume-
ro del 15 aprile scorso. E nem-
meno sarebbe conveniente or-
ganizzarla durante il periodo
feriale per l'enorme afflusso di
—r——_—m—_—m—ÈÈ__—_—t
turisti che si registra in tale
periodo a Roma e per la con-
seguente impossibilità di assi-
curare ai nostri lettori una
tranquilla e degna sistemazio-
ne negli alberghi.
Sarà (così almeno speria-
mo) per l’anno venturo.
Visita alla “Dalmine”
Caro Ansaldino,
tu che sei promotore di tan-
te simpatiche manifestazioni,
come visite a città italiane,
musei, navi ecc., potresti in-
dire, mediante prenotazione, e
ad un prezzo naturalmente
modico, la visita (a molti non
potrebbe interessare) agli im-
pianti per la fabbricazione di
tubi della « Dalmine »?
Siamo un gruppo di ansal-
dini interessati a questa pro-
duzione e lo desidereremmo a
scopo prettamente istruttivo.
VINCENZO MAROTTA (CAN)
Ci siamo interessati della
questione presso la Società
« Dalmine », la quale ha gen-
tilmente accolto la richiesta
per un numero limitato di vi-
sitatori. Sarà pertanto effettua-
ta una visita agli impianti per
la fabbricazioni dei tubi a Dal-
mine il giorno 24 giugno,
con le modalità e alle..condi-
zioni di cui Lei e gli altri an-
saldini interessati potranno
prendere conoscenza presso il
corrispondente di stabilimento.
stre possibilità.
LA NOSTRA GITA A LUGANO
L'annuncio della gita a Lugano organizzata da
« L'ansaldino » per il 29 giugno (e di cui quanto prima
sarà reso noto l'orario ferroviario definitivo), ha susci-
tato lo stesso grande interesse delle precedenti manife-
stazioni del genere. Questa ulteriore prova di cordiale
adesione alle nostre iniziative da parte dei lavoratori
dell'Ansaldo e dei loro famigliari, non solo ci premia
largamente della nostra fatica, ma ci impegna, per
l'avvenire, a fare sempre meglio nell'ambito delle no-
I NOSTRI
Drammatico dilemma
CONCORSI
Un saggio orientale è incorso nelle ire del suo sovrano il quale, avendo deciso di punirlo,
gli propone però di scegliersi la pena. Il quesito del tiranno e la risposta del saggio risulta-
no dalla vignetta. Per partecipare al concorso gli ansaldini devono saperci dire quale sarà
la sorte del malcapitato, inviando le risposte in Redazione, o consegnandole ai corrispon-
denti di stabilimento, entro il 30 giugno (con l'indicazione del nome, cognome, stabilimento
di appartenenza e numero di cartellino). Tra coloro che avranno inviato la risposta esatta
sono in paliò, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un ombrellone e una sedia a sdraio per
spiaggia; 2) una sveglia da viaggio; 3) un ferro elettrico da stiro; 4) un servizio di to-
vaglie per sei persone; 5) un pacco a sorpresa; 6) e 7) cinque libri ciascuno della Casa
editrice « Vallecchi » di Firenze; 8) e 9) due scatole ciascuno di
cacao <« Perugina >».
Risultati del concorso
$« Un fatto storico ”
I protagonisti del fatto richiamato
dalla vignetta sono Pier Capponi è
Carìo VIII. Tra i mumerosi lettori
che hanno inviato la risposta esat-
ta 1] sor fo (effettuato alla pre-
senza di testimoni presso la Dire-
zione Generale) ha favorito i se-
guenti signori: Giancarlo Repetto
del Mec (vince in macina-caffè
elettrico); Michele Macciò della Fon
(vince una sveglia da viaggio); An-
gelo Bruzzone della Fon (vince un
tovagliato per sei persone); Gia-
como Beiso della Fon, G. B. Cap-
pello del Can, Franco Sommariva
del Mec, Elbano Balestri della Dig,
Arnaldo Casoni del Can, Remo Tra,
verso del Mec, Vinicio Quinque del.
la Dig, Domenico Cristoforoni del
Cmi, Luigia Traverso del Cmi, Glu-
seppe Lugano del Mec (vincono cia.
scuno un libro offerto dalla Casa
editrice « Vallecchi» di Firenze):
Andrea Genzone e Sauro Gradara
«lella Fon (vincono runo due
sentole di enceno Per
Soluzione dei giochi del n. 7
Crittografia (proverbio):
donne hanno un punto più
diavolo ».
Primo rebus: « Un dì Ciro mano-
mise l'Asia minore » (Undici roma-
no; mi S; E la; sì A minore),
Secondo rebus: < A funi tese gran
pesi trae l’argano in alto» (A F
unite SE; gran P è sì: tra E lar-
go, N; O in alto)
Anagramma: «l'ansaldino
dipendenti dell
« Le
del
quin.
dicinale dei Ansaldo
S. p.A
M E M E
Luigi SPRIANO
di 63 anni, S. Capo officina del
Meccanico, deceduto in segui-
to ad infortunio sul lavoro.
Era stato assunto il 30-3-1915
come operaio, promosso Capo
reparto nel 1936, S. Capo offi-
cina nel 1941,
Domenica 11 maggio era sta-
to comandato in servizio per
lavori di manutenzione alle
gru, compito che egli svolgeva
da molti anni con profonda
competenza. Si era recato ap-
punto, verso le 11 di mattina
sopra una gru del reparto
« Mame » per verificarne alcu-
ni organi meccanici, quando
precipitava a terra dall’altezza
di 7 metri.
Stando alle frammentarie di-
chiarazioni rese dallo Spriamo
stesso subito dopo l’incidente.
sembra che egli avesse perso
N TO
)
l'equilibrio in seguito ad un
urto. Ricoverato all’infermeria
dello stabilimento e quindi al-
l'ospedale di Sampierdarena,
decedeva nel pomeriggio dello
stesso giorno per sopraggiunte
complicazioni,
Luigi Soriano è scomparso,
dopo una vita di galantuomo e
di lavoratore instancabile, pro-
prio alla vigilia di essere col-
locato a riposo, I suoi colla-
boratori e superiori, profonda-
mente addolorati, lo ricordano
con grande rimpianto.
Luigi GAMBARO
di 54 anni, dipendente dei Ser-
vizi Ausilliari, deceduto il 3-
5-1958, Era stato assunto nel
1943.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «L'ansaldino».
” Libreria Internazionale Di Stefano
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.T.T.” in moni
cur crea
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È
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P-}
MO
- extracted text
-
ansaldino
o quinto - numero 9 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL’ ANSALDO genova - 1 giugno 1958
dd) A
= Ae CEI CIC OST i AE Da HA Ct G LI Cantiere di Livorno
I
Da
lPansaldino
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL' ANSALDO
*
EDITO DALL'ANSALDO S.p.A.
Responsabile :
*
Lorenzo Rebora
Redazione: Via Fieschi, 10-11
12
14
16
17
19
Corrispondenti di
Genova
de
sommario
PROVE E CONSEGNA DELLA
“ELIOS"
PANORAMA AZIENDALE
LAVORI DI RIMODERNAMEN.
TO AL CANTIERE.DÌ IVORNO
di Emiddio Loscalz
PANORAMA DELL' ECONO-
MIA ITALIANA
LE DOMENICHE DI UN BOR-
GHESE PARIGINO di Guy de
IL LIBANO - VITA DI CASA
L'UNIFICAZIONE INTERNA.
ZIONALE DELL' UTENSILERIA
MECCANICA di Luigi Brandolin
ALBUM DI FAMIGLIA
DOPOLAVORO
L'ANSALDINO RISPONDE
Rae
a
Stabilimento >
DIG: Lueia Diamante - MEC: Spar-
taco Sardini, Giuseppe Rovegno -
CAN:
(Voltri) Dina' Pasquino; (Fegino)
Aurelio Maggiolo »-
Graziano Merlano - CMI:
Montesoro-SAU: Giuseppe Sardi -
MUG:AJdo Galli, Franco Guadagni- |
ni - LIV: Dino Da
lio Orlandi - ROMA: Mario Fossati
Spedizione in abbonamento po-
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penslo-
nati * Stampato nella Tipografia
F.lli Pagano
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franconi,
Più
s NI £
za delle Vigne, 6 * Autor
ib. di Genova n. 299, 6-5-1954
FON: Michele
i- COKE: Edi-
Abbonamento
Prove e consegna dell:
’ottava turbocisterna da
31.500 tornellate di porta-
ta lorda costruita al Cantiere
di Sestri, la « Elios », ha effet-
tuato le prove ufficiali a mez-
zo carico fomenica 18 maggio,
con mare calmo, cielo sereno,
temperatura quasi estiva, visi-
bilità ottima.
Siamo partiti alle 7,10 dal
bacino n. 4 del Porto di Ge-
nova, dove la nave era stata
Da sinistra:
immessa per la pulizia della
carena. Usciti in marea aperto,
ci siamo fermati per l'azzera-
mento dei torsiometri e quin-
di, alle 8,10, abbiamo comin-
ciato a navigare verso levante
per compiere qualche miglio
di rodaggio. Alle 11,50 hanno
avuto inizio le sei ore di na-
vigazione a tutta forza previ-
ste dal programma delle pro-
ve, Quattordici minuti dopo,
l'in. Lauro, il sig. Tuena e l'ing. Cristofori
cioè alle 12,04, gli strumenti
segnalavano l’entrata in base
sul traguardo Punta Chiappa-
Uasa Raggio,
Da questo momento, e fino
alle 16,15, la nostra navigazio-
ne, che fino allora era sem-
brata affidata al caso, si tra-
sformò in una corsa « scienti-
fica », affidata alia rigida leg-
ge dei numeri. La rotta, i giri
dell'elica, la temperatura del
vapore, la potenza del’appara-
to motore ed ogni altra cosa
formarono quella perfetta ar-
monia da cui ogni volta de-
vono scaturire le cifre che i
progettisti e i costruttori si at-
tendono.
In quattro ore e undici mi-
nuti abbiamo percorso la base
misurata di Portofino - Punta
Chiappa, lunga 6.030,5 metri,
otto volte. Abbiamo così effet-
tuato quattro « coppie di cor-
se» con le macchine spinte a
tutta forza, nave a mezzo cari-
co, corrisnondente a un dislo-
camento di 25.675 tonnellate.
Ecco il dettaglio dei risul-
tati:
media 26”, da 35° a sinistra a
35° a dritta. Anche questo ri-
sultato è ottimo.
Sulla via del ritorno abbia.
mo assistito a un fatto insoli-
to, che ha accentrato l’atten-
zione curiosa di tutti coloro
che non erano impegnati nel
locale macchine: la prova del-
le pompe di carico e scarico.
Per quasi un'ora una delle val-
vole delle grosse tubazioni al.
lineate sotto la passerella ha
rovesciato sulla coperta un vio-
lento torrente d’acqua. sui cui
spruzzi d’argento gfi ultim!
raggi del sole accendevano
preziosi riflessi.
Alle 20 si rientrava lenta-
mente in Porto. Alle 20.31 era-
vamo attraccati alla Calata
Zingari.
Tra i presenti a bordo ab-
biamo notato: l'avv. Paolo Dia-
mante e l'ing. Ercole Lauro, ri.
svettivamente Presidente e
Amministratore Delegato del.
la Compagnia armatrice. con
l’avv. Le Fevre e il comandan-
toa Celentano, i sicnori Ronner
Seal e Tuena, l’ing, Di Mac
Coppie di corse Velocità medis
l.a coppia 17,649 nodi
2.a » 17,642 »
3a 17,684 »
‘4a » 17,750 »
La media generale delle
quattro coppie di corse è risul-
tata, di conseguenza, di nodi
17,681 a 115,71 giri al 1’, alla
potenza di 15.470 C.A. I risul-
tati, confrontati con le pre-
visioni in sede di studio, sono
stati più che soddisfacenti.
Si sono svolte quindi le pro-
ve del timone da banda a ban-
da. La manovra ha richiesto in
Giri Potenza
115,58 al 1' 15.325 C.A.
115,40 ò »
115,78 » »
116,10 » »
co, Direttore dell’ Ispettora
to di Genova del - Registro
Italiano Navale », con gli ispet-
tori ingg. Candido e Leonardi
e cav. Innocenti, il cav. Lem-
mi, l'ing. Cuneo e il sig. Hon-
sell dell’« American Bureau»
e per l’Ansaldo l'Amministra-
tore Delegato ing. Rosini, il
V. Direttore Generale ing. De
Vito, il Condirettore del Mec
canico ing. Zanetti, il Diretto-
re Centrale e Direttore del
Cantiere di Sestri ing. Cristo-
fori, il Direttore Commerciale
Navale ing. Casaccia, gli ings.
Priano, Parodi e Conti Barba-
ran, oltre a numerosi altri. Al
comando della nave era il ca-
pitano d'armamento Beretta;
l'anvaratn motore era affidato
all'ing. Bozzo.
Abbiamo avuto il piacere di
ricevere dall'ing. Lauro, dal-
zo alcune impressioni sulle
prove. Eccole:
rico sono stati così soddisfa-
centi che l’armatore ha rinun-
ciato alle prove a pieno cari-
co. Un’altra grande soddisfa-
zione per noi è dovuta al fat-
to che possiamo consegnare la
nave 22 giorni prima del ier-
mine stabilito dal contratto;
ciò consentirà di soddisfare il
desiderio dell'armatore di far
partire la nave dopodomani
| per il Golfo Persico».
Ing. Ercole Lauro: « Queste
provè si potrebbero definire
prove Ansaldo”, perchè con-
fermano i brillanti risultati del
passato. In particolare la Com-
pagnia « Elios » è rimasta mol-
to convinta dai risultati otte-
nuti ed ha molto apprezzato di
vedere esaudito il suo deside-
rio di avere la nave nel più
breve tempo possibile ».
Ing. Luigi Bozzo: «Sono mol.
to soddisfatto, perchè tutto ha
funzionato alla perfezione. Per
quanto riguarda i consumi pos-
so dire che i 220 grammi cir-
‘ca per cavallo asse ora, riscon-
trati sulla « Mirador » (tutti i
l'ing. Cristofori e dall'ing. Boz- -
Ing. Franco Cristofori: « I ri- +
sultati delle prove a mezzo ca- È
servizi compresi), sono stati
confermati ».
E veniamo ora ad una breve
descrizione della nave. La tur-
bocisterna « Elios » è stata co-
struita per la Società di na-
vigazione omonima di Paler-
mo sotto la sorveglianza spe-
ciale del « Registro Italiano
Navale » e dell’« American Bu-
reau of Shipping » per il con-
seguimento della più alta clas-
se relativa a bastimenti che
trasportano prodotti petroliferi
alla rinfusa con punto di in-
fiammabilità al disotto di 65°
C e per la navigazione di lun-
go corso. Essa è strettamente
conforme alle leggi ed ai re-
golamenti attualmente in vi-
gore e comunque applicabili
della « International Conven-
tion for the Safety of Life a!
Sea » del 1948 e alle condizio-
ni per l'igiene e l’abitabilità
degli equipaggi a bordo delle
navi mercanti.i italiane. Sod-
‘ disfa inoltre a tutte le prescri-
zioni vigenti presso le autorità
del canale di Suez e del canale
di Panama e riguardanti il tra-
sporto e la manipolazione di
prodotti petroliferi di ogni ca-
tegoria e grado. Le sue carat-
teristiche principali sono le se
guenti: lunghezza fuori tutto,
m. 200; lunghezza fra le per-
pendicolari, m. 188,80; larghez-
za massima fuori ossatura, m.
26,20; altezza in fianco al pon-
te di coperta, m, 13,90; immer-
sione media alla portata lor-
da contrattuale dalla linea di
costruzione, m. 10,30; portata
lorda corrispondente, tonn.
31.500; stazza lorda, tonn.
19.000 circa; capacità delle ci-
sterne da carico, mc. 42.000;
potenza normale dell’apparato
motore a circa 110 giri al 1’,
cavalli asse 14.500.
La «Elios» ha prora inclina-
ta in avanti, poppa ad incro-
ciatore, un alberetto al cen-
tro, sei colonne da carico e ‘un
fumaiolo di forma aerodinami-
ca. E’ stata costruita col siste-
ma a due paratie longitudina-
li gemelle, ad un fronte con
copertini inferiori e castello,
tughe al centro disposte in più
ordini, cassero poppiero. Le
sue cisterne sono trenta, die-
ci centrali e venti laterali (die-
ci ner ciascun fianco della na-
ve).
E' munita dei seguenti im-
pianti nautici: un trasmettitore
per le onde medie, un tra-
smettitore per le onde corte,
un trasmettitore di emergenza,
un apparato auto-allarme, un
ricevitore per le onde medie e
corte, radiogoniometro, ecome-
tro, radar, girobussola e giro-
pilota.
L'apparato motore, costrui-
to al nostro stabilimento Mec-
canico, è costituito principal-
mente da un gruppo turbori-
duttore di propulsione tipo
Ansaldo composto di una tur-
bina di alta pressione e una di
bassa pressione azionanti un
riduttore ad ingranaggi a dop-
pia riduzione (la turbina per
la marcia indietro è incorpora-
ta nei cilindri di bassa pressio-
ne), una linea d’alberi con eli-
ca di bronzo fusa alla nostra
Fonderia, due caldaie Ansaldo-
Foster-Wheeler a tubi d’acqua
tipo ESD con attemperatore
esterno (pressione del vapore
42 Kg./emq., temperatura 455°
Cc).
L'impianto elettrico è ali-
mentato con corrente continua
e funziona alla tensione di 220
Volta per i circu'ti forza, di
110 Volta per i circuiti luce.
La corrente a 220 Volta è for-
nita da due gruppi turbodina-
mo da 550 Kw. ciascuno e da
un gruppo Diesel dinamo da
150 Kw, La corrente a 110 Vol-
ta è fornita da due gruppi con-
vertitori da 40 Kw. ciascuno.
Il quadro elettrico principale
è sistemato nel loca:e macchi-
ne.
Gli alloggi comprendono tre
appartamenti (per l’armatore
per il Comandante e per il
Direttore di macchina), 12 ca-
bine singole e due doppie per
gli ufficiali e il pilota, 12 ca-
bine singole per i sottufficiali,
due cabine singole e 14 a due
letti per i comuni. Al centro
della nave vi è un salone,
mentre a poppa sono sistemate
la mensa e la saletta soggior-
no per gli ufficiali, le mense e
le salet'e soggiorno per i sot-
tufficiali e per i comuni. Tutti
i locali delia nave sono arre-
‘ati con sobria eleganza e con
materiali e mobili della mi-
gliore cualità. Il « comfort »
non ha nulla da invidiare a
In alto a destra: il rilevamento dei dati del torsiometro. - Sotto: il tratto di coperta
cuanto si riscontra nelle mi-
gliori navi per passeggeri.
*s 0»
La cerimonia per la conse-
gna della « Elios» alla Com-
pagnia armatrice è avvenuta
alle 10 del 20 maggio a bordo
della nave stessa nel Porto di
Genova. I verbali sono stati
firmati per la Società « Elios »
dall’Amministratore Delegato,
ing. Ercole Lauro e per l’An-
saldo dal Direttore Commer-
ciale Navale ing. Casaccia e
èal Direttore del Cantiere di
Sestri ing. Cristofori.
Dante Jannone
tra la poppa e il centro nave
M E CC AN
Sia
LE PROVE DELLA TURBINA DI ALTA PRESSIONE
PER UNA TURBOCISTERNA DA 31.500 T. D. W.
L’8 maggio, alla presenza
dei rappresentanti della Com-
pagnia armatrice e dei tecnici
dei Registri navali «R.I.Na.. e
« American Bureau », si sono
svolte le prove ufficiali al ban-
co della turbina di alta pres-
sione destinata al gruppo mo-
tore principale della turboci-
sterna da 31.500 t.d.w. (costr.
1534) in costruzione presso il
nostro Cantiere di Livorno per
la Società « Nereide » di Pa-
lermo.
Questa turbina, insieme ad
una di bassa pressione attual-
mente in fase di montaggio,
muoverà un riduttore ad in-
granaggi del tipo a doppia ri-
duzione e sviluppante una po-
tenza di 14.500 cav. in norma-
le navigazione a circa 110 giri
ali”,
Le prove, della durata di
quattro ore circa, hanno dimo-
strato l'ottimo funzionamento
della turbina, sia alle andatu-
re normale e massima che alla
sopravelocità di emergenza.
L’acquisto di due modernissimi torni
Nel quadro dei programmi
di rammodernamento del mac-
chinario obsoleto dello stabi-
limento, si è provveduto recen-
temente a dotare l’Officina
MARB (rubinetteria e bullone-
ria) di due torni a copiare
« Max Novo ».
Queste macchine presentano
caratteristiche tecniche che le
pongono all'avanguardia nel
campo della produttività e che
è interessante prendere in con-
siderazione.
La considerevole potenza dei
motori e la spinta rigidità del-
la macchina consentono l’uti-
lizzazione delle placchette «Wi.
dia » a quelle velocità che ren-
dono altamente redditizio l’im-
piego di questo genere di uten-
sili.
Il circuito oleodinamico ope-
ra sull’avanzamento della slit-
ta portautensile che è mobile
a 45° rispetto all'asse della
macchina e nella più recente
delle due macchine opera pure
sul ritorno della s.itta stessa.
Questa, in virtù dell’azione di
olio alla pressione di 6-8 Kg.,
si sposta molto rapidamente,
venendosi così a ridurre sen-
sibilmente l'ammontare dei
tempi improduttivi.
Degno di nota pure il bloc-
caggio pneumatico dei pezzi:
l’aria compressa può agire sul-
l’autocentrante per le lavora-
zioni a sbalzo e sulia contro-
punta per la lavorazione tra le
punte.
Gradi di finitura molto spin-
ti, che precedentemente veni-
vano raggiunti solo mediante
rettifica, possono ora essere
realizzati di tornio in virtù dei
limitatissimi avanzamenti dei
quali sono provviste quesie
macchine, avanzamenti che
permettono di raggiungere gra-
di di finitura superficiali del-
l’ordine di 1€ micron. che
non sono ottenibili con i nor-
L
mali torni orizzontali di cui è
dotato il reparto.
Un riduttore dell’entità del-
l'avanzamento a macchina in
moto permette inoltre di ren-
dere più agevole la penetrazio-
ne dell’utensile nel pezzo in
corrispondenza delle riduzioni
di diametro,
Un raffronto tra la capacità
preduttiva di questo tornio e
O
quella dei torni orizzontali por-
ta a concludere che con l’ado-
zione di queste macchine, i
tempi di macchina vengono
mediamente ridotti del 60%,
entità notevole, che porta ad
una considerevole economia,
pur tenendo conto della spesa
per le sagome, che vengono ap-
prontate al reparto MAPI
(macchine piccole).
+
Un motopropulsore monoruota
adottato per la manovra dei vagoni
Viene impiegato da qualche
tempo nello Stabilimento Mec-
canico, e precisamente alla
« Sezione Grande Meccamica »,
un complesso propulsore leg-
gero, azionato da motore a ben-
zina di tipo motociclistico, per
la manovra dei due vagoni fer-
roviari adibiti al trasporto dei
materiali in lavorazione da un
reparto all’altro.
Tale complesso presenta ele-
menti di notevole interesse tec-
nico, sia per quanto riguarda
lo schema generale, sia per
quanto riguarda alcuni parti-
colari, intesi a risolvere gli
specifici problemi posti dalle
esigenze dell'impiego in rela-
zione alle caratteristiche deli-
l'ambiente e dei veicoli da ma-
novrare.
Lo spinoso problema della
manovra dei vagoni nelle no-
stre officine era da molti an-
ni oggetto di preoccupazione e
di studio. Per il passato, infat-
ti, la manovra dei vagoni da
un reparto all’altro si effettua-
va a spinta impegnando un
certo numero di uomini, che
cercavano di smuovere il va-
gone con l’aiuto di leve sotto
le ruote o con l'ausilio di una
carrozzella trasporta-materiali
leggeri, funzionante con accu-
mulatori elettrici. A_ volte, da-
to il carico notevole sul vago-
ne, si doveva ricorrere al gan-
cio delle gru a ponte esistenti
nelle navate, che eseguiva la
operazione mediante trascina-
mento e con scarse garanzie
di sicurezza.
Se si tiene conto delle conti-
nue manovre che avvengono
giornalmente nella sezione lun-
go i due binari che la attraver-
sano, si può immaginare il
grande dispendio di forze e di
tempo cui venivano sottoposti
gli uomini addetti a tale lavo-
ro, oltre al logorio eccessive
aelle carrozzelle impiegatevi.
La risoluzione del problema
era quindi auspicata da tutti.
Durante una visita di nostri
tecnici a stabilimenti indu-
striali nel Belgio, è stato visto
in uno di essi, dal rostro diri-
gente ing. Gamondi, uno di
questi « spingi-vagoni » in fun-
zione. Dopo gli opportuni con-
tatti con la ditta costruttrice,
gli «Ateliers de Construction»
di Jambes-Namur (Belgio), cui
è seguita una visita agli Stabi-
limenti «Ilva» di Novi Ligure,
che ne hanno uno in servizio,
questo piccolo motopropulsore,
denominato « Pulso », è stato
acquistato per il servizio di
manovra vagoni della 2.a Se-
zione e da qualche mese es-
so è in esercizio con risultati
più che soddisfacenti, dato che
le sue possibilità di prestazio-
ne possono essere notevoli an-
che in via assoluta, potendo
spostare, su rettilineo piano,
carichi notevolissimi, impe-
gnando un solo operatore.
GLI
APPARATI
IN 46 ANNI
MOTORI
AL
COSTRUITI
MECCANICO
(TABELLA DIMOSTRATIVA DELLE COSTRUZIONI ESEGUITE DAL 1911 AL 1957)
Alternativi A turbine Diesel
È Cav. i LR % Cav.
n indicati N° |Cav.amse | N. effettivi
Marina Militare. . . 2I 55.200 85 3-370.000 55 101.770
Marina Mercantile. . 9 12,720 68 908.050 1090 565.499
30 67.920 153 4.278.050 1145 667.269
Totale: N." 1328 apparati motori per cav. 5.013.239 (126 di potenza superiore a 10.000 cav.,
per 3.649.750 cav.; 1202 di potenza inferiore a 10.000 cav., per 1.363.489 cav.
Collaboratori della Cassetta delle idee
del Meccanico in visita alla Fiat
Ji a Direzione del Meccanico
ha invitato i dipendenti che
si sono maggiormente distinti
nella collaborazione alla " Cas-
setta delle ide ad una gita
a Torino per visitare gli stabi-
limenti FIAT Mirafiori e Grandi
Motori.
Ventisei persone guidate
dal Presidente del comitato del-
la Cassetta ing. Speich sono
partite nelle prime della
mattinata di sabato 10 maggio
a bordo di un antopullman ri
servato e sono giunte a Torino,
ore
dopo un viaggio comodo ed ec-
cezionalmente rapido,
Alla Direzione Generale in
Corso Agnelli il gruppo è stato
cordialmente accolto da funzio-
nari della grande fabbrica tori-
nese che, dopo aver brevemente
illustrato l'organizzazione della
ozienda, hanno posto a disposi-
zione dei un autobus
per il giro nelle officine di Mi-
rafiori che rappresentano, com'è
moto, il centro della FIAT,
Quando si alla FIAT ci
si riferisce subito alle catene di
montaggio delle antomobili che
simbolo della
dalla
mac
visitatori
pensa
sono diventate il
industria moderna, nata
unione dell'uomo con la
china e dove sempre più spesso
all'uomo è riservata la posizio.
ne di controllo della produzione
compiuta dal mezzo meccanico.
La vastità dei reparti giustifica
bene l'uso di autobus per pisi-
tarli. Attraverso i suoi ampi
cristalli gli ansaldini hanno wi
sto sfilure le grandi presse anto-
matiche per la lavorazione della
carrozzeria (nina portiera in
dieci secondi, una scocca in un
fempo poco maggiore), i repar-
fi di macchine automatiche per
ssort, 1 ma-
la produzione di acc
qazzini che si possono definire,
senza esagerazione, immensi €
finalmente le catene di montag-
gio dei motori e delle autovet-
ture, Da una complessa apparec
chiatura automatizzata che per.
mette la lavorazione dei mono-
blocchi senza alcun intervento
diretto dell'operaio, si giunge
attraverso una perfetta succes-
sione di passaggi alla realizza
zione vera e propria dell'auto-
Ad ogni movimento
catena di
arricchisce di
elemento o di un particolare è
si avvicina gradualmente al
completamento,
Dopo l'ultimo controllo
iomobile scivola verso la pista
vettura,
della
carrozzeria si
montaggio la
un
lan-
ed è presa in consegna dal col-
laudatore per compiere i primi
chilometri della sua esistenza,
Terminata la Mira-
fiori, il gruppo si è recato allo
Stabilimento Grand: Motori, Qui
la parte spettacolare, presente
dubbio nella
delle automobili, ha ceduto al-
l'interesse tecnico, La produzio
affine a quella del
nico ha suggerito spontanei pa-
ragoni tra i metodi di lavorazio-
ne e i risultati ottenuti, e più
uttenta si è fatta l'osservazione
per individuare miglioramenti
ed innovazioni,
Particolare interesse ha susci-
fato la quasi completa sostitu-
wisila a
senza costruzione
ne Mecca.
li gruppo dei visitatori davanti alla Direzione Generale della FIAT
zione delle pialle normali con
frese-pialle, dalle piccole alle
maggiori dimensioni; oltre la
più rapida lavorazione, consen-
tono una finitura della superfi-
cie tale da eliminare il costoso
aggiustaggio a mano delle su-
perfici da accoppiare,
Ottima impressione hanno
fatto pure l'officina di montaggio
ed il reparto polverizzatori per
le buone attrezzature di costru-
zione e prove per il carico di
lavoro veramente imponente
(3 grandi motori da 6000-7000
cavalli al mese oltre oi minori
da 3500-1200 cavalli),
Abbiamo notato che nei mo-
tori medi, per gruppi elettro-
geni, ferroviari o marini, il nu-
mero di giri al minuto varia
da un minimo di 500 ad un
massimo di 1500,
La FIAT costruisce inoltre, su
licenza Brown-Boveri, le turbo-
soffianti per i motori di gran
de potenza (oltre 2000.4000
cavalli), che forni anche a
noi da 7000
cavalli costru-
i
motori 757
abbiamo in
per i
che
zione,
La visita è te-minata alle tre-
dici, Dopo la colazione, l'auto-
pullman ha affrontato i ripidi
tornanti della collina di Super-
ga per la visita alla Basilica, Il
panorama era offuscato da una
lieve nebbia, ma il silenzio, i
verdi pendii, l'imponenza della
costruzione sono stati per tutti
di ampio compenso,
L’autopullman è rientrato a
Genova alle 21,
Questa gita ha voluto essere
un particolare riconoscimento
della Direzione per che
hanno dimostrato in modo evi.
dente il loro spirito di collabo-
razione e il loro attaccamento
alla nostra azienda: sono state
invitate, infatti. quelle
ne che hanno totalizzato almeno
undici proposte premiate in un
anno,
L'importanza del programma
della " Cassetta delle idee" è
già stata più volte illustrata,
perchè sia necesario approfon-
dirla ancora una volta.
La gita del 10 maggio è stata
tuttavia un'altra prova dell’in-
teresse della Direzione per que-
sto mezzo di miglioramento e
di comunicazioni e il suo vivo
desiderio che esso possa ancor
più svilupparsi a vantaggio di
di tutta la comunità Ansaldo.
coloro
perso-
RR EF RESTES KUGLEARSSADUIEBORE VOGA ED PT ABS PCI AAT 4A 139 IMM MALE MG ORTA
CASSETTA DELLE IDEE
Durante la prima quindicina del mese di maggio
sono state esaminate dai comitati della « Cassetta
delle idee » 231 proposte, di cui 78 sono state premia-
te. Ecco il dettaglio:
MECCANICO. Proposte
premiate.
STABILIMENTO C.M.Il.
15 premiate.
CANTIERE DI SESTRI. Proposte esaminate 16, di cui
7 premiate.
L'ammontare complessivo dei premi è stato di li.
re 176.500.
esaminate 188, di cui 56
Proposte esaminate 27, di cui
I
Tra le proposte più importanti, segnaliamo la se-
guente, presentata al Meccanico, che ha avuto un
premio di lire 25.000:
« Modifica a disegni riguardanti i cuscinetti por-
tanti dei gruppi turboriduttori per le TT/cc. " British
Tanker "' »,
Ed ecco la risposta:
« Quanto segnala il proponente è attuabile anche
nei nostri tipi di gruppi turboriduttori, salvo l'aboli-
zione delle scanalature a coda di rondine, perchè in
seguito a recenti esperienze della " G.E.Co” è stato
constatato che non è conveniente.
L'adozione di questi cuscinetti, d'altra parte, non
può essere ovviamente decisa solo dalla nostra Ditta,
ma deve avere l'approvazione del Cliente ».
PETS CERTE VOVEPNTMRSS IDR TESI RESSIGIAI A URI IASISLIAS PPVETRAIA: DEID ELI | VO: PAIRZI ISTE
ES FREIRE IN TERE FEVILI PVI RRIREDI STR ARI ATI.
La Sezione di Voltri dello stabilimento C.M.l. ha costruito, per
conto della Società « Krupp» di Essen, i canali per una scava-
trice dragante destinata alle miniere di S. Barbara di Castelnuovo
dei Sabbioni. Dall'alto: assieme del trave scavatore con le
tazze scavatrici; fase di assiemamento e vibratura dei canali
uu
Sopra: una veduta, verso prora, dello scafo della turbonave passeggeri « Leonardo
da Vinci» in costruzione al nostro Cantiere di Sestri. - Sotto: due aspetti della
prefabbricazione di strutture della turbocisterna « Felce » di 31.500 t.d.w. in costru-
zione al nostro Cantiere navale di Livorno per la Società « Nereide » di Palermo.
x ec
i
“ac. men de”
x “vv / SE ped
Particolari del turboalternatore tipo « G.E.Co.» da 140
mila kW (rotori e cassa turbina) in costruzione allo
stabilimento Meccanico per la centrale di Civitavecchia
CILZ ZE NAARGGEAN
Tette
Lavori di rimodernamei
el dicembre del 1954 fu in proposito, che sullo scalo
ciclostilato un rapido cen- «Morosini » venne impostato il
no storico sul Cantiere di Li- prototipo di una giustamente
Cf} PEUT = vorno, nel quale si puntualiz- fortunata serie di petroliere da
ì 4% | K “% zava, con molti dati soprattut- 31.500 t.p.l., la « Mina D'Ami-
na È == to storici, più di un secolo di co».
% die = vita. E, sempre su quelle pa- Ebbene, da qualche tempo,
da gine, si diceva come — prima in tutto il Cantiere si sta pro-
" Lr degli eventi bellici — i fab- cedendo ad una concreta ed
DA (7) bricati e gli scali di costruzione imponente opera di ringiovani-
a A irta occupavano circa 60.000 mq. di mento, al fine di renderlo tec-
i ì è rad li + ” terreno, Al 19 luglio 1944 ri- nicamente sempre più efficien-
A Lea de BT sultavano invece distrutti o te.
AA si ì danneggiati circa 50.000 mq, di E’ difficile, sulla carta, po-
i TR area coperta. « Attualmente ter ritrovare un filo condutto-
Re (siamo sempre nel 1954) risul- re continuo degli ampi lavori
tano ricostruiti o riparati i fab- in corso. La zona del Molo me.
bricati al completo con attrez- diceo, dell’allestimento cioè,
a , zature più moderne e di mag- ha visto un nuovo assetto del
giore potenzialità ». piano stradale che — corren-
i n pe Li A quel tempo, erano in co- do alle spalle dell’officina —
1 TR si Hi È struzione od in allestimento od lascia completamente libera
anche in attesa di impostazio- l’area, che verrà servita da due
ne, l’« Indomito » ed il « Cen- gru per complessive 20 tonn. di
tauro », i sei caccia venezuela- portata: i lavori saranno ulti-
qui
i LITI LI PApaeeote
è È ni e le quattro unità belliche mati entro giugno-luglio, cioè
mr EE = ; per l’Indonesia. nel periodo in cui verranno va-
pus: La = I tempi però, come è facile rate ie tre unità oggi sullo sca-
I I intendere, corrono anche per i lo (due motonavi passeggeri è
= Mie cantieri navali, e l'esigenza di miste da 4.350 t.s.l. ed una
È * un rinnovamento il più possi- ‘urbocisterna da 31.500 t.p.l.)
ie _ bile radicale si è via via fatta Passando alla parte - sca-
> ad _ viva. Per un numero moltepli- fo», la prima cosa che colpi-
ce di ragioni, ma — soprattut- sce è il nuovo « scalo Morosi-
to — per via del crescente ton- ni». Nuovo abbiamo detto,
e nellaggio (in parole povere: perchè oggi si sta provveden-
Sopra il titolo, da sinistra: il prolungamento dello scalo Morosini; lavori di sistemazione della mole sempre più impo- do ad allungarlo e ad allargar-
stradale al molo mediceo (sullo sfondo i caccia venezuelani). - Sopra: la turbocisterna nente) delle nuove costruzio- lo. Le maggiori unità che po-
« Felce » di 31.500 t.p.I. sullo scalo Morosini. - A destra in basso: nuova gru in montaggio ni navali. Non dimentichiamo, teva ospitare erano le petrolie-
l'ansaldino
. fuorisacco
coseno. Va
io d#
N on staremo ad indugiare sulle
È caratteristiche fisiche della Li-
furia, a vol tutti ben note. Ci limi-
\teremo ad osservare, per quanto
riguarda la formazione del suolo,
che esse partecipano sia della gran.
de regione fisica padano-alpina sia
di quella appenninica. Della prima
per la ura geologica delle rocce
è perchè si tratta del suo naturale
| Sbocco al mare; della seconda per
Il clima, ottimo clima in cui si av-
vertono i benefici del mare, verso
ll quale l’aprono quegli stessi ri-
ÎIevi che, alle spalle, la proteggono
contro i venti del Nord.
. La Liguria —. regione, come è
noto, di appena 5.400 Kmq. — è
la più piccola delle regioni italiane,
eccezion fatta per la Valle d'Aosta.
territorio è sistemato ad arco
attorno al Mar ligure, in una stri.
‘scia così stretta che nel punto mag-
giore giunge a 30 Km. di profon-
< fasce >. Nella costa occidentale, e
specialmente in provincia di Impe-
ria, l’olivo ebbe in passato enorme
Importanza, oggi un po' ridotta, an-
che di fronte agli ortaggi e ai flori.
La produzione ligure di olio, che
era di 350,000 ettolitri nel 1870-74,
pari al 10% della produzione ita-
liana, già nel 1879.83 era scesa n
170,000 ettolitri, pari al 4,37%. La
produzione del 1956 è stata di
125.000 q.li, pari al 4% di quella
nazionale, E lo spazio al-
l'ulivo va sempre più contraendosi.
Nella montagna appenninica e
con l'avvicinarsi alla Toscana la vi-
te prevale sull'ulivo, Ma essa non
copre in tutto che 20.000 ettari e
la produzione di vino è di circa
550.000 ettolitri, pari a un cente-
simo della produzione nazionale.
Anche gli agrumi, che si colti-
vano nella fascia più bassa fino al
mare, hanno ridotto la propria su-
| dità dal mare, nel minore appena
a cinque o sel. Con 1.631.171 resl-
denti, la Liguria ha una densità di
$01 individui per Kmq., cioè la più
alta densità italiana dopo la Cam-
| pania. (Quella Campania che ha es-
sa pure una grande città, Napoli,
ma non la struttura industriale e
“commerciale della Liguria; donde
la grande differenza di reddito me-
i dio individuale).
Si tratta di una popolazione così
fitta che, ovviamente, non potrebbe
| mai vivere di agricoltura, nemme-
no se diverso fosse il carattere del
suolo, Ma sf pensi che in realtà la
| superficie produttiva è classificata
| dallo stesso catasto per oltre nove
decimi come arca di montagna e
per oltre metà è coperta da boschi,
Tabella 1
î ì fo com Rapporto con
INDUSTRIE | Pagare Prato] | lia (0
Alimentari e affini 23,5 12,6 6,8
Tessili 10,9 58 1,8
Vestiario, abbigliamento 10,4 5,5 2,6
Metallurgiche 33,2 17,8 22,5
Meccaniche 71,5 38,3 8,5
Chimiche 12,0 sh 5,6
Altre 25,5 13,6 3,2
Totali 187,0 100,0 5,5
perficie tanto più che gli aranci ed
i limoni non hanno potuto resistere
alla concorrenza di altre regioni
del Sud, Ha resistito il chinotto,
coltura tipica del savonese, che si
alleva solo in Liguria, Agli agrumi
si sono sempre più sostituiti i pe-
schi e le ncacie: oggi la Liguria
è tra le maggiori regioni di peschi-
coltura, con oltre 300.000 q.li di pe-
sche all'anno (contro I 400,000 q.li
del Piemontet).
Caratteristica e ben nota la col-
tura del fiori, che sì inizia al con-
fine francese © procede verso orien.
te fino a Zoagli. La Liguria conta
più di due terzi delle serre di tutta
Italia e altrettanto circa dell'area a
coltura specializzata. Si calcola che
nel 1953-54 la Liguria abbia prodot.
PANORAMA DELL’ ECONOMIA ITALIANA
quarti delle masse operaie mecca-
niche erano concentrati in 24 sta-
bilimenti appartenenti alla grande
industria e nove dei quali avevano
più di tremila dipendenti. Quasi
metà della popolazione operaia ll.
re ata nelle” le
meccaniche e in quelle metallurgi-
che, l'altra metà si divide tra le
industrie edili, alimentari, tessili,
raffinerie di olii minerali, ecc, Se-
condo il censimento del 1951 la po-
polazi ligure un tren.
tesimo di quella italiana (3,30%)
ma la popolazione industriale co-
stituiva invece circa un ventesimo
(4,7%) della popolazione industria
le italiana (vedi tabella 1).
M nucleo centrale dell'industria
ligure è ovvi tè rappr
da quella genovese, e chi parla del-
l'industria genovese parla prima di
tutto dell'Ansaldo, sia perchè essa
ne fu all'origine, sia perchè ne co-
stituì in tutti 1 tempi parte pre-
ponderante. Quella dell'Ansaldo è
storia da noi già tracciata, e che
non mette conto qui di ripetere.
Basterà ricordare che oggi l'Ansal.
do conta ben 18.500 dipendenti, che
il solo cantiere di Genova Sestri
ha varato nel 1957 ben sette navi,
che le costruzioni di naviglio per
l'estero costituiscono la parte più
massiccia e attiva della nostra bi-
lancia commerciale, Col ridimen-
sionamento dell'industria siderur-
gica IRI è sorta nel dopoguerra la
« Cornigliano >» che è tra le mag-
giori industrie di acciao e laminati
piatti del Sud-Furopa, con una pro-
duzione che nel 1957 ha superato
il milione di tonnellate. A ciò st
aggiunga il potenziamento della
SIAC per la produzione, soprattut-
to, di lamiere navali, _
Tra le altre industrie predomi-
nano gli oleifici, di estrema impor-
tanza e con impianti di raffinazione
e di rettifica tra i più moderni,
tanto che danno luogo ad un mo-
vimento commerciale notevolissi-
mo, per l'esportazione verso tutte
le regioni d'Italia e per l'estero.
Ma, oltre gli impianti esistenti sul
territorio ligure, a Genova fanno
capo molte delle maggiori industrie
nazionali di lavorazione dell'olio,
con impianti în tutta Italia. Lo stesso
accade del resto per gli zuccherifici
(in Liguria ve n'è uno solo, a Sam.
pierdarena) poichè a Genova han.
no sede i gruppi che controllano
la maggior parte degli impianti ita-
localizzata
| per un sesto circa dall'Incolto e dai
| pascoli. La superficie veramente
coltivata e cioè 1 seminativi, i pra-
(ti permanenti e le colture legnose
mon coprono che 150.000 ettari.
| Sì capisce perciò come i liguri
vivano quasi esclusivamente sul-
l'industria, sul trasporti e sul com-
‘mercio: i due terzi della popolazio-
he attiva sono infatti dediti a tale
attività. Dopo Lombardia e Piemon-
te, la Liguria presenta più alta
| proporzione , di addetti alle indu.
strie, supera ogni altra regione per
gli addetti al trasporti e comunica-
«zioni, ai commerci, al credito e as-
sicurazioni, ad eccezione del La-
zio, per via di Roma,
Ma cominciamo pure la nostra
rassegna con un rapido sguardo ni
prodotti della terra, frutto del la-
voro appassionato e sacrificato di
intere, tenaci generazioni. In rap-
legname da ardere e non da lavo-
‘rare. Molti sono i castagni che rag-
fungono i 1000 mt. e più di alti-
ine e danno — ma non più come
un tempo — buona quantità di
frutto. L'agricoltura della fascia
collinare è dominata dall'olivo e
‘dalla vite: sl tratta di piantagioni
‘ottenute con lo scasso della roccia
to fiori per nove decimi del valore
dell'intera produzione nazionale.
Nello stesso anno si è calcolato un
reddito lordo di circa 7 milioni di
lire a ettaro,
Le brevi pianure costiere offrono
ottimo terreno, e naturalmente ot-
timo clima, per gli ortaggi. Famosa
soprattutto, specie per le primizie,
la piana di Albenga, dove gli orti
sl susseguono all'aria aperta unò
dopo l'altro e dove gli ortaggi sono
anche coltivati în serra, come i fio-
ri. A causa della precocità delle
piante sl susseguono a volte due 0
tre raccolti nello stesso anno, il
che dà una produzione lorda di va-
lore quasi uguale a quello della flo-
ricoltura.
L'allevamento, in Liguria, non
esiste e il patrimonio zootecnico è
praticamente nullo (qualcosa sl ha
nella sola zona di Torriglia) per cui
la Liguria importa dalle altre re-
gioni carne, latte, formaggio e
burro.
E veniamo all'industria, vero
perno dell'economia ligure. L'indu-
stria, da noi, presenta un carattere
singolare, cioè l'alta concentrazio-
ne, Sia per cause d'origine, sla per
il tipo di produzione (siderurgia,
armamenti, cantieri navali) sl ha
în Liguria grande e grandissima in-
dustria, il che spiega anche perchè
da nol il problema delle Industrie
IRL Su
è sopr un p
bito prima dell'ultima guerra tre
Tabella 2 Hani
L' ia dei saponi
Navi arrivate Migliaia di T. i a Genova, dà quasi un quarto della
PORTI i se di merci imb. 9. imb. intera produzione nazionale. Essa
po 0 sbarcate © sbarcati riceve le materie prime dai paesi
Genova 14.210 13.375 227 d'oltre mare attraverso il porto,
Napoli 16.079 6,812 1.885 come’ accade anche per le cartiere
p + 3 “d disseminate sopra Voltri, lungo la
Savona 3.863 4.362 —_ vallata dell'Acquasanta,
La Spezia 2.963 4.098 za Un ramo industriale che è an-
Livorno 7.061 4.282 28 dato rapidamente crescendo in que-
Palermo 3.718 664 195 sto dopoguerra e ha visto il sorgere
di numerosi muovi impianti, sia a
Genova che altrove, è quello degli
ere re
2e7= GENOVA srrgo,
Ò terni
aperte
Pira Conta Oni >
7 #1
del greggio e la produzione di ga-
solio, benzina e carburanti, sia per
la produzi lubr pre
giati o di grassi, vaselline, paraff-
ne, bitumi, ecc.
Inutile sottolineare il fatto che
l'industria ligure è legata al mare,
dal quale riceve le materie prime.
Accenneremo soltanto, per quel che
riguarda grandiosi impianti portua-
li, al servizio diretto di industrie,
ai grandiosi oleodotti di Vado che
trasportano direttamente il grezzo
alle grandi raffinerie piemontesi di
Trecate; al grande impianto, con
due funivie, per l'inoltro , del car-
bone sbarcato da Savona agli tm-
pianti di S. Giuseppe di Cairo, al di
là dell'Appennino; al molo Nino
Ronco dello stabilimento « O. Sini-
gaglia >» della « Cornigliano » per lo
sbarco e l'immissione diretta nel
ciclo del minerale di ferro e del
carbone; al poderoso impianto della
< Cokeapuania » alla Spezia.
Altro è a tale del-
l'economia ligure è costituito dal
porti marittimi, coi loro notevolls-
simi traffici. Primo fra tutti Geno.
va, chiamato a servire il più vasto
e popoloso entroterra d'Italia, 0l-
tre ad una fascia dell'Europa Cen-
trale. Da molti decenni ormai Ge-
nova ha accentuata la propria pro-
minenza su tutti gli altri porti na-
zionali, mentre Savona ha visto
crescere il proprio traffico di mer-
ci di massa come minerali, fosfatt,
fertilizzanti, sale, ecc. ed in parti-
colare carbone. Inolire olli minera.
li e carboni coprono quasi 1 nove
decimi del traffico portuale della
Spezia.
La tabella 2 mostra il traffico nei
principali porti italiani nel 1956,
Bisogna notare che il traffico di
passeggeri di Napoll riguarda so-
prattutto linee di interesse locale,
specie per la Sicilia, mentre quello
di Genova è quasi esclusivamente
transoceanico.
Vi è sempre una enorme spropor-
zione, nel porto di Genova, tra le
merci sbarcate e quelle imbarcate,
a favore delle prime che raggiun-
gono spesso i nove decimi del ton-
nellaggio totale, Ciò dimostra che
il carattere precipuo del porto è
quello di rifornitore dell'entroterra
nostro e europeo, verso il quale
oceani. Uno dei principali destina-
tari è la Svizzera, per esempio, Ma
anche molti porti del Levante sono
da noi riforniti, mediante trasbordo.
Più di metà del tonnellaggio sbar-
cato riguarda carbone e olii mine-
rali mentre l’altra metà riguarda lo
«merci varie »: generi alimentari,
bevande, minerali metallici, pro-
dotti chimici, materie_tessili, ecc.
Circa i luoghi di provenienza di
tali merci la graduatoria, in ordine
decrescente, è sempre stata la se.
guente: porti dell'Europa setten-
trionale, porti del Mediterraneo,
porti del nord America, porti oltre
Suez, porti del centro e sud Ame.
rica ecc, Ora però diminuisce l'as-
soluto primato delle merci prove-
nienti dal nord Furopa e anmenta
M traffico da oltre Suez. anche în
considerazione della sostituzione del
carbone col petrolio come combu-
stibile.
Per quanto riguarda la marina
mer bisog notare che Ge.
nova è sede di armamento dei due
terzi del tonnellaggio nazionale ©
conta più di duecento linee di na-
vigazione resolare, che coprono
tutti 1 mart del mondo, Qunst tut-
te le linee transoceaniche partono
da Genova o comunque vi fanno
scalo.
Fnormemente Importante per la
economia ligure, e ovviamente le.
gato al suo carattere di. emporio
marittimo e di centro inAnstriale.
è l commercio, come dimostra an-
che 11 fatto che l'esercizio della re-
te ferrovinrin ha la freanenza più
elevata d'Italia. è un'intensità di
traffico inferiore cato a nanella del-
In Campania e della Lombardia, I
dati. del commercio riportati dal
censimento nost_bellico dimostrano
che fl rannorto dealt addetti al com-
mercio e af nubblici esercizi è più
che dovpto rispetto a quello nazio-
nale. e poco meno che doppio è
amello del commercianti all'ingros-
so e al minuto, del mediatori e
addetti ai servizi commerciali.
Tra gli elementi importanti del-
la bflancta economica ligure va se-
gnalato fl turismo, richiamato dal-
la bellezza del luoghi, dalla dolcez-
za del clima e dalla confortevole
attrezzatura alberghiera. La riviera
ligure, secondo le statistiche, acco-
glie da sola circa il 15% di turisti
e villeggianti italtani e stranieri e
vede in testa, per giornate di pre-
senza, San Remo con oltre un mi-
lione, seguita da Alassio, Varazze,
Finale, Rapallo, Diano Marina, Bor-
dighera e S. Margherita. Comunque
il criterio delle presenze ha m
valore relativo, perchè ad esempio
Portofino registra altissimi introîti
pur con bassissimi pernottamenti.
Da tutto ciò deriva un'economia
sostanzialmente ricca: il ligure, in-
fatti, ha un reddito Imponibile per
ricchezza mobile superiore persino
a quello dei lombardi, fl più alto
cc atta Italia. Altro elemento di
valutazione può essere. cos
dalla tabella 3, relativa al SRINE
ar generale sull'entrata
Se pol vogliamo avere un quadro
della composizione del reddito pro-
dotto nella nostra regione secondo
1 diversi rami di attività, possiamo
avvalerci dei dati forniti dalla ri-
vista < Moneta e Credito > edita dal-
la Banca Nazionale del Lavoro, ri-
portati nella tabella & (composizio-
ne percentuale per Provincie del
reddito prodotto nel 1956).
Concludendo, la Liguria dev’es-
sere considerata, assieme alla Lom.
bardia e al Piemonte,.tra le regioni
oli minerali sia per la distillazione smista le merci in arrivo dagli
Tabella 3
REGIONE a, complesso | Percentuale | Per abitante
Piemonte 37,0 11,3 10.464
Val d'Aosta 0,3 0,1 3.416
Lombardia 104,5 31,9 16.068
Trentino - Alto Adige 3,6 1,1 4.830
Veneto 23,1 Ti 6.035
Liguria 43,0 13,1 27.476
Emilia - Romagna 18,8 5,8 5.352
Toscana 20,4 6,2 6A7T1
Lazio 21,3 6,6 6.325
Campania 15,3 4,7 3.547
Lucania 0,6 0,2 957
Tabella 4
i Industr.. comm.] Pubblica ; >
PROVINCIE | Agricoltura | ‘oder: comm.||- Pubblico | | Ati sot
Genova 33 80,3 9,7 6,7
Imperia 35,3 52,7 8,5 5,5
La Spezia 8,1 57,9 26,7 7,3
Savona 14,3 73,5 7,5 4,7
Totali liguri 9,3 73,8 10,6 6,3
più ind e ciali d'Ita-
lia, © tra le più ricche, malgrado
l'alta densità degli abitanti.
Guy de Maupassant nacque nel 1850 al castello di Miromesnil. Dopo
un' felice tr nella nor sotto l'amorosa
guida della madre — donna intelligentissima, amica d'infanzia di Gu-
stave Flaubert — studiò a Rouen, volgendosi assai presto, per spontanea
vocazione, alle lettere, Ventenne, prese parte alla guerra franco-prus-
siana che determinò il crollo del secondo Impero. Fu un'esperienza
tutt'altro che labile; nella maturità, Maupassant ne trarrà ardente e
splendida ,materla d'arte. A guerra finita si trasferì a Parigi, vivendo
d'un di i Î jale, La letteraria maturava jn-
tensamente in lul; a trent'anni, nel 1880, esordì con un racconto, « Boule
de suif>, che il grande Flaubert non esitò a definire < un capolavoro >
e che ancor oggi viene giudicato non soltanto uno dei suoi migliori, ma,
in senso assoluto, una delle opere più vive e perfette di tutta la narra-
tiva moderna. Nel dieci anni che seguirono, Maupassant — come preso
da un’indomabile febbre di creazione — scrisse e pubblicò sel romanzi,
tre libri d'impressioni di viaggio, alcune commedie e ben trecento no-
velle; la parte essenziale e fondamentale, queste ultime, della sua co-
plosissima produzione artistica. Aveva poco più di quarant'anni quando
avverti i primi sintomi del male che doveva ra-
pidamente annientarlo, Nel gennaio del 1892, nel-
la sua villa di Cannes, si ferì gravemente alla
gola, senza aver coscienza del suo atto; la paurosa
ombra della pazzia era scesa su di lui. Ricove-
rato in una clinica, sopravvisse, come una misera
larva umana, ancora un anno e mezzo.
Maupassant è considerato uno dei maggiori rap.
presentanti di quella scpola « naturalista » che
professava il culto della nuda realtà osservata e
ritratta obietti , con impar
Egli stesso definì lo scrittore come < un occhio
che coglie le immagini, gli atteggiamenti, i gesti,
con la precisione di un apparecchio fotografico >.
Naturalmente sl trattava di una « imparzialità >
relativa, In realtà, Maupassant fu ben lontano dal-
l'essere un semplice «< fotografo >; e, anzi, i suoi
racconti più belli sono proprio quelli In cui egli
più ha messo — sia pure inconsciamente — di
sè la sua ità vol e inquieta,
la sua ardente sensualità, il suo amore della na-
tura e quel tragico senso (che par quasi un acuto
presentimento) della sua morte.
Fu narratore di razza, sobrio, vivo e potente. Flaubert, suo maestro €
amico, gli aveva comunicato ll gusto dello stile concreto, esatto, ade-
rente alle cose; lì suo modo di raccontare, naturale e stupendamente
semplice, fu sempre spoglio d'ogni pompa letteraria e giunse spesso
all'altezza del più puri delli P deva una pacità di sin
tesi, più che rara, unica; molte sue pagine sono di una « densità > ine-
guagliata, certi suol scorci rapidi e potenti s'imprimono indelebilmente
nella memoria. Nel difficilissimo genere novellistico fu maestro tra i
più grandi e geniali.
Su Maupassant torneremo più volte, fino a offrirvi un saggio quanto
più possibile ampio della sua mirabile arte, Il racconto che ora pub-
blichiamo non appartiene alla schiera dei suol capolavori; ma è singo-
larmente interessante perchè rappresenta uno dei pochissimi sconfina-
menti dello scrittore nel campo dell'umorismo non amaro, non attossi.
cato di pessimismo, ma lietamenta svagato e sorridente.
E. poichè siamo — quasi — in periodo di ferie e scampagnate, le
avventure del signor Patissot, travet parigino di cent'anni fa, acquistano
un piacevole sapore di attualità stagionale,
°e_* ° ° °
Preparativi di viaggio
ato a Parigi, il signor Patissot, dopo aver compiuto, me-
N diocremente come tanti, gli studi al collegio Henri IV, en-
trò in un ministero, grazie alla protezione di una zia, che
gestiva una tabaccheria in cui si serviva un capo divisione.
La sua carriera fu lentissima e forse egli sarebbe rima-
sto impiegatuccio di quarta categoria fino alla morte, senza
il paterno intervento del caso, che talvolta determina i no-
stri destini.
Ha cinquantadue anni, e soltanto ora ha cominciato a
girellare, per diporto, in quella parte della Francia che si
stende tra le fortificazioni e la provincia.
La storia della sua carriera può’riuscire utile a parecchi
impiegati, come il racconto delle sue gite servirà indubbia-
mente a molti ‘parigini, che le potranno adottare quali itine-
rari delle proprie escursioni, e, col suo esempio, avranno mo-
do di evitare le disavventure che capitarono a lui.
Sino al 1854, il signor Patissot guadagnava soltanto 1.800
franchi. Per il suo carattere singolare, riusciva sgradito ai
suoi superiori, che lo lasciavano languire nell’eterna e dispe-
rata attesa dell'aumento di stipendio, ideale di ogni impie-
gato. ‘
Pure lavorava; ma non sapeva far valere il suo lavoro: e
poi era troppo fiero, diceva. La sua fierezza consisteva nei
non salutare mai i superiori in modo vile e .ossequioso, come
facevano, secondo lui, taluni suoi colleghi che preferiva non
rominare. Diceva, per di più, che la sua franchezza dava fa-
stidio a molta gente, perchè egli si levava contro gli abusi,
le ingiustizie, i favori concessi a gente sconosciuta, estranea
alla burocrazia. Ma le sue frasi indignate non oltrepassava-
no mai la porta dello stambugio in cui sgobbava.
Prima come impiegato, poi come Francese, e infine co-
me uomo d'ordine, aderiva, per principio, a ogni governo sta-
bilito: era fanatico del potere, fuorchè di quello dei suoi su-
periori.
Ogni qualvolta gli si presentasse l’occasione, andava a
mettersi dove passava l'Imperatore per aver modo di fargli
tanto di cappello, e se ne tornava orgoglioso di aver salutato
il Capo dello Stato.
forza di rimirare il sovrano, fece come tanti altri: si
tagliò la barba come lui, imitò la sua pettinatura, l'andatura,
la foggia dei vestiti, i gesti. Quanti uomini, in tanti paesi.
sembrano il ritratto del loro Principe! Forse somigliava un
poco a Napoleone III, ma aveva i capelli neri e allora se li
‘inse: così la somiglianza divenne perfetta. E quando incon-
trava per strada un altro signore che somigliasse all’Impe-
ratore, s'ingelosiva e la guardava sdegnosamente. Questo bi-
sogno d’imitazione si trasformò ben presto in una fissazione,
e dopo aver sentito un usciere delle Tuileries rifare la voce
dell'Imperatore, anche lui si mise a copiarne le intonazioni e
la calcolata lentezza del parlare.
Finì per diventare tanto simile al suo modello che si sa-
rebbero potuti scambiare, e certi alti funzionari del Ministe-
ro mormoravano contro quella cosa sconveniente, grossolana,
addirittura, e ne parlarono col ministro, che lo fece chia-
mare. Nel vederlo così ne rise, e disse per tre volte:
— E’ buffo, è proprio buffo!
Fu risaputo, e il giorno dopo il superiore diretto di Patis-
sot propose il suo sottoposto per ‘un aumento di trecento fran-
chi che gli furono concessi immediatamente.
10
À
Meta fas ria ata e i I lt et E i i il ilo
DANTE Ova, ENIT 80%
#
Da allora, grazie a quelia facoltà scimmiesca di imitazio-
ne, fece carriera regolarmente. Una sorta d’imprecisato limo-
re, come il presentimento d’un alto destino sospeso sul suo
capo, aveva preso i suoi superiori che parlavano di lui con
deferenza.
Ma quando venne la Repubblica, per lui fu un disastro.
Si sentì sommerso, finito, perdette la testa, smise di tingersi,
si tagliò la barba e portò i capelli corti, assumendo un aspet-
to paterno e dolce, per nulla compromettente.
Allora i superiori si vendicarono della lunga soggezione
in cui li aveva tenuti, e trasformatisi tutti in repubblicani pe»
istinto Wi conservazione, cominciarono a perseguitarlo al mo-
mento delie gratifiche e a contrastare la sua carriera. An-
ch'egli mutò opinione; ma la Repubblica non era un perso-
naggio palpabile e vivo al quale si possa somigliare, anche
perchè i presidenti si susseguivano rapidamente, sicchè egli
piombò in un imbarazzo crudele, in un tremendo sconforto,
dopo l'insuccesso, che frenò tutti i suoi slanci d’imitazione,
nei confronti del suo ultimo ideale: Thiers.
Aveva bisogno di manifestare la sua personalità in un
modo nuovo. Ci pensò parecchio; poi, una mattina, si presentò
in ufficio con un cappello nuovo sul quale, dalla parte destra,
aveva messo, a mo’ di coccarda, una piccolissima rosetta tri-
colore.
I colleghi ne furono stupiti; ne risero per tutta la giorna-
ta, il giorno dopo, per tutta la settimana, per tutto il mese. Ma
alla fine la serietà del suo comportamento li sconcertò; e i
superiori si sentirono ancora una volta a disagio. Quale mi-
stero nascondeva quel simbolo? Era .una normale affermazio-
ne di patriottismo? o la testimonianza delia sua adesione alla
Repubblica? o, forse, il simbolo segreto di una potente affi-
liazione? Nel qual caso, per ostentarla tanto, doveva essere
ben. certo di una protezione occulta e possente. Comunque,
conveniva mantenersi sulla difensiva, tanto più che il suo im-
perturbabile sangue freddo»dinanzi a tutte le punzecchiature
non faceva che aumentare il disagio. Ripresero a trattarlo me-
glio, e il suo coraggio da Bertoldo lo salvò, tanto che il 10
gennaio 1880 fu nominato archivista.
Era sempre stato sedentario. Scapolo per amore di pace
e di tranquillità, detestava gli spostamenti e i rumori. Gene-
ralmente passava la domenica a leggere qualche romanzo di
avventure e a rigare accuratamente dei fogli che poi rega-
lava ai colleghi come falserighe. In tutta la sua vita, aveva
preso le ferie tre volte, non più di otto giorni per volta, per
cambiar casa. Pure, gli avvenne, nelle grandi ricorrenze, di
prendere un treno turistico per andare a Dieppe o a Le Ha-
vre, e nobilitare la sua anima davanti all’imponente spetta-
colo del mare.
Era largamente fornito di un buon senso che rasentava la
stupidità. Da tanti anni viveva tranquillo, parsimonioso, tem-
perante per prudenza, casto per natura, allorquando fu assa-
lito da un’orribile paura, Una sera, per la strada, fu preso,
tutto ad un tratto, da una stordimento che gli fece temere un
colpo. Andò da un medico, dal quale, mediante cinque fran:
chi, ebbe la seguente ricetta:
« Sig. X.. cinquantadue anni, celibe, impiegato. Natura
sanguigna, minaccia di congestione. Bagnature d’acqua fred-
fia, vitto moderato, molto moto. Firmato: dottor Montellier ».
Patissot rimase sgomento, e per un mese intero, in uffi-
cio, tenne dalla mattina alla sera un asciugamano umido av-
volto a mo’ di turbante attorno al capo, :che gli sgocciolava
di continuo sulle pratiche, tanto che le doveva rifare. Tutti
i momenti rileggeva la ricetta con la speranza di trovarvi un
significato nascosto, di penetrare il pensiero recondito del me-
dico, e magari di scoprire quale sarebbe stato il sistema che
potesse metterlo al riparo da un attacco apoplettico.
Si consultò con gli amici, mostrando il funesto foglietto.
Uno di essi gli consigliò il pugilato. Si mise subito alla ricer-
ca di un maestro e, proprio il primo giorno, ricevette sul na-
so un destro che gli levò per sempre la voglia di quel saluta-
re esercizio. La pertica gli tolse il respiro e la scherma gli
ruppe le ossa in modo tale che non potè dormire per due not-
ti. Allora ebbe un lampo di genio.
Tutte le domeniche, a piedi, avrebbe girato per i dintorni
di Parigi e anche in quelle parti della capitale che non cono-
sceva.
L’armamentario per questi viaggi lo tenne in pensiero per
una settimana intera e la domenica, trentesimo giorno di mag-
gio, iniziò i preparativi.
Dopo aver letto tutti i più strampalati avvisi di pubbli-
cità che certi poveracci guerci o zoppi e per di più molesti
distribuivano alle cantonate, cominciò a girare per le botte-
ghe, per guardare soltanto, riservandosi di comprare in se-
guito.
Prima di tutto entrò da un calzolaio sedicente americano,
e chiese che gli facessero vedere scarpe robuste, da viaggio.
Gli presentarono certi apparecchi blindati di rame come na-
vi da guerra, irti di punte come un erpice, dicendogli che
eran fabbricati con cuoio di bisonte delle Montagne Rocciose.
Se ne entusiasmò talmente che avrebbe voluto comprarsene
due paia. Però uno gli bastava. Si contentò, e uscì stringen-
dolo sotto il braccio, tanto che gli s’intorpidì. Poi comprò un
paio di pantaloni da fatica di velluto a coste, come quelli dei
carpentieri, ed anche certe ghette di tela da vele indurita nel-
l'olio, che gli arrivavano alle ginocchia.
Gli ci volle anche uno zaino per le provviste, un cannoc-
chiale di marina per riconoscere i lontani paesetti appesi al
fianchi delle colline; e infine una mappa dello Stato Maggio-
re per orientarsi senza dover chiedere la strada ai contadini.
curvi sui campi.
Quindi, per sopportare più facilmente il caldo, decise di
comprare una giacchetta di alpaca, che la celebre ditta Ra-
minau vendeva, di prima qualità, così diceva l'avviso, per la
modica somma di sei franchi e cinquanta.
Ci andò, e un giovanotto alto e distinto, coi capelli alla
Capoul. le unghie rosa come le signore e un amabile sorriso
Î TTI TOS POR EZIO POSE o fi
sulle labbre, gli fece vede
splendida come diceva l’avi
— Ma, signore, vale li
L'altro abbassò lo sguai
to, da persona onesta che
a voce più bassa: È
— Dio mio, signore, «
quanta non possiamo
esempio...
E prese una giacchetta!
averla esaminata, Patissot
— Dodici franchi e di
Era allettante. Ma, pi
mente il giovanotto che lo
— E... questa è prop!
— Oh, certamente, sig
bidezza... Si capisce, non bii
sere buona è buona, ma €
Questa per il suo prezzo è
ta, pensateci, non è nulla.
ticinque franchi vale di pi
dete ciò che c’è di meg
durata. Se prende la pioggi
non perde mai il colore, n
nello stesso tempo più legg
E spiegava la merce, fî
la scuoteva, la tendeva pe
za interrompersi, con conv
gesti e con la parlantina.
Patissot fu convinto e
il pacchetto, seguitando a
canto alla porta, vantava dl
pena Patissot ebbe pagato,
un: Al piacere di rivede
un sorriso di uomo supei
guardò andarsene il clien
salutare, con le mani
Tornato a casa, il signo
mo itinerario e volle prov
guarnizioni ferrate erano ci
scivolone sul pavimento, @
tento. Poi sciorinò sulle
per un pezzo, e si addo!
no che prima d’ora non m
qualche gita in campagna!
. di
Pr
1 signor Patissot lavori
mana.' Pensava alla gil
guente, e si sentiva pi
rio della campagna, dal bi
alberi, da quella sete delli
perseguita i parigini.
Il sabato andò a lette
La finestra di camera sua i
una specie di canna di can
ne dei poveri. Alzò subito.
che appariva fra i tetti, e
no di sole, attraversato in
che si potevan seguire per
di lassù, esse dovevano scî
delle colline boscose, tutto
Allora lo prese una wo
scura del verde. Si vestì fn
bili scarpe e perse un graf
quali non era abituato. Ti
zaino ricolmo di carne, di
dic
fiacchetta. Non era così
, esitando, chiese:
n imbarazzo ben simula-
ingannare la fiducia, e
è per sei franchi e cin-
| capo come questo, per
iliore della prima. Dopo
prezzo.
cidere, interrogò nuova-
‘con gli occhi fissi:
la garantite?
cellente, senta che mor-
prenda l’acqua; per es-
ire che c'è roba e roba.
Li
niche:
ighese |
Ino
upassant
dodici franchi e cinquan-
i una giacchetta da ven-
iticinque franchi vi pren-
dme panno e di maggior
la stiratina ritorna nuova;
a al sole, E’ più calda, e
are la stoffa, la gualciva,
è la qualità. Parlava sen-
ipando le incertezze coi
l cortese commesso legò
i davanti alia cassa, ac-
ll valore dell’acquisto. Ap-
que di colpo: salutò con
i — accompagnato con
ido dischiuso il battente,
e invano si sforzava di
si studiò con cura il pri-
frpe, che con tutte quelle
pecie di pattini. Fece uno
promise di stare più at-
io acquisti, li ammirò
o pensiero: « E' stra-
Venuto in mente di fare
Ita
loglia per tutta la setti-
ta per la domenica se-
un tratto da un deside-
ommuoversi dinanzi agli
pestre che, in primavera,
a, e fu in piedi all'alba.
cortiletto angusto e buio,
va il lezzo delle cuci-
il quadratino di cielo
etto di azzurro, già pie-
le dai voli delle rondini,
ippena. Disse fra sè che,
ipagna lontana, il verde
te di orizzonti.
a di sperdersi nella fre-
le, calzò le sue formida-
Îlacciarsi le ghette, alle
taricato sulla schiena lo
i bottiglie di vino (per-
fmi, act
Paini
chè il moto, certamente gli avrebbe fatto venire una gran fa-
me), uscì, impugnando un bastone.
Prese un passo di marcia ben ritmato (il passo dei caccia-
tori, pensava), fischiettando certe ariette allegre che gli ren-
devano più ‘leggera l'andatura. La gente si girava a guardarlo;
un cane guaì; un vetturino, passando, gli gridò:
— Buon viaggio, sor coso!...
Ma egli se ne infischiava, e camminava senza voltarsi, sem-
pre più svelto, facendo mulinare il suo bastone con aria spa-
valda.
La città si destava allegra, nel calore e nella luce di una
bella giornata di primavera. Le facciate delle case rilucevano,
i canarini cantavano nelle gabbie, e la gaiezza inondava le stra-
de, illuminava i volti, portava un sorriso ovunque, una sorta
di felicità di tutte le cose sotto il sole nascente.
Andava verso ia Senna per prendere il vaporino che lo
avrebbe portato a Saint-Cloud: e, tra 10 sbalordimento dei pas-
santi, percorse la via della Chaussée d'Antin, il boulevard, la
via Royale, paragonandosi dentro di sè all’Ebreo Errante. Sa-
lendo su un marciapiede, le ferree armature delle sue scarpe
siittarono sul granito, ed egli crollò pesantemente, con un tre-
mendo rumore dello zaino. Alcuni passanti lo rialzarono ed
egli riprese la marcia un po’ più adagio, finchè giunse alla
Senna dove si mise ad aspettare il vaporino.
Lontano, lontanissimo, sotto i ponti, lo vide comparire,
piccino dapprima, poi più grande e sempre più grande, ai suoi
occhi simile a un piroscafo, come se fosse sul punto di par-
tire per un lungo viaggio, valicare i mari, vedere altri popo-
li e cose sconosciute.
Il vaporino approdò ed egli salì. C'era gente, vestita a fe-
sta, vistosamente abbigliata, cappellini con nastri sfolgoranti
e gran visi scarlatti. Patissot andò a mettersi proprio a prua,
in piedi, a gambe larghe come i marinai, per far capire che
aveva navigato molto. Ma siccome temeva il dondolio del va-
porino, s'inarcava, appoggiandosi sul bastone per mantenere
l'equilibrio.
Dopo la fermata del Pont-du-Jour, il fiume si allargava,
tranquillo sotto la gran luce; quindi, dopo essere passato tra
due isole, il vaporino costeggiò le curve d’un declivio, pieno
di case in mezzo al verde. Una voce annunciò Bas-Meudon,
poi Sèvres, infine Saint-Cloud, e Patissot scese.
Sulla riva, tirò fuori la mappa dello Stato Maggiore, per
non fare errori.
D'altronde, era molto semplice. La strada l'avrebbe con-
dotto a Celle; di lì, svoltando a sinistra e poi piegando un
tantino a destra, avrebbe raggiunto Versailles, dove avrebbe
visitato il parco, prima di mangiare.
La strada era in salita e Patissot sbuffava, oppresso dallo
zaino, con le gambe indolenzite dalle ghette, e strascicava nella
polvere le sue scarpone, più pesanti di palle da cannone. Si
fermò all'improvviso, con un gesto di disperazione. Nella fret-
ta della partenza s'era dimenticato il cannocchiale!
Finalmente, ecco i boschi. Malgrado il caldo torrido, mal-
grado il sudore che gli colava dalla fronte, il peso della bar-
datura e gli scossoni dello zaino, si mise a correre, 0, piutto-
sto, si mise a trotterellare verso il verde, saltellando come un
vecchio ronzino. ;
Entrò nel folto, in una frescura deliziosa, e si commos
se, nel vedere una moltitudine di fiorellini tutti diversi: gialli,
rossi, turchini, violetti; esili, graziosi, appesi a lunghi steli,
sbocciati sulle prode dei fossi. Insetti d'ogni forma e colore,
tozzi, sottili, di straordinaria’ fattura, mostri spaventosi e mi-
èroscopici, s'inerpicavano faticosamente sui fili d'erba che si
curvavano sotto il ioro peso. Patissot ammirò sinceramente il
creato. E, sfinito, si mise a sedere.
Pensò di mangiare. Aperto la zaino, rimase di stucco. Una
bottiglia s'era rotta, certo a causa della caduta, e il liquido,
trattenuto dalia tela impermeabile, aveva formato, coi cibi,
una zuppa di vino.
Malgrado ciò, dopo averla bene asciugata, mangiò una
fetta di agnello, un pezzo di prosciutto, qualche fetta di pa-
ne molle e rossastra, e bevve un bordò fermentato, coperto
d’un’antipatica schiumetta rosa:
Si riposò per parecchie ore, e, dopo aver di nuovo con-
sultato la mappa, si rimise in cammino.
Ad un certo punto, si trovò ad un inaspettato incrocio.
Guardò il sole, cercò d’orientarsi, riflettè, studiò a lungo tutte
le lineette incrociantesi che sulla carta rappresentano le stra-
de, e finalmente si convinse di essersi sperso.
Davanti a lui sì apriva un bellissimo viale alberato e dal
fogliame un po’ rado piovevano ovunque per terra gocciole di
luce che illuminavano le bianche margherite nascoste fra l’er-
ba. Il viale si stendeva interminabimente, deserto e calmo.
Un grosso moscone solitario lo percorreva ronzando, si
fermava talvolta su un fiore facendolo inclinare, se ne distac-
cava subito, e s'andava a posare un poco più in là. Il suo cor-
picino enorme sembrava di velluto bruno striato di giallo, sor-
retto dalle ali trasparenti e smisuratamente piccole. Patissot
l’osservava con profondo interesse, allorchè sentì qualcosa che
gli si smuoveva sotto i piedi. Lì per lì ebbe paura e fece un
balzo; poi, chinandosi con cautela, vide un ranocchio grosso
quanto una nocciola, che faceva dei salti enormi.
Si chinò per prenderlo, ma quello gli sgusciò tra le mani.
Allora, adagio, adagio, gli si trascinò incontro, ginocchioni:
lo zaino, sulla schiena, sembrava un grandissimo guscio e lo
faceva somigliare a una grossa tartaruga. Quando fu vicino al
luogo dove la bestiola s'era fermata, calcolò la distanza, allun-
sò le mani, cadde con la faccia sull’erba, si rialzò stringendo
nei pugni un po' di terra e niente ranocchio. Per quanto cer-
casse, non lo ritrovò.
Appena in piedi vide in lontananza due persone che veni-
vano verso di lui gesticolando: una donna che agitava l’om-
brellino, e un uomo, in maniche di camicia, con la giacca sul
braccio. La donna si mise a correre, chiamando:
— Signore! signore!
Egli si asciugò ia fronte, e rispose:
— Signora!
— Signore, ci siamo spersi, spersi per davvero!
rivi eat etti ri tato
‘agita e i cir eine Ai aa is i iene ia aa
Per pudore anch'egli non disse la stessa cosa, e affermo
con serietà:
* — Siete sulia strada di Versailles. i
— Come come, sulia strada di Versailles? Ma se noi s’an-
dava a Rueil...
Restò un poco confuso, tuttavia rispose sfrontatamente:
— Vi dimostrerò, signora, sulla mappa dello Stato Mag-
giore che vi trovate proprio sulla strada di Versailles.
Il marito si stava avvicinando. Pareva fuori di sè, dispe-
rato. La donna, giovane e graziosa, una energica moretta, dis-
se rabbiosamente, appena le fu vicino:
— Vieni a vedere cosa haì combinato. Ecco, guarda la
mappa dello Stato Maggiore che questo signore ha la bontà
di farci vedere. Saprai, almeno... Dio mio! Dio mio!... Quanto
si può essere stupidi! Ti avevo pur detto di svoltare a destra,
ma tu non hai voluto; credi sempre di sapere tutto...
Il poveretto sembrava annichilito. Rispose:
— Ma tesoro, sei stata tu...
Ella non lo lasciò nemmeno finire, e gli rimproverò tutta
la sua vita, dal giorno del matrimonio fino a quel momento..
Lui volgeva pietosamente gli occhi verso la boscaglia, di cui
sembrava che volesse misurare la profondità, e, di tanto in
tanto, come preso da un accesso di follia, lanciava un grido
acuto, qualcosa come: « Tiiiit... ». La moglie non pareva per
nulla stupita, mentre Patissot era sbalordito.
Ad un tratto la giovane sposa, rivolgendosi all’impiegato,
gli disse con un sorriso:
— Se il signore volesse permetterlo, faremo la strada in-
sieme a lui, per non sperderci di nuovo e correre il rischio
di passar la notte nel bosco.
Non potendo rifiutare, Patissot s'inchinò, molto agitato.
perchè non sapeva dove li avrebbe condotti.
Camminarono per un pezzo; l’uomo gridava sempre
« Tiiiiit »; e si fece notte. Il velo di nebbia che ricopre la
campagna al crepuscolo si stendeva lentamente, e nell’aria
fiuttuava un che di poetico, causato da quella singolare ed af-
fascinante sensazione di freschezza che riempie il bosco all’ap-
prossimarsi della notte. La donnina prese il braccio di Patis-
sot e continuò, con quella sua boccuccia, a sputare rampogne
contro il marito, il quale non le rispondeva e urlava senza tre-
gua: « Tiiiiit », sempre più forte. Il grosso impiegato finì per
chiedergli:
— Perchè gridate a questo modo?
L'altro, con le lacrime agli occhi, rispose:
—, Ho perduto il cane.
— Come? avete perduto il cane?
— Si, l'avevamo allevato a Parigi; non era mai stato in
campagna, e quando ha visto il verde è stato così felice che si
è messo a correre come un pazzo. Si è ficcato nel bosco e
per quanto lo abbia chiamato, non si è fatto vedere. Morirà di
fame... Tiiiit...
La donna alzò le spalle:
— Quando uno è bestia come te, non tiene il cane!
i L’uomo si fermò, tastandosi febbrilmente. Ella lo guar-
ava.
— Beh? che c’è ora?
— Non mi sono accorto che tenevo la giacca sul braccio,
così... ho perso il portafogli... C'erano i soldi...
Questa volta ella parve strozzata dalla collera:
— Muoviti! vallo a cercare!
— Sì, tesoro, — rispose egli con dolcezza — e dove vi
ritrovo?
Patissot rispose, ardito:
— A Versailles.
Aveva sentito parlare dell’Albergo della Peschiera e lo
nominò. Il marito tornò indietro, chino verso il suolo, seru-
tando ansiosamente, e si allontanò gridando +« Tiiiit », ad ogni
passo. Tardò molto a scomparire; le ombre, infittite, l’avvol-
sero, e la sua voce, da molto distante, faceva ancora giunge-
re il « Tiiiit » lamentoso, sempre più stridulo a mano a mano
che la notte si faceva più nera e che le sue speranze si spe-
gnevano.
Patissot si sentì deliziosamente turbato quando si ritrovò
solo, tra le fitte ombre del bosto, nell’ora languida del crepu-
scolo, con quella donna sconosciuta appesa al braccio. E, per
ia prima volta nella sua vita egoista, intuì il fascino di poetici
amori, la dolcezza dell'abbandono e la partecipazione carezze-
vole della natura ai nostri affetti. Cercava inutilmente qual-
che frase galante.
Sì ritrovarono su una strada maestra, videro delle case
sulla destra; passò un uomo. Patissot, tremante, chiese il no-
me del luogo.
— Bougival.
— Come come, Bougival? Ne siete certo?
— Perbacco, son di quì! }
La donna rideva come una pazzerella. Il pensiero di aver
perso il marito la faceva ridere fino alle lacrime. Cenarono in
una trattoria in riva al fiume. Ella fu affascinante e piena di
brio; raccontava cento cose buffe, che facevano un po' girare
e al suo compagno. E quando furono per lasciarsi, escla-
mò:
— Ora che ci penso, sono senza un soldo, dato che mio
marito ha perso il portafogli.
Patissot aprì premurosamente il borsellino, offrì un pre-
stito, e cavò fuori un luigi, pensando ché non avrebbe potu-
ito dare di meno. Ella non disse nulla, ma tese la mano, prese
il denaro, disse « grazie» con molta serietà, facendolo subito
seguire da un sorriso, si annodò con grazia i nastri del cap-
pellino, davanti allo specchio, non volle essere accompagna-
ta, ora che sapeva dove dirigersi e, finalmente, se ne andò co-
me un uccellino che prende il volo, mentre Patissot, assai
TeBDUIADO, faceva mentalmente il conto delle spese della gior-
nata.
TI giorno dopo aveva un tale mal di capo che non andò
in ufficio.
(Continua al prossimo numero)
II
È AXesszer alato")
attente TA aan ic i
RIBALTA. JI Libano
È ra i Paesi che in questi ultimi
tempi hanno maggiormente at-
tratto l’attenzione di coloro che se-
guono gli avvenimenti politici inter-
nazionali, la Repubblica Libanese oc-
cupa, per le sue lotte interne e
per le particolari condizioni geo-
grafiche, economiche, etniche e re.
ligiose! un posto di grande interes-
se. ll
Le sorti politiche di questo Pae-
se furono sempre legate, fin dal
tempi più antichi, a quelle del po-
poli del Mediterraneo orientale, do-
tati di una civiltà progredita Sa
richiedeva: abboni g di
costruzione, fornito dalle dense fo-
reste di cedri, oggi quasi del tutto
scomparse, del suoi monti. Furono
specialmente i Fenici a trarre gran
parte della loro prosperità, in mo-
do particolare della loro marineria,
dal possesso delle foreste libanesi.
Tuttavia, per quanto unito alle
vicende politiche della Fenicia, ©
poi della Celesiria e Sirla (passan-
do quindi dal dominio persiano a
quello macedonico, poi alternativa-
mente a quello dei Seleucidi e dei
A
FT
Hefmil
2
I
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Zahie
dr
na
Sarafan
Tolomei e finalmente a quello dei
Romani), il Libano, con la sua na-
tura impervia, si sottrasse quasi
sempre al diretto dominio dei suoi
sovrani nominali, Nella sua popo-
lazione, in gran parte aramaica, si
infiltrarono già in età
ca elementi arabi provenienti dal
deserto siro-arabico,
Per molti secoli, dall'invasione
della Siria da parte degli arabi nel
636 dopo Cristo, il Libano fu con-
teso da tribù arabe nomadi, con Je
quali i crociati sostennero aspre
lotte. Dall'espulsione dei latini che
con le crociate avevano costituito,
specie nel Libano settentrionale
salde fortezze, fino all'occupazione
ottomana al principio del secolo
XVI il Libano godette, sotto i sul-
tani mamelucchi, di un'era di qua-
sì indipendenza © di relativa tran-
quillità,
Agli inizi del XIX secolo l'emiro
Bashir tentò di riunire sotto di sè
il Libano, ma nel 1840 fu debellato
ed esiliato e la regione fu ammini-
strata direttamente dalla Turchia
fino al 1860, anno in cui le lotte
interne provocarono l'intervento
della Francia, in seguito al quale
il Libano ebbe una parziale autono-
mia. La vittoria dell'Intesa e lo
sfacelo dell'Impero Ottomano nella
l.a guerra mondiale portarono poi
alla costituzione (1 settembre 1920)
dello Stato del Grande Libano sot-
to mandato francese, Nel 1925 il
nome ufficiale del nuovo Stato fu
mutato in quello di Repubblica Li-
banese e nel 1936 la Francia rinun-
ciava al suo mandato.
Nel 1941 il Libano fu occupato
dalle forze anglo-degaulliste. Dopo
un susseguirsi di crisi politiche e
di ribellioni, la nuova Camera liba-
nese nel 1943 votava un eme
mento alla Costituzione con cuni si
sanciva l'indipendenza completa del
* Paese. Due anni dopo una ulteriore
Ì
12
tTiohteri è, n I
erisi costrinse le truppe d'oceupa-
zione a lasciare il territorio liba-
nese; e il Libano entrò come Stato
sovrano nella Lega Araba,
Attualmente la Repubblica Liba-
nese ha una Camera dei Deputati
di 44 membri eletti con suffragio
universale anche femminile per la
durata di quattro anni. Il Presi-
dente della Repubblica dura in ca-
rica tre anni.
TERRITORIO
N territorio della Repubblica Li-
b si de per circa 10.400
kmq.; confina ad est e a nord con
la Siria, a sud con Israele ed è
bagnato ad ovest dal Mar di Le-
vante. L'interno è costituito dalle
montagne del Libano, da quelle
dell' Antilibano e dalla Beqa'a, Ja
profonda fossa valliva interposta.
Ml Libano è un'alta catena nevo-
sa che corre parallela alla costa per
una lunghezza di 175 Km. Il suo
versante interno scende rapidamen-
te sulla piana della Beqa'a, mentre
quello esterno, occidentale, degrada
lentamente verso il litorale medi-
terraneo. E' diviso in due tronchi
dal Passo del Libano (1542 m.), at-
traversato dalla strada Beirut.Da-
masco. Verso nord la catena si al-
larga e si eleva con vette sui 3000
m., salienti da ampi pianori a gra-
dinata, coperti un tempo da splen-
dide foreste di cedri.
La fossa della Beqa'a, che corre
fra le catene del Libano e dell'An-
tilibano, si estende per 120 Km.
con larghezza media di 10, ed è ir-
rigata da due fiumi: l'Oronte che
va al nord, e il Leonte che scende
a sud.
Lungo fl lato orlentale sì innalza
la catena dell'Antilibano, in effetti
più altopiano che catena vera €
propria; i suoi limiti sono piuttosto
incerti, continuandosi ad est nella
lunga e bassa catena di Palmyra e
di Damasco, mentre a sud termina
nel gruppo dell'Hermon (2814 m.).
L'Antilibano sì suddivide in varie
catene minori e raggiunge i 2616
m. con la vetta del Tal'at Musa.
POPOLAZIONE
La Repubblica Libanese ha una
popolazione di circa 1,425.000 abi-
tanti, con una densità di 137 abi-
tanti per Kmaq., che sale ad oltre
200 se si esclude quella parte del
paese non abitabile per la spiccata
natura alpestre. Essa raggiunge
quindi la più alta densità unitaria
di tutta l'Asia anteriore e ciò è un
elemento peculiare della sua situa-
zione geopolitica ed economica, tan-
to più poi che, durante 1 secoli, sì
sono. rifugiati nel paese nuclei di
diversa provenienza. Si è formata
così una delle più strane nazioni
della Terra, complicato mosaico di
razze, di fedi, di tradizioni, ce.
mentato dal comune desiderio di
Hbertà.
CITTÀ PRINCIPALI
N vero centro politico, cultura.
le \ed economîco è Beirut, stu-
penda città, attiva e popolosa
(400,000 abitanti). Ha grandi quar-
tieri moderni, magnifici negozi, vie
larghe, belle chiese, importanti isti.
tuti culturali e numerosi monu-
menti hi, Ricord il Mu-
seo archeologico (preziosi sarcofa-
ghi, rari giotelli fenici, monili fa-
raonici, doni offerti dal conquista-
tori greci, persiani, romani, bizan-
tini), la grande Biblioteca civica,
l'Università cattolica di S. Giusep.
pe, fondata nel 1875 dai gesuiti
francesi, l’Univerzità americana
fondata nel 1863 che diffonde il
pensiero religioso protestante, la
Università libanese da poco creata,
che testimonia ll rinnovamento del
pensiero arabo. Ì
Beirut deve il suo sviluppo ad
un ottimo porto che rifornisce tut-
ta la regione siriana grazie alle sue
buone comunicazioni ferroviarie
con Damasco, Haifa, Aleppo. ll
porto di Beirut è attivissimo mer-
cato della seta, del tappeti, degli
agrumi, dei cereali, dell'olio, delle
pelli e della frutta ed è dotato di
una zona franca.
La seconda città libanese è Tri-
poli di Siria, con 80,000 abitanti
circa, sulla costa dell'antica Feni-
cia, di fronte a Cipro, E' un buon
porto peschereccio e vi fa capo il
grande oleodotto iracheno costruito
dalla « Iraq Petroleum Co. >, lungo
ouasi 1,800 Km., che porta al Me-
diterraneo il petrolio di Kirkuk.
Altra città da ricordare è Ba'albek
con 8.700 abitanti, a 1.170 m. sul
mare. Sita al centro della Beqa'a,
nl piedi dell’Antilibano, è un viva-
ce centro agricolo e frequentata sta-
zione climatica, nota soprattutto per
1 suo! ruderi antichi, testimo:
za di un nobile passato.
Le antichissime città di Tiro (og-
gI Sur: 12,000 abitanti) e di Sidone
(oggi Saida: 20.000 abitanti), sepol-
'
te nell'oblio, danno segni di ripre-
sa, specie quest'ultima da quando
è stata raggiunta dal più lungo
oleodotto dell'Oriente, il cosiddetto
<« Tapline >» (Trans Arabian Pipeli.
ne), che attraverso l'Arabia e la Si
ria porta al Mediterraneo il petrolio
del Golfo Persico, delle isole Bah-
rein e del Kuwait, onde evitare il
costoso pedaggio del Canale di Suez.
RISORSE ECONOMICHE
N territorio della Repubblica Li-
banese possiede poca terra buona,
non sempre irrigua. Le terre colti-
vate si stendono per circa 240-280
mila ettari su 1.400.000 ettari
di superficie. Solo 32,000 etta-
ri sono irrigati, altri 45.000 lo
saranno fra breve, In generale la
produzione agricola è buona, ma in-
sufficiente a coprire il fabbisogno
interno, Fra i cereali prevale il
frumento, coltivato su un'area di
68.000 ettari, con 600.000 quintali
annui, ma con produzioni unitarie
molto basse (circa 7-9 quintali per
ettaro), Diffuse ovunque le coltiva-
zioni dell'orzo, del mais, delle pa-
tate e dei legumi. Altre colture ca-
ra he sono: la vite (uva da
vino, da tavola, passita) con 860
mila quintali di uva; l'olivo, che
occupa un'area doppia di quella dei
vigneti, con una discreta produzio.
ne (180.000 quintali); gli agrumi
che, diffusi nella. zona mediterra-
nea, danno buoni raccolti e alimen-
tano un attivo commercio che Ja
forte concorrenza israeliana ha pe-
rò sensibilmente ridotto; prevalgo-
no gli aranci, poi i mandarini, i li-
mroni, i cedri, con una produzi
complessiva di circa 1 ci di
quintali annui, E ancora il sesamo,
Il tabacco, le banane; anche il gel-
so è diffuso per il tradizionale alle-
vamento del baco da seta. Le gran-
diose foreste di cedri del Libano
sono ormal un bel ricordo; le so-
stituiscono piccole aree a macchia
mediterranea, piccoli boschi di ce-
dri, di cipressi, di pini, di abeti, di
quercie.
M clima asciutto e il rilievo al-
pestre, riducono le possibilità di
un'abbondante coltivazione foraggie.
ra e così i bovini sono in numero
assai scarso @e di poco pregio (cir-
ca 30.000). Al contrario sono al-
quanto diffuse e numerose le capre
(circa 500 mila), poche le pecore
(circa 60.000); per piccoli traspor-
ti caratteristico anche nel Libano
l'asino, mentre scarsi sono i cavalli,
i muli e i cammelli (circa 25.000).
M Libano è attualmente privo di
risorse minerarie; assenti 1 combu-
stibili. SI spera di poter scoprire e
localizzare qualche Importante gia-
cimento minerario con le razionali
ricerche intraprese con le prospe-
zioni geofisiche previste dal pro-
gramma governativo.
La produzione di energia elettri-
ca è tutt'ora limitata, nonostante il
rapido incremento di questi ultimi
anni (130 milloni di kwh), La rea-
lizzazione di importanti opere in
corso di allestimento, specialmente
lo sbarramento del Leonte, appor-
terà un ulteriore aumento della
produzione,
Pur essendo priva di materie pri-
me e non disponendo che di scarsi
capitali, la giovane Repubblica ha
rià dato, In questi suo! primi anni
di vita, un forte impulso alla indu.
strializzazione del Paese. tanto che
alcune industrie allmentano già }a
esportazione, I settori niù impor-
tanti sono fl tessile, l'allmentare e
quello del materiali da costruzione,
L'attività caratteristica e senza
dubbio di maggior reddito del Li-
bano è rappresentata dal commer-
cio, favorito dalle particolari dispo-
izioni degli hè dalla
tti: i © attr ‘a del
porto di Beirut,
Da ricordare ancora che Beirut
è uno del maggiori mercati mondia.
li dell'oro che fornisce l'Oriente e
l’Estremo Oriente, La bilancia com-
merciale, per altro in situazione
sfavorevole, è in parte almeno mi.
gliorata dalle rimesse dei molti
emigrati e dalle entrate del turismo
che trova nel Paese un sempre
maggior sviluppo,
La prevalente attività commer-
ciale e la particolare posizione geo.
grafica del Paese pongono il pro-
blema della viabilità lbanese in
primo piano, Oggi il Paese dispone
di buone strade automobilistiche
che lo collegano con le grandi oasì
dell'interno siriano e con i centri
costieri israeliani, Le Ferrovie in.
vece non sono molto sviluppate; |
trasporti ferroviari sono lenti, spe-
cile per i numerosi! tratti a scarta.
mento differente. Le linee sono:
Belrut . Tripoli - Aleppo; Beirut -
Rayad - Damasco (147 km.); Bel-
rut - Haifa (192 km.).
Alla fine di dicembre 1955 i vel-
coli erano: automobili private
19.383; taxi 3.195; autobus 1.089;
vefcoli da trasporto 4.183; motoei.
cli 2,162,
Belrut è diventata, col suo gran-
de aeroporto di Khaldè, nno del
centri aeroportuali di maggior im-
portanza internazionale, VI
scalo, infatti, mimerose linee
trans-mediterranee con destinazione
Orlente e Pacifico. Relrut è colle-
gata con le maggiori capitali euro-
pee e anche con il M Cairo e Nuo-
va York.
T principali paesi fornitori del Li-
bano sono: la Siria, gli Stati Uniti,
la Gran Bretagna, la Francia, la
Germania e l'Olanda (generi all
mentari, mezzi meccanici, fibre,
olii minerali). Tra i prodotti più
esportati figurano gli orto-frutticoli,
l'olio d'oliva, 1 semi oleosi; venco-
no poi fl cotone, la lana, i metalli
comuni, f pellami, il
prodotti chimici,
VILLA DI GASA
Andiamo
al mare
sr anno, in principio di
estate, i giornali danno no-
tizia, in tono profetico: i co-
stumi da bagno saranno più
modesti della stagione prece-
dente, si ritorna all'antico, di
due pezzi non se ne vedranno
più, avremo solo lunghe maglie
Quando ci si copre, al mare, si
fa sul serio. Ecco qui un esempio:
sul pantaloni la bella indossatrice
ha messo una casacca che arriva
oltre la vita; è realizzata in tessuto
fantasia a disegni surrealisti, in
tinte fresche e luminose.
dalle quali spuntano le gambe
e le braccia. Poi la signora va
alla spiaggia e vede che tutto è
preciso identico all'anno scorso;
le belle, le fresche, le giovani
che indossano costumi ridotti al
minimo, le meno giovani che ri.
piegano su modelli "che nascon-
dono”, quelle così e così che
lottano con le spalline un po’ su
e un po’ giù.
La morale è semplice; ognu-
na di noi andrà al mare con il
costume che meglio le si addi-
ce, indipendentemente dal fatto
che la linea a sacco ha inflnen-
zato anche il costume da bagno.
Così chi ha i fianchi forti si
guarda bene dal portare le mu-
tandine attillate ma ricorre alla
sottanina arricciata o a godets,
la quale non sarà del tutto at-
tuale ma ha il pregio di nascon-
dere quanto c'è di più. Chi ha
la vita larga, lo ” stomaco” che
si dà delle arie, gira al largo
dal due-pezzi e si fa un bel co-
stume intero di quelli non trop-
po aderenti, sul tipo del ti vedo
e non ti vedo.
Il costume da bagno si mi.
sura, per chi ancora non lo sa-
pesse, in modo speciale, Anzi-
tutto non bisogna mettersi da-
vanti allo specchio guardandosi
di profilo e trattenendo scrupo-
losamente il fiato per ingra-
siarsi il più possibile il costu-
me. No, no, Ci si toglie la scar-
pe e ci si mette davanti allo
specchio in posa naturale: sen-
za pensare a Sofia Loren si no-
fanno
ad
cemento, È.
tano coraggiosamente i difetti
e si cerca il modo migliore per
nasconderli, Si scartano i
suti ricchi, arricciati, gonfi: e
quelli a grandi fiori a righe tra-
sversali pieni di audacissimi
tagli. Infine, se non si hanno
le misure di Miss Universo, si
lascia da parte quel modellino
che sull’ illustrazione pubblici.
taria è "un vero amore”, ma
che addosso a noi ha cambiato
completamente faccia,
Silvana
arnie ii e Teti
tes-
o al Cantiere di Livorno
re della serie tipo « Mina
D'Amico »: si sta attualmente
provvedendo ad allungarlo di
circa 40 metri (anzi: i lavori
sono già terminati) e lo si do-
vrà allargare di quattro metri
circa. I lavori proseguiranno
dopo il varo dell’attuale turbo-
cisterna (15 giugno), insieme
alla nuova costruzione: un
compromesso, cioè, tra inge-
gneri navali e ingegneri edil!
che forse mai come in questi
ultimi tempi lavorano in stret-
tissima collaborazione.
Quattro gru serviranno lo
scalo, simmetricamente divise:
da mare a terra, due della por-
tata di 35 tonn. e due ancora
da 60 tonn. (nuove). le quali
avranno uno sbraccio tale da
poter servire anche una vasta
zona retrostante lo scalo, la-
vorando eventualmente insie-
me. in maniera tale da poter
sollevare (teoricamente) an-
che un blocco del peso di 120
tonn.! Il nuovo Morosini potrà
agevolmente costruire petro-
liere fino a 50.000 t.p.l. in ot-
to mesi, escluso l'allestimento:
si tenga presente, a puro titolo
di esempio, che la « Mina
D'Amico » pesava al varo
9.600 tonn. e l’ « Agrigentum »
13.500 (ma forse si potrà giun-
gere anche a petroliere da
80.000 t.p.l.).
Uno sguardo, rapidissimo, al-
l’altro scalo in ringiovanimen-
to, l’« Umbria », su cui verrà
— dopo l’attuale varo — im-
postata una motonave da 19
mila t.p.ìi., mentre frattanto
si provvederà ad allargario di
due metri e a dotarlo di una
nuova gru a binario a destra
dello scalo (spalle al mare).
La nuova unità peserà, al va-
ro, 9.000 tonn. e sarà lunga
circa 167 metri.
Tutto questo, è facile rilevar-
lo, importa un rivoluzionamen-
to nelle officine, soprattutto
per la diversa topografia che
viene assumendo il Cantiere:
alcune sono state demolite e
sono oggi in ricostruzione, al-
tre sono in via di diversa siste.
mazione, altre ancora stanno
subendo profondi cambiamen-
ti e ingrandimenti: siamo en-
trati, a titolo di curiosità, in
alcune di esse, e questo è sta-
to sufficiente a farci rendere
conto di quanto più agevole £,
indubbiamente, più conforte-
vole sarà il ciclo di lavorazio-
ne, pur restando pressochè
identico a quello attuale (ar-
rivo materiale, parco lamiere,
prelevamento e invio alle of-
ficine, boxes di attesa, prefab-
bricazione, scalo).
Abbiamo, dunque, dato uno
sguardo — sia pure a volo di
uccello — al Cantiere, guidati
dal capo sezione scafo, ing.
Barbone, e dal capo dell’offici-
sa navale, ing. Picchi.
Avremmo voluto addentrar-
ci un po’ più nei particolari, e
soprattutto nella nuova siste-
mazione degli impianti e dei
servizi, cosa che ci ripromet-
tiamo di fare fra non molto
tempo: ora vorremmo solo ag-
giungere che, se non viene prè-
stata particolare attenzione al-
le lavorazioni in atto, difficil-
mente è possibile accorgersi
delle momentanea doppia na.
tura del cantiere labronico.
Tutto si viene svolgendo con
la regolarità, con il ritmo ti-
pico, abituale di un qualsiasi
cantiere navale. Certo che non
è cosa di tutti i giorni vedere
una gru da 60 tonn. a terra,
con tanti uomini (buona par-
te in trasferta, del CMI — che
le ba fornite) che vi lavorano
intorno: ma, abituati come si è
al sollevamento di blocchi pre-
fabbricati di proporzioni non
di rado notevolissime, quasi
non si presta attenzione alle
piccole torri Eiffel che li sol.
levano. Gli è che il program-
ma dei lavori è stato stu-
diato in maniera tale da arre-
care il minimo disturbo possi-
bile alla produzione tipica dei
Cantiere.
Emiddio Loscalzo
L' unificazione internazionale
dell’ utensileria meccanica ceo cen
on la partecipazione di ol-
tre 50 delegati, rappresen-
tanti le principali nazioni in-
teressate ai problemi dell’uni-
ficazione internazionale della
utensileria meccanica — Au-
stria, Francia, Germania, Ita-
lia, Olanda, Polonia, Regno
Unito, Svezia, Svizzera, Unghe-
ria, URSS, USA — ha avuto
luogo a Beriino dal 21 al 24
aprile 1’8.a riunione plenaria
del Comitato Tecnico dell’'« In-
ternational Standardizing Or-
ganization » ISO/TC 29, a cui
ho preso parte in rappresen-
tanza della nostra Società e
quale capo deila delegazione
italiana.
Dopo un ampio dibattito e
chiarificazione delle varie que-
stioni tecniche sugli argomen-
ti in esame, sono stati ad una-
nimità approvati per la con-
versione in « Raccomandazioni
ISO » numerosi progetti di ta-
belle, elaborati dagli appositi
gruppi di lavoro, concernenti
il dimensionamento di vari ti-
pi di utensili e di attacchi per
‘utensili, di produzione e di uso
più corrente, ossia: punte eli-
coidali a codolo cilindrico e co-
nico Morse; alesatori a mano
ed a macchina; lime e raspe;
sezioni e tolleranze degli steli
per utensili da tornio, pialla,
ecc.; placchette di carburi me-
tallici; utensili da tornio e
pialla per esterni, con plac-
chetta; bussole di riduzione e
prolungatori per utensili a co-
no Morse; diametri codoli e
quadri di trascinamento per
utensili; attacchi per frese, ecc.
Sono state inoltre definite
per la pubblicazione ad inchie-
sta presso i paesi-membri del
l’ISO/TC 29, come avan-pro-
getti di raccomandazione, le ta-
belle riguardanti: i maschi cor-
ti per filettare, a mano ed a
macchina, per i diversi siste-
mi di filettature metriche ed
anglo-americane; gli utensili
da tornio per interni, con plac-
chetta di carburi; le mole
(simboleggiatura delle caratte-
UTENSILI
UNIFICATI
PER SFACCIATURA,
CON PLACCHETTA DI CARBURI
14
= _
ristiche e dimensioni); i codo-
li degli utensili pneumatici
(scalpelli, butteruole, ecc.).
Tale breve sintesi dei lavori
svolti nel corso dell'8.a riu-
nione plenaria dell’ISO/TC 29
mostra il notevole progresso
degli studi intrapresi in sede
internazionale per la standar-
dizzazione degli utensili, che
sono di più generale e largo
impiego nelle lavorazioni mec-
caniche.
E' da mettere in evidenza la
particolare importanza che ta-
le unificazione presenta non
solo sul piano tecnico, in quan-
to le caratteristiche dimensio-
nali prescelte per i vari tipi
di utensili standards rispondo-
no a criteri di razionalità e
di intercambiabilità, ma anche
sul piano organizzativo indu-
striale, dati gli indiscutibili
vantaggi di carattere economi-
co che ne derivano nei rifles-
si sia della produzione, sia del-
l'utilizzazione.
Ai lavori dell'ISO/TC 29
per la standardizzazione inter-
nazionale dell’utensileria l’Uf-
ficio Centrale Normalizzazio-
ne della nostra Società ha at-
tivamente collaborato, portan-
do un concreto contributo, in
particolar modo per lo studio
dei maschi per filettare e per
ia definizione della nuova se-
rie dei codoli e quadri di tra-
scinamento degli utensili; ciò
sta a dimostrare l’interessa-
mento che la nostra Società
pone ai problemi di unificazio-
ne, sia di carattere nazionale
che internazionale.
La sollecita introduzione sul
piano nazionale e successiva-
a
Coni porta utensili a codolo conico unificato,
eliminati tutti i porta utensili, finora in
uso, a codolo diverso,
mente nell’ambito delle singo-
le aziende industriali delle rac-
comandazioni ISO, convertite
in norme UNI, consentirà di
avviare anche nel nostro pae-
se su basi razionali la produ-
zione in serie degli utensili
standards, e darà all’utilizza-
tore la possibilità di impiega-
re utensili con caratteristiche
dimensionali intercambiabili,
di più facile approvvigiona-
mento ed a costi più bassi, con
conseguente riduzione delle
scorte. interne degli utensili
stessi e semplificazione dei ri-
spettivi attrezzi portautensili.
Luigi Brandolin
BIBLIOTECA |
A Tlaltenalco, villaggio dell'alto-
piano messicano, dove si usa —
come in certi nostri paesi meridio-
nali rappresentare ogni anno
una <«< Passione di Cristo >, Manuel,
un giovane che si crede segnato da
un destino particolare, accetta la
parte dei Sacrificato,
E' figlia di un pescatore di Vera
Cruz e di una india di Tepoztilàn,
e viene accolto come un eroe per
aver salvato una giovane del vil-
laggio; ma sopraggiunge una accu-
sa ignominiosa (accusa vera? fal-
sa?), ed egli, cessando di rappre-
sentarla, diventa per davvero «la
vittima », avvilito per un crimine
che — forse — non ha commesso.
E' la prima parte, questa, del ro-
manzo (1953-1955); 56 pagine nel.
le quali Coccioli imposta il suo la-
voro, ll settimo pubblicato in Ita-
lia. Nelle successive l'autore narra
la storia di Manuel e dei suoi avi,
ambientata in un Messico, spesso
magicamente seducente, che è lo
sfondo naturale della vicenda, Si sa.
prà alla fine che la biografia gli è
stata dettata dallo stesso Manuel; e
oltre ancora « lettere, o brani di let.
tere, di alcuni amici e di altri»
inviate a Coccioli, riguardanti il
ragazzo che tanto gli sta a cuore,
servono a concludere la vicenda di
Manuel. Il ragazzo, nottetempo, fu
portato via dalla croce, Morto? Vi.
vo ancora? E' l'ultimo interrogativo
che si pone al lettore.
L'< incontro » tra lo scrittore e 1l
ragazzo, lo abbiamo già detto, è in-
teramente ambientato nel Messico,
in quella parte del Messico che
sfugge al turista, anche il più ac-
corto, Con una prosa scarna, sem-
pre rifuggente da qualunque effet-
to anche vagamente coloristico,
Coccioli sembra più cronista che
narratore, Anche nel delineare
certi personaggi, che — comparen-
do alla ribalta — vengono presen-
tati solo per quel tanto che è suf-
ficiente, e poi subito scompalono.
La stessa Maria de Jestis, la madre
di Manuel, il personaggio indubbia-
mente più bello e dolce nella sua
sofferenza rassegnata e solitaria,
scompare quasi senza che il lettore
se ne accorga, esce di scena in pun-
ta di piedi; e la sua fine è silen.
ziosa e triste come la sua avven-
tura terrena,
Tutto il romanzo, infine, o è nar-
razione — staccata, vista dall'ester-
no — o è dialogo. E' l'incontro, in-
somma, tra un paese ed un uomo,
l'uno predestinato all'altro; e l'av-
ventura dà materia a Coccioli per
ereare un'opera che possiede so-
prattutto il pregio di una bellezza
intima, vorremmo dire nascosta:
ma tale che, scopertala, è ben dif-
fieile dimenticaria.
(Carlo Coccioli, « Manuel il Mes.
sicano » - Ed. Vallecchi, 1957; col-
lezione di letteratura contempora-
nea, serie narrativa, pagg. 511,
1800 lire),
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CONCORSO
FOTOGRAFICO
Antonio Risso (MEC): «Bengala su Genova »
(Fotografia scattata durante un'incursione aerea)
Mario Carissimi (MEC): «Pesca con i tremagli »
Onorio Perboni (MEC): «Sentiero di alta montagna »
Rosvaldo Adinolfi (CMI): «Saette di notte »
Luciano Gestro (CMI): «Il calar del sole» Leandro Santamaria (CAN): « Panorama di Vernazza »
Il pattinatore Giovanni Botta
ino a qualche tempo fa pen-
savo, ingenuamente, che i
nostri ans ini, terminate le
ore di ufficio, non avessero da
far altro che cambiar d’abito
e recarsi ad ammirare un sa-
lutare film o, al massimo.
qualche interessante spettacolo
televisivo.
Sbagliavo: dopo le quotidia.
ne otto ore, molti si dedicano
agli « hobbies » più impensati.
Passino quelli per la pittura,
per la fotografia, per la reci-
tazione drammatica; passino
quelli per il modellismo, Ma
c'è gente che arriva — niente-
dimeno! — alle Olimpiadi (e
magari si fa onore!) o che —
come Giovanni Botta, nativo
della ridente Prà — si dedica
al pattinaggio, sport estrema-
mente pericoloso. Infatti, di
capriole Giovanni Botta ne ha
fatte un'infinità, fin dal 1948,
cioè fin da quando aveva 16
anni.
Ma
andiamo con ordine: la
prima cosa importante che
Giovanni fece nella sua vita
fu quella di frequentare, co-
strettovi dai genitori, le scuole
elementari. Finalmente libero
dagli impegni di scolaro, non
pensava ad altro che a poter
divenire un bravissimo mae-
stro d’ascia. Batti e ribatti, a
15 anni (nel 1947) riesce a
farsi assumere come appren-
dista nel Cantiere di Sestri,
alle cui dipendenze si trova
ancor oggi.
Questo avrebbe dovuto ba-
stargli. Invece, di lì ad un an-
no, gli nasce la passione per i
pattini. Il dado era tratto, Co-
minciò a brillare nella sua
fantasia l’astro della gloria,
tutt'altro che affievolito dalle
frequenti, dolorosissime, ca-
priole.
Fece parte, nei primi tempi
clella sua attività sportiva,
della Società di Mutuo Soccor.
so di Prà, e la fortuna volle
che avesse come abile inse-
gnante la professoressa Elide
Bassi. Sotto la sua guida con-
seguì i primi successi: nel
1951 vinse a Modena il cam-
pionato di 3.a categoria; nel
1952 quello di 2.a e nel 53-54
quello di prima.
Inoltre nel 1955 partecipò
ai campionati mondiali di
16
Barcellona conquistando il se-
sto posto; e l’anno dopo fece
suo il secondo posto assoluto ai
campionati italiani svoltisi a
Taranto.
Lasciò quindi la vecchia So-
cietà e si iscrisse al C.V.A. di
Alessandria sotto i cui colori
ottenne altre brillanti afferma-
zioni: 2.0 in coppia con la si-
gnorina Wanda Repetto al
Campionato nazionale seniores
a Viareggio nel "57 e 3.0 nel
Campionato di l.a categ. a Bo-
logna nello stesso anno; sem-
pre a Bologna ha preso parte
inoltre a una manifestazione
internazionale insieme a patti-
natori olandesi e belgi.
Quest'anno, data la difficoltà
di recarsi ad Alessandria per
sli allenamenti, Giovanni Bot-
ta ha sosveso l’atti Ma
egli è ansioso di riprenderla,
perchè non saprebbe rinuncia-
re alla passione dei pattini, e
in questa attesa svera che an-
che a Genova sarà costruita
una pista adatta alle esibizioni
classiche. Ciò che gli auguria-
mo di tutto cuore.
emlos
Pregevoli composizioni
di musica e disegno
L'infermiere Mario Cioli del-
l’Ansaldo-Coke ha scritto e
musicato un « Inno degli an-
saldini », dedicandolo al nostro
Direttore Generale e Presiden-
te dell’Ansaldo-Coke ing. Fe-
derico Lombardi, e ce lo ha
inviato per la pubblicazione.
Anche la bambina Anna
Cravera, figlia dell’imbragato-
re Carlo Cravera del Meccani-
co, ha inviato una sua com-
posizione, un disegno a colori
intitolato « Estate ».
Abbiamo molto gradito le
due opere, che sono davvero
pregevoli, ma siamo spiacenti
di non poterle pubblicare per
motivi tecnici, Infatti non ci
è possibile riprodurre la mu-
sica nel dovuto rilievo e il
disegno, perchè a colori, Desi-
deriamo comunque esprimere
ai due autori le nostre più
vive felicitazioni per la loro
bravura.
ALBUM DI FAMIGLIA | Il contributo degli stabilimenti
al nostro giornale
L a statistica è un po’ come
le famose ciliegie del pro-
verbio: basta iniziare la ricer-
ca di alenni dati perchè nasca
poi il desiderio di volerne rias-
sumere infiniti altri, senza che
il risultato riesca mai a soddi-
sfare.
Volevamo, infatti, farei una
idea del contributo dato dai di
versi Stabilimenti dal giu
gno 1954 (nascita de ” L'ansal-
dino") al dicembre 1957 al
periodico, ed abbiamo finito per
raccogliere anche dati statistici
sulle copertine, sulle fotografie
a colori e su altri elementi che
sicuramente non interessano af
fatto il lettore e che prudente
mente omettiamo, Ma, a scanso
di equivoci e di malintesi, pre
cisiamo subito î criteri di in
dagine ai quali ci siamo atte-
nuti.
Le copertine, nei casi dubbi
es; una caldaia fotografata al
Cantiere di Sestri), le abbiamo
attribuite a quello Stabilimento
che avesse la prevalenza nello
spirito della fotografia: non ab
biamo tenuto conto di quelle a
colori, poichè tutte le fotografie
di questa categoria le abbiamo
classificate in apposita colonna.
Per il contributo vero e proprio,
abbiamo în esame solo
quegli articoli. e quei servizi
escluse le rubriche fisse: pano-
aziendale, cassetta delle
idee, lettere ecc.) alla elabora.
zione dei quali fosse restato
completamente estraneo il cor
po redazionale; abbiamo com-
preso in questi servizi tutte le
fotografie e i grafici pubblicati
a loro corredo e, infine. abbiamo
calcolato come contributo di
STA” tutti i servizi esclusipa-
mente fotografici interni
della * Hermosa").
Premettiamo che il
consuntivo non pretende di ave-
re l'esattezza di un rogito nota
rile: i criteri usati sono stati,
all'occorrenza, elastici — specie
in quei casi di difficile colloca
nell'una o nell'altra cate-
preso
reamuu
(es.:
nostro
zione
qoria,
Adesso, premesso che a tutto
ii 31 dicembre 1957 usciti
81 numeri de " L'ansaldino”
per an fotale di 1404 pagine e
‘932 fra fotografie e grafici (di
eni 84 a colori), la classifica del
le copertine vede al primo posto
il Cantiere di Sestri con 22
punti, seguito ad una certa
distanza dal Meccanico
15, dalla Fonderia con 10 e dal
CMI (compresa l'ex Carpente-
ria), da Livorno e Muggiano tut.
A zero punti il Coke,
sono
con
li con 8.
la Direzione Generale ed il
SAU, Un lieve mutamento di
posizione si ha con le controco-
pertine, dove il Cantiere condu-
ce sempre con 23 punti, seguito
però dal CMI a sole quattro lun
ghezze, poi dal Meccanico con
13 punti, dalla Fonderia con 6,
e da Livorno e Muggiano con 5
punti, Sempre a zero gli altri
fre; e chi vuole può anche ades-
so tirare le somme per la clas-
sifica combinata,
Passando adesso ai
zi”, preavvertiamo che il SAU
non ha mai preso parte alla ga-
ra, lasciando che fosse la reda-
zione a pensare per lui. Invece
il Meccanico quida da domina-
tore con 87 servizi pubblicati,
seguito dalla Direzione Generale
con 54 (ma, ad onor del vero,
quasi tutti riguardanti gli Sta-
bilimenti), dal Cantiere di Se-
stri con 41, dal CMI con 15, dal
Muggiano con 13, da Livorno con
* serpi.
con 5 e dal
Coke con fotografie il
Cantiere prende la
sua rivincita sulla Direzione, ri
salendo di un punto la celassifi-
ma restando purtuttavia
dal Meccanico
primo
Fonderia
1. Nelle
sestrese si
fi, dalla
ca
molto staccato
che deve il
principalmente ridotto for
delle sue fotografie, Le
cose vanno così: Meccanico 208,
Cantiere 107, Direzione 51, CMI
41, Muggiano 39, Livorno 24,
Fonderia 4, Coke 2, In quelle a
colori il Cantiere di Sestri è de
suo
al
posto
mato
bonderia con 4, da Livorno coi
3, dal Coke, dalla Direzione
dal SAU con... la bocca asciutta
\desso, prima di trascrive!
una tabella riassuntiva, voglia
mo insistere sul fatto che il no
stro spoglio è stato fatto all'in
, senza precis
segna del ” circa
calcoli infinitesimali; voleva es
sere ed e solo un orienta
mento ed un invito a qualch
stabilimento a voler risalire l
classifica; che quardata di
altro angolo nisttale ‘per es.
dal panorama aziendale, dal nu
cisamente vincitore assoluto, mero delle volte che di lui s
con 34 fotografie (e quasi tutte è parlato, dallo spazio che vi
le copertine a colori), seguito stato riservato ecc.) è decisa
dall'eterno antagonista il mente diverso, Ecco dunque, coi
Meccanico — con 13, dal CMI un ringraziamento per chi lu
con 7, dal Muggiano con 5, dalla collaborato con noi, la tabella
ARTICOLI Fotoin| Eoto
STA bianco a
Firmati Siglati, Anon. | Totale | e nero | colori
CAN i 3I 2 8 41 107 34
COKE I 2
COMI. :. 9 6 15 41 7
DIG . . 45 5 è 54 51
FON. . 5 5 4 Fi
LIV. + 2 6 24 3
MEC. 70 4 13 87 208 13
MUG 10 — 3 13 39 5
L'arpa birmana
ra un film è pura
poesia, quando dalle
immagini scaturisce un pu-
ro lirismo, quando le se.
quenze si susseguono col
ritmo incalzante di un com-
movente sermone, evidente-
mente il bagaglio critico
tradizionale del cineasta
non conta più.
E quindi non è possibile
neppure ricorrere a quella
licenza (di puro comodo)
che a fini almeno esplicati-
vi si permette di parlare di-
stintamente e del contenu-
to e della forma.
* L'arpa birmana ». in-
fatti, è girato con inquadra-
ture del tutto ferme, che
fanno pensare ai « gruppi
parlanti » del secolo scorso,
con una tecnica che è quel.
la del vecchio film muto
e con dei primissimi piani
che sono quelli della famo-
sa scuola russa, In più, è
parlato in giapponese e so-
lo le didascalie consentono
di seguire il parlato, del re-
sto rado e strettamente es-
senziale.
Ma lo spettatore di tutto
questo non si accorge: lo
spettatore resta col fiato so-
speso dall’inizio alla fine,
incapace persino di accen-
CINESELEZIONE
dersi una sigaretta, e sente
che qualcosa dentro di lui
è chiamato in causa, qual-
cosa che lo prende alla go-
la e lo scuote, lo costringe
a soffrire, a pensare, a ca-
pire, come appunto dovreb-
be avvenire di fronte ad un
buon sermone.
Ed esce dal cinema, vor.
rei dire, addirittura miglio-
rato, maturato come « uo0-
mo », almeno per una sera.
Tutto ciò avviene per la
umanità profonda che ani-
ma il racconto, per la fede
profonda che lo conclude,
per l’arte somma del regista
Kon Ichkawa.
E’ la storia di un soldato
giapponese piombato negli
orrori della guerra (appar-
tiene ad un reparto com-
battente in Birmania), che
tra montagne di cadaveri si
pone la terribile domanda,
e vi risponde facendosi mo-
naco buddista. Questa pro-
blematica e questa soluzio-
ne vengono direttamente da
una cultura orientale, da
una filosofia asiatica, ma
appunto perchè interpreta-
te validamente assurgono a
significato ed n valore uni-
versale.
Un film da non perdere
assolutamente.
IL PORTOGHESE
CONTINI
PORTICI
> O. GI 4004
TUTTE le
di STAGIO
SSL]
10
PRESENTANDO. iL
DI
QUESTO AVVISO
BORSE
VALIGIE
BAULI
BRE, 172 r.
NOVITA
NE
ua
VIAGGIO
CONFEZIONI
CIRIE
CALZE
GUANTI ecc.
TAGLIANDO
SEZIONE
CACCIA
Ottimo successo agonistico
del campionato di tiro al piattello
Il gruppo dei finalisti
Giovedì 15 maggio, presso lo
stand di Multedo (via Simone
Pacoret de Saint Bon), si è svol-
to il Campionato sociale di tiro
al piattello organizzato dal
« Gruppo tiro a volo » della «Se-
zione caccia». Il titolo di cam-
pione sociale per il 1958 è stato
conquistato da Giuseppe Bomba.
ra della Fonde
+ che ha soste
nuto una accanita gara finale
con Taurinio Patrone del Can
tiere di Sestri, Alla manifesta-
zione sono intervenuti il Segre-
tario del Dopolavoro Ansaldo
sig. Pietro Allegra, che ha pro-
ceduto alla premiazione dei vin-
citori, e il Direttore tecnico del
la sezione sig. Giuseppe Vernaz-
za. Alle gare ha assistito un
folto pubblico di appassionati e
tifosi.
Ecco la classifica della gara di
tiro al piattello:
Categoria A, 1) Taurinio Pa-
trone del Cantiere di Sestri
(punti 11); 2) Giovanni Gaggero
del Cantiere di Sestri (p. 10); 3)
Sergio Banchero del Cantiere di
Sestri (p. 9); 4) Adone Diegoli
del Cantiere di Sestri (p. 8); 5)
Paolo Gaggero del Cantiere di
Sestri (p. 7); 6) Franco Peri
dell'O.A.R.N, (p. 6).
Categoria B. 1) Giuseppe Bom-
bara della Fonderia (punti 11);
2) Enrico Olivieri del Meccanico
(p. 10); 3) Sebastiano Ottonello
del Cantiere di Sestri (p. 9); 4)
Eugenio Merlo del Cantiere di
Sestri (p. 8); 5) Oreste Volpi
della Fonderia (p, 7): 6) G. B.
Parodi del Cantiere di Sestri
(p. 6).
In relazione al punteggio con-
seguito Giuseppe Bombara e
Taurinio Patrone capeggiano la
classifica per l’aggiudicazione
del fucile automatico « Breda »
offerto da »l’Ansaldino », che
Si avvertono gli interes-
sati che le fotografie esegui-
te al Teatro « Eleonora Du-
se >, in occasione della con-
segna delle borse di studio
ai figli degli ansaldini, si
possono acquistare, fino al
30 giugno, presso la Segre-
teria del Dopolavoro a Sam-
pierdarena.
sarà alla fine delle
ire gare stabilite.
Il sorteggio per l’assegnazio-
assegnato
ne fra tutti i soci della » Sc
zione caccia » di un fucile cal.
12 ha favorito il sig. Alberto
Parodj del Cantiere di Sestri,
Fucili e munizioni
a prezzi ridotti
Si informano gli aderenti al-
ln « Sezione caccia » che è stata
stipulata una convenzione per
acquisto a prezzo ridotto di fu-
cili, cartucce, polveri, bossoli,
pallini, ece. I soci che deside-
po-
rano procedere all'acquisto
tranno avere chiarimenti
segreteria della Sezione, via Se-
stri 33/2, tutti i mercoledì dalle
21 alle 22,30,
SEZIONE BOCCE
L’ intensa attività
del mese di maggio
L'attività della « Sezione boc-
ce » nel mese di maggio è stata
molto intensa. I bocciofili del
Dopolavoro Ansaldo hanno par-
tecipato alle gare in programma
a Chiavari per il « Trofeo del
Tigullio », alle finali del « Tro-
feo del Lavoratore (a terne) di-
sputate a Genova, e alle gare
per la «Coppa Ansaldo - S, Gior-
gio» svoltesi a Sestri Ponente,
A tutte e tre le manifestazio-
ni gli ansaldini hanno ottenuto,
quale migliore piazzamento, il
quinto posto: a (dove
sono scese in gara ben 12 cop-
pie del nostro Dopolavoro) con
la coppia Imperiale Diacobe,
a Genova con la terna Repetto -
Sparaggi Marcenaro (seguita
dall'altra terna ansaldina Bur-
gassi - Pastorino - Gazzano) e a
Sestri (con la partecipazione di
15 coppie dell'Ansaldo) con Gag
gero - Caviglione,
I risultati, dato l'alto valore
degli avversari, si possono con-
siderare soddisfacenti,
assai
SEZIONE TURISMO
La gita a Parigi
è stata rimandata
In conseguenza dei noti fatti
accaduti recentemente in Fran-
cia, la gita a Parigi organizzata
dalla « Sezione turismo » del
Dopolavoro, che avrebbe dovuto
svolgersi dal 1.0 al 5 giugno, è
stata rimandata a data da de-
stinarsi, Molto probabilmente la
scelta cadrà sul periodo dal 1.0
al 5 novembre prossimo e in
ogni caso ne sarà dato avviso
tempestivamente.
Coloro che volessero ritirare
l'anticipo già versato, potranno
farlo presso la cassa del Dopo-
lavoro dalle 17 alle 19, segna-
lando la eventuale partecipazio
ne o meno per la data proposta,
Nuovo addetto stampa
presso l'Ufficio Segreteria
Dopo un periodo di lodevole
attività, per motivi di lavoro, il
signor Delio Della Casa della
Direzione Generale ha rassegna-
to le dimissioni dalla carica di
addetto stampa presso la Se-
greteria del Dopolavoro. A so-
stituirlo è stato chiamato il si
gnor Andrea Valdemi del Mec-
canico.
All'amico Della Casa giunga
il ringraziamento della Segrete
ria per la fattiva collaborazio-
ne prestata, e al nuovo incari
cato l'augurio di un buon la-
voro,
Le riduzioni ferroviarie
per gli iscritti all’ ENAL
Sono entrate in vigore le di-
sposizioni per le riduzioni fer-
roviarie agli iscritti. all'ENAL
per lanno 1958, Ogni iscritto
ha diritto ad un viaggio indi-
riduale sulle Ferrovie dello Sta-
to (andata e ritorno) in secon-
tarifa 4 (riduzione
circa), su un percorso
da classe
del- 30%
non superiore ai 250 Km.
I biglietti, soggetti alle moda-
lità e ai limiti previsti per ì
biglietti di andata e ritorno or-
dinari, vengono rilasciati dalle
stazioni ferroviarie dietro pre-
sentazione della tessera ENAL
1958 munita di fotografia, e del-
la ” Richiesta di viaggio specia-
le ENAL” in doppia copia, com-
pilata sul modulo apposito nu-
merato e munito di timbro a
secco delle FF.SS.
1 biglietti hanno la validità di
tre giorni e possono essere ri-
chiesti in qualsiasi momento,
All'atto del rilascio la stazione
dovrà apporre sulla tessera
ENAL il timbro a data, la firma
e l'indicazione degli estremi del
relativo biglietto emesso.
I viaggio deve avere inizio
nel giorno di emissione del bi.
glietto, II ritorno può avere ini-
zio da qualunque stazione com-
presa nell'itinerario, Non
ammesse fermate intermedie,
HI maggiatore che fruisce del
la riduzione deve essere munito
della ENAL 1958 e di
un documento di identificazione.
Gli iscritti all'ENAL del no-
stro Dopolavoro potranno riti-
rare i moduli di richiesta per
la concessione ferroviaria pres-
so i delegati di Stabilimento,
sono
tessera
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LACELEBRE MANNITE oî DUFOUR!,,
Usate anche voi mannite Dufour!
cacciatori! tiratori |
PREFERITE L'’AUTOMATICO BREDA
CIO mighare/
17
Sono nati
19 marzo: GIUSEPPE, di Learco
Barile ( i) e di Rita Rio - 2 apri.
le: CRISTINA, di Aldo Solari (Mec)
e di Marina Para . 8 aprile: ALBA,
di Giulio Pulimanti (Mec) e di Ma-
ria Lamoglie . 11 aprile: PATRI.
ZIA, di Angelo Gallino (Mec) € di
Bargagliotti - 12 aprile:
J | Alberto Gaggero (Can) e
di Geronima Bozzano - 19 aprile:
CINZIA, di M >» Minelli (Mec) e
di Giovanna Scapolla - 22 aprile:
DANIELA, di Angelo Azzolini (Can)
e di Adelaide Gambino; IVA, di
Carmelo Monteverde (Can) e di
Paola Giambasso - 23 aprile: CLAU-
DIA, di Antonio Leto (Can) e di
Concet ì £ prile: RICCAR-
DO, di lo De Benedetti (Mec) e
di Ange Parodi; ESMERALDA, di
Antonio Baldi re (Can) e di Ro-
saria laja - aprile: GIUSEPPINA,
di Michele Conanzi (Can) e di Vit-
toria Ieraci - 27 aprile: NICOLO'
di G. B. Valle (Mec) e di Maria
Damonte; ENRICO, di Andrea Mac-
ciò (Can) © di Giulia Parzico -
28 aprile ANGELA, di Francesco
Cavagnaro (Cmi) e di Nevina Cor-
mero - 230 aprile: CINZIA, di Lu.
ciano Simonetto (Mec) e di Ines
Roscioll - 7 maggio: LAURA, di Giu-
seppe Bruzzo (Mec) e di Caterina
Mor - 10 maggio: MAURA, di Vit-
DIRITPATTUMIONTENA Pinto na tran
torio Collia (Can) e di Maria Tas-
soni - 12 maggio: ROSA, di Ales-
sandro Nicolini (Can) e di Bianca
Bruno.
A tutti i piccolissimi ansaldini ed
al loro genitori i nostri auguri più
fervidi,
Si sono sposati
7 aprile: Mario PELEARI (Mec)
con liva Bacuechi - 12 aprile: An-
gelo FERRANDO (Mec) con Angela
Sebastiana Puppo . 14 aprile: Co-
stantino CASAZZA (Mec) con Lul.
gia Penco - 19 aprile: Orlando
D'ORIANO (Mec) con Antonietta
Terraco - 20 aprile: Angelo GIOR-
DANO (Mec) con Alide Fagno]l -
26 aprile: Delmo BELLUZZI (Mec)
con Adele Gotta; Francesco MOG.
GIO (Mec) con Anna lcardi; Vito
CALOGERO (Mec) con Bruna Pe.
starino - 27 aprile: Arturo MAR.
TINI (Mec) con Carla Lisetta Ra-
vera; Giacomo SORRIVA (Mec) con
Bianca Secondo - 4 maggio: Mario
MASTINU (Can) con Argia Carli;
Felice LUPI (Can) con Giovanna
Fogli; Luciano LUSETTI (Cmi) con
Maria Gemelli - 10 maggio: Bene-
detto GAMBINO (Can) con Maria
Bruzzone - 15 maggio: Manlio BOE.
SINO (Can) con Della Castiro,
Agli sposì i nostri vivissimi au-
ari,
gu
FTLIIRTHAMARATEVERVTN MDOFAMOronnnnemenenvnnn nanne rni Desa nDeamDA ne nA ninni (nh Avvrnmmenetaornennameenna neonati
Pensioni di guerra
Ricordiamo agli interessati che,
per poter usufruire del nostro
servizio, occorre compilare le
schede in distribuzione presso i
corrispondenti di stabilimento.
GIOVANNI FESTINESE, Per rintrac-
ciare la Sua pratica presso il Mi-
nistero ci occorrono le generalità
complete 0, meglio, il numero di
posizione della pratica stessa che
troverà scritto nella fac a interna
della copertina del Suo libretto di
pensione.
FRANCO FRANCHI. Per rintraccia-
re al Ministero la Sua pratica, e
poter così risolvere Il Suo caso, ci
occorrono, oltre agli elementi da
Lei inviatici, le generalità del dante-
causi e cioè del Suo defunto padre,
Tutte le ricerche fatte finora (don.
de il nostro ritardo) non hanno |
fatti portato al ritrovamento de
pratica.
ORESTE TORRE. cclamo seguito
a quanto pubblicato sul n, 4 del
marzo u. s. per comunicarLe che
abbiamo sollecitato lì Suo ricorso
presso la Corte del Conti. E' com.
pleto del fascicolo amministrativo
pervenuto dalla Direzione Generate
delle Pensioni di Guerra, e quanto
prima sarà preso in esame per la
relati istruttoria. Passerà. ancora
parecchio tempo prima di conasce-
re l'esito della pratica a causa del
grandissimo numero det ricorsi da
esaminare
PIETRO POLLASTRI, Ci riserviamo
di comunicarLe notizie circa il ri.
corso presentato alla Corte dei
Conti, Intanto, avendo preso contat-
to con jl Ministero in merito alla
Sua pratica, consiglieremmo di pre-
sentare una nuova domanda dij ap-
provamento diretta al Ministero del
Tesoro — Direzione Generale Pen.
sioni di Guerra, per la Sua infer.
mità, non classificata nel Decreto
megativo già notificato nel 1955, in.
dipendentemente dalla pratica” del
ricorso presso la Corte dei Conti.
MARIA BRUZZONE, Con gli elemen-
ti da Lei Inviatici non è stato pos-
sibile rintracciare presso il com.
petente Servizio Indirette N, G. del
Ministero del Tesoro la Sua do-
manda con la quale chiedeva la
pensione per il figlio caduto "n
guerra, Presumendo che detta do.
manda sia andata smarrita, si con-
siglia farne subito un'altra, come è
previsto dalla Legge n. 616. Tale
Legge, se la domanda stessa ha esi.
to favorevole, dà diritto agli arre-
trati con decorrenza dall'1-7-1956,
Lei pertanto dovrà produrre { sot-
tonotati documenti da allegare alla
succitata domanda: certificato di
matrimonio; certificato di nascita;
certificato di cittadinanza italiana:
certificato di morte del figlio Fran:
cesco Craviotto; certificato di stato
di famiglia con apposta dichiara-
zione delle Imposte Dirette circa il
reddito agli effetti della complemen-
18
tare, Invii pure tutto a noi e prov.
vederemo a curarne l'inoltro sl
competente Ministero,
FRANCESCO CASINI. Facciamo se-
guito a quanto detto sul n, 4 del
marzo scorso per comunicarLe qui
di seguito 1 motivi della non ac-
cettazione della Sua domanda di
pensione, « L'istanza non è stata ac.
cettata poichè, allo stato degli atti,
le infermità di cul egli è affetto
non sonv state ritenute dipendenti
da cause di servizio di guerra od
attinenti alla guerra, La copia del
Decreto Ministeriale negativo nu-
mero 1807480 è stata spedita In da.
ta 14-4-1958 al Municipio di Livor.
no per la notifica all'interessato a
norma di Legge >,
Le inserzioni sono gratuite e s0.
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dalla creazione sino ai nostri tempi
Per una gita a Roma
Caro Ansaldino,
scrivo a nome di un folto
gruppo di ansaldini molti dei
quali hanno già partecipato,
conservandone un lietissimo ri-
cordo, alle gite da te organiz-
zate e svolte.
La nostra aspirazione attuale
è visitare la città di Roma e
facciamo appello alla tua or-
ganizzazione per l'attuazione
di questo nostro desiderio.
Molte sono state le città vi-
sitate, interessanti sia dal lato
storico sia dal lato turistico:
non resta che Roma e ritengo
* inutile soffermarmi sulle at-
trattive che questa città può
offrire come meta di gita.
Fiduciosi ringraziamo antici-
patamente.
SEGUONO 81 FIRME
Non ci è purtroppo possibile
organizzare quest'anno anche
una gita a Roma, per i motivi
cui già accennammo sul nume-
ro del 15 aprile scorso. E nem-
meno sarebbe conveniente or-
ganizzarla durante il periodo
feriale per l'enorme afflusso di
—r——_—m—_—m—ÈÈ__—_—t
turisti che si registra in tale
periodo a Roma e per la con-
seguente impossibilità di assi-
curare ai nostri lettori una
tranquilla e degna sistemazio-
ne negli alberghi.
Sarà (così almeno speria-
mo) per l’anno venturo.
Visita alla “Dalmine”
Caro Ansaldino,
tu che sei promotore di tan-
te simpatiche manifestazioni,
come visite a città italiane,
musei, navi ecc., potresti in-
dire, mediante prenotazione, e
ad un prezzo naturalmente
modico, la visita (a molti non
potrebbe interessare) agli im-
pianti per la fabbricazione di
tubi della « Dalmine »?
Siamo un gruppo di ansal-
dini interessati a questa pro-
duzione e lo desidereremmo a
scopo prettamente istruttivo.
VINCENZO MAROTTA (CAN)
Ci siamo interessati della
questione presso la Società
« Dalmine », la quale ha gen-
tilmente accolto la richiesta
per un numero limitato di vi-
sitatori. Sarà pertanto effettua-
ta una visita agli impianti per
la fabbricazioni dei tubi a Dal-
mine il giorno 24 giugno,
con le modalità e alle..condi-
zioni di cui Lei e gli altri an-
saldini interessati potranno
prendere conoscenza presso il
corrispondente di stabilimento.
stre possibilità.
LA NOSTRA GITA A LUGANO
L'annuncio della gita a Lugano organizzata da
« L'ansaldino » per il 29 giugno (e di cui quanto prima
sarà reso noto l'orario ferroviario definitivo), ha susci-
tato lo stesso grande interesse delle precedenti manife-
stazioni del genere. Questa ulteriore prova di cordiale
adesione alle nostre iniziative da parte dei lavoratori
dell'Ansaldo e dei loro famigliari, non solo ci premia
largamente della nostra fatica, ma ci impegna, per
l'avvenire, a fare sempre meglio nell'ambito delle no-
I NOSTRI
Drammatico dilemma
CONCORSI
Un saggio orientale è incorso nelle ire del suo sovrano il quale, avendo deciso di punirlo,
gli propone però di scegliersi la pena. Il quesito del tiranno e la risposta del saggio risulta-
no dalla vignetta. Per partecipare al concorso gli ansaldini devono saperci dire quale sarà
la sorte del malcapitato, inviando le risposte in Redazione, o consegnandole ai corrispon-
denti di stabilimento, entro il 30 giugno (con l'indicazione del nome, cognome, stabilimento
di appartenenza e numero di cartellino). Tra coloro che avranno inviato la risposta esatta
sono in paliò, per sorteggio, i seguenti premi: 1) un ombrellone e una sedia a sdraio per
spiaggia; 2) una sveglia da viaggio; 3) un ferro elettrico da stiro; 4) un servizio di to-
vaglie per sei persone; 5) un pacco a sorpresa; 6) e 7) cinque libri ciascuno della Casa
editrice « Vallecchi » di Firenze; 8) e 9) due scatole ciascuno di
cacao <« Perugina >».
Risultati del concorso
$« Un fatto storico ”
I protagonisti del fatto richiamato
dalla vignetta sono Pier Capponi è
Carìo VIII. Tra i mumerosi lettori
che hanno inviato la risposta esat-
ta 1] sor fo (effettuato alla pre-
senza di testimoni presso la Dire-
zione Generale) ha favorito i se-
guenti signori: Giancarlo Repetto
del Mec (vince in macina-caffè
elettrico); Michele Macciò della Fon
(vince una sveglia da viaggio); An-
gelo Bruzzone della Fon (vince un
tovagliato per sei persone); Gia-
como Beiso della Fon, G. B. Cap-
pello del Can, Franco Sommariva
del Mec, Elbano Balestri della Dig,
Arnaldo Casoni del Can, Remo Tra,
verso del Mec, Vinicio Quinque del.
la Dig, Domenico Cristoforoni del
Cmi, Luigia Traverso del Cmi, Glu-
seppe Lugano del Mec (vincono cia.
scuno un libro offerto dalla Casa
editrice « Vallecchi» di Firenze):
Andrea Genzone e Sauro Gradara
«lella Fon (vincono runo due
sentole di enceno Per
Soluzione dei giochi del n. 7
Crittografia (proverbio):
donne hanno un punto più
diavolo ».
Primo rebus: « Un dì Ciro mano-
mise l'Asia minore » (Undici roma-
no; mi S; E la; sì A minore),
Secondo rebus: < A funi tese gran
pesi trae l’argano in alto» (A F
unite SE; gran P è sì: tra E lar-
go, N; O in alto)
Anagramma: «l'ansaldino
dipendenti dell
« Le
del
quin.
dicinale dei Ansaldo
S. p.A
M E M E
Luigi SPRIANO
di 63 anni, S. Capo officina del
Meccanico, deceduto in segui-
to ad infortunio sul lavoro.
Era stato assunto il 30-3-1915
come operaio, promosso Capo
reparto nel 1936, S. Capo offi-
cina nel 1941,
Domenica 11 maggio era sta-
to comandato in servizio per
lavori di manutenzione alle
gru, compito che egli svolgeva
da molti anni con profonda
competenza. Si era recato ap-
punto, verso le 11 di mattina
sopra una gru del reparto
« Mame » per verificarne alcu-
ni organi meccanici, quando
precipitava a terra dall’altezza
di 7 metri.
Stando alle frammentarie di-
chiarazioni rese dallo Spriamo
stesso subito dopo l’incidente.
sembra che egli avesse perso
N TO
)
l'equilibrio in seguito ad un
urto. Ricoverato all’infermeria
dello stabilimento e quindi al-
l'ospedale di Sampierdarena,
decedeva nel pomeriggio dello
stesso giorno per sopraggiunte
complicazioni,
Luigi Soriano è scomparso,
dopo una vita di galantuomo e
di lavoratore instancabile, pro-
prio alla vigilia di essere col-
locato a riposo, I suoi colla-
boratori e superiori, profonda-
mente addolorati, lo ricordano
con grande rimpianto.
Luigi GAMBARO
di 54 anni, dipendente dei Ser-
vizi Ausilliari, deceduto il 3-
5-1958, Era stato assunto nel
1943.
Ai famigliari le commosse
condoglianze de «L'ansaldino».
” Libreria Internazionale Di Stefano
già TREVES -S p.A.
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