Finmeccanica - Relazioni di bilancio 1948/49
Contenuto
- Titolo originale
- "Società Finanziaria Meccanica Finmeccanica. Società per azioni con sede e direzione generale in Roma. Capitale L. 25.000.000.000 interamente versato. Esercizio 1948 - 49, 1° esercizio sociale. Assemblea ordinaria degli azionisti del 31 ottobre 1949"
- Tipologia
- Fascicolo rilegato
- Descrizione
-
Risultati del primo anno d'esercizio 1948-49, presentati nel corso dell'Assemblea ordinaria degli Azionisti del 31 ottobre 1949.
All'ordine del giorno:
- approvazione del bilancio d'esercizio
- nomina degli amministratori e delle cariche sociali
- determinazione dei compensi. - Data testuale
- 1949 ottobre 31
- Data topica
- Roma
- Consistenza
- 1 fascicolo (cc. 29)
- Stato di conservazione
- Discreto
- Soggetto produttore
-
Finmeccanica
- Identificativo
- NON.000001
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
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-
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- Note
- Riproduzione fotomeccanica
- Risorse correlate
- Michele Nones (1950 - ***)
- contenuto
-
SOCIETA’ FINANZIARIA MECCANICA
FINMECCANICA
SOCIETÀ PER AZIONI CON SEDE E DIREZIONE GENERALE IN ROMA
CAPITALE L 25000000.000. INTERAMENTE VERSATO
ESERCIZIO 1948-49
1° ESERCIZIO ‘ SOCIALE
,
ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI
DEL 31 OTTOBRE! 1949 È
Presidente
Amoninisratori
Presidente
Sendai etici
Sindaci spie
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PER L'ESERCIZIO 194
149
- Zasani Dr. Ing. AeriDE
- ra Prof. Dr. Ing. Lronanpo
- FannanI -AccRaDI Dr, MARIO
- Pannani Dr. AxruRO (dal 18 settembre 1948)
» Gazto Dr. Ing. Paspraze
OrroLescni Dr. Ing. ENRICO (sino al 18 settembre 1948)
- StvicagniA Dr, Ing. Oscar
vaszi Dr. ing. Ivo
COMITATO ESECUTIVO
- Zeani + Fenmani +
coLirero sin A TATE
PER IL TRIENNIO 1948-57
- Lecceni Dr. Vincenzo
> Bnamorm Dr, Manto
- Jasinorza Dr, ANTONIO
+ Pasoszio De Viro
- Vasari Rag. Emo
- Bennanpi Dr. DOMENICO
- Toso De. GrusePE (sino al 30 giugno 1918)
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
- OrroLeNoN De. Ing. ENRICO
Signori Azionisti,
nell’accingerci a sottoporVi il Bilancio del primo esercizio -
sociale, ci sia consentito di illustrare brevemente le circostanze
che hanno caratterizzato il periodo iniziale della nostra attività.
Le condizioni di gr
ne a trovarsi nel dopoguerra l'industria meccanica e cantieristi. |
ca ex in modo parlicolare, il settore destinato alle produzioni bel-
| liche, cui appartengono prevalentemente le Aziende controllate
dall'IR.I., hanno costiluità‘inotiva-di-serie-prevtcupazioni di or.
dine economico, finanziario e sociale.
Come era quasi inevitabile furono, dapprima, adottati prov.
. vedimenti escogitati di volta in volta sotto l’assillo delle più im.
perative necessità, contrastati, per altro, da innumerevoli fattori
sì da ridursi, in molti casi. a ripieghi di efficacia prov.
negativi
visoria.
Dall’attento ed approfondito esame che. via via, poté com.
piersi della diffiéle situazione, emerse, infine, evidente la neces-
sità di affrontarla con criterio di organicità rinunziando, cioé,
alle soluzioni contingenti per agire, invece, con metodo raziona-
le e possibilmente risolutivo.
là si è ispirato il decreto legi.
slativo del Capo Provvisorio dello Stato 15 dicembre 1947 n. 1420.
con il quale I'T.R.I. venne autorizzato a sottoscrivere il capitale
azionario della costituenda Società Finanziaria Meccanica « Fin.
meccanica » con capitale da versàrsi, in una © più volte, di lire
15 miliardi e con lo scopo di:
A questa riconosciuta neces
— assumere partecipazioni azionarie in società esercenti
stria meccanica e delle costruzioni navali;
indu.
— curare il riordinamento e il coordinamento tecnico delle stesse;
— prestare loro. nelle forme ritenute più adatte. l'opportuna as-
sistenza finanziaria.
La « Finmeccanica » venne costituita il 18 marzo 1‘ con
50 milioni di capitale che, a seguito di deliberazione della stessa
Assemblea costifuliva.fuelevat}a:1.211:500.000.000. Si provvide
subito, a norma dei comma 2, 3 e 4 dell'art. 1 del sopracitato
decreto legislativo, a rilevare dall
società în seguito indicate.
Nelle Assemblee straordinarie del 17 luglio 1948 e del 25 giu-
gno 1949, venne, successivamente. deliberato l'aumento del capi
tale prima a 15 e poi 4 25 miliardi: l'ultima deliberazione. presa
ancora nel corso da in esame, è statà regolarmente ese.
guita il 20 settembre è è
-R.L i pacchetti azionari delle
Le Società esercenti l'industria meccanica e delle costruzioni
navali, }a cui maggioranza azionaria è passata alla Finmeccani.
ca. sono precisamente quelle contro elencate:
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Ansaldo Genova;
2. — Odero-Terni-Orlando (0. T. 0) con sede in Genova;
3. — San Giorgio Soc. Industriale con sede in Genova Sestri;
4. — Alfa Romeo con sede în Milano; er
5. — Filotecnica Salmoiraghi con sede in Milano;
6. — Motomeccanica con sede in Milano;
7. — Stabilimenti S. Eustacchio con sede în Brescia;
8. — Arsenale Triestino con sede în Trieste;
ieri Riuniti dell'Adriatico con se
sede in Pozzuoli
(Napoli). — »
Come già accennato, gli stabilimenti di queste Aziende erano
stati prevalentemente’ “attrezzati ed utilizzati “per le produzioni
‘occorrenti alle Forze Armate e ad altri Enti Statali.
L'Ansaldo. ad esempio, produceva navi militari complete di
ogni tipo e dimensioni, dalla corazzata, di forte dislocamento
€ alta velocità, agli incrociatori e cacciatorpediniere; produceva
altresi, grandi medie e piccole artiglierie marine e terrestri, carri
armati e autoblinde, sia a Genova che nello Stabilimento di P di Ro
“zuoli (Napoli).
—— La Odero Terni Orlando (0. T. O.) produceva pure navi mili.
tari complete e si era perfezionata nella costruzione di sommer.
Produceva anche, dal 1906, gra: ndi, medie e piccole arti.
glierie marine e terrestri
ro
i
La Società Cantieri Riuniti dell'Adriatico, oltre alla costru-
zione delle navi militari di ogni tipo, compresi i sommergibili, e
i di artiglieria ritirava dalla Ansaldo e dalla O.
produceva anche velivoli fra cui idroplani di forte portata e Suse,
gio d'azione.
La San Giorgio e la Filotecnica producevano tutta la gamma
degli apparecchi ottici e della meccanica di precisiorie, come tele.
jetri, cannocchiali, centrali di tiro, congegni di punteria, oltre
agli innumerevoli speciali apparecchi per servizi ausiliari di
‘nio
— T'AMfa Romeo, sia a Milano che a Pomigliano d'Arco, si
occupava, essenzialmente, della costruzione dei motori per avia-
zione; la Navalmeccanica lavorava in pieno per la costruzione di
“molte parti dei complessi di artiglieria, per la ri la riparazione di navi
i, € particolari per la riparazione di _
paliitari, © periieolai
Velivoli di ogni'fipo”
Di Industria Meccanica Napoletana p produceva notevole quanti.
tà di sîlu sa:
— Tutte le commesse della vasta e speciale produzione somma-
riamente citata, che impegnavano imponenti aliquote di mae-
stranze, vennero per forza di cose drasticamente sospese appena
terminate le azioni belliche e. in seguito, mancò necessariamente
ogni richiesta per tale tipo
richieste di costruzioni navali per la Marina Mercantile Naziona-
le. Di conseguenza le fonti di ordinazione che alimentavano gli |
lavoro, così come mancarono
stabilimenti del Gruppo, per circa l'80% delle complessive possi.
bilità sono venute praticamente ad inaridirsi.
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A completare il quadro della situazione ricordiamo ancora:
— che gli stabilimenti della zona triestina, quelli di La Spezia e |
Livorno; nonché gli stabilimenti della zona napoletana, vennero
duramente colpiti dlle azioni di guerra, così come ebbero grave.
mente a soffrire, a Milano, gli stabi
della Filoteenica: oltre la metà delle complessive attrezzature vén >
pe distrutti
— che per ragioni di carattere. politico.sociale si fece general-
mente luogo non solo alla riassunzione, quasi in massa; di tutto»
il personale, compreso quello occasionalmente ammesso al lavoro
per sopperire alle esigenze delle punte massime durante il perio.
do bellico, ma anche di tanti altri elementi che, pur essendosi
distinti per benemerenze civili o militari, non possedevano però
specifiche attitudini per il lavoro d'officina;
— che il blocco dei licenziamenti, non sempre nè dappertutto
interpretato nel giusiGsénso,-fini.colicreare posizioni statiche di
grave pesantezza o. addirittura, assolutamente insostenibili da
parte dell'economia aziendale. Per rendersene esatto conto ba-
sterà considerare che alcune Aziende, nel dopoguerra, con i
proprii stabilimenti în gran parte distrutti e quasi inoperanti, si
sono trovate con un riumero di dipendenti superiori del 50% a
quello massimo occupato nei periodi prebellici di più alta pro-
duzione. +
Questa grave situazione, comune, sia pure in varia misura,
a tutte le grandi e medie Aziende di questo settore industriale, sia
esclusivamente private che controllate dall’I. R.-1., si è protratta
attraverso il duro periodo del primo assestamento postbellico, in
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attesa dell’auspicata ripresa. Mercè anche i primi aiuti americani
la ripresa sî è iniziata e, nonostante le molte perduranti difficol-
tà, essa è stata più sollecita per quelle Aziende che già nell'ante.
guerra producevano prevalentemente per il consumo interno
(autovetture, autocarri, materiale ferroviario, materiale elettrico
ed elettromeccanico, macchine da scrivere, ecc.), mentre si è mani
festata necessariamente lenta, stentata ed enormemente onerosa
per le Aziende meccaniche e cantieristiche sopra elencate per effet.
to, giova ripeterlo. dell’assoluta cessazione di commesse per le
Forze Armate,
Qualche cifra indicherà meglio la gravità del fenomeno. Nel
1988 l'industria meccanica italisma ha prodotto per circa 14
miliardi di lire, pari ad oltre 700 miliardi di oggi. Di tali 14 miliar
di ben 4, pari a circa il 30% e ad oltre 200 miliardi di oggi, si rife-
rivano alle sole commesse delle Forze Armate; nello stesso 1938
vennero costrite afiche delle favi mefcantili per parecchie mi.
gliaia di tonnellate di stazza lorda, esportati prodotti nelle colonie
ed effettuati, inoltre, prodotti autarchici.
Si può. quindi, valutare nell'ordine del 40% la parte di lavo.
ro che è venuta a mancare alla produzione meccanica naziona-
le; pertanto mentre per l'altro 60% della produzione, normal.
‘mente e in gran parte destinata al consumo interno, le Aziende
già da tempo attrezzate allo scopo hanno potuto riprendere.
seppur con lento progresso, il ritmo di attività d’anteguerra, per
il suddetto 40% (e particolarmente per le Aziende I. R. I.) è stato
giocoforza segnare il passo per affrontare. in mezzo alle diffi.
coltà accennate, l'imponente problema della riconversione.
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Abbiamo già ricordato che i primi provvedimenti via via
adottati sotto la spinta delle necessità per occupare utilmente
almeno una parte dell'altissimo numero di personale a carico,
risultarono quasi sempre di limitata efficacia oltre ad essere antie-
conomici.
Chi esamini a fondo, e con vero senso di obiettività il feno.
meno di sopra prospettato, trova pertanto una ovvia risposta al
tanto che si è scritto a proposito della crisi delle Aziende mecca-
niche controllate dall’I. R. I., ed alle numerose critiche, general. -
mente non costruttive, che al riguardo sono state formulate.
E' evidente, infatti, che uno stabilimento. attrezzato per
costruire cannoni non può, con la stessa attrezzatura, gli stessi
tecnici e le medesime maestranze, mettersi a produrre vantaggio- 4
samente materiale ferroviario oppure oggetti di uso corrente
come, ad esempio, macchine elettriche o per cucire, ecc.
Sarebbe stato necessario pro scedere) con.tiuovi tecnici e nuo!
‘ve maestranze specializzate o adatte, alla sostituzione di gran
parte di quelli occupati, mentre, a parte le intrinseche difficoltà
di tali mutamenti, il blocco faceva a ciò impedimento; sareb-
bero occorsi i finanziamenti per la riconversione degli impianti.
mentre le disponibi e le possibi di credito venivano soprat-
tutto ‘assorbite dalla impellente necessità di corrispondere, la
mercede a migliaia di persone presenti nelle officine, ma non uti-
lizzabili produttivamente.
E non occorre certo soffermarsi sulle difficoltà intrinseche di
definire rapidamente e con sicurezza il nuovo giusto indirizzo
per le riconversioni da operare onde supplire all'enorme percen-
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tuale di lavoro perduto, e ciò în ragione dei numerosi fattori di
incertezza insiti nella situazione interna ed in quella internazio.
nale circa le possibilità future di sbocco e di incremento per
i prodotti di pace. L'incremento nella richiesta di materiale rota.
bile ferroviario, diluito nel tempo, costituiva soltanto un parziale
sollievo.
Nel secondo semestre del 1947. allorquando vennero decise la
costituzione e Ja funzione della Finmeccanica, il protrarsi delle
altissime spese improduttive, minacciava di abbattere le Aziende
di alcune importanti zone industriali. Se jl punto più acuto può
considerarsi, per diverse Aziende, superato mercè l’opera dei
capi, dei tecnici e, aggiungiamo, mercè il buon senso dei lavor:
tori. ciò non foglie che molti scogli restano ancora disseminati
lungo le rotteracciate per portare a salvamento le navi pericolan-
ti; senza dire delle difficoltà che sono comporiate da eventi di
carattere generale, come quello testè sopraggiunto della forte sva-
lutazione di tante monete, evento di cui è ancora impossibile
misurare la portata nel campo degli scambi internazionali. Pen-
sianio di potere, comunque, considerare la strada sinora percorsa
come una tappa glà superata, e di poter valutare con più serena
ponderatezza quella da seguire; e ciò anche se non sempre posso.
no determinarsi, come già rilevato. tutti gli elementi dei proble.
mi che siamo chiamati ad affrontare a causa della persistente
instabilità politica e finanziaria del mondo intero.
Fin dal momento în cui il Vostro Consiglio ha assunto il
proprio. compito, esso si è dato cura di approfondire l'esame
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della situazione delle Aziende controllate, di individuare le cause
delle relative perdite e valutare l'entità degli ingenti finanzia.
menti ancora occorrenti. I risultati di tale accurata ed analitica
indagine valgono a precisare le condizioni in cui è stata presa
in consegna l’amministrazione del Gruppo.
Così, si è proceduto a determinare, con sufficiente appros.
simazione, quali fossero le forze di lavoro esuberanti in conse-
guenza del blocco e delle determinazioni di ordine sociale, presso
le varie Aziende, e ciò in rapporto alle possibilità dei mezzi di
produzione disponibili. Si è potuto, in tal modo, calcolare anche
l'entità delle perdite dovute a questo onere di carattere politico-
sociale.
Un'altra causa è stala jdentificata e valutata, che contribuiva
a rendere pesante la silùazione € che per mollo doveva, come
deve tuttora, gravare sui bilanci delle grandi Società cantieristi.
che. Ne] 1946 e al principio del 1947, mentre ovunque si erano
riprese con grande fervore le ricostruzioni per }a Marina Mer-
cantile, l’Italia, stremata dalla guerra, non aveva ancora definito
alcun programma per le nuove costruzioni. I nostri Cantieri,
assillati dalla necessità di dar lavoro alle proprie maestranze,
non riducibili per il blocco dei licenziamenti, cercarono ansiosa
mente ordinazioni dagli armatori esteri, a ciò incoraggiati e spin-
ti da parte ufficiale, in vista anche della impellente necessità va.
lutaria, ordinazioni che si sapeva a priori non potessero lasciare
margine 0 dovessero comporiare qualche perdita, ritenuta co.
munque inferiore all’onere delle maestranze inoperose. Le com-
messe assunte dalle quattro Società cantieristiche dell’I.R.1.
sì come dalle altre Società private che fanno parte dell'e Assona-
ve », ammontarono, tra l'aprile 1946 e il luglio 1947, a circa 63
milioni di dollari e 2 milioni di sterline, oltre 2 miliardi di lire
in compensazione, Il lavoro venne assunto da tutte le Società
nella proporzione, all'incirca, delle rispettive capacità (e così i
Cantieri del Gruppo I. R.I. assunsero il 78% delle commesse este.
re, avendo essi circa l'80% della capacità produttiva del com-
plesso dei grandi Cantieri italiani) e tutte si ritennero al coperto
dal rischio delle oscillazioni dei costi, perché i contratti venivano
stipulati in valuta pregiata, il cui ricavo si presumeva avrebbe
compensato ogni eventuale aumento del costo dei materiali e del.
la mano d'opera.
Nel fatto, si sono dovute, invece. registrare perdite cospicue
per tutti‘i Cantieri derivanti essenzialmente dal movimento va-
lutario.
L'azione relativa'al mercato valutario sviluppatasi nella se-
conda metà del 1947, se, da un lato, segnava l’arresto dello sci-
volamento della lira e avviava all’auspicata stabilità della no-
stra valuta, decisiva per la ripresa cui l’ERP dà il proprio vigo-
roso contributo, pregiudicava fatalmente, dall’altro, il risultato
economico dei lavori assunti a lungo termine. Infatti. chiamando
100 il ricavo dei dolla:
cominciarono adessere stipulati, e 100 il costo dei materiali e della
mano d’opera allo stesso momento, il diagramma indicante il suc-
cessivo andamento di tale ricavo'e di tali costi dal luglio 1946
al luglio 1948, mostra che il dollaro. dopo essere salito al 186%,
è sceso al 118%, mentre i costi della mano d'opera e dei mate.
al livello del momento in cui i contratti
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le
riali, nello stesso periodo, sono costantemente saliti, raggiungen-
do mediamente il 318%, .
Per effetto, quindi, del solo movimento della valuta la per.
dita avrebbe potuto ascendere sino ad 1,7 volte il prezzo pattuito.
Nel fatto, le perdite non hanno raggiunto tale livello estremo,
perché non tutti i contratti furono stipulati nel momento più sfa-
ispettivamente in ri.
vorevole per quanto si riferisce al cambio.
guardo ai costi, ma anche restando sui livelli intermedi, le perdi.
te sono state assai alte. Il grave disagio economico dei Cantieri
è da collegarsi precipuamente con questi eventi, da cui i Cantieri
controllati dall'I.R.I. vennero colpiti praticamente nella stessa
proporzione di quelli privati.
Alle perdite delle Aziende del Gruppo maturate al momento
della costituzione della Finmeccanica in dipendenza delle suddet-
te due cause: esuberanza di mano d'opera e commesse navali
estere, si aggiungevarloguenedovite alle altre note cause: defi.
ciente rendimento, disorganizzazione, oneri della maggiore espo.
sizione debitoria, ecc., perdite la cui entità assorbiva, come ordi-
ne di grandezza, i non effettuati regolari ammortamenti e la
‘mancata rimunerazione al capitale investito.
Il Vostro Consiglio, assumendo la responsabilità della gestio.
ne sociale, si è dedicato al grave e difficile compito di affronta.
re la prima e più grave causa di squilibrio delle gestioni per riu-
scire a salvare le Aziende col conseguirne il giusto dimensiona-
mento e mantenerne în seguito utilmente occupate, quanto più
possibile, le maestranze; per la seconda fonte di perdite, dipenden-
te da fenomeno valutario, la Vostra amministrazione non poteva
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le
che limitarsi a richiamare l’attenzione delle Autorità Governative
sulle gravissime perdite subite dai Cantieri solo perché fornitori
a lungo termine (a due anni ed oltre dalia dala del contratto) in
conseguenza della manovra valutaria, apportatrice peraltro di
vantaggi alla collettività nazionale.
Ci siamo dilungati su questo chiarimento di obbiettivi dati di
fatto che furono rilevati fin dall’inizio dal Vostro Consiglio, in
quanto essi ci appaiono fondamentali anche per rettificare taluni
giudizi che vengono non di rado emessi al riguardo di queste
Aziende. e che in buona parte si basano .su generalizzazioni di
circostanze le quali, indipendentemente dalla loro indiscussa gra-
vità, hanno però in parte, o în buona parte, carattere transitorio
© funzionale, e non organico © inevitabilmente permanente. Ed
è appunto sulla constatazione di questi elementi di fatto che ci
siamo indotti ad. assumere îl compito dell'amministrazione della
Vostra Azienda. nni
Oggi, dopo la chiusura del primo esercizio, siamo in grado
di dirVi che la prima, e certo non la più agevole tappa per quan-
to riguarda le eccedenze di personale è stata praticamente supe-
rata. Vi sono e vi saranno sempre problemi di ordine sindacale,
in dipendenza dell’oscillazione della richiesta interna di lavoro e
delle possibilità di esportazione: tuttavia la prima opera di ade
guamento delle maestranze ai mezzi di Tavoro, salvo circoscritte
eccedenze, si può ritenere in massi
Per quanto riguarda le commesse estere di cui Vi abbiamo
intrattenuti, Vi informiamo che le Società interessate hanno con.
20
tinuato, e continuano a svolgere, verso i committenti esteri,
quell’azione che la legge e le clausole contrattuali consentono per
attenuare quanto possibile il danno, ferma restando la nostra in.
sistenza verso le Autorità Governative per una favorevole con-
siderazione di questa particolare situazione.
Naturalmente, siamo lungi dal raggiungimento della méta, e
il riferimento che abbiamo di sopra fatto alle possibilità dei mer.
cati interno e internazionale quali fattori che condizionano ogni
progresso ed ogni risultato, Vi indica di per sé quante altre în:
cognite e difficoltà vi siano da affrontare.
Abbiamo già ricordato che, nell'immediato dopoguerra,
ogni Azienda, assillata dal gravame della numerosa maestranza
bloccata, ha cercato singolarmente di risolvere come poteva i
propri problemi; da ciò gli affrettati e non sempre razionali
adattamenti degli #ffpléntisallanuòva:« produzione richiesta, 47
talvolta solo transitoriamente, dalle urgenti necessità della rico.
struzione. Abbiamo anche ricordato che era appunto nostro com-
pito di rimediare a queste incongruenze. promuovendo una di-
sciplina dell'attività delle varie Aziende secondo programmi na-
zionali, adeguati alle ragionevoli previsioni del futuro, e confor.
mi alla paricolare capacità produttiva delle singole Aziende e
alle reali possibilità di assorbimento dei mercati. La Vostra am-
ministrazione si è preoccupata altresi di conseguire possibilmen.
te il risultato con Ja maggiore rapidità. dato che il tempo costi-
tuiva il più importante fattore di successo. Vennero, perciò. co-
stituite subito commissioni di esperti di riconosciuto valore e. sul-
2
la base degli esami e rilievi da esse compiuti, vennero studiati e
formulati i primi programmi di riordinamento delle Aziende,
programmi ampiamente discussi e vagliati sotto il profilo tecnico.
economico e finanziario per essere poi esaminati ed approvati dal
Vostro Consiglio di Amministrazione. Per taluni programmi si
è potuta già disporre l'attuazione che è in corso, per altri si pro-
cede al perfezionamento degli studi, specialmente richiesto dallo
andamento incerto del mercato mondiale.
Riteniamo opportuno di richiamare la Vostra attenzione su
uno dei problemi più importanti, quello dei Cantieri Navali.
campo nel quale. come già ricordato, Ja Finmeccanica controlla
1°80 per cento circa dei grandi Cantieri Nazionali.
© Dal 1945 nessuna commessa degna di nota per nuove costru-
zioni si è ottenuta dall’armamento mercantile italiano, che è ri-
masto fermo in. attesa della promessa legge a favore delle nuove
costruzioni di qualità. La legge ha potuto finalmente essere ap-
provata. nel marzo del corrente anno, dal Parlamento; ma le age-
volazioni che ne derivano si riferiscono a circa 235.000 tonn. di
stazza lorda. a quanto cioè può offrire ai Cantieri un modesto
ritmo di lavoro per due anni. E poiché non è da prevedere che
la Marina Militare possa dare, nel prossimo avvenire, se non un
limitato sviluppo alle costruzioni che la interessano, occorre po-
ter fare assegnamento sui cosidetti programmi a lungo termine
nazionale ed estere.
delle marine mercanti
Ci sia consentito di insistere a questo riguardo, nel modo più
deciso, sulla opportunità di agevolazioni governative che diano
durevole impulso alle costruzioni navali; le agevolazioni appaio-
2
no senz'altro giustificate ove si consideri che ogni altra industria
gode i benefici di una protezione doganale. che facilita notevol.
mente la produzione destinata al consumo interno, proteggendo.
la nelle sue più o meno transitorie inferiorità rispetto alla più
attrezzata industria estera. Tale protezione, com'è noto, non
è possibile estenderla alle costruzioni navali neppur se destinate
agli armatori nazionali, e ci
essenziale per i nostri armatori, di possedere navi di costo non
superiore alle navi straniere. con le quali devono competere sul,
mercato internazionale dei noli. Le agevolazioni governative so-
no quindi altrettanto giustificate ed indispensabili, per raggiun.
gere il livello di costo, quanto lo è per altre industrie l’aiuto do-
ganale. Tali agevolazioni vengono messe, da molti, in rilievo per
il gravame che comportano sui contribuenti, sicché mentre, in
generale, questi non si rendono esatto conto del peso che soppor-
tano per effetto delli&protezioni-dogamali. sono portati ad osteg-
giare il contributo alle costruzioni navali. che ha forma più pa-
lese pur essendo inferiore a quello derivante in genere dalla pro.
tezione doganale.
per ragioni ovvie, fra cui quella,
Prima della guerra, la produzione navale mercantile agevo.
lata e la forte produzione per la_ Marina Militare, hanno consen-
tito ai migliori Cantieri di concorrere utilmente per le forni
ture richieste dal mercato internazionale, data la possibile dilui.
zione delle spese generali sull’ampio volume della produzione
di cui sopra. Si arrivava così a compensare in parte il mag-
gior costo dei materiali în Italia e quegli altri maggiori oneri
cui i Cantieri italiani dovevano sottostare rispetto ai Cantieri
2
concorrenti degli altri Paesi. I quali Cantieri esteri, è opportuno
sottolinearlo, beneficiano anche essi di aiuti diretti o indiretti.
Ora, nella situazione attuale, devesi pur rilevare che
liani è sen.
il complesso della capacità produttiva dei Cantier
sibilmente superiore alle più favorevoli richieste del nostro mer.
cato. Ma occorre, anche, tener presente che l’attuale configurazio-
ne della nostra industria cantieristica deriva, essenzialmente,
dalle tradizioni marinare del Paese attraverso i secoli e, solo per
qualche caso, può dirsi effetto di iniziative a carattere speculativo
contingente. Oltre ai Cantieri per grandi apprezzatissime costru-
zioni in legno, sulle coste della Penisola sono stati sempre dis-
seminati medi e piccoli Cantieri; col tempo, e mano mano, i gran.
di stabilimenti vennero trasformati per la costruzione di navi a
scafo metallico e, intorno ad ess
numerevoli altre medie e piccole industrie per la fornitura dei
prodotti occortenti Alla’ costruzione navale.
, nacquero e prosperarono în.
Queste industrie meccaniche satelliti, se alimentate dai Can-
tierî, possono offrire, a relativamente basso costo, altri prodotti
similari di uso corrente e di facile esportazione.
Ci siamo, quindi, trovati di fronte ad una situazione che an-
dava seriamente considerata e meditata în tutti i suoi aspetti e
abbiamo dovuto riconoscere che il problema non poteva essere
circoscritto nell'ambito di un solo settore di produzione, ma si
portava, invece, e si estendeva nel complesso campo della econo.
mia nazionale. In sostanza, ove non si volesse riconoscere al set-
tore meccanico un'importanza di prima linea nelle relazioni econo.
miche internazionali (e molti fattori dimostrano che ciò è possi.
2
bile) si andrebbe decisamente verso una contrazione dell'indu-
‘stria stessa, con corrispondente riduzione delle forze di lavoro oc-
cupate rispetto all'anteguerra. In questa ipotesi, sarebbe però
anche da considerare come potrebbe essere servita la generale
aspirazione verso un elevamento del livello medio di vita che,
dallo sviluppo del settore meccanico, riceve senza dubbio una no-
tevole spinta.
Orbene, basandoci sull'indirizzo che le provvidenze legisla-
tive hanno manifestato, considerato lo sviluppo delle esporta-
zioni dei prodotti meccanici verificatosi nel 1948, e riesamina.
to il problema dei costi nei suoi aspetti permanenti e contingen-
ti, nonché tenuto conto che un modesto incremento nella quota
delle costruzioni navali mondiali, già conquistata dalla nostra în.
dustria nell’anteguerra, basterebbe ad assicurare la vita ai nostri
Cantieri, ci siamo avviati verso una radicale e razionale trasfor.
mazione delle attrezzifurè“degli-stabilimenti da quale (senza af-
fatto aumentarne la capacità produttiva) mediante l'adozione dei
più moderni sistemi di lavorazione, tende ad una riduzione dei
costi e dei tempi, tale da rendere possibile la concorrenza sul
mercato internazionale delle costruzioni navali.
Questo nostro deciso indirizzo deve. evidentemente, conside.
rarsi anche come un atto di fede nell'integrale e sollecito ricu-
pero della tradizionale laboriosa capacità delle nostre maestranze
e nella lungimiranza dei nostri legislatori. Una ragguardevole
importanza sull'indirizzo da noi assunto, ha avuto altresi la posi
zione presa dal Governo verso un radicale rinnovo della siderur.
gia che se, come auspicato, riuscirà a portare i prezzi sui livel.
8
li internazionali, rappresenterà un ulteriore impulso alla produ-
zione meccanica per l'esportazione in generale e alla attività can-
tieristica in particolare.
Si è proceduto, con la stessa cura e diligenza, all'esame delle
situazioni delle altre Aziende del Gruppo Finmeccanica; alcune
di esse hanno gà in corso i programmi elaborati, e non vi intrat.
teniamo con analitici dettagli, data anche la relativa minore loro
importanza nel quadro delle attività del Gruppo; per altre a cau-
sa, come già accennato, della persistente non sufficiente chiarezza
delle tendenze dei mercati nazionali ed esteri. le determinazioni
definitive non sono state ancora prese. Giova. comunque, pro-
spettare i concetti fondamentali che hanno guidato il nostro lavo.
ro. Essi sono:
1) potenziare quei rami della meccanica che già costitui.
vano prerogativa di alcuni stabilimenti per estenderne l’utile in-
tervento sul mèrcato interno e, sovrattutto, per acquisire possi.
bilmente un posto rilevante sul mercato internazionale;
2) concentrare in poche unità. o in unità singole bene ubi-
cate e modernamente attrezzate, lavorazioni affrontate finora con
mezzi di fortuna; ciò, bene inteso, quando è prevedibile uno svi-
luppo vicino © lontano della richiesta sia all'interno che all'este-
ro. Non sî abbandona cos nulla di quanto è sato acquisito con
sacrifici di lavoro e di capitali; i
3) sostituire, dopo ponderato studio, produzioni ormai non
richieste con altre di cui il mercato internazionale dimostri, con
qualche sicurezza, una notevole domanda; naturalmente per que.
26
ste nuove produzioni bisognerà cercare di conquistare una sicu-
ra base di mercato interno.
E' probabile che questo indirizzo possa destare qualche ap.
prensione in Aziende che hanno già posizione acquisita sul mer-
cato interno, e che gradirebbero conservare il privilegio di fatto.
In merito va, tuttavia, ricordato che la scomparsa di quel 30% di
possibilità interne costituite dalle precedenti commesse delle For.
ze Armate, ha sacrificato essenzialmente le maestranze del nostro
Gruppo; e che ogni sforzo di tradurre in lavoro per l’esportazio-
ne quello mancato per commesse militari. esige anche di costitui.
re contemporaneamente per l'Azienda rispettiva una certa base
sul mercato interno.
L’opera di riconversione: non può, tuttavia, completarsi che
a ragion veduta, stabilendosi ogni decisione sulla base di criteri
economici, senza di che la costruzione intrapresa non avrebbe
fondamento. Ed è appunto. per.ciò.che.vi.abbiamo or ora detto
essere tuttora allo studio i problemi relativi a talune Aziende
per le quali, come per quelle del complesso napoletano, l’ope-
razione di riconversione si è presentata con carattere ancora più
esteso.
Signori Azionisti,
dopo averVi esposto, per sommi}capi, l'indirizzo da noi se.
i. dobbiamo intrattener.
Vi ora-brevemente anche sul lavoro di riorganizzazione ammi.
guito in merito ai programmi produtti
nistrativa e finanziaria dei complessi aziendali. Anche questo or-
27
dine di problemi ha richiesto molte e ponderate cure, avendo ri-
guardo, fra l’altro, agli interessi delle minoranze azionarie che,
specie în alcune grandi Aziende, superano il terzo del capitale.
Sotto questo profilo, particolare premura e attenzione ha ri-
chiesto il Gruppo di Aziende meccaniche e cantieristiche dell'Alto
Tirreno, per le quali l'eclettismo delle produzioni e la grandio.
sità dei singoli centri ha reso più spiccatamente manifesta la ne-
‘cessità di spe
In questa non facile opera, ci siamo attenuti ad alcuni sem.
i solleciti assestamenti.
plici concetti, basilari e tradizionali nell’industri
@) semplificare e snellire quanto possibile sia l'organizza-
zione aziendale che quella di stabilimento; fissare il sano criterio
proporzioni fra gestione e produzione eliminando le dan-
nose e mastodontiche concentrazioni non giustificabili tecnica.
mente;
5) raggruppare man'intita Azienda gli stabilimenti desti.
nati all'esecuzione di prodotti tecnologicamente e commercial.
mente affini;
destinati a particolare produzione. Ciò per rendere possibile ed
agevolare lo sforzo metodico per il perfezionamento tecnico non-
ché la migliore conoscenza specifica dei mercati e la costante pre-
senza sugli stessi, sia în Italia che all’estero;
©) affidare ad ogni Capo Azienda compiti di misura tale che
egli sia in grado di assolverli con il migliore rendimento indi-
viduale e con effettiva responsabilità personale.
In base a questi concetti fondamentali sono stati definiti î
programmi delle varie Aziende interessate.
individuare in Aziende autonome gli stabilimenti
28
Riassumiamo concisamente i termini dell'operazione che, stu.
diata durante tutto l'esercizio sociale in esame, è stata realizzata
con l’unanime consenso degli azionisti delle rispettive Aziende
nei primi mesi dell'esercizio în corso.
Si tratta del Gruppo costituito dalle tre Società: « Ansaldo »,
« San Giorgio » e « Odero.Terni-Orlando », le cui attività risulta.
no ora ripartite in nove Società distinte ed indipendenti con în-
dirizzo bene individuato per ciascuna în ragione delle proprie pe-
culiari caratteristiche. 3
Così, nella Società Ansaldo sî è concentrata in prevalenza l'atti-
vità cantieristica navale. Essa ha ceduto. quindi, le altre branche
della propria attività: l'elettromeccanica. la lavorazione me.
talli non ferrosi, la produzione. dei trattori. ed ha assunto le at-
tività cantieristiche della 0.T.O. Si è venuto a creare, in tal modo,
nell'alto Tirreno un gruppo cantieristico analogo a quello esi.
stente nell'alto Adriatico con i Cantieri Riuniti dell'Adriatico. La
uniformità di indirizzo e dî poterizialità “pote consentire conve-
nienti sviluppi di collaborazione tra i due gruppi Adriatico e Tir-
reno,
Per alcuni altri stabilimenti Ansaldo le de
joni sono state
rinviate in attesa, come già accennato. di una migliore chiarifi.
cazione dei programmi nazionali di altre industrie.
I reparti elettrotecnici della San Giorgio e della Ansaldo che,
negli ultimissimi anni, nel rispondere alle richieste dei mercati,
erano giunti su un terrerio di concorrenza sovente eccessiva, so-
no stati raggruppati in un unico ente elettromeccanico: e Stabi
menti Elettromeccanici Riuniti Ansaldo.San Giorgio »; questo, es-
sendo in possesso di stabilimenti in Liguria capaci di produzioni
29
complementari, costituirà uno dei più importanti centi elettro Ì
meccanici d’Itali:
Le altre attività, nettamente differenziate per indirizzo di
produzione, sono state assunte da Aziende staccate ed autonome;
eccone l'elenco:
— «Stabilimento Meccanico Metallurgico Genovese Ansaldo.
Fossati » — (destinato alla costruzione di trattori e sonde nonché
alla fucinatura e stampaggio).
— « Delta — Società Metallurgica Ligure » — (per la lavora-
zione dei metalli e in particolare rame e sue leghe, ecc.).
— « Termomeccanica Italiana » — (per la fabbricazione di
pompe, compressori, macchinari per impianti frigoriferi, ecc).
—<0.T.0.— Le Grazie» — (per l'esecuzione di riparazioni
navali nel porte.di Genova).
— « Officine Meccaniche Pistoiesi già San Giorgio » — (per la
costruzione e riparazione di materiali ferroviario, tranviari
eci).
— La « Società Odero-Terni-Orlando », avendo ceduto alla ||
Ansaldo i Cantieri di Livorno e Muggiano, e ceduto lo stabilimento
Termomeccanico di La Spezia alla nuova Società « Termomecca.
nica Italiana », si occuperà della gestione del grande Stabilimen.
lo Meccanico di Melara-La Spezia.
— La « Società San Giorgio », dopo aver ceduto alla nuova
Società « Stabilimenti Elettromeccanici Riuniti Ansaldo-San Gior-
gio » i propri reparti di produzione elettromeccanica, si occu.
30
SITI
pale >
perà di meccanica di precisione, ottica, costruzione di ausiliari di
bordo, ecc.
Le singole valutazioni per i trapassi, eseguite da periti giura-
ti nominati dal Tribunale di Genova, con il più assoluto rispetto
degli interessi dei rispettivi azionisti, hanno avuto l’approvazio-
ne unanime delle assemblee. Tutte le operazioni, approvate pri-
ma della scadenza del decreto 7 maggio 1948 n. 1057, che conce-
* deva facilitazioni per i concentramenti aziendali, sono già state
omologate dal Tribunale e sono în corso di effettiva rapida ese.
ignori Azionisti,
confidiamo che l'esposizione dell'attività svolta dalla Vostra
Società, nel suo primo esercizio, Vi abbia dato un'idea chia
la importanza del compito che la Vostra Ammi
rezione lianno affrontato e, nei limiti del possibile, assolto mercè
il concorso appassionato, dei tecnici e degli esperti che costitui
scono i quadri dei nostrî:collaboratort, tutti e0neGtdi nell'operare
con spirito di dedizione agli interessi della Società e del Paese.
Il Bilancio che sottoponiamo alla Vostra approvazione si
compendia in un tolale attivo, esclusi i conti d'ordine,
Ufo o: Lmigl. 37.551.833
un totale passivo di... >» 22.551.340
ed un netto patrimoniale di. 5 » ‘15.000.493
3
tale azi
di cui £migl, 15.000.000 sono cost:
4rrigl. 493 rappresentano il risultato netto dell’eserci
dal cav
Il modestissimo saldo attivo della gestione è irrilevante in
confronto alla cifra del nostro capitale azionario e, più ancora,
all’ampiezza dei nostri
investimenti
D'altra parte, non può prescindersi dal fatto, dianzi larga-
mente illustrato, che gli investimenti riguardano un gruppo d
aziende le quali, salvo pochissime eccezioni tra le Società d
minor mole, trovandosi în pieno travaglio di riorganizzazione
e riconversione, non erano in grado di rimunerare i capital
esse investi
Per conseguenza la Vostra Società ha dovuto limi
debitare gli interessi che le sarebbero spettati sui suoi finanzia.
menti a quelle controllate che erano in grado di sopportare tale
onere e ciò nella inisura che le singole situazioni comportavano.
si ad ad-
Complessivamente il Conto Economico ha potuto così bene-
ficiare di circa 368 milioni di interessi attivi e 9 milioni di divi-
dendi; in complesso 377 milioni che hanno permesso di coprire
le spese di esercizio e il pagamento di una pari
dotti all'Istituto per Ja R
e soltanto di
struzione Industriale
che, parallelamente a quanto da noi operato nei confronti del-
le controllate, ha aderito a tali riduzioni
L'importo degli interessi attivi conteggiati dalla Vostra Socie-
tà nella misura parziale di sopra rilevata, e quello di circa 9 mi-
lioni di dividendi, sono bastati appena a coprire le spese di esei
cizio di 155 milioni, e gli interessi passivi e provvigioni bancarie
221 milioni.
per ci
2
Passando all'esame delle singole voci di bilancio, noteret
al'ATTIVO le due voci di gran lunga più importanti sono co-
stituite dalle « Parlecipazioni Azionarie » e dai « Crediti verso
Società Controllate ».
Le « Partecipazioni Azionarie», per complessive £migl.
1.277.040, rappresentano il 51% dei rispettivi capitali sociali e
sono contabilizzate al valore di rilievo dallI.R.I., valore commi.
surato a quello nominale come disposto dal Decreto Legislativo.
15 dicembre 1947 n. 1420.
1 « Crediti verso Società Controllate» ammontano a £migl.
36.204.054.
Tale importo rappresenta pet £mig]. 35.836.147 il complesso
dei finanziamenti erogati nei quattordici mesi decorsi dal 1° mag.
gio 1948 al 30 giugnd w.s%e'per'ginigi):367:907 gli interessi ad-
debitati nello stesso periodo.
La destinazione per azienda dei finanziamenti erogati. risul-
ta la seguent
AZIENDE CANTIERISTICHE
Ansaldo - . .. > 4 13.704.645.355
Cantieri Riun. dell'Adriatico » 503.933.390
Navalmeccanica » 3.025.812.258
Odero.Terni-Orlando » 5.697.672.884
A riportare —£. 22.872.063.887 —22.872.063.887
33
DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA
Con la rappresentanza in proprio o per delega di n. 24.986.181
azioni sulle n. 25.000.000 costituenti l'intero capitale sociale,
l'Assemblea: n
— ha approvato all'unanimità la relazione del Consiglio di
Amministrazione e quella del' Collegio Sindacale, il Bilan. -
cio ed il Conto Perdite è Profitti dell'esercizio chiuso al
30 giugno 1949, nonché il riporto a nuovo del residuo uti
dell'esercizio in_L...468.458;
— ha eletto per acclamazione ad Amministratori per l’eserci-
zio 1949.1950 i Signori:
BONANNI Dr. Leonida
FEA Piéti Pr,Ing. Leonardo.
FERRARI- AGGRADI Dr. Mario
FERRARI Dr. Arturo
SINIGAGLIA Dr. Ing. Oscar
VANZI Dr. Ing. Ivo
ZENARI Dr. Ing. Aristide
— ha nominato Sindaco supplente il Signor:
MEDUGNO Dr. Leopoldo
— ha determinato il compenso agli Amministratori per l'eser-
cizio 1948.1949 ed ai Sindaci -per il triennio 1948-1951.
Sindaci afetivi
Stminzi ppi
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE +7
PER L'ESERCIZIO 1949-50
- Zanni De, Ing. ARISTIDE
- Bowaxwr Dr. Leowmna
+ Fra Prot Dr. log. Leoxanno
- umzanimAcoRADI Dr. MARIO
< renmani Dr AntonO
- Gatto Dr. Ing. Pasquare
- OrroLancHI Dr. Ing. Exmico
- SiencaguiA Dr. Ing. Oscar
Vanzi Dr lag. Ivo
COMITATO ESECUTIVO
Zawanr - FennanI - Stvroncnta
Corteciousnidacave
PER IL TRIENNIO 1948-51
+ Laconi Dr. Viscenzo
- Bramorti Dr, MANO
- Jaxworma Dr, ANTONIO
- Paonzio Dr Vito
- Vatewrmni Rag. E210
- nraani Dr. DowxiCO
- MabooNO Dr, Leorotno
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
- Avazzone Dr. Av. Gioncio
- extracted text
-
SOCIETA’ FINANZIARIA MECCANICA
FINMECCANICA
SOCIETÀ PER AZIONI CON SEDE E DIREZIONE GENERALE IN ROMA
CAPITALE L 25000000.000. INTERAMENTE VERSATO
ESERCIZIO 1948-49
1° ESERCIZIO ‘ SOCIALE
,
ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI
DEL 31 OTTOBRE! 1949 È
Presidente
Amoninisratori
Presidente
Sendai etici
Sindaci spie
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PER L'ESERCIZIO 194
149
- Zasani Dr. Ing. AeriDE
- ra Prof. Dr. Ing. Lronanpo
- FannanI -AccRaDI Dr, MARIO
- Pannani Dr. AxruRO (dal 18 settembre 1948)
» Gazto Dr. Ing. Paspraze
OrroLescni Dr. Ing. ENRICO (sino al 18 settembre 1948)
- StvicagniA Dr, Ing. Oscar
vaszi Dr. ing. Ivo
COMITATO ESECUTIVO
- Zeani + Fenmani +
coLirero sin A TATE
PER IL TRIENNIO 1948-57
- Lecceni Dr. Vincenzo
> Bnamorm Dr, Manto
- Jasinorza Dr, ANTONIO
+ Pasoszio De Viro
- Vasari Rag. Emo
- Bennanpi Dr. DOMENICO
- Toso De. GrusePE (sino al 30 giugno 1918)
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
- OrroLeNoN De. Ing. ENRICO
Signori Azionisti,
nell’accingerci a sottoporVi il Bilancio del primo esercizio -
sociale, ci sia consentito di illustrare brevemente le circostanze
che hanno caratterizzato il periodo iniziale della nostra attività.
Le condizioni di gr
ne a trovarsi nel dopoguerra l'industria meccanica e cantieristi. |
ca ex in modo parlicolare, il settore destinato alle produzioni bel-
| liche, cui appartengono prevalentemente le Aziende controllate
dall'IR.I., hanno costiluità‘inotiva-di-serie-prevtcupazioni di or.
dine economico, finanziario e sociale.
Come era quasi inevitabile furono, dapprima, adottati prov.
. vedimenti escogitati di volta in volta sotto l’assillo delle più im.
perative necessità, contrastati, per altro, da innumerevoli fattori
sì da ridursi, in molti casi. a ripieghi di efficacia prov.
negativi
visoria.
Dall’attento ed approfondito esame che. via via, poté com.
piersi della diffiéle situazione, emerse, infine, evidente la neces-
sità di affrontarla con criterio di organicità rinunziando, cioé,
alle soluzioni contingenti per agire, invece, con metodo raziona-
le e possibilmente risolutivo.
là si è ispirato il decreto legi.
slativo del Capo Provvisorio dello Stato 15 dicembre 1947 n. 1420.
con il quale I'T.R.I. venne autorizzato a sottoscrivere il capitale
azionario della costituenda Società Finanziaria Meccanica « Fin.
meccanica » con capitale da versàrsi, in una © più volte, di lire
15 miliardi e con lo scopo di:
A questa riconosciuta neces
— assumere partecipazioni azionarie in società esercenti
stria meccanica e delle costruzioni navali;
indu.
— curare il riordinamento e il coordinamento tecnico delle stesse;
— prestare loro. nelle forme ritenute più adatte. l'opportuna as-
sistenza finanziaria.
La « Finmeccanica » venne costituita il 18 marzo 1‘ con
50 milioni di capitale che, a seguito di deliberazione della stessa
Assemblea costifuliva.fuelevat}a:1.211:500.000.000. Si provvide
subito, a norma dei comma 2, 3 e 4 dell'art. 1 del sopracitato
decreto legislativo, a rilevare dall
società în seguito indicate.
Nelle Assemblee straordinarie del 17 luglio 1948 e del 25 giu-
gno 1949, venne, successivamente. deliberato l'aumento del capi
tale prima a 15 e poi 4 25 miliardi: l'ultima deliberazione. presa
ancora nel corso da in esame, è statà regolarmente ese.
guita il 20 settembre è è
-R.L i pacchetti azionari delle
Le Società esercenti l'industria meccanica e delle costruzioni
navali, }a cui maggioranza azionaria è passata alla Finmeccani.
ca. sono precisamente quelle contro elencate:
10
Ansaldo Genova;
2. — Odero-Terni-Orlando (0. T. 0) con sede in Genova;
3. — San Giorgio Soc. Industriale con sede in Genova Sestri;
4. — Alfa Romeo con sede în Milano; er
5. — Filotecnica Salmoiraghi con sede in Milano;
6. — Motomeccanica con sede in Milano;
7. — Stabilimenti S. Eustacchio con sede în Brescia;
8. — Arsenale Triestino con sede în Trieste;
ieri Riuniti dell'Adriatico con se
sede in Pozzuoli
(Napoli). — »
Come già accennato, gli stabilimenti di queste Aziende erano
stati prevalentemente’ “attrezzati ed utilizzati “per le produzioni
‘occorrenti alle Forze Armate e ad altri Enti Statali.
L'Ansaldo. ad esempio, produceva navi militari complete di
ogni tipo e dimensioni, dalla corazzata, di forte dislocamento
€ alta velocità, agli incrociatori e cacciatorpediniere; produceva
altresi, grandi medie e piccole artiglierie marine e terrestri, carri
armati e autoblinde, sia a Genova che nello Stabilimento di P di Ro
“zuoli (Napoli).
—— La Odero Terni Orlando (0. T. O.) produceva pure navi mili.
tari complete e si era perfezionata nella costruzione di sommer.
Produceva anche, dal 1906, gra: ndi, medie e piccole arti.
glierie marine e terrestri
ro
i
La Società Cantieri Riuniti dell'Adriatico, oltre alla costru-
zione delle navi militari di ogni tipo, compresi i sommergibili, e
i di artiglieria ritirava dalla Ansaldo e dalla O.
produceva anche velivoli fra cui idroplani di forte portata e Suse,
gio d'azione.
La San Giorgio e la Filotecnica producevano tutta la gamma
degli apparecchi ottici e della meccanica di precisiorie, come tele.
jetri, cannocchiali, centrali di tiro, congegni di punteria, oltre
agli innumerevoli speciali apparecchi per servizi ausiliari di
‘nio
— T'AMfa Romeo, sia a Milano che a Pomigliano d'Arco, si
occupava, essenzialmente, della costruzione dei motori per avia-
zione; la Navalmeccanica lavorava in pieno per la costruzione di
“molte parti dei complessi di artiglieria, per la ri la riparazione di navi
i, € particolari per la riparazione di _
paliitari, © periieolai
Velivoli di ogni'fipo”
Di Industria Meccanica Napoletana p produceva notevole quanti.
tà di sîlu sa:
— Tutte le commesse della vasta e speciale produzione somma-
riamente citata, che impegnavano imponenti aliquote di mae-
stranze, vennero per forza di cose drasticamente sospese appena
terminate le azioni belliche e. in seguito, mancò necessariamente
ogni richiesta per tale tipo
richieste di costruzioni navali per la Marina Mercantile Naziona-
le. Di conseguenza le fonti di ordinazione che alimentavano gli |
lavoro, così come mancarono
stabilimenti del Gruppo, per circa l'80% delle complessive possi.
bilità sono venute praticamente ad inaridirsi.
12
A completare il quadro della situazione ricordiamo ancora:
— che gli stabilimenti della zona triestina, quelli di La Spezia e |
Livorno; nonché gli stabilimenti della zona napoletana, vennero
duramente colpiti dlle azioni di guerra, così come ebbero grave.
mente a soffrire, a Milano, gli stabi
della Filoteenica: oltre la metà delle complessive attrezzature vén >
pe distrutti
— che per ragioni di carattere. politico.sociale si fece general-
mente luogo non solo alla riassunzione, quasi in massa; di tutto»
il personale, compreso quello occasionalmente ammesso al lavoro
per sopperire alle esigenze delle punte massime durante il perio.
do bellico, ma anche di tanti altri elementi che, pur essendosi
distinti per benemerenze civili o militari, non possedevano però
specifiche attitudini per il lavoro d'officina;
— che il blocco dei licenziamenti, non sempre nè dappertutto
interpretato nel giusiGsénso,-fini.colicreare posizioni statiche di
grave pesantezza o. addirittura, assolutamente insostenibili da
parte dell'economia aziendale. Per rendersene esatto conto ba-
sterà considerare che alcune Aziende, nel dopoguerra, con i
proprii stabilimenti în gran parte distrutti e quasi inoperanti, si
sono trovate con un riumero di dipendenti superiori del 50% a
quello massimo occupato nei periodi prebellici di più alta pro-
duzione. +
Questa grave situazione, comune, sia pure in varia misura,
a tutte le grandi e medie Aziende di questo settore industriale, sia
esclusivamente private che controllate dall’I. R.-1., si è protratta
attraverso il duro periodo del primo assestamento postbellico, in
13
attesa dell’auspicata ripresa. Mercè anche i primi aiuti americani
la ripresa sî è iniziata e, nonostante le molte perduranti difficol-
tà, essa è stata più sollecita per quelle Aziende che già nell'ante.
guerra producevano prevalentemente per il consumo interno
(autovetture, autocarri, materiale ferroviario, materiale elettrico
ed elettromeccanico, macchine da scrivere, ecc.), mentre si è mani
festata necessariamente lenta, stentata ed enormemente onerosa
per le Aziende meccaniche e cantieristiche sopra elencate per effet.
to, giova ripeterlo. dell’assoluta cessazione di commesse per le
Forze Armate,
Qualche cifra indicherà meglio la gravità del fenomeno. Nel
1988 l'industria meccanica italisma ha prodotto per circa 14
miliardi di lire, pari ad oltre 700 miliardi di oggi. Di tali 14 miliar
di ben 4, pari a circa il 30% e ad oltre 200 miliardi di oggi, si rife-
rivano alle sole commesse delle Forze Armate; nello stesso 1938
vennero costrite afiche delle favi mefcantili per parecchie mi.
gliaia di tonnellate di stazza lorda, esportati prodotti nelle colonie
ed effettuati, inoltre, prodotti autarchici.
Si può. quindi, valutare nell'ordine del 40% la parte di lavo.
ro che è venuta a mancare alla produzione meccanica naziona-
le; pertanto mentre per l'altro 60% della produzione, normal.
‘mente e in gran parte destinata al consumo interno, le Aziende
già da tempo attrezzate allo scopo hanno potuto riprendere.
seppur con lento progresso, il ritmo di attività d’anteguerra, per
il suddetto 40% (e particolarmente per le Aziende I. R. I.) è stato
giocoforza segnare il passo per affrontare. in mezzo alle diffi.
coltà accennate, l'imponente problema della riconversione.
14
Abbiamo già ricordato che i primi provvedimenti via via
adottati sotto la spinta delle necessità per occupare utilmente
almeno una parte dell'altissimo numero di personale a carico,
risultarono quasi sempre di limitata efficacia oltre ad essere antie-
conomici.
Chi esamini a fondo, e con vero senso di obiettività il feno.
meno di sopra prospettato, trova pertanto una ovvia risposta al
tanto che si è scritto a proposito della crisi delle Aziende mecca-
niche controllate dall’I. R. I., ed alle numerose critiche, general. -
mente non costruttive, che al riguardo sono state formulate.
E' evidente, infatti, che uno stabilimento. attrezzato per
costruire cannoni non può, con la stessa attrezzatura, gli stessi
tecnici e le medesime maestranze, mettersi a produrre vantaggio- 4
samente materiale ferroviario oppure oggetti di uso corrente
come, ad esempio, macchine elettriche o per cucire, ecc.
Sarebbe stato necessario pro scedere) con.tiuovi tecnici e nuo!
‘ve maestranze specializzate o adatte, alla sostituzione di gran
parte di quelli occupati, mentre, a parte le intrinseche difficoltà
di tali mutamenti, il blocco faceva a ciò impedimento; sareb-
bero occorsi i finanziamenti per la riconversione degli impianti.
mentre le disponibi e le possibi di credito venivano soprat-
tutto ‘assorbite dalla impellente necessità di corrispondere, la
mercede a migliaia di persone presenti nelle officine, ma non uti-
lizzabili produttivamente.
E non occorre certo soffermarsi sulle difficoltà intrinseche di
definire rapidamente e con sicurezza il nuovo giusto indirizzo
per le riconversioni da operare onde supplire all'enorme percen-
15
tuale di lavoro perduto, e ciò în ragione dei numerosi fattori di
incertezza insiti nella situazione interna ed in quella internazio.
nale circa le possibilità future di sbocco e di incremento per
i prodotti di pace. L'incremento nella richiesta di materiale rota.
bile ferroviario, diluito nel tempo, costituiva soltanto un parziale
sollievo.
Nel secondo semestre del 1947. allorquando vennero decise la
costituzione e Ja funzione della Finmeccanica, il protrarsi delle
altissime spese improduttive, minacciava di abbattere le Aziende
di alcune importanti zone industriali. Se jl punto più acuto può
considerarsi, per diverse Aziende, superato mercè l’opera dei
capi, dei tecnici e, aggiungiamo, mercè il buon senso dei lavor:
tori. ciò non foglie che molti scogli restano ancora disseminati
lungo le rotteracciate per portare a salvamento le navi pericolan-
ti; senza dire delle difficoltà che sono comporiate da eventi di
carattere generale, come quello testè sopraggiunto della forte sva-
lutazione di tante monete, evento di cui è ancora impossibile
misurare la portata nel campo degli scambi internazionali. Pen-
sianio di potere, comunque, considerare la strada sinora percorsa
come una tappa glà superata, e di poter valutare con più serena
ponderatezza quella da seguire; e ciò anche se non sempre posso.
no determinarsi, come già rilevato. tutti gli elementi dei proble.
mi che siamo chiamati ad affrontare a causa della persistente
instabilità politica e finanziaria del mondo intero.
Fin dal momento în cui il Vostro Consiglio ha assunto il
proprio. compito, esso si è dato cura di approfondire l'esame
16
della situazione delle Aziende controllate, di individuare le cause
delle relative perdite e valutare l'entità degli ingenti finanzia.
menti ancora occorrenti. I risultati di tale accurata ed analitica
indagine valgono a precisare le condizioni in cui è stata presa
in consegna l’amministrazione del Gruppo.
Così, si è proceduto a determinare, con sufficiente appros.
simazione, quali fossero le forze di lavoro esuberanti in conse-
guenza del blocco e delle determinazioni di ordine sociale, presso
le varie Aziende, e ciò in rapporto alle possibilità dei mezzi di
produzione disponibili. Si è potuto, in tal modo, calcolare anche
l'entità delle perdite dovute a questo onere di carattere politico-
sociale.
Un'altra causa è stala jdentificata e valutata, che contribuiva
a rendere pesante la silùazione € che per mollo doveva, come
deve tuttora, gravare sui bilanci delle grandi Società cantieristi.
che. Ne] 1946 e al principio del 1947, mentre ovunque si erano
riprese con grande fervore le ricostruzioni per }a Marina Mer-
cantile, l’Italia, stremata dalla guerra, non aveva ancora definito
alcun programma per le nuove costruzioni. I nostri Cantieri,
assillati dalla necessità di dar lavoro alle proprie maestranze,
non riducibili per il blocco dei licenziamenti, cercarono ansiosa
mente ordinazioni dagli armatori esteri, a ciò incoraggiati e spin-
ti da parte ufficiale, in vista anche della impellente necessità va.
lutaria, ordinazioni che si sapeva a priori non potessero lasciare
margine 0 dovessero comporiare qualche perdita, ritenuta co.
munque inferiore all’onere delle maestranze inoperose. Le com-
messe assunte dalle quattro Società cantieristiche dell’I.R.1.
sì come dalle altre Società private che fanno parte dell'e Assona-
ve », ammontarono, tra l'aprile 1946 e il luglio 1947, a circa 63
milioni di dollari e 2 milioni di sterline, oltre 2 miliardi di lire
in compensazione, Il lavoro venne assunto da tutte le Società
nella proporzione, all'incirca, delle rispettive capacità (e così i
Cantieri del Gruppo I. R.I. assunsero il 78% delle commesse este.
re, avendo essi circa l'80% della capacità produttiva del com-
plesso dei grandi Cantieri italiani) e tutte si ritennero al coperto
dal rischio delle oscillazioni dei costi, perché i contratti venivano
stipulati in valuta pregiata, il cui ricavo si presumeva avrebbe
compensato ogni eventuale aumento del costo dei materiali e del.
la mano d'opera.
Nel fatto, si sono dovute, invece. registrare perdite cospicue
per tutti‘i Cantieri derivanti essenzialmente dal movimento va-
lutario.
L'azione relativa'al mercato valutario sviluppatasi nella se-
conda metà del 1947, se, da un lato, segnava l’arresto dello sci-
volamento della lira e avviava all’auspicata stabilità della no-
stra valuta, decisiva per la ripresa cui l’ERP dà il proprio vigo-
roso contributo, pregiudicava fatalmente, dall’altro, il risultato
economico dei lavori assunti a lungo termine. Infatti. chiamando
100 il ricavo dei dolla:
cominciarono adessere stipulati, e 100 il costo dei materiali e della
mano d’opera allo stesso momento, il diagramma indicante il suc-
cessivo andamento di tale ricavo'e di tali costi dal luglio 1946
al luglio 1948, mostra che il dollaro. dopo essere salito al 186%,
è sceso al 118%, mentre i costi della mano d'opera e dei mate.
al livello del momento in cui i contratti
18
le
riali, nello stesso periodo, sono costantemente saliti, raggiungen-
do mediamente il 318%, .
Per effetto, quindi, del solo movimento della valuta la per.
dita avrebbe potuto ascendere sino ad 1,7 volte il prezzo pattuito.
Nel fatto, le perdite non hanno raggiunto tale livello estremo,
perché non tutti i contratti furono stipulati nel momento più sfa-
ispettivamente in ri.
vorevole per quanto si riferisce al cambio.
guardo ai costi, ma anche restando sui livelli intermedi, le perdi.
te sono state assai alte. Il grave disagio economico dei Cantieri
è da collegarsi precipuamente con questi eventi, da cui i Cantieri
controllati dall'I.R.I. vennero colpiti praticamente nella stessa
proporzione di quelli privati.
Alle perdite delle Aziende del Gruppo maturate al momento
della costituzione della Finmeccanica in dipendenza delle suddet-
te due cause: esuberanza di mano d'opera e commesse navali
estere, si aggiungevarloguenedovite alle altre note cause: defi.
ciente rendimento, disorganizzazione, oneri della maggiore espo.
sizione debitoria, ecc., perdite la cui entità assorbiva, come ordi-
ne di grandezza, i non effettuati regolari ammortamenti e la
‘mancata rimunerazione al capitale investito.
Il Vostro Consiglio, assumendo la responsabilità della gestio.
ne sociale, si è dedicato al grave e difficile compito di affronta.
re la prima e più grave causa di squilibrio delle gestioni per riu-
scire a salvare le Aziende col conseguirne il giusto dimensiona-
mento e mantenerne în seguito utilmente occupate, quanto più
possibile, le maestranze; per la seconda fonte di perdite, dipenden-
te da fenomeno valutario, la Vostra amministrazione non poteva
19
le
che limitarsi a richiamare l’attenzione delle Autorità Governative
sulle gravissime perdite subite dai Cantieri solo perché fornitori
a lungo termine (a due anni ed oltre dalia dala del contratto) in
conseguenza della manovra valutaria, apportatrice peraltro di
vantaggi alla collettività nazionale.
Ci siamo dilungati su questo chiarimento di obbiettivi dati di
fatto che furono rilevati fin dall’inizio dal Vostro Consiglio, in
quanto essi ci appaiono fondamentali anche per rettificare taluni
giudizi che vengono non di rado emessi al riguardo di queste
Aziende. e che in buona parte si basano .su generalizzazioni di
circostanze le quali, indipendentemente dalla loro indiscussa gra-
vità, hanno però in parte, o în buona parte, carattere transitorio
© funzionale, e non organico © inevitabilmente permanente. Ed
è appunto sulla constatazione di questi elementi di fatto che ci
siamo indotti ad. assumere îl compito dell'amministrazione della
Vostra Azienda. nni
Oggi, dopo la chiusura del primo esercizio, siamo in grado
di dirVi che la prima, e certo non la più agevole tappa per quan-
to riguarda le eccedenze di personale è stata praticamente supe-
rata. Vi sono e vi saranno sempre problemi di ordine sindacale,
in dipendenza dell’oscillazione della richiesta interna di lavoro e
delle possibilità di esportazione: tuttavia la prima opera di ade
guamento delle maestranze ai mezzi di Tavoro, salvo circoscritte
eccedenze, si può ritenere in massi
Per quanto riguarda le commesse estere di cui Vi abbiamo
intrattenuti, Vi informiamo che le Società interessate hanno con.
20
tinuato, e continuano a svolgere, verso i committenti esteri,
quell’azione che la legge e le clausole contrattuali consentono per
attenuare quanto possibile il danno, ferma restando la nostra in.
sistenza verso le Autorità Governative per una favorevole con-
siderazione di questa particolare situazione.
Naturalmente, siamo lungi dal raggiungimento della méta, e
il riferimento che abbiamo di sopra fatto alle possibilità dei mer.
cati interno e internazionale quali fattori che condizionano ogni
progresso ed ogni risultato, Vi indica di per sé quante altre în:
cognite e difficoltà vi siano da affrontare.
Abbiamo già ricordato che, nell'immediato dopoguerra,
ogni Azienda, assillata dal gravame della numerosa maestranza
bloccata, ha cercato singolarmente di risolvere come poteva i
propri problemi; da ciò gli affrettati e non sempre razionali
adattamenti degli #ffpléntisallanuòva:« produzione richiesta, 47
talvolta solo transitoriamente, dalle urgenti necessità della rico.
struzione. Abbiamo anche ricordato che era appunto nostro com-
pito di rimediare a queste incongruenze. promuovendo una di-
sciplina dell'attività delle varie Aziende secondo programmi na-
zionali, adeguati alle ragionevoli previsioni del futuro, e confor.
mi alla paricolare capacità produttiva delle singole Aziende e
alle reali possibilità di assorbimento dei mercati. La Vostra am-
ministrazione si è preoccupata altresi di conseguire possibilmen.
te il risultato con Ja maggiore rapidità. dato che il tempo costi-
tuiva il più importante fattore di successo. Vennero, perciò. co-
stituite subito commissioni di esperti di riconosciuto valore e. sul-
2
la base degli esami e rilievi da esse compiuti, vennero studiati e
formulati i primi programmi di riordinamento delle Aziende,
programmi ampiamente discussi e vagliati sotto il profilo tecnico.
economico e finanziario per essere poi esaminati ed approvati dal
Vostro Consiglio di Amministrazione. Per taluni programmi si
è potuta già disporre l'attuazione che è in corso, per altri si pro-
cede al perfezionamento degli studi, specialmente richiesto dallo
andamento incerto del mercato mondiale.
Riteniamo opportuno di richiamare la Vostra attenzione su
uno dei problemi più importanti, quello dei Cantieri Navali.
campo nel quale. come già ricordato, Ja Finmeccanica controlla
1°80 per cento circa dei grandi Cantieri Nazionali.
© Dal 1945 nessuna commessa degna di nota per nuove costru-
zioni si è ottenuta dall’armamento mercantile italiano, che è ri-
masto fermo in. attesa della promessa legge a favore delle nuove
costruzioni di qualità. La legge ha potuto finalmente essere ap-
provata. nel marzo del corrente anno, dal Parlamento; ma le age-
volazioni che ne derivano si riferiscono a circa 235.000 tonn. di
stazza lorda. a quanto cioè può offrire ai Cantieri un modesto
ritmo di lavoro per due anni. E poiché non è da prevedere che
la Marina Militare possa dare, nel prossimo avvenire, se non un
limitato sviluppo alle costruzioni che la interessano, occorre po-
ter fare assegnamento sui cosidetti programmi a lungo termine
nazionale ed estere.
delle marine mercanti
Ci sia consentito di insistere a questo riguardo, nel modo più
deciso, sulla opportunità di agevolazioni governative che diano
durevole impulso alle costruzioni navali; le agevolazioni appaio-
2
no senz'altro giustificate ove si consideri che ogni altra industria
gode i benefici di una protezione doganale. che facilita notevol.
mente la produzione destinata al consumo interno, proteggendo.
la nelle sue più o meno transitorie inferiorità rispetto alla più
attrezzata industria estera. Tale protezione, com'è noto, non
è possibile estenderla alle costruzioni navali neppur se destinate
agli armatori nazionali, e ci
essenziale per i nostri armatori, di possedere navi di costo non
superiore alle navi straniere. con le quali devono competere sul,
mercato internazionale dei noli. Le agevolazioni governative so-
no quindi altrettanto giustificate ed indispensabili, per raggiun.
gere il livello di costo, quanto lo è per altre industrie l’aiuto do-
ganale. Tali agevolazioni vengono messe, da molti, in rilievo per
il gravame che comportano sui contribuenti, sicché mentre, in
generale, questi non si rendono esatto conto del peso che soppor-
tano per effetto delli&protezioni-dogamali. sono portati ad osteg-
giare il contributo alle costruzioni navali. che ha forma più pa-
lese pur essendo inferiore a quello derivante in genere dalla pro.
tezione doganale.
per ragioni ovvie, fra cui quella,
Prima della guerra, la produzione navale mercantile agevo.
lata e la forte produzione per la_ Marina Militare, hanno consen-
tito ai migliori Cantieri di concorrere utilmente per le forni
ture richieste dal mercato internazionale, data la possibile dilui.
zione delle spese generali sull’ampio volume della produzione
di cui sopra. Si arrivava così a compensare in parte il mag-
gior costo dei materiali în Italia e quegli altri maggiori oneri
cui i Cantieri italiani dovevano sottostare rispetto ai Cantieri
2
concorrenti degli altri Paesi. I quali Cantieri esteri, è opportuno
sottolinearlo, beneficiano anche essi di aiuti diretti o indiretti.
Ora, nella situazione attuale, devesi pur rilevare che
liani è sen.
il complesso della capacità produttiva dei Cantier
sibilmente superiore alle più favorevoli richieste del nostro mer.
cato. Ma occorre, anche, tener presente che l’attuale configurazio-
ne della nostra industria cantieristica deriva, essenzialmente,
dalle tradizioni marinare del Paese attraverso i secoli e, solo per
qualche caso, può dirsi effetto di iniziative a carattere speculativo
contingente. Oltre ai Cantieri per grandi apprezzatissime costru-
zioni in legno, sulle coste della Penisola sono stati sempre dis-
seminati medi e piccoli Cantieri; col tempo, e mano mano, i gran.
di stabilimenti vennero trasformati per la costruzione di navi a
scafo metallico e, intorno ad ess
numerevoli altre medie e piccole industrie per la fornitura dei
prodotti occortenti Alla’ costruzione navale.
, nacquero e prosperarono în.
Queste industrie meccaniche satelliti, se alimentate dai Can-
tierî, possono offrire, a relativamente basso costo, altri prodotti
similari di uso corrente e di facile esportazione.
Ci siamo, quindi, trovati di fronte ad una situazione che an-
dava seriamente considerata e meditata în tutti i suoi aspetti e
abbiamo dovuto riconoscere che il problema non poteva essere
circoscritto nell'ambito di un solo settore di produzione, ma si
portava, invece, e si estendeva nel complesso campo della econo.
mia nazionale. In sostanza, ove non si volesse riconoscere al set-
tore meccanico un'importanza di prima linea nelle relazioni econo.
miche internazionali (e molti fattori dimostrano che ciò è possi.
2
bile) si andrebbe decisamente verso una contrazione dell'indu-
‘stria stessa, con corrispondente riduzione delle forze di lavoro oc-
cupate rispetto all'anteguerra. In questa ipotesi, sarebbe però
anche da considerare come potrebbe essere servita la generale
aspirazione verso un elevamento del livello medio di vita che,
dallo sviluppo del settore meccanico, riceve senza dubbio una no-
tevole spinta.
Orbene, basandoci sull'indirizzo che le provvidenze legisla-
tive hanno manifestato, considerato lo sviluppo delle esporta-
zioni dei prodotti meccanici verificatosi nel 1948, e riesamina.
to il problema dei costi nei suoi aspetti permanenti e contingen-
ti, nonché tenuto conto che un modesto incremento nella quota
delle costruzioni navali mondiali, già conquistata dalla nostra în.
dustria nell’anteguerra, basterebbe ad assicurare la vita ai nostri
Cantieri, ci siamo avviati verso una radicale e razionale trasfor.
mazione delle attrezzifurè“degli-stabilimenti da quale (senza af-
fatto aumentarne la capacità produttiva) mediante l'adozione dei
più moderni sistemi di lavorazione, tende ad una riduzione dei
costi e dei tempi, tale da rendere possibile la concorrenza sul
mercato internazionale delle costruzioni navali.
Questo nostro deciso indirizzo deve. evidentemente, conside.
rarsi anche come un atto di fede nell'integrale e sollecito ricu-
pero della tradizionale laboriosa capacità delle nostre maestranze
e nella lungimiranza dei nostri legislatori. Una ragguardevole
importanza sull'indirizzo da noi assunto, ha avuto altresi la posi
zione presa dal Governo verso un radicale rinnovo della siderur.
gia che se, come auspicato, riuscirà a portare i prezzi sui livel.
8
li internazionali, rappresenterà un ulteriore impulso alla produ-
zione meccanica per l'esportazione in generale e alla attività can-
tieristica in particolare.
Si è proceduto, con la stessa cura e diligenza, all'esame delle
situazioni delle altre Aziende del Gruppo Finmeccanica; alcune
di esse hanno gà in corso i programmi elaborati, e non vi intrat.
teniamo con analitici dettagli, data anche la relativa minore loro
importanza nel quadro delle attività del Gruppo; per altre a cau-
sa, come già accennato, della persistente non sufficiente chiarezza
delle tendenze dei mercati nazionali ed esteri. le determinazioni
definitive non sono state ancora prese. Giova. comunque, pro-
spettare i concetti fondamentali che hanno guidato il nostro lavo.
ro. Essi sono:
1) potenziare quei rami della meccanica che già costitui.
vano prerogativa di alcuni stabilimenti per estenderne l’utile in-
tervento sul mèrcato interno e, sovrattutto, per acquisire possi.
bilmente un posto rilevante sul mercato internazionale;
2) concentrare in poche unità. o in unità singole bene ubi-
cate e modernamente attrezzate, lavorazioni affrontate finora con
mezzi di fortuna; ciò, bene inteso, quando è prevedibile uno svi-
luppo vicino © lontano della richiesta sia all'interno che all'este-
ro. Non sî abbandona cos nulla di quanto è sato acquisito con
sacrifici di lavoro e di capitali; i
3) sostituire, dopo ponderato studio, produzioni ormai non
richieste con altre di cui il mercato internazionale dimostri, con
qualche sicurezza, una notevole domanda; naturalmente per que.
26
ste nuove produzioni bisognerà cercare di conquistare una sicu-
ra base di mercato interno.
E' probabile che questo indirizzo possa destare qualche ap.
prensione in Aziende che hanno già posizione acquisita sul mer-
cato interno, e che gradirebbero conservare il privilegio di fatto.
In merito va, tuttavia, ricordato che la scomparsa di quel 30% di
possibilità interne costituite dalle precedenti commesse delle For.
ze Armate, ha sacrificato essenzialmente le maestranze del nostro
Gruppo; e che ogni sforzo di tradurre in lavoro per l’esportazio-
ne quello mancato per commesse militari. esige anche di costitui.
re contemporaneamente per l'Azienda rispettiva una certa base
sul mercato interno.
L’opera di riconversione: non può, tuttavia, completarsi che
a ragion veduta, stabilendosi ogni decisione sulla base di criteri
economici, senza di che la costruzione intrapresa non avrebbe
fondamento. Ed è appunto. per.ciò.che.vi.abbiamo or ora detto
essere tuttora allo studio i problemi relativi a talune Aziende
per le quali, come per quelle del complesso napoletano, l’ope-
razione di riconversione si è presentata con carattere ancora più
esteso.
Signori Azionisti,
dopo averVi esposto, per sommi}capi, l'indirizzo da noi se.
i. dobbiamo intrattener.
Vi ora-brevemente anche sul lavoro di riorganizzazione ammi.
guito in merito ai programmi produtti
nistrativa e finanziaria dei complessi aziendali. Anche questo or-
27
dine di problemi ha richiesto molte e ponderate cure, avendo ri-
guardo, fra l’altro, agli interessi delle minoranze azionarie che,
specie în alcune grandi Aziende, superano il terzo del capitale.
Sotto questo profilo, particolare premura e attenzione ha ri-
chiesto il Gruppo di Aziende meccaniche e cantieristiche dell'Alto
Tirreno, per le quali l'eclettismo delle produzioni e la grandio.
sità dei singoli centri ha reso più spiccatamente manifesta la ne-
‘cessità di spe
In questa non facile opera, ci siamo attenuti ad alcuni sem.
i solleciti assestamenti.
plici concetti, basilari e tradizionali nell’industri
@) semplificare e snellire quanto possibile sia l'organizza-
zione aziendale che quella di stabilimento; fissare il sano criterio
proporzioni fra gestione e produzione eliminando le dan-
nose e mastodontiche concentrazioni non giustificabili tecnica.
mente;
5) raggruppare man'intita Azienda gli stabilimenti desti.
nati all'esecuzione di prodotti tecnologicamente e commercial.
mente affini;
destinati a particolare produzione. Ciò per rendere possibile ed
agevolare lo sforzo metodico per il perfezionamento tecnico non-
ché la migliore conoscenza specifica dei mercati e la costante pre-
senza sugli stessi, sia în Italia che all’estero;
©) affidare ad ogni Capo Azienda compiti di misura tale che
egli sia in grado di assolverli con il migliore rendimento indi-
viduale e con effettiva responsabilità personale.
In base a questi concetti fondamentali sono stati definiti î
programmi delle varie Aziende interessate.
individuare in Aziende autonome gli stabilimenti
28
Riassumiamo concisamente i termini dell'operazione che, stu.
diata durante tutto l'esercizio sociale in esame, è stata realizzata
con l’unanime consenso degli azionisti delle rispettive Aziende
nei primi mesi dell'esercizio în corso.
Si tratta del Gruppo costituito dalle tre Società: « Ansaldo »,
« San Giorgio » e « Odero.Terni-Orlando », le cui attività risulta.
no ora ripartite in nove Società distinte ed indipendenti con în-
dirizzo bene individuato per ciascuna în ragione delle proprie pe-
culiari caratteristiche. 3
Così, nella Società Ansaldo sî è concentrata in prevalenza l'atti-
vità cantieristica navale. Essa ha ceduto. quindi, le altre branche
della propria attività: l'elettromeccanica. la lavorazione me.
talli non ferrosi, la produzione. dei trattori. ed ha assunto le at-
tività cantieristiche della 0.T.O. Si è venuto a creare, in tal modo,
nell'alto Tirreno un gruppo cantieristico analogo a quello esi.
stente nell'alto Adriatico con i Cantieri Riuniti dell'Adriatico. La
uniformità di indirizzo e dî poterizialità “pote consentire conve-
nienti sviluppi di collaborazione tra i due gruppi Adriatico e Tir-
reno,
Per alcuni altri stabilimenti Ansaldo le de
joni sono state
rinviate in attesa, come già accennato. di una migliore chiarifi.
cazione dei programmi nazionali di altre industrie.
I reparti elettrotecnici della San Giorgio e della Ansaldo che,
negli ultimissimi anni, nel rispondere alle richieste dei mercati,
erano giunti su un terrerio di concorrenza sovente eccessiva, so-
no stati raggruppati in un unico ente elettromeccanico: e Stabi
menti Elettromeccanici Riuniti Ansaldo.San Giorgio »; questo, es-
sendo in possesso di stabilimenti in Liguria capaci di produzioni
29
complementari, costituirà uno dei più importanti centi elettro Ì
meccanici d’Itali:
Le altre attività, nettamente differenziate per indirizzo di
produzione, sono state assunte da Aziende staccate ed autonome;
eccone l'elenco:
— «Stabilimento Meccanico Metallurgico Genovese Ansaldo.
Fossati » — (destinato alla costruzione di trattori e sonde nonché
alla fucinatura e stampaggio).
— « Delta — Società Metallurgica Ligure » — (per la lavora-
zione dei metalli e in particolare rame e sue leghe, ecc.).
— « Termomeccanica Italiana » — (per la fabbricazione di
pompe, compressori, macchinari per impianti frigoriferi, ecc).
—<0.T.0.— Le Grazie» — (per l'esecuzione di riparazioni
navali nel porte.di Genova).
— « Officine Meccaniche Pistoiesi già San Giorgio » — (per la
costruzione e riparazione di materiali ferroviario, tranviari
eci).
— La « Società Odero-Terni-Orlando », avendo ceduto alla ||
Ansaldo i Cantieri di Livorno e Muggiano, e ceduto lo stabilimento
Termomeccanico di La Spezia alla nuova Società « Termomecca.
nica Italiana », si occuperà della gestione del grande Stabilimen.
lo Meccanico di Melara-La Spezia.
— La « Società San Giorgio », dopo aver ceduto alla nuova
Società « Stabilimenti Elettromeccanici Riuniti Ansaldo-San Gior-
gio » i propri reparti di produzione elettromeccanica, si occu.
30
SITI
pale >
perà di meccanica di precisione, ottica, costruzione di ausiliari di
bordo, ecc.
Le singole valutazioni per i trapassi, eseguite da periti giura-
ti nominati dal Tribunale di Genova, con il più assoluto rispetto
degli interessi dei rispettivi azionisti, hanno avuto l’approvazio-
ne unanime delle assemblee. Tutte le operazioni, approvate pri-
ma della scadenza del decreto 7 maggio 1948 n. 1057, che conce-
* deva facilitazioni per i concentramenti aziendali, sono già state
omologate dal Tribunale e sono în corso di effettiva rapida ese.
ignori Azionisti,
confidiamo che l'esposizione dell'attività svolta dalla Vostra
Società, nel suo primo esercizio, Vi abbia dato un'idea chia
la importanza del compito che la Vostra Ammi
rezione lianno affrontato e, nei limiti del possibile, assolto mercè
il concorso appassionato, dei tecnici e degli esperti che costitui
scono i quadri dei nostrî:collaboratort, tutti e0neGtdi nell'operare
con spirito di dedizione agli interessi della Società e del Paese.
Il Bilancio che sottoponiamo alla Vostra approvazione si
compendia in un tolale attivo, esclusi i conti d'ordine,
Ufo o: Lmigl. 37.551.833
un totale passivo di... >» 22.551.340
ed un netto patrimoniale di. 5 » ‘15.000.493
3
tale azi
di cui £migl, 15.000.000 sono cost:
4rrigl. 493 rappresentano il risultato netto dell’eserci
dal cav
Il modestissimo saldo attivo della gestione è irrilevante in
confronto alla cifra del nostro capitale azionario e, più ancora,
all’ampiezza dei nostri
investimenti
D'altra parte, non può prescindersi dal fatto, dianzi larga-
mente illustrato, che gli investimenti riguardano un gruppo d
aziende le quali, salvo pochissime eccezioni tra le Società d
minor mole, trovandosi în pieno travaglio di riorganizzazione
e riconversione, non erano in grado di rimunerare i capital
esse investi
Per conseguenza la Vostra Società ha dovuto limi
debitare gli interessi che le sarebbero spettati sui suoi finanzia.
menti a quelle controllate che erano in grado di sopportare tale
onere e ciò nella inisura che le singole situazioni comportavano.
si ad ad-
Complessivamente il Conto Economico ha potuto così bene-
ficiare di circa 368 milioni di interessi attivi e 9 milioni di divi-
dendi; in complesso 377 milioni che hanno permesso di coprire
le spese di esercizio e il pagamento di una pari
dotti all'Istituto per Ja R
e soltanto di
struzione Industriale
che, parallelamente a quanto da noi operato nei confronti del-
le controllate, ha aderito a tali riduzioni
L'importo degli interessi attivi conteggiati dalla Vostra Socie-
tà nella misura parziale di sopra rilevata, e quello di circa 9 mi-
lioni di dividendi, sono bastati appena a coprire le spese di esei
cizio di 155 milioni, e gli interessi passivi e provvigioni bancarie
221 milioni.
per ci
2
Passando all'esame delle singole voci di bilancio, noteret
al'ATTIVO le due voci di gran lunga più importanti sono co-
stituite dalle « Parlecipazioni Azionarie » e dai « Crediti verso
Società Controllate ».
Le « Partecipazioni Azionarie», per complessive £migl.
1.277.040, rappresentano il 51% dei rispettivi capitali sociali e
sono contabilizzate al valore di rilievo dallI.R.I., valore commi.
surato a quello nominale come disposto dal Decreto Legislativo.
15 dicembre 1947 n. 1420.
1 « Crediti verso Società Controllate» ammontano a £migl.
36.204.054.
Tale importo rappresenta pet £mig]. 35.836.147 il complesso
dei finanziamenti erogati nei quattordici mesi decorsi dal 1° mag.
gio 1948 al 30 giugnd w.s%e'per'ginigi):367:907 gli interessi ad-
debitati nello stesso periodo.
La destinazione per azienda dei finanziamenti erogati. risul-
ta la seguent
AZIENDE CANTIERISTICHE
Ansaldo - . .. > 4 13.704.645.355
Cantieri Riun. dell'Adriatico » 503.933.390
Navalmeccanica » 3.025.812.258
Odero.Terni-Orlando » 5.697.672.884
A riportare —£. 22.872.063.887 —22.872.063.887
33
DELIBERAZIONI DELL'ASSEMBLEA
Con la rappresentanza in proprio o per delega di n. 24.986.181
azioni sulle n. 25.000.000 costituenti l'intero capitale sociale,
l'Assemblea: n
— ha approvato all'unanimità la relazione del Consiglio di
Amministrazione e quella del' Collegio Sindacale, il Bilan. -
cio ed il Conto Perdite è Profitti dell'esercizio chiuso al
30 giugno 1949, nonché il riporto a nuovo del residuo uti
dell'esercizio in_L...468.458;
— ha eletto per acclamazione ad Amministratori per l’eserci-
zio 1949.1950 i Signori:
BONANNI Dr. Leonida
FEA Piéti Pr,Ing. Leonardo.
FERRARI- AGGRADI Dr. Mario
FERRARI Dr. Arturo
SINIGAGLIA Dr. Ing. Oscar
VANZI Dr. Ing. Ivo
ZENARI Dr. Ing. Aristide
— ha nominato Sindaco supplente il Signor:
MEDUGNO Dr. Leopoldo
— ha determinato il compenso agli Amministratori per l'eser-
cizio 1948.1949 ed ai Sindaci -per il triennio 1948-1951.
Sindaci afetivi
Stminzi ppi
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE +7
PER L'ESERCIZIO 1949-50
- Zanni De, Ing. ARISTIDE
- Bowaxwr Dr. Leowmna
+ Fra Prot Dr. log. Leoxanno
- umzanimAcoRADI Dr. MARIO
< renmani Dr AntonO
- Gatto Dr. Ing. Pasquare
- OrroLancHI Dr. Ing. Exmico
- SiencaguiA Dr. Ing. Oscar
Vanzi Dr lag. Ivo
COMITATO ESECUTIVO
Zawanr - FennanI - Stvroncnta
Corteciousnidacave
PER IL TRIENNIO 1948-51
+ Laconi Dr. Viscenzo
- Bramorti Dr, MANO
- Jaxworma Dr, ANTONIO
- Paonzio Dr Vito
- Vatewrmni Rag. E210
- nraani Dr. DowxiCO
- MabooNO Dr, Leorotno
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
- Avazzone Dr. Av. Gioncio
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