La Divisione di Medicina del Lavoro degli Spedali Civili di Genova nel suo primo anno di attività a cura del Prof. dott. Francesco Molfino
Contenuto
- Collezione
- ARCHIVIO MONTAN
- Titolo originale
- La Divisione di Medicina del Lavoro degli Spedali Civili di Genova nel suo primo anno di attività
- Tipologia
- Volume a stampa
- Descrizione
-
Estratto da «La Medicina del Lavoro» - volume 38 a cura del Prof. dott. Francesco Molfino "La Divisione di Medicina del Lavoro degli Spedali Civili di Genova nel suo primo anno di attività". La pubblicazione riflette sulla necessità di creare a Genova un'istituzione che si interessi alle molteplici forme di patologia del lavoro. Partendo dallo stato dell'arte sui progressi della Divisione di medicina del lavoro negli ospedali genovesi, dalle donazioni aziendali per i macchinari del reparto, all'allestimento del reparto, fino alle ricerche operate sulle varie malattie professionali.
- Data testuale
- 1947
- Data topica
- Milano
- Consistenza
- 1 pubblicazione (pp. 12)
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
- Francesco Montan
- Identificativo
- MON.000014
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
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Pror. Dott. FRANCESCO MOLFINO
La Divisione di Medicina del Lavoro
degli Spedali Civili di Genova
nel suo primo anmo di attività
Estratto da La Medicina del Lavoro - Volume 38
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, MILANO
TIPOGRAFIA ANTONIO CORDANI S. p. A.
1947
Pror. Dott. FRANCESCO MOLFINO
La Divisione di Medicina del Lavoro
degli Spedali Civili di Genova
nel suo primo anno di attività
Estratto da La Medicina del Lavoro - Volume 38
MILANO
TIPOGRAFIA ANTONIO CORDANI S. p. A.
1947
Da molto tempo, col progredire delle attività industriali nella nostra re-
gione, si era fatta sentire assai viva la necessità di creare in Genova una
istituzione avente lo scopo preciso di interessarsi a tutti i molteplici aspetti
della patologia del lavoro, non solo dal punto di vista clinico, ma anche da
quello scientifico e sociale, ed alla quale potessero ricorrere per la più
completa assistenza tutti quei lavoratori, che dalla loro professionale atti-
vità, avessero riportata una qualsiasi minorazione delle loro condizioni di
salute,
Tale necessità, segnalata dai componenti delle Commissioni interne di
diversi complessi industriali all’Ispeftorato del Lavoro, che peraltro anche
ai fini dell’ispezione medica del lavoro avvertiva la mancanza di una isti-
tuzione del genere in Liguria, fu dall’Ispettorato stesso opportunamente
prospettata all’Amministrazione degli Spedali Civili di Genova. Questa
affidata al Commissario straordinario Sig. Tito Albites, dimostrando parti-
colare sensibilità e piena comprensione delle necessità dei lavoratori, prov-
vedeva alla realizzazione delle loro aspirazioni, istituendo in data 1 marzo
1946 una Divisione di Medicina del Lavoro.
Tale iniziativa nell’intendimento dei promotori non ha soltanto lo sco-
po di provvedere alla diagnosi ed alla cura delle malattie del lavoro assi-
curate e non assicurate, ma si propone anche di favorire lo studio di tali
forme morbose nell’ambito della Liguria al fine di segnalarlè agli organi
competenti ed alle industrie interessate per la immediata opera di preven-
zione; di promuovere la raccolta di elementi a carattere clinico statistico
su base regionale; di migliorare la preparazione professionale specifica dei
medici ai quali è affidata l’assistenza dei lavoratori; di favorire la diffusione
e la volgarizzazione delle conoscenze igieniche fra gli operai.
L'importanza di una istituzione del genere appare particolarmente evi-
dente nel suo aspetto sociale, sopratutto per il contributo che con la sua
attività può recare alla elaborazione di quelle riforme e di quegli aggiorna-
menti legislativi, la cui necessità è avvertita e dai lavoratori stessi e da quan-
ti si interessano ai problemi inerenti alla tutela medica ed igienica delle
classi lavoratrici.
Infatti presupposto ‘indispensabile per una razionale legislazione sani-
LAZ
taria del lavoro è la raccolta di tutti quegli elementi a carattere clinico sta-
tistico che riguardano la patologia dei lavoratori, quale attualmente si os-
serva nella nostra regione e nel nostro Paese, e cioè il rilievo della fre-
quenza e della gravità, oltre che dei particolari aspetti clinici, di tutte je
forme morbose, che direttamente ed indirettamente trovano nel lavoro un
elemento di causalità o di aggravamento.
A tale scopo risultava evidentemente necessario provvedere anzitutto,
almeno nell’ambito delle singole regioni, a convogliare in un Istituto spe-
cializzato in sifatta materia tutti quei casi clinici che richiedono particolari
accertamenti & cure da eseguirsi mediante degenza od ambulatoriamente,
accertamenti praticabili per lo più soltanto da personale specializzato, in
adatto ambiente e con mezzi adeguati, onde consentire una esatta valuta-
zione ai fini diagnostici, terapeutici, preventivi ed assicurativi.
Inoltre la creazione di sifatta istituzione avrebbe consentito di prov-
vedere alla preparazione specifica dei medici di fabbrica ed in genere dei
medici ai quali è affidata l'assistenza ai lavoratori. Una buona specifica pre-
parazione del medico di fabbrica è oggi una naturale necessità derivante
dallo sviluppo di tutte le attività industriali, dal continuo trasformarsi di
esse e dall’importanza che acquista sempre più il lavoro per l’individuo e
per la società. Ed appunto perciò non è più giustificabile che il medico sia,
come troppo spesso avviene, ancora quasi completamente assente dall’am-
biente di lavoro e pertanto non in grado di esattamente valutare fattori di
malattia, che tanto possono incidere sulle condizioni di salute dei lavoratori.
Un particolare senso di solidarietà sociale e di responsabilità spetta oggi
a tutti i medici, che si occupano dell’assistenza ai lavoratori e tale respon-
sabilità deve manifestarsi non solo attraverso una umana comprensione, ma
sopratutto attraverso una viva solidarietà. Essa pertanto impone al medico
vaste conoscenze nel campo scientifico e clinico ed un continuo aggiorna-
mento della propria cultura.
Deve essere qui ben precisato che una buona preparazione nel campo
della medicina generale è fondamentale esigenza per chi intenda occuparsi
di Medicina del Lavoro: questa necessità è stata in ogni tempo profonda-
mente sentita, specialmente nel nostro Paese, da tutti i più eminenti cultori
della disciplina, da Ramazzini a Luigi Devoto.
Ed il Sabatini, che tanto ha contribuito al progresso ed alla afferma-
zione degli studi medici del lavoro, con magistrale chiarezza ha affermato
che la Medicina del Lavoro è anzitutto e fondamentalmente Clinica Medica
generale e spesso la più elevata profonda o rara, che diviene Medicina del
Lavoro in quanto ricerca, sospetta, dimostra, scevera e collega, approfon-
disce, cura o previene în modo particolare, e sotto alcuni aspetti special
mente, le dirette od lindirette influenze morbigene esercitate dal fattore la-
voro,
In questa nostra attività, ispirata a questi concetti e conformemente
alle tradizioni ed alle finalità del grande complesso ospedaliero, cui l’isti-
tuzione appartiene, ci proponiamo, oltre che studiare le singole forme mor-
bose nei loro aspetti clinici, professionali, sociali, di contribuire anche a
quel vasto campo di ricerche e di studi, che costituiscono gli elementi fon-
damentali della legislazione moderna, sempre più ed ovunque orientata alla
tutela della salute ed alla prevenzione delle malattie dei lavoratori,
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Onde assicurare alla Divisione di Medicina del Lavoro i necessari col-
legamenti ed i mezzi indispensabili per il raggiungimento dei fini ad essa
assegnati, in relazione alla sua attività medico sociale, è stata istituita dal-
l’Amministrazione ospedaliera una opposita fondazione (Fondo speciale-per
la Divisione di Medicina del Lavoro) ed una Commissione della quale sono
stati chiamati a far parte rappresentanti dell’Ispettorato del Lavoro, della
Camera del Lavoro, dell’Associazione Provinciale degli Industriali.
È stata veramente notevole la generosa spontanea partecipazione che
numerosi Enti, e specialmente i lavoratori, hanno voluto recare alla costi-
tuzione di tale Fondo speciale, che nel primo ammo ha ricevuto contributi
per complessive Lire 463.362.
Hanno contribuito la Camera Confederale del Lavoro di Genova con
Lire 50.000, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Coke con Lire 1510,
l'Associazione degli Industriali della Provincia di Genova con Lire 150.000,
i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Fossati con Lire 65.000, i lavora-
tori della S.I.A.C, con Lire 27.380, l’Istituto Nazionale Assicurazione In-
fortuni sul lavoro con Lire 100.000, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo
Ferroviario con Lire 12.000, i lavoratori dello Stabilimento San Giorgio
con Lire 40.000, i lavoratori dell'Azienda Municipale trasporti con Lire
2550, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Allestimento Navi con Lire
14.922.
Altri Enti hanno voluto partecipare all’attrezzatura ed alla sistemazione
del reparto inviando, con spirito di generosa comprensione delle finalità
dell'istituzione, materiale ed oggetti vari.
La Direzione dello Stabilimento Ansaldo Ferroviario ha inviato in dono
mobili ed oggetti di arredamento moderni e razionali, nonchè coperte di
lana: la Saiga-Barabino e Graeve, industrie Grafiche, ha provveduto car-
telle cliniche, schede, diagrammi, stampati vari; la Direzione dello Stabi-
limento Ansaldo Delta pentole, casseruole, tegami di alluminio per ia cu-
cinetta del reparto : il C.L.N. delloStabilimento Ansaldo Allestimento Navi
una macchina da scrivere; la Direzione della S.A. San Giorgio di Genova-
Sestri una bilancia automatica pesa persone ed un oftalmoscopio elettrico
E la Direzione Generale della S.A. Ansaldo, a mezzo dell’OSASA,
ina donato lenzuola, copriletti, coperte, federe, asciugamani, tovaglioli, to-
vaglie, cucchiai, forchette, bicchieri, piatti în alluminio e ceramica; la Di-
rezione dell’Ansaldo Cantiere Navale ha provveduto alla costruzione di due
grandi paratie in legno, che la Direzione dello Stabilimento Meccanico
provvide di vetri e della necessaria verniciatura; la Direzione della S.A.
Acciaierie Cornigliano volle donare un microscopio con ricco corredo di
ottica ed una centrifuga per il laboratorio ed infine la Ditta Terrile Olcese
provvide alla rilegatura dei volumi della Biblioteca fornendo anche mate-
riale per l’archivio bibliografico.
Con tale generosa spontanea partecipazione, espressione di una vera-
mente sentita solidarietà e comprensione, per il vivo interessamento dei
Professori Capocaccia e Pulcher della Direzione Sanitaria e del Prof. Bal-
duzzi, presidente della Consulta tecnica, è stato così possibile. dotare la
Liguria di un centro di cura, di prevenzione e di studio che riteniamo sia
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il primo, concepito con tale larghezza e modernità di vedute, sorto nel-
l'ambito di un grande ospedale, che ha messo a disposizione di questa ‘ini
ziativa la propria esperienza organizzativa e la dovizia dei mezzi necessari
alla diagnostica ed alla terapia.
Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, On.le Barbareschi
in data 7 marzo 1946, rispondeva al Commissario degli Spedali Civili,
che gli aveva dato ufficiale comunicazione della costituzione della nuova
Divisione, scrivendo fra l’altro :
« Il programma esposto per l’attività della Divisione medesima dà si-
« curo affidamento alla speranza che essa riesca di grande vantaggio per
« la integrità fisica dei lavoratori e per il progresso degli studi e delle ap-
« plicazioni pratiche tendenti ad assicurare l’integrità stessa. Formulo per-
« tanto per l’intelligente ed utile iniziativa i miei auguri migliori, mentre
« esprimo a Lei ed agli altri promotori di essa il mio vivo compiacimento ».
Ed il prof. Didonna, Capo dell'Ispettorato Medico del Lavoro, man
festando il suo vivo compiacimento al Commissario degli Spedali, così si
esprimeva : Ù
« Dai fini attribuiti all'iniziativa può rilevarsi quale ampia visione dei
« problemi connessi allo studio ed alle applicazioni di tale disciplina abbia
« guidato i promotori dell’Istituzione, e come questa torni pertanto a par-
« ticolare merito di codesta Amministrazione, la quale ha voluto, superando
«una tradizionale troppo ristretta concezione della funzione ospitaliera,
«creare un centro di attività scientifica, oltrechè curativa, il quale non
« potrà mancare di contribuire largamente allo sviluppo della protezione
« igienica previdenziale ed assistenziale dei lavoratori ».
Far
Con questi consensi e con questi incoraggiamenti la nuova Direzione
ospedaliera, affidata allo. scrivente, iniziava il 1 marzo 1946 la sua atti?
vità ricevendo i primi ammalati, mentre col costante interessamento della
Direzione Sanitaria e dell’Amministrazione, e con gli aiuti generosi e spon-
tanei dianzi ricordati, si provvedeva a dotarla dei necessari mezzi onde
consentire un regolare funzionamento.
Alla Divisione di Medicina del Lavoro veniva assegnato il secondo
piano del Padiglione terzo dell'Ospedale di San Martino costruito come è
noto, secondo i più moderni razionali criteri della tecnica ospedaliera. I lo-
cali assegnati alla Divisione comprendono due vaste corsie dotate ciascuna
di sedici letti con i servizi igienici relativi, due sale soggiorno per i degenti,
due camere isolamento per ammalati gravi con due letti ciascuna.
Il reparto comprende inoltre una sala per visite di ambulatorio, una
stanza per il primario, un laboratorio, una sala per infermiere, una cuci-
netta, una sala per la suora, una sala per esami funzionali, due sale di at-
tesa ed una sala per medici
Trattandosi di locali, che specialmente nell’ala di levante avevano sof-
ferto a causa di bombardamento aereo, si provvedeva dapprima alla aper-
tura di una corsia, e, mentre erano ancora in corso lavori di sistemazione,
si cominciavano a ricevere i primi ammalati, indirizzati al reparto dal pronto
soccorso, dai vari complessi industriali della Liguria, dall’Istituto assicura-
tore e da Enti Assistenziali.
E
Dato lo speciale ‘indirizzo clinico della Divisione e le finalità della me-
desima fin dall’inizio si procedette ad una rigorosa selezione dei ricoverati,
Tuttavia l'affluenza degli ammalati, superiore a quanto era lecito prevedere,
e la celerità con la quale furono condotti i lavori di sistemazione, consen-
tiva già nell’agosto dello scorso anno di accogliere ammalati anche nell’ ‘altra
corsia.
Frattanto si provvedeva all'allestimento di un laboratorio per le ri-
cerche di microscopia e di clinica e di una sala per esami funzionali (cro-
ia, elettrodiagnostica, spirometria, elettrocardiografia) onde consentire
rapido studio degli ammalati degenti e di quelli che sempre più nu-
merosi venivano avviati al ‘reparto per visite ambulatoriali. Naturalmente
per le indagini specialistiche, radiologiche, per più complesse ricerche di
laboratorio la Divisione di Medicina del Lavoro si vale della veramente mo-
derna completa dotazione del grande complesso ospedaliero.
Una grave lacuna esistente nella nostra regione nel campo dei nostri
studi era rappresentata dalla mancanza di una raccolta quanto più possibile
estesa e completa delle pubblicazioni riguardanti la nostra disciplina, da
porre a disposizione non solo dei medicî del reparto, ma anche degli altri
colleghi e di quanti si interessano ai nostri problemi.
Non è stato facile, malgrado i fondi disponibili, reperire collezioni di
riviste italiane e di altri Paesi, atti di congressi italiani ed internazionali,
trattati a monografie antiche e recenti. Tuttavia con l’aiuto di amici fra ‘i
quali desidero particolarmente ricordare il Prof. Vigliani ed il Prof. Mori
è stato possibile costituire il nucleo liniziale di una biblioteca specializzata,
al miglioramento della quale saranno per l’avvenire rivolte tutte le nostre
cure.
++
Nel primo anno di attività. della nostra Divisione e cioè nel periodo
intercorrente fra il i marzo 1946 ed il 28 febbraio 1947 furono complessi-
vamente ricoverati 227 ammalati (occorre tener presente però che soltanto
dall’agosto il reparto ha potuto furizionare fruendo della propria attrezzatura
completa). Dei ricoverati, buona parte dei quali erano stati inviati per ac-
certamenti diagnostici, 127 furono trovati affetti da malattie del lavoro (in-
dennizzabili ai sensi delle vigenti leggi o non indennizzabili) e segnalati
al locale Circolo dell’Ispettorato del Lavoro.
A questi sono da aggiungere 77 ammalati inviati per studio clinico in
relazione a giudizi riguardanti particolari quesiti di natura assicurativa
Volendo analizzare la nostra statistica dal punto di vista qualitativo
rileveremo anzitutto la paricolare frequenza delle pneumoconiosi, e spe-
cialmente della silicosi in tutti i suoi quadri clinici fondamentali, associata
o non alla tubercolosi. Su 29 casì di pneumoconîosi ben 25 erano rappre-
sentati da questa forma morbosa, non escluse le forme più gravi. Due mi-
natori affetti da silicosi confluente massiva con bronchite cronica. bronchi-
ectasie ed enfisema vennero a morte con gravi fenomeni di insufficienza re-
spiratoria e circolatoria.
Ai fini diagnostici è stata largamente usata l’indagine stratigrafica col
metodo del Vallebona, che è risultato di una indiscussa utilità pratica, come
risulta da una nota pubblicata in collaborazione col collega Balestra, I casi
tari
d. silicosi provenivano in massima parte dall’industria metallurgica (12 ca-
si), seguono le industrie minerarie ed i lavori di scavo (7 casì), l'industria
dei refrattari (6 casi).
Particolarmente ricca e di grande interesse clinico è stata la casistica
di osteoartrosi deformante da malattia dei cassoni, riferentesi ad operai
cassonisti che avevano sofferto manifestazioni acute nei lavori di costru-
zioni del bacino di carenaggio alle Grazie nel 1936. Ben cinoue gravi casi
di tale tecnopatia con manifestazioni dolorose e limitazioni funzionali sono
stati ricoverati nel reparto. mentre altri sette casi sono stati in osservazione
e cura ambulatoriale.
Essi presentavano localizzazioni pressochè costanti alle articolazioni
coxofemorali, in qualche caso si è notata anche partecipazione delle scapo-
loomerali e delle ginocchia. Lo studio radiologico sistematico dell’apnarato
scheletrico ha consentito di rilevare spesso focolai osteonecrotici epifisari
(necrosi asettica dell’osso), sui quali recentemente hanno richiamato l’at-
tenzione gli americani Kahlstrom, Burton, Phemister. Grave è annarso il
problema nel suo aspetto sociale, non avendo questi invalidi del lavoro,
salvo poche eccezioni, ottenuto riconoscimento e risarcimento assicurativo
date le vigenti disposizioni di legge in materia; le nostre osservazioni op-
portunatamente elaborate sono state pertanto inoltrate agli organi compe-
enti richiamando l’attenzione sulla necessità di urgenti ed adeguati provve-
dimenti.
Particolare interesse ha presentato la patologia dei saldatori (20 casi)
ravoreSentati da febbri da inalazioni metalliche. da bronchiti, gastriti da
fumi. La maggior parte dei casi osservati proveniva da lavori a bordo di
navi lin costruzione od allestimento; da lavori di riparazione in locali ri-
stretti non ventilati (doppi fondi, tunnel, casse, etc.) e spesso su materiale
zincato o verniciato. Tali manifestazioni in un caso sono risultate associate
ad intossicazione saturnina.
Abbiamo anche potuto osservare dieci casi delle cosidette « malattie
da infortunio » (emottisi traumatiche o da sforzo, artriti, neurosi, polmoniti
traumatiche, pneumotorace da sforzo, lombaggini traumatiche o da sforzo).
Ricorderò ancora due casi di asma professionale e due di neurosi vaso-
motoria da strumenti vibranti. 4
Nel campo delle intossicazioni professionali il saturnismo occupa il
primo posto per la frequenza e per la varietà deli quadri clinici. Nei casi da.
noi osservati, che assommano a 23, la manifestazione più frequente è stata
la colica (20 casi) per lo più associata a moderata anemia, le affezioni car-
diovascolari risultano presenti in tre casi, le nefropatie in tre casi, le poli-
La maggioranza dei saturnini da noi osservati era rappresentata da co-
loritori e verniciatori addetti alle industrie navali (cantieri, officine di alle-
stimento 0 di riparazione, Javori di manutenzione), seguono poi gli addetti
alla fusione del piombo e gli addetti alle industrie poligrafiche
Abbiamo inoltre fra l’altro potuto osservare due casi di intossicazione
cronica da benzolo e due da benzolismo acuto, tre casi di intossicazione
da derfvati nitrati, clorati, aminici del benzolo ed omologhi, cinque casi
di intossicazione acuta da anidride solforosa, un caso di intossicazione acuta
da vapori nitrosi, due casi di intossicazione acuta da 'iprite (di cui uno mor-
09
tale), due casi di intossicazione acuta da cloro (di cui uno mortale), quattro
casi di intossicazione acuta da ossido di carbonio, Numerosi altri casi di
particolare interesse furono esaminati ambulatoriamente (circa trecento).
In relazione all’intenso lavoro di organizzazione e di ordinamento del
reparto modesta e limitata è risultata l’attività scientifica. Tuttavia è stato
possibile, usufruendo dell’abbondante materiale clincio, condurre a termine
ricerche sull’impiego della stratigrafia nella diagnostica della silicosi (Mol-
fino e Balestra), nonchè studi sull'importanza delle malattie febbrili in-
tercorrenti nella riacutizzazione del saturnismo cronico (Conte), sull’in-
tossicazione acuta da gas nitrosi (Parodi), sull’intossicazione acuta di iprite
(D’Onofrio) e pubblicazioni di aggiornamento ed atticoli vari su argomenti
di attualità (Molfino, D'Onofrio, Parodi, Orengo, Ferrari, Bonaccorti). Al-
tri studi e ricerche sono attualmente in corso ed osiamo sperare che anche
da questo punto di vista la nostra Divisione non verrà meno agli intendi-
menti dei promotori ”
Presso la Divisione, e con il consenso della Direzione Ospedaliera,
è stato inoltre svolto dallo scrivente il corso di medicina del Lavoro per gli
iscritti alla Scuola di specializzazione in Medicina Legale e delle Assicura-
zioni dell’Università, diretta dal Prof. D. Macaggi.
Inoltre allo scopo poi di favorire la divulgazione delle conoscenze igie-
niche e medico-sociali nel campo delle attività industriali, sin dall’aprile
dello scorso anno veniva organizzato un corso, che continua tuttora con no!
tevole successo, sti problemi medico sociali del lavoro, al quale parteci-
pano delegati delle Commissioni Interne e delle Direzioni di diversi sta-
bilimenti industriali.
Di fronte alla vastità ed alla complessità del lavoro inerente all’ordina-
mento ed al funzionamento del nuovo reparto, mal è venuto meno l'impegno
dei miei collaboratori, che con entusiasmo e con encomiabile attività hanno
saputo colmare tutte le inevitabili deficienze di questa delicata fase ini-
ziale superando difficoltà non lievi. Desidero qui ricordare l'assistente
Dott. V. Parodi e gli assistenti volontari Dott. Ferrari, G. Orengo, Peretti.
Continui contatti abbiamo mantenuto in questo primo nostro periodo
di attività con l’Ispettorato medico del lavoro: l’ispettore medico, Dot-
tor D'Onofrio, che tanta parte ha avuto nella realizzazione della nuova
listituzione ospedaliera, sin dall’inizio con vivo interessamento ha seguito
il nostro lavoro, consentendoci spesso di poter disporre del suo aiuto,
sempre concesso con generoso entusiasmo, e della sua non comune e pro-
fonda esperienza.
E recentemente, sempre con il consenso della Direzione dell’Ospe-
dale, presso il reparto è stata stabilita la sede dell’Associazione Ligure di
Medicina del Lavoro, associazione che ha compiti e finalità sotto certi
aspetti affini a quelli della Divisione stessa,
#8 a
Abbiamo così iniziata questa nostra attività nel campo della Medicina
del Lavoro e nell’ambito di un grande complesso ospedaliero, gettando le
basi per il lavoro futuro. E ciò non solo con il fermo proposito di stu-
diare le singole forme morbose nei loro aspetti clinici e professionali, ai
AES
fini della cura e della prevenzione, ma anche con lo scopo preciso di ope-
rare sul terreno sociale mirando alla riduzione di quel carico di sofferenze
e di disagi, che non di rado sul lavoratore vengono a gravare.
Noi dovremo quindi cercare di contribuire alla soluzione di tutta una
serie di delicati problemi clinici e sociali. Risolverli non sarà facile, per-
chè molteplici sono le cause che direttamente od indirettamente concor-
rono a determinare la patologia dei lavoratori, ma indubbiamente fra que-
ste un coefficiente di primissimo ordine è proprio rappresentato dal lavoro
in sè e per sè, dall'ambiente in cui esso si svolge, dalle sostanze manipo-
late e prodotte, dalle macchine, dagli strumenti adoperati.
E allo studio di questi fattori causali e concausali, alla cura ed alla
prevenzione dei danni da essi prodotti, che noi intendiamo applicare le
nostre migliori energie. Non sarà certamente facile raggiungere la meta
che ci prefiggiamo, ma a noi incombe l'obbligo di accelerare e di rendere
col nostro lavoro quanto più possibile completa questa conquista.
- extracted text
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Pror. Dott. FRANCESCO MOLFINO
La Divisione di Medicina del Lavoro
degli Spedali Civili di Genova
nel suo primo anmo di attività
Estratto da La Medicina del Lavoro - Volume 38
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TIPOGRAFIA ANTONIO CORDANI S. p. A.
1947
Pror. Dott. FRANCESCO MOLFINO
La Divisione di Medicina del Lavoro
degli Spedali Civili di Genova
nel suo primo anno di attività
Estratto da La Medicina del Lavoro - Volume 38
MILANO
TIPOGRAFIA ANTONIO CORDANI S. p. A.
1947
Da molto tempo, col progredire delle attività industriali nella nostra re-
gione, si era fatta sentire assai viva la necessità di creare in Genova una
istituzione avente lo scopo preciso di interessarsi a tutti i molteplici aspetti
della patologia del lavoro, non solo dal punto di vista clinico, ma anche da
quello scientifico e sociale, ed alla quale potessero ricorrere per la più
completa assistenza tutti quei lavoratori, che dalla loro professionale atti-
vità, avessero riportata una qualsiasi minorazione delle loro condizioni di
salute,
Tale necessità, segnalata dai componenti delle Commissioni interne di
diversi complessi industriali all’Ispeftorato del Lavoro, che peraltro anche
ai fini dell’ispezione medica del lavoro avvertiva la mancanza di una isti-
tuzione del genere in Liguria, fu dall’Ispettorato stesso opportunamente
prospettata all’Amministrazione degli Spedali Civili di Genova. Questa
affidata al Commissario straordinario Sig. Tito Albites, dimostrando parti-
colare sensibilità e piena comprensione delle necessità dei lavoratori, prov-
vedeva alla realizzazione delle loro aspirazioni, istituendo in data 1 marzo
1946 una Divisione di Medicina del Lavoro.
Tale iniziativa nell’intendimento dei promotori non ha soltanto lo sco-
po di provvedere alla diagnosi ed alla cura delle malattie del lavoro assi-
curate e non assicurate, ma si propone anche di favorire lo studio di tali
forme morbose nell’ambito della Liguria al fine di segnalarlè agli organi
competenti ed alle industrie interessate per la immediata opera di preven-
zione; di promuovere la raccolta di elementi a carattere clinico statistico
su base regionale; di migliorare la preparazione professionale specifica dei
medici ai quali è affidata l’assistenza dei lavoratori; di favorire la diffusione
e la volgarizzazione delle conoscenze igieniche fra gli operai.
L'importanza di una istituzione del genere appare particolarmente evi-
dente nel suo aspetto sociale, sopratutto per il contributo che con la sua
attività può recare alla elaborazione di quelle riforme e di quegli aggiorna-
menti legislativi, la cui necessità è avvertita e dai lavoratori stessi e da quan-
ti si interessano ai problemi inerenti alla tutela medica ed igienica delle
classi lavoratrici.
Infatti presupposto ‘indispensabile per una razionale legislazione sani-
LAZ
taria del lavoro è la raccolta di tutti quegli elementi a carattere clinico sta-
tistico che riguardano la patologia dei lavoratori, quale attualmente si os-
serva nella nostra regione e nel nostro Paese, e cioè il rilievo della fre-
quenza e della gravità, oltre che dei particolari aspetti clinici, di tutte je
forme morbose, che direttamente ed indirettamente trovano nel lavoro un
elemento di causalità o di aggravamento.
A tale scopo risultava evidentemente necessario provvedere anzitutto,
almeno nell’ambito delle singole regioni, a convogliare in un Istituto spe-
cializzato in sifatta materia tutti quei casi clinici che richiedono particolari
accertamenti & cure da eseguirsi mediante degenza od ambulatoriamente,
accertamenti praticabili per lo più soltanto da personale specializzato, in
adatto ambiente e con mezzi adeguati, onde consentire una esatta valuta-
zione ai fini diagnostici, terapeutici, preventivi ed assicurativi.
Inoltre la creazione di sifatta istituzione avrebbe consentito di prov-
vedere alla preparazione specifica dei medici di fabbrica ed in genere dei
medici ai quali è affidata l'assistenza ai lavoratori. Una buona specifica pre-
parazione del medico di fabbrica è oggi una naturale necessità derivante
dallo sviluppo di tutte le attività industriali, dal continuo trasformarsi di
esse e dall’importanza che acquista sempre più il lavoro per l’individuo e
per la società. Ed appunto perciò non è più giustificabile che il medico sia,
come troppo spesso avviene, ancora quasi completamente assente dall’am-
biente di lavoro e pertanto non in grado di esattamente valutare fattori di
malattia, che tanto possono incidere sulle condizioni di salute dei lavoratori.
Un particolare senso di solidarietà sociale e di responsabilità spetta oggi
a tutti i medici, che si occupano dell’assistenza ai lavoratori e tale respon-
sabilità deve manifestarsi non solo attraverso una umana comprensione, ma
sopratutto attraverso una viva solidarietà. Essa pertanto impone al medico
vaste conoscenze nel campo scientifico e clinico ed un continuo aggiorna-
mento della propria cultura.
Deve essere qui ben precisato che una buona preparazione nel campo
della medicina generale è fondamentale esigenza per chi intenda occuparsi
di Medicina del Lavoro: questa necessità è stata in ogni tempo profonda-
mente sentita, specialmente nel nostro Paese, da tutti i più eminenti cultori
della disciplina, da Ramazzini a Luigi Devoto.
Ed il Sabatini, che tanto ha contribuito al progresso ed alla afferma-
zione degli studi medici del lavoro, con magistrale chiarezza ha affermato
che la Medicina del Lavoro è anzitutto e fondamentalmente Clinica Medica
generale e spesso la più elevata profonda o rara, che diviene Medicina del
Lavoro in quanto ricerca, sospetta, dimostra, scevera e collega, approfon-
disce, cura o previene în modo particolare, e sotto alcuni aspetti special
mente, le dirette od lindirette influenze morbigene esercitate dal fattore la-
voro,
In questa nostra attività, ispirata a questi concetti e conformemente
alle tradizioni ed alle finalità del grande complesso ospedaliero, cui l’isti-
tuzione appartiene, ci proponiamo, oltre che studiare le singole forme mor-
bose nei loro aspetti clinici, professionali, sociali, di contribuire anche a
quel vasto campo di ricerche e di studi, che costituiscono gli elementi fon-
damentali della legislazione moderna, sempre più ed ovunque orientata alla
tutela della salute ed alla prevenzione delle malattie dei lavoratori,
Esa
+ix
Onde assicurare alla Divisione di Medicina del Lavoro i necessari col-
legamenti ed i mezzi indispensabili per il raggiungimento dei fini ad essa
assegnati, in relazione alla sua attività medico sociale, è stata istituita dal-
l’Amministrazione ospedaliera una opposita fondazione (Fondo speciale-per
la Divisione di Medicina del Lavoro) ed una Commissione della quale sono
stati chiamati a far parte rappresentanti dell’Ispettorato del Lavoro, della
Camera del Lavoro, dell’Associazione Provinciale degli Industriali.
È stata veramente notevole la generosa spontanea partecipazione che
numerosi Enti, e specialmente i lavoratori, hanno voluto recare alla costi-
tuzione di tale Fondo speciale, che nel primo ammo ha ricevuto contributi
per complessive Lire 463.362.
Hanno contribuito la Camera Confederale del Lavoro di Genova con
Lire 50.000, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Coke con Lire 1510,
l'Associazione degli Industriali della Provincia di Genova con Lire 150.000,
i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Fossati con Lire 65.000, i lavora-
tori della S.I.A.C, con Lire 27.380, l’Istituto Nazionale Assicurazione In-
fortuni sul lavoro con Lire 100.000, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo
Ferroviario con Lire 12.000, i lavoratori dello Stabilimento San Giorgio
con Lire 40.000, i lavoratori dell'Azienda Municipale trasporti con Lire
2550, i lavoratori dello Stabilimento Ansaldo Allestimento Navi con Lire
14.922.
Altri Enti hanno voluto partecipare all’attrezzatura ed alla sistemazione
del reparto inviando, con spirito di generosa comprensione delle finalità
dell'istituzione, materiale ed oggetti vari.
La Direzione dello Stabilimento Ansaldo Ferroviario ha inviato in dono
mobili ed oggetti di arredamento moderni e razionali, nonchè coperte di
lana: la Saiga-Barabino e Graeve, industrie Grafiche, ha provveduto car-
telle cliniche, schede, diagrammi, stampati vari; la Direzione dello Stabi-
limento Ansaldo Delta pentole, casseruole, tegami di alluminio per ia cu-
cinetta del reparto : il C.L.N. delloStabilimento Ansaldo Allestimento Navi
una macchina da scrivere; la Direzione della S.A. San Giorgio di Genova-
Sestri una bilancia automatica pesa persone ed un oftalmoscopio elettrico
E la Direzione Generale della S.A. Ansaldo, a mezzo dell’OSASA,
ina donato lenzuola, copriletti, coperte, federe, asciugamani, tovaglioli, to-
vaglie, cucchiai, forchette, bicchieri, piatti în alluminio e ceramica; la Di-
rezione dell’Ansaldo Cantiere Navale ha provveduto alla costruzione di due
grandi paratie in legno, che la Direzione dello Stabilimento Meccanico
provvide di vetri e della necessaria verniciatura; la Direzione della S.A.
Acciaierie Cornigliano volle donare un microscopio con ricco corredo di
ottica ed una centrifuga per il laboratorio ed infine la Ditta Terrile Olcese
provvide alla rilegatura dei volumi della Biblioteca fornendo anche mate-
riale per l’archivio bibliografico.
Con tale generosa spontanea partecipazione, espressione di una vera-
mente sentita solidarietà e comprensione, per il vivo interessamento dei
Professori Capocaccia e Pulcher della Direzione Sanitaria e del Prof. Bal-
duzzi, presidente della Consulta tecnica, è stato così possibile. dotare la
Liguria di un centro di cura, di prevenzione e di studio che riteniamo sia
|
fptce
il primo, concepito con tale larghezza e modernità di vedute, sorto nel-
l'ambito di un grande ospedale, che ha messo a disposizione di questa ‘ini
ziativa la propria esperienza organizzativa e la dovizia dei mezzi necessari
alla diagnostica ed alla terapia.
Il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, On.le Barbareschi
in data 7 marzo 1946, rispondeva al Commissario degli Spedali Civili,
che gli aveva dato ufficiale comunicazione della costituzione della nuova
Divisione, scrivendo fra l’altro :
« Il programma esposto per l’attività della Divisione medesima dà si-
« curo affidamento alla speranza che essa riesca di grande vantaggio per
« la integrità fisica dei lavoratori e per il progresso degli studi e delle ap-
« plicazioni pratiche tendenti ad assicurare l’integrità stessa. Formulo per-
« tanto per l’intelligente ed utile iniziativa i miei auguri migliori, mentre
« esprimo a Lei ed agli altri promotori di essa il mio vivo compiacimento ».
Ed il prof. Didonna, Capo dell'Ispettorato Medico del Lavoro, man
festando il suo vivo compiacimento al Commissario degli Spedali, così si
esprimeva : Ù
« Dai fini attribuiti all'iniziativa può rilevarsi quale ampia visione dei
« problemi connessi allo studio ed alle applicazioni di tale disciplina abbia
« guidato i promotori dell’Istituzione, e come questa torni pertanto a par-
« ticolare merito di codesta Amministrazione, la quale ha voluto, superando
«una tradizionale troppo ristretta concezione della funzione ospitaliera,
«creare un centro di attività scientifica, oltrechè curativa, il quale non
« potrà mancare di contribuire largamente allo sviluppo della protezione
« igienica previdenziale ed assistenziale dei lavoratori ».
Far
Con questi consensi e con questi incoraggiamenti la nuova Direzione
ospedaliera, affidata allo. scrivente, iniziava il 1 marzo 1946 la sua atti?
vità ricevendo i primi ammalati, mentre col costante interessamento della
Direzione Sanitaria e dell’Amministrazione, e con gli aiuti generosi e spon-
tanei dianzi ricordati, si provvedeva a dotarla dei necessari mezzi onde
consentire un regolare funzionamento.
Alla Divisione di Medicina del Lavoro veniva assegnato il secondo
piano del Padiglione terzo dell'Ospedale di San Martino costruito come è
noto, secondo i più moderni razionali criteri della tecnica ospedaliera. I lo-
cali assegnati alla Divisione comprendono due vaste corsie dotate ciascuna
di sedici letti con i servizi igienici relativi, due sale soggiorno per i degenti,
due camere isolamento per ammalati gravi con due letti ciascuna.
Il reparto comprende inoltre una sala per visite di ambulatorio, una
stanza per il primario, un laboratorio, una sala per infermiere, una cuci-
netta, una sala per la suora, una sala per esami funzionali, due sale di at-
tesa ed una sala per medici
Trattandosi di locali, che specialmente nell’ala di levante avevano sof-
ferto a causa di bombardamento aereo, si provvedeva dapprima alla aper-
tura di una corsia, e, mentre erano ancora in corso lavori di sistemazione,
si cominciavano a ricevere i primi ammalati, indirizzati al reparto dal pronto
soccorso, dai vari complessi industriali della Liguria, dall’Istituto assicura-
tore e da Enti Assistenziali.
E
Dato lo speciale ‘indirizzo clinico della Divisione e le finalità della me-
desima fin dall’inizio si procedette ad una rigorosa selezione dei ricoverati,
Tuttavia l'affluenza degli ammalati, superiore a quanto era lecito prevedere,
e la celerità con la quale furono condotti i lavori di sistemazione, consen-
tiva già nell’agosto dello scorso anno di accogliere ammalati anche nell’ ‘altra
corsia.
Frattanto si provvedeva all'allestimento di un laboratorio per le ri-
cerche di microscopia e di clinica e di una sala per esami funzionali (cro-
ia, elettrodiagnostica, spirometria, elettrocardiografia) onde consentire
rapido studio degli ammalati degenti e di quelli che sempre più nu-
merosi venivano avviati al ‘reparto per visite ambulatoriali. Naturalmente
per le indagini specialistiche, radiologiche, per più complesse ricerche di
laboratorio la Divisione di Medicina del Lavoro si vale della veramente mo-
derna completa dotazione del grande complesso ospedaliero.
Una grave lacuna esistente nella nostra regione nel campo dei nostri
studi era rappresentata dalla mancanza di una raccolta quanto più possibile
estesa e completa delle pubblicazioni riguardanti la nostra disciplina, da
porre a disposizione non solo dei medicî del reparto, ma anche degli altri
colleghi e di quanti si interessano ai nostri problemi.
Non è stato facile, malgrado i fondi disponibili, reperire collezioni di
riviste italiane e di altri Paesi, atti di congressi italiani ed internazionali,
trattati a monografie antiche e recenti. Tuttavia con l’aiuto di amici fra ‘i
quali desidero particolarmente ricordare il Prof. Vigliani ed il Prof. Mori
è stato possibile costituire il nucleo liniziale di una biblioteca specializzata,
al miglioramento della quale saranno per l’avvenire rivolte tutte le nostre
cure.
++
Nel primo anno di attività. della nostra Divisione e cioè nel periodo
intercorrente fra il i marzo 1946 ed il 28 febbraio 1947 furono complessi-
vamente ricoverati 227 ammalati (occorre tener presente però che soltanto
dall’agosto il reparto ha potuto furizionare fruendo della propria attrezzatura
completa). Dei ricoverati, buona parte dei quali erano stati inviati per ac-
certamenti diagnostici, 127 furono trovati affetti da malattie del lavoro (in-
dennizzabili ai sensi delle vigenti leggi o non indennizzabili) e segnalati
al locale Circolo dell’Ispettorato del Lavoro.
A questi sono da aggiungere 77 ammalati inviati per studio clinico in
relazione a giudizi riguardanti particolari quesiti di natura assicurativa
Volendo analizzare la nostra statistica dal punto di vista qualitativo
rileveremo anzitutto la paricolare frequenza delle pneumoconiosi, e spe-
cialmente della silicosi in tutti i suoi quadri clinici fondamentali, associata
o non alla tubercolosi. Su 29 casì di pneumoconîosi ben 25 erano rappre-
sentati da questa forma morbosa, non escluse le forme più gravi. Due mi-
natori affetti da silicosi confluente massiva con bronchite cronica. bronchi-
ectasie ed enfisema vennero a morte con gravi fenomeni di insufficienza re-
spiratoria e circolatoria.
Ai fini diagnostici è stata largamente usata l’indagine stratigrafica col
metodo del Vallebona, che è risultato di una indiscussa utilità pratica, come
risulta da una nota pubblicata in collaborazione col collega Balestra, I casi
tari
d. silicosi provenivano in massima parte dall’industria metallurgica (12 ca-
si), seguono le industrie minerarie ed i lavori di scavo (7 casì), l'industria
dei refrattari (6 casi).
Particolarmente ricca e di grande interesse clinico è stata la casistica
di osteoartrosi deformante da malattia dei cassoni, riferentesi ad operai
cassonisti che avevano sofferto manifestazioni acute nei lavori di costru-
zioni del bacino di carenaggio alle Grazie nel 1936. Ben cinoue gravi casi
di tale tecnopatia con manifestazioni dolorose e limitazioni funzionali sono
stati ricoverati nel reparto. mentre altri sette casi sono stati in osservazione
e cura ambulatoriale.
Essi presentavano localizzazioni pressochè costanti alle articolazioni
coxofemorali, in qualche caso si è notata anche partecipazione delle scapo-
loomerali e delle ginocchia. Lo studio radiologico sistematico dell’apnarato
scheletrico ha consentito di rilevare spesso focolai osteonecrotici epifisari
(necrosi asettica dell’osso), sui quali recentemente hanno richiamato l’at-
tenzione gli americani Kahlstrom, Burton, Phemister. Grave è annarso il
problema nel suo aspetto sociale, non avendo questi invalidi del lavoro,
salvo poche eccezioni, ottenuto riconoscimento e risarcimento assicurativo
date le vigenti disposizioni di legge in materia; le nostre osservazioni op-
portunatamente elaborate sono state pertanto inoltrate agli organi compe-
enti richiamando l’attenzione sulla necessità di urgenti ed adeguati provve-
dimenti.
Particolare interesse ha presentato la patologia dei saldatori (20 casi)
ravoreSentati da febbri da inalazioni metalliche. da bronchiti, gastriti da
fumi. La maggior parte dei casi osservati proveniva da lavori a bordo di
navi lin costruzione od allestimento; da lavori di riparazione in locali ri-
stretti non ventilati (doppi fondi, tunnel, casse, etc.) e spesso su materiale
zincato o verniciato. Tali manifestazioni in un caso sono risultate associate
ad intossicazione saturnina.
Abbiamo anche potuto osservare dieci casi delle cosidette « malattie
da infortunio » (emottisi traumatiche o da sforzo, artriti, neurosi, polmoniti
traumatiche, pneumotorace da sforzo, lombaggini traumatiche o da sforzo).
Ricorderò ancora due casi di asma professionale e due di neurosi vaso-
motoria da strumenti vibranti. 4
Nel campo delle intossicazioni professionali il saturnismo occupa il
primo posto per la frequenza e per la varietà deli quadri clinici. Nei casi da.
noi osservati, che assommano a 23, la manifestazione più frequente è stata
la colica (20 casi) per lo più associata a moderata anemia, le affezioni car-
diovascolari risultano presenti in tre casi, le nefropatie in tre casi, le poli-
La maggioranza dei saturnini da noi osservati era rappresentata da co-
loritori e verniciatori addetti alle industrie navali (cantieri, officine di alle-
stimento 0 di riparazione, Javori di manutenzione), seguono poi gli addetti
alla fusione del piombo e gli addetti alle industrie poligrafiche
Abbiamo inoltre fra l’altro potuto osservare due casi di intossicazione
cronica da benzolo e due da benzolismo acuto, tre casi di intossicazione
da derfvati nitrati, clorati, aminici del benzolo ed omologhi, cinque casi
di intossicazione acuta da anidride solforosa, un caso di intossicazione acuta
da vapori nitrosi, due casi di intossicazione acuta da 'iprite (di cui uno mor-
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tale), due casi di intossicazione acuta da cloro (di cui uno mortale), quattro
casi di intossicazione acuta da ossido di carbonio, Numerosi altri casi di
particolare interesse furono esaminati ambulatoriamente (circa trecento).
In relazione all’intenso lavoro di organizzazione e di ordinamento del
reparto modesta e limitata è risultata l’attività scientifica. Tuttavia è stato
possibile, usufruendo dell’abbondante materiale clincio, condurre a termine
ricerche sull’impiego della stratigrafia nella diagnostica della silicosi (Mol-
fino e Balestra), nonchè studi sull'importanza delle malattie febbrili in-
tercorrenti nella riacutizzazione del saturnismo cronico (Conte), sull’in-
tossicazione acuta da gas nitrosi (Parodi), sull’intossicazione acuta di iprite
(D’Onofrio) e pubblicazioni di aggiornamento ed atticoli vari su argomenti
di attualità (Molfino, D'Onofrio, Parodi, Orengo, Ferrari, Bonaccorti). Al-
tri studi e ricerche sono attualmente in corso ed osiamo sperare che anche
da questo punto di vista la nostra Divisione non verrà meno agli intendi-
menti dei promotori ”
Presso la Divisione, e con il consenso della Direzione Ospedaliera,
è stato inoltre svolto dallo scrivente il corso di medicina del Lavoro per gli
iscritti alla Scuola di specializzazione in Medicina Legale e delle Assicura-
zioni dell’Università, diretta dal Prof. D. Macaggi.
Inoltre allo scopo poi di favorire la divulgazione delle conoscenze igie-
niche e medico-sociali nel campo delle attività industriali, sin dall’aprile
dello scorso anno veniva organizzato un corso, che continua tuttora con no!
tevole successo, sti problemi medico sociali del lavoro, al quale parteci-
pano delegati delle Commissioni Interne e delle Direzioni di diversi sta-
bilimenti industriali.
Di fronte alla vastità ed alla complessità del lavoro inerente all’ordina-
mento ed al funzionamento del nuovo reparto, mal è venuto meno l'impegno
dei miei collaboratori, che con entusiasmo e con encomiabile attività hanno
saputo colmare tutte le inevitabili deficienze di questa delicata fase ini-
ziale superando difficoltà non lievi. Desidero qui ricordare l'assistente
Dott. V. Parodi e gli assistenti volontari Dott. Ferrari, G. Orengo, Peretti.
Continui contatti abbiamo mantenuto in questo primo nostro periodo
di attività con l’Ispettorato medico del lavoro: l’ispettore medico, Dot-
tor D'Onofrio, che tanta parte ha avuto nella realizzazione della nuova
listituzione ospedaliera, sin dall’inizio con vivo interessamento ha seguito
il nostro lavoro, consentendoci spesso di poter disporre del suo aiuto,
sempre concesso con generoso entusiasmo, e della sua non comune e pro-
fonda esperienza.
E recentemente, sempre con il consenso della Direzione dell’Ospe-
dale, presso il reparto è stata stabilita la sede dell’Associazione Ligure di
Medicina del Lavoro, associazione che ha compiti e finalità sotto certi
aspetti affini a quelli della Divisione stessa,
#8 a
Abbiamo così iniziata questa nostra attività nel campo della Medicina
del Lavoro e nell’ambito di un grande complesso ospedaliero, gettando le
basi per il lavoro futuro. E ciò non solo con il fermo proposito di stu-
diare le singole forme morbose nei loro aspetti clinici e professionali, ai
AES
fini della cura e della prevenzione, ma anche con lo scopo preciso di ope-
rare sul terreno sociale mirando alla riduzione di quel carico di sofferenze
e di disagi, che non di rado sul lavoratore vengono a gravare.
Noi dovremo quindi cercare di contribuire alla soluzione di tutta una
serie di delicati problemi clinici e sociali. Risolverli non sarà facile, per-
chè molteplici sono le cause che direttamente od indirettamente concor-
rono a determinare la patologia dei lavoratori, ma indubbiamente fra que-
ste un coefficiente di primissimo ordine è proprio rappresentato dal lavoro
in sè e per sè, dall'ambiente in cui esso si svolge, dalle sostanze manipo-
late e prodotte, dalle macchine, dagli strumenti adoperati.
E allo studio di questi fattori causali e concausali, alla cura ed alla
prevenzione dei danni da essi prodotti, che noi intendiamo applicare le
nostre migliori energie. Non sarà certamente facile raggiungere la meta
che ci prefiggiamo, ma a noi incombe l'obbligo di accelerare e di rendere
col nostro lavoro quanto più possibile completa questa conquista.
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