L'Ansaldino, n. 8, 1954
Contenuto
- Titolo
- L'Ansaldino, n. 8, 1954
- Tipologia
- Rivista
- Descrizione
-
A p. 1 (copertina), elementi per forno rotativo costruito dal reparto Carpenteria Ansaldo, 1954
A p. 16 (quarta di copertina), lo specialista in palettatura Angelo Visani dello stabilimento Meccanico di Sampierdarena mentre lavora ad un rotore di bassa pressione, 1954
- Elementi per forno rotativo costruito dal reparto Carpenteria Ansaldo, p. 1
- La fonderia, p. 2
- Motornave da 24000 tonn. per la Svezia, p. 3
- Il carico di lavoro nei nostri stabilimenti navalmeccanici, p. 4
- Panorama aziendale, p. 6
- La bandiera dell'Ansaldo sul Verbano: La prima gita degli Ansaldini, p. 8
- Un varo singolare alla carpenteria: Da Voltri a Napoli un "reattore"di 57 tonnellate, p. 10
- L'Ansaldo risponde, p. 11
- Storie in rosa, p. 12
- Vita di casa, p. 13
- La ruota del tempo, p. 14
- Cassetta delle idee, p. 15
- Lo specialista in palettatura Angelo Visani del Meccanico di Sampierdarena mentre lavora ad un rotore di bassa pressione, p. 16 - Data testuale
- 1954 ottobre 1-14
- Consistenza
- pp. 16
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Ansaldo (1853 - ***)
- Identificativo
- PER.000205/8
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
PERIODICIVedi tutti i contenuti con questo valore
-
L'ANSALDINOVedi tutti i contenuti con questo valore
- Formato
- Periodico quindicinale a stampa
- contenuto
-
NUMERO DI SEDICI PAGINE
N
be go em et runs 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SAM ALLE Tia
vendita al pubb ico L. 30 Gruppo Secondo
Elementi per forno rotativo costruito dalla nostra Carpenteria e destinato alla Società venezuelana « Cementos Coro »
2
La Fonderia
ificilmente il profano si
rende conto in cosa consi-
sta il lavoro di coluì che svol.
ge la sua attività nel campo
della fonderia,
Chi si avvicina ad una di
esse ne riceve un immediato
senso di repulsione a causa dei
fumi, odori, polveri che ivi
si sprigionano. Se cerca poi,
osservando le lavorazioni che
in essa si compiono, di com-
prendere come il ciclo si svol-
ge, rimane disorientato e tra
forme, anime, modelli, terra,
metallo ecc, finisce per non
raccapezzarcisi più nulla. Se
però un cortese accompagnato-
re gli illustra le varie fasi del
lavoro, a poco a poco, anche
il profano riesce a capire le
difficoltà e i pregi di un la-
voro che, racchiudendo anco-
ra in se tanta parte di arti-
gianato, (malgrado si viva nel
periodo della macchina) pre-
senta delle attrattive non in-
differenti, che finiscono per
interessarlo. Ed allora si com-
prende come chi viva in essa,
sia egli tecnico od operaio,
senta un particolare attacca-
mento al suo lavoro, che è si-
mile a quello dell’artigiano
verso il suo capolavoro.
All’arrivo del disegno in
fonderia il tecnico lo esamina
attentamente e nella sua men-
te comincia a formarsi e svi-
lupparsi il modo come il pez-
zo verrà gettato.
Il modellista, in base alle
prime istruzioni ricevute dal
tecnico, costruisce il modello
del pezzo. E così un primo ar-
tigiano, da una materia infor-
me, sia essa legno o metallo,
ricava a poco a poco il model-
lo. Egli lo vede nascere gior-
no per giorno come una sua
creatura, ed è un punto d’o-
nore per lui che il suo la-
voro riesca alla perfezione. A
seconda dell’ esigenze del
cliente dovrà preoccuparsi di
giungere alla perfezione del
decimo, od anche di pochi cen-
tesimi di millimetro.
Ecco il modello finito, stuc-
cato ed accuratamente verni-
ciato. Così lo vuole il forma-
tore perchè la terra che dovrà
rivestirlo non ammette rugo-
rosità che impediscano ad essa
di separarsi. con facilità, Il
formatore ricevuto il modello
lo esamina attentamente men-
tre dal suo capo riceve le ul-
time istruzioni,
Ed ora su questo modello
l’artigiano distende la terra
appositamente preparata, pi-
giandola in modo opportuno,
e curando di costruire in essa
dei canali per lo sfogo dei
gas che si svilupperanno allor-
chè il metallo entrerà nella
forma. Indi estrae dalla terra
il modello, verifica il perfetto
stato della forma così ottenuta
e, dopo eventuale essiccazione
in stufa, procede al colloca-
mento delle anime, cioè delle
parti ‘in sabbia agglomerata
con olio, che formeranno le
cavità interne del pezzo. Con
quanta cura quest’operazione
verrà eseguita! Da essa dipen-
de in gran parte la perfetta
riuscita del getto. E la forma,
chiusa e preparata a ricevere
il metallo liquido, si presen-
ta al formatore come una tre-
menda incognita che ogni vol-
ta lo tiene trepidante per gior-
ni interi, cioè fino a che il get-
to non sarà pronto per la spe-
dizione.
Il metallo liquido, ad ele-
vata temperatura. contenuto
in caldaie, viene portato s0-
pra la forma. Il fonditore ne
guida e segue il suo cammi-
no nella forma. E’ il momento
in cui si compie il ciclo del
lavoro, è il momento in cui
ogni operaio vede completarsi
la parte più difficile dell’ope-
ra sua. La forma di terra su-
bisce il tormento della corren-
te ignea del metallo. La terra
si scalda e tende a dilatarsi,
mentre il metallo tende a
comprimerla. i gas contenuti
nella terra si sprigionano e,
raccogliendosi negli appositi
canali, escono fuori, incen-
diandosi nell’atmosfera con
effetti pirotecnici. E l’artigia-
no ed il tecnico che hanno
compiuto il lavoro hanno la
loro prima soddisfazione se la
colata è stata eseguita a re-
gola d’arte. Ma a getto raf-
freddato, allorchè lo sbavato-
re completa la pulizia finale
del getto, ricominciano le an-
sie poichè ogni difetto, cau-
sato da tanti imponderabili,
può manifestarsi ed esser. cau-
sa di scarto.
Ma finalmente il getto, pu-
lito, sbavato e sabbiato per
dargli un bell'aspetto (poichè
anche questa dote deve posse-
dere), nassa alla spedizione.
Chi ha lavorato o seguito la
esecuzione del pezzo non ha
più timori. La soddisfazione
dell’opera compiuta distende i
nervi e dà l’attimo di gioia.
Essa è però di breve durata.
Altro lavoro è in corso, aitre
preoccupazioni, altri timori.
Così vive colui che alla
fonderia dedica la sua attivi-
tà, poichè anche coi mezzi di
lavoro più moderni egli è
sempre un artigiano e non ha
dimenticato che nei lontani
secoli la fonderia era un’arte
Mario Noris
vo
ro
f
Officina per la lavorazione meccanica delle eliche
Relazioni
Quando nel mondo la Ri-
voluzione Industriale determi-
nò il sorgere di una muova
era, un gruppo di uomini ge-
nerosi incominciò a nutrire
molte speranze. Si pensava
che la rivoluzione in corso a-
vrebbe abbattuto le barriere
che fino allora avevano tenu-
to i popoli odiati e divisi, con
la conseguente eliminazione
delle guerre, e si credeva che
il movimento verso le istitu-
zioni democratiche creato dal-
le rivoluzioni inglese, ameri-
cana e francese si sarebbe dif-
fuso fino a diventare la base
comune di governo politico în
ogni paese del mondo. Si rite-
neva altresì che il vasto ed
incalcolabile aumento di pro-
duttività risultante dalla ri-
voluzione industriale potesse
dare ad ogni individuo un li-
vello economico decente e
potesse elevare il tenore di vi
ta al punto di eliminare l’e-
strema povertà.
Queste generose speranze
sono state duramente deluse.
In questi ultimi tempi vi sono
state due guerre mondiali, ed
abbiamo visto sorgere stati
totalitari con soppressione
della libertà di pensiero e di
espressione in una forma così
brutale da sorpassare tutti gli
stati totalitari che la storia ri-
cordi, Invece di un aumento
della sicurezza economica e di
un progressivo cammino verso
l'eliminazione della povertà,
abbiamo oggi un aumento del-
la crisi industriale, la quale
in molti casi vieta al lavora-
tore di condurre una vita mo-
destamente serena o anche di
trovare un posto di lavoro. —
Questo fallimento è dovuto,
io credo, al fatto che la cono-
scenza scientifica e tecnica ha
di gran lunga sorpassato la co-
noscenza umana e sociale, con
una profonda disarmonia fra
la prima e la seconda. Questa
disarmonia è la ragione pri-
ma del nostro travaglio e del-
la nostra crisi: occorre risali-
re la corrente e portare il li-
vello spirituale e morale del-
l'uomo al livello della tecni-
ca: solo così si può progredire
di pari passo, ed armonica-
mente si può ottenere la solu-
zione ad ogni problema, qua-
lunque esso sia, perchè il
Creato stesso insegna, essen-
do esso perfettamente armo-
nico, la soluzione di ogni pro-
blema; in natura non vi è
caos, tutto è armonia, perchè
tutto è collegato e concatena-
to in armonia, senza la quale
ogni problema diventa insolu-
bile. Tutti gli altri diventano
piccoli problemi già risolti in
partenza quando vi è tra uo-
mo e uomo una certa relazìo-
ne umana, ed ogni creatura,
sia essa dirigente o modesto
travet, si sente e si vede nel-
la propria posizione innanzi al
Creato.
Quando questa atmosfera si
sarà creata, sì potrà parlare
di relazioni umane. Parlarne
oggi può sembrare snobismo 0
articolo di moda, Io però pen-
so che le relazioni umane
siano vecchie quanto vecchio
è l’uomo: sempre vi è stata
per logica stessa della vita
relazione umana fra uomo e
UG: Gi
uomo, sempre ha dovuto esi-
stere, più o meno spinta, più
o meno sentita, una relazio-
ne umana in tutte le cose, ed
in ogni cosa vi è questa rela-
zione. Se volgiamo uno sguar-
do al passato ne troviamo
tracce, se sfogliamo la Bibbia,
in ogni pagina sia del Vecchio
che del Nuovo Testamento,
troviamo precisi insegnamen-
ti; sfogliando autori antichi e
moderni, troviamo parole che
invitano alla comprensione
umana: da Dante a Manzoni,
da Engels a Mara a Mazzini,
da Tolstoi a Rousseau, ogni
uomo sente che relazionare
col proprio simile è questione
di vita.
Questo sono le relazioni
umane, parole semplici ma
che racchiudono in sè la chia-
ve di ogni nostra attività. Co-
me tutte le cose umane esse
hanno due lati, due strade,
una buona e una non buona: il
problema sta nello sviluppar-
le nella strada buona.
Luigi Massa
Una
importante commessa al Cantiere di Sestri
Motonave da 24000 tonn. per la Svezia
E’ stato firmato in questi
giorni con la « Amerika Li-
njen » di Goteborg (Svezia) il
contratto per la costruzione e
fornitura di una motonave
passeggeri da 24.000 tonn, di
stazza e 19 nodi, capace di ac-
cogliere 230 passeggeri di pri-
ma classe e 600 passeggeri di
classe turistica in viaggi tran-
satlantici, L'ordine è stato ac-
quisito dalla Società Ansaldo
vincendo una gara tecnico-
economica alla quale hanno
concorso i cantieri europei più
quotati per la costruzione di
grandi navi da passeggeri.
La nuova unità porterà il
nome « Gripsholm » che le sa-
rà passato da altra unità, at-
tualmente gestita dal « Nord-
deutscher Lloyd », che in con-
seguenza assumerà il nuovo
nome di « Berlin ». Il nuovo
« Gripsholm » è destinato al
servizio sulla linea nord atlan-
tica,
La nave avrà, per desiderio
dell'armatore, motori di pro-
pulsione e motori elettrici di
costruzione svedese e sarà al-
lestita in modo da realizzare
le condizioni più confortevoli
di viaggio anche nel caso di
crociere in mari tropicali, per-
ciò sarà provveduta di còndi-
zionamento dell’aria adeguato
a tale eventualità ed esteso a
x tutta la nave.
Essa sarà costruita nel Can-
tiere di Sestri, richiederà cir-
ca 4.200.000 ore lavorative e
verrà consegnata alla fine del
4956.
L’ attuale affermazione
della Società Ansaldo, dopo i
recenti successi dell’« Andrea
Doria » e della « Cristoforo
Colombo », instaura nuovi e
fecondi rapporti tra l’indu-
stria navale italiana e l’arma-
mento svedese e contribuisce
a rendere sempre più stretti
rapporti economici tra questi
due Paesi.
Fin qui il comunicato uffi-
ciale. Abbiamo poi chiesto al-
l'ing. Casaccia, di ritorno dal-
la Svezia, dove aveva firmato
per l’Ansaldo il contratto,
qualche impressione e notizia.
L’ing. Casaccia è stato toccato
dalle spontanee espressioni del
Presidente della Società sve-
dese sig. Erik B. Wijk in me-
rito al progetto che è stato
trovato pienamente risponden-
te alle esigenze della Società
ed in particolare per la linea
della nave che è stata realiz-
zata sotto la guida del nostro
Capo-sala disegnatori proget-
ti navali cav. Panconi.
I piani tecnici sono in via
di elaborazione presso gli uffi-
ci progetti dell’Ansaldo, già in
piena attività, Essi intendono
soddisfare appieno alle esi-
genze ed alle consuetudini
della « Swedisch Amerika Li-
njen ».
La nave avrà una linea ar-
moniosa, piacevole a vedersi.
A. confronto della « Kung-
sholm » la prua sarà più slan-
ciata; aumenterà anche la di-
stanza tra i fumaioli, come
pure tra gli alberi, e il ponte
superiore sarà allungato a
poppa. La lunghezza fuori tut-
to sarà di circa mt. 188 (617
piedi); la larghezza sarà di
mt. 24,6 (80’8”); il pescaggio
sarà di circa mt. 8,25 (27°).
Tali dimensioni però potran-
no essere modificate secondo
L'armoniosa linea della « Gripsholm »
i risultati delle prove con il
modello alla vasca,
La nuova nave sarà aziona-
ta da motori Diesei come le
antecedenti navi degli stessi
armatori: la « Gripsholm », la
« Stockholm » e la « Kung-
sholm ». I motori saranno due
a semplice effetto, due tempi,
con testa a croce, sviluppanti
in totale circa 17.600 cav. in-
dicati a 112 giri al minuto in
funzionamento normale.
Si prevede che si otterrà la
medesima velocità che ha la
« Kungsholm ». La potenza
massima che i motori potran-
no sviluppare è di 20.000 cav
indicati.
La centrale elettrica consi-
sterà di 5 motori Diesel An-
saldo a 4 tempi, 6 eilindri,
sviluppanti in totale 3.500 KW
L’impianto elettrico a bordo
sarà a corrente alternata a
differenza di tutte le antece-
denti navi passeggeri della
« Swedish Amerika Linjen ».
I motori principali e gli au-
siliari sono previsti per fun-
zionamento con nafta pesante.
Gli alloggi per gli ufficiali e
gli equipaggi saranno ampi,
confortevoli ed arredati con
praticità. Perciò le mense sa-
ranno poste al centro con cu-
cina annessa per ottenere un
rapido servizio e cibo caldo
senza perdita di tempo.
La nuova nave sarà costrui-
ta sotto la sorveglianza del
« Lloyd's Register » e dell’« A-
merican Bureau of Shipping »
che le daranno la loro più
alta classe. Essa soddisferà an-
che le prescrizioni della «Swe-
dish Board of Trade», del Mi-
nistero inglese dei trasporti, e
di altri Enti relativi alla si-
curezza,
Saranno costruite a Livorno
le quattro navi indonesiane
Come abbiamo annunciato
nell’ultimo numero , l’Ansaldo
si è assicurata una commessa
per la costruzione di due av-
visi corta di 950 tonn. e di
due cacciatorpediniere legge-
ri di 1.300 tonnellate cia-
scuno per un complessivo am-
montare di 8 miliardi di lire
Le quattro navi da guerra so-
no state ordinate dalla Repub-
blica Indonesiana e saranno
costruite nel Cantiere di Li-
vorno. Questa commessa si
aggiunge a quella già acquisi-
ta dal Venezuela e costituisce
la ripresa delle costruzioni
delle navi da guerra, gloriosa
tradizione del lavoro ansal-
dino,
Con queste quattro navi la
Repubblica dell’Indonesia, che
si è costituita dopo la guerra
come stato indipendente, com-
prendendo tutti i territori
già possedimenti dell’ Olanda
(Giava, Sumatra, Borneo, le
Celebes e parte della Nuova
Guinea), intende formare il
primo nucleo della sua Mari-
na Militare e perciò il Gover-
no di Djakarta, pienamente
aggiornato sulla produzione
dell'industria navale e mecca-
nica di tutto il mondo, ha po-
sto condizioni tecniche piut-
tosto severe e tali comunque
da impegnare seriamente la
ditta appaltatrice. L’Ansaldo
ha accettato di buon grado ta-
li condizioni e sicura di po-
terle affrontare validamente e
soddisfare, dato l’alto grado di
efficienza dei suoi canlieri, si
è inserita nella gara interna-
zionale con piena fiducia. Si
trattava, come è facile intuire,
di fronteggiare una concor-
renza anch'essa validissima, in
cui figuravano i nomi dei can-
tieri meglio attrezzati e rap-
presentanti gruppi industria-
li di varie nazioni,
Dopo il lungo e attento va-
glio dei numerosi progetti, i
tecnici della Marina Militare
Indonesiana hanno dato la
Avviso scorta
preferenza a quelli dell’Ansal-
do e sono così cominciate le
trattative dirette. Per la con-
clusione di queste trattative si
è recato a Djakarta l’ing.
Rouger. La discussione tecnica
sui progetti ansaldini si è
protratta a lungo ed è stata,
com’è naturale, meticolosg ed
approfondita. E come era nel-
la speranza e nella certezza
dei nostri tecnici, l’esame si è
concluso con la piena appro-
vazione dei progetti stessi e
con la firma del contratto.
Le nuove costruzioni daran-
no lavoro non soltanto al Can-
tiere di Livorno e al Mecca-
nico di Sampierdarena, che
dovrà costruire gli appavati
motori ma, largamente, anche
ad altre aziende del grup-
po Finmeccanica, che dovran-
no provvedere alle varie for-
niture. Una delle aziende che
da 950 tonn.
particolarmente avrà un la-
voro notevole sarà la S. Gior-
gio, alla quale sarà affidata la
costruzione degli impianti per
la direzione del tiro e i mac-
chinari ausiliari. Le artiglie-
rie saranno costruite in parte
alla Melara ed in parte a Poz-
zuoli. Un complesso di lavoro,
come si vede, di rilevante im-
portanza contingente e di vivo
interesse per l’avvenire. Bi-
sogna infatti tener presente
che l’Indonesia, vastissima di
territorio e densa di una po-
polazione di ben 85 milioni, è
all’inizio della sua vita come
nazione indipendente e quin-
di in pieno travaglio formati-
vo. Essendo tutta sul mare, si
deve logicamente ritenere che
la nuova nazione voglia dare
un grande sviluppo alla sua
marina sia mercantile che mi-
litare ed è perciò da conside
rare come elemento assai in-
teressante per il futuro la
considerazione in cui è te-
muta l’industria italiana.
I nostri delegati hanno in-
fatti trovato a Djakarta un
ambiente molto fiducioso nel
valore della tecnica italia-
na ed hanno potuto perciò
trattare in una atmosfera
di viva cordialità. Conclu-
dendo, un vasto e impor-
tante mercato può aprirsi alla
attività italiana.
Le caratteristiche delle
quattro navi sono le seguenti:
Avvisi scorta: dislocamento
950 tonn.; velocità alle prove
22 nodi; armamento, due can-
noni automatici da mm. 76/62,
due mitragliere binate da mm.
40/70, armamento antisom-
mergibili; apparato motore
Diesel da 7.000 cav.
Cacciatorpediniere leggeri:
dislocamento 1.300 tonn.; ve-
locità alle prove 31,5 nodi;
armamento, due impianti bi-
nati da mm. 102/46, due
mitragliere binate da mm.
40/70; un lancia siluri triplo
da mm. 533; armamento an-
tisommergibili; apparato mo-
tore a vapore da 24.000 cav.
L'impostazione delle navi
avverrà alla presenza di una
missione della Marina Indo-
nesiana, che verrà presto in
Italia.
Cacciatorpediniere leggero da 4.300 tonn.
4
IL CARICO DI LAVORO DEI NOSTRI
Oltre 4
milioni
di
ore lavorative al Meccanico
Alcuni operai del Meccanico
sono venuti da noi molto pre-
occupati per il carico di la-
voro del loro stabilimento in
relazione alle notizie apprese
da un giornale cittadino.
Assunte informazioni presso
la Direzione Generale della
Società abbiamo ora il piacere
di tranquillizzare il personale
del Meccanico elencando qui
sotto le commesse più signifi-
cative in corso nello Stabili-
mento.
APPARATI MOTORI MARINI
Un apparato motore a vapo-
re per il C. T. « Indomito»
(Cantiere di Livorno);
un apparato motore a vapo-
re per l'A. S. « Centauro »
(Cantiere di Livorno);
tre apparati motori a vapore
per la l.a serie di AA.SS, per
il Venezuera (Cantiere di Li-
vorno);
tre apparati motori a vapo-
re per la 2.a serie di AA.SS.
per il Venezuela (Cantiere di
Livorno);
un apparato motore a vapo-
re per A. S. (Sucietà Naval-
meccanica);
2 apparati motori a vapore
per AA. SS. per l’Indonesia
(Cantiere di Livorno).
Gli avvisi scorta per l’Indo-
nesia sono uguali a quelli per
il Venezuela e a quello del-
la Navalmeccanica; sicchè le
navi di questo tipo sono in to-
tale 9, con gli apparati moto-
ri tutti uguali.
Due apparati motori Diesel
per corvette veloci per l’In-
donesia.
Gli apparati motori di que-
ste corvette veloci sono su tre
assi, tre eliche, tre motori
principali del tipo 409, motori
uguali a quelli già costruiti
dal Meccanico per altre 4 Cor-
vette. Oltre agli ausiliari con-
sueti dell'apparato motore, il
Meccanico costruisce per cia-
scuna nave: tre Diesel-alter-
natori da 100 KVA.
Un apparato motore a vapo-
re per la T/c. « Argea» -
31.500 T.S.L. (per l'Armatore
Cassa turbina B.P. del gruppo da 60.000 kW. Ansaldo-Igeco
Cameli) (Cantiere di Genova
Sestri);
Un apparato motore a va-
pore per T/c. 31.500 T.S.L.
« Miraflores » (Panama) (Can-
tiere di Genova-Sestri).
I due apparati motori per le
turbocisterne « Argea » e «Mi.
raflores» sono uguali. Hanno
ciascuno tre caldaie a 45 at-
mosfere con tiraggio bilancia-
to, un turboriduttore da
14.500 Cav. asse normali, e
16.000 Cav. asse massimi, due
turbo-dinamo da 550 kW., un
Diesel-dinamo da 120 kW.
regolazione automatica della
combustione.
un apparato motore Diesel-
Ansaldo con 2 motori Ansal-
do tipo Q 370/9 RS sovrali-
mentati, potenza 2x1200 Cav..
eff. per un rimorchiatore per
l'Argentina (Cantiere Mug-
giano);
un apparato motore Diesel-
Ansaldo con 2 motori Ansal-
do tino Q 370/6 RS sovrali-
mentati, potenza 2 x 900 Cav.
per la nuova M/n. della Soc.
Navisarma - Messina (Cantie-
re Cassaro);
due motori Diesel tipo 686
per navi Liberty.
Si tratta di motori già fa-
vorevolmente sperimentati
per la trasformazione di navi
Liberty in motonavi. E per ta-
le applicazione si tratta del
4.0 e 5.0 motore costruiti al
Meccanico. Il 4.0 è già desti-
nato alla Liberty « Argea >»
della Società di Navigazione
« Marittima Napoletana ». Il
5.0 è in attesa di destinazione.
La trasformazione dell’« Ar-
gea » è affidata al Cantiere
del Muggiano;
un motore Diesel tipo 757 e
4 serie di completamento per
il Cantiere del Muggiano;
due caldaie per l'A. S. « Ca-
nopo » (Cantieri di Taranto);
due caldaie, condensatori e
macchinari ausiliari destinati
all’A S, dei Cantieri di Taran-
to.
Per queste commesse si
tratta di parti fondamentali
di apparati motori per avvisi
scorta che la Tosi ha a suo
tempo richiesti e che i Can-
tieri Navali di Taranto hanno
ordinati al Meccanico,
Una serie compleiamenti
(caldaie, linee d’alberi, eliche
ecc.) per la Motonave « Grip-
sholm » per la «Svenska Ame.
rika Linjen» di Goteborg re-
centemente acquisite dall’An-
saldo.
CENTRALI TERMOELETTRICHE
Una centrale termoelettrica
da 60.000 KW. per S.I.P. (Chi-
vasso).
Si tratta di una nuova Se-
zione per la grande e moder-
nissima Centrale Termica
SIP di Chivasso, sezione com-
posta di due caldaie e di un
turbo-alternatore da 60.000
kW.; pressione in caldaia 64
atm.; temperatura del vapore
all’uscita del surriscaldatore
487° C., più ausiliari e acces-
sori;
cinquanta centrali termo-
elettriche da 500 kW. per la
URSS;
una centrale termoelettrica
a vapore per la Soc. Elettri-
ca dell’« Elba » (S.E.D.E.); po-
tenza del turbo-alternatore
3.000 KW.;
una centrale termoelettrica
da 2 x 12.500 kW. per Larde-
rello.
Si tratta di una moderna
centrale che sarà alimentata
dal vapore dei soffioni; essa è
composta di: due turbine An-
saldo a condensazione ognuna
della potenza di 12.500 KW.,
un complesso di regolazione,
un impianto di lubrificazione,
un impianto di condensazio-
ne, due gruppi turboestrattori
per gas, accessori;
una centrale termoelettrica
a vapore da 6.000 kW. per Rio
Turbio (Argentina);
due centrali termoelettri-
che da 2.400 kW. ciascuna.
Esse faranno parte dei due
Motore marino Ansaldo tipo 1620 a 8 cilindri
F È: y È ha
STABILIMENTI NAVALMECGCANICI
Promettente avvio verso la ripresa nei Cantieri
n
impianti di tessitura-filatura
assunti dalla S. Giorgio in
Iran;
una serie di macchinari ed
accessori per la centrale della
Cementeria « Coro» (Vene-
zuela).
Questa Centrale completerà
l'impianto di cementeria che
la Cementi « Coro » ha com-
messo all’Ansaldo e che è in
costruzione nello Stabilimen-
to Carpenteria (ex Cerusa).
GRUPPI ELETTROGEN: DIESEL
Tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e
con alternatore da 500 KVA a
1200 giri al 1’ per il C..T. « In-
domito ». (Cantiere di Livor-
no);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 500 KVA per il
C. T. « Impetuoso » (Cantiere
di Riva Trigoso);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e
con alternatore da 250 KVA a
1200 giri al 1’, per VA. S.
« Centauro » (Cantiere di Li-
vorno);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 250 KVA per AS.
« Canopo » (Cantieri di Ta-
ranto);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 250 kKVA per AS.
dei Cantieri di Taranto.
Cinque Diesel alternatori da
700 kW. ciascuno e un Diesel
alternatore da 150 kW. per la
Motonave « Gripsholm ».
VARIE
Caldaie per 25 locomotive
ordinate dall’India. Le venti-
cinque locomotive sono in co-
struzione presso lo Stabili-
mento Ferroviario.
Ai lavori sopra indicati si
deve aggiungere la costruzio-
ne dei motori Diesel di tipo
normale e relativi ricambi co-
struiti a fondo magazzeno e
destinati ai Motopescherecci e
gruppi elettrogeni vari, oltre
Sopporti cuscinetti per laminatoio costruiti per la Società « Cornigliano »,
ai lavori di riparazioni navali,
ecc.
Il totale carico di lavoro
del Meccanico, di cui abbiamo
descritto la parte tondamen-
tale, implica lo sviluppo di
oltre 5 milioni di ore di la-
voro (mano d'opera diretta)
ancora da svolgere. Si noti
‘che lo Stabilimento Mecca-
nico ha svilupvato. negli ul-
timi anni, da 3,8 a 4 miloni
di ore di lavoro all'anno: sic
chè il carico attuale assicu-
ra lavoro per circa 15 mesi
medi.
Le accidentali e provvisorie
deficienze di lavoro in qual-
che reparto saranno in parte
compensate con spostamenti
di personale, e in parte sana-
te da nuove acquisizioni di
lavoro per le quali le trattati-
ve commerciali, molto attive,
sono in corso.
LA SITUAZIONE NEI CANTIERI
In questa occasione abbia-
mo voluto estendere l’indagine
anche per il carico di lavoro
dei Cantieri Navali, ed ab-
biamo il piacere di segnalare
qui di seguito le principali
commesse in corso, o di re-
cente acquisizione, per ciascu-
no dei tre Cantieri, di alcune
delle quali parliamo in altra
parte del giornale,
A GENOVA - SESTRI
Costruzione n. 1494 - T/c.
« Argea » da 31.500 T.D.W. per
l’Armatore Cameli;
costruzione n. 1499 - T/c.
da 31.500 T.D.W. per la « Mi-
raflores » di Panama;
costruzione n. 1500 - Tran-
satlantico di 24.000 tonn.
« Gripsholm » per la Soc.
Svenska Amerika Linjen.
AL MUGGIANO
Costruzione n. 1495 - Ri-
morchiatore per l'Argentina
da 2400 Cav.;
Turbonave « Vesuvio »_ -
nave da carico per la Marina
Militare Italiana, in trasfor-
mazione; È
costruzioni n. 1501 - 1502 -
Due navi da carico secco da
15.800 T.D.W. per la Soc, Car-
bosider di Genova (Armatore
Bibolini);
Costruzioni n. 1503 - 1594 -
due navi da carico secco c.s.
per la Soc, Carbogas di Ge-
nova (Armatore Bibolini).
ALI VO RN O
Costruzione n. 1479 - C. T.
« Indomito » per la Marina
Militare Italiana;
costruzione n, 1482 - Avviso
Scorta « Centauro » per la
Marina Militare Itallana;
costruzione n, 1489 - Posa-
reti « Alicudi » per la Marina
Militare Italiana; .
costruzione n. 1490 - Posa-
reti « Filicudi » per la Mari-
na Militare Italiana;
costruzioni n. 1491 - 1492 -
1493 - 1496 - 1497 - 1498 -
n. 6 AA. SS, da 1.300 tonn. per
il Governo del Venezuela;
costruzioni n. 1505 - 1506 -
n. 2 Corvette da 950 tonn. per
l’Indonesia;
costruzioni n, 1507 - 1508 -
n. 2 AA. SS. da 1.300 tonn. per
l'Indonesia.
in totale, quindi, 23 navi,
fra militari e mercantili. An-
che per il Cantiere di Sestri
che ha attualmente in sospen-
sione circa 2.000 operai, con
la recente acquisizigne della
commessa del noto transa-
tlantico svedese e con altre
unità di prossima acquisizione,
il prossimo avvenire si pro-
spetta più brillante,
Al momento di andare in
macchina, veniamo informati,
in via confidenziale, che è
prossima la conclusione di un
contratto per un'altra petro-
liera da 341.000 tonn. da co-
struirsi a Sestri.
Un collettore acqua per le caldaie degli AA.SS. venezuelani
Parte dalla nuova Galdereria
il condensatore per Chivasso
Dopo un lungo, accurato
ed anche difficoltoso lavoro,
svoltosi nella Caldereria del
Meccanico e durato alcuni me-
si, è stato assiemato, e poi ul-
timato di lavorazione nella
Grande Meccanica, l’involucro
del condensatore per il grup-
po turboalternatore da 60.000
kW. destinato alla Centrale di
Chivasso.
Si tratta di uno dei pezzi
più complessi e voluminosi al
tempo stesso che siano stati
finora lavorati al Meccanico.
E’ lungo m. 11, alto m. 7,50 e
largo m, 6. In realtà detto in-
volucro è composto di 4 pezzi
lavorati ed assiemati. Sono
stati fatti arrivare dall’Ame-
rica due travi a doppio T lun-
ghi 8 metri ed alti 800 mm.
perchè non approvvigionabili
in Italia,
Per evidenti necessità di
trasporto, dati l'ingombro ed
il considerevole peso del con-
densatore (dopo ultimato pe-
serà circa 175 Tonn.), non si
provvederà al montaggio de-
finitivo in officina,
In questi giorni l’involu-
cero, opportunamente smonta-
to, parte per Chivasso dove ne
sarà fatto il montaggio e dove
nel suo interno verranno mon-
tati ben 7879 tubi di lega di
rame lunghi circa 8 metri, leg-
germente convessi verso l’al-
to.
Il condensatore è a due per-
corsi con una superficie di mq.
4400 circa ed è atto a conden-
sare circa 183 Tonn. di vapore
all’ora.
Fia
La parte alta del condensatore
L’acqua di circolazione vie-
ne fornita da due pompe aven-
ti ciascuna la portata di 5000
Tonn. all’ora,
La foto a fianco mostra la
operazione di sfacciatura della
flangia di attacco delle pia-
stre tubiere, eseguita su una
delle più grandi alesatrici di
cui dispone il Meccanico, nel
mentre all’interno, numerosi
operai della Caldereria, pro-
cedono al montaggio dei dia-
frammi, dei gocciolatoi, ecc.
E’ un chiaro ed incoraggian-
te esempio di quanto può, per
il raggiungimento dei fini del-
l'Azienda e del lavoro umano,
il coordinamento e l'armonia
degli sforzi cui sono chiamati
uomini e macchine.
N. G.
I lavori elettrici
eseguiti durante le ferie
E’ giunta in redazione una
lettera, in data 15 settembre,
del S. Capo Officina Luigi
Spriano del Meccanico, il qua-
le, avendo rilevato che nel n. 6
de l’« Ansaldino » non è stata
pubblicata la relazione dei la-
vori svolti dalla manutenzio-
ne elettrica durante la chiu-
sura per le ferie, ci fornisce
un elenco di detti lavori ese-
guiti da un gruppo di volen-
terosi ed abilissimi operai, a
nome dei quali chiede la pub-
blicazione di quanto serive.
Il desiderio del sig. Spriano
e degli operai della manuten-
partita nei giorni scorsi per Chivasso.
zione elettrica del Meccanico è
più che giusto e siamo lieti di
dare atto a questi provetti la-
voratori dell'importanza del-
l’opera svolta, A suo tempo il
signor Barbin, capo della ma-
nutenzione, ci aveva inviato
una dettagliata relazione sul-
l’attività svolta durante le fe-
rie da tutti i reparti di questo
indispensabile servizio; solo la
mancanza di spazio ci impedì
di pubblicarla per intero, co-
me pure ci impedì di pubbli-
care altre relazioni dettaglia-
te e difficilmente riassumibili
in poche righe.
In questo numero de l’« An-
saldino », con quattro pagine
in più, lo spazio lo abbiamo
trovato e quindi con piacere
pubblichiamo quanto richie-
sto.
Manutenzione ordinaria e
carica batterie ai carrelli
elettrici 34; lavori eseguiti per
Gli operai in
primo piano sono (da sinistra): Giuseppe Bollea, Antonio Martini e Catullo Tagliaferri
le gru 94154, 94194, 94163,
94165, 90209, 94187, 94240,
94193, 94343, 94168, 94181,
94124, 94166, 94115, 94175
(cambio di ruote motrici, pi-
gnoni trasmissione, perni,
bronzine, assi di traslazione,
settori contatti di rame, qua-
dri principali, motori di azio-
namento carrelli, bulloni:
riordini e riparazioni di con-
trollers, manovre comando da
terra, prese di corrente, car-
relli, rotori, lamelle di collet-
tori, motori di trasmissione,
cavi); lavori vari di minore
importanza alle gru: revisione
delle apparecchiature elettri-
che di 12 motori; sostituzione
del gruppo dinamo per mac-
chine calcolatrici; sostituzione
dell'impianto elettrico a 3 fre-
satrici, installazione di linee
per pompe ed allacciamenti
per saldatrici elettriche; lavori
vari di montaggi di apparec-
chiature alla stagione raggi;
sostituzione di convertitrici;
revisione di linee, interruttori
e comandi vari di macchine
utensili; sistemazione di cavi
e linee di derivazione al re-
parto bilanciamenti,
Nuova Direzione d'Officima
A seguito del trasferimento
in atto del Condirettore dr.
ing. Luigi Palumbo, che lascia
la Direzione d’Officina dello
Stabilimento Meccanico per
assumere la funzione di Vice
Capo della Sezione Commer-
ciale del Settore Meccanico
della Direzione Generale, l’in-
quadramento organico della
Direzione d’Officina dello Sta-
bilimento Meccanico viene, a
far data dal l.o settembre
1954, così modificato:
Direzione d’Officina: Vice
Direttore dr. ing. Michele Rus-
so, avente alle suc dipenden-
ze: Ufficio Produzione: dirigen-
te dr. ing. Pietro Parisi. Set-
tore Collaudo e Laboratorio:
dirigente dr. ing. Giorgio Rap-
pini. Settore Caldzreria: cCiri-
gente dr, ing. Giusepoo Ba-
sile, Settore Grande Meccani-
ca: dirigente dr. ing. G. B. Ga-
mondi. Settore Media e Picco-
la Meccanica: dirigente dr
ing. Franco Sonnino.
COMMESSE
J Ì Î AGE IPA i
Durante il periodo dal 1° al
25 settembre sono state acqui-
site le seguenti principali com-
messe:
Parte vapore e varie.
Una centrale termoelettrica
da 6.000 kW. per la Soc. Com-
bustibles Solidos Minerales
(E.N.D.E.) di Buenos Aires -
Argentina.
Motori e complementi A.M.
Fornitura dei complementi
per apparato motore Diesel
2 x 7300 B.HP. destinato al-
la motorizzazione della nave
« Gripsholm », che sarà co-
struita dal Cantiere Navale di
Sestri Ponente:
cinque gruppi Diesel alter-
natori ciascuno da 700 kW. -
440 V. 257 giri 60 Hz. con mo-
tori Diesel- Ansaldo tipo 460/6;
un gruppo Diesel alternato-
re da 150 KW. 440 V 450 giri
al 1’ 60 Hz. con motore Diesel-
Ansaldo tipo 265/4;
due linee d’alberi con eli-
che;
macchinari ausiliari;
impianto vapore formato da
n. 2 caldaie a gas tipo La
Mont, n. 2 caldaie cilindriche,
n. 1 condensatore atmosferico
e macchinari per detti.
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo Q. 370/GR della
potenza di 600 cav. eff, a 275
giri al 1’, destinato alla So-
cietà Genepesca di Livorno.
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/3 - Fratel-
li Curreri - per M/p. « Sciac-
ca».
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/3 - Fratelli
Pennino - per M/p. « Sciac-
ca »,
I due motori hanno poten-
za normale di 80 cav. eff. a
399 giri al 1°.
i RT
Il dr. Nicolas Vamvacas, Di-
rettore del Servizio Chimico
dello Stato ellenico, ha visita-
to il Laboratorio dello Sta-
bilimento Meccanico il giorno
16 settembre.
BE,
)É
ORDINAZIONI
E’ stata conclusa la tratta-
tiva per la fornitura alla So
cietà Cementeria del Matese
di Roma dei macchinari e del-
le apparecchiature costituenti
una cementeria da 200 tonn/
giorno - via umida - da in-
stallarsi a Guardiaregia. La
fornitura, di un importo di pa-
recchie centinaia di milioni,
costituisce per lo Stabilimento
Carpenteria un apporto di cir-
ca 75.000 ore lavorative.
Il convegno nazionale
del motore: per la: pese
Nel quadro delle iniziative
assunte dal Ministero della
Marina Mercantile per favori-
re al massimo grado lo svi-
luppo della motorizzazione dei
pescherecci va messa in parti-
colare rilievo la convocazione
del 1.0 Convegno per « ll mo-
tore italiano ver la pesca».
che si è tenuto a Napoli nei
giorni 18 e 19 settembre u.s.
Infatti per la nrima volta
si è trattato specificatamente
delle possibilita di impiego di
motori nazionali in rapporto
al sistema di pesca, delie 0D-
portunità offerte nella pesca
dai motori veloci o sov -
mentati, della convenienza di
sostituzione dei motori a ber-
zina con motori a cic'o di
ecc.: problemi di granae ai-
tualità e di carattere eminen-
temente pratico.
Sono intervenuti, olire i de-
legati del Ministero, cd i diri-
genti ed i tecnici delle azien-
de costruttrici di motori, tutti
i maggiori interessati ai pro-
blemi della vesca: i rappre-
sentanti delle Associazioni Ar-
matoriali della Motopesca, i
rappresentanti delle Coopera-
tive della Piccola Pesca, il
personale delle Scuole Pro-
fessionali Marittime, i rappre-
sentanti di alcuni Consorzi
Regionali di Pescatori, ecc. Il
convegno ha svolto i suoi la-
vori sulla base cel seguente
programma:
1a parte - Relazione sui mo-
tori per la vesca di altura;
2: parte - Relazione sul rap-
porto tra potenza del motore e
stazza del natante;
3 parte - Impiego del mo-
tore in rapporto al sistema di
cattura del pesce;
4 parte - Necessità della so-
stituzione dei motori a benzi-
na con motori diesel nella
piccola pesca;
5: parte - Preparazione pro-
fessionale degli addetti alla
conduzione dei motori.
L’Ansaldo, come sempre di-
rettamente e vivamente inte-
ressata a contribuire con la
sua specifica esperienza alla
trattazione e risoluzione dei
problemi relativi alla motoriz-
zazione del naviglio per la pe-
sca, ha attivamente partecipa-
to al Convegno con l’ing. Ghe-
rardo Gherardi che ha presen-
tato una memoria su « Motori
sovralimentati per la pesca di
altura » e col dr. Giuseppe Ca-
staldi estensore di una rela-
zione su «La preparazione
professionale degli addetti al-
la conduzione dei motori Die-
sel ».
VD TE
E’ stato in visita alla no-
stra Società il dr. Mohammed
Abou Nosseir. Vice Ministro
Fgiziano dell'economia. Il dr
Nosseir che era accompagnato
da alcune alte personalità del
mondo finanziario ed indu-
striale egiziaro. dovo una
breve visita al Cantiere Nava-
le di Sestri, durante Ja quale
è stato fra l’altro accompa-
gnato da uno dei titolari del-
la nostra Agente in Egitto,
ing. F. Kher, è stato ricevuto
alla Direzione Generale dal-
V Amministratore Delegato
ing. Rosini e da altri alti Di-
rigenti della Società con i
quali si è intrattenuto sulle
possibilità di una partecipa-
zione dell’Ansaldo ai pro-
grammi di industrializzazione
in corso di realizzazione in
Egitto.
Lo scovo della missione egi-
ziana in Italia era infatti quel-
lo di prendere contatto con le
nostre principali industrie al
fine di gettare le basi di una
maggiore colyaborazione ita-
lo-egiziana nel campo sia tec-
nico che finanziario, per la
installazione in Egitto di nu-
Alti funzionari delle Ferrovie Indiane hanno visitato nei
giorni scorsi il Meccanico e il Ferroviario. Da sinistra in
primo piano: il Sig. Pellegrino (interprete), Mr. Da Costa,
l'Ing. Arnaldi (Direttore del Ferroviario)
e Mr. Kumar
merosi nuovi complessi indu-
striali.
Si sono recati allo Stabili-
mento Meccanico Mr. Avison,
Direttore Generale del setto-
re ingranaggi della Società
« David Brown » di Hudders-
field e Mr. Oliver, Direttore
dello Stabilimento di Man-
chester della stessa Società
Scopo della visita era di pren-
dere atto del completamento
e rimodernamento del Repar-
to Grandi Dentatrici del Mec-
canico, dove sono state ricon-
dizionate due macchine dalla
« David Brown », con la no-
stra collaborazione, e instal-
late altre tre, oltre a quello di
gettare le basi per continuare
la cordiale collaborazione tra
la Società « David Brown » e
la nostra.
AZIENDALE >>
| MUGGIANO
L'impostazione
di un rimorchiatore
Il giorno 11 settembre è sta-
to impostato, sullo scalo n. 6
del Cantiere del Muggiano, il
blocco del fondo centrale di
un rimorchiatore fluviale del-
la » Empresa Nacional de
Trasportes », che risponderà
alle seguenti caratteristiche
tecniche: lunghezza m. 52;
larghezza m. 11; altezza m.
3,60; potenza dell’ apparato
motore 2.400 HP; velocità 22
Km. all’ora, La cerimonia ha
avuto inizio alle ore 11,10 al-
la presenza dei seguenti si-
gnori: ing. Du Jardin, Diret-
tore del Cantiere; rag. Tra-
versa, V. Direttore ammini-
strativo; sen. G. B. Bibolini;
ing. Mori, Capo dell’ufficio
studi; ing. Fusillo; ing. Berto-
lotti; com.te Beretta; ing. Ot-
tino, per conto della « Empre-
sa Nacional de Trasportes ».
La posa del fondo del rimorchiatore
[LIVORNO jUos
IL VARO
Alle ore 11,55 di domenica
26 settembre, tra l’ululare del-
le sirene e i battimani degli
invitati, è scesa felicemente in
mare al Cantiere « Luigi Or-
lando » di Livorno la posareti
« Filicudi », gemella della
« Alicudi », varata 1’11 luglio
scorso.
Madrina dell’unità è stata
la signora Marina Rosaria Mu-
ti, vedova della Medaglia
d’oro Com.te Vittorio Gian-
nattasio. Ha benedetto la « Fi-
licudi » il Vicario Generale
Militare Mons. Trossi.
L’operazione del varo è av-
venuta in due tempi, in quan-
to la nave era impostata nella
fossa a monte della baica-
porta antistante lo scalo «Mes-
sina» ed è stato necessario
prima dare acqua alla fossa
stessa e togliere la barca-
porta.
Erano presenti il Prefetto di
Livorno dr, Gaetano Marfisa,
l’avv. Cocchella per la Pro-
DELLA “FILICUDI,,
vincia, il V. Sindaco Barto-
relli, il Contrammiraglio Ta-
gliamonte per il Comandante
dell’Accademia Navale e mol-
te altre autorità civili e mi-
litari.
Le caratteristiche della na-
ve sono le stesse della « Ali-
cudi ».
Erano a ricevere le autorità
il Direttore Centrale ing. Ca-
saccia, l’ing. Arra della Fin-
meccanica, il Condirettore del
Cantiere di Livorno dr. Sca-
lari, i V. Direttori ingg. Grillo
e Di Pietrantony, il Colonnel-
lo del Genio Navale ing.
Gazzo.
NL 10 E
Ha visitato il Cantiere di
Livorno: il Cap. di Fregata
Zvi Kenan, addetto navale
della Legazione israeliana a
Roma, accompagnato dal Ten.
di Vascello S. Reis.
ERIA
COMMESSE
Dopo lunghe trattative è
stato felicemente conclusa, in
questi giorni, l'acquisizione di
una importante fornitura di
eliche dai Cantieri Navali
Riuniti di Genova. L’ordina-
zione consiste in quattro eli-
che a quattro pale in bronzo
al manganese, del peso di 9
tonn. caduna, destinate alle
costruzioni 205 Palermo e 238
Ancona. L’importo della for-
nitura si aggira sui 30 milioni
di lire e rappresenta per il
nostro reparto eliche circa
6.000 ore lavorative.
Durante i mesi di luglio e
agosto sono state ultimate im-
portanti forniture di eliche,
getti di ghisa e bronzo, tra le
quali possiamo segnalare: 4
eliche a quattro pale in bron-
zo al manganese di cui una
di circa 22 tonn. per la Soc.
« Argea, due di 17 tonn. cad.
per i Cantieri Navali Riuniti
e una pure di 17 tonn. per la
T/n. « Conte Biancamano »
della Società Italia.
ni
La prima gita
Diciamo ia verità, la notte
di sabato non si e aormito
iranquuiamente, ma si e suati
con 1orecchio teso al rumore
della pioggia, ‘e qualcuno si
sara ancne alzato per control-
lare megiio: « Piove, non pio-
ve; se piove ci rovina la gior-
nata ».
Finalmente alle 5,30 ci si è
trovati tutti al concentra-
mento di Sampierdarena, av-
volti ancora dal buio e anche
da un certo freddolino che
aveva facilmente ragione del
nostro vestito ancora estivo.
Solita atmosfera delle comiti-
ve in partenza di buon matti-
no, visi ancora assonnati, chi
ha dimenticato il fazzoletto,
chi il portacipria.
« C'è anche la signorina del
Meccanico! ». « Ma voi del
Cantiere dormite sempre! ».
« Non cominciamo a fare
scherzi! ». « Ma si passa da
Milano? », frasi che sembrano
cadere dal buio ed il cui suo-
no ci giunge come attraverso
una nebbia, la nebbia del no-
stro sonno. I pullman si alli-
neano con ordine, hanno fatto
toeletta e la carrozzeria ri-
flette le luci della strada; ogni
pullman ha un cartello con la
scritta « Ansaldo » e un altro
col proprio numero d’ordine,
da 1 a 6.
Ognuno prende posto, e si
parte. Strada facendo si cari-
cherà ancora cualcuno a Riva-
rolo e a Bolzaneto, dove si
imbocca la camionale. Qui la
lunga colonna azzurra (i pull-
man si mostrano ora, con la
sorgente luce del giorno, nel
loro colore azzurro, come la
bandiera dell’Ansaldo), assu-
me la linea di marcia che con-
serverà per tutto il viaggio,
col pullman n. 1 in testa e via
via gli altri, sotto la direzio-
ne del proteiforme Pollastro
che è l’indaffarato capo con-
voglio, il compito « maître »
del servizio di ristoro assicu-
rato con prestazioni volanti a
tutti i partecipanti, il capo del
servizio di pronto soccorso che
per fortuna è rimasto inope-
roso, lo « speaker » che ci in-
formerà via via delle varie
disposizioni, l’amico dei bimbi
ai quali distribuirà doni e,
naturalmente, il capro espia-
torio per quei piccoli inconve-
nienti che sono inevitabili in
iniziative così complesse.
L’autocolonna si snoda at-
traverso le curve che risalgo-
no l'Appennino verso il passo
dei Giovi e il paesaggio si sve-
glia lentamente attorno a noi,
segnato dal verde cangiante e
dai profili irregolari di queste
nostre colline di Liguria e dal
serpeggiare pigro della Scri-
via: ma è un risveglio immu-
sonito, chè il temvo resta gri-
gio. Anche dopo la galleria
dei Giovi il tempo ci tiene il
broncio e le colline hanno tut-
te il cappuccio calato sugli
occhi. Ma Novi, forse per so-
lidarietà industriale, ci saluta
con un vivo raggio di sole.
Nelle foto dall’alto: |
Una sosta dell’autocolon
na - Bernardino Castellaro
- Maria Rosa Olivieri os-
serva il panorama.
| LA BANDIERA DELL’
da
che viene accolto con viva
gioia, anche se di breve du-
rata. A scaldare l’ambiente ci
pensa Pollastro con l’estrazio-
ne dei doni che l’« Ansaldino »
offre ai partecipanti, abbinan-
dola al numero della cartella
di viaggio.
Un portacenere di cristallo
alla signora che sta davanti
a me è accolto con fanciulle-
sco piacere: è proprio vero che
in gita si è tutti bambini. Ma
i bambini autentici non man-
cano, e si divertono un mon-
do con le bambole e le trom-
bette nuove. Vicino a me ce
ne sono due particolarmente
vispi, e formano davvero una
bella coppietta: si tratta di
Rinuccia Sacco di poco più di
2 anni con uno spavaldo ber-
retto rosso con lo stemma di
Locarno, e Giuseppino Bruz-
zone, quasi coetaneo, il suo
cavaliere.
Aggirata Alessandria attra-
verso la circonvallazione sa-
liamo per le ultime colline
del Monferrato, e nelle piaz-
ze dei paesi affollate di con-
tadini che vanno a messa e
parlano dell’uva che « è in ri-
tardo » suscitiamo evidente-
mente la curiosità di tutti, con
la nostra colonna azzurra
rombante sulla strada. Un
gruppo si volta, e mi prende
la curiosità di sapere che cosa
mai si dirà di noi. E quella
ragazza vestita a festa, ferma
sull’angolo e che mi ha guar-
dato a lungo attraverso il cri-
stallo del finestrino, che cosa
penserà mai?
Ma il paese è già lontano, e
la strada scende verso Casale.
Il passaggio sul Po suscita
entusiastici commenti, specie
tra i piccoli, e poi... la nebbia
padana ci assorbe. Essa è fit-
tissima, come sa esserlo da
quelle parti, e serra dappresso
(Cronaca di
la nostra vettura tanto da
sconderci parzialmente la
sta degli infiniti campi di
so, che fiancheggiano la str
fino a Novara. A Vercelli)
siamo velocissimi e intrai
diamo di sfuggita le cus
famose di S. Andrea, poi
liamo verso il nord. Impro
samente, nel centro di un
terminabile rettilineo, il J
man si ferma. « Cosa c’è? |
Un gruppo di gitani
chè siamo fermi? ». Mi
Ma il piccolo Giuseppin
citato, è sceso dalla mac
e si è allontanato tra i
pi. Capito?
Il fotografo approfitt
fare alcune foto della €
na in sosta, poi si ripart
oltrepassa Novara, men
molto notata e commenti
cupola di S. Gaudenzio,
profilo ci accompagna ur
zo. Divoriamo gli ultimi
metri di risaia e le ©
montuosità del terreno
vertono che stiamo avvic
dosi ormai alla meta. Ri
il sole, che ci accompa
festosamente per tutta la
nata.
Ad un tratto tutti u
E’ lui! E’ lui! Ma sì, il
ha fatto capolino alla »
destra tra il verde delle
te più diverse, preannun
una flora... mediterrane:
ci riporta un po’ alla 1
Liguria.
Passiamo tra i paesi de
go lago: Arona, Lesa, Be
te, ma tutti gli occhi sor
lui, il lago, anche quell
le nostre ragazze che se
no assorbirne tutta la
(Non è vero signorina
I suoi occhi che erano
sti opachi come la ris:
x
/ALDO SUL VERBANO |
legli Ansaldini
0 Bozzano)
no qui « illuminati di lago »
me direbbe Ungaretti).
Arriviamo a Stresa e sostia-
) per mezz'ora. Purtroppo si
fatto tardi e dobbiamo rag-
ingere il battello a Baveno,
reiò la sosta è breve.
l lungolago è addirittura
ssureggiante di piante, di
ri e di alberghi. Ma è il
ito cliché di una stazione
ternazionale di villeggiatu-
Iticciolo dell'Isola Bella
n: infatti i nostri dicono che
embra Sanremo, con l’Hotel
egina Palace al posto del Ca-
inò. Ed è vero, e sembra an-
he Nizza, e Venezia Lido, e
iccione e forse Miami (io
on ci sono mai stato). Lo
pettacolo d'insieme, natural-
lente, è affascinante: la na-
lrma sembra ritagliata su sa-
ienti disegni, e ha rubato i
olori al Tiziano. Mille tinte
tupende, in mille sfumature.
iori sgargianti nelle aiuole
uratissime contrastano con il
rigio tenero dei monti lonta-
i e l'azzurro intenso del la-
o coi suoi cento natanti si
tempera con l'architettura,
revalentemente chiara. E il
allo carico della suggestiva
ettura della ferrovia per il
ottarone, ferma nella piazza
fronte all'imbarcadero e at-
rniata da cento macchine di
tte le nazionalità, compieta
quadro.
Ripartiamo per Baveno do-
la numerosa comitiva, for-
ta di un appetito stimo'ato
lla lunga corsa, si appre-
a dare l’assalto alle cucine
cali
Quello del battello costitui-
il capitolo di centro, come
facile intuire. Il dinamico
astro, fra le sorprese, ave-
va pensato anche a quella di
far garrire la bandiera del-
l’Ansaldo sulle acque del Ver-
bano. Col suo pavese multico-
lore issato sullo scafo bianco
e dominato dalla grossa ban-
diera sociale, il battello ha un
dolce nome: Fior d'arancio.
Sarà parso un gentile augurio
del caso alle coppie di fidan-
zati che sono con noi, e non
sono poche. C’è una bella cop-
pia alta. dall'aria un po’ so-
stenuta: ad un certo momento
lui si toglie la giacca per ri-
parare lei dal vento della
corsa. Un'altra coppia sta un
po’ in disparte, costituita da
un simpatico giovane con una
graziosa brunetta. Lui è un
aggiustatore del Meccanico,
Franco Barotti, lei non è del-
la nostra famiglia, ma entrerà
presto a farne parte. Auguri!
Scendiamo nel reparto mac-
chine a curiosare. Lieta sor-
presa: motore Ansaldo a 6 ci-
lindri con invertitore! Ma in
coperta non si hanno abba-
stanza occhi per guardarsi at-
torno, si vorrebbe vedere tut-
to, non perdere nulla. La gioia
di tutti è al colmo, l’entusia-
smo indescrivibile. Figuratevi
i bambini: è tutto nuovo, im-
previsto, tutto dà il piacere
della sconerta. Il passaggio di
un battello a ruote porta i
bimbi allo zenith deil’'emo-
zione.
Sergio Marini, di tredici
anni, si è attaccato alla rin-
ghiera di poppa, e non si muo-
ve. E’ stato portato in gita
perchè è stato promosso alla
3a media. Contento? « Moltis-
simo. Non credevo che fosse
così bello! Mi viace più della
gita che ho fatto a Milano ».
E’ un'ragazzo acuto: « Che
cosa ti ha impressionato di
più durante il viaggio? ». « La
nebbia ».
Il vaporetto corre a tutta
macchina, qualcuno dice di
stare attenti a non cade-
re «in mare»: è la forza
dell'abitudine! Le Isole Bor-
romee sembrano danzare in-
torno a noi. ecco laggiù
l'Isola Bella, con la bianca ar-
chitettura della Villa famosa;
là l'isola dei pescatori col suo
pittoresco villaggio vegl.ato
dal rosso campanile; laggiù
l’Isola Madre con la sua lus-
sureggiante vegetazione; e
Stresa su quel litorale Jon-
tano, con le banali cupole de-
gli alberghi; e la punta della
Castagnola presso la quale
Pallanza si annuncia da lon-
tano con la mole imponente
della sua torre campanaria.
Puntiamo appunto su Pallan-
za, e vi sostiamo un’ora. Da
qui la vista sul lago e sulle
isole è stunenda, e magnifica
la passeggiata del lungolago.
Tornati a bordo, parliamo
col nostro Bernardino, il ra-
gazzo che voleva andare a Fi-
renze. Non aveva mai viag-
giato, perchè quand’era più
piccolo era sofferente, L’« An-
saldino » ha soddisfatto un
suo desiderio. Contento? Mol-
to, molto contento e impres-
sionato di tutto. Il lago gli
piace moltissimo, e soprattut-
to le imbarcazioni perchè ha
una vera vassione per la nau-
tica. Riconosce un motoscafo
che sta nassando e dice che è
dello stesso tino di cuello che
vinse recentemente le gare di
Pegli. La sera ci confermerà.
anche con gli occhi raggianti,
di essere pienamente soddi-
sfatto, anche se non è stato in
treno.
Rifatto scalo a Baveno ci
vortiamo all’Isola Bella, la più
caratteristica, la più storica,
la viù fotografata delle isole
Borromee. La visita alla fa-
mosa villa secentesca e agli
ancor niù famosi giardini è
necessariamente rapida, ma
quanto mai suggestiva. Ce n'è
per tutti: ricca architettura,
giochi di mosaici e di fiori, af-
freschi, cuadri, letto dove dor-
mì Napoleone, magnifici giar-
dini disvosti su dieci terrazzi.
piante esotiche venute dai
luoghi viù lontani.
« E' già l’ora del ritorno? »
« Purtroppo sì ». Il battello ci
riporta a Stresa dove ci atten-
dono i pullman. E’ sceso il
buio e la blanda luce che
scende dal tetto dei pullman
concilia il sonno. Chissà se vi-
sioni colorate e smaglianti
verranno a rallegrare i nostri
sogni? Per ora ci vengono in-
contro, attraverso i finestrini,
soltanto gli alberi illuminati
dai fari e fuggono velocemen-
te, come spettri.
Nelle foto dall’alto:
La bandiera dell'Ansaldo
sventola sul « Fior d’aran-
cio » - Alcune gitanti (da
sinistra): Bruna Cavicchi-
ni, Mariella Beccaro, Egle
Gasparino e Ines. Bozzano -
Bimbi felici sul battello:
Wanda Tommasini, Wil
liam Campanari, Carla Ci-
lengo, Bernardino Castella-
ro e Lorenzo Cilengo.
ere
i "8 PIOTAN
ua
10
(UN VARO SINGOLARE ALLA CARPENTERIA |
Y
di:
Da Voltri a Napoli via mare
un “reattore” di 957 tonnellate
Il lungo nastro delle case e
delle strade serpeggianti lun-
go il mare va ad intanarsi in
una conca chiusa dalle colline
circostanti, e qui Voltri si pre-
senta con quattro strutture
verticali esili e slanciate: tre
sono le gru dell’ex cantiere
Cersa, una è il campanile di
S. Erasmo.
Scendo dal tram e mi avvio
allo stabilimento « Ansaldo
Carpenteria » installato . ap-
punto nei locali dell'ex can-
tiere Cerusa, così chiamato
dal nome di un torrerte lo-
cale, Il vecchio cantiere ebbe
una sua parte nella storia del-
le costruzioni navali del pas-
sato, sia pure nel limite mas-
simo dei suoi scali, che era di
quasi 120 metri. Ancora du-
rante l’ultima guerra vide
scendere in mare alcune piro-
corvette, poi, nel dopoguerra,
una nuova attrezzatura, una
nuova produzione. « Addio va-
ri! Addio comunione dei figli
miei col mare!» deve aver
pensato il vecchio cantiere,
immusonito e nostalgico di
fronte. alla nuova produzione
di terraferma, come un vec-
chio capitano camoglino co-
stretto a fare il piazzista. Ma
io oggi non sono venuto qui
proprio per un varo? Vedre-
mo.
Mi riceve il sig. Piardi, del-
l'ufficio tecnico, nella saletta
dove sono allineate le foto del-
le produzioni più grandiose
della nostra Carpenteria, e
sembra di vedere un album il-
lustrato De Agostini: grandio-
si serbatoi, due sono a Corni-
gliano, uno a Figline Valdar-
no, un altro a Roma Porta
San Paolo; poderosi ponti fer-
roviari, uno è quello di Pia-
cenza, uno di Borgo Taro, un
altro è un vonte stradale in
Albania; numerosi carri-pon-
te per lo sbarco del carbone
nel porto di Genova, un altro
per l’Ansaldo Coke; e teorie
di mancine oggi allineate sul-
le banchine di Buenos Aires.
Ma il sig. Piardi mi strappa
al mio viaggio e mi conduce
in riva al mare, dove su un
normale scalo per vari poggia
la rossa mole di un battello
che non è un battello, ma un
apparecchio per una raffineria
di petrolio.
E qui mi spiega finalmente
come si sia potuto restituire
a questo vecchio cantiere la
gioia di un varo, e come mai
un apparecchio che col mare
non dovrebbe aver nulla a
che fare si disponga invece a
scendere in mare come la più
classica delle navi, ed a farsi
un bel viaggio marino, al trai-
no di un rimorchiatore.
L’Ansaldo sta costruendo un
modernissimo impianto per
una raffineria di petrolio del-
la Socony Vacuum Italiana a
Napoli. Di tale impianto fa
parte questo « reattore », co-
stituito da un grande serba-
toio cilindrico ad asse vertica-
le con due fondi bombati a se-
zione elittica, nel quale com-
plesse apparecchiature, con
vari giochi di fluidi, provoche-
ranno le necessarie reazioni
chimiche, al fine di trasfor-
mare i residui di nafta in ben-
zina.
Si sarebbe potuto eseguire
il trasporto del reattore in più
parti e comporle a piè d’ope-
ra a Napoli, ma le delicate
operazioni di controllo, richie-
denti speciali apparecchiatu-
re delle quali son soltanto
muniti i nostri Stabilimenti,
hanno consigliato di ultimare
il reattore stesso in officina, e
risolvere il problema del tra-
sporto.
Peso e dimensioni dell’appa-
recchio (diametro esterno del
cilindro mt, 4,977; lunghezza
totale mt. 17,400; peso circa
57 tonnellate) rendevano di-
sagevole il trasporto via terra,
e si è quindi deciso di varare
il reattore vuoto, quindi ri-
morchiarlo nel porto di Ge-
nova dove, a mezzo di un
pontone galleggiante a suo
tempo costruito dall’Ansaldo,
lo si sarebbe caricato su una
chiatta di speciali dimensioni
che avrebbe ospitato anche
tutte le apparecchiature da
sistemarsi nell’interno, e lo si
sarebbe quindi rimorchiato fi-
no a Napoli. Quivi, staccato il
fondo superiore che è stato
fissato in modo provvisorio si
sistemeranno tutte le apparec-
chiature interne e si chiuderà
È
b
si
È
3;
*
.chiesa di
nuovamente, sigillando in mo-
do definitivo.
Avendo appreso iutto que-
sto, ma trovandomi in forte
anticipo sull’ora del varo, me
ne esco fuori a fare un giro,
e il primo incontro è con la
S. Erasmo, che si
affaccia proprio sulla portine-
ria, con la sua architettura
seicentesca veramente notevo-
le, tanto da giustificare l’at-
tribuzione del disegno al Ber-
nini. Sul fianco c’è una strana
meridiana, sormontata dallo
stemma di Voltri e sottolinea-
ta dai seguenti che Bartolo-
meo D'Albertis scrisse nel
1916:
« Voltri l’illustre dove il
vento regna - dell'Europa cen-
tral l'ora ti segna ».
Salgo anche fino alla Villa
Brignole Sale Galliera, che
conserva le strutture delle
belle scalinate barocche ed il
classico giardino delle ville
genovesi, e penso a quello che
doveva essere questo borgo
campeistre in riva al mare,
prima che le fabbriche lo rag-
Incontro col mare
giungessero. Il verde è vivo
l'ombra fonda, il panorama
bellissimo, dalla lanterna di
Genova fino a Capo Noli.
Guardo in basso e dalla mo-
notonia dei tetti pigiati uno
contro l’altro, balzano le quat-
tro strutture che mi avevano
colpito all’arrivo e che sem-
brano davvero le padrone di
casa. Mi avvio verso l’officina
perchè siamo prossimi al varo.
In paese avvicino due vecchi
e chiedo se sanno niente del
varo, « E che cosa dovrebbe-
ro varare? Se non varano la
chiesa di S. Erasmo! ». Anzi,
hanno detto « S. Esmò » con
Nel porto di Genova il pontone inizia la manovra per il carico su chiatta
la classica cadenza voltrese, e
non sapevano niente del reat-
tore.
Un altro gruppo, invece, di-
scute sulla porta di un bar.
« Buttano in mare il reattore,
oggi ». Raggiungo la spiaggia
e vedo che molte persone si
sono date convegno per assi-
stere al varo. Parlo con un
vecchio che ricorda i tempi
del varo di piroscafi = veri »
come dice lui, e mi cita il
« Mincio » e il « Val Cerusa »
poi, vedendo che prendo ap-
punti, mi chiede se sono gior-
nalista e quando rispondo che
sono dell’« Ansaldino », dice
« Lo conosco. Lo riceve mio
genero che lavora all’Ansal-
do ». In un altro gruppo si di-
scute animatamente, e molto
si rievoca: evidentemente il
varo ha interessato la popola-
zione locale non solo come fat-
to produttivo ma come il ri-
torno di un vecchio rito, quasi
per magica riesumazione, Un
operaio osserva « C'è anche la
televisione! Così vedranno
tutti cosa sappiamo fare! »,
Sotto lo scalo alcuni tecnici
discutono animatamente. C’è
l’ing. Amilcare Barbieri, di-
rettore dello stabilimento; c’è
il sig. Mario Ferrari, tecnico
dei vari ai cantieri di Sestri, il
quale mi spiega che c’è sem-
pre un margine di impondera-
bile in queste cose, sia che si
tratti del « Rex » o di una bet-
tolina o di un reattore come
questo.
La mole rossa che ci sovra-
sta, che da Villa Brignole Sa-
le sembrava un’aragosta che
stesse inerpicandosi sulla
spiaggia, sembra ora, vista di
fianco, una balena addormen-
tata. Di fronte, invece, pre-
senta un grosso occhio cen-
trale e mi fa pensare a Poli-
femo.
Ma ormai è giunto il mo-
mento. Si avverte la tensione
di tutti, il silenzio è perfetto,
la mole rossa scende senza la
minima oscillazione, sempre
più veloce, si tuffa in mare,
galleggia sicura mentre tutti
battono le mani, e ruota su sè
stessa, prima in un senso, poi
nell’altro,
I tecnici sono soddisfatti,
tutto è andato secondo i loro
calcoli, « esattamente come a
tavolino ». Non ci sono barda-
ture coreografiche, nè cerimo-
nie, Operai che si muovono
per lo scalo rimasto vuoto,
l'operatore della televisione
che gira gli ultimi fotogram-
mi, fotografi che se ne vanno,
mentre la RAI. intervista
l’ing. Barbieri.
Si rompe l’atmosfera un po'
strana nella quale mi sono ag-
girato in queste ore, dovuta
forse al campanile che fa fa-
miglia con le gru, al vecchio
cantiere che ha rivisto un va-
ro, 0 al reattore che se ne va
ESS mare. JS B.
“i ANSALDINO, RISPOROE
Mio figlio studia in Semi-
nario e l’anno scorso, in pri-
ma media, ha avuto la media
del nove. Quest'anno promet-
te nuovamente bene ed io mi
sacrifico come tutti i padri
che hanno figli da far studia
re. Potrebbe mio figlio con-
correre alla borsa di studio?
GIUSEPPE SOLARI.
I concorsi per le borse di
studio per i figli dei dipenden-
ti della nostra Società erano
riservati in un primo tempo
agli studenti che frequenta-
vano certi Istituti che con-
sentivano una preparazione
specifica che avrebbe potuto,
una volta ultimata, dare luogo
all’utilizzazione dei diplomati
e dei laureati presso la no-
stra Società. Esempio: inge-
gneri, ragionieri, chimici in-
dustriali, dottori in scienze
economiche e commerciali,
capitani e macchinisti navali
ecc.
In un secondo tempo, pure
restando fermo il suddetto
principio, il beneficio in paro-
la fu esteso a qualche altro
Istituto scolastico che tuttavia
doveva rientrare tra gli Isti-
tuti governativi di istruzione
pubblica.
Furono e sono perciò esclu-
si gli Istituti privati e co-
munque quelli che hanno par-
ticolari finalità quali ad esem-
pio gli Istituti musicali, reli-
giosi, di educazione fisica, ecc.
Se in avvenire le norme do-
vessero subire delle varianti,
Ella potrà averne conoscenza
attraverso î manifesti che o-
gni anno vengono affissi ne-
gli stabilimenti.
Abbiamo ricevuto una let-
tera firmata «un gruppo di
operaie del Fossati », in cui ci
si chiede di istituire una ru-
brica culinaria che possa
servire come guida per le
gentili lettrici che passano
una buona parte della loro
giornata tra i fornelli.
Ci fa molto piacere che il
nostro giornale venga letto
anche dalle operaie di uno
Stabilimento che dal 1949 non
fa più parte della nostra So-
cietà: segno che esso suscita
un interesse che ci spinge a
far sempre meglio.
Faremo il possibile per ac-
contentare, nei prossimi nu-
meri, le gentili lettrici del
Fossati che hanno interpreta-
to il desiderio di molte an-
saldine.
Un gruppo di impiegati del
Meccanico chiede per quale
motivo la Direzione non ri-
pristina negli stabilimenti
l'orario anteguerra, conceden-
do due ore per mangiare (co-
me hanno tutti i lavoratori di
questo mondo) pur mantenen.
do le mense con l’orario at-
tuale, ed avere così una ri-
presa del lavoro pomeridiano
molto più riposati e con mag-
gior rendimento. Chiedendo
questo crede di interpretare
il desiderio del 90% dei di-
pendenti.
Proprio i dipendenti, in
grande maggioranza, hanno
fatto sapere a suo tempo, at-
traverso le commissioni inter-
ne, che non gradivano l’inter-
vallo di due ore.
Presso il Ferroviario, esiste
uno spaccio dove si trovano
in vendita diversi generj, bot-
tiglie di liquori, salumi, ecc.
alio stesso prezzo dei negozi.
Domandiamo: non sì po-
trebbero tenere generi di pri-
ma necessità ad un prezzo
moito basso, agevolati dal fat-
to che la Direzione offre i lo-
cali, la luce, ecc.?
A che fondo va a finire il
guadagno dello spaccio?
SERGIO e MARIO FERRARI
Gli spacci esistenti presso
taluni degli Stabilimenti del-
la nostra Società non sono
spacci aziendali, nel senso che
essi non sono gestiti dall’An-
saldo, bensì direttamente dai
lavoratori generalmente in
forma cooperativistica, a
quanto almeno cì risulta. Per-
tanto la Società si limita ad
agevolare il funzionamento di
tali spacci concedendo loro
gratuitamente i locali ed ef-
fettuando, per conto dell’am-
ministrazione degli spacci
stessi, le trattenute sulle com-
petenze per le merci acqui-
state, ma non interferisce per
nulla in merito alla gestione
degli spacci. Alle osservazio-
nì quindi sul funzionamento
degli stessi, non siamo in
condizioni, per evidenti mo-
tivi, di poter rispondere.
se
Desidero fare un appunto
al giornale, che pur portando
dei dati e scritti piacevoli,
non menziona per niente il
quadro reale oggi esistente
nel complesso Ansaldo.
ATTILIO BARLETTI.
La Sua lettera è stata scrit-
ta l’8 di giugno e noi di pro-
posito abbiamo tardato a ri-
sponderLe in quanto dal pri-
mo numero del giornale Lei
non poteva certo avere un
quadro completo di ciò che
succede nel complesso Ansal-
do. Pensiamo di aver fatto il
possibile per accontentare
tutte le legittime richieste e
cercheremo di far meglio in
seguito. Ad ogni modo, poichè
la Sua domanda era generica,
La invitiamo, ora che anche
Lei ha più elementi per giudi-
care, a volerci indicare detta-
gliatamente quali sono le que-
stioni che destano il Suo inte-
resse,
Nelia nostra Amministra-
zione vi è un forte scambio di
telegrammi con l’estero. Il co-
sto di detti telegrammi si ag-
gira sulle 242 lire a parola
(per quanto riguarda tele-
grammi inviati negli U.S.A.)
e a L. 44 ca. per l'Europa. Non
si potrebbero usare i codici
di uso più comune (Bentley'’s,
international)? Si realizzereb-
be così un notevole risparmio
sia di tempo che di denaro.
FRANCO BEINERO
E’ stato riscontrato in pas-
sato che, pur possedendo i
principali codici d'uso inter-
nazionale come il Bentley,
VABC, il Morse, ecc., non era
assolutamente possibile trarre
da essi alcun profitto perchè,
data la complessità e la va-
rietà delle comunicazioni tele-
grafiche, non risultava possi-
bile trovare una soddisfacen-
te rispondenza fra le previsio-
ni del codice e le necessità
degli utenti: o perlomeno ta-
le rispondenza poteva essere
trovata soltanto per alcune
singole frasi d’uso più comu-
ne per le quali però sono or-
mai nell’uso corrente abbre-
viazioni più semplici.
| POSTA IN ARRIVO.
Ci è giunta, da Santiago del
Cile, la seguente lettera:
Ho ricevuti contempora-
neamente i numeri 1, 2, 3 del
Vostro simpatico quindicina-
le « l’Ansaldino » e leggendoli
tutti e tre da cima a fondo, mi
è parso di rivivere gli anni in
cui, nei Vostri stabilimenti,
stavo in contatto quotidiano
con dirigenti, tecnici e lavo-
ratori, nel disimpegno delle
mie attribuzioni di Ufficiale
del Genio Navale.
Per me che vivo in questo
ultimo angolo del mondo con
nel cuore la Patria eterna e
l’Ansaldo S.A., al servizio del-
le quali dedico tutta la mia
attività, « l’Ansaldino » costi-
tuisce il contatto diretto con
la Patria e la famiglia An-
saldo S.A., alla quale mi ono-
ro di appartenere.
Nel ringraziarVi sentita-
mente dell’attenzione che co-
stituisce per me un prezioso
regalo, formulo i più fervidi
voti per una sempre maggio-
re affermazione del quindici-
nale, con l'augurio che la ru-
brica « Commesse e ordina-
zioni » sempre più vasta, pos-
sa ben presto segnalare im-
portante lavoro anche per il
Cile.
Con la più profonda grati-
tudine un Ansaldino distac-
cato in Cile, invia a Voi, ai
Dirigenti dell’Ansaldo, ed a
tutti i collaboratori tecnici
ed operai il più cordiale sa-
luto.
Ing. Gioacchino Meli
AI nostro Settore Meccani-
co è giunta la seguente lette-
ra dalla « Fibracolor S. A.»
di Barcellona:
Barcellona, 3 sett. 1954.
In merito alla stimata Vo-
stra del 26 luglio u. s. ci pre-
giamo esprimerVi la nostra
sincera gratitudine per l’inte-
ressamento da Voi dimostrato
allo scopo di ottenere che la
caldaia a vapore venga instal-
lata nel minor tempo possi-
bile.
Nel contempo Vi comuni-
chiamo la nostra ammirazione
per la perizia e la solerzia di-
mostrate dal gruppo di mon-
tatori che Voi avete inviati
qui agli ordini del signor Gio-
vanni Priotta.
I lavori di montaggio della
caldaia sono molto avanzati e
noi speriamo che la caldaia
possa entrare in funzione al-
la fine dell’anno in corso con-
formemente alle Vostre pre-
visioni. Gradite i nostri mi-
gliori saluti.
Il Consigliere Delegato
Per dovere di cronaca in-
formiamo i lettori che il grup-
po dei montatori di cui si fa
cenno nella lettera è formato
dai signori: Angelo Ivaldi
Giovanni Villa, Giuseppe Pa-
risella, Mario Pilato.
All’ing. Guazzi del Mecca-
nico è pervenuta la seguente
lettera dal Canadà:
Egregio ingegnere,
da un giornale speditomi da
Genova ebbi occasione di ve-
dere il nuovo « Doxford » na-
to nel vecchio Stabilimento
Meccanico, Come ex ansaldi-
no, ma pur sempre ansaldino,
di cuore desidero inviare le
mie congratulazioni. Ci saran-
no wcrucci per le diverse ten-
denze sia politiche che econo-
miche, ma è pur logico dire
che l’operaio italiano è come
il soldato italiano: « mugu-
gna », ma se diretto bene per-
segue la via del successo!
Si ricorda delle famose ta-
belle regalatemi alla parten-
za? Ormai le misure inglesi
sono diventate più facili.
Avrei piacere di scriverLe
più a lungo, tuttavia non di-
mentico, pur olire oceano, i
giovani dirigenti e amici del
Meccanico,
Morando.
Abbiamo ricevuto a suo
tempo la seguente lettera, che
pubblichiamo con piacere.
« Sono un ragazzo di dieci
anni, mi chiamo Bernardo Ca-
stellaro e leggendo il caro
« Ansaldino » (che io e mio
padre aspettiamo con tanta
ansietà) ho visto il concorso
«un viaggio a Firenze ». Sic-
come malgrado abbia dieci
anni e vada in quarta elemen-
tare non sono mai, dico mai,
stato sul treno (ed ho un po’
di vergogna a confessarlo sia
a Voi de l’« Ansaldino » che
ai miei amici), pregai mio pa-
dre di aiutarmi a risolvere
questo concorso (ne è uscita
una bellissima littorina) con
la speranza di essere sorteg-
giato per poter finalmente,
grazie al caro e indovinato
« Ansaldino » ed ai suoi diri-
genti, fare un così bellissimo
viaggio sul tanto desiderato
treno fino a Firenze per vede-
re la Mostra della Fonderia e
passare due giorni di ferie
con mio padre, che lavora ap-
punto nella Fonderia Ansaldo
e tanto piacere ne avrebbe
anche lui.
Nella speranza di essere sor-
teggiato invio al caro « An-
saldino » tanti saluti aspettan-
do con fiducia ».
Bernardino Castellaro
Purtroppo il nostro caro
amico Bernardino non è stato
favorito dal sorteggio per il
concorso « un viaggio a Fi-
renze » ma noi non abbiamo
avuto il coraggio di lasciarlo...
a bocca asciutta e gli abbiamo
offerto ugualmente la possibi-
lità di fare un bel viaggio.
Non è stato in treno, ma in
pullman, e il piccolo Bernar-
dino lo ha gradito ugualmente.
Ha preso parte, accompa-
gnato dal padre, come mascot-
te alla nostra gita a Stresa e
si è divertito un mondo. A noi
è rimasta la soddisfazione di
aver dato un po’ di gioia ad
un bravo bambino,
11
pi tdi tI
MAGAZZINI VITTORIA
E, BRANDOLINI
OTTICO
DI FIDUCIA
GENOVA-SESTRI - Tel. 40.414
Visitate la
| mostra permanente
sita nei
vasti locali interni
del
obiificio LISI
| TELEFONO 40.234
| VIA HERMADA 18r.
a - SESTRI
OTT VZA0
VITTORIA
COSTUMI
MAGAZZINI
GLI
fitti MEG
iniziano corsi di:
STENOGRAFIA
DATTILOGRAFIA
MATERIE COMMERCIALI
GENOVA - Via Polleri, 3
LIVORNO - Via Grande, 54
R O MA - Sede Centrale
MONTANARI
VIA BRIGATA LIGURIA 13r.
Telefono 54 807 . GENOVA
Concessionario
MOTO DEVIL
massime rateazioni
Tipo Turismo 125 ce. - L. 179.000
Sport Lusso 160 ce. - L. 198.000
Tipo Raid 160 ce. - L. 195.000
Mototelaio 250 cc. - L. 385.000
| AMBRETTA
to E D LD
avviamento elettrico
ti
7
12
#OSPICCOLA
GALLERIA |
SOPHIA LOREN
E° una bellezza meridionale.
e si vede. Ha conquistato il
campo con sicura baldanza, e
il 1953 ha visto la sua affer-
mazione.
Dopo aver debuttato nei
film di Comencini « La tratta
delle bianche » e aver soste-
nuto una particina nel film
« Maratone di ballo » ha so-
stenuto parti importanti e di
primo piano.
« Africa sotto i mari », « Ai-
da », « Ci troviamo in galle-
ria », « Il paese dei campanel-
li », « La domenîca della buo-
na gente », « Miseria e No-
biltà », « Due notti cor Cleo-
patra » assieme ad Alberto
Sordi; « Tempi Nostri» di
Blasetti, nel quale faceva i'ul-
timo sketch assieme a
un episodio del film « Un gior-
no in pretura » assieme a Wal-
ter Chiari.
Ha realizzato recentemente
« Carosello Napoletano », film
premiato a Cannes che però
non abbiamo ancora visto su-
gli schermi normali, Così co-
me non abbiamo ancora visto
Totò:
« L’oro di Napoli » il film che
De Sica ha tratto dal romanzo
di Marotta e nel quale la Lo-
ren interpreta l’episodio del-
la pizzaiola dei vicoli.
Non c’è dubbio che questo
costituisce il maggior impegno
per lei: si tratta di un perso-
naggio napoletano del popolo,
vicino quindi al suo passato e
alla sua esperienza. Si tratta
di far vivere un personaggio
che la Loren conosce bene, in
mezzo al colore di quella Na
poli che l’ha vista bambina e
che forse ha alimentato i suoi
primi sogni ambiziosi. E poi,
si tratta di lavorare sotto la
direzione del grande De Sica,
coadiuvato nella sceneggiatu-
ra da Marotta, il poetico erea-
tore di tanto mondo napole-
tano!
Attualmente la nostra attri-
ce sta lavorando per la Ponti-
De Laurentiis al film « La
donna del fiume » che dovreb-
be essere una specie di « Riso
amaro » girato anzichè nelle
risaie del vercellese, nelle pa-
ludi di Comacchio.
DI RIO III ROSA =
Per la festa della sera
volerà la mongolfiera.
di
Sù lo trae la mongolfiera
(Il maligno si dispera).
Giacomone, inosservato,
Quando in volo essa si lancia
Giacomon lesto l’aggancia.
già il suo piano ha preparato
E' punito giustamente
da un terreno assai... pungente,
Da un ostacolo pennuto
Giacomon viene abbattuto.
I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO
yiù
TEODORA RTAZER ON
Danilo Barachini: « Impressioni d'officina »
Con il 15 ottobre p. v. sa-
rà chiuso il « Concorso per
un disegno» bandito col
n. 3 de l’« Ansaldino », Fi-
no a tale data gli interes-
sati potranno invia»e i lo-
ro lavori, la cui pubblica.
zione potrà proseguire fino
L'« Ansaldino » indice e
la Bocciotisa Ansaldu orga-
nizza, per il prossimo 10
ottobre, una gara a terne
per categoria, libera a tut-
ti i dipendenti dei comples-
so Ansaido, per la disputa
del Trofeo « Ansaldino »
biennale, anche non conse-
cutivo.
La gara avrà svolgimen-
to su tre Settori e cioè:
Per il complesso Ansaldo
Genova: campi di gioco:
Bocce. Ansaldo Ge-Sestri.
Per il complesso Ansaldo
La Spezia: campi di gio-
co: La Spezia.
Per il complesso Ansaldo
Livorno: campi di gioco:
Livorno.
Il 24 ottobre si svolgerà
sui campi di gioco della
Bocciofila Ansaldo Ge-Se-
“stri, la finalissima per la
assegnazione del Trofeo,
fra le tre finaliste dei Set-
tori di Genova, La Spezia e
Livorno,
Le squadre dovranno es-
sere formate dai dipen-
denti dello stesso stabili-
mento, vincolate alle for-
mazioni sotto elencate:
Categorie UFIB: A.Pr.Pr.
= B.Bb.Pr. = Bb.Bb.Bb.
Categorie FIGB: A.G.C. =
B.B.C.
I giocatori non federati
ed inferiori saranno con-
siderati nella categoria
Propaganda (C).
Le iscrizioni, accompa-
gnate da L. 150 per terna,
ad esaurimento totale di
quei disegni eseguiti se-
condo le norme stabilite
dal bando.
Dopo di ciò sarà indetto.
come ricorderete, un refe-
rendum tra i lettori per
scegliere le due opere da
premiare.
===“
SPORT AZIENDALE
Un trofeo dell’ ‘Ansaldino”
per un grande torneo di bocce
si ricevono presso gli in-
caricati di stabilimento,
1 cui nomi verranno resi
noti nei prossimi giorni
non oltre l’8 ottobre 1954.
Le gare avranno svolgi-
mento con regolamento in-
ternazionale ed avranno
inizio alle ore 8 precise.
In caso di cattivo tempo
saranno rimandate a data
da destinarsi.
Le squadre non in rego-
ia con le disposizioni so-
pra riportate verranno
squalificate senza diritto
ad alcun premio o rimbor-
so.
Si declina ogni e qual-
siasi responsabilità per
quanto possa accadere ai
giocatori ed a terzi duran-
te lo svolgimento della
gara.
Il trofeo «Ansaldino»
dovrà essere riconsegnato
al Comitato organizzatore,
30 giorni prima dello
svolgimento della successi-
va gara.
PREMI INDIVIDUALI.
Alla 4.a terna classificata:
n. 3 med, d’oro mm. 24;
alla 2.a terna classificata:
n. 3 med. d’oro mm. 21
alla 3.a terna classificata:
n. 3 med. d’oro mm. 418;
alla 4.a terna classificata:
n. 3 med. d'oro mm. 15;
dalla 5.a alla 8.a terna: 3
medaglie d'oro mm. 413.
Il Direttore di gara e gli
Arbitri designati saranno
tempestivamente convocati.
I RISULTATI
del Concorso
“ Feriale”
Ecco la soluzione esatta del
concorso pubblicato sul n. 6
de l’« Ansaldino »:
Le villeggianti sono dirette:
Ai monti: ACH
Al mare: BDEFI
In campagna: G
Il sorteggio tra i solutori ha
favorito i seguenti ansaldini:
Bartoli Elia (DIG): un oro-
logio da polso; Pinceti Mario
(DIG): un portafogli in pel-
le; Rovegno Giovanni (MEC):
12 barattoli di deortalco; Piz-
zera Renata (DIG): 12 barat-
toli di deortalco.
&
i x
Abbiamo già trattato nella
prima puntata di questa rubri-
ca l’arduo problema delle ca-
salinghe, col loro lavoro con-
tinuo e misconosciuto. Vor-
remmo ora permetterci qual-
che considerazione sul miglior
modo per « organizzare » tale
lavoro, che è anche l’unico
modo per evitare perdite di
tempo e dispersione di ener-
gie.
Quante volte, infatti, vi è
accaduto di giungere alla fine
di una giornata e dire « oggi
mi sono terribilmente affati-
cata e non ho combinato nien-
te »? Ciò perchè occorre orga-
nizzare le proprie giornate di
lavoro, come in qualunque al-
tro ramo dell'attività moder-
na, e non fare le cose mano a
mano che capitano sott'occhio
o così come vengono in mente.
Le ore da sfruttare mag-
giormente sono naturalmente
quelle in cui i bimbi dormono
o sono a scuola ed i mariti al
lavoro: quindi quelle del mat-
x
‘India. favolosa
Volete fare un viaggio
in India? Soltanto con
gli occhi, s'intende, e
attraverso le immagini
stampate sulla pellicola,
ma con la estrema capa-
cità di sintesi e di spo-
stamento del cinema?
Andate a vedere « India
favolosa », un film che
potremmo chiamare un
taccuino di viaggio scrit-
to per voi dal regista
Giulio Marchi, su pelli-
cola Ferraniacolor.
Si tratta di « vedere »
le molteplici forme di
vita di questo popolo
millenario sorto a na-
zione indipendente da
pochi anni; seguire le
difficoltà di questa mas-
sa di 400 milioni di uo-
mini appartenenti a 200
razze diverse e oggi fu-
si in un unico destino;
assistere alle mille for-
me di una vita dove
passato lontanissimo e
modernità si accavalla-
no in un mosaico iride-
scente e fantasmagorico
Voi seguirete la vita
di un elefante nato in
libertà nelle foreste e
catturato dagli uomini,
quindi « educato » al la-
voro in una apposita im-
presa di sfruttamento
del legname, dove gli
elefanti sono adoperati
come docili ed economi-
ci trattori a gru.
Vedrete la vita di
Bombay, metropoli fa-
volosa e gigantesca, do-
ve gli autobus a due
piani si fanno strada tra
le vacche sacre che ru-
minano per le strade, e
che nessuno può toccare.
Vedrete il lavoro in
una piantagione di noci
di cocco, e la vita in al-
cune comunità primiti-
ve, ed il sorgere invece
di un modernissimo vil-
lagaio, costruito dagli
architetti moderni più
famosi nel mondo.
I”
e R
tino e del primo pomeriggio.
In questo caso possiamo dav-
vero dire « chi ha tempo non
aspetti tempo» e non accu-
muli tutto nelle ultime ore,
quando il marito tornerà dal
lavoro e ci troverà sudate e
scarmigliate.
Organizzazione del lavoro,
dicevamo, secondo uno sche-
ma fisso, che potrebbe essere
il seguente: Lunedì: provviste
per la settimana; Murtedì: bu-
cato; Mercoledì: aggiustare
biancheria di casa e persona-
le; Giovedì: stirare; Venerdì:
lavori imprevisti (non man-
cheranno di certo!); Sabato:
pulizia a fondo della casa; Do-
menica: riposo (nei limiti del
possibile),
Questo schema può essere
naturalmente variato, ma è
consigliabile, una volta stabi-
lito, mantenerlo . costante-
mente. Si tratta, come si ve-
de, dei lavori più grossi, men-
tre restano tutti gli altri la-
vori quotidiani inevatibili,
Cineselezione
Vivrete la vicenda fa-
miliare di Ragian e Ka-
muia e la suocera, a di-
mostrare che davvero
tutto il mondo è paese.
Quindi assisterete ad
una interessante rappre-
sentazione di un aram-
ma danzato, e penetre-
rete nella vita dei tem-
pli, numerosissimi, an-
tichissimi e no, dedica-
ti a centinaia e migliaia
di diverse divinità. E vi
renderete conto della
importanza mitologica
che ha l’acqua in questo
paese, « l’acqua che è lo
scorrere della vita’ e
l'origine di tutte le co-
se ». Non c’è fatto nella
religione indiana che
possa svolgersi senza
l’acqua, quella dei fiu+
mi, soprattutto il più
importante, il ‘padre
Gange.
Assisterete alla ceri-
monia del lavaggio col-
lettivo nel fiume, e ve-
drete ogni sorta di san-
toni, provenienti da vil-
laggi sperduti nell’inter-
no, giunti attraverso
viaggi lunghissimi fatti
sull’elefante o sul ca-
vallo.
Infine la coloratissima
festa religiosa del Kung-
mela, che cade una vol-
ta ogni dodici anni, e
alla quale ogni indiano
deve prender parte al-
meno una volta, nella
vita.
A questa festa, che sì
tiene ad Ahlabad, con-
viene una moltitudine
mai vista, una cosa in-
comprensibile per noi
occidentali, la moltitudi-
ne più estesa e colovata
che abbiate mai potuto
immaginare, accampata
sulla nuda terra o su
barche improvvisate, al-
la quale fa contrasto,
nello sfondo, un gran-
dioso ponte in ferro,
modernissimo. Sembra
un simbolo della nuova
India.
IL PORTOGHESE
come quelli della spesa e del-
la cucina, della pulizia gior-
naliera, ecc.
E’ un errore, ad esempio,
pretendere di ripassare il bu-
cato e stirarlo nello stesso
giorno. Spesso la donna tra-
scura un rammendo, l’attacca-
tura di un bottone per affret-
tarsi a stirare e riporre ogni
cosa pensando di provvedere
più tardi. Poi o dimentica di
farlo o facendolo spiegazza la
biancheria già stirata, ovvero
stira senza inumidire i panni
e perde tempo e calore, o li
stira mentre sono troppo di
recente inumiditi e il lavoro
riesce lento, difficile, incom-
pleto.
Una divisione razionale e
costante del proprio lavoro,
come noi abbiamo suggerito,
oltre a far risparmiare tempo
e fatica, si rivelerà la più ef-
ficace maniera di provvedere
alle pesanti esigenze della
casa,
LILIANA.
Sono nati
24 aprile: MARCO, figlio di
Tesoro Aldo (Mug) - 14 lu-
glio: MATTEO, figlio di Ar-
tiaco Vincenzo (Mug) - 18
luglio: FRANCO, figlio di Vas-
sale Armando (Mug) - 19 lu-
glio: GABRIELE, figlio di
Mazzoni Giuseppe (Mug) - 20
lugiio: NADIA, figiia di Coc-
concelli Adriano (Can) - 24
luglio: ALBERTO, figlio di
Andreoni Emilio (Mug), - 29
luglio: ROBERTO, figlio di
Scotto Manlio (Mug) - 30 lu-
glio: GIULIANA, figlia di
Franceschini Vero (Mug) -
GIOVANNA, figlia di Ventu-
rini Sergio (Mug) - 1.0 agosto:
ANTONELLA, figlia di Vesco
Paolo (Mug) - 4 agosto: MA-
RINA, figlia di Gastaldi Fran-
cesco (Mec) - 5 agosto: MAR-
CO, figlio di Repetto Mario
(Can) - PIETRO, figlio di
Buffa Giuseppe (Mug) - 6
agosto: MAURIZIO, figlio di
Assanelli Pasquale (Mec) - 7
agosto: ROSARIA, figlia di
Baroni Aurelio (Mug) - 13
agosto: ANGELA, figlia di Or-
landi Dino (Mug) - GERMA-
NO, figlio di Pietrapiana
Renzo (Mug) - MARCO, figlio
di Pivieri Andreino (Mug) -
18 agosto: MIRKO, figlio di
Ballostro Oscar (Can) - 21
agosto: EMMA, figlia di Gia-
nazzetti Alcide (Mug) - 26
agosto: BRUNO, figlio di Bo-
scoli Ferruccio (Mec) - 28
agosto: PIER LUIGI, figlio di
Vazio Ezio (Can) - 29 agosto:
ILVA, figlia di Ferrando Giu-
seppe (Fon) - lo settembre:
MARINA, figlia di Tavella
Tito (Mec) - 2 settembre: NI-
COLO’, figlio di Fassone An-
gelo (Can) - 3 settembre: MA-
RIO, figlio di Grassi ing. Lu-
ciano (Mec) - MERI, figlia di
Conti Aldo (Liv) - MARIA,
i
figlia di Parodi Giuseppe
(Can) - 5 settembre: SERGIO,
figlio di Farruggia ing. Santo
(Mef) - GIAMPAOLO, figlio
di Picchi ing. Ferruccio (Liv)
- 6 settembre: MARIA, figlia
di Michenzi Domenico (Mec) -
ROBERTO, figlio di Carbone
Giuseppe (Mec) - 7 settem-
bre: SONIA, figlia di Borghini
Ivano (Liv) - 8 settembre:
ANNA, figlia di Caviglione
Giuseppe (Can) - 10 settem-
bre: PIER LUIGI, figlio di
Boccardo Eugenio (Mef) - 16
settembre: ANTONELLA, fi-
glia di Babocci Ivo (Can).
A tutti i piccolissimi « an:
saldini » e ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
26 luglio: GALLIZZIA Al-
berado (Mug) con Tosi Maria
- 29 luglio: BARSACCHI Re-
nato (Liv) con Manganesi Ne-
da - 7 agosto: SANGUINETI
Angelo (Fon) con Oneto An-
gela - 8 agosto: GRASSI Eral-
do (Mug) con Cresci Giuliana
- 29 agosto: DIRANI Maria
(Can) con Isnardi Bruno - 2
settembre: MAZZOCCHI Lui-
gi (Can) con Pedemonte Ma-
ria - 4 settembre: RE Mario
(Mef) con Bergonzi Marisa -
FOSSATI Mario (Can) con
Arena Giovanna - CAMPA-
NA Italo (Can) con Calderoni
Rosa - LEVA dr. Giuseppe
(Dig) con Linzi prof. Cecilia
- 8 settembre: CALLEA Gio-
vanni (Can) con Cicuttin Or-
sola - 11 settembre: DRAGO-
NE Antonio (Can) con Cella
Clotilde - 12 settembre: BO-
RELLA Giuseppe (Mec) con
Villa Gianbruna - BONOMO
Luciano (Liv) con Pierotti
Piera.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
PREMI DI ANZIANITI”
CANTIERE.
Abbondi Ottavio; Amodei
Giuseppe; Andreani Bruno;
Badino Silvio; Basile Domeni-
caj Bellotti Ermanno; Berlin-
geri Alfredo; Canepa Giusep-
pe; Canovi Maria; Cervetto
Dino; Consavari Umberto,
Falcone Giuseppe; Farinella
Umberto; Giacalone Pietro;
Locardi G. Carlo; Lupi Feli-
ce; Marino Giuseppe; Marzoli
Valentino; Poggio Luciano;
Papi Sergio; Piccareta Carlo;
Santamaria Mario; Saro-
glia Ida; Savarese Giuseppe;
Sguerri Alfredo; Sobrero Pri-
mino; Stanchi Luigi.
CARPENTERIA.
Magnoli Amedeo;
Giuseppe,
FERROVIARIO.
Accorsi Silvia.
MUGGIANO.
Bacci Luigi; Baracchini Ce-
sare; Canali Giuseppe; Canci
Lorenzo; Carignani Loris; Ga-
sparotto Elio; Mazzoni Atti-
lio; Torri Enrico.
Tonini
SEDE.
Gambaro Luigi. i
LIVORNO.
Antonelli Vittorio; Bocca-
dolce Gino; Cerretini Palme-
ride; Costanzo Umberto; Fiori
Renato; Gasperini Sirio; Gie-
roni Botta Giuseppe; Gioli
Bruno; Lauretti Ippolito; Len-
zi Renzo; Lorenzini Rolando;
Morelli Vinicio; Novi Sirio;
Papa Michele; Pettinelli Ales-
sandro; Porri Varese; Ricco-
mini Mario; Rossi Tolmino;
Tebano Antonio; Ungarelli
+ Leonardo,
MECCANICO.
Canale Dario; Cavalleri
Giuseppina; Poppa Stefano;
Ravecca Piero; Sillano Cesare.
Aì vecchi dipendenti del-
l’« Ansaldo » che con la loro
attività hanno contribuito al-
lo sviluppo dell’Azienda, le
congratulazioni più cordiali.
ANSALDINI
SUL MAGGIORASCA
Sosta al « Piano della Cipolla » nella gita del 19 settembre
La stagione delle gite au-
tunnali della « Sezione escur-
sionismo » del nostro CRAL
aziendale si è aperta ufficial-
mente il 5 settembre. Per gli
appassionati pubblichiamo, in
breve, il programma delle
prossime escursioni: 3 ottobre:
al Santuario di Monte Nero -
Campiglia - ‘Portovenere. -
10 ottobre: al Monte Argentea
- 17 ott.: al valico Montessoro.
consiglio
di amica
l'ovatta
alla Cioramina T.
disinfetta
e cura
rapidamente
ogni ferita
abrasioni
scottature
qualsiasi piaga
no ‘lla cIpmuSs
è il pronto
soccorso
in ogni casa
la consiglierà anche il vostro medico di fiducia che potra richiederla. se
non l'avesse provata alla SISMA - Corso Venezia 38 Milano - tel..795.039
Costa quanto una comune benda - È in vendita nelle Farmacie
dUT acis ro):
MAGAZZINI VITTORIA
GENOVA - VIA BRIGATA LIGURIA, 7 r.
SUCCURSAL :
SESTRI PONENTE : Via Ginocchio N. 20
GHUAVARI:i Corsotbeanite N77
AL SERVIZIO DEL
C ONSUMATORE
CON UN COSTANTE
MIGLIORAMENTO DELLA
PRODUZIONE E DEI PREZZI
GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEAL
( Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc.
LE COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI
VISITARCI
STILE ELEGANZA CONVENIENZA
GRANDIOSO ASSORTIMENTO
PREZZI VERAMENTE OTTIMI
DA
GIANETTO
CONFEZIONI |
IL NEGOZIO DEL POPOLO »
IMPERMEABILI - SOPRABITI - PALETOTS
ABITI - GIACCHE - GIUBETTI PELLE - CALZONI
TOUT” EFSE RR
UOMO - DONNA - BAMBINO
GE - SAMPIERDARENA - VIA CANTORE 265 - 265r.
SAVONA - CORO ITALIA - VIA VEGERIO - VIA N. SAURO
Con questo tagliando sconto speciale
rape
ss CASSETTA DELLE IDEE #0
\
PROPOSTA N. 5144.
Propone che ogni collauda-
tore, dopo un periodo di per-
manenza in un dato reparto,
venga trasferito ad altri per
consentirgli di arricchire le
sue cognizioni e sopratutto di
acquisire quelle nozioni pra-
tiche che gli sarebbero di
grande vantaggio per le lavo-
razioni d’officina. Infatti tal-
volta si potrebbero eliminare
certe operazioni che col dise-
gno alla mano sembrerebbero
importanti, mentre al montag-
gio risultano praticamente tra-
scurabili.
RISPOSTA.
Sarebbe certo una buora
cosa se i collaudatori poies-
sero avvicendarsi nelle varie
officine; ma per i motivi con-
tingenti e di continuità del
lavoro, non si è potuto finora
attuarla. Comunque si cerche-
rà di rendere possibile detto
avvicendamento, D'altra par-
te i collaudatori devono se-
guire tutte le indicazioni dei
disegni e segnalare ai propri
Capi, oltre le eventuali ano-
malie sui pezzi, anche tutto
ciò che di anormale viene no-
tato, sia durante le varie la-
vorazioni di macchina che du-
rante il montaggio.
e
PROPOSTA N. 5211.
Propone che alla Nuova
Caldereria vengano messi dei
cestelli per la raccolta del
cartone che avvolge gli elet-
trodi, poichè questo viene ab-
bandonato qua e là per l’of-
ficina, dando l’impressione di
gran disordine. Ritiene che si
potrebbero distribuire gli elet-
trodi anche senza il cartone.
Risposta.
Moite volte abbiamo fatto
appello alla collaborazione dei
nostri dipendenti al riguardo,
però senza alcun esito posi-
tivo. Gli elettrodi non posso-
no essere consegnati sciolti a-
gli operai saldatori, in quan-
to si ricadrebbe sull’inconve-
niente opposto, e cioè: ricu-
pero del cartone e consumo
eccessivo di elettrodi,
Comunque la MAN ha già
in programma la messa în 0-
pera, nei luoghi più comuni,
di cestelli per la raccolta dei
rifiuti.
®
PROPOSTA N. 5621.
Propone di mettere una cu-
stodia all'albero del motore
che serve ad aprire e chiude-
re il portone dell’ex Caldere-
ria (Magazzino Centraline
Russe).
Risposta.
La custodia suggerita è sta-
ta applicata.
PROPOSTA N. 5438.
Alla marina, dalla parte le-
vante del parco lamiere, vi so-
no due binari in notevole pen-
denza che vanno alla Nuova
Caldereria. E’ già successo che
qualche vagone, durante la
manovra, se ne parta solo, 0
per strappo di cavi o catene,
o per rottura del blocco d’ar-
resto che consiste sempre in
qualche pezzo di legno; allora
nessuno può fermarlo data la
velocità che acquista.
Conseguenza di ciò è la rot-
tura di cancelli; ma potrebbe
accadere qualche disgrazia se
degli operai si trovassero a la-
vorare nella vicinanza dei can-
celli.
Propongo che, per evitare
questi pericoli, si mettano sui
binari degli arresti mobili di
sicurezza, distanti dieci o
quindici metri dai cancelli.
RISPOSTA.
Il suggerimento è senz’altro
accolto.
MAN procederà all’applica-
zione di arresti mobili di sicu-
rezza da distribuire lungo î
binari.
PROPOSTA N. 4202.
Propongo l’adozione di un
divisore da me ideato per la
lavorazione alla fresa delle
cave per chiavette sui rotori
delle turbine. Lo schizzo è
stato da me consegnato al Ca-
po Officina,
Risposta.
L’idea del prononente è giu-
dicata utilizzabile e sarà te-
nuta presente nella costruzio-
ne delle attrezzature relative.
PROPOSTA N. 5579.
Esprime il proprio risenti-
mento per aver letto su una
risposta ad una proposta del-
la « Cassetta delle idee » che
piantoni, fattorini e spazzini
sono considerati « improdutti-
vi» come se il lavoro da essi
eseguito fosse giudicato insuf-
ficiente.
Risposta.
Nella nostra organizzazione
aziendale si intende quale
« improduttivo » quel perso-
nale che non è direttamente
impiegato alla ‘produzione,
senza, per questo, diminuire 0
svalutare la dignità del suo la-
voro, che è pur esso necessa-
rio al buon andamento della
Azienda,
PROPOSTA N. 3772.
Propone che venga adottato
un attrezzo ideato per la fre-
satura radialità della paletta
a losanga profilo F. 31.
Farebbe risparmiare 2’ sui
5° impiegati attualmente, as-
sicurando lo stesso grado di
precisione.
Risposta.
Il disegno dell'apparecchio
è stato esaminato ed il'giudi-
zio è favorevole.
L’UTO procederà alla co
struzione per esperimentarlo e
per verificare î risultati del
suo impiego.
PROPOSTA N. 4999.
Consiglia di pitturare di
bianco i ganci e le catene del-
le gru, per renderli più visi-
bili e diminuire così al mas-
simo le possibilità che si ve-
rifichino incidenti.
Risposta.
Generalmente i ganci delle
gru vengono pitturati a stri-
scie bianche e rosse. Però le
grue delle officine non sempre
si possono tenere ferme per la
pitturazione. Inoltre purirop-
po le parti colorate si anne-
riscono rapidamente.
Alle catene non è possibile
applicare alcuna pittura.
PROPOSTA N. 4947.
Propone che ad ogni scal-
davivande sia applicato un
cartello in cui si avverte che
l’ultimo a ritirare il cibo cal-
do, si assicuri della perfetta
chiusura del rubinetto del gas,
per evitare fughe e pericoli.
Risposta.
Sono state date disposizioni
al MAN perchè prepari i car-
telli da applicare ad ogni scal-
da-vivande.
MEMENTO
| CRESRLDINO |
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S.A. ‘È
P. Carignano, 2 - Genova (
DANTE JANNONE
Redattore responsnbilo
Mario ANGELOTTI
di anni 58, dipendente del
Muggiano, deceduto il 13-8-54,
Era stato assunto nel 1928. La-
scia la moglie.
Attilio FERRARO
di anni 39, dipenderte del
Cantiere, deceduto 1’11-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1947.
*
SESSSESESE SE GESEGE SESSSE,)
Autorizzazione del Tribunalo di 14
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954 lè
*
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
Oreste CEPOLLINA
di anni 62, dipendente del
Meccanico, deceduto il 3-9-54,
Era all’Ansaldo dal 1943. La-
scia la moglie e una figlia. *
Pubblicità SIRA Concess.
Escl.- Genova - Piazza delle
ligoe, 6 - Telel. 22.342
Ai familiari le commosse
condoglianze de l’« Ansaldino».
100 LIRE
LIBRI SCOLASTICI
DI SCONTO PER OGNI
LIRE DI SPESA
Tutti gli Ansaldini che presenta-
no questo tagliando alla Libreria
A. RONCALLO (Ge-S.P.d'Arena,
Piazza L. Settembrini) potranno
acquistare libri scolastici usu-
fruendo dello sconto del 10 °/,
basta una stretta di mano
DOMUS
NUOVA GESTIONE
agli ANSALDINI senza alcuna maggiorazione di prezzo
LAMPADARI
CUCINE
FRIGORIFERI
SANITARI
ELETTRODOMESTICI
.
concessionaria PATTONO
Via XX Settembre 220 rosso
a tianco Cinema Universale}
GRANDIOSO ASSORTIMENTO NEI SALONI SOTTERRANEI - PREZZI DI ASSOLUTA CONCORRENZA
ISTITUTO AUTORIZZATO
pe“
.
Vi
S.P.D'ARENA
VIA CARZINO, 2 - Telef. 43.148
Q
\
ce
0 5
... è una <Firma della Scuola
Privata
Scuola Media - Liceo scientifico - Istituto Nautico - istituto Tecnico (Rag. e Geom.) - Doposcuola
ee DO
Lauria E Sg aRarApalani
"te
men g re I
RR to o RROROLICIE
Visani del Meccanico mentre lavora ad un rotore di bassa pressione destinato ad una turbocisterna
°
3
®
>
n
<
v
HM
5
s
vd
s
©
_
ci
fù
Z
=,
o
d
Uci
s
di
B-
©
®
(A
nm
°
ml
- extracted text
-
NUMERO DI SEDICI PAGINE
N
be go em et runs 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. x SAM ALLE Tia
vendita al pubb ico L. 30 Gruppo Secondo
Elementi per forno rotativo costruito dalla nostra Carpenteria e destinato alla Società venezuelana « Cementos Coro »
2
La Fonderia
ificilmente il profano si
rende conto in cosa consi-
sta il lavoro di coluì che svol.
ge la sua attività nel campo
della fonderia,
Chi si avvicina ad una di
esse ne riceve un immediato
senso di repulsione a causa dei
fumi, odori, polveri che ivi
si sprigionano. Se cerca poi,
osservando le lavorazioni che
in essa si compiono, di com-
prendere come il ciclo si svol-
ge, rimane disorientato e tra
forme, anime, modelli, terra,
metallo ecc, finisce per non
raccapezzarcisi più nulla. Se
però un cortese accompagnato-
re gli illustra le varie fasi del
lavoro, a poco a poco, anche
il profano riesce a capire le
difficoltà e i pregi di un la-
voro che, racchiudendo anco-
ra in se tanta parte di arti-
gianato, (malgrado si viva nel
periodo della macchina) pre-
senta delle attrattive non in-
differenti, che finiscono per
interessarlo. Ed allora si com-
prende come chi viva in essa,
sia egli tecnico od operaio,
senta un particolare attacca-
mento al suo lavoro, che è si-
mile a quello dell’artigiano
verso il suo capolavoro.
All’arrivo del disegno in
fonderia il tecnico lo esamina
attentamente e nella sua men-
te comincia a formarsi e svi-
lupparsi il modo come il pez-
zo verrà gettato.
Il modellista, in base alle
prime istruzioni ricevute dal
tecnico, costruisce il modello
del pezzo. E così un primo ar-
tigiano, da una materia infor-
me, sia essa legno o metallo,
ricava a poco a poco il model-
lo. Egli lo vede nascere gior-
no per giorno come una sua
creatura, ed è un punto d’o-
nore per lui che il suo la-
voro riesca alla perfezione. A
seconda dell’ esigenze del
cliente dovrà preoccuparsi di
giungere alla perfezione del
decimo, od anche di pochi cen-
tesimi di millimetro.
Ecco il modello finito, stuc-
cato ed accuratamente verni-
ciato. Così lo vuole il forma-
tore perchè la terra che dovrà
rivestirlo non ammette rugo-
rosità che impediscano ad essa
di separarsi. con facilità, Il
formatore ricevuto il modello
lo esamina attentamente men-
tre dal suo capo riceve le ul-
time istruzioni,
Ed ora su questo modello
l’artigiano distende la terra
appositamente preparata, pi-
giandola in modo opportuno,
e curando di costruire in essa
dei canali per lo sfogo dei
gas che si svilupperanno allor-
chè il metallo entrerà nella
forma. Indi estrae dalla terra
il modello, verifica il perfetto
stato della forma così ottenuta
e, dopo eventuale essiccazione
in stufa, procede al colloca-
mento delle anime, cioè delle
parti ‘in sabbia agglomerata
con olio, che formeranno le
cavità interne del pezzo. Con
quanta cura quest’operazione
verrà eseguita! Da essa dipen-
de in gran parte la perfetta
riuscita del getto. E la forma,
chiusa e preparata a ricevere
il metallo liquido, si presen-
ta al formatore come una tre-
menda incognita che ogni vol-
ta lo tiene trepidante per gior-
ni interi, cioè fino a che il get-
to non sarà pronto per la spe-
dizione.
Il metallo liquido, ad ele-
vata temperatura. contenuto
in caldaie, viene portato s0-
pra la forma. Il fonditore ne
guida e segue il suo cammi-
no nella forma. E’ il momento
in cui si compie il ciclo del
lavoro, è il momento in cui
ogni operaio vede completarsi
la parte più difficile dell’ope-
ra sua. La forma di terra su-
bisce il tormento della corren-
te ignea del metallo. La terra
si scalda e tende a dilatarsi,
mentre il metallo tende a
comprimerla. i gas contenuti
nella terra si sprigionano e,
raccogliendosi negli appositi
canali, escono fuori, incen-
diandosi nell’atmosfera con
effetti pirotecnici. E l’artigia-
no ed il tecnico che hanno
compiuto il lavoro hanno la
loro prima soddisfazione se la
colata è stata eseguita a re-
gola d’arte. Ma a getto raf-
freddato, allorchè lo sbavato-
re completa la pulizia finale
del getto, ricominciano le an-
sie poichè ogni difetto, cau-
sato da tanti imponderabili,
può manifestarsi ed esser. cau-
sa di scarto.
Ma finalmente il getto, pu-
lito, sbavato e sabbiato per
dargli un bell'aspetto (poichè
anche questa dote deve posse-
dere), nassa alla spedizione.
Chi ha lavorato o seguito la
esecuzione del pezzo non ha
più timori. La soddisfazione
dell’opera compiuta distende i
nervi e dà l’attimo di gioia.
Essa è però di breve durata.
Altro lavoro è in corso, aitre
preoccupazioni, altri timori.
Così vive colui che alla
fonderia dedica la sua attivi-
tà, poichè anche coi mezzi di
lavoro più moderni egli è
sempre un artigiano e non ha
dimenticato che nei lontani
secoli la fonderia era un’arte
Mario Noris
vo
ro
f
Officina per la lavorazione meccanica delle eliche
Relazioni
Quando nel mondo la Ri-
voluzione Industriale determi-
nò il sorgere di una muova
era, un gruppo di uomini ge-
nerosi incominciò a nutrire
molte speranze. Si pensava
che la rivoluzione in corso a-
vrebbe abbattuto le barriere
che fino allora avevano tenu-
to i popoli odiati e divisi, con
la conseguente eliminazione
delle guerre, e si credeva che
il movimento verso le istitu-
zioni democratiche creato dal-
le rivoluzioni inglese, ameri-
cana e francese si sarebbe dif-
fuso fino a diventare la base
comune di governo politico în
ogni paese del mondo. Si rite-
neva altresì che il vasto ed
incalcolabile aumento di pro-
duttività risultante dalla ri-
voluzione industriale potesse
dare ad ogni individuo un li-
vello economico decente e
potesse elevare il tenore di vi
ta al punto di eliminare l’e-
strema povertà.
Queste generose speranze
sono state duramente deluse.
In questi ultimi tempi vi sono
state due guerre mondiali, ed
abbiamo visto sorgere stati
totalitari con soppressione
della libertà di pensiero e di
espressione in una forma così
brutale da sorpassare tutti gli
stati totalitari che la storia ri-
cordi, Invece di un aumento
della sicurezza economica e di
un progressivo cammino verso
l'eliminazione della povertà,
abbiamo oggi un aumento del-
la crisi industriale, la quale
in molti casi vieta al lavora-
tore di condurre una vita mo-
destamente serena o anche di
trovare un posto di lavoro. —
Questo fallimento è dovuto,
io credo, al fatto che la cono-
scenza scientifica e tecnica ha
di gran lunga sorpassato la co-
noscenza umana e sociale, con
una profonda disarmonia fra
la prima e la seconda. Questa
disarmonia è la ragione pri-
ma del nostro travaglio e del-
la nostra crisi: occorre risali-
re la corrente e portare il li-
vello spirituale e morale del-
l'uomo al livello della tecni-
ca: solo così si può progredire
di pari passo, ed armonica-
mente si può ottenere la solu-
zione ad ogni problema, qua-
lunque esso sia, perchè il
Creato stesso insegna, essen-
do esso perfettamente armo-
nico, la soluzione di ogni pro-
blema; in natura non vi è
caos, tutto è armonia, perchè
tutto è collegato e concatena-
to in armonia, senza la quale
ogni problema diventa insolu-
bile. Tutti gli altri diventano
piccoli problemi già risolti in
partenza quando vi è tra uo-
mo e uomo una certa relazìo-
ne umana, ed ogni creatura,
sia essa dirigente o modesto
travet, si sente e si vede nel-
la propria posizione innanzi al
Creato.
Quando questa atmosfera si
sarà creata, sì potrà parlare
di relazioni umane. Parlarne
oggi può sembrare snobismo 0
articolo di moda, Io però pen-
so che le relazioni umane
siano vecchie quanto vecchio
è l’uomo: sempre vi è stata
per logica stessa della vita
relazione umana fra uomo e
UG: Gi
uomo, sempre ha dovuto esi-
stere, più o meno spinta, più
o meno sentita, una relazio-
ne umana in tutte le cose, ed
in ogni cosa vi è questa rela-
zione. Se volgiamo uno sguar-
do al passato ne troviamo
tracce, se sfogliamo la Bibbia,
in ogni pagina sia del Vecchio
che del Nuovo Testamento,
troviamo precisi insegnamen-
ti; sfogliando autori antichi e
moderni, troviamo parole che
invitano alla comprensione
umana: da Dante a Manzoni,
da Engels a Mara a Mazzini,
da Tolstoi a Rousseau, ogni
uomo sente che relazionare
col proprio simile è questione
di vita.
Questo sono le relazioni
umane, parole semplici ma
che racchiudono in sè la chia-
ve di ogni nostra attività. Co-
me tutte le cose umane esse
hanno due lati, due strade,
una buona e una non buona: il
problema sta nello sviluppar-
le nella strada buona.
Luigi Massa
Una
importante commessa al Cantiere di Sestri
Motonave da 24000 tonn. per la Svezia
E’ stato firmato in questi
giorni con la « Amerika Li-
njen » di Goteborg (Svezia) il
contratto per la costruzione e
fornitura di una motonave
passeggeri da 24.000 tonn, di
stazza e 19 nodi, capace di ac-
cogliere 230 passeggeri di pri-
ma classe e 600 passeggeri di
classe turistica in viaggi tran-
satlantici, L'ordine è stato ac-
quisito dalla Società Ansaldo
vincendo una gara tecnico-
economica alla quale hanno
concorso i cantieri europei più
quotati per la costruzione di
grandi navi da passeggeri.
La nuova unità porterà il
nome « Gripsholm » che le sa-
rà passato da altra unità, at-
tualmente gestita dal « Nord-
deutscher Lloyd », che in con-
seguenza assumerà il nuovo
nome di « Berlin ». Il nuovo
« Gripsholm » è destinato al
servizio sulla linea nord atlan-
tica,
La nave avrà, per desiderio
dell'armatore, motori di pro-
pulsione e motori elettrici di
costruzione svedese e sarà al-
lestita in modo da realizzare
le condizioni più confortevoli
di viaggio anche nel caso di
crociere in mari tropicali, per-
ciò sarà provveduta di còndi-
zionamento dell’aria adeguato
a tale eventualità ed esteso a
x tutta la nave.
Essa sarà costruita nel Can-
tiere di Sestri, richiederà cir-
ca 4.200.000 ore lavorative e
verrà consegnata alla fine del
4956.
L’ attuale affermazione
della Società Ansaldo, dopo i
recenti successi dell’« Andrea
Doria » e della « Cristoforo
Colombo », instaura nuovi e
fecondi rapporti tra l’indu-
stria navale italiana e l’arma-
mento svedese e contribuisce
a rendere sempre più stretti
rapporti economici tra questi
due Paesi.
Fin qui il comunicato uffi-
ciale. Abbiamo poi chiesto al-
l'ing. Casaccia, di ritorno dal-
la Svezia, dove aveva firmato
per l’Ansaldo il contratto,
qualche impressione e notizia.
L’ing. Casaccia è stato toccato
dalle spontanee espressioni del
Presidente della Società sve-
dese sig. Erik B. Wijk in me-
rito al progetto che è stato
trovato pienamente risponden-
te alle esigenze della Società
ed in particolare per la linea
della nave che è stata realiz-
zata sotto la guida del nostro
Capo-sala disegnatori proget-
ti navali cav. Panconi.
I piani tecnici sono in via
di elaborazione presso gli uffi-
ci progetti dell’Ansaldo, già in
piena attività, Essi intendono
soddisfare appieno alle esi-
genze ed alle consuetudini
della « Swedisch Amerika Li-
njen ».
La nave avrà una linea ar-
moniosa, piacevole a vedersi.
A. confronto della « Kung-
sholm » la prua sarà più slan-
ciata; aumenterà anche la di-
stanza tra i fumaioli, come
pure tra gli alberi, e il ponte
superiore sarà allungato a
poppa. La lunghezza fuori tut-
to sarà di circa mt. 188 (617
piedi); la larghezza sarà di
mt. 24,6 (80’8”); il pescaggio
sarà di circa mt. 8,25 (27°).
Tali dimensioni però potran-
no essere modificate secondo
L'armoniosa linea della « Gripsholm »
i risultati delle prove con il
modello alla vasca,
La nuova nave sarà aziona-
ta da motori Diesei come le
antecedenti navi degli stessi
armatori: la « Gripsholm », la
« Stockholm » e la « Kung-
sholm ». I motori saranno due
a semplice effetto, due tempi,
con testa a croce, sviluppanti
in totale circa 17.600 cav. in-
dicati a 112 giri al minuto in
funzionamento normale.
Si prevede che si otterrà la
medesima velocità che ha la
« Kungsholm ». La potenza
massima che i motori potran-
no sviluppare è di 20.000 cav
indicati.
La centrale elettrica consi-
sterà di 5 motori Diesel An-
saldo a 4 tempi, 6 eilindri,
sviluppanti in totale 3.500 KW
L’impianto elettrico a bordo
sarà a corrente alternata a
differenza di tutte le antece-
denti navi passeggeri della
« Swedish Amerika Linjen ».
I motori principali e gli au-
siliari sono previsti per fun-
zionamento con nafta pesante.
Gli alloggi per gli ufficiali e
gli equipaggi saranno ampi,
confortevoli ed arredati con
praticità. Perciò le mense sa-
ranno poste al centro con cu-
cina annessa per ottenere un
rapido servizio e cibo caldo
senza perdita di tempo.
La nuova nave sarà costrui-
ta sotto la sorveglianza del
« Lloyd's Register » e dell’« A-
merican Bureau of Shipping »
che le daranno la loro più
alta classe. Essa soddisferà an-
che le prescrizioni della «Swe-
dish Board of Trade», del Mi-
nistero inglese dei trasporti, e
di altri Enti relativi alla si-
curezza,
Saranno costruite a Livorno
le quattro navi indonesiane
Come abbiamo annunciato
nell’ultimo numero , l’Ansaldo
si è assicurata una commessa
per la costruzione di due av-
visi corta di 950 tonn. e di
due cacciatorpediniere legge-
ri di 1.300 tonnellate cia-
scuno per un complessivo am-
montare di 8 miliardi di lire
Le quattro navi da guerra so-
no state ordinate dalla Repub-
blica Indonesiana e saranno
costruite nel Cantiere di Li-
vorno. Questa commessa si
aggiunge a quella già acquisi-
ta dal Venezuela e costituisce
la ripresa delle costruzioni
delle navi da guerra, gloriosa
tradizione del lavoro ansal-
dino,
Con queste quattro navi la
Repubblica dell’Indonesia, che
si è costituita dopo la guerra
come stato indipendente, com-
prendendo tutti i territori
già possedimenti dell’ Olanda
(Giava, Sumatra, Borneo, le
Celebes e parte della Nuova
Guinea), intende formare il
primo nucleo della sua Mari-
na Militare e perciò il Gover-
no di Djakarta, pienamente
aggiornato sulla produzione
dell'industria navale e mecca-
nica di tutto il mondo, ha po-
sto condizioni tecniche piut-
tosto severe e tali comunque
da impegnare seriamente la
ditta appaltatrice. L’Ansaldo
ha accettato di buon grado ta-
li condizioni e sicura di po-
terle affrontare validamente e
soddisfare, dato l’alto grado di
efficienza dei suoi canlieri, si
è inserita nella gara interna-
zionale con piena fiducia. Si
trattava, come è facile intuire,
di fronteggiare una concor-
renza anch'essa validissima, in
cui figuravano i nomi dei can-
tieri meglio attrezzati e rap-
presentanti gruppi industria-
li di varie nazioni,
Dopo il lungo e attento va-
glio dei numerosi progetti, i
tecnici della Marina Militare
Indonesiana hanno dato la
Avviso scorta
preferenza a quelli dell’Ansal-
do e sono così cominciate le
trattative dirette. Per la con-
clusione di queste trattative si
è recato a Djakarta l’ing.
Rouger. La discussione tecnica
sui progetti ansaldini si è
protratta a lungo ed è stata,
com’è naturale, meticolosg ed
approfondita. E come era nel-
la speranza e nella certezza
dei nostri tecnici, l’esame si è
concluso con la piena appro-
vazione dei progetti stessi e
con la firma del contratto.
Le nuove costruzioni daran-
no lavoro non soltanto al Can-
tiere di Livorno e al Mecca-
nico di Sampierdarena, che
dovrà costruire gli appavati
motori ma, largamente, anche
ad altre aziende del grup-
po Finmeccanica, che dovran-
no provvedere alle varie for-
niture. Una delle aziende che
da 950 tonn.
particolarmente avrà un la-
voro notevole sarà la S. Gior-
gio, alla quale sarà affidata la
costruzione degli impianti per
la direzione del tiro e i mac-
chinari ausiliari. Le artiglie-
rie saranno costruite in parte
alla Melara ed in parte a Poz-
zuoli. Un complesso di lavoro,
come si vede, di rilevante im-
portanza contingente e di vivo
interesse per l’avvenire. Bi-
sogna infatti tener presente
che l’Indonesia, vastissima di
territorio e densa di una po-
polazione di ben 85 milioni, è
all’inizio della sua vita come
nazione indipendente e quin-
di in pieno travaglio formati-
vo. Essendo tutta sul mare, si
deve logicamente ritenere che
la nuova nazione voglia dare
un grande sviluppo alla sua
marina sia mercantile che mi-
litare ed è perciò da conside
rare come elemento assai in-
teressante per il futuro la
considerazione in cui è te-
muta l’industria italiana.
I nostri delegati hanno in-
fatti trovato a Djakarta un
ambiente molto fiducioso nel
valore della tecnica italia-
na ed hanno potuto perciò
trattare in una atmosfera
di viva cordialità. Conclu-
dendo, un vasto e impor-
tante mercato può aprirsi alla
attività italiana.
Le caratteristiche delle
quattro navi sono le seguenti:
Avvisi scorta: dislocamento
950 tonn.; velocità alle prove
22 nodi; armamento, due can-
noni automatici da mm. 76/62,
due mitragliere binate da mm.
40/70, armamento antisom-
mergibili; apparato motore
Diesel da 7.000 cav.
Cacciatorpediniere leggeri:
dislocamento 1.300 tonn.; ve-
locità alle prove 31,5 nodi;
armamento, due impianti bi-
nati da mm. 102/46, due
mitragliere binate da mm.
40/70; un lancia siluri triplo
da mm. 533; armamento an-
tisommergibili; apparato mo-
tore a vapore da 24.000 cav.
L'impostazione delle navi
avverrà alla presenza di una
missione della Marina Indo-
nesiana, che verrà presto in
Italia.
Cacciatorpediniere leggero da 4.300 tonn.
4
IL CARICO DI LAVORO DEI NOSTRI
Oltre 4
milioni
di
ore lavorative al Meccanico
Alcuni operai del Meccanico
sono venuti da noi molto pre-
occupati per il carico di la-
voro del loro stabilimento in
relazione alle notizie apprese
da un giornale cittadino.
Assunte informazioni presso
la Direzione Generale della
Società abbiamo ora il piacere
di tranquillizzare il personale
del Meccanico elencando qui
sotto le commesse più signifi-
cative in corso nello Stabili-
mento.
APPARATI MOTORI MARINI
Un apparato motore a vapo-
re per il C. T. « Indomito»
(Cantiere di Livorno);
un apparato motore a vapo-
re per l'A. S. « Centauro »
(Cantiere di Livorno);
tre apparati motori a vapore
per la l.a serie di AA.SS, per
il Venezuera (Cantiere di Li-
vorno);
tre apparati motori a vapo-
re per la 2.a serie di AA.SS.
per il Venezuela (Cantiere di
Livorno);
un apparato motore a vapo-
re per A. S. (Sucietà Naval-
meccanica);
2 apparati motori a vapore
per AA. SS. per l’Indonesia
(Cantiere di Livorno).
Gli avvisi scorta per l’Indo-
nesia sono uguali a quelli per
il Venezuela e a quello del-
la Navalmeccanica; sicchè le
navi di questo tipo sono in to-
tale 9, con gli apparati moto-
ri tutti uguali.
Due apparati motori Diesel
per corvette veloci per l’In-
donesia.
Gli apparati motori di que-
ste corvette veloci sono su tre
assi, tre eliche, tre motori
principali del tipo 409, motori
uguali a quelli già costruiti
dal Meccanico per altre 4 Cor-
vette. Oltre agli ausiliari con-
sueti dell'apparato motore, il
Meccanico costruisce per cia-
scuna nave: tre Diesel-alter-
natori da 100 KVA.
Un apparato motore a vapo-
re per la T/c. « Argea» -
31.500 T.S.L. (per l'Armatore
Cassa turbina B.P. del gruppo da 60.000 kW. Ansaldo-Igeco
Cameli) (Cantiere di Genova
Sestri);
Un apparato motore a va-
pore per T/c. 31.500 T.S.L.
« Miraflores » (Panama) (Can-
tiere di Genova-Sestri).
I due apparati motori per le
turbocisterne « Argea » e «Mi.
raflores» sono uguali. Hanno
ciascuno tre caldaie a 45 at-
mosfere con tiraggio bilancia-
to, un turboriduttore da
14.500 Cav. asse normali, e
16.000 Cav. asse massimi, due
turbo-dinamo da 550 kW., un
Diesel-dinamo da 120 kW.
regolazione automatica della
combustione.
un apparato motore Diesel-
Ansaldo con 2 motori Ansal-
do tipo Q 370/9 RS sovrali-
mentati, potenza 2x1200 Cav..
eff. per un rimorchiatore per
l'Argentina (Cantiere Mug-
giano);
un apparato motore Diesel-
Ansaldo con 2 motori Ansal-
do tino Q 370/6 RS sovrali-
mentati, potenza 2 x 900 Cav.
per la nuova M/n. della Soc.
Navisarma - Messina (Cantie-
re Cassaro);
due motori Diesel tipo 686
per navi Liberty.
Si tratta di motori già fa-
vorevolmente sperimentati
per la trasformazione di navi
Liberty in motonavi. E per ta-
le applicazione si tratta del
4.0 e 5.0 motore costruiti al
Meccanico. Il 4.0 è già desti-
nato alla Liberty « Argea >»
della Società di Navigazione
« Marittima Napoletana ». Il
5.0 è in attesa di destinazione.
La trasformazione dell’« Ar-
gea » è affidata al Cantiere
del Muggiano;
un motore Diesel tipo 757 e
4 serie di completamento per
il Cantiere del Muggiano;
due caldaie per l'A. S. « Ca-
nopo » (Cantieri di Taranto);
due caldaie, condensatori e
macchinari ausiliari destinati
all’A S, dei Cantieri di Taran-
to.
Per queste commesse si
tratta di parti fondamentali
di apparati motori per avvisi
scorta che la Tosi ha a suo
tempo richiesti e che i Can-
tieri Navali di Taranto hanno
ordinati al Meccanico,
Una serie compleiamenti
(caldaie, linee d’alberi, eliche
ecc.) per la Motonave « Grip-
sholm » per la «Svenska Ame.
rika Linjen» di Goteborg re-
centemente acquisite dall’An-
saldo.
CENTRALI TERMOELETTRICHE
Una centrale termoelettrica
da 60.000 KW. per S.I.P. (Chi-
vasso).
Si tratta di una nuova Se-
zione per la grande e moder-
nissima Centrale Termica
SIP di Chivasso, sezione com-
posta di due caldaie e di un
turbo-alternatore da 60.000
kW.; pressione in caldaia 64
atm.; temperatura del vapore
all’uscita del surriscaldatore
487° C., più ausiliari e acces-
sori;
cinquanta centrali termo-
elettriche da 500 kW. per la
URSS;
una centrale termoelettrica
a vapore per la Soc. Elettri-
ca dell’« Elba » (S.E.D.E.); po-
tenza del turbo-alternatore
3.000 KW.;
una centrale termoelettrica
da 2 x 12.500 kW. per Larde-
rello.
Si tratta di una moderna
centrale che sarà alimentata
dal vapore dei soffioni; essa è
composta di: due turbine An-
saldo a condensazione ognuna
della potenza di 12.500 KW.,
un complesso di regolazione,
un impianto di lubrificazione,
un impianto di condensazio-
ne, due gruppi turboestrattori
per gas, accessori;
una centrale termoelettrica
a vapore da 6.000 kW. per Rio
Turbio (Argentina);
due centrali termoelettri-
che da 2.400 kW. ciascuna.
Esse faranno parte dei due
Motore marino Ansaldo tipo 1620 a 8 cilindri
F È: y È ha
STABILIMENTI NAVALMECGCANICI
Promettente avvio verso la ripresa nei Cantieri
n
impianti di tessitura-filatura
assunti dalla S. Giorgio in
Iran;
una serie di macchinari ed
accessori per la centrale della
Cementeria « Coro» (Vene-
zuela).
Questa Centrale completerà
l'impianto di cementeria che
la Cementi « Coro » ha com-
messo all’Ansaldo e che è in
costruzione nello Stabilimen-
to Carpenteria (ex Cerusa).
GRUPPI ELETTROGEN: DIESEL
Tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e
con alternatore da 500 KVA a
1200 giri al 1’ per il C..T. « In-
domito ». (Cantiere di Livor-
no);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 500 KVA per il
C. T. « Impetuoso » (Cantiere
di Riva Trigoso);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e
con alternatore da 250 KVA a
1200 giri al 1’, per VA. S.
« Centauro » (Cantiere di Li-
vorno);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 250 KVA per AS.
« Canopo » (Cantieri di Ta-
ranto);
tre gruppi elettrogeni con
motori Ansaldo-Maybach e al-
ternatore da 250 kKVA per AS.
dei Cantieri di Taranto.
Cinque Diesel alternatori da
700 kW. ciascuno e un Diesel
alternatore da 150 kW. per la
Motonave « Gripsholm ».
VARIE
Caldaie per 25 locomotive
ordinate dall’India. Le venti-
cinque locomotive sono in co-
struzione presso lo Stabili-
mento Ferroviario.
Ai lavori sopra indicati si
deve aggiungere la costruzio-
ne dei motori Diesel di tipo
normale e relativi ricambi co-
struiti a fondo magazzeno e
destinati ai Motopescherecci e
gruppi elettrogeni vari, oltre
Sopporti cuscinetti per laminatoio costruiti per la Società « Cornigliano »,
ai lavori di riparazioni navali,
ecc.
Il totale carico di lavoro
del Meccanico, di cui abbiamo
descritto la parte tondamen-
tale, implica lo sviluppo di
oltre 5 milioni di ore di la-
voro (mano d'opera diretta)
ancora da svolgere. Si noti
‘che lo Stabilimento Mecca-
nico ha svilupvato. negli ul-
timi anni, da 3,8 a 4 miloni
di ore di lavoro all'anno: sic
chè il carico attuale assicu-
ra lavoro per circa 15 mesi
medi.
Le accidentali e provvisorie
deficienze di lavoro in qual-
che reparto saranno in parte
compensate con spostamenti
di personale, e in parte sana-
te da nuove acquisizioni di
lavoro per le quali le trattati-
ve commerciali, molto attive,
sono in corso.
LA SITUAZIONE NEI CANTIERI
In questa occasione abbia-
mo voluto estendere l’indagine
anche per il carico di lavoro
dei Cantieri Navali, ed ab-
biamo il piacere di segnalare
qui di seguito le principali
commesse in corso, o di re-
cente acquisizione, per ciascu-
no dei tre Cantieri, di alcune
delle quali parliamo in altra
parte del giornale,
A GENOVA - SESTRI
Costruzione n. 1494 - T/c.
« Argea » da 31.500 T.D.W. per
l’Armatore Cameli;
costruzione n. 1499 - T/c.
da 31.500 T.D.W. per la « Mi-
raflores » di Panama;
costruzione n. 1500 - Tran-
satlantico di 24.000 tonn.
« Gripsholm » per la Soc.
Svenska Amerika Linjen.
AL MUGGIANO
Costruzione n. 1495 - Ri-
morchiatore per l'Argentina
da 2400 Cav.;
Turbonave « Vesuvio »_ -
nave da carico per la Marina
Militare Italiana, in trasfor-
mazione; È
costruzioni n. 1501 - 1502 -
Due navi da carico secco da
15.800 T.D.W. per la Soc, Car-
bosider di Genova (Armatore
Bibolini);
Costruzioni n. 1503 - 1594 -
due navi da carico secco c.s.
per la Soc, Carbogas di Ge-
nova (Armatore Bibolini).
ALI VO RN O
Costruzione n. 1479 - C. T.
« Indomito » per la Marina
Militare Italiana;
costruzione n, 1482 - Avviso
Scorta « Centauro » per la
Marina Militare Itallana;
costruzione n, 1489 - Posa-
reti « Alicudi » per la Marina
Militare Italiana; .
costruzione n. 1490 - Posa-
reti « Filicudi » per la Mari-
na Militare Italiana;
costruzioni n. 1491 - 1492 -
1493 - 1496 - 1497 - 1498 -
n. 6 AA. SS, da 1.300 tonn. per
il Governo del Venezuela;
costruzioni n. 1505 - 1506 -
n. 2 Corvette da 950 tonn. per
l’Indonesia;
costruzioni n, 1507 - 1508 -
n. 2 AA. SS. da 1.300 tonn. per
l'Indonesia.
in totale, quindi, 23 navi,
fra militari e mercantili. An-
che per il Cantiere di Sestri
che ha attualmente in sospen-
sione circa 2.000 operai, con
la recente acquisizigne della
commessa del noto transa-
tlantico svedese e con altre
unità di prossima acquisizione,
il prossimo avvenire si pro-
spetta più brillante,
Al momento di andare in
macchina, veniamo informati,
in via confidenziale, che è
prossima la conclusione di un
contratto per un'altra petro-
liera da 341.000 tonn. da co-
struirsi a Sestri.
Un collettore acqua per le caldaie degli AA.SS. venezuelani
Parte dalla nuova Galdereria
il condensatore per Chivasso
Dopo un lungo, accurato
ed anche difficoltoso lavoro,
svoltosi nella Caldereria del
Meccanico e durato alcuni me-
si, è stato assiemato, e poi ul-
timato di lavorazione nella
Grande Meccanica, l’involucro
del condensatore per il grup-
po turboalternatore da 60.000
kW. destinato alla Centrale di
Chivasso.
Si tratta di uno dei pezzi
più complessi e voluminosi al
tempo stesso che siano stati
finora lavorati al Meccanico.
E’ lungo m. 11, alto m. 7,50 e
largo m, 6. In realtà detto in-
volucro è composto di 4 pezzi
lavorati ed assiemati. Sono
stati fatti arrivare dall’Ame-
rica due travi a doppio T lun-
ghi 8 metri ed alti 800 mm.
perchè non approvvigionabili
in Italia,
Per evidenti necessità di
trasporto, dati l'ingombro ed
il considerevole peso del con-
densatore (dopo ultimato pe-
serà circa 175 Tonn.), non si
provvederà al montaggio de-
finitivo in officina,
In questi giorni l’involu-
cero, opportunamente smonta-
to, parte per Chivasso dove ne
sarà fatto il montaggio e dove
nel suo interno verranno mon-
tati ben 7879 tubi di lega di
rame lunghi circa 8 metri, leg-
germente convessi verso l’al-
to.
Il condensatore è a due per-
corsi con una superficie di mq.
4400 circa ed è atto a conden-
sare circa 183 Tonn. di vapore
all’ora.
Fia
La parte alta del condensatore
L’acqua di circolazione vie-
ne fornita da due pompe aven-
ti ciascuna la portata di 5000
Tonn. all’ora,
La foto a fianco mostra la
operazione di sfacciatura della
flangia di attacco delle pia-
stre tubiere, eseguita su una
delle più grandi alesatrici di
cui dispone il Meccanico, nel
mentre all’interno, numerosi
operai della Caldereria, pro-
cedono al montaggio dei dia-
frammi, dei gocciolatoi, ecc.
E’ un chiaro ed incoraggian-
te esempio di quanto può, per
il raggiungimento dei fini del-
l'Azienda e del lavoro umano,
il coordinamento e l'armonia
degli sforzi cui sono chiamati
uomini e macchine.
N. G.
I lavori elettrici
eseguiti durante le ferie
E’ giunta in redazione una
lettera, in data 15 settembre,
del S. Capo Officina Luigi
Spriano del Meccanico, il qua-
le, avendo rilevato che nel n. 6
de l’« Ansaldino » non è stata
pubblicata la relazione dei la-
vori svolti dalla manutenzio-
ne elettrica durante la chiu-
sura per le ferie, ci fornisce
un elenco di detti lavori ese-
guiti da un gruppo di volen-
terosi ed abilissimi operai, a
nome dei quali chiede la pub-
blicazione di quanto serive.
Il desiderio del sig. Spriano
e degli operai della manuten-
partita nei giorni scorsi per Chivasso.
zione elettrica del Meccanico è
più che giusto e siamo lieti di
dare atto a questi provetti la-
voratori dell'importanza del-
l’opera svolta, A suo tempo il
signor Barbin, capo della ma-
nutenzione, ci aveva inviato
una dettagliata relazione sul-
l’attività svolta durante le fe-
rie da tutti i reparti di questo
indispensabile servizio; solo la
mancanza di spazio ci impedì
di pubblicarla per intero, co-
me pure ci impedì di pubbli-
care altre relazioni dettaglia-
te e difficilmente riassumibili
in poche righe.
In questo numero de l’« An-
saldino », con quattro pagine
in più, lo spazio lo abbiamo
trovato e quindi con piacere
pubblichiamo quanto richie-
sto.
Manutenzione ordinaria e
carica batterie ai carrelli
elettrici 34; lavori eseguiti per
Gli operai in
primo piano sono (da sinistra): Giuseppe Bollea, Antonio Martini e Catullo Tagliaferri
le gru 94154, 94194, 94163,
94165, 90209, 94187, 94240,
94193, 94343, 94168, 94181,
94124, 94166, 94115, 94175
(cambio di ruote motrici, pi-
gnoni trasmissione, perni,
bronzine, assi di traslazione,
settori contatti di rame, qua-
dri principali, motori di azio-
namento carrelli, bulloni:
riordini e riparazioni di con-
trollers, manovre comando da
terra, prese di corrente, car-
relli, rotori, lamelle di collet-
tori, motori di trasmissione,
cavi); lavori vari di minore
importanza alle gru: revisione
delle apparecchiature elettri-
che di 12 motori; sostituzione
del gruppo dinamo per mac-
chine calcolatrici; sostituzione
dell'impianto elettrico a 3 fre-
satrici, installazione di linee
per pompe ed allacciamenti
per saldatrici elettriche; lavori
vari di montaggi di apparec-
chiature alla stagione raggi;
sostituzione di convertitrici;
revisione di linee, interruttori
e comandi vari di macchine
utensili; sistemazione di cavi
e linee di derivazione al re-
parto bilanciamenti,
Nuova Direzione d'Officima
A seguito del trasferimento
in atto del Condirettore dr.
ing. Luigi Palumbo, che lascia
la Direzione d’Officina dello
Stabilimento Meccanico per
assumere la funzione di Vice
Capo della Sezione Commer-
ciale del Settore Meccanico
della Direzione Generale, l’in-
quadramento organico della
Direzione d’Officina dello Sta-
bilimento Meccanico viene, a
far data dal l.o settembre
1954, così modificato:
Direzione d’Officina: Vice
Direttore dr. ing. Michele Rus-
so, avente alle suc dipenden-
ze: Ufficio Produzione: dirigen-
te dr. ing. Pietro Parisi. Set-
tore Collaudo e Laboratorio:
dirigente dr. ing. Giorgio Rap-
pini. Settore Caldzreria: cCiri-
gente dr, ing. Giusepoo Ba-
sile, Settore Grande Meccani-
ca: dirigente dr. ing. G. B. Ga-
mondi. Settore Media e Picco-
la Meccanica: dirigente dr
ing. Franco Sonnino.
COMMESSE
J Ì Î AGE IPA i
Durante il periodo dal 1° al
25 settembre sono state acqui-
site le seguenti principali com-
messe:
Parte vapore e varie.
Una centrale termoelettrica
da 6.000 kW. per la Soc. Com-
bustibles Solidos Minerales
(E.N.D.E.) di Buenos Aires -
Argentina.
Motori e complementi A.M.
Fornitura dei complementi
per apparato motore Diesel
2 x 7300 B.HP. destinato al-
la motorizzazione della nave
« Gripsholm », che sarà co-
struita dal Cantiere Navale di
Sestri Ponente:
cinque gruppi Diesel alter-
natori ciascuno da 700 kW. -
440 V. 257 giri 60 Hz. con mo-
tori Diesel- Ansaldo tipo 460/6;
un gruppo Diesel alternato-
re da 150 KW. 440 V 450 giri
al 1’ 60 Hz. con motore Diesel-
Ansaldo tipo 265/4;
due linee d’alberi con eli-
che;
macchinari ausiliari;
impianto vapore formato da
n. 2 caldaie a gas tipo La
Mont, n. 2 caldaie cilindriche,
n. 1 condensatore atmosferico
e macchinari per detti.
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo Q. 370/GR della
potenza di 600 cav. eff, a 275
giri al 1’, destinato alla So-
cietà Genepesca di Livorno.
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/3 - Fratel-
li Curreri - per M/p. « Sciac-
ca».
Un Gruppo marino Diesel-
Ansaldo tipo 2131/3 - Fratelli
Pennino - per M/p. « Sciac-
ca »,
I due motori hanno poten-
za normale di 80 cav. eff. a
399 giri al 1°.
i RT
Il dr. Nicolas Vamvacas, Di-
rettore del Servizio Chimico
dello Stato ellenico, ha visita-
to il Laboratorio dello Sta-
bilimento Meccanico il giorno
16 settembre.
BE,
)É
ORDINAZIONI
E’ stata conclusa la tratta-
tiva per la fornitura alla So
cietà Cementeria del Matese
di Roma dei macchinari e del-
le apparecchiature costituenti
una cementeria da 200 tonn/
giorno - via umida - da in-
stallarsi a Guardiaregia. La
fornitura, di un importo di pa-
recchie centinaia di milioni,
costituisce per lo Stabilimento
Carpenteria un apporto di cir-
ca 75.000 ore lavorative.
Il convegno nazionale
del motore: per la: pese
Nel quadro delle iniziative
assunte dal Ministero della
Marina Mercantile per favori-
re al massimo grado lo svi-
luppo della motorizzazione dei
pescherecci va messa in parti-
colare rilievo la convocazione
del 1.0 Convegno per « ll mo-
tore italiano ver la pesca».
che si è tenuto a Napoli nei
giorni 18 e 19 settembre u.s.
Infatti per la nrima volta
si è trattato specificatamente
delle possibilita di impiego di
motori nazionali in rapporto
al sistema di pesca, delie 0D-
portunità offerte nella pesca
dai motori veloci o sov -
mentati, della convenienza di
sostituzione dei motori a ber-
zina con motori a cic'o di
ecc.: problemi di granae ai-
tualità e di carattere eminen-
temente pratico.
Sono intervenuti, olire i de-
legati del Ministero, cd i diri-
genti ed i tecnici delle azien-
de costruttrici di motori, tutti
i maggiori interessati ai pro-
blemi della vesca: i rappre-
sentanti delle Associazioni Ar-
matoriali della Motopesca, i
rappresentanti delle Coopera-
tive della Piccola Pesca, il
personale delle Scuole Pro-
fessionali Marittime, i rappre-
sentanti di alcuni Consorzi
Regionali di Pescatori, ecc. Il
convegno ha svolto i suoi la-
vori sulla base cel seguente
programma:
1a parte - Relazione sui mo-
tori per la vesca di altura;
2: parte - Relazione sul rap-
porto tra potenza del motore e
stazza del natante;
3 parte - Impiego del mo-
tore in rapporto al sistema di
cattura del pesce;
4 parte - Necessità della so-
stituzione dei motori a benzi-
na con motori diesel nella
piccola pesca;
5: parte - Preparazione pro-
fessionale degli addetti alla
conduzione dei motori.
L’Ansaldo, come sempre di-
rettamente e vivamente inte-
ressata a contribuire con la
sua specifica esperienza alla
trattazione e risoluzione dei
problemi relativi alla motoriz-
zazione del naviglio per la pe-
sca, ha attivamente partecipa-
to al Convegno con l’ing. Ghe-
rardo Gherardi che ha presen-
tato una memoria su « Motori
sovralimentati per la pesca di
altura » e col dr. Giuseppe Ca-
staldi estensore di una rela-
zione su «La preparazione
professionale degli addetti al-
la conduzione dei motori Die-
sel ».
VD TE
E’ stato in visita alla no-
stra Società il dr. Mohammed
Abou Nosseir. Vice Ministro
Fgiziano dell'economia. Il dr
Nosseir che era accompagnato
da alcune alte personalità del
mondo finanziario ed indu-
striale egiziaro. dovo una
breve visita al Cantiere Nava-
le di Sestri, durante Ja quale
è stato fra l’altro accompa-
gnato da uno dei titolari del-
la nostra Agente in Egitto,
ing. F. Kher, è stato ricevuto
alla Direzione Generale dal-
V Amministratore Delegato
ing. Rosini e da altri alti Di-
rigenti della Società con i
quali si è intrattenuto sulle
possibilità di una partecipa-
zione dell’Ansaldo ai pro-
grammi di industrializzazione
in corso di realizzazione in
Egitto.
Lo scovo della missione egi-
ziana in Italia era infatti quel-
lo di prendere contatto con le
nostre principali industrie al
fine di gettare le basi di una
maggiore colyaborazione ita-
lo-egiziana nel campo sia tec-
nico che finanziario, per la
installazione in Egitto di nu-
Alti funzionari delle Ferrovie Indiane hanno visitato nei
giorni scorsi il Meccanico e il Ferroviario. Da sinistra in
primo piano: il Sig. Pellegrino (interprete), Mr. Da Costa,
l'Ing. Arnaldi (Direttore del Ferroviario)
e Mr. Kumar
merosi nuovi complessi indu-
striali.
Si sono recati allo Stabili-
mento Meccanico Mr. Avison,
Direttore Generale del setto-
re ingranaggi della Società
« David Brown » di Hudders-
field e Mr. Oliver, Direttore
dello Stabilimento di Man-
chester della stessa Società
Scopo della visita era di pren-
dere atto del completamento
e rimodernamento del Repar-
to Grandi Dentatrici del Mec-
canico, dove sono state ricon-
dizionate due macchine dalla
« David Brown », con la no-
stra collaborazione, e instal-
late altre tre, oltre a quello di
gettare le basi per continuare
la cordiale collaborazione tra
la Società « David Brown » e
la nostra.
AZIENDALE >>
| MUGGIANO
L'impostazione
di un rimorchiatore
Il giorno 11 settembre è sta-
to impostato, sullo scalo n. 6
del Cantiere del Muggiano, il
blocco del fondo centrale di
un rimorchiatore fluviale del-
la » Empresa Nacional de
Trasportes », che risponderà
alle seguenti caratteristiche
tecniche: lunghezza m. 52;
larghezza m. 11; altezza m.
3,60; potenza dell’ apparato
motore 2.400 HP; velocità 22
Km. all’ora, La cerimonia ha
avuto inizio alle ore 11,10 al-
la presenza dei seguenti si-
gnori: ing. Du Jardin, Diret-
tore del Cantiere; rag. Tra-
versa, V. Direttore ammini-
strativo; sen. G. B. Bibolini;
ing. Mori, Capo dell’ufficio
studi; ing. Fusillo; ing. Berto-
lotti; com.te Beretta; ing. Ot-
tino, per conto della « Empre-
sa Nacional de Trasportes ».
La posa del fondo del rimorchiatore
[LIVORNO jUos
IL VARO
Alle ore 11,55 di domenica
26 settembre, tra l’ululare del-
le sirene e i battimani degli
invitati, è scesa felicemente in
mare al Cantiere « Luigi Or-
lando » di Livorno la posareti
« Filicudi », gemella della
« Alicudi », varata 1’11 luglio
scorso.
Madrina dell’unità è stata
la signora Marina Rosaria Mu-
ti, vedova della Medaglia
d’oro Com.te Vittorio Gian-
nattasio. Ha benedetto la « Fi-
licudi » il Vicario Generale
Militare Mons. Trossi.
L’operazione del varo è av-
venuta in due tempi, in quan-
to la nave era impostata nella
fossa a monte della baica-
porta antistante lo scalo «Mes-
sina» ed è stato necessario
prima dare acqua alla fossa
stessa e togliere la barca-
porta.
Erano presenti il Prefetto di
Livorno dr, Gaetano Marfisa,
l’avv. Cocchella per la Pro-
DELLA “FILICUDI,,
vincia, il V. Sindaco Barto-
relli, il Contrammiraglio Ta-
gliamonte per il Comandante
dell’Accademia Navale e mol-
te altre autorità civili e mi-
litari.
Le caratteristiche della na-
ve sono le stesse della « Ali-
cudi ».
Erano a ricevere le autorità
il Direttore Centrale ing. Ca-
saccia, l’ing. Arra della Fin-
meccanica, il Condirettore del
Cantiere di Livorno dr. Sca-
lari, i V. Direttori ingg. Grillo
e Di Pietrantony, il Colonnel-
lo del Genio Navale ing.
Gazzo.
NL 10 E
Ha visitato il Cantiere di
Livorno: il Cap. di Fregata
Zvi Kenan, addetto navale
della Legazione israeliana a
Roma, accompagnato dal Ten.
di Vascello S. Reis.
ERIA
COMMESSE
Dopo lunghe trattative è
stato felicemente conclusa, in
questi giorni, l'acquisizione di
una importante fornitura di
eliche dai Cantieri Navali
Riuniti di Genova. L’ordina-
zione consiste in quattro eli-
che a quattro pale in bronzo
al manganese, del peso di 9
tonn. caduna, destinate alle
costruzioni 205 Palermo e 238
Ancona. L’importo della for-
nitura si aggira sui 30 milioni
di lire e rappresenta per il
nostro reparto eliche circa
6.000 ore lavorative.
Durante i mesi di luglio e
agosto sono state ultimate im-
portanti forniture di eliche,
getti di ghisa e bronzo, tra le
quali possiamo segnalare: 4
eliche a quattro pale in bron-
zo al manganese di cui una
di circa 22 tonn. per la Soc.
« Argea, due di 17 tonn. cad.
per i Cantieri Navali Riuniti
e una pure di 17 tonn. per la
T/n. « Conte Biancamano »
della Società Italia.
ni
La prima gita
Diciamo ia verità, la notte
di sabato non si e aormito
iranquuiamente, ma si e suati
con 1orecchio teso al rumore
della pioggia, ‘e qualcuno si
sara ancne alzato per control-
lare megiio: « Piove, non pio-
ve; se piove ci rovina la gior-
nata ».
Finalmente alle 5,30 ci si è
trovati tutti al concentra-
mento di Sampierdarena, av-
volti ancora dal buio e anche
da un certo freddolino che
aveva facilmente ragione del
nostro vestito ancora estivo.
Solita atmosfera delle comiti-
ve in partenza di buon matti-
no, visi ancora assonnati, chi
ha dimenticato il fazzoletto,
chi il portacipria.
« C'è anche la signorina del
Meccanico! ». « Ma voi del
Cantiere dormite sempre! ».
« Non cominciamo a fare
scherzi! ». « Ma si passa da
Milano? », frasi che sembrano
cadere dal buio ed il cui suo-
no ci giunge come attraverso
una nebbia, la nebbia del no-
stro sonno. I pullman si alli-
neano con ordine, hanno fatto
toeletta e la carrozzeria ri-
flette le luci della strada; ogni
pullman ha un cartello con la
scritta « Ansaldo » e un altro
col proprio numero d’ordine,
da 1 a 6.
Ognuno prende posto, e si
parte. Strada facendo si cari-
cherà ancora cualcuno a Riva-
rolo e a Bolzaneto, dove si
imbocca la camionale. Qui la
lunga colonna azzurra (i pull-
man si mostrano ora, con la
sorgente luce del giorno, nel
loro colore azzurro, come la
bandiera dell’Ansaldo), assu-
me la linea di marcia che con-
serverà per tutto il viaggio,
col pullman n. 1 in testa e via
via gli altri, sotto la direzio-
ne del proteiforme Pollastro
che è l’indaffarato capo con-
voglio, il compito « maître »
del servizio di ristoro assicu-
rato con prestazioni volanti a
tutti i partecipanti, il capo del
servizio di pronto soccorso che
per fortuna è rimasto inope-
roso, lo « speaker » che ci in-
formerà via via delle varie
disposizioni, l’amico dei bimbi
ai quali distribuirà doni e,
naturalmente, il capro espia-
torio per quei piccoli inconve-
nienti che sono inevitabili in
iniziative così complesse.
L’autocolonna si snoda at-
traverso le curve che risalgo-
no l'Appennino verso il passo
dei Giovi e il paesaggio si sve-
glia lentamente attorno a noi,
segnato dal verde cangiante e
dai profili irregolari di queste
nostre colline di Liguria e dal
serpeggiare pigro della Scri-
via: ma è un risveglio immu-
sonito, chè il temvo resta gri-
gio. Anche dopo la galleria
dei Giovi il tempo ci tiene il
broncio e le colline hanno tut-
te il cappuccio calato sugli
occhi. Ma Novi, forse per so-
lidarietà industriale, ci saluta
con un vivo raggio di sole.
Nelle foto dall’alto: |
Una sosta dell’autocolon
na - Bernardino Castellaro
- Maria Rosa Olivieri os-
serva il panorama.
| LA BANDIERA DELL’
da
che viene accolto con viva
gioia, anche se di breve du-
rata. A scaldare l’ambiente ci
pensa Pollastro con l’estrazio-
ne dei doni che l’« Ansaldino »
offre ai partecipanti, abbinan-
dola al numero della cartella
di viaggio.
Un portacenere di cristallo
alla signora che sta davanti
a me è accolto con fanciulle-
sco piacere: è proprio vero che
in gita si è tutti bambini. Ma
i bambini autentici non man-
cano, e si divertono un mon-
do con le bambole e le trom-
bette nuove. Vicino a me ce
ne sono due particolarmente
vispi, e formano davvero una
bella coppietta: si tratta di
Rinuccia Sacco di poco più di
2 anni con uno spavaldo ber-
retto rosso con lo stemma di
Locarno, e Giuseppino Bruz-
zone, quasi coetaneo, il suo
cavaliere.
Aggirata Alessandria attra-
verso la circonvallazione sa-
liamo per le ultime colline
del Monferrato, e nelle piaz-
ze dei paesi affollate di con-
tadini che vanno a messa e
parlano dell’uva che « è in ri-
tardo » suscitiamo evidente-
mente la curiosità di tutti, con
la nostra colonna azzurra
rombante sulla strada. Un
gruppo si volta, e mi prende
la curiosità di sapere che cosa
mai si dirà di noi. E quella
ragazza vestita a festa, ferma
sull’angolo e che mi ha guar-
dato a lungo attraverso il cri-
stallo del finestrino, che cosa
penserà mai?
Ma il paese è già lontano, e
la strada scende verso Casale.
Il passaggio sul Po suscita
entusiastici commenti, specie
tra i piccoli, e poi... la nebbia
padana ci assorbe. Essa è fit-
tissima, come sa esserlo da
quelle parti, e serra dappresso
(Cronaca di
la nostra vettura tanto da
sconderci parzialmente la
sta degli infiniti campi di
so, che fiancheggiano la str
fino a Novara. A Vercelli)
siamo velocissimi e intrai
diamo di sfuggita le cus
famose di S. Andrea, poi
liamo verso il nord. Impro
samente, nel centro di un
terminabile rettilineo, il J
man si ferma. « Cosa c’è? |
Un gruppo di gitani
chè siamo fermi? ». Mi
Ma il piccolo Giuseppin
citato, è sceso dalla mac
e si è allontanato tra i
pi. Capito?
Il fotografo approfitt
fare alcune foto della €
na in sosta, poi si ripart
oltrepassa Novara, men
molto notata e commenti
cupola di S. Gaudenzio,
profilo ci accompagna ur
zo. Divoriamo gli ultimi
metri di risaia e le ©
montuosità del terreno
vertono che stiamo avvic
dosi ormai alla meta. Ri
il sole, che ci accompa
festosamente per tutta la
nata.
Ad un tratto tutti u
E’ lui! E’ lui! Ma sì, il
ha fatto capolino alla »
destra tra il verde delle
te più diverse, preannun
una flora... mediterrane:
ci riporta un po’ alla 1
Liguria.
Passiamo tra i paesi de
go lago: Arona, Lesa, Be
te, ma tutti gli occhi sor
lui, il lago, anche quell
le nostre ragazze che se
no assorbirne tutta la
(Non è vero signorina
I suoi occhi che erano
sti opachi come la ris:
x
/ALDO SUL VERBANO |
legli Ansaldini
0 Bozzano)
no qui « illuminati di lago »
me direbbe Ungaretti).
Arriviamo a Stresa e sostia-
) per mezz'ora. Purtroppo si
fatto tardi e dobbiamo rag-
ingere il battello a Baveno,
reiò la sosta è breve.
l lungolago è addirittura
ssureggiante di piante, di
ri e di alberghi. Ma è il
ito cliché di una stazione
ternazionale di villeggiatu-
Iticciolo dell'Isola Bella
n: infatti i nostri dicono che
embra Sanremo, con l’Hotel
egina Palace al posto del Ca-
inò. Ed è vero, e sembra an-
he Nizza, e Venezia Lido, e
iccione e forse Miami (io
on ci sono mai stato). Lo
pettacolo d'insieme, natural-
lente, è affascinante: la na-
lrma sembra ritagliata su sa-
ienti disegni, e ha rubato i
olori al Tiziano. Mille tinte
tupende, in mille sfumature.
iori sgargianti nelle aiuole
uratissime contrastano con il
rigio tenero dei monti lonta-
i e l'azzurro intenso del la-
o coi suoi cento natanti si
tempera con l'architettura,
revalentemente chiara. E il
allo carico della suggestiva
ettura della ferrovia per il
ottarone, ferma nella piazza
fronte all'imbarcadero e at-
rniata da cento macchine di
tte le nazionalità, compieta
quadro.
Ripartiamo per Baveno do-
la numerosa comitiva, for-
ta di un appetito stimo'ato
lla lunga corsa, si appre-
a dare l’assalto alle cucine
cali
Quello del battello costitui-
il capitolo di centro, come
facile intuire. Il dinamico
astro, fra le sorprese, ave-
va pensato anche a quella di
far garrire la bandiera del-
l’Ansaldo sulle acque del Ver-
bano. Col suo pavese multico-
lore issato sullo scafo bianco
e dominato dalla grossa ban-
diera sociale, il battello ha un
dolce nome: Fior d'arancio.
Sarà parso un gentile augurio
del caso alle coppie di fidan-
zati che sono con noi, e non
sono poche. C’è una bella cop-
pia alta. dall'aria un po’ so-
stenuta: ad un certo momento
lui si toglie la giacca per ri-
parare lei dal vento della
corsa. Un'altra coppia sta un
po’ in disparte, costituita da
un simpatico giovane con una
graziosa brunetta. Lui è un
aggiustatore del Meccanico,
Franco Barotti, lei non è del-
la nostra famiglia, ma entrerà
presto a farne parte. Auguri!
Scendiamo nel reparto mac-
chine a curiosare. Lieta sor-
presa: motore Ansaldo a 6 ci-
lindri con invertitore! Ma in
coperta non si hanno abba-
stanza occhi per guardarsi at-
torno, si vorrebbe vedere tut-
to, non perdere nulla. La gioia
di tutti è al colmo, l’entusia-
smo indescrivibile. Figuratevi
i bambini: è tutto nuovo, im-
previsto, tutto dà il piacere
della sconerta. Il passaggio di
un battello a ruote porta i
bimbi allo zenith deil’'emo-
zione.
Sergio Marini, di tredici
anni, si è attaccato alla rin-
ghiera di poppa, e non si muo-
ve. E’ stato portato in gita
perchè è stato promosso alla
3a media. Contento? « Moltis-
simo. Non credevo che fosse
così bello! Mi viace più della
gita che ho fatto a Milano ».
E’ un'ragazzo acuto: « Che
cosa ti ha impressionato di
più durante il viaggio? ». « La
nebbia ».
Il vaporetto corre a tutta
macchina, qualcuno dice di
stare attenti a non cade-
re «in mare»: è la forza
dell'abitudine! Le Isole Bor-
romee sembrano danzare in-
torno a noi. ecco laggiù
l'Isola Bella, con la bianca ar-
chitettura della Villa famosa;
là l'isola dei pescatori col suo
pittoresco villaggio vegl.ato
dal rosso campanile; laggiù
l’Isola Madre con la sua lus-
sureggiante vegetazione; e
Stresa su quel litorale Jon-
tano, con le banali cupole de-
gli alberghi; e la punta della
Castagnola presso la quale
Pallanza si annuncia da lon-
tano con la mole imponente
della sua torre campanaria.
Puntiamo appunto su Pallan-
za, e vi sostiamo un’ora. Da
qui la vista sul lago e sulle
isole è stunenda, e magnifica
la passeggiata del lungolago.
Tornati a bordo, parliamo
col nostro Bernardino, il ra-
gazzo che voleva andare a Fi-
renze. Non aveva mai viag-
giato, perchè quand’era più
piccolo era sofferente, L’« An-
saldino » ha soddisfatto un
suo desiderio. Contento? Mol-
to, molto contento e impres-
sionato di tutto. Il lago gli
piace moltissimo, e soprattut-
to le imbarcazioni perchè ha
una vera vassione per la nau-
tica. Riconosce un motoscafo
che sta nassando e dice che è
dello stesso tino di cuello che
vinse recentemente le gare di
Pegli. La sera ci confermerà.
anche con gli occhi raggianti,
di essere pienamente soddi-
sfatto, anche se non è stato in
treno.
Rifatto scalo a Baveno ci
vortiamo all’Isola Bella, la più
caratteristica, la più storica,
la viù fotografata delle isole
Borromee. La visita alla fa-
mosa villa secentesca e agli
ancor niù famosi giardini è
necessariamente rapida, ma
quanto mai suggestiva. Ce n'è
per tutti: ricca architettura,
giochi di mosaici e di fiori, af-
freschi, cuadri, letto dove dor-
mì Napoleone, magnifici giar-
dini disvosti su dieci terrazzi.
piante esotiche venute dai
luoghi viù lontani.
« E' già l’ora del ritorno? »
« Purtroppo sì ». Il battello ci
riporta a Stresa dove ci atten-
dono i pullman. E’ sceso il
buio e la blanda luce che
scende dal tetto dei pullman
concilia il sonno. Chissà se vi-
sioni colorate e smaglianti
verranno a rallegrare i nostri
sogni? Per ora ci vengono in-
contro, attraverso i finestrini,
soltanto gli alberi illuminati
dai fari e fuggono velocemen-
te, come spettri.
Nelle foto dall’alto:
La bandiera dell'Ansaldo
sventola sul « Fior d’aran-
cio » - Alcune gitanti (da
sinistra): Bruna Cavicchi-
ni, Mariella Beccaro, Egle
Gasparino e Ines. Bozzano -
Bimbi felici sul battello:
Wanda Tommasini, Wil
liam Campanari, Carla Ci-
lengo, Bernardino Castella-
ro e Lorenzo Cilengo.
ere
i "8 PIOTAN
ua
10
(UN VARO SINGOLARE ALLA CARPENTERIA |
Y
di:
Da Voltri a Napoli via mare
un “reattore” di 957 tonnellate
Il lungo nastro delle case e
delle strade serpeggianti lun-
go il mare va ad intanarsi in
una conca chiusa dalle colline
circostanti, e qui Voltri si pre-
senta con quattro strutture
verticali esili e slanciate: tre
sono le gru dell’ex cantiere
Cersa, una è il campanile di
S. Erasmo.
Scendo dal tram e mi avvio
allo stabilimento « Ansaldo
Carpenteria » installato . ap-
punto nei locali dell'ex can-
tiere Cerusa, così chiamato
dal nome di un torrerte lo-
cale, Il vecchio cantiere ebbe
una sua parte nella storia del-
le costruzioni navali del pas-
sato, sia pure nel limite mas-
simo dei suoi scali, che era di
quasi 120 metri. Ancora du-
rante l’ultima guerra vide
scendere in mare alcune piro-
corvette, poi, nel dopoguerra,
una nuova attrezzatura, una
nuova produzione. « Addio va-
ri! Addio comunione dei figli
miei col mare!» deve aver
pensato il vecchio cantiere,
immusonito e nostalgico di
fronte. alla nuova produzione
di terraferma, come un vec-
chio capitano camoglino co-
stretto a fare il piazzista. Ma
io oggi non sono venuto qui
proprio per un varo? Vedre-
mo.
Mi riceve il sig. Piardi, del-
l'ufficio tecnico, nella saletta
dove sono allineate le foto del-
le produzioni più grandiose
della nostra Carpenteria, e
sembra di vedere un album il-
lustrato De Agostini: grandio-
si serbatoi, due sono a Corni-
gliano, uno a Figline Valdar-
no, un altro a Roma Porta
San Paolo; poderosi ponti fer-
roviari, uno è quello di Pia-
cenza, uno di Borgo Taro, un
altro è un vonte stradale in
Albania; numerosi carri-pon-
te per lo sbarco del carbone
nel porto di Genova, un altro
per l’Ansaldo Coke; e teorie
di mancine oggi allineate sul-
le banchine di Buenos Aires.
Ma il sig. Piardi mi strappa
al mio viaggio e mi conduce
in riva al mare, dove su un
normale scalo per vari poggia
la rossa mole di un battello
che non è un battello, ma un
apparecchio per una raffineria
di petrolio.
E qui mi spiega finalmente
come si sia potuto restituire
a questo vecchio cantiere la
gioia di un varo, e come mai
un apparecchio che col mare
non dovrebbe aver nulla a
che fare si disponga invece a
scendere in mare come la più
classica delle navi, ed a farsi
un bel viaggio marino, al trai-
no di un rimorchiatore.
L’Ansaldo sta costruendo un
modernissimo impianto per
una raffineria di petrolio del-
la Socony Vacuum Italiana a
Napoli. Di tale impianto fa
parte questo « reattore », co-
stituito da un grande serba-
toio cilindrico ad asse vertica-
le con due fondi bombati a se-
zione elittica, nel quale com-
plesse apparecchiature, con
vari giochi di fluidi, provoche-
ranno le necessarie reazioni
chimiche, al fine di trasfor-
mare i residui di nafta in ben-
zina.
Si sarebbe potuto eseguire
il trasporto del reattore in più
parti e comporle a piè d’ope-
ra a Napoli, ma le delicate
operazioni di controllo, richie-
denti speciali apparecchiatu-
re delle quali son soltanto
muniti i nostri Stabilimenti,
hanno consigliato di ultimare
il reattore stesso in officina, e
risolvere il problema del tra-
sporto.
Peso e dimensioni dell’appa-
recchio (diametro esterno del
cilindro mt, 4,977; lunghezza
totale mt. 17,400; peso circa
57 tonnellate) rendevano di-
sagevole il trasporto via terra,
e si è quindi deciso di varare
il reattore vuoto, quindi ri-
morchiarlo nel porto di Ge-
nova dove, a mezzo di un
pontone galleggiante a suo
tempo costruito dall’Ansaldo,
lo si sarebbe caricato su una
chiatta di speciali dimensioni
che avrebbe ospitato anche
tutte le apparecchiature da
sistemarsi nell’interno, e lo si
sarebbe quindi rimorchiato fi-
no a Napoli. Quivi, staccato il
fondo superiore che è stato
fissato in modo provvisorio si
sistemeranno tutte le apparec-
chiature interne e si chiuderà
È
b
si
È
3;
*
.chiesa di
nuovamente, sigillando in mo-
do definitivo.
Avendo appreso iutto que-
sto, ma trovandomi in forte
anticipo sull’ora del varo, me
ne esco fuori a fare un giro,
e il primo incontro è con la
S. Erasmo, che si
affaccia proprio sulla portine-
ria, con la sua architettura
seicentesca veramente notevo-
le, tanto da giustificare l’at-
tribuzione del disegno al Ber-
nini. Sul fianco c’è una strana
meridiana, sormontata dallo
stemma di Voltri e sottolinea-
ta dai seguenti che Bartolo-
meo D'Albertis scrisse nel
1916:
« Voltri l’illustre dove il
vento regna - dell'Europa cen-
tral l'ora ti segna ».
Salgo anche fino alla Villa
Brignole Sale Galliera, che
conserva le strutture delle
belle scalinate barocche ed il
classico giardino delle ville
genovesi, e penso a quello che
doveva essere questo borgo
campeistre in riva al mare,
prima che le fabbriche lo rag-
Incontro col mare
giungessero. Il verde è vivo
l'ombra fonda, il panorama
bellissimo, dalla lanterna di
Genova fino a Capo Noli.
Guardo in basso e dalla mo-
notonia dei tetti pigiati uno
contro l’altro, balzano le quat-
tro strutture che mi avevano
colpito all’arrivo e che sem-
brano davvero le padrone di
casa. Mi avvio verso l’officina
perchè siamo prossimi al varo.
In paese avvicino due vecchi
e chiedo se sanno niente del
varo, « E che cosa dovrebbe-
ro varare? Se non varano la
chiesa di S. Erasmo! ». Anzi,
hanno detto « S. Esmò » con
Nel porto di Genova il pontone inizia la manovra per il carico su chiatta
la classica cadenza voltrese, e
non sapevano niente del reat-
tore.
Un altro gruppo, invece, di-
scute sulla porta di un bar.
« Buttano in mare il reattore,
oggi ». Raggiungo la spiaggia
e vedo che molte persone si
sono date convegno per assi-
stere al varo. Parlo con un
vecchio che ricorda i tempi
del varo di piroscafi = veri »
come dice lui, e mi cita il
« Mincio » e il « Val Cerusa »
poi, vedendo che prendo ap-
punti, mi chiede se sono gior-
nalista e quando rispondo che
sono dell’« Ansaldino », dice
« Lo conosco. Lo riceve mio
genero che lavora all’Ansal-
do ». In un altro gruppo si di-
scute animatamente, e molto
si rievoca: evidentemente il
varo ha interessato la popola-
zione locale non solo come fat-
to produttivo ma come il ri-
torno di un vecchio rito, quasi
per magica riesumazione, Un
operaio osserva « C'è anche la
televisione! Così vedranno
tutti cosa sappiamo fare! »,
Sotto lo scalo alcuni tecnici
discutono animatamente. C’è
l’ing. Amilcare Barbieri, di-
rettore dello stabilimento; c’è
il sig. Mario Ferrari, tecnico
dei vari ai cantieri di Sestri, il
quale mi spiega che c’è sem-
pre un margine di impondera-
bile in queste cose, sia che si
tratti del « Rex » o di una bet-
tolina o di un reattore come
questo.
La mole rossa che ci sovra-
sta, che da Villa Brignole Sa-
le sembrava un’aragosta che
stesse inerpicandosi sulla
spiaggia, sembra ora, vista di
fianco, una balena addormen-
tata. Di fronte, invece, pre-
senta un grosso occhio cen-
trale e mi fa pensare a Poli-
femo.
Ma ormai è giunto il mo-
mento. Si avverte la tensione
di tutti, il silenzio è perfetto,
la mole rossa scende senza la
minima oscillazione, sempre
più veloce, si tuffa in mare,
galleggia sicura mentre tutti
battono le mani, e ruota su sè
stessa, prima in un senso, poi
nell’altro,
I tecnici sono soddisfatti,
tutto è andato secondo i loro
calcoli, « esattamente come a
tavolino ». Non ci sono barda-
ture coreografiche, nè cerimo-
nie, Operai che si muovono
per lo scalo rimasto vuoto,
l'operatore della televisione
che gira gli ultimi fotogram-
mi, fotografi che se ne vanno,
mentre la RAI. intervista
l’ing. Barbieri.
Si rompe l’atmosfera un po'
strana nella quale mi sono ag-
girato in queste ore, dovuta
forse al campanile che fa fa-
miglia con le gru, al vecchio
cantiere che ha rivisto un va-
ro, 0 al reattore che se ne va
ESS mare. JS B.
“i ANSALDINO, RISPOROE
Mio figlio studia in Semi-
nario e l’anno scorso, in pri-
ma media, ha avuto la media
del nove. Quest'anno promet-
te nuovamente bene ed io mi
sacrifico come tutti i padri
che hanno figli da far studia
re. Potrebbe mio figlio con-
correre alla borsa di studio?
GIUSEPPE SOLARI.
I concorsi per le borse di
studio per i figli dei dipenden-
ti della nostra Società erano
riservati in un primo tempo
agli studenti che frequenta-
vano certi Istituti che con-
sentivano una preparazione
specifica che avrebbe potuto,
una volta ultimata, dare luogo
all’utilizzazione dei diplomati
e dei laureati presso la no-
stra Società. Esempio: inge-
gneri, ragionieri, chimici in-
dustriali, dottori in scienze
economiche e commerciali,
capitani e macchinisti navali
ecc.
In un secondo tempo, pure
restando fermo il suddetto
principio, il beneficio in paro-
la fu esteso a qualche altro
Istituto scolastico che tuttavia
doveva rientrare tra gli Isti-
tuti governativi di istruzione
pubblica.
Furono e sono perciò esclu-
si gli Istituti privati e co-
munque quelli che hanno par-
ticolari finalità quali ad esem-
pio gli Istituti musicali, reli-
giosi, di educazione fisica, ecc.
Se in avvenire le norme do-
vessero subire delle varianti,
Ella potrà averne conoscenza
attraverso î manifesti che o-
gni anno vengono affissi ne-
gli stabilimenti.
Abbiamo ricevuto una let-
tera firmata «un gruppo di
operaie del Fossati », in cui ci
si chiede di istituire una ru-
brica culinaria che possa
servire come guida per le
gentili lettrici che passano
una buona parte della loro
giornata tra i fornelli.
Ci fa molto piacere che il
nostro giornale venga letto
anche dalle operaie di uno
Stabilimento che dal 1949 non
fa più parte della nostra So-
cietà: segno che esso suscita
un interesse che ci spinge a
far sempre meglio.
Faremo il possibile per ac-
contentare, nei prossimi nu-
meri, le gentili lettrici del
Fossati che hanno interpreta-
to il desiderio di molte an-
saldine.
Un gruppo di impiegati del
Meccanico chiede per quale
motivo la Direzione non ri-
pristina negli stabilimenti
l'orario anteguerra, conceden-
do due ore per mangiare (co-
me hanno tutti i lavoratori di
questo mondo) pur mantenen.
do le mense con l’orario at-
tuale, ed avere così una ri-
presa del lavoro pomeridiano
molto più riposati e con mag-
gior rendimento. Chiedendo
questo crede di interpretare
il desiderio del 90% dei di-
pendenti.
Proprio i dipendenti, in
grande maggioranza, hanno
fatto sapere a suo tempo, at-
traverso le commissioni inter-
ne, che non gradivano l’inter-
vallo di due ore.
Presso il Ferroviario, esiste
uno spaccio dove si trovano
in vendita diversi generj, bot-
tiglie di liquori, salumi, ecc.
alio stesso prezzo dei negozi.
Domandiamo: non sì po-
trebbero tenere generi di pri-
ma necessità ad un prezzo
moito basso, agevolati dal fat-
to che la Direzione offre i lo-
cali, la luce, ecc.?
A che fondo va a finire il
guadagno dello spaccio?
SERGIO e MARIO FERRARI
Gli spacci esistenti presso
taluni degli Stabilimenti del-
la nostra Società non sono
spacci aziendali, nel senso che
essi non sono gestiti dall’An-
saldo, bensì direttamente dai
lavoratori generalmente in
forma cooperativistica, a
quanto almeno cì risulta. Per-
tanto la Società si limita ad
agevolare il funzionamento di
tali spacci concedendo loro
gratuitamente i locali ed ef-
fettuando, per conto dell’am-
ministrazione degli spacci
stessi, le trattenute sulle com-
petenze per le merci acqui-
state, ma non interferisce per
nulla in merito alla gestione
degli spacci. Alle osservazio-
nì quindi sul funzionamento
degli stessi, non siamo in
condizioni, per evidenti mo-
tivi, di poter rispondere.
se
Desidero fare un appunto
al giornale, che pur portando
dei dati e scritti piacevoli,
non menziona per niente il
quadro reale oggi esistente
nel complesso Ansaldo.
ATTILIO BARLETTI.
La Sua lettera è stata scrit-
ta l’8 di giugno e noi di pro-
posito abbiamo tardato a ri-
sponderLe in quanto dal pri-
mo numero del giornale Lei
non poteva certo avere un
quadro completo di ciò che
succede nel complesso Ansal-
do. Pensiamo di aver fatto il
possibile per accontentare
tutte le legittime richieste e
cercheremo di far meglio in
seguito. Ad ogni modo, poichè
la Sua domanda era generica,
La invitiamo, ora che anche
Lei ha più elementi per giudi-
care, a volerci indicare detta-
gliatamente quali sono le que-
stioni che destano il Suo inte-
resse,
Nelia nostra Amministra-
zione vi è un forte scambio di
telegrammi con l’estero. Il co-
sto di detti telegrammi si ag-
gira sulle 242 lire a parola
(per quanto riguarda tele-
grammi inviati negli U.S.A.)
e a L. 44 ca. per l'Europa. Non
si potrebbero usare i codici
di uso più comune (Bentley'’s,
international)? Si realizzereb-
be così un notevole risparmio
sia di tempo che di denaro.
FRANCO BEINERO
E’ stato riscontrato in pas-
sato che, pur possedendo i
principali codici d'uso inter-
nazionale come il Bentley,
VABC, il Morse, ecc., non era
assolutamente possibile trarre
da essi alcun profitto perchè,
data la complessità e la va-
rietà delle comunicazioni tele-
grafiche, non risultava possi-
bile trovare una soddisfacen-
te rispondenza fra le previsio-
ni del codice e le necessità
degli utenti: o perlomeno ta-
le rispondenza poteva essere
trovata soltanto per alcune
singole frasi d’uso più comu-
ne per le quali però sono or-
mai nell’uso corrente abbre-
viazioni più semplici.
| POSTA IN ARRIVO.
Ci è giunta, da Santiago del
Cile, la seguente lettera:
Ho ricevuti contempora-
neamente i numeri 1, 2, 3 del
Vostro simpatico quindicina-
le « l’Ansaldino » e leggendoli
tutti e tre da cima a fondo, mi
è parso di rivivere gli anni in
cui, nei Vostri stabilimenti,
stavo in contatto quotidiano
con dirigenti, tecnici e lavo-
ratori, nel disimpegno delle
mie attribuzioni di Ufficiale
del Genio Navale.
Per me che vivo in questo
ultimo angolo del mondo con
nel cuore la Patria eterna e
l’Ansaldo S.A., al servizio del-
le quali dedico tutta la mia
attività, « l’Ansaldino » costi-
tuisce il contatto diretto con
la Patria e la famiglia An-
saldo S.A., alla quale mi ono-
ro di appartenere.
Nel ringraziarVi sentita-
mente dell’attenzione che co-
stituisce per me un prezioso
regalo, formulo i più fervidi
voti per una sempre maggio-
re affermazione del quindici-
nale, con l'augurio che la ru-
brica « Commesse e ordina-
zioni » sempre più vasta, pos-
sa ben presto segnalare im-
portante lavoro anche per il
Cile.
Con la più profonda grati-
tudine un Ansaldino distac-
cato in Cile, invia a Voi, ai
Dirigenti dell’Ansaldo, ed a
tutti i collaboratori tecnici
ed operai il più cordiale sa-
luto.
Ing. Gioacchino Meli
AI nostro Settore Meccani-
co è giunta la seguente lette-
ra dalla « Fibracolor S. A.»
di Barcellona:
Barcellona, 3 sett. 1954.
In merito alla stimata Vo-
stra del 26 luglio u. s. ci pre-
giamo esprimerVi la nostra
sincera gratitudine per l’inte-
ressamento da Voi dimostrato
allo scopo di ottenere che la
caldaia a vapore venga instal-
lata nel minor tempo possi-
bile.
Nel contempo Vi comuni-
chiamo la nostra ammirazione
per la perizia e la solerzia di-
mostrate dal gruppo di mon-
tatori che Voi avete inviati
qui agli ordini del signor Gio-
vanni Priotta.
I lavori di montaggio della
caldaia sono molto avanzati e
noi speriamo che la caldaia
possa entrare in funzione al-
la fine dell’anno in corso con-
formemente alle Vostre pre-
visioni. Gradite i nostri mi-
gliori saluti.
Il Consigliere Delegato
Per dovere di cronaca in-
formiamo i lettori che il grup-
po dei montatori di cui si fa
cenno nella lettera è formato
dai signori: Angelo Ivaldi
Giovanni Villa, Giuseppe Pa-
risella, Mario Pilato.
All’ing. Guazzi del Mecca-
nico è pervenuta la seguente
lettera dal Canadà:
Egregio ingegnere,
da un giornale speditomi da
Genova ebbi occasione di ve-
dere il nuovo « Doxford » na-
to nel vecchio Stabilimento
Meccanico, Come ex ansaldi-
no, ma pur sempre ansaldino,
di cuore desidero inviare le
mie congratulazioni. Ci saran-
no wcrucci per le diverse ten-
denze sia politiche che econo-
miche, ma è pur logico dire
che l’operaio italiano è come
il soldato italiano: « mugu-
gna », ma se diretto bene per-
segue la via del successo!
Si ricorda delle famose ta-
belle regalatemi alla parten-
za? Ormai le misure inglesi
sono diventate più facili.
Avrei piacere di scriverLe
più a lungo, tuttavia non di-
mentico, pur olire oceano, i
giovani dirigenti e amici del
Meccanico,
Morando.
Abbiamo ricevuto a suo
tempo la seguente lettera, che
pubblichiamo con piacere.
« Sono un ragazzo di dieci
anni, mi chiamo Bernardo Ca-
stellaro e leggendo il caro
« Ansaldino » (che io e mio
padre aspettiamo con tanta
ansietà) ho visto il concorso
«un viaggio a Firenze ». Sic-
come malgrado abbia dieci
anni e vada in quarta elemen-
tare non sono mai, dico mai,
stato sul treno (ed ho un po’
di vergogna a confessarlo sia
a Voi de l’« Ansaldino » che
ai miei amici), pregai mio pa-
dre di aiutarmi a risolvere
questo concorso (ne è uscita
una bellissima littorina) con
la speranza di essere sorteg-
giato per poter finalmente,
grazie al caro e indovinato
« Ansaldino » ed ai suoi diri-
genti, fare un così bellissimo
viaggio sul tanto desiderato
treno fino a Firenze per vede-
re la Mostra della Fonderia e
passare due giorni di ferie
con mio padre, che lavora ap-
punto nella Fonderia Ansaldo
e tanto piacere ne avrebbe
anche lui.
Nella speranza di essere sor-
teggiato invio al caro « An-
saldino » tanti saluti aspettan-
do con fiducia ».
Bernardino Castellaro
Purtroppo il nostro caro
amico Bernardino non è stato
favorito dal sorteggio per il
concorso « un viaggio a Fi-
renze » ma noi non abbiamo
avuto il coraggio di lasciarlo...
a bocca asciutta e gli abbiamo
offerto ugualmente la possibi-
lità di fare un bel viaggio.
Non è stato in treno, ma in
pullman, e il piccolo Bernar-
dino lo ha gradito ugualmente.
Ha preso parte, accompa-
gnato dal padre, come mascot-
te alla nostra gita a Stresa e
si è divertito un mondo. A noi
è rimasta la soddisfazione di
aver dato un po’ di gioia ad
un bravo bambino,
11
pi tdi tI
MAGAZZINI VITTORIA
E, BRANDOLINI
OTTICO
DI FIDUCIA
GENOVA-SESTRI - Tel. 40.414
Visitate la
| mostra permanente
sita nei
vasti locali interni
del
obiificio LISI
| TELEFONO 40.234
| VIA HERMADA 18r.
a - SESTRI
OTT VZA0
VITTORIA
COSTUMI
MAGAZZINI
GLI
fitti MEG
iniziano corsi di:
STENOGRAFIA
DATTILOGRAFIA
MATERIE COMMERCIALI
GENOVA - Via Polleri, 3
LIVORNO - Via Grande, 54
R O MA - Sede Centrale
MONTANARI
VIA BRIGATA LIGURIA 13r.
Telefono 54 807 . GENOVA
Concessionario
MOTO DEVIL
massime rateazioni
Tipo Turismo 125 ce. - L. 179.000
Sport Lusso 160 ce. - L. 198.000
Tipo Raid 160 ce. - L. 195.000
Mototelaio 250 cc. - L. 385.000
| AMBRETTA
to E D LD
avviamento elettrico
ti
7
12
#OSPICCOLA
GALLERIA |
SOPHIA LOREN
E° una bellezza meridionale.
e si vede. Ha conquistato il
campo con sicura baldanza, e
il 1953 ha visto la sua affer-
mazione.
Dopo aver debuttato nei
film di Comencini « La tratta
delle bianche » e aver soste-
nuto una particina nel film
« Maratone di ballo » ha so-
stenuto parti importanti e di
primo piano.
« Africa sotto i mari », « Ai-
da », « Ci troviamo in galle-
ria », « Il paese dei campanel-
li », « La domenîca della buo-
na gente », « Miseria e No-
biltà », « Due notti cor Cleo-
patra » assieme ad Alberto
Sordi; « Tempi Nostri» di
Blasetti, nel quale faceva i'ul-
timo sketch assieme a
un episodio del film « Un gior-
no in pretura » assieme a Wal-
ter Chiari.
Ha realizzato recentemente
« Carosello Napoletano », film
premiato a Cannes che però
non abbiamo ancora visto su-
gli schermi normali, Così co-
me non abbiamo ancora visto
Totò:
« L’oro di Napoli » il film che
De Sica ha tratto dal romanzo
di Marotta e nel quale la Lo-
ren interpreta l’episodio del-
la pizzaiola dei vicoli.
Non c’è dubbio che questo
costituisce il maggior impegno
per lei: si tratta di un perso-
naggio napoletano del popolo,
vicino quindi al suo passato e
alla sua esperienza. Si tratta
di far vivere un personaggio
che la Loren conosce bene, in
mezzo al colore di quella Na
poli che l’ha vista bambina e
che forse ha alimentato i suoi
primi sogni ambiziosi. E poi,
si tratta di lavorare sotto la
direzione del grande De Sica,
coadiuvato nella sceneggiatu-
ra da Marotta, il poetico erea-
tore di tanto mondo napole-
tano!
Attualmente la nostra attri-
ce sta lavorando per la Ponti-
De Laurentiis al film « La
donna del fiume » che dovreb-
be essere una specie di « Riso
amaro » girato anzichè nelle
risaie del vercellese, nelle pa-
ludi di Comacchio.
DI RIO III ROSA =
Per la festa della sera
volerà la mongolfiera.
di
Sù lo trae la mongolfiera
(Il maligno si dispera).
Giacomone, inosservato,
Quando in volo essa si lancia
Giacomon lesto l’aggancia.
già il suo piano ha preparato
E' punito giustamente
da un terreno assai... pungente,
Da un ostacolo pennuto
Giacomon viene abbattuto.
I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO
yiù
TEODORA RTAZER ON
Danilo Barachini: « Impressioni d'officina »
Con il 15 ottobre p. v. sa-
rà chiuso il « Concorso per
un disegno» bandito col
n. 3 de l’« Ansaldino », Fi-
no a tale data gli interes-
sati potranno invia»e i lo-
ro lavori, la cui pubblica.
zione potrà proseguire fino
L'« Ansaldino » indice e
la Bocciotisa Ansaldu orga-
nizza, per il prossimo 10
ottobre, una gara a terne
per categoria, libera a tut-
ti i dipendenti dei comples-
so Ansaido, per la disputa
del Trofeo « Ansaldino »
biennale, anche non conse-
cutivo.
La gara avrà svolgimen-
to su tre Settori e cioè:
Per il complesso Ansaldo
Genova: campi di gioco:
Bocce. Ansaldo Ge-Sestri.
Per il complesso Ansaldo
La Spezia: campi di gio-
co: La Spezia.
Per il complesso Ansaldo
Livorno: campi di gioco:
Livorno.
Il 24 ottobre si svolgerà
sui campi di gioco della
Bocciofila Ansaldo Ge-Se-
“stri, la finalissima per la
assegnazione del Trofeo,
fra le tre finaliste dei Set-
tori di Genova, La Spezia e
Livorno,
Le squadre dovranno es-
sere formate dai dipen-
denti dello stesso stabili-
mento, vincolate alle for-
mazioni sotto elencate:
Categorie UFIB: A.Pr.Pr.
= B.Bb.Pr. = Bb.Bb.Bb.
Categorie FIGB: A.G.C. =
B.B.C.
I giocatori non federati
ed inferiori saranno con-
siderati nella categoria
Propaganda (C).
Le iscrizioni, accompa-
gnate da L. 150 per terna,
ad esaurimento totale di
quei disegni eseguiti se-
condo le norme stabilite
dal bando.
Dopo di ciò sarà indetto.
come ricorderete, un refe-
rendum tra i lettori per
scegliere le due opere da
premiare.
===“
SPORT AZIENDALE
Un trofeo dell’ ‘Ansaldino”
per un grande torneo di bocce
si ricevono presso gli in-
caricati di stabilimento,
1 cui nomi verranno resi
noti nei prossimi giorni
non oltre l’8 ottobre 1954.
Le gare avranno svolgi-
mento con regolamento in-
ternazionale ed avranno
inizio alle ore 8 precise.
In caso di cattivo tempo
saranno rimandate a data
da destinarsi.
Le squadre non in rego-
ia con le disposizioni so-
pra riportate verranno
squalificate senza diritto
ad alcun premio o rimbor-
so.
Si declina ogni e qual-
siasi responsabilità per
quanto possa accadere ai
giocatori ed a terzi duran-
te lo svolgimento della
gara.
Il trofeo «Ansaldino»
dovrà essere riconsegnato
al Comitato organizzatore,
30 giorni prima dello
svolgimento della successi-
va gara.
PREMI INDIVIDUALI.
Alla 4.a terna classificata:
n. 3 med, d’oro mm. 24;
alla 2.a terna classificata:
n. 3 med. d’oro mm. 21
alla 3.a terna classificata:
n. 3 med. d’oro mm. 418;
alla 4.a terna classificata:
n. 3 med. d'oro mm. 15;
dalla 5.a alla 8.a terna: 3
medaglie d'oro mm. 413.
Il Direttore di gara e gli
Arbitri designati saranno
tempestivamente convocati.
I RISULTATI
del Concorso
“ Feriale”
Ecco la soluzione esatta del
concorso pubblicato sul n. 6
de l’« Ansaldino »:
Le villeggianti sono dirette:
Ai monti: ACH
Al mare: BDEFI
In campagna: G
Il sorteggio tra i solutori ha
favorito i seguenti ansaldini:
Bartoli Elia (DIG): un oro-
logio da polso; Pinceti Mario
(DIG): un portafogli in pel-
le; Rovegno Giovanni (MEC):
12 barattoli di deortalco; Piz-
zera Renata (DIG): 12 barat-
toli di deortalco.
&
i x
Abbiamo già trattato nella
prima puntata di questa rubri-
ca l’arduo problema delle ca-
salinghe, col loro lavoro con-
tinuo e misconosciuto. Vor-
remmo ora permetterci qual-
che considerazione sul miglior
modo per « organizzare » tale
lavoro, che è anche l’unico
modo per evitare perdite di
tempo e dispersione di ener-
gie.
Quante volte, infatti, vi è
accaduto di giungere alla fine
di una giornata e dire « oggi
mi sono terribilmente affati-
cata e non ho combinato nien-
te »? Ciò perchè occorre orga-
nizzare le proprie giornate di
lavoro, come in qualunque al-
tro ramo dell'attività moder-
na, e non fare le cose mano a
mano che capitano sott'occhio
o così come vengono in mente.
Le ore da sfruttare mag-
giormente sono naturalmente
quelle in cui i bimbi dormono
o sono a scuola ed i mariti al
lavoro: quindi quelle del mat-
x
‘India. favolosa
Volete fare un viaggio
in India? Soltanto con
gli occhi, s'intende, e
attraverso le immagini
stampate sulla pellicola,
ma con la estrema capa-
cità di sintesi e di spo-
stamento del cinema?
Andate a vedere « India
favolosa », un film che
potremmo chiamare un
taccuino di viaggio scrit-
to per voi dal regista
Giulio Marchi, su pelli-
cola Ferraniacolor.
Si tratta di « vedere »
le molteplici forme di
vita di questo popolo
millenario sorto a na-
zione indipendente da
pochi anni; seguire le
difficoltà di questa mas-
sa di 400 milioni di uo-
mini appartenenti a 200
razze diverse e oggi fu-
si in un unico destino;
assistere alle mille for-
me di una vita dove
passato lontanissimo e
modernità si accavalla-
no in un mosaico iride-
scente e fantasmagorico
Voi seguirete la vita
di un elefante nato in
libertà nelle foreste e
catturato dagli uomini,
quindi « educato » al la-
voro in una apposita im-
presa di sfruttamento
del legname, dove gli
elefanti sono adoperati
come docili ed economi-
ci trattori a gru.
Vedrete la vita di
Bombay, metropoli fa-
volosa e gigantesca, do-
ve gli autobus a due
piani si fanno strada tra
le vacche sacre che ru-
minano per le strade, e
che nessuno può toccare.
Vedrete il lavoro in
una piantagione di noci
di cocco, e la vita in al-
cune comunità primiti-
ve, ed il sorgere invece
di un modernissimo vil-
lagaio, costruito dagli
architetti moderni più
famosi nel mondo.
I”
e R
tino e del primo pomeriggio.
In questo caso possiamo dav-
vero dire « chi ha tempo non
aspetti tempo» e non accu-
muli tutto nelle ultime ore,
quando il marito tornerà dal
lavoro e ci troverà sudate e
scarmigliate.
Organizzazione del lavoro,
dicevamo, secondo uno sche-
ma fisso, che potrebbe essere
il seguente: Lunedì: provviste
per la settimana; Murtedì: bu-
cato; Mercoledì: aggiustare
biancheria di casa e persona-
le; Giovedì: stirare; Venerdì:
lavori imprevisti (non man-
cheranno di certo!); Sabato:
pulizia a fondo della casa; Do-
menica: riposo (nei limiti del
possibile),
Questo schema può essere
naturalmente variato, ma è
consigliabile, una volta stabi-
lito, mantenerlo . costante-
mente. Si tratta, come si ve-
de, dei lavori più grossi, men-
tre restano tutti gli altri la-
vori quotidiani inevatibili,
Cineselezione
Vivrete la vicenda fa-
miliare di Ragian e Ka-
muia e la suocera, a di-
mostrare che davvero
tutto il mondo è paese.
Quindi assisterete ad
una interessante rappre-
sentazione di un aram-
ma danzato, e penetre-
rete nella vita dei tem-
pli, numerosissimi, an-
tichissimi e no, dedica-
ti a centinaia e migliaia
di diverse divinità. E vi
renderete conto della
importanza mitologica
che ha l’acqua in questo
paese, « l’acqua che è lo
scorrere della vita’ e
l'origine di tutte le co-
se ». Non c’è fatto nella
religione indiana che
possa svolgersi senza
l’acqua, quella dei fiu+
mi, soprattutto il più
importante, il ‘padre
Gange.
Assisterete alla ceri-
monia del lavaggio col-
lettivo nel fiume, e ve-
drete ogni sorta di san-
toni, provenienti da vil-
laggi sperduti nell’inter-
no, giunti attraverso
viaggi lunghissimi fatti
sull’elefante o sul ca-
vallo.
Infine la coloratissima
festa religiosa del Kung-
mela, che cade una vol-
ta ogni dodici anni, e
alla quale ogni indiano
deve prender parte al-
meno una volta, nella
vita.
A questa festa, che sì
tiene ad Ahlabad, con-
viene una moltitudine
mai vista, una cosa in-
comprensibile per noi
occidentali, la moltitudi-
ne più estesa e colovata
che abbiate mai potuto
immaginare, accampata
sulla nuda terra o su
barche improvvisate, al-
la quale fa contrasto,
nello sfondo, un gran-
dioso ponte in ferro,
modernissimo. Sembra
un simbolo della nuova
India.
IL PORTOGHESE
come quelli della spesa e del-
la cucina, della pulizia gior-
naliera, ecc.
E’ un errore, ad esempio,
pretendere di ripassare il bu-
cato e stirarlo nello stesso
giorno. Spesso la donna tra-
scura un rammendo, l’attacca-
tura di un bottone per affret-
tarsi a stirare e riporre ogni
cosa pensando di provvedere
più tardi. Poi o dimentica di
farlo o facendolo spiegazza la
biancheria già stirata, ovvero
stira senza inumidire i panni
e perde tempo e calore, o li
stira mentre sono troppo di
recente inumiditi e il lavoro
riesce lento, difficile, incom-
pleto.
Una divisione razionale e
costante del proprio lavoro,
come noi abbiamo suggerito,
oltre a far risparmiare tempo
e fatica, si rivelerà la più ef-
ficace maniera di provvedere
alle pesanti esigenze della
casa,
LILIANA.
Sono nati
24 aprile: MARCO, figlio di
Tesoro Aldo (Mug) - 14 lu-
glio: MATTEO, figlio di Ar-
tiaco Vincenzo (Mug) - 18
luglio: FRANCO, figlio di Vas-
sale Armando (Mug) - 19 lu-
glio: GABRIELE, figlio di
Mazzoni Giuseppe (Mug) - 20
lugiio: NADIA, figiia di Coc-
concelli Adriano (Can) - 24
luglio: ALBERTO, figlio di
Andreoni Emilio (Mug), - 29
luglio: ROBERTO, figlio di
Scotto Manlio (Mug) - 30 lu-
glio: GIULIANA, figlia di
Franceschini Vero (Mug) -
GIOVANNA, figlia di Ventu-
rini Sergio (Mug) - 1.0 agosto:
ANTONELLA, figlia di Vesco
Paolo (Mug) - 4 agosto: MA-
RINA, figlia di Gastaldi Fran-
cesco (Mec) - 5 agosto: MAR-
CO, figlio di Repetto Mario
(Can) - PIETRO, figlio di
Buffa Giuseppe (Mug) - 6
agosto: MAURIZIO, figlio di
Assanelli Pasquale (Mec) - 7
agosto: ROSARIA, figlia di
Baroni Aurelio (Mug) - 13
agosto: ANGELA, figlia di Or-
landi Dino (Mug) - GERMA-
NO, figlio di Pietrapiana
Renzo (Mug) - MARCO, figlio
di Pivieri Andreino (Mug) -
18 agosto: MIRKO, figlio di
Ballostro Oscar (Can) - 21
agosto: EMMA, figlia di Gia-
nazzetti Alcide (Mug) - 26
agosto: BRUNO, figlio di Bo-
scoli Ferruccio (Mec) - 28
agosto: PIER LUIGI, figlio di
Vazio Ezio (Can) - 29 agosto:
ILVA, figlia di Ferrando Giu-
seppe (Fon) - lo settembre:
MARINA, figlia di Tavella
Tito (Mec) - 2 settembre: NI-
COLO’, figlio di Fassone An-
gelo (Can) - 3 settembre: MA-
RIO, figlio di Grassi ing. Lu-
ciano (Mec) - MERI, figlia di
Conti Aldo (Liv) - MARIA,
i
figlia di Parodi Giuseppe
(Can) - 5 settembre: SERGIO,
figlio di Farruggia ing. Santo
(Mef) - GIAMPAOLO, figlio
di Picchi ing. Ferruccio (Liv)
- 6 settembre: MARIA, figlia
di Michenzi Domenico (Mec) -
ROBERTO, figlio di Carbone
Giuseppe (Mec) - 7 settem-
bre: SONIA, figlia di Borghini
Ivano (Liv) - 8 settembre:
ANNA, figlia di Caviglione
Giuseppe (Can) - 10 settem-
bre: PIER LUIGI, figlio di
Boccardo Eugenio (Mef) - 16
settembre: ANTONELLA, fi-
glia di Babocci Ivo (Can).
A tutti i piccolissimi « an:
saldini » e ai loro genitori i
nostri auguri più fervidi.
Si sono sposati
26 luglio: GALLIZZIA Al-
berado (Mug) con Tosi Maria
- 29 luglio: BARSACCHI Re-
nato (Liv) con Manganesi Ne-
da - 7 agosto: SANGUINETI
Angelo (Fon) con Oneto An-
gela - 8 agosto: GRASSI Eral-
do (Mug) con Cresci Giuliana
- 29 agosto: DIRANI Maria
(Can) con Isnardi Bruno - 2
settembre: MAZZOCCHI Lui-
gi (Can) con Pedemonte Ma-
ria - 4 settembre: RE Mario
(Mef) con Bergonzi Marisa -
FOSSATI Mario (Can) con
Arena Giovanna - CAMPA-
NA Italo (Can) con Calderoni
Rosa - LEVA dr. Giuseppe
(Dig) con Linzi prof. Cecilia
- 8 settembre: CALLEA Gio-
vanni (Can) con Cicuttin Or-
sola - 11 settembre: DRAGO-
NE Antonio (Can) con Cella
Clotilde - 12 settembre: BO-
RELLA Giuseppe (Mec) con
Villa Gianbruna - BONOMO
Luciano (Liv) con Pierotti
Piera.
Agli sposi i nostri vivissimi
auguri.
PREMI DI ANZIANITI”
CANTIERE.
Abbondi Ottavio; Amodei
Giuseppe; Andreani Bruno;
Badino Silvio; Basile Domeni-
caj Bellotti Ermanno; Berlin-
geri Alfredo; Canepa Giusep-
pe; Canovi Maria; Cervetto
Dino; Consavari Umberto,
Falcone Giuseppe; Farinella
Umberto; Giacalone Pietro;
Locardi G. Carlo; Lupi Feli-
ce; Marino Giuseppe; Marzoli
Valentino; Poggio Luciano;
Papi Sergio; Piccareta Carlo;
Santamaria Mario; Saro-
glia Ida; Savarese Giuseppe;
Sguerri Alfredo; Sobrero Pri-
mino; Stanchi Luigi.
CARPENTERIA.
Magnoli Amedeo;
Giuseppe,
FERROVIARIO.
Accorsi Silvia.
MUGGIANO.
Bacci Luigi; Baracchini Ce-
sare; Canali Giuseppe; Canci
Lorenzo; Carignani Loris; Ga-
sparotto Elio; Mazzoni Atti-
lio; Torri Enrico.
Tonini
SEDE.
Gambaro Luigi. i
LIVORNO.
Antonelli Vittorio; Bocca-
dolce Gino; Cerretini Palme-
ride; Costanzo Umberto; Fiori
Renato; Gasperini Sirio; Gie-
roni Botta Giuseppe; Gioli
Bruno; Lauretti Ippolito; Len-
zi Renzo; Lorenzini Rolando;
Morelli Vinicio; Novi Sirio;
Papa Michele; Pettinelli Ales-
sandro; Porri Varese; Ricco-
mini Mario; Rossi Tolmino;
Tebano Antonio; Ungarelli
+ Leonardo,
MECCANICO.
Canale Dario; Cavalleri
Giuseppina; Poppa Stefano;
Ravecca Piero; Sillano Cesare.
Aì vecchi dipendenti del-
l’« Ansaldo » che con la loro
attività hanno contribuito al-
lo sviluppo dell’Azienda, le
congratulazioni più cordiali.
ANSALDINI
SUL MAGGIORASCA
Sosta al « Piano della Cipolla » nella gita del 19 settembre
La stagione delle gite au-
tunnali della « Sezione escur-
sionismo » del nostro CRAL
aziendale si è aperta ufficial-
mente il 5 settembre. Per gli
appassionati pubblichiamo, in
breve, il programma delle
prossime escursioni: 3 ottobre:
al Santuario di Monte Nero -
Campiglia - ‘Portovenere. -
10 ottobre: al Monte Argentea
- 17 ott.: al valico Montessoro.
consiglio
di amica
l'ovatta
alla Cioramina T.
disinfetta
e cura
rapidamente
ogni ferita
abrasioni
scottature
qualsiasi piaga
no ‘lla cIpmuSs
è il pronto
soccorso
in ogni casa
la consiglierà anche il vostro medico di fiducia che potra richiederla. se
non l'avesse provata alla SISMA - Corso Venezia 38 Milano - tel..795.039
Costa quanto una comune benda - È in vendita nelle Farmacie
dUT acis ro):
MAGAZZINI VITTORIA
GENOVA - VIA BRIGATA LIGURIA, 7 r.
SUCCURSAL :
SESTRI PONENTE : Via Ginocchio N. 20
GHUAVARI:i Corsotbeanite N77
AL SERVIZIO DEL
C ONSUMATORE
CON UN COSTANTE
MIGLIORAMENTO DELLA
PRODUZIONE E DEI PREZZI
GRADITISSIMI TUTTI I BUONI RATEAL
( Enal, Salea, Siac, Tranvieri, Eridania, etc.
LE COMMISSIONI INTERNE SONO PREGATE DI
VISITARCI
STILE ELEGANZA CONVENIENZA
GRANDIOSO ASSORTIMENTO
PREZZI VERAMENTE OTTIMI
DA
GIANETTO
CONFEZIONI |
IL NEGOZIO DEL POPOLO »
IMPERMEABILI - SOPRABITI - PALETOTS
ABITI - GIACCHE - GIUBETTI PELLE - CALZONI
TOUT” EFSE RR
UOMO - DONNA - BAMBINO
GE - SAMPIERDARENA - VIA CANTORE 265 - 265r.
SAVONA - CORO ITALIA - VIA VEGERIO - VIA N. SAURO
Con questo tagliando sconto speciale
rape
ss CASSETTA DELLE IDEE #0
\
PROPOSTA N. 5144.
Propone che ogni collauda-
tore, dopo un periodo di per-
manenza in un dato reparto,
venga trasferito ad altri per
consentirgli di arricchire le
sue cognizioni e sopratutto di
acquisire quelle nozioni pra-
tiche che gli sarebbero di
grande vantaggio per le lavo-
razioni d’officina. Infatti tal-
volta si potrebbero eliminare
certe operazioni che col dise-
gno alla mano sembrerebbero
importanti, mentre al montag-
gio risultano praticamente tra-
scurabili.
RISPOSTA.
Sarebbe certo una buora
cosa se i collaudatori poies-
sero avvicendarsi nelle varie
officine; ma per i motivi con-
tingenti e di continuità del
lavoro, non si è potuto finora
attuarla. Comunque si cerche-
rà di rendere possibile detto
avvicendamento, D'altra par-
te i collaudatori devono se-
guire tutte le indicazioni dei
disegni e segnalare ai propri
Capi, oltre le eventuali ano-
malie sui pezzi, anche tutto
ciò che di anormale viene no-
tato, sia durante le varie la-
vorazioni di macchina che du-
rante il montaggio.
e
PROPOSTA N. 5211.
Propone che alla Nuova
Caldereria vengano messi dei
cestelli per la raccolta del
cartone che avvolge gli elet-
trodi, poichè questo viene ab-
bandonato qua e là per l’of-
ficina, dando l’impressione di
gran disordine. Ritiene che si
potrebbero distribuire gli elet-
trodi anche senza il cartone.
Risposta.
Moite volte abbiamo fatto
appello alla collaborazione dei
nostri dipendenti al riguardo,
però senza alcun esito posi-
tivo. Gli elettrodi non posso-
no essere consegnati sciolti a-
gli operai saldatori, in quan-
to si ricadrebbe sull’inconve-
niente opposto, e cioè: ricu-
pero del cartone e consumo
eccessivo di elettrodi,
Comunque la MAN ha già
in programma la messa în 0-
pera, nei luoghi più comuni,
di cestelli per la raccolta dei
rifiuti.
®
PROPOSTA N. 5621.
Propone di mettere una cu-
stodia all'albero del motore
che serve ad aprire e chiude-
re il portone dell’ex Caldere-
ria (Magazzino Centraline
Russe).
Risposta.
La custodia suggerita è sta-
ta applicata.
PROPOSTA N. 5438.
Alla marina, dalla parte le-
vante del parco lamiere, vi so-
no due binari in notevole pen-
denza che vanno alla Nuova
Caldereria. E’ già successo che
qualche vagone, durante la
manovra, se ne parta solo, 0
per strappo di cavi o catene,
o per rottura del blocco d’ar-
resto che consiste sempre in
qualche pezzo di legno; allora
nessuno può fermarlo data la
velocità che acquista.
Conseguenza di ciò è la rot-
tura di cancelli; ma potrebbe
accadere qualche disgrazia se
degli operai si trovassero a la-
vorare nella vicinanza dei can-
celli.
Propongo che, per evitare
questi pericoli, si mettano sui
binari degli arresti mobili di
sicurezza, distanti dieci o
quindici metri dai cancelli.
RISPOSTA.
Il suggerimento è senz’altro
accolto.
MAN procederà all’applica-
zione di arresti mobili di sicu-
rezza da distribuire lungo î
binari.
PROPOSTA N. 4202.
Propongo l’adozione di un
divisore da me ideato per la
lavorazione alla fresa delle
cave per chiavette sui rotori
delle turbine. Lo schizzo è
stato da me consegnato al Ca-
po Officina,
Risposta.
L’idea del prononente è giu-
dicata utilizzabile e sarà te-
nuta presente nella costruzio-
ne delle attrezzature relative.
PROPOSTA N. 5579.
Esprime il proprio risenti-
mento per aver letto su una
risposta ad una proposta del-
la « Cassetta delle idee » che
piantoni, fattorini e spazzini
sono considerati « improdutti-
vi» come se il lavoro da essi
eseguito fosse giudicato insuf-
ficiente.
Risposta.
Nella nostra organizzazione
aziendale si intende quale
« improduttivo » quel perso-
nale che non è direttamente
impiegato alla ‘produzione,
senza, per questo, diminuire 0
svalutare la dignità del suo la-
voro, che è pur esso necessa-
rio al buon andamento della
Azienda,
PROPOSTA N. 3772.
Propone che venga adottato
un attrezzo ideato per la fre-
satura radialità della paletta
a losanga profilo F. 31.
Farebbe risparmiare 2’ sui
5° impiegati attualmente, as-
sicurando lo stesso grado di
precisione.
Risposta.
Il disegno dell'apparecchio
è stato esaminato ed il'giudi-
zio è favorevole.
L’UTO procederà alla co
struzione per esperimentarlo e
per verificare î risultati del
suo impiego.
PROPOSTA N. 4999.
Consiglia di pitturare di
bianco i ganci e le catene del-
le gru, per renderli più visi-
bili e diminuire così al mas-
simo le possibilità che si ve-
rifichino incidenti.
Risposta.
Generalmente i ganci delle
gru vengono pitturati a stri-
scie bianche e rosse. Però le
grue delle officine non sempre
si possono tenere ferme per la
pitturazione. Inoltre purirop-
po le parti colorate si anne-
riscono rapidamente.
Alle catene non è possibile
applicare alcuna pittura.
PROPOSTA N. 4947.
Propone che ad ogni scal-
davivande sia applicato un
cartello in cui si avverte che
l’ultimo a ritirare il cibo cal-
do, si assicuri della perfetta
chiusura del rubinetto del gas,
per evitare fughe e pericoli.
Risposta.
Sono state date disposizioni
al MAN perchè prepari i car-
telli da applicare ad ogni scal-
da-vivande.
MEMENTO
| CRESRLDINO |
QUINDICINALE
DEI DIPENDENTI
DELL’ ANSALDO S.A.
*
Edito dall’ Ansaldo S.A. ‘È
P. Carignano, 2 - Genova (
DANTE JANNONE
Redattore responsnbilo
Mario ANGELOTTI
di anni 58, dipendente del
Muggiano, deceduto il 13-8-54,
Era stato assunto nel 1928. La-
scia la moglie.
Attilio FERRARO
di anni 39, dipenderte del
Cantiere, deceduto 1’11-9-54.
Era all’Ansaldo dal 1947.
*
SESSSESESE SE GESEGE SESSSE,)
Autorizzazione del Tribunalo di 14
Genova n. 299 - 6 Maggio 1954 lè
*
F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
Telefono 83.825
Oreste CEPOLLINA
di anni 62, dipendente del
Meccanico, deceduto il 3-9-54,
Era all’Ansaldo dal 1943. La-
scia la moglie e una figlia. *
Pubblicità SIRA Concess.
Escl.- Genova - Piazza delle
ligoe, 6 - Telel. 22.342
Ai familiari le commosse
condoglianze de l’« Ansaldino».
100 LIRE
LIBRI SCOLASTICI
DI SCONTO PER OGNI
LIRE DI SPESA
Tutti gli Ansaldini che presenta-
no questo tagliando alla Libreria
A. RONCALLO (Ge-S.P.d'Arena,
Piazza L. Settembrini) potranno
acquistare libri scolastici usu-
fruendo dello sconto del 10 °/,
basta una stretta di mano
DOMUS
NUOVA GESTIONE
agli ANSALDINI senza alcuna maggiorazione di prezzo
LAMPADARI
CUCINE
FRIGORIFERI
SANITARI
ELETTRODOMESTICI
.
concessionaria PATTONO
Via XX Settembre 220 rosso
a tianco Cinema Universale}
GRANDIOSO ASSORTIMENTO NEI SALONI SOTTERRANEI - PREZZI DI ASSOLUTA CONCORRENZA
ISTITUTO AUTORIZZATO
pe“
.
Vi
S.P.D'ARENA
VIA CARZINO, 2 - Telef. 43.148
Q
\
ce
0 5
... è una <Firma della Scuola
Privata
Scuola Media - Liceo scientifico - Istituto Nautico - istituto Tecnico (Rag. e Geom.) - Doposcuola
ee DO
Lauria E Sg aRarApalani
"te
men g re I
RR to o RROROLICIE
Visani del Meccanico mentre lavora ad un rotore di bassa pressione destinato ad una turbocisterna
°
3
®
>
n
<
v
HM
5
s
vd
s
©
_
ci
fù
Z
=,
o
d
Uci
s
di
B-
©
®
(A
nm
°
ml
Position: 4240 (29 views)