L'Ansaldino, n. 7, 1954

Contenuto

L'Ansaldino, n. 7, 1954
Tipologia
Rivista
Descrizione
A p. 1 (copertina), I montatori Felice Pisano e Andrea Canepa e il saldatore elettrico Benedetto Ferrando durante il completamento dello scafo della "Costruzione n. 1494", 1954
A p. 12 (quarta di copertina), I motoristi Luigi Amadio e Arnaldo Negrini ispezionano la pompa aria di lavaggio di un motore Ansaldo-Doxford

- Sospensioni al Cantiere, p. 1
- Angoli del meccanico: l'officina pale, p. 2
- Parliamo ancora degli stipendi, p. 3
- Panorama aziendale, p. 4
- Mattinata, p. 6
- Marco Polo, p. 7
- Storie in rosa, p. 8
- L'Ansaldino risponde, p. 9
- La ruota del tempo, p. 10
- Cassetta delle idee, p. 11
- Due motoristi al lavoro su una pompa aria di lavaggio di un motore, p. 12
Data testuale
1954 settembre 15-30
Consistenza
pp. 12
Stato di conservazione
Ottimo
Soggetto produttore
Ansaldo (1853 - ***)
Identificativo
PER.000205/7
Formato
Periodico quindicinale a stampa
contenuto
vondita al pubblico L, 30



k__

SOSPENSIONI
NL CANTIERE

uanto avremmo preferito in-

titolare questo articolo « nuo-

vi lavori » e quanto più facile
sarebbe stato per noi scriverlo e
per voi leggerlo! Ma il nostro do-
vere giornalistico ci impone di
informare oggettivamente i nostri
lettori, così come la nostra co-
scienza di uomini ci comanda di
veder le cose realisticamente come
sono e non come vorremmo che
fossero. E dalla realtà trarre le
logiche conseguenze.

Il provvedimento di sospensione
al Cantiere, a turni mensili di
circa duemila dipendenti, si sta
attuando e comprendiamo benissi-
mo, oltre il disagio economico, la
preoccupazione per l’avvenire che
esso determina nei lavoratori.

Questo doloroso provvedimento,
come è confermato dall’accerdo
tra Direzione e Commissione In-
terna Centrale che pubblichiamo
in altra parte del giornale, non
prelude a licenziamenti ed è deter-
minato dalla inderogabile necessi-
tà di attendere la ripresa delle
costruzioni che abbiamo buone
ragioni di ritenere non lontana.
Confidiamo che nei prossimi mesi
si debba delineare una situazione
di ripresa verso la normalizzazio-
ne del lavoro.

E’ bene poi che tutti sappiano
che, malgrado questo inevitabile
provvedimento, le perdite della
Società nel corso di questo anno
sono tutt'altro che lievi. Questo lo
diciamo non per consolare i so-
spesi o per allarmare coloro che
sono al lavoro negli altri stabili-
menti ma per rendere partecipi,
come ci eravamo proposti e come
in ogni numero cerchiamo di fare,
tutti i dipendenti di quel che di
buono o di cattivo registra la vita
aziendale. E lo facciamo perchè
siamo certi che la consapevolezza
di tutti aumenta il senso di re-
sponsabilità di ciascuno.

GENOVA, 15 SETTEMBRE 1954

Lei ateneo 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. 30 See enne

Gruppo Secondo







Lo scafo della «Costruzione n. 1494» è quasi ultimato. Nella foto si riconoscono, da sinistra, il montatore
Pisano, il saldatore elettrico Benedetto Ferrando e il montatore Andrea Canepa.

postale



Felice

bai







ANGOLI DEL MECCANICO











Il fresatore Luigi Tocisne mette in moto la Kent-Owens

Quelli che non hanno fami-
liarità con il Meccanico, sen-
tendo parlare della « costru-
zione palette » e dell’« Officina
PALE » forse non restano
completamente appagati nella
loro curiosità. Difatti il nome
« palette » fa pensare a 0g-
getti che non hanno molta so-
miglianza con ciò che, fra l’al-
tro, il Meccanico costruisce, e
cioè con le palette delle tur-
bine a vapore.

Nessuno direbbe, vedendole,
che esse hanno un compito co-
sì fondamentale e al tempo
stesso delicato. Esse rappre-
sentano la forza, giacchè ser-
vono ad imprimere il movi-
mento e la potenza alla tur-
bina; non solo, ma rappresen-
tano anche la precisione più
scrupolosa, perchè dipende
molto dal modo come esse so-
no lavorate e rifinite se si ot-
tiene un consumo più o meno
basso di vapore. Costituisco-
no esse, dunaue, una delle
parti più significative delle
turbine a vapore,

Ed è per questo importante
motivo che l’Officina PALE
non è ormai più quella di una
volta; e se gli operai che vi
lavorarono nel passato, vi
tornassero, non la riconosce-



rebbero. E non la riconosce-
rebbero non tanto per le ester-
ne forme che sono all’incirca
le stesse, ma per il contenuto,
cioè per gli impianti e i mac-
chinari nuovi che vi sono sta-
ti installati e ancor più per lo
spirito nuovo che vi aleggia,
Spirito nuovo che è maturato
nei contatti avuti con le ditte
più - progredite in materia e
negli importantissimi lavori
nuovi che il Meccanico sta
eseguendo, Si cammina a pas-
so celere, dunque,

Qualcuno potrebbe doman-
dare: e il vecchio capo officina
Reggio come se l’è cavata? In-
tanto non si tratta di un
« vecchio ». Si tratta di un
Reggio maturo di esperienza,
ma al tempo stesso fervidissi-
mo di entusiasmo. Ha capito
in un baleno le esigenze dei
tempi nuovi ed eccolo cimen-
tarsi, senza tentennamenti, nei
più arditi e moderni problemi
tecnici. Il passato fu anhc’es-
so di avanguardia e ne siamo
orgogliosi, ma ora è l’avveni-
re che conta, E l’avvenire ri-
chiede nuovi mezzi specializ-
zati, nuovi sforzi.

Ond'è che numerose mac-
chine vecchie sono state col-
locate a riposo ed altre, ultra-

‘officina pale

moderne, hanno preso il loro
posto. Per esempio:

la Fresatrice KENT OWENS
a comando idraulico, compie
automaticamente la lavorazio-
ne completa dei tacchetti (fre-
satura dell’ancoraggio non a
raggio e taglio) e quelle delle
palette fisse fino a 90 mm. di
lunghezza (fresatura ancorag-
gio, scanalatura per filo di col-
legamento e taglio pezzi).

La Fresatrice CINCINNATI
HYDROMATIC a comando
idraulico della tavola e della
testa porta fresa. E’ per = la-
vorazione a ciclo » e per fresa-
ture di profilo. Viene utilizza-
ta nella fresatura della gola,
in una sola passata, delle pa-
lette a profili spostati; nella
esecuzione del ringrosso della
gola per il filo di collegamen-
to delle valette di bassa pres-
sione ed infine nella fresatura
della ripresa del dorso e della
gola delle palette.

La Fresatrice NEWTON a 4
mandrini verticali, ciascuno a
comando indipendente, ese-



Il fresatere Tomaso Conti alla Cincinnati Hydromatic

barre è automatico. Questa
macchina può eseguire in par-
ticolare dei profili grandi di
palette, consentendo in certi



Un tecnico della Casa costruttrice collauda la Rigide S.4

guisce la fresatura dei profili
ricavati da barre a sezione
rettangolare. Due frese sgros-
sano il vrofilo e due lo fini-
scono, L’avanzamento delle

casi di affrancarsi dalla dipen-
denza da trafilerie esterne,

La Fresatrice MODERN
TOOL col movimento della

tavola a comando idraulico
serve per la fresatura degli
ancoraggi a raggio interno ed
esterno, di qualsiasi tipo di
palette, per raggi fino a 1.000
mm.

La Fresatrice RIGIDE S. 4,
a mandrino orizzontale, con
copia idraulico in verticale,
serve per la lavorazione del-
la gola e del dorso delle pa-
leite di grandi dimensioni,

La Fresatrice tipo pialla RI-
GIDE P. 201 è dotata di co-
pia idraulico verticale e di
congegno basculante a coman-
do idraulico. E’ particolarmen-
te adatta per eseguire la fre-
satura del dorso e della gola
delle palette svergolate lun-
ghe fino a 800 m.

Con questi mezzi nuovi non
vi sono più ostacoli a marcia-
re rapidamente verso una su-
periore qualità e a ridurre
nettamente i tempi e i costi di
produzione.

E’ ciò che le supreme esi-
genze di vita vogliono e che
il Meccanico sta facendo ce
farà.

La Modern Tool (a sinistra) con l'operaio Giuseppe Bruzzo, e la Newton a 4 mandrini (a destra) col fresatore Adriano Fossati

È
}































3

PARLIAMO ANCORA DEGLI STIPENDI

Seconda intervista con il Direttore Generate

L'intervista deì Diretto-
re Generale pubblicata sul
n. 3, come prevedevamo,
ha suscitato un notevolis-
simo interesse e ha deter-
minato una serie di richie-
ste, chiarimenti e deluci-
dazioni attraverso nume-
rose lettere di dipendenti.

Per rispondere a queste
domande e per proseguire
questa illuminante discus-
sione abbiamo nuovamen-
te intervistato il Direttore
Generale,

Fra i molti scritti perve-
nutici, avevamo avuto mo-
do di constatare che qual-
che lettore riteneva erro-
neamente che la determi-
nazione degli stipendi ve-
nisse fatta dalla Direzione
Generale. A tale proposito
il Direttore Generale ci ha
dichiarato:

Com'è noto ii trattamen-
to economico del personale
impiegatizio è ai compe-
tenza delle Direzioni di
Stabilimento în quanto so-
no le Direzioni di Stabili-
mento quelle che avanza-
no le proposte di modifi-
che di stipendio, proposte
che la Direzione Generale
rende esecutive dopo aver-
ne vagliato il contenuto
entro i limiti di un inqua-
dramento generale, fissato
dalle possibilità economi-
che dell’Azienda.

In un complesso nume-
roso e non uniforme quale
è quello del personale im-
piegatizio dell’ Ansaldo
non potrebbe riuscire age-
vole all’ufficio centrale
che amministra questo
personale dì valutare, per
mancanza di una diretta
conoscenza dei singoli, la
attendibilità delle propo-
ste avanzate dalle Direzio-
mi di Stabilimento in fa-
vore deì proprì dipendenti.
E’ stato quindi necessario
attuare un sistema che,
senza avere la pretesa di
essere perfetto, si prefigge
lo scopo di contenere le
eventuali sperequazioni di
giudizio che possono na-
scere dalla maggiore o mi-
nore larghezza che le sin-
gole Direzioni adottano nel
valutare persone che pre-
stano la loro opera a parità
di funzioni nell’uno e nel-
l’altro stabilimento.

Lo studio fatto a suo
temno dalla Direzione Ge-
nerale ha avuto appunto
lo scopo di costituire un
argine dì contenimento a
queste sperequazioni ob-

bligando le Direzioni che
avanzano proposte a favo-
re dei loro dipendenti a
giustificarle con una « va-
lutazione di merito ».
Questa valutazione di
merito è fondamentale per
stabilire l’entità dello sti-
pendio da assegnare al-
l’impiegato di una deter-
minata categoria e funzio-
ne, e questa valutazione
non può essere fatta in mo-
do sommario in base ad
impressioni soggettive per-
chè un tale metodo po-
trebbe portare a gravi er-
rorì e sperequazioni che è
necessario evitare.

Al Direttore Generale
abbiamo voi chiesto qual-
che chiarimento sui criteri
con cui si determinano le
valutazioni di merito dei
dipendenti ed egli ci ha co-
sì risposto:

Per dare alla valutazio-
ne di merito un valere
per quanto è possibile
obiettivo sì deve ricorrere
ad un esame analitico del-
le varie caratteristiche

personali, secondo un pre-
determinato quadro, in
modo che il compendio di
queste determinazioni ana-
litiche possa essere con-
cretato în un numero arît-
metico che esprima la va-
lutazione di merito.

Senza scendere a troppî
dettagli basterà tenere
presente che nel quadro
delle valutazioni sono pre-
se în considerazione le do-
ti naturali (intelligenza,
onestà, carattere), le doti
di costume dipendenti dal-
la volontà dell’ individuo
(disciplina, attività, colla-
borazione), le doti deri-
vanti dalla cultura (prepa-
razione culturale, compe-
tenza specifica, tecnica di
comando e di organizza-
zione, ecc.).

Queste doti hanno evi-
dentemente un veso diver-
so ner lo scopo che la va-
lutazione si propone (ad
esempio la competenza
tecnica specifica è più im-
portante per le categorie
inferiori, mentre per le ca-
tegorie viù alte, o che eser-

citano funzioni di coman-
do, prevalgono altre doti
quali la preparazione cul-
turale, l’attitudine al co-
mando ed alla collabora-
zione, lo sviluppo intellet-
tuale).

Si è ritenuto con questo
sistema di creare un mez-
zo sufficientemente idoneo
per raggiungere, per quan-
to è possibile, una valuta-
zione obbiettiva delle sin-
gole persone. Molto pro-
babilmente, data la com-
pagine rilevante degli im-
piegati dell’ Ansaldo (ciìr-
ca 3.500 unità), non è da
escludersi che si possano
verificare talora inconve-
nientiì sia per mancata
tempestiva segnalazione
da parte delle Direzioni,
sia per disarmonie nelle
valutazioni di merito che
vengono fatte da persone
diverse, sia infine perchè
la situazione economica a-
ziendale ha in molti casi
posto una limitazione al
numero delle proposte di
aumenti, per contenerne la
relativa spesa entro quei



Il saldatore elettrico è
l’uomo che scherza con
il fuoco, ma avendo il
pudore di non scherzare
sul lavoro, si scherma
dietro una maschera di
fibra.

La fiamma che si spri-
giona dalla nunta del
sottile elettrodo accende
sui metalli che deve

unire fra loro, meravi-
gliosi fuochi d’artificio:
stelle dalle mille punte,



Aalei RLA CEE

IL SALDATORE ELETTRICO

zampilli preziosi e ca-
scatelle luminose che
nell’ora tenera del tra-
monto nrendono, a vol-
te, il colore dell’oro an-
tico, a volte. la luce di
inestimabili brillanti.
Durante il suo lavoro
d’ogni giorno il saldato-
re elettrico vive una
notturna sagra di paese
meridionale e, forse ner
questo, la fatica è meno
dura e il latte che lo di-



SI

sintossica prende il sa-
pore di vino generoso
spillato da vecchissimi
fusti.

C'è in lui qualcosa
del... radiologo: i raggi
ultravioletti sono egual-
mente i suoi fieri nemici
dalla cui micidiale invi-
sibile luce cerca di di-
fendersi con una barda-
tura da guerriero me-
dioevale: grembiule,
guanti, manicotti e ghet-
te di cuoio che, purtrop-
po, non sempre riescono
a difenderlo compiuta-
mente,

Ma con lui il lavoro è
diventato più ranido, la
chiodatura e il calafa-
taggio possono essere
spesso eliminati e i suoi
elettrodi, simili alle asti-
celle cinesi ver mangia-
re il riso o a ferri da
calze ner antiche mas-
saie, sono, invero, una
specie di bacchette ma-
giche maneggiate da un
abilissimo prestigiatore
non per far uscire da un
cappello a cilindro co-
nigli, colombi e palline
colorate, ma per com-
piere un’opera niù per-
fetta con minor tempo
e, sopratutto, con minor
fatica.

ALGA



limiti che possono ragio-
nevolmente essere soppor-
tatì dalla Società.

A questo punto abbia-
mo. chiesto al Direttore
Generale quali siano le
doti che maggiormente
giocano ai fini di una valu-
tazione e così ci è stato ri-
sposto:

E° fuori dubbio che la
competenza specifica è ele-
mento fondamentale per
la valutazione di merito,
ma în un complesse pro-
duttivo quale è il nostro,
dove ogni realizzazione è il
frutto dell’apporto armo-
nico delle innumerevoli at-
tività dei singoli, assume
capitale importanza quello
spirito di sana costruttiva
collaborazione che è il
principale fattore neces-
sario a consentire în qual-
siasi impresa fondata su
rapporti umani di raggiun-
gere risultati concreti,

Per questa ragione par-
ticolare împortanza viene
data, nella valutazione di
merito, alla lealtà e allo
spirito di collaborazione
inteso non già come una
cieca passiva adesione alle
direttive superiori, ma an-
che, ove sia necessarìo, co-
me una ragionevole critica
purchè essa sia fatta sem-
pre per fini costruttivi.

Abbiamo infine doman-
dato al Direttore Generale,
rendendoci interpreti dei
suggerimenti di qualche
nostro lettore, se riteneva
opportuno rendere di pub-
blica ragione i giudizi e-
spressi, con le valutazioni
di merito, ed abbiamo avu-
to questa risposta:

E° evidente che i gìudi-
zi di merito non possono
essere resì di pubblica ra-
gione come qualcuno desi-
dererebbe, e questo per do-
verosa tutela della suscet-
tibilità e della dignità di
ciascuno; ciò non toglie
che possa essere legittimo
il desiderio di ciascuno di
conoscere la propria valu-
tazione perchè possa even-
tualmente essere messo in
grado di correggersi e mi-
gliorarsi, e riteniamo che
in tal senso sia possibile
completare in avvenire il
sistema mediante la reda-
zione periodica di una
scheda di valutazione di
merito personale, iîl cuì
contenuto potrebbe essere
comunicato ai singoli inte-
ressati a loro richiesta.

* PANORAMA



LE SOSPENSIONI A SESTRI

Il testo dell'accordo

Ecco il testo dell’accordo
concernente le sospensioni al
Cantiere di Sestri:

Tra la società ANSALDO,
rappresentata dal Direttore
Centrale ing. Domenico Zirilli
e dal V, Direttore Centrale
avv. Alberto Boyer,

e la Commissione Interna
Centrale, rappresentata dai
sigg.: Parodi Carlo, Gaggero
Antonio, Fabbri Carlo, Casa-
lino Giovanni, Ferrando An-
gelo, Micheli Alfredo, Cariini
Giovanni, Visconti Pietro, Ba-
righini Emilio, Tracino Aldo,
Gasparini Fausto,

premesso che da parte dei
rappresentanti dei lavoratori
sono state manifestate vive,
preoccupazioni circa la man-
canza di un adeguato carico
di lavoro e per le gravi con-
seguenze economiche che si
prospetterebbero a tutti i la-
voratori qualora la situazione
dovesse potrarsi molto a lun-
go nel tempo,

premesso che la Direzione
dell’Ansaldo ha attualmente
in corso numerose trattative,
sia sul mercato nazionale che
su quello internazionale per
l’ acquisizione di commesse
navali, e che ha fondate ra-
gioni di ritenere che qualcuna
di dette trattative possa es-
sere conclusa favorevolmente
entro i prossimi mesi, con con-
seguente ripresa dell’attività
produttiva del Cantiere,

premesso inoltre che la Di-
rezione dell’Ansaldo dichiara
che le sospensioni oggetto del
presente accordo non preludo-
no a problemi di ridimensio-
namento del personale, si
conviene qduanto segue:

1°) in relazione alla tem-
poranea carenza di lavoro la
Società Ansaldo, oltre gli at-
tuali sospesi negli stabilimenti
sociali di Genova, effettuerà
la sospensione di un numero
massimo di 2.000 operai al
Cantiere Navale di Sestri.

2°) Al personale, nei perio-
di che verrà a trovarsi in sta-
to di sospensione sarà prati-
cato il seguente trattamento:

a) Impiegati - verrà cor-
risposto il trattamento previ-
sto per il caso di sospensione
dall’ art. 6) del vigente con-
tratto di lavoro;

b) Operai - trattamento
praticato al personale « in at-
tesa lavoro » ragguagliato a
40 ore settimanali.

3°) Per tutto il personale
sospeso, sia impiegatizio che
operaio, la Società effettuerà
il versamento dei contributi
previdenziali, all’Istituto Na-
zionale della Previdenza So-
ciale e, conseguentemente, gli
aventi diritto percepiranno gli
assegni familiari al 10%. As-
sicurerà inoltre l’assistenza
mutualistica ad eccezione, na-
turalmente, della indennità
temporanea di malattia, tenu-
to conto che gli interessati
percepiranno il trattamento di
sospensione.

4°) Per il personale ope-
raio del Cantiere Navale di
Genova Sestri, sospeso in re-
lazione alla carenza di lavoro,

verrà effettuata una rotazione
mensile tra il personale al la-
voro e quello in sospensione.

5°) L’orario di iavoro per
il personale occuvato al Can-
tiere Navale di Genova Sestri
rimane invariato.

6°) Il presente accordo a-
vrà validità dal 16 settembre
1954 al 15 gennaio 1955.

Entro il 15 Dicembre 1954 le
parti contraenti si reincontre-
ranno per esaminare la situa-
zione di carico di lavoro del
Cantiere Navale, in relazione
alla conclusione delle tratta-
tive. in corso, e da marte delle
C, I, si fa riserva, nel caso det-
ta situazione non sia favore-
vole, di denunciare il pre-
sente accordo e, conseguente-
mente, riprendere la propria
libertà d’azione.

Genova, 11 settembre 1954.

p. l’ANSALDO S. .A. f.to:
ing. D. Zirilli - avv. A. Boyer.

p. la COMMISSIONE IN-
TERNA CENTRALE f.to C.
Parodi - C. Fabbri - A. Mi-
cheli - A. Gaggero - A. Fer-
rando - G, Casalino - F. Ga-
sparinì - A. Tracino - P. Vi-
sconti - E. Barighini - G, Car-
linì.

So

Dichiarazione a verbale dei
rappresentanti dei lavoratori.

La Commissione Interna
Centrale, preso atto del rifiu-
to della Direzione dell’Ansal-
do di anvlicare al personale
operaio, per il periodo di so-
spensione, il trattamento eco-
nomico concesso dalla Società
Nuova San Giorgio, si riserva
di effettuare presso Enti ed
Autorità gli opportuni passi
per cercare di ottenere il det-
to trattamento.













Due forni da cemento del diametro di mt. 3 x mt. 80 di lunghezza,
di recerte alla Cementeria Rossi di Piacenza

xivoro ) Navi per l'Indonesia

ES E Tee ci ee
Premi di anzianità

Ecco i nomi dei dipendenti
del Cantiere « L Orlando» che
hanno ottenuto il premio di
anzianità nel mese di agosto:

Avelardi Sirio; Bartolozzi
Restivo; Bernacchioni Sergio;
Bettini Ferdinando: Carpina
Gino; Chiapponi Nello; Citi
Mario; Colombini Alfredo;
Del Corona Sirio; Di Rosa An-
drea; Giorgetti Amerigo; Les-
si Ottorino; Manna Renzo;
Pastacaldi Alfredo: Pernice
Giovanni; Pierozzi Bruno;
Pietracaprina Sirio; Pulcinel-
li Mario; Tellini Gino; Vecce
Raul.

Indonesia. - I° staio con-
eluso recentemente con l'In-
donesia un contratto che assi-
cura all'’Ansaldo una commes-
sa per un ammontare com-
plessivo di oltre otto miliardi
di lire. Si tratta della costru-
zione al Cantiere di Livorno
di due corvette di 950 tonnel-
late e di due avvisi scorta di
1100 tonnellate ciascuno; uni-
tà che saranno fornite di im-
pianti modernissimi.

Gli apparati motori saranno
costruiti al nostro Stabili-
mento Meccanico di Sampier-
darena.



Iran. - E° stata assunta la
ordinazione per la fornitura



X\

FERROVIARIO



25 locomotive per l'India

In cuesti giorni si è iniziata
la lavorazione dei grezzi per
la costruzione delle 25 loco-
motive ordinateci a suo tem-
po dal Governo dell’India.

Queste locomotive si diffe-
renziano da quelle costruite
per le Ferrovie greche, per le
lero caratteristiche che sono
le seguenti:

Scartamento mt. 1.676; N. 2
cilindri A.P. diam. mm. 550;
Corsa degli stantuffi mm, 711;
Peso della locomotiva kg. 103
mila 500; Peso aderente alla
locomotiva Kg. 74.800; Sforzo
di trazione kg. 17.650; Pres-
sione di esercizio in caldaia
Kg./ema. 14,7; Superficie to-
tale di riscaldamento ma, 270,
Velocità massima Km. 90 al-
l'ora; Lunghezza totale con
tender mt. 23,876; Larghezza
mt. 3,048; Altezza mt. 4.229;
Peso a vuoto del tender Kg.
31.900; Peso in servizio del
tender Kg. 72.950; Capacità di



carbone Kg. 18.300; Capacità
di accua me. 22,75.

Sono stati spediti nel mese
di agosto i nrimi 2 carri ser-
batoio della capacità di me.
41,5 dei 100 commessici dalle
Ferrovie iraniale. Altri 20 car-
ri sono pronti in attesa d’im-
barco, nel mentre prosegue
alacremente il lavoro per l’ul-
timazione degli altri che dob-
biamo a saldo fornitura. Sono
pure in attesa d'imbarco n. 20
carri a carrelli tino MBR per
le Ferrovie pakislane per un
peso complessivo di ben 263
tonnellate.

Sono state inoltre consegna-
te alla Soc, Cornigliano altre
10 guarniture per cilindri ap-
poggio del treno di lamina-
zione del considerevole peso
di 65 tonnellate.

Sono state spedite in India
26 tonnellate di boccole in
bronzo per le Ferrovie in-
diane.



che sono stati forniti

in Iran di una centrale ter-
moelettrica, su due sezioni da
2400 Kw. ciascuna più un
gruppo Diesel alternatore da
100 Kw.

Tale fornitura, destinata ad
un nuovo impianto tessile la
cui costruzione è stata affida-
ta alla Società San Giorgio di
Genova, assume un notevole
rilievo sia per l'importo am-
montante a diverse centinaia
di milioni sia per l'apporto di
lavoro calcolato in circa 450
mila ore lavorative.

Pakistan. - La Società AI-
CA, che ci rappresenta nel
Pakistan occidentale, è in
trattative per concedere la
sub-agenzia per il Pakistan
orientale al sig. Mirza Mo-
hamed Agha che ha colà va-
ri interessi ed attività com-
merciali. Il giorno 8 settem-
bre il sig. Agha ha visitato
per un primo contatto la no-
stra Società, recandosi allo
Stabilimento Meccanico ed al
Cantiere Navale di Sestri.

Olanda. - La Società «De
Schelde » di Vlissingen (Olan-
da) ci ha passato l'ordinazio-
ne per la lavorazione del ta-
glio dei denti a ruotismi per
turbine.

VI Best: h

Il 9 settembre hanno visita-
to il Cantiere, ricevuti dal Di-
rettore Generale ing, Lombar-
di e dal Direttore del Cantie-
re ing. Carnevale, i sigg. sen.
William Purtell, Charles Pot-
ter, Donald Webster, membri
della Commissione del Senato
U.S.A. per il Commercio,

Fra le altre numerose vi-
site ricevute assumono par-
ticolare rilievo quelle degli
ingg. S. A. Razik e L. Zaki,

alti funzionari delle Ferrovie
egiziane, dell’ing. Golestaneh,
professore dell’Università di
Teheran e Alto Consigliere
delle Ferrovie iraniane, e di
Mustafa Afifi Effat direttore
dell'Azienda del gas del Carro.

FONDERIA |

COMMESSE

E’ stata recentemente acqui-
sita una ordinazione dal Mi-
nistero dei Trasporti per 375
tonn. di suole di ghisa spe-
ciale di vario tipo per elet-
tromotrici Breda. Tale forni-
tura rappresenta, per il nostro
reparto piccoli pezzi, un ap-
porto di circa 10 mila ore la-
vorative.

Inoltre in questi ultimi me-
si sono state aperte commesse
per complessive 130 mila ore
di mano d’opera, Sono degne
di maggior rilievo le ordina-
zioni di lingotti in ghisa Mee-
hanite per conto della Socie-
tà « Way Assauto » di Asti, di
bancali e carters per la « So-
cietà Meccanica della Mela-
ra » di La Spezia, di volani
coperchi e dischi per la « Mo-
tomeccanica » di Milano, di
eliche in bronzo al manganese
per conto dei Cantieri del
Gruppo Tirreno, nonchè getti
varii in ghisa e bronzo per
gli altri Stabilimenti della no-
stra Società.













AZIENDALE ©





MECCANICO



COMMESSE

Nel periodo dal 10 luglio
al 10 settembre sono state ac-
quisite le seguenti commesse:

Un apparato motore a va-
pore a due assi della potenza
di 2x 11.000 c.a. a 480 giri al
minuto primo per la Soc. Na-
valmeccanica di Castellam-
mare di Stabia.

Sedici collettori di vapore
per i Cantieri del Tirreno.

Due apparati motori a tur-
bina 2 x 11.000 c.a. per AA.SS.
per il Governo dell’Indonesia.

Lavorazione ruotismi per
i Cantieri del Tirreno,

Fornitura di una pressa al-
la Soc. Breda Elettromecca-
nica e Locomotive per curva-
re tubi fino a 63 mm, di dia-
metro per l’esecuzione di ser-
pentine per caldaia

Due apparati motori Diesel-
Ansaldo, ciascuno costituito
da: 3 motori M. 409 x 2.300

‘cav. eff. a 435 giri al l’; de-

stinati a 2 corvette, in costru-
zione nei nostri Cantieri, per
il Governo dell’ Indonesia.
Ogni apparato motore ha, in-
oltre, 4 gruppi elettrogeni da
100 KVA con motori Maybach
MD. 160.

Un apparato motore Diesel-
Ansaldo costituito di: due mo-
tori Diesel-Ansaldo Q. 370/6
RS, sovralimentati, x 900 cav.
eff. a 275 giri al 1’, con i se-
guenti gruppi elettrogeni: un
Diesel Dinamo da 80 kW con
motore Diesel-Ansaldo 2131/4;
un Diesel Dinamo da 40 kW
con motore Diesel-Ansaldo
2131/2; un Diesel Dinamo
compressore da 40 kW - 40
me, con motore Diesel-Ansal-
do 2131/2,

Un Diesel Dinamo da 31 KW
con motore Diesel-Ansaldo
1620/2 destinato alla Soc, Na-
visarma per Mn,, in costruzio-
ne al Cantiere Cassaro di
Messina, che farà servizio
presso le Isole Eolie.

Due gruppi marini Diesel-
Ansaldo 2131/3 destinati agli
Armatori Gulotta e Cusimano
di Sciacca, Questi due gruppi
hanno la potenza di 80 cav.
eff. a 390 giri al 1’.

Quattro gruppi marini Die-
sel Ansaldo 2131/4 destinati
agli Armatori Vecchiola, Lof-
fredo e Pallara di Porto San-
to Stefano e Scardamaglia &
Sarci di Palermo. Questi 4
gruppi hanno potenza, ciascu-
no, di 110 cav. eff. a 390 giri
ali1”%

Due gruppi marini Diesel-
Ansaldo 2131/4, destinati agli
Armatori Fichera di Augusta
e Gori di Sciacca. Questi due
gruppi sono sovralimentati,
della potenza, ciascuno, di 165
cav. eff. a 390 giri al 1°.

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q. 265/3, potenza 150
cav. eff. a 360 giri al 1’, desti-
nato agli Armatori Ciano,
Chianese, Chinappi, Gallinari
di Gaeta.

Quattro gruppi marini Die-
sel-Ansaldo Q. 265/4, destina-
ti agli Armatori Bertani di
Pesaro, Romani di Viareggio,
Piombi Ugo di Anzio e Pale-
stini e Del Zompo di S, Be-
nedetto del Tronto. Questi
quattro gruppi sono sovrali-

mentati, della potenza, cia-
scuno, di 200 cav. eff. a 360
giri al l’,

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q, 265/6R, della po-
tenza di 300 cav. eff. a 360 giri
al l’, destinato all’Arsenale
M. M. di Messina, per Mc.

.« Arno » a sostituzione di al-

tro motore attualmente in po-
sto,

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q, 265/7RS, sovrali-
mentato, della potenza di 525
cav. eff. a 360 giri l’, desti-
nato agli Armatori F.lli Neri
di Livorno.

E’ inoltre stata definita la
trattativa per la fornitura di
un grupno marino da 600 cav.
alla Impresa Cesare Davanzali
di Ancona,

Il gruppo, come i preceden-
ti forniti alla Soc. Rimorchia-
tori Laziali di Civitavecchia
ed all'impresa Neri di Livor-
no, verrà installato su di un
rimorchiatore di nuova co-
struzione.

Viene così sempre più dimo-
strato come tale tipo di mo-
tore possa fornire le più sod-
disfacenti prestazioni in un
genere del tutto particolare
di navigazione, tanto da ri-
scuotere la preferenza di sem-
pre più larghi strati del ceto
Armatoriale,

Al
di

Recentemente il Laborato-
rio di psicotecnica per l’orien-
tamento professionale è stato
visitato da Miss Marion Lowe,
dottoressa americana in scien-
ze sociali. La visitatrice era
accompagnata dalla dott. Car-
la Cortese della Scuola Supe-
riore di Assistenza Sociale di
Genova e dalla dott. Cuni-
berti, Assistente Sociale di
fabbrica dell’Ansaldo, ed è
stata ricevuta dalla dott. Car-
la Serra, Capo del Servizio
di psicotecnica dell’Ansaldo.
Miss Marion Lowe, che è ospi-

laboratorio
psicotecnica

te della Scuola Superiore di
Assistenza Sociale di Genova,
ha espresso il suo compiaci-
mento per l’organizzazione
dell’Ansaldo nel settore che è
stato l’oggetto della sua visita.

Terminato il corso

per turbinisti

Ha avuto termine recente-
mente al Meccanico il corso
per turbinisti che fu aperto
nel luglio 1953. Le lezioni, al-
le quali hanno partecipato do-
dici operai dell’officina mon-
taggio turbine, sono state te-
nute dagli ingg. Sciagata e
Zama. Sono state impartite
nozioni elementari di matema-
tica, fisica e termodinamica ed
in maniera piuttosto diffusa
sono stati trattati, sotto l’a-
spetto teorico e pratico, i pro-
blemi riguardanti la costru-
zione, la condotta e la manu-
tenzione delle turbine a va-
pore. Le lezioni sono state fre-
quentemente integrate da vi-
site alle officine di lavorazione
e di montaggio e da spiega-
zioni pratiche sulle turbine in
fase di montaggio e su gruppi
durante le prove di funziona-
mento, Alla chiusura del cor-
so è stata offerta a ciascun
allievo una copia delle lezioni,
raccolte in apposito volume.

Questo corso per turbinisti
si inquadra in un vasto pro-
gramma di miglioramento del-
la mano d’opera, programma
che da molto tempo è in atto
e in cui l’Ansaldo si è impe-
gnata a fondo. In particolare
lo Stabilimento Meccanico, in
virtù di una tradizione di la-
voro secolare, è assai sensibi-
le al miglioramento della qua-
lità dei suoi prodotti. I nostri
giovani che per ragioni va-
rie non hanno potuto ricevere
una preliminare, indispensa-
bile preparazione tecnica pri-
ma di avviarsi alla vera vita
di lavoro nelle fabbriche, tro-
vano in questi corsi la possi-
bilità di raggiungere quelle
posizioni alle quali giustamen-
te aspirano,

Una nuova bilanciatrice



Il capo squadra Carlo Rizzieri del Reparto bilanciamento
davanti alla nuova macchina

Nel nuovo Reparto Bilan-
ciamento del Meccanico è sta-
ta recentemente coilaudata e
messa in funzione una mac-
china elettrodinamica per la
equilibratura dei corpi rotan-
ti. La nuova bilanciatrice è
stata costruita dalla « Carl
Schenk Machinenfabrik » di
Darmstad (Germania) e le
sue particolari qualità sono
quelle di accomunare una
elevata sensibilità ad una ra-
pidità nel tempo di equilibra-
tura. La macchina, contra-
riamente a quelle già esisten-
ti nello Stabilimento e che
funzionano con un sistema

meccanico, lavora invece su
di un principio elettrico e la
sensibilità di tale principio di
misura elettrico è talmente
elevata da permettere la sicu-
ra registrazione delle oscilla-
zioni dei supporti portanti il
corpo rotante fino ad un’am-
piezza di mm. 0,0005. Viene
usata per l’equilibratura di
rotori di turbine e di quaiun-
que altro organo rotante che
abbia un peso compreso fra i
30 Kg. ed i 3.000 Kg. e può
bilanciare a 6 diverse veloci-
tà che vanno da 240 giri/l’ a
2.000 giri/1’. Lo sbilancia-
mento minimo leggibile è di
emer. 5.



MUGGIANO



Navigatori solitari

Negli ultimi giorni di agosto
hanno visitato il Cantiere del
Muggiano due originali naviga-
tori francesi, il sig, J. K. De
Grange e consorte. Il sig. De
Grange, giornalista parigino, ha
stabilito per il suo viaggio Can-
nes - Canberra, un itinerario
quanto mai pittoresco, Il mezzo
di cui dispongono i due naviga.
tori è un piccolo battello di
mt. 3.50, che deve la sua estre-



Ecco i dodici operai che hanno partecipato ai Corso per turbinisti: Quartini Enrico, Durzo

Felice. Caracciolo Francesco, Gadaleta Michele, Crud di
Germano, Capurro Mario, Bracco Francesco, Sommariva

Pastorino Giorgio

Umberto,
Augusto.

Ramberti
Rebora

Luigi, Russo
Giovanni e

ma leggerezza e manovrabilità
al fatto di essere costruito in
alluminio ed è dotato, inoltre,
di un motorino e di un penno-
ne per la navigazione a vela.
La sosta a La Spezia e la visi-
ta al Cantiere del Muggiano fu-
rono decise dal sig. De Grange
in seguito ad alcune modifiche
che egli volle apportare al. suo
natante. La Direzione, già a
conoscenza del carattere sporti-
vo dell'impresa, disponeva di
soddisfare la modesta richiesta
del sig. De Grange.

L'itinerario del viaggio Can-
nes-Canberra è assai interessan-
te comprendendo l’Asia Minore
e l’India, che i due navigatori,
che sanno trasformarsi anche
in globetrotters ed in alpinisti,
intendono traversare in tutta
la loro estensione, alternando
così alla navigazione, escursio-
ni e valichi di montagne. Il pic-
colo battello, convenientemente
sistemato su di un carrellino
smontabile a ruote, verrebbe
trainato lungo le piste di per.
correnza. Il viaggio è stato con-
cepito in termini di assoluta
novità e, se l’impresa avrà una
felice realizzazione, il signor
De Grange ricorderà ii nostro
Cantiere nelle pagine di un suo
libro di viaggio, grato del gen-
tile e cameratesco gesto di sim-
patia e di solidarietà dimostra-
ta dagli amici italiani.

inte









6

Mattinata

iorno 14 luglio.
(Sco di pioggia,

violenti. I pochi
tram che attraversano le
vie appena illuminate da
un’alba triste, sollevano
spruzzi di acqua fangosa
dalle rotaie.

Mentre i primi negozi
alzano rumorosamente le
saracinesche, il signor
Maffei esce di casa. Stor-
dito dal tempo e dal son-
no, si avvia frettoloso alla
solita fermata dove uno
sparuto gruppetto di per-
sone attende infreddolita
il nassaggio del tram.

Sono sempre le solite
persone di ogni mattina
ma sembrano meno. Dal
marciapiede balzano tutto
intorno irrequieti minu-
scoli zampilli. Gli ombrelli
gocciolanti non bastano e
le poche persone stanno a
ridosso del muro per ripa-
rarsi dal vento.

Il signor Maffei si uni-
sce al gruppetto e attende.
Rari e frettolosi i passanti,
il garzone del fornaio con
un sacco vuoto calato in
testa a mo’ di cappuccio,
e nochissimi tram che, na-
turalmente, risalgono la
strada in senso contrario.

Signore fà che venga.
Non ne nosso più e arrive-
rò in ritardo. Finalmente
giunge una vettura rigon-
fia di passeggeri, In breve
sul predellino si forma un
grappolo. L'acqua percuo-
te violenta i visi scoperti e
dalle mani aggrappate ai
supporti scende a rivoletti
dentro le maniche. La gen-
te è irritata e scontrosa, il
signor Maffei è incastrato
tra un signore ossuto e una
signora grassa sul ciglio
della piattaforma, quelli
dietro premono per met-
tersi al riparo, quelli den-
tro gli urlano che è villa-
no. Il signor Maffei, di so-
lito compito e garbato,
scatta inviperito, volano
insolenze e parolacce. In
pochi istanti si scatena una
baruffa generale. Al si-
gnor Maffei cadono gli oc-
chiali proprio nel mezzo
della mischia, e mentre il
tram si ferma, si china per
raccattarli. Qualcosa di pe-
sante lo colpisce proprio
mentre rintraccia i suoi oc-
chiali. Un dolore acutissi-
mo ed un occhio comincia
‘a gonfiare. Poi, qualcuno
scende, gli altri si quieta-
no - qualcuno parla ancora
in modo concitato ma or-
mai tutto è finito. Il signor
Maffei ha trovato ciò che
cercava ma le lenti sono

andate. Raccoglie la mon-
tatura contorta e la intro-
duce accuratamente nel
taschino. Il tram riparte.
Un giovane alto che legge
una Gazzetta dello Sport
incredibilmente asciutta
osserva attentamente il
suo occhio gonfio e poi ri-
comincia a leggere. Fuori
intanto continua a diluvia-
re. Il tram sembra cammi-
nare sempre più lenta-
mente,

Deve farlo apposta il
manovratore. Il sigror
Maffei vorrebbe almeno
per una volta fare il ma-
novratore di un tram cari-
co di manovratori in pro-
cinto di recarsi ad appun-
tamenti importanti ed ur-
genti.

Sogghigna e non sente
più nemmeno il dolore del-
l'occhio. Finalmente ci sia-
mo. Che mattinata infer-
nale! E sul cartellino delle
timbrature resta solo scrit-
to 14 luglio ore 8,45 con
un frego rosso per il ri-
tardo.

Lucia Diamante

| Spente le macchine la
| grande Nave si è fermata e
l'improvviso silenzio ch
| l'avvolge si trasforma in
stupore. Gli uomini con-
| tinuano a parlare e a muo-
| versi per i suoi ponti, per
ie sue scalette, per i suoi
corridoi ma non è più il
parlare e il muoversi di
| quando le sue macchine
erano in moto mentre a
poppa le grandi pale del-
Velica frullavano l’acqua.

Il Comandante ha ceduto
il suo posto al pilota - ma-
rinaio delle acque territo-
riali - e questi con il fi-
schietto e il megafono lan-
cia ordini secchi che ven-
gono raccolti dai rimor-
chiatorì che, sornioni, gira-
no lenti attorno alla gran-
ce massa della Nave come
cucciatori pronti a lanciar-
sì alla cattura di un pachi-
derma,

La Nave viene aggancia-
ta di prora e di poppa ai
rimorchiatori: poi ancora
colpi di fischietto e urla
dentro il megafono, quindi
il rimorchiatore di prora,
lentamente, si muove lan-
ciundo un fierissimo fischio
di vittoria per aver cattu-
rato la grossa preda. E, in-
fatti, il piccolo natante, im-
pennacchiato di fumo si ti-
ra dietro, al guinzaglio, la
mole possente che lo segue
docile, silenziosa, avvilita,

Ecco, il mare ad un trat-
to si incunea strettamente
nella terra ferma. La Nave
si è avveduta del tranello;
davanti ad essa c’è la trap-
prola del bacino che l’atten-
de ma le sue macchine so-
| ro ferme e non può più far

nulla. Solo dal fumaiolo

n



I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO

Ph

SE 'CRAPaiin= CAVI

Giuseppe Cavallini: « Riposo ».

Nave in bacino

manda un disperato richia-
mo d’aiuto che però non è
raccolto da nessuno e si
perde nel cielo più vasto
del mare. Anzi a quel ri-
chiamo giungono altri uo-
rumni e la Nave viene tra-
scinata entro il piccolo la-
co. Quando è al centro, dî
iniprovviso la tagiiola si
chiude e lo scafo rimane
prigioniero. Non è finita
qui però l’umiliazione del-
l Nave: alle sue... spalle
i piccoli uomini le giocano
un altro brutto tiro, metto-
no in moto le pompe e, len-
tamente ma inesorabilmen-
t°, il lago si svuoia.

Lo scafo si abbassa sem-
pre più ed infine rimane
sprofondato nella cavea
che con i suoi gradoni sem-
Lra un antico anfiteatro ro-
mano,

Sugii alberi continuano
a sventolare le bandiere
ma la Nave, così all’asciut-
to, ha un'aria di infinita
tristezza: gli occhi di cu-
bia paiono due enormi oc-
chi umani che versino la-
crime di acciaio. Forse la
Nave si vergogna di mo-
strarsi così scoperta.

Ma gli uomini non hanno
nessuna pietà per questo
grande corpo immoto, Essi,
quando ancora un po’ di
cequa lo lambiva, gli si
sino avventati addosso e lo
hanno irretito di cavi, ca-
tene, fili d’ogni genere. lo
hanno percosso con i ferri

in cenio e cento modi, lo
baunno frugato dentro e
fuori con il fuoco, gli han-
no asportato e aggiunto al-
tre parti, Su di esso sì è
piegato quasi continuamen-
te il mostruoso braccio del-
lu grue per agevolare î tor-
menti arrecati dagli uo-
mini; entro i suoi fianchi sì
sono incrociati ordini, la-
menti, imprecazioni, esor-
tuzioni, tutto per far pre-
sto, sempre più presto a ri-
dargli il mare. Ma-la Nave
che sembra ormai senza vi-
tu, non comprende tutto
questo e qualche volta pen-
sa alla vendetta contro gli
uomini. E così può accade-
re che una mattina all’al-
ba o alla sera verso il cre-
ruscolo un tonfo diverso,
riù cupo che subito si
smorza senza eco, si avver-
ta: un uomo è caduto den-
tro o fuori della Nave. Ac-
corrono altri uomini e por-
tano lontano il compagno:
al suo posto rimane una
chiazza vermiglia che chi
non sa crede sia una mac-
chia di minio, la pittura
che si dà agli scafi per pre-
servarli dalla ruggine. La
inchiesta accerta che l’uo-
mo è caduto per questo e
quel motivo, dovuto alla
fatalità, all’imprudenza. Ma
non è vero. La vendetta
della Nave è la verità che
nessuno crede.
1 lavori sono finiti.





Gli uomini risalgono dal-
l'inferno dei doppi fondi e
rivedono la luce, scendono
lalle alberature e dalle so-
vrastrutture e posano i pie-
di sulla terra; cavi, fili, ca-
tene vengono staccati dai
bordi mentre dalla porta
della trappola a grendi
fiotti, scroscia, in un ribol-
lire di schiume, l’acqua del
mare amico. La Nave fre-
me. Gli occhi di cubia, vra,
rien piangono più, le ban-
diere garriscono sempre
più festosamente man ma-
riv che lo scafo risale dal-
lu profondità della cavea.
Adesso la Nave galleggia.

Sul ponte di comando,
vicino al Comandante, è
tornato il pilota. Riecheg-
giano fischi e ordini nel
megafono, Anche i rimor-
chiatori sono tornati a ri-
rrendere la Nave che più
bella e niù forte di prima
ron è più una grossa pre-
du, L'accompagnano al lar-
go e qui il pilota - mari-
naio delle acque territoria-
lì - salutato il Comandante,
scende per la biscaglina,
con movimenti lesti e pre-
cìsi, nell’imbarcazione che
l'attende.

Rimasto solo il Coman-
diante si avvicinu al porta-
ordini e grida in macchina:
« Avanti, forza tot... ». I
fianchi della Nave si scuo-
tono: un sordo regoiare
rombo sì leva dal suo in-
terno, a poppa l’elica co-
niuimceia a rifrullare l’acqua
verde e con un fischio di
gioia, finalmente ritornata
spavalda, si avvia verso il
rare per il quale è nata.

Aldo Gelli

a





Nel settimo centenario della nascita

MARCO POLO

arco Polo, tornato da tre
Messi dal lontano oriente,
quando fu fatto prigio-
niero dei genovesi nel 1289,
nonsi sa bene se alla battaglia
di Curzola o in uno scontro fra
galee mercantili nei Mediter-
raneo orientale, non suppone-
va certo di andare verso una
. gloria imperitura. Rinchiuso
in carcere a Genova’ e consi-
derato prigioniero di rango,
Marco riceveva spesso la vi-
sita di numerosi cittadini, avi-
di di sentire raccontare le
straordinarie avventure del
veneziano nelle terre favolo-
se e sconosciute dell’oriente
misterioso. Fu così che gli
venne in mente di mettere
per iscritto le sue memorie e
poichè Marco non era uomo
di penna le dettò a Rustiche!l-
lo da Pisa, suo compagno di
| prigionia, che le scrisse in
francese, Nacdue così il « Mi-
lione », detto anche « Libro
delle meraviglie ». Senza la
prigionia genovese forse oggi
non avremmo questo libro,
Marco Polo forse sarebbe un
illustre sconosciuto e l’inte-
— resse dei missionari, dei navi-
gatori, dei mercanti e degli
studiosi verso le terre delle
spezie e della seta avrebbe
avuto un notevole ritardo e
la storia avrebbe avuto un al-
tro corso. Ma lasciamo ad al-
tri queste divagazioni e tor-
niamo a noi, Perchè le memo-
rie di Marco sono chiamate il
« Milione »? Milione (o Emi-
lione) fu forse un nomignolo
di Marco o forse anche, nella
coscienza popolare. tu affibbia-
to all'autore o alla sua opera
per significare fatti esagerati
ed inverosimili. Non lo sap-
piamo, ma che interesse può
| avere? Quello che oggi conta,
alla luce di una critica pro-
fonda condotta dai maggiori
studiosi di Marco Polo, sono
la intrinseca importanza dei
| viaggi e delle esplorazioni del
grande veneziano, le conse-
guenze grandiose che ebbero
per le conoscenze geografiche
e la diffusione della nostra ci-
viltà e gli insegnamenti che il
« Milione » ci offre come pri-
| mo esempio di prosa scientifi-
ca moderna, scritta da un uo-
mo dotato di una personalità
eccezionale,

Le vicende di Marco Polo
sono abbastanza note. Non sa-
rà male, comunque, seguirle a
sommi capi ancora una volta.
La famiglia veneziana dei Po-
lo si affaccia alla storia intor-

APE

VEE



no alla metà del XIII secoio
quando i due fratelli Nicolò e
Matteo, che avevano portato
la sede dei loro commerci a
Soldaia in Crimea, si inoltra-
rono nell’interno dell’Asia,
unendosi poi a una missione
che un capo locale inviava a
Kublai Khan, l’imperatore,
nella lontana Cina. I due fra-
telli tornarono a Venezia do-
po dieci anni di avventure, re-
cando lettere di Kublai Khan
per il Pontefice. La moglie di
Nico.ò intanto era morta la-
sciando solo il figlio quindi-
cenne Marco, nato nel 1254.
Ma i due fratelli, desiderosi di
nuovi entusiasmanti viaggi,
poco dopo lasciavano ancora
Venezia per riprendere la
lunga via verso la corte fa-
stosa del Gran Khan dei Mon-
goli, conducendo con loro
Marco giovinetto. Partiti da
Laiazzo sulle coste del Medi-
terraneo orientale nel 1271, i
tre attraversarono l’Anatolia,
l'Armenia e l'Iran fino al gol-
fo Persico, risalirono il gran
deserto sconosciuto della Per-
sia centrale, attraversarono i
monti del: Corassan spingen-
dosi fino alle valli dell’Hindu-
cush ed agli altipiani del Pa-
mir, viaggiarono lungo i mar-
gini desolati del Tacla Macan
e del Gran Deserto di Gobi e
finalmente giunsero attraver-
so le campagne della Cina set-
tentrionale, a Cambaluc, la
odierna Pechino, dopo tre an-
ni e mezzo di viaggio in mez-
zo a peripezie di ogni genere.
I tre Polo rimasero in Cina
ben diciassette anni, onorati
come i maggiori dignitari del-
l'Impero, Specialmente il gio-
vane Marco godette dei favori
di Kublai. Gli furono affidati
incarichi di fiducia e missioni
diplomatiche che lo condusse-
ro ad attraversare in ogni sen-
so e molte volte l’intera Cina,
ed a spingersi fino ai margini
del Tibet e del Jun-nan e fino
alla Birmania ed all’India. Fu
anche governatore di una cit-
tà per alcuni anni e divenne il
conoscitore più profondo di
quelle sterminate regioni asia-
tiche che mai abbia avuto
l'Occidente da allora in poi.
Ma ai tre veneziani venne
infine la nostalgia della lagu-
na ed ottennero da Kublai il
permesso di tornare, con l’in-
carico di accompagnare una
giovane principessa destinata
in sposa al sovrano della Per-
sia. Partiti per mare con un
fiabesco convoglio di quattor-

dici navi veleggiarono per due
anni lungo le coste dell’Asia
orientale e meridionale fino al
golfo Persico, Di lì raggiunse-
ro Venezia dopo venticinque
anni di lontananza ma di in-
superabili esperienze.

E Qui finisce la straordina-
ria avventura, belia come una
favola da « Mille e una not-
te ». E una favola fu infatti
ritenuto per secoli il libro di
Marco Polo. Oggi, a settecen-
to anni ci distanza, la critica
ha fatto giustizia di questi
preconcetti. Marco Polo e sta-
to senza dubbio, al crepusco-
lo del medio evo, il primo
grande italiano del Rinasci-
mento e può essere considera-
to, per le sue qualità, il prin.0
grande giornalista moderno.
Egli riesce ad estraniarsi dai
fatti vissuti e li narra, così
come li vede o li sente, da
spettatore neutrale. Osserva
tutto; intuisce, ricorda ogni
particolare a distanza di anni.
La sua sete di sapere e di co-
noscere è inestinguibile ed e-
gli si adatta ad ogni fatica, ad
ogni ciima e ad ogni modo di
vivere. iNon opprime il letto-
re, e0ine purtrerpo oggi spes-
so succede, con l’analisi delle
proprie impressioni, dei pro-
pri stati d'animo e delle pro-
prie reazioni. Per Marco con-
tano solo i fatti, i luoghi, gli
uomini e le cose, e giudica
senza pregiudizi, senza par-
zialità, senza soggettività. Abi-
to mentale, questo, assoluta-
mente eccezionale per un eu-
ropeo di quei tempi.

Ma la gloria di Marco Polo
sarebbe grande egualmente se
considerassimo solo l’esplora-
tore. Quasi tutti i suoi itine-
rari di viaggio erano scono-
sciuti prima di lui, che per-
corse il continente asiatico fi-
no alle regioni più inaccessi-
bili ed impervie, al passo len-
to e caracollante delle carova-
ne, a dorso di cavallo, bufalo
o cammello,

In un mondo ancora offusca-
to dalle nebbie del medioevo
e dalla magìa, la lettura del
« Milione » ispirò i progetti di
Colombo e le fantasie dei poe-
ti ed aprì all’occidente i pri-
mi contatti con l’oriente luc-
cicante di sterminate ricchez-
ze, incomprensibile e fanati-
co, affascinante e fiabesco. Og-
gi ci insegna, col suo candore
ingenuo e primitivo, le vie
della obiettiva e genuina co-
noscenza.



Dante Jannone



I salariati squillo

Negli stabilimenti An-
saldo, e in genere in ogni
industria qualificata, ogni
ufficio è collegato da più
pulsanti al quadro di
suoneria elettrica, collo-
cato, nell’ alloggio riser-
valo ai fattorini il cui
lavoro è per l'appunto
comandato da una nutri-
ta serie di squilli, distri-
buiti nel corso di una
laboriosa giornata,

Bravi ragazzi, i fattori-
ni, semplici e cordiali,
puntuali sul lavoro, sono
un po’ i bersaglieri del-
l'industria, sempre in
movimento, solleciti, di-
sinvolti, e spigliati si de-
streggiano tra ordini e
contrordini nella fanfara
di squilli che sia a Geno.
va, a Sestri, a Livorno,
a Spezia comanda loro il
dovere,

Patrono dei fattorini è
Ermes, vulgo Mercurio.
Un Dio pagano, tanto per
intenderci, con le ali ai
piedi.

Un celeste portalettere.

Con senso più terrestre,
i fattorini non portano
a destinazione. epistolari
divini, bensi copiulettere,
telegrammi, libri valori,
nonchè ordini di servizio,
reversali, asciugamani,
cartoline e birre fresche,
il tutto sulla scia di tan-

ti squilli che intessono
nell'aria invisibili trame
sonore.

Ed ora vi racconto
quanto capitò ad un mio
carissimo amico, fatiori-
no in età, ancora, giova-
nile, durante certe sue
ferie sulle spiagge del
Tirreno, Se ne stava, rac-
conta, un mattino sdraia-
to sulla sabbia in com-
pleto oblio del mondo,
copricapo di paglia e a-
sciugamano di spugna al-
la vita, rapito in quella
beatitudine della mente
che ci fa distratti, e re-
moti da ogni realtà.

Ad un tratto, richiamo
ben noto alle sue orec-
chie, uno squillo argen-
tino si avvita, petulante,
nel silenzio sonnolento, e
ad uno strappo più im-
perioso il nostro giova-
notto rifluisce d’istinto
nella realtà, come vino

generoso, stappato di fre-
sco, nel calice.
Trascinato da insonni
riflessi di obbedienza, lui
s'avvia deciso verso le ca-
bine multicolori, quasi
risucchiato dal garrulo
richiamo. Di fronte la
porta chiusa non ha in-
certezze di sorta. Bussa
discretamente, e l’invito,
ad entrare, non si fa at.
tendere, Mai sorpresa fu
più deliziosa e imprevi-
sta, Assuefatto da anni a
trovare al di là delle por-
te chiuse, sempre e sol-
tanto la maestà dei su-
periori, trovarsi davanti
una meravigliosa ragazza,
che in quanto a regalità
di forme non leme con-
fronti, il nostro ristà per-
plesso, per un attimo ab-
bagliato. Quel tanto per-
chè l’istinto ceda alla ra-
gione, e grazie ud essa
comprenda l'equivoco nel
quale è caduto, E così ta-
standosi la fronte, il no-
stro, fa un rapido dietro-
front per tornarsene in-
dietro; in fondo, è sem-
pre stato un bravo ragaz-
zo, discreto ed educato.
Ma la bella « fraulein »,
non si rassegna facilmen-

te e, contrariata dalla
marcia indietro, si af-
fretta a scampanellare

ancora, sillabandogli al-
la schiena nel più incerto
italiano: « Volere, signor
bagnino, prego allacciare
costume, grazie! », Un
italiano non è uomo da
abbandonare donne nel
pericolo! E il nostro ra-
gazzo ritornò sui suoi
passi. Entrò deciso nella
cabina e mentre l’adora-
bile creatura gli volgeva
la schiena, color uliva e
gelsomino, lui, alle pre-
se col delicato congegno
del piccolo prendisole,
ringraziò il Patrono dei
fattorini per aver, delle
ali, impegnato soltanto i
piedi ai suoi prediletti.
Ancor oggi, quando anco-
ra cento o duecentomila
squilli lo distanziano
dalle ferie, egli sospira,
ripensa, e lo credo, allo
squillo più bello della
sua carriera. n

F. Guadagnini







Gc ali











Monsù Travet

via. Sal

cinematografo per

dimenticare





PO

pre
de

8 5





( PICCOLA GALLERIA |



SILVANA MANGANO

pr erazione di prepotenza,
nel 1949, con «Riso amaro»
di De Santis, assieme a Vitto-
rio Gassman e Raf Vallone.
Chi non ricorda infatti gli ag-
gressivi primi piani dell’attri-
ce, nelle vesti di una mondina
al lavoro nella calura padana?

Il film, anche se realizzato
da un regista solitamente im-
pegnato, appartiene al genere
pseudo-realista, con larghe
concessioni melodrammatiche.

Nel 1950 « Il brigante Mu-
solino » di Camerini, con
Amedeo Nazzari. I nomi del
regista e del « partner » sono
indicazioni sufficienti per col-
locare il film nel repertorio
commerciale,

Nel 1951, diretta da Lattua-
da, e ancora una volta assie-
me a Raf Vallone e Vittorio
Gassman, la mostra attrice
realizza « Anna », film che ha
segnato notevole successo di
cassetta in Italia e all’estero.

Quindi ritorno con Nazzari
e Gassman nel « Lupo della































Sila » dove il turbine di pas-
sioni rusticane è reso con fu-
mettistico furore.

Le pellicole prodotte recen-
temente, anche se inedite,
sembrano di ben maggiore im-
pegno. Si tratta. di un episo-
dio del film « L’oro di Napo-
li » che De Sica ha terminato
di girare il mese scorso.

Inoltre abbiamo « Mambo »
(la foto qui riprodotta è trat-
ta da una scena di questo
film) nel quale la nostra at-
trice interpreterà il personag-
gio di una grande ballerina.
Perciò ella ha dovuto seguire
apposite lezioni di danza pres-
so la celebre Katherine Dun-
ham, che le è maestra anche
nel film. Accanto alla Manga-
no abbiamo Michael Rennie,
e ancora Vittorio Gassman..

Nella prossima stagione ci-
nematografica la vedremo nel
film « Ulisse », dove sosterrà
il doppio ruolo di Penelope,
la fedele moglie dell’eroe, e
di Circe, la bella incantatrice.



4









VIETATA
























Giacomino, allegramente
sta pescando nel torrente.



Fugge il nostro come un lampo'
e la lenza lascia... in campo.





Poi sbucando, Giacomone,

Dietro i rami il guastafeste
urla «sei in contravvenzione».

da guardiano si traveste.

















Ma il guardiano giunge pronto

La raccoglie Giacomone
e il maligno paga... il conto.

e a pescare si dispone.





“o ANSALDINO



Gli impiegati e gli operai
pensionati della Previdenza
Sociale del Cantiere di Livor-
no, licenziati e.in servizio, si
rivolgono all’Ansaldino per sa-
pere quando verra restituita
la quota caro-pane che venne
loro tolta il 4.0 gennaio 1952,
a seguito delia riforma sulle
pensioni. L'Istituto della Pre-
videnza Sociale, sospendendo
il pagamento di detta quota
ai pensionati. faceva obbligo
al datore di lavoro di corri-
sponderla esso stesso al pro-
prio personale pensionato in
servizio. A seguito di chiari-
menti chiesti dai datori di la-
voro al competente Ministero
circa la data d'inizio della
corresponsione, questi chiari-
va che doveva essere la data
del giorno stesso in cui venne
sospeso il pagamento, e cioè
il 4.0 gennaio 1952 e non l'ot-
tobre 1953, epoca in cui il da-
tore di lavoro iniziò di fatto
il pagamento della quota ca-
ro-pane.

Il Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, in
data 11 agosto 1953, aveva se-
gnalato alle Organizzazioni
Sindacali e agli Uffici e Ispet-
torati del Lavoro il proprio
parere in merito alla quota di
caro pane da corrispondere o
meno ai lavoratori beneficiari
di pensione a carico dell’INPS,
precisando che tale indennità
doveva essere corrisposta dai
datori di lavoro, per cui, dal-
l’Ottobre 1953, venne dato cor-
so al pagamento. Poichè V’ac-
cennata segnalazione non fa-
ceva alcun cenno circa la da-
ta di decorrenza, la Confede-
razione Generale dell’Indu-
stria s’interessò affinchè ve-
nisse chiarita la questione,
prospettando la opportunità

che la decorrenza della de-
terminazione non avesse da
comportare effetti retroattivi.

Fino ad oggi nessuna ulte-
riore precisazione è pervenu-
ta, per cui l'Azienda non ha
potuto provvedere all’even-
tuale pagamento di somme ar-

retrate.
I SI SI

L’ing. Renzo Jesurum insod-
disfatto anche della seconda
risposta che gli avevamo dato
sull'argomento dei corsi T.W.
I. nel n. 4. ci scrive una lunga
lettera di cui, per brevità, ri-
produciamo l'ultime periodo:

« —Insensibile a qualsiasi
elemento razionale . E' una
autentica ingiuria e. finchè
faccio parte dell'Azienda, non
mi è consentito domandarve-
ne la riparazione ».

Noì siamo tenaci. E tanto
più lo siamo quando vedia-
mo che le mostre parole, e
nella specie i nostri scritti,
vengono distorti. Scrivevamo
esattamente quanto appresso:

« Pubblichiamo molto vo-
« lentieri questa seconda let-
« tera dell’ing. Renzo Jesurum
« per un duplice ordine di ra-
« gioni. La prima perchè po-
« trebbe costituire una prova
« di come alcuni dipendenti, a
« torto, non si sentano colla-
« boratori, La seconda perchè
« potrebbe far supporre che
«da parte dello scrivente vi
« sia uno stato d’animo preco-
« stituito, insensibile a qual-
« siasi elemento razionale ».

Ha torto quindi il nostro in-
gegnere ad adontarsi di una
proposizione dubitativa. Tocca
a lui, con il suo comportamen-
to, eliminare ogni possibilità
di dubbio.

Dicevamo che noi siamo te-



r

‘“Henriette ”

on fatevi ingannare
Na titolo: non si

tratta della storia
di una ragazza sedotta
e abbandonata, o della
solita dattilografa che
finisce per sposare il
principale, naturalmente
milionario.

Non si tratta di alcu-
no di questi soggetti, e
nemmeno di un altro,
perchè qui il soggetto,
inteso nel senso comune,
non c'è. O meglio ce ne

sono molti. Ma allora
qui non si capisce più
niente. Appunto, come

può accadere allo spet-
tatore che entrù a film
iniziato o che non pre-
sta la necessaria atten-
zione.

Perchè il film di Du-
vivier esige uno spirito
attento e pronto a co--
gliere tutte le sfumature
in questa divertente sto-
ria, dove si seguono,
tradotte sullo schermo,
le diverse idee di due
sceneggiatori che devo-
no fare un film. Io fa-
rei così, dice uno, e si
vede la scena immagi-

nata. No, così, dice l’al-
tro, e si vede la scena
diversa, come la imma-
gina l’altro, e così via.





Cineselezione

Il film scorre con brio
spedito, alla francese, e
nei vari pezzi sì mostra
tutto il diabolico « me-
stiere » di questo vec-
chio cineasta, C'è la sa-
tira di una gran parte
del film francese, pro-
prio di quello che è en-
trato nella storia; il
simbolismo alla Carnè,
il pittoricismo alla Re-
noir, il verismo lettera-
rio della seconda avan-
guardia, la commedia
«boulevardier» e lo spi-
rito di «Pepè» caro a...
ma sì, proprio a lui, Du-
vivier. Perchè il regista
si è compiaciuto anche
di una auto-satira.

Il film, che si potreb-
be chiamare « mostra
satirica - didattica - an-
tologica del film france-
se », raggiunge il suo
punto più alto nelle sce-
ne del « 14 Luglio » ve-
ramente avvincenti per
la verità, tutta francese,
che colgono e ner il
sorriso, tutto francese,
con cui sono colte.

Se ci sono dei peccati
nel film? Certo, anzi il
film stesso è un peccato,
di superbia, di orgoglio,
di ostentazione: ma è
uno spettacolo diverten-
te, piacevole, e ricco di
intelligenza.

IL PORTOGHESE.



RSI GND

ja e Pa AN
La nostra gita

sul Lago

Ecco il programma defi-
nitivo della gita sociale
che si effettuerà domenica
28 settembre sotto il patro-
cinio del nostro Periodico.

Per ragioni contingenti,
la gita anzichè in treno
speciale. si effettuerà in
autopullman con il se-
guente itinerario:

— Partenza da Sampierda-
rena via Cantore alle
ore 5,45.

— Arrivo a Stresa alle ore
10.

Nel pomeriggio verrà ef-
fettuata una crociera, of-
ferta dall’Amministrazione
de «l'Ansaldino», sulla
Mn. « Fior d’Arancio », toc-
cando i seguenti scali:
Stresa, Isola Bella, Isola

naci, Ed è proprio in forza
della nostra tenacia nonchè
in considerazione che Ving.
Jesurum parla di corsi da lui
non conosciuti e non frequen-
tati, che siamo intervenuti
presso il competente Servizio.
Ora nei prossimi mesì il sud-
detto ingegnere parteciperà
sia al primo che al secondo
cerso, in modo da poter giudi-
care, a ragion veduta, di che
cosa si tratta.

Soltanto allora, noî pensia-
mo, se il nostro Jesurum vor-
rà essere più tenace di noi,
ben volentieri riprenderemo
la discussione ma pensiamo
anche che sarà superata dal-
l'acquisizione di quegli ele-
menti razionali sui quali uggi
ci è lecito esprimere un dub-
bio.

IVES

Sono la moglie di un sor-
vegliante del Cantiere di Li-
vorno. Mio figlio frequenta il
quarto anno di medicina alla
Università di Pisa è mio ma-
rito non percepisce più per
lui gii assegni familiari. Vi
chiedo: perchè gli assegni fa-
miliari per i nostri figli ci
vengono tolti quando più ne
abbiamo bisogno?

BIANCA PAVIA

La corresponsione degli as-
segni familiari è prevista e
regolata da apposita Legge.
Gli assegni familiari per i fi-
gli o equiparati spettano al
capo famiglia, sia egli ope-
raio o impiegato, a condizione
che essi vivano a suo carico e
non abbiano compiuto il 18°
anno di età, Inoltre, per i figli
degli operai in età compresa
fra i 14 e i 18 anni, la corre-
sponsione è subordinata alla
circostanza che i minori stessi
siano conviventi con il bene-
ficiario degli assegni e mnon
svolgano attività comunque
retribuita. Il suddetto limite
di età può essere prorogato fi-
no al 21.0 anno, qualora î mi-
nori frequentino una scuola
professionale, o media, o uni-
versitaria, e non prestino la-
voro retribuito. Oltre tale li-
mite l’erogazione degli asse-
gni familiari viene automati-
camente a cessare.



Maggiore

Superiore. Isola Madre,

Pallanza.

Alle ore 18 arrivo a Stre-
sa e partenza per Genova
alle ore 18,30.

Per i partecipanti, abi-
tanti nelle Delegazioni di
Ponente, partirà un pull-

man alle ore 5 dal capoli-
nea tranviario di Voltri.

Per i partecipanti di Ge-
nova Centro un altro au-
topullman sarà in parten-
za alle ore 5/5 da Piazza
Verdi per De Ferrari Cor-
vetto Principe Dinegro
Sampierdarena.

Durante il viaggio sa-
ranno sorteggiati tra i par-
tecipanti due vasi di cri-
stallo, 2 portacenere, 8 vo-
lumi, un orologio da polso
ed un portafoglio in pelle.

Supponiamo che un corpo
metallico, che pesi per esem-
pio 10 tonnellate, cada dall’in-

finito senza incontrare lo-
gorii per attrito con l’a-
ria, percorsa una linea
retta, non incontri nè aste-

roidi nè pianeti ma spazio li-
bero senza attrazioni o re-
pulsioni da disturbarne la ca-
duta. La velocità di detto cor-
po avrebbe un limite oppure
aumenterebbe tanto da non
potersi più calcolare neppure
con le famose cifre astrono-
miche?
TULLIO MAZZANTINI.

Non ha importanza per il
quesito che Lei ci sottopone,
che il corpo sia metallico o
no e neppure importa il suo
peso. Riteniamo che Lei abbia
parlato di un corpo metallico
del peso di 10 tonnellate pen-
sando che queste caratteristi-
che possano avere importanza
ai fini della velocità. Nello
spazio assolutamente vuoto e
privo di forza di gravità i
corpi non hanno peso, in
quanto il peso è appunto una
conseguenza della forza di
gravità e la materia di cui so-
no composti non ha importan-
za, in quanto nessuna resi-
stenza essi devono vincere.

Nelle condizioni che la Sua
domanda ci descrive la velo-
cità del corpo în esame non
aumenterebbe nè diminuireb-
be, Essa continuerebbe ad es-
sere quella di cui il corpo era
dotato al momento în cui ini-
ziavano le condizioni da Lei
poste e ciò all’infinito. La ve-
locità. potrebbe avere una
modifica solo se intervenis-
sero forze atte a ritardarla o
ad accelerarla, come la resi-
stenza del mezzo in cui viag-
gia il corpo o lattrazione di
un corpo celeste. Anche la
direzione resterebbe immuta-
ta, cioè il corpo viaggerebbe
in linea retta.

Non è esatto parlare di ca-
duta, perchè il corpo non cade
verso nessun posto. Nello
spazio assoluto, fuori di qua-
lunque influenza di gravità,
non ha senso parlare di ca-
duta.

Se questa risposta Le sem-
bra insufficiente o non abba-
stanza chiara torni a scriverci.









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La Ruota
del Tempo

Sono nati

19 maggio: ROSANNA, fi-
glia di Foscoli Giovanni (Can)
- 29 luglio: GIOVANNI, figlio
di Ottonello Mario (Can) -
GIOVANNI, figlio di Casalino
Giuseppe (Fon): - 30 luglio:
MAURO, figlio di Bruzzo Giu-
seppe (Mec) - 31 luglio: GIU-
SEPPINA, figlia di Ferrando
Giuseppe (Fon) - l.o agosto:
DANIELA, figlia di Mangini
Natale (Mec) - 7 agosto: MA-
RA, figlia di Vecchi Ugo
(Mec) - 9 agosto: MARCO, fi-
glio di Bertolo Angelo (Mef)
13 agosto: CLAUDIO, figlio di
Bottaro Alberto (Mec) - SIL-
VANA, figlia di Dagnino G.B.
(Can) - 14 agosto: ESTER, fi-
glia di Cadenaccio Davide
(Dig) - 16 agosto: ROSSEL-
LA ANNA, figlia di Sessarego
Armando (Mec) - 17 agosto:
MILVIA, figlia di Ghiglino
Vittorio (Mec) - 18 agosto:
EDOARDO, figlio di Giubbi-
lei Giovanni (Liv) - 19 ago-
sto: CRISTINA, figlia di Val-
lebona Adriano (Dig) - 20 ago-
sto: CARLA, figlia di Sirio
Pietro (Mef) - MARIA, figlia
di Massai Emilio (Liv) - 24
agosto: MASSIMO, figlio di
Barone Biagio (Mef) - CAR-
LO, figlio di Burgassi Efisio
(Can) - MARINA, figlia di
Gelli Enzo (Dig) - 25 agosto:

ALBERTO, figlio di Conte
Giuseppe (Fon) - 27 ago-
sto: MASSIMO, figlio di
Falleni Mauro (Liv) - MI.

LENA, figlia di Dagnino Lo-
dovico (Can) - 28 agosto:
RICCARDO, figlio di Mangani

Francesco (Liv) - DANILO,
figlio di Tognozzi Renato
(Liv).

A tutti i piccolissimi
«ansaldini » e ai loro ge-
nitori i nostri auguri più
fervidi.

Si sono sposati

21 giugno: PECCHIOLI Pie-
tro (Mec) con Marchese Te-
resa - 1 agosto: TOCCHINI
Ottorino (Liv) con Berni Jo-
landa - 7 agosto: BELLANI
Carlo (Mec) con Lopalco An-
gela - CASSINASCO Maria
Luisa (Fon) con Salvai Gio-
vanni - 8 agosto: BERTO-
GLIO Angela (Fon) con Di
Puccio Ennio - 9 agosto: MO-
RELLI Emilio (Liv) con Del
Frate Maria - 14 agosto:
TRUCCO Renato (Mec) con
Chiste Bruna - 15 agosto: DEL
SANTO Vasco (Liv) con Qui-
lici Piera - FILIPPI Mario
(Liv) con Pracchia Luciana -
RICATTI Angelo (Car) con
Ghersi Franca - 19 agosto:
RAVERA Domenico (Can)
con Campora Domenica - 22
agosto: PIAMPIANI Franco
(Liv) con Salvadori Liana -
MASSA Luciano (Mef) con
Garbini Maria Teresa - MAR-
CARELLI Guglielmo (Can)
con Martini Maria - 23 ago-
sto: ROSSI Aldo (Mec) con
Mangini Maria - 26 agosto:
SCALI Carmelo (Mec) con
Tanizzi Angela - 28 agosto:
MOCCAGATTA Alessandro
(Can) con Borgatti Wanda -
29 agosto: FALDI Oliviero
(Can) con Magnani Delia -
30 agosto: REPETTO Giovan-
ni (Can) con Gianni Elena -
MANTOVANI Azeglio (Can)
con Salvatico Maria.

Agli sposi ì nostri vìvis-
simi auguri.





CURA DEGLI UTENST

L'acciaio e il ferro
sono la carne dell’uten-
sile, soggetta come ogni
cosa di cuesto mondo a
logorarsi, invecchiare e
morire.

L’utensile malato pas-
sa al Revarto attrezze-
ria, dove la chirurgia
dell’utensile è praticata
al viù alto livello. Mac-
chine come.la « affilatri-
ce » « smerigliatrice »
« rettificatrice » trattano
il pezzo con quella pre-
cisione tecnica che è ga-
ranzia di personale se-
lezionato.

Un utensile da tornio,
ad esempio, cuando è
consegnato al reparto è
praticamente inservibi-
le. Lo esamina, quando
se ne dà l’opportunità,
lo stesso Cavo reparto.

Dalle sue mani nasse-
rà quindi a cuelle del-
l'operaio addetto alla
macchina affilatrice, che
provveda subito a piaz-
zarlo sul viano inclina-
to di 6° della medesima,
nel nunto dove !a mola
«Cristol» e il niano for-
mano « l’angolo di spo-
glia».

AI contatto elettrico
frulla silenziosa la mac-
china che s’avvia, Ma al
fine di non compromet-
tere il buon esito della
operazione è necessario
usare molta attenzione
e, mentre l’abrasivo
« Cristol » rifinisce la
piastrina, evitare che
esso venga a contatto
con lo stelo dell’utensi-
le. La « Cristol = rovi-
nerebbe il lavoro pner-
chè ron è adatta a lavo-
rare acciai al carbonio.
Per mantenere l’utensi-
le nella esatta angola-
zione ovvortuna alla la-
vorazione e al ripristino
della piastrina è però
necessario lavorare an-
che lo stelo,

Mancava al reparto
una mola adatta a lavo-

rare lo stelo. Mancava,
per essere più precisi,
una affilatrice per ac-
ciaio al carbonio. Per
ovviare a questo incon-
veniente si era dovuto
in passato ripiegare su
operazioni sussidiarie
con una gran perdita di
tempo.

Ma al cavo reparto
era venuta l’idea. E’ un
ragazzo, il capo Michele
Pugnana, dei Cantieri
Ansaldo del Muggiano,
che il suo mestiere lo
conosce bene, serio, vo-
lenteroso e soprattutto
tenace.

Avrebbe costruita lui

stesso la macchina. E
così fece. Non importa
come. Nei ritagli di

tempo e con materiale
scartato raccolto ner le
officine. E' sembre la
volontà e la capacità
che contano, il resto è
accessorio, La macchina
fu bvronta in qualche
mese e ad essa fu aGat-
tata la mola « Alun-
dum », quella che può
lavorare l’acciaio al car-
bonio dello stelo come
si conviene,

Con questa macchina
ora è possibile lavorare
il pezzo, alternandolo
sulla « Cristol » e l’« A-
lundum », fino alla com-
pleta affilatura, e que-
sto con notevole econo-
mia di temvo e una
maggiore sicurezza.

L’utensile è guarito,
scomparsa la brutta
scheggiatura che detur-
pava la sua piastrina, ri-
scattato dalia ruggine
che lo faceva cieco di
luce, l'acciaio è tornato
a brillare levigato e
compatto e tra poco nel.
le officine dove è desti-
nato, potrà narrare ai
metalli amici la sua

nuova esperienza,
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PROPOSTA N. 5251.

« Vorremmo proporre la co-
struzione di un atirezzo per
la rettifica dei giochi radiali
tra le palette del rotore della
turbina e la parte fissa della
cassa. Attualmente il lavoro si
eseguisce a mano in cattive
condizioni di attrezzatura.
Uniamo schizzo illustrativo,
ma preghiamo il Comitato di
interpellarci per maggiori
chiarimenti ».

Due operai del MOTU:
Quartini Luciano med. 74051
e Natale Grattarola med,
74020,

RISPOSTA.

- La proposta denota concre-
to interessamento di cui la Di-
rezione si compiace. Il sugge-
rimento si giudica utile ed ac-
cettabile. Per quanto lo schiz-
zo non sia sufficientemente
chiaro, il concetto è stato per-
fettamente compreso e, d’ac-
cordo coi proponenti, VUTO
(sig. Maestri) provvederà alla
costruzione di un primo at-
trezzo.

PROPOSTA N. 5136.

Al reparto DEGR, dove si
lavora con macchine stranie-
re, sarebbe opportuno avere a
disposizione dati, tabelle e
schemi tradotti in italiano, af-
finchè con questi elementi sia
possibile all’operaio approfon-
dirsi maggiormente nella co-
noscenza della macchina che
adopera, ottenendone anche
una più celere messa a punto.

RISPOSTA.

La proposta merita consi-
derazione perchè è animata da
buon interessamento.

Dati e tabelle tradotte re-
lative a quelle macchine per
le quali le case costruttrici
hanno forniti elementi, sono
già esposti al DEGR. Per i da-
ti relativi ad altre macchine,
sono in corso di preparazione
degli stralci debitamente tra-
dotti, che per scarsezza di
tempo non sono ancora pronti.

Per ulteriori chiarimenti il
proponente è invitato a rivol-
gersi al sig. Langer (DEGR),

PROPOSTA N. 2523.

Fa presente che le aperture
parte basamento lato volano
del motore 370 non permetto-
no di eseguire agevolmente la
pulizia interna perchè troppo
piccole. Propone che vengano
allargate di 150 mm.

RISPOSTA.

La proposta è attuabile e sa-
rà passata in applicazione al
più presto. L’Ufficio DIL è sta-
to appositamente interessato.

PROPOSTA N. 5407.

Per evitare il ripetersi di
piccoli inconvenienti che però
potrebbero avere delle gravi
conseguenze, sarebbe opportu-
no ripristinare alle mole (spe-
cie nella nuova Caldereria) il
vecchio sistema di protezione
già adottato in passato, consi-
| stente in uno schermo traspa-
rente con funzione di para-

scheggie,

Considerando nello stesso
tempo la non assoluta pratici-
tà del vecchio sistema, abbia-



o CASSETTA DELLE IDEE +.

mo ideato questo nuovo siste-
ma di semplice ed economica
realizzazione.

(Allegato schizzo).

RISPOSTA.

L’interessamento del pro-
ponente è motivo di compia-
cimento, I sistemi di appli-
cazione degli schermi alle mo-
le si può dire che sono infi-
niti e quello del proponente
incontra il favore della Dire-
zione.

L'esperimento sarà fatto e
la MAN ne curerà l’applica-
zione su un certo numero di
mole, specie in Caldereria. Pe-
rò si coglie l’occasione per fa-
re osservare che la questione
delle protezioni delle mole è
lungi dall’essere risolta a cau-
sa del fatto che pochi sono
quelli che adoperano le prote-
zioni e gli occhiali,

PROPOSTA N. 4934.

Propone che, per celerità di
lavoro, le forge dei fabbri
vengano modificate in modo
da poter ottenere due fuochi
distinti, uno grande ed uno
piccolo, da usarsi opportuna-

mente secondo il lavoro da
eseguire,

RISPOSTA.

La proposta è accettata.

Sarà incaricata la MAN
per completare i disegni co-
struttivi della forgia. Il pro-
ponente è invitato a presen-
tarsi all’ing. Basile (CALD)
per chiarimenti.

PROPOSTA N. 4943.

Sono anni che il reparto
DEGR costruisce ingranaggi
per turbine e che i vari Capi
ed Ingegneri si recano a bor-
do per il loro controllo, ma
non si è mai pensato di invia-
re assieme a loro un operaio
dello stesso reparto.

Ciò sarebbe molto utile,
perchè l'operaio oltre a pro-
vare una soddisfazione, avreb-
be la possibilità di seguire da
vicino il funzionamento di ciò
che ha costruito, ricavandone
grande vantaggio.

RISPOSTA.

E’ desiderio della Direzione,
in linea generale, che gli ope-
rai si rendano conto, sugli im-

Rae R2S 0080/9000) 16/916 N0/0 ea] I EIaHI8ls 18/0 IBlb MIRI

I NOSTRI

CONCORSI

DUE REBUS



n
funr)ee

È mR

ULI

















Dis

CIT

Dia

Inviate la soluzione dei due «rebus» alla Redazione de
«l’Ansaldino» (Recapito Ansaldo, Genova).

Fra coloro che avranno inviato la soluzione esatta sa-
ranno estratti a sorte i seguenti premi: un vaso di cristallo
(offerto dalla Neotecnica); una matita d'argento a quattro
colori; un posacenere di cristallo; un portafogli di pelle.



IL VIAGGIO

A FIRENZE



Questa è l'esatta ricostruzione della fotografia «tagliata
a pezzi» che abbiamo pubblicata nel penultimo numero. Alla
soluzione di questo piccolo problema fotografico era legato.
come ricorderete, un premio da estrarsi a sorte fra i solu-
tori: un viaggio gratuito a Firenze.

La sorte ha designato il vincitore nel signor Angelo Tra-
verso, operaio al Cantiere di Sestri.

pianti e sulle navi, del lavoro
eseguito nell’officina.

A tale concetto si ispira la
partecipazione alle prove di
un sempre maggior numero di
interessati e ciò si pratica da
un po’ di tempo a questa par-
te. La raccomandazione sarà
tenuta presente anche per ciò
che riguarda il DEGR. Però si
consideri che le possibilità so-
no limitate se si tiene conto
che al Meccanico vi è una
forza di circa 4300 dipendenti.

©
PROPOSTA N. 4993.

Segnala che il vagone, che
di solito si trova sul binario



il mondo



nei francobolli



Col mese di settembre
riprende l’attività filatelica
e questo mese è interna-
zionalmente considerato lo
inizio dell’anno filatelico. I
nuovi cataloghi sono im-
riessi nel mercato subito
seguiti da innumeri listini-
prezzi che ne ricalcano più
o meno le quotazioni, E°
previsto un aumento gene-
rale dei prezzi (ogni anno
succede così!) e sia l’italia-
no Sassone che i francesi
Yvert & Tellier terranno
impegnati, per almeno tut-
to ottobre, i collezionisti a
rivalutare le loro colle-
zioni.

Dalla nostra Sezione Fi-
latelica giungono buone no-
tizie; eccole in succinto,
specialmente per i colle-
zionisti che... temono di
presentarsi:

— Soci iscritti: 70 (previ-
sti 100 per fine anno).

— Riunioni: 10-11 al mese
(vespertine, serali, do-
menicali).

-- Media per ogni riunio-
ne: 25 soci.

— Servizio libretti a scel-
ta con sconti fino al 50
per cento.

— Prelievo da detti libret-
ti negli ultimi 2 mesi:
oltre L. 70.000.

— Servizio novità dei se-
guenti Paesi: Italia,
San Marino, Vaticano,
Trieste A, Somalia,
Olanda, Svizzera, Fran-
cia, Germania, Israele
(con leggero sovraprez-
zo sul facciale per l’e-
stero),

— Distribuiti in 3 mesi di
attività di detto servi-
zio: 10.000 pezzi.

— Sconti fino al 30% per
acquisti di albums, clas-
sificatori ed altro mate-
riale vario.

Lasciamo andare: queste
sono facilitazioni tangibili
e, dato l'aumento sopra ac-
cennato dei prezzi a cata-
logo, ottenere francobolli a
valore facciale o quasi
rappresenta un ottimo in-
vestimento. Chi ha Trieste
A sa che piacere fa un 100
lire acquistato cinque anni
fa a non più di 125 e che
oggi non si trova a meno
ai 6.500 lire! E Trieste di
questi salti ne ha fatto al-
meno una diecina.

Questo è il lato specula-
tivo, purtroppo sempre
presente; ma il lato esteti-
co cosa fa pensare ai col-
lezionisti di Svizzera con i
suoi fiori e farfalle dai te-
nui colori? E Israele? E
Francia?

CERVETTI.







Ri ° 1

della grande torneria, ha il
piano superiore completamen-
te in ferro; suggerisce rive-
stirlo in legno, dato che deve
trasportare materiale lavorato
e semi-lavorato da trattarsi
con riguardo.

RISPOSTA.

Non appena il MAN/FALE
sarà un po’ alleggerito del ca-
rico di lavoro, provvederà alla
costruzione del piano in legno
forte, proposto.





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di anni 56, dipendente del
Meccanico, deceduto il 25-8-
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Lascia un figlio.

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DEI DIPENDENTI ‘
DELL’ ANSALDO S.A. (





È
È

g Edito dall’ Ansaldo S, A. i
d P. Carignano, 2 » Genova

; i
Di

DANTE JANNONE
Redattore responsabile

*

Autorizzazione del Tribunale di
Ì Genova n. 299 - 6 Maggio 1954




*

F.lli PAGANO - TIP.EDIT. S.p.A.
Via Monticelli, 11 - Genova
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I motoristi Luigi Amadio e Arnaldo Negrini ispezionano la pompa aria di lavaggio del motore Ansaldo-Doxford 67LB5
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vondita al pubblico L, 30



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SOSPENSIONI
NL CANTIERE

uanto avremmo preferito in-

titolare questo articolo « nuo-

vi lavori » e quanto più facile
sarebbe stato per noi scriverlo e
per voi leggerlo! Ma il nostro do-
vere giornalistico ci impone di
informare oggettivamente i nostri
lettori, così come la nostra co-
scienza di uomini ci comanda di
veder le cose realisticamente come
sono e non come vorremmo che
fossero. E dalla realtà trarre le
logiche conseguenze.

Il provvedimento di sospensione
al Cantiere, a turni mensili di
circa duemila dipendenti, si sta
attuando e comprendiamo benissi-
mo, oltre il disagio economico, la
preoccupazione per l’avvenire che
esso determina nei lavoratori.

Questo doloroso provvedimento,
come è confermato dall’accerdo
tra Direzione e Commissione In-
terna Centrale che pubblichiamo
in altra parte del giornale, non
prelude a licenziamenti ed è deter-
minato dalla inderogabile necessi-
tà di attendere la ripresa delle
costruzioni che abbiamo buone
ragioni di ritenere non lontana.
Confidiamo che nei prossimi mesi
si debba delineare una situazione
di ripresa verso la normalizzazio-
ne del lavoro.

E’ bene poi che tutti sappiano
che, malgrado questo inevitabile
provvedimento, le perdite della
Società nel corso di questo anno
sono tutt'altro che lievi. Questo lo
diciamo non per consolare i so-
spesi o per allarmare coloro che
sono al lavoro negli altri stabili-
menti ma per rendere partecipi,
come ci eravamo proposti e come
in ogni numero cerchiamo di fare,
tutti i dipendenti di quel che di
buono o di cattivo registra la vita
aziendale. E lo facciamo perchè
siamo certi che la consapevolezza
di tutti aumenta il senso di re-
sponsabilità di ciascuno.

GENOVA, 15 SETTEMBRE 1954

Lei ateneo 3 QUINDICINALE DEI DIPENDENTI DELL'ANSALDO S.A. 30 See enne

Gruppo Secondo







Lo scafo della «Costruzione n. 1494» è quasi ultimato. Nella foto si riconoscono, da sinistra, il montatore
Pisano, il saldatore elettrico Benedetto Ferrando e il montatore Andrea Canepa.

postale



Felice

bai







ANGOLI DEL MECCANICO











Il fresatore Luigi Tocisne mette in moto la Kent-Owens

Quelli che non hanno fami-
liarità con il Meccanico, sen-
tendo parlare della « costru-
zione palette » e dell’« Officina
PALE » forse non restano
completamente appagati nella
loro curiosità. Difatti il nome
« palette » fa pensare a 0g-
getti che non hanno molta so-
miglianza con ciò che, fra l’al-
tro, il Meccanico costruisce, e
cioè con le palette delle tur-
bine a vapore.

Nessuno direbbe, vedendole,
che esse hanno un compito co-
sì fondamentale e al tempo
stesso delicato. Esse rappre-
sentano la forza, giacchè ser-
vono ad imprimere il movi-
mento e la potenza alla tur-
bina; non solo, ma rappresen-
tano anche la precisione più
scrupolosa, perchè dipende
molto dal modo come esse so-
no lavorate e rifinite se si ot-
tiene un consumo più o meno
basso di vapore. Costituisco-
no esse, dunaue, una delle
parti più significative delle
turbine a vapore,

Ed è per questo importante
motivo che l’Officina PALE
non è ormai più quella di una
volta; e se gli operai che vi
lavorarono nel passato, vi
tornassero, non la riconosce-



rebbero. E non la riconosce-
rebbero non tanto per le ester-
ne forme che sono all’incirca
le stesse, ma per il contenuto,
cioè per gli impianti e i mac-
chinari nuovi che vi sono sta-
ti installati e ancor più per lo
spirito nuovo che vi aleggia,
Spirito nuovo che è maturato
nei contatti avuti con le ditte
più - progredite in materia e
negli importantissimi lavori
nuovi che il Meccanico sta
eseguendo, Si cammina a pas-
so celere, dunque,

Qualcuno potrebbe doman-
dare: e il vecchio capo officina
Reggio come se l’è cavata? In-
tanto non si tratta di un
« vecchio ». Si tratta di un
Reggio maturo di esperienza,
ma al tempo stesso fervidissi-
mo di entusiasmo. Ha capito
in un baleno le esigenze dei
tempi nuovi ed eccolo cimen-
tarsi, senza tentennamenti, nei
più arditi e moderni problemi
tecnici. Il passato fu anhc’es-
so di avanguardia e ne siamo
orgogliosi, ma ora è l’avveni-
re che conta, E l’avvenire ri-
chiede nuovi mezzi specializ-
zati, nuovi sforzi.

Ond'è che numerose mac-
chine vecchie sono state col-
locate a riposo ed altre, ultra-

‘officina pale

moderne, hanno preso il loro
posto. Per esempio:

la Fresatrice KENT OWENS
a comando idraulico, compie
automaticamente la lavorazio-
ne completa dei tacchetti (fre-
satura dell’ancoraggio non a
raggio e taglio) e quelle delle
palette fisse fino a 90 mm. di
lunghezza (fresatura ancorag-
gio, scanalatura per filo di col-
legamento e taglio pezzi).

La Fresatrice CINCINNATI
HYDROMATIC a comando
idraulico della tavola e della
testa porta fresa. E’ per = la-
vorazione a ciclo » e per fresa-
ture di profilo. Viene utilizza-
ta nella fresatura della gola,
in una sola passata, delle pa-
lette a profili spostati; nella
esecuzione del ringrosso della
gola per il filo di collegamen-
to delle valette di bassa pres-
sione ed infine nella fresatura
della ripresa del dorso e della
gola delle palette.

La Fresatrice NEWTON a 4
mandrini verticali, ciascuno a
comando indipendente, ese-



Il fresatere Tomaso Conti alla Cincinnati Hydromatic

barre è automatico. Questa
macchina può eseguire in par-
ticolare dei profili grandi di
palette, consentendo in certi



Un tecnico della Casa costruttrice collauda la Rigide S.4

guisce la fresatura dei profili
ricavati da barre a sezione
rettangolare. Due frese sgros-
sano il vrofilo e due lo fini-
scono, L’avanzamento delle

casi di affrancarsi dalla dipen-
denza da trafilerie esterne,

La Fresatrice MODERN
TOOL col movimento della

tavola a comando idraulico
serve per la fresatura degli
ancoraggi a raggio interno ed
esterno, di qualsiasi tipo di
palette, per raggi fino a 1.000
mm.

La Fresatrice RIGIDE S. 4,
a mandrino orizzontale, con
copia idraulico in verticale,
serve per la lavorazione del-
la gola e del dorso delle pa-
leite di grandi dimensioni,

La Fresatrice tipo pialla RI-
GIDE P. 201 è dotata di co-
pia idraulico verticale e di
congegno basculante a coman-
do idraulico. E’ particolarmen-
te adatta per eseguire la fre-
satura del dorso e della gola
delle palette svergolate lun-
ghe fino a 800 m.

Con questi mezzi nuovi non
vi sono più ostacoli a marcia-
re rapidamente verso una su-
periore qualità e a ridurre
nettamente i tempi e i costi di
produzione.

E’ ciò che le supreme esi-
genze di vita vogliono e che
il Meccanico sta facendo ce
farà.

La Modern Tool (a sinistra) con l'operaio Giuseppe Bruzzo, e la Newton a 4 mandrini (a destra) col fresatore Adriano Fossati

È
}































3

PARLIAMO ANCORA DEGLI STIPENDI

Seconda intervista con il Direttore Generate

L'intervista deì Diretto-
re Generale pubblicata sul
n. 3, come prevedevamo,
ha suscitato un notevolis-
simo interesse e ha deter-
minato una serie di richie-
ste, chiarimenti e deluci-
dazioni attraverso nume-
rose lettere di dipendenti.

Per rispondere a queste
domande e per proseguire
questa illuminante discus-
sione abbiamo nuovamen-
te intervistato il Direttore
Generale,

Fra i molti scritti perve-
nutici, avevamo avuto mo-
do di constatare che qual-
che lettore riteneva erro-
neamente che la determi-
nazione degli stipendi ve-
nisse fatta dalla Direzione
Generale. A tale proposito
il Direttore Generale ci ha
dichiarato:

Com'è noto ii trattamen-
to economico del personale
impiegatizio è ai compe-
tenza delle Direzioni di
Stabilimento în quanto so-
no le Direzioni di Stabili-
mento quelle che avanza-
no le proposte di modifi-
che di stipendio, proposte
che la Direzione Generale
rende esecutive dopo aver-
ne vagliato il contenuto
entro i limiti di un inqua-
dramento generale, fissato
dalle possibilità economi-
che dell’Azienda.

In un complesso nume-
roso e non uniforme quale
è quello del personale im-
piegatizio dell’ Ansaldo
non potrebbe riuscire age-
vole all’ufficio centrale
che amministra questo
personale dì valutare, per
mancanza di una diretta
conoscenza dei singoli, la
attendibilità delle propo-
ste avanzate dalle Direzio-
mi di Stabilimento in fa-
vore deì proprì dipendenti.
E’ stato quindi necessario
attuare un sistema che,
senza avere la pretesa di
essere perfetto, si prefigge
lo scopo di contenere le
eventuali sperequazioni di
giudizio che possono na-
scere dalla maggiore o mi-
nore larghezza che le sin-
gole Direzioni adottano nel
valutare persone che pre-
stano la loro opera a parità
di funzioni nell’uno e nel-
l’altro stabilimento.

Lo studio fatto a suo
temno dalla Direzione Ge-
nerale ha avuto appunto
lo scopo di costituire un
argine dì contenimento a
queste sperequazioni ob-

bligando le Direzioni che
avanzano proposte a favo-
re dei loro dipendenti a
giustificarle con una « va-
lutazione di merito ».
Questa valutazione di
merito è fondamentale per
stabilire l’entità dello sti-
pendio da assegnare al-
l’impiegato di una deter-
minata categoria e funzio-
ne, e questa valutazione
non può essere fatta in mo-
do sommario in base ad
impressioni soggettive per-
chè un tale metodo po-
trebbe portare a gravi er-
rorì e sperequazioni che è
necessario evitare.

Al Direttore Generale
abbiamo voi chiesto qual-
che chiarimento sui criteri
con cui si determinano le
valutazioni di merito dei
dipendenti ed egli ci ha co-
sì risposto:

Per dare alla valutazio-
ne di merito un valere
per quanto è possibile
obiettivo sì deve ricorrere
ad un esame analitico del-
le varie caratteristiche

personali, secondo un pre-
determinato quadro, in
modo che il compendio di
queste determinazioni ana-
litiche possa essere con-
cretato în un numero arît-
metico che esprima la va-
lutazione di merito.

Senza scendere a troppî
dettagli basterà tenere
presente che nel quadro
delle valutazioni sono pre-
se în considerazione le do-
ti naturali (intelligenza,
onestà, carattere), le doti
di costume dipendenti dal-
la volontà dell’ individuo
(disciplina, attività, colla-
borazione), le doti deri-
vanti dalla cultura (prepa-
razione culturale, compe-
tenza specifica, tecnica di
comando e di organizza-
zione, ecc.).

Queste doti hanno evi-
dentemente un veso diver-
so ner lo scopo che la va-
lutazione si propone (ad
esempio la competenza
tecnica specifica è più im-
portante per le categorie
inferiori, mentre per le ca-
tegorie viù alte, o che eser-

citano funzioni di coman-
do, prevalgono altre doti
quali la preparazione cul-
turale, l’attitudine al co-
mando ed alla collabora-
zione, lo sviluppo intellet-
tuale).

Si è ritenuto con questo
sistema di creare un mez-
zo sufficientemente idoneo
per raggiungere, per quan-
to è possibile, una valuta-
zione obbiettiva delle sin-
gole persone. Molto pro-
babilmente, data la com-
pagine rilevante degli im-
piegati dell’ Ansaldo (ciìr-
ca 3.500 unità), non è da
escludersi che si possano
verificare talora inconve-
nientiì sia per mancata
tempestiva segnalazione
da parte delle Direzioni,
sia per disarmonie nelle
valutazioni di merito che
vengono fatte da persone
diverse, sia infine perchè
la situazione economica a-
ziendale ha in molti casi
posto una limitazione al
numero delle proposte di
aumenti, per contenerne la
relativa spesa entro quei



Il saldatore elettrico è
l’uomo che scherza con
il fuoco, ma avendo il
pudore di non scherzare
sul lavoro, si scherma
dietro una maschera di
fibra.

La fiamma che si spri-
giona dalla nunta del
sottile elettrodo accende
sui metalli che deve

unire fra loro, meravi-
gliosi fuochi d’artificio:
stelle dalle mille punte,



Aalei RLA CEE

IL SALDATORE ELETTRICO

zampilli preziosi e ca-
scatelle luminose che
nell’ora tenera del tra-
monto nrendono, a vol-
te, il colore dell’oro an-
tico, a volte. la luce di
inestimabili brillanti.
Durante il suo lavoro
d’ogni giorno il saldato-
re elettrico vive una
notturna sagra di paese
meridionale e, forse ner
questo, la fatica è meno
dura e il latte che lo di-



SI

sintossica prende il sa-
pore di vino generoso
spillato da vecchissimi
fusti.

C'è in lui qualcosa
del... radiologo: i raggi
ultravioletti sono egual-
mente i suoi fieri nemici
dalla cui micidiale invi-
sibile luce cerca di di-
fendersi con una barda-
tura da guerriero me-
dioevale: grembiule,
guanti, manicotti e ghet-
te di cuoio che, purtrop-
po, non sempre riescono
a difenderlo compiuta-
mente,

Ma con lui il lavoro è
diventato più ranido, la
chiodatura e il calafa-
taggio possono essere
spesso eliminati e i suoi
elettrodi, simili alle asti-
celle cinesi ver mangia-
re il riso o a ferri da
calze ner antiche mas-
saie, sono, invero, una
specie di bacchette ma-
giche maneggiate da un
abilissimo prestigiatore
non per far uscire da un
cappello a cilindro co-
nigli, colombi e palline
colorate, ma per com-
piere un’opera niù per-
fetta con minor tempo
e, sopratutto, con minor
fatica.

ALGA



limiti che possono ragio-
nevolmente essere soppor-
tatì dalla Società.

A questo punto abbia-
mo. chiesto al Direttore
Generale quali siano le
doti che maggiormente
giocano ai fini di una valu-
tazione e così ci è stato ri-
sposto:

E° fuori dubbio che la
competenza specifica è ele-
mento fondamentale per
la valutazione di merito,
ma în un complesse pro-
duttivo quale è il nostro,
dove ogni realizzazione è il
frutto dell’apporto armo-
nico delle innumerevoli at-
tività dei singoli, assume
capitale importanza quello
spirito di sana costruttiva
collaborazione che è il
principale fattore neces-
sario a consentire în qual-
siasi impresa fondata su
rapporti umani di raggiun-
gere risultati concreti,

Per questa ragione par-
ticolare împortanza viene
data, nella valutazione di
merito, alla lealtà e allo
spirito di collaborazione
inteso non già come una
cieca passiva adesione alle
direttive superiori, ma an-
che, ove sia necessarìo, co-
me una ragionevole critica
purchè essa sia fatta sem-
pre per fini costruttivi.

Abbiamo infine doman-
dato al Direttore Generale,
rendendoci interpreti dei
suggerimenti di qualche
nostro lettore, se riteneva
opportuno rendere di pub-
blica ragione i giudizi e-
spressi, con le valutazioni
di merito, ed abbiamo avu-
to questa risposta:

E° evidente che i gìudi-
zi di merito non possono
essere resì di pubblica ra-
gione come qualcuno desi-
dererebbe, e questo per do-
verosa tutela della suscet-
tibilità e della dignità di
ciascuno; ciò non toglie
che possa essere legittimo
il desiderio di ciascuno di
conoscere la propria valu-
tazione perchè possa even-
tualmente essere messo in
grado di correggersi e mi-
gliorarsi, e riteniamo che
in tal senso sia possibile
completare in avvenire il
sistema mediante la reda-
zione periodica di una
scheda di valutazione di
merito personale, iîl cuì
contenuto potrebbe essere
comunicato ai singoli inte-
ressati a loro richiesta.

* PANORAMA



LE SOSPENSIONI A SESTRI

Il testo dell'accordo

Ecco il testo dell’accordo
concernente le sospensioni al
Cantiere di Sestri:

Tra la società ANSALDO,
rappresentata dal Direttore
Centrale ing. Domenico Zirilli
e dal V, Direttore Centrale
avv. Alberto Boyer,

e la Commissione Interna
Centrale, rappresentata dai
sigg.: Parodi Carlo, Gaggero
Antonio, Fabbri Carlo, Casa-
lino Giovanni, Ferrando An-
gelo, Micheli Alfredo, Cariini
Giovanni, Visconti Pietro, Ba-
righini Emilio, Tracino Aldo,
Gasparini Fausto,

premesso che da parte dei
rappresentanti dei lavoratori
sono state manifestate vive,
preoccupazioni circa la man-
canza di un adeguato carico
di lavoro e per le gravi con-
seguenze economiche che si
prospetterebbero a tutti i la-
voratori qualora la situazione
dovesse potrarsi molto a lun-
go nel tempo,

premesso che la Direzione
dell’Ansaldo ha attualmente
in corso numerose trattative,
sia sul mercato nazionale che
su quello internazionale per
l’ acquisizione di commesse
navali, e che ha fondate ra-
gioni di ritenere che qualcuna
di dette trattative possa es-
sere conclusa favorevolmente
entro i prossimi mesi, con con-
seguente ripresa dell’attività
produttiva del Cantiere,

premesso inoltre che la Di-
rezione dell’Ansaldo dichiara
che le sospensioni oggetto del
presente accordo non preludo-
no a problemi di ridimensio-
namento del personale, si
conviene qduanto segue:

1°) in relazione alla tem-
poranea carenza di lavoro la
Società Ansaldo, oltre gli at-
tuali sospesi negli stabilimenti
sociali di Genova, effettuerà
la sospensione di un numero
massimo di 2.000 operai al
Cantiere Navale di Sestri.

2°) Al personale, nei perio-
di che verrà a trovarsi in sta-
to di sospensione sarà prati-
cato il seguente trattamento:

a) Impiegati - verrà cor-
risposto il trattamento previ-
sto per il caso di sospensione
dall’ art. 6) del vigente con-
tratto di lavoro;

b) Operai - trattamento
praticato al personale « in at-
tesa lavoro » ragguagliato a
40 ore settimanali.

3°) Per tutto il personale
sospeso, sia impiegatizio che
operaio, la Società effettuerà
il versamento dei contributi
previdenziali, all’Istituto Na-
zionale della Previdenza So-
ciale e, conseguentemente, gli
aventi diritto percepiranno gli
assegni familiari al 10%. As-
sicurerà inoltre l’assistenza
mutualistica ad eccezione, na-
turalmente, della indennità
temporanea di malattia, tenu-
to conto che gli interessati
percepiranno il trattamento di
sospensione.

4°) Per il personale ope-
raio del Cantiere Navale di
Genova Sestri, sospeso in re-
lazione alla carenza di lavoro,

verrà effettuata una rotazione
mensile tra il personale al la-
voro e quello in sospensione.

5°) L’orario di iavoro per
il personale occuvato al Can-
tiere Navale di Genova Sestri
rimane invariato.

6°) Il presente accordo a-
vrà validità dal 16 settembre
1954 al 15 gennaio 1955.

Entro il 15 Dicembre 1954 le
parti contraenti si reincontre-
ranno per esaminare la situa-
zione di carico di lavoro del
Cantiere Navale, in relazione
alla conclusione delle tratta-
tive. in corso, e da marte delle
C, I, si fa riserva, nel caso det-
ta situazione non sia favore-
vole, di denunciare il pre-
sente accordo e, conseguente-
mente, riprendere la propria
libertà d’azione.

Genova, 11 settembre 1954.

p. l’ANSALDO S. .A. f.to:
ing. D. Zirilli - avv. A. Boyer.

p. la COMMISSIONE IN-
TERNA CENTRALE f.to C.
Parodi - C. Fabbri - A. Mi-
cheli - A. Gaggero - A. Fer-
rando - G, Casalino - F. Ga-
sparinì - A. Tracino - P. Vi-
sconti - E. Barighini - G, Car-
linì.

So

Dichiarazione a verbale dei
rappresentanti dei lavoratori.

La Commissione Interna
Centrale, preso atto del rifiu-
to della Direzione dell’Ansal-
do di anvlicare al personale
operaio, per il periodo di so-
spensione, il trattamento eco-
nomico concesso dalla Società
Nuova San Giorgio, si riserva
di effettuare presso Enti ed
Autorità gli opportuni passi
per cercare di ottenere il det-
to trattamento.













Due forni da cemento del diametro di mt. 3 x mt. 80 di lunghezza,
di recerte alla Cementeria Rossi di Piacenza

xivoro ) Navi per l'Indonesia

ES E Tee ci ee
Premi di anzianità

Ecco i nomi dei dipendenti
del Cantiere « L Orlando» che
hanno ottenuto il premio di
anzianità nel mese di agosto:

Avelardi Sirio; Bartolozzi
Restivo; Bernacchioni Sergio;
Bettini Ferdinando: Carpina
Gino; Chiapponi Nello; Citi
Mario; Colombini Alfredo;
Del Corona Sirio; Di Rosa An-
drea; Giorgetti Amerigo; Les-
si Ottorino; Manna Renzo;
Pastacaldi Alfredo: Pernice
Giovanni; Pierozzi Bruno;
Pietracaprina Sirio; Pulcinel-
li Mario; Tellini Gino; Vecce
Raul.

Indonesia. - I° staio con-
eluso recentemente con l'In-
donesia un contratto che assi-
cura all'’Ansaldo una commes-
sa per un ammontare com-
plessivo di oltre otto miliardi
di lire. Si tratta della costru-
zione al Cantiere di Livorno
di due corvette di 950 tonnel-
late e di due avvisi scorta di
1100 tonnellate ciascuno; uni-
tà che saranno fornite di im-
pianti modernissimi.

Gli apparati motori saranno
costruiti al nostro Stabili-
mento Meccanico di Sampier-
darena.



Iran. - E° stata assunta la
ordinazione per la fornitura



X\

FERROVIARIO



25 locomotive per l'India

In cuesti giorni si è iniziata
la lavorazione dei grezzi per
la costruzione delle 25 loco-
motive ordinateci a suo tem-
po dal Governo dell’India.

Queste locomotive si diffe-
renziano da quelle costruite
per le Ferrovie greche, per le
lero caratteristiche che sono
le seguenti:

Scartamento mt. 1.676; N. 2
cilindri A.P. diam. mm. 550;
Corsa degli stantuffi mm, 711;
Peso della locomotiva kg. 103
mila 500; Peso aderente alla
locomotiva Kg. 74.800; Sforzo
di trazione kg. 17.650; Pres-
sione di esercizio in caldaia
Kg./ema. 14,7; Superficie to-
tale di riscaldamento ma, 270,
Velocità massima Km. 90 al-
l'ora; Lunghezza totale con
tender mt. 23,876; Larghezza
mt. 3,048; Altezza mt. 4.229;
Peso a vuoto del tender Kg.
31.900; Peso in servizio del
tender Kg. 72.950; Capacità di



carbone Kg. 18.300; Capacità
di accua me. 22,75.

Sono stati spediti nel mese
di agosto i nrimi 2 carri ser-
batoio della capacità di me.
41,5 dei 100 commessici dalle
Ferrovie iraniale. Altri 20 car-
ri sono pronti in attesa d’im-
barco, nel mentre prosegue
alacremente il lavoro per l’ul-
timazione degli altri che dob-
biamo a saldo fornitura. Sono
pure in attesa d'imbarco n. 20
carri a carrelli tino MBR per
le Ferrovie pakislane per un
peso complessivo di ben 263
tonnellate.

Sono state inoltre consegna-
te alla Soc, Cornigliano altre
10 guarniture per cilindri ap-
poggio del treno di lamina-
zione del considerevole peso
di 65 tonnellate.

Sono state spedite in India
26 tonnellate di boccole in
bronzo per le Ferrovie in-
diane.



che sono stati forniti

in Iran di una centrale ter-
moelettrica, su due sezioni da
2400 Kw. ciascuna più un
gruppo Diesel alternatore da
100 Kw.

Tale fornitura, destinata ad
un nuovo impianto tessile la
cui costruzione è stata affida-
ta alla Società San Giorgio di
Genova, assume un notevole
rilievo sia per l'importo am-
montante a diverse centinaia
di milioni sia per l'apporto di
lavoro calcolato in circa 450
mila ore lavorative.

Pakistan. - La Società AI-
CA, che ci rappresenta nel
Pakistan occidentale, è in
trattative per concedere la
sub-agenzia per il Pakistan
orientale al sig. Mirza Mo-
hamed Agha che ha colà va-
ri interessi ed attività com-
merciali. Il giorno 8 settem-
bre il sig. Agha ha visitato
per un primo contatto la no-
stra Società, recandosi allo
Stabilimento Meccanico ed al
Cantiere Navale di Sestri.

Olanda. - La Società «De
Schelde » di Vlissingen (Olan-
da) ci ha passato l'ordinazio-
ne per la lavorazione del ta-
glio dei denti a ruotismi per
turbine.

VI Best: h

Il 9 settembre hanno visita-
to il Cantiere, ricevuti dal Di-
rettore Generale ing, Lombar-
di e dal Direttore del Cantie-
re ing. Carnevale, i sigg. sen.
William Purtell, Charles Pot-
ter, Donald Webster, membri
della Commissione del Senato
U.S.A. per il Commercio,

Fra le altre numerose vi-
site ricevute assumono par-
ticolare rilievo quelle degli
ingg. S. A. Razik e L. Zaki,

alti funzionari delle Ferrovie
egiziane, dell’ing. Golestaneh,
professore dell’Università di
Teheran e Alto Consigliere
delle Ferrovie iraniane, e di
Mustafa Afifi Effat direttore
dell'Azienda del gas del Carro.

FONDERIA |

COMMESSE

E’ stata recentemente acqui-
sita una ordinazione dal Mi-
nistero dei Trasporti per 375
tonn. di suole di ghisa spe-
ciale di vario tipo per elet-
tromotrici Breda. Tale forni-
tura rappresenta, per il nostro
reparto piccoli pezzi, un ap-
porto di circa 10 mila ore la-
vorative.

Inoltre in questi ultimi me-
si sono state aperte commesse
per complessive 130 mila ore
di mano d’opera, Sono degne
di maggior rilievo le ordina-
zioni di lingotti in ghisa Mee-
hanite per conto della Socie-
tà « Way Assauto » di Asti, di
bancali e carters per la « So-
cietà Meccanica della Mela-
ra » di La Spezia, di volani
coperchi e dischi per la « Mo-
tomeccanica » di Milano, di
eliche in bronzo al manganese
per conto dei Cantieri del
Gruppo Tirreno, nonchè getti
varii in ghisa e bronzo per
gli altri Stabilimenti della no-
stra Società.













AZIENDALE ©





MECCANICO



COMMESSE

Nel periodo dal 10 luglio
al 10 settembre sono state ac-
quisite le seguenti commesse:

Un apparato motore a va-
pore a due assi della potenza
di 2x 11.000 c.a. a 480 giri al
minuto primo per la Soc. Na-
valmeccanica di Castellam-
mare di Stabia.

Sedici collettori di vapore
per i Cantieri del Tirreno.

Due apparati motori a tur-
bina 2 x 11.000 c.a. per AA.SS.
per il Governo dell’Indonesia.

Lavorazione ruotismi per
i Cantieri del Tirreno,

Fornitura di una pressa al-
la Soc. Breda Elettromecca-
nica e Locomotive per curva-
re tubi fino a 63 mm, di dia-
metro per l’esecuzione di ser-
pentine per caldaia

Due apparati motori Diesel-
Ansaldo, ciascuno costituito
da: 3 motori M. 409 x 2.300

‘cav. eff. a 435 giri al l’; de-

stinati a 2 corvette, in costru-
zione nei nostri Cantieri, per
il Governo dell’ Indonesia.
Ogni apparato motore ha, in-
oltre, 4 gruppi elettrogeni da
100 KVA con motori Maybach
MD. 160.

Un apparato motore Diesel-
Ansaldo costituito di: due mo-
tori Diesel-Ansaldo Q. 370/6
RS, sovralimentati, x 900 cav.
eff. a 275 giri al 1’, con i se-
guenti gruppi elettrogeni: un
Diesel Dinamo da 80 kW con
motore Diesel-Ansaldo 2131/4;
un Diesel Dinamo da 40 kW
con motore Diesel-Ansaldo
2131/2; un Diesel Dinamo
compressore da 40 kW - 40
me, con motore Diesel-Ansal-
do 2131/2,

Un Diesel Dinamo da 31 KW
con motore Diesel-Ansaldo
1620/2 destinato alla Soc, Na-
visarma per Mn,, in costruzio-
ne al Cantiere Cassaro di
Messina, che farà servizio
presso le Isole Eolie.

Due gruppi marini Diesel-
Ansaldo 2131/3 destinati agli
Armatori Gulotta e Cusimano
di Sciacca, Questi due gruppi
hanno la potenza di 80 cav.
eff. a 390 giri al 1’.

Quattro gruppi marini Die-
sel Ansaldo 2131/4 destinati
agli Armatori Vecchiola, Lof-
fredo e Pallara di Porto San-
to Stefano e Scardamaglia &
Sarci di Palermo. Questi 4
gruppi hanno potenza, ciascu-
no, di 110 cav. eff. a 390 giri
ali1”%

Due gruppi marini Diesel-
Ansaldo 2131/4, destinati agli
Armatori Fichera di Augusta
e Gori di Sciacca. Questi due
gruppi sono sovralimentati,
della potenza, ciascuno, di 165
cav. eff. a 390 giri al 1°.

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q. 265/3, potenza 150
cav. eff. a 360 giri al 1’, desti-
nato agli Armatori Ciano,
Chianese, Chinappi, Gallinari
di Gaeta.

Quattro gruppi marini Die-
sel-Ansaldo Q. 265/4, destina-
ti agli Armatori Bertani di
Pesaro, Romani di Viareggio,
Piombi Ugo di Anzio e Pale-
stini e Del Zompo di S, Be-
nedetto del Tronto. Questi
quattro gruppi sono sovrali-

mentati, della potenza, cia-
scuno, di 200 cav. eff. a 360
giri al l’,

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q, 265/6R, della po-
tenza di 300 cav. eff. a 360 giri
al l’, destinato all’Arsenale
M. M. di Messina, per Mc.

.« Arno » a sostituzione di al-

tro motore attualmente in po-
sto,

Un gruppo marino Diesel-
Ansaldo Q, 265/7RS, sovrali-
mentato, della potenza di 525
cav. eff. a 360 giri l’, desti-
nato agli Armatori F.lli Neri
di Livorno.

E’ inoltre stata definita la
trattativa per la fornitura di
un grupno marino da 600 cav.
alla Impresa Cesare Davanzali
di Ancona,

Il gruppo, come i preceden-
ti forniti alla Soc. Rimorchia-
tori Laziali di Civitavecchia
ed all'impresa Neri di Livor-
no, verrà installato su di un
rimorchiatore di nuova co-
struzione.

Viene così sempre più dimo-
strato come tale tipo di mo-
tore possa fornire le più sod-
disfacenti prestazioni in un
genere del tutto particolare
di navigazione, tanto da ri-
scuotere la preferenza di sem-
pre più larghi strati del ceto
Armatoriale,

Al
di

Recentemente il Laborato-
rio di psicotecnica per l’orien-
tamento professionale è stato
visitato da Miss Marion Lowe,
dottoressa americana in scien-
ze sociali. La visitatrice era
accompagnata dalla dott. Car-
la Cortese della Scuola Supe-
riore di Assistenza Sociale di
Genova e dalla dott. Cuni-
berti, Assistente Sociale di
fabbrica dell’Ansaldo, ed è
stata ricevuta dalla dott. Car-
la Serra, Capo del Servizio
di psicotecnica dell’Ansaldo.
Miss Marion Lowe, che è ospi-

laboratorio
psicotecnica

te della Scuola Superiore di
Assistenza Sociale di Genova,
ha espresso il suo compiaci-
mento per l’organizzazione
dell’Ansaldo nel settore che è
stato l’oggetto della sua visita.

Terminato il corso

per turbinisti

Ha avuto termine recente-
mente al Meccanico il corso
per turbinisti che fu aperto
nel luglio 1953. Le lezioni, al-
le quali hanno partecipato do-
dici operai dell’officina mon-
taggio turbine, sono state te-
nute dagli ingg. Sciagata e
Zama. Sono state impartite
nozioni elementari di matema-
tica, fisica e termodinamica ed
in maniera piuttosto diffusa
sono stati trattati, sotto l’a-
spetto teorico e pratico, i pro-
blemi riguardanti la costru-
zione, la condotta e la manu-
tenzione delle turbine a va-
pore. Le lezioni sono state fre-
quentemente integrate da vi-
site alle officine di lavorazione
e di montaggio e da spiega-
zioni pratiche sulle turbine in
fase di montaggio e su gruppi
durante le prove di funziona-
mento, Alla chiusura del cor-
so è stata offerta a ciascun
allievo una copia delle lezioni,
raccolte in apposito volume.

Questo corso per turbinisti
si inquadra in un vasto pro-
gramma di miglioramento del-
la mano d’opera, programma
che da molto tempo è in atto
e in cui l’Ansaldo si è impe-
gnata a fondo. In particolare
lo Stabilimento Meccanico, in
virtù di una tradizione di la-
voro secolare, è assai sensibi-
le al miglioramento della qua-
lità dei suoi prodotti. I nostri
giovani che per ragioni va-
rie non hanno potuto ricevere
una preliminare, indispensa-
bile preparazione tecnica pri-
ma di avviarsi alla vera vita
di lavoro nelle fabbriche, tro-
vano in questi corsi la possi-
bilità di raggiungere quelle
posizioni alle quali giustamen-
te aspirano,

Una nuova bilanciatrice



Il capo squadra Carlo Rizzieri del Reparto bilanciamento
davanti alla nuova macchina

Nel nuovo Reparto Bilan-
ciamento del Meccanico è sta-
ta recentemente coilaudata e
messa in funzione una mac-
china elettrodinamica per la
equilibratura dei corpi rotan-
ti. La nuova bilanciatrice è
stata costruita dalla « Carl
Schenk Machinenfabrik » di
Darmstad (Germania) e le
sue particolari qualità sono
quelle di accomunare una
elevata sensibilità ad una ra-
pidità nel tempo di equilibra-
tura. La macchina, contra-
riamente a quelle già esisten-
ti nello Stabilimento e che
funzionano con un sistema

meccanico, lavora invece su
di un principio elettrico e la
sensibilità di tale principio di
misura elettrico è talmente
elevata da permettere la sicu-
ra registrazione delle oscilla-
zioni dei supporti portanti il
corpo rotante fino ad un’am-
piezza di mm. 0,0005. Viene
usata per l’equilibratura di
rotori di turbine e di quaiun-
que altro organo rotante che
abbia un peso compreso fra i
30 Kg. ed i 3.000 Kg. e può
bilanciare a 6 diverse veloci-
tà che vanno da 240 giri/l’ a
2.000 giri/1’. Lo sbilancia-
mento minimo leggibile è di
emer. 5.



MUGGIANO



Navigatori solitari

Negli ultimi giorni di agosto
hanno visitato il Cantiere del
Muggiano due originali naviga-
tori francesi, il sig, J. K. De
Grange e consorte. Il sig. De
Grange, giornalista parigino, ha
stabilito per il suo viaggio Can-
nes - Canberra, un itinerario
quanto mai pittoresco, Il mezzo
di cui dispongono i due naviga.
tori è un piccolo battello di
mt. 3.50, che deve la sua estre-



Ecco i dodici operai che hanno partecipato ai Corso per turbinisti: Quartini Enrico, Durzo

Felice. Caracciolo Francesco, Gadaleta Michele, Crud di
Germano, Capurro Mario, Bracco Francesco, Sommariva

Pastorino Giorgio

Umberto,
Augusto.

Ramberti
Rebora

Luigi, Russo
Giovanni e

ma leggerezza e manovrabilità
al fatto di essere costruito in
alluminio ed è dotato, inoltre,
di un motorino e di un penno-
ne per la navigazione a vela.
La sosta a La Spezia e la visi-
ta al Cantiere del Muggiano fu-
rono decise dal sig. De Grange
in seguito ad alcune modifiche
che egli volle apportare al. suo
natante. La Direzione, già a
conoscenza del carattere sporti-
vo dell'impresa, disponeva di
soddisfare la modesta richiesta
del sig. De Grange.

L'itinerario del viaggio Can-
nes-Canberra è assai interessan-
te comprendendo l’Asia Minore
e l’India, che i due navigatori,
che sanno trasformarsi anche
in globetrotters ed in alpinisti,
intendono traversare in tutta
la loro estensione, alternando
così alla navigazione, escursio-
ni e valichi di montagne. Il pic-
colo battello, convenientemente
sistemato su di un carrellino
smontabile a ruote, verrebbe
trainato lungo le piste di per.
correnza. Il viaggio è stato con-
cepito in termini di assoluta
novità e, se l’impresa avrà una
felice realizzazione, il signor
De Grange ricorderà ii nostro
Cantiere nelle pagine di un suo
libro di viaggio, grato del gen-
tile e cameratesco gesto di sim-
patia e di solidarietà dimostra-
ta dagli amici italiani.

inte









6

Mattinata

iorno 14 luglio.
(Sco di pioggia,

violenti. I pochi
tram che attraversano le
vie appena illuminate da
un’alba triste, sollevano
spruzzi di acqua fangosa
dalle rotaie.

Mentre i primi negozi
alzano rumorosamente le
saracinesche, il signor
Maffei esce di casa. Stor-
dito dal tempo e dal son-
no, si avvia frettoloso alla
solita fermata dove uno
sparuto gruppetto di per-
sone attende infreddolita
il nassaggio del tram.

Sono sempre le solite
persone di ogni mattina
ma sembrano meno. Dal
marciapiede balzano tutto
intorno irrequieti minu-
scoli zampilli. Gli ombrelli
gocciolanti non bastano e
le poche persone stanno a
ridosso del muro per ripa-
rarsi dal vento.

Il signor Maffei si uni-
sce al gruppetto e attende.
Rari e frettolosi i passanti,
il garzone del fornaio con
un sacco vuoto calato in
testa a mo’ di cappuccio,
e nochissimi tram che, na-
turalmente, risalgono la
strada in senso contrario.

Signore fà che venga.
Non ne nosso più e arrive-
rò in ritardo. Finalmente
giunge una vettura rigon-
fia di passeggeri, In breve
sul predellino si forma un
grappolo. L'acqua percuo-
te violenta i visi scoperti e
dalle mani aggrappate ai
supporti scende a rivoletti
dentro le maniche. La gen-
te è irritata e scontrosa, il
signor Maffei è incastrato
tra un signore ossuto e una
signora grassa sul ciglio
della piattaforma, quelli
dietro premono per met-
tersi al riparo, quelli den-
tro gli urlano che è villa-
no. Il signor Maffei, di so-
lito compito e garbato,
scatta inviperito, volano
insolenze e parolacce. In
pochi istanti si scatena una
baruffa generale. Al si-
gnor Maffei cadono gli oc-
chiali proprio nel mezzo
della mischia, e mentre il
tram si ferma, si china per
raccattarli. Qualcosa di pe-
sante lo colpisce proprio
mentre rintraccia i suoi oc-
chiali. Un dolore acutissi-
mo ed un occhio comincia
‘a gonfiare. Poi, qualcuno
scende, gli altri si quieta-
no - qualcuno parla ancora
in modo concitato ma or-
mai tutto è finito. Il signor
Maffei ha trovato ciò che
cercava ma le lenti sono

andate. Raccoglie la mon-
tatura contorta e la intro-
duce accuratamente nel
taschino. Il tram riparte.
Un giovane alto che legge
una Gazzetta dello Sport
incredibilmente asciutta
osserva attentamente il
suo occhio gonfio e poi ri-
comincia a leggere. Fuori
intanto continua a diluvia-
re. Il tram sembra cammi-
nare sempre più lenta-
mente,

Deve farlo apposta il
manovratore. Il sigror
Maffei vorrebbe almeno
per una volta fare il ma-
novratore di un tram cari-
co di manovratori in pro-
cinto di recarsi ad appun-
tamenti importanti ed ur-
genti.

Sogghigna e non sente
più nemmeno il dolore del-
l'occhio. Finalmente ci sia-
mo. Che mattinata infer-
nale! E sul cartellino delle
timbrature resta solo scrit-
to 14 luglio ore 8,45 con
un frego rosso per il ri-
tardo.

Lucia Diamante

| Spente le macchine la
| grande Nave si è fermata e
l'improvviso silenzio ch
| l'avvolge si trasforma in
stupore. Gli uomini con-
| tinuano a parlare e a muo-
| versi per i suoi ponti, per
ie sue scalette, per i suoi
corridoi ma non è più il
parlare e il muoversi di
| quando le sue macchine
erano in moto mentre a
poppa le grandi pale del-
Velica frullavano l’acqua.

Il Comandante ha ceduto
il suo posto al pilota - ma-
rinaio delle acque territo-
riali - e questi con il fi-
schietto e il megafono lan-
cia ordini secchi che ven-
gono raccolti dai rimor-
chiatorì che, sornioni, gira-
no lenti attorno alla gran-
ce massa della Nave come
cucciatori pronti a lanciar-
sì alla cattura di un pachi-
derma,

La Nave viene aggancia-
ta di prora e di poppa ai
rimorchiatori: poi ancora
colpi di fischietto e urla
dentro il megafono, quindi
il rimorchiatore di prora,
lentamente, si muove lan-
ciundo un fierissimo fischio
di vittoria per aver cattu-
rato la grossa preda. E, in-
fatti, il piccolo natante, im-
pennacchiato di fumo si ti-
ra dietro, al guinzaglio, la
mole possente che lo segue
docile, silenziosa, avvilita,

Ecco, il mare ad un trat-
to si incunea strettamente
nella terra ferma. La Nave
si è avveduta del tranello;
davanti ad essa c’è la trap-
prola del bacino che l’atten-
de ma le sue macchine so-
| ro ferme e non può più far

nulla. Solo dal fumaiolo

n



I DISEGNI DEL NOSTRO CONCORSO

Ph

SE 'CRAPaiin= CAVI

Giuseppe Cavallini: « Riposo ».

Nave in bacino

manda un disperato richia-
mo d’aiuto che però non è
raccolto da nessuno e si
perde nel cielo più vasto
del mare. Anzi a quel ri-
chiamo giungono altri uo-
rumni e la Nave viene tra-
scinata entro il piccolo la-
co. Quando è al centro, dî
iniprovviso la tagiiola si
chiude e lo scafo rimane
prigioniero. Non è finita
qui però l’umiliazione del-
l Nave: alle sue... spalle
i piccoli uomini le giocano
un altro brutto tiro, metto-
no in moto le pompe e, len-
tamente ma inesorabilmen-
t°, il lago si svuoia.

Lo scafo si abbassa sem-
pre più ed infine rimane
sprofondato nella cavea
che con i suoi gradoni sem-
Lra un antico anfiteatro ro-
mano,

Sugii alberi continuano
a sventolare le bandiere
ma la Nave, così all’asciut-
to, ha un'aria di infinita
tristezza: gli occhi di cu-
bia paiono due enormi oc-
chi umani che versino la-
crime di acciaio. Forse la
Nave si vergogna di mo-
strarsi così scoperta.

Ma gli uomini non hanno
nessuna pietà per questo
grande corpo immoto, Essi,
quando ancora un po’ di
cequa lo lambiva, gli si
sino avventati addosso e lo
hanno irretito di cavi, ca-
tene, fili d’ogni genere. lo
hanno percosso con i ferri

in cenio e cento modi, lo
baunno frugato dentro e
fuori con il fuoco, gli han-
no asportato e aggiunto al-
tre parti, Su di esso sì è
piegato quasi continuamen-
te il mostruoso braccio del-
lu grue per agevolare î tor-
menti arrecati dagli uo-
mini; entro i suoi fianchi sì
sono incrociati ordini, la-
menti, imprecazioni, esor-
tuzioni, tutto per far pre-
sto, sempre più presto a ri-
dargli il mare. Ma-la Nave
che sembra ormai senza vi-
tu, non comprende tutto
questo e qualche volta pen-
sa alla vendetta contro gli
uomini. E così può accade-
re che una mattina all’al-
ba o alla sera verso il cre-
ruscolo un tonfo diverso,
riù cupo che subito si
smorza senza eco, si avver-
ta: un uomo è caduto den-
tro o fuori della Nave. Ac-
corrono altri uomini e por-
tano lontano il compagno:
al suo posto rimane una
chiazza vermiglia che chi
non sa crede sia una mac-
chia di minio, la pittura
che si dà agli scafi per pre-
servarli dalla ruggine. La
inchiesta accerta che l’uo-
mo è caduto per questo e
quel motivo, dovuto alla
fatalità, all’imprudenza. Ma
non è vero. La vendetta
della Nave è la verità che
nessuno crede.
1 lavori sono finiti.





Gli uomini risalgono dal-
l'inferno dei doppi fondi e
rivedono la luce, scendono
lalle alberature e dalle so-
vrastrutture e posano i pie-
di sulla terra; cavi, fili, ca-
tene vengono staccati dai
bordi mentre dalla porta
della trappola a grendi
fiotti, scroscia, in un ribol-
lire di schiume, l’acqua del
mare amico. La Nave fre-
me. Gli occhi di cubia, vra,
rien piangono più, le ban-
diere garriscono sempre
più festosamente man ma-
riv che lo scafo risale dal-
lu profondità della cavea.
Adesso la Nave galleggia.

Sul ponte di comando,
vicino al Comandante, è
tornato il pilota. Riecheg-
giano fischi e ordini nel
megafono, Anche i rimor-
chiatori sono tornati a ri-
rrendere la Nave che più
bella e niù forte di prima
ron è più una grossa pre-
du, L'accompagnano al lar-
go e qui il pilota - mari-
naio delle acque territoria-
lì - salutato il Comandante,
scende per la biscaglina,
con movimenti lesti e pre-
cìsi, nell’imbarcazione che
l'attende.

Rimasto solo il Coman-
diante si avvicinu al porta-
ordini e grida in macchina:
« Avanti, forza tot... ». I
fianchi della Nave si scuo-
tono: un sordo regoiare
rombo sì leva dal suo in-
terno, a poppa l’elica co-
niuimceia a rifrullare l’acqua
verde e con un fischio di
gioia, finalmente ritornata
spavalda, si avvia verso il
rare per il quale è nata.

Aldo Gelli

a





Nel settimo centenario della nascita

MARCO POLO

arco Polo, tornato da tre
Messi dal lontano oriente,
quando fu fatto prigio-
niero dei genovesi nel 1289,
nonsi sa bene se alla battaglia
di Curzola o in uno scontro fra
galee mercantili nei Mediter-
raneo orientale, non suppone-
va certo di andare verso una
. gloria imperitura. Rinchiuso
in carcere a Genova’ e consi-
derato prigioniero di rango,
Marco riceveva spesso la vi-
sita di numerosi cittadini, avi-
di di sentire raccontare le
straordinarie avventure del
veneziano nelle terre favolo-
se e sconosciute dell’oriente
misterioso. Fu così che gli
venne in mente di mettere
per iscritto le sue memorie e
poichè Marco non era uomo
di penna le dettò a Rustiche!l-
lo da Pisa, suo compagno di
| prigionia, che le scrisse in
francese, Nacdue così il « Mi-
lione », detto anche « Libro
delle meraviglie ». Senza la
prigionia genovese forse oggi
non avremmo questo libro,
Marco Polo forse sarebbe un
illustre sconosciuto e l’inte-
— resse dei missionari, dei navi-
gatori, dei mercanti e degli
studiosi verso le terre delle
spezie e della seta avrebbe
avuto un notevole ritardo e
la storia avrebbe avuto un al-
tro corso. Ma lasciamo ad al-
tri queste divagazioni e tor-
niamo a noi, Perchè le memo-
rie di Marco sono chiamate il
« Milione »? Milione (o Emi-
lione) fu forse un nomignolo
di Marco o forse anche, nella
coscienza popolare. tu affibbia-
to all'autore o alla sua opera
per significare fatti esagerati
ed inverosimili. Non lo sap-
piamo, ma che interesse può
| avere? Quello che oggi conta,
alla luce di una critica pro-
fonda condotta dai maggiori
studiosi di Marco Polo, sono
la intrinseca importanza dei
| viaggi e delle esplorazioni del
grande veneziano, le conse-
guenze grandiose che ebbero
per le conoscenze geografiche
e la diffusione della nostra ci-
viltà e gli insegnamenti che il
« Milione » ci offre come pri-
| mo esempio di prosa scientifi-
ca moderna, scritta da un uo-
mo dotato di una personalità
eccezionale,

Le vicende di Marco Polo
sono abbastanza note. Non sa-
rà male, comunque, seguirle a
sommi capi ancora una volta.
La famiglia veneziana dei Po-
lo si affaccia alla storia intor-

APE

VEE



no alla metà del XIII secoio
quando i due fratelli Nicolò e
Matteo, che avevano portato
la sede dei loro commerci a
Soldaia in Crimea, si inoltra-
rono nell’interno dell’Asia,
unendosi poi a una missione
che un capo locale inviava a
Kublai Khan, l’imperatore,
nella lontana Cina. I due fra-
telli tornarono a Venezia do-
po dieci anni di avventure, re-
cando lettere di Kublai Khan
per il Pontefice. La moglie di
Nico.ò intanto era morta la-
sciando solo il figlio quindi-
cenne Marco, nato nel 1254.
Ma i due fratelli, desiderosi di
nuovi entusiasmanti viaggi,
poco dopo lasciavano ancora
Venezia per riprendere la
lunga via verso la corte fa-
stosa del Gran Khan dei Mon-
goli, conducendo con loro
Marco giovinetto. Partiti da
Laiazzo sulle coste del Medi-
terraneo orientale nel 1271, i
tre attraversarono l’Anatolia,
l'Armenia e l'Iran fino al gol-
fo Persico, risalirono il gran
deserto sconosciuto della Per-
sia centrale, attraversarono i
monti del: Corassan spingen-
dosi fino alle valli dell’Hindu-
cush ed agli altipiani del Pa-
mir, viaggiarono lungo i mar-
gini desolati del Tacla Macan
e del Gran Deserto di Gobi e
finalmente giunsero attraver-
so le campagne della Cina set-
tentrionale, a Cambaluc, la
odierna Pechino, dopo tre an-
ni e mezzo di viaggio in mez-
zo a peripezie di ogni genere.
I tre Polo rimasero in Cina
ben diciassette anni, onorati
come i maggiori dignitari del-
l'Impero, Specialmente il gio-
vane Marco godette dei favori
di Kublai. Gli furono affidati
incarichi di fiducia e missioni
diplomatiche che lo condusse-
ro ad attraversare in ogni sen-
so e molte volte l’intera Cina,
ed a spingersi fino ai margini
del Tibet e del Jun-nan e fino
alla Birmania ed all’India. Fu
anche governatore di una cit-
tà per alcuni anni e divenne il
conoscitore più profondo di
quelle sterminate regioni asia-
tiche che mai abbia avuto
l'Occidente da allora in poi.
Ma ai tre veneziani venne
infine la nostalgia della lagu-
na ed ottennero da Kublai il
permesso di tornare, con l’in-
carico di accompagnare una
giovane principessa destinata
in sposa al sovrano della Per-
sia. Partiti per mare con un
fiabesco convoglio di quattor-

dici navi veleggiarono per due
anni lungo le coste dell’Asia
orientale e meridionale fino al
golfo Persico, Di lì raggiunse-
ro Venezia dopo venticinque
anni di lontananza ma di in-
superabili esperienze.

E Qui finisce la straordina-
ria avventura, belia come una
favola da « Mille e una not-
te ». E una favola fu infatti
ritenuto per secoli il libro di
Marco Polo. Oggi, a settecen-
to anni ci distanza, la critica
ha fatto giustizia di questi
preconcetti. Marco Polo e sta-
to senza dubbio, al crepusco-
lo del medio evo, il primo
grande italiano del Rinasci-
mento e può essere considera-
to, per le sue qualità, il prin.0
grande giornalista moderno.
Egli riesce ad estraniarsi dai
fatti vissuti e li narra, così
come li vede o li sente, da
spettatore neutrale. Osserva
tutto; intuisce, ricorda ogni
particolare a distanza di anni.
La sua sete di sapere e di co-
noscere è inestinguibile ed e-
gli si adatta ad ogni fatica, ad
ogni ciima e ad ogni modo di
vivere. iNon opprime il letto-
re, e0ine purtrerpo oggi spes-
so succede, con l’analisi delle
proprie impressioni, dei pro-
pri stati d'animo e delle pro-
prie reazioni. Per Marco con-
tano solo i fatti, i luoghi, gli
uomini e le cose, e giudica
senza pregiudizi, senza par-
zialità, senza soggettività. Abi-
to mentale, questo, assoluta-
mente eccezionale per un eu-
ropeo di quei tempi.

Ma la gloria di Marco Polo
sarebbe grande egualmente se
considerassimo solo l’esplora-
tore. Quasi tutti i suoi itine-
rari di viaggio erano scono-
sciuti prima di lui, che per-
corse il continente asiatico fi-
no alle regioni più inaccessi-
bili ed impervie, al passo len-
to e caracollante delle carova-
ne, a dorso di cavallo, bufalo
o cammello,

In un mondo ancora offusca-
to dalle nebbie del medioevo
e dalla magìa, la lettura del
« Milione » ispirò i progetti di
Colombo e le fantasie dei poe-
ti ed aprì all’occidente i pri-
mi contatti con l’oriente luc-
cicante di sterminate ricchez-
ze, incomprensibile e fanati-
co, affascinante e fiabesco. Og-
gi ci insegna, col suo candore
ingenuo e primitivo, le vie
della obiettiva e genuina co-
noscenza.



Dante Jannone



I salariati squillo

Negli stabilimenti An-
saldo, e in genere in ogni
industria qualificata, ogni
ufficio è collegato da più
pulsanti al quadro di
suoneria elettrica, collo-
cato, nell’ alloggio riser-
valo ai fattorini il cui
lavoro è per l'appunto
comandato da una nutri-
ta serie di squilli, distri-
buiti nel corso di una
laboriosa giornata,

Bravi ragazzi, i fattori-
ni, semplici e cordiali,
puntuali sul lavoro, sono
un po’ i bersaglieri del-
l'industria, sempre in
movimento, solleciti, di-
sinvolti, e spigliati si de-
streggiano tra ordini e
contrordini nella fanfara
di squilli che sia a Geno.
va, a Sestri, a Livorno,
a Spezia comanda loro il
dovere,

Patrono dei fattorini è
Ermes, vulgo Mercurio.
Un Dio pagano, tanto per
intenderci, con le ali ai
piedi.

Un celeste portalettere.

Con senso più terrestre,
i fattorini non portano
a destinazione. epistolari
divini, bensi copiulettere,
telegrammi, libri valori,
nonchè ordini di servizio,
reversali, asciugamani,
cartoline e birre fresche,
il tutto sulla scia di tan-

ti squilli che intessono
nell'aria invisibili trame
sonore.

Ed ora vi racconto
quanto capitò ad un mio
carissimo amico, fatiori-
no in età, ancora, giova-
nile, durante certe sue
ferie sulle spiagge del
Tirreno, Se ne stava, rac-
conta, un mattino sdraia-
to sulla sabbia in com-
pleto oblio del mondo,
copricapo di paglia e a-
sciugamano di spugna al-
la vita, rapito in quella
beatitudine della mente
che ci fa distratti, e re-
moti da ogni realtà.

Ad un tratto, richiamo
ben noto alle sue orec-
chie, uno squillo argen-
tino si avvita, petulante,
nel silenzio sonnolento, e
ad uno strappo più im-
perioso il nostro giova-
notto rifluisce d’istinto
nella realtà, come vino

generoso, stappato di fre-
sco, nel calice.
Trascinato da insonni
riflessi di obbedienza, lui
s'avvia deciso verso le ca-
bine multicolori, quasi
risucchiato dal garrulo
richiamo. Di fronte la
porta chiusa non ha in-
certezze di sorta. Bussa
discretamente, e l’invito,
ad entrare, non si fa at.
tendere, Mai sorpresa fu
più deliziosa e imprevi-
sta, Assuefatto da anni a
trovare al di là delle por-
te chiuse, sempre e sol-
tanto la maestà dei su-
periori, trovarsi davanti
una meravigliosa ragazza,
che in quanto a regalità
di forme non leme con-
fronti, il nostro ristà per-
plesso, per un attimo ab-
bagliato. Quel tanto per-
chè l’istinto ceda alla ra-
gione, e grazie ud essa
comprenda l'equivoco nel
quale è caduto, E così ta-
standosi la fronte, il no-
stro, fa un rapido dietro-
front per tornarsene in-
dietro; in fondo, è sem-
pre stato un bravo ragaz-
zo, discreto ed educato.
Ma la bella « fraulein »,
non si rassegna facilmen-

te e, contrariata dalla
marcia indietro, si af-
fretta a scampanellare

ancora, sillabandogli al-
la schiena nel più incerto
italiano: « Volere, signor
bagnino, prego allacciare
costume, grazie! », Un
italiano non è uomo da
abbandonare donne nel
pericolo! E il nostro ra-
gazzo ritornò sui suoi
passi. Entrò deciso nella
cabina e mentre l’adora-
bile creatura gli volgeva
la schiena, color uliva e
gelsomino, lui, alle pre-
se col delicato congegno
del piccolo prendisole,
ringraziò il Patrono dei
fattorini per aver, delle
ali, impegnato soltanto i
piedi ai suoi prediletti.
Ancor oggi, quando anco-
ra cento o duecentomila
squilli lo distanziano
dalle ferie, egli sospira,
ripensa, e lo credo, allo
squillo più bello della
sua carriera. n

F. Guadagnini







Gc ali











Monsù Travet

via. Sal

cinematografo per

dimenticare





PO

pre
de

8 5





( PICCOLA GALLERIA |



SILVANA MANGANO

pr erazione di prepotenza,
nel 1949, con «Riso amaro»
di De Santis, assieme a Vitto-
rio Gassman e Raf Vallone.
Chi non ricorda infatti gli ag-
gressivi primi piani dell’attri-
ce, nelle vesti di una mondina
al lavoro nella calura padana?

Il film, anche se realizzato
da un regista solitamente im-
pegnato, appartiene al genere
pseudo-realista, con larghe
concessioni melodrammatiche.

Nel 1950 « Il brigante Mu-
solino » di Camerini, con
Amedeo Nazzari. I nomi del
regista e del « partner » sono
indicazioni sufficienti per col-
locare il film nel repertorio
commerciale,

Nel 1951, diretta da Lattua-
da, e ancora una volta assie-
me a Raf Vallone e Vittorio
Gassman, la mostra attrice
realizza « Anna », film che ha
segnato notevole successo di
cassetta in Italia e all’estero.

Quindi ritorno con Nazzari
e Gassman nel « Lupo della































Sila » dove il turbine di pas-
sioni rusticane è reso con fu-
mettistico furore.

Le pellicole prodotte recen-
temente, anche se inedite,
sembrano di ben maggiore im-
pegno. Si tratta. di un episo-
dio del film « L’oro di Napo-
li » che De Sica ha terminato
di girare il mese scorso.

Inoltre abbiamo « Mambo »
(la foto qui riprodotta è trat-
ta da una scena di questo
film) nel quale la nostra at-
trice interpreterà il personag-
gio di una grande ballerina.
Perciò ella ha dovuto seguire
apposite lezioni di danza pres-
so la celebre Katherine Dun-
ham, che le è maestra anche
nel film. Accanto alla Manga-
no abbiamo Michael Rennie,
e ancora Vittorio Gassman..

Nella prossima stagione ci-
nematografica la vedremo nel
film « Ulisse », dove sosterrà
il doppio ruolo di Penelope,
la fedele moglie dell’eroe, e
di Circe, la bella incantatrice.



4









VIETATA
























Giacomino, allegramente
sta pescando nel torrente.



Fugge il nostro come un lampo'
e la lenza lascia... in campo.





Poi sbucando, Giacomone,

Dietro i rami il guastafeste
urla «sei in contravvenzione».

da guardiano si traveste.

















Ma il guardiano giunge pronto

La raccoglie Giacomone
e il maligno paga... il conto.

e a pescare si dispone.





“o ANSALDINO



Gli impiegati e gli operai
pensionati della Previdenza
Sociale del Cantiere di Livor-
no, licenziati e.in servizio, si
rivolgono all’Ansaldino per sa-
pere quando verra restituita
la quota caro-pane che venne
loro tolta il 4.0 gennaio 1952,
a seguito delia riforma sulle
pensioni. L'Istituto della Pre-
videnza Sociale, sospendendo
il pagamento di detta quota
ai pensionati. faceva obbligo
al datore di lavoro di corri-
sponderla esso stesso al pro-
prio personale pensionato in
servizio. A seguito di chiari-
menti chiesti dai datori di la-
voro al competente Ministero
circa la data d'inizio della
corresponsione, questi chiari-
va che doveva essere la data
del giorno stesso in cui venne
sospeso il pagamento, e cioè
il 4.0 gennaio 1952 e non l'ot-
tobre 1953, epoca in cui il da-
tore di lavoro iniziò di fatto
il pagamento della quota ca-
ro-pane.

Il Ministero del Lavoro e
della Previdenza Sociale, in
data 11 agosto 1953, aveva se-
gnalato alle Organizzazioni
Sindacali e agli Uffici e Ispet-
torati del Lavoro il proprio
parere in merito alla quota di
caro pane da corrispondere o
meno ai lavoratori beneficiari
di pensione a carico dell’INPS,
precisando che tale indennità
doveva essere corrisposta dai
datori di lavoro, per cui, dal-
l’Ottobre 1953, venne dato cor-
so al pagamento. Poichè V’ac-
cennata segnalazione non fa-
ceva alcun cenno circa la da-
ta di decorrenza, la Confede-
razione Generale dell’Indu-
stria s’interessò affinchè ve-
nisse chiarita la questione,
prospettando la opportunità

che la decorrenza della de-
terminazione non avesse da
comportare effetti retroattivi.

Fino ad oggi nessuna ulte-
riore precisazione è pervenu-
ta, per cui l'Azienda non ha
potuto provvedere all’even-
tuale pagamento di somme ar-

retrate.
I SI SI

L’ing. Renzo Jesurum insod-
disfatto anche della seconda
risposta che gli avevamo dato
sull'argomento dei corsi T.W.
I. nel n. 4. ci scrive una lunga
lettera di cui, per brevità, ri-
produciamo l'ultime periodo:

« —Insensibile a qualsiasi
elemento razionale . E' una
autentica ingiuria e. finchè
faccio parte dell'Azienda, non
mi è consentito domandarve-
ne la riparazione ».

Noì siamo tenaci. E tanto
più lo siamo quando vedia-
mo che le mostre parole, e
nella specie i nostri scritti,
vengono distorti. Scrivevamo
esattamente quanto appresso:

« Pubblichiamo molto vo-
« lentieri questa seconda let-
« tera dell’ing. Renzo Jesurum
« per un duplice ordine di ra-
« gioni. La prima perchè po-
« trebbe costituire una prova
« di come alcuni dipendenti, a
« torto, non si sentano colla-
« boratori, La seconda perchè
« potrebbe far supporre che
«da parte dello scrivente vi
« sia uno stato d’animo preco-
« stituito, insensibile a qual-
« siasi elemento razionale ».

Ha torto quindi il nostro in-
gegnere ad adontarsi di una
proposizione dubitativa. Tocca
a lui, con il suo comportamen-
to, eliminare ogni possibilità
di dubbio.

Dicevamo che noi siamo te-



r

‘“Henriette ”

on fatevi ingannare
Na titolo: non si

tratta della storia
di una ragazza sedotta
e abbandonata, o della
solita dattilografa che
finisce per sposare il
principale, naturalmente
milionario.

Non si tratta di alcu-
no di questi soggetti, e
nemmeno di un altro,
perchè qui il soggetto,
inteso nel senso comune,
non c'è. O meglio ce ne

sono molti. Ma allora
qui non si capisce più
niente. Appunto, come

può accadere allo spet-
tatore che entrù a film
iniziato o che non pre-
sta la necessaria atten-
zione.

Perchè il film di Du-
vivier esige uno spirito
attento e pronto a co--
gliere tutte le sfumature
in questa divertente sto-
ria, dove si seguono,
tradotte sullo schermo,
le diverse idee di due
sceneggiatori che devo-
no fare un film. Io fa-
rei così, dice uno, e si
vede la scena immagi-

nata. No, così, dice l’al-
tro, e si vede la scena
diversa, come la imma-
gina l’altro, e così via.





Cineselezione

Il film scorre con brio
spedito, alla francese, e
nei vari pezzi sì mostra
tutto il diabolico « me-
stiere » di questo vec-
chio cineasta, C'è la sa-
tira di una gran parte
del film francese, pro-
prio di quello che è en-
trato nella storia; il
simbolismo alla Carnè,
il pittoricismo alla Re-
noir, il verismo lettera-
rio della seconda avan-
guardia, la commedia
«boulevardier» e lo spi-
rito di «Pepè» caro a...
ma sì, proprio a lui, Du-
vivier. Perchè il regista
si è compiaciuto anche
di una auto-satira.

Il film, che si potreb-
be chiamare « mostra
satirica - didattica - an-
tologica del film france-
se », raggiunge il suo
punto più alto nelle sce-
ne del « 14 Luglio » ve-
ramente avvincenti per
la verità, tutta francese,
che colgono e ner il
sorriso, tutto francese,
con cui sono colte.

Se ci sono dei peccati
nel film? Certo, anzi il
film stesso è un peccato,
di superbia, di orgoglio,
di ostentazione: ma è
uno spettacolo diverten-
te, piacevole, e ricco di
intelligenza.

IL PORTOGHESE.



RSI GND

ja e Pa AN
La nostra gita

sul Lago

Ecco il programma defi-
nitivo della gita sociale
che si effettuerà domenica
28 settembre sotto il patro-
cinio del nostro Periodico.

Per ragioni contingenti,
la gita anzichè in treno
speciale. si effettuerà in
autopullman con il se-
guente itinerario:

— Partenza da Sampierda-
rena via Cantore alle
ore 5,45.

— Arrivo a Stresa alle ore
10.

Nel pomeriggio verrà ef-
fettuata una crociera, of-
ferta dall’Amministrazione
de «l'Ansaldino», sulla
Mn. « Fior d’Arancio », toc-
cando i seguenti scali:
Stresa, Isola Bella, Isola

naci, Ed è proprio in forza
della nostra tenacia nonchè
in considerazione che Ving.
Jesurum parla di corsi da lui
non conosciuti e non frequen-
tati, che siamo intervenuti
presso il competente Servizio.
Ora nei prossimi mesì il sud-
detto ingegnere parteciperà
sia al primo che al secondo
cerso, in modo da poter giudi-
care, a ragion veduta, di che
cosa si tratta.

Soltanto allora, noî pensia-
mo, se il nostro Jesurum vor-
rà essere più tenace di noi,
ben volentieri riprenderemo
la discussione ma pensiamo
anche che sarà superata dal-
l'acquisizione di quegli ele-
menti razionali sui quali uggi
ci è lecito esprimere un dub-
bio.

IVES

Sono la moglie di un sor-
vegliante del Cantiere di Li-
vorno. Mio figlio frequenta il
quarto anno di medicina alla
Università di Pisa è mio ma-
rito non percepisce più per
lui gii assegni familiari. Vi
chiedo: perchè gli assegni fa-
miliari per i nostri figli ci
vengono tolti quando più ne
abbiamo bisogno?

BIANCA PAVIA

La corresponsione degli as-
segni familiari è prevista e
regolata da apposita Legge.
Gli assegni familiari per i fi-
gli o equiparati spettano al
capo famiglia, sia egli ope-
raio o impiegato, a condizione
che essi vivano a suo carico e
non abbiano compiuto il 18°
anno di età, Inoltre, per i figli
degli operai in età compresa
fra i 14 e i 18 anni, la corre-
sponsione è subordinata alla
circostanza che i minori stessi
siano conviventi con il bene-
ficiario degli assegni e mnon
svolgano attività comunque
retribuita. Il suddetto limite
di età può essere prorogato fi-
no al 21.0 anno, qualora î mi-
nori frequentino una scuola
professionale, o media, o uni-
versitaria, e non prestino la-
voro retribuito. Oltre tale li-
mite l’erogazione degli asse-
gni familiari viene automati-
camente a cessare.



Maggiore

Superiore. Isola Madre,

Pallanza.

Alle ore 18 arrivo a Stre-
sa e partenza per Genova
alle ore 18,30.

Per i partecipanti, abi-
tanti nelle Delegazioni di
Ponente, partirà un pull-

man alle ore 5 dal capoli-
nea tranviario di Voltri.

Per i partecipanti di Ge-
nova Centro un altro au-
topullman sarà in parten-
za alle ore 5/5 da Piazza
Verdi per De Ferrari Cor-
vetto Principe Dinegro
Sampierdarena.

Durante il viaggio sa-
ranno sorteggiati tra i par-
tecipanti due vasi di cri-
stallo, 2 portacenere, 8 vo-
lumi, un orologio da polso
ed un portafoglio in pelle.

Supponiamo che un corpo
metallico, che pesi per esem-
pio 10 tonnellate, cada dall’in-

finito senza incontrare lo-
gorii per attrito con l’a-
ria, percorsa una linea
retta, non incontri nè aste-

roidi nè pianeti ma spazio li-
bero senza attrazioni o re-
pulsioni da disturbarne la ca-
duta. La velocità di detto cor-
po avrebbe un limite oppure
aumenterebbe tanto da non
potersi più calcolare neppure
con le famose cifre astrono-
miche?
TULLIO MAZZANTINI.

Non ha importanza per il
quesito che Lei ci sottopone,
che il corpo sia metallico o
no e neppure importa il suo
peso. Riteniamo che Lei abbia
parlato di un corpo metallico
del peso di 10 tonnellate pen-
sando che queste caratteristi-
che possano avere importanza
ai fini della velocità. Nello
spazio assolutamente vuoto e
privo di forza di gravità i
corpi non hanno peso, in
quanto il peso è appunto una
conseguenza della forza di
gravità e la materia di cui so-
no composti non ha importan-
za, in quanto nessuna resi-
stenza essi devono vincere.

Nelle condizioni che la Sua
domanda ci descrive la velo-
cità del corpo în esame non
aumenterebbe nè diminuireb-
be, Essa continuerebbe ad es-
sere quella di cui il corpo era
dotato al momento în cui ini-
ziavano le condizioni da Lei
poste e ciò all’infinito. La ve-
locità. potrebbe avere una
modifica solo se intervenis-
sero forze atte a ritardarla o
ad accelerarla, come la resi-
stenza del mezzo in cui viag-
gia il corpo o lattrazione di
un corpo celeste. Anche la
direzione resterebbe immuta-
ta, cioè il corpo viaggerebbe
in linea retta.

Non è esatto parlare di ca-
duta, perchè il corpo non cade
verso nessun posto. Nello
spazio assoluto, fuori di qua-
lunque influenza di gravità,
non ha senso parlare di ca-
duta.

Se questa risposta Le sem-
bra insufficiente o non abba-
stanza chiara torni a scriverci.









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La Ruota
del Tempo

Sono nati

19 maggio: ROSANNA, fi-
glia di Foscoli Giovanni (Can)
- 29 luglio: GIOVANNI, figlio
di Ottonello Mario (Can) -
GIOVANNI, figlio di Casalino
Giuseppe (Fon): - 30 luglio:
MAURO, figlio di Bruzzo Giu-
seppe (Mec) - 31 luglio: GIU-
SEPPINA, figlia di Ferrando
Giuseppe (Fon) - l.o agosto:
DANIELA, figlia di Mangini
Natale (Mec) - 7 agosto: MA-
RA, figlia di Vecchi Ugo
(Mec) - 9 agosto: MARCO, fi-
glio di Bertolo Angelo (Mef)
13 agosto: CLAUDIO, figlio di
Bottaro Alberto (Mec) - SIL-
VANA, figlia di Dagnino G.B.
(Can) - 14 agosto: ESTER, fi-
glia di Cadenaccio Davide
(Dig) - 16 agosto: ROSSEL-
LA ANNA, figlia di Sessarego
Armando (Mec) - 17 agosto:
MILVIA, figlia di Ghiglino
Vittorio (Mec) - 18 agosto:
EDOARDO, figlio di Giubbi-
lei Giovanni (Liv) - 19 ago-
sto: CRISTINA, figlia di Val-
lebona Adriano (Dig) - 20 ago-
sto: CARLA, figlia di Sirio
Pietro (Mef) - MARIA, figlia
di Massai Emilio (Liv) - 24
agosto: MASSIMO, figlio di
Barone Biagio (Mef) - CAR-
LO, figlio di Burgassi Efisio
(Can) - MARINA, figlia di
Gelli Enzo (Dig) - 25 agosto:

ALBERTO, figlio di Conte
Giuseppe (Fon) - 27 ago-
sto: MASSIMO, figlio di
Falleni Mauro (Liv) - MI.

LENA, figlia di Dagnino Lo-
dovico (Can) - 28 agosto:
RICCARDO, figlio di Mangani

Francesco (Liv) - DANILO,
figlio di Tognozzi Renato
(Liv).

A tutti i piccolissimi
«ansaldini » e ai loro ge-
nitori i nostri auguri più
fervidi.

Si sono sposati

21 giugno: PECCHIOLI Pie-
tro (Mec) con Marchese Te-
resa - 1 agosto: TOCCHINI
Ottorino (Liv) con Berni Jo-
landa - 7 agosto: BELLANI
Carlo (Mec) con Lopalco An-
gela - CASSINASCO Maria
Luisa (Fon) con Salvai Gio-
vanni - 8 agosto: BERTO-
GLIO Angela (Fon) con Di
Puccio Ennio - 9 agosto: MO-
RELLI Emilio (Liv) con Del
Frate Maria - 14 agosto:
TRUCCO Renato (Mec) con
Chiste Bruna - 15 agosto: DEL
SANTO Vasco (Liv) con Qui-
lici Piera - FILIPPI Mario
(Liv) con Pracchia Luciana -
RICATTI Angelo (Car) con
Ghersi Franca - 19 agosto:
RAVERA Domenico (Can)
con Campora Domenica - 22
agosto: PIAMPIANI Franco
(Liv) con Salvadori Liana -
MASSA Luciano (Mef) con
Garbini Maria Teresa - MAR-
CARELLI Guglielmo (Can)
con Martini Maria - 23 ago-
sto: ROSSI Aldo (Mec) con
Mangini Maria - 26 agosto:
SCALI Carmelo (Mec) con
Tanizzi Angela - 28 agosto:
MOCCAGATTA Alessandro
(Can) con Borgatti Wanda -
29 agosto: FALDI Oliviero
(Can) con Magnani Delia -
30 agosto: REPETTO Giovan-
ni (Can) con Gianni Elena -
MANTOVANI Azeglio (Can)
con Salvatico Maria.

Agli sposi ì nostri vìvis-
simi auguri.





CURA DEGLI UTENST

L'acciaio e il ferro
sono la carne dell’uten-
sile, soggetta come ogni
cosa di cuesto mondo a
logorarsi, invecchiare e
morire.

L’utensile malato pas-
sa al Revarto attrezze-
ria, dove la chirurgia
dell’utensile è praticata
al viù alto livello. Mac-
chine come.la « affilatri-
ce » « smerigliatrice »
« rettificatrice » trattano
il pezzo con quella pre-
cisione tecnica che è ga-
ranzia di personale se-
lezionato.

Un utensile da tornio,
ad esempio, cuando è
consegnato al reparto è
praticamente inservibi-
le. Lo esamina, quando
se ne dà l’opportunità,
lo stesso Cavo reparto.

Dalle sue mani nasse-
rà quindi a cuelle del-
l'operaio addetto alla
macchina affilatrice, che
provveda subito a piaz-
zarlo sul viano inclina-
to di 6° della medesima,
nel nunto dove !a mola
«Cristol» e il niano for-
mano « l’angolo di spo-
glia».

AI contatto elettrico
frulla silenziosa la mac-
china che s’avvia, Ma al
fine di non compromet-
tere il buon esito della
operazione è necessario
usare molta attenzione
e, mentre l’abrasivo
« Cristol » rifinisce la
piastrina, evitare che
esso venga a contatto
con lo stelo dell’utensi-
le. La « Cristol = rovi-
nerebbe il lavoro pner-
chè ron è adatta a lavo-
rare acciai al carbonio.
Per mantenere l’utensi-
le nella esatta angola-
zione ovvortuna alla la-
vorazione e al ripristino
della piastrina è però
necessario lavorare an-
che lo stelo,

Mancava al reparto
una mola adatta a lavo-

rare lo stelo. Mancava,
per essere più precisi,
una affilatrice per ac-
ciaio al carbonio. Per
ovviare a questo incon-
veniente si era dovuto
in passato ripiegare su
operazioni sussidiarie
con una gran perdita di
tempo.

Ma al cavo reparto
era venuta l’idea. E’ un
ragazzo, il capo Michele
Pugnana, dei Cantieri
Ansaldo del Muggiano,
che il suo mestiere lo
conosce bene, serio, vo-
lenteroso e soprattutto
tenace.

Avrebbe costruita lui

stesso la macchina. E
così fece. Non importa
come. Nei ritagli di

tempo e con materiale
scartato raccolto ner le
officine. E' sembre la
volontà e la capacità
che contano, il resto è
accessorio, La macchina
fu bvronta in qualche
mese e ad essa fu aGat-
tata la mola « Alun-
dum », quella che può
lavorare l’acciaio al car-
bonio dello stelo come
si conviene,

Con questa macchina
ora è possibile lavorare
il pezzo, alternandolo
sulla « Cristol » e l’« A-
lundum », fino alla com-
pleta affilatura, e que-
sto con notevole econo-
mia di temvo e una
maggiore sicurezza.

L’utensile è guarito,
scomparsa la brutta
scheggiatura che detur-
pava la sua piastrina, ri-
scattato dalia ruggine
che lo faceva cieco di
luce, l'acciaio è tornato
a brillare levigato e
compatto e tra poco nel.
le officine dove è desti-
nato, potrà narrare ai
metalli amici la sua

nuova esperienza,
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PROPOSTA N. 5251.

« Vorremmo proporre la co-
struzione di un atirezzo per
la rettifica dei giochi radiali
tra le palette del rotore della
turbina e la parte fissa della
cassa. Attualmente il lavoro si
eseguisce a mano in cattive
condizioni di attrezzatura.
Uniamo schizzo illustrativo,
ma preghiamo il Comitato di
interpellarci per maggiori
chiarimenti ».

Due operai del MOTU:
Quartini Luciano med. 74051
e Natale Grattarola med,
74020,

RISPOSTA.

- La proposta denota concre-
to interessamento di cui la Di-
rezione si compiace. Il sugge-
rimento si giudica utile ed ac-
cettabile. Per quanto lo schiz-
zo non sia sufficientemente
chiaro, il concetto è stato per-
fettamente compreso e, d’ac-
cordo coi proponenti, VUTO
(sig. Maestri) provvederà alla
costruzione di un primo at-
trezzo.

PROPOSTA N. 5136.

Al reparto DEGR, dove si
lavora con macchine stranie-
re, sarebbe opportuno avere a
disposizione dati, tabelle e
schemi tradotti in italiano, af-
finchè con questi elementi sia
possibile all’operaio approfon-
dirsi maggiormente nella co-
noscenza della macchina che
adopera, ottenendone anche
una più celere messa a punto.

RISPOSTA.

La proposta merita consi-
derazione perchè è animata da
buon interessamento.

Dati e tabelle tradotte re-
lative a quelle macchine per
le quali le case costruttrici
hanno forniti elementi, sono
già esposti al DEGR. Per i da-
ti relativi ad altre macchine,
sono in corso di preparazione
degli stralci debitamente tra-
dotti, che per scarsezza di
tempo non sono ancora pronti.

Per ulteriori chiarimenti il
proponente è invitato a rivol-
gersi al sig. Langer (DEGR),

PROPOSTA N. 2523.

Fa presente che le aperture
parte basamento lato volano
del motore 370 non permetto-
no di eseguire agevolmente la
pulizia interna perchè troppo
piccole. Propone che vengano
allargate di 150 mm.

RISPOSTA.

La proposta è attuabile e sa-
rà passata in applicazione al
più presto. L’Ufficio DIL è sta-
to appositamente interessato.

PROPOSTA N. 5407.

Per evitare il ripetersi di
piccoli inconvenienti che però
potrebbero avere delle gravi
conseguenze, sarebbe opportu-
no ripristinare alle mole (spe-
cie nella nuova Caldereria) il
vecchio sistema di protezione
già adottato in passato, consi-
| stente in uno schermo traspa-
rente con funzione di para-

scheggie,

Considerando nello stesso
tempo la non assoluta pratici-
tà del vecchio sistema, abbia-



o CASSETTA DELLE IDEE +.

mo ideato questo nuovo siste-
ma di semplice ed economica
realizzazione.

(Allegato schizzo).

RISPOSTA.

L’interessamento del pro-
ponente è motivo di compia-
cimento, I sistemi di appli-
cazione degli schermi alle mo-
le si può dire che sono infi-
niti e quello del proponente
incontra il favore della Dire-
zione.

L'esperimento sarà fatto e
la MAN ne curerà l’applica-
zione su un certo numero di
mole, specie in Caldereria. Pe-
rò si coglie l’occasione per fa-
re osservare che la questione
delle protezioni delle mole è
lungi dall’essere risolta a cau-
sa del fatto che pochi sono
quelli che adoperano le prote-
zioni e gli occhiali,

PROPOSTA N. 4934.

Propone che, per celerità di
lavoro, le forge dei fabbri
vengano modificate in modo
da poter ottenere due fuochi
distinti, uno grande ed uno
piccolo, da usarsi opportuna-

mente secondo il lavoro da
eseguire,

RISPOSTA.

La proposta è accettata.

Sarà incaricata la MAN
per completare i disegni co-
struttivi della forgia. Il pro-
ponente è invitato a presen-
tarsi all’ing. Basile (CALD)
per chiarimenti.

PROPOSTA N. 4943.

Sono anni che il reparto
DEGR costruisce ingranaggi
per turbine e che i vari Capi
ed Ingegneri si recano a bor-
do per il loro controllo, ma
non si è mai pensato di invia-
re assieme a loro un operaio
dello stesso reparto.

Ciò sarebbe molto utile,
perchè l'operaio oltre a pro-
vare una soddisfazione, avreb-
be la possibilità di seguire da
vicino il funzionamento di ciò
che ha costruito, ricavandone
grande vantaggio.

RISPOSTA.

E’ desiderio della Direzione,
in linea generale, che gli ope-
rai si rendano conto, sugli im-

Rae R2S 0080/9000) 16/916 N0/0 ea] I EIaHI8ls 18/0 IBlb MIRI

I NOSTRI

CONCORSI

DUE REBUS



n
funr)ee

È mR

ULI

















Dis

CIT

Dia

Inviate la soluzione dei due «rebus» alla Redazione de
«l’Ansaldino» (Recapito Ansaldo, Genova).

Fra coloro che avranno inviato la soluzione esatta sa-
ranno estratti a sorte i seguenti premi: un vaso di cristallo
(offerto dalla Neotecnica); una matita d'argento a quattro
colori; un posacenere di cristallo; un portafogli di pelle.



IL VIAGGIO

A FIRENZE



Questa è l'esatta ricostruzione della fotografia «tagliata
a pezzi» che abbiamo pubblicata nel penultimo numero. Alla
soluzione di questo piccolo problema fotografico era legato.
come ricorderete, un premio da estrarsi a sorte fra i solu-
tori: un viaggio gratuito a Firenze.

La sorte ha designato il vincitore nel signor Angelo Tra-
verso, operaio al Cantiere di Sestri.

pianti e sulle navi, del lavoro
eseguito nell’officina.

A tale concetto si ispira la
partecipazione alle prove di
un sempre maggior numero di
interessati e ciò si pratica da
un po’ di tempo a questa par-
te. La raccomandazione sarà
tenuta presente anche per ciò
che riguarda il DEGR. Però si
consideri che le possibilità so-
no limitate se si tiene conto
che al Meccanico vi è una
forza di circa 4300 dipendenti.

©
PROPOSTA N. 4993.

Segnala che il vagone, che
di solito si trova sul binario



il mondo



nei francobolli



Col mese di settembre
riprende l’attività filatelica
e questo mese è interna-
zionalmente considerato lo
inizio dell’anno filatelico. I
nuovi cataloghi sono im-
riessi nel mercato subito
seguiti da innumeri listini-
prezzi che ne ricalcano più
o meno le quotazioni, E°
previsto un aumento gene-
rale dei prezzi (ogni anno
succede così!) e sia l’italia-
no Sassone che i francesi
Yvert & Tellier terranno
impegnati, per almeno tut-
to ottobre, i collezionisti a
rivalutare le loro colle-
zioni.

Dalla nostra Sezione Fi-
latelica giungono buone no-
tizie; eccole in succinto,
specialmente per i colle-
zionisti che... temono di
presentarsi:

— Soci iscritti: 70 (previ-
sti 100 per fine anno).

— Riunioni: 10-11 al mese
(vespertine, serali, do-
menicali).

-- Media per ogni riunio-
ne: 25 soci.

— Servizio libretti a scel-
ta con sconti fino al 50
per cento.

— Prelievo da detti libret-
ti negli ultimi 2 mesi:
oltre L. 70.000.

— Servizio novità dei se-
guenti Paesi: Italia,
San Marino, Vaticano,
Trieste A, Somalia,
Olanda, Svizzera, Fran-
cia, Germania, Israele
(con leggero sovraprez-
zo sul facciale per l’e-
stero),

— Distribuiti in 3 mesi di
attività di detto servi-
zio: 10.000 pezzi.

— Sconti fino al 30% per
acquisti di albums, clas-
sificatori ed altro mate-
riale vario.

Lasciamo andare: queste
sono facilitazioni tangibili
e, dato l'aumento sopra ac-
cennato dei prezzi a cata-
logo, ottenere francobolli a
valore facciale o quasi
rappresenta un ottimo in-
vestimento. Chi ha Trieste
A sa che piacere fa un 100
lire acquistato cinque anni
fa a non più di 125 e che
oggi non si trova a meno
ai 6.500 lire! E Trieste di
questi salti ne ha fatto al-
meno una diecina.

Questo è il lato specula-
tivo, purtroppo sempre
presente; ma il lato esteti-
co cosa fa pensare ai col-
lezionisti di Svizzera con i
suoi fiori e farfalle dai te-
nui colori? E Israele? E
Francia?

CERVETTI.







Ri ° 1

della grande torneria, ha il
piano superiore completamen-
te in ferro; suggerisce rive-
stirlo in legno, dato che deve
trasportare materiale lavorato
e semi-lavorato da trattarsi
con riguardo.

RISPOSTA.

Non appena il MAN/FALE
sarà un po’ alleggerito del ca-
rico di lavoro, provvederà alla
costruzione del piano in legno
forte, proposto.





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Giovanni GRAFFIGNA
di anni 56, dipendente del
Meccanico, deceduto il 25-8-
54. Era all’Ansaldo dal 1933.
Lascia un figlio.

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Ai familiari le commosse

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g Edito dall’ Ansaldo S, A. i
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Di

DANTE JANNONE
Redattore responsabile

*

Autorizzazione del Tribunale di
Ì Genova n. 299 - 6 Maggio 1954




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