Gobetti Piero
Contenuto
- Titolo
- Gobetti Piero
- Titolo originale
- "Gobetti"
- Tipologia
- Fascicolo
- Descrizione
-
Corrispondenza tra l'editore e antifascista Piero Gobetti e il giornalista Giovanni Ansaldo. Relativa a questioni giornalistiche, richiesta di articoli da pubblicare sulle riviste di Gobetti, prima Energie Nove, poi Rivoluzione Liberale, si discute di questioni private, gli uomini sono legati da una profonda stima e amicizia.
Il fascicolo contiene anche lettere postume dei genitori di Piero Gobetti, Angela e Giuseppe Battista e l'atto di accusa nell'interesse di Giuseppe Battista oltre a quattro ritagli di giornale in ricordo dell'editore. - Data testuale
- 1919 Marzo 5 - con documentazione post 1948 luglio 18
- Estremi cronologici
- 5 marzo 1919 – 18 luglio 1948
- Consistenza
- cc. 92
- Stato di conservazione
- Ottimo
- Soggetto produttore
-
Giovanni Ansaldo (1895 - 1969)
- Identificativo
- GBA.000465 (arc.)
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
-
ARCHIVIO GIOVANNI BATTISTA ANSALDOVedi tutti i contenuti con questo valore
-
5 - Giovanni Ansaldo (1895 - 1969)Vedi tutti i contenuti con questo valore
- Collocazione
- Busta 39
- contenuto
-
ECCma SEZIONE D'ACCUSA
presso la Corte d'Appello di Torino
4
arssaerzonnorossososzoee
KMENFKORTALEZ
; nell’ interesse di GORETTI GIU:EPPE BATTISTA
pur grerinio pile pirata oe pie page
ECCma 3EZIONE D'ACCUSA
presso la corte d’Appello di LORTNO
MEMO RIALE
nell'interesse di GOBETTI GIUSEPPE BATTISTA
Eccellenze,
Il Giudice Istruttore ha ritenuto di dover respingere l'istanza di li
bertà provvisoria, presentata nell’interesze del detenuto GOBETTI GIU»
SEPPE BATTIQTA, sul riflesso che fl capo d’imputazione, così come è
stato formulato, non consente la concessione del beneficio.
Il che formalmente è esatto. Jenonchè io avevo in un precedente meo
moriale richiesto che fossero riesaminati gli estremi del fatto, addebi&
tato al GOBETTI, perchè mi sembrava che esso non si attagliasse all’ipo-
tesì di cui nll’art. 300% 2° capoverso in relazione cogli art, 308 e
414 C.P.
Nel memoriale suaccenatdo sostanzislmente richiamavo l’attenzione
del Giudice sulla evidente sproporzione che esiste tre il fatto nelle
sua materiale conseruenza e la pena da Arrogarsi per le ipotesi delite
tuose Dip dall’art. 300 2° cep. e le traevo la consepuenza che n rista=
bilire le proporzioni fra delitto e pena bisognava cercare se nelle nuo
merose disposizioni di cui al capo I° e 4° del Codice penale non ve ne
fossero altre che meglio inquadravano la fattispecie in esame.
Dopo la presentazione dell’istanza di libertà provvisoria, il Giu»
dice istruttore ha ritenuto opportuno di richiedere all’ing. Bertoglio
un supflemento peritale sul pericolo che poteva correre l’edificio della
Banca d’Italia, in conseguenza dell’appiccato incendio. L'ing. Bertoglio
aveva nella sua relazione peritale, depositata precedentemente, escluso
ogni pericolo per gli inquilini della casa, riconoscendo quindi implici-
tamente che nessun pericolo correva l’integrità delll’edificio.
Nel supplementè di perizia l’inc. Bertoglio ha escluso perentoriamen-
te ogni e qualsiasi pericolo per lo stabile.
Sta però di fatto che nell’incendio andarono distrutte alcune impo-
ste ed una porta per il valore di circa L.4000.
E’ possibile per questo elemento di fatto fer ricorso al 2° cap.
dell'art. 300, la dove si parla di edifizi privati o pubblici, chiese,
foreste, ecc?
“QU
Le porte che chiudono le stanze e le imposte delle finestre sono,
è vero, parte dell'edifizio; ma se vogliamo farle diventare "edifizio"”
nel senso iftegrale dato a questa parola dall’art. 300 2° cap. caschiamo
in una pura figura retorica, prendendo la parte (anzi l'accessorio) per
11 tutto.
Fd è appunto alla stregua di questo criterio che io sostenevo dovere
si applicare il disposto degli art. 3I0 e 414 c;jp. = Mancando l’estremo
del pericolo alla pubblica incolumità e rimanendo limitato 11 danno £ cose
dilié&ve entità, non rimane che i1 danneggiamento a cose di terzi, s In
tentata truffa 2112 Compagnia di sssicurazione.
La relazione al Re sul progetto definitivo al Codice penale, contiene
sull'art. 3I0 le osservazioni seguenti: i
" Non occorrono molte parole per farne (art. 310) intendere il fone
" damento e i motivi: imperocchè ove, sad esempio, sia dato fuoco ad una
" cosa di lieve entità senza che il fuoco si possa apprendere ad altre co
" se di qualche valore e senza che alcuna persona sia stata esposta a pe-
" ricolo, vengono a mancare i caratteri dei delitti in esume, viene n mano
" crre l’obbéttività giuridica che li contraddistingue, cioè la pubblica
" incolumità. Il fatto non cesserà di essere delittuoso: ma cadrà sotto un
" altro titolo e precisamente sotto quello del danneggiamento, quando si
“ verifichino gli estremi materialie morali che lo rendano penalmente ime
" putabile." i
La lieve entità è lasciata interamente nl criterio prudenziale del
Magistrato, i1 quale dovrà come guida tener presenti le nozioni generali
dei delitti contro la pubblica incolumità ed i motivi pei quali fu intro»
dotta questa cèasse speciale di reati (Maino - Commento s1 C.P.).
Ove poi un dobbio permanga sull’estremo del pericolo soccorre l’art.
Bela ume,
338c.p. colla riduzione di perla & due terzi.
cosmuco@azsz=zao
0000000960060000
Desidero ancora richiamar l’attenzione delle EF. VV. su alcuni punti
che riflettono la specifica del reato, anticipando con ciò la discussione
di rerito.
La perizia Pasta sui libri esistenti nell’aelloggio GORETTI ha dimo»
strato che il loro valore di copertina ascendeva a quella somma di Lire
200,000 per cui vennero assicurati; e ciò malerado che in cvasti vitimi
tempi non fossero state pubblicate ecizioni nuove e che quindi la gia»
cenza dei libri fosse atata dalla vendita notevolmente ridotta.
Il valore commerciale di questi libri varia a secondo del modo e dele
la persona a Cui sono venduti ( a librai o direttamente a privati, rea-
-3Z-
lizzandosi nel primo Caso solo una parte e nel secondo l'intero prezzo
di copertina) a seconda della ricerca e rarità dell'edizione.
Ad ogni modo, qualunque possa essere atato il valore dei libri, da
to che della massima parte il GOBETTI non era che depositario, nessun lue
Cro personale avrebbe tratto dal loro incendio. Le edizioni della Società
Anonima (nella quale 18 GOBETTI non ha partecipazione alcuna, ma da cui
soltanto riceveva un emolumetto mensile quale compenso delle sue presta»
zioni personali e del deposito) non sono state menomate dall'incendio;
me, anche lo fossero state, l’'indenizzo avrebbe dovuto essere corrisposto
alla Società e non a1 GOBETTI. Mancanza d'interesse quindi ad appiccare il
fuoco ai libri.
Per i mobili ci casa poi, chiuncue sa che 1'indanizzo pagato dalle
Sccietà assicuratrici non è mai tale da risarcire al sinistrato il valore
degli oggetti distrutti. L'incendio doloso dei proprii mobili è sempre
un’ operazione in pura perdità.
1’ incendiario frodolento si regola in modo di distrugrere cose di
nessun velore, sottraedddo dal rogo precisamente quelle per cui si era
assicurato. |
Nel casco nostro invece, c’è perfetta rispondenza fra quanto risulta cc
coperto d’assicurazione e quanto venne distrutto, Ed allora dove e come po
teva lucrare il GORETTI Riace nia -
— -— «=:
carcassa zati
In questi vltimi giorni è stato fortunatamente possibile venir aa
conoscenze che due perscne, i signori Cerruti e Honti, ciascuno separatae
mente, hanno visto in punti diversi 11 GOBERTI a passeggio ner Torino,
precisamente nelle ore in cui eelî avrebbe dovuto dar fuoco ni proprii
mobili di casa.
41 Cimitero di Torino, nelle giornate festive, l'ingresso viene chiu-
so alla ore I6, fon essendo possibile dopo d'allora che l’uscita dal Came
posanto. Orbens i1 sig. Cerruti ha visto alle oro I7 circa i coniugi
GOBETTI, che, in prossimità della gran Croce che si trovaa nel Cimitero,
stavano avviandosi verso l'uscita.
Alle ora I6, «e cioè quando i GOBETTI dcvevano essere giè nell'interno
del Cimitero, la signore Alagna ha sentito nettamente i rumori nel sovrasé
stante alloggio abitato dall’imputato.
Alle Ore 18 il sig. Monti ha incontrato i GOBETTI all’angolo di via
PO e piazza Vittorio che si incamminavano sotto i portici verso piazza
Castello. ;
L'inportanza di queste circostanze pon richiede commento di sorta?
X1 Giudice Istruttore sono stat@ segnalati i nomi dei testi, la cui depo-
sizione conformerà le proteste di innocenza del povero GOBETTI.
n Ain
L°insintenza che io pongo nel raccomandare l'accoglimento dell'istanza d
ai rin) emeyvaBoria è giustificata, oltrechè dalla profonda convine
zione che ic ho della innocenza del GOBETTI, anche dalle pietose condi
zioni di salute in cui versa attualmente e sulle quali può esser chie
sto referto al Medico delle Carceri.
La inclemenza della stagione ha aggravato i rigori della detenzione,
sicchè 11 GOBETTI è caduto in una depressione morale impressionante, sue
bendo un vero tracollo nella salute, già minata dalla vecchiezza e Ani
delori.
L'incendio, originato certamente da una miserabile vendetta privata
che confidiamo non resti a lungo occulta ed impunita, ha distrutto anche
la cosa più cara che rimaneva aliGOBETTI. Questi con la moglie sua conser
vava religiosamente i primi quaderni di scuola dell'unico figlio Piero,
la cui afferrazione nel campo culturale aveva dato ai genitori infini-
to orgoglio. E coi primi quaderni i due vecchi GOBETTI avevano Conserte
vato i preri scolastici, i ricordi di giovinezza ed i manoscritti ori-
ginali del suoi primi lavori e delle prime pubblicazioni.
Questo piccolo grande tesoro è ridotto ad un ammasso di carte semi.
carbonizzate, fra cui frugano oggì ansiose le mani della povere mamma,
ricercendo nelle poche righe ancora leggibili le grande ombra del fie
glio scomparsp. ù
Torino - 8 febbraio I929 = VII®
- extracted text
-
ECCma SEZIONE D'ACCUSA
presso la Corte d'Appello di Torino
4
arssaerzonnorossososzoee
KMENFKORTALEZ
; nell’ interesse di GORETTI GIU:EPPE BATTISTA
pur grerinio pile pirata oe pie page
ECCma 3EZIONE D'ACCUSA
presso la corte d’Appello di LORTNO
MEMO RIALE
nell'interesse di GOBETTI GIUSEPPE BATTISTA
Eccellenze,
Il Giudice Istruttore ha ritenuto di dover respingere l'istanza di li
bertà provvisoria, presentata nell’interesze del detenuto GOBETTI GIU»
SEPPE BATTIQTA, sul riflesso che fl capo d’imputazione, così come è
stato formulato, non consente la concessione del beneficio.
Il che formalmente è esatto. Jenonchè io avevo in un precedente meo
moriale richiesto che fossero riesaminati gli estremi del fatto, addebi&
tato al GOBETTI, perchè mi sembrava che esso non si attagliasse all’ipo-
tesì di cui nll’art. 300% 2° capoverso in relazione cogli art, 308 e
414 C.P.
Nel memoriale suaccenatdo sostanzislmente richiamavo l’attenzione
del Giudice sulla evidente sproporzione che esiste tre il fatto nelle
sua materiale conseruenza e la pena da Arrogarsi per le ipotesi delite
tuose Dip dall’art. 300 2° cep. e le traevo la consepuenza che n rista=
bilire le proporzioni fra delitto e pena bisognava cercare se nelle nuo
merose disposizioni di cui al capo I° e 4° del Codice penale non ve ne
fossero altre che meglio inquadravano la fattispecie in esame.
Dopo la presentazione dell’istanza di libertà provvisoria, il Giu»
dice istruttore ha ritenuto opportuno di richiedere all’ing. Bertoglio
un supflemento peritale sul pericolo che poteva correre l’edificio della
Banca d’Italia, in conseguenza dell’appiccato incendio. L'ing. Bertoglio
aveva nella sua relazione peritale, depositata precedentemente, escluso
ogni pericolo per gli inquilini della casa, riconoscendo quindi implici-
tamente che nessun pericolo correva l’integrità delll’edificio.
Nel supplementè di perizia l’inc. Bertoglio ha escluso perentoriamen-
te ogni e qualsiasi pericolo per lo stabile.
Sta però di fatto che nell’incendio andarono distrutte alcune impo-
ste ed una porta per il valore di circa L.4000.
E’ possibile per questo elemento di fatto fer ricorso al 2° cap.
dell'art. 300, la dove si parla di edifizi privati o pubblici, chiese,
foreste, ecc?
“QU
Le porte che chiudono le stanze e le imposte delle finestre sono,
è vero, parte dell'edifizio; ma se vogliamo farle diventare "edifizio"”
nel senso iftegrale dato a questa parola dall’art. 300 2° cap. caschiamo
in una pura figura retorica, prendendo la parte (anzi l'accessorio) per
11 tutto.
Fd è appunto alla stregua di questo criterio che io sostenevo dovere
si applicare il disposto degli art. 3I0 e 414 c;jp. = Mancando l’estremo
del pericolo alla pubblica incolumità e rimanendo limitato 11 danno £ cose
dilié&ve entità, non rimane che i1 danneggiamento a cose di terzi, s In
tentata truffa 2112 Compagnia di sssicurazione.
La relazione al Re sul progetto definitivo al Codice penale, contiene
sull'art. 3I0 le osservazioni seguenti: i
" Non occorrono molte parole per farne (art. 310) intendere il fone
" damento e i motivi: imperocchè ove, sad esempio, sia dato fuoco ad una
" cosa di lieve entità senza che il fuoco si possa apprendere ad altre co
" se di qualche valore e senza che alcuna persona sia stata esposta a pe-
" ricolo, vengono a mancare i caratteri dei delitti in esume, viene n mano
" crre l’obbéttività giuridica che li contraddistingue, cioè la pubblica
" incolumità. Il fatto non cesserà di essere delittuoso: ma cadrà sotto un
" altro titolo e precisamente sotto quello del danneggiamento, quando si
“ verifichino gli estremi materialie morali che lo rendano penalmente ime
" putabile." i
La lieve entità è lasciata interamente nl criterio prudenziale del
Magistrato, i1 quale dovrà come guida tener presenti le nozioni generali
dei delitti contro la pubblica incolumità ed i motivi pei quali fu intro»
dotta questa cèasse speciale di reati (Maino - Commento s1 C.P.).
Ove poi un dobbio permanga sull’estremo del pericolo soccorre l’art.
Bela ume,
338c.p. colla riduzione di perla & due terzi.
cosmuco@azsz=zao
0000000960060000
Desidero ancora richiamar l’attenzione delle EF. VV. su alcuni punti
che riflettono la specifica del reato, anticipando con ciò la discussione
di rerito.
La perizia Pasta sui libri esistenti nell’aelloggio GORETTI ha dimo»
strato che il loro valore di copertina ascendeva a quella somma di Lire
200,000 per cui vennero assicurati; e ciò malerado che in cvasti vitimi
tempi non fossero state pubblicate ecizioni nuove e che quindi la gia»
cenza dei libri fosse atata dalla vendita notevolmente ridotta.
Il valore commerciale di questi libri varia a secondo del modo e dele
la persona a Cui sono venduti ( a librai o direttamente a privati, rea-
-3Z-
lizzandosi nel primo Caso solo una parte e nel secondo l'intero prezzo
di copertina) a seconda della ricerca e rarità dell'edizione.
Ad ogni modo, qualunque possa essere atato il valore dei libri, da
to che della massima parte il GOBETTI non era che depositario, nessun lue
Cro personale avrebbe tratto dal loro incendio. Le edizioni della Società
Anonima (nella quale 18 GOBETTI non ha partecipazione alcuna, ma da cui
soltanto riceveva un emolumetto mensile quale compenso delle sue presta»
zioni personali e del deposito) non sono state menomate dall'incendio;
me, anche lo fossero state, l’'indenizzo avrebbe dovuto essere corrisposto
alla Società e non a1 GOBETTI. Mancanza d'interesse quindi ad appiccare il
fuoco ai libri.
Per i mobili ci casa poi, chiuncue sa che 1'indanizzo pagato dalle
Sccietà assicuratrici non è mai tale da risarcire al sinistrato il valore
degli oggetti distrutti. L'incendio doloso dei proprii mobili è sempre
un’ operazione in pura perdità.
1’ incendiario frodolento si regola in modo di distrugrere cose di
nessun velore, sottraedddo dal rogo precisamente quelle per cui si era
assicurato. |
Nel casco nostro invece, c’è perfetta rispondenza fra quanto risulta cc
coperto d’assicurazione e quanto venne distrutto, Ed allora dove e come po
teva lucrare il GORETTI Riace nia -
— -— «=:
carcassa zati
In questi vltimi giorni è stato fortunatamente possibile venir aa
conoscenze che due perscne, i signori Cerruti e Honti, ciascuno separatae
mente, hanno visto in punti diversi 11 GOBERTI a passeggio ner Torino,
precisamente nelle ore in cui eelî avrebbe dovuto dar fuoco ni proprii
mobili di casa.
41 Cimitero di Torino, nelle giornate festive, l'ingresso viene chiu-
so alla ore I6, fon essendo possibile dopo d'allora che l’uscita dal Came
posanto. Orbens i1 sig. Cerruti ha visto alle oro I7 circa i coniugi
GOBETTI, che, in prossimità della gran Croce che si trovaa nel Cimitero,
stavano avviandosi verso l'uscita.
Alle ora I6, «e cioè quando i GOBETTI dcvevano essere giè nell'interno
del Cimitero, la signore Alagna ha sentito nettamente i rumori nel sovrasé
stante alloggio abitato dall’imputato.
Alle Ore 18 il sig. Monti ha incontrato i GOBETTI all’angolo di via
PO e piazza Vittorio che si incamminavano sotto i portici verso piazza
Castello. ;
L'inportanza di queste circostanze pon richiede commento di sorta?
X1 Giudice Istruttore sono stat@ segnalati i nomi dei testi, la cui depo-
sizione conformerà le proteste di innocenza del povero GOBETTI.
n Ain
L°insintenza che io pongo nel raccomandare l'accoglimento dell'istanza d
ai rin) emeyvaBoria è giustificata, oltrechè dalla profonda convine
zione che ic ho della innocenza del GOBETTI, anche dalle pietose condi
zioni di salute in cui versa attualmente e sulle quali può esser chie
sto referto al Medico delle Carceri.
La inclemenza della stagione ha aggravato i rigori della detenzione,
sicchè 11 GOBETTI è caduto in una depressione morale impressionante, sue
bendo un vero tracollo nella salute, già minata dalla vecchiezza e Ani
delori.
L'incendio, originato certamente da una miserabile vendetta privata
che confidiamo non resti a lungo occulta ed impunita, ha distrutto anche
la cosa più cara che rimaneva aliGOBETTI. Questi con la moglie sua conser
vava religiosamente i primi quaderni di scuola dell'unico figlio Piero,
la cui afferrazione nel campo culturale aveva dato ai genitori infini-
to orgoglio. E coi primi quaderni i due vecchi GOBETTI avevano Conserte
vato i preri scolastici, i ricordi di giovinezza ed i manoscritti ori-
ginali del suoi primi lavori e delle prime pubblicazioni.
Questo piccolo grande tesoro è ridotto ad un ammasso di carte semi.
carbonizzate, fra cui frugano oggì ansiose le mani della povere mamma,
ricercendo nelle poche righe ancora leggibili le grande ombra del fie
glio scomparsp. ù
Torino - 8 febbraio I929 = VII®
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