Produzione navale Ansaldo
Contenuto
- Titolo
- Produzione navale Ansaldo
- Titolo originale
- "Ansaldo. Navi"
- Tipologia
- Volume a stampa
- Descrizione
-
Volume a stampa a cura di Nereo Fioratti dell'Ufficio Pubbliche Relazioni Ansaldo e stampato dalla Società Grafica Romana.
Dopo una breve introduzione sulla società Ansaldo dai suoi esordi, sono descritti i cantieri navali di Genova Sestri Ponente, La Spezia e Livorno e le loro produzioni più importanti, suddivise in navi passeggeri, navi da carico secco, petroliere e navi militari. - Data testuale
- 1959
- Data topica
- Genova
- Consistenza
- 1 volume (pp. 322)
- Stato di conservazione
- Discreto
- Si segnala la presenza di nastro adesivo sulla copertina, un forte ingiallimento delle pagine e alcune di esse staccate dal dorso
- Soggetto produttore
- Maurizio Dante (1962 - ***)
- Identificativo
- MD.000038
- Archivio, fondo o serie di appartenenza
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Nella storia dell’industria italiana, l’« Ansaldo », centro di gravitazione di gran parte dell’at-
tività industriale di Genova, ha sempre avuto un ruolo di primo piano.
« Ansaldo» è antico nome genovese, tramandatoci dall'ing. Giovanni Ansaldo, che fu il primo
direttore © socio accomandatario della « Gio. Ansaldo & C.», da lui costituita con altri tre ge-
novesi: Bombrini, Penco, Rubattino, e sorta a Sampierdarena con l'acquisto dello stabilimento
«Meccanico» già attivato da Taylor e Prandi.
Giovanni Ansaldo, nel 1853, aveva due precise convinzioni: che il giovane regno sardo dovesse
fare da sè nella costruzione delle locomotive e che le navi in ferro della marina sarda dovessero
trovare in Genova i propri cantieri. Erano due idee che anche il conte di Cavour accarezzava
Ed ambedue furono realizzate.
Sampierdarena, da borgo villereccio di Genova si trasformò in un centro industriale che talu-
no ha chiamato la « Manchester d’Italia ».
Da allora è trascorso oltre un secolo.
L’« Ansaldo » ha acquistato via via dimensioni imprevedute, ha allargato la propria produzione
in tutti i campi: locomotive, aeroplani, cannoni, automobili, gru, trattori, carri armati, artiglierie
navali. Ma, soprattutto, « Ansaldo » ha significato © significa tuttora « costruzioni navali », dagli
scafi alle macchine, dai velieri di un secolo fa agli ultimi transatlantici, dai gloviosi mas di 10
tonnellate alle corazzate di 35.000, agli attuali supercaccia.
Durante la prima guerra mondiale l'« Ansaldo » diede un apporto fondamentale alle difese del
sco del Museo navale di Pegli
Flotte davanti ul porto di Genova in un quadro quattr
Paese. Costruù 10.000 bocche da fuoco, 11.000 carreggi d'artiglieria, milioni di munizioni, tremila
aeroplani e mimerosissimo altro materiale bellico, concorrendo validamente alla vittoria dell'Italia.
La crisi post-bellica chiuse, nel 1922, un ciclo storico dell'« Ansaldo »; quello al quale furono legati
per circa trent'anni Ferdinando Maria, e Mario e Pio Perrone, grandi capitani d’industria, che
portarono la Società a livello internazionale. La « Gio. Ansaldo & C.», ridimensionata, diventa
la Società « Ansaldo per passare, nel 1933, sotto il controllo dell'I.R.
Duramie il secondo conflitto mondiale l'apporto dato dall’« Ansaldo » alle
Armate Italiane
superò sensibilmente quello, pur così cospicuo, da essa fornito nella guerra 1915-18. Importanti
rami della produzione di guerra furono quasi per intero sviluppati dall'« Ansaldo». Le maestranze
impiegate presso l'Azienda raggiunsero nel 1943 un totale di 36.000 unità.
La forte struttura industriale permise alla Società di sopportare il grave disagio del 1945, causato
dal trapasso da una produzione di guerra ad una produzione di pace. Nel 1949, incorporando
anche i due cantieri navali di La Spezia e Livorno della Società Odero Terni Orlando,
le Ansaldo S.A.» assume la sua struttura odierna, e, realizzando via via un vasto programma
di rinnovamento di tutti gi impianti sia navali
che meccanici, si pone ad un livello che può
stare alla pari con le meglio attrezzate industrie
mondiali. Gli importanti lavori di ammoder-
namento in corso nel cantiere di Sestri accen-
lueranno, nei prossimi anni, le sue possibilità
competitive.
L'Azienda è attualmente articolata su tre can-
tieri e tre stabilimenti meccanici, che danno
lavoro a circa 18.000 persone. La produzione
annuale si aggira intorno ai 130 milioni di
dollari ed è destinata per un 60%, al mercato
nazionale, mentre il restante 40 %, è assorbito
dai mercati esteri.
Questo libro presenta una rassegna, necessaria-
mente sintetica, di ciò che ha fatto e continua a
fare, nel campo delle costruzioni navali, la
« Ansaldo » i cui limiti sono andati ben oltre i
confini della Liguria. Erede e continuatrice della
grande tradizione marinara della repubblica di
Genova, l'a Ansaldo » è oggi il più grande gruppo
cantieristico-navale del Mediterraneo. Una re:
cente classifica internazionale la pone nei primi
dieci posti fra tutti i cantieri del mondo.
- Solcare i mari — è dunque il primo gran-
de impegno dell’« Pa na
pie rispettando il fondamentale principio che è
sempre stato ed è tutt'ora alla base del suo pre-
stigio: mantenersi sulla via del progresso co-
struendo navi che seguano costantemente la evo-
luzione tecnica, e possibilmente l’anticipino, senza
mai deviare dall'elevata qualità della produ-
sione.
ANSALDO S.p.A.
Genova, 1959.
Nell'antica piazza di Carignano, a fianco. della storica
basilica cinquecentesca costruita da Gian Gal
si, sorge la moderna sede dell
CANTIERI NAVALI
Totale scali 16 fino a 250 mt. di lunghezza
le area mq. 650.000
LIVORNO: cate.
STABILIMENTI MECCANICI
@ rivi arc ma 220000
NAVI PASSEGGERI
NAVI PETROLIERE
cultal
retin
NAVI MILITARI
scali
Oltre a quelle
vaval niche collegate, specifica-
mente descritte e documentate in questo volume, ad altre
è non meno importanti produzioni dedica la sua attività
l'a Ansaldo », © precisament
Impianti termoelettrici completi con potenze da
3.000 kW a 170.000 KW e oltre. Impianti geotermo-
elettrici. Impianti elettronucleari.
Diesel elettrogeneratori da 100 kW a 1.400
[otori Diesel fino alle massime potenze per im-
pianti terrestri, per trazione e servizi speciali.
Impianti completi per la produzione di fertilizzanti
azotati € fosfatici ed impianti chimici în genere,
PRODUZIONE
NAVALE
Navi fino a 85,000 tp.l
marini completi, a turbina e Diesel, di
potenza.
0 a 50 tonnellate,
50
nichel - allumi
he finite del peso un
bronzo - manganes
ario fino sin
in bronzo - ini
Alberi portaelica, camici
Gru per cantieri navali
per cilindro etc.
nali
n
CS
o
sO
nti
Netta
Re
ti completi per l'industria del petrolio e della
completi per cementerie u via secca ed
Altre produzioni
Locomotive Diesel
escavatori - gru di ogni portata e cart
ssione - serbatoi per liquidi € gs
gasometri - costruzioni metalliche - fusioni in ghisa
ghisa sferoidale - fusioni in bronzo e leghe - uten-
sileria.
trasportatori -
Navi
passeggeri
1889
veliero CATERINA AGGAME
1.780 tl
159
dicon piroscafo PRINCIPESSA MARIA
2.100 t84
È 1998
Sa piroscafo BOSNIA
Ct] ARSA
I A
1910
È pirosenfo CITTÀ DI CATANIA
197 t.s.l. F
1916
turbonave DUILIO
24.881 1...
1923
piroscafo AMMIRAGLIO Ni
139 ts.
rroLo
1926
turbonave ROMA
32.582 ts.
1926
motonave AUGUSTUS
33.000 1...
T
i | 1927
turbonave AUSONIA
" 12.500 1.1
931
turbonave REX
51.000
Dal veliero CATERINA ACCAME alla
1946
motonave UGOLINO VIVALDI
9.000 t.5.1
48
motonave RIO DE LA PLATA
ts.
1949
turbonave ISKENDERUN
7.000 t.s.1 :
1951
otonave EUROPA
11.500 t.s.1.
1951
turbonave ANDREA DORIA
29.000
1952
motonave ACHILL
400 1.8.1.
1953
turbonave CRISTOFORO COLOMBO
20.000 1.5.1
motonave GRIPSHOLM
0 1.5.1
tarbonave FEDERICO C.
20.000 £.
19;
tarbonave LEONARDO DA VINGI
33.000 t,
turbonave LEONARDO DA VINCI
Dal 1950 ad oggi PANSALDO ha varato 15 navi passeggeri per 213.700 t.s.
Navi
petroliere
1888 - Pirocisterna —SESTRI PONENTE 120 tp
1923 - Motocisterna 9000»
1939 - Motocisterna GIORDANI 14.000»
1940 - Motocisterna -— POZARICA 10.500»
1943 - Motocisterna FEDE 10.700»
1946 - Motocisterna -— MATTEOTTI 9,600»
1951 - Motocisterna 26700»
1952 - Motocisterna IGNAZIO BIBOLINI 18.000»
FRANCESCO BIBOLINI 21.500»
1953 - Turbocisterna | G 27400»
1954 - Turbocisterna - FRISCO 18.500»
1954 - T'urbocisterna - MINA D'AMICO 31.500»
1957 - AGRIGENTUM 52.000»
Dal 1950 ad oggi lANSALDO ha avuto l'ordi
37 petroliere per un totale di 1.183.780 f.p.
4 da 26.700
7 &
lazione di
Navi
da carico
1957 - Motonave
GIOVANNI ANSALDO
16.000
1958 - Motonave
FUCINATOR
19.200
Navi
militari
1931 - o POLA 10.160»
1934 - Incrociatore EMANUELE FILIBERTO 7.400 t. di:
1928 - Esploratore LUCA TARIGO 1819» i A da
1937 -
ploratore TASCHKENT 3.500»
1937 - Cacciatorpediniere AVIERE 1.600»
1952 - Avviso scorta NTAURO 1.900
niere ALMIRANTE CLEMENTE 1.300
1954 - Cacciatorped
- Corvetta SULTAN HASANUDDIN 950»
1916 - Sommergibile BALILLA 723»
1955 - Cacciatorpediniere INDOMITO 2975» iù à
660
4
1933 - Sommergibile
1935 - Sommergibile P. GALVI
Cantiere navale
di Genova- Sestri
inci
11 cantiere di Sestri ed i suoi mezzi di
produzione, quali sono descri
questo capitolo, si riferiscono alla si
tuazione esiste
Te oa ora
inte La fisi
duttiva del cantiere.
capacità pro-
si cantiere navale «Ansaldo» di Genova-Sestri
attrezzato per la costruzione di navi mer-
Cantili di qualsiasi tipo fino a 65.000 t.p.l.
e di navi militari di corrispondenti dimensioni,
con una potenzialità di 45.000 tonn.fanno di
materiale da scafo e 16.000 tonn.fanno di ma-
teriale di allestimento e apparati motore
Il cantiere occupa attualmente un’area totale
di mq. 240.000 di cui mq. 80.000 di area co-
perta da fabbricati per uffici, officine e magaz-
zini e mq. 160.000 di area scoperta per lavo-
Antistante al cantiere è uno specchio acqueo
riservato delimitato e protetto da dighe, di
un’area complessiva di mq. 250.000. È sud-
diviso in due bacini, uno a levante che serve
le officine di allestimento ed uno a ponente
che costituisce un bacino di calma per l’ef-
fettuazione dei vari, onde eliminare gli incon-
venienti derivanti dal mare aperto € ridurre
l’oneroso lavoro di dragaggio dei fondali nella
fase preparatoria dei vari stessi. L'accesso allo
specchio acqueo è costituito da un varco aperto
a ponente del bacino di calma.
‘Tali opere di protezione dello specchio acqueo
richiedono che i vari siano effettuati frenati
affinchè le navi, causa l’abbrivo acquistato nella
loro corsa al mare, non vadano ad urtare
la diga. 3
Il cantiere, facendo esclusione per gli uffici
della direzione, è costituito essenzialmente di
di parti, una per la costruzione ed una per
allestimento.
Dell prima fanno parte la sala. tracciato,
il parco lamiere e profilati, l'officina navale, il
piazzale di prefabbricazione © gli scali; la
seconda parte è costituita dalle officine: tubi,
carpenteria media © leggera, meccanica, mon-
188
bici irticlininsttt
taggio apparati motori, impianti elettrici, lavo-
razione legno e servizi marinareschi
di una estensione che
3.900 mq., permette lo sviluppo,
, dei tracciati di almeno
sei strutture di navi ed ha annessa
una officina modellisti per pezzi di fusione.
— La sala a tracciare,
raggiunge |
Il parco lamiere © profilati pesanti sì svi-
luppa su di un'area di mq. 18.000, suddivisa in
cinque campate, ed i materiali che arrivano
direttamente dalle acciaierie attraverso raccordi
ferroviari vengono ivi scaricati, classificati e
depositati in attesa di impiego. Il parco è servito
da gru a ponte e da clettromagneti per la
sistemazione, il movimento e il prelievo dei
materiali. È dotato di un impianto di macchine
sabbiatr per la pulitura del
l'asportazione della calamina.
— L'officina navale comprende il reparto trac
ciatura € il reparto lavorazione lamiere e profilati
Il primo ha sede in sei campate a nord del-
l'officina navale e occupa una superficie di
mq. 3.00 servita da gru a ponte.
Il secondo reparto è disposto su tre campate
adiacenti ed uguali a ponente del piazzale
di prefabbricazione e occupa una superficie di
mq. 9.900
L’officina è attrezzata per la lavorazione di ogni
tipo di costruzione navale ed è dotata di tutte
le macchine necessarie a tale lavorazione; è
attraversata da un doppio binario che viene
utilizzato per condurre il materiale lavorato
al piazzale di prefabbricazione a monte degli
scali di costruzione.
— Il piazzale di prefabbricazione costituisce,
con gli scali, il complesso centrale del cantiere
ed occupa un’area di mq. 24.000. Vi sono
sistemati i piani di prefabbricazione per com-
plessivi mq. 8.200.
In caso di cattivo tempo gli operatori vengono
protetti da tettoie mot correnti su rotaie.
L'area del piazzale di prefabbricazione e quella
a mare, su cui trovano sistemazione gli scali,
sono servite da un impianto di sollevamento
(continua @ pag.
a teleferiche con impiego singolo o combinato
fino ad $ paranchi articolati su appositi bilancieri.
L'impianto è costituito da 33 teleferiche cor-
renti su altrettante funi distanti 6 m. fra loro
e tesate fra una travata che poggia su 4 piloni
a monte ed una poggiante su 4 piloni a mar
la distanza fra le mezzerie delle travate è di
m. 298.
Ciascuna teleferica porta un paranco da 4 tonn.
e ha una corsa di m. 280 sul proprio cavo tesato
ad altezza di 60 m. a monte e di 40 m. a
mare. Per lo smistamento dei materiali in senso
normale a quello delle teleferiche funzionano
gru semoventi; vi è inoltre una coppia di
binari, oltre a quelli di collegamento con
l’officina navale.
I lavori di ammodernamento in corso nel can-
tiere comportano tra l’altro, l'abbattimento degli
otto piloni e la relativa sostituzione delPattuale
sistema di sollevamento a teleferiche con nuovi
mezzi costituiti da potenti gru della portata fino
a 60 tonn. (vedi capitolo CMI a pag. 308).
servizi dell’aria compressa, dell'ossigeno, del-
l'acetilene, dell'acqua € dell energia elettrica,
occorrenti alle lavorazioni e agli impianti del
piazzale sono serviti da apposite canalizzazioni
fisse, sistemate in cunicoli in calcestruzzo in-
ternati.
Gli scali. A mare del piazzale di prefabbri-
one sono sistemati gli scali di costruzione,
dei quali due fissi in muratura di lunghezza
utile fino a 250 m. e tre volanti con taccate
mobili e con lunghezza utile fino a 200 m. Verso
levante della zona esiste un altro piazzale
servito da gru a castello e sul quale è possi-
bile sistemare un sesto scalo, di tipo volante
con taccate mobili.
La sistemazione scali ora descritta risulterà com-
dletamente modificata nel 1963, una volta cioè
ultimati i lavori in corso. Il progetto prevede,
infatti, al posto degli attuali, tre nuovi scali
concezione moderna attrezzati per la costruzio-
ne di nati fino a 85.000 t.p.l.
L'energia, il gas, l’acqua occorrenti alle varie
lavorazioni vengono erogati per mezzo di tu-
bulature e canalizzazioni ad impianti fissi ©
mobili a seconda dell'impiego sui diversi scali.
— L'allestimento, A levante della zona degli
scali è sistemato il complesso delle officine di
allestimento.
Wicca
L'area della banchina antistante alle officine
e compresa fra i due pontili che delimitano il
bacino di allestimento, raggiunge i 16.000 mq.
e viene utilizzata per il montaggio o per il
deposito di strutture prefabbricate e di altri
materiali in attesa di imbarco.
La banchina di allestimento si sviluppa per 800
ml. sullo specchio interno della darsena rela
tiva; tenendo conto di ulteriori 200 ml. di
banchina esistenti nello specchio d’acqua pro-
spiciente «gli scali, si ha uno ona com-
plessivo di banchina di 1.000 ml. La banchina
è servita da gru mobili su binarioni di corsa, è
dotata di appositi cunicoli per le tubulature e
le canalizzazioni dei servizi ed è raccordata con
tre tronchi di binario alla rete ferrovi:
Le officine di allestimento sono:
— l'officina tubi, sistemata su tre campate e
su di un’area complessiva di mq. 3.800, servita
da gru a ponte e a bandiera. È dotata di
un magazzino tubi di 1.600 mq. e di uno più
piccolo per accessori vari di tubulature.;
— l'officina carpenteria media e leggera, su tre
campate e su di un’area complessiva di mq.
4000 ca., servita da gru a ponte e dotata
di ma; di 700 mg. L'officina è partico-
larmente attrezzata per la costruzione di im-
barcazioni di salvataggio, osteriggi, trombe a
vento, condotte di ventilazione, cappe a fumo,
paratie divisorie, serbatoi, portelleria, stipet-
teria, cuffie di protezione, ecc.;
azzino
— l'officina meccanica e aggiustaggio, partico-
larmente attrezzata per lavorazioni meccaniche,
escluse quelle di apparati motori, sistemata
su tre campate su di un’area di mq. 2.600;
— l'officina montaggio apparati motori, che
provvede al montaggio delle motrici principali
e degli ausiliari relativi a delle linee d'assi delle
navi, costituita dall’officina propriamente detta
dell’area di 400 mq. e da locale attiguo di
2.000 mq., dove gli clementi di macchina da
sistemare a bordo vengono depositati in attesa
di impiego, preparati e, ove necessario € pos:
sibile, premontati nei limiti di peso consentiti
dalla portata delle gru a ponte dell’officina e
dei mezzi di sollevamento banchina;
l'officina impianti elettrici che si sviluppa
su di un’area di 1.200 mq. ed è attrezzata per
costruzione e montaggio di quadri e SOLOAUanLI
ontina a pax. 314)
201
elettrici e per la preparazione degli ac
occorrenti per È. impianti di bordo.
L'officina è dotata di sala prove con strumenti
di misura, di locale per la verniciatura e di locale
deposito. È servita da una gru a ferroguida.
Da citare inoltre un reparto idraulico che oc-
cupa 200 mq., un'officina costruzione e ripa-
one utensili su 500 mq. e un'officina pi
la zincatura sistemata in apposito fabbricato di
400 mq. dotato di vasche e forni adatti;
ie officine per la lavorazione del legno, cioè:
un'officina carpenteria adibita alla prepa-
ione del legname che serve per gli scali du-
rante la costruzione delle navi e per i vari e
che si sviluppa su una superficie di 1.000 mq.
una segheria con annesso reparto tratta-
mento legno che ricopre una superficie di 2.600
mq. La segheria è dotata di una moderna e
completa attrezzatura meccanica che consente
la lavorazione del legno per tutte le applica-
zioni navali e la del cantiere. È
dotata altresì di impianti essiccazione e igni-
fugazione;
ua
— un'officina falegnami, che copre un’area di
2.700 mq. ed è attrezzata per eseguire qualsiasi
lavoro di arredamento, sia per quanto riguarda
la composizione di pannelli per pareti e ri-
vestimenti, per quanto riguarda i mobili;
— un reparto lucidatori mobili su una super-
ficie di 400 mq., un reparto tappezzieri su di
300 mq. e un deposito mobili di So0 mq. Tutte
le officine per la lavorazione del legno sono
servite da un deposito scoperto e da un magaz-
zino coperto su tre campate per la conserv
zione del legname.
Da citare ancora:
— i servizi marinareschi costituiti da due re-
parti, uno di marinai imbragatori e di imbarco
e l’altro di marinai d’armamento e di ormeggi
un reparto coloritori e verniciatori e un
reparto ponteggiatori.
In un fabbricato a tre piani, servito da monta-
carichi, è disposto infine il magazzino generale,
ove trovano ricetto tutti i materiali che non
siano collocati egli appositi magazzini adiacenti
alle v: o
Cantiere navale
di La Spezia
É
La Spezia, in pianta. Il disegno si riferi
modificano sensibilmente i moli e la lun
le esistente prima del 1959. Recenti lavori di
gli scali
Il cantiere navale di La Spezia (Muggiano)
è attrezzato per la costruzione di navi mer-
cantili di qualsiasi tipo fino a 45.000 tonnellate
di portata lorda e di navi militari di corrispon-
denti dimensioni, con una potenzialità di
20.000 tonn.fanno di materiale da scafo e
7.000 tonn.fanno di materiale di allestimento e
apparati motore.
Il cantiere occupa attualmente un’area è totale
di mq. 185.000 di cui mq. 50.000 di arca
coperta da fabbricati per uffici, officine e ma-
gazzini e mq. 135.000 di area scoperta per
lavorazioni.
A sud-est della zona degli scali e dell’officina
navale e adiacente alle officine allestimento è
una darsena delimitata da moli di una area
complessiva di mq. 30.000. L'accesso alla
darsena si ha dal lato di nord-ovest aperto
sulle acque del golfo di La Spezia.
Il cantiere, a parte gli uffici della direzione,
è costituito essenzialmente da due parti, una
per la costruzione e una per l'allestimento.
Della prima fanno parte la tracciato, il
parco lamiere e profilati, l'oficina navale, i
piazzali di prefabbrica e gli scali; la
seconda parte è costituita dalle officine: fuci-
natura, meccanica € aggiustaggio, carpenteria
leggera, tubi, impianti elettrici, lavorazione
legno, montaggio apparati motori e servizi ma-
rinareschi.
3
La sala a tracciare, di un'estensione che
raggiunge i 3.200 mq., permette lo sviluppo,
senza sovrapposizione, dei tracciati di almeno
quattro strutture di grandi navi ed ha annessa
un'officina modellisti per pezzi di fusione.
Il parco lamiere e îl parco profilati si svi-
luppano su di un’area di mq. 11.000. Sono
situati, il primo all'estremità orientale del Can-
tiere e si estende per 7.000 mq., il secondo
nella zona prospiciente l'officina navale e ha
una superficie di 4.000 mq. I due parchi sono
collegati da raccordi ferroviari, attraverso i
quali arrivano dalle acciaierie i materiali che
vengono scaricati, classificati e depositati in
attesa di impiego. I parchi sono serviti da
gru di vario tipo per la sistemazione, il movi-
mento e il prelievo dei materiali e sono do-
tati di macchina sabbiatrice per la pulitura del
materiale e l'asportazione della calamina.
— L'officina navale comprende il reparto trac-
ciatura e il reparto lavorazione lamiere © pro-
filati. Il primo ha sede in apposita tettoia op-
portunamente ubicata ed occupa una super-
ficie di mq. 2.200, servita da gru a ponte. Il
secondo occupa tutte le tettoie dell’ofticina na-
vale propriamente detta, su di una superficie
i mq. 10.500. L'officina è attrezzata per la
lavorazione di ogni tipo di costruzioni navali
ed è dotata di tutte le macchine necessarie a
tale lavorazioni
I piazzali di prefabbricazione occupano una
‘a di mq. . Vi sono sistemati i piani
fabbricazione per complessivi mq. 7.900.
Nella stessa zona sono ubicati anche i due
principali scali del cantiere in cemento ar-
mato, della lunghezza utile fino a
L'arca occupata dai piazzali di prefabbrica-
zione e dagli scali è servita da otto gru scorre-
voli, delle quali quattro da 35 tonn. e quattro
la 5 tonn. Nella zona orientale del cantiere
istono altri quatro scali in cemento armato
di lunghezza utile fino a 190 m. per eventuale
ausilio a quelli sopraddetti © per costruzioni
leggere; questi scali sono serviti da cinque gru
a colonna da 5 tonn. ed hanno uno specchio
d’acqua antistante di mq. 12.000 con un pon-
tile della lunghezza di m. 70 e della superficie
di 2.000 mq.
Tutta l’area dei piazzali di prefabbricazione e
degli scali principali è dotata dei relativi ser-
vizi dell’aria compressa, dell'ossigeno, dell’ace-
tilene, dell’acqua e dell'energia clettrica, che
vengono erogati a mezzo di apposite canaliz-
zazioni fisse 0 mobili a seconda dell'impiego.
L'area della banchina circostante alla darsena
di allestimento raggiunge i 19.000 mq. e viene
utilizzata per il montaggio o per il deposito
di strutture prefabbricate e di altri materiali
in attesa di imbarco.
— L'allestimento. La banchina si sviluppa per
650 m. sullo specchio interno della darsena. È
servita da gru scorrevoli, è dotata di appositi
cunicoli per le tubulature e le canalizzazioni
dei servizi ed è raccordata con tronchi di bi-
nario alle altre zone del cantiere ed alla rete
ferroviaria.
In prossimità della darsena di allestimento so-
no ubicati: il reparto marinai con annessa
officina attrezzisti e una tettoia di mq. 400 per
congegnatori e lavori vari di aggiustaggio e
montaggio di allestimento in genere e di mac-
chine; la sezione vigili del fuoco; la centrale
acetilene; una centrale elettrica; una centrale
pneumatica; uffici e locali diversi
— Le officine di allestimento sono:
l'officina fucinatura, ubicata nella zona dei
quattro scali orientali su di un’area di mq.
1.900 servita da gru a ponte e a bandiera;
l'officina meccanica © aggiustaggio, partico-
larmente attrezzata per lavorazioni meccaniche,
escluse quelle di apparati motori, sistemata
all'estremità orientale del complesso delle offi-
cine di allestimento su di un’area di mq. 2.500;
— l'officina carpenteria leggera, comunicante
con l'officina meccanica e ad occidente della
stessa, attrezzata per la lavorazione e prefab-
bricazione di strutture in lamiera sottile e lega
leggera, come imbarcazioni di salvataggio, oste-
riggi, trombe a vento, condotte di ventilazione,
cappe a fumo, paratie divisorie, serbatoi, por-
telleria, stipetti, cuffie di protezione, ecc. Oc-
cupa una superficie di mq. 1.500;
l'officina tubi, attigua © ad occidente del-
l'officina carpenteria, su di un’area di mq.
1.900 e dotata di magazzino tubi di mq. 4.000;
— l'officina impianti elettrici, ubicata al primo
piano fra le officine tubisti è carpenteria, adi
bita, su una superficie di 500 mq., alla costru-
zione è montaggio di quadri € sottoquadri ed
alla preparazione degli accessori occorrenti agli
impianti di bordo e di cantiere.
L'officina è dotata di locali per verniciatura e
pulitura macchine elettriche e di locale per
deposito materiali in lavorazione a terr
— le officine per la lavorazione del legno, costi-
tuite da:
m'officina segheria-carpenteria per la lavo-
razione del legname, che serve agli scali di co-
struzione, con una superficie di mq. 2.300;
— un'officina falegnami, situata a sud-ov
dell’officina tubisti, che occupa una superficie
di mq. 3.000 su due piani, incluso l'apposito
deposito legname. L'officina è attrezzata per
eseguire qualsiasi lavoro di arredamento, com-
posizione di pannelli e mobili, lucidatura e
verniciatura a spruzzo; è dotata di apposito
deposito mobili finiti;
— l'officina montaggio apparati motori, ubi-
cata all'estremità occidentale delle officine di
allestimento verso la darsena, attrezzata per il
montaggio delle motrici principali, degli au-
ri relativi e delle linee d* elle navi; ha
una superficie di 200 mq. e un deposito di
750 mq. ed è servita dalle gru a ponte del-
RARO quale è in comuni-
cazione.
Da citare ancora:
- un'officina per la zincatura di 500 mq. di
superficie, dotata di vasche e forni md
un'officina manutenzione attrezzi affiancata al-
l'officina meccanica.
In un fabbricato a due piani, fiancheggiante le
officine allestimento, è disposto il magazzino
generale dove si trovano tutti i materiali che
non siano collocati negli appositi magazzini
adiacenti alle varie officine.
_
Cantiere navale
di Livorno
Il cantiere navale di Livorno è attrezzato per
la costruzione di navi mercantili di qualsiasi
tipo fino a 85.000 t.p.l. e di navi militari di
corrispondenti dimensioni, con una potenzia-
lità di 15.000 tonn./anno di materiale da scafo
e 7.000 tonn.fanno di materiale di allestimento
e apparati motore.
Il cantiere occupa attualmente un’area totale
di mq. 235.000, di cui mq. 65.000 di area
coperta da fabbricati per uffici, officine e ma-
gazzini e mq. 170.000 di area scoperta per
lavorazioni.
Nella zona nord-est del cantiere è una darsena
per l’allestimento delle navi delimitata da moli,
di un’area di mq. 40.000.
Taccesso alla darsena avviene dal lato di
nord-ovest collegato con le acque del Porto
Medicco per mezzo di un canale con ponte
girevole. Nella darsena è ubicato un bacino di
carenaggio della lunghezza di oltre 125 m.
È altresi a lisposizione del cantiere una ban-
china del Porto Mediceo adiacente alla zona
del cantiere stesso.
Il cantiere, a parte gli uffici della direzione,
è costituito essenzialmente di due parti, una
per la costruzione e una per l’allestimento.
Della prima fanno parte la sala tracciato, il
parco lamiere e profilati, l'officina navale, i
piazzali di prefabbricazione e gli scali; la se-
conda parte è costituita dalle officine: fucina-
tura, meccanica e aggiustaggio, carpenteria
leggera, tubi, impianti elettrici, lavorazione le-
gno, montaggio apparati motori c servizi mari-
nareschi.
La sala a tracciare, di una estensione che
raggiunge i 1.700 mq., permette lo sviluppo,
senza sovrapposizione, dei tracciati di almeno
tre strutture di grandi navi.
— Il parco lamiere e profilati si sviluppa su di
un’area di mq. 6.000 di cui mq. 4.500 per le
lamiere e mq. 1.500 per i profilati. Entrambe
le aree sono ubicate nelle immediate vicinanze
dell’officina navale.
I materiali arrivano nel parco dalle acciaierie
per via ordinaria e sono scaricati, classificati e
depositati in attesa di impiego. I parchi sono
serviti da gru di vario tipo per la sistema-
zione, il movimento e il prelievo dei materiali.
— L'officina navale comprende il reparto trac-
ciatura e il reparto lavorazione lamiere e pro-
filati. Entrambi i reparti hanno sede in dicci
capannoni e occupano una superficie di mq.
12.000. L'officina, servita da gru a ponte, è
attrezzata per la lavorazione di ogni tipo di co-
struzione navale ed è dotata di tutte le mac-
chine necessarie a tale lavorazione.
— I piazzali di prefabbricazione occupano una
area di mq. 15.500. Vi sono sistemati i piani
di prefabbricazione per complessivi mq. 7.500
In prossimità sono ubicati gli scali del can-
tiere in numero di quattro, di lunghezza utile
fino a 265 m., uno rivolto verso occidente sul
mare aperto con protezione parziale di moli e
tre rivolti verso nord-ovest sulla darsena del
cantiere. ‘l'utti gli scali sono in cemento ar-
mato; i tre scali rivolti verso la darsena sono
del tipo con fossa e porta stagna e uno di essi
è del tipo a rotaie con carrello centrale. Tutta
l’area occupata dai piazzali di prefabbricazione
e dagli scali è servita da gru scorrevoli, due
da 60 tonn., due da 35 tonn., una da 25 tonn.
e le altre di portata minore, ed è dotata dei re-
lativi servizi dell’aria compressa, dell'ossigeno,
dell’acetilene, dell’acqua e dell'energia elet-
trica, che vengono erogati a mezzo di apposite
canalizzazioni fisse o mobili a seconda del-
l’impiego.
L'area delle banchine di allestimento sulla dar-
sena e al Molo Mediceo raggiunge i 13.000
mq. e viene utilizzata per il montaggio e per
il deposito di strutture prefabbricate e di altri
materiali in attesa d’imbarco.
teontinna a pag. 343)
235
L’allestimento. Le banchine si sviluppano
per 400 m., dei quali m. 190 sulla darsena €
210 m. sul Porto Medicco. Entrambe le ban-
chine sono servite da gru scorrevoli, fino a
tonn. per quella della darsena e fino a 30 tonni.
per quella del Porto Medico.
oli per le tubu-
vizi
Sono dotate di
ppositi cu
lature © le canaliz
azioni dei s
Le officine di allestimento sono:
l'officina fucinatura sistemata în apposito
capannone su di un’area di mg. 600, dotata
di adatti mezzi di sollevamento;
— l'officina meccanica e di aggiustaggio, parti-
colarmente attrezzata per lavorazioni mecca-
niche, escluse quelle di apparati motori,
stemata nella zona orientale del complesso
delle officine di allestimento su di un’area di
mq. 5.000;
l'officina carpenteria leggera, situata ad oc-
cidente dell’officina meccanica e attrezzata per
la lavorazione e prefabbricazione di strutture
in lamiera sottile e lega leggera come osteriggi,
trombe a vento, condotte di ventilazione, cappe
a fumo, portelleria, stipetti, serbatoi, cuffie di
protezione, ece. Occupa una superficie di mq.
2.000;
l'officina tubi, attigua e ad occidente della
officina carpenteria, su un’area di mq. 2.300,
dotata di un magazzino tubi di mq. 500;
— l'officina impianti elettrici, ubicata al «primo
piano delle officine allestimento sopra la cen-
trale elettrica, su di una superficie di 600 mq.,
adibita alla costruzione e montaggio di quadri
e sottoquadri e alla preparazione degli acces-
sori occorrenti agli impianti di bordo e di
243
canti
controllo;
È dotata di apparecchi di misi
le officine per la lavorazione del legno cc
stituite da;
un'officina carpenteria in legno per la la-
vorazione del legname che serve per gli scali
di costruzi con una superficie di mq.
1.400. È ubicata in apposito capannone adia-
cente all’officina navale;
situata all’
un'officina falegnami
nord occidentale del complesso delle officir
allestimento su una superficie di mq. 1.800 su
due piani. È attrezzata per eseguire qualsias
lavoro di arredamento, composizione di pan-
nelli e mobili, lucidatura e verniciatura a
è sito per
spruzzo; è dotata di apposito depo:
mobili finiti e di locale con stufe di e:
cazione; a
— l'officina montaggio apparati motori, ub
cata fra l'officina meccanica e l'officina car-
pente gera, nel complesso delle officine
di allestimento verso la darsena, attrezzata per
il montaggio delle motrici principali, degli au-
siliari relativi e delle linee delle
Ha una superficie di 700 mq. ed è servita da
adatti mezzi di sollevamento da 30 tonn.
d’assi navi
Da citare ancor:
un'officina per la sincatura di 125 mq. at-
ata per piccoli lavori e un'officina manu-
tenzione attrezzi affiancata all’officina mecca-
nica.
Presso la banchina di allestimento al Molo
Mediceo esiste un complesso di locali e ser-
vizi che costituiscono un'officina periferica di
allestimento anche per l'esecuzione di piccoli
lavori in loco.
In fabbricati ubicati in varie zone del cantiere,
sono disposti i magazzini generali ove trovano
ricetto tutti i materiali che non siano collo-
cati negli appositi magazzini adiacenti alle
rie officine
Stabilimento
Meccanico
call
Lo stabilimento MECCANICO di Genova-Sampierdarena, in pianta
Wicca cca
Come già si è detto, il « Meccanico », fondato
nel 1853, fu il nucleo originale dell’ Ansaldo»,
e restà dal 1875 la fucina delle macchine per
la propulsione navale.
Nel 1875 appunto, il « Meccanico » costruì la
prima grande macchina a vapore navale, quella
per la corazzata Palestro, varata a La Spezia
Con la Palestro la marina militare italiana
ebbe per la prima volta un apparato..motore
di costruzione interamente italiana: la sua po-
tenza era di 3.361 ev. Le prove fornite fu-
rono soddisfacentissime.
Avendo dimostrato di essere in grado di a
durre grandi macchine marine, mentre fino
allora l’Italia aveva dovuto sempre fornirsene
all’estero, il « Meccanico » ricevette una serie
di ordinazioni importanti per diversi apparati
motori, come quello per l’avviso Staffetta di
700 cv., quello per l’avviso Marcantonio
Ga da 1.704 cv. e due apparati motore,
ciascuno da 5.000 cv., per gli incrociatori
Amerigo Vespucci è Savoia. Come si vede, il
«Meccanico » fornì gli apparati motore per
tutte le maggiori navi italiane del tempo, an-
che se costruite in altri cantieri o nei regi
arsenali.
Va inoltre ricordato che allora lo stabilimento
fu all'avanguardia anche nella difficile tecnica
di costruzione dei grandi fucinati per lo scafo,
che forni infatti per la corazzata Lepanto
(dritto di prora e di poppa e telaio del timone,
pezzi che furono un vero vanto dell’epoca) é
per le famose corazzate Duilio e Dandolo (dritti
di prora e di poppa) costruite nei regi arsenali.
Ma per attenerci soltanto ai motori, si potrà
notare che dal 1853 al 1883 furono costruite
circa 40 macchine di propulsione, 55 caldaie
marine, oltre ovviamente numerose macchine
per impianti fissi, caldaie per impianti indu-
ali © quasi cento locomotive.
Nel 1883 la commissione ministeriale diretta
da Benedetto Brin, nella sua relazione uffi-
ciale, affermò: « Lo stabilimento « Ansaldo» di
Storia del « Meccanico»
Sampierdarena è il più vasto ed importante
stabilimento meccanico del regno ».
La potenza delle macchine prodotte nello sta-
bilimento « Meccanico » si sintetizza nello svi-
luppo degli apparati motori: nel 1886 escono
le più potenti macchine fino allora costruite,
quelle per lo Stromboli di 6.298 cv.; nel 1889
siamo già a macchine di 19.500 cv. per la
grande corazzata Sicilia, e alle tre macchine a
triplice espansione, da 5.000 ev. ciascuna, per
le navi Strio, Orione © Perseo.
Poi ancora le macchine a triplice espansione,
rispettivamente di 4.000 ev. e di 6.500 cv.
per gli incrociatori Minerva e Liguria. Tra il
1895 e il 1899, mentre il cantiere di Sestri
costruiva sei incrociatori corazzati per la ma-
rina italiana e per l'estero, il «Meccanico» for-
pettivi apparati motori da 13.500 cv.
Ai primi anni del 1900, dunque, il « Mecca-
nico » era all’avanguardia dell’industria nazio-
nale per la produzione di macchine marine. Il
‘anico » aveva esteso la propria super-
ficie a 84.000 metri quadrati, dei quali 38.500
coperti; aveva già portato la propria mano
d’opera a 4.200 operai e la propria attrezzatura
i macchine utensili grandi e medie al numero
di 895.
Nel ‘1904 l'« Ansaldo », dopo aver fornito le
macchine da 11.000 cv. di propulsione per
la Messoudieh, ottiene dalla Suprema Porta
l'esercizio di un'officina navale nell’arsenale
imperiale di Costantinopoli, dove i nostri tec-
nici e le nostre maestranze resteranno poi fino
al 1911, epoca della guerra italo-turca.
Si aprono grandi anni di successi: nel 1905
già si costruivano apparati motori con mac-
chine alternative della potenza di 20.000 cv.
per le navi Roma e San Giorgio, nel 1907
s'inizia la costruzione, su licenza, della prima
turbina Parson per la San Marco e, successi
vamente, si costruiscono tutti i grandi apparati
motori di tale tipo per le sei maggiori coraz-
zate italiane: Dante Alighieri, Giulio wr
253
Vit
Leonardo da Vinci, Conte di Cavour, Andrea
Doria e Caio Duilio.
Con le turbine Parson, l’« Ansaldo » dimostrò
di marciare al passo col progresso industriale e
tecnico mondiale.
Dopo le turbine per i piroscafi Città di Catania
e Città di Bari e quelle da 12.000 cv. per l’in-
crociatore Libia, lo stabilimento fu duramen-
te impegnato per le necessità belliche della
prima guerra mondiale.
Per ciò che riguarda esclusivamente il campo
navale, il « Meccanico » produsse in quegli anni
143 motori Diesel per navi
Nel 1919 il «Meccanico» misurava 200.000
mq. di superficie, dei quali metà coperti. Il
reparto delle costruzioni motori e caldaie aveva
raggiunto un'altissima specializzazione. Infatti
in quel tempo l’« Ansaldo » riceveva l’ordina-
zione di motori Diesel per sottomarini e co-
struiva 20 turbine per le navi da carico tipo
Ansaldo.
Poi si entra nella storia più recente: i potenti
apparati motori per le grandi navi di linea:
38.000 cv. per il transatlantico Roma; 28.000
ev. per la motonave Augusti, vero gioiello
di tecnica navale, ammirato ovunque come
prova di forza dell'ingegneria navale italiana;
96.000 cv. per i tre incrociatori tipo Con-
dottieri che raggiunsero velocità di 39,9 nodi;
i 140.000 cv. del Rex, nastro azzurro nel 1933.
Stabilimento MECGANIGO - In sala prova.
gruppi turboriduttori, delta potenza totnle di
sostruito per l'incrociatore EUGENIO "DI SAVONA
da 7.550 td
0 dei due
Sul Rex le macchine di propulsione consiste-
vano in 4 grandi gruppi turboriduttori; il va-
pore a relativa alta pressione era fornito da 14
caldaie delle quali 12 a tubi d’acqua e 2 del
tipo cilindrico. Poi, gli apparati motori da
160.000 cv. ciascuno per le corazzate da
35.000 tonnellate.
Negli ultimi anni, il « Meccanico » ha fornito
gli apparati motore di quasi tutte le navi
varate nei cantieri « Ansaldo », oltre a soddi-
sfare numerose ordinazioni esterne.
Sono cifre sufficientemente indicative della ca-
pacità produttiva dello stabilimento quelle che
riassumono la produzione degli ultimi 50 anni,
in questo campo:
— circa 1350 apparati motore (alternativi, a
turbina, Diesel) per circa 5.300.000 cv. di
potenza complessiva.
Ma, a parte la produzione del campo navale,
non si può non sottolineare lo sviluppo assunto
al « Meccanico » dalle costruzioni nel campo
delle centrali termoelettriche; uno sviluppo che
ha raggiunto, nel biennio 1958-1959, un com-
plesso di forniture per oltre 800.000 kW di
potenza installata, tra impianti finiti ed in
corso di costruzione. Ed infine, vivendo passo
passo il progredire della tecnica, il e Mecca-
nico », primo fra gli stabilimenti italiani, co-
struisce le macchine principali per un im-
pianto elettronucleare.
- extracted text
-
Nella storia dell’industria italiana, l’« Ansaldo », centro di gravitazione di gran parte dell’at-
tività industriale di Genova, ha sempre avuto un ruolo di primo piano.
« Ansaldo» è antico nome genovese, tramandatoci dall'ing. Giovanni Ansaldo, che fu il primo
direttore © socio accomandatario della « Gio. Ansaldo & C.», da lui costituita con altri tre ge-
novesi: Bombrini, Penco, Rubattino, e sorta a Sampierdarena con l'acquisto dello stabilimento
«Meccanico» già attivato da Taylor e Prandi.
Giovanni Ansaldo, nel 1853, aveva due precise convinzioni: che il giovane regno sardo dovesse
fare da sè nella costruzione delle locomotive e che le navi in ferro della marina sarda dovessero
trovare in Genova i propri cantieri. Erano due idee che anche il conte di Cavour accarezzava
Ed ambedue furono realizzate.
Sampierdarena, da borgo villereccio di Genova si trasformò in un centro industriale che talu-
no ha chiamato la « Manchester d’Italia ».
Da allora è trascorso oltre un secolo.
L’« Ansaldo » ha acquistato via via dimensioni imprevedute, ha allargato la propria produzione
in tutti i campi: locomotive, aeroplani, cannoni, automobili, gru, trattori, carri armati, artiglierie
navali. Ma, soprattutto, « Ansaldo » ha significato © significa tuttora « costruzioni navali », dagli
scafi alle macchine, dai velieri di un secolo fa agli ultimi transatlantici, dai gloviosi mas di 10
tonnellate alle corazzate di 35.000, agli attuali supercaccia.
Durante la prima guerra mondiale l'« Ansaldo » diede un apporto fondamentale alle difese del
sco del Museo navale di Pegli
Flotte davanti ul porto di Genova in un quadro quattr
Paese. Costruù 10.000 bocche da fuoco, 11.000 carreggi d'artiglieria, milioni di munizioni, tremila
aeroplani e mimerosissimo altro materiale bellico, concorrendo validamente alla vittoria dell'Italia.
La crisi post-bellica chiuse, nel 1922, un ciclo storico dell'« Ansaldo »; quello al quale furono legati
per circa trent'anni Ferdinando Maria, e Mario e Pio Perrone, grandi capitani d’industria, che
portarono la Società a livello internazionale. La « Gio. Ansaldo & C.», ridimensionata, diventa
la Società « Ansaldo per passare, nel 1933, sotto il controllo dell'I.R.
Duramie il secondo conflitto mondiale l'apporto dato dall’« Ansaldo » alle
Armate Italiane
superò sensibilmente quello, pur così cospicuo, da essa fornito nella guerra 1915-18. Importanti
rami della produzione di guerra furono quasi per intero sviluppati dall'« Ansaldo». Le maestranze
impiegate presso l'Azienda raggiunsero nel 1943 un totale di 36.000 unità.
La forte struttura industriale permise alla Società di sopportare il grave disagio del 1945, causato
dal trapasso da una produzione di guerra ad una produzione di pace. Nel 1949, incorporando
anche i due cantieri navali di La Spezia e Livorno della Società Odero Terni Orlando,
le Ansaldo S.A.» assume la sua struttura odierna, e, realizzando via via un vasto programma
di rinnovamento di tutti gi impianti sia navali
che meccanici, si pone ad un livello che può
stare alla pari con le meglio attrezzate industrie
mondiali. Gli importanti lavori di ammoder-
namento in corso nel cantiere di Sestri accen-
lueranno, nei prossimi anni, le sue possibilità
competitive.
L'Azienda è attualmente articolata su tre can-
tieri e tre stabilimenti meccanici, che danno
lavoro a circa 18.000 persone. La produzione
annuale si aggira intorno ai 130 milioni di
dollari ed è destinata per un 60%, al mercato
nazionale, mentre il restante 40 %, è assorbito
dai mercati esteri.
Questo libro presenta una rassegna, necessaria-
mente sintetica, di ciò che ha fatto e continua a
fare, nel campo delle costruzioni navali, la
« Ansaldo » i cui limiti sono andati ben oltre i
confini della Liguria. Erede e continuatrice della
grande tradizione marinara della repubblica di
Genova, l'a Ansaldo » è oggi il più grande gruppo
cantieristico-navale del Mediterraneo. Una re:
cente classifica internazionale la pone nei primi
dieci posti fra tutti i cantieri del mondo.
- Solcare i mari — è dunque il primo gran-
de impegno dell’« Pa na
pie rispettando il fondamentale principio che è
sempre stato ed è tutt'ora alla base del suo pre-
stigio: mantenersi sulla via del progresso co-
struendo navi che seguano costantemente la evo-
luzione tecnica, e possibilmente l’anticipino, senza
mai deviare dall'elevata qualità della produ-
sione.
ANSALDO S.p.A.
Genova, 1959.
Nell'antica piazza di Carignano, a fianco. della storica
basilica cinquecentesca costruita da Gian Gal
si, sorge la moderna sede dell
CANTIERI NAVALI
Totale scali 16 fino a 250 mt. di lunghezza
le area mq. 650.000
LIVORNO: cate.
STABILIMENTI MECCANICI
@ rivi arc ma 220000
NAVI PASSEGGERI
NAVI PETROLIERE
cultal
retin
NAVI MILITARI
scali
Oltre a quelle
vaval niche collegate, specifica-
mente descritte e documentate in questo volume, ad altre
è non meno importanti produzioni dedica la sua attività
l'a Ansaldo », © precisament
Impianti termoelettrici completi con potenze da
3.000 kW a 170.000 KW e oltre. Impianti geotermo-
elettrici. Impianti elettronucleari.
Diesel elettrogeneratori da 100 kW a 1.400
[otori Diesel fino alle massime potenze per im-
pianti terrestri, per trazione e servizi speciali.
Impianti completi per la produzione di fertilizzanti
azotati € fosfatici ed impianti chimici în genere,
PRODUZIONE
NAVALE
Navi fino a 85,000 tp.l
marini completi, a turbina e Diesel, di
potenza.
0 a 50 tonnellate,
50
nichel - allumi
he finite del peso un
bronzo - manganes
ario fino sin
in bronzo - ini
Alberi portaelica, camici
Gru per cantieri navali
per cilindro etc.
nali
n
CS
o
sO
nti
Netta
Re
ti completi per l'industria del petrolio e della
completi per cementerie u via secca ed
Altre produzioni
Locomotive Diesel
escavatori - gru di ogni portata e cart
ssione - serbatoi per liquidi € gs
gasometri - costruzioni metalliche - fusioni in ghisa
ghisa sferoidale - fusioni in bronzo e leghe - uten-
sileria.
trasportatori -
Navi
passeggeri
1889
veliero CATERINA AGGAME
1.780 tl
159
dicon piroscafo PRINCIPESSA MARIA
2.100 t84
È 1998
Sa piroscafo BOSNIA
Ct] ARSA
I A
1910
È pirosenfo CITTÀ DI CATANIA
197 t.s.l. F
1916
turbonave DUILIO
24.881 1...
1923
piroscafo AMMIRAGLIO Ni
139 ts.
rroLo
1926
turbonave ROMA
32.582 ts.
1926
motonave AUGUSTUS
33.000 1...
T
i | 1927
turbonave AUSONIA
" 12.500 1.1
931
turbonave REX
51.000
Dal veliero CATERINA ACCAME alla
1946
motonave UGOLINO VIVALDI
9.000 t.5.1
48
motonave RIO DE LA PLATA
ts.
1949
turbonave ISKENDERUN
7.000 t.s.1 :
1951
otonave EUROPA
11.500 t.s.1.
1951
turbonave ANDREA DORIA
29.000
1952
motonave ACHILL
400 1.8.1.
1953
turbonave CRISTOFORO COLOMBO
20.000 1.5.1
motonave GRIPSHOLM
0 1.5.1
tarbonave FEDERICO C.
20.000 £.
19;
tarbonave LEONARDO DA VINGI
33.000 t,
turbonave LEONARDO DA VINCI
Dal 1950 ad oggi PANSALDO ha varato 15 navi passeggeri per 213.700 t.s.
Navi
petroliere
1888 - Pirocisterna —SESTRI PONENTE 120 tp
1923 - Motocisterna 9000»
1939 - Motocisterna GIORDANI 14.000»
1940 - Motocisterna -— POZARICA 10.500»
1943 - Motocisterna FEDE 10.700»
1946 - Motocisterna -— MATTEOTTI 9,600»
1951 - Motocisterna 26700»
1952 - Motocisterna IGNAZIO BIBOLINI 18.000»
FRANCESCO BIBOLINI 21.500»
1953 - Turbocisterna | G 27400»
1954 - Turbocisterna - FRISCO 18.500»
1954 - T'urbocisterna - MINA D'AMICO 31.500»
1957 - AGRIGENTUM 52.000»
Dal 1950 ad oggi lANSALDO ha avuto l'ordi
37 petroliere per un totale di 1.183.780 f.p.
4 da 26.700
7 &
lazione di
Navi
da carico
1957 - Motonave
GIOVANNI ANSALDO
16.000
1958 - Motonave
FUCINATOR
19.200
Navi
militari
1931 - o POLA 10.160»
1934 - Incrociatore EMANUELE FILIBERTO 7.400 t. di:
1928 - Esploratore LUCA TARIGO 1819» i A da
1937 -
ploratore TASCHKENT 3.500»
1937 - Cacciatorpediniere AVIERE 1.600»
1952 - Avviso scorta NTAURO 1.900
niere ALMIRANTE CLEMENTE 1.300
1954 - Cacciatorped
- Corvetta SULTAN HASANUDDIN 950»
1916 - Sommergibile BALILLA 723»
1955 - Cacciatorpediniere INDOMITO 2975» iù à
660
4
1933 - Sommergibile
1935 - Sommergibile P. GALVI
Cantiere navale
di Genova- Sestri
inci
11 cantiere di Sestri ed i suoi mezzi di
produzione, quali sono descri
questo capitolo, si riferiscono alla si
tuazione esiste
Te oa ora
inte La fisi
duttiva del cantiere.
capacità pro-
si cantiere navale «Ansaldo» di Genova-Sestri
attrezzato per la costruzione di navi mer-
Cantili di qualsiasi tipo fino a 65.000 t.p.l.
e di navi militari di corrispondenti dimensioni,
con una potenzialità di 45.000 tonn.fanno di
materiale da scafo e 16.000 tonn.fanno di ma-
teriale di allestimento e apparati motore
Il cantiere occupa attualmente un’area totale
di mq. 240.000 di cui mq. 80.000 di area co-
perta da fabbricati per uffici, officine e magaz-
zini e mq. 160.000 di area scoperta per lavo-
Antistante al cantiere è uno specchio acqueo
riservato delimitato e protetto da dighe, di
un’area complessiva di mq. 250.000. È sud-
diviso in due bacini, uno a levante che serve
le officine di allestimento ed uno a ponente
che costituisce un bacino di calma per l’ef-
fettuazione dei vari, onde eliminare gli incon-
venienti derivanti dal mare aperto € ridurre
l’oneroso lavoro di dragaggio dei fondali nella
fase preparatoria dei vari stessi. L'accesso allo
specchio acqueo è costituito da un varco aperto
a ponente del bacino di calma.
‘Tali opere di protezione dello specchio acqueo
richiedono che i vari siano effettuati frenati
affinchè le navi, causa l’abbrivo acquistato nella
loro corsa al mare, non vadano ad urtare
la diga. 3
Il cantiere, facendo esclusione per gli uffici
della direzione, è costituito essenzialmente di
di parti, una per la costruzione ed una per
allestimento.
Dell prima fanno parte la sala. tracciato,
il parco lamiere e profilati, l'officina navale, il
piazzale di prefabbricazione © gli scali; la
seconda parte è costituita dalle officine: tubi,
carpenteria media © leggera, meccanica, mon-
188
bici irticlininsttt
taggio apparati motori, impianti elettrici, lavo-
razione legno e servizi marinareschi
di una estensione che
3.900 mq., permette lo sviluppo,
, dei tracciati di almeno
sei strutture di navi ed ha annessa
una officina modellisti per pezzi di fusione.
— La sala a tracciare,
raggiunge |
Il parco lamiere © profilati pesanti sì svi-
luppa su di un'area di mq. 18.000, suddivisa in
cinque campate, ed i materiali che arrivano
direttamente dalle acciaierie attraverso raccordi
ferroviari vengono ivi scaricati, classificati e
depositati in attesa di impiego. Il parco è servito
da gru a ponte e da clettromagneti per la
sistemazione, il movimento e il prelievo dei
materiali. È dotato di un impianto di macchine
sabbiatr per la pulitura del
l'asportazione della calamina.
— L'officina navale comprende il reparto trac
ciatura € il reparto lavorazione lamiere e profilati
Il primo ha sede in sei campate a nord del-
l'officina navale e occupa una superficie di
mq. 3.00 servita da gru a ponte.
Il secondo reparto è disposto su tre campate
adiacenti ed uguali a ponente del piazzale
di prefabbricazione e occupa una superficie di
mq. 9.900
L’officina è attrezzata per la lavorazione di ogni
tipo di costruzione navale ed è dotata di tutte
le macchine necessarie a tale lavorazione; è
attraversata da un doppio binario che viene
utilizzato per condurre il materiale lavorato
al piazzale di prefabbricazione a monte degli
scali di costruzione.
— Il piazzale di prefabbricazione costituisce,
con gli scali, il complesso centrale del cantiere
ed occupa un’area di mq. 24.000. Vi sono
sistemati i piani di prefabbricazione per com-
plessivi mq. 8.200.
In caso di cattivo tempo gli operatori vengono
protetti da tettoie mot correnti su rotaie.
L'area del piazzale di prefabbricazione e quella
a mare, su cui trovano sistemazione gli scali,
sono servite da un impianto di sollevamento
(continua @ pag.
a teleferiche con impiego singolo o combinato
fino ad $ paranchi articolati su appositi bilancieri.
L'impianto è costituito da 33 teleferiche cor-
renti su altrettante funi distanti 6 m. fra loro
e tesate fra una travata che poggia su 4 piloni
a monte ed una poggiante su 4 piloni a mar
la distanza fra le mezzerie delle travate è di
m. 298.
Ciascuna teleferica porta un paranco da 4 tonn.
e ha una corsa di m. 280 sul proprio cavo tesato
ad altezza di 60 m. a monte e di 40 m. a
mare. Per lo smistamento dei materiali in senso
normale a quello delle teleferiche funzionano
gru semoventi; vi è inoltre una coppia di
binari, oltre a quelli di collegamento con
l’officina navale.
I lavori di ammodernamento in corso nel can-
tiere comportano tra l’altro, l'abbattimento degli
otto piloni e la relativa sostituzione delPattuale
sistema di sollevamento a teleferiche con nuovi
mezzi costituiti da potenti gru della portata fino
a 60 tonn. (vedi capitolo CMI a pag. 308).
servizi dell’aria compressa, dell'ossigeno, del-
l'acetilene, dell'acqua € dell energia elettrica,
occorrenti alle lavorazioni e agli impianti del
piazzale sono serviti da apposite canalizzazioni
fisse, sistemate in cunicoli in calcestruzzo in-
ternati.
Gli scali. A mare del piazzale di prefabbri-
one sono sistemati gli scali di costruzione,
dei quali due fissi in muratura di lunghezza
utile fino a 250 m. e tre volanti con taccate
mobili e con lunghezza utile fino a 200 m. Verso
levante della zona esiste un altro piazzale
servito da gru a castello e sul quale è possi-
bile sistemare un sesto scalo, di tipo volante
con taccate mobili.
La sistemazione scali ora descritta risulterà com-
dletamente modificata nel 1963, una volta cioè
ultimati i lavori in corso. Il progetto prevede,
infatti, al posto degli attuali, tre nuovi scali
concezione moderna attrezzati per la costruzio-
ne di nati fino a 85.000 t.p.l.
L'energia, il gas, l’acqua occorrenti alle varie
lavorazioni vengono erogati per mezzo di tu-
bulature e canalizzazioni ad impianti fissi ©
mobili a seconda dell'impiego sui diversi scali.
— L'allestimento, A levante della zona degli
scali è sistemato il complesso delle officine di
allestimento.
Wicca
L'area della banchina antistante alle officine
e compresa fra i due pontili che delimitano il
bacino di allestimento, raggiunge i 16.000 mq.
e viene utilizzata per il montaggio o per il
deposito di strutture prefabbricate e di altri
materiali in attesa di imbarco.
La banchina di allestimento si sviluppa per 800
ml. sullo specchio interno della darsena rela
tiva; tenendo conto di ulteriori 200 ml. di
banchina esistenti nello specchio d’acqua pro-
spiciente «gli scali, si ha uno ona com-
plessivo di banchina di 1.000 ml. La banchina
è servita da gru mobili su binarioni di corsa, è
dotata di appositi cunicoli per le tubulature e
le canalizzazioni dei servizi ed è raccordata con
tre tronchi di binario alla rete ferrovi:
Le officine di allestimento sono:
— l'officina tubi, sistemata su tre campate e
su di un’area complessiva di mq. 3.800, servita
da gru a ponte e a bandiera. È dotata di
un magazzino tubi di 1.600 mq. e di uno più
piccolo per accessori vari di tubulature.;
— l'officina carpenteria media e leggera, su tre
campate e su di un’area complessiva di mq.
4000 ca., servita da gru a ponte e dotata
di ma; di 700 mg. L'officina è partico-
larmente attrezzata per la costruzione di im-
barcazioni di salvataggio, osteriggi, trombe a
vento, condotte di ventilazione, cappe a fumo,
paratie divisorie, serbatoi, portelleria, stipet-
teria, cuffie di protezione, ecc.;
azzino
— l'officina meccanica e aggiustaggio, partico-
larmente attrezzata per lavorazioni meccaniche,
escluse quelle di apparati motori, sistemata
su tre campate su di un’area di mq. 2.600;
— l'officina montaggio apparati motori, che
provvede al montaggio delle motrici principali
e degli ausiliari relativi a delle linee d'assi delle
navi, costituita dall’officina propriamente detta
dell’area di 400 mq. e da locale attiguo di
2.000 mq., dove gli clementi di macchina da
sistemare a bordo vengono depositati in attesa
di impiego, preparati e, ove necessario € pos:
sibile, premontati nei limiti di peso consentiti
dalla portata delle gru a ponte dell’officina e
dei mezzi di sollevamento banchina;
l'officina impianti elettrici che si sviluppa
su di un’area di 1.200 mq. ed è attrezzata per
costruzione e montaggio di quadri e SOLOAUanLI
ontina a pax. 314)
201
elettrici e per la preparazione degli ac
occorrenti per È. impianti di bordo.
L'officina è dotata di sala prove con strumenti
di misura, di locale per la verniciatura e di locale
deposito. È servita da una gru a ferroguida.
Da citare inoltre un reparto idraulico che oc-
cupa 200 mq., un'officina costruzione e ripa-
one utensili su 500 mq. e un'officina pi
la zincatura sistemata in apposito fabbricato di
400 mq. dotato di vasche e forni adatti;
ie officine per la lavorazione del legno, cioè:
un'officina carpenteria adibita alla prepa-
ione del legname che serve per gli scali du-
rante la costruzione delle navi e per i vari e
che si sviluppa su una superficie di 1.000 mq.
una segheria con annesso reparto tratta-
mento legno che ricopre una superficie di 2.600
mq. La segheria è dotata di una moderna e
completa attrezzatura meccanica che consente
la lavorazione del legno per tutte le applica-
zioni navali e la del cantiere. È
dotata altresì di impianti essiccazione e igni-
fugazione;
ua
— un'officina falegnami, che copre un’area di
2.700 mq. ed è attrezzata per eseguire qualsiasi
lavoro di arredamento, sia per quanto riguarda
la composizione di pannelli per pareti e ri-
vestimenti, per quanto riguarda i mobili;
— un reparto lucidatori mobili su una super-
ficie di 400 mq., un reparto tappezzieri su di
300 mq. e un deposito mobili di So0 mq. Tutte
le officine per la lavorazione del legno sono
servite da un deposito scoperto e da un magaz-
zino coperto su tre campate per la conserv
zione del legname.
Da citare ancora:
— i servizi marinareschi costituiti da due re-
parti, uno di marinai imbragatori e di imbarco
e l’altro di marinai d’armamento e di ormeggi
un reparto coloritori e verniciatori e un
reparto ponteggiatori.
In un fabbricato a tre piani, servito da monta-
carichi, è disposto infine il magazzino generale,
ove trovano ricetto tutti i materiali che non
siano collocati egli appositi magazzini adiacenti
alle v: o
Cantiere navale
di La Spezia
É
La Spezia, in pianta. Il disegno si riferi
modificano sensibilmente i moli e la lun
le esistente prima del 1959. Recenti lavori di
gli scali
Il cantiere navale di La Spezia (Muggiano)
è attrezzato per la costruzione di navi mer-
cantili di qualsiasi tipo fino a 45.000 tonnellate
di portata lorda e di navi militari di corrispon-
denti dimensioni, con una potenzialità di
20.000 tonn.fanno di materiale da scafo e
7.000 tonn.fanno di materiale di allestimento e
apparati motore.
Il cantiere occupa attualmente un’area è totale
di mq. 185.000 di cui mq. 50.000 di arca
coperta da fabbricati per uffici, officine e ma-
gazzini e mq. 135.000 di area scoperta per
lavorazioni.
A sud-est della zona degli scali e dell’officina
navale e adiacente alle officine allestimento è
una darsena delimitata da moli di una area
complessiva di mq. 30.000. L'accesso alla
darsena si ha dal lato di nord-ovest aperto
sulle acque del golfo di La Spezia.
Il cantiere, a parte gli uffici della direzione,
è costituito essenzialmente da due parti, una
per la costruzione e una per l'allestimento.
Della prima fanno parte la tracciato, il
parco lamiere e profilati, l'oficina navale, i
piazzali di prefabbrica e gli scali; la
seconda parte è costituita dalle officine: fuci-
natura, meccanica € aggiustaggio, carpenteria
leggera, tubi, impianti elettrici, lavorazione
legno, montaggio apparati motori e servizi ma-
rinareschi.
3
La sala a tracciare, di un'estensione che
raggiunge i 3.200 mq., permette lo sviluppo,
senza sovrapposizione, dei tracciati di almeno
quattro strutture di grandi navi ed ha annessa
un'officina modellisti per pezzi di fusione.
Il parco lamiere e îl parco profilati si svi-
luppano su di un’area di mq. 11.000. Sono
situati, il primo all'estremità orientale del Can-
tiere e si estende per 7.000 mq., il secondo
nella zona prospiciente l'officina navale e ha
una superficie di 4.000 mq. I due parchi sono
collegati da raccordi ferroviari, attraverso i
quali arrivano dalle acciaierie i materiali che
vengono scaricati, classificati e depositati in
attesa di impiego. I parchi sono serviti da
gru di vario tipo per la sistemazione, il movi-
mento e il prelievo dei materiali e sono do-
tati di macchina sabbiatrice per la pulitura del
materiale e l'asportazione della calamina.
— L'officina navale comprende il reparto trac-
ciatura e il reparto lavorazione lamiere © pro-
filati. Il primo ha sede in apposita tettoia op-
portunamente ubicata ed occupa una super-
ficie di mq. 2.200, servita da gru a ponte. Il
secondo occupa tutte le tettoie dell’ofticina na-
vale propriamente detta, su di una superficie
i mq. 10.500. L'officina è attrezzata per la
lavorazione di ogni tipo di costruzioni navali
ed è dotata di tutte le macchine necessarie a
tale lavorazioni
I piazzali di prefabbricazione occupano una
‘a di mq. . Vi sono sistemati i piani
fabbricazione per complessivi mq. 7.900.
Nella stessa zona sono ubicati anche i due
principali scali del cantiere in cemento ar-
mato, della lunghezza utile fino a
L'arca occupata dai piazzali di prefabbrica-
zione e dagli scali è servita da otto gru scorre-
voli, delle quali quattro da 35 tonn. e quattro
la 5 tonn. Nella zona orientale del cantiere
istono altri quatro scali in cemento armato
di lunghezza utile fino a 190 m. per eventuale
ausilio a quelli sopraddetti © per costruzioni
leggere; questi scali sono serviti da cinque gru
a colonna da 5 tonn. ed hanno uno specchio
d’acqua antistante di mq. 12.000 con un pon-
tile della lunghezza di m. 70 e della superficie
di 2.000 mq.
Tutta l’area dei piazzali di prefabbricazione e
degli scali principali è dotata dei relativi ser-
vizi dell’aria compressa, dell'ossigeno, dell’ace-
tilene, dell’acqua e dell'energia clettrica, che
vengono erogati a mezzo di apposite canaliz-
zazioni fisse 0 mobili a seconda dell'impiego.
L'area della banchina circostante alla darsena
di allestimento raggiunge i 19.000 mq. e viene
utilizzata per il montaggio o per il deposito
di strutture prefabbricate e di altri materiali
in attesa di imbarco.
— L'allestimento. La banchina si sviluppa per
650 m. sullo specchio interno della darsena. È
servita da gru scorrevoli, è dotata di appositi
cunicoli per le tubulature e le canalizzazioni
dei servizi ed è raccordata con tronchi di bi-
nario alle altre zone del cantiere ed alla rete
ferroviaria.
In prossimità della darsena di allestimento so-
no ubicati: il reparto marinai con annessa
officina attrezzisti e una tettoia di mq. 400 per
congegnatori e lavori vari di aggiustaggio e
montaggio di allestimento in genere e di mac-
chine; la sezione vigili del fuoco; la centrale
acetilene; una centrale elettrica; una centrale
pneumatica; uffici e locali diversi
— Le officine di allestimento sono:
l'officina fucinatura, ubicata nella zona dei
quattro scali orientali su di un’area di mq.
1.900 servita da gru a ponte e a bandiera;
l'officina meccanica © aggiustaggio, partico-
larmente attrezzata per lavorazioni meccaniche,
escluse quelle di apparati motori, sistemata
all'estremità orientale del complesso delle offi-
cine di allestimento su di un’area di mq. 2.500;
— l'officina carpenteria leggera, comunicante
con l'officina meccanica e ad occidente della
stessa, attrezzata per la lavorazione e prefab-
bricazione di strutture in lamiera sottile e lega
leggera, come imbarcazioni di salvataggio, oste-
riggi, trombe a vento, condotte di ventilazione,
cappe a fumo, paratie divisorie, serbatoi, por-
telleria, stipetti, cuffie di protezione, ecc. Oc-
cupa una superficie di mq. 1.500;
l'officina tubi, attigua © ad occidente del-
l'officina carpenteria, su di un’area di mq.
1.900 e dotata di magazzino tubi di mq. 4.000;
— l'officina impianti elettrici, ubicata al primo
piano fra le officine tubisti è carpenteria, adi
bita, su una superficie di 500 mq., alla costru-
zione è montaggio di quadri € sottoquadri ed
alla preparazione degli accessori occorrenti agli
impianti di bordo e di cantiere.
L'officina è dotata di locali per verniciatura e
pulitura macchine elettriche e di locale per
deposito materiali in lavorazione a terr
— le officine per la lavorazione del legno, costi-
tuite da:
m'officina segheria-carpenteria per la lavo-
razione del legname, che serve agli scali di co-
struzione, con una superficie di mq. 2.300;
— un'officina falegnami, situata a sud-ov
dell’officina tubisti, che occupa una superficie
di mq. 3.000 su due piani, incluso l'apposito
deposito legname. L'officina è attrezzata per
eseguire qualsiasi lavoro di arredamento, com-
posizione di pannelli e mobili, lucidatura e
verniciatura a spruzzo; è dotata di apposito
deposito mobili finiti;
— l'officina montaggio apparati motori, ubi-
cata all'estremità occidentale delle officine di
allestimento verso la darsena, attrezzata per il
montaggio delle motrici principali, degli au-
ri relativi e delle linee d* elle navi; ha
una superficie di 200 mq. e un deposito di
750 mq. ed è servita dalle gru a ponte del-
RARO quale è in comuni-
cazione.
Da citare ancora:
- un'officina per la zincatura di 500 mq. di
superficie, dotata di vasche e forni md
un'officina manutenzione attrezzi affiancata al-
l'officina meccanica.
In un fabbricato a due piani, fiancheggiante le
officine allestimento, è disposto il magazzino
generale dove si trovano tutti i materiali che
non siano collocati negli appositi magazzini
adiacenti alle varie officine.
_
Cantiere navale
di Livorno
Il cantiere navale di Livorno è attrezzato per
la costruzione di navi mercantili di qualsiasi
tipo fino a 85.000 t.p.l. e di navi militari di
corrispondenti dimensioni, con una potenzia-
lità di 15.000 tonn./anno di materiale da scafo
e 7.000 tonn.fanno di materiale di allestimento
e apparati motore.
Il cantiere occupa attualmente un’area totale
di mq. 235.000, di cui mq. 65.000 di area
coperta da fabbricati per uffici, officine e ma-
gazzini e mq. 170.000 di area scoperta per
lavorazioni.
Nella zona nord-est del cantiere è una darsena
per l’allestimento delle navi delimitata da moli,
di un’area di mq. 40.000.
Taccesso alla darsena avviene dal lato di
nord-ovest collegato con le acque del Porto
Medicco per mezzo di un canale con ponte
girevole. Nella darsena è ubicato un bacino di
carenaggio della lunghezza di oltre 125 m.
È altresi a lisposizione del cantiere una ban-
china del Porto Mediceo adiacente alla zona
del cantiere stesso.
Il cantiere, a parte gli uffici della direzione,
è costituito essenzialmente di due parti, una
per la costruzione e una per l’allestimento.
Della prima fanno parte la sala tracciato, il
parco lamiere e profilati, l'officina navale, i
piazzali di prefabbricazione e gli scali; la se-
conda parte è costituita dalle officine: fucina-
tura, meccanica e aggiustaggio, carpenteria
leggera, tubi, impianti elettrici, lavorazione le-
gno, montaggio apparati motori c servizi mari-
nareschi.
La sala a tracciare, di una estensione che
raggiunge i 1.700 mq., permette lo sviluppo,
senza sovrapposizione, dei tracciati di almeno
tre strutture di grandi navi.
— Il parco lamiere e profilati si sviluppa su di
un’area di mq. 6.000 di cui mq. 4.500 per le
lamiere e mq. 1.500 per i profilati. Entrambe
le aree sono ubicate nelle immediate vicinanze
dell’officina navale.
I materiali arrivano nel parco dalle acciaierie
per via ordinaria e sono scaricati, classificati e
depositati in attesa di impiego. I parchi sono
serviti da gru di vario tipo per la sistema-
zione, il movimento e il prelievo dei materiali.
— L'officina navale comprende il reparto trac-
ciatura e il reparto lavorazione lamiere e pro-
filati. Entrambi i reparti hanno sede in dicci
capannoni e occupano una superficie di mq.
12.000. L'officina, servita da gru a ponte, è
attrezzata per la lavorazione di ogni tipo di co-
struzione navale ed è dotata di tutte le mac-
chine necessarie a tale lavorazione.
— I piazzali di prefabbricazione occupano una
area di mq. 15.500. Vi sono sistemati i piani
di prefabbricazione per complessivi mq. 7.500
In prossimità sono ubicati gli scali del can-
tiere in numero di quattro, di lunghezza utile
fino a 265 m., uno rivolto verso occidente sul
mare aperto con protezione parziale di moli e
tre rivolti verso nord-ovest sulla darsena del
cantiere. ‘l'utti gli scali sono in cemento ar-
mato; i tre scali rivolti verso la darsena sono
del tipo con fossa e porta stagna e uno di essi
è del tipo a rotaie con carrello centrale. Tutta
l’area occupata dai piazzali di prefabbricazione
e dagli scali è servita da gru scorrevoli, due
da 60 tonn., due da 35 tonn., una da 25 tonn.
e le altre di portata minore, ed è dotata dei re-
lativi servizi dell’aria compressa, dell'ossigeno,
dell’acetilene, dell’acqua e dell'energia elet-
trica, che vengono erogati a mezzo di apposite
canalizzazioni fisse o mobili a seconda del-
l’impiego.
L'area delle banchine di allestimento sulla dar-
sena e al Molo Mediceo raggiunge i 13.000
mq. e viene utilizzata per il montaggio e per
il deposito di strutture prefabbricate e di altri
materiali in attesa d’imbarco.
teontinna a pag. 343)
235
L’allestimento. Le banchine si sviluppano
per 400 m., dei quali m. 190 sulla darsena €
210 m. sul Porto Medicco. Entrambe le ban-
chine sono servite da gru scorrevoli, fino a
tonn. per quella della darsena e fino a 30 tonni.
per quella del Porto Medico.
oli per le tubu-
vizi
Sono dotate di
ppositi cu
lature © le canaliz
azioni dei s
Le officine di allestimento sono:
l'officina fucinatura sistemata în apposito
capannone su di un’area di mg. 600, dotata
di adatti mezzi di sollevamento;
— l'officina meccanica e di aggiustaggio, parti-
colarmente attrezzata per lavorazioni mecca-
niche, escluse quelle di apparati motori,
stemata nella zona orientale del complesso
delle officine di allestimento su di un’area di
mq. 5.000;
l'officina carpenteria leggera, situata ad oc-
cidente dell’officina meccanica e attrezzata per
la lavorazione e prefabbricazione di strutture
in lamiera sottile e lega leggera come osteriggi,
trombe a vento, condotte di ventilazione, cappe
a fumo, portelleria, stipetti, serbatoi, cuffie di
protezione, ece. Occupa una superficie di mq.
2.000;
l'officina tubi, attigua e ad occidente della
officina carpenteria, su un’area di mq. 2.300,
dotata di un magazzino tubi di mq. 500;
— l'officina impianti elettrici, ubicata al «primo
piano delle officine allestimento sopra la cen-
trale elettrica, su di una superficie di 600 mq.,
adibita alla costruzione e montaggio di quadri
e sottoquadri e alla preparazione degli acces-
sori occorrenti agli impianti di bordo e di
243
canti
controllo;
È dotata di apparecchi di misi
le officine per la lavorazione del legno cc
stituite da;
un'officina carpenteria in legno per la la-
vorazione del legname che serve per gli scali
di costruzi con una superficie di mq.
1.400. È ubicata in apposito capannone adia-
cente all’officina navale;
situata all’
un'officina falegnami
nord occidentale del complesso delle officir
allestimento su una superficie di mq. 1.800 su
due piani. È attrezzata per eseguire qualsias
lavoro di arredamento, composizione di pan-
nelli e mobili, lucidatura e verniciatura a
è sito per
spruzzo; è dotata di apposito depo:
mobili finiti e di locale con stufe di e:
cazione; a
— l'officina montaggio apparati motori, ub
cata fra l'officina meccanica e l'officina car-
pente gera, nel complesso delle officine
di allestimento verso la darsena, attrezzata per
il montaggio delle motrici principali, degli au-
siliari relativi e delle linee delle
Ha una superficie di 700 mq. ed è servita da
adatti mezzi di sollevamento da 30 tonn.
d’assi navi
Da citare ancor:
un'officina per la sincatura di 125 mq. at-
ata per piccoli lavori e un'officina manu-
tenzione attrezzi affiancata all’officina mecca-
nica.
Presso la banchina di allestimento al Molo
Mediceo esiste un complesso di locali e ser-
vizi che costituiscono un'officina periferica di
allestimento anche per l'esecuzione di piccoli
lavori in loco.
In fabbricati ubicati in varie zone del cantiere,
sono disposti i magazzini generali ove trovano
ricetto tutti i materiali che non siano collo-
cati negli appositi magazzini adiacenti alle
rie officine
Stabilimento
Meccanico
call
Lo stabilimento MECCANICO di Genova-Sampierdarena, in pianta
Wicca cca
Come già si è detto, il « Meccanico », fondato
nel 1853, fu il nucleo originale dell’ Ansaldo»,
e restà dal 1875 la fucina delle macchine per
la propulsione navale.
Nel 1875 appunto, il « Meccanico » costruì la
prima grande macchina a vapore navale, quella
per la corazzata Palestro, varata a La Spezia
Con la Palestro la marina militare italiana
ebbe per la prima volta un apparato..motore
di costruzione interamente italiana: la sua po-
tenza era di 3.361 ev. Le prove fornite fu-
rono soddisfacentissime.
Avendo dimostrato di essere in grado di a
durre grandi macchine marine, mentre fino
allora l’Italia aveva dovuto sempre fornirsene
all’estero, il « Meccanico » ricevette una serie
di ordinazioni importanti per diversi apparati
motori, come quello per l’avviso Staffetta di
700 cv., quello per l’avviso Marcantonio
Ga da 1.704 cv. e due apparati motore,
ciascuno da 5.000 cv., per gli incrociatori
Amerigo Vespucci è Savoia. Come si vede, il
«Meccanico » fornì gli apparati motore per
tutte le maggiori navi italiane del tempo, an-
che se costruite in altri cantieri o nei regi
arsenali.
Va inoltre ricordato che allora lo stabilimento
fu all'avanguardia anche nella difficile tecnica
di costruzione dei grandi fucinati per lo scafo,
che forni infatti per la corazzata Lepanto
(dritto di prora e di poppa e telaio del timone,
pezzi che furono un vero vanto dell’epoca) é
per le famose corazzate Duilio e Dandolo (dritti
di prora e di poppa) costruite nei regi arsenali.
Ma per attenerci soltanto ai motori, si potrà
notare che dal 1853 al 1883 furono costruite
circa 40 macchine di propulsione, 55 caldaie
marine, oltre ovviamente numerose macchine
per impianti fissi, caldaie per impianti indu-
ali © quasi cento locomotive.
Nel 1883 la commissione ministeriale diretta
da Benedetto Brin, nella sua relazione uffi-
ciale, affermò: « Lo stabilimento « Ansaldo» di
Storia del « Meccanico»
Sampierdarena è il più vasto ed importante
stabilimento meccanico del regno ».
La potenza delle macchine prodotte nello sta-
bilimento « Meccanico » si sintetizza nello svi-
luppo degli apparati motori: nel 1886 escono
le più potenti macchine fino allora costruite,
quelle per lo Stromboli di 6.298 cv.; nel 1889
siamo già a macchine di 19.500 cv. per la
grande corazzata Sicilia, e alle tre macchine a
triplice espansione, da 5.000 ev. ciascuna, per
le navi Strio, Orione © Perseo.
Poi ancora le macchine a triplice espansione,
rispettivamente di 4.000 ev. e di 6.500 cv.
per gli incrociatori Minerva e Liguria. Tra il
1895 e il 1899, mentre il cantiere di Sestri
costruiva sei incrociatori corazzati per la ma-
rina italiana e per l'estero, il «Meccanico» for-
pettivi apparati motori da 13.500 cv.
Ai primi anni del 1900, dunque, il « Mecca-
nico » era all’avanguardia dell’industria nazio-
nale per la produzione di macchine marine. Il
‘anico » aveva esteso la propria super-
ficie a 84.000 metri quadrati, dei quali 38.500
coperti; aveva già portato la propria mano
d’opera a 4.200 operai e la propria attrezzatura
i macchine utensili grandi e medie al numero
di 895.
Nel ‘1904 l'« Ansaldo », dopo aver fornito le
macchine da 11.000 cv. di propulsione per
la Messoudieh, ottiene dalla Suprema Porta
l'esercizio di un'officina navale nell’arsenale
imperiale di Costantinopoli, dove i nostri tec-
nici e le nostre maestranze resteranno poi fino
al 1911, epoca della guerra italo-turca.
Si aprono grandi anni di successi: nel 1905
già si costruivano apparati motori con mac-
chine alternative della potenza di 20.000 cv.
per le navi Roma e San Giorgio, nel 1907
s'inizia la costruzione, su licenza, della prima
turbina Parson per la San Marco e, successi
vamente, si costruiscono tutti i grandi apparati
motori di tale tipo per le sei maggiori coraz-
zate italiane: Dante Alighieri, Giulio wr
253
Vit
Leonardo da Vinci, Conte di Cavour, Andrea
Doria e Caio Duilio.
Con le turbine Parson, l’« Ansaldo » dimostrò
di marciare al passo col progresso industriale e
tecnico mondiale.
Dopo le turbine per i piroscafi Città di Catania
e Città di Bari e quelle da 12.000 cv. per l’in-
crociatore Libia, lo stabilimento fu duramen-
te impegnato per le necessità belliche della
prima guerra mondiale.
Per ciò che riguarda esclusivamente il campo
navale, il « Meccanico » produsse in quegli anni
143 motori Diesel per navi
Nel 1919 il «Meccanico» misurava 200.000
mq. di superficie, dei quali metà coperti. Il
reparto delle costruzioni motori e caldaie aveva
raggiunto un'altissima specializzazione. Infatti
in quel tempo l’« Ansaldo » riceveva l’ordina-
zione di motori Diesel per sottomarini e co-
struiva 20 turbine per le navi da carico tipo
Ansaldo.
Poi si entra nella storia più recente: i potenti
apparati motori per le grandi navi di linea:
38.000 cv. per il transatlantico Roma; 28.000
ev. per la motonave Augusti, vero gioiello
di tecnica navale, ammirato ovunque come
prova di forza dell'ingegneria navale italiana;
96.000 cv. per i tre incrociatori tipo Con-
dottieri che raggiunsero velocità di 39,9 nodi;
i 140.000 cv. del Rex, nastro azzurro nel 1933.
Stabilimento MECGANIGO - In sala prova.
gruppi turboriduttori, delta potenza totnle di
sostruito per l'incrociatore EUGENIO "DI SAVONA
da 7.550 td
0 dei due
Sul Rex le macchine di propulsione consiste-
vano in 4 grandi gruppi turboriduttori; il va-
pore a relativa alta pressione era fornito da 14
caldaie delle quali 12 a tubi d’acqua e 2 del
tipo cilindrico. Poi, gli apparati motori da
160.000 cv. ciascuno per le corazzate da
35.000 tonnellate.
Negli ultimi anni, il « Meccanico » ha fornito
gli apparati motore di quasi tutte le navi
varate nei cantieri « Ansaldo », oltre a soddi-
sfare numerose ordinazioni esterne.
Sono cifre sufficientemente indicative della ca-
pacità produttiva dello stabilimento quelle che
riassumono la produzione degli ultimi 50 anni,
in questo campo:
— circa 1350 apparati motore (alternativi, a
turbina, Diesel) per circa 5.300.000 cv. di
potenza complessiva.
Ma, a parte la produzione del campo navale,
non si può non sottolineare lo sviluppo assunto
al « Meccanico » dalle costruzioni nel campo
delle centrali termoelettriche; uno sviluppo che
ha raggiunto, nel biennio 1958-1959, un com-
plesso di forniture per oltre 800.000 kW di
potenza installata, tra impianti finiti ed in
corso di costruzione. Ed infine, vivendo passo
passo il progredire della tecnica, il e Mecca-
nico », primo fra gli stabilimenti italiani, co-
struisce le macchine principali per un im-
pianto elettronucleare.
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